Motor Valley Fest 2025: a Modena si corre verso il futuro della mobilità

(Adnkronos) - Dal 5 all’8 giugno 2025, la città di Modena diventerà ancora una volta il cuore pulsante dell’innovazione automobilistica con la settima edizione del Motor Valley Fest. L’appuntamento annuale dedicato alla “
Terra dei Motori
” vedrà protagonista il tema “Industria di domani”, riflettendo l’evoluzione del settore verso una mobilità sempre più sostenibile e tecnologicamente avanzata.  Il Teatro del Collegio San Carlo ospiterà, da giovedì 5 a sabato 7 giugno, l’Innovation & Talents Hub, spazio in cui studenti, startup e top brand dell’automotive si confronteranno sui mestieri emergenti e sulle competenze chiave del domani.  
Ferrari, Lamborghini, Ducati, Pagani e Dallara parteciperanno a 13 Talent Talk insieme ad aziende come Accenture, Brembo, HPE Coxa, Art Group, CNH, Loccioni e il team Visa Cash App RB Formula One.
 Grande attesa anche per l’Hackathon organizzato da AssetClassic e Motor Valley Accelerator, con il supporto di TikTok. L’evento si svolgerà il 7 e 8 giugno e vedrà squadre di giovani professionisti cimentarsi in una maratona progettuale su dataset reali, proponendo soluzioni legate alla mobilità e al motorsport. I migliori team saranno premiati con borse in denaro e sessioni di mentorship, incluso un riconoscimento specifico per l’integrazione dell’intelligenza artificiale. La serata del 5 giugno sarà animata dalla “
Meet & Match Night”
, evento B2B che coinvolgerà 46 startup italiane e internazionali in un confronto diretto con investitori, aziende e stakeholder.  Dal 5 all’8 giugno, Piazza Grande ospiterà l’University Village con sette prestigiose università italiane e i loro progetti di ricerca. Spiccano le monoposto di Formula SAE, frutto del lavoro multidisciplinare di studenti in ingegneria e design, e i prototipi del team Polimi Motorcycle Factory.
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Master Maserati Driving Experience 2025: debutta la GT2 Stradale

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Maserati riporta in pista il Master Maserati Driving Experience, giunto alla 26esima edizione e pronto a offrire emozioni uniche agli appassionati di guida sportiva.  L’esperienza 2025 si arricchisce con la presenza della nuova GT2 Stradale, vera protagonista della stagione insieme a GranTurismo Trofeo e MC20, tutte spinte dal motore V6 Nettuno biturbo da 3 litri, capace di erogare potenze comprese tra 550 e 640 CV.  Il programma Master Maserati 2025 propone format esclusivi pensati per ogni livello di esperienza, dai neofiti ai piloti più esigenti. Gli eventi “mezza giornata” offrono un primo approccio al mondo Maserati, con sessioni formative e prove dinamiche pensate per i meno esperti. I corsi “full day” intensificano l’azione, con contenuti avanzati, esercizi tecnici e sfide in pista dal forte impatto emozionale. Tutti i partecipanti hanno l’opportunità di salire a bordo di modelli ad alte prestazioni, sperimentando in prima persona l’emozione della guida sportiva secondo la filosofia Maserati. Le attività coprono gli aspetti fondamentali della guida al limite: traiettorie ottimali, trasferimenti di carico, uso corretto degli pneumatici e controllo in condizioni dinamiche. La tecnologia gioca un ruolo centrale: ogni vettura è dotata di sistemi telemetrici avanzati che permettono l’analisi in tempo reale dei dati di guida. Le piste scelte per l’edizione 2025 sono l’Autodromo di Modena, il Circuito di Varano de’ Melegari e, in esclusiva per la GT2 Stradale Racetrack Experience, il tracciato di Vallelunga “Piero Taruffi”, un tecnico e selettivo anello di 4.085 metri, perfetto per esaltare le prestazioni della nuova super sportiva del Tridente. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alpine A390 fastback elettrica: l’essenza della sportività secondo Alpine

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Alpine presenta la A390, una sportiva fastback a cinque posti che racchiude l’evoluzione del DNA del marchio, unendo la passione per la guida a una piattaforma 100% elettrica. Questo nuovo modello, secondo tassello del Dream Garage tra la compatta A290 e la futura A110 a zero emissioni, si distingue per design audace, potenza raffinata e tecnologia di bordo avanzata. Dotata di tre motori elettrici, uno anteriore e due posteriori, la A390 inaugura per la Casa la trazione integrale elettrica AWD. Questa architettura consente il funzionamento dell’Alpine Active Torque Vectoring, un sistema esclusivo che ripartisce attivamente la coppia tra le ruote per massimizzare agilità e sicurezza, simulando la maneggevolezza delle leggendarie coupé Alpine anche in formato fastback.  Lo stile della A390 esprime potenza dinamica ed eleganza, con proporzioni da coupé, dettagli aerodinamici ispirati alle gare endurance e una firma luminosa “Cosmic Dust” che richiama l’universo Alpine. L’abitacolo, rifinito in materiali pregiati come Nappa e Alcantara, offre sedili sportivi, volante multifunzione in stile F1 e un ambiente immersivo con doppio display da 12", compatibile con Android Automotive, Google Maps e Alpine Telemetrics.
 Sotto il cofano virtuale, le versioni GT e GTS sviluppano rispettivamente 400 e 470 CV, con scatti da 0 a 100 km/h in 4,8 e 3,9 secondi.  La batteria da 89 kWh, sviluppata da Verkor in Francia, consente un’autonomia fino a 555 km, mentre la ricarica rapida arriva a 190 kW. L’esperienza sonora è firmata Devialet, con sistema XtremeSound per un audio coinvolgente anche a bordo. La A390 è prodotta nello storico impianto di Dieppe, completamente rinnovato per l’elettrificazione. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Territori, Innovazione e Alimentazione: l’Italia verso la nuova agenda europea

(Adnkronos) - la Sala Stampa della Camera dei Deputati ha ospitato la conferenza "Territori, Innovazione e Alimentazione: l'Italia verso la nuova agenda europea", un evento promosso da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori. L'iniziativa ha rappresentato un momento cruciale di confronto strategico sulle nuove direttive europee in materia alimentare, ponendo l'accento sulle opportunità per le imprese agroalimentari italiane, i territori produttivi e le innovazioni nei settori agritech e food tech. La conferenza ha analizzato le ricadute delle politiche europee sul comparto agroalimentare, evidenziando come le tecnologie innovative possano migliorare qualità, sostenibilità e tracciabilità dei prodotti. Particolare attenzione è stata dedicata alle eccellenze italiane nei settori horeca, carne e trasformazione delle filiere storiche, esempi virtuosi di integrazione tra tradizione e modernità. Il tutto oggetto di un manifesto dedicato come contributo alle istituzioni e agli stakeholder di settore.  L’evento ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria e imprenditori, tra cui due casi di successo: HAM Gourmet Srl e Soplaya. Tra i relatori: l’On. Alessandro Giglio Vigna, Presidente della Commissione Affari Europei della Camera dei Deputati; l’On. Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura; Fabrizio Spada, Direttore Relazioni Istituzionali degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia; Salvatore Russo, C.E.O & Founder HAM Gourmet Srl; Giuseppe Maria Arditi, Presidente di Ristopiù e Responsabile Rapporti Istituzionali ADHI; Lorenzo Calabrese, Head of Sales Soplaya; Giovanni Messina, PhD, Professore di Fisiologia presso l’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”; Nicola De Leonardis, Presidente di Confcooperative FedAgriPesca Campania; Giuliano Palma, Professore e Avvocato Cassazionista. 
L’On. Alessandro Giglio Vigna, Presidente della Commissione Affari Europei, ha sottolineato l’importanza di allineare le politiche nazionali alle nuove direttive europee per rafforzare la competitività del settore agroalimentare italiano. Ha evidenziato come “un settore agro-alimentare equo, sostenibile e attrattivo per i giovani, nel rispetto dei limiti planetari, competitivo e resiliente, orientamenti politici già evidenziati nella normativa 2024-2029 prevedono una visione per l’agricoltura e l’alimentazione che esaminerà come garantire la sostenibilità e la competitività a lungo termine del nostro settore agricolo nazionale entro i confini del Pianeta, in questo contesto rimarrà fondamentale che i produttori dispongano di un reddito giusto e sufficiente e che sia garantito il sostegno alle aziende agricole”. 
L’On. Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura, ha posto l’accento sulla necessità di un approccio integrato tra innovazione e tutela delle filiere tradizionali. “Non possiamo pensare che quanto fatto finora sia valido per sempre. Esistono condizioni di sistema, fattori esterni e fragilità strutturali del nostro comparto produttivo che ci rendono sempre più vulnerabili. Non c’è tecnologia o innovazione che possa davvero essere applicata in campo se non è accompagnata da un corretto approccio in termini di informazione e formazione. Possiamo investire quanto vogliamo nell’agricoltura di precisione, ma se l’agricoltore non è in grado di interpretare e gestire i dati, non si otterranno risultati efficaci. Le normative europee devono essere riviste, sia a livello comunitario che nazionale, perché esistono problematiche specifiche del nostro Paese che vanno affrontate. Occorre inoltre promuovere politiche di aggregazione: è proprio attraverso l’aggregazione che si possono trasferire valore, innovazione e una giusta remunerazione all’intera filiera”. “Questo Manifesto presentato rappresenta un passo cruciale per posizionare l’Italia come leader nell’innovazione agroalimentare in Europa. L’integrazione tra tradizione e tecnologie all’avanguardia, come agritech e food tech, è la chiave per valorizzare i nostri territori e le nostre eccellenze. ANGI è orgogliosa di promuovere questo Manifesto e dialogo strategico tra istituzioni, imprese e accademici, con l’obiettivo di costruire un futuro sostenibile e competitivo per il settore alimentare italiano”, ha dichiarato Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI.
 
Salvatore Russo, il C.E.O & Founder HAM Gourmet Srl, ha evidenziato la necessità di aprire un dialogo con le istituzioni: “Dodici anni fa è nata l’azienda HAM Gourmet con l’obiettivo di creare un hamburger in purezza che privilegi la qualità della carne e tuteli la qualità della filiera produttiva. Attualmente l’obiettivo è quello di creare conoscenza attraverso le istituzioni, abbiamo bisogno che le istituzioni entrino nel merito e aiutino il consumatore finale a poter scegliere prodotti derivanti da una filiera produttiva di qualità”. 
Lorenzo Calabrese, Head of Sales Soplaya, ha sottolineato l’esigenza di raggiungere obiettivi a livello nazionale ed europeo: “Noi di Soplaya abbiamo come obiettivo quello di avere un’eccellenza in termini di proposta commerciale, consolidarci a livello nazionale e aumentare il nostro network di clienti, creare esperienze internazionali per espanderci in Europa”. 
Giovanni Messina, PhD, Professore di Fisiologia presso l’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”, ha posto l’attenzione sulla consapevolezza e l’educazione alimentare: “Può risultare difficile avere una sintesi tra la valorizzazione del territorio e le filiere produttive delle PMI, l’interazione che esiste tra impresa, territorio e salute è spesso complessa poiché dovremmo in primis sdoganare gli atteggiamenti che bandiscono la carne rossa dalle nostre tavole e concentrarci sul processo che va a definire la prevenzione primaria, integrando alcuni gruppi di nutrienti, tra cui la carne rossa, che vengono definiti fondamentali secondo alcuni dettami della dieta mediterranea”. 
Giuliano Palma, Professore e Avvocato Cassazionista, ha portato all’attenzione la tematica della dichiarando: “Storicamente, il settore dell’agroalimentare non è stato mai considerato un aspetto portante dell’economia italiana nonostante faccia parte della nostra storia e della nostra cultura. Esiste un sistema di etichettatura non chiaro, in particolare quando si parla di carne, per quanto riguarda il contenuto, la tipologia e la percentuale espressa sulle confezioni. Inoltre vi è una frammentazione di regolamenti a livello regionale che dovrebbe essere superata il prima possibile al fine di tutelare il consumatore in ogni parte del territorio italiano”. Immgine di cover generata con il supporto di Gemini ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Leggende Pokémon Z-A per Switch e Switch 2, la data di uscita

(Adnkronos) - The Pokémon Company International ha comunicato nuove informazioni su Leggende Pokémon: Z-A, titolo in arrivo il 16 ottobre 2025 in due versioni: una compatibile con l’attuale Nintendo Switch e un’edizione ottimizzata per la prossima console Nintendo Switch 2. I preordini per entrambe le versioni saranno aperti a partire dal 5 giugno attraverso Nintendo eShop. Gli utenti che acquisteranno il gioco nella versione standard, sia digitale sia fisica, potranno effettuare un aggiornamento alla versione per Switch 2 mediante l’acquisto di un pacchetto specifico, disponibile anch’esso su Nintendo eShop e sul My Nintendo Store. È stato inoltre diffuso l’artwork di copertina, che mostra i due protagonisti e i loro primi Pokémon in un contesto urbano notturno, mentre affrontano una creatura in fase di megaevoluzione a Luminopoli. Il nuovo capitolo della serie propone una struttura narrativa ambientata interamente all’interno della città di Luminopoli, presentando per la prima volta meccaniche d’azione e dinamiche di combattimento in tempo reale. Il progetto si pone come un’evoluzione formale della formula RPG, con un’impostazione più compatta e urbana rispetto agli ambienti tradizionalmente esplorati nei titoli precedenti. In concomitanza con l’annuncio, è stato anticipato anche l’arrivo di un nuovo Pokémon Presents estivo, programmato per il 22 luglio, che fornirà ulteriori dettagli sul gioco e sul futuro della serie. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vaccini motore di longevità, 'negli adulti leva strategica per invecchiamento attivo'

(Adnkronos) - Rilanciare il tema della prevenzione vaccinale come strumento centrale per un invecchiamento attivo e in salute, in linea con le indicazioni del Piano nazionale prevenzione vaccinale (Pnpv) e con le priorità emergenti nella gestione delle cronicità e della fragilità. E' l'obiettivo del convegno 'La prevenzione vaccinale nell'adulto come motore di longevità', promosso dalla Fondazione Longevitas in collaborazione con esperti, istituzioni sanitarie e rappresentanti delle categorie professionali, che si è svolto al Consiglio regionale del Lazio. L'evento è stato realizzato con il contributo non condizionante di Gsk e A casa tua. Nel ringraziare la Fondazione Longevitas, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma ha evidenziato che l'aumento dell'età media della popolazione "dimostra l'importanza della ricerca in ambito scientifico, ma anche e soprattutto il ruolo fondamentale della prevenzione. In tal senso, ha una grande rilevanza anche la vaccinazione in età adulta. Per questo - ha sottolineato - è importante fare rete, in un'ottica di collaborazione sinergica, coinvolgendo tutti gli attori protagonisti: pensiamo ai medici di medicina generale, alle farmacie". Invitando ciascuno a "fare la propria parte", Aurigemma ha ricordato che "le farmacie hanno effettuato un grande lavoro per la vaccinazione ai tempi del Covid. Con la loro diffusione capillare, hanno fornito un prezioso contributo in termini di prevenzione" e rappresentano "un vero presidio sanitario: basti pensare alle aree più interne o ai piccoli Comuni. Per tutti questi motivi, è fondamentale - ha rimarcato - una giusta sinergia tra tutte le parti coinvolte".  Al centro del dibattito il ruolo dei vaccini per adulti e fragili, in particolare per patologie come l'Herpes zoster, le opportunità offerte dalla vaccinazione in farmacia e la necessità di un approccio proattivo da parte della medicina generale. Sono stati discussi i dati della survey condotta da Cittadinanzattiva Lazio su cittadini e operatori, che ha evidenziato carenze importanti in termini di informazione, accessibilità e fiducia verso la prevenzione vaccinale. "Nel Lazio si sta finalmente parlando in modo più serio di prevenzione vaccinale in età adulta - ha osservato Eleonora Selvi, presidente della Fondazione Longevitas - ma i numeri ci dicono che c'è ancora moltissimo da fare. Serve una maggiore integrazione tra medicina di base, farmacie, sanità pubblica e cittadinanza attiva, con l'obiettivo di costruire un vero e proprio ecosistema della prevenzione nel territorio regionale. Abbiamo tutte le competenze e gli strumenti per fare meglio: è il momento di passare dall'intenzione all'attuazione". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ismea, Copernicus ambassador nuove sinergie e competenze per agricoltura digitale e sostenibile

(Adnkronos) - Ismea rafforza il suo impegno nella modernizzazione e nell’innovazione dell’agricoltura italiana, con un articolato programma di attività informative, formative e pratiche dedicate all’impiego delle applicazioni di osservazione della Terra. L’Istituto mira a supportare imprenditori agricoli, consulenti e operatori - pubblici e privati - nella transizione verso modelli di gestione aziendale e territoriale più sostenibili e innovativi, favorendo l’integrazione dei dati satellitari nei processi decisionali e operativi e diffondendo la conoscenza di tecnologie che permettono di migliorare l’efficacia e l’efficienza sia dei processi amministrativi sia della gestione quotidiana delle imprese agricole. In un’ottica di cooperazione interistituzionale, Ismea ha attivato le prime collaborazioni con Regioni, mondo accademico, enti pubblici e privati competenti in materia agricola, nonché con imprese specializzate nei servizi satellitari applicati all’agricoltura. Tali sinergie hanno portato alla sperimentazione di percorsi formativi e di addestramento per i consulenti del settore e alla definizione di schemi di cooperazione tra istituzioni. Le proposte progettuali si sono finora concretizzate in 3 corsi di formazione in altrettante regioni italiane, che hanno visto la partecipazione di circa 150 utenti, affiancati da 25 esperti e relatori e 4 università. Il progetto ha coinvolto 15 realtà, tra pubbliche amministrazioni ed enti territoriali, e 3 aziende specializzate in tecnologie satellitari. Ismea ha inoltre rappresentato l'esperienza acquisita in occasione della general assembly degli EU Space Network organizzata lo scorso aprile a Venezia ed ha promosso un’attività di reskilling e upskilling per i professionisti e in ambiti formativi specifici finalizzati a colmare i gap di competenze individuati in materia di osservazione della Terra. Per il suo ruolo proattivo su queste tematiche, Ismea, già Copernicus academy, è entrata a far parte della più ampia famiglia dei Copernicus ambassador, un attestato che lo conferma come punto di riferimento per le comunità di utenti e promotore della diffusione delle applicazioni satellitari nel settore agricolo e rurale. “L'impegno di Ismea attraverso le competenze - spiega il direttore generale Sergio Marchi - punta a rafforzare la competitività e la sostenibilità economica e ambientale del settore primario. L’obiettivo è anche quello di migliorare la qualità dei processi, ottimizzare i consumi irrigui e l’impiego dei mezzi tecnici e, non ultimo, di diffondere la cultura della gestione integrale dei rischi”. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il giardinaggio nell'era digitale: una passione europea resa accessibile dalla tecnologia

(Adnkronos) - Il giardinaggio, da sempre considerato un'attività funzionale, sta riemergendo come un autentico fenomeno sociale e un'opportunità per riconnettersi con la natura e dedicare tempo a sé stessi. Questa tendenza è confermata dall'edizione 2025 dell'indagine "Gardens of Europe", commissionata da STIGA, azienda leader mondiale nella produzione di macchine e attrezzature per il giardinaggio, a YouGov. Lo studio ha analizzato il rapporto degli europei con il giardinaggio, mettendo in luce abitudini, preferenze e motivazioni legate alla cura del verde domestico. La ricerca evidenzia come la cura del verde sia associata a diverse attività piacevoli per la stragrande maggioranza degli europei (91%) nei cinque Paesi analizzati, con percentuali ancora più elevate in Italia (95%), Polonia (94%) e Spagna (93%). Il giardinaggio non è più percepito unicamente come un "dovere", bensì come un'opportunità per coltivare il proprio spazio verde e ritagliarsi momenti di qualità. 
L'Italia si distingue per una profonda "cultura del verde vissuto": l'80% degli intervistati dichiara di apprezzare il tempo dedicato alla cura del giardino, una percentuale che eguaglia la Polonia (80%) e supera Germania (72%), Spagna (69%) e Regno Unito (66%). Tra le attività predilette dagli italiani spiccano la raccolta di frutta e verdura (45%), la cura delle piante fiorite (43%) e l'annaffiatura (42%). È interessante notare come le donne siano generalmente più propense a queste attività, apprezzando in particolare il contatto con la fauna selvatica, mentre gli uomini mostrano una preferenza per la potatura e la preparazione del terreno. Il giardinaggio si conferma un hobby trasversale, capace di unire diverse fasce d'età e territori. Un maggiore coinvolgimento si osserva tra gli over 55, i quali, rispetto alla popolazione generale, trovano un numero superiore di attività piacevoli legate alla cura del verde. Nonostante la passione diffusa, la cura del giardino può presentare delle sfide. In Italia, la percentuale di proprietari di giardino (64%) che si occupano personalmente del proprio spazio verde, senza l'aiuto di professionisti, è inferiore alla media europea (oltre il 72%). Una delle motivazioni risiede nel riconoscimento diffuso (68% degli italiani) che il giardinaggio possa richiedere uno sforzo fisico significativo. Questa percezione è condivisa anche in altri Paesi europei (Germania 91%, Regno Unito 79%, Spagna 74%, Polonia 73%), ed è spesso accentuata dall'aumento dell'età media dei praticanti. È in questo contesto che la tecnologia assume un ruolo cruciale, agendo da catalizzatore per superare le barriere e rendere il giardinaggio più accessibile e piacevole. STIGA, con il suo costante impegno nella progettazione di attrezzature innovative, incarna perfettamente il concetto di "tecnologia al servizio della natura". Gli "ingegneri dal pollice verde" di STIGA fondono competenze ingegneristiche avanzate con una profonda passione per l'ambiente, creando prodotti intelligenti, intuitivi e rispettosi dell'ecosistema. L'obiettivo è semplificare ogni gesto, anche il più tecnico, offrendo soluzioni performanti e dal design ergonomico. Per i "pollici verdi" di ogni livello, dai principianti ai professionisti, che desiderano prendersi cura del proprio spazio verde in ogni stagione, la Serie 300 di STIGA rappresenta una soluzione all'avanguardia. Questa famiglia di attrezzi multifunzione a batteria è progettata per ottimizzare l'esperienza del giardinaggio, riducendo lo sforzo fisico e aumentando l'efficienza. La gamma include quattro prodotti essenziali: 
Il tagliasiepi HT 300e: ideale per rifiniture precise e senza sforzo di rami di medio spessore, grazie alla lama tagliata al laser da 54 cm e all'impugnatura ergonomica rotante a 180°. 
Il soffiatore BL 300e: perfetto per rimuovere rapidamente foglie e detriti, dotato di batteria compatta e impugnatura ergonomica per un comfort eccezionale. 
Il decespugliatore GT 300e: un alleato per le rifiniture del prato, grazie al filo in nylon ad alimentazione automatica, all'asta telescopica e alla funzione rotante a 90° per la rifinitura di sentieri e aiuole. 
La motosega CS 300e: dotata di doppia batteria ePower 20V, capace di effettuare oltre 80 tagli con una singola carica e equipaggiata con blocco catena e attivazione a 3 clic per la massima sicurezza. Queste soluzioni rispondono alla crescente domanda di strumenti affidabili e facili da utilizzare, contribuendo a rendere il giardinaggio un'attività ancora più appagante, che unisce appassionati in Italia e in tutta Europa. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Covid, cresce nuova variante Nimbus: l'alert dell'Oms

(Adnkronos) -
La variante Nimbus sotto i riflettori, mentre il Covid torna ai livelli di un anno fa. E' il quadro delineato dall'Oms nell'alert di oggi, 28 maggio 2025. "Da metà febbraio 2025, secondo i dati disponibili dai siti sentinella, l'attività globale di Sars-CoV-2 è in aumento, con un tasso di positività ai test che ha raggiunto l'11%, livelli che non si osservavano da luglio 2024", segnala l'Organizzazione mondiale della sanità nell'alert pubblicato per fare il punto sull'andamento di Covid-19 in queste ultime settimane e su un quadro che sta cambiando, con l'ascesa di una nuova variante che si affaccia sulla scena globale, NB.1.8.1.  L'aumento, spiega l'Oms, si osserva principalmente nei Paesi del Mediterraneo orientale, del Sudest asiatico e delle regioni del Pacifico occidentale. E per quanto riguarda le varianti in circolazione, dall'inizio del 2025 l'andamento globale - segnala l'agenzia Onu per la salute - ha subito una leggera variazione: la circolazione di LP.8.1, che era ormai diventata dominante in vari Paesi del mondo, Stati Uniti compresi (è anche la variante a cui si raccomanda di mirare i vaccini per le prossime campagna vaccinali, per esempio in Europa), adesso è in calo e c'è invece la segnalazione di NB.1.8.1, classificata come variante sotto monitoraggio (Vum) per l'Oms.  Questa variante, già ribattezzata 'Nimbus' dai cacciatori di varianti e dagli esperti sui social, è in aumento, e ha raggiunto il 10,7% delle sequenze globali segnalate a metà maggio. I recenti aumenti dell'attività di Sars-CoV-2 "sono sostanzialmente in linea con i livelli osservati nello stesso periodo dell'anno scorso", puntualizza l'Oms. Tuttavia, "manca ancora una chiara stagionalità nella circolazione del Sars-CoV-2 e la sorveglianza è limitata. Un monitoraggio continuo è essenziale", ammonisce l'agenzia. L'Oms raccomanda a tutti gli Stati membri di "continuare ad applicare un approccio integrato e basato sul rischio alla gestione del Covid-19, come delineato nelle raccomandazioni permanenti del direttore generale. Nell'ambito di programmi completi di controllo del Covid, la vaccinazione rimane un intervento chiave per prevenire la malattia grave e i decessi dovuti al Covid, in particolare tra i gruppi a rischio".  ---internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Intoo-Wyser, 6 imprese su 10 non sono ancora pronte ad affrontare la sfida della longevità

(Adnkronos) - Nei prossimi vent’anni, un italiano su tre avrà più di 65 anni. E' un dato che racconta una trasformazione profonda, che già oggi si riflette nelle aziende: quasi un lavoratore su cinque ha più di 55 anni. Eppure, molte organizzazioni sembrano impreparate a gestire questa evoluzione. Lo conferma la ricerca 'La sfida della longevity', realizzata da Intoo e Wyser, entrambe realtà di Gi Group holding, la prima è leader in Italia nel settore dell’employability, sviluppo e transizione di carriera, la seconda è il brand globale del Gruppo che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali ed executive. Secondo lo studio, il 62% dei manager italiani ritiene che le aziende non siano ancora pronte ad affrontare una forza lavoro sempre più matura.  E anche i lavoratori lo percepiscono chiaramente: più di uno su tre ritiene che la propria azienda non ponga sufficiente attenzione alle esigenze dei dipendenti più anziani. Le principali richieste? Maggiore equilibrio tra vita e lavoro, ritmi sostenibili, stabilità e sicurezza. Le iniziative esistono, ma restano frammentarie. Qualcosa si sta muovendo, ma in modo disomogeneo. Secondo la ricerca, solo il 20% dei lavoratori over 50 è a conoscenza di iniziative aziendali a loro dedicate, e appena il 12% vi ha preso parte. Quando ci sono, le misure puntano soprattutto sul prepensionamento, segnalato dal 50% dei manager. Accanto a questo, si registrano interventi di formazione, flessibilità oraria, mappatura delle competenze e benessere organizzativo. "La longevità - commenta Alessandra Giordano, direttrice employability e career development di Intoo (Gi Group Holding) - è un concetto che riguarda tutte le generazioni. Con l’aumento della vita media e il progressivo innalzamento dell’età pensionabile assistiamo alla compresenza in azienda di 4 se non 5 generazioni, questo comporta ridisegnare le politiche gestionali e di sviluppo, dare una lettura più ampia al concetto di wellbeing, interpretare il dialogo tra le generazioni in senso esteso, senza cadere negli stereotipi se vogliamo garantire la sostenibilità complessiva del business".  "Affrontare la longevità in modo strategico - spiega - con un approccio centrato sulle persone e che abbracci l’intera popolazione aziendale, significa creare le condizioni affinché le competenze strategiche possano essere trattenute, trasferite e fatte evolvere, mantenere alto l’ingaggio dei singoli indipendentemente dall’anzianità e quindi rendere l’organizzazione sostenibile e competitiva. Finora abbiamo visto solo iniziative sporadiche, mirate a singoli gruppi. Serve invece una prospettiva più larga e integrata che possa rispondere ai bisogni e alle specificità di ognuno e allo stesso tempo metta le persone in condizioni di lavorare insieme per uno stesso obiettivo con un approccio di continuo scambio e integrazione. Questa è la vera sfida per le aziende, che riguarda non solo le risorse umane, ma anche il top management". Lo studio rileva un tema culturale ancora forte: il 69% dei lavoratori senior e il 78% dei manager riconoscono la presenza di discriminazioni legate all’età nei luoghi di lavoro. Uno su cinque si è sentito escluso o penalizzato. E 8 manager su 10 ammettono che l’età rappresenta un ostacolo nella selezione di figure manageriali. Tuttavia, un dato interessante emerge con chiarezza: il 70% dei lavoratori over 50 considera l’età un valore, grazie all’esperienza acquisita. E questo si riscontra anche guardando a manager e dirigenti di oggi. "L’attenzione del dibattito pubblico e aziendale è oggi concentrata sulle due grandi transizioni, quella digitale e quella ambientale, mentre si tende a sottovalutare una trasformazione strutturale ben più profonda: l’invecchiamento della popolazione e l’impatto della longevità sul lavoro e sulla società", commenta Marinella Sartori, amministratrice delegata di Wyser.  "Come evidenziato dallo studio condotto e dal confronto quotidiano con manager e dirigenti - fa notare - il livello di consapevolezza e maturità organizzativa non è ancora tale da tradursi in politiche e iniziative concrete in grado di affrontare questa evoluzione. Il ritardo si manifesta non solo nella gestione delle persone e nei percorsi di sviluppo, ma anche su temi strategici come il passaggio generazionale, che coinvolge la maggior parte del tessuto produttivo italiano, basti pensare che un imprenditore su due ha oggi più di cinquant’anni. La longevità impone una rilettura della leadership e della governance in chiave intergenerazionale, più aperta e adattiva, capace di accompagnare il cambiamento continuo ripensando modelli di business e orizzonti industriali. In questo scenario, il valore della seniority rappresenta un presidio fondamentale. Lo rileviamo quotidianamente, le aziende continuano ad avere bisogno di figure in grado di offrire visione, esperienza e una capacità decisionale maturata nella gestione della complessità. Integrare queste competenze con lo slancio dell’innovazione è una delle sfide chiave per garantire equilibrio, continuità e competitività". Se è vero che ai manager più giovani viene riconosciuto un vantaggio competitivo in ambito tecnologico - tre decision maker su quattro (76%) sostengono che questi siano favoriti per la loro maggiore padronanza degli strumenti digitali - proprio nella relazione con la tecnologia si apre una delle traiettorie più promettenti per ridisegnare il ruolo dei lavoratori più anziani. Dallo studio, infatti, emerge che la tecnologia non rappresenta una barriera generazionale: sette over50 su dieci la considerano una risorsa fondamentale, e il 76% chiede percorsi di formazione per restare aggiornato. Anche l’intelligenza artificiale viene percepita come un’opportunità, sia dai manager (69%) sia dalla metà dei lavoratori senior. E' un cambio di paradigma importante e profondo rispetto a dei pregiudizi radicati. Nonostante le difficoltà, il 65% dei lavoratori over50 si dice soddisfatto del proprio lavoro, soprattutto per l’autonomia e la responsabilità acquisita nel tempo. Tuttavia, il 36% è aperto a nuove opportunità, e tra i manager di alto livello, il 13% è già attivamente alla ricerca di un nuovo impiego. Guardando al futuro, circa la metà degli over50 si immagina ancora nella propria azienda, mentre il 30% spera di andare in pensione o accedere a politiche di prepensionamento. Interessanti i dati sul lavoro dopo la pensione: nel 2023, più di 260.000 pensionati del settore privato risultano ancora attivi – un aumento del 90% rispetto al 2014. Anche 1 over 50 su 10, secondo Istat, ha già avuto un’esperienza lavorativa dopo la pensione ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)