Italian Bike Week 2025: Lignano Sabbiadoro capitale dei motociclisti

(Adnkronos) - Lignano Sabbiadoro si trasforma in un palcoscenico internazionale per la quarta edizione della Italian Bike Week 2025, appuntamento che chiude simbolicamente la stagione motociclistica. Già dal giovedì il Villaggio allestito nell’Area Luna Park si è popolato di appassionati, con un clima estivo che promette di richiamare decine di migliaia di biker provenienti da tutta Europa. Non solo moto custom, ma anche enduro, offroad e adventure: l’edizione 2025 dell’Italia Bike Week è stata pensata per un pubblico eterogeneo, accomunato dalla passione per le due ruote e dal desiderio di vivere giornate di motori, musica e condivisione.  Le iscrizioni al Custom Bike Show, tappa ufficiale dell’Italian Motorcycle Championship, hanno aperto la scena espositiva con motociclette uniche, frutto del lavoro dei migliori customizer italiani ed europei. Quest’anno debutta anche l’ARTigliate Custom Contest, dedicato alle special offroad: dalle Adventure alle Scrambler, fino a Tracker e Classic Enduro, con premiazioni fissate per sabato pomeriggio. Il programma non trascura gli amanti dell’esplorazione: le Adventure Ride organizzate da MV Adventure offriranno percorsi di circa 150 km su sterrato, tra coste adriatiche e zone pedemontane. Per chi preferisce l’asfalto, il Motoclub Danilo Vian proporrà mototour tematici: venerdì verso Cividale del Friuli, patrimonio UNESCO, e sabato a San Daniele, capitale del prosciutto. Attesissimo il Free Chapter Italian Event, che porterà a Lignano oltre 700 harleysti per un “raduno nel raduno” destinato a culminare con la grande parata del sabato. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Toyota GR Corolla 2025: il debutto della versione aggiornata in Giappone

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Toyota Gazoo Racing ha presentato in Giappone una versione rinnovata della GR Corolla, con le ordinazioni già aperte presso la rete ufficiale e l’avvio delle consegne fissato per il 3 novembre.  Il modello, nato dalla volontà di Akio Toyoda, noto come “Morizo”, di riportare la Toyota Corolla al centro della passione automobilistica, evolve ulteriormente grazie all’esperienza maturata nelle competizioni.  Gli aggiornamenti partono dal telaio, con un uso esteso di adesivi strutturali (oltre 32 metri di applicazione) per aumentare la rigidità senza incidere sul peso complessivo. Questo intervento consente alla vettura di affrontare sollecitazioni verticali e laterali tipiche non solo dei circuiti giapponesi ma anche di tracciati internazionali come il Nürburgring. Sul fronte meccanico, la GR Corolla riceve un nuovo condotto di raffreddamento dell’aria secondaria che convoglia aria fresca dalla griglia frontale, abbassando la temperatura di aspirazione durante i regimi più intensi. Il tre cilindri turbo G16E-GTS può così garantire un’erogazione stabile anche nelle fasi di guida più stressanti. A bordo, l’impianto audio JBL Premium Sound System è stato arricchito con un subwoofer nel vano bagagli, per un totale di nove altoparlanti. Inoltre, debutta l’Active Sound Control, che riproduce attraverso gli altoparlanti interni un sound sportivo sincronizzato con accelerazioni, rilascio del gas e variazioni di carico. Il risultato è un’esperienza immersiva che richiama il mondo delle corse, disponibile con tre modalità di intensità selezionabili. La gamma giapponese della GR Corolla 2025 sarà disponibile con cambio manuale a sei rapporti o trasmissione automatica a otto marce, entrambe abbinate alla trazione integrale GR-FOUR.
 Un’ulteriore novità riguarda gli attuali proprietari: Toyota sta sviluppando un programma di aggiornamento software che, a partire dalla primavera 2026, permetterà di aumentare la coppia massima a 400 Nm e di introdurre nuove modalità di gestione della trazione integrale, rendendo ancora più versatile l’esperienza di guida. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Honda WN7: la prima moto elettrica della Casa dell’Ala

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Honda segna un momento storico nel mondo delle due ruote con il lancio della WN7, la sua prima moto elettrica destinata al mercato europeo. Il modello, già preordinabile online fino al 31 dicembre 2025, sarà disponibile nelle concessionarie ufficiali Honda a partire da febbraio 2026 al prezzo di 15.190 euro, IVA inclusa. Il nome WN7 racchiude l’essenza del progetto: la “W” rimanda al concetto Be the Wind, la “N” richiama l’anima Naked della moto e il numero “7” identifica la fascia di potenza. L’ispirazione deriva direttamente dal prototipo EV FUN Concept presentato a EICMA 2024, da cui riprende linee futuristiche e snelle.  La Honda WN7 è equipaggiata con una batteria agli ioni di litio fissa che garantisce oltre 130 km di autonomia. Grazie alla compatibilità con lo standard CCS2, tipico del settore automobilistico, è possibile effettuare una ricarica rapida dal 20% all’80% in soli 30 minuti. Con una wall box domestica da 6 kW, invece, la ricarica completa richiede meno di tre ore. Il peso contenuto di 217 kg e il motore elettrico raffreddato a liquido da 18 kW offrono prestazioni equivalenti a quelle di una moto con motore termico da 600 cc, con il vantaggio di una coppia massima di 100 Nm, paragonabile a un 1000 cc. Per i neopatentati è prevista anche una versione da 11 kW, accessibile con patente A1. Silenziosa, fluida e priva di vibrazioni, la WN7 ridefinisce il concetto di piacere di guida su due ruote. La qualità costruttiva, l’equilibrio ciclistico e l’esperienza maturata da Honda in oltre 75 anni di storia motociclistica si ritrovano in questo nuovo modello elettrico. Ulteriori dettagli tecnici saranno svelati a EICMA 2025, dove verranno mostrati anche lo schermo TFT da 5 pollici connesso tramite Honda RoadSync e il sistema di illuminazione full LED. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Trasparenza PA: ANAC e CNR lanciano TrasparenzAI

(Adnkronos) - L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) compie un passo decisivo verso la creazione della Piattaforma Unica della Trasparenza, integrando TrasparenzAI, una soluzione open source realizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nell'ambito di un protocollo d'intesa congiunto. Il software, accessibile al link https://trasparenzai.anticorruzione.it/, contribuirà all'obiettivo di offrire un punto di accesso unico per i dati pubblici, rispondendo alla crescente domanda di trasparenza da parte di cittadini e istituzioni. Il progetto mira a semplificare le procedure per le amministrazioni, rendendo la trasparenza non più un mero adempimento formale, ma un "fattore abilitante e spinta propulsiva per un'azione amministrativa migliore e più efficiente, per la partecipazione attiva e consapevole dei cittadini e, non da ultimo, per la tutela dei diritti fondamentali", come sottolinea il Presidente di ANAC, Giuseppe Busìa. La strategia si basa su un approccio di "integrazione e interoperabilità con le principali banche dati pubbliche, che consentirà di ridurre progressivamente gli oneri a carico delle amministrazioni/enti, garantendo al contempo maggiore coerenza e confrontabilità delle informazioni". A sua volta, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Andrea Lenzi, ha evidenziato il valore del contributo scientifico: "Si tratta di un'iniziativa che dimostra come la ricerca possa tradursi in soluzioni concrete a beneficio delle istituzioni e dei cittadini". Il progetto, aggiunge, "rappresenta un esempio di come il sapere e l'innovazione possano sostenere la qualità dell'azione amministrativa, riducendo oneri e complessità e accrescendo la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini". Il Presidente Busìa ha rivolto un ringraziamento particolare al CNR e a tutti gli esperti che hanno lavorato al progetto. 

Come Funziona TrasparenzAI

 Il cuore tecnologico di TrasparenzAI risiede nell'uso di strumenti avanzati di web crawling e web scraping. Il software analizza direttamente le sezioni "Amministrazione Trasparente" dei siti web di tutte e 23.663 le Pubbliche Amministrazioni in meno di 20 ore. Attraverso un sistema di navigazione e rilevazione automatica, verifica la conformità della struttura dei siti e la presenza di tutte le sezioni previste dal decreto legislativo 33/2013 e successive modifiche. Questo processo consente di valutare in modo oggettivo e standardizzato il rispetto dei requisiti normativi, individuando eventuali carenze o difformità. Le informazioni acquisite, che provengono da una navigazione automatica, andranno a costituire parte della Piattaforma Unica della Trasparenza di ANAC, che riunisce anche banche dati interne all'Autorità e fonti esterne come la Banca dati nazionale ANAC dei contratti pubblici, la Banca dati dei servizi pubblici locali e l'indice IPA. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Fabbrica AI" per il futuro digitale

(Adnkronos) - Nella storica cornice del Castelvecchio di Verona, si è tenuto l'evento "Fabbrica AI" di Kiratech, per celebrare i primi vent'anni dell'azienda nel campo dell'innovazione tecnologica. L'appuntamento, dedicato al futuro digitale, ha offerto una giornata di approfondimento con sessioni e panel focalizzati su tre pilastri tematici cruciali: AI, Platform Engineering e Security. L'evento ha visto la partecipazione di relatori provenienti da partner internazionali di Kiratech come Dynatrace, Elastic, IBM, Red Hat, Nutanix e UpWind. I loro interventi hanno fornito contributi di scenario e presentato casi concreti di innovazione, offrendo al pubblico una visione a 360 gradi delle sfide e delle opportunità del settore. La giornata si è conclusa con il discorso di Krateo, il ramo aziendale di Kiratech specializzato in PlatformOps. 
A fine evento, il CEO di Kiratech, Giulio Covassi, si è dichiarato molto soddisfatto: "La chiusura della giornata e del tavolo tecnico è stata molto positiva. Anche l’audience è stata molto contenta sia di ascoltare gli speech di Kiratech e di Krateo, ma anche dei vendor, partner e sponsor. Siamo dunque molto soddisfatti". 
Il CIO e CISO di Kiratech, Marco Bizzantino, ha ripercorso la storia dell'azienda: "Siamo partiti piccoli, come si suol dire, ma abbiamo sempre avuto un carattere molto forte, spingendo l’innovazione anche in maniera audace su aziende che per loro natura magari sono poco recettive a innovazioni così spinte". Nonostante le sfide, l'azienda è riuscita a crescere: "Siamo riusciti a fare breccia; entrando in determinati mercati che per le nostre dimensioni magari erano fantascienza. Siamo riusciti poi a crescere anche come azienda e adesso siamo finalmente una realtà affermata in ambito italiano, ma anche in ambito europeo, e ci conoscono proprio per essere dei portatori di innovazione". L'anniversario non ha rappresentato un semplice traguardo, ma un punto di partenza verso nuove sfide. Bizzantino ha concluso con una visione per il futuro: "Questi sono stati i primi vent'anni; i prossimi vent'anni ci auguriamo di poter continuare su questa strada: aiutare le aziende ad innovare come dei pionieri dell'innovazione futura". L’evento ha ribadito il ruolo di Kiratech come partner di riferimento nell'evoluzione tecnologica, consolidando una visione che guarda avanti con competenza e passione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Hyundai Santa Fe, per il full Hybrid più potenza a parità di listino

(Adnkronos) - Più potenza e meno consumi per lo Hyundai Santa Fe, ma a parità di listino e con tanta tecnologia a disposizione : sono alcuni degli aggiornamenti del Model Year 2026 per il popolare Suv di segmento D, forte di un design personale e apprezzato e numerose soluzioni intelligenti. Grazie all'aggiornamento del sistema full-hybrid ora il Santa Fe vanta una potenza complessiva salita a 239 CV dai precedenti 215 CV, e miglioramenti in termini di efficienza che risultano in minori consumi ed emissioni. La motorizzazione, basata sul 1.6 T-GDi abbinato a un motore elettrico e a un cambio automatico a 6 rapporti, è offerta sia in versione trazione anteriore (2WD) che integrale (4WD) nelle configurazioni a 5 o 7 posti, all'insegna della massima versatilità per ogni esigenza di mobilità. Oltre all’incremento di potenza, il nuovo Model Year introduce dotazioni pensate per rendere l’esperienza a bordo ancora più esclusiva. Ad esempio il Calligraphy Pack – al vertice della gamma del modello e versione più venduta in Italia – ora propone una caratterizzazione estetica specifica, cerchi in lega da 20” dedicati, maniglia a scomparsa sul montante C, impianto audio Bose premium, Head-Up Display, Premium Relaxation Seats e interni premium dedicati con sedili in pelle nappa.  Sul fronte della tecnologia debutta su Santa Fe la Digital Key 2.0, la chiave digitale che consente di aprire, chiudere e avviare il veicolo tramite smartphone o smartwatch compatibili, grazie alla tecnologia NFC. L’introduzione del MY26 non ha visto cambiamenti nella struttura e nei prezzi del listino della versione Full-Hybrid che parte con la Business, a partire da 50.100 euro. Al vertice della gamma si posiziona l’allestimento XClass, che parte da 54.850 euro nella configurazione 2WD a 5 posti e può essere ulteriormente arricchito con il Calligraphy Pack. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Malattie rare, neurologo Padovani: "Bisogni di malati con Sla non sono tutti uguali"

(Adnkronos) - "La persona con Sla vive un’evoluzione legata alla malattia. Ogni paziente ha percorsi e contesti diversi: i bisogni cambiano nelle varie fasi e non sono mai uguali nemmeno tra le stesse famiglie, che presentano realtà e criticità differenti". Lo ha detto Alessandro Padovani, presidente della Sin (Società italiana di neurologia) e direttore della Clinica Neurologica di Brescia, in occasione dell’open day del primo nucleo residenziale in Italia dedicato alle persone con Sla, voluto da Regione Lombardia e Ats Brescia, nato dall’esperienza dei Centri Clinici Nemo e con il sostegno di Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica). "Dopo il Centro Nemo di Gussago – spiega Padovani – mancava un luogo dove persone con Sla e le loro famiglie potessero avere garantita un’assistenza multidisciplinare e interdisciplinare in una fase che richiede supporto quasi completo. A Carpenedolo si realizza qualcosa di eccezionale: un posto dove trovare cure ma anche, e soprattutto, tanta umanità". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Trapianti, in Italia record donazioni e scende attesa, a Milano congresso specialisti

(Adnkronos) - L'Italia è seconda in Europa, solo dopo la Spagna, per le donazioni di organi. Stando alle cifre indicate dal Centro nazionale trapianti, il tasso raggiunto è stato infatti di 28,2 donatori ogni milione di abitanti, dietro alla Penisola iberica (leader mondiale con 48,9), ma davanti a Francia (26,3), Regno Unito (21,3) e Germania (11,4). Ma si può fare ancora di più: ne è convinto il professor Luciano De Carlis, già primario al Niguarda di Milano e presidente della Società italiana trapianti di organi che, dal 21 al 23 settembre, terrà, a Milano, il suo 48.esimo congresso nazionale: "Le liste di attesa -spiega De Carlis- sono ormai di solo tre o quattro mesi, ad eccezione del rene dove invece si possono raggiungere i tre anni. Si tratta di numeri incoraggianti ma non bisogna accontentarsi. Bisogna puntare sull'informazione per incoraggiare le persone a dichiarare in vita la propria volontà di donare, in caso di morte, i propri organi". Un problema culturale che riguarda in particolare i ragazzi e gli anziani: "I primi -afferma il presidente di Sito- si sentono lontani, per l'età, dal problema mentre i secondi ritengono che i loro organi non siano, diciamo così, più utili. Niente di più sbagliato: l'attualità di ricorda che una donna di 102 anni ha donato il proprio fegato e che, in linea generale, è frequente che ciò possa accadere nella fascia che va dagli 80 ai 90 anni. Per questo è sempre più necessario intensificare le campagne di informazione, a partire dalle scuole dove è quantomai opportuno spiegare l'importanza di uno straordinario atto di altruismo. Nessuno può sentirsi escluso da questa esigenza sociale, nemmeno i nostri figli. Un tempo, nei nostri ospedali, arrivavano ragazzi deceduti per incidenti sul motorino. Ora invece ciò accade per i monopattini. Ma il risultato è lo stesso ed è per questo ritengo sia fondamentale esprimere la propria volontà in tema di donazioni. Riusciremmo così a ridurre ancora di più la mortalità nel paziente in attesa di trapianto, mortalità che, grazie alle nuove tecniche a disposizione, ha fatto già registrare una diminuzione significativa". A partire dalla possibilità di effettuare una donazione a cuore fermo e all'utilizzo di macchine di perfusione sempre più performanti: "Il problema in Italia -afferma De Carlis- è che le norme impongono un'attesa di venti minuti dopo l'arresto cardiaco, mentre in gran parte d'Europa è di appena cinque minuti. Per questo, dopo le necessarie valutazioni, dieci anni fa effettuammo al Niguarda il primo trapianto di fegato a cuore fermo aprendo di fatto una frontiera di grande rilevanza che ha permesso, da lì in poi, di aumentare la possibilità di sopravvivenza del 25%. L'80% degli organi, prelevati con questa tecnica, risultano poi utilizzabili anche grazie all'utilizzo di macchine di perfusione ormai raffinate, il cui costante utilizzo non solo può contribuire a rendere l'intervento da urgente a elettivo ma ha un'altra funzione fondamentale: condiziona l'organo, ovvero migliora la sua capacità funzionale".  Un'altra importante novità, che verrà affrontata durante il Congresso, riguarda il trapianto di fegato, dove si registra un incremento nel contrasto delle malattie oncologiche. Un cambiamento rispetto a pochi anni fa, quando il trapianto veniva invece effettuato prevalentemente a seguito di una cirrosi, esito dell'epatite C che adesso, però, è stata praticamente debellata dalla terapia medica antivirale: "Ne consegue -sottolinea il presidente di Sito- che le nuove indicazioni al trapianto riguardano appunto i pazienti colpiti da tumore, grazie a protocolli sperimentali che vedono la partecipazione di tutti i Centri italiani e la supervisione del Centro nazionale trapianti. Il che dà speranza di guarigione in molti settori come la malattia metastatica del tumore del colon retto al fegato o come il colangio-carcinoma. Ma va precisato che non c'è un'apertura totale a tutti i pazienti col tumore, ma sono ad alcuni casi ben selezionati". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


NVIDIA e Intel ridisegnano il mercato dei semiconduttori

(Adnkronos) - Una mossa dirompente sta ridefinendo il panorama tecnologico globale. Con un accordo senza precedenti, NVIDIA e Intel Corporation uniscono le forze per co-progettare nuove generazioni di prodotti per l'intelligenza artificiale, i data center e il personal computing. Questa collaborazione storica non si limita a una semplice partnership, ma inverte le dinamiche consolidate del mercato, con le due aziende che si scambiano i ruoli di cliente e fornitore. Il cuore di questa intesa risiede in un duplice scambio strategico. Come ha spiegato il CEO di NVIDIA, Jensen Huang, "Con questo accordo, in sostanza, diventeremo un grande cliente delle CPU server di Intel." Questo segna un cambiamento epocale, dato che, come sottolineato dallo stesso Huang, "al momento, acquistiamo CPU basate su architettura Arm da TSMC." La collaborazione estende l'influenza di NVIDIA all'ecosistema x86 di Intel, con l'obiettivo di "unirle con NVLink nei nostri sistemi rack-scale". Ma lo scambio non è a senso unico. "Saremo un fornitore piuttosto grande di chiplet GPU per gli SOC delle CPU x86 di Intel," ha affermato Huang. Questo apre a NVIDIA un "segmento di mercato che non abbiamo mai affrontato", rendendola un attore chiave anche nella fornitura di componenti a un'azienda storicamente rivale. Un'intesa che, secondo Huang, rappresenta una "grande opportunità di crescita per entrambi". A suggello della partnership, NVIDIA ha annunciato un investimento di 5 miliardi di dollari in azioni comuni di Intel, un segnale chiaro della fiducia nel futuro della collaborazione. Le dichiarazioni dei leader aziendali riflettono l'importanza di questo passo. Huang ha definito la fusione della tecnologia NVIDIA con l'architettura x86 di Intel come "una fusione di due piattaforme di livello mondiale che getta le basi per la prossima era del computing". Parallelamente, il CEO di Intel, Lip-Bu Tan, ha affermato che la piattaforma di elaborazione di Intel "completerà la leadership di NVIDIA nel calcolo accelerato e nell'intelligenza artificiale per consentire nuove scoperte per l'industria". L'annuncio ha immediatamente sollevato interrogativi sulle future dinamiche di mercato, in particolare per TSMC. Interrogato sull'eventualità di utilizzare le fonderie di Intel per prodotti di fascia alta come la piattaforma Grace Hopper, attualmente prodotti da TSMC, Huang ha risposto che "abbiamo sempre valutato la tecnologia di fonderia di Intel e continueremo a farlo
, ma l'accordo attuale è focalizzato esclusivamente sulle CPU personalizzate."  Nonostante ciò, la partnership posiziona Intel come un potenziale concorrente per la produzione dei chip più avanzati di NVIDIA, aprendo un nuovo capitolo nella complessa e mutevole geografia del settore dei semiconduttori. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Infortuni, l'avvocato Mazzei: "Negli appalti pubblici servono standard sicurezza più elevati"

(Adnkronos) - Non basta la patente a punti per incrementare la sicurezza sul lavoro ma è necessario innalzare gli indicatori in materia richiesti alle aziende che partecipano agli appalti dei contratti pubblici, realizzando una sorta di 'filtraggio a monte' tra quelle che rientrano negli standard richiesti e quelle che invece non lo sono, senza aspettare la fase realizzativa degli appalti. E' la posizione dell'avvocato Gianluca Mazzei, esperto in materia di appalti e sicurezza sul lavoro, come spiega in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia.
 "Il tema della sicurezza sul lavoro oggi in Italia è delicatissimo ed è veramente 'caldo', è inaccettabile -avverte Mazzei- il numero dei morti sul lavoro. A mio parere, le lacune in materia sono tante, ma ci sono anche le possibili soluzioni. Sulle lacune partiamo dal presupposto che il problema principale nasce a monte. Noi abbiamo un codice dei contratti pubblici che risale al 2023, aggiornato con un regolamento correttivo di dicembre 2024".  "E per quanto riguarda il tema della sicurezza è stata introdotta la cosiddetta patente a punti, che è una sorta di 'carta d'identità' delle aziende, dove sono registrati tutti gli indicatori di un'azienda sana o meno dal punto di vista della sicurezza. È un indice che però troviamo solo in fase di esecuzione, non in fase di partecipazione. Quindi un'azienda comunque, anche con un rating basso a livello di sicurezza, può partecipare agli appalti pubblici. A mio parere, invece, bisognerebbe creare una sorta di 'filtraggio' delle aziende che partecipano, e a farlo dovrebbero essere proprio gli enti pubblici coinvolti", sottolinea. Secondo Mazzei, la strada la seguire è chiara: "Innanzitutto dovrebbero -spiega- essere richiesti di criteri di sicurezza molto elevati, come alcuni committenti fanno, tutelando molto sia imprese che lavoratori. Ci sono invece committenti che utilizzano dei facsimile sulla sicurezza, standard, che vengono pubblicati così come sono". Secondo l'esperto, la sicurezza sul lavoro non è inoltre incentivata dalla "massima partecipazione, e quindi dalla più ampia concorrenza tra le imprese". "Questo perché possono partecipare al mercato imprese che hanno requisiti altissimi, ma solo sulla carta. Poi invece nell'esecuzione, nella realizzazione dell'opera, vediamo imprese che fanno su subappalti su subappalti e tutto ciò ricade sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza dei lavoratori che realmente realizzano l'opera, che comunque non hanno i dispositivi di protezione personali, o comunque lavorano in ambienti poco salubri e rischiosi per la loro salute. Purtroppo, ogni giorno ci sono morti sul lavoro e sembra la normalità, ma non dovrebbe esserlo", spiega ancora. Superare queste criticità, secondo Mazzei, è possibile intervenendo a monte, "ma non vedo la volontà di dialogo, servirebbe una maggiore cooperazione tra le parti in causa per il bene comune", puntualizza. Per l'esperto, anche sui controlli si potrebbe fare di più. "C'è una scarsa organizzazione, mi è capitato spesso che i controlli vengono fatti solo all'inizio o comunque solo su grossi cantieri. Sui piccoli e medi cantieri i controlli sono sporadici o comunque non sono così concreti che possano prevenire eventuali lacune dal punto di vista della sicurezza del lavoro", sottolinea.  A parere di Mazzei, centrale è, quindi, incentivare le imprese a seguire la 'road map' in materia di sicurezza: "Incentiverei le aziende a investire sulla sicurezza con una normativa, non a fondo perduto, ma con contributi al 50-60% per spingere le imprese a formare il personale in materia. E poi spingerei sulla realizzazione di scuole di formazione sul territorio per formare gli operatori che poi agiranno sul campo. E inoltre, a mio, parere è fondamentale 'premiare' le aziende che investono in sicurezza, e farlo in fase di gara pubblica. Andrei quindi a valorizzare gli operatori economici che hanno un rating storico elevato aziendale a livello di sicurezza: li premierei dando dei punteggi superiori in modo tale di incentivarli a investire e quindi aggiudicarsi le commesse pubbliche". E secondo Mazzei le nuove tecnologie potrebbe supportare gli interventi in materia di sicurezza sul lavoro. "E' necessario rendere effettivo quello che è il processo di digitalizzazione, e quindi che tutte le stazioni appaltanti, tutti gli enti pubblici digitalizzino al 100% la documentazione delle aziende, creando uno storico, e in modo tale da poterle valutare in ottica di partecipazione e priorità", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)