Cresce la truffa “Task Scam”, un pericolo per chi cerca lavoro online

(Adnkronos) - La “Task scam” è oggi una delle minacce cybercriminali più pericolose a livello finanziario e psicologico. A lanciare l'allarme è Trend Micro che nella sua ultima ricerca, “Unmasking Task Scams to Prevent Financial Fallout From Fraud”, analizza una truffa in rapida crescita a livello globale. Questa frode colpisce in modo sofisticato chi è alla ricerca di un impiego online, trasformando una promessa di lavoro in una serie di attività digitali ripetitive che portano la vittima a perdere ingenti somme di denaro. La ricerca di Trend Micro svela che dietro la "Task scam" si nasconde una vasta infrastruttura criminale globale. I cybercriminali impersonano aziende reali, come società di recruitment e agenzie di digital marketing, e sfruttano canali di comunicazione apparentemente affidabili come SMS, WhatsApp, Telegram e siti web contraffatti per dare un'idea di legittimità. Utilizzano tecniche di gamification, con livelli VIP e incentivi a raggiungere determinati risultati, per spingere le vittime a investire sempre più denaro.  I pagamenti, spesso centinaia di migliaia di euro, vengono trasferiti in wallet di criptovaluta, rendendo estremamente difficile rintracciare i flussi di denaro e facilitando il riciclaggio. L'indagine di Trend ha analizzato diversi casi, in uno dei quali un singolo wallet ha accumulato oltre 187.000 euro in meno di due mesi, mentre un altro era collegato a transazioni per oltre 1,2 milioni di euro. "La task scam è oggi una delle minacce cybercriminali più pericolose a livello finanziario e psicologico. L’infrastruttura che abilita questa tipologia di frode, dal registrar del dominio ai servizi di SMS blasting, richiede un’attenzione immediata", ha dichiarato Salvatore Marcis, Country Manager di Trend Micro Italia. Oltre al danno economico, le vittime di queste truffe riportano un elevato danno emotivo, descrivendo spesso comportamenti simili alla dipendenza dal gioco d'azzardo. Sebbene i legami non siano sempre confermabili, in alcuni casi le truffe sono collegate a operazioni criminali più ampie che includono il lavoro forzato e la tratta di esseri umani. 
Per prevenire i rischi, Trend Micro suggerisce alle aziende di rendere trasparenti le pratiche di assunzione e di formare i candidati a distinguere le comunicazioni legittime da quelle false. Per i singoli utenti, Trend Micro ha sviluppato ScamCheck with Scam Radar, una soluzione che aiuta a riconoscere tempestivamente un tentativo di truffa.  Disponibile su Apple App Store e Google Play, Scam Radar è la prima soluzione del suo genere a proteggere in tempo reale, identificando le tattiche dei cybercriminali e avvisando gli utenti prima che subiscano danni. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aids, educazione sessuale e affettiva entra in classe con 'Back to school' di Anlaids

(Adnkronos) - Con il ritorno tra i banchi di scuola e alle porte della Giornata mondiale per la salute sessuale, Anlaids, che quest’anno compie 40 anni, rilancia il suo impegno negli istituti scolastici italiani con il progetto "Anlaids incontra studenti e studentesse", che da oltre trent’anni accompagna alunni, docenti e famiglie in un percorso di crescita consapevole, con l’obiettivo di condurre i giovani a compiere scelte autonome, informate e responsabili in materia di sessualità, intesa come esperienza affettiva e relazionale, non solo biologica e riproduttiva. Ogni anno, il progetto coinvolge circa 150 istituti scolastici, di primo e secondo grado, in 10 regioni diverse, raggiungendo circa 1200 classi e oltre 20.000 studenti e studentesse e impegnando sul campo circa 50 operatori e operatrici. Secondo l’ultimo notiziario del Sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità, nel 2023 il numero totale di segnalazioni di infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) è aumentato del 16,1% rispetto al 2021. Integrando l’esperienza ultratrentennale di Anlaids con il modello EduForIst, progetto di ricerca realizzato con il contributo tecnico e finanziario del ministero della Salute di cui l’associazione è partner, e grazie all’adozione dall’anno scolastico 2024-2025 del modello Cse – Comprehensive sexuality education (educazione sessuale estensiva o olistica), oggi l'iniziativa - riporta una nota - propone un percorso educativo inclusivo degli aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali della sessualità, in linea con le più recenti raccomandazioni internazionali, un approccio moderno e scientificamente fondato, che si conferma vincente nel fornire ai giovani informazioni accurate e adeguate all’età sulla sessualità e, in generale, nel promuovere la salute e il benessere affettivo e sessuale delle nuove generazioni. Non limitandosi alla sola trasmissione di informazioni, il modello Cse si pone, infatti, come obiettivo quello di dare ai giovani tutti gli strumenti (cognitivi, emotivi, medici, sociali, ecc.) per diventare attori della propria esperienza di vita sessuale.  dichiara: "Affrontando temi come la qualità delle relazioni, il rispetto e il consenso - afferma Rosario Galipò, responsabile del progetto "Anlaids incontra studenti e studentesse" - il modello dell’educazione sessuale estensiva contribuisce non solo alla prevenzione dell’Hiv e delle altre infezioni sessualmente trasmissibili, sensibilmente aumentate nel 2023 tra i più giovani, ma anche alla riduzione del rischio di comportamenti irrispettosi o aggressivi. Vogliamo trasferire agli studenti e alle studentesse una visione positiva della sessualità, che valorizzi le diversità individuali e che, al contempo, promuova la prevenzione dei rischi intesa come senso di responsabilità verso il proprio e altrui benessere affettivo e sessuale". Nel solo primo semestre dell’anno scolastico 2024/2025, il progetto ha coinvolto oltre 6.000 studenti in 77 scuole di 10 regioni italiane. I risultati dei questionari somministrati agli studenti e alle studentesse post-intervento dimostrano l’efficacia dell’approccio Cse: gli studenti che hanno partecipato agli incontri condotti da operatori formati sul modello olistico hanno, infatti, ottenuto punteggi significativamente più alti (10,8 contro 9,5 su 14 punti), avvalorando una maggiore acquisizione di conoscenze su Hiv, Aids e Ist. Inoltre, gli stessi alunni hanno espresso un apprezzamento più elevato per l’attività degli operatori, a conferma della validità del metodo adottato. I dati sono stati presentati dall’Associazione al XVII congresso nazionale Icar – Italian conference on Aids and antiviral research; l’abstract ha ricevuto il riconoscimento come miglior lavoro nella sezione 'scienze sociali' del convegno. "Ad oggi l’Italia è tra i pochi Paesi europei che ancora non hanno reso l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole - sottolinea Luca Butini, presidente di Anlaids - Confidiamo che il recente disegno di legge, approvato il 30 aprile dal Consiglio dei ministri, venga colto come un’opportunità per rafforzare il patto educativo tra scuola e famiglia. L’obiettivo ultimo resta quello di rendere l’educazione all’affettività e alla sessualità una materia curricolare anche nel nostro Paese. Anlaids crede fermamente che la scuola sia il luogo privilegiato per educare i giovani alla salute sessuale". Nel corso degli incontri – gratuiti, inseriti all’interno di un più ampio programma educativo e in alleanza con docenti e genitori – Anlaids promuove conoscenze scientificamente accurate, con focus su Hiv, Aids e Ist, trasferisce agli studenti e alle studentesse gli strumenti utili a esprimere, riconoscere e gestire emozioni e sentimenti e incentiva la conoscenza e l’accesso alle strutture socio-sanitarie del territorio. Gli incontri, svolti all’interno delle singole classi e adattabili a scuole secondarie di primo e di secondo grado, vedono impegnati in prima linea operatori formati e professionisti. Alcune attività prevedono la formazione di studenti e studentesse 'leader' per la diffusione tra pari (peer education). L’approccio, partecipativo e non giudicante - conclude la nota - comporta l’utilizzo di strumenti multimediali, giochi di ruolo, circle-time e storytelling. Questionari somministrati pre e post intervento permettono di valutare l’efficacia, fotografare l’andamento delle conoscenze e dei bisogni informativi. Al termine del progetto, viene restituito alle scuole un report dettagliato. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scuola, 7 strategie per rientro sereno, i consigli della pedagogista

(Adnkronos) - Settembre è sinonimo di rientro dalle vacanze e di ripartenza per il lavoro e la scuola. Soprattutto per le famiglie degli studenti possono essere inevitabilmente cambiamenti emotivi e organizzativi nelle abitudini quotidiane, in aggiunta alle novità introdotte dal ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara che prevedono, a partire dall’anno scolastico 2025/2026, di estendere anche alle scuole superiori il divieto di utilizzare il cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico, e il voto in condotta decisivo per non essere bocciati. Alcuni figli vivono l’entusiasmo della ripresa, altri, invece, provano preoccupazione, stress, sbalzi d’umore e ansia. Non diverso può essere per i genitori, che sentono il carico emotivo e organizzativo, tra orari da incastrare, attività extrascolastiche da programmare, spese da affrontare ed emozioni da gestire. "Settembre rimette in moto sveglie, zaini e stati d’animo. Non è solo il suono della campanella a far rumore: tornano aspettative, paure, entusiasmo e stanchezza - afferma Federica Ciccanti, pedagogista, pedagogista clinico, mediatrice familiare e autrice di 'Regole facili. Genitori felici (e figli anche)' edito da Vallardi - Riuscire ad affrontare il nuovo inizio con consapevolezza può sicuramente aiutare a trasformare un ritorno a scuola potenzialmente stressante in una ripartenza positiva". "Il rientro non richiede perfezione, bensì presenza, parole gentili e incoraggianti, pause che rispettano i tempi, ascolto che non giudica e piccoli gesti quotidiani ripetuti, perché quando l’adulto gestisce la routine con calma e chiarezza, i figli si sentono meglio e si riorganizzano - continua Ciccanti - In casa torna un clima più leggero, salutare per l’intera famiglia: casa, non dimentichiamolo, è un luogo di incontro, cura e crescita, non un campo di battaglia. Se oggi è stato difficile, domani si ricomincia, perché la famiglia, in fondo, è una squadra che si allena giorno dopo giorno".  Ma come riuscirci? Ecco 7 strategie suggerite dalla pedagogista che, unendo parole, intenzioni e azioni efficaci, aiutano in modo concreto. 1) Condividere un patto che fa squadra. "Fare un accordo significa creare uno spazio delimitato condiviso in cui inserire bisogni, responsabilità e tempistiche di genitori e figli. Il patto - avverte Ciccanti - non è un elenco imposto di divieti da rispettare, è una cornice condivisa che rassicura, che si costruisce insieme, guardandosi negli occhi e dicendo con chiarezza e semplicità cosa conta per tutti i membri della famiglia. Restare fedeli al patto dà stabilità nei giorni facili e in quelli più complicati: non serve alzare la voce, basta tornare con calma a ciò che è stato scelto insieme. E niente esclude che si possa riconsiderare nel tempo cosa funziona e cosa è meglio aggiustare per un maggior benessere familiare". 2) Usare parole che accolgono. "Quando l’ansia si manifesta per un’interrogazione, un nuovo compito o una situazione che non si sa gestire, la prima risposta è l’ascolto. Parole che accolgono fanno spazio e permettono all’emozione di distendersi e prendere forma. In quella piccola apertura, creata senza giudizio e aggressività, il figlio ritrova fiato e può rimettersi in cammino. Non vanno promesse strade senza ostacoli - spiega la pedagogista clinica - ma vanno offerti supporto e fiducia, che sono quelli che fanno ritrovare davvero la calma. Evitiamo di dire: 'Ma dai, non è niente'. Preferiamo, invece: 'Ti vedo preoccupato, è normale sentirsi così', 'Proviamo aragionarci insieme e poi mi dici se ti senti più tranquillo?'. Dare un nome all’emozione aiuta a renderla gestibile, negarla rischia di accrescerla. Se scatta il rifiuto, usiamo un 'ponte': 'Capisco che ora è troppo. Proviamo a parlare 10 minuti e poi scegli tu se proseguire o fermarti'. Con figli adolescenti, niente sarcasmo, sì a fiducia esplicita ('So che te la cavi, sono qui se serve')". 3) Procedere un passo alla volta. "Come per camminare servono tempo e azioni ripetute nel tempo, anche il rientro a scuola richiede passi brevi e regolari. Procedere a tappe dona padronanza: un passo oggi, un altro domani, senza fretta di finire tutto e subito. La continuità vale più della performance. Quando il carico sembra troppo, è meglio fermarsi e ristabilire il percorso: è sempre preferibile meno quantità e più qualità. Il lavoro diventa così allenamento e non prova di valore. Rafforziamo la capacità e l’impegno dei figli, incoraggiando: 'Hai tenuto duro anche quando non ti andava, questo è crescere'. Se un giorno per qualsiasi motivo dovesse saltare quanto stabilito, il giorno dopo si riparte da dove si era arrivati, senza problemi", suggerisce la pedagogista clinica. 4) Dare 'autonomia guidata'. "Crescere significa poter scegliere dentro confini chiari, al cui interno ci sono piccoli margini di scelta (il momento, l’ordine, il luogo) che potenziano responsabilità e fiducia. Meglio dire: 'Preferisci iniziare da storia o matematica?', 'Scegli di studiare alla scrivania in camera o sul tavolo della sala?'. Il genitore accompagna da vicino, osserva, incoraggia, lascia spazio all’iniziativa, non si sostituisce al figlio. Fa domande che aprono ('Cosa ti è chiaro, cosa no?'), offre un suggerimento alla volta. A fine giornata - aggiunge l'esperta - è bene fare un mini-bilancio: 'Cosa ti è riuscito bene? Domani di cosa hai bisogno, così ci organizziamo?'. Focalizziamo l’attenzione sullo sforzo, la cura e i tentativi: sono questi i mattoni dell’autostima che reggono, anche quando il voto non brilla. Celebriamo i piccoli progressi con parole descrittive, non con etichette: 'Bene! Hai organizzato lo zaino da solo!' vale più di 'Sei bravo'". 5) Mantenere rituali che rassicurano. "Ogni famiglia ha gesti, azioni e parole che tengono insieme, che servono a esprimere emozioni, a dare un senso di stabilità e sicurezza: un saluto speciale alla mattina, cinque minuti di divano al rientro, la preparazione tranquilla di quello che serve il giorno dopo... I rituali - precisa Ciccanti - non complicano la giornata, anzi, la rendono più 'leggibile': segnano l’inizio e la fine, danno un ritmo che calma. Nelle settimane di settembre sono ancore preziosi, perché parlano di continuità e di casa, più di mille spiegazioni". 6) Creare una comunicazione sana e serena. "Parlare, ascoltare e non giudicare sono tre passi fondamentali per educare. Alle porte del nuovo anno scolastico, con l’introduzione delle norme da parte del ministro Valditara, è bene aiutare i figli a capire le nuove regole da rispettare, spiegandole e invitandoli a esprimere dubbi e preoccupazioni, anche su un uso sano della tecnologia. Coinvolgerli favorisce un senso di responsabilità condivisa - continua - Se ci si prepara in anticipo, si è più pronti ad affrontare le novità e le reazioni sono meno destabilizzanti. Se i figli hanno uno smartphone proprio, stabilire insieme nuove abitudini pratiche: suggeriamo, per esempio, di lasciarlo spento nello zaino o in una tasca senza usarlo, e concordiamo come gestire eventuali situazioni urgenti ('Se hai una necessità impellente, avverti la presidenza e verremo informati immediatamente. Stai tranquillo, noi ci siamo sempre')". 7) Rispettare le regole per migliorare la condivisione. "Viviamo a contatto con gli altri, dentro e fuori casa, e per una buona convivenza ci sono comportamenti da adottare. Anche in classe, con le nuove disposizioni ministeriali, è bene far capire ai figli che arrivare puntuali è segno di responsabilità, che si può partecipare alla vita scolastica con rispetto, ascoltando quando gli insegnanti o i compagni parlano e intervenendo senza interrompere, che bisogna usare un linguaggio educato, mantenere gli impegni presi, aiutare i compagni come e dove si può, chiedere scusa se si sbaglia e mostrare impegno nei piccoli gesti. Concentriamoci su regole chiare ed evitiamo minacce e ricatti, facciamo esercizio di empatia, per una relazione gratificante per tutti", conclude.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumori, studi Ieo: allattare al seno dopo malattia è sicuro per bebè e mamma

(Adnkronos) - L’allattamento dopo un tumore al seno è possibile ed è sicuro per la mamma e per il bebè: lo dimostrano, per la prima volta, i dati di due studi recentemente pubblicati su due fra le più prestigiose riviste scientifiche internazionali, Journal of clinical oncology (Jco) e Journal of the national cancer institute (Jnci), che vedono rispettivamente come primo autore e come coautore Fedro Peccatori, direttore dell’Unità Fertilità e Procreazione dell‘Istituto europeo di oncologia (Ieo). Il lavoro apparso su 'Jnci' - riporta una nota - è un’analisi retrospettiva dei dati di 4.372 pazienti operate di tumore al seno, portatrici di una variante patogenetica Brca 1 o 2, provenienti da 78 centri del mondo. I risultati confermano che l’allattamento dopo tumore al seno non aumenta il rischio di sviluppare recidive locali o controlaterali, evidenziando la possibilità di raggiungere un equilibrio fra i bisogni della madre e quelli del neonato, senza compromettere la sicurezza oncologica. Alle stesse conclusioni giunge il lavoro di 'Jco', che è invece una nuova ricerca, svolta nell’ambito dello studio 'Positive', la pietra miliare per la maternità nelle pazienti dopo un tumore al seno. Positive ha dimostrato che le donne operate per carcinoma mammario ormono-responsivo possono interrompere la terapia endocrina adiuvante per diventare mamme senza aumentare il rischio di recidiva. L’allattamento è parte del progetto maternità, eppure sino ad ora le informazioni sulla possibilità di allattare dopo un cancro mammario erano confuse e lacunose. Il timore era che, poiché l’allattamento espone la mamma a un aumento di prolattina e ossitocina, potesse aumentare anche il rischio di recidiva di un tumore legato proprio a questi ormoni. D’altro canto era noto dai dati della popolazione generale che l’allattamento ha un effetto protettivo nei confronti del cancro mammario. Per questo i ricercatori hanno pensato di studiare la popolazione di 'Positive' dal punto di vista dei comportamenti e dei modelli di allattamento, per dare risposte anche su questo aspetto importante dell’essere mamma. "Il nostro studio - afferma Peccatori - lancia alle donne un messaggio chiaro: chi lo desidera, può allattare al seno senza paura di compromettere in qualche modo gli esiti della terapia oncologica o di aumentare le probabilità che la malattia si ripresenti. Possiamo inoltre affermare, sulla base dei dati, che l’allattamento dalla sola mammella che non ha subìto l’intervento non solo è possibile, ma è del tutto equivalente a quello bilaterale. Molte donne pensano che una sola mammella produca la metà del nutrimento necessario al neonato, ma non è così. La quantità di latte dipende da quanto spesso e quanto a lungo la mamma attacca al seno il suo bambino. Ciò detto, può accadere che alcune pazienti non provino il desiderio o non si sentano pronte ad allattare ed è perfettamente normale".  Tuttavia, "per molte di loro - prosegue Peccatori - l’allattamento ha un valore anche psicologico-relazionale, perché tramite questo momento riaffermano il legame a tu per tu con il bambino, proseguendo per qualche mese la relazione esclusiva della gravidanza. In Ieo siamo stati fra i primi a credere nella maternità dopo un cancro, che fino a pochi anni fa era un tabù in oncologia. Per questo oggi è per noi una immensa gioia, oltre che una grande soddisfazione, poter progettare insieme a molte delle nostre pazienti una maternità completa, allattamento compreso". Lo studio - si legge - vanta la casistica più ampia mai studiata sull’allattamento al seno dopo un tumore: ha analizzato infatti oltre 300 partecipanti dello studio Positive, delle quali oltre il 60 % ha allattato al seno e in più della metà dei casi (52.6%) per più di 4 mesi. L’incidenza di eventi oncologici a due anni in questo gruppo è risultata equivalente a quella del gruppo delle donne che non avevano allattato: di poco superiore al 3% dei casi. "I dati hanno evidenziato che l’allattamento al seno è più frequente nelle donne che hanno avuto una chirurgia conservativa (quadrantectomia) rispetto a chi ha subìto una mastectomia. È segno - conclude Peccatori - che l’intervento di mastectomia incide maggiormente sulla immagine corporea femminile. In futuro dobbiamo quindi concentrarci per aiutare le donne a superare il trauma e la percezione di 'mammella estranea'".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Volkswagen protagonista all’IAA MOBILITY 2025

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Volkswagen torna a Monaco per l’IAA MOBILITY 2025 con una presenza pensata per avvicinare il pubblico al futuro della mobilità. L’Open Space nel cuore della città sarà accessibile gratuitamente dal 9 al 14 settembre e ospiterà anteprime mondiali, installazioni interattive e spazi creativi. 
Volkswagen intende ribadire il proprio ruolo di riferimento nella mobilità sostenibile, mostrando come innovazione, design ed emozione possano convivere in un’esperienza aperta a tutti.  Protagonista dell’evento sarà un SUV compatto totalmente elettrico, presentato in anteprima mondiale. Questa concept car, destinata a entrare nella gamma ID. entro breve tempo, rappresenta il tassello mancante nella strategia Volkswagen per la mobilità urbana a zero emissioni. Accanto a questa novità debutterà la nuova T-Roc, che si mostra rinnovata e aggiornata per il pubblico europeo. Non mancheranno modelli speciali come la ID.3 GTX Fire+Ice, nata dalla collaborazione con il brand sportivo Bogner e ispirata alla storica Golf II Fire and Ice degli anni ’90. Il 2025 segna anche un anniversario importante: i 50 anni della GTI. Per celebrare questa icona, Volkswagen presenta la Golf GTI Edition 50, la versione di serie più potente mai realizzata con i suoi 325 CV, simbolo della tradizione sportiva del marchio. L’esperienza a Monaco sarà arricchita da installazioni digitali, simulatori di guida, il GTI History Wall e il Future Materials Lab, dove verranno presentate soluzioni innovative basate su materiali riciclabili.  Con l’IAA MOBILITY 2025, Volkswagen ribadisce la propria visione: rendere la mobilità elettrica ed emozionale un’esperienza aperta a tutti, coniugando avanguardia tecnologica e rispetto della tradizione. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Jeep Avenger domina il mercato italiano: SUV più venduto e leader tra i B-SUV

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Jeep Avenger continua a essere protagonista assoluta nelle classifiche di vendita italiane. Nel solo mese di agosto 2025, così come nei primi otto mesi dell’anno, si conferma il SUV più venduto in assoluto e il B-SUV leader di mercato. Ancora più rilevante è il primato tra i modelli 100% elettrici del segmento, consolidando una crescita che non mostra segni di rallentamento. Il modello progettato a Torino non si limita al successo nel proprio segmento: Jeep Avenger occupa infatti il terzo posto nella classifica generale delle immatricolazioni italiane, considerando ogni categoria e ogni tipologia di motorizzazione. Un risultato che rafforza un percorso già avviato negli anni precedenti, con la leadership tra i B-SUV elettrici nel 2023 e il titolo di SUV più venduto in Italia nel 2024.  Tra gennaio e agosto 2025, Avenger ha raggiunto una quota del 10,8% nel mercato B-SUV, il 5,6% tra i SUV in generale e oltre il 19% nel comparto dei B-SUV elettrici. Una crescita che riflette la capacità del modello di adattarsi alle esigenze più diverse, grazie a una gamma ampia e articolata. Il pubblico può scegliere tra più soluzioni: • versione elettrica: il primo SUV Jeep a zero emissioni, silenzioso e reattivo • motore benzina 1.2 da 100 CV con cambio manuale, ideale per chi cerca efficienza e praticità • e-Hybrid: dotato di sistema a 48 Volt con cambio automatico, che abbina comfort e riduzione delle emissioni • 4xe: la variante con trazione integrale intelligente, capace di coniugare prestazioni urbane e capacità off-road autentiche. Il successo di Jeep non si limita ad Avenger. Anche Renegade 4xe Plug-In Hybrid, prodotta a Melfi, ha registrato ottimi risultati: ad agosto e nei primi otto mesi del 2025 è il secondo modello più venduto tra le ibride plug-in, con una quota prossima al 24%. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mitsubishi Outlander e Outlander PHEV incoronati Family Green Car of the Year 2026

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Mitsubishi Motors North America ha ottenuto un importante riconoscimento: Outlander e Outlander Plug-in Hybrid sono stati eletti congiuntamente Family Green Car of the Year 2026 da Green Car Journal. Si tratta di un traguardo storico, poiché per la prima volta in 21 anni di assegnazione del premio due modelli “fratelli” conquistano insieme il titolo principale. Il riconoscimento conferma l’impegno della Mitsubishi nello sviluppo di soluzioni di mobilità sostenibile, capaci di coniugare efficienza, comfort e versatilità per le famiglie moderne.  La giuria di Green Car Journal ha premiato la doppia proposta Mitsubishi sottolineando i progressi del nuovo Outlander Plug-in Hybrid 2026, che introduce una batteria più capiente in grado di offrire un’autonomia elettrica estesa, aggiornamenti di design esterni e interni, assetto rivisto per una guida più precisa e un impianto audio Yamaha di ultima generazione. Parallelamente, debutta anche la versione mild-hybrid dell’Outlander, evoluzione considerata fondamentale per ridurre ulteriormente i consumi e le emissioni senza rinunciare alla praticità quotidiana.  I due modelli, che arriveranno sul mercato nei prossimi mesi, beneficiano della lunga esperienza ingegneristica Mitsubishi e dell’esclusivo sistema Super All-Wheel Control (S-AWC), capace di garantire sicurezza e stabilità in diverse condizioni di guida. Il modello attualmente in vendita, Outlander PHEV 2025, offre già fino a 61 km in modalità 100% elettrica e un’autonomia complessiva di circa 675 km. Di recente ha introdotto aggiornamenti estetici e meccanici, oltre al primo impianto Yamaha audio di serie su un’auto venduta negli Stati Uniti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Opel all’IAA Mobility 2025: 60 anni di concept car

(Adnkronos) - Sessant’anni fa Opel scriveva un capitolo fondamentale della storia automobilistica europea con la GT Experimental, la prima concept car mai realizzata da un costruttore del continente. Oggi all’IAA Mobility di Monaco, il marchio torna a stupire con la Corsa GSE Vision Gran Turismo: un progetto che unisce reale e digitale, prestazioni elettriche estreme e lo spirito pionieristico che ha reso celebre Opel. La nuova show car rappresenta l’ultima tappa di una tradizione che, dal 1965 a oggi, ha dato vita a studi innovativi e spesso visionari, capaci di anticipare linguaggi stilistici e soluzioni tecniche. Dalla GT Experimental alla Monza Concept, fino all’attualissima Opel Experimental del 2023, il percorso dei designer di Russelsheim è stato costellato da prototipi entrati nell’immaginario collettivo.  Al Salone di Francoforte del 1965, Opel presentò la GT Experimental: una coupé compatta a due posti con linee sportive e fari a scomparsa che conquistarono immediatamente pubblico e critica. Tre anni dopo, il prototipo divenne realtà di serie con la GT. Quel successo aprì la strada a modelli altrettanto sorprendenti come la Opel CD del 1969, futuristica coupé con carrozzeria in vetroresina e soluzioni mai viste prima in Europa. Negli anni ’80 Opel tornò a ispirarsi alla sua bestseller Corsa per sviluppare concept dallo spirito pratico e innovativo: la Junior del 1983 puntava su consumi ridotti e leggerezza, mentre la Scamp del 1993 anticipava i moderni SUV compatti grazie a soluzioni versatili e a un tetto apribile a tutta lunghezza. Con l’arrivo del nuovo millennio la sperimentazione si fece ancora più radicale. La Frogster del 2001 proponeva configurazioni multiple grazie a un tetto flessibile in alluminio, mentre la RAK e del 2011 interpretava la mobilità elettrica in chiave giovanile e accessibile, con autonomia di 100 km e una velocità massima di 120 km/h. Dieci anni fa, all’IAA 2013, Opel presentò la Monza Concept, un laboratorio su ruote capace di coniugare aerodinamica, modularità e infotainment con proiezioni LED e sistemi di comunicazione avanzata. Nel 2023, la Opel Experimental ha incarnato la visione del marchio: un SUV 100% elettrico, aerodinamico ed essenziale, simbolo di un design tedesco moderno e sostenibile. Oggi la tradizione incontra il futuro con la Corsa GSE Vision Gran Turismo. Equipaggiata con un powertrain elettrico da 588 kW (800 CV), 800 Nm di coppia e capace di passare da 0 a 100 km/h in appena 2 secondi, rappresenta l’apice della gamma sportiva Opel. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Toyota e Mazda sperimentano un innovativo sistema di accumulo energetico con batterie riciclate

(Adnkronos) - Due colossi dell’automotive giapponese uniscono le forze per esplorare nuove soluzioni energetiche sostenibili. Toyota Motor Corporation e Mazda Motor Corporation hanno avviato una fase di test congiunta a Hiroshima per verificare l’efficacia dello Sweep Energy Storage System, tecnologia sviluppata da Toyota che utilizza batterie provenienti da veicoli elettrificati a fine vita. L’esperimento viene condotto all’interno dello stabilimento principale di Mazda, sede che ospita anche un impianto di generazione energetica unico nel panorama industriale giapponese. Qui, il sistema Sweep è stato collegato direttamente alla rete interna, dando vita a un banco di prova per monitorare in tempo reale stabilità, efficienza e qualità nei processi di carica e scarica. L’obiettivo è duplice: garantire continuità di approvvigionamento e contribuire all’integrazione delle energie rinnovabili, notoriamente soggette a fluttuazioni dovute a meteo e orari.  Il progetto non si limita a un semplice test tecnico. Toyota e Mazda mirano infatti a costruire le fondamenta di un vero ecosistema delle batterie, parte delle sfide strategiche definite dalla Japan Automobile Manufacturers Association. Tale approccio punta a rendere più sicura e resiliente la catena di fornitura, riducendo la dipendenza da materie prime critiche e valorizzando il riutilizzo di componenti già esistenti. Grazie alla tecnologia Sweep, è possibile collegare batterie nuove e già parzialmente degradate, ottimizzando i flussi di energia e massimizzandone l’efficienza. Una soluzione che apre prospettive interessanti non solo per l’industria automobilistica, ma anche per il settore energetico in generale. Guardando avanti, le due aziende ribadiscono la volontà di affrontare sfide comuni con una visione multi-solution: un approccio che non si limita a un’unica tecnologia, ma che integra diverse strategie per accelerare il percorso verso la neutralità carbonica e rafforzare la competitività dell’intero comparto. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Porsche Macan elettrica: più tecnologia, comfort e assistenza intelligente

(Adnkronos) - La Porsche Macan elettrica si prepara al nuovo Model Year con un pacchetto di aggiornamenti che arricchiscono l’esperienza di guida e la vita a bordo. Il SUV compatto di Zuffenhausen punta su comfort, digitalizzazione e sicurezza, introducendo sistemi avanzati che rendono ogni viaggio più intuitivo e piacevole. Il Surround View 3D, disponibile su richiesta, è stato perfezionato con nuove funzioni che semplificano le manovre. Tra queste, il Transparent Bonnet, che mostra una visione virtuale dell’area davanti alla vettura, e il Trained Parking, capace di memorizzare fino a cinque routine di parcheggio da eseguire in autonomia. A completare il pacchetto arriva l’assistenza alla retromarcia, utile per percorsi stretti e tortuosi fino a 50 metri.  Un’altra novità di rilievo è la Porsche Digital Key, che trasforma iPhone, Apple Watch e smartphone Android compatibili in chiavi digitali. L’accesso all’auto avviene tramite NFC, Bluetooth o banda ultralarga, con la possibilità di condividere fino a sette profili diversi. Tramite l’app My Porsche, inoltre, è possibile gestire bagagliaio e frunk in modo semplice e immediato. Il nuovo App Center porta l’intrattenimento a bordo a un livello superiore. Oltre a musica, podcast e streaming video, ora la Macan offre videogiochi di Gameloft, Obscure Interactive e AirConsole, giocabili tramite touchscreen, controller Bluetooth o smartphone. Grazie al display passeggero opzionale, le app possono essere utilizzate senza distrazioni per il conducente. L’assistente vocale Voice Pilot diventa più naturale grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale: comprende frasi complesse, interpreta i contesti e funge da manuale interattivo sempre disponibile. Non mancano aggiornamenti pratici: la capacità di traino nelle versioni a trazione integrale cresce fino a 2.500 kg, mentre il Porsche Charging Planner consente ora di gestire meglio le soste di ricarica, assegnando priorità o escludendo determinati operatori. Il debutto del nuovo Model Year della Porsche Macan elettrica è previsto entro la fine dell’anno, con il lancio sul mercato italiano programmato per l’autunno. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)