Cimo, 'medici famiglia dipendenti Case comunità rischio per pazienti e conti Stato'
(Adnkronos) - "Il rebus dei medici di famiglia e delle Case di comunità sembra non avere soluzione. Ma di certo la soluzione non può essere il passaggio alla dipendenza dei medici di medicina generale, che presenterebbe numerosi problemi", avverte la Federazione sindacale medici dirigenti (Cimo-Fesmed). "In primo luogo - spiega il presidente Guido Quici - verrebbe compromessa la possibilità di scegliere il proprio medico di famiglia, ultimo baluardo del rapporto fiduciario tra medico e paziente, che perderebbe un punto di riferimento essenziale per la propria salute. Inoltre, la presenza di una Casa di comunità in media ogni 300 chilometri quadrati allontanerebbe inevitabilmente la cosiddetta 'medicina di prossimità' dal cittadino, soprattutto se anziano e poco propenso ad utilizzare la telemedicina. Poi - continua Quici - si pone il problema economico: si stima che la riforma dei medici di famiglia possa costare almeno 2,5 miliardi di euro: dove si intende trovare questi soldi? E con il passaggio alla dipendenza chi sosterrà le spese necessarie, ad esempio, al mantenimento degli studi dei medici di famiglia?". "Come se non bastasse - prosegue il leader Cimo-Fesmed - la dipendenza dei medici di famiglia danneggerebbe seriamente l'Enpam: per poter assicurare la sostenibilità dell'ente per i prossimi 50 anni, la Fondazione ha infatti programmato gli investimenti sulla base di consolidati studi attuariali basati sul turnover dei contribuenti; se il numero di contribuenti diminuisse drasticamente, l'Enpam rischierebbe di fare la fine della Cassa Cps (Cassa pensioni sanitari), finita nel calderone dell'Inps impoverendo un’intera categoria. Per non parlare - aggiunge Quici - dell'impossibilità di accedere alla dirigenza del Servizio sanitario nazionale senza la specializzazione: sarebbe offensivo proporre, come sentito dire da voci di corridoio in questi giorni, una sorta di sanatoria per i medici di famiglia già in attività che dovrebbero frequentare un corso di un anno per equiparare il corso di formazione regionale alla specializzazione universitaria". Infine, "non si possono eludere le difficoltà che il passaggio dei medici di famiglia alla dipendenza creerebbe a chi è già dipendente del Servizio sanitario nazionale: gli oltre 40mila Mmg diventerebbero infatti competitor dei dipendenti nella gestione dei fondi contrattuali e nei percorsi di carriera". "Se l'obiettivo della riforma è trovare medici disponibili a lavorare nelle Case di comunità - conclude il sindacalista - la soluzione è già nelle mani delle Regioni: basta applicare l'Accordo collettivo nazionale firmato lo scorso anno, che prevede, oltre alle ore da dedicare ai propri pazienti, attività orarie presso un'azienda sanitaria per un totale di 38 ore a settimana". Per Quici è "indubbio che la sanità territoriale vada riformata e rilanciata, ma lo stravolgimento che si prospetta rischia di creare più problemi di quelli che si intende risolvere". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Università, UniRadio TorVergata fa festa
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Domani, giovedì 22 maggio a partire dalle 18.30 alla facoltà di Lettere e Filosofia, ci sarà la festa di UniRadio TorVergata. L'idea di un momento di aggregazione e divertimento nasce dalla volontà di far conoscere alla comunità universitaria la radio di Ateneo, attivata, circa un anno fa, per volontà di un gruppo di studentesse e studenti, docenti e personale amministrativo unito dalla passione per la musica, la cultura, l'intrattenimento e l'informazione. Una squadra con esperienze e percorsi diversi che ha fatto della propria eterogeneità e dell'inclusività i punti di forza.
A dare il via alla festa, aperta a studenti e studentesse e al territorio, i saluti istituzionali del Magnifico Rettore, Nathan Levialdi Ghiron, della Prorettrice alla comunicazione Lucia Ceci e del responsabile della radio, Pasquale Terracciano. A seguire un ricchissimo programma il cui tema principale sarà la musica, attraverso diverse forme artistiche: intrattenimento, giochi, playlist personalizzate, esibizioni dal vivo e dj set.
Prevista l’esibizione live del polistrumentista Alessandro Rebesani conosciuto come Rbsn e di Tära, cantante palestinese indipendente nata e cresciuta in italia e conosciuta al grande pubblico anche per la sua partecipazione a X Factor. A seguire Dj set fino a fine evento. Un'area giochi, che vedrà la partecipazione attiva di Giulia Amici, la presenza dell'associazione GdT Roma Players e la collaborazione della casa editrice Asmodee Italia sarà attiva dalle 18.30 mentre il team della radio organizzerà quiz e preparerà dei talk coinvolgendo direttamente i e le partecipanti per tutta la durata della manifestazione. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Trentino Alto Adige, Marche e Toscana regine della transizione ecologica
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Trentino Alto Adige primo con distacco, Marche e Toscana, a seguire, sul podio. Questo l’ordine di arrivo della tappa 2024 di avvicinamento agli obiettivi che l’Europa si è data per il 2030: target di riduzione delle emissioni di gas serra, crescita delle energie rinnovabili e miglioramento dell’efficienza energetica legati alla transizione ecologica insieme all’impegno per fronteggiare la crisi climatica. Il 'ranking' è la sintesi conclusiva del secondo Rapporto su regioni italiane e transizione ecologica realizzato in occasione della decima edizione di Circonomia, in programma ad Alba dal 22 al 24 maggio. Il Rapporto, curato da Duccio Bianchi, fondatore dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia, è elaborato sulla base di un set di 30 diversi indicatori green. Nell’indice sintetico riassuntivo si riconferma il primato del Trentino/Südtirol, primo già nel Rapporto dello scorso anno, seguito da Marche - seconde come nel 2024 - Toscana (era quinta lo scorso anno), Lombardia (terza lo scorso anno) e Veneto (quarta lo scorso anno). Toscana, Lombardia e Veneto hanno valori molto ravvicinati, ma ben distaccati dalle successive regioni. Due grandi regioni del nord, Piemonte ed Emilia Romagna, sono a metà del ranking. La coda della classifica è monopolizzata da regioni del sud. Le regioni che in più del 50% degli indicatori hanno prestazioni migliori della media nazionale sono Marche (nel 77% dei casi), Trentino Alto Adige (67%), Toscana (63%), Liguria e Lombardia (nel 57% dei casi), Veneto e Abruzzo (nel 53% dei casi). Le regioni prime in più indicatori sono il Trentino Alto Adige (8 indicatori) e il Lazio (6) mentre le regioni che si collocano all’ultimo posto in più indicatori sono la Calabria (7) e la Liguria (4). Le differenze sono significative soprattutto tra le macroregioni, benché con alcune eccezioni al loro interno: non tutte le regioni del Mezzogiorno o del Nord seguono un analogo trend, anche per specificità produttive o di storia socio-politica. In sintesi, le regioni del Mezzogiorno (ma non la Sardegna) hanno impatti pro capite inferiori alla media italiana, mentre sistematicamente più alti sono gli impatti relativi al Pil e quindi la produttività di uso delle risorse, così come generalmente sono inferiori le prestazioni sugli indicatori di risposta e di mitigazione.
Le regioni del Nord hanno prestazioni opposte a quelle delle regioni del Mezzogiorno: un impatto pro capite generalmente superiore alla media nazionale, ma anche una produttività d’uso delle risorse superiore alla media nazionale e una elevata capacità di mitigazione e risposta soprattutto sugli indicatori di economia circolare, anche se con differenze regionali. Le regioni dell’Italia centrale hanno percorsi più diversificati, anche per la eterogeneità del sistema produttivo. Complessivamente si tratta di regioni che si collocano sopra la media nazionale per impatti procapite e produttività d’uso delle risorse (con l’eccezione dell’Umbria) e anche per capacità di risposta e mitigazione (con l'eccezione del Lazio). “Dalla nostra ricerca esce un’immagine dell’Italia della transizione ecologica a chiaroscuri, con regioni all’avanguardia della conversione green e altre che arrancano. Serve uno scatto in avanti che coinvolga tutti i territori, solo così potremo essere al centro del green deal che non solo è indispensabile per fronteggiare la crisi climatica ma è una grande occasione di innovazione tecnologica e competitività economica. Come mostrano tanti esempi concreti, ‘convertire’ all’ecologia produzioni e consumi non è soltanto necessario per l’ambiente: è anche utilissimo a rendere più moderna e competitiva l’economia, a creare lavoro, a migliorare la vita quotidiana delle persone”, dice Roberto Della Seta, direttore del Festival. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Infortuni, Quercioli (Federmanager): "Lavoro va tutelato, no ad aumento morti"
(Adnkronos) - "Il lavoro è un elemento costitutivo della dignità umana e un’occasione di piena realizzazione dell’individuo, anche nella sua funzione sociale e collettiva. Come tale, deve essere adeguatamente retribuito, valorizzato e tutelato, soprattutto sotto il profilo della salute, della sicurezza sul lavoro e della dignità umana". Così, con Adnkronos/Labitalia, il presidente di Federmanager, Valter Quercioli, dopo l'incontro di ieri tra governo e parti datoriali sul tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. "Questi temi -spiega- sono prioritari per la costruzione di una cultura d’impresa ancor più evoluta, capace di rispondere alle sfide della contemporaneità e del futuro prossimo. Una cultura d’impresa che la nostra Federazione vuole contribuire a plasmare grazie all’apporto delle migliori menti e competenze manageriali, in un dialogo fecondo con il mondo imprenditoriale e a tutti i livelli istituzionali". "I dati Inail – conclude Quercioli - ci dicono che, rispetto allo stesso periodo del 2024, le morti sul lavoro nel primo trimestre 2025 sono aumentate. È inaccettabile, ancor più per una grande democrazia europea come la nostra, che pone proprio il lavoro a fondamento del suo ordinamento costituzionale". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Microsoft accusa Apple per i ritardi nel lancio dello store mobile Xbox
(Adnkronos) - Il lancio del negozio mobile Xbox annunciato da Microsoft per luglio 2024 non si è mai concretizzato. A distanza di quasi un anno, emergono dettagli sulle cause del rinvio, che secondo l’azienda sarebbero legate alle restrizioni imposte da Apple all’interno del proprio ecosistema iOS. Microsoft ha recentemente presentato una dichiarazione legale a sostegno di Epic Games nella disputa ancora in corso con Apple, incentrata sul controllo dell’App Store e sulle limitazioni ai sistemi di pagamento alternativi. Nello specifico, il documento contesta il tentativo di Apple di annullare un’ingiunzione che consente agli sviluppatori di informare liberamente gli utenti sull’esistenza di opzioni di pagamento esterne all’app, evitando così le commissioni imposte da Cupertino. La decisione del tribunale ha già avuto conseguenze concrete, come il ritorno di Fortnite sull’App Store statunitense con la possibilità per Epic Games di reindirizzare i giocatori verso il proprio sistema di pagamento. Microsoft intende seguire una strategia simile per il suo store Xbox accessibile via web, che consentirebbe l’acquisto di contenuti da utilizzare nei giochi mobile o nelle app correlate. Tuttavia, l’azienda sostiene che le nuove “politiche anti-steering” di Apple abbiano di fatto bloccato l’iniziativa, rendendo impossibile non solo l’integrazione di collegamenti esterni, ma anche la semplice comunicazione agli utenti sull’esistenza di metodi alternativi di acquisto. Sebbene l’ingiunzione dovrebbe teoricamente consentire l’apertura dello store mobile Xbox, Microsoft teme che un’eventuale sospensione temporanea in fase d’appello possa obbligarla a ritirare il servizio dopo il lancio. Per questo motivo, l’azienda ha chiesto che la sentenza venga mantenuta in vigore anche durante l’esame dell’impugnazione, sottolineando che eventuali modifiche alle policy possono essere annullate facilmente qualora Apple dovesse prevalere in giudizio. Le conseguenze delle restrizioni Apple non si limitano allo store: anche l’app principale di Xbox per iOS ne è influenzata. Microsoft spiega che da tempo vorrebbe offrire agli utenti la possibilità di acquistare e trasmettere giochi in streaming direttamente all’interno dell’app, ma l’attuale struttura normativa dell’App Store rende incompatibili queste funzionalità. Una situazione che ha costretto l’azienda, solo lo scorso mese, a rimuovere la funzione di riproduzione remota per poter attivare l’acquisto di giochi e contenuti aggiuntivi tramite l’app Xbox. Attualmente, per accedere al cloud gaming su dispositivi Apple, è necessario passare attraverso il sito mobile di Xbox Cloud Gaming, utilizzando un browser esterno. Le difficoltà non si limitano al solo ecosistema iOS. Anche su Android, dove le condizioni regolatorie sono cambiate a seguito di una sentenza che ha imposto l’apertura del sistema a store di terze parti, i piani per consentire l’acquisto e l’utilizzo diretto dei giochi tramite l’app Xbox sono stati rallentati. L’attivazione della funzione, prevista per novembre 2024, è stata rinviata a causa di quella che Sarah Bond, presidente di Xbox, ha definito una “sospensione amministrativa temporanea”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cyber Bus di HWG Sababa: la formazione sulla Cybersecurity viaggia in tutta Italia
(Adnkronos) - HWG Sababa intensifica il proprio impegno nella promozione della Cyber Security Awareness attraverso il suo Cyber Bus. Questo innovativo progetto consiste in una vera e propria aula formativa su quattro ruote, già protagonista di diverse tappe in varie regioni italiane. Il Cyber Bus è un'aula multimediale mobile dotata di tecnologie interattive e contenuti formativi modulari, specificamente progettata per diffondere la cultura della cybersecurity direttamente nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli enti e nei contesti operativi. L'iniziativa offre un'esperienza formativa immersiva e completamente personalizzabile, adatta a ogni livello di conoscenza. Il programma coinvolge non solo i responsabili IT delle organizzazioni, ma anche top manager e lavoratori di ogni categoria, riconoscendo la necessità di una consapevolezza diffusa. Il metodo formativo si basa su un approccio esperienziale e immersivo, ponendo le persone al centro dell'interazione. Attraverso simulazioni pratiche, scenari realistici e momenti di confronto, i partecipanti imparano a riconoscere i rischi intrinseci all'uso delle tecnologie, ad adottare comportamenti di sicurezza appropriati e a contribuire attivamente alla protezione dell'organizzazione. "La consapevolezza è uno degli strumenti più efficaci per difendersi dalle minacce cyber. Con il Cyber Bus, vogliamo portare la formazione fuori dalle aule tradizionali, direttamente nei luoghi in cui la sicurezza digitale è realmente necessaria: aziende, scuole, pubbliche amministrazioni," afferma Alessio Aceti, CEO di HWG Sababa. "Il nostro obiettivo è rendere la cybersecurity un tema accessibile, comprensibile e coinvolgente per tutti." Alla base di questa iniziativa vi è la consolidata evidenza, ben nota agli esperti di cybersecurity, che il "fattore umano" rappresenta l'anello più debole della catena di sicurezza. Gli errori comportamentali degli utenti sono spesso il primo bersaglio degli attacchi nel cyberspazio. Per questo motivo, la difesa non può essere delegata unicamente a strumenti tecnologici avanzati, ma deve includere necessariamente anche la formazione delle persone, affinché possano riconoscere le minacce informatiche, distinguere contenuti sospetti e reagire con prontezza. Nel corso del 2025, il Cyber Bus ha già partecipato a un roadshow in tre tappe, coinvolgendo i dipendenti di una rilevante azienda italiana operante nel settore dell'energia elettrica e del gas, oltre a diversi enti pubblici. L'obiettivo primario di queste iniziative è stato quello di diffondere conoscenze pratiche e rafforzare la cultura della prevenzione digitale. Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di awareness e formazione continua, che vede HWG Sababa affiancare organizzazioni pubbliche e private nella costruzione di un ecosistema cyber più consapevole, resiliente e inclusivo. Nelle prossime settimane, il Cyber Bus sarà protagonista di nuove tappe, inclusi incontri presso diverse Camere di Commercio, per continuare a portare la cultura della cybersecurity in modo capillare su tutto il territorio italiano. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tumori, in Ieo 698 trial attivi, 'porta di accesso alle nuove terapie anticancro'
(Adnkronos) - Sono oltre 6.400 i pazienti arruolati nei 698 studi attivi presso l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, pari al 70% dei trial in corso in Italia. Il 54% sono studi multicentrici internazionali, il 27% studi multicentrici nazionali e il 19% studi mono-istituzionali, di cui l'Ieo è ideatore e promotore. Partecipando al terzo Clinical Trial Day nazionale (20 maggio), l'Irccs fondato da Umberto Veronesi fa il punto sul "vero punto di forza" dell'istituto. Gli studi clinici: "Uno strumento essenziale per offrire ai pazienti oncologici un veloce accesso alle nuove terapie e più in generale all'innovazione in ambito diagnostico e terapeutico". "Non c'è nuova cura che non sia testata attraverso studi clinici sperimentali - afferma Roberto Orecchia, direttore scientifico Ieo - Gli studi clinici sono quindi la porta di accesso rapido alle nuove cure più efficaci. Uno studio clinico viene infatti disegnato e condotto per verificare se un nuovo approccio può essere più vantaggioso dello standard corrente, ma può riguardare anche nuovi dispositivi o nuove tecniche sanitarie. La letteratura scientifica ci ha inoltre dimostrato che i pazienti inseriti in uno studio clinico hanno esiti di cura migliore perché sono monitorati più intensamente. Per il paziente, dunque, il vantaggio di entrare in una sperimentazione è duplice e lo riguarda personalmente. C'è poi un valore aggiunto anche per la collettività, perché le nuove cure sperimentate verranno in futuro rese disponibili per tutti i pazienti. Partecipare a uno studio clinico è quindi anche un gesto di solidarietà". L'Ieo ospita studi sia accademici che sponsorizzati. Gli studi accademici - spiegano dall'Irccs di via Ripamonti - sono l'espressione più diretta della potenzialità di ricerca dello Ieo, poiché evidenziano le capacità di innovazione dell'istituto e ne elevano la capacità di networking. Gli studi sponsorizzati si realizzano in particolare per valutare nuovi farmaci o nuovi dispositivi e vedono coinvolte le principali case farmaceutiche a livello internazionale. Riguardo alla tipologia di trial, il 56% degli studi Ieo è relativo ai farmaci, equamente distribuiti tra quelli di fase precoce, I-II (il 48%), spesso con molecole sperimentali, e quelli di fase tardiva, III-IV (il 52%), solitamente randomizzati. I restanti studi sono per un terzo di tipo osservazionale, con una quota che riguarda i dispositivi chirurgici o medici e le modalità di imaging diagnostico, che reclutano moltissimi pazienti, circa il 38% del totale. "Gli studi Ieo - rimarca Oreccchia - sono attualmente gestiti da una struttura esclusivamente dedicata a questo compito, il Clinical Trial Office, con personale altamente qualificato. Abbiamo avviato un progetto ambizioso di ulteriore potenziamento dell'attività di sperimentazione e ricerca, ed entro il prossimo triennio realizzeremo un vero e proprio centro, il Clinical Trial Center, con percorsi e spazi dedicati. Un esempio è rappresentato dalla recente messa in funzione di una nuova apparecchiatura di tomografia computerizzata, riservata ai pazienti inseriti negli studi clinici, al fine di garantire l'esecuzione di questo fondamentale esame per la stadiazione e il controllo della risposta alle terapie nei tempi opportuni, come stabilito all'interno dei protocolli di studio". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Infortuni, Aifos: "Bene confronto con governo, convolgere anche associazioni competenti sul tema"
(Adnkronos) - "Certamente l’incontro rappresenta un momento importante di confronto e la volontà del legislatore di presidiare il problema della mancata prevenzione nei luoghi di lavoro, che purtroppo impatta ancora su molti eventi infortunistici. Sarebbe auspicabile, tuttavia, in sede di confronto, anche il coinvolgimento delle associazioni professionali e di categoria con competenze specifiche sui temi della salute e sicurezza e della formazione come Aifos". Così Paolo Carminati, presidente di Aifos – associazione italiana formatori ed operatori della sicurezza sul lavoro, con Adnkronos/Labitalia sull'incontro di ieri tra governo e parti datoriali sul tema della sicurezza sul lavoro. "Bene anche l’aumento dei fondi a disposizione delle imprese, ma attenzione alle modalità e agli strumenti attraverso i quali verranno distribuiti, per evitare che le piccole e medie ne rimangano escluse", sottolinea ancora Carminati. E da Aifos arrivano proposte concrete per agire sul tema. "Sui temi della salute e sicurezza sul lavoro e delle formazione relativa deve esserci da un lato semplificazione e dell’altro certezza ed uniformità dell’applicazione normativa a livello nazionale. Finché la materia rimarrà concorrente tra Stato e Regioni -continua- e verranno continuamente emanati provvedimenti attuativi, ci potranno essere variabili normative e di modalità applicative, soprattutto burocratiche, e che nulla hanno realmente a che vedere con la prevenzione. Questo comporta per le imprese e per gli operatori del settore che Aifos rappresenta certamente una difficoltà", spiega. "Perché -si chiede Carminati- le regole per la formazione di un lavoratore possono variare a seconda della regione in cui mi trovo? Bisognerà proseguire poi nell’ampliare la platea di soggetti destinatari della formazione e in questo senso è andata l’approvazione dell’ultimo Accordo Stato-Regioni che ha per la prima volta ha considerato il vertice aziendale tra i soggetti da formare. In questo processo, non potrà mancare la valorizzazione dell’innovazione come leva strategica anche per il miglioramento della salute e sicurezza e del benessere dei lavoratori", conclude. ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Istat, ingresso in vecchiaia dopo i 74 anni, più in salute e istruiti
(Adnkronos) - "Lo spostamento in avanti delle principali tappe che contraddistinguono i percorsi di vita riguarda anche l'età in cui si diventa anziani. In demografia la soglia dei 65 anni, un'età storicamente legata all'uscita dal mercato del lavoro, definisce convenzionalmente l'ingresso nella vecchiaia. Tuttavia, con l'aumento della longevità e il miglioramento delle condizioni di vita, oggi a 65 anni molte persone vivono in buona salute, lavorano, mantengono una vita attiva e partecipano pienamente alla società. Per cogliere meglio l'entità della popolazione anziana, si propone un approccio dinamico per la determinazione della soglia della vecchiaia, ben noto in demografia, che considera non l'età anagrafica fissa, ma la speranza di vita residua". Così l'Istat nel Rapporto annuale 2025-La situazione del Paese, pubblicato oggi. "Nel 1952 - spiega il report - un uomo a 65 anni poteva aspettarsi di vivere ancora 13 anni, una donna 14. Applicando oggi lo stesso criterio basato sulla speranza di vita residua, la soglia di ingresso nella vecchiaia si sposterebbe a 74 anni per gli uomini e 75 per le donne, cambiando sensibilmente la percezione dell'invecchiamento: nel 2023 il 21,6 % degli uomini e il 26,3% delle donne risultano anziani secondo la definizione tradizionale, ma sarebbero solo l'11,4 e il 14,2% usando la soglia dinamica". L'obiettivo di questo approccio non è negare le criticità dell'invecchiamento, precisa l'Istat, "ma rileggere il fenomeno alla luce del miglioramento delle condizioni di salute. Resta comunque importante ricordare che l'aumento degli anni di vita in buona salute non tiene sempre il passo con la longevità complessiva". "Tra i fattori che caratterizzano le nuove generazioni di anziani - si sottolinea nel rapporto - spicca il livello di istruzione. Dal 1951 a oggi, il profilo per livello di istruzione della popolazione anziana si è profondamente trasformato. Se nel 1951 oltre l'80% degli ultrasessantacinquenni non aveva alcun titolo di studio, nel 2021 questa quota è scesa al 5,9%. Oggi la maggioranza degli anziani (62%) ha almeno la licenza media, rispetto al 15,7% del 1951. I titoli di studio più elevati, seppure ancora minoritari, sono cresciuti con continuità: dall'1,1% nel 1951 all'8,8% settant'anni dopo. Tali cambiamenti - concludono gli esperti - segnalano un progressivo rafforzamento del capitale umano nella fascia anziana della popolazione, con ricadute potenziali positive su silver economy, partecipazione sociale, culturale ed economica". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Infortuni, Manageritalia: "Manager non vogliono più feriti o morti, investire su sicurezza vera"
(Adnkronos) - "Noi manager non vogliamo più feriti o morti, né firmare carte per coprirci. Vogliamo lavorare in aziende che investano sulla sicurezza vera: quella che parte dall’alto, è integrata nei processi, si fa dall’inserimento e si basa su competenze, ascolto e miglioramento continuo. Per questo serve gestione manageriale che faccia della sicurezza il punto di partenze del benessere sul luogo di lavoro". Così, con Adnkronos/Labitalia, Massimo Fiaschi segretario generale Manageritalia, sull'incontro di ieri tra governo e parti datoriali sul tema della sicurezza del lavoro. "Come dirigenti, quadri e responsabili di persone e processi, sentiamo tutta la responsabilità -spiega Fiaschi- di garantire ambienti di lavoro sicuri nelle aziende in cui lavoriamo. Ma lo diciamo con chiarezza: non bastano le norme, servono strumenti comprensibili, formazione continua e una vera cultura della prevenzione. Servono anche più controlli in ottica non solo sanzionatoria, ma anche propositiva", continua. Secondo Fiaschi "troppe volte la sicurezza è affidata a una giungla di regole, moduli, adempimenti poco coordinati, che non aumentano la protezione reale ma creano confusione, scarico di responsabilità e formalismi", conclude. ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










