Le novità Brembo al Fuorisalone 2025

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Brembo torna al Fuorisalone di Milano e lo fa celebrando l’estetica, il colore e l’innovazione. Dopo l’entusiasmante partecipazione del 2024, il marchio bergamasco specializzato in impianti frenanti presenta tre esclusive finiture scelte dal pubblico: mirtillo, zafferano e oro. Una proposta lontana dai classici richiami patriottici, ma perfettamente in sintonia con le tendenze contemporanee dell’interior design. L’iniziativa è nata dalla collaborazione con Sesia&Co., partner con cui sono stati sviluppati dodici colori unici, pensati per andare oltre il contesto automobilistico e trovare spazio anche nell’arredamento e nel design d’interni. Questa novità ha riscosso un grande successo, tanto da spingere Brembo a produrre i tre colori più votati durante la precedente edizione. Le nuove pinze colorate sono un perfetto esempio di contaminazione tra mondi diversi. Il mirtillo e lo zafferano appartengono alla gamma X-Style, dedicata agli automobilisti che cercano prestazioni elevate ma non vogliono rinunciare alla personalizzazione. L’oro, invece, è riservato alla pinza BM6 del kit GT, simbolo dei 50 anni di presenza di Brembo nel mondo delle competizioni.  Per sottolineare il valore estetico di questa operazione, Brembo ha creato anche un packaging esclusivo, pensato per esaltare la raffinatezza dei nuovi colori. Un segno distintivo che riflette l’approccio dell’azienda: unire tecnologia, precisione e bellezza.  È una visione, una nuova frontiera. Significa proporre un impianto frenante non solo come componente tecnico, ma come oggetto di stile, capace di dialogare con architettura, creatività e cultura visiva. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Audi rivoluziona la produzione con un ciclo chiuso dell'acciaio

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Audi introduce nella produzione un sistema innovativo di ciclo chiuso per l’acciaio, segnando un’evoluzione concreta verso la sostenibilità industriale. In collaborazione con TSR Recycling, nell’ambito del progetto MaterialLoop, la Casa dei quattro anelli diventa il primo costruttore al mondo ad applicare un processo di riciclo dell’acciaio proveniente da veicoli a fine vita all’interno della produzione di serie. La fase iniziale prevede il trattamento di veicoli di pre-produzione, destinati al recupero dei materiali. L’acciaio ottenuto viene tracciato digitalmente e immagazzinato in un “conto virtuale” a cui possono accedere i fornitori selezionati tramite gara.  Una soluzione che riduce l’impatto delle fluttuazioni di mercato e rende l’approvvigionamento più stabile. Audi punta ad ampliare questo modello ad altri materiali, rafforzando la resilienza della catena di fornitura.  Come dichiarato da Renate Vachenauer, membro del board Audi per gli acquisti, la strategia consente di coniugare efficienza, standard qualitativi e vantaggi economici: una nuova visione produttiva in cui il riciclo è protagonista. Questo approccio si affianca a iniziative già avviate come GlassLoop, il sistema di recupero dei vetri danneggiati trasformati in nuovi parabrezza per la gamma Q4 e-tron, e SteelLoop, per l’acciaio destinato ai tetti della Q6 e-tron. Il ciclo chiuso offre benefici condivisi: TSR riceve flussi continui di materiali da trattare, i fornitori accedono a risorse sostenibili a costi contenuti, mentre Audi ottimizza i processi, riducendo la dipendenza da mercati esterni. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Boom Nissan nel primo trimestre: Qashqai guida la scalata dei C-SUV

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Nissan apre il 2025 con risultati decisamente positivi in Italia, trainata dal successo della sua gamma crossover.  A marzo, il brand giapponese registra una crescita delle immatricolazioni (autovetture e veicoli commerciali leggeri) pari al +21% rispetto allo stesso mese del 2024, contro un mercato che si ferma al +4%. La quota di mercato Nissan sale al 3,6%, con un incremento di 0,5 punti percentuali. Nel primo trimestre dell’anno, la tendenza si conferma: le vendite aumentano del 3% in controtendenza con un mercato in calo del 3%. Nissan tocca il 3%, guadagnando 0,16 punti su base annua. Protagonista assoluto è Qashqai, che domina la classifica dei C-SUV più venduti in Italia con 3.581 immatricolazioni a marzo (+24% vs marzo 2024) e 7.177 unità nel trimestre. Il modello conquista anche il quarto posto tra gli ibridi più venduti nel Paese sia nel mese che nel trimestre. Prestazioni solide anche per gli altri crossover: X-Trail segna un +65% a marzo, piazzandosi al quinto posto tra i D-SUV più venduti nel mese e al settimo nel trimestre. Juke cresce del 16% a marzo e si inserisce nella Top 10 dei modelli benzina più richiesti. Notevole anche l’incremento delle vendite del crossover elettrico Ariya, spinto dagli ecoincentivi fino a 12.000 euro: +400% a marzo e +200% nel trimestre rispetto al 2024.  Dal lancio nel 2022, sono oltre 28.000 le unità e-POWER immatricolate in Italia. Questo innovativo sistema, disponibile su Qashqai e X-Trail, abbina la fluidità della trazione elettrica alla praticità dell’alimentazione a benzina, senza necessità di ricarica alla spina. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il futuro della sicurezza digitale: Innovation Cybersecurity Summit

(Adnkronos) - La prima giornata dell’Innovation Cybersecurity Summit, organizzata da ANG – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, Alé Comunicazione e ASSOCISO – Associazione Nazionale Chief Information Security Officer, Università degli Studi "Guglielmo Marconi" e gli Uffici del Parlamento Europeo in Italia, si è chiusa oggi con un bilancio straordinario, segnando un momento di svolta nel dibattito sulla sicurezza digitale in Italia e in Europa. L’evento, che ha attirato un pubblico numeroso e qualificato, ha brillato per la profondità dei contenuti e per la caratura dei relatori coinvolti, confermando il suo ruolo di appuntamento imprescindibile per i temi legati alla cybersecurity. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama istituzionale e aziendale, offrendo un’occasione unica di confronto su un tema sempre più cruciale per la tutela degli interessi nazionali e la competitività globale. Tra gli interventi più significativi, quello del Prefetto Vittorio Rizzi, Direttore Generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), che ha illustrato con chiarezza il ruolo strategico della cybersecurity nella protezione delle infrastrutture critiche e nella salvaguardia della sovranità digitale del Paese. Altrettanto rilevante è stato il contributo dell’Ammiraglio Billet, rappresentante dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che ha enfatizzato l’urgenza di un approccio integrato per contrastare le minacce informatiche in continua evoluzione. Un momento di particolare interesse è stato l’intervento del Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Emanuele Prisco, che ha messo in luce l’importanza di una collaborazione sinergica tra il mondo istituzionale e quello dell’innovazione tecnologica. “Solo unendo le forze possiamo rispondere efficacemente alle sfide del presente e anticipare quelle del futuro”, ha dichiarato, sottolineando il valore di eventi come il Summit nel promuovere partnership strategiche. A impreziosire la giornata, la presenza dei vertici delle Forze Armate italiane, che hanno portato al tavolo una prospettiva operativa di altissimo livello. I loro interventi hanno evidenziato come la cybersecurity non sia solo una questione tecnologica, ma un pilastro fondamentale per la sicurezza nazionale, richiedendo competenze trasversali e una visione di lungo termine. Il dialogo tra rappresentanti del settore pubblico e privato ha dato vita a un dibattito ricco e articolato, spaziando dalle nuove frontiere della protezione dei dati alle strategie per contrastare attacchi informatici sempre più sofisticati. I panel hanno visto interventi di esperti e manager di aziende leader nel campo della tecnologia e della sicurezza, offrendo spunti concreti per lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili. L’Innovation Cybersecurity Summit si è distinto non solo per la qualità dei contenuti, ma anche per la capacità di creare un terreno fertile per nuove collaborazioni. “Questo evento rappresenta un passo avanti nella costruzione di una rete solida tra istituzioni, imprese e mondo accademico”, ha commentato Francesco Paolo Russo direttore generale ANGI, sottolineando l’impegno dell’associazione nel promuovere un dialogo aperto e inclusivo sui temi dell’innovazione e dellasicurezza digitale. Con questa prima giornata, l’Innovation Cybersecurity Summit si afferma come una piattaforma di riferimento per il futuro della sicurezza digitale, ponendo le basi per un’edizione che proseguirà nei prossimi giorni con ulteriori momenti di confronto e approfondimento. ANGI, Alé Comunicazione e ASSOCISO si confermano così attori chiave nel promuovere l’innovazione come leva strategica per affrontare le sfide in sicurezza del nostro tempo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Come usare Gemini Live: interagire con l'AI tramite condivisione video e schermo su Android

(Adnkronos) - L'interazione con l'intelligenza artificiale sta per evolvere significativamente grazie all'espansione della disponibilità di Gemini Live con condivisione video e schermo sui dispositivi Android. Dopo una fase iniziale di introduzione per gli abbonati a Gemini Advanced, questa innovativa funzionalità è ora accessibile a un pubblico più vasto, in particolare agli utenti dell'app Gemini sui recenti Pixel 9 e sulla serie Samsung Galaxy S25. Questa estensione segna un passo cruciale verso un'interazione più intuitiva e contestuale con l'AI, supportando conversazioni naturali e fluide in oltre 45 lingue diverse. 
Gemini Live sfrutta la potenza della visione computazionale integrata nell'AI, permettendo agli utenti di mostrare al modello ciò che vedono attraverso la fotocamera del proprio smartphone o di condividere attivamente il proprio schermo. Questa capacità di "vedere" il contesto reale o digitale apre un ventaglio di nuove possibilità per ottenere assistenza, generare idee e risolvere problemi in modo più efficace e personalizzato. Proprio sul blog ufficiale di Google vengono portati alcuni esempi di proficua interazione. Esaminiamo cinque modi in cui questa integrazione visiva sta già semplificando la vita degli utenti. 1. Riorganizzazione Intelligente dello Spazio Domestico: Affrontare il disordine, specialmente durante le pulizie stagionali, può spesso risultare un compito arduo. Gemini Live si propone come un valido alleato in questo processo. Puntando semplicemente la fotocamera su un cassetto caotico, un armadio sovraffollato o uno scaffale disordinato, è possibile interrogare Gemini per ottenere suggerimenti pratici su come organizzare gli oggetti in modo efficiente, massimizzare lo spazio disponibile o persino identificare elementi da donare o smaltire. L'AI fornisce consigli in tempo reale e una guida visiva mentre l'utente procede con il decluttering, agendo come un vero e proprio partner organizzativo virtuale. 2. Brainstorming Creativo Potenziato dalla Vista: Il blocco creativo è una sfida comune in molti ambiti. Gemini Live offre una nuova via per superare questa impasse. Condividendo lo schermo e mostrando immagini che fungono da fonte di ispirazione – come la texture di un elemento naturale, la vivacità cromatica di un mercato o un'opera d'arte stimolante – è possibile avviare una sessione di brainstorming visivo con Gemini. L'AI può analizzare i dettagli visivi e generare idee per disegni, spunti per la scrittura creativa, suggerimenti per progetti di artigianato o persino concetti musicali, ampliando gli orizzonti creativi dell'utente. 3. Risoluzione di Problemi Tecnici con Assistenza Visiva: Affrontare malfunzionamenti domestici o problemi tecnici può essere frustrante. Con l'input diretto della fotocamera di Gemini Live, è ora possibile mostrare all'AI ciò che si sta osservando in tempo reale per ottenere un'assistenza più mirata ed efficace. Che si tratti di una sedia che produce fastidiosi cigolii, di un elettrodomestico che non funziona correttamente o di un componente elettronico che presenta anomalie, basta inquadrare il problema con la fotocamera e descriverlo a Gemini per ricevere suggerimenti diagnostici e un piano d'azione per la risoluzione. 4. Shopping Personalizzato e Consigli di Stile in Tempo Reale: La navigazione tra innumerevoli schede di prodotti online può spesso portare a indecisione e affaticamento. Gemini Live si trasforma in un assistente personale per lo shopping virtuale. Condividendo lo schermo durante la navigazione su siti di e-commerce, è possibile chiedere a Gemini confronti tra prodotti simili, consigli di stile per abbinare capi d'abbigliamento o suggerimenti su accessori. Inoltre, utilizzando la fotocamera per mostrare specifici articoli del proprio guardaroba, è possibile chiedere a Gemini quali altri indumenti o accessori si abbinano meglio, ricevendo un feedback immediato e personalizzato per acquisti più consapevoli e stilosi. 5. Ottimizzazione di Progetti e Ricezione di Feedback Costruttivo: Gemini Live si rivela uno strumento prezioso per affinare le proprie competenze e ottenere feedback utili su progetti creativi o professionali. Condividendo lo schermo, è possibile mostrare a Gemini bozze di post per blog, campagne sui social media, portfolio fotografici o presentazioni. L'AI è in grado di analizzare diversi aspetti del contenuto, dalle immagini del profilo alle didascalie, passando per il layout e il design complessivo. Gemini evidenzia le aree che potrebbero beneficiare di miglioramenti e offre suggerimenti personalizzati per rendere il proprio lavoro più efficace e memorabile.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Thales lancia l'unità di misura inerziale per la navigazione di nuova generazione

(Adnkronos) - Thales, leader globale nelle soluzioni di navigazione inerziale, ha annunciato il lancio della sua nuova generazione di Unità di Misurazione Inerziale (IMU). Progettata per una produzione su larga scala, questa unità integra la tecnologia all'avanguardia dei giroscopi a laser ad anello (Ring Laser Gyro) e degli accelerometri MEMS (Micro-ElectroMechanical Systems), offrendo prestazioni di alto livello in un pacchetto più leggero, più piccolo e meno energivoro. Il nuovo modello IMU, parte della linea di prodotti TopAxyz di Thales, è frutto di anni di investimenti in ricerca e sviluppo e di avanzamenti nelle strutture di produzione. La nuova unità promette un sistema di navigazione più resiliente, essendo il 20% più compatta, il 10% più leggera e meno dipendente dal consumo energetico rispetto ai modelli precedenti. Questo miglioramento è principalmente dovuto all'adozione degli accelerometri MEMS in sostituzione di quelli meccanici. 
TopAxyz di Thales è riconosciuto come il migliore nel suo settore e trova applicazione in una vasta gamma di piattaforme civili e militari, inclusi aeroplani, elicotteri, UAV, veicoli terrestri, armi, lanciatori e navi. Questa nuova IMU mantiene lo stesso livello di alta performance del modello precedente, garantendo informazioni precise su posizionamento, navigazione, atteggiamento e direzione, ma con una maggiore resilienza in ambienti ostili caratterizzati da forti accelerazioni, vibrazioni, campi elettromagnetici e ipervelocità. Negli ultimi anni, le operazioni di jamming e spoofing del GPS sono diventate sempre più frequenti, influenzando la navigazione di piattaforme civili e militari in tutti gli ambienti - aria, terra e mare. La nuova IMU di Thales è progettata per mantenere capacità di navigazione affidabile nonostante queste minacce, assicurando così continuità e sicurezza. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Con il caldo rischio coliche renali, l'urologo: "Ogni bicchiere d'acqua lo riduce fino al 13%"

(Adnkronos) - "In vista della bella stagione occorre ricordare a tutti che, aumentando il rischio di disidratazione, cresce anche il rischio di andare incontro a coliche renali. Non dobbiamo dimenticare come, in questo caso, l'acqua rimanga il principale alleato per la salute dei reni, insieme alla corretta alimentazione e al corretto stile di vita". Lo ricorda Vincenzo Mirone, urologo e presidente della Fondazione pro-prevenzione e ricerca in oncologia.  "La colica renale è un dolore improvviso, acuto e spesso insopportabile che si irradia dalla zona lombare all'addome e all'inguine - spiega lo specialista - Nell'immaginario collettivo è associata a sintomi ben riconoscibili, ma in realtà può decorrere in maniera silente. La calcolosi renale, infatti, nella maggior parte dei casi è asintomatica, ma se trascurata può compromettere gravemente la funzionalità renale". Bere più acqua è la prima e più efficace misura preventiva: "Ogni bicchiere può ridurre il rischio di formazione dei calcoli fino al 13%", sottolinea Mirone.  E' pertanto "fondamentale bere almeno 2 litri di acqua oligominerale al giorno - raccomanda - preferibilmente a basso contenuto di sodio, distribuendo l'assunzione in maniera omogenea durante la giornata. Non fa bene, invece, l'assunzione regolare di soft drink che può aumentare il rischio della formazione di calcoli, mentre agrumi e caffè mostrano un effetto protettivo". Negli ultimi decenni, l'incidenza della calcolosi urinaria è aumentata in modo significativo a livello mondiale: colpisce prevalentemente gli uomini tra i 30 e i 50 anni, ma i casi tra le donne sono in aumento a causa delle abitudini alimentari e dei cambiamenti nello stile di vita. Le cause principali risiedono in alterazioni metaboliche, anomalie del sistema di filtrazione renale e problematiche anatomiche delle vie urinarie che favoriscono la stasi dell'urina. Il trattamento varia in base alla natura e dimensione del calcolo: dalle terapie espulsive a base di idratazione e antinfiammatori, alle terapie disgregative con agenti alcalinizzanti, fino agli interventi chirurgici più invasivi nei casi complessi (litotrissia extracorporea, ureteroscopia, nefrolitotrissia percutanea, chirurgia robotica o a cielo aperto). "Oltre all'idratazione - aggiunge Mirone - è importante seguire una dieta bilanciata: ridurre le proteine animali, il sale e gli alimenti ricchi di ossalati; privilegiare frutta, verdura e cibi contenenti acido citrico, come agrumi, mele e pomodori. L'attività fisica regolare e il mantenimento del peso forma completano un efficace stile di vita anti-calcoli". Per chi ha già sofferto di calcolosi, la valutazione del rischio di recidiva è fondamentale. In questi casi, può rendersi necessaria un'analisi metabolica completa per orientare la prevenzione futura. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vaccini, 4 società scientifiche unite per prevenire i virus respiratori

(Adnkronos) - La vaccinazione rappresenta la strada di elezione per prevenire e controllare le patologie virali e, nel caso dei pazienti fragili, si traduce in un autentico strumento salvavita, riducendo le esacerbazioni e stabilizzando la funzione polmonare di chi ne soffre. Eppure sul fronte coperture siamo ancora lontani dai target fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità. La prevenzione contro le bronchioliti da virus respiratorio sinciziale (Rsv), per esempio, registra un successo nella somministrazione ai neonati, con l'arretramento deciso della patologia. Diversa la situazione per gli adulti, dato che la vaccinazione non è inserita nei calendari vaccinali in nessuna regione italiana. Eppure solo in Europa l'Rsv causa ogni anno circa 3 milioni di casi di infezione respiratoria acuta tra gli over 60, con 270mila ricoveri ospedalieri e quasi 20mila decessi.  Per rispondere a questa e ad altre minacce respiratorie, questa mattina a Milano 4 società scientifiche - Aipo-Its/Ets (Associazione italiana pneumologi ospedalieri), Simit (Società italiana di malattie Infettive e tropicali), Sip/Irs (Società italiana di pneumologia) e Siti (Società Italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica) - hanno siglato un documento nazionale che contiene evidenze scientifiche e raccomandazioni sulla vaccinazione contro i principali agenti patogeni respiratori, tra cui Rsv, influenza, Sars-CoV-2, Streptococcus pneumoniae e virus Varicella-zoster (Vzr), che comportano seri rischi per i pazienti con condizioni respiratorie croniche e una pressione notevole sul Servizio sanitario nazionale, hanno ricordato gli esperti. Il documento "fornisce chiare indicazioni, sulla base delle evidenze scientifiche, per ribadire il ruolo della vaccinazione nella gestione complessiva dei pazienti respiratori", ha detto Claudio Micheletto, presidente di Aipo-Its/Ets e direttore Uoc Pneumologia Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. In sintesi, "si è voluto fornire una visione globale non sulle singole malattie o sulla singola vaccinazione, ma sulle malattie respiratorie nel loro insieme", ha precisato, sottolineando che il valore aggiunto del documento "è la coesione di tutte le società scientifiche italiane coinvolte su questo argomento". Roberto Parrella, presidente Simit e direttore Uoc Malattie infettive a indirizzo respiratorio Aorn ospedali dei Colli 'Monaldi-Cotugno-Cto' di Napoli, ha evidenziato che "le malattie respiratorie croniche gravate da frequenti riacutizzazioni, ospedalizzazioni e aumentata mortalità per infezioni collegate a virus e batteri determinano un impatto di grande rilevanza sul sistema sanitario. Per questo, il management del paziente respiratorio cronico deve essere strutturato con un approccio globale, di tipo 'olistico', che consideri oltre al trattamento delle riacutizzazioni e alla stabilizzazione della malattia la strategia vaccinale come elemento fondamentale di un unico percorso di prevenzione e cura".  All'incontro, moderato da Sergio Harari, direttore Uo Pneumologia ospedale San Giuseppe MultiMedica Irccs di Milano, sono intervenuti anche Fabiano Di Marco e Fabrizio Luppi, rispettivamente presidente e delegato di Sip/Irs, e Luigi Vezzosi, segretario generale Siti e dirigente medico Uos Prevenzione delle malattie infettive Ats Val Padana di Cremona. Il messaggio degli specialisti si riassume in 5 punti chiave: 1) Vaccinarsi è vita, in particolare per chi è in condizioni di fragilità (bambini, anziani, persone con patologie croniche); 2) No al fumo, che danneggia i polmoni e abbassa le difese immunitarie; 3) No alle fake news: a volte la disinformazione fa più danni di un virus; 4) Proteggersi per proteggere gli altri: vaccinarsi significa avere attenzione per i propri familiari e per la collettività; 5) Vaccinazioni accessibili e gratuite: le categorie a rischio hanno diritto a vaccinarsi gratis.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Olio, tra passione e competenza dai professionisti dell’industria olearia il successo del made in Italy

(Adnkronos) - Le alte professionalità dell’industria olearia sono parte di quel patrimonio di creatività e genio italiano rappresentato dal Made in Italy. È alle competenze e alla passione di queste figure altamente qualificate, infatti, che si deve il successo dell’olio extra vergine d’oliva, in Italia e nel mondo. A lanciare l’idea di un riconoscimento 'morale' di questi professionisti è Assitol, l’Associazione italiana dell’industria olearia aderente a Confindustria e Federalimentare, che in un convegno al ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha acceso i riflettori su questi professionisti. L’incontro si è svolto nell’ambito delle iniziative per la Giornata nazionale del Made in Italy, celebrata il 15 aprile di ogni anno, anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. Per il ministro Urso i professionisti dell’industria olearia hanno creato e donato una vera propria opera unica: uno speciale olio extra vergine, studiato specificamente sul profilo istituzionale dello stesso ministro, denominato 'Maestria italiana', a simboleggiare la passione e la competenza dei maestri italiani del blend. “Quest’anno - ha spiegato Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva di Assitol - invece di concentrarci sui prodotti, abbiamo voluto celebrare i professionisti dell’industria olearia, altamente specializzati e spesso sconosciuti al grande pubblico, che sono il cuore pulsante di questo settore”. In particolare, sono tre le figure alle quali, per il loro ruolo, l’Associazione ha dato ampio spazio: l’esperto della materia prima, il maestro del blend, l’esperto dei nuovi mercati. “Si tratta di figure nate e sviluppate nel corso del tempo dalle imprese olearie, che ancora oggi coltivano e formano direttamente questi talenti. Questi professionisti sono poche decine in Italia, la loro è una formazione specifica e continua, che si adatta alle evoluzioni del mercato e dei consumi. Valorizzarli significa rafforzare la filiera e lavorare per il suo futuro”, ha detto. Grazie alle loro competenze e al loro impegno, oggi l’industria olearia è in grado di resistere alle incertezze dell’economia e della geopolitica. “La crisi climatica degli ultimi anni - ha sottolineato Anna Cane - ha rappresentato l’incognita più pesante. L’Italia, purtroppo, ha dovuto affrontare lo scenario più difficile anche nell’ultima campagna, che ha registrato il 30% in meno di olio d’oliva. Ciò ha creato tensioni sui prezzi e ha ridotto del 10% i consumi di olio d’oliva”.  Eppure, nonostante tutto, il settore occupa, tra dipendenti diretti e indotto, 15mila persone, per un fatturato di circa 4 miliardi e una produzione industriale pari a un milione di tonnellate, suddivise tra mercato italiano ed esportazioni. L’Europa resta il primo sbocco del nostro olio d’oliva con il 75% degli scambi all’estero, seguito dal Nord-America e poi dall’Asia orientale e centrale. La Ue rappresenta inoltre il 50% dei consumi di olio, grazie soprattutto a Spagna e Italia. Sul podio dei consumatori più forti, però, sono approdati da qualche anno gli Stati Uniti, che promettono di diventare il primo consumatore al mondo entro il 2030.  Non a caso, la prima testimonianza è quella dell’esperto dei nuovi mercati Emanuele Siena, direttore marketing internazionale di Salov. “Gli studi effettuati e le mie attività di insegnamento e confronto con gli studenti in alcune Università italiane e straniere - ha spiegato - sono state sicuramente importanti nella mia formazione, ma per questo lavoro ci vuole molto altro. La giusta lettura di un nuovo mercato, infatti, si basa su un approccio di lavoro flessibile e curioso. L’esperto di nuovi mercati deve possedere apertura internazionale e mentalità multiculturale”.  Il manager ha portato due diversi casi di successo: Brasile e Filippine: “Sono due esempi agli antipodi, incentrati su due culture alimentari totalmente diverse dalla nostra”. Si tratta, però, di mercati molto vasti: il Brasile conta su una popolazione di 211 milioni di persone, le Filippine su 115 milioni. Altro dato in comune, che rende più difficile proporre l’olio d’oliva in questi Paesi, è che i consumatori locali collegano questo prodotto con Portogallo e Spagna, non con l’Italia. “Per attrarre i consumatori, ci siamo immersi nelle loro abitudini quotidiane, cercando un legame tra le loro tradizioni e le nostre. Ha funzionato. Proponendo l’olio extra con i piatti locali, piatto amatissimo, siamo riusciti ad arrivare sulle tavole dei brasiliani. Nelle Filippine, invece, il nostro grimaldello è stato il pesto, declinato in modi diversi nelle loro ricette. Un lavoro di ricerca e di adattamento che non è certo immediato”, ha rimarcato. Conoscenze tecniche e capacità artigianali sono invece gli ingredienti della storia di Marzia Migliorini, maestra del blend di Carapelli Firenze, che in un video ha mostrato come opera in concreto una figura come la sua. “La mia professione richiede grande passione ed impegno, molte competenze, lavoro di squadra e continuo aggiornamento. Il maestro del blend accosta oli di diverse cultivar e origine per crearne uno con caratteristiche sue distintive. Tuttavia, per il mio ruolo non esiste un percorso accademico, molte cose le ho imparate in azienda”, ha raccontato.  Del resto, sono davvero tante le competenze necessarie per creare un olio di qualità: la conoscenza approfondita organolettica degli oli, la sensibilità nel riconoscere le diverse sfumature di sapore e aroma, la conoscenza delle diverse varietà di olive e dell’ulivo, oltre che delle operazioni di trasformazione nel frantoio e della conservazione dell’olio d’oliva, le tendenze di consumo a livello mondiale. Insomma, il maestro del blend è un super esperto. “Cultivar e provenienze diverse offrono una grande ricchezza di gusti ed aromi: il mio lavoro consiste proprio nel saper interpretare le diverse caratteristiche degli oli per creare prodotti con profili unici che rispondano alle preferenze dei consumatori”, ha spiegato. Per chiarire in cosa consista il suo lavoro Emanuele Zampetti, esperto della materia prima e direttore selezioni e acquisti di Costa d’oro, si è definito “un diplomatico della materia prima". "Oggi chi svolge la mia attività non si occupa più solo di selezione della materia prima e acquisti, si è evoluto, trasformandosi in un ruolo che richiede un costante scambio di informazioni e una grande capacità di anticipare le tendenze di mercato. Potrei definirmi un analista di mercato artigianale: ogni giorno raccolgo e analizzo dati, cercando di arrivare primo, sfruttando la mia esperienza, l’intuito e la conoscenza diretta sviluppati negli anni di esperienza sul campo”, ha affermato. Un altro aspetto fondamentale di questa professionalità è la costruzione di relazioni. “Il contatto umano rimane centrale: conosco chi ci fornisce l'olio, so chi c'è dietro ogni partita che selezioniamo. La sostenibilità ha cambiato profondamente il nostro settore e il mio ruolo. Non parliamo più solo di fornitori, ma di veri e propri partner con cui costruire un percorso comune, basato su fiducia e condivisione di valori”, ha aggiunto. Andrea Pontarelli, preside dell’Istituto agrario 'Giuseppe Garibaldi' di Roma, ha ribadito l’importanza di percorsi scolastici professionalizzanti, in accordo con le tendenze del mercato. Da questo punto di vista, l’Istituto, il più antico d’Italia, è un esempio da imitare: agricoltura di precisione, tecniche d’assaggio, droni e marketing fanno parte, a pieno titolo, della cassetta degli attrezzi del perito agrario. “La formazione, persino negli istituti tecnici, è spesso -ha avvertito il dirigente scolastico - scollata dal mondo reale. Al contrario, la scuola dovrebbe essere al servizio del mondo produttivo. L’impresa è quindi corresponsabile dell’offerta formativa ed è chiamata a dare indicazioni precise sulle necessità del suo mercato del lavoro. Il dialogo tra scuola e imprese, va istituzionalizzato, deve diventare la base delle scelte formative”.  Pontarelli ha spiegato come ci si sta muovendo nella sua scuola: “Siamo stati i primi in Italia a creare un percorso ad hoc per il tecnico superiore di filiera olearia, una figura capace di progettare e gestire i processi nel frantoio. Ora stiamo lavorando alla formazione di tecnici e manager per le aziende olearie”. Il futuro, insomma, si scrive a scuola. “Abbiamo voluto dare un volto e una voce - ha osservato Anna Cane - ai professionisti dell’industria olearia: ognuno ha il suo percorso, la sua storia, perché è una figura speciale, unica nel suo genere. Finora, le imprese hanno fatto tutto da sole, ma, in futuro, si rischia di disperdere competenze fondamentali per il settore, soprattutto in un mondo sempre più globalizzato, in cui la fuga dei cervelli, anche nell’industria olearia italiana, comincia a preoccupare”. Per questa ragione Assitol ritiene che l’olio d’oliva debba essere maggiormente presente nei programmi della scuola degli istituti tecnici e del liceo del Made in Italy. “Al ministro Urso e alle istituzioni nazionali chiediamo di riconoscere e valorizzare, attraverso azioni specifiche, queste straordinarie professionalità che, a tutti gli effetti, non si limitano a creare il Made in Italy, ma ad esserne parte integrante. A tale scopo, siamo disponibili a collaborare con tutti per sostenere progetti formativi in grado di orientare e formare i futuri professionisti dell’industria olearia”, ha concluso. Il convegno si è quindi concluso con l’impegno reciproco tra l’Associazione e l’Istituto Agrario sull’avvio di un progetto di formazione specifico sulle professionalità del settore oleario.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Agricoltura, Ismea: nel 2024 valori assicurati per 9,6 mld, comparto vitivinicolo al top

(Adnkronos) - Nel 2024 i valori assicurati delle colture vegetali hanno superato i 9,6 miliardi di euro, registrando un incremento del 5% rispetto alla media 2019-2021, antecedente allo shock inflazionistico del biennio 2022-2023, e confermando l’interesse in agricoltura verso strumenti di risk management. In parallelo, la dimensione media delle aziende assicurate è cresciuta del 19,8% rispetto all’inizio del decennio, segno di una gestione del rischio più strutturata e di una maggiore consapevolezza assicurativa da parte delle imprese. E' quanto emerso al convegno di Ismea “Nuovi strumenti e prospettive per la prevenzione, difesa e gestione dei rischi nella filiera uva da vino”, presso lo stand istituzionale del Masaf a Vinitaly 2025,  Nel comparto vitivinicolo, che si conferma il più assicurato tra le colture, le polizze agevolate continuano a mostrare una forte concentrazione territoriale: il 77% dei valori è localizzato tuttora nel Nord Italia, con il Veneto in testa, sia per volumi sia per adesione agli strumenti assicurativi. Una delle principali novità presentate nel corso dei lavori è la polizza Smart, introdotta nell’ambito del Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura 2025: una formula innovativa, semplificata e a basso costo. Tra gli strumenti a supporto della programmazione, è stato presentato in anteprima rispetto alla pubblicazione prevista entro la fine del 2025 anche il progetto Cevi – Catastrophic Events Vulnerability Index, sviluppato da Ismea per misurare a livello comunale la vulnerabilità dei territori italiani ai principali eventi climatici estremi (gelo, alluvione, siccità).  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)