Final Fantasy Tactics: The Ivalice Chronicles, il ritorno di un classico senza tempo
(Adnkronos) - Ci sono giochi che, più che semplici prodotti d’intrattenimento, diventano pietre miliari nella storia del medium. Final Fantasy Tactics è uno di questi. Uscito originariamente nel 1997 in Giappone e l’anno successivo in Nord America, il titolo non raggiunse mai l'Europa fino al 2007, quando Square Enix ne pubblicò una versione rinnovata per PSP, War of the Lions, dotata di supporto widescreen, nuove cutscene e una modalità multiplayer inedita. A distanza di quasi trent’anni, The Ivalice Chronicles arriva come una remaster che sembra più un remake vista la mole di novità: questa nuova edizione rappresenta senza ombra di dubbio la versione definitiva per vivere o riscoprire Final Fantasy Tactics, con un insieme di migliorie tecniche e strutturali che ne rinnovano l’esperienza senza snaturarla. Al centro di tutto resta una storia che, ancora oggi, ha pochi eguali per complessità politica, sfumature morali e capacità di coinvolgere. Ambientato pochi anni dopo la conclusione della “Guerra dei cinquant’anni”, il gioco ci catapulta in un regno in bilico: il sovrano è morto lasciando un erede ancora in fasce, e le grandi casate nobiliari cominciano a muovere le loro pedine per contendersi il trono. È l’inizio del conflitto che travolge il giovane Ramza Beoulve, destinato a diventare una figura chiave nel destino del regno di Ivalice. La forza del racconto non sta solo nella dicotomia tra le due fazioni principali, ma nella moltitudine di interessi, intrighi e personaggi che animano ogni sfumatura della trama, costruendo un mosaico narrativo ricco e imprevedibile, capace di tenere alta la tensione dall’inizio alla fine. Una delle innovazioni più evidenti di The Ivalice Chronicles è l’introduzione del doppiaggio integrale. Le fitte sequenze di dialoghi, un tempo affidate a interminabili finestre di testo, trovano ora nuova vita grazie alle voci di Joe Pitts (Ramza), Greg Lowe (Delita), Emily Carey (Alma) e Ben Starr (Dycedarg), insieme a un cast corale che riesce a infondere profondità e carisma ai personaggi. Per chi fatica a immergersi in lunghi blocchi testuali, l’effetto è quasi terapeutico: la narrazione scorre con un ritmo più naturale e cinematografico, rendendo più accessibili le intricate vicende politiche del gioco. Dispiace che il gioco non sia stato tradotto in italiano, nemmeno i testi: questa mancanza può far perdere diverse sfumature dell'ottima trama a chi non padroneggia una delle lingue disponibili (inglese, francese, giapponese, tedesco). Un titolo tattico vive e muore sulla qualità del suo sistema di combattimento, e sotto questo profilo The Ivalice Chronicles dimostra quanto l’opera originale fosse avanti sui tempi. Il gioco conserva la struttura a turni e la profondità strategica che hanno reso celebre il gioco, ma introduce una serie di accorgimenti moderni che migliorano la fruibilità senza compromettere l’essenza. La possibilità di accelerare le animazioni dei turni avversari, di salvare a metà battaglia o di scegliere fra tre livelli di difficoltà (Squire per i neofiti, Knight come impostazione standard e Tactician per i veterani) rende l’esperienza più flessibile e accessibile a ogni tipo di giocatore. Interessante anche la scelta, già all’avvio, tra la versione “moderna” e quella fedele all’edizione originale del 1997, un tocco di rispetto verso la storia che farà la gioia dei puristi. Sul fronte tecnico, il titolo nasce più da una necessità di ricostruzione che da un desiderio di stravolgimento visivo. Le texture e i modelli sono stati upscalati, il supporto widescreen è ormai uno standard, ma non ci si trova davanti a un rifacimento spettacolare in stile Final Fantasy VII Remake. Piuttosto, si tratta di una presentazione pulita, curata e rispettosa, in cui le migliorie sonore e la chiarezza dell’interfaccia moderna fanno la differenza. Non tutto il materiale aggiuntivo di War of the Lions è stato riproposto, dato che l’obiettivo principale del team è stato ricreare fedelmente la versione PS1. Tuttavia, tra i nuovi elementi e i miglioramenti strutturali, questa rimane la versione più completa e raffinata mai pubblicata. Le sfumature della narrazione trovano nuova forza nella recitazione vocale, il gameplay tattico brilla come non mai, e la direzione artistica, pur datata, mantiene un fascino unico e inconfondibile. Final Fantasy Tactics: The Ivalice Chronicles non è solo un ritorno: è un atto d’amore verso un capolavoro. Che siate veterani desiderosi di rivivere uno dei migliori esponenti del genere, o curiosi pronti a scoprire un classico per la prima volta, questa è l’occasione perfetta. La leggenda di Ramza Beoulve torna a splendere, più accessibile che mai.
Formato: PS5 (versione testata), PS4, Switch, Switch 2, Xbox Series, PC Editore: Square Enix Sviluppatore: Square Enix Voto: 9
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità, giovedì a Roma Stati generali cardiologi ospedalieri Anmco
(Adnkronos) - Le patologie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte e di invalidità nel nostro Paese. Non a caso la Commissione Europea ha posto queste malattie al centro delle proprie politiche sanitarie. Il modello italiano, fondato sull’universalità delle cure e riconosciuto come esempio virtuoso a livello internazionale, è oggi messo alla prova dalla necessità di garantire la sostenibilità economica. Le difficoltà derivano dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei costi dei percorsi diagnostico-terapeutici. L’Italia, un tempo tra i Paesi con la più elevata aspettativa di vita al mondo insieme al Giappone, si è vista negli ultimi anni sopravanzata da altre nazioni europee come Francia e Svizzera. I cardiologi ospedalieri Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) si sono dati appuntamento giovedì al ministero della Salute in occasione degli Stati Generali Anmco 2025 per riunire istituzioni, comunità scientifica, associazioni di pazienti e società civile per una giornata di lavoro e proposte operative dedicata alle priorità del Paese in ambito cardiovascolare. Si farà il punto sull’importanza della prevenzione primaria in ambito cardiovascolare e dell’impegno della Cardiologia Italiana nella lotta alla morte improvvisa. Ma anche sul futuro della ricerca in Italia, tra bisogni inevasi ed innovazione tecnologica, e sull’universalità delle cure cardiovascolari nel nostro Paese. Secondo Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore della Cardiologia dell’ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Ba): “L’obiettivo, dunque, non è soltanto prolungare la vita media, ma soprattutto migliorare la qualità degli anni vissuti, salvaguardando al contempo l’equilibrio di bilancio. In questo scenario, le società scientifiche possono rappresentare un interlocutore qualificato per i decisori istituzionali, contribuendo a rendere il sistema sanitario più efficace ed efficiente. Con questo spirito, Anmco si confronta oggi con le istituzioni negli Stati Generali, forte di oltre 6.500 cardiologi iscritti e di un’esperienza maturata in più di 60 anni di attività. Grazie anche alla Fondazione appositamente dedicata, alla raccolta e all’analisi di una vasta mole di dati da parte del Centro Studi Anmco, si è in grado di documentare sia l’elevato livello delle cardiologie ospedaliere italiane sia di fornire strumenti concreti per orientare le scelte di politica sanitaria. I risultati spingono l’Anmco a rivolgere lo sguardo anche oltre l’ambito medico-scientifico, con un impegno crescente sia nella promozione della prevenzione primaria sia nella diffusione della defibrillazione precoce sul territorio, a beneficio diretto della salute dei cittadini". “Gli Stati Generali Anmco – osserva Federico Nardi. presidente Designato Anmco e direttore della Cardiologia dell’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato - nascono per trasformare conoscenza scientifica e buone pratiche in azioni concrete per i cittadini. Prevenzione strutturata, protezione dalla morte improvvisa e ricerca clinica di qualità sono tre assi strategici che chiedono decisioni misurabili e condivise con le Istituzioni. Il nostro impegno è garantire, ovunque in Italia, cure cardiovascolari tempestive, appropriate ed eque: è così che si difende davvero la salute pubblica e si rafforza il Servizio sanitario nazionale.” "Gli Stati Generali Anmco rappresentano un’importante occasione di confronto tra noi cardiologi e di interlocuzione con le istituzioni con l’obiettivo di salvaguardare la salute cardiovascolare della popolazione. L’Anmco, forte della sua ampia rete operante nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, nelle terapie intensive, nei reparti e negli ambulatori cardiologici, con oltre 700 ospedali, desidera rafforzare il proprio lavoro costituendo quel patrimonio culturale, scientifico e organizzativo a tutela dei cittadini italiani", conclude Fabrizio Oliva, past president Anmco e direttore della Cardiologia dell’ospedale Niguarda di Milano.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Settimana dislessia, dall'etichetta di ragazzi 'svogliati' a legge per tutelari
(Adnkronos) - In passato i ragazzi dislessici venivano etichettati come 'svogliati' o 'pigri', mentre oggi, grazie a strumenti diagnostici più accurati e alla legge, hanno il diritto di essere individuati e sostenuti. Da ieri è iniziata la Settimana della dislessia un appuntamento promosso dall'Associazione italiana dislessia per diffondere consapevolezza, promuovere una scuola inclusiva e valorizzare i talenti di tutte e tutti. Il portale di divulgazione scientifica 'Dottore, ma è vero che...?' curato dalla Fnomceo, la Federazione italiana degli Ordini dei medici e chirurghi, ricorda come per i bambini che sono portati di dislessia esiste oggi un perimetro di norme che garantisce loro una percorso formativo uguale ai compagni. "La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento di origine neurobiologica che riguarda la lettura. Non è una malattia né un deficit di intelligenza, ma una differenza nel funzionamento del cervello che rende più difficile leggere in modo fluido e accurato - ricordano gli esperti -Non è corretto dire che oggi ci siano più casi di dislessia rispetto al passato. Già negli anni Cinquanta gli studi di Rutter e Yule avevano rilevato una prevalenza stabile, attorno al 5-8% della popolazione scolastica. Ciò che è cambiato è la capacità di riconoscere la dislessia". Dal 2010 in Italia esiste una cornice normativa chiara che riconosce i Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) e tutela gli studenti che ne sono portatori. La Legge 170 del 2010 rappresenta un punto di svolta: afferma che i bambini e i ragazzi con dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia hanno diritto a una didattica personalizzata, a strumenti adeguati e a modalità di valutazione che tengano conto delle loro caratteristiche. Alla Legge si affiancano il decreto ministeriale 5669 del 2011 e le Linee guida dell’allora ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (oggi ministero dell’Istruzione e del Merito), che ne definiscono l’applicazione pratica: come si deve redigere un Piano didattico personalizzato (Pdp), quali strumenti devono essere garantiti, come deve svolgersi la collaborazione tra scuola e famiglia. "È un insieme di norme che ha trasformato la scuola: non più luogo in cui chi 'non riesce' resta indietro, ma spazio in cui ogni studente deve avere la possibilità di esprimere al meglio le proprie capacità", sottolineano gli esperti. La certificazione di Dsa è il documento ufficiale rilasciato dal Servizio Sanitario Nazionale o da centri accreditati. "È indispensabile perché obbliga la scuola ad attivare le misure previste dalla normativa, a partire dal Piano didattico personalizzato. La certificazione non è una semplice 'etichetta', né deve esserlo. Al contrario - ricordano gli specialisti - è una garanzia di tutela: consente di rendere esigibili i diritti dello studente. La legge, tuttavia, prevede che la scuola possa predisporre un Pdp anche prima della certificazione, se emergono difficoltà evidenti. Questo significa che il diritto del bambino a non rimanere indietro non può essere sospeso in attesa di documenti formali". E se i diritti non vengono rispettati? "Quando il Pdp non viene redatto, rimane incompleto o non è applicato, lo studente rischia di vivere la scuola come un luogo di esclusione. Possono comparire ansia, perdita di autostima e rifiuto scolastico - avvertono - Le famiglie, in questi casi, hanno diritto a chiedere chiarimenti, a presentare segnalazioni e, se necessario, ad avviare ricorsi presso gli organi competenti. Recenti studi internazionali evidenziano come i bambini con dislessia e i loro genitori vivano non solo le difficoltà legate all’apprendimento, ma anche un significativo carico emotivo e psicologico. I genitori, in particolare, riportano livelli di stress più elevati e una qualità di vita spesso ridotta, soprattutto nel momento della diagnosi e durante l’accompagnamento quotidiano. Non sempre hanno a disposizione strumenti metodologici, didattici o risorse psicologiche adeguate". "Per questo è essenziale che anche le famiglie vengano sostenute con figure professionali specializzate, capaci di offrire supporti mirati. In questo modo i genitori possono riprogettare il proprio ruolo, costruendo un modello di relazione più sereno e produttivo, in cui la crescita del ragazzo è condivisa e sostenuta da una rete di alleanze. Un’identità solida nasce proprio da questa coerenza tra ciò che il ragazzo vive a casa e ciò che sperimenta fuori: un intreccio di riconoscimento e ascolto che gli permette di dare valore alle proprie caratteristiche in un confronto con gli altri che non è più competizione ma scambio attivo di prospettive e di sguardi", concludono gli esperti.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Alzheimer, studio italiano apre speranza dall'epigenetica
(Adnkronos) - Nel complesso puzzle della malattia di Alzheimer, un pezzo fondamentale è stato appena messo al suo posto. Un team di ricerca internazionale, guidato da scienziati del Dipartimento di Medicina Sperimentale e del Centro di Ricerca in Neurobiologia 'Daniel Bovet' (Crin) della Sapienza Università di Roma, ha scoperto un sofisticato 'cross-talk' – un dialogo molecolare – tra due meccanismi chiave che regolano l’espressione dei nostri geni: la metilazione del Dna e i microRna. Questo dialogo, descritto oggi su 'Alzheimer's & Dementia', giornale ufficiale dell'Alzheimer's Association, controlla in modo diretto la produzione della proteina beta-amiloide, il cui accumulo nel cervello sotto forma di placche senili è considerato l'evento più rilevante della patologia. Per decenni, la ricerca sull'Alzheimer si è concentrata principalmente su come eliminare le placche di beta-amiloide, con risultati spesso deludenti. Molti farmaci progettati per questo scopo si sono rivelati inefficaci negli studi clinici. Per questo, la comunità scientifica sta spostando sempre più l'attenzione sui meccanismi che si trovano "a monte", ovvero su come regolare la produzione stessa di questa proteina che risulta “tossica” ma ha comunque un ruolo fisiologico. "La beta-amiloide è prodotta da due enzimi, delle vere e proprie 'forbici molecolari', che tagliano una proteina precursore più grande. Questi enzimi sono codificati dai geni Psen1 e Bace1. Il gruppo di ricerca della Sapienza, coordinato dal professor Andrea Fuso, aveva già dimostrato in passato che la produzione di Psen1 poteva essere ridotta attraverso un meccanismo epigenetico noto come metilazione del DNA. La metilazione agisce come un interruttore: quando un gruppo chimico (metile) viene aggiunto al Dna, il gene viene 'silenziato'", si legge nella nota. Tuttavia, restava da chiarire come venisse regolato Bace1, l'altra forbice molecolare fondamentale. Il nuovo studio svela che la regolazione di Bace1 è più complessa e avviene in modo indiretto. Ecco la catena di comando scoperta dai ricercatori: "La metilazione del Dna non agisce direttamente su Bace1, ma controlla l'espressione di un piccolo Rna regolatore, un microRna chiamato miR-29a. I microRna sono molecole che funzionano come 'silenziatori' di precisione: si legano a specifici geni e ne contrastano la traduzione in proteine. A sua volta, il miR-29a ha come bersaglio proprio il gene Bace1. Quando i livelli di miR-29a sono alti, la produzione di Bace1 viene repressa, e di conseguenza diminuisce anche la produzione di beta-amiloide. Il risultato - si legge nello studio - più sorprendente è che la metilazione del gene che produce miR-29a, anziché spegnerlo, ne aumenta l'espressione. Si tratta di un meccanismo epigenetico contro-intuitivo che svela una nuova, raffinata logica di controllo cellulare". In sintesi, la metilazione del Dna regola la produzione di beta-amiloide attraverso due percorsi: uno diretto, silenziando il gene Psen1, e uno indiretto, attivando il microRna 'protettivo' miR-29a che a sua volta spegne il gene Bace1. “Questa scoperta è come aver trovato la chiave di lettura di un processo di cui prima vedevamo solo il risultato finale" spiega Andrea Fuso, coordinatore dello studio. "Abbiamo capito che la cellula non usa un solo interruttore, ma un pannello di controllo integrato in cui Dna e microRna comunicano per regolare finemente un processo vitale, la cui alterazione è associata alla malattia. Questo è fondamentale per approcciare una patologia fortemente multifattoriale. È una svolta nella comprensione dei complessi meccanismi biomolecolari dell'Alzheimer". Questa scoperta non è solo un avanzamento fondamentale della conoscenza, ma apre anche a prospettive concrete. Nuove strategie terapeutiche: "L'intero sistema è modulato da un ciclo biochimico noto come 'one-carbon metabolism”, un processo cellulare influenzato da nutrienti come le vitamine del gruppo B e da molecole come la S-adenosilmetionina (Sam). Lo studio dimostra che fornendo Sam è possibile aumentare la metilazione, attivare il miR-29a e ridurre la produzione di beta-amiloide. Questo - prosegue il lavoro - suggerisce che molecole "metilanti" potrebbero essere usate non come semplici integratori, ma come veri e propri farmaci epigenetici in grado di aiutare a prevenire o rallentare la progressione della malattia". L’epigenetica al centro. "Oltre alla Sam, sono in fase di studio altri interventi che sembrano in grado di modulare la risposta epigenetica delle cellule, ad esempio la Vitamina K2 e i fattori presenti in estratti di cellule staminali e nelle uova di pesce (stamisoma). L’importanza di queste ricerche risiede nel fatto che i fattori epigenetici sembrano regolare anche altri processi molecolari associati alla malattia, quali la neuroinfiammazione, l’ossidazione, la funzione della barriera emato-encefalica", rivelano i ricercatori. Potenziali biomarcatori. "Il profilo di metilazione di Psen1 ed i livelli di miR-29a potrebbero diventare un marcatore precoce della malattia o della risposta a un trattamento, misurabile con un semplice esame del sangue - suggerisce lo studio - Sempre lo stesso gruppo di ricerca ha infatti recentemente messo a punto un biosensore in grado di misurarne facilmente i livelli nei liquidi circolanti". Lo studio è stato condotto grazie a una collaborazione internazionale che ha coinvolto, oltre alla Sapienza, l'Università di Napoli "Federico II" e l'Università di Barcellona. “Comprendere come i nostri geni vengono accesi e spenti, con la possibilità di intervenire per regolare questi meccanismi, è una delle frontiere più promettenti della medicina moderna - conclude Fuso - Con questo lavoro, abbiamo aggiunto un tassello cruciale che non solo ci avvicina a capire l'Alzheimer, ma ci fornisce anche nuovi e promettenti bersagli su cui agire".
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Toyota conferma la leadership in Italia a settembre
(Adnkronos) - Il mercato automobilistico italiano di settembre ha registrato 126.679 immatricolazioni, in crescita del 4,1% rispetto allo stesso mese del 2024. In questo scenario, Toyota si conferma al vertice tra i marchi esteri, conquistando una quota di mercato del 7,9% e consolidando il proprio ruolo di riferimento nel settore Full Hybrid.
Nei primi nove mesi del 2025, nonostante un calo complessivo del mercato pari al 2,9%, Toyota ha incrementato la propria quota al 7,7%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024. Il successo è trainato dalla gamma Yaris, che si mantiene nella top 5 assoluta dei modelli più venduti: Yaris Cross al quarto posto e Yaris al quinto. La crescita del brand è sostenuta anche dalla strategia multitecnologica, che spazia dal full hybrid al plug-in hybrid fino all’elettrico puro, affiancata dalla campagna incentivi avviata a settembre e prorogata per tutto ottobre.
Alberto Santilli, Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia, ha sottolineato: “Anche i dati di settembre confermano la validità della nostra offerta multitecnologica e commerciale. Abbiamo scelto di prolungare la campagna di incentivi per facilitare la transizione tecnologica, sostenendo tutte le soluzioni disponibili: full hybrid, plug-in ed elettrico. L’obiettivo è rendere l’acquisto più accessibile e favorire la diffusione delle tecnologie più adatte alle diverse esigenze dei clienti in ogni area del Paese”. Anche Lexus prosegue il proprio percorso di crescita: da inizio anno sono state immatricolate 4.825 unità, pari a una quota dello 0,4%, con un incremento del 10% rispetto al 2024. Il merito va soprattutto al successo della LBX, che ha già raggiunto 2.571 consegne.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mercedes-Benz CLA 250+ elettrica: la sfida al GRA vinta con oltre 700 km di autonomia
(Adnkronos) - Dopo i record stabiliti sul circuito di Nardò dal concept AMG GT, la mobilità elettrica della Stella ha affrontato un’altra prova impegnativa: il Grande Raccordo Anulare di Roma. Qui la nuova Mercedes-Benz CLA 250+ ha dimostrato come l’efficienza e l’autonomia possano essere protagoniste anche nella guida di tutti i giorni. Il test, seguito e validato dagli istruttori di Guida Sicura ACI Vallelunga, ha visto la berlina elettrica percorrere 10 giri del GRA, pari a oltre 700 chilometri con una velocità media di 85 km/h. Al termine della prova, la Mercedes-Benz CLA 250+ disponeva ancora di 30 km di autonomia residua, confermando prestazioni da “one-litre car” dell’era elettrica, grazie a un valore WLTP che raggiunge i 792 km.
La nuova CLA rappresenta il punto d’incontro tra design sportivo e innovazione tecnologica. L’architettura a 800 volt consente ricariche rapidissime: bastano dieci minuti per accumulare energia sufficiente a percorrere fino a 325 km. Le versioni disponibili sono la CLA 250+ EQ da 200 kW, con consumi tra 14,1 e 12,2 kWh/100 km, e la più sportiva CLA 350 4MATIC EQ da 260 kW, entrambe a zero emissioni locali. Il cuore tecnologico è la batteria agli ioni di litio da 85 kWh con anodi in silicio e grafite, capace di incrementare la densità energetica del 20% rispetto alla generazione precedente. La sostenibilità è al centro del progetto: la produzione avviene con energia da fonti rinnovabili e materiali a ridotto contenuto di cobalto, con un’impronta di carbonio inferiore del 30%. A completare il pacchetto, il cambio a due rapporti ottimizza accelerazione e comfort, mentre la pompa di calore aria-aria riduce i consumi sfruttando calore di scarto e aria esterna. Tutto ciò rende CLA una protagonista nell’evoluzione della mobilità premium a zero emissioni. L’estetica non passa inosservata: calandra illuminata “star pattern”, fari MULTIBEAM LED con firma luminosa a stella e proporzioni sportive accentuate dal cofano scolpito e dal posteriore muscoloso. Un design che unisce aerodinamica ed eleganza.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
FIAT e Fiat Professional leader mercato italiano a settembre e nei primi nove mesi
(Adnkronos) -
FIAT e Fiat Professional a settembre hanno consolidato la propria posizione di vertice nel mercato italiano, distinguendosi sia nel settore delle automobili sia in quello dei veicoli commerciali. Secondo l’elaborazione dei dati Dataforce, le immatricolazioni complessive hanno raggiunto quota 17.016 unità, pari all’11,9% di mercato, con una crescita di 2,7 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2024. Nel comparto vetture, FIAT ha guidato il mercato per il decimo mese consecutivo con una quota del 9,7% e 12.286 immatricolazioni. Particolarmente rilevante il canale dei clienti privati, che con 7.285 unità ha raggiunto una quota del 10,2%. Nei primi nove mesi del 2025, la leadership di FIAT e Fiat Professional si è confermata stabile con l’11,4% di quota e 149.498 immatricolazioni totali. Il primato tra i modelli è stato ancora una volta della Pandina Hybrid, l’auto più venduta in Italia con 7.671 unità, che rappresentano oltre il 57% del segmento A. Prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, continua a incarnare i valori di efficienza, compattezza e accessibilità. In crescita costante anche la Grande Panda, con 2.526 immatricolazioni che le valgono l’ottavo posto assoluto e il terzo nella classifica delle berline di segmento B. FIAT rafforza inoltre la sua leadership nella micromobilità con la Topolino elettrica, che a settembre ha conquistato oltre il 33% del mercato dei quadricicli a batteria.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tesla Model 3 e Model Y: evoluzione continua, senza compromessi
(Adnkronos) - In un mercato sempre più competitivo, Tesla non solo conferma la propria leadership nel segmento delle auto elettriche, ma rilancia con decisione. A settembre, il marchio californiano è stato il più venduto in Italia tra i veicoli elettrici, e dall’inizio dell’anno, Model 3 è l’auto elettrica più scelta dagli italiani. Un successo che non nasce dal caso, ma da una filosofia precisa: migliorare costantemente, anche dopo la consegna. È in questa logica di evoluzione continua che Tesla annuncia oggi una nuova serie di aggiornamenti per i suoi due modelli simbolo: Model 3 e Model Y.
I nuovi upgrade, disponibili immediatamente attraverso il Design Studio online, portano con sé migliorie tecniche significative, senza impattare sul prezzo. L’obiettivo è chiaro: offrire più autonomia, più sicurezza, più comfort.
Tesla Model 3 si arricchisce di una nuova telecamera frontale, integrata nel paraurti, che offre una visuale ancora più ampia dell’ambiente circostante direttamente sul display centrale. Il sistema include lavaggio a liquido e riscaldamento antiappannamento, per garantire una visione sempre ottimale in ogni condizione. Anche i comandi fisici si evolvono, con una nuova leva degli indicatori di direzione, ridisegnata per offrire una risposta più precisa e una sensazione di maggiore qualità durante la guida. Ma l’aggiornamento più rilevante è nella batteria: grazie a nuove celle ad alta densità energetica, tutte le versioni guadagnano autonomia reale. Si va dai 520 km WLTP della Model 3 a trazione posteriore (con cerchi da 19") ai 750 km WLTP della Long Range a trazione posteriore. Anche la versione Performance sale a 571 km WLTP.
La stessa logica di evoluzione investe anche Model Y, che riceve un upgrade dei pacchi batteria con le nuove celle ad alta densità. Il risultato? Un’autonomia stimata di 629 km per la versione Long Range a trazione integrale, un balzo in avanti rispetto ai 586 km precedenti.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Polestar 3 MY26: elevata potenza di ricarica per il nuovo SUV elettrico
(Adnkronos) - Polestar rinnova il suo SUV di lusso elettrico con un aggiornamento profondo in vista del Model Year 2026. Il nuovo Polestar 3 adotta un’architettura a 800 Volt, che garantisce tempi di ricarica sensibilmente più rapidi, maggiore efficienza e prestazioni ancora più elevate. Un salto tecnologico che consolida la posizione del marchio svedese nel segmento premium delle vetture elettriche ad alte prestazioni. Il CEO Michael Lohscheller ha sottolineato come l’aggiornamento rappresenti quasi la nascita di un’auto nuova, grazie a un pacchetto di innovazioni che riguardano ricarica, propulsione e capacità di calcolo. L’obiettivo rimane quello di offrire sempre più valore ai clienti, anche attraverso aggiornamenti over-the-air. Il nuovo sistema elettrico a 800 Volt consente un picco di ricarica in DC fino a 350 kW: dal 10 all’80% in soli 22 minuti, oltre il 25% più veloce rispetto alla generazione precedente. A questo si aggiunge un miglioramento dell’efficienza fino al 6% nel ciclo WLTP e l’introduzione di batterie agli ioni di litio fornite da CATL, da 92 kWh per la versione Rear motor e da 106 kWh per le varianti Dual motor e Performance.
Sul fronte della propulsione debutta un nuovo motore posteriore sincrono a magneti permanenti sviluppato internamente, abbinato a un motore asincrono anteriore. La versione Performance raggiunge così i 500 kW, con uno scatto 0-100 km/h in 3,9 secondi. L’unità anteriore può disconnettersi quando non necessaria, aumentando autonomia ed efficienza. Sono stati inoltre rivisti sterzo e assetto, per una guida più precisa e dinamica. Importante anche l’upgrade del computer centrale: il processore NVIDIA DRIVE AGX Orin sostituisce Xavier, portando la capacità di calcolo da 30 a 254 TOPS. Questo incremento di oltre otto volte consente una gestione più rapida dei sistemi di sicurezza, dei dati dei sensori e delle prestazioni della batteria. L’aggiornamento hardware sarà disponibile anche come retrofit gratuito per chi già possiede Polestar 3, con installazioni previste dall’inizio del 2026.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
BMW Lipsia: primo stabilimento automobilistico al mondo con gasdotto per idrogeno
(Adnkronos) - Lo stabilimento BMW Group di Lipsia si prepara a scrivere un nuovo capitolo nell’industria automobilistica globale, diventando il primo impianto al mondo a ricevere idrogeno tramite gasdotto. Con la firma dei contratti con MITNETZ GAS e ONTRAS Gastransport, prende il via il progetto che prevede la costruzione di una condotta lunga circa due chilometri, destinata a collegare lo stabilimento alla futura rete centrale dell’idrogeno tedesca. Il nuovo collegamento, il cui avvio è previsto entro la metà del 2027, rappresenta una svolta strategica. Grazie a questa infrastruttura, lo stabilimento non dipenderà più dalle consegne via camion, riducendo costi logistici ed emissioni. “L’approvvigionamento tramite pipeline ci permetterà di utilizzare l’idrogeno in maniera innovativa, soprattutto nei processi ad alta intensità energetica come i forni di essiccazione della verniciatura”, ha dichiarato Petra Peterhansel, Direttrice dello stabilimento BMW di Lipsia.
L’iniziativa non è isolata: già nel 2022 la fabbrica aveva introdotto, per la prima volta al mondo, un bruciatore flessibile a combustibili in grado di funzionare sia a gas che a idrogeno. Oggi sono operativi undici impianti di questo tipo, dimostrando la volontà di integrare soluzioni sostenibili su larga scala. Lipsia è stata anche apripista nell’utilizzo dell’idrogeno in intralogistica: dal 2013 ha introdotto carrelli elevatori e trattori da traino alimentati a celle a combustibile. Oggi la flotta conta oltre 230 veicoli a idrogeno, riforniti quotidianamente in nove stazioni dedicate distribuite all’interno dello stabilimento. Si tratta della più grande flotta di questo genere in Europa.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










