Cavaleri (Ema): "Impegno per velocizzare accesso ad antibiotici innovativi"

(Adnkronos) - Nella lotta all’antibiotico-resistenza, l’Agenzia europea dei medicinali è impegnata nel “capire come far avanzare più velocemente possibile” lo sviluppo e, quindi, l’accesso di “nuovi antibiotici e nuove terapie, inclusi i batteriofagi e tutto quello che ha a che fare con l’innovazione, come l’uso del microbiota e di altre tecnologie. Questo significa cercare di snellire” tempi e modalità di realizzazione “degli studi clinici”, sempre garantendo però che rivelino scientificamente “quanto questi prodotti sono efficaci e qual è la loro sicurezza”. Lo ha detto Marco Cavaleri, capo dipartimento Public Health Threats e presidente Emergency Taks Force Ema, all’Adnkronos Salute, in occasione del congresso ‘Top5 in Infectious Diseases’ che ha riunito a Venezia, nei giorni scorsi, i massimi esperti mondiali di infettivologia. Nel rendere più agile l’accesso ai trattamenti innnovativi, come Ema “lavoriamo nell’ambito della scienza traslazionale, quindi nel comprendere la farmacologia, la microbiologia, nel capire esattamente i meccanismi d’azione per avere evidenze più solide che possano facilitare l’approvazione e l’implementazione di questi prodotti - continua Cavaleri - Nella nuova legislazione farmaceutica ci sono anche nuove disposizioni nell’approvazione, ad esempio, dei batteriofagi”, virus selezionati che uccidono i batteri. Si tratta di “trovare il modo per usarla al meglio e far avanzare le terapie innovative che, spesso, sono sviluppate da piccoli gruppi universitari o piccole aziende che hanno bisogno di un supporto continuo da parte dell’Agenzia regolatoria. Con l’Emergency Task Force dell’Ema - sottolinea - abbiamo un dialogo continuo con chiunque voglia sviluppare nuovi antibiotici o prodotti utili nella lotta all’antibiotico-resistenza”. A tale proposito, “l’intelligenza artificiale verrà usata e aiuterà in diverse aree - chiarisce l’esperto - Sicuramente nello sviluppo di nuovi prodotti, per capire in anticipo che cosa è più promettente e cosa merita investimenti. Questo sta già accadendo, ad esempio, nel campo dei vaccini, nel disegno degli antigeni, nella comprensione della risposta immunitaria, ma anche nell’ingegnerizzazione dei batteriofagi e di nuovi farmaci con meccanismi d’azione innovativi contro l’antibiotico-resistenza. L’altra area è quella degli studi clinici con l’utilizzo l’Ia per renderli più snelli, ma allo stesso tempo informativi quanto quelli attuali. Infine, per quanto riguarda le agenzie regolatorie, l’Ia può aiutare a valutare meglio i dati, ad analizzare i big data e a capire cosa emerge di rilevante per l’innovazione farmaceutica”. “Tutto quello che possiamo fare come agenzia regolatoria per snellire lo sviluppo dei trattamenti innovativi - aggiunge Cavalieri - non è sufficiente ad attrarre il settore privato”. Nel caso degli antibiotici “vogliamo farmaci che vengano sviluppati, ma usati il meno possibile, per preservarli nel tempo” proprio per il problema della resistenza. “Servono incentivi aggiuntivi per garantire un modello sostenibile dal punto di vista economico”. “Servono incentivi pubblici - rimarca l’esperto - La nuova legislazione farmaceutica ne propone alcuni molto importanti, tra cui un voucher trasferibile che garantisce 12 mesi di esclusività. Ci sono anche altri modelli, come il cosiddetto ‘modello Netflix’, cioè un pagamento fisso che garantisca un ritorno economico alle aziende”. In questo contesto, l'iniziativa italiana di istituire un fondo dedicato di 100 mln di euro per gli antibiotici ‘reserve’, riservati alle infezioni multiresistenti, “è estremamente lodevole e va nella direzione giusta. Tuttavia - conclude - è importante che ci sia un coordinamento più ampio: idealmente tutti i Paesi europei, o almeno quelli del G7, dovrebbero allinearsi su incentivi comuni, per rendere il settore più attrattivo per il privato”. 
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Antonelli (Gemelli): "Linee guida sepsi per uso tempestivo e oculato antibiotici"

(Adnkronos) - Le nuove linee guida sulla sepsi “contengono indicazioni che cercano di coniugare quella che oggi si chiama 'antibiotic stewardship', cioè l’uso oculato degli antibiotici, con la necessità di agire rapidamente. Credo che siano tra quelle che meglio sono riuscite ad associare queste due esigenze, applicandole in modo appropriato ai diversi pazienti”. Così Massimo Antonelli, co-chairman e co-primo autore delle nuove linee guida sulla sepsi, all’Adnkronos Salute, in occasione del congresso ‘Top5 in Infectious Diseases’ che si è appena concluso a Venezia, spiega i contenuti del documento di 90 pagine che affronta “anche l’importanza di quello che viene chiamato post-traumatic stress disorder, cioè il disturbo da stress post-traumatico - illustra - che può colpire i pazienti che hanno avuto uno shock settico o una sepsi. Sono raccomandazioni anche nuove, piuttosto forti come livello di evidenza, che ci guidano nella scelta terapeutica dall’inizio dell’identificazione della sindrome fino addirittura alla dimissione dall’ospedale”. Oggi, uno dei problemi più cogenti, come chiarisce il direttore del dipartimento di Emergenza anestesia e rianimazione, professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore - Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, Roma, “è la presenza di infezioni gravi all’interno degli ospedali, ma anche in ambito comunitario. Molte di queste gravi infezioni evolvono verso la sepsi e lo shock settico, condizioni estreme legate a un’esagerata risposta del nostro organismo, con produzione eccessiva di sostanze che condizionano la perfusione degli organi, determinando, in ultimo, un’insufficienza multiorgano, da circolatoria fino a quella renale. Il nostro compito - evidenzia - è cercare di identificare l’origine della sepsi che, appunto, come lo shock settico, non è una malattia di per sé, ma una sindrome originata da diversi fattori infettivi: bisogna curare la causa e utilizzare adeguatamente gli antibiotici e altre manovre di resuscitazione”. Un elemento importante, di questa nuova edizione delle linee guida riguarda “la grande attenzione al periodo che intercorre tra la presa in carico del paziente da parte dell’ambulanza o dell’eliambulanza e l’arrivo in ospedale - sottolinea Antonelli - Le evidenze scientifiche indicano che, se esiste la capacità di fare screening e diagnosi di sepsi già durante il trasporto, e quando il tempo per raggiungere l’ospedale supera i 60 minuti, è legittimo somministrare antibiotici già in ambulanza o in elicottero”. A partire dal 2000, “due grandi società internazionali di medicina critica, quella americana e quella europea, hanno portato all’elaborazione di 6 edizioni delle linee guida con l’intento di diminuire la mortalità della sepsi nell’arco degli anni - ricostruisce l’esperto - In ognuna di queste edizioni c’è stato un aggiornamento degli approcci, delle terapie e delle risorse disponibili, delle evidenze scientifiche maturate nel tempo attraverso gli studi. Attualmente abbiamo prodotto 129 raccomandazioni e queste, probabilmente, nel 60% dei casi, hanno un impatto importante”. La redazione di quest’ultima edizione “è iniziata 2021 - precisa Antonelli - Non sono mai meno di 3 o 4 anni di lavoro perché dobbiamo coordinare un panel di 69 colleghi, esperti” nei vari aspetti “della sepsi, provenienti da tutti i continenti. Una buona percentuale è anche esperta del lavoro nelle aree del mondo più disagiate, i ‘low and middle income countries’. Questo - conclude - consente di formulare raccomandazioni con una validità universale, applicabili ovunque il malato e il medico si trovino”. 
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Salute, infettivologa Tamma: "Contro antibiotico-resistenza cure più brevi e appropriate"

(Adnkronos) - “I medici dovrebbero orientarsi verso trattamenti più brevi e appropriati e pensare 2 volte prima di prescrivere un antibiotico. Tutti dovremmo comprendere che il numero di antibiotici efficaci è limitato. Ogni infezione comporta il rischio di esaurire le opzioni terapeutiche disponibili. Spesso i medici pensano che i pazienti si aspettino una prescrizione antibiotica per sintomi come febbre, raffreddore o tosse. Ma se i pazienti comprendono i rischi e sanno che esiste un piano alternativo nel caso i sintomi peggiorino, sono generalmente più disponibili ad attendere. Come clinici, dobbiamo migliorare nella comunicazione e nell’educazione, aiutando i pazienti a sentirsi autorizzati a porre domande e a riflettere prima di assumere antibiotici”. Lo ha detto Pranita Tamma, medico specialista in malattie infettive pediatriche e professoressa alla Johns Hopkins University School of Medicine (Usa), all’Adnkronos Salute, intervenendo sulle misure da intraprendere per combattere l’antibiotico-resistenza, anche a livello pediatrico, in occasione del congresso ‘Top5 in Infectious Diseases’ che si è appena concluso a Venezia. Sulla difficoltà che mostra la classe medica nel ridurre il numero di giorni di trattamento antibiotico, l’esperta sottolinea che “oggi, fortunatamente, abbiamo numerosi studi randomizzati controllati su infezioni comuni come la polmonite, le infezioni delle vie urinarie, le batteriemie e le infezioni intra-addominali, che dimostrano come, per la maggior parte di queste condizioni, circa 7 giorni di antibiotico efficace risultano sufficienti. Sappiamo inoltre - aggiunge Tamma - che trattamenti più lunghi comportano rischi: ogni giorno aggiuntivo di antibiotico aumenta la probabilità di sviluppare batteri resistenti che possono compromettere il trattamento di infezioni future nello stesso paziente. Possono poi verificarsi infezioni da Clostridium difficile, che causano diarrea anche severa, così come eventi avversi legati agli antibiotici, tra cui rash cutanei importanti e disturbi gastrointestinali. Senza contare il disagio per i pazienti e i costi inutili per farmaci non necessari. Non si tratta di bilanciare questi effetti collaterali con l’efficacia - rimarca - Quando abbiamo studi solidi che dimostrano che circa 7 giorni di terapia sono sufficienti, il prolungamento non è giustificato”. Sulla via di somministrazione da preferire, “abbiamo sempre più evidenze che gli antibiotici orali possano essere efficaci quanto quelli endovenosi - chiarisce Tamma - Sebbene molti dati derivino da studi osservazionali e manchino ancora trial clinici robusti, per alcune condizioni come la batteriemia (uno studio è attualmente in corso), sappiamo che alcuni antibiotici orali ad alta biodisponibilità - come fluorochinoloni e trimetoprim-sulfametossazolo - raggiungono concentrazioni ematiche equivalenti a quelle endovenose. In particolare - precisa - nelle infezioni da batteri Gram-negativi sensibili a questi farmaci, il passaggio alla terapia orale è ragionevole. Rimangono invece incertezze su alcuni beta-lattamici orali, per i quali mancano dati sufficienti, soprattutto nella batteriemia. In questi casi - conclude - potrebbero essere considerati in infezioni a basso rischio, come quelle urinarie, se il paziente è già in miglioramento e necessita solo di pochi giorni aggiuntivi di terapia”. 
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40.000 km/h e temperature folli: ecco perché il rientro di Artemis II tiene il mondo con il fiato sospeso - Come seguire il lancio in diretta

(Adnkronos) - Il sistema di lancio SLS e la capsula Orion si preparano al decollo dal Kennedy Space Center per una missione di dieci giorni che segna il superamento dell'orbita terrestre bassa dopo oltre cinquant'anni, con l'apertura della finestra di lancio per la missione Artemis II, prevista per le ore 00:24 italiane del 2 aprile 2026. Dopo una serie di revisioni tecniche e test sui sistemi di terra, il colossale Space Launch System (SLS), un vettore di quasi cento metri di altezza, è pronto a spingere la capsula Orion oltre i confini dell'orbita terrestre. Questa missione non prevede un allunaggio, ma si configura come una complessa ricognizione di diecimila chilometri oltre il lato nascosto della Luna, coprendo una distanza complessiva di 1,1 milioni di chilometri. L'obiettivo primario è la validazione dei sistemi di supporto vitale e delle capacità di manovra manuale in ambiente di spazio profondo, elementi critici per le future tappe del programma di esplorazione umana.  La NASA mette a disposizione due diversi canali YouTube per seguire il lancio e le fasi pre lancio. Su questo primo collegamento è possibile monitorare le condizioni del vettore dal Kennedy Space Center   

Mentre da questo canale è possibile seguire in diretta le fasi del lancio dell'Artemis II

 

 

  
L'equipaggio, composto dai professionisti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, supervisionerà fasi delicate come l'iniezione translunare, prevista circa ventiquattro ore dopo il decollo. Una delle novità tecniche più rilevanti di questa missione riguarda il test del sistema di comunicazione laser Optical Communications (O2O), progettato per trasmettere dati e immagini ad alta risoluzione con una velocità senza precedenti rispetto ai sistemi radio tradizionali.  Durante il sorvolo del lato lontano della Luna, Orion raggiungerà il punto più distante dalla Terra mai toccato da un veicolo progettato per il trasporto umano, affrontando un temporaneo silenzio radio dovuto all'interferenza della massa lunare. Questa traiettoria di "rientro libero" sfrutterà l'equilibrio gravitazionale tra i due corpi celesti per dirigere la capsula verso l'atmosfera terrestre senza necessità di ulteriori spinte propulsive maggiori. La fase finale della missione, programmata per il 10 aprile con un ammaraggio nell'Oceano Pacifico, rappresenterà il banco di prova definitivo per lo scudo termico in avanguardia, che dovrà dissipare temperature di circa 2.800 gradi Celsius generate dall'attrito atmosferico a una velocità di quasi 40.000 km/h. Curiosamente, questa missione vede per la prima volta la partecipazione di un astronauta non statunitense, il canadese Jeremy Hansen, a testimonianza della natura internazionale della coalizione Artemis. Gli appassionati e gli esperti del settore potranno monitorare ogni fase operativa attraverso i canali ufficiali della NASA su YouTube, con una copertura in diretta che inizierà diverse ore prima dell'accensione dei motori per documentare le procedure di imbarco e i controlli pre-volo. 
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Formazione: Vezzali e D’Ambrosi all’Antonello Nigro Academy, focus su brand e reputazione

(Adnkronos) - Ospiti di rilievo nazionale per la terza giornata della terza edizione dell’Antonello Nigro Academy, il percorso di formazione dedicato a imprenditori e professionisti del territorio.  Sul palco del SuperCinema di Latina sono intervenuti Valentina Vezzali, l’atleta più medagliata della storia olimpica italiana, e Flavio D’Ambrosi, Vice Questore della Polizia di Stato e presidente della Federazione Pugilistica Italiana. Al centro dell’incontro il tema della brand reputation e del personal brand, leve sempre più strategiche nel contesto professionale contemporaneo. La scelta degli ospiti – è stato sottolineato – risponde alla volontà di portare esempi concreti di identità costruite nel tempo con autorevolezza e coerenza, in ambito sportivo e istituzionale. Nel corso della giornata, D’Ambrosi ha inoltre presentato il volume “Lo Sport e la Costituzione Italiana”, un’opera dedicata al rapporto tra i valori dello sport e i principi fondanti della Repubblica. Giunta alla terza edizione, l’Antonello Nigro Academy conferma il proprio posizionamento come realtà di riferimento tra Latina e Frosinone nella formazione su crescita personale e professionale. Il percorso, articolato in 11 giornate a cadenza mensile, affronta temi che spaziano dal mindset alla leadership, dalla comunicazione alla vendita, fino alla gestione dello stress e all’intelligenza emotiva. Con oltre 460 iscritti complessivi, l’Academy registra una crescita costante e standard qualitativi in linea con i principali player nazionali del settore. 
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Navisio AI, ecco la piattaforma di intelligenza artificiale per agenti e broker

(Adnkronos) - Con il lancio di Navisio AI, viene introdotta la prima piattaforma di intelligenza artificiale costruita specificamente per il mercato assicurativo italiano. La missione è divergente rispetto al trend globale: non eliminare l’intermediazione, ma renderla più competitiva, riducendo fino al 90% il tempo dedicato alla burocrazia e restituendo ad agenti e broker il loro vero mestiere. La piattaforma non sostituisce, ma potenzia la rete vendita tradizionale, innestandosi nei processi operativi consolidati per dotare gli intermediari di una capacità d'analisi e una profondità di dati senza precedenti. La piattaforma consente di analizzare e confrontare documenti complessi in pochi secondi, interrogare clausole e condizioni contrattuali in linguaggio naturale ottenendo risposte precise e verificabili, ridurre drasticamente il tempo dedicato alle attività amministrative e supportare la consulenza con informazioni strutturate, aggiornate e contestualizzate. L’obiettivo è semplificare la complessità del settore in tempo reale per produrre risultati concreti: una riduzione del 90% del carico amministrativo. Questo permette agli intermediari di focalizzarsi interamente sulla relazione con il cliente e sulla crescita del business. “Il nostro compito - afferma Sebastiano Andreis, ceo e co-founder di Nano I-Tech - è rendere gli intermediari indispensabili, anziché sostituirli. Il vero cambiamento non è l’AI che vende polizze, ma quella che permette ai professionisti di lavorare come dovrebbero: meno tempo tra carte ed email, più tempo per i clienti e per l’analisi del Navisio AI ha l'obiettivo essere l’architettura AI indipendente ed europea del mercato assicurativo. La piattaforma si fonda su una libreria normativa e di prodotto, aggiornata in tempo reale secondo la legislazione ed il mercato italian0/europeo, e consente agli utenti di interrogare documenti, clausole e condizioni contrattuali in linguaggio naturale, ottenendo risposte precise e verificabili. Non si tratta di un chatbot generico o 'wrapper preconfigurato' adattato alle assicurazioni, ma di un sistema proprietario e di un’infrastruttura tecnologica innovativa che rispetta prima di tutto i requisiti di affidabilità, sicurezza e conformità normativa. I dati restano di proprietà dell’intermediario. Il sistema è conforme a Gdpr e AI Act dalla prima riga di codice.“I dati - sottolinea Simone Alberto, cto e co-founder di Nano I-Tech - restano di proprietà dell’intermediario e il sistema è stato sviluppato fin dall’inizio per rispettare Gdpr e AI Act. Non è un chatbot generico adattato alle assicurazioni, ma un’infrastruttura costruita per questo mercato, con requisiti elevati in termini di affidabilità, sicurezza e conformità normativa. Questo è ciò che fa la differenza in un settore come il nostro”. Navisio AI è già operativa con oltre 200 Intermediari. I primi risultati evidenziano una riduzione significativa dei tempi operativi e un miglioramento misurabile nella qualità delle analisi prodotte, con un impatto diretto sulla capacità degli intermediari (e i loro team) di servire i clienti e generare valore. Il contesto di mercato conferma la rilevanza di questo posizionamento: con oltre 220.000 intermediari in Italia (più di 1 milione in Europa) e una crescita annua prevista del 45% per le soluzioni di intelligenza artificiale applicate al settore, la trasformazione è già in corso. A livello internazionale, nuovi player e piattaforme generaliste stanno ridefinendo la distribuzione assicurativa, ma non tutte le soluzioni sono progettate per rispondere alle specificità normative e operative del mercato europeo. 
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Vecchi iPhone colpiti dagli hacker, Apple rilascia un aggiornamento

(Adnkronos) - Storicamente, l’approccio di Apple alla sicurezza di iOS è stato improntato alla massima intransigenza: chi desiderava le ultime patch contro le vulnerabilità sfruttate dagli hacker era obbligato ad aggiornare il dispositivo all'ultima versione disponibile del software. Questa politica del "prendere o lasciare" sembra però aver subito una brusca frenata di fronte alla diffusione di DarkSword, una sofisticata tecnica di hacking capace di colpire silenziosamente gli iPhone attraverso la semplice consultazione di siti web infetti. Nonostante il rilascio di iOS 26, una fetta consistente di utenza è rimasta ancorata a iOS 18, spesso per una dichiarata avversione verso la nuova interfaccia "liquid glass", giudicata da molti troppo pesante o esteticamente sgradita. La decisione di Cupertino di procedere con il cosiddetto backporting delle patch su iOS 18 rappresenta un cambio di rotta strategico. Inizialmente, Apple aveva limitato i correttivi ai soli dispositivi con hardware troppo datato per supportare iOS 26, esortando tutti gli altri utenti a compiere il salto generazionale per ottenere protezione. Tuttavia, la rapida proliferazione di DarkSword tra gruppi di cybercriminali e la successiva pubblicazione del codice sorgente su GitHub hanno reso il rischio troppo elevato per essere ignorato. Il toolkit è stato già impiegato per operazioni di spionaggio e furto di criptovalute in diversi paesi, dimostrando una versatilità che ha messo in allarme i ricercatori di Google e iVerify. Questo intervento non è un caso isolato, ma segue di poche settimane il precedente stabilito con il toolkit Coruna. Anche in quella circostanza, Apple era stata costretta a rilasciare patch per iOS 17 dopo che il software di sfruttamento era finito nelle mani della criminalità informatica. Gli esperti del settore accolgono la notizia come un atto dovuto, pur sottolineando il ritardo accumulato dalla compagnia. La resistenza degli utenti all'aggiornamento, motivata talvolta da incompatibilità software o mancanza di spazio, ha evidenziato come l'imposizione di un nuovo sistema operativo non possa essere l'unica strategia di difesa in un panorama di minacce sempre più pervasivo. 
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'Non scuoterlo', Fnopi e Terre des Hommes insieme contro la violenza sui minori

(Adnkronos) - Proteggere i bambini da ogni forma di violenza unendo la forza umanitaria di una Fondazione di respiro internazionale e le competenze cliniche degli infermieri. Con questo obiettivo la Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi) e Terre des Hommes hanno sottoscritto un accordo per promuovere attività di formazione e sostenere iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sulle forme di maltrattamento e discriminazione nei confronti dei più piccoli. A partire dal sostegno alla campagna 'Non scuoterlo' promossa proprio dalla Fondazione, presente l'11 e il 12 aprile in oltre 150 piazze italiane in occasione delle Giornate nazionali di prevenzione della sindrome del bambino scosso.  "Suggellare questo accordo - commenta la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli - rappresenta un momento di profonda rilevanza per la nostra Federazione e per tutti i colleghi infermieri e infermieri pediatrici. Si tratta di un segnale forte, che ci riconnette con vigore ai valori fondanti e al codice deontologico delle nostre professioni, riaffermando il nostro impegno etico verso la società. In un momento storico caratterizzato da critiche fragilità per l'infanzia e l'adolescenza, la sinergia con Terre des Hommes ci permette di costruire percorsi operativi concreti e necessari. Questa collaborazione giunge in un passaggio cruciale, coincidendo strategicamente con l'approvazione dei percorsi specialistici. Si tratta - sottolinea Mangiacavalli - di un ulteriore elemento qualificante che scegliamo di mettere a disposizione dei pazienti più fragili e di chiunque si trovi in situazioni di grave disagio. La forza della nostra professione risiede nella sua capillarità: in Italia noi infermieri siamo ovunque, non limitiamo la nostra azione agli ospedali o alle strutture sanitarie, ma abitiamo il territorio, entrando quotidianamente nelle famiglie e operando all'interno delle Case di comunità. Proprio grazie a questa presenza diffusa e costante siamo sempre più in grado di intercettare precocemente i bisogni inespressi di un nucleo familiare, agendo come primo presidio di cura e protezione. Lavorare insieme a Terre des Hommes significa dunque trasformare la nostra vicinanza ai cittadini in una rete di salvaguardia attiva per i minori e le loro famiglie".  "Avviare una collaborazione con Fnopi è per noi un passo importante - dichiara Donatella Vergari, presidente di Terre des Hommes Italia - Il mondo delle professioni infermieristiche è di estrema rilevanza per chi, come Terre des Hommes, promuove la cultura della protezione dei bambini ed è consapevole del ruolo chiave che queste figure possono rivestire. Questo protocollo ci permetterà di ampliare il raggio di azione della nostra Fondazione, condividendo iniziative di sensibilizzazione e formazione. Il primo passo è con l'adesione di Fnopi alla campagna 'Non scuoterlo' e siamo certi sarà solo l'inizio. Sappiamo che i bambini e le bambine, soprattutto in tenera età, non hanno strumenti per difendersi. Proteggerli spetta a noi e a tutti coloro che, come infermieri, medici ed educatori, sono chiamati a sostenerli nella crescita e nella cura". Per Valentina Vanzi, presidente della Commissione d'albo per infermieri pediatrici della Fnopi, "la firma del protocollo tra Fnopi e Terre des Hommes rappresenta un importante esempio di sinergia fondata su principi solidi e condivisi. Da un lato il principio scientifico, che evidenzia con chiarezza come lo scuotimento dei neonati e dei lattanti possa determinare conseguenze gravissime e invalidanti. Dall'altro il principio culturale, che riconosce nella prevenzione la strategia primaria: una prevenzione che deve essere intenzionale, strutturata e capillare, capace di raggiungere attivamente le famiglie, senza attendere che siano loro a intercettare i servizi. Un'azione multilivello che coinvolge non solo i professionisti sanitari, ma anche la comunità nel suo insieme, dai caregiver ai cittadini, per promuovere consapevolezza e protezione dei più piccoli". 
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vivo lancia la nuova serie V70 in Italia

(Adnkronos) - Il lancio in Italia dei nuovi dispositivi della gamma V70 segna un punto di svolta per il comparto imaging, grazie alla rinnovata collaborazione con ZEISS. Il modello principale adotta un sistema di lenti co-ingegnerizzate che include un super teleobiettivo da 50 MP e un sensore ultrasensibile, progettati per garantire nitidezza anche in condizioni di luce critica.  La convergenza tra hardware e software si manifesta nella nuova modalità Palco AI, una tecnologia capace di ottimizzare le riprese durante gli eventi dal vivo mantenendo alta la fedeltà cromatica anche a distanze elevate. Parallelamente, la variante dedicata a un pubblico dinamico punta sulla risoluzione estrema, introducendo un sensore da 200 MP supportato dalla stabilizzazione ottica certificata CIPA 4.0. Questa dotazione tecnica permette operazioni di ritaglio avanzato senza perdita di dettaglio, facilitando la creazione di contenuti per le piattaforme digitali.    vivo invita gli utenti a raccontare con sincerità il loro punto di vista: tutti coloro che, da semplici utenti, si trasformano in protagonisti con una storia da condividere. Da qui prende vita il concept che accompagnerà la campagna pubblicitaria a supporto del lancio in Italia della serie V70: “
Photographers Wanted
”. Il concept, nato in occasione dell'evento di lancio per stampa e creator presso la location MyVintage di Milano, ha permesso ai partecipanti di scoprire i dispositivi attraverso diversi corner tematici. L'idea si evolverà poi in una campagna di comunicazione integrata che invita il pubblico a passare dal ruolo di osservatore a quello di creatore.   L'autonomia è garantita da accumulatori BlueVolt con capacità fino a 7000 mAh, abbinati a sistemi di ricarica rapida da 90W che permettono di ripristinare l'energia in pochi minuti, assicurando la piena operatività anche in condizioni termiche estreme.  "La serie V70 offre un'esperienza di utilizzo migliore grazie a un design ancora più accattivante, una fotografia di qualità superiore e prestazioni complessivamente ottimizzate", ha dichiarato Yong Dao, General Manager di vivo Italia. "Grazie a un design raffinato e resistente, al nuovo OriginOS ancora più fluido e intelligente e a un sistema fotografico di livello professionale, con la serie V70 offriamo agli utenti dispositivi eleganti e affidabili in qualsiasi scenario". L'esperienza d'uso è coordinata dal sistema operativo OriginOS 6, che introduce strumenti di produttività basati su modelli linguistici avanzati, come la trascrizione in tempo reale delle riunioni e l'assistenza personalizzata tramite Google Gemini. La sicurezza dei dati viene gestita attraverso aree isolate dedicate alla privacy, mentre il supporto a lungo termine prevede cinque anni di aggiornamenti costanti. La disponibilità sul mercato italiano è prevista a partire dal 2 aprile 2026, con diverse configurazioni di memoria e colorazioni che spaziano dai toni classici a varianti cromatiche più espressive. 
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The Macallan rinnova l’immagine dei suoi intramontabili whisky

(Adnkronos) - Guidata dalla visione creativa del celebre designer statunitense David Carson, The Macallan veste di nuovo alcuni tra i suoi storici whisky, e lo fa attraverso simboli che raccontano i primi due secoli di una distilleria mitica, che ora si proietta con forza verso il futuro. Il restyling grafico riguarda le 'Timeless vollections', e cioè le serie Double Cask e Sherry Oak, e incarna la capacità e la dedizione di The Macallan nella creazione di Single Malt Scotch Whisky ineguagliabili. Questi nuovi abiti esprimono una visione lungimirante che celebra la maestria e la creatività della distilleria, frutto di una consolidata esperienza. Pur presentando un’identità visiva rinnovata, i whisky restano invece fedeli all’inconfondibile gusto che ha reso The Macallan celebre: armoniosi, decisi e raffinati. E il claim della campagna di lancio ben riassume questa impostazione: 'You know me so well'. David Carson, che è considerato il padre della 'grunge typography' e che ha già collaborato a più riprese con il brand, ha tratto ispirazione dai pilastri produttivi di Macallan, integrandoli nelle etichette e dando così vita alla nuova e suggestiva visione delle Timeless Collections. Secondo il celebre artista “come nel whisky, anche nel design tutto sta nell’equilibrio. E con The Macallan ho voluto creare un’identità visiva che onorasse la sua prestigiosa storia, ma che al contempo ne riflettesse lo spirito pionieristico. Ogni dettaglio, dall’etichetta alla forma della bottiglia, è un tributo alla maestria che contraddistingue ogni sorso”. E così l’iconico tetto erboso e ondulato della distilleria ha ispirato la silhouette sinuosa della nuova bottiglia e del nuovo logo, creando un legame diretto tra il packaging e la Macallan Estate. Altro elemento fondamentale è l’etichetta triangolare posizionata appena sotto il collo della bottiglia a evocare il 'Triangolo dello Sherry' in Andalusia, regione celebre per la produzione del famoso vino fortificato e patria delle eccezionali botti stagionate che conferiscono colore e sapore naturale ai whisky.  A proposito di colore, il rosso è il colore dominante, un richiamo alla pigmentazione naturale che i whisky sviluppano durante l’invecchiamento, ma anche un tratto costante nella storia secolare della distilleria. Il colore della scritta The Macallan è stato sviluppato assieme al Pantone Colour Institute e registrato come 'The Macallan red'. A fare da contrasto il colore bianco, elegante citazione dell’Albariza, il tipico suolo calcareo dominante nell’area di Jerez, dove crescono le uve che diventeranno vino Sherry. Cambiano anche gli astucci, con il 'wave pattern' che li caratterizza immaginato da Carson come citazione del fiume Spey, che attraverso in tutta la regione e ha sostenuto per secoli la produzione di whisky. Infine la retroetichetta, rifugio sicuro per la curiosità dei whisky lovers più esigenti: qui nuovi simboli identificano il tipo di botte, evidenziando l’influenza aromatica delle botti di quercia americana ed europea, mentre un codice QR univoco conduce a ulteriori approfondimenti per un coinvolgimento totale.  Il connubio fra Sherry e quercia resta il nucleo di ogni espressione di Macallan, plasmando il gusto del whisky in modo esemplare. Inoltre gli anni di invecchiamento, sempre indicati in etichetta, intervengono come un ulteriore elemento di complessità, moltiplicando le nuances organolettiche delle due collezioni. Double Cask collection: i whisky della serie nascono da una perfetta combinazione di botti in quercia europea e americana, stagionate con vino Sherry nelle bodegas di Jerez de la Frontera. La Double Cask collection è un tributo alle eccezionali botti di The Macallan e alla loro straordinaria storia: un viaggio lungo 200 anni e migliaia di chilometri, dalle foreste di due continenti alle vigne dell’Andalusia. I whisky sono tre: 12, 15 e 18 anni e sono caratterizzati da un profilo morbido e cremoso con note di frutta gialla matura e toffee provenienti dal rovere americano, arricchite da spezie delicate e frutta secca donate dalla quercia europea.  Sherry Oak collection: i due whisky delle Sherry Oak collection, un 12 e un 18 anni, sono invecchiati esclusivamente in botti di quercia europea che hanno contenuto in precedenza sherry. Con naturali sfumature color mogano, questi whisky rappresentano l’apice dello ‘stile Macallan’, impreziositi da intrecci di frutta secca e frutta rossa, e sorretti da un’intensa speziatura legnosa. Una collezione che esprime in pieno la profondità e la raffinatezza dell’Heritage di The Macallan. 
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