Rolls-Royce Spectre Inspired by Primavera: l’eleganza della rinascita

(Adnkronos) - Con Spectre Inspired by Primavera, Rolls-Royce firma una collezione che trasforma la stagione più delicata e vitale dell’anno in un’esperienza di lusso senza tempo. La maison britannica interpreta la primavera come un momento di rinascita, di luce e di bellezza, traducendola in dettagli esclusivi che fondono artigianato e innovazione. 
Martina Starke, Head of Bespoke Design, descrive l’iniziativa come un omaggio a un istante effimero reso eterno: la fugacità della natura che si cristallizza nell’eleganza di una Rolls-Royce. La collezione si articola in tre interpretazioni: Evanescent, Reverie e Blossom. Ognuna cattura un aspetto diverso della stagione, trasformandolo in linguaggio estetico.  L’elemento simbolico centrale è il ciliegio in fiore, presente sulla Coachline dipinta a mano, sui poggiatesta ricamati e persino sugli inserti in legno Blackwood della plancia e della console. Qui, grazie a un’inedita lavorazione laser con oltre trenta differenti densità, i rami fioriti emergono in un effetto tridimensionale sorprendente. Le Starlight Doors e la fascia illuminata riproducono le costellazioni del “Triangolo di Primavera”, con migliaia di fibre ottiche che donano all’abitacolo un’atmosfera poetica e quasi onirica. Questa versione si ispira alla vitalità dei prati in fiore. La livrea Crystal over Arctic White è arricchita da dettagli in Turchese, abbinati a interni in pelle Grace White con contrasti Chartreuse. “Reverie” evoca spiritualità e armonia. Esterni in Duck Egg Blue, dettagli in Forge Yellow e un abitacolo che unisce pelle Grace White e Charles Blue creano un ambiente ovattato e contemplativo. La variante più vibrante, con carrozzeria Velvet Orchid Metallic, interni in pelle Grace White e inserti Peony Pink. Accenti gialli Forge illuminano l’ambiente con energia solare. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Skoda Vision O: interni sostenibili e innovativi

(Adnkronos) - Skoda presenta un’anteprima esclusiva degli interni della concept car Vision O, che inaugura un approccio completamente rinnovato al design, fondato sull’equilibrio tra semplicità, comfort e responsabilità ambientale. Il progetto rappresenta l’evoluzione del linguaggio Modern Solid, una filosofia che unisce funzionalità e linee essenziali con l’impiego di materiali innovativi. Secondo Oliver Stefani, responsabile del design Skoda, Vision O dimostra la volontà del marchio di integrare estetica, ergonomia e sostenibilità in un insieme armonico, proiettando il marchio verso una nuova era.  L’abitacolo del concept è caratterizzato da uno stile essenziale, fatto di forme pulite e linee sobrie che creano un ambiente rilassante. Lo spazio interno è stato concepito per migliorare la fruibilità e l’esperienza di bordo, grazie a comandi intuitivi e a una disposizione studiata per rendere più immediata ogni interazione. Particolare attenzione è stata dedicata ai dettagli: gli appoggiatesta in 3D, dal design aperto, esaltano il comfort e trasmettono leggerezza all’ambiente. Coerenza e continuità visiva sono garantite dall’uso di materiali uniformi e da una scelta cromatica che amplifica la percezione di luminosità. La sostenibilità è un punto chiave: Vision O utilizza componenti riciclati e materiali rinnovabili ispirati ai principi dell’economia circolare, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e trasformare i sottoprodotti di scarto in risorse. Il nuovo concept sarà svelato ufficialmente l’8 settembre 2025 a Monaco di Baviera, durante l’anteprima mondiale che definirà le prossime linee guida del marchio nel segmento delle station wagon. L’evento sarà trasmesso anche sui canali ufficiali YouTube di Skoda, offrendo al pubblico la possibilità di assistere in diretta a un passo fondamentale per il futuro del brand. Con Vision O, Skoda rafforza la propria identità, coniugando innovazione, attenzione al cliente e impegno per una mobilità più sostenibile. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nuova Peugeot 308 2025: look futuristico e interni digitalizzati

(Adnkronos) - La nuova generazione di Peugeot 308 e 308 SW 2025 segna un passo avanti importante per il marchio del Leone. Progettate in Francia e prodotte nello stabilimento di Mulhouse, le due versioni del modello uniscono eleganza, innovazione tecnologica e motori pensati per ogni esigenza, portando il piacere di guida a un livello superiore. Disponibili in cinque allestimenti, Style, Allure, Business, GT e GT Exclusive, le nuove 308 offrono quattro soluzioni di propulsione: elettrica, ibrida plug-in, ibrida leggera e diesel. Una scelta che riflette la volontà di Peugeot di rispondere a tutte le necessità di mobilità, dalla città ai lunghi viaggi.  Il design esterno introduce per la prima volta il logo Peugeot illuminato, affiancato dalla caratteristica firma luminosa a tre artigli LED. La 308 berlina punta su linee sportive e proporzioni compatte, mentre la 308 SW esalta eleganza e funzionalità grazie a un posteriore filante e a un bagagliaio ampio e versatile. All’interno, il Peugeot i-Cockpit evolve con grafica 3D, volante compatto e touchscreen centrale da 10 pollici. Cinque i-Toggles configurabili e l’illuminazione ambientale a otto colori rendono l’esperienza di bordo personalizzabile. I materiali premium, come Alcantara e alluminio, rafforzano l’identità raffinata dell’abitacolo.  La protagonista è la nuova E-308, equipaggiata con motore da 156 CV e batteria da 58,4 kWh, capace di garantire fino a 450 km di autonomia WLTP. Il sistema di ricarica rapida consente di passare dal 20% all’80% in soli 32 minuti con colonnine da 100 kW. Accanto all’elettrico troviamo l’ibrido plug-in da 195 CV, in grado di percorrere 85 km a zero emissioni, e l’ibrido da 145 CV, ideale per un primo approccio all’elettrificazione. Chi percorre molti chilometri può affidarsi al collaudato diesel BlueHDi da 130 CV, sinonimo di efficienza e affidabilità. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Bridgestone firma gli pneumatici esclusivi per la Lamborghini Fenomeno

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Lamborghini celebra i vent’anni dalla nascita del suo centro stile di Sant’Agata Bolognese con una creazione unica: la Fenomeno, supercar prodotta in appena 29 esemplari. Questa vettura da 1080 CV rappresenta il modello più veloce mai realizzato dal marchio, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,4 secondi e da 0 a 200 km/h in 6,7 secondi. Per esprimere al meglio le potenzialità del nuovo V12, Lamborghini ha scelto Bridgestone
come partner esclusivo per la fornitura degli pneumatici. Forte della sua esperienza maturata nel motorsport e della rinomata gamma Potenza, l’azienda ha sviluppato soluzioni su misura in grado di garantire massima aderenza, controllo e stabilità, sia in pista che su strada.  Bridgestone ha progettato per la Fenomeno pneumatici Potenza Sport ultra-high performance, nelle misure 265/30 ZRF21 all’anteriore e 355/25 ZRF22 al posteriore. Questi pneumatici, disponibili anche con tecnologia Run Flat (RFT), permettono di proseguire la guida in sicurezza fino a 80 km anche in caso di foratura. Per chi desidera sfruttare appieno il carattere estremo della Fenomeno, sono previsti anche pneumatici semi-slick ad alta aderenza, sviluppati su misura per la pista ma completamente omologati per l’uso stradale. La collaborazione tra i due marchi non è nuova: in cinque anni di partnership, Bridgestone ha equipaggiato l’intera gamma delle supercar Lamborghini, dalla Huracán STO alla Revuelto, fino alla nuova Fenomeno.
 Grazie all’uso della tecnologia Virtual Tyre Development (VTD), Bridgestone ha inoltre ottimizzato tempi e processi di sviluppo riducendo prototipi fisici, emissioni e consumo di materie prime, a conferma del proprio impegno per una mobilità più sostenibile. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Volkswagen T-Roc 2025: più spazio, tecnologia e motori ibridi

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Volkswagen rinnova uno dei suoi modelli più apprezzati, presentando la nuova T-Roc 2025. Dal lancio del 2017, il SUV compatto ha superato i due milioni di unità vendute, e oggi si propone in una veste completamente aggiornata, pensata per alzare ulteriormente l’asticella nel segmento. La seconda generazione guadagna 12,2 centimetri in lunghezza e un passo più ampio, con evidenti benefici per l’abitabilità interna e la capacità del bagagliaio, che ora raggiunge 465 litri. Il design riprende i tratti tipici della famiglia Volkswagen, con un frontale che si ispira alla Tayron e un posteriore più dinamico, in stile coupé. L’illuminazione gioca un ruolo centrale: i nuovi fari LED Matrix IQ.LIGHT e il logo VW illuminato donano alla T-Roc una firma luminosa distintiva, visibile sia di giorno che di notte.  L’abitacolo è stato progettato per trasmettere una qualità percepita superiore, con plancia rivestita in tessuto, inserti retroilluminati e materiali morbidi al tatto. La tecnologia è protagonista: il Digital Cockpit Pro da 10 pollici e il display infotainment fino a 12,9 pollici offrono una gestione intuitiva e personalizzabile.  Per la prima volta debutta un Head-Up Display direttamente sul parabrezza, mentre il rotore multifunzione permette di regolare modalità di guida, volume e scenari luminosi interni.  La nuova T-Roc debutta in Europa con due motori mild hybrid a 48V: 1.5 eTSI da 116 e 150 CV, abbinati a cambio DSG a 7 rapporti. Seguiranno versioni full hybrid e un 2.0 TSI con trazione integrale 4MOTION.
 La piattaforma MQB evo consente di adottare sistemi di assistenza avanzati come il Travel Assist, capace di gestire cambi di corsia in autostrada e adattarsi ai limiti di velocità. Il Park Assist Pro, invece, memorizza le manovre e permette di parcheggiare anche da remoto tramite smartphone. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Opel Grandland Electric AWD: potenza, autonomia e versatilità senza compromessi

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Opel Grandland Electric AWD segna un punto di svolta per il marchio tedesco, unendo la tradizione del comfort Opel a una tecnologia di propulsione elettrica all’avanguardia.  La prima versione a batteria con trazione integrale della gamma Opel Grandland Electric si distingue per la capacità di coniugare prestazioni elevate, sicurezza e grande praticità di utilizzo quotidiano. Con 239 kW (325 CV) di potenza complessiva e una coppia fino a 509 Nm, il SUV accelera da 0 a 100 km/h in appena 6,1 secondi, offrendo una guida dinamica e immediata in ogni contesto. La batteria agli ioni di litio da 73 kWh garantisce un’autonomia fino a 501 km secondo il ciclo WLTP, rendendo il Grandland Electric AWD una scelta ideale non solo per gli spostamenti urbani, ma anche per viaggi di lunga percorrenza. La ricarica rapida permette di passare dal 20% all’80% in circa mezz’ora presso le colonnine pubbliche ad alta potenza, riducendo al minimo i tempi di sosta.  L’abitacolo del nuovo Opel Grandland Electric AWD è progettato per offrire il massimo benessere ai passeggeri. I sedili ergonomici Intelli-Seat certificati AGR, disponibili per guidatore e passeggero, assicurano un comfort superiore anche nei viaggi più lunghi.  L’infotainment con display fino a 16 pollici, la connettività avanzata e la Pixel Box trasparente per la ricarica wireless dello smartphone rendono l’esperienza a bordo moderna e intuitiva. Il bagagliaio parte da una capacità minima di 485 litri, sufficiente per i viaggi in famiglia o il trasporto di attrezzature sportive, e raggiunge i 1.580 litri abbattendo i sedili posteriori frazionati 40:20:40.  La flessibilità dello spazio è uno dei punti di forza di questo SUV, pensato per chi vuole unire vita quotidiana e tempo libero senza rinunce. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Professioni, De Luca (Consulenti lavoro): "Asse.co? no a polemiche, bene reazione nostra categoria"

(Adnkronos) - "Premetto che non amo polemiche tra Ordini professionali, e specialmente se hanno ad oggetto tentativi di entrata in ambiti di altri Ordini. Io credo che tra ordini professionali debba esistere un clima di unità, solidarietà e condivisione dei percorsi. Poi è chiaro che ci sono situazioni che possono anche essere discusse ma non amo le polemiche. Detto questo io prendo atto della reazione della nostra categoria, una reazione di orgoglio, con la consapevolezza che quando le proprie attività sono oggetto di desiderio di terzi vuol dire che abbiamo fatto bene, con un percorso in questi 20 anni ricco di soddisfazioni, e solo l'inizio di quello che faremo in futuro". Così Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, intervistato sulla web tv di categoria risponde sulle polemiche innescate dalla decisione dell'Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) che ha confermato, che il protocollo Asse.Co. (Asseverazione di conformità contributiva e retributiva) rimane di esclusiva competenza dei consulenti del lavoro, respingendo la richiesta del consiglio nazionale dei dottori commercialisti di estenderla anche a loro.  E la polemica ha riguardo anche altre competenze dei consulenti del lavoro. "Mi viene da sorridere -ha continuato De Luca- perchè quando il legislatore, dalla legge Biagi in poi, ha individuato in maniera esclusiva i consulenti del lavoro per assegnargli delle funzioni lo ha fatto sulla base di due considerazioni. Una è certamente il tema della competenza, della specializzazione, sin da quando i nostri giovani iniziano il loro percorso di studi e poi di tirocinio c'è una conoscenza verticale dei temi".  "L'altra considerazione -ha spiegato ancora De Luca- arriva dal ministero del Lavoro: Sacconi, Damiano, Giovannini, Poletti, tutti i ministri che hanno firmato i provvedimenti che hanno assegnato ai consulenti del lavoro la potestà di intervenire in materia di conciliazione dei rapporti di lavoro. di arbitrato, di conciliazione dei contratti, di politiche attive, hanno considerato che quando si devolve in sussidiarietà un potere dello Stato a un ordine professionale questo può avvenire solo se c'è la vigilanza. Quindi, il ministero del Lavoro ha un potere, lo devolve, vigila su quel potere, assegnato a un ente o categoria professionale con caratteristiche ben precise, e quindi anche in questo caso ci troviamo davanti a delle polemiche non certamente legate a una valenza pubblica ma privata insomma", ha concluso De Luca.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, Conto annuale: infermieri crescono meno nel pubblico attratti da privato

(Adnkronos) - Aumenta, complessivamente il personale sanitario impiegato nel settore pubblico, ma la situazione cambia andando ad analizzare nel dettaglio le varie professioni. Nel caso di quelle infermieristiche, infatti, le cifre si muovono in controtendenza rispetto a quelle generali. Lo rivelano i dati diffusi nei giorni scorsi dalla Ragioneria Generale dello Stato, relativi all’anno 2023, del Conto annuale sugli occupati negli Enti appartenenti al Servizio sanitario nazionale. Nel 2023 si nota una diminuzione, rispetto ai numeri registrati nel 2022, di 12.869 unità di personale infermieristico nel settore pubblico. Si tratta soprattutto di donne (circa 10mila). Numeri in calo che non fanno il paio però con le iscrizioni all'Albo. Nel 2023, infatti, gli iscritti all’Albo restano invariati rispetto al 2022 mentre, nel 2024-25, cresceranno di 6mila unità, come testimoniano i dati raccolti e consultabili nella sezione DataCorner del sito della Fnopi, Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche. In assoluto, il numero di infermieri cresce, ma cala la presenza nel settore pubblico. Questa tendenza, secondo la Federazione, può essere determinata da una serie di fattori. "Anzitutto, nell’anno 2023 oggetto del Conto annuale - informa una nota - la spinta all'assunzione che aveva caratterizzato gli anni della pandemia (nel corso dei quali era stato necessario aumentare il personale nei vari enti del Ssn) si è progressivamente esaurita". Va poi considerato "l’avvicinamento al picco della gobba pensionistica, in base al quale c’è da immaginare che la maggior parte delle uscite segnalate nel Conto facciano riferimento proprio a pensionamenti di infermieri". Altri due elementi utili a interpretare il calo, infine, sono "i trasferimenti all’estero e la progressiva crescita, certificata anche dai dati dell'ente di previdenza Enpapi, del numero di infermieri che sceglie di praticare la libera professione". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lo psichiatra: "Tra voyeurismo ed esibizionismo, ecco cosa muove i nuovi siti sessisti"

(Adnkronos) - La vicenda dei forum sessisti (dal gruppo 'Mia moglie' alla piattaforma 'Phica') e delle foto di donne usate senza il loro consenso "mi ricorda il film di Tinto Brass 'La chiave'. E' l'Italia che guarda dal buco della serratura", un fenomeno che "riguarda quello che è il mix di voyeurismo ed esibizionismo" evidente nei commenti di chi condivide quelle immagini rubate. "Il film è ambientato nel 1940. I tempi sono cambiati, le modalità sono profondamente cambiate nel decennio, ma guardare dal buco della serratura continua a rimanere una modalità, un aspetto negativo di un voyeurismo sociale. E' una dimensione che nella sua versione più 'innocente' è il pettegolezzo cattivo", e che oggi si amplifica "nella piazza virtuale dei social". Siamo di fronte alla "sessualità di nuovo veicolata più dal guardare che dal fare. E ancora una volta si assiste a una violazione nei confronti delle donne. Ancora una volta c'è questo orrendo mito della donna da ammirare come un oggetto". E' la riflessione dello psichiatra Claudio Mencacci.
 Commentando all'Adnkronos Salute il caso dei siti da centinaia di utenti, in cui sono finite foto di attrici, giornaliste, leader politiche, influencer, ma anche donne le cui immagini sono state diffuse dagli stessi partner - immagini corredate da commenti pesanti a sfondo sessuale e dai toni violenti - l'esperto evidenzia come "siamo di fronte nuovamente alla grande fascinazione dello sguardo indiscreto, della trasgressione nascosta. Sono le dinamiche del voyeurismo: guardare di nascosto ciò che ufficialmente si condanna. La grande ipocrisia". E il tutto è condito dalla "discriminazione di genere, da questo aspetto di mancanza di rispetto, di una percezione che trasforma le donne in un oggetto, in un possesso".  I commenti sessisti, le parole irripetibili utilizzate, spiega il co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) e direttore emerito di Psichiatria dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, "fanno parte di un contesto in cui le persone si sentono autorizzate a mostrare la parte più gretta, ma soprattutto c'è la disistima. Quello che è venuto fuori, e che giustamente indigna, è proprio il tema della disistima, il sentire che sotto sotto non c'è stata l'emancipazione. C'è una parte" di Paese "che è rimasta indietro e che è ancora lì, pronta a colpire la dignità delle donne senza tenere conto del danno che viene fatto all'autostima delle persone coinvolte".  Il caso, che sta facendo discutere e ha sollevato un'ondata di denunce, ha costretto la società a scontrarsi con una dura realtà, continua lo psichiatra: "Ci siamo ritrovati ad essere un Paese che si pensava emancipato e che invece non lo era affatto", almeno in alcune sue parti, incalza Mencacci. "Qui siamo di fronte all'aspetto del voyeurismo portato proprio in piazza. E c'è anche una quota di esibizionismo che si mette sempre di mezzo: mostrare la moglie bella come si mostra una bella macchina. Come a dire: io ho la Ferrari, con un'impostazione che ha anche una sfumatura classista".  "Scopriamo insomma dei comportamenti che pensavamo in qualche modo superati, ma che sono ancora saldamente presenti. E questo - conclude - offende in prima persona le donne, ma non solo. Dobbiamo sentirci indignati e offesi tutti. Perché è un aspetto proprio miserevole".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Balneari, Ballarin (Anab): "Gestione assistenti bagnanti allo Stato, più occupazione e sicurezza"

(Adnkronos) - Quando il mare chiama, lo Stato deve rispondere. Con questo motto l'Anab, l'associazione nazionale degli assistenti bagnanti lancia la proposta di una gestione pubblica della categoria.  "La salvaguardia delle vite umane in contesti balneari -spiega ad Adnkronos/Labitalia Guido Ballarin, presidente nazionale Anab- rappresenta un diritto fondamentale ed è parte integrante del concetto moderno di bene pubblico. Oggi, la sicurezza in spiaggia è affidata quasi integralmente agli stabilimenti balneari privati, con conseguenze operative, economiche e sociali significative. Proporre una gestione dello Stato per gli assistenti bagnanti significa non solo tutelare meglio i cittadini, ma generare anche entrate statali dirette e indirette, rafforzando professionalità e coesione territoriale", sottolinea.  Professionalità che, sottolinea Ballarin, in Italia al momento spesso e volentieri mancano, "nella misura di un 20% della forza lavoro necessaria per la stagione estiva.Questo deficit si traduce in difficoltà operative per gli stabilimenti, in particolare nei periodi di punta". "E gli stipendi, quando sono accettabili, si aggirano tra 1.300 e 1.800 euro mensili, ma con contratti poco rappresentativi e scarsa tutela. Noi segnaliamo da tempo che 'salari bassi e stagione troppo corta' rendono la professione poco attrattiva, aggravando la carenza di personale", aggiunge. Secondo Ballarin "la durata della stagione varia significativamente: dal maggio a settembre al Nord, e periodi ancora più corti al Sud. Questo rende incerto il lavoro e svilisce la professione".  E l'assenza di assistenti bagnanti va di pari passo con spiagge meno sicure. "Sebbene le ordinanze impongano la presenza di un bagnino ogni 80–150 metri, nelle spiagge libere il servizio è spesso assente, soprattutto per motivi economici. Nel 2024 sono stati registrati 221 decessi per annegamento, con oltre il 50% dei casi verificatisi nelle spiagge. Questo evidenzia il ruolo cruciale degli assistenti bagnanti nel prevenire tragedie e l’urgenza di un servizio sistematico e continuativo", continua ancora. E qui arriva la proposta dell'Anab: "si propone la creazione di un corpo statale di assistenti bagnanti, analogamente ai vigili del fuoco o alla forestale, con contratti nazionali stabilizzati, formazione coerente e organico centrale. Il passaggio sotto gestione statale dovrebbe migliorare le condizioni economiche e normative, garantendo formazione continua, stabilità contrattuale e riconoscimento professionale. E il servizio non sarebbe gratuito: i concessionari balneari pagherebbero un canone proporzionato a metratura, presenze, redditività allo Stato, generando un fondo nazionale stabile per sostenere il servizio", aggiunge ancora.  Per Anab i benefici derivanti da questa scelta non sarebbero pochi. "Uno Stato unico coordinatore assicurerebbe la presenza del servizio anche sulle spiagge meno profittevoli o libere, garantendo migliori standard di sicurezza. E stipendi garantiti, formazione certificata e qualità contrattuale renderebbero il lavoro più sostenibile e attraente per i giovani", aggiunge.  Inoltre, per Ballarin, "l'insieme dei canoni, armonizzati a livello nazionale, costituirebbe una fonte di entrata stabile, in controtendenza rispetto alla situazione attuale di canoni relativamente contenuti rispetto ai ricavi. Con un servizio centralizzato e regolato, le responsabilità legali sarebbero chiaramente definite, diminuendo l’esposizione dei concessionari e dello Stato stesso. Una gestione statale, sinergica con le campagne come 'Spiagge Sicure', promuoverebbe una cultura della balneazione consapevole e sicura". In conclusione per Ballarin: "La proposta di un servizio di assistenza balneare gestito dallo Stato non è solo un passo verso maggiore sicurezza, ma una vera e propria strategia di equo sviluppo socioeconomico. Equiparare la figura dell'assistente bagnanti a quella dei corpi civili nazionali significa restituire dignità a una professione troppo spesso marginale".  "Parallelamente, lo Stato può trasformare un bisogno sociale in un modello di investimento pubblico-professionale, con ritorni in sicurezza, occupazione e turismo", conclude.  ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)