Manageritalia: in Emilia Romagna occupazione oltre la media nazionale e ai massimi tra i 25-34enni
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I numeri dell’occupazione in milia Romagna sono tutti sopra la media nazionale ma i conti sulle retribuzioni non tornano, soprattutto quelli delle donne e occorre intervenire con politiche mirate. Questi i temi al centro della discussione nell’assemblea di Manageritalia Emilia-Romagna che si è svolta ieri pomeriggio presso gli spazi di Dama - Tecnopolo Manifattura Emilia-Romagna in via Stalingrado 84/3 a Bologna. L’assemblea ha proposto, nella sua parte pubblica, un interessante momento di confronto sui temi dell’innovazione tecnologia nelle pmi oltre a rappresentare la cornice migliore per la consegna degli attestati per le manager della regione che hanno concluso 'Women on board 2025', il percorso formativo nato per favorire l’inclusione e l’accesso delle donne nei Consigli di amministrazione di imprese pubbliche e private.
A portare i saluti e la vicinanza delle istituzioni gli interventi di Massimo Bugani, capo gabinetto del presidente dell’Assemblea Legislativa Emilia Romagna e di Sonia Bonanno, Direzione Generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro e Imprese Regione Emilia Romagna. Presente anche Gianluca Galletti, presidente Emil Banca e Ucid.
L’assemblea ha affrontato anche il tema della crescita partendo dai dati Istat che vedono l’occupazione totale in Emilia-Romagna al 70,3% (63,2% donne e 77,4% uomini) e Bologna è l’ottava provincia in classifica con il 71,9% (66% donne e 77,9% uomini) entrambe abbondantemente sopra la media nazionale pari al 62,2% (53,3% donne e 71,1% uomini). Spiccano i dati dei 25-34enni: a Bologna la media totale è del 77,3% (donne al 68% e uomini al 77,3%), mentre a livello regionale la media per i giovani è del 78,8% (donne 71,6% e uomini 85,5%). In questa fascia d’età la media nazionale è del 68,7% con il 60,8% delle donne e il 76,2% degli uomini. Guardando, invece, alle retribuzioni (quella lorda oraria per i dipendenti) se in Italia siamo a 14,78 euro di media, (15,40 uomini e 13,88 donne), in Emilia-Romagna la media totale è ancora più alta (14,98 euro di cui 13,88 euro per le donne e 15,83 euro per gli uomini). "Crescono i numeri dei manager, ma persiste la disparità retributiva tra uomini e donne. Per questo nel 2026 ci impegneremo sulla Parità Retributiva, supportando i manager nell’acquisizione di competenze per rendere le aziende più eque", afferma Cristina Mezzanotte, presidente di Manageritalia Emilia Romagna, che prosegue: “La regione si conferma attrattiva per il rientro dei talenti grazie a una legge dedicata, un ecosistema innovativo (università, centri di ricerca, imprese tech), politiche regionali e distretti industriali. Negli ultimi due anni sono rientrati 300 professionisti, ingegneri, esperti con esperienze internazionali in ambito Stem, molti dei quali collaborano oggi con il Tecnopolo di Bologna, sede della nostra ultima Assemblea".
In Emilia-Romagna i manager crescono del 3,5%, sopra la media nazionale. Bologna è la provincia con più dirigenti (+4%), seguita da Modena (+5,8%) e Rimini (+5,6%), che guida la crescita femminile (+14,7%). Positivi anche Parma, Reggio Emilia e Ravenna. Piacenza è stabile, mentre Ferrara e Forlì-Cesena registrano cali, indicando una possibile frenata negli investimenti in capitale umano.
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iOS 26.1 su iPhone, tutte le novità dell'aggiornamento
(Adnkronos) - L’ultimo aggiornamento di sistema di Apple non stravolge l’esperienza, ma la rifinisce in modo quasi chirurgico. iOS 26.1, disponibile da oggi per il download, introduce una serie di miglioramenti che spaziano dall’integrazione di Apple Intelligence in nuove lingue fino a piccole ma significative novità per app come Foto, Fitness e Musica. Il risultato è un sistema più coerente, fluido e attento ai dettagli — dentro e fuori dallo schermo. La prima novità evidente è l’espansione linguistica di Apple Intelligence, ora disponibile anche in danese, olandese, norvegese, portoghese (Portogallo), svedese, turco, vietnamita e cinese tradizionale. Parallelamente, l’app Traduci guadagna nuove lingue per la traduzione in tempo reale, tra cui italiano, giapponese e coreano. Un segnale chiaro dell’intenzione di Apple di rendere la sua intelligenza artificiale più accessibile a livello globale. La nuova versione dell’app Fitness consente ora di creare allenamenti personalizzati: l’utente può selezionare sport, distanza, durata e calorie attive, salvandoli per sessioni future. L’interfaccia, in linea con il nuovo design “Liquid Glass”, semplifica la gestione delle proprie attività e si integra perfettamente con le metriche dell’Apple Watch. Anche l’app Foto riceve un aggiornamento estetico e funzionale. Il nuovo menu contestuale introduce voci ridisegnate come “Copia” e “Duplica”, mentre un nuovo scrubber video permette di navigare tra i fotogrammi con maggiore precisione. Inoltre, quando si cattura uno screenshot, i pulsanti di navigazione non coprono più parte dell’immagine — un dettaglio minore, ma molto apprezzato da chi usa l’iPhone per lavoro o social media. Nelle Impostazioni di sicurezza appare una nuova sezione dedicata agli aggiornamenti in background, che si installano automaticamente tra una release e l’altra. È una mossa che punta a rafforzare la protezione dei dispositivi senza interrompere l’esperienza utente, un po’ come fa già macOS. Il tema “Liquid Glass” si espande ulteriormente, arrivando su tastiera numerica e impostazioni, con trasparenze e riflessi che ricordano una lastra di vetro viva e interattiva. È possibile anche scegliere la trasparenza preferita nel nuovo pannello dedicato. Nel frattempo, i pulsanti e le icone nei menu social vengono riallineati a sinistra, un piccolo ritocco estetico che migliora la leggibilità. Tra le altre modifiche: nuovo toggle per disattivare l'accesso alla fotocamera dalla schermata di blocco, impostazione “Slide to Stop” per fermare sveglie e timer con un semplice swipe, possibilità di cambiare brano in Apple Music con uno swipe laterale direttamente dal player, un’icona ridisegnata per l’app Apple TV, e un menu Local Capture in Impostazioni > Generali, utile per salvare audio e video direttamente in locale senza passare da iCloud.
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Educare i bambini a una corretta alimentazione, la nuova sfida delle famiglie italiane
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in collaborazione con: Alimentazione Bambini by Coop
In un’epoca in cui i ritmi quotidiani diventano sempre più frenetici, la corretta alimentazione dei bambini è una delle sfide più complesse — e al tempo stesso più decisive — per il futuro delle nuove generazioni. Secondo le ultime indagini del Ministero della Salute, oltre il 25% dei bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni è in sovrappeso o obeso, un dato che richiama la necessità di un’educazione alimentare più consapevole fin dalla prima infanzia. Il ruolo dei genitori: esempio, dialogo e consapevolezza La prima “scuola alimentare” di ogni bambino è la tavola di casa. Le abitudini dei genitori influenzano direttamente le scelte dei più piccoli: un bambino che vede mamma e papà consumare frutta, verdura e pasti equilibrati tenderà naturalmente a imitarli. Educare non significa imporre, ma trasmettere curiosità verso il cibo. Farli partecipare alla preparazione dei pasti, spiegare l’origine degli alimenti e coinvolgerli nella spesa può trasformare un gesto quotidiano in un momento educativo. Il rischio delle “diete digitali”: tra social e cattiva informazione La rete, pur offrendo contenuti utili, è anche un terreno fertile per fake news e mode alimentari dannose. Dai regimi “senza carboidrati” alle diete “miracolose” promosse da influencer, molti genitori rischiano di cadere in trappole nutrizionali potenzialmente pericolose per i figli. Per questo motivo, è fondamentale affidarsi a fonti scientificamente verificate e a professionisti del settore. Dove trovare informazioni affidabili Un punto di riferimento utile per chi desidera approfondire il tema dell’alimentazione infantile è AlimentazioneBambini.it, un progetto nato con l’obiettivo di diffondere una cultura nutrizionale basata su evidenze scientifiche e sulla collaborazione con professionisti del settore pediatrico. Il portale affronta con linguaggio chiaro e accessibile questioni spesso complesse, come lo svezzamento, la gestione dei pasti in famiglia o l’introduzione di nuovi alimenti, fornendo strumenti utili non solo ai genitori, ma anche a insegnanti ed educatori. Tra gli argomenti trattati trovano spazio la prevenzione dei disturbi alimentari, la lotta contro la sedentarietà e la valorizzazione del momento del pasto come occasione di dialogo e crescita condivisa. L’intento non è quello di proporre regole rigide, ma di offrire una guida concreta per costruire abitudini sane e sostenibili fin dai primi anni di vita, aiutando gli adulti a comprendere meglio i bisogni nutrizionali dei bambini e a trasformare la tavola in un luogo di educazione quotidiana. Un impegno che si inserisce in un contesto nazionale ancora critico: secondo i dati ISTAT, oltre un quarto dei bambini italiani presenta problemi di sovrappeso, e la scarsa consapevolezza alimentare continua a rappresentare una delle sfide più urgenti per la salute pubblica e l’educazione delle nuove generazioni. La scuola come alleata dell’educazione alimentare Sempre più istituti italiani stanno introducendo progetti di educazione alimentare che integrano teoria e pratica: laboratori di cucina, orti didattici, giornate senza merendine industriali. In questo contesto, la collaborazione con enti e portali specializzati consente di diffondere conoscenze aggiornate e strumenti concreti per genitori e insegnanti. Nutrire oggi per crescere domani Una corretta alimentazione non è soltanto una questione di salute fisica: influisce su concentrazione, apprendimento, equilibrio emotivo e sviluppo cognitivo. Abituare i bambini a riconoscere il valore del cibo significa prepararli a diventare adulti più consapevoli, rispettosi dell’ambiente e della propria salute. Oggi più che mai, educare i bambini a mangiare bene significa educarli a vivere meglio. In un mondo dove la velocità rischia di sopraffare la qualità, iniziative come AlimentazioneBambini.it rappresentano un faro di conoscenza e responsabilità. Perché ogni pasto, se vissuto con consapevolezza, può diventare una lezione di vita.
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Enogastronomia, Merano Wine Festival premia i dolci Loison con il WineHunterOro
(Adnkronos) - I dolci Loison trionfano al Merano Wine Festival. WineHunter Award Oro per il Panettone Novità 2025 PeachMary e la torta Tosa BlackHabana: dolci che raccontano creatività e maestria Loison. Anche i biscotti Canestrello BlackHabana e Canestrello Caramel ricevono l’Award Rosso, confermando l’eccellenza della maison oltre i lievitati tradizionali. Con più di 45 premi dal 1997 e una presenza costante al Merano WineFestival fin dalle prime edizioni, Loison conferma la propria vocazione alla qualità e all’innovazione. I dolci vincitori e le altre golosità Loison saranno presenti al Merano Wine Festival, alla Gourmet Arena, Tavolo 16/A, dal 7 all’8 novembre. La novità 2025 Panettone PeachMaryè un incontro insolito tra la dolcezza solare della pesca e l’audacia del rosmarino, erba aromatica che raramente si concede al dessert. Dopo oltre due anni di ricerca e prove, nasce un lievitato unico: impasto soffice arricchito con pesche semicandite e note di rosmarino, completato da una crema alla pesca che dona rotondità e freschezza. La torta Tosa BlackHabana rappresenta l’evoluzione della pasticceria firmata Loison: un incontro elegante tra cioccolato cru monorigine e rum, con tre strati che ne esaltano la complessità: frolla al cacao, ganache fondente e frangipane al cioccolato. Un dolce pensato per un’esperienza sensoriale raffinata e decisa. In parallelo, anche i biscotti Canestrello BlackHabana e Canestrello Caramel si sono aggiudicati il WineHunter Award Rosso, confermando come l’eccellenza Loison si estenda ben oltre i lievitati da forno tradizionali estendendo il piacere durante tutto l’anno. Il Canestrello BlackHabana reinterpreta il classico biscotto con cioccolato cru e un tocco aromatico di rum, offrendo un piacere autentico e contemporaneo. I risultati economici di Loison Pasticceri dal 1938 si distinguono per la loro eccezionalità rispetto a una tipica realtà artigianale e, al contempo, rivelano una solida vocazione internazionale, frutto di oltre 30 anni di presenza sui mercati esteri: oltre 70 Paesi raggiunti, grazie alla forza del gusto e della tradizione; il 98% della produzione è a marchio Loison, a conferma del valore intrinseco e riconoscibile del marchio gourmet; più di 600 clienti diretti nel mondo, segno di una filiera snella e di relazioni fondate su trasparenza, fiducia e fidelizzazione duratura; 13 milioni di euro di fatturato nel 2024, di cui il 65 % generato dall’export, un dato che ribadisce la proiezione cosmopolita e la naturale inclinazione all’innovazione della maison dolciaria. Numeri che raccontano un’eccellenza riconosciuta e costantemente rinnovata: una realtà artigianale capace di competere con una visione globale, mantenendo intatta la propria identità e il valore delle radici. Questo riconoscimento si inserisce in una lunga tradizione di eccellenza per Loison: dal 1997 la maison dolciaria ha accumulato oltre 45 premi nazionali e internazionali. Questi premi inoltre si collocano anche all’interno di un percorso di presenza continua e riconosciuta: fin dalle prime edizioni Loison è presente ininterrottamente al Merano Wine Festival, uno degli appuntamenti enogastronomici più prestigiosi d’Italia e d’Europa. Una presenza costante che testimonia non solo l’eccellenza dei prodotti, ma anche la capacità dell’azienda di innovare nel rispetto della tradizione, anno dopo anno, conquistando l’apprezzamento delle Commissioni ufficiali guidate da Helmuth Köcher.
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YAMAHA a EICMA 2025: tecnologia, emozioni e grandi novità
(Adnkronos) - Il palcoscenico più atteso del mondo moto è pronto ad accendersi. A EICMA 2025 Yamaha torna protagonista assoluta e, nel suo 70° anniversario invita tutti gli appassionati delle due ruote per un viaggio tra tecnologia, performance e passione senza confini. I visitatori tra anteprime, attività tematiche e incontri con i campioni del motociclismo internazionale presenta dallele nuove TRACER 7 Y-AMT e WR e TT-R, fino al ritorno della WR 125 R. Yamaha svela una gamma rinnovata e proiettata al futuro. In arrivo anche due icone per il 2026: la TÉNÉRÉ 700 World Raid e la XSR 900 GP, tributo a Kenny Roberts con una livrea speciale.
Andrea Colombi, Country Manager Yamaha Motor Europe N.V.dichiara: “EICMA è la festa di tutti, appassionati e non, e quest’anno ha un sapore unico: tante novità, esperienze, test e racconti da vivere insieme. un’occasione per celebrare la nostra storia e guardare al futuro, sempre con la stessa passione."
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Infortuni, dalla tracciabilità a cultura della prevenzione: sul nuovo decreto la parola a esperti e aziende
(Adnkronos) - Un passo avanti nella tutela della sicurezza dei lavoratori, ma anche un banco di prova per le imprese e per la filiera degli appalti. Il decreto Sicurezza sul lavoro 2025, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 28 ottobre, rappresenta una svolta nel modo in cui il Paese affronta il tema della prevenzione e della responsabilità nei luoghi di lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la cultura della sicurezza, intervenendo su tre fronti principali: inasprimento delle sanzioni, maggiore tracciabilità dei lavoratori e ampliamento degli obblighi di valutazione e prevenzione, anche sul piano psicosociale. Il provvedimento interviene in un contesto ancora segnato da un numero troppo elevato di infortuni gravi e mortali. Da qui, la scelta del governo di puntare su strumenti digitali di controllo, patente a crediti e badge di identificazione, in un sistema che mira non solo a punire, ma soprattutto a prevenire e responsabilizzare. Le modifiche al D.Lgs. 81/08 - il Testo Unico sulla sicurezza - introducono infatti nuovi obblighi per imprese, committenti e subappaltatori, ma anche incentivi per chi dimostra un impegno concreto in materia di sicurezza e formazione. Come spiega Valentina Pepe, avvocato, partner dello studio legale Pepe & Associati, “il nuovo decreto introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, nell’ottica di un rafforzamento della cultura della sicurezza, di un incremento della prevenzione e della riduzione degli infortuni in ogni ambito lavorativo". "Il decreto Sicurezza - specifica - introduce, tra l’altro, una serie di modifiche al meccanismo della ‘patente a crediti’ nei cantieri, intervenendo sull’art. 27 del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza) che disciplina la materia, come già modificato dal decreto-legge del 2 marzo 2024, n. 192. A decorrere dal 1° ottobre 2024, come noto, sono tenuti al possesso della patente le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili. La patente è dotata di un punteggio iniziale di trenta crediti e consente di operare nei cantieri temporanei o mobili con una dotazione pari o superiore a quindici crediti”. Tra le novità principali del decreto Sicurezza, l’inasprimento delle sanzioni per chi opera nei cantieri senza la 'patente a crediti', con l’importo massimo che passa da 6.000 a 12.000 euro, ferma restando la previsione relativa all’esclusione per un periodo di sei mesi dalla partecipazione ai lavori pubblici di cui al codice dei contratti pubblici. Il decreto, spiega ancora Pepe, “oltre ai ‘provvedimenti definitivi’ già contemplati della norma, prevede ora che, per le violazioni relative al lavoro irregolare, la decurtazione dei crediti si applichi automaticamente al momento della notifica del verbale di accertamento da parte degli organi di vigilanza, anche avvalendosi delle informazioni contenute nel Portale nazionale del sommerso (Pns), migliorando così l’efficacia e la tempestività dei controlli”. In caso di infortuni gravi, mortali o con esiti invalidanti permanenti, inoltre, il decreto prevede che le Procure trasmettano tempestivamente all’Inl tutte le informazioni necessarie per adottare il provvedimento, basandosi sugli elementi oggettivi e soggettivi contenuti nei verbali dei pubblici ufficiali intervenuti sul luogo e nelle immediatezze del sinistro, al fine di supportare l’azione degli ispettori. “L’inasprimento delle misure di controllo e sanzionatorie in tema di ‘patente a crediti’ introdotte dal decreto Sicurezza 2025 - osserva Pepe - dimostrano la crescente attenzione delle istituzioni non solo in materia di sicurezza, ma anche rispetto ai fenomeni di lavoro irregolare e all’istituto del subappalto che, negli ultimi anni, è stato ampiamente strumentalizzato nell’ottica della riduzione dei costi del lavoro e dell’eluzione delle normative di tutela”. Sul piano organizzativo, il decreto richiede alle imprese una revisione profonda dei propri sistemi di controllo. Secondo Andrea Puccio, avvocato, founding partner dello studio legale Puccio Penalisti Associati, “il potenziamento dei controlli ispettivi, specie per i soggetti che operano in regime di subappalto, imporrà certamente alle imprese una più rigorosa attenzione all’organizzazione della sicurezza e alla tracciabilità delle responsabilità lungo la filiera”. Un obbligo che, però, può diventare anche un’opportunità. “D’altra parte - precisa - si tratta di una misura coerente con l'obiettivo dichiarato del decreto, che mira a rafforzare ulteriormente la prevenzione, così da ridurre la frequenza degli infortuni sul lavoro. L’auspicio è, dunque, quello di rendere la conformità un elemento strutturale della gestione aziendale; in questo senso, il decreto prevede anche meccanismi di incentivazione economica, che legano la performance in materia di sicurezza ai costi contributivi delle imprese, tramite la revisione delle aliquote Inail”. Dal punto di vista delle aziende, il nuovo impianto normativo segna un cambiamento profondo nel modo di gestire la sicurezza operativa. Come afferma Marius Neagu, fondatore di Macos Srl, “il nuovo decreto Sicurezza lavoro 2025 rappresenta un cambio di passo significativo in materia di controllo e tracciabilità dei lavoratori nei cantieri, introducendo l’obbligo del badge digitale di riconoscimento per tutti, inclusi i lavoratori di ditte subappaltatrici”. Un obbligo che, se disatteso, non grava più solo sul singolo subappaltatore: “Nel caso in cui un subappaltatore non rispetti l’obbligo del badge digitale - prosegue Neagu - la responsabilità ricade anche sull’impresa appaltatrice, che è tenuta a garantire la regolarità dei flussi di accesso e la corretta identificazione di tutto il personale operante in cantiere. In assenza di tali verifiche, l’appaltatore può essere ritenuto corresponsabile e incorrere in sanzioni amministrative, sospensione delle attività e, nei casi più gravi, interdizione temporanea dai lavori. È dunque fondamentale che le imprese strutturino un sistema di controllo interno rigoroso, con protocolli di verifica preventiva e monitoraggio costante dei soggetti coinvolti nella filiera”. Per Macos, già da tempo certificata Iso 9001 (qualità), Iso 45001 (sicurezza sul lavoro), con attestazione Soa Og1 classe 8 - illimitata, Rating di Legalità Agcm e che ha adottato un Modello organizzativo 231, “il badge digitale non è soltanto un adempimento tecnico, ma uno strumento che rafforza la cultura della sicurezza e della trasparenza". "Ci auguriamo che la sua introduzione favorisca una maggiore tracciabilità delle presenze e un più efficace coordinamento tra imprese, subappaltatori e istituzioni di controllo, promuovendo un modello di cantiere realmente sicuro e sostenibile”, avverte Marius Neagu. Ma il decreto Sicurezza non guarda solo ai cantieri. Come sottolinea Giulietta Bergamaschi, avvocato e managing partner dello studio legale Lexellent, “le molestie e le violenze sono un rischio da prevenire a tutti gli effetti nel contesto della sicurezza sul lavoro, lo erano a seguito della ratifica della Convenzione Ilo n. 190 e lo sono adesso a maggior ragione grazie alle precisazioni contenute nel recente decreto che coordina il testo del D. Lgs. 81/08 con le disposizioni normative". "In sintesi, la legge - spiega - riconosce che la dignità della persona è un fattore di rischio che deve essere tutelato con la stessa serietà con cui si prevengono gli infortuni fisici. L'obbligo di includere specificamente queste fattispecie di rischio nel Documento di valutazione dei rischi (Dvr) rende ancor più evidente che si tratta di un preciso obbligo normativo e legale per il datore di lavoro. Le aziende non potranno più limitarsi a intervenire dopo un evento, ma dovranno adottare un approccio proattivo di identificazione, misurazione e implementazione di misure preventive specifiche (ad esempio, codici di condotta, canali di segnalazione riservati, formazione mirata)". "L'aggiornamento delle procedure per la gestione dello stress lavoro-correlato per includere anche le molestie è particolarmente significativo. Questa integrazione cementa il concetto che il benessere psicologico è parte integrante della salute e sicurezza sul lavoro, come stabilito dal Testo Unico. Queste novità spingono le organizzazioni a una maturità culturale che va oltre il mero adempimento. La prevenzione efficace richiede un vero cambiamento culturale, promozione di un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso e la formazione di tutte le figure aziendali, inclusi preposti, dirigenti e lavoratori”, conclude.
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Ricerca e innovazione: il CNR misura progressi e sostenibilità post-PNRR
(Adnkronos) - È stata presentata presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) la quinta edizione della "
Relazione sulla ricerca e l'innovazione in Italia
". Il documento, frutto della collaborazione fra tre Istituti del CNR (Irpps, Ircres, Issirfa) e l'Area Studi Mediobanca, fornisce un quadro esaustivo dello stato della scienza e della tecnologia nel Paese, fungendo da strumento essenziale per orientare le politiche pubbliche in un momento cruciale segnato dall'attuazione del PNRR e da profonde trasformazioni demografiche e geopolitiche.
L'evento ha visto la partecipazione del Presidente Andrea Lenzi e dei Direttori degli Istituti coinvolti, tra cui Mario Paolucci (Cnr-Irpps), Elena Ragazzi (Cnr-Ircres) e Fabrizio Tuzi (Cnr-Issirfa), con l'obiettivo dichiarato di restringere la distanza tra la comunità scientifica, il mondo dell'impresa e la politica. Il primo capitolo della Relazione ha focalizzato l'attenzione sull'attuazione della Missione 4 del PNRR ("dalla ricerca all'impresa"), deputata al rafforzamento del trasferimento tecnologico. A maggio 2025 è stato rendicontato il 44% degli 8,5 miliardi concessi, impiegati prevalentemente per il personale (60%).
Questo investimento ha generato un impatto occupazionale significativo, con oltre 12.000 nuovi ricercatori assunti, di cui il 47% sono donne. Nonostante i progressi, il documento solleva due criticità strutturali:
Sostenibilità post-PNRR: permane una forte incertezza sulla continuità occupazionale e sul consolidamento dei risultati raggiunti, data l'assenza di misure strutturali dedicate.
Debolezza industriale: evidenziata una debole domanda di competenze elevate da parte dell'industria nazionale, sottolineando la necessità di una maggiore integrazione tra ricerca pubblica e politiche industriali. L'analisi del sistema universitario italiano, in parte curata dall'Area Studi Mediobanca, rivela un certo distacco dalle caratteristiche strutturali dei partner europei. Si registra una spesa pubblica inferiore alla media UE, un corpo docente anziano e una scarsa attrattività internazionale, fattori aggravati dal calo demografico e dalla mobilità dei talenti verso l'estero. Sul fronte dell'innovazione tecnologica, l'Italia mantiene una posizione intermedia globale. L'analisi sui brevetti registrati presso l'Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO) colloca il Paese in una solida presenza nei settori manifatturieri tradizionali (meccanica, trasporti), ma evidenzia un ritardo nelle tecnologie emergenti come digitale, biotech e Intelligenza Artificiale (IA). A ciò si aggiunge una marcata fuga delle grandi imprese e una crescente dipendenza da brevetti controllati da soggetti esteri, che segnalano la necessità di rafforzare urgentemente la sovranità tecnologica nazionale. La Relazione affronta anche l'efficacia dei meccanismi di valutazione accademica (VQR e ASN). Se da un lato la valutazione ha accresciuto la produttività scientifica, dall'altro ha innescato una crescente standardizzazione dei comportamenti accademici, a scapito della reale qualità della ricerca. Il documento conclude sottolineando "la necessità di ripensare i sistemi di valutazione, orientandoli verso modelli più formativi e sensibili alle specificità disciplinari".
In tema di parità di genere, i bandi PRIN 2022 e PRIN-PNRR 2022 hanno rappresentato un punto di svolta, portando la quota di donne in qualità di Principal Investigator al 41,3%. Nonostante il progresso, persistono disparità nei settori STEM, e la Relazione sollecita l'adozione di strumenti vincolanti in linea con le pratiche europee. L'analisi sui programmi del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) evidenzia, infine, che sebbene l'Italia si distingua per il numero complessivo di progetti, registra una bassa incidenza nei grant senior e una forte concentrazione geografica. In parallelo alla presentazione del documento, si è tenuta una tavola rotonda con la partecipazione di Liborio Stuppia (CRUI), Giovanni Cannata (Universitas Mercatorum), Carlo Doglioni (Accademia dei Lincei) e Valentina Meliciani (Luiss Research Center), per avviare il dialogo tra accademia e politica. La Relazione è disponibile in forma integrale sul sito del Dipartimento di scienze umane e sociali e del patrimonio culturale del Cnr al link https://www.dsu.cnr.it/relazione-sulla-ricerca-e-linnovazione-in-italia/
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Bonifiche, via ai "Site Visit": la nuova strategia per risanare la Terra dei Fuochi
(Adnkronos) - È partita con due appuntamenti il 30 e 31 ottobre l'iniziativa “Rehabilitation Site Visit”, voluta dal Commissario Gen. D. CC Giuseppe Vadalà in intesa con i sindaci delle province di Napoli e Caserta. L'obiettivo primario dell'iniziativa è duplice: rendicontare gli sforzi compiuti sui siti di abbandono rifiuti e comunicare alla cittadinanza i risultati tangibili di una nuova e più coesa campagna di salvaguardia ambientale.
Il Commissario Vadalà, affiancato da una task force istituzionale di alto livello, tra cui il Comandante Gen. D. EI Andrea Di Stasio, il Gen. B. CC Ciro Lungo (Carabinieri Forestali) e il VicePrefetto Ciro Silvestro (UTG Napoli), ha chiarito la missione: "Dare evidenzia degli esiti delle operazioni effettuate, rendicontare gli sforzi fatti da tutti i soggetti pubblico-privati intervenuti nella gestione delle opere di rimozione e soprattutto comunicare ai cittadini i risultati di una nuova e più coesa campagna di salvaguardia ambientale al fine di restituire la terra risanata, questi gli obiettivi primari dell’evento di oggi. Ci siamo, lo possiamo fare, lo stiamo realizzando insieme”. La visita ha toccato i siti di sversamento illegale di Giugliano in Campania (località I Gelsi) e Villa Literno (sotto un cavalcavia sulla via Domiziana), aree emblematiche della gravissima emergenza ambientale che ha determinato l'accumulo di oltre 33.000 tonnellate di rifiuti sversati, in larga parte speciali e industriali. Le operazioni, avviate lo scorso 15 settembre, hanno già prodotto risultati significativi per costi e volume. Sono state avviate azioni di rimozione su diverse a.e per un costo di € 264.273,94, riguardanti oltre 280 tonnellate di rifiuti urbani e speciali.
Giugliano (I Gelsi): in due settimane sono state rimosse complessivamente 33 tonnellate di materiali, di cui 28t urbani e oltre 5t speciali.
Villa Literno (Via Domiziana): rimosse oltre 65 tonnellate di rifiuti misti in quello che è il primo dei tre siti consecutivi lungo la careggiata a essere completato e avviato alla bonifica. L'attività del Commissario si articola su tre livelli concatenati (ricognizione, coordinamento, esecuzione) e si definisce per priorità. Già nel mese di ottobre 2025 sono stati avviati o programmati 15 interventi in comuni chiave (tra cui Acerra, Casal di Principe, Terzigno, Pomigliano D’Arco e Casoria). L'aspetto più incisivo e tecnologicamente innovativo risiede nel cambio di paradigma strategico e nell'adozione di un robusto raccordo info-operativo tra i diversi attori pubblici e privati. L’attività di bonifica viene preceduta da una meticolosa ricognizione delle Forze dell’Ordine e della task force del Commissario, che consente di caratterizzare precisamente il rifiuto prima dell'intervento, garantendo massima efficacia e legalità.
Il Gen. C.A. Fabrizio Parrulli, Comandante delle Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, ha sottolineato questa sinergia: “Il lavoro che stiamo svolgendo, anche al fianco del Commissario straordinario, rappresenta un esempio concreto di sinergia tra strutture nazionali, Forze dell’Ordine ed enti territoriali, finalizzato a restituire dignità e sicurezza ambientale ai nostri territori... Oggi assistiamo a un positivo cambio di paradigma; sta crescendo la consapevolezza collettiva che l’abbandono dei rifiuti non è più un gesto tollerabile”. Inoltre, il VicePrefetto Ciro Silvestro ha evidenziato come le rimozioni facciano parte di una "nuova strategia combinata di intervento in Terra dei fuochi, volta non solo alla rigenerazione del territorio ma a far crescere 'anticorpi' contro i fenomeni di abbandono e rogo di rifiuti". A conferma dell'impegno istituzionale, è prevista per la prima settimana di novembre 2025 la pubblicazione di una gara ad evidenza pubblica per la rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti abbandonati, per un importo complessivo di €25 milioni suddivisi in tre macrolotti. L'obiettivo finale, come ribadito dal Commissario Vadalà, è "consegnare alle future generazioni una terra finalmente risanata e sicura".
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Tumori, novembre mese prevenzione cancro prostata, da sintomi a cure focus del Gemelli
(Adnkronos) - Il mese di novembre è tradizionalmente dedicato alla sensibilizzazione e all'awareness sul tumore della prostata, la neoplasia più frequente tra gli uomini. La Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs di Roma ha fatto il punto della situazione rispetto alle novità in ambito chirurgico con Bernardo Rocco, professore ordinario di Urologia dell'università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di Urologia del Gemelli. Quali sono i campanelli d'allarme che dovrebbero portare un uomo dall'urologo? "I sintomi del tumore della prostata possono essere aspecifici e confusi con quelli dell'ipertrofia prostatica benigna; ma in ogni caso è buona regola sottoporsi a visite di controllo periodiche, a partire dai 50 anni, soprattutto se in famiglia ci sono stati altri casi di questo tumore - risponde Rocco - I sintomi ai quali prestare attenzione sono: necessità di urinare di frequente (soprattutto la notte), difficoltà a trattenere la pipì o al contrario ad iniziare la minzione, presentare un flusso di urina ridotto o che si interrompe, presenza di sangue nelle urine (o nel seme), dolore durante la minzione (o l'eiaculazione) o dolore a livello della parte bassa della schiena, delle anche o delle cosce". Come prevenire il tumore della prostata? "A livello di igiene di vita, le misure sono le stesse consigliate per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari e di altri tumori: consumare una dieta equilibrata e ricca di frutta e verdure (in particolare pomodori, broccoli e cavolfiori), povera di grassi animali, carni rosse e cibi processati; consumare alimenti ricchi di vitamina D, esporsi al sole una decina di minuti al giorno - suggerisce Rocco - e se necessario correggere i deficit con l'assunzione di supplementi; fare esercizio fisico costante (almeno mezz'ora, per la maggior parte dei giorni della settimana), mantenere il peso forma (il sovrappeso e l'obesità possono aumentare il rischio di questo tumore), non fumare (o smettere), consumare alcol con molta moderazione. Purtroppo, non è possibile intervenire su fattori di rischio impattanti quali l'età, l'appartenenza ad alcuni gruppi etnici (gli afro-americani sono più a rischio), la genetica". Quali sono le novità in ambito diagnostico per questa neoplasia e in cosa consiste lo screening? "Molto importante è sottoporsi con regolarità al dosaggio ematico del Psa - spiega il direttore della Uoc di Urologia di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma - e alla visita urologica a partire dai 50 anni (ma anche prima, a partire dai 40-45 anni, se in famiglia ci sono stati casi di tumore della prostata). Se il livello del Psa è elevato (da 4 a 10 ng/dl è considerato bordeline, mentre sopra i 10 ng/ml la possibilità di avere un tumore della prostata secondo l'American Cancer Society è di oltre il 50%) e l'esplorazione rettale della prostata risulta sospetta, il medico prescriverà ulteriori esami (ripetere un secondo Psa, effettuare una risonanza magnetica della prostata, sottoporsi ad una biopsia prostatica)". Le novità sul fronte della diagnosi radiologica "vengono da un recente studio ('Prime' diagnostic clinical trial) pubblicato su 'Jama', che ha evidenziato la non inferiorità della Rmn biparametrica rispetto a quella multiparametrica (che consta di 3 sequenze e prevede la somministrazione di mezzo di contrasto) nell'individuare un cancro della prostata. Questo consente di risparmiare sui tempi di esecuzione dell'esame (che si ridurrebbero da 30-40 minuti a 15-20) e permette di evitare la somministrazione del mezzo di contrasto (il gadolinio per la Rmn), che richiede la presenza di un medico. Di certo la diagnosi precoce è un salvavita e ha riscritto la storia di questa neoplasia; oggi oltre il 90% dei pazienti è vivo a 5 anni dalla diagnosi", sottolinea l'urologo. Quali novità ci sono state sul fronte del trattamento chirurgico? "La grande rivoluzione degli ultimi 20 anni è stata la chirurgia robotica - ricorda lo specialista - Studi osservazionali e prospettici (non randomizzati) evidenziano che questa ha un impatto significativo nel ridurre la mortalità correlata al tumore, rispetto alla chirurgia tradizionale. Ma non solo. Enorme - osserva - è anche l'impatto sulla qualità di vita del paziente, grazie ad una maggior precisione e ad una minore invasività: dolore post-operatorio ridotto, tempi di recupero più rapidi per quanto riguarda la continenza urinaria e la funzione sessuale, degenza ospedaliera più breve. Il tutto con un'efficacia oncologica paragonabile a quella della chirurgia tradizionale. Altre novità riguardano ambiti di malattia più avanzata e le terapie sistemiche (le più recenti riguardano il trattamento con radioligandi) di cui si occupano gli oncologi e radioterapisti". Quali piattaforme robotiche si utilizzano al Gemelli? "Siamo uno dei centri che in questo momento ha disposizione ben tre piattaforme robotiche (da Vinci, Hugo Medtronic e Toumai) di ultima generazione; ma altre sono di prossimo arrivo. Questo ci consente di personalizzare al massimo il trattamento e ci permette di essere in prima linea sulla ricerca e lo sviluppo dell'avanzamento tecnologico, nonché di essere partner clinici dei principali gruppi mondiali per quanto riguarda la tecnologia e i device", evidenzia Rocco. Lo specialista è arrivato al Gemelli da circa 1 anno. E "in quest'anno - rimarca - abbiamo più che raddoppiato il numero di procedure relative alla diagnosi e alla cura del tumore prostatico (+116% di prostatectomie radicali per tumore)". Quali altri novità ci sono state in questi mesi nella presa in carico delle persone con tumore della prostata al Gemelli? "Insieme agli altri professionisti che si occupano del trattamento di questo tumore (oncologi, radioterapisti) - conclude Rocco - qui al Gemelli abbiamo formalizzato e certificato un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (Pdta) per la diagnosi e il trattamento del tumore prostatico".
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Manovra, Fnopi: "Positive le misure e l'attenzione per gli infermieri"
(Adnkronos) - "Esprimiamo apprezzamento per le previsioni contenute nella legge di Bilancio 2026, che dimostrano attenzione sui problemi della sanità in Italia e un segnale concreto verso le professioni infermieristiche. Le misure previste rappresentano infatti un importante riconoscimento dell'essenzialità e del valore del ruolo degli infermieri all'interno del Servizio sanitario nazionale, collocandosi nel solco della continuità rispetto a quanto già previsto dalla scorsa Manovra". Lo ha dichiarato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), durante l'audizione delle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato sul disegno di legge di Bilancio per l'anno finanziario 2026. "In un contesto contrassegnato dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescente domanda di assistenza territoriale - ha detto Mangiacavalli - il rafforzamento del ruolo degli infermieri rappresenta una scelta lungimirante e necessaria per il Paese". La Fnopi - riporta una nota - accoglie dunque positivamente la previsione di aumenti retributivi attraverso l'ulteriore incremento dell'indennità di specificità infermieristica - da 285 a 480 milioni di euro annui da mettere a terra nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale - che favorisce la fidelizzazione del personale e migliora la motivazione e il benessere organizzativo, elementi essenziali per garantire qualità e sicurezza delle cure. L'indennità per gli infermieri non deve essere considerata come un beneficio accessorio, ma come uno strumento di politica sanitaria, capace di incidere concretamente sull'efficienza, sull'equità e sulla resilienza del sistema. La Federazione auspica poi che "l'indennità di esclusività, già prevista per la dirigenza medica e sanitaria, venga estesa anche ai dirigenti delle professioni sanitarie". Ancora, gli infermieri guardano "con molto interesse" alla tassazione agevolata con imposta sostitutiva al 15% sui compensi erogati per prestazioni aggiuntive svolte dal personale sanitario, con l'obiettivo di rendere più vantaggiosi questi compensi per garantire la continuità dell'assistenza e la risposta a situazioni critiche, pur nella consapevolezza che è solo con nuove assunzioni sarà possibile migliorare le attuali condizioni di lavoro e assicurare servizi più efficaci alla cittadinanza. Per questo, per la Fnopi "ben vengano le autorizzazioni a nuove immissioni in servizio, per garantire una risposta adeguata alla crescente domanda di cure e assistenza della popolazione". "Essenziale però garantire che le risorse siano distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, evitando disparità tra regioni e assicurando pari opportunità di accesso ai servizi e di crescita professionale", ha sottolineato Mangiacavalli, apprezzando anche le "disposizioni volte a valorizzare la peculiare attività svolta nei servizi pubblici di pronto soccorso: una misura che contribuirà a contrastare la crescente difficoltà nel reperire personale disposto a lavorare in ambienti ad alta intensità assistenziale, spesso caratterizzati da carichi di lavoro e stress elevati, turni notturni e festivi, e una forte pressione emotiva". "Il quadro delineato dalla Manovra - per Fnopi - testimonia l'attenzione delle istituzioni al complesso percorso in atto volto al riconoscimento delle competenze, della dedizione e della responsabilità degli infermieri nel sistema della sanità, confermandone il contributo essenziale alla tutela della salute pubblica. Pur nelle difficoltà economiche contingenti, questi interventi rappresentano un nuovo passo significativo per rendere la professione infermieristica più attrattiva, sostenibile e capace di rispondere efficacemente ai bisogni di pazienti e cittadini". Mangiacavalli auspica che "queste misure siano accompagnate da un piano strutturale di investimento nella formazione, nella ricerca infermieristica e nello sviluppo di nuovi modelli organizzativi, in grado di promuovere l'autonomia professionale e l'integrazione multidisciplinare". La Fnopi ha quindi rinnovato la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per garantire che le previsioni della legge di Bilancio si traducano in azioni concrete a beneficio del sistema sanitario nel suo complesso, posto che, senza una strategia di valorizzazione delle professioni infermieristiche, rischierebbe di indebolirsi irrimediabilmente, perdendo uno dei suoi pilastri fondanti.
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