Attento a cosa pubblichi: l'IA ruba la tua vita dalle foto in soli 30 minuti

(Adnkronos) - L'evoluzione delle tecnologie generative sta trasformando radicalmente le metodologie del cybercrimine, riducendo drasticamente i tempi necessari per confezionare attacchi informatici su misura. Secondo l'analisi dettagliata contenuta nel rapporto From Holiday Snap to Custom Scam in 30 Minutes. How AI Turns Public Photos Into Targeted Attacks, un malintenzionato è oggi in grado di trasformare una manciata di scatti pubblicati su Instagram in una campagna di phishing personalizzata in appena trenta minuti. Il processo analizzato dai ricercatori di TrendAI, divisione di Trend Micro, dimostra come l'automazione della profilazione permetta di colpire una platea di obiettivi potenzialmente illimitata, superando la vecchia logica che vedeva nel mirino solo figure ad alto profilo. Attraverso l'impiego di strumenti di analisi delle immagini liberamente accessibili, il flusso di lavoro documentato prevede la raccolta di circa trenta foto pubbliche da cui vengono estratti segnali contestuali cruciali come interessi personali, luoghi frequentati, affiliazioni professionali ed eventi significativi della vita privata.  Questi dati vengono poi arricchiti con tecniche di open source intelligence per identificare i temi di maggiore impatto psicologico sulla vittima, arrivando alla generazione automatica di e-mail e siti web civetta estremamente convincenti. In uno scenario esemplificativo, il sistema ha dedotto dallo storico fotografico di un utente il superamento di una grave patologia, individuando in questo evento personale la leva emotiva più efficace per il targeting, senza la necessità di violare archivi privati ma basandosi esclusivamente su informazioni già condivise. Come sottolineato da Marco Fanuli, Technical Director di TrendAI Italia: "il phishing mirato esiste da anni, ma grazie all’intelligenza artificiale assistiamo a grandi cambiamenti nella velocità e nella portata di questa attività", aggiungendo inoltre che "i cybercriminali possono ora automatizzare le attività di profilazione e questo permette di risparmiare molto tempo e di targettizzare un numero incredibilmente maggiore di obiettivi, non solo quelli ad alto valore".  Il rischio si estende inevitabilmente anche al perimetro aziendale, dove le impronte digitali lasciate da dirigenti e dipendenti diventano esche per colpire il business attraverso contesti personali ricostruiti con precisione algoritmica, rendendo la profilazione basata su intelligenza artificiale uno strumento sempre più rapido ed economico per le organizzazioni criminali. 
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Iran, Camera commercio Italo-Germanica: "Ora scelte strategiche, puntare su transizione energetica"

(Adnkronos) - Il conflitto in Medio Oriente sta impattando pesantemente sulle forniture energetiche delle imprese europee, in particolare su quelle italiane e tedesche. E per fronteggiare la crisi servono inziative strutturali, per accelerare la transizione energetica. E' la posizione della Camera di commercio Italo-Germanica (Ahk Italien), come spiega in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia Luca Conti, presidente steering comittee energia della Camera e ceo di EON Italia.
 
Come sta impattando la guerra in Medio Oriente sul fronte energetico e i rapporti industriali italo-tedeschi? Dobbiamo preoccuparti più dell'aumento del costo dell'energia o del blocco dello Stretto di Hormuz?
 "Il conflitto in Iran sta avendo effetti pesanti sui costi e sulle forniture energetiche.Prima della guerra il petrolio costava circa 70 dollari al barile, ora siamo a oltre 100. Il gas in Europa è aumentato del 50% in due giorni. La situazione è preoccupante e danneggia la nostra competitività industriale, anche perché l’industria europea, e soprattutto Italia e Germania, hanno già affrontato lo shock dell’invasione dell’Ucraina, diversificando le forniture con tutte le difficoltà del caso. Ma questo contesto fornisce anche la possibilità di rivedere scelte strategiche, agendo sul lungo termine con misure strutturali e non solo interventi a breve termine". 
In che senso? Cosa servirebbe sul lungo termine?
 "In questi momenti vediamo quanto rischiosa sia la dipendenza da gas e petrolio, che non è solo industriale ma anche, più profondamente, geopolitica. In questa prospettiva, investire nella transizione energetica non vuol dire solo ridurre il nostro impatto ambientale, ma anche rendere più resilienti i nostri sistemi produttivi, e più economiche le nostre produzioni, con evidenti effetti sulla competitività di cui tanto parliamo in Europa. Ridurre la dipendenza da fornitori critici non è solo una scelta ambientale, ma una strategia economica e di sicurezza. Da tempo come AHK Italien presentiamo la transizione come leva di competitività, e non freno ad essa: ed è proprio nei momenti di crisi che questo si dimostra chiaramente". 
Cosa ci dicono i dati?
 "Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41,1% della domanda elettrica nazionale, su un fabbisogno totale di 311,3 TWh. La produzione fotovoltaica ha raggiunto il record storico di 44,3 TWh, con un +25,1% rispetto al 2024, superando per la prima volta l'idroelettrico come prima fonte rinnovabile in Italia. Solare ed eolico insieme hanno prodotto il 21,1% del fabbisogno nazionale, cioè oltre un quinto. Per giunta, nel 2025 sono stati installati 7.191 MW di nuova capacità rinnovabile, trainati dal fotovoltaico con 6.437 MW, con una media di circa 600 MW al mese. A fine 2025 l'Italia conta quasi 18.000 MWh di capacità di accumulo installata, con una crescita del 46,6% rispetto all'anno precedente. Esistono quindi segnali importanti, che ci dimostrano come le rinnovabili siano un asset centrale anche per l’industria: ma sulle rinnovabili scontiamo anche un grande import di tecnologia su cui bisogna lavorare per evitare nuove dipendenze, perché la transizione va fatta anche industrialmente". 
In questo contesto, cosa devono fare il governo italiano e tedesco e anche l'Ue?
 "Dal nostro punto di vista, sul piano nazionale più che misure straordinarie o sconti temporanei sulle bollette, ossia la medicina per abbassare la febbre, andrebbero elaborate misure di ampio respiro che permettano la riduzione e decarbonizzazione dei consumi, diminuendo in maniera strutturale i costi energetici per famiglie e imprese, ossia la cura strutturale del problema. Negli ultimi mesi, con l’iperammortamento, è stato fatto un passo importante, che però va reso subito operativo. Come Camera di Commercio Italo-Germanica, inoltre, da tempo sottolineiamo la necessità di 'Energy Release 2.0', che estenderebbe anche alle aziende non energivore la regola per cui lo Stato fornisce energia a prezzo scontato dietro la costruzione di nuovi impianti rinnovabili. Capiamo ad esempio l’attenzione al gas data nel DL bollette, ma non possiamo non rilevare che ciò rischia di scoraggiare una serie di investimenti sulle rinnovabili di cui abbiamo bisogno. Anche perché sempre più nostre imprese legano la loro programmazione agli obiettivi ambientali e a Transizione 5.0. In generale, dunque, serve accelerare un cambio di paradigma: più facilità nell’accesso agli incentivi (e nella stabilità degli stessi, perché i costi iniziali sono un tema dirimente quando si parla di rinnovabili), coordinare il DL bollette e la legge di bilancio 2026 (ad esempio nelle parti riferite all’efficienza energetica e ai sistemi di accumulo), mettere a terra programmi mirati di formazione e upskilling per i lavoratori. Sul piano europeo, serve rafforzare la cooperazione industriale tra Italia e Germania, dove esistono già filiere integrate e catene del valore consolidate soprattutto in ambito manifatturiero, quindi nei settori più energivori. Questo è il momento per accelerare su risposte europee comuni, politiche industriali concordate e un mercato unico dell’energia. Non si può agire solo nei momenti di crisi, ma anzi bisogna intervenire strutturalmente perché, nelle crisi, si abbiano già gli strumenti per affrontarle: in questa prospettiva, la transizione energetica è una leva di competitività e resilienza dei sistemi produttivi europei. (di Fabio Paluccio) 
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FareTurismo, 1.200 colloqui per figure professionali ricercate in Italia da 34 aziende del settore

(Adnkronos) - FareTurismo, l’unico appuntamento nazionale dedicato alla formazione, al lavoro, alle politiche turistiche, ideato e organizzato dalla Leader srl e giunto alla 25ª edizione - 13 a Roma, 1 a Milano con il patrocinio di Expo, 11 a Salerno - avrà luogo presso l’Università Europea di Roma da martedì 17 a giovedì 19 marzo 2026 con questi numeri: 23 incontri con 160 relatori; 24 espositori; 1.200 colloqui di selezione per figure professionali ricercate in Italia da 34 aziende turistiche; 3 giorni di conferenze e seminari di aggiornamento professionale; 3 giorni di colloqui psico-attitudinali con l’Università Europea di Roma; 40 tra istituti professionali dei servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, tecnici del turismo e commerciali con indirizzo turistico con oltre 1.500 studenti e 150 docenti provenienti da 11 regioni italiane (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Umbria).  FareTurismo in questo momento storico per il turismo italiano rappresenta una preziosa opportunità per i giovani che progettano il proprio futuro professionale in questo straordinario mondo e per gli addetti ai lavori che desiderano aggiornarsi e confrontarsi secondo il seguente programma: presentazione dell’offerta formativa (corsi ITS, corsi di laurea, master) e delle figure professionali (con i direttori d’albergo di Ehma, le associazioni di Fiapor Solidus Turismo, i manager di Blastness); colloqui di orientamento universitario (a cura degli psicologi di Ueorienta) e al lavoro; incontri domanda-offerta lavoro attraverso colloqui di selezione con i responsabili delle risorse umane delle aziende turistiche; conferenze e seminari di aggiornamento a cura di enti, organizzazioni di categoria e associazioni professionali; incontri dei dirigenti scolastici degli alberghieri, dei presidenti dei corsi di laurea e direttori dei master in turismo, dei presidenti degli Its academy; nel salone espositivo oltre alla presentazione dell’offerta formativa accademica e non accademica da parte delle università, istituzioni, enti, organizzazioni nazionali di categoria, associazioni professionali, agenzie di recruiting forniranno informazioni sulle opportunità occupazionali e sui percorsi da intraprendere per formarsi e lavorare nel turismo.  Sono dunque 1.200 i colloqui di selezione per profili ricercati con opportunità di assunzione o stage da parte delle 34 aziende (catene alberghiere, hotel, terme, agenzie per il lavoro, enti e società di consulenza e di servizi), che effettueranno mercoledì 18 marzo dalle ore 10 alle 18 (prenotabili dal sito fareturismo.it): per accoglienza/front desk capo ricevimento, vice capo ricevimento, receptionist, guest relation manager, guest experience maker, guest relation agent, portiere d’albergo; per bar barista, bartender, barman/barlady, commis di bar; per le camere governante, housekeeping attendant, cameriere ai piani; per la cucina chef, sous chef, aiuto cuoco, capo partita, commis di cucina, pasticciere, lavapiatti, pizzaiolo. E ancora: aree amministrazione/contabilità, booking, comunicazione, customer care, eventi, food&beverage, revenue management, sales&marketing; estaurant supervisor, f&b manager, maitre, chef d’etage, cameriere di sala, chef de rang, demi chef de rang, commis di sala, commis de rang, hostess bar/ristorante; geometra, facchino, manutentore, assistente bagnanti, addetto alle pulizie e rifacimento cabine; spa receptionist, spa therapist; addetto/a booking tour operator; s booking, commis di cucina, commis di sala/bar, event coordinator, front office, f&b waiter, guest relations/leisure&group agent, manutenzione, revenue management, sales, sustainability, ufficio amministrazione del personale, ufficio economato. Le figure sono ricercate in tutta Italia: Bologna, Como, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Parma, Perugia, Ravenna, Rimini, Roma, Trento, Trieste, Venezia, Verona. E ancora: Capalbio (GR), Cavaion Veronese (VR), Orvieto (TR), Penango (AT), Ponte di Legno (BS), Olbia (SS), Sorrento (NA), Taormina (CT) e altre località in Abruzzo, Calabria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e a bordo delle navi. Le 34 aziende turistiche che effettueranno i colloqui: AG Group, Altarocca Wine Resort, Anantara Hotels & Resorts, Blastness, Bluserena Hotels & Resorts, Bulgari Hotel Roma, BZAR hotels, Cardo Hotel Autograph Collection, EBTL Ente Bilaterale Turismo del Lazio, Futura Vacanze, Gi Horeca, Grimaldi Lines, Hilton, Hilton Rome Airport/Hilton Rome Eur La Lama/Hilton Garden Inn Rome Airport, Hotel Nord Nuova Roma, Hyatt Regency Rome Central, LDC Hotels, Le Meridien Visconti, Minor Hotels, Omnia Hotels, Palazzo Ripetta, Planetaria Hotels, Rocco Forte Hotels, Roman Hotels (Hotel Capannelle Appia Antica e Hotel Roma Aurelia Antica), Rosewood Rome, Sheraton Parco De’ Medici Rome Hotel, Six Senses Rome, Starhotels, Swadeshi Hotels, Terme di Saturnia, The Hospitality Experience, Thompson Rome, Umana, VOIhotels/VRetreats. "Alla base - spiega Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere - del mismatch tra domanda e offerta di lavoro nel settore turistico, che tra il 2025 e il 2029 assorbirà il 18% del fabbisogno complessivo di lavoratori, c’è il minor numero di iscritti agli istituti alberghieri e professionali e la qualità dell'orientamento. E' necessario far capire ai ragazzi e alle loro famiglie che lavorare nel turismo è una scelta professionale con prospettive concrete e con percorsi di carriera definiti. Per questo sarebbe utile un sistema che colleghi i dati del mercato del lavoro - quelli di Excelsior a livello territoriale - con la programmazione delle classi e la formazione dei docenti. E poi occorre che le aziende tengano conto delle esigenze dei giovani nel formulare le loro proposte sia in termini retributivi che organizzativi". Dai dati dell’Indagine Excelsior, il turismo si conferma uno dei principali motori del mercato del lavoro in Italia: nel 2025 le imprese del comparto hanno programmato circa 1,2 milioni di entrate, su livelli in linea con il 2024 e storicamente elevati. Infatti, tra il 2022 e il 2025 le entrate programmate nel turismo hanno fatto registrare un incremento complessivo di poco inferiore al 19% (passando da 986mila a 1,17 milioni di unità); in particolare la crescita è stata più intensa tra 2022 e 2023 (+160mila unità) in corrispondenza di una fase espansiva della domanda e negli anni successivi si è stabilizzata. I servizi di alloggio e ristorazione e i servizi turistici nel 2025 rappresentano il 20,2% del totale entrate programmate dalle imprese italiane e, all’interno del solo settore dei servizi, concentrano quasi tre entrate su dieci. La domanda di lavoro è concentrata quasi interamente in alloggio e ristorazione, con la ristorazione che assorbe circa 826mila entrate programmate (poco più del 70% del totale del comparto) mentre l’alloggio ne conta oltre 327mila (circa il 28%). Le agenzie di viaggio e servizi di prenotazione presidiano funzioni più specialistiche di progettazione dell’offerta e gestione dei flussi, incidendo in misura più contenuta sulla domanda (quasi 16mila entrate). Le micro e piccole imprese rappresentano il canale privilegiato di accesso al lavoro: le microimprese (1-9 dipendenti) hanno programmato complessivamente circa 543mila entrate, pari al 46,4% di tutte le entrate del comparto e le piccole imprese (10-49 dipendenti) il 35,6%. Dal punto di vista territoriale, tutte le macroaree partecipano a questo quadro di elevata domanda, con il Sud e Isole che esprime il maggior volume di entrate (il 31%) e un insieme di regioni e province - montane, balneari e città d’arte - in cui il turismo costituisce un perno strutturale dei fabbisogni occupazionali. Il turismo conferma il proprio ruolo di canale privilegiato per giovani e donne: gli under 29 rappresentano una quota del 35% delle entrate del comparto, nettamente superiore alla media dei settori (27%) e la partecipazione femminile si colloca su livelli più alti rispetto al resto dell’economia (23,2% vs. 16,8%). Dal punto di vista professionale, il cuore della domanda di lavoro resta costituito dalle professioni qualificate nei servizi e nel commercio - camerieri, cuochi, baristi, addetti all’accoglienza - affiancate da una componente significativa di profili non qualificati impegnati in mansioni di supporto operativo. La difficoltà di reperimento rimane un tratto strutturale del quadro occupazionale: circa un’entrata su due nel turismo (50,2%, pari a oltre 587mila entrate) è considerata difficile da coprire, con valori superiori alla media dei settori (47%) e punte più elevate nella ristorazione, nel turismo montano e nelle aree a forte vocazione culturale e paesaggistica. Guardando alle motivazioni dichiarate dalle imprese, emerge in primo luogo la scarsità di candidature (segnalata nel 33% dei casi), mentre l’inadeguatezza dei profili incide per circa il 12%.  Di fronte alle difficoltà di reperimento, le imprese turistiche mettono in campo una serie di strategie, in larga parte in linea con quanto avviene nel resto dell’economia. La risposta più frequente consiste nell’assumere una figura con competenze affini e investire successivamente in formazione (nel 48% delle entrate di difficile reperimento), cui segue la leva retributiva (utilizzata nel 25% dei casi). Infine, in ottica di medio periodo, dalle previsioni del Sistema Informativo Excelsior per il 2025-2029 la filiera Commercio e turismo risulta la prima filiera italiana per domanda di lavoratori, stimata tra 574mila e 702mila unità nei prossimi cinque anni, pari al 18% di tutto il fabbisogno occupazionale del Paese. In quest’ottica risulta ancora più critica la tensione tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Infatti si prevedono ampi mismatch tra fabbisogni occupazionali e offerta formativa, in particolare nei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) ogni anno potrebbero mancare tra 56mila e 76mila giovani, soprattutto nell’indirizzo Ristorazione dove il rapporto fabbisogno/offerta è stimato 1,4. 
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Bmt Innovation: cala sipario su edizione record, 15mila visitatori a Mostra d'Oltremare

(Adnkronos) - Cala il sipario sulla 29.ma edizione della Bmt - Borsa Mediterranea del Turismo, che si chiude oggi a Napoli consolidando la leadership di evento fieristico di riferimento per il comparto turistico nel Centro-Sud Italia. Con un flusso di circa 15.000 visitatori registrato nei tre giorni di fiera, la manifestazione si attesta come appuntamento imprescindibile per l’incontro tra domanda e offerta professionale. "Il successo della 29.ma edizione della Bmt – afferma Angioletto De Negri, ideatore della Bmt e patron di Progecta – è la conferma che la nostra fiera è un cuore pulsante della politica turistica nazionale. Abbiamo registrato numeri straordinari, con circa 15.000 presenze e una crescita esponenziale dell'internazionalizzazione dell’evento, con la presenza di ben 17 Paesi strategici per i flussi turistici su scala globale. Abbiamo avvertito una vicinanza concreta e autorevole da parte delle Istituzioni, che desidero ringraziare sentitamente".  "La presenza del ministro Daniela Santanchè ha ribadito la centralità del comparto per l'economia del Paese e il ruolo guida che Napoli, la Campania e il Mezzogiorno devono ricoprire in questa importante sfida. Altrettanto fondamentale è stato il dialogo costante con il territorio: la presenza costante dell’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio, la visione strategica del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’impegno quotidiano dell’assessore al Turismo del Comune di Napoli Teresa Armato dimostrano che quando Napoli e la Campania fanno sistema, rappresentano un modello di accoglienza e business imbattibile. Abbiamo trasformato – conclude De Negri - 16.000 mq in un hub dove la domanda internazionale ha potuto incontrare l’eccellenza italiana. Con 487 espositori e una filiera dei trasporti e dei tour operator pienamente rappresentata, la BMT si conferma il termometro reale dello stato di salute del turismo: un settore che è un volano imprescindibile per l’economia italiana e che da Napoli guarda al futuro con rinnovata ambizione”. L’edizione 2026 ha occupato una superficie espositiva di 16.000 mq, trasformando i padiglioni della Mostra d'Oltremare nel cuore pulsante del business turistico. La fiera ha visto la partecipazione di: 487 espositori accreditati; 72 tra Regioni ed Enti locali, a testimonianza di una sinergia territoriale sempre più forte per la promozione del brand Italia; 17 Paesi esteri, con delegazioni provenienti da mercati strategici come Usa, Emirati Arabi, Qatar, Giappone, Brasile, Germania e Regno Unito; 35 organizzazioni e destinazioni internazionali che hanno scelto Napoli per presentare le proprie offerte al mercato italiano.    La grande novità di quest'anno è stata la Bmt Innovation Arena. In un mercato sempre più digitale, la fiera ha dedicato uno spazio esclusivo all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel settore turistico. Grazie alle partnership con Zucchetti, per il comparto ricettivo, e con Accenture, per gli operatori del travel, la Bmt ha offerto corsi di formazione gratuita per governare la rivoluzione dei dati e dei sistemi generativi che, sono andati quotidianamente sold out. La Bmt si conferma una vera e propria officina di scambi commerciali grazie alla partecipazione dei principali player della filiera, con 390 sellers e 72 tour Operator (tra Incoming e Outgoing) che hanno incontrato i buyer internazionali. Inoltre, anche il settore è stato rappresentato da 21 operatori, tra compagnie aeree e società di gestione aeroportuale, oltre a 15 compagnie di crociera e di navigazione - su tutte MSC, Costa e NCL - sottolineando l'importanza della connettività per lo sviluppo del turismo.   Con la chiusura di questa edizione, l’attenzione si sposta già verso il traguardo del prossimo anno: la trentesima edizione, che sarà Bmt Evolution. Un anniversario storico che promette di alzare ulteriormente l'asticella sui temi dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, senza però perdere di vista l’evoluzione di un comparto che, come quello turistico, vede nella Bmt un punto di riferimento identitario e commerciale.   
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Mercedes-Benz, aperti gli ordini della nuova GLB hybrid

(Adnkronos) - Sono aperti da oggi gli ordini per la nuova Mercedes-Benz GLB hybrid, la versione elettrificata del SUV compatto della Stella che si affianca alla variante 100% elettrica della gamma. Il prezzo d’ingresso parte da 49.516 euro per la GLB 180 ADVANCED da 136 CV, dotata di sistema mild hybrid a 48 Volt. La nuova GLB hybrid è proposta con trazione anteriore o integrale 4MATIC e in tre livelli di potenza – 136, 163 e 190 CV, tutti affiancati da un motore elettrico a 48 Volt capace di garantire un overboost di circa 30 CV.  Sul fronte tecnico, la GLB 180 si distingue per un consumo medio inferiore ai 6 litri per 100 chilometri, valore che la colloca tra i modelli più efficienti della gamma SUV Mercedes-Benz. Il nuovo motore benzina turbo quattro cilindri da 1,5 litri utilizza un processo di combustione basato sul ciclo Miller, soluzione che consente di ridurre i consumi soprattutto nelle condizioni di carico parziale tipiche della guida urbana. La nuova GLB hybrid è disponibile in quattro linee di allestimento: ADVANCED, ADVANCED PLUS, PREMIUM e PREMIUM PLUS.
 
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DENZA Z9GT porta in Europa la ricarica ultra-rapida FLASH Charging

(Adnkronos) - La mobilità elettrica compie un ulteriore passo avanti con l’arrivo in Europa della DENZA Z9GT introducendo la nuova tecnologia FLASH Charging, pensata per ridurre drasticamente i tempi di ricarica dei veicoli elettrici. Grazie a una potenza di ricarica fino a 1.500 kW, il sistema consente infatti di portare la batteria dal 10% al 70% in soli cinque minuti, mentre una ricarica dal 10% al 97% richiede appena nove minuti. Anche in condizioni climatiche estreme, fino a –30°C, il sistema è in grado di passare dal 20% al 97% in circa 12 minuti. La nuova tecnologia BYD sfrutta due elementi chiave: le nuove stazioni di ricarica BYD ad altissima potenza e la seconda generazione della Blade Battery, che mantiene la chimica litio-ferro-fosfato (LFP) migliorando il trasporto degli ioni per aumentare densità energetica, velocità di ricarica e durata nel tempo. “L’introduzione della DENZA Z9GT in Europa segna una tappa molto importante per il nostro marchio”, ha dichiarato Stella Li, Executive Vice President di BYD. “La possibilità di aggiungere centinaia di chilometri di autonomia in pochi minuti, anche a temperature estremamente basse, riflette perfettamente la nostra visione di una mobilità premium basata su tecnologia avanzata, prestazioni ed eleganza”.
 
BYD ha già installato migliaia di stazioni FLASH Charging in Cina e ha annunciato un piano di espansione globale che prevede una prima diffusione anche in Europa già nel mese di Aprile. 
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Yamaha rinnova il Tricity 300

(Adnkronos) -
Yamaha presenta il nuovo Tricity 300 Model Year 2026, evoluzione dello scooter a tre ruote pensato per la mobilità urbana. Il modello introduce un importante aggiornamento tecnico e stilistico che rafforza il posizionamento del Tricity. Elemento distintivo del veicolo resta il sistema Leaning Multi Wheel (LMW), il telaio brevettato Yamaha che consente allo scooter di inclinarsi in curva mantenendo due ruote anteriori. Tra le novità principali del Tricity 300 MY 2026 spicca l’introduzione dell’airbag, una prima assoluta per uno scooter Yamaha. Il sistema è progettato per attivarsi in caso di collisione frontale, contribuendo ad assorbire parte dell’energia dell’impatto e ridurre la proiezione in avanti del pilota. Il nuovo modello beneficia anche di un restyling completo della carrozzeria, con linee più affilate e dinamiche che accentuano il carattere sportivo del mezzo mentre la nuova firma luminosa con luci di posizione e fanale posteriore a LED contribuisce a definire ulteriormente un look più moderno e tecnologico.  Debutta una nuova strumentazione digitale composta da un display TFT a colori da 4,2 pollici affiancato da un display LCD da 2,8 pollici mentre il sistema consente anche la connessione con lo smartphone tramite l’app Yamaha MyRide e introduce anche la navigazione Garmin StreetCross.
 Il nuovo Tricity 300 é mosso da un motore Blue Core monocilindrico da 292 cc, raffreddato a liquido e abbinato a trasmissione automatica CVT, ora omologato Euro5+.
 
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Da Ranucci ad Al Bano, da Vaia a monsignor Paglia: a Roma la mobilitazione dell'Uap contro le tariffe al ribasso

(Adnkronos) - “Non è una giornata politica ma per la salute dei cittadini, vogliamo regole uguali per tutti”. Così all’Adnkronos Salute Mariastella Giorlandino, presidente Uap (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti, ospedalità privata) nell’aprire oggi a Roma la mobilitazione dei laboratori e cliniche private convenzionate al teatro Brancaccio di Roma. “La sanità non è una economia di scala, noi chiediamo giusti rimborsi” per le tariffe di esami e visite svolte nelle strutture private convenzionate con il Ssn “e al ministero della Salute ricordiamo di fare presto la modifica delle tariffe, indicata dal Tae, e già tagliate del 70%”, ha evidenziato la presidente Giorlandino.  “Il cittadino italiano ha il diritto di essere curato nel modo migliore - ha rimarcato Giorlandino - Serve una sanità sul territorio capillare con strutture a norma, organizzate e con professionalità. Per farlo servono fondi giusti. Occorre un sistema che guardi al Sud e fermi la mobilità sanitaria”. La seconda criticità sottolineante dall’Uap riguarda la farmacia dei servizi, che oggi possono fare in deroga alcune prestazioni diagnostiche, “se la prestazione è la stessa, è legittimo chiedersi perché le regole non lo siano. Nel Ssn devono valere gli stessi diritti per i cittadini e gli stessi doveri per chi eroga prestazioni sanitarie”, conclude la presidente Uap.  L'iniziativa, moderata dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, nasce come "mobilitazione civile a difesa del Servizio sanitario nazionale e per richiamare l'attenzione su alcune criticità che rischiano di indebolirne l'equilibrio", spiega Uap. Sono "tre i nodi al centro della riflessione: tariffe del nomenclatore nazionale inferiori ai costi reali delle prestazioni; regole diverse per prestazioni sanitarie identiche nella cosiddetta farmacia dei servizi; riordino della rete dei laboratori e concentrazione dell'offerta sanitaria che rischiano di ridurre la sanità di prossimità". All'assemblea dell'Uap, (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti, ospedalità privata), a Roma è intervenuto al telefono come 'guest star' non annunciata il giornalista e conduttore di 'Report', Sigfrido Ranucci. "La sanità nel nostro Paese è a pezzi, gli ospedali sono fatiscenti e i reparti che vengono chiusi per mancanza di personale e tutto questo mentre le liste d'attesa si allungano. Questa è la fotografia di 30 anni di tagli alla sanità che hanno lasciato un segno indelebile. La politica ha liberato risorse dal Ssn per trasferirle al privato puro. Purtroppo - ha aggiunto - ora ci si aggrappa al salvataggio del Pnrr ma dubito che possa salvare il Ssn, non basterà potenziare la medicina del territorio con le Case di comunità per garantire il diritto alla salute cancito dalla Costituzione".  
Ranucci ha poi annunciato che 'Report' tornerà ad occuparsi di sanità. "Alcune realtà private anche eclantanti hanno ulizzato i soldi del Fondo sanitario pubblico come un bancomat per portare soldi all'estero", e poi altro tema che sarà affrontato dalle inchieste del team di 'Report' è la formazione, "si è abbassata la qualità" e sul tema "abbiamo intervistato medici e esperti di sanità in tutto il mondo: con l'apertura del numero legale" a Medicina "abbiamo documentato come una qualsiasi persona può superare gli esami di Medicina creando dei danni anche ai pazienti". Il primo intervento, durante l'evento al Brancaccio, è stato di monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito Pontificia Accademia per la Vita: “La salute è un bene primario per tutti, nessuno escluso e difendere il Ssn è un dovere primario. La battaglia dell’Uap va sostenuta e se c’è bisogno di gridare facciamolo insieme. Anche da parte dei milioni di anziani scartati dalla società, nel 2026. C’è bisogno che tutta la società, a partire dalla politica, faccia crescere la coscienza che il bene della salute è importante per tutti”.  
Ospite con un videomessaggio registrato il cantante Al Bano. “Amo l’Italia e desiderio un Paese che lieviti e cresca. Il settore più importante per l’umanità è quello sanitario, perché è una certezza nel bisogno e una sicurezza per noi. Il Ssn va difeso e la salute non deve essere un privilegio, la sanità è un bene prezioso. Quindi è giusto richiamare l’attenzione sui fattori che indeboliscono il Ssn e in questo caso le tariffe, che non permettono di lavorare in serenità. Il Ssn deve rimanere forte e vicino a chi soffre”.  Altro ospite che è intervenuto con un videomessaggio è stato Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità: "I cittadini sentono come profondamente odiose le liste d’attesa. C’è un problema rete territoriale, di rete ambulatoriale e di prossimità. C’è la necessità di integrazione pubblico-privato perché il cittadino deve essere aiutato dove vive. Una buona sanità deve essere di qualità ma anche accessibile. C’è bisogno di coraggio, di rivedere il sistema: dalle regole, dai decreti e dalle tariffe. Ma tutto deve essere in funzione delle persone”. Anche Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale italiana dei medici chirurghi e odontoiatri) ha mandato un suo videomessaggio: "La manifestazione Uap a Roma “è un evento importante perché sottolinea l’importanza del Ssn e la vocazione universalistica dove voi svolgete un ruolo essenziale e di questo ringrazio gli operatori, i medici sopratutto, perché garantite la qualità, le competenze e la professionalità. Chi lavora nelle strutture accreditate deve essere orgoglioso del lavoro che fa perché rafforza l’obiettivo della tutela della salute garantito dalla Costituzione”.  “Dopo il Covid ci aspettavamo investimenti nella sanità e nei professionisti. Le risorse però non sembrano oggi sufficienti per investire nel Ssn, che ci permette di stare tranquilli dal punto di vista dell’assistenza. Perché in altri paesi c’è chi ha dovuto vendere casa per pagare la terapia intensiva durante il Covid. Oggi si sta puntando sulla medicina di prossimità ma c’è un problema con le liste d’attesa. Come si risolve? Cercando i prescrittori per le Case di comunità, ma io ho già firmato 1093 permessi a medici iscritti all’Ordine per lavorare all’estero. Quindi il futuro del Ssn, della nostra salute, dipende da quanti professionisti rimarranno in Italia. Rischiamo di avere strutture senza medici”. Così Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma e provincia, nel suo intervento.  
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Giornata fiocchetto lilla, da specialisti consigli a famiglie su come gestire momenti sensibili

(Adnkronos) - In molte famiglie i primi segnali di difficoltà emergono nei momenti più ordinari della giornata: a tavola, davanti allo specchio, durante il cambio degli armadi o nelle discussioni su cosa mangiare. In queste occasioni si giocano spesso equilibri delicati tra autonomia, controllo e percezione del proprio corpo e di quello altrui. Accanto ai percorsi terapeutici specialistici, anche il modo in cui la famiglia gestisce queste situazioni può influenzare il clima emotivo: per questo gli specialisti della rete per i disturbi alimentari del Gruppo Kos hanno elaborato, in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla - che si celebra domani - alcuni consigli pratici di orientamento. Suggerimenti utili anche in via preventiva nelle famiglie dove stanno crescendo ragazzi e ragazze alle prese con i cambiamenti del corpo e dell’identità. 
Adolfo Bandettini di Poggio, direttore medico dell’area psichiatria del Gruppo Kos: “Molte dinamiche cruciali nei disturbi alimentari – controllo delle calorie, confronto difficile con l’immagine di sé – sono presenti in forma più sfumata in molte famiglie con figli preadolescenti o adolescenti. Alcuni disturbi, come l’anoressia, si manifestano in modo evidente, mentre bulimia, binge eating o ortoressia possono essere dissimulati. È però fondamentale intervenire precocemente, in maniera integrata coinvolgendo tutte le figure professionali: il nostro obbiettivo deve essere quello di proteggere non solo la mente ma anche il corpo, che può essere compromesso a lungo termine con danni importanti che coinvolgono ad esempio il sistema cardiocircolatorio, endocrinologico e renale. La guarigione è possibile ma richiede un lavoro corale che riunisca specialisti, famiglie e educatori, per creare un’alleanza che rompa il senso di solitudine dei ragazzi e delle ragazze, portandoli a ricevere le cure necessarie.” Il pasto in famiglia: quando la tavola diventa un luogo di tensione. "Il momento del pasto è spesso uno dei più delicati. Nelle famiglie si crea facilmente una dinamica di controllo e contro-controllo reciproco: i genitori osservano e insistono, il figlio o la figlia si difendono o si chiudono. Alcuni accorgimenti possono aiutare a ridurre il conflitto. Cosa può essere utile fare? "Mantenere il pasto come un momento di relazione familiare e non come verifica di comportamento; mantenere orari regolari e una routine prevedibile dei pasti; parlare di altri argomenti durante la tavola per ridurre la pressione sul cibo e mantenere un contatto tra familiari che non sia focalizzato sul disturbo alimentare; accettare che il percorso di cambiamento sia graduale e non lineare - suggeriscono gli specialisti - Cosa è meglio evitare? Commenti su quantità, peso o calorie degli alimenti; trasformare il pasto in un interrogatorio ('quanto mangi?', 'perché non mangi questo?'); dare suggerimenti insistenti, instaurare ricatti emotivi ('se mangi questo puoi…) o fare discussioni accese a tavola. Cambio di stagione e cambio degli armadi: un passaggio delicato di quanto sembri. Il cambio degli armadi è spesso vissuto come un gesto positivo, quasi liberatorio per l’arrivo della bella stagione. Per chi ha un disturbo alimentare può invece rappresentare un momento di forte vulnerabilità. Il passaggio ai vestiti più leggeri comporta infatti diversi elementi critici: maggiore esposizione del corpo, confronto con le taglie dell’anno precedente, aumento dell’attenzione sul peso e sulla forma fisica".  "Alcune attenzioni possono aiutare: evitare commenti sul corpo proprio o altrui o su come 'stanno' i vestiti; non forzare prove di abiti se la persona manifesta disagio; evitare confronti con il passato, con altri membri della famiglia o conoscenti; privilegiare gli abiti per la loro funzione e comodità, non per l’apparenza; privilegiare abiti non troppo centrati sulla forma corporea - proseguono gli esperti - Il frigorifero di casa: dal controllo alla collaborazione. Un’altra dinamica frequente nelle famiglie riguarda il controllo del cibo domestico. Il frigorifero o la dispensa possono diventare un luogo di sospetto reciproco: i genitori controllano cosa manca, il figlio o la figlia nascondono o evitano alcuni alimenti. Questo meccanismo tende a irrigidire il clima familiare. Può essere più utile: costruire una gestione condivisa della cucina e della dispensa: coinvolgere la persona nella spesa, nelle scelte alimentari, nella preparazione dei pasti – sia per stare insieme sia per avvicinarsi al cibo con maggiore tranquillità; concordare alcuni alimenti 'sicuri' e maggiormente accettati; ridurre i controlli su frigorifero e dispensa; privilegiare un approccio flessibile e piacevole all’alimentazione, evitando di trasformare il cibo sano e le preparazioni leggere in regole rigide o fonte di ansia".  Il 2025 nei ricoveri e percorsi di cura nella rete del Gruppo KosLa rete dedicata ai disturbi alimentari del Gruppo Kos offre percorsi strutturati e convenzionati con il Ssn che comprendono ricovero specialistico, day hospital, riabilitazione nutrizionale, trattamento psicoterapeutico integrato e monitoraggio medico delle complicanze fisiche. È composta dalle strutture Villa dei Pini a Firenze, Villa Margherita ad Arcugnano (Vicenza), Villa Sant’Alessandro e Villa Armonia a Roma, Villa Rosa e Villa Pineta a Modena e Ville di Nozzano a Lucca, per un totale di oltre 120 posti letto accreditati. Nel 2025 ha trattato oltre 600 pazienti. 
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Dagli Usa a Ostia, Ia e defibrillatori impiantabili per prevenire scompenso cardiaco

(Adnkronos) - Si chiama 'HeartLogic', è nato negli Stati Uniti ed è il primo algoritmo diagnostico integrato nei defibrillatori cardiaci in grado di prevenire con largo anticipo, mediamente quattro settimane, la comparsa di criticità cardiologiche in un paziente e le relative conseguenze. Il tutto sfruttando tecnologie digitali e intelligenza artificiale per controllare in tempo reale a distanza tutti i parametri fisiologici (toni cardiaci, respirazione, attività, impedenza) del soggetto in cura. L’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’ospedale Grassi di Ostia ha creduto nel sistema di Boston Scientific fin dal 2019, anno in cui ha adottato l’innovativo software. Successivamente anche altre due aziende produttrici di dispositivi cardiaci impiantabili (Medtronic e Biotronik) hanno sviluppato algoritmi proprietari simili e questi sistemi di monitoraggio sono oggi disponibili nella pratica clinica in numerosi centri di cardiologia in tutto il mondo. Con i circa 80 pazienti monitorati attraverso i 3 sistemi disponibili è stata raccolta una rilevante casistica con la quale la Cardiologia del nosocomio lidense è diventata uno dei punti di riferimento internazionali su questo argomento, sia per le pubblicazioni scientifiche sia nelle attività congressuali in tutto il mondo, in cui i dati raccolti al Grassi vengono presentati. “Nel 2024, abbiamo pubblicato anche i primi due casi al mondo sull'utilizzo dell'HeartInsight (Biotronik) che è l’ultimo nato tra questi sistemi”, spiega Luca Santini, dirigente medico della Uoc di Cardiologia del Grassi e principale ricercatore del lavoro prospettico sull'utilizzo di questo nuovo algoritmo, ricerca pubblicata per la prima volta al mondo. Ma vediamo subito quali sono i principali algoritmi in uso clinico? “Partiamo con l’HeartLogic (Boston Scientific): integra cinque sensori (toni cardiaci: S1 e S1/S3, frequenza respiratoria, impedenza toracica, frequenza cardiaca, attività fisica) e fornisce un indice continuo; quando il valore supera una soglia definita, viene generato un alert con un anticipo sull’evento clinico acuto fino a 30-40 giorni - chiarisce - Poi c’è il TriageHF (Medtronic) che utilizza un modello bayesiano che classifica il rischio di scompenso nelle successive quattro settimane in basso, intermedio o alto. E infine abbiamo HeartInsight (Biotronik), un algoritmo che integra sette parametri clinici e il Seattle Heart Failure Model, generando alert con un pre-avviso medio dell’evento acuto di circa quaranta giorni”.  Ma come funziona l’algoritmo? “Il software è collegato con il defibrillatore impiantato nel paziente e in presenza di un problema, da questi dispositivi partono degli alert che sono gestiti dal team del nostro ambulatorio di controllo al Grassi. Lo schema - spiega Santini - prevede che il tecnico o l'infermiere incaricati rivedano con una cadenza precisa le trasmissioni e in caso di alert lo segnalino al cardiologo che decide l'azione da intraprendere. Se il medico lo ritiene, il paziente viene contattato e si può fare un'intervista telefonica (anche utilizzando dei questionari appositi o interagendo con i pazienti attraverso delle App, a secondo del sistema utilizzato), o è possibile programmare una televisita o una visita in presenza, al fine di intraprendere l'azione terapeutica necessaria (riprogrammazione del dispositivo, modifica della terapia, programmazione di esami o diagnostici per esempio). Una delle cose che più frequentemente viene intercettata - suggerisce - è la perdita di aderenza alla terapia (spesso i pazienti tendono a autosospendersi a ridursi la terapia) e grazie a questi alert possiamo identificare il problema prima che poi crei un evento clinico e possiamo richiamare il paziente per raccomandargli di assumere in maniera corretta la terapia prescritta”.  La forza di questo algoritmo è soprattutto nella sua capacità predittiva. “Dalla ricerca emergono alcuni punti consolidati: il tempo di anticipo medio degli algoritmi multiparametrici sull’evento clinico acuto è compreso tra 30 e 45 giorni; gli algoritmi multiparametrici - risponde Santini - offrono un’elevata sensibilità e un altissimo valore predittivo negativo (85-90%), permettendo di escludere con sicurezza un rischio imminente di scompenso nei pazienti senza alert e convogliando le risorse prioritariamente sui pazienti a rischio più alto. In sostanza, il telemonitoraggio strutturato riduce gli accessi improvvisi e più urgenti e anche eventuali ospedalizzazioni. Ma la performance di questi sistemi diventa ottimale quando è integrata in percorsi clinici organizzati, come avviene nel nostro ospedale. L’intelligenza artificiale non si sostituisce al medico, ma lo supporta”.  L’insufficienza cardiaca è una patologia così diffusa? “L’insufficienza cardiaca è in costante aumento - avverte - ed è stimata tra l’1% e il 2% della popolazione, il dato è superiore e si attesta al 10% negli over 70. La crescita è determinata dall’invecchiamento della popolazione e dalla maggior sopravvivenza alle patologie cardiovascolari acute. La capacità di rispondere ai bisogni deve essere potenziata, dunque, e la tecnologia ci offre decisamente un valido aiuto. I pazienti con insufficienza cardiaca, infatti, rappresentano i maggiori accessi ripetuti al pronto soccorso, con tassi di riospedalizzazione a 30 giorni fino al 25% e mortalità annuale che può superare il 30%. L’insufficienza cardiaca rappresenta una delle voci di costo più pesanti con un impatto stimato pari all’1–2% dell’intera spesa sanitaria nazionale”.  Grazie alla IA e a software di questo tipo è cambiato anche il telemonitoraggio, non è vero? “Molti pazienti con insufficienza cardiaca sono portatori di dispositivi impiantabili (Cied) come defibrillatori automatici impiantabili (Icd) e dispositivi per la re-sincronizzazione cardiaca (Crt) che da oltre vent’anni possono essere monitorati da remoto. Se inizialmente il controllo remoto era orientato alla verifica dei parametri tecnici del dispositivo, negli anni si è assistito a un’evoluzione concettuale: dal 'telemonitoraggio del dispositivo' al 'telemonitoraggio del paziente'. I Cied moderni - conclude Santini - consentono infatti l’analisi continua di diversi parametri fisiologici, diventando veri e propri sensori clinici in grado di rilevare precocemente eventuali variazioni dello stato di compenso emodinamico. In questo contesto, gli algoritmi multiparametrici integrati nei dispositivi stanno diventando un elemento chiave nella gestione dell’insufficienza cardiaca, permettendo un’assistenza predittiva e proattiva che, intercettando precocemente il rischio, può trasformarsi in una reale strategia di prevenzione degli episodi acuti”. 
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