Tesla sotto indagine per le maniglie difettose che intrappolano i passeggeri

(Adnkronos) - Le autorità statunitensi hanno aperto una nuova indagine su Tesla a causa delle maniglie elettroniche delle portiere, accusate di non funzionare correttamente e di poter bloccare le persone all’interno dei veicoli. A occuparsene è la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), che ha segnalato numerose denunce da parte dei proprietari, con particolare attenzione ai casi che hanno coinvolto bambini rimasti intrappolati senza possibilità di uscita. L’apertura dell’inchiesta arriva pochi giorni dopo un’inchiesta di Bloomberg che riportava gravi incidenti a seguito di malfunzionamenti delle portiere, con alcuni automobilisti feriti dopo essere rimasti bloccati nelle loro auto in seguito a un impatto. Le maniglie Tesla, a filo con la carrozzeria per motivi aerodinamici e completamente elettroniche, sono da tempo al centro di discussioni anche fuori dagli Stati Uniti: il governo cinese sta valutando di vietarle per ragioni di sicurezza. Secondo la NHTSA, il problema sarebbe legato all’alimentazione elettrica a bassa tensione, che può rendere inoperabili le maniglie. Al momento l’indagine riguarda circa 174.000 Model Y, ma non è escluso un ampliamento. Le verifiche puntano a valutare il sistema con cui Tesla fornisce energia alle serrature e la sua affidabilità. L’attenzione si concentra soprattutto sull’apertura dall’esterno, visto che in quel caso non è disponibile un meccanismo manuale. L’agenzia americana ha reso noto di aver ricevuto almeno nove segnalazioni di bambini rimasti bloccati all’interno dei veicoli per colpa di guasti alla batteria ausiliaria. In diversi casi i genitori non sono riusciti a riaprire le portiere dall’esterno, mentre i piccoli non erano in grado di utilizzare la leva di emergenza all’interno dell’abitacolo. "L’intrappolamento in un veicolo è particolarmente preoccupante in situazioni di emergenza, come quando si tratta di bambini chiusi in un’auto esposta al calore", sottolinea la NHTSA. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Microsoft scommette 30 miliardi di dollari sull’IA nel Regno Unito

(Adnkronos) - Microsoft ha annunciato un maxi investimento da 30 miliardi di dollari (circa 25 miliardi di euro) nel Regno Unito, destinato a sostenere lo sviluppo e l’adozione dell’intelligenza artificiale dal 2025 al 2028. Oltre metà della cifra sarà impiegata in spese infrastrutturali, tra cui la costruzione del più potente supercomputer del Paese, equipaggiato con oltre 23.000 GPU avanzate in collaborazione con Nscale, e l’espansione dei data center già operativi. “Non parliamo di promesse astratte, ma di sterline concrete. Ogni centesimo di questo investimento sarà ben speso”, ha sottolineato Brad Smith, vice chair e presidente di Microsoft, durante un briefing con la stampa. La dichiarazione è arrivata poche ore dopo l’annuncio di Google, che nello stesso contesto ha svelato un piano da 5 miliardi di sterline per un nuovo data center a Waltham Cross, in Hertfordshire. Smith ha definito l’operazione un “notevole passo avanti” rispetto agli impegni già presi nel 2023, sottolineando che l’investimento rappresenterà oltre due terzi del totale delle nuove iniziative tecnologiche annunciate nel Regno Unito questa settimana. Il presidente di Microsoft ha voluto anche evidenziare la natura collaborativa del progetto, parlando di una strategia sviluppata “non solo nel Regno Unito, ma con partner del Regno Unito”. L’annuncio arriva in concomitanza con la visita ufficiale del presidente Donald Trump a Londra, rafforzando la percezione di un asse sempre più stretto tra Stati Uniti e Regno Unito sul fronte tecnologico. Smith ha chiarito che l’iniziativa non è stata richiesta dall’amministrazione americana, ma ha riconosciuto la tempistica favorevole per il governo britannico. Il nuovo impegno segna un’inversione di rotta rispetto alle tensioni degli anni scorsi, quando Smith aveva criticato duramente la Competition and Markets Authority durante la controversa acquisizione di Activision Blizzard, arrivando a dichiarare che l’Unione Europea appariva “un luogo più attraente per avviare un business” rispetto al Regno Unito. Oggi, invece, il manager ha elogiato sia l’ex premier Rishi Sunak sia l’attuale Primo Ministro Keir Starmer per gli sforzi di riforma e stabilizzazione normativa. Starmer ha definito l’operazione Microsoft “una potente dimostrazione di fiducia nella leadership britannica nel settore dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie avanzate”, mentre la cancelliera Rachel Reeves ha accolto con toni simili l’investimento di Google. La metà restante dei 30 miliardi di dollari sarà destinata a sostenere le attività correnti di Microsoft nel Paese, che impiega oltre 6.000 persone e mantiene sedi di ricerca e sviluppo a Cambridge, Reading e Londra, nonostante la chiusura del grande flagship store londinese avvenuta all’inizio dell’anno. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alimentazione, meno gas serra e diabete tipo 2, studio rilancia la dieta planetaria

(Adnkronos) - Il suo colore è il 'verde'. E' una dieta a base prevalentemente vegetariana che in più punta a rispondere all'esigenza sempre più diffusa di chi vuole uno stile di vita amico del pianeta. Gli addetti ai lavori l'hanno battezzata dieta planetaria o dieta della salute planetaria (Planetary Health Diet, Phd). E' da tempo sotto la lente e secondo un nuovo studio condotto da Solomon Sowah e colleghi della Mrc Epidemiology Unit dell'Università di Cambridge, Regno Unito, questo regime incentrato su cibi sani di origine vegetale può ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e al contempo le emissioni di gas serra. Il lavoro, pubblicato sulla rivista open access 'Plos Medicine', affronta un problema su cui la sensibilità delle persone è in crescita: c'è un crescente filone di ricerca che dimostra che gli alimenti non sani non solo hanno un impatto sulla salute, ma sono anche dannosi per l'ambiente.  Diete come la Phd raccomandano elevate quantità di alimenti sani di origine vegetale e un consumo limitato di alimenti di origine animale e bevande zuccherate per migliorare la salute sia umana che ambientale. Ma i dati sull'impatto di questi tipi di diete mostrano risultati incoerenti e inoltre sono pochi i dati epidemiologici che esaminano specificamente l'effetto sul diabete di tipo 2 o su fattori ambientali, come le emissioni di gas serra. Nel nuovo studio i ricercatori hanno analizzato i dati nutrizionali di oltre 23mila persone nel Regno Unito, raccolti in tre momenti diversi nell'arco di 20 anni, e hanno scoperto che una maggiore aderenza alla dieta Phd era associata a una minore incidenza di diabete di tipo 2.  Nel dettaglio, i partecipanti nel gruppo con il massimo di aderenza avevano un'incidenza di diabete di tipo 2 inferiore del 32% rispetto a quelli nella quota con l'aderenza più bassa. Inoltre, riferiscono i ricercatori, una maggiore aderenza alla Planetary Health Diet risultava anche associata a minori emissioni di gas serra: tra coloro che rientravano nella quota più allineata al regime alimentare, le emissioni di gas serra erano inferiori del 18% rispetto alla quota meno aderente. Gli autori osservano che, sebbene lo studio non dimostri un nesso causale diretto tra la dieta Phd e il minor impatto di diabete di tipo 2, promuovere diete più sane a base vegetale potrebbe essere una strategia importante per prevenire la malattia del sangue dolce e ridurre al contempo l'impatto negativo della dieta sull'ambiente. "La nostra motivazione per questo studio - commenta Sowah - era quella di affrontare le limitate evidenze riguardanti l'associazione tra dieta planetaria e incidenza del diabete di tipo 2 e le emissioni di gas serra nella popolazione europea. E abbiamo scoperto così che la dieta planetaria, contenente maggiori quantità di cereali integrali, frutta e verdura e minori quantità di carne rossa e lavorata e bevande zuccherate, era associata a una minore incidenza del diabete di tipo 2 e a minori emissioni di gas serra legate alla dieta". I risultati, aggiunge Nita Forouhi, autrice senior dello studio, "supportano il potenziale della dieta per la salute planetaria nel contribuire in modo significativo alla prevenzione del diabete di tipo 2. Inoltre, seguire la Phd è anche associato a un minore impatto ambientale. Pertanto, offre una soluzione vantaggiosa per tutti, contribuendo potenzialmente a migliorare la salute e l'ambiente. Sarà necessario l'intervento di tutti gli attori, comprese le singole persone e i responsabili politici, per consentire un consumo alimentare in linea con questo approccio dietetico". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Medicina, studio italiano rivoluziona standard di cura post-angioplastica

(Adnkronos) - Un nuovo studio italiano promette di rivoluzionare lo standard di cura dei pazienti che hanno subito un'angioplastica coronarica, dimostrando la sicurezza e l'efficacia di un approccio farmacologico personalizzato. Il team di ricerca tutto campano, coordinato da Giovanni Esposito, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia del'università Federico II di Napoli, ha dimostrato che la terapia antiaggregante doppia (Dapt), che di solito viene prescritta per 12 mesi, è più efficace se somministrata 'su misura' per un periodo che può variare dai 3 ai 24 mesi.  I risultati dello studio 'Parthenope' sono stati pubblicati sul 'Journal of the American College of Cardiology', insieme a un editoriale che ne sottolinea il valore e le implicazioni cliniche. Il lavoro è stato discusso di recente anche in occasione del meeting annuale dell'European Society of Cardiology (Esc), che si è tenuto a Madrid, presentato da Raffaele Piccolo, direttore della Scuola di specializzazione in Malattie dell'apparato cardiovascolare dell'università Federico II di Napoli.  "La Dapt è un trattamento farmacologico che combina 2 farmaci antiaggreganti piastrinici, solitamente aspirina e un inibitore del recettore P2Y12 - spiega Esposito - Viene prescritta ai pazienti che hanno subito un'angioplastica coronarica, una procedura mininvasiva che serve a ripristinare il flusso sanguigno al cuore, dilatando le arterie coronarie ristrette o ostruite dalla placca aterosclerotica. Si ricorre alla Dapt dopo l'intervento per prevenire la formazione di coaguli di sangue che potrebbero ostruire nuovamente i vasi sanguigni. Generalmente, nella stragrande maggioranza dei pazienti, la durata di questa terapia è di 12 mesi. Lo studio Parthenope mette in discussione questa strategia di cura, dimostrando l'efficacia di un approccio personalizzato”.  Lo studio, che ha coinvolto oltre 2.100 pazienti, è il primo randomizzato che ha confrontato i due approcci: da un lato la strategia standard, cioè la Dapt per 12 mesi, indipendentemente dalle condizioni del paziente; dall'altro una strategia personalizzata, in cui la durata della Dapt è stata adattata in base al 'punteggio Dapt' del paziente e alla sua presentazione clinica (sindrome coronarica acuta o cronica). Il punteggio Dapt (Dual Antiplatelet Therapy Score) è uno strumento clinico che valuta il rapporto rischio-beneficio di continuare la Dapt per un periodo prolungato, generalmente oltre i 12 mesi dopo l'impianto dello stent.  "I risultati del nostro lavoro sono stati sorprendenti - sottolinea Esposito - La strategia personalizzata ha portato a una riduzione del 20% del rischio di eventi avversi clinici netti (Nace), come morte, infarto miocardico, ictus o sanguinamento grave in un periodo di 2 anni. Il beneficio principale è stato una riduzione degli infarti del miocardio e delle rivascolarizzazioni urgenti, senza un aumento del rischio di sanguinamento”. I ricercatori hanno quindi concluso che, in una popolazione eterogenea di pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica, un approccio personalizzato alla durata della Dapt offre un beneficio clinico netto superiore rispetto all'approccio standard. "Questa scoperta segna un importante passo avanti nella medicina cardiovascolare, spostando l'attenzione da un protocollo unico per tutti a una cura più mirata e basata sulle esigenze individuali del paziente - conclude Esposito - Ringrazio i pazienti e tutti i professionisti che hanno reso possibile questo risultato, che rappresenta un traguardo di grande rilevanza per la comunità cardiologica e scientifica italiana e, in particolare, campana. I nostri risultati confermano due aspetti chiave: le terapie vincenti sono quelle personalizzate e i centri campani, quando fanno rete, riescono a produrre evidenze scientifiche di altissimo livello". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Assolavoro: in 1° sem. 2025 boom assunti a tempo indeterminato da agenzie per il lavoro

(Adnkronos) - Complessivamente nei primi 6 mesi del 2025 il mercato del lavoro in somministrazione ha fatto registrare un boom degli occupati a tempo indeterminato, che superano 149mila unità segnando un +5,4% rispetto agli oltre 141mila medi del primo semestre del 2024. A certificarlo, con Adnkronos/Labitalia, Assolavoro, l'associazione nazionale di categoria delle agenzie per il lavoro, che analizza l'andamento del comparto. Secondo l'analisi, il primo semestre 2025 ha registrato un leggero calo degli occupati totali e delle ore lavorate rispetto all’analogo periodo del 2024. Il numero medio mensile degli occupati in somministrazione pari a poco meno di 464mila unità è sceso infatti del 2,1%, rispetto all’analogo periodo del 2024 quando il volume medio di occupati era pari a 473mila. Nel settore della somministrazione di lavoro, il monte retributivo, ovvero il volume totale alimentato da tutti i contratti in somministrazione è risultato in crescita, sia pure molto lieve (+0,2%). L’andamento della somministrazione nel primo semestre 2025 è simile a quello registrato nel mercato del lavoro nel suo complesso rispetto al quale gli occupati mensili medi alle dipendenze con contratto tempo indeterminato sono passati da 15 milioni 945mila del primo semestre 2024 a 16miloni 391 mila nello stesso periodo del 2025 con una crescita del 2,8%. All’opposto i dipendenti con contratto a termine sono scesi da 2milioni 838mila a 2milioni 619mila con un calo pari al 7,7%. Per quanto riguarda il numero di occupati tramite agenzia anche nel primo semestre 2025, spiegano da Assolavoro, la somministrazione ha continuato a registrare due andamenti opposti nelle due componenti a tempo determinato e a tempo indeterminato: da un lato una decisa contrazione degli occupati in somministrazione con contratti a tempo determinato (-5,3%) che sono scesi come dato mensile medio a poco meno di 315mila rispetto ai 332mila dello stesso periodo dell’anno precedente e all’opposto, appunto, una crescita netta degli occupati con contratto a tempo indeterminato che superano 149mila unità segnando un + 5,4% rispetto agli oltre 141mila medi del primo semestre del 2024.  Anche il monte ore lavorate e il volume di retribuzioni complessive dei contratti hanno seguito le stesse dinamiche con valori in crescita tra gli occupati a tempo indeterminato e andamenti in diminuzione tra gli occupati a tempo determinato. La crescita decisa degli occupati in somministrazione con contratto a tempo indeterminato nel periodo è riuscita a garantire il leggero incremento del monte salariale totale della somministrazione per effetto non solo del mero dato occupazionale ma anche per le retribuzioni mediamente più alte che si osservano in questo gruppo più qualificato di occupati in somministrazione. E secondo Francesco Baroni, presidente di Assolavoro "una lettura di questi dati, scevra da pregiudizi di sorta, evidenzia una volta di più il percorso di ulteriore e progressiva qualificazione del lavoro tramite le Agenzie. Alla riduzione dei dipendenti in somministrazione a tempo determinato corrisponde un continuo aumento di quelli da noi assunti con un contratto stabile. Si tratta di lavoratori che hanno la retribuzione e i diritti tipici del lavoro dipendente e livelli di soddisfazione non inferiori rispetto ai colleghi assunti stabilmente direttamente dalle aziende", sottolinea.  "Lo staff leasing che taluni tendono a demonizzare rappresenta, invece, un istituto che risponde efficacemente alle esigenze di stabilità del lavoratore e di organizzazione interna dell’azienda. Chi confonde questo con le situazioni di sottotutela più diffuse, dalle finte partite iva alle cooperative spurie, dalle reti di impresa costituite solo per abbattere i costi del lavoro a tutte le forme di lavoro irregolare o addirittura in nero, è poco informato o in malafede", conclude.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fvg Via dei Sapori lancia Corso di formazione per ristorazione all'Its Academy Udine

(Adnkronos) - Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è un affiatatissimo gruppo composto da 25 ristoratori che - dal mare Adriatico alle Alpi - sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 24 tra vignaioli e distillatori e 16 artigiani del gusto a cui si affiancano 8 partner tecnici. E da 25 anni raccontano insieme la storia della loro terra attraverso la cucina, i suoi vini, i suoi prodotti, formando un’unione che dura nel tempo e si proietta verso il futuro. Ieri, 15 settembre, hanno festeggiato questo importante traguardo con una celebrazione ospitata nelle sale della Fondazione Friuli di Udine, nel corso della quale hanno presentato un video e un magazine che raccontano in maniera agile e attraente la loro storia. “L’augurio che ci facciamo celebrando i nostri 25 anni - ha detto il presidente del Consorzio, Walter Filiputti - non è tanto di realizzare i nostri sogni, quanto di continuare a sognare”.  La celebrazione dei 25 anni è stata l’occasione per tracciare il bilancio del percorso fatto finora (che è stato raccontato in un video ed è stato raccolto in un magazine che racconta in maniera agile e attraente la loro storia), ma soprattutto per gettare un ponte verso il futuro perché, come ha detto Walter Filiputti dando il benvenuto al folto pubblico, “il nostro impegno è stato, e sarà sempre, quello di dare alla tradizione un futuro, facendolo evolvere ma mantenendo ben salde le radici”. E nel futuro un posto importante spetta alla formazione. Fvg Via dei Sapori ha sempre creduto nell’importanza di preparare nuove generazioni di ristoratori, pronti a raccogliere il testimone e portare avanti il lavoro svolto fino ad oggi, e nell’impegno per scongiurare la perdita di fascino di questo mestiere che potrebbe minare alla base la sua crescita. La formazione, che ha rappresentato per il Consorzio un punto fermo, con esperienze e percorsi formativi in Italia e all’estero, è fra gli impegni prioritari dell’immediato futuro.  “Agli inizi del 2025 chiedemmo un incontro con l’Istituto Tecnologico Superiore (ItsS) Academy Udine (presidente Paola Perabò e direttrice Ester Iannis) per offrire la nostra collaborazione, che venne accettata - ha annunciato Walter Filiputti - e ora siamo felici di annunciare che il Corso di formazione superiore per la ristorazione partirà con l'anno 2026/2027. Non potevamo immaginare compleanno migliore. È proprio vero che i sogni non svaniscono finché le persone non li abbandonano”. Antesignani dell’equazione Cucina+Vino+Prodotti+Cultura = Turismo (che allora non era assolutamente scontata) e del format delle Cene spettacolo in location di particolare suggestione di cui sono attori tutti gli associati, in questi 25 anni hanno inanellato numeri da record: circa un milione di assaggi serviti all'insegna dell'eccellenza e della valorizzazione del territorio, 185 eventi in 83 località di tutto il mondo (111 in Friuli, 22 in Italia, 47 all’estero) in cui sono state promosse la cultura e l'enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, oltre 2.000 ricette create per deliziare il pubblico con piatti unici che hanno raccontato in modo inedito la storia culinaria regionale, più di 35.000 bottiglie stappate durante gli eventi, 1.383 le volte in cui vignaioli, artigiani del gusto e partner sono apparsi nei menù rendendo ogni esperienza irripetibile. Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è stato anche oggetto di un Caso di studio della Sda Bocconi, che ha individuato fra le chiavi del suo successo il fatto che, fin dall’inizio, ha lavorato con lo sguardo rivolto al territorio di appartenenza, impegnandosi per promuoverlo ed innalzare sempre di più il livello della sua offerta enogastronomica, puntando su un effetto traino. Il risultato più importante che è stato raggiunto? Secondo lo studio, “è probabilmente il cambiamento più profondo e difficile, che riguarda la mentalità, lo spirito dei partecipanti al Consorzio e la capacità di mettersi insieme”.  Tutto è nato il 12 settembre 2000, una data che avrebbe segnato una svolta per la ristorazione del Friuli Venezia Giulia. Aldo Morassutti della trattoria Da Toni a Gradiscutta, riunì al ristorante Là di Moret una decina di colleghi, mossi da una visione comune: promuovere e valorizzare la gastronomia locale. Invitò Walter Filiputti, esperto di enogastronomia e marketing, a presentare un programma. Quel giorno non solo nacque l’idea del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, ma venne posta la prima pietra di un progetto che avrebbe contribuito a collocare la ristorazione di qualità nel sistema di promozione del turismo.  Le esigenze che spinsero alla creazione del Consorzio erano semplici, ma fondamentali: la necessità di dare una voce forte e unitaria alla ristorazione regionale creando una piattaforma per lanciare le eccellenze locali e di fare squadra. L’intuizione guardava oltre, al bene del territorio, con la consapevolezza fosse il vero tesoro comune da difendere e valorizzare. La Carta di fondazione del Consorzio, sottoscritta da 20 ristoranti, sanciva l’impegno a superare le individualità e lavorare, allo stesso tempo, per il bene collettivo. La componente territoriale fu il motore del successo del progetto, trasformando il panorama enogastronomico in un pilastro strategico per il turismo regionale, e aprendo le porte alla collaborazione con le Istituzioni locali, come la Camera di Commercio di Udine e di Pordenone-Udine, Promoturismo e i Comuni. L’aspetto culturale faceva parte dei programmi.  Nel 2003, il Consorzio edita il suo primo libro, 'Friuli Via dei Sapori' tradotto in 6 lingue. Nel 2011 ecco 'I Solisti del Gusto' attraverso una narrazione che intreccia sapori e cultura dell’intera regione (in 3 lingue). A queste pubblicazioni si sono aggiunte 9 'Monografie golose' (tiratura di 20.000 copie) che sono state omaggiate ai clienti dei ristoranti, contribuendo a una diffusione capillare della conoscenza del territorio.  “In questi 25 anni - ha dichiarato il presidente della Fondazione Friuli, Bruno Malattia - il Consorzio Via dei Sapori ha accompagnato, e spesso guidato, un’evoluzione della ristorazione. Ha insegnato a imprenditori per natura individualisti che superare la rivalità e collaborare porta benefici a tutti: da soli si va più veloci, ma insieme più lontano. Il Consorzio ha inoltre fatto capire che un’offerta vincente unisce cucina, vini e prodotti del territorio in un mix capace di creare interesse turistico a vantaggio di molte attività della regione. Thomas Stearns Eliot, in un suo famoso saggio, osservava che un segno della decadenza culturale in Gran Bretagna era l’indifferenza nell’arte di preparare i cibi, ricordando come la cultura sia ciò che rende la vita degna di essere vissuta. In questa prospettiva, il Consorzio ha favorito anche un’evoluzione culturale attraverso la formazione a tutti i livelli, in cucina, in sala e in ogni mansione, valorizzando le esperienze più innovative e creando una continua contaminazione di idee. I risultati ottenuti non sono quindi solo imprenditoriali, già motivo di merito, ma anche culturali, rappresentando un esempio che dovrebbe ispirare riflessioni anche in altri settori di quella che tradizionalmente viene ritenuta cultura”. “In 25 anni di attività, Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si è affermato come straordinario biglietto da visita della regione, esempio unico di lavoro di squadra nel settore della ristorazione e dell’ospitalità. Chef, vignaioli, artigiani e produttori hanno unito le forze per raccontare, attraverso piatti iconici e sapori autentici, un Fvg capace di coniugare tradizione e apertura internazionale, promuovendo un turismo lento e consapevole. Oggi più che mai, questa storia ci ricorda l’importanza dell’alta formazione professionale per i nostri giovani: nella ristorazione, nell’accoglienza, nell’ospitalità, servono mani e menti preparate, capaci di conoscere le radici della nostra cucina per innovare con rispetto e creatività", ha affermato il presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo. "Su questa formazione - ha proseguito - la Camera di commercio porta avanti da tempo il suo impegno e ha nel Consorzio un esempio e un punto di riferimento di altissima qualificazione. Via dei Sapori non è solo esperienza enogastronomica, ma dimostrazione di come cultura, impresa e territorio possano intrecciarsi per costruire un futuro attrattivo. Lo abbiamo sempre saputo, costruendo innumerevoli percorsi di promozione del Fvg in Italia e all’estero, portando con noi Via dei Sapori in accompagnamento ai rappresentanti delle imprese di tutta l’economia. Auguro il miglior 25esimo compleanno a questo Consorzio unico, portabandiera di tutta l’economia, con cui è sempre e sarà sempre un piacere collaborare”. “Quella di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori - ha osservato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini - è una storia di visione imprenditoriale. Oggi l’enogastronomia è uno dei principali canali di promozione della nostra Regione a livello nazionale e il primo fattore di interesse per i turisti stranieri e tutto questo lo dobbiamo anche e soprattutto alla felice intuizione di Walter Filiputti e di quei ristoratori lungimiranti che 25 anni fa diedero inizio alla storia del Consorzio. Il segreto della Via dei Sapori risiede nella capacità di fare sistema: una squadra di campioni al servizio di un progetto collettivo. Questo saper fare squadra ha generato nel tempo preziosi frutti, collocando di fatto la ristorazione di qualità al vertice del sistema di promozione del turismo regionale. Ecco perché oggi, in occasione di questa importante ricorrenza, desidero rivolgere a nome dell’amministrazione regionale un sentito ringraziamento al Consorzio, al suo direttivo e a tutti i ristoratori e gli operatori del settore che sono impegnati nella valorizzazione del nostro territorio”. E che la ristorazione di qualità sia un importante driver per la promozione dei territori e del turismo lo ha ribadito nel suo intervento Magda Antonioli, docente dell'Università Bocconi e presidente dell'Osservatorio Nazionale del Turismo, che ha fatto un’analisi di marketing a livello aziendale e territoriale allo stesso tempo, per condividere valori e cultura di un patrimonio di eccellenza da proteggere e valorizzare. “Leggere le sfide di oggi per capire il domani”: su questo leitmotiv, il suo intervento si è concentrato sulle tematiche inerenti i nuovi trend della ristorazione e le tendenze del comparto dell’enogastronomia. Ne ha evidenziato i cambiamenti in atto, i valori di un turista, sempre più ibridi (quali lifestyle, identità, contaminazione, aspetti sociali e ambientali, salutistici, etc.). “La lettura con al centro il territorio, le sue tipicità e tradizioni, la qualità e la maestria degli attori a partire da chef e vignaioli - ha ribadito - conduce alla conclusione che l’approccio vincente è quello di filiera, dove essenziali risultano anche i valori sociali, le competenze e la risorsa umana, vero collante per fare rete”. E proprio guardando al futuro, la celebrazione si è conclusa con l’annuncio da parte di Walter Filiputti e della presidente dell’Its Paola Perabò dell’avvio del Corso di formazione superiore per la ristorazione nell'anno accademico 2026/2027. Prima del loro intervento, è stata annunciata anche una colta e raffinata iniziativa da parte di Angelo Floramo e della direttrice della Guarneriana Sabina Francescatto: i 25 chef di Fvg Via dei Sapori saranno chiamati a far rivivere in chiave moderna il gusto e il sapore delle ricette tramandate dal manoscritto guarneriano 'Liber Dietarum Universalium' di Isaac Iudaeus (sec. XII), mixando insieme innovazione e sapienza antica.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ambiente, 'se malato influisce sul software del Dna', appello medici per proteggere bimbi

(Adnkronos) - "L'Italia sta affrontando una profonda e grave denatalità. Sapere che oggi nascono meno bambini, e quelli che vengono alla luce sono più a rischio di sviluppare malattie, apre un tema da affrontare, da fare conoscere e che politicamente deve essere preso in considerazione con delle leggi specifiche. L'ambiente che ci circonda, quello che respiriamo o che mangiamo, può influire sul nostro epigenoma che è una sorta di software del Dna che è in grado di regolare l'espressione dei geni. Proteggere i bambini nei primi 1.000 giorni di vita è fondamentale per far sì che ci siano generazione sane e senza debito di malattie". Così all'Adnkronos Salute Alessandro Miani, presidente della Sima (Società italiana di medicina ambientale) che ha promosso oggi al Senato la seconda conferenza internazionale di medicina ambientale - organizzata dalla Sima in collaborazione con l'università 'Gabriele d'Annunzio' di Chieti-Pescara - dedicata all'epigenetica, un insieme di meccanismi, come la metilazione del Dna o le modifiche degli istoni, che regolano l'espressione genica senza cambiare il codice ereditario. Quali sono i rischi maggiori? "Abbiamo fortissimi incrementi del diabete di tipo 2, obesità infantile, disturbi del neurosviluppo - risponde Miani - Negli ultimi 15 anni, poi, il cancro è diventata la principale causa di morte in età pediatrica". Secondo la Sima ci sono poi diverse esposizioni che aggravano la salute dei bambini e "l'inquinamento atmosferico rimane il più rilevante. Secondo l'Agenzia europea per l'ambiente, nell'Unione europea ogni anno oltre 239.000 decessi sono stati attribuiti a livelli di Pm2.5 superiori ai limiti indicati dall'Oms. E' ormai provato che il particolato fine e i gas ossidanti modificano la metilazione del Dna in tessuti chiave come apparato respiratorio e cardiovascolare, oltre che nella placenta, influenzando lo sviluppo del feto. Un altro fronte riguarda gli interferenti endocrini e gli inquinanti persistenti, come bisfenolo A, ftalati e Pfas. L'esposizione a queste sostanze, documentata in diverse aree italiane, è stata collegata ad alterazioni epigenetiche con conseguenze sul neurosviluppo, sulla fertilità e sull'invecchiamento cellulare", ricorda la Sima.  Secondo la Sima c'è anche il tema legato all'alimentazione. "In Italia il consumo eccessivo di alimenti ultra-processati è correlato a obesità, sindrome metabolica, infiammazione sistemica e alterazioni epigenetiche. Nel nostro Paese - evidenziano gli esperti - si contano circa 5 milioni di adulti con diabete, situazione che appare ancora più delicata in età pediatrica: il 20,4% dei bambini risulta sovrappeso, il 9,4% obeso e il 2,4% gravemente obeso, con picchi nelle regioni meridionali, dove l'obesità infantile supera il 15%, contro il 5,9% del Nord e l'8% del Centro. In Campania, per i bimbi fino agli 8 anni, si toccano valori record con oltre il 40% in sovrappeso e quasi il 19% obeso". Per i medici dell'ambiente, "dalla gravidanza ai 2 anni di vita del bambino si apre una 'finestra d'oro' in cui il patrimonio epigenetico è particolarmente plasmabile. Una dieta equilibrata in gravidanza, l'assenza di fumo e alcol, la riduzione delle esposizioni a sostanze tossiche, un sonno regolare e la promozione dell'allattamento sono interventi semplici e potenti, capaci di orientare lo sviluppo metabolico, immunitario e cognitivo in senso positivo. Ma la prevenzione comincia ancora prima, nel periodo pre-concepimento. La qualità della salute dei futuri genitori, dalle abitudini alimentari allo stress, fino alla riduzione di esposizioni tossiche, incide sulla qualità di ovociti e spermatozoi e, di conseguenza, sull'epigenoma del futuro bambino". "Occorre che la comunità medica miri alla prevenzione primaria, cioè a non fare ammalare le persone, cambiando totalmente la propria visione in tema di prevenzione iniziando proprio dai bambini, integrando l'epigenetica nelle pratiche quotidiane, e che i decisori politici mettano la salute dei bambini al centro delle agende ambientali ed economiche. Non si tratta solo di garantire il diritto fondamentale a crescere sani: si tratta di difendere la continuità stessa della società. Ogni giorno che passa senza intervenire significa perpetuare un'eredità di fragilità biologica e malattie precoci. Ogni azione intrapresa oggi, invece, può liberare intere generazioni da un destino di sofferenza prevenibile", è il monito di Prisco Piscitelli, segretario generale European Medical Association (Ema). ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Concorso d’Eleganza Varignana 1705: edizione 2025 tra rarità e stile

(Adnkronos) - Dal 26 al 28 settembre 2025, il Palazzo di Varignana ospiterà una tre giorni che intreccia cultura automobilistica, raffinatezza e ospitalità. Nel cuore delle colline bolognesi, il Concorso d’Eleganza Varignana
1705 si prepara ad accogliere collezionisti e appassionati da tutto il mondo, offrendo un palcoscenico unico a vetture leggendarie che hanno segnato epoche e stili. Dopo il successo del 2024, il Concorso d’Eleganza Varignana 1705 torna con sei categorie tematiche: Vintage Elegance, Motori del Dopoguerra, Raffinatezza Italiana, Aerodynes, Gioielli di Maranello e Supercar. Ognuna racconta un capitolo di storia dell’automobile, valorizzando design, ingegneria e spirito competitivo. Tra i modelli in gara spiccano la Ferrari 121 LM del 1955, una delle sole quattro costruite, capace di oltre 330 CV, e la Ferrari 250 Cabriolet Pininfarina, elegante GT spinta dal V12 Colombo. Insieme a loro, la Ferrari Daytona 365 GTB/4, simbolo degli anni ’70, e la rarissima BMW M1 “Exclusiv” del 1979, interpretata artisticamente da Walter Maurer. Il concorso vedrà anche autentiche rarità storiche come la Bugatti Type 40 Duval del 1928, certificata ASI Targa Oro, e la Alfa Romeo 6C 2500 Super Sport Cabriolet appartenuta a Rita Hayworth, icona di un’epoca che unisce cinema e meccanica. Corrado Lopresto, il più grande collezionista italiano, presenterà la sua Alfa Romeo 6C 2500SS Berlinetta Pininfarina del 1950, vettura che ha fatto scuola introducendo i doppi fari anteriori e vincitrice di 11 Best in Show a livello mondiale. A valutare le vetture sarà una giuria internazionale presieduta da Stefano Pasini e composta da figure di spicco come Lorenzo Ramaciotti, Stephen Bayley, Laura Kukuk e Adolfo Orsi. L’evento, patrocinato da Motor Valley Association e ASI, è sostenuto da partner di prestigio come Azimut, Cribis, Emma Villas e Fiore 1827, e consolida il suo ruolo nel calendario internazionale dei concours d’elegance.  ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aixam debutta in TV con X Factor

(Adnkronos) - Libertà, stile e mobilità personale: è da questi valori che prende forma la nuova campagna di comunicazione Aixam Mega Italia, marchio leader europeo nel settore dei quadricicli leggeri, che per la prima volta approda in TV. 

“Il tuo stile, dappertutto
.” è il claim scelto per accompagnare il debutto del brand all’interno della 19ª edizione di X Factor. La campagna rappresenta una svolta storica per Aixam in Italia, Tom Faget, Direttore Generale di Aixam Mega Italia afferma che “Con questa campagna vogliamo rafforzare la crescita del brand in Italia, dove nei primi mesi del 2025 abbiamo registrato un +13% di immatricolazioni e lanciato due nuovi modelli: la City GTO elettrica e la Minauto Access Diesel Euro 5+.”
 

 Nel 2025, Aixam Mega propone una gamma completa di 10 modelli, tra cui: 7 versioni disponibili sia in elettrico sia diesel, 2 versioni solo elettriche, 1 versione solo diesel. Il marchio, nato in Francia nel 1983, ha venduto oltre 400.000 veicoli fino al 2024 e dè stato pioniere nella produzione di minicar 100% elettriche dal 2008. Ora Aizam fa parte dal 2013 del gruppo americano Polaris Industries, leader globale nel settore powersports. Nel solo 2024, Aixam ha conquistato una quota di mercato del 30,6% in Europa e del 25,1% in Italia, con 4.358 unità immatricolate e una crescita del +19,2% sull’anno precedente. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Bugatti Festival 2025: vent’anni di Veyron, l’icona che ha riscritto la storia

(Adnkronos) - Vent’anni fa un’intuizione visionaria cambiò per sempre il panorama automobilistico. Fu il progetto voluto dal professor Ferdinand Karl Piech a trasformarsi in realtà con la Bugatti Veyron, una vettura capace di superare ogni limite conosciuto. Due decenni più tardi, la Veyron resta un riferimento assoluto per appassionati e collezionisti, un capolavoro che merita di essere celebrato. Il Bugatti Festival 2025 segna l’avvio delle celebrazioni dedicate al ventesimo anniversario della Veyron, un traguardo che non ha solo ridefinito il marchio francese, ma l’intero settore delle supercar.  Per l’occasione, Bugatti ha presentato il logo “
20 Years of Veyron
”, che integra il tricolore francese e la firma di Pierre Veyron: un emblema che richiama due decenni di ingegneria d’avanguardia, innovazione e design senza compromessi, oltre a sottolineare le radici alsaziane del marchio.  La Veyron rappresenta l’unione tra due filoni fondamentali: da un lato l’eleganza artistica e l’ossessione per la perfezione tecnica di Ettore Bugatti, dall’altro la determinazione di Ferdinand Karl Piech, l’uomo che ha saputo riportare il marchio al vertice con soluzioni mai viste prima. In questo percorso non manca l’omaggio a Pierre Veyron, pilota che ha dato il nome alla vettura e che ha incarnato lo spirito agonistico del brand. Con i suoi 1.001 cavalli, una velocità di punta oltre i 400 km/h e una cura artigianale in ogni dettaglio, la Veyron ha imposto un nuovo standard nell’universo delle hypercar. Il suo sviluppo ha richiesto soluzioni ingegneristiche rivoluzionarie, che hanno riportato Bugatti al centro della scena mondiale e continuano ancora oggi a ispirare la filosofia del marchio. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)