Dazi e Apple, gli iPhone per gli States verranno prodotti tutti in India

(Adnkronos) - Apple sta intensificando la sua strategia di delocalizzazione produttiva, accelerando il trasferimento della produzione di iPhone destinati al mercato statunitense dalla Cina verso l’India. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’azienda punta a realizzare entro la fine del 2026 l’intera produzione di smartphone destinati agli Stati Uniti esclusivamente in India. L’obiettivo fissato dalla multinazionale americana è estremamente ambizioso: si tratta di oltre 60 milioni di dispositivi che oggi sono in gran parte assemblati in Cina. Per raggiungere questo traguardo, l’India, che ha iniziato a produrre modelli di fascia bassa di iPhone nel 2017, dovrà più che raddoppiare la propria capacità produttiva attuale. Nel primo trimestre del 2025, l’India ha rappresentato circa il 21% della produzione globale di iPhone, con una previsione di crescita fino al 25-26% entro la fine dell’anno. La Cina rimane, tuttavia, ancora oggi il principale centro di produzione, con il 79% dei volumi complessivi. Apple commercializza annualmente oltre 220 milioni di iPhone, con Stati Uniti, Cina ed Europa a rappresentare i suoi mercati principali. Il rapido spostamento delle attività produttive verso l’India è stato inizialmente segnalato dall’analista di TF International Securities Ming-Chi Kuo, che già ad aprile aveva osservato un arresto delle linee di assemblaggio in Cina destinate agli Stati Uniti a seguito dell’introduzione delle nuove tariffe. Secondo Kuo, tale situazione indicava l’intenzione di Apple di produrre esclusivamente in India tutti gli iPhone destinati al mercato domestico a partire da quest’anno. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Flop degli Nft, Nike citata in giudizio dai consumatori per le sue scarpe digitali

(Adnkronos) - Nike è stata citata in giudizio da un gruppo di acquirenti di asset digitali in seguito alla decisione, annunciata lo scorso anno, di cessare progressivamente le operazioni di RTFKT, il progetto di calzature e oggetti virtuali acquisito dall’azienda nel 2021. I consumatori sostengono che l’improvvisa chiusura abbia rappresentato una brusca interruzione delle aspettative generate. Secondo quanto riportato da Reuters, gli acquirenti affermano che non avrebbero acquistato gli NFT offerti se fossero stati a conoscenza del fatto che si trattava di “titoli non registrati”. La causa, presentata presso il tribunale distrettuale orientale di New York, si configura come una class action che richiede il risarcimento di danni non specificati per un valore superiore a cinque milioni di dollari, sulla base della presunta violazione delle leggi a tutela dei consumatori vigenti negli stati di New York, California, Florida e Oregon. L’iniziativa legale si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà incontrate da diverse aziende nel tentativo di integrare progetti NFT all’interno delle proprie strategie commerciali. L’acquisizione di RTFKT da parte di Nike nel 2021 aveva segnato un ingresso deciso nel settore degli asset digitali e delle tecnologie emergenti legate al metaverso. Tuttavia, analogamente ad altri progetti come Starbucks Odyssey, l’iniziativa non ha raggiunto gli obiettivi prefissati. A dicembre, tramite l’account ufficiale X di RTFKT, Nike ha comunicato l’intenzione di chiudere le attività del marchio entro la fine di gennaio 2025. Successivamente alla cessazione ufficiale, RTFKT sembrerebbe essere rimasta in attività in forma estremamente ridotta, apparentemente gestita da un’unica figura, Samuel Cardillo. Quest’ultimo ha documentato pubblicamente, attraverso post sui social, le difficoltà emerse in relazione alla temporanea scomparsa e successiva riapparizione delle opere digitali collegate al progetto CloneX, uno dei principali prodotti NFT sviluppati da RTFKT. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Raoul Bova: "Il mio viaggio del cuore dove si costruisce il futuro dei bimbi"

(Adnkronos) - "Con la Fondazione Francesca Rava avevo già vissuto un'esperienza ad Haiti. C'era stato il terremoto nel 2010 ed era ovviamente un contesto di emergenza. All'epoca avevo già percepito in maniera importante l'impegno e il lavoro che veniva fatto. Quella che sto vedendo qui in Repubblica Dominicana è una situazione completamente diversa. Si vede proprio la progettualità futura dei ragazzi che arrivano nella Casa Nph. Ci sono ragazzi vulnerabili, ragazzi che provengono da situazioni familiari difficili, o di violenza. Bambini pieni di vita, di energia, di speranze e di sogni, bambini che riescono a sorridere e a gioire delle piccole cose. C'è una situazione di grande armonia, si respira aria di famiglia". Sono le prime impressioni a caldo di Raoul Bova. Le emozioni vissute dall'attore nei primi giorni del suo viaggio in Repubblica Dominicana in occasione dei 25 anni della Fondazione Francesca Rava - Nph Italia. Un viaggio del cuore, che ha affrontato con dei compagni di avventura speciali: i figli maggiori Alessandro e Francesco. "Questo viaggio - racconta all'Adnkronos Salute - può essere più importante di mille altri. E' un qualcosa che ti unisce, ti fa ricordare di quando insieme si è vissuta una cosa particolarmente bella. Mi fa piacere che anche loro vedano questa realtà. Il compito dei genitori è anche quello di preparare i figli alla condivisione con gli altri, un messaggio quasi di fratellanza. Tutto questo è un regalo per noi. Non abbiamo ancora parlato, però li conosco. Conosco le loro espressioni, il loro linguaggio del corpo e ho visto che c'è stato subito un grande coinvolgimento. Devo dire che i bambini, poi, ti prendono per mano e ti coinvolgono, quindi è inevitabile lasciarsi andare". Tutto parla di famiglia, sull'isola. "Le casette che sorgono all'interno della struttura - osserva Bova - sono proprio ambienti che sanno di famiglia allargata, dove questi ragazzi vivono come fratelli e hanno tante persone che li sostengono, che danno loro la possibilità di studiare, di condividere, di percepire quali sono le regole comportamentali, di prepararsi poi alla vita futura. Tutto viene fatto con grande semplicità, gentilezza, amore", racconta. "La percezione è stata questa - conferma - di grande serenità ed equilibrio". Diverso, insomma, dai ricordi di Haiti post sisma. "Allora eravamo di base proprio all'ospedale, dormivamo lì in questa struttura, era appena successo tutto", ricorda. Fra le macerie un'emergenza dopo l'altra, "da affrontare giorno dopo giorno. Ma se lì la prima urgenza era salvare le vite, qui si può toccare con mano una programmazione del futuro dei bambini".  Ed è per questo che, continua l'attore, "la Fondazione Francesca Rava credo abbia bisogno di un supporto e un aiuto continuo. E' necessario evidenziare il lavoro che fa giornalmente. Può sembrare meno eclatante di quello che è il lavoro sull'emergenza e invece è altrettanto importante, perché si costruisce. Si costruisce una vita, un essere umano. E' molto appagante questo aspetto. Qui c'è una scuola, i ragazzi imparano le lingue, trovano la possibilità di un domani, imparano ad essere indipendenti nel loro Paese. L'obiettivo è non sradicare i bambini dal loro posto, dal loro luogo di nascita e di origine. Un lavoro incredibile". "Mi ha colpito - spiega Bova - vedere la felicità di un bambino che corre con il suo aquilone, i piccoli che si scambiano i giochi, il principio della condivisione" che si realizza. "E vedere questi meccanismi così naturali in dei bambini fa veramente riflettere: purtroppo loro sono stati sfortunati, da una parte, ma sanno anche accontentarsi e gioire di quel poco che hanno. Noi che viviamo nel lato 'fortunato' del mondo tendiamo a non avere più quel sorriso, quell'entusiasmo, quegli occhi che sognano. Siamo pieni di dubbi, di muri. Non c'è la semplicità che vedi in loro. Penso anche a tutti i volontari: ti rendi conto di quanto è importante il lavoro che si fa nelle fondazioni, quanta dedizione e quanto amore c'è. Qui tutto questo lo tocchi con mano. Non è soltanto una parola, o un racconto o una fotografia. Capisci quanto valga la pena contribuire, aiutare, essere parte di tutto questo. Un ambasciatore". Fin dalla prima volta ad Haiti per Bova è stato così: entrare dentro la realtà. "Non volevo fare un semplice appello senza sapere quello che faceva la Fondazione lì - dice - Quando hai negli occhi il vissuto, l'energia che percepisci in quelle situazioni, magari puoi dire sempre le stesse parole, ma le dici in un modo diverso. Si legge negli occhi la verità, la tua convinzione. E quindi sono andato con loro. E la Fondazione ha accolto anche con coraggio questa possibilità, è stata una bella responsabilità da entrambe le parti in quel contesto così difficile. Ci siamo trovati insieme a dover fare qualcosa per aiutare, siamo diventati a tutti gli effetti dei volontari che facevano le stesse cose che faceva Padre Rick", il punto di riferimento della Fondazione Francesca Rava ad Haiti. "Andavamo ad aiutare le persone che avevano bisogno, i bambini. Così diventi parte di qualcosa, uguale a tutti gli altri. Dormi con loro, e quando non c'è il letto allora dormi per terra, mangi quello che c'è. Si abbatte ogni barriera. E' stato un regalo, e un'esperienza forte". Poi il destino ha di nuovo ricongiunto l'attore con la Fondazione Francesca Rava. "Ci siamo incontrati nuovamente ed è sempre ripartita quella luce. Quello che la fondazione fa non è una chimera, è una realtà vera e non si focalizza in un Paese singolo ma in diverse parti del mondo dove ci sono bambini che hanno bisogno". Una luce che si può ritrovare anche nell'esperienza dell'adozione a distanza, riflette. "Per i bambini - argomenta Bova - sarebbe fondamentale avere un supporto così. È facile dire: fate un'adozione a distanza. Ma secondo me deve partire da un concetto più personale. Credo che molti di noi sentano di voler fare qualcosa, rendersi utili, dare un senso a volte ai vuoti interiori che si hanno. Ecco, cercare di fare un'opera positiva, supportare la vita di un ragazzo è inevitabilmente arricchente, riempie di positività e di senso. E' un compito che fa sentire importante e che forse dà anche la motivazione per continuare a fare quello che fai, a fare il tuo lavoro. Molto spesso perdiamo le motivazioni, no? Avere un obiettivo, qualcosa che ti consente di dire 'lo sto facendo anche per lui o per lei', sicuramente aiuta, dà significato a tutto quello che fai, a tutti gli sforzi". (di Lucia Scopelliti) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nintendo Switch 2, prime impressioni dall’evento di Milano

(Adnkronos) - Lo scorso 25 aprile, all’interno di una location elegante e animata nel cuore di Milano, Nintendo ha finalmente svelato la tanto attesa Switch 2, offrendoci l’occasione di provarla con mano, insieme ad alcuni dei titoli di lancio più emblematici: Mario Kart World, Donkey Kong Bananza e le versioni ottimizzate di The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Tears of the Kingdom. L’atmosfera era carica di entusiasmo e curiosità: dopo anni di successi della prima Switch, le aspettative erano inevitabilmente alte, e la sensazione generale, sin dai primi istanti, è stata quella di trovarsi di fronte a un prodotto che si propone non tanto come rivoluzione, ma come raffinata evoluzione di un’idea vincente. La prima interazione fisica con la nuova console rivela subito una costruzione più solida e matura. Il design è familiare, ma finemente aggiornato: bordi più sottili incorniciano uno schermo LCD da 7,9 pollici, che finalmente porta la risoluzione nativa a 1080p, supportando anche l’HDR. La luminosità, la vividezza dei colori e il contrasto migliorato danno vita a un’immagine che, pur non optando per il pannello OLED di altri dispositivi concorrenti, risulta comunque vibrante e piacevolmente immersiva. I nuovi Joy-Con, collegati ora tramite un sistema magnetico, appaiono più robusti e ergonomici. È difficile non notare anche l’introduzione del pulsante “C”, pensato per attivare rapidamente le funzioni di comunicazione audio e video integrate: una mossa che sembra rispondere direttamente all’esigenza crescente di social gaming e interazione istantanea. Mario Kart World ha subito catturato l’attenzione. L’abbandono della struttura a piste chiuse in favore di un grande mondo esplorabile è stata una sorpresa tanto audace quanto riuscita. Muoversi liberamente in ambienti vasti, soggetti a cicli giorno-notte e condizioni metereologiche dinamiche, rende l’esperienza molto più viva. Correre non è più solo una questione di memorizzare traiettorie, ma anche di adattarsi al terreno, alle scorciatoie naturali e agli imprevisti. Particolarmente intensa la modalità “Knockout Tour”, dove l’ultima posizione viene sistematicamente eliminata a ogni round, mantenendo alta la tensione. Il passaggio a Donkey Kong Bananza ha poi confermato la sensazione di trovarsi di fronte a una Nintendo pronta a rinfrescare i propri classici. L’avventura 3D open-world del gorilla più famoso dei videogiochi mette al centro l’interazione fisica con il mondo circostante. Distruggere muri, scavare tunnel, scalare enormi alberi o montagne di frutta in decomposizione non è mai stato così gratificante, grazie a una fisica più curata e a un design dei livelli che invita all’esplorazione continua. Il momento forse più atteso, però, è stato il ritorno a The Legend of Zelda. Poter rivivere Breath of the Wild e Tears of the Kingdom sulla nuova console ha permesso di cogliere immediatamente i benefici della maggiore potenza hardware. Le texture più definite, il frame rate stabile anche in situazioni caotiche e i caricamenti pressoché istantanei trasformano l’esperienza, facendo emergere dettagli e sfumature che la versione originale lasciava intuire ma non mostrava pienamente. È evidente che Nintendo abbia voluto offrire una nuova vita a questi capolavori, senza snaturarli ma valorizzandoli appieno. 

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Samsung 9100 Pro con dissipatore di calore, il nuovo re degli SSD

(Adnkronos) - Samsung torna a imporsi sulla scena degli SSD ad alte prestazioni con il nuovo 9100 Pro, una soluzione NVMe 2.0 capace di sfruttare appieno la larghezza di banda offerta dall’interfaccia PCIe 5.0 x4. Forte di un controller progettato internamente e della più recente memoria TLC 3D a 236 strati, questo drive si propone come punto di riferimento per chi cerca il massimo in termini di velocità e affidabilità. Disponibile nel classico formato M.2 2280, adatto anche a PlayStation 5, il Samsung 9100 Pro offre capacità da 1 TB fino a 4 TB. La presenza di 1 GB di DRAM per ogni terabyte di capacità garantisce prestazioni costanti e caching di primo livello, una caratteristica che lo distingue nettamente dagli SSD “DRAM-less” più economici. Uno degli aspetti più interessanti è l’ottimizzazione dei consumi: il 9100 Pro richiede circa la metà dell’energia rispetto al precedente 990 Pro. Un dettaglio che può tradursi in maggiore autonomia nei laptop e in temperature operative più contenute su qualsiasi piattaforma, favorendo la stabilità dei sistemi di fascia alta. La versione del Samsung 9100 Pro dotata di dissipatore di calore è pensata per quegli utenti che desiderano il massimo controllo termico, soprattutto in configurazioni ad alte prestazioni dove lo spazio è limitato e il flusso d’aria può risultare non ottimale. Il dissipatore progettato da Samsung è a basso profilo, realizzato in alluminio ad alta efficienza, e assicura una gestione ottimale delle temperature anche sotto carichi di lavoro prolungati, riducendo al minimo il rischio di thermal throttling. Grazie a questo accessorio, il 9100 Pro può mantenere velocità di trasferimento più elevate e costanti anche nelle sessioni di utilizzo più intense, come il rendering video 8K, il caricamento di modelli AI di grandi dimensioni o il gaming estremo su piattaforme PCIe 5.0. Il design compatto consente inoltre una compatibilità estesa con la maggior parte dei laptop e dei desktop di ultima generazione, purché dotati di spazio sufficiente attorno al connettore M.2. Il Samsung 9100 Pro si posiziona saldamente nella fascia alta del mercato. I prezzi partono da circa 240 euro per 1 TB, passando a 380 euro per 2 TB, fino a 700 euro per il modello da 4 TB. Una cifra importante, soprattutto se confrontata con gli SSD PCIe 4.0 DRAM-less, disponibili a circa metà del prezzo. Ma il 9100 Pro non gioca la partita del prezzo: gioca quella dell’assoluta eccellenza tecnica. È un drive pensato per utenti esperti, professionisti, creatori di contenuti e sviluppatori che possono davvero sfruttare appieno la velocità offerta da PCIe 5.0, magari caricando grandi set di dati, modelli di intelligenza artificiale o lavorando su enormi librerie multimediali. Il Samsung 9100 Pro conferma l’ambizione del brand di dominare il segmento degli SSD di fascia alta. È il drive ideale per chi non vuole compromessi, disposto a investire in prestazioni di altissimo livello. Per gli utenti più tradizionali, invece, soluzioni meno costose basate su host memory buffer potrebbero rappresentare scelte più equilibrate. Se il vostro sistema è pronto e il vostro carico di lavoro lo giustifica, il Samsung 9100 Pro è semplicemente uno degli SSD migliori che possiate acquistare nel 2025. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mariavittoria Rava: "25 anni di ambasciatori del cuore nel nome di Francesca"

(Adnkronos) - Spiagge bianche, mare cristallino, palme, resort di lusso. Interrogando i motori di ricerca sulla Repubblica Dominicana, il risultato è una sequenza di immagini da sogno. Cosa c'è dietro la cartolina? Negli angoli più bui, storie di povertà e sofferenza estreme. "Nella parte interna del Paese, nelle piantagioni di canna da zucchero, per esempio lavorano haitiani" fuggiti dal loro Paese (che si trova nell'altra metà dell'isola caraibica), provato da anni in bilico fra guerra civile e scorribande di gruppi armati. "Questi migranti, però, non trovano una vita migliore, sono spesso ridotti in schiavitù. E i loro figli che nascono qui non hanno documenti, né diritti. Li chiamano 'las palomas', le colombe bianche, perché non sono riconosciuti all'anagrafe, sono immigrati illegali che non hanno il diritto di andare a scuola o di essere curati. Noi aiutiamo, fra gli altri, queste persone a trovare una loro identità e a vivere nel rispetto delle regole del Paese nel modo migliore possibile", spiega all'Adnkronos Salute Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava - Nph Italia.
 In questi giorni nella Casa dell'organizzazione umanitaria Nph che accoglie i bambini in difficoltà nella Repubblica Dominicana c'è un ospite speciale: è l'attore Raoul Bova, impegnato in un viaggio del cuore, organizzato in occasione dei 25 anni della Fondazione Francesca Rava. "Tempo di bilanci, inevitabilmente ci guardiamo indietro - riflette Mariavittoria Rava - E io stessa non riesco a credere a quello che abbiamo fatto. La cosa bella che mi auguro rimanga uguale per il futuro è che non è mai cambiata la motivazione che ci anima, a distanza di 25 anni dalla morte di mia sorella", nel 1999 all'età di 26 anni in un incidente stradale, "che è stato il dolore che mi ha smosso e ha causato poi una serie di altre coincidenze che ci portano fino a qui. La invoco spesso quando sono un po' sopraffatta dalle difficoltà, le chiedo tanto aiuto. Era una persona molto semplice, umile, ma molto di azione. Bella, piena di vita. Me la figuro che ride e mi prende in giro: 'Hai visto che scherzo ti ho giocato?', ma nello stesso tempo mi direbbe: 'Non pensare a niente, vai avanti, fai, e non sbagli'".  "Oggi avrebbe 53 anni - ragiona - La sento molto vicina. E spero che lo stesso spirito di amore, passione e verità ci accompagni per i prossimi 25 anni, perché è quello che 'contagia' tante persone portandole ad aiutarci. Da soli non si fa niente". Anche Raoul Bova "è arrivato a noi per puro caso anni fa", ricorda Rava. "Avevamo un'iniziativa con la Fabbrica del sorriso che ci abbinava un attore, una persona famosa. Ma capitò una defezione all'ultimo minuto. Quel giorno eravamo in Fondazione fino a tarda notte e io, per risollevare un po' gli animi, proposi: ragazze, chi vorreste come testimonial? Per scherzo facemmo una votazione. Risultato: all'unanimità Raoul Bova. Ci ridemmo sopra, ma il giorno dopo chiamò Mediaset dicendo di aver trovato la persona giusta per noi: era proprio Raoul Bova. In Fondazione erano tutti senza parole. A noi succedono anche queste cose un po' leggere, ma io credo che l'universo abbia un'energia speciale che alla fine ti ascolta. E quindi anche Raoul, poveretto, è rimasto incastrato nella rete della Fondazione", sorride.  Bova in realtà "da anni è nostro volontario testimonial - racconta Rava - Ci ha aiutato recentemente a Roma in un progetto che abbiamo contro l'abbandono neonatale. Era venuto dieci anni fa con me in Haiti per un viaggio umanitario ed era rimasto molto toccato dall'esperienza. L'ultima volta che l'ho visto mi ha detto che gli sarebbe piaciuto ritornare, ma ad Haiti è impossibile adesso, la situazione non lo permette. Si è deciso di andare in Repubblica Dominicana, che è dall'altra parte dell'isola, dove noi aiutiamo molti bambini. Abbiamo dunque messo insieme il nostro desiderio di ritornare nelle Case, di testimoniare, con il desiderio di Raul di ritornare a fare questa esperienza".  "In generale, non solo fra gli haitiani, ma anche fra i dominicani c'è povertà - continua la presidente della Fondazione - La nostra Casa Nph sorge a San Pedro de Macoris, che è una zona dove ci sono 'bateyes' e persone che vivono in condizioni di disagio estremo. Nelle piantagioni guadagnano anche meno di 10 dollari al mese, le persone in queste situazioni si trovano a mangiare una volta ogni due giorni e male, non si possono pagare le cure mediche. Il governo stesso è molto attivo nell'aiutare e noi cerchiamo di fare la nostra parte. L'obiettivo per i bambini nella Casa Nph, che magari non hanno i genitori, è quello di dare loro un mestiere per il futuro, che li renda indipendenti, in modo che possano da grandi farsi la loro famiglia, vivere nel loro Paese. Sradicarli sarebbe la cosa peggiore. Molti di questi ragazzi poi tornano a noi da adulti con spirito di gratitudine. Per esempio, il dentista che viene nella Casa a curare i bambini è un ex 'pequeño' della struttura che è cresciuto, si è diplomato, e viene gratuitamente a curare i bambini. C'è un'azienda che ci dona l'energia elettrica perché c'è un altro ex pequeño che è andato a lavorare lì. E' bello questo amore che ritorna".  "E noi volevamo ancora una volta far toccare con mano ai nostri donatori i risultati di quello che abbiamo fatto fino ad oggi - prosegue - Abbiamo pensato di andare in una Casa Nph dove aiutiamo i bambini anche grazie all'adozione a distanza. La missione di Raoul Bova sarà proprio restituire ai 'padrini' questo racconto, testimoniare come vivono i nostri bambini, come stanno, da dove vengono. E' un momento storico in cui ci sono emergenze e guerre dappertutto, e le persone in generale sono già sopraffatte da ciò che succede più vicino a loro. Non è facile portare l'attenzione su realtà più lontane, raramente menzionate dalle cronache. Da anni facciamo questo con esercizio di informazione su Haiti, per esempio, che è uno dei Paesi che aiutiamo, ma che fino a non troppo tempo fa non era neanche nei libri di geografia italiani. Dopo il terribile terremoto" del 2010 si sono accesi un po' i riflettori, "ma tuttora alcuni lo confondono con Tahiti, pensano sia un posto meraviglioso".  "E' faticoso - ammette Rava - ma abbiamo anche la fortuna di avere tantissimi padrini di adozione a distanza, persone di tutte le età che continuano ad aiutare i nostri bambini. Attraverso una donazione che è meno di un caffè al giorno viene assegnato un piccolo da sostenere, con la sua storia, la sua foto. Il padrino incomincia un sostegno che è anche poi un rapporto di affetto. I bambini scrivono delle letterine, mandano delle cartoline, c'è questa stima. Quando arriva la pagella la mandiamo ai padrini, se ci sono brutti voti diciamo di incoraggiarli, perché quasi sempre non succede perché non studiano, ma perché magari hanno incominciato ad andare a scuola a 11 anni e studiano quello che un bambino fa a 6 anni, perché hanno vissuto nella strada".  Poi d'estate, continua, "organizziamo i campi di volontariato: due settimane in cui si lavora insieme al personale nei campi, nella cucina, nella scuola, nella mensa e si gioca coi bambini. Anche Raoul dorme all'interno della Casa, mangia con i bambini. Vedrà come funziona: qui - spiega Rava - le divise scolastiche dei bambini le cuciono i ragazzi più grandi, che imparano a diventare sarti; il cibo viene coltivato all'interno della Casa dai bambini stessi che imparano a prendersi cura dei campi; le tortillas vengono fatte all'interno della struttura; per le cure mediche c'è una clinica medica dove vengono pagati dei medici locali. E ogni adozione a distanza aiuta il bambino, ma anche tutta la comunità. I volontari con lo stesso spirito trasferiscono competenze: i medici vanno ad aiutare i colleghi locali per avere delle tecniche più moderne, gli insegnanti fanno lo stesso, senza mai sostituirsi. E molto bello". Negli anni "tanti padrini hanno incontrato i bimbi che hanno aiutato. Ho portato non solo giovani, ma anche persone in età avanzata. Per esempio, due signori di 80 anni che a Natale hanno lasciato la loro famiglia, i loro nipotini di sangue, per venire a conoscere i 'nipotini' haitiani. E' stato un gesto di generosità e altruismo incredibile. Anche io ho sempre portato i miei figli. La cosa che ti insegna tutto questo è che tu aiuti qualcuno che è esattamente come te, soltanto è nato in un posto sfortunato e povero. Ti dà il senso del rispetto per tutti, è qualcosa che cambia il mondo e cambia il cuore delle persone, è trasformativa. In questi 25 anni abbiamo riunito davvero un esercito di ambasciatori del cuore. Sono loro che parlano per noi". (di Lucia Scopelliti) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fc 25 celebra la stagione calcistica con il Team of the Season

(Adnkronos) - Il 25 aprile segna l’inizio della celebrazione della stagione calcistica internazionale attraverso il lancio del Team of the Season (Tots) di Ea Sports Fc 25. L’iniziativa premia i giocatori che si sono distinti durante l’anno per le loro prestazioni eccezionali, offrendo agli appassionati la possibilità di rivivere i momenti salienti della stagione sia su Fc 25 sia su Fc Mobile Ultimate Team. La prima squadra Tots è disponibile da oggi fino al 2 maggio su Ea sports fc 25 e include i protagonisti dei campionati Ligue 1 McDonalds, Arkema Premiere Ligue ed Eredivisie. L’obiettivo è far rivivere ai fan le emozioni dei maggiori campionati attraverso la selezione dei migliori talenti maschili e femminili, con aggiornamenti settimanali dedicati ai diversi tornei. Ogni settimana sarà celebrato un campionato diverso, con i migliori atleti annunciati attraverso i canali ufficiali. Il calendario completo dell’iniziativa, che mette in risalto i giocatori più meritevoli a livello mondiale, è disponibile online. Il pubblico ha già avuto l’opportunità di votare i protagonisti del massimo campionato inglese, rivivendo alcune delle prestazioni più memorabili della stagione. Attualmente sono aperte anche le votazioni per i Tots della Bundesliga, offrendo ai fan ulteriori occasioni di partecipazione attiva. Per Fc Mobile, il Team of the Season sarà lanciato come evento in-game il 29 aprile, iniziando con i migliori talenti della Ligue 1 McDonalds, oltre alle Icone del gioco. A seguire, saranno proposti capitoli settimanali dedicati alla Premier League, Bundesliga, LaLiga, Serie A e molti altri campionati. La campagna si concluderà con la pubblicazione dell’Ultimate Tots, una selezione dei migliori oggetti Tots rilasciati durante tutta l’iniziativa, raccolti in un’unica squadra finale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Papa Francesco, Notarbartolo (Ncc Italia): "Migliaia di operatori noleggio con conducente ingaggiati per funerale"

(Adnkronos) - "Sono in arrivo delegazioni da tutto il mondo a Roma per il funerale del Papa e ci sono centinaia se non migliaia di operatori e aziende ingaggiati per noleggio conducente, e quindi autisti di vetture. Si tratta di ingaggi che in alcuni casi sono partiti da ieri e dureranno fino al 26-28 aprile. Numeri di una certa rilevanza per il comparto. E ci aspettiamo numeri importanti anche per il Conclave". Così, con Adnkronos/Labitalia, Luca Notarbartolo, presidente associazione Ncc Italia, sugli effetti per il comparto degli Ncc dal funerale di Papa Francesco in programma sabato nella Capitale. Quelli che stanno per arrivare, per gli operatori del settore, sono mesi 'caldi', ricorda Notarbartolo: "parte la stagione degli eventi, e quindi passando dal sacro al profano non dimentichiamo che a metà maggio ci sarà qui a Roma la finale di Coppa Italia e quindi un altro evento con centinaia di operatori Ncc che saranno impegnati".  E il presidente di Ncc Italia sottolinea che fino al funerale del Santo Padre, e all'arrivo delle delegazioni, non si era visto un 'effetto Giubileo' per il settore degli Ncc: "quella dei pellegrini -spiega- è più una clientela 'mordi e fuggi' che magari ha bisogno di uno spostamento dal punto A al punto B, e quindi predilige il taxi e non il noleggio con conducente", come sottolinea ad Adnkronos/Labitalia anche Giovanni Falanga, operatore Ncc su Roma (Roma Tourtransfer). "I pellegrini utilizzano altri tipi di servizi rispetto all'Ncc: bus turistici e taxi. L'andamento quindi fino a questo momento è stato a rilento, perchè tanti clienti abituali non sono venuti a Roma proprio per la presenza del Giubileo, e le prenotazioni per i servizi Ncc fino a questo momento sono stati molto minori rispetto all'anno scorso", spiega.  Ma per gli Ncc c'è un problema ancora più grande da risolvere al più presto, come spiega il presidente Notarbartolo, riferendosi alla contrapposizione con il Mit sul foglio di servizio elettronico. "Ieri e domani -sottolinea- rischiamo di essere schedati, oggi invece siamo scortati. Perché? Perché nella fase dell'ingaggio per l'evento del funerale di Papa Francesco le nostre macchine seguiranno delle delegazioni internazionali e quindi ovviamente saremo scortati dallo Stato. E dall'altra parte lo Stato sta portando avanti questo tipo di iniziativa che è volta a comprimere l'attività dell'impresa del noleggio con conducente allora siamo schedati e accerchiati dallo Stato, più che ancora una volta scortati come in questa fase. E' una cosa che non ci sta bene, stiamo aspettando appunto il Tar il 4 giugno che si dovrà esprimere nel merito", conclude.    ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Papa Francesco, Trainline: per funerali +30% viaggiatori in treno verso Roma il 25 e 26 aprile

(Adnkronos) - In occasione dei funerali di Papa Francesco in programma sabato a Roma, Trainline, la piattaforma europea leader per la prenotazione di treni e autobus, ha registrato per i giorni 25 e 26 aprile un incremento significativo del numero di passeggeri che hanno scelto il treno per raggiungere la Capitale. Confrontando i dati con le quattro settimane precedenti, si evidenzia, come spiegano da Trainline ad Adnkronos/Labitalia, un aumento complessivo del +30% di viaggi verso Roma nel periodo indicato. Le città da cui si è registrata la crescita più marcata sono: Firenze (+49%), Napoli (+46%), Torino (+43%), Bologna (+18%), Milano (+15%). Grazie alla sua posizione unica nel mercato, Trainline è in grado di offrire una visione aggregata dei flussi ferroviari su scala nazionale, integrando le principali compagnie operanti in Italia, come Trenitalia e Italo. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ia, Bertola (Fosber): "Con 'Aida' più efficienza su macchinari, ma addetti qualificati insostituibili"

(Adnkronos) - Utilizzare l'intelligenza artificiale all'interno dell'impresa non per sostituire il lavoro umano, ma bensì per migliorarlo e supportarlo, agendo sull'efficienza delle macchine. E' la filosofia alla base di Aida (Artificial intelligence data analysis) il nuovo sistema lanciato da Fosber Group, azienda leader nella progettazione e produzione di macchinari per cartone ondulato, con headquarter in provincia di Lucca e oltre mille collaboratori in tutto il mondo.  'Aida' consente di monitorare in tempo reale le condizioni dei macchinari, prevedere guasti e ottimizzare la produzione, rivoluzionando così il settore, come spiega ad Adnkronos/Labitalia Marco Bertola, ceo dell'azienda: "Parliamo di intelligenza artificiale applicata alle macchine. La mia volontà che l'ia un supporto e non una sostituzione delle persone. Nello specifico utilizziamo le innumerevoli quantità di dati che abbiamo attraverso le nostre macchine -spiega- sia da un punto di vista produttivo, ma soprattutto da un punto di vista di performance, attraverso una serie di dispositivi che negli anni sono stati implementati, che vanno dalle analisi vibrazionali alle analisi di assorbimenti, temperature e velocità, utilizzo di energia elettrica e di vapore. Andando così a efficientare al massimo la tipologia del prodotto che in quel momento il nostro cliente sta producendo e quindi si va a garantire attraverso l'analisi predittiva una continuità della linea", sottolinea.  E i risultati si vedono: "noi oggi vendiamo le linee su una base di efficienza media del 98% annuo -spiega Bertola- di modo che riducendo i fermi macchina aumenti l'efficienza già in modo intrinseco nel processo produttivo. E così noi siamo in grado di fare con la nostra tecnologia una scatola che ha la stessa resistenza meccanica utilizzando una minore quantità di carta", sottolinea. E tutto questo aumentando i dipendenti. "Nel 2022 eravamo 298 dipendenti, nel 2025 siamo 400 solo in Italia. Io punto a creare delle figure professionali di più alto livello che vadano a utilizzare l'intelligenza artificiale, piuttosto che sostituire con l'ia le persone, che è a mio avviso impossibile nel nostro settore. Noi ci definiamo industria ma scherzando spesso dico siamo come le persone di 'Poltrone sofà, artigiani della qualità', perché le nostre macchine sono molto customizzate e di conseguenza il valore aggiunto della persona qualificata attualmente per me rimane insostituibile", conclude  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)