Afa e caldo torrido in arrivo, il trucco del 36% degli italiani per azzerare la bolletta

(Adnkronos) - Secondo i dati pubblicati, all'interno di un'indagine condotta a livello europeo da tado°, l'utilizzo dei sistemi di condizionamento dell'aria riflette dinamiche di gestione domestica distinte in base al genere e alla collocazione geografica dei consumatori. A livello comunitario, la regolazione dei dispositivi di refrigerazione è governata principalmente dalla componente maschile, stimata al 44%, a fronte di una quota del 39,4% riconducibile alla componente femminile, mentre i segmenti relativi a bambini e anziani registrano incidenze percentuali marginali. 
Sul mercato italiano, questa ripartizione si manifesta in modo più marcato. I dati indicano infatti che il 48% degli uomini assume l'iniziativa per l'attivazione degli impianti di climatizzazione, rispetto al 35% rilevato tra le donne. Le motivazioni che guidano le decisioni sulla temperatura interna non rispondono soltanto a necessità di benessere fisico, ma si collegano direttamente alle strategie di contenimento dei bilanci familiari, in un periodo storico caratterizzato dall'oscillazione delle tariffe elettriche e dal fenomeno del caro energia. L'interazione con l'infrastruttura di raffrescamento si configura così come un fattore di mediazione tra il bilanciamento dei carichi termici e l'ottimizzazione finanziaria delle spese correnti. Prima di ricorrere all'accensione degli impianti meccanici, una quota significativa di utenti adotta soluzioni di isolamento passivo per mitigare l'irraggiamento solare diretto. In Italia, il 36% dei rispondenti dichiara di preferire l'oscuramento dei locali tramite l'abbassamento delle tapparelle o la chiusura delle tende come prima linea di intervento, una pratica finalizzata a limitare l'accumulo di calore e a ridurre il successivo carico di lavoro del condizionatore. Questo approccio conservativo si riscontra con percentuali analoghe nella maggior parte dei Paesi dell'Europa continentale, mentre nel Regno Unito si registra una tendenza divergente, con il 45% della popolazione che predilige favorire la ventilazione naturale attraverso l'apertura delle finestre. Il consolidamento delle tecnologie per l'automazione domestica offre nuovi strumenti per coniugare le esigenze di refrigerazione con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e riduzione degli sprechi. L'integrazione di sistemi di gestione intelligente, come le soluzioni di termoregolazione evoluta tado°, permette di ottimizzare i cicli di funzionamento dei condizionatori in base alla reale presenza degli inquilini e alle condizioni meteorologiche esterne. Sul territorio nazionale, l'adozione di questi protocolli di controllo automatizzato consente di conseguire una riduzione dei consumi energetici e dei relativi costi in bolletta fino al 22%, delineando un modello di gestione dell'ambiente domestico orientato all'efficienza e alla riduzione dell'impronta carbonica. 
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Ai: Cohen (TeamSystem), 'investiti 250 mln per soluzioni dedicate ai nostri clienti'

(Adnkronos) - "Abbiamo accelerato il nostro piano di investimenti impiegando oltre 250 milioni, negli ultimi tre anni, per essere davvero a fianco dei nostri clienti. Quello che abbiamo raggiunto e di cui siamo molto orgogliosi è il fatto di avere un prodotto e una soluzione Ai, già sul mercato, per ognuno di loro". Lo ha detto Tommaso Cohen, Ceo di TeamSystem, intervenendo nell'ambito della TeamSystem Tech Conference 2026 a Milano. L'appuntamento annuale dedicato alle persone di TeamSystem che in Italia e nel mondo lavorano all'implementazione dei progetti di Ricerca & Sviluppo. 
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Il futuro della sicurezza è locale e senza abbonamento: intervista a Fabrice Klohoun di Reolink

(Adnkronos) - Il mercato della videosorveglianza smart sta vivendo una profonda trasformazione guidata dal superamento dei vecchi paradigmi tecnologici e dalla richiesta di una sicurezza sempre più locale, autonoma e priva di costi nascosti. Reolink si posiziona al centro di questa rivoluzione grazie a un doppio lancio strategico: da un lato la nuovissima serie OMVI, che introduce un'architettura ibrida a tripla lente fino a 24 MP capace di fondere una visione panoramica a 180° con il tracciamento motorizzato e l'intelligenza artificiale locale ReoNeura; dall'altro la gamma Power-Efficient sviluppata con Qualcomm, progettata per ridefinire gli standard dell'autonomia wireless a batteria. Per comprendere a fondo la visione aziendale dietro queste innovazioni, l'impatto delle tecnologie SyncTrack e Auto Framing sulla protezione quotidiana e la scelta strategica di eliminare gli abbonamenti cloud a favore della sovranità del dato, Adnkronos Tech&Games ha intervistato Fabrice Klohoun, Marketing Communications Director di Reolink, che ha svelato dettagli e futuro di questo nuovo ecosistema di sicurezza integrato per la casa e l'azienda.   

Fabrice Klohoun, Marketing Communications Director di Reolink

  

  
La serie OMVI introduce un concetto rivoluzionario grazie al suo sistema a tripla lente e alla tecnologia SyncTrack, ma un hardware così avanzato potrebbe apparire complesso all'utente medio. Quali saranno le vostre principali strategie di comunicazione per spiegare i benefici tangibili di questa tecnologia in modo semplice e accessibile sia ai clienti retail (privati) sia alle aziende?
 "In Reolink, ci concentriamo sempre sulla comunicazione dei benefici concreti per gli utenti, piuttosto che sulla complessità tecnica. Sebbene la serie OMVI introduca tecnologie avanzate come l’imaging a tripla lente e SyncTrack, il valore principale è in realtà molto semplice: gli utenti non devono più scegliere tra una copertura ampia e un monitoraggio dettagliato da vicino.
 
Per i consumatori, descriviamo OMVI come la possibilità di “vedere l’intero quadro senza perdere i dettagli”. La lente panoramica monitora continuamente tutta l’area, mentre la lente PT segue automaticamente le attività importanti e cattura contemporaneamente dettagli ravvicinati. Questo significa meno punti ciechi, meno telecamere da installare e maggiore tranquillità.
 
Per gli utenti business, il messaggio si concentra sull’efficienza operativa e su una sorveglianza più intelligente. OMVI combina le funzionalità di più telecamere tradizionali in un unico dispositivo, contribuendo a ridurre la complessità di installazione e i costi infrastrutturali, migliorando al tempo stesso la consapevolezza situazionale." 
Il modello top di gamma OMVI X16 PoE ha già ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali come i CES Innovation Awards e l'iF DESIGN AWARD. In che modo pianificate di sfruttare questi premi all'interno della vostra narrativa di marketing per rafforzare la percezione di Reolink come leader nell'innovazione tecnologica e nel design?
 "Il CES Innovation Award evidenzia la forza del prodotto dal punto di vista tecnologico, mentre l’iF DESIGN AWARD riconosce che l’innovazione deve anche offrire un’esperienza utente premium e intuitiva.
 
Dal punto di vista della comunicazione, questi riconoscimenti contribuiscono a rafforzare l’evoluzione di Reolink da produttore di hardware per la sicurezza a innovatore globale nel settore della smart security. Inoltre, rafforzano la fiducia dei consumatori, poiché questi premi sono benchmark riconosciuti a livello internazionale e valutati da esperti indipendenti.
 
Nelle nostre campagne di marketing globali, integreremo questi risultati nel packaging dei prodotti, nei canali retail, nelle campagne digitali, nelle attività media e nelle dimostrazioni esperienziali. Ancora più importante, vogliamo che questi premi supportino una narrativa più ampia: Reolink continua a superare i confini della tecnologia per la sicurezza intelligente, orientata alla privacy e facile da utilizzare." 
La serie OMVI offre funzionalità avanzate di intelligenza artificiale locale, come ReoNeura, oltre all'archiviazione senza abbonamento. In un mercato in cui molti concorrenti dipendono fortemente da servizi cloud a pagamento, come si posiziona questa scelta sia dal punto di vista del marketing sia da quello della fidelizzazione del cliente?
 "Crediamo che gli utenti debbano avere il pieno possesso e controllo della propria esperienza di sicurezza. Questa filosofia è al centro della serie OMVI e della più ampia strategia di prodotto di Reolink.
 
Oggi molti consumatori sono sempre più preoccupati per i costi ricorrenti degli abbonamenti, la privacy dei dati e la dipendenza dalla connettività cloud. Offrendo funzionalità AI locali avanzate e opzioni di archiviazione flessibili in locale senza abbonamenti obbligatori, Reolink propone un’alternativa più trasparente e orientata all’utente.
 
Dal punto di vista del marketing, questo rappresenta un elemento distintivo molto forte. Gli utenti possono accedere a funzionalità intelligenti come la Local AI Video Search direttamente sul dispositivo, senza essere vincolati a pagamenti mensili. Questo riduce le barriere all’adozione e crea una proposta di valore più solida nel lungo periodo.
 
Dal punto di vista della fidelizzazione, invece, la fiducia è estremamente importante nel settore della sicurezza. Quando gli utenti sanno che i loro filmati rimangono sotto il loro controllo e che le funzionalità principali restano accessibili senza costi continuativi, si rafforzano fiducia e fedeltà al brand nel lungo termine. Consideriamo questo approccio non solo un vantaggio di prodotto, ma anche parte del nostro impegno verso un’innovazione orientata prima di tutto alla privacy." 
Parlando della serie Power-Efficient, la collaborazione con Qualcomm rappresenta una risorsa straordinaria. Dal punto di vista della comunicazione, quanto è importante per Reolink associare il proprio nome a quello di Qualcomm per rafforzare la fiducia dei consumatori nella tecnologia wireless e nella durata della batteria?
 "La nostra collaborazione con Qualcomm rappresenta una mossa strategica molto importante, perché combina l’esperienza di Reolink nella smart security con la leadership di Qualcomm nelle tecnologie wireless e nelle soluzioni a basso consumo energetico.
 
La durata della batteria è da tempo una delle principali sfide e preoccupazioni nel mercato delle telecamere di sicurezza wireless. Collaborando con Qualcomm e integrando il suo chipset Micro-Power WiFi, siamo in grado di offrire miglioramenti significativi nell’efficienza energetica, mantenendo al tempo stesso prestazioni affidabili e funzionalità smart avanzate.
 
Dal punto di vista della comunicazione, l’associazione con un leader tecnologico riconosciuto a livello globale come Qualcomm contribuisce a rafforzare la fiducia e la credibilità presso i consumatori, soprattutto in aspetti come la stabilità della connettività, l’ottimizzazione della batteria e l’innovazione wireless.
 
Allo stesso tempo, questa partnership dimostra l’impegno di Reolink verso l’innovazione continua e la collaborazione con aziende tecnologiche leader del settore. Per i consumatori, il messaggio è molto chiaro: questi prodotti non sono progettati solo per offrire praticità, ma si basano su tecnologie wireless di nuova generazione pensate per garantire un’esperienza utente più intelligente e affidabile." 
I dispositivi della serie Power-Efficient promettono una durata della batteria fino al 96% superiore rispetto agli standard di settore: un traguardo davvero notevole. Quali canali e formati di marketing ritenete più efficaci per dimostrare e comunicare ai consumatori questo straordinario risultato in termini di efficienza energetica?
 "Le prestazioni della batteria sono una di quelle caratteristiche che i consumatori comprendono immediatamente quando vengono dimostrate in modo chiaro. Per questo motivo, la nostra strategia è fortemente focalizzata su dimostrazioni pratiche e scenari di utilizzo nella vita reale.
 
I contenuti video avranno un ruolo fondamentale sui social media, su YouTube, nei display retail e nelle campagne digitali. Crediamo inoltre che il marketing esperienziale sia particolarmente efficace per questa categoria di prodotti. Dimostrazioni dal vivo durante eventi, attività con partner retail e briefing con i media permettono alle persone di sperimentare direttamente la praticità e la flessibilità di questi prodotti.
 
Inoltre, il confronto con i tradizionali dispositivi di sicurezza alimentati a batteria aiuta a comunicare in modo molto efficace i vantaggi pratici. Piuttosto che concentrarci esclusivamente sulle specifiche tecniche, mettiamo in evidenza i benefici quotidiani: meno interruzioni, manutenzione più semplice, maggiore libertà di installazione e una copertura di sicurezza più affidabile." 
La serie Power-Efficient include prodotti molto specifici, come la telecamera E1 Swift progettata per la cura di bambini e animali domestici, e la Argus MagiCam per la massima portabilità. Come avete pianificato di segmentare le vostre campagne di marketing per raggiungere nicchie di consumatori così diverse tra loro?
 "Utenti diversi hanno esigenze di sicurezza molto differenti, per questo la segmentazione è fondamentale. Per E1 Swift, la nostra comunicazione si concentra fortemente su casi d’uso orientati alla famiglia, come il monitoraggio dei bambini, la cura degli animali domestici e la sicurezza domestica indoor. Il messaggio enfatizza praticità, flessibilità e tranquillità, in particolare grazie a funzionalità come la copertura pan-and-tilt, il tracciamento AI e il backup a batteria durante le interruzioni di corrente. Canali come community di genitori, creator lifestyle e audience interessate alla smart home sono particolarmente rilevanti per questo prodotto.
 
Per Argus MagiCam, invece, i temi centrali sono la portabilità e la semplicità di installazione. Questo prodotto si rivolge a inquilini, viaggiatori, utenti di appartamenti e consumatori che cercano una soluzione di sorveglianza temporanea e flessibile. In questo caso, ci concentriamo maggiormente su mobilità, praticità wireless, montaggio magnetico e design compatto.
 
A un livello più ampio, stiamo personalizzando contenuti e partnership in base agli stili di vita degli utenti, invece di promuovere tutti i prodotti con un unico messaggio universale. Questo ci permette di comunicare in modo più autentico e di mostrare come ogni prodotto si integri naturalmente in specifici scenari della vita quotidiana." 
La presentazione ufficiale è avvenuta a Monaco a metà maggio, mentre avete lanciato ufficialmente la commercializzazione da Milano. Quale ruolo strategico giocano il mercato italiano e, più in generale, quello europeo all'interno dei vostri piani di espansione globale per il 2026?
 "L’Europa è uno dei mercati strategici più importanti per Reolink, e l’Italia svolge un ruolo particolarmente prezioso all’interno della nostra strategia di crescita regionale.
 
Come dimostra il nostro studio, i consumatori europei attribuiscono grande importanza alla protezione della privacy, alla qualità del prodotto, all’affidabilità e al valore nel lungo termine: tutti aspetti che si allineano perfettamente con la filosofia di prodotto di Reolink. Inoltre, stiamo osservando una crescente domanda in tutta Europa di soluzioni di sicurezza più intelligenti e orientate alla privacy, che non dipendano fortemente da abbonamenti o dal cloud.
 
L’Italia è particolarmente significativa perché combina un forte interesse dei consumatori verso la tecnologia smart home con una crescente attenzione alla sicurezza residenziale e delle piccole imprese. Le partnership con partner locali come MediaWorld, Unieuro ed Euronics Italia riflettono la nostra fiducia nel mercato italiano e il nostro impegno nel rafforzare la nostra presenza locale nel Sud Europa.
 
Più in generale, l’Europa continua a essere un motore chiave per l’innovazione e l’adozione di prodotti premium all’interno dei nostri piani di espansione globale per il 2026. Continueremo a investire in marketing localizzato, partnership regionali, supporto clienti e conformità normativa, per garantire agli utenti europei prodotti ed esperienze pensati su misura per le loro aspettative e necessità." 
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Visione annebbiata o distorta spia di retinopatia. "Ne soffre il 30% dei diabetici, prevenzione l'arma più efficace"

(Adnkronos) - In particolare all'inizio avanza silenziosamente. Poi la vista può offuscarsi e chi ne soffre può avvertire la sensazione di avere come delle 'mosche volanti' nel proprio campo visivo. Sono alcune spie rosse che possono indicare la presenza di retinopatia diabetica, una delle più frequenti e gravi complicanze del diabete mellito che colpiscono gli occhi. Nei Paesi industrializzati questa rappresenta una delle principali cause di cecità nei soggetti in età lavorativa. In Italia la prevalenza della malattia del sangue dolce è intorno al 3-4% della popolazione e si stima che circa il 30% delle persone diabetiche presenti segni di retinopatia diabetica. Nelle fasi iniziali la patologia è spesso asintomatica, motivo per cui i controlli periodici del fondo oculare sono "fondamentali" nei pazienti con diabete, spiegano gli esperti. "La prevenzione rappresenta l'arma più efficace contro la retinopatia diabetica. Un buon controllo della glicemia, della pressione arteriosa e dei livelli lipidici, associato a controlli oculistici regolari, consente di ridurre significativamente il rischio di progressione della malattia", sottolinea in una nota Monica Varano, direttore scientifico Irccs Fondazione G.B. Bietti.  Quando presenti, i sintomi possono includere: visione offuscata o annebbiata, difficoltà nella visione notturna, alterazioni della percezione dei colori, comparsa di macchie scure (le cosiddette 'mosche volanti', appunto), visione distorta, riduzione improvvisa della vista. Una delle complicanze più importanti è l'edema maculare diabetico, caratterizzato dall'accumulo di liquidi nella macula, la zona centrale della retina responsabile della visione distinta. Questa condizione può provocare calo visivo, annebbiamento e deformazione delle immagini. La prevenzione è cruciale perché la retinopatia diabetica è causata principalmente dall'iperglicemia cronica, cioè da livelli elevati di glucosio nel sangue protratti nel tempo che determinano un progressivo danno ai piccoli vasi sanguigni della retina. Tra i principali fattori che favoriscono l'insorgenza e la progressione vi sono: scarso controllo glicemico, lunga durata del diabete, ipertensione arteriosa, dislipidemia, nefropatia diabetica.  "La diagnosi precoce e il monitoraggio costante - aggiunge Varano - sono fondamentali per preservare la funzione visiva e prevenire complicanze irreversibili". Per quanto riguarda la ricerca, la Fondazione G.B. Bietti - unico Irccs in Italia con disciplina di riconoscimento in Oftalmologia, ricordano dalla struttura - in passato ha partecipato a trial internazionali che hanno portato alla registrazione di farmaci a iniezione intravitreale per l'edema maculare diabetico, che oggi vengono regolarmente utilizzati per questa indicazione, e attualmente sta partecipando a sperimentazioni di nuove molecole che hanno target diversi per la stessa indicazione. Inoltre, già da diversi anni nell'Irccs è presente un laboratorio di proteomica la cui attività di ricerca si concentra sull'identificazione di specifiche alterazioni del proteoma, ovvero il repertorio di proteine presenti, in campioni di umore acqueo.  In coerenza con numerose evidenze scientifiche, l'umore acqueo funge da "biopsia liquida" non invasiva, riflettendo i cambiamenti della retina. L'analisi dei pazienti affetti da retinopatia diabetica nei suoi differenti stadi, sia nella forma non proliferativa che in quella proliferativa, con o senza edema maculare, correlata ai parametri ottenuti mediante tecniche avanzate di multimodal imaging oculare, ha lo scopo di identificare e mappare i biomarcatori della neurodegenerazione, favorendo lo sviluppo di future terapie mirate e personalizzate per la retinopatia diabetica e altre patologie degenerative.  "Questo - conclude Varano - rappresenta un importante risultato di una attività multidisciplinare condivisa fra biologi, ingegneri e clinici oftalmologi che rappresenta il legame fra ricerca e assistenza, punto di forza del nostro Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico". 
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Caldo, disidratazione e sbalzi pressori: ecco le 10 regole per proteggere la salute del cuore

(Adnkronos) - La Fondazione per il Tuo Cuore - Hcf Onlus, presieduta dal professor Domenico Gabrielli, annuncia la promozione, per il prossimo 12 giugno, della Giornata nazionale della prevenzione cardiovascolare, "iniziativa di alto valore sociale, scientifico e istituzionale dedicata alla tutela della salute del cuore, alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e alla sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza dei controlli periodici e dei corretti stili di vita". L'iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione per il Tuo Cuore e della cardiologia italiana a favore della prevenzione, dell'informazione sanitaria qualificata e della prossimità ai bisogni dei cittadini, anche attraverso il coinvolgimento di Anmco - Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, quale riferimento scientifico e professionale della cardiologia ospedaliera nazionale. La Giornata intende rappresentare un momento di informazione, responsabilizzazione e servizio alla popolazione, confermando il contributo concreto della cardiologia italiana alla promozione della salute pubblica. In tale contesto - informa una nota - sarà valorizzato anche il servizio 'L'esperto risponde', presente sul portale istituzionale della Fondazione, attraverso il quale i cardiologi offrono gratuitamente risposte informative alle richieste dei cittadini. Il servizio rappresenta "uno strumento qualificato di orientamento e sensibilizzazione, volto a favorire una maggiore consapevolezza sui principali temi legati alla salute cardiovascolare, alla prevenzione, ai fattori di rischio e alla necessità di rivolgersi tempestivamente allo specialista in presenza di sintomi o condizioni meritevoli di approfondimento".  "La salute del cuore è parte fondamentale della salute della persona. Promuovere la prevenzione cardiovascolare significa tutelare la vita, l'autonomia e la qualità dell'esistenza dei cittadini. Con questa Giornata vogliamo rafforzare il messaggio che la cura del cuore deve iniziare prima della malattia, attraverso controlli periodici, stili di vita corretti, informazione qualificata e attenzione ai fattori di rischio. Il servizio 'L'esperto risponde', attivo sul portale della Fondazione, rappresenta un contributo concreto dei cardiologi alla popolazione, offrendo ai cittadini uno spazio autorevole, gratuito e scientificamente qualificato di orientamento informativo", afferma Gabrielli. "Anmco guarda con grande favore a ogni iniziativa capace di rafforzare la cultura della prevenzione cardiovascolare e di avvicinare i cittadini alla cardiologia. La Giornata nazionale della prevenzione cardiovascolare rappresenta un'occasione preziosa per ribadire che informazione corretta, diagnosi precoce, aderenza alle terapie e stili di vita adeguati sono strumenti fondamentali per ridurre l’impatto delle malattie cardiovascolari. Come comunità scientifica, sentiamo il dovere di contribuire a questo percorso, mettendo a disposizione competenze, autorevolezza e prossimità ai bisogni della popolazione”, dichiara il professor Massimo Grimaldi, presidente nazionale Anmco.  In considerazione del periodo estivo e dell'aumento dei rischi legati alle alte temperature, la Giornata sarà anche l'occasione per richiamare l'attenzione sulle principali problematiche cardiovascolari connesse al caldo, alla disidratazione, agli sbalzi pressori e alla corretta gestione delle terapie nei mesi estivi. Per tale ragione, i cardiologi della Fondazione per il Tuo Cuore, con il contributo scientifico della comunità cardiologica Anmco, potranno predisporre un vademecum per la prevenzione cardiovascolare nel periodo estivo, che sarà presentato in occasione della Giornata e messo a disposizione della popolazione quale strumento pratico di informazione, prevenzione e tutela della salute del cuore. Ecco le 10 regole per proteggere la salute cardiovascolare:  1) Controllare regolarmente la pressione arteriosa. Durante l'estate la pressione può variare in modo significativo. Il caldo favorisce la vasodilatazione e può provocare abbassamenti pressori, capogiri, debolezza, vista offuscata o sensazione di svenimento, soprattutto nei pazienti che assumono farmaci antipertensivi o diuretici. E' utile misurare la pressione con regolarità e riferire al medico eventuali valori anomali o sintomi ricorrenti; 2) Non modificare autonomamente le terapie. Farmaci per la pressione, diuretici, antiaritmici, anticoagulanti, antiaggreganti e terapie per lo scompenso cardiaco devono essere assunti secondo prescrizione. In caso di caldo intenso, pressione bassa, crampi, stanchezza marcata o riduzione della diuresi, non bisogna sospendere o modificare i farmaci da soli, ma confrontarsi con il medico curante o con il cardiologo; 3) Idratarsi correttamente. Bere acqua con regolarità aiuta a prevenire disidratazione, tachicardia, cali pressori e affaticamento. È importante bere anche quando non si avverte sete, soprattutto nelle persone anziane. Nei pazienti con scompenso cardiaco, insufficienza renale o indicazioni alla restrizione dei liquidi, la quantità di acqua da assumere deve però essere concordata con il medico; 4) Evitare le ore più calde. Nelle giornate di caldo intenso è consigliabile evitare l’esposizione diretta al sole e gli sforzi fisici nelle ore centrali della giornata. Le uscite, le passeggiate e l'attività fisica dovrebbero essere programmate al mattino presto o in serata, quando le temperature sono più favorevoli e il cuore è sottoposto a minore stress; 5) Riconoscere i segnali da non sottovalutare. Dolore o oppressione al petto, mancanza di respiro, palpitazioni persistenti, svenimento, sudorazione fredda, confusione, nausea intensa, gonfiore improvviso alle gambe o peggioramento dell'affanno non devono essere attribuiti semplicemente al caldo. In presenza di sintomi importanti, improvvisi o persistenti, è necessario chiamare tempestivamente il 112/118. 6) Prestare attenzione a scompenso cardiaco e aritmie. Chi soffre di scompenso cardiaco deve monitorare peso corporeo, gonfiore alle caviglie, affanno e stanchezza insolita. Un rapido aumento di peso, la comparsa di edemi o il peggioramento del respiro devono essere segnalati al medico. Anche chi soffre di aritmie deve evitare disidratazione, eccesso di alcol, caffeina e sforzi nelle ore più calde, prestando attenzione a battito irregolare, palpitazioni, capogiri o affanno; 7) Seguire un'alimentazione leggera e amica del cuore. Nei mesi estivi è preferibile scegliere pasti leggeri, ricchi di frutta, verdura, cereali integrali, pesce, legumi e alimenti facilmente digeribili. È opportuno limitare pasti abbondanti, eccessi di sale, grassi, bevande zuccherate e alcolici, che possono favorire disidratazione, alterazioni pressorie e maggiore affaticamento cardiovascolare; 8) Fare attività fisica con prudenza. Il movimento resta fondamentale per la prevenzione cardiovascolare, ma deve essere adattato alla stagione e alle condizioni cliniche. È meglio evitare sforzi intensi nelle ore calde, indossare abiti leggeri, fare pause, idratarsi correttamente e interrompere l’attività in caso di dolore toracico, affanno insolito, capogiri, debolezza o palpitazioni; 9) Evitare sbalzi termici e proteggere i farmaci. Il passaggio improvviso da ambienti molto caldi ad ambienti troppo freddi può rappresentare uno stress per l'apparato cardiovascolare. Anche l'aria condizionata va utilizzata con buon senso, evitando temperature eccessivamente basse. I farmaci devono essere conservati correttamente, lontano da sole e calore, e non lasciati in auto o in luoghi esposti ad alte temperature; 10) Usare l'informazione qualificata e rivolgersi agli specialisti. La prevenzione cardiovascolare passa anche da una corretta informazione. La Fondazione per il Tuo Cuore mette a disposizione il servizio 'L'esperto risponde', attraverso il quale i cittadini possono inviare quesiti e ricevere risposte informative da cardiologi esperti. Il servizio non sostituisce la visita medica, non formula diagnosi individuali e non modifica terapie, ma rappresenta uno spazio autorevole di orientamento, prevenzione e sensibilizzazione. 
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Botulino, Locatelli: "Nel 2025 tre cluster e più casi, rischi in fiere ed eventi all'aperto'

(Adnkronos) - "Nel 2025 in Italia si sono verificati tre importanti cluster di botulismo, a Cagliari, Cosenza e, a fine anno, in Sicilia. Episodi che hanno determinato un numero di casi nettamente superiore rispetto agli anni precedenti. Le indagini sono ancora in corso, ma è probabile che all'origine ci siano state criticità nella conservazione di alcuni alimenti, come il mantenimento a temperature non adeguate". Così all'Adnkronos Salute Carlo Locatelli, già presidente della Società Italiana di tossicologia e direttore dell'Unità di Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro nazionale di Informazione tossicologica dell'Irccs Maugeri, a margine del 23esimo congresso nazionale della Sitox a Bologna.  Secondo l'esperto, "il rischio di intossicazioni può aumentare in contesti come fiere, eventi all'aperto o attività di vendita ambulante", dove è più complesso garantire il rispetto costante della catena del freddo e dell'igiene degli alimenti. "Nei locali pubblici, come bar e ristoranti, che operano secondo le procedure previste dalla normativa i controlli sono maggiori e i rischi si riducono", osserva l'esperto.  Locatelli ricorda tuttavia che, in Italia, "la maggior parte dei casi di botulismo è tradizionalmente associata alle conserve domestiche. Il problema - spiega - può nascere quando questi prodotti vengono mescolati con altri alimenti oppure quando prodotti commerciali non vengono conservati correttamente. Se non vengono rispettate temperatura e modalità di conservazione, esiste il rischio di sviluppo di batteri del genere Clostridium e della produzione delle relative tossine".  Alla domanda su quali precauzioni possano adottare i consumatori, Locatelli invita a non demonizzare il cibo acquistato per strada. "Non possiamo certo dire alle persone di non comprare un panino da un venditore ambulante: sarebbe un danno per molti commercianti. È però importante che chi vende alimenti disponga di frigoriferi funzionanti, mantenga i prodotti alla temperatura corretta e li conservi adeguatamente anche durante la notte. In sostanza, il consumatore deve poter contare sul fatto che il cibo sia stato gestito e conservato in modo appropriato".  L'esperto sottolinea inoltre che il rischio di contaminazioni non riguarda esclusivamente i prodotti artigianali. "Negli anni scorsi abbiamo registrato episodi legati alla presenza di alcaloidi tropanici che hanno portato al ritiro di spinaci, broccoli e altri alimenti, anche industriali. Anche i prodotti confezionati possono quindi, in alcuni casi, veicolare tossine". Tuttavia, conclude Locatelli, "il sistema di sorveglianza italiano è ottimale e consente di individuare rapidamente le criticità. Grazie al lavoro dei Centri Antiveleni e dell'intera rete dell'igiene e sicurezza alimentare, che coinvolge Asl e ministero della Salute, è possibile intercettare i prodotti pericolosi e procedere tempestivamente al loro ritiro dal mercato" conclude.  
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Farmaceutica: la sfida delle competenze, ‘servono velocità, coraggio e formazione’

(Adnkronos) - "Le competenze come leva strategica per governare la trasformazione dell’industria farmaceutica, sostenere innovazione e produzione, attrarre talenti e rafforzare la competitività del Paese". È questo il messaggio emerso dal talk ‘L’industria farmaceutica scommette sulle competenze’, secondo appuntamento del ciclo ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’, promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria, che si è tenuto oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, con la partecipazione di Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, e Giorgio Maracchioni, presidente della Fondazione Its per le Nuove tecnologie della vita. In un contesto segnato da cambiamenti sempre più rapidi dall’impatto dell’intelligenza artificiale e dei big data alla medicina di precisione fino all’evoluzione dei processi produttivi, il settore farmaceutico conferma la centralità del capitale umano. Le competenze, è stato il filo conduttore del confronto, non sono più un elemento accessorio, ma la condizione necessaria per accompagnare la transizione tecnologica e trasformarla in investimenti, brevetti, occupazione qualificata e crescita industriale. “Le competenze sono fondamentali. L’industria farmaceutica ha un obiettivo molto semplice e chiaro: ricercare, sviluppare e produrre nuovi farmaci, nuovi vaccini per curare meglio patologie esistenti o curarne di nuove. E per fare questo le competenze sono la base essenziale”, ha sottolineato Cattani, ricordando come la farmaceutica rappresenti in Italia una delle filiere più dinamiche sul fronte dell’innovazione, dei brevetti, della produzione e dell’export: “Un primato costruito nel tempo grazie a un modello di competenze distribuito lungo tutta la filiera e su tutto il territorio nazionale, oggi guardato come riferimento anche oltre i confini italiani”, ha ricordato. Sul fronte del lavoro, Durigon ha richiamato l’attenzione sul tema del mismatch tra domanda e offerta di professionalità. “Dopo la stagione del Pnrr andiamo verso una fase con meno risorse e dovremo essere molto più attenti a come utilizzarle”. Da qui la necessità, ha aggiunto, di “una grande operazione comune tra Governo, parti sociali e imprese per indirizzare gli investimenti sulla formazione che serve davvero al mercato del lavoro”. Un punto chiave, per il sottosegretario è la qualità dei percorsi formativi: “Non possiamo più sbagliare la formazione: deve essere sempre più mirata sulle esigenze delle aziende e dei lavoratori. L’orientamento e gli Its Academy sono strumenti fondamentali su cui investire per il futuro”.  Per Maracchioni, il nodo delle competenze è ancora più strutturale. “Le competenze non sono una variabile dipendente dell’innovazione, ma la sua condizione abilitante”, ha affermato. “Senza competenze e senza un linguaggio condiviso tra ricerca, industria e autorità regolatoria, il rischio è non riuscire a trasformare il valore generato in competitività, sviluppo industriale e attrazione di investimenti”. Da qui l’urgenza di allineare formazione e tecnologie: “Dobbiamo parlare ai giovani in modo chiaro e indicare prospettive concrete di crescita, altrimenti il rischio è perdere competenze e valore che si spostano all’estero”. Il tema della formazione continua è stato indicato come leva strategica per accompagnare l’evoluzione del mercato del lavoro. “Lo skill progressivo è fondamentale – ha osservato Durigon – e alcune best practice, come quelle del contratto farmaceutico, vanno estese perché dimostrano che qualità del lavoro e crescita professionale possono andare di pari passo”. Per Cattani, lo sviluppo delle competenze riguarda l’intera filiera, dalla ricerca alla produzione fino ai nuovi modelli industriali: “Non parliamo solo delle grandi aziende, ma anche di tutto il comparto Cdmo (Contract Development and Manufacturing Organization, ndr), che rappresenta una forza propulsiva fondamentale. Questa dinamica positiva di formazione, assunzione e retention dei talenti deve essere rafforzata lungo tutto il sistema”. E ha aggiunto: “Le competenze trasversali legate a dati e algoritmi stanno diventando sempre più centrali ed è evidente che il tema sarà ancora più strategico per il futuro del settore”. Per un comparto che è già oggi leader in Europa e tra i primi al mondo, la vera scommessa non riguarda solo la tecnologia ma la capacità di sviluppare, attrarre e trattenere le competenze giuste. “Dobbiamo uscire da una dimensione autoreferenziale e avere il coraggio di fare scelte rapide, perché il mondo si muove più velocemente di noi. Le imprese farmaceutiche sono tra le più dinamiche al mondo perché investono in ricerca e nei giovani: dobbiamo rafforzare questa capacità insieme alle istituzioni”, ha concluso Cattani.  
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Stagionalità recensioni neuromarketing, il mondo 'segreto' delle vendite on line

(Adnkronos) - L'e-commerce non è solo l'attività di acquisto e vendita di beni o servizi tramite Internet. Dietro c'è infatti un vero e propri mondo fatto di analisi, psicologia, moda e tendenze. Ad esempio non tutti sanno che l’e-commerce ha il suo calendario. Le ricerche online non si distribuiscono in modo uniforme nel corso dell’anno, ma seguono cicli ricorrenti legati alla stagionalità, al meteo, ai periodi promozionali, alle festività e, in alcuni casi, al lancio di nuovi prodotti. Dall’analisi di Trovaprezzi.it, leader nella comparazione prezzi in Italia, emerge una mappa precisa dei momenti in cui cresce l’interesse dei consumatori verso le categorie, offrendo una lettura utile non solo per comprendere le abitudini di acquisto online, ma anche per aiutare gli utenti a pianificare meglio le proprie spese. Il dato più evidente riguarda le categorie fortemente stagionali. Nel 2025, ad esempio, le ricerche di condizionatori e deumidificatori hanno raggiunto il picco a giugno, mese in cui si è concentrato il 20,9% dell’interesse annuale in categoria, con uno scostamento di oltre 12 punti percentuali rispetto alla media mensile. Un andamento ancora più marcato si osserva per le piscine, che sempre a giugno hanno raccolto il 33,5% delle ricerche annuali, e per gli accessori piscina, al 29,6%. Con l’arrivo del caldo crescono anche le ricerche legate alla vita all’aperto, dal barbecue agli articoli da giardino, confermando come meteo e primi weekend estivi continuino a influenzare direttamente i comportamenti di ricerca online. All’estremo opposto del calendario si collocano i prodotti legati al freddo e alla casa nei mesi invernali. Le ricerche nella categoria stufette e altro riscaldamento si sono concentrate soprattutto a gennaio, con il 50,7% delle ricerche annuali, mentre stufe e camini hanno raggiunto il massimo a novembre, con l’avvicinarsi della stagione fredda. Anche caldaie e scaldabagni mostrano una crescita autunnale, con il picco nello stesso mese. Il periodo finale dell’anno resta invece decisivo per molte categorie legate a regali, intrattenimento e promozioni. La macrocategoria giochi e hobby mostra la maggiore intensità nel mese di dicembre, con il 17,3% dell’interesse annuale, trainata da prodotti come videogiochi e console, entrambi al massimo nello stesso mese. Anche l’elettronica mostra una forte concentrazione tra novembre e dicembre. La macrocategoria audio e video accelera a novembre, con il 13,7% delle ricerche, mentre telefonia, informatica ed elettrodomestici crescono soprattutto nel periodo del Black Friday.  A differenza delle categorie puramente stagionali, l’elettronica segue logiche più articolate. Ai cicli promozionali si sommano infatti i lanci dei principali brand: le ricerche sugli smartphone aumentano a novembre, ma l’interesse per i singoli modelli può crescere anche in corrispondenza delle nuove uscite. Tra i prodotti più cercati su Trovaprezzi.it, ad esempio, gli iPhone compaiono con particolare frequenza nei mesi successivi alle nuove uscite Apple, mentre i dispositivi Samsung mostrano picchi più distribuiti nel corso dell’anno, legati al calendario dei nuovi Galaxy e alle dinamiche promozionali. Tra le categorie più stabili emergono invece alcuni grandi elettrodomestici per la casa. Prodotti come frigoriferi, lavatrici e asciugatrici mantengono volumi relativamente costanti durante l’anno, pur mostrando accelerazioni in specifici momenti promozionali. Lavatrici e asciugatrici, ad esempio, raggiungono il massimo a novembre, con il 16,3% delle ricerche annuali, confermando il peso del Black Friday anche sugli acquisti più funzionali e meno legati alla stagionalità. Accanto ai comportamenti più prevedibili, l’analisi evidenzia anche alcune dinamiche meno scontate. Gli articoli erotici risultano più cercati soprattutto tra autunno e inizio inverno, con la maggiore intensità della macrocategoria a dicembre. Salute e bellezza mostra invece una maggiore vivacità nei primi mesi dell’anno, in linea con i tradizionali buoni propositi: le ricerche di integratori e vitamine raggiungono il massimo interesse a marzo, mentre il comparto fitness mostra un’accelerazione già a gennaio. Anche il comparto auto e moto segue cicli ricorrenti: le ricerche di pneumatici per moto crescono fino al picco di maggio, mentre quelle di pneumatici per auto raggiungono il massimo a novembre, in linea con i momenti dell’anno legati al cambio gomme. Guardando al calendario settimanale, non emerge invece un unico giorno dominante per tutte le categorie. Alcuni comparti mostrano una leggera concentrazione a metà settimana: audio e video, auto e moto e casa e giardino registrano il momento di massimo interesse il mercoledì, mentre altre categorie seguono dinamiche diverse. Più chiara, invece, è la distribuzione nell’arco della giornata: l’attività degli utenti cresce progressivamente dalla mattina e si concentra soprattutto nel pomeriggio e nel tardo pomeriggio, toccando il livello più alto intorno alle 18:00. “Dall'analisi delle ricerche online - commenta Dario Rigamonti, ceo di Trovaprezzi.it - emerge come il prezzo continui a rappresentare un elemento centrale nelle decisioni d'acquisto, ma non l'unico: anche il timing della ricerca e dell'acquisto può incidere in modo significativo. Comprendere la stagionalità delle diverse categorie aiuta i consumatori a programmare gli acquisti con maggiore consapevolezza, monitorare le offerte per tempo e affrontare meglio i periodi di maggiore domanda, dalle festività al Black Friday, fino ai picchi legati al meteo o al lancio di nuovi prodotti. In questo scenario, strumenti di confronto come Trovaprezzi.it diventano un alleato concreto: permettono di leggere per tempo i segnali del mercato e di trasformare la conoscenza della stagionalità in un reale vantaggio per chi acquista”. 
Con i motori conversazionali come ChatGPT, Gemini o Perplexity, le ricerche di prodotti on line diventano più lunghe e personali. Non si cerca più solo ‘ristorante vicino a me’, ma ‘viene a trovarmi il mio amico con la compagna, mi cerchi un posto tranquillo per quattro persone stasera?’ o ‘dove portare qualcuno al primo appuntamento’. Sono richieste che racchiudono emozioni, aspettative e contesto, elementi che le tradizionali informazioni online faticano a interpretare. Dove si trovano, dunque, i testi da cui le AI estrapolano le informazioni per restituirci una risposta accurata? A rispondere è Luca Bove, uno dei punti di riferimento in Italia per la geolocalizzazione delle aziende, founder e ceo di Local strategy: “Le informazioni emotive non vivono negli elenchi ufficiali, perché pochi documenti dicono se un locale è adatto a una serata romantica o se l’atmosfera è elegante o informale. Quelle sfumature esistono principalmente nella voce degli utenti, che si esprime, ad esempio, attraverso le recensioni. Lì le persone non raccontano cosa hanno mangiato, ma come si sono sentite”. Il problema è che questa materia prima è tanto ricca quanto trascurata. Analizzando oltre 875.000 profili Google italiani, Local Strategy ha rilevato che l’82% ha almeno una recensione, con una media di 153 recensioni per scheda e un voto medio di 4,38. Ma su quasi 49 milioni di recensioni analizzate, solo il 17,4% ha ottenuto una risposta dall’attività. Su questo tema, Perplexity ha siglato un accordo con Tripadvisor per integrare recensioni e valutazioni nelle sue risposte, e da ottobre 2025 Tripadvisor ha portato gli stessi contenuti dentro ChatGPT.  A complicare il quadro c’è la pulizia automatica delle piattaforme: solo nel 2025 Google ha rimosso oltre 292 milioni di recensioni ritenute fasulle o non conformi, secondo il report sulla trasparenza di Google Maps. La fonte da cui l’AI attinge per descrivere un’attività è preziosa, ma va presidiata con continuità. L’intelligenza artificiale non 'capisce' un luogo come farebbe una persona, ma costruisce le risposte partendo dalle informazioni che trova online. Quando la domanda è semplice, usa dati pratici come indirizzi, orari e descrizioni. Quando invece la domanda è più personale, cerca segnali nelle parole delle persone. Per questo le recensioni diventano sempre più importanti: aiutano l’AI a capire atmosfera, esperienza e contesto.  La ricerca locale non è sparita, è solo cambiata. L’intelligenza artificiale si aggiunge agli strumenti già esistenti e legge le recensioni al posto nostro, rendendole ancora più decisive. Per chi gestisce un'attività la conseguenza è concreta: la cura delle recensioni non incide più solo sulla reputazione verso i clienti, ma su come quell'attività verrà compresa, descritta e consigliata dagli assistenti AI. Luca Bove individua tre fasi necessarie per presidiare il canale. 1) Raccogliere senza filtri: chiedere le recensioni a tutti i clienti, seguendo delle opportune best practice e una strategia che varia da settore a settore. Più la base è ampia, più il quadro che restituirà ai motori di ricerca e ai sistemi AI sarà rappresentativo dell'esperienza reale di chi quell'attività l'ha già vissuta. 2) Rispondere a tutte e leggere il sentiment: anche la risposta è comunicazione, perché dimostra attenzione al cliente e, secondo diversi studi, le attività che rispondono in modo sistematico registrano tassi di conversione superiori. Attraverso sistemi AI con lettura automatica del sentiment, si possono analizzare migliaia di testi monitorando l'andamento di parole chiave come prezzo, personale, negozio o esperienza. Si capisce così se un voto positivo dipende dalla cortesia dello staff o dalla competitività dei listini, e se una valutazione negativa è riconducibile a criticità strutturali del punto vendita. 3) Difendere e contestare: è la fase meno visibile ma sempre più cruciale. Proteggersi dalle recensioni fasulle, monitorare i competitor localmente e segnalare comportamenti scorretti è fondamentale. Le piattaforme usano sistemi di AI per moderare i contributi e cancellano, come già anticipato, le recensioni che non sembrano autentiche. Il filtro automatico, però, non è infallibile, e a volte cancella recensioni vere ottenute con fatica. In questi casi è opportuno monitorare le recensioni cancellate tramite appositi tool e interagire direttamente con le piattaforme per chiedere il ripristino. “Le recensioni stanno diventando un patrimonio informativo, non più solo uno strumento di reputazione. Le macchine le leggono per rispondere alle persone, ma dietro ogni risposta servono ancora occhi umani capaci di cogliere il contesto: il rischio, altrimenti, è che a parlare delle attività siano dati che nessuno ha davvero ascoltato”, conclude Luca Bove. Come è possibile migliorare l' e-commerce per aumentare le vendite online? A rispondere Neuroexplore, azienda di neuromarketing che opera applicando neuroscienze e scienze comportamentali per incrementare l'efficacia degli investimenti, ottimizzare i budget e prevedere le scelte di acquisto dei clienti con affidabilità. Per Neuroexplore sono quattro strategie di neuromarketing da conoscere per costruire un e-commerce che funziona. 1) Tecniche per aumentare le vendite online: la legge dei 3 click. Il neuromarketing insegna a semplificare per migliorare l’esperienza di navigazione La legge dei 3 click permette all’utente di arrivare all’obiettivo in un massimo di 3 click a partire dalla homepage. Troppo spesso siti e app richiedono molti più click o tap per raggiungere aree di fondamentale importanza (ad esempio, il cambio password). Si tratta di una buona pratica di usabilità che rende l’esperienza di navigazione di un sito fluida, semplice e gratificante. Questo consiglio pratico permette di aumentare le vendite online, poiché si possono soddisfare le aspettative e le necessità delle persone in breve tempo. E' importante costruire flussi di navigazione che tengano conto di questo principio e progettare un’architettura di contenuti online per facilitare le persone a raggiungere le informazioni senza sforzo. La necessità di limitare il più possibile i click per raggiungere l’obiettivo dipende fondamentalmente da due categorie di comportamenti: 
Un sito web viene esplorato in media in meno di 5 minuti. Secondo i test di usabilità di Donald Norman, ricercatore e professore alla University of California di San Diego, la visita media di una pagina non supera i 60 secondi. Se non trovano subito quello che stanno cercando, gli utenti mediamente abbandonano un sito dopo 30 secondi. L’attention span, il tempo per cui una persona è capace di mantenere l’attenzione su un certo compito, è quindi limitato. La velocità di reperimento delle informazioni è un elemento chiave della navigazione online. Il concetto di attenzione selettiva, tanto caro al neuromarketing, ovvero la capacità dell’essere umano di considerare ed elaborare contemporaneamente solo un certo numero di stimoli. Dalle ricerche di George A. Miller del 1956 si è compreso che le persone riescono a elaborare 5 ± 2 informazioni alla volta e che maggiore il numero di informazioni, minore la propensione a procedere nella ricerca e alla fine a scegliere di acquistare. Nel dubbio, meglio ridurre le scelte il più possibile. Questo comportamento tipico dell’essere umano va tenuto in considerazione quando si progettano i 3 click, selezionando i contenuti da mostrare nel rispetto dei driver di acquisto e delle buyer personas - che è possibile conoscere oggettivamente attraverso un’analisi strategica dei processi decisionali - e avendo sempre come fine ultimo la semplificazione dell’esperienza di navigazione.  2) Categorie merceologiche parlanti. Aumentare le vendite creando label chiaramente interpretabili e comprensibili. Capita a tutti di trovarsi a navigare menu lunghi, molto articolati e poco chiari che indicano categorie merceologiche difficili da comprendere. Molto spesso si tratta di label che l’area marketing o chi si occupa di sviluppo hanno ben chiare in mente, ma che l’utente e consumatore medio non conosce, non riesce a ricordare o distinguere. Perchè accade questo? E' una questione di aspettative sottese al processo di navigazione del portale e-commerce: quelle del target devono essere corrisposte e assecondate. Nella scelta di una determinata label si deve verificare che questa sia coerente con il modo in cui il consumatore target chiama quella categoria. Ad esempio, un e-commerce di abbigliamento femminile: se utilizziamo la label must have oppure etichette immediate come jeans, gonne, magliette, cappotti, possiamo supporre che la quasi totalità degli utenti sarà consapevole al momento del click di cosa potrà trovare. Tuttavia, se se si usa label come Mediterranean, Light touch o modest fashion, la possibilità che la navigazione diventi più complessa e dispendiosa di energie mentali aumenta, con la conseguente diminuzione del tasso di conversione. Come essere sufficientemente sicuri di scegliere le label di menu corrette? Esistono alcune best practice che derivano dall’esperienza di chi si occupa di scienze comportamentali, ma nella maggior parte dei casi l’approccio migliore è testare. I test di usabilità permettono di capire se il nostro portale e-commerce è costruito efficacemente, ovvero se la navigazione è fluida, semplice, coerente e utile a rispondere alle domande o al desiderio di acquisto del consumatore target. Un test di usabilità valida anche le scelte di copy dalle voci di menu, alle immagini, passando per le CTA.  3) Simboli, icone ed elementi visivi. Studi di neuromarketing dimostrano che elaboriamo più velocemente stimoli visivi che testuali. Il neuromarketing insegna che il cervello umano elabora molto più rapidamente e con facilità stimoli visivi che testuali. Anche nella navigazione di un portale e-commerce è possibile servirci di questo dato per facilitare la user experience e guidare l’utente nel raggiungere l'obiettivo. Esistono molti modi di usare simboli, icone ed elementi visivi per guidare l’utente e rendere l’esperienza di navigazione di un e-commerce intuitiva e gratificante. In questa fase dello sviluppo di un e-commerce si può inserire tutta la nostra creatività, ma sempre tenendo ben presente il punto di vista del consumatore target. 4) Microcopy funzionali. Rassicurare l’utente lungo tutte le fasi di acquisto è una strategia vincente. Cosa significa scrivere microcopy? In breve vuol dire: individuare tutti i punti più rilevanti dell’esperienza di acquisto online. Indagare con il consumatore target quali siano le informazioni ricercate, le aspettative e le principali preoccupazioni, criticità o inibitori all’acquisto. Questi ultimi elementi sono capaci di attivare il lobo dell’insula, cioè la parte del nostro cervello adibita anche al disgusto e al rifiuto. Scrivere copy che guidino efficacemente le persone in tutte le fasi di acquisto frictionless, cioè senza frizioni e attriti ma in modo fluido, rapido e coerente. Una buona pratica è applicare i bias cognitivi e le tecniche nudging. Verificare con usability test o A/B Testing se le scelte effettuate funzionano e come eventualmente ottimizzarle.  (di Sabrina Rosci)     
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Artrosi del ginocchio, missione 'joint preservation' con nuove terapie bio e innesti sintetici

(Adnkronos) - Ginocchio nel mirino dell'innovazione scientifica per la salute delle articolazioni. Dalle infiltrazioni di acido ialuronico al 'super plasma', dalle staminali del grasso agli innesti di cartilagine sintetica stampata in 3D, si arricchisce di nuove armi l'arsenale medico contro l'artrosi del ginocchio: "Tra le principali cause di dolore cronico e disabilità nella popolazione adulta e anziana, è una delle principali sfide dell'ortopedia contemporanea", spiegano gli esperti della Siot, la Società italiana di ortopedia e traumatologia che registra in Italia l'impianto di "oltre 85.000 protesi di ginocchio ogni anno, con numeri destinati ad aumentare nei prossimi anni a causa dell'invecchiamento della popolazione, dell'aumento dell'aspettativa di vita e della crescente richiesta di mantenere una buona qualità del movimento anche in età avanzata". "Rallentare l'evoluzione dell'artrosi, ridurre il dolore, preservare il più a lungo possibile l'articolazione naturale e ritardare, quando possibile, il ricorso alla protesi" sono gli obiettivi dei nuovi trattamenti per il ginocchio. "Non sottovalutare i primi sintomi, controllare il peso corporeo e mantenere un'attività fisica regolare, ma adeguata" sono alcuni dei consigli dei medici per gestire le prime fasi della malattia. Missione 'joint preservation', fra i temi al centro del Congresso dell'American Orthopaedic Society for Sports Medicine (Aossm) in programma a Seattle il prossimo luglio. "Il paziente con artrosi non deve pensare che l'unica prospettiva sia necessariamente la protesi - afferma Pietro Simone Randelli, presidente Siot, professore di Ortopedia e Traumatologia all'università degli Studi di Milano - Nelle fasi iniziali e intermedie esistono diverse strategie per controllare il dolore, migliorare la funzione e rallentare l'evoluzione della malattia. Ma la scelta del trattamento deve sempre partire da una diagnosi corretta e da una valutazione complessiva del paziente". Se nei casi più gravi la chirurgia protesica resta il trattamento di riferimento, "oggi - rileva la Siot - cresce l'attenzione verso le strategie di conservazione articolare o joint preservation: un insieme di approcci che puntano a intervenire nelle fasi iniziali o intermedie della patologia, quando esistono ancora margini per proteggere la cartilagine residua e rallentare la progressione del danno". Tra le terapie conservative più consolidate - illustrano gli specialisti - ci sono le infiltrazioni di acido ialuronico, utilizzate soprattutto nei pazienti con artrosi lieve o moderata. L'acido ialuronico agisce come una sorta di 'lubrificante' naturale: "Migliora lo scorrimento dell'articolazione, contribuisce a ridurre il dolore e può favorire il recupero della mobilità". Ma accanto a questi trattamenti si stanno affermando le cosiddette terapie biologiche, tra cui il plasma ricco di piastrine o Prp: è una procedura che prevede un prelievo di sangue dal paziente, la centrifugazione del campione e l'infiltrazione della componente plasmatica ricca di piastrine, in grado di rilasciare fattori coinvolti nei processi di riparazione tissutale. "Secondo i più recenti documenti di consenso internazionali, come l'Orbit, Orthobiologics Initiative di Esska (European Society of Sports Traumatology, Knee Surgery and Arthroscopy), il Prp può rappresentare una possibilità terapeutica nei pazienti con artrosi lieve-moderata, purché vi sia una corretta selezione del paziente e una valutazione specialistica dell'articolazione", precisa la Siot. Particolare interesse - continua - sta crescendo anche intorno alle terapie cellulari derivate dal tessuto adiposo, incluse le cellule stromali mesenchimali adipose, note come Ad-Mscs. "Questi approcci, ancora oggetto di studio e di progressiva standardizzazione, possono offrire benefici in pazienti selezionati con gonartrosi nelle fasi iniziali o intermedie, ma non sono attualmente considerati trattamenti infiltrativi di prima linea". "L'obiettivo delle nuove strategie biologiche - chiarisce Randelli - non è sostituire la chirurgia protesica, ma preservare il più a lungo possibile l'articolazione naturale quando esistono ancora margini terapeutici. La medicina rigenerativa rappresenta oggi uno degli ambiti più dinamici della ricerca ortopedica internazionale, ma deve essere applicata secondo criteri rigorosi e sulla base delle evidenze scientifiche disponibili". Una delle frontiere più innovative evidenziate dalla Siot riguarda il trattamento dei difetti cartilaginei focali, lesioni circoscritte della cartilagine che possono interessare pazienti giovani o di mezza età, ancora attivi e non candidabili alla protesi. In questo ambito "stanno emergendo nuove soluzioni tecnologiche, tra cui innesti cartilaginei sintetici realizzati con stampa tridimensionale. Si tratta di impianti progettati per essere inseriti direttamente nel difetto cartilagineo e funzionare come una sorta di 'impalcatura' biocompatibile: offrono un supporto meccanico immediato e favoriscono l'integrazione con i tessuti del paziente, creando un ambiente utile alla rigenerazione locale". Una nuova tipologia di innesto sintetico stampato in 3D sarà presentata al Congresso 2026 dell'Aossm in calendario a Seattle dall'8 all'11 luglio, dove Randelli interverrà come relatore rappresentando l'Italia come presidente Siot. "Il prodotto - puntualizza l'esperto - non è ancora utilizzabile in Europa, ma è importante comprenderne fin da ora i possibili impieghi e le precise indicazioni. Queste tecnologie si rivolgono in particolare ai pazienti cosiddetti pre-replacement, cioè non ancora candidabili alla sostituzione protesica, ma con lesioni cartilaginee che possono compromettere la funzione del ginocchio". "Le innovazioni per il trattamento dell'artrosi del ginocchio aprono prospettive importanti per una medicina sempre più personalizzata, orientata alla conservazione articolare e alla qualità di vita del paziente. Per questo è fondamentale rivolgersi allo specialista, così da ottenere una diagnosi corretta e individuare il trattamento più adatto alla fase della malattia", conclude Randelli. Per chi soffre di artrosi al ginocchio, la Società italiana di ortopedia e traumatologia consiglia di: 1) Non sottovalutare i sintomi: dolore persistente, rigidità al risveglio, gonfiore ricorrente o difficoltà nel salire e scendere le scale; 2) Tenere sotto controllo il peso: mantenere un peso corporeo salutare attraverso un'alimentazione corretta riduce drasticamente la sollecitazione sulle articolazioni. Dal punto di vista meccanico, infatti, ogni chilo eliminato alleggerisce il ginocchio di ben 4 chili; 3) Praticare attività fisica regolare e adeguata: camminata, cyclette, nuoto o esercizi di rinforzo muscolare, ovvero gli sport che permettono di allenarsi senza gravare sul ginocchio; 4) Rivolgersi allo specialista ai primi sintomi: la valutazione specialistica precoce è fondamentale per impostare un percorso personalizzato ed evitare trattamenti non appropriati o tardivi. 
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Con la fine della scuola e l'estate rischio fragilità psicologiche per gli adolescenti, tra iperconnessione e social jet-lag

(Adnkronos) - Con la fine della scuola e l'inizio dell'estate, per molti adolescenti cambia radicalmente la quotidianità: meno routine, ritmi sonno-veglia alterati, più tempo trascorso online, meno contatti sociali diretti e maggiore esposizione ai contenuti social legati all’immagine corporea. Un insieme di fattori che, secondo gli specialisti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, può favorire l'emergere o l'aggravarsi di fragilità psicologiche, soprattutto nei ragazzi più vulnerabili. Durante i mesi estivi, infatti, possono comparire o diventare più evidenti comportamenti associati al disagio emotivo come l'isolamento sociale, ma anche diete drastiche, allenamenti compulsivi e forte attenzione al peso e all'aspetto fisico, anche in vista della cosiddetta 'prova costume'. "L’estate viene spesso associata a benessere e leggerezza, ma per alcuni adolescenti rappresenta un momento delicato - spiega Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù - La chiusura delle scuole interrompe abitudini e relazioni quotidiane che per molti ragazzi svolgono una funzione protettiva. Allo stesso tempo aumenta l'esposizione ai social network, utilizzati spesso per riempire il tempo e contrastare la noia di giornate meno scandite da impegni, così come ai modelli estetici irrealistici, con possibili ripercussioni sull'autostima e sul rapporto con il proprio corpo".  Studi internazionali evidenziano che "durante i mesi estivi gli adolescenti trascorrono mediamente tra i 45 e i 55 minuti in più al giorno online rispetto al periodo scolastico. In Italia - ricordano gli esperti del Bambino Gesù - in particolare, il 30% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni supera le 4 ore di connessione quotidiana. Insieme all'iperconnessione si registra una significativa alterazione del sonno: fino al 70-80% degli adolescenti sperimenta il cosiddetto 'social jet-lag', con addormentamento e risveglio spostati in avanti di ore. Aumenta anche la pressione sull'immagine corporea: l'insoddisfazione per il proprio aspetto riguarda circa 3 adolescenti su 10 in Italia e l'esposizione ai social media amplifica il confronto con standard estetici poco realistici. Secondo la Mental Health Foundation britannica, infatti, le immagini viste online inciderebbero negativamente sulla percezione di sé per ben il 40% dei giovani". In parallelo, si registra un incremento generalizzato, indipendentemente dalla stagione, dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (Dna): all'ospedale pediatrico Bambino Gesù, nell’arco di 5 anni, le diagnosi sono aumentate di oltre il 60%, in particolare tra i più giovani (+50% tra i bambini sotto i 10 anni e nella fascia 11-13 anni). Dal Bambino Gesù le 10 regole per un'estate più equilibrata. Per aiutare genitori e caregiver a riconoscere precocemente eventuali situazioni di disagio, gli esperti del Bambino Gesù riassumono i segnali a cui prestare particolare attenzione: cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari, isolamento, irritabilità, alterazioni del sonno, ritiro sociale, attività fisica eccessiva, utilizzo prolungato dei dispositivi digitali soprattutto nelle ore notturne e ossessione per il peso corporeo o per il calcolo delle calorie. E ricordano alcune regole utili per il periodo estivo: 1) Mantenere orari regolari di sonno anche durante le vacanze; 2) Limitare l'uso di smartphone e videogiochi nelle ore serali; 3) Evitare dispositivi digitali durante i pasti; 4) Favorire attività sportive e tempo all'aperto; 5) Prestare attenzione a cambiamenti improvvisi dell'alimentazione; 6) Non banalizzare o sottovalutare frasi negative ricorrenti sul proprio corpo; 7) Osservare eventuali segnali di isolamento sociale; 8) Incentivare relazioni e attività condivise offline; 9) Parlare con i ragazzi senza giudizio né atteggiamenti punitivi; 10) Chiedere supporto specialistico in presenza di segnali persistenti di disagio.  "Intervenire tempestivamente è fondamentale - conclude Menghini - Molti disturbi della sfera emotiva, che si riflettono anche sul rapporto con l’alimentazione, esordiscono proprio durante l’adolescenza e oggi in età sempre più precoce, come dimostrano i nostri dati. Possono manifestarsi inizialmente con segnali sfumati, che tuttavia è importante intercettare, soprattutto nei mesi in cui i ritmi quotidiani cambiano profondamente".  
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