Dal mare alla pioggia 'rumore rosa' falso amico del sonno, può ridurre fase Rem

(Adnkronos) - Le onde del mare, il fruscio delle foglie, la pioggia che batte o il fluire di un ruscello. Ma anche, per gli amanti del genere, ventilatori o aspirapolvere. Lo chiamano 'rumore rosa' ed è quel rumore di fondo che suona uniforme e statico. In molti lo utilizzano per favorire il sonno, tanto che sono in commercio App o vere e proprie 'compilation di pink noise' che riproducono suoni ambientali, sponsorizzati come aiuti per dormire. Ma la scienza mette in guardia: potrebbe non essere così automatico che mettere in cuffia questo tipo di rumore sia un'abitudine amica del buon riposo. Anzi, un nuovo studio lancia il contrordine: il rumore rosa può ridurre la fase Rem del sonno ristoratore e interferire con il recupero che si ottiene di notte quando si chiudono gli occhi e ci si lascia andare fra le braccia di Morfeo.  Meglio ricorrere ad altro, dunque. Secondo gli autori del lavoro pubblicato sulla rivista 'Sleep', i tappi per le orecchie si sono rivelati significativamente più efficaci nel proteggere il sonno, dicono gli esperti dalla Perelman School of Medicine dell'University of Pennsylvania. Con il rumore rosa si rischia di ottenere invece l'effetto opposto, cioè danneggiare la qualità del sonno. Le evidenze raccolte mettono in discussione l'uso diffuso - come aiuti per dormire - di apparecchi e App in grado di trasportarci nella natura. "La fase Rem del sonno è importante per il consolidamento della memoria, la regolazione emotiva e lo sviluppo del cervello - spiega l'autore principale dello studio, Mathias Basner, professore esperto di sonno e cronobiologia in psichiatria - I nostri risultati suggeriscono che riprodurre rumore rosa e altri tipi di rumore a banda larga durante il sonno potrebbe essere dannoso soprattutto per i bambini, il cui cervello è ancora in via di sviluppo e che trascorrono molto più tempo nella fase Rem rispetto agli adulti". I ricercatori sono arrivati a questa conclusione osservando 25 adulti sani, di età compresa tra 21 e 41 anni, in un laboratorio del sonno, durante sessioni di sonno di 8 ore per 7 notti consecutive. I partecipanti hanno riferito di non aver mai fatto uso di 'rumore' per aiutarsi a dormire né di aver sofferto di disturbi del sonno. Per l'esperimento gli scienziati li hanno fatti dormire in condizioni diverse: esposizione al rumore degli aerei; al rumore rosa; al rumore degli aerei con rumore rosa e al rumore degli aerei con tappi per le orecchie. Ogni mattina i partecipanti hanno completato test e sondaggi per misurare la qualità del sonno, lo stato di allerta e altri effetti sulla salute.  Quando dormiamo, illustrano gli autori dello studio, attraversiamo più volte fasi di sonno profondo e di sonno Rem. Il sonno profondo è importante per il recupero fisico, per il consolidamento della memoria e l'eliminazione delle tossine dal cervello. Il sonno Rem, chiamato anche sonno onirico, è importante per la regolazione emotiva, per le capacità motorie e per lo sviluppo cerebrale. In questo modo, il sonno profondo e la fase Rem si completano a vicenda e insieme garantiscono che ci svegliamo rigenerati al mattino, pronti per il giorno successivo. Cos'è il rumore rosa? E' un tipo di rumore a banda larga, cioè un suono continuo distribuito su un'ampia gamma di frequenze, e include anche il noto rumore bianco e altri rumori 'colorati', come il marrone e il blu. I diversi colori del rumore differiscono nel loro contenuto energetico lungo lo spettro udibile, il che determina se suonano acuti o gravi. Anche i suoni della natura - per esempio il rumore dell'oceano o della pioggia - sono suoni a banda larga, e allo stesso modo molti elettrodomestici, come condizionatori e ventilatori, producono suoni a banda larga.  Che cosa è emerso dal test eseguito dagli scienziati? L'esposizione al rumore degli aerei, rispetto all'assenza di esposizione, è stata associata a circa 23 minuti in meno a notte trascorsi nella fase N3, cioè il sonno più profondo. I tappi per le orecchie hanno prevenuto in larga misura questo calo del sonno profondo. Il solo rumore rosa a 50 decibel (spesso paragonato al suono di una pioggia moderata) è stato associato a una riduzione di quasi 19 minuti della fase Rem. Se il rumore rosa veniva combinato con il rumore degli aerei, sia il sonno profondo che quello Rem risultavano significativamente più brevi rispetto alle notti controllo, cioè quelle passate senza rumore, e il tempo trascorso svegli era ora anche 15 minuti più lungo, cosa che non era stata osservata nelle notti in cui il rumore degli aerei era presente da solo, oppure in cui c'era solo rumore rosa. I partecipanti hanno inoltre riferito che il loro sonno era più leggero, si svegliavano più frequentemente e la qualità complessiva del riposo era peggiore quando erano esposti al rumore degli aerei o al rumore rosa, rispetto alle notti senza rumore. A meno a che non utilizzassero i tappi per le orecchie.  I risultati, evidenziano i ricercatori, suggeriscono non solo che i tappi per le orecchie (utilizzati ad esempio da circa il 16% degli americani) sono probabilmente efficaci, ma anche che gli effetti generali sulla salute del rumore rosa e di altri tipi di aiuti per dormire basati sul rumore a banda larga devono essere studiati più a fondo. Se, insomma, le abitudini di milioni di persone - che ascoltano il rumore a banda larga ogni notte - possono causare un cattivo sonno, forse vale la pena di approfondire. Per dare un'idea dei numeri di questo fenomeno, gli esperti fanno notare che il rumore bianco e i podcast 'ambientali' pesano per 3 milioni di ore giornaliere sulla piattaforma Spotify, e i primi 5 video su YouTube con il tema 'rumore bianco' sono stati guardati più di 700 milioni di volte. Ciononostante, la ricerca sugli effetti del rumore a banda larga sul sonno rimane scarsa, secondo una recente revisione di Basner e colleghi. L'interruzione del sonno Rem è una caratteristica comune di disturbi come depressione, ansia e malattia di Parkinson. Tra l'altro Basner avverte che i bambini piccoli, rispetto agli adulti, trascorrendo più tempo nella fase Rem, potrebbero essere particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del rumore rosa. Eppure è comune che i genitori posizionino apparecchi accanto al letto dei loro neonati o bebè, con la buona intenzione di aiutarli ad addormentarsi e a rimanere addormentati. "Nel complesso, i risultati mettono in guardia contro l'uso del rumore a banda larga, soprattutto in queste fasce, e indicano che abbiamo bisogno di più ricerca nelle popolazioni vulnerabili, sull'uso a lungo termine, sui diversi colori del rumore a banda larga e sui livelli sicuri di rumore a banda larga in relazione al sonno", conclude Basner.   
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Telemedicina, da Agenas arriva il glossario nazionale

(Adnkronos) - E' disponibile il documento che fornisce il repertorio ufficiale e condiviso di definizioni e termini chiave relativi ai servizi e alle componenti tecnologiche della telemedicina nel contesto del Servizio sanitario nazionale. Il glossario nasce con l'obiettivo di garantire uniformità terminologica, coerenza normativa e interoperabilità tra i sistemi regionali e nazionali, rappresentando un riferimento comune per tutti gli attori coinvolti a livello clinico, organizzativo e tecnologico. "Il documento - si legge sul sito dell'Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - supporta la progettazione, l'implementazione e il monitoraggio dei servizi di telemedicina, favorendo l'adozione omogenea dei modelli operativi per l'erogazione dei servizi da parte dei professionisti sanitari e contribuendo all’attuazione delle misure previste dal Pnrr. Le definizioni sono state elaborate sulla base dei principali riferimenti normativi e tecnici nazionali e includono servizi come televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, teleassistenza, oltre alla descrizione delle infrastrutture e delle piattaforme di riferimento, tra cui la Piattaforma nazionale di telemedicina (Pnt)". "La nuova pubblicazione, finalizzata a uniformare il linguaggio e le definizioni della telemedicina, si affianca ai modelli orientativi già pubblicati su teleassistenza, teleconsulto, televisita, telemonitoraggio e telecontrollo, che forniscono un quadro di riferimento condiviso per la progettazione e l'organizzazione dei servizi di telemedicina. Insieme, i documenti contribuiscono a rafforzare un sistema di sanità digitale più integrato, interoperabile e sostenibile, in linea con gli obiettivi del Pnrr e del programma Next Generation Eu", conclude l'Agenas.  
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MV AGUSTA presenta Rush Titanio

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MV Agusta ha presentato la nuova Rush Titanio, evoluzione in serie limitata della sua hyper-naked più radicale, in occasione di The I.C.E. a St. Moritz. Il modello, in arrivo nel 2026, sarà prodotto in 300 unità numerate e realizzate unicamente a Schiranna di Varese. La nuova MG Agusta Rush Titanio rappresenta l’interpretazione più estrema e raffinata del progetto Rush, con un forte focus su materiali pregiati, ingegneria di precisione e design italiano. Al centro vi è un quattro cilindri in linea da 1.000 cc
Euro5+, con ampio utilizzo di titanio comprese le 16 valvole radiali e le quattro bielle forgiate nello stesso materiale. La livrea esclusiva Nero Intenso con accenti Argento Magnum e Blu Titanio identifica questa speciale versione, mentre la produzione limitata e la costruzione artigianale svolta interamente a Varese ne rafforzano il posizionamento come oggetto da collezione. 
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Olimpiadi: Autostrade per l’Italia lancia campagna “quanta strada abbiamo fatto insieme” per Milano Cortina 2026

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Autostrade per l’Italia avvia la campagna di comunicazione dedicata ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, con il concept “Quanta strada abbiamo fatto insieme”. L’iniziativa accompagnerà l’intero periodo dei Giochi, raccontando il viaggio come esperienza collettiva e le autostrade come infrastrutture che collegano persone, territori e comunità alle sedi olimpiche e paralimpiche. Il messaggio chiave, “Quanta strada abbiamo fatto insieme”, richiama il cammino compiuto nel tempo e i valori comuni tra Autostrade per l’Italia e lo sport: impegno, determinazione e senso di responsabilità. Valori che, secondo l’azienda, riflettono lo spirito olimpico e paralimpico e si ritrovano quotidianamente nel lavoro di chi opera lungo la rete infrastrutturale. 
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CHERY sbarca in italia, debutto a giugno con gamma ibrida

(Adnkronos) - Il gruppo automobilistico cinese Chery annuncia il debutto ufficiale del brand CHERY in Italia a partire da giugno, completando così la propria strategia di consolidamento nel mercato europeo. L’ingresso segue il percorso già avviato con Omoda & Jaecoo. L'ingresso di CHERY nasce dalla lettura della transizione energetica in corso in Europa e dalla crescente domanda di soluzioni ibride (HEV e PHEV) considerate pratiche per l’utilizzo quotidiano. Il marchio si posizionerà nel segmento mainstream, con una gamma estesa dai modelli compatti di segmento A fino a soluzioni di vertice a 7 posti. L’operazione italiana viene descritta dall’azienda non come una semplice espansione commerciale, ma come parte integrante della “Europe Strategy”. Con il principio “
In Italy, For Italy, Be Italy”
, il marchio dichiara l’intenzione di radicarsi nel territorio e sviluppare una presenza stabile nel medio-lungo periodo.  
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Arriva il nuovo INEOS Grenadier MY2026

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INEOS Automotive introduce sul mercato italiano il nuovo INEOS Grenadier Model Year 2026, evoluzione del 4x4 britannico che entra nel terzo anno di produzione con aggiornamenti mirati a migliorare guida su strada e fruibilità quotidiana. Rimangono invariate le alte capacità di guida in fuoristrada e per la versione MY26 debutta anche la nuova Black Edition a tiratura limitata.  L’intervento tecnico principale riguarda l’introduzione di una scatola guida a rapporto variabile, una prima assoluta per Grenadier. Il sistema offre una risposta più diretta nella zona centrale dello sterzo, aumentando precisione e confidenza alle alte velocità e nei cambi di corsia. Gli aggiornamenti riguardano sia la versione station wagon sia il INEOS Quartermaster pick-up.
 Le versioni MY26 beneficiano anche di componenti di climatizzazione rivisti, con prestazioni di riscaldamento e raffreddamento più prevedibili per aumentare il comfort dell’abitacolo mentre sono stati aggiornati anche i sistemi ADAS per allinearsi alle normative più recenti. Novità di gamma è la Black Edition, basata sull’allestimento Fieldmaster e disponibile sia station wagon sia pick-up. Si distingue per finiture completamente nere, vernice esclusiva Inky Black, cerchi in lega neri lucidi da 18”, Dark Exterior Pack, vetri oscurati e dettagli interni scuri. La serie speciale è ordinabile nelle concessionarie italiane da febbraio.  
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Ultime sessioni invernali per la nuova Jaguar GT elettrica

(Adnkronos) - Ultima fase di collaudi in condizioni estreme per la nuova Jaguar granturismo elettrica a quattro porte e impegnata nei test invernali sul Circolo Polare Artico con temperature fino a –40 °C. Ben 150 prototipi hanno coperto centinaia di migliaia di chilometri tra prove su strada, ambienti desertici, piste ghiacciate e simulazioni virtuali avanzate.  La nuova GT elettrica sarà accreditata di una potenza superiore ai 1.000 cavalli, grazie a una configurazione tri-motore a trazione integrale con sistema di Intelligent Torque Vectoring, studiato per distribuire la coppia in modo più rapido e preciso. Le condizioni polari sono utilizzate anche per validare il sistema ThermAssist, tecnologia di gestione termica che, secondo Jaguar, può ridurre fino al 40% l’energia richiesta per il riscaldamento, recuperando calore per batteria e abitacolo anche con temperature molto rigide. 
Matt Becker, Jaguar Vehicle Engineering Director, ha dichiarato: “Jaguar è da sempre sinonimo di piacere di guida e la nostra nuova GT elettrica a quattro porte non farà eccezione. Rappresenta un salto generazionale nelle nostre ambizioni tecniche. Le innovative tecnologie di propulsione elettrica sviluppate internamente si combinano con le proporzioni uniche dell’auto e il baricentro ribassato per creare una granturismo di lusso che offre un’esperienza di guida senza paragoni. Come ogni vera Jaguar, sa essere confortevole quando lo si desidera, coinvolgente da guidare e, con oltre 1.000 CV, dispone sempre di una straordinaria riserva di potenza.”
 
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A Milano-Cortina il Manifesto della prevenzione: "Ogni movimento conta"

(Adnkronos) - Contro i tumori "ogni movimento conta". Ed è proprio questo il titolo del Manifesto della prevenzione siglato oggi, voluto e ideato da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, con il patrocinio del ministero della Salute, di Fondazione Milano Cortina 2026 ed Esselunga come primo firmatario. La firma in concomitanza con l'avvio dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 e in prossimità del World Cancer Day del 4 febbraio, riaffermando il valore dello sport come motore di salute, prevenzione e inclusione. Il Manifesto della prevenzione nasce per diffondere una cultura della prevenzione accessibile, inclusiva e sostenibile, promuovendo comportamenti e scelte consapevoli per ridurre i principali fattori di rischio oncologici modificabili, si legge in una nota.  Numerosi studi hanno infatti dimostrato che il 40% circa dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso sane abitudini: non fumare, fare attività fisica, scegliere un'alimentazione varia ed equilibrata in linea con la dieta mediterranea, non bere alcolici, aderire alle vaccinazioni e agli screening raccomandati per la diagnosi precoce. Il documento si articola in 10 punti, che intrecciano i valori dello sport con i principi fondamentali della prevenzione e della salute. Dalla costanza all'importanza del benessere mentale, dalla forza del gruppo al valore dell'esempio, il Manifesto invita cittadini, istituzioni, enti e imprese a fare squadra per il benessere collettivo. "Con questo Manifesto - commenta Andrea Sironi, presidente di Fondazione Airc - rinnoviamo un impegno fondamentale per la missione di Airc: portare la prevenzione al centro della vita delle persone, con strumenti semplici, accessibili e basati sulle evidenze scientifiche. Le scelte quotidiane possono contribuire a ridurre significativamente il rischio di sviluppare un tumore. Condividere questo percorso insieme a Fondazione Milano Cortina 2026 ed Esselunga ci permette di amplificare il messaggio e di raggiungere comunità diverse, trasformando i valori dello sport in un motore di salute per tutti". Per Diana Bianchedi, chief strategy planning & legacy officer di Fondazione Milano Cortina, "questo Manifesto ci ricorda che la prevenzione è un gesto semplice alla portata di tutti. Come Fondazione crediamo nel potere dello sport di ispirare scelte sane e ci impegniamo affinché l'entusiasmo dei Giochi diventi eredità concreta per le persone. La collaborazione con Airc ed Esselunga rafforza questo impegno: promuovere la prevenzione significa investire sul futuro delle nuove generazioni, un percorso da condividere con l'intero Paese, ben oltre i Giochi".  Marina Caprotti, presidente esecutivo di Esselunga, si dice orgogliosa "di aderire al Manifesto, in qualità di primo firmatario, riconoscendo nella tutela della salute un valore centrale nel nostro ruolo di impresa. Promuovere il benessere delle persone e delle comunità in cui operiamo è parte integrante della nostra responsabilità sociale e del nostro impegno quotidiano. La collaborazione con Fondazione Airc e Fondazione Milano Cortina 2026 rafforza una visione condivisa che pone la prevenzione e la corretta alimentazione al centro di scelte consapevoli e accessibili a tutti. Crediamo che i valori dello sport possano tradursi in un’eredità concreta e duratura, capace di incidere positivamente oltre l’orizzonte dei Giochi". Fondazione Airc, Fondazione Milano Cortina 2026 ed Esselunga - si legge nella nota - sono impegnate nel trasformare i valori del Manifesto in un'eredità duratura oltre i Giochi, a beneficio delle comunità e delle nuove generazioni. Non si tratta infatti un punto di arrivo, ma l'avvio di un percorso condiviso, a cui potranno aggiungere la propria firma e il proprio impegno altre organizzazioni e aziende che intendono partecipare attivamente alla sua diffusione e potenziare i benefici che può produrre sulla salute pubblica. Nei prossimi mesi i contenuti del Manifesto verranno trasformati in materiali divulgativi per la cittadinanza, progetti educational per le scuole, contenuti social e digital dedicati, una campagna di comunicazione che vedrà anche il coinvolgimento di ambassador e creator. 
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Infrastrutture dati e AI: il divario europeo tra ambizione e complessità

(Adnkronos) - L’accelerazione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese europee sta portando alla luce criticità strutturali sommerse. Nonostante il 97% delle aziende dichiari di utilizzare l'AI, la crescente complessità delle infrastrutture dati emerge come l'ostacolo principale alla piena valorizzazione degli investimenti. È quanto emerge dallo State of Data Infrastructure Report 2025 di Hitachi Vantara, che analizza lo stato dell’arte tecnologico attraverso le testimonianze di oltre 1.200 leader IT a livello globale. In Europa, il volume dei dati e la frammentazione delle piattaforme stanno crescendo a una velocità superiore alla capacità di gestione delle imprese. Il 77% delle organizzazioni segnala un aumento rapido della complessità, una condizione che espone il business a rischi sistemici. La fragilità delle basi dati incide direttamente sulla sicurezza: 
Il 51% dei responsabili IT ammette che la complessità rende difficile individuare tempestivamente le violazioni. 
Il 36% ritiene che il top management sarebbe "allarmato" se comprendesse appieno la precarietà dell’attuale infrastruttura. 
Le violazioni abilitate dall’AI sono indicate dal 39% del campione come una minaccia primaria. Il panorama italiano presenta sfumature peculiari rispetto alla media continentale. Se l'adozione dell'AI è quasi universale (98%), solo il 32% la considera già business-critical, contro una media europea del 36%. 
A preoccupare maggiormente le imprese italiane è l’impatto reputazionale: il 42% teme una perdita di fiducia da parte di clienti o investitori a seguito di incidenti legati ai dati (rispetto al 35% UE). Questo timore è alimentato da una governance ancora acerba: solo il 18% delle aziende italiane definisce la propria governance AI come "leader di settore", e appena il 60% vanta una visione executive chiaramente definita. I risultati dell'indagine mettono in luce un principio fondamentale: l'efficacia dell'intelligenza artificiale non è legata alla capacità di spesa o alla grandezza dell'organizzazione, quanto piuttosto alla maturità della sua infrastruttura dati. Esiste infatti una correlazione diretta tra la solidità delle fondamenta tecnologiche e la capacità di generare un reale ritorno sugli investimenti (ROI). Nello specifico, le realtà che hanno raggiunto uno stadio di sviluppo avanzato godono di tre vantaggi competitivi determinanti. Innanzitutto, possono contare su una maggiore affidabilità degli output prodotti dagli algoritmi, riducendo le incertezze nei processi decisionali. In secondo luogo, queste aziende riescono a gestire la crescita attraverso la scalabilità automatizzata dei carichi di lavoro, adattandosi agilmente alle fluttuazioni della domanda. Infine, la maturità infrastrutturale si traduce in una resilienza operativa superiore, un fattore critico per la difesa contro attacchi ransomware. Quest'ultimo punto appare particolarmente delicato per il contesto italiano, dove la fiducia nella propria capacità di resistere a tali minacce crolla drasticamente al 54%, evidenziando un gap di sicurezza che solo una base dati strutturata può colmare. 

Marco Tesini, VP & GM Western Europe di Hitachi Vantara

  Per superare la fase sperimentale dei progetti AI, è necessario un cambio di paradigma. "In tutta Europa le aziende stanno accelerando sull’adozione dell’AI, ma questa ricerca dimostra che la tecnologia da sola non è sufficiente", ha dichiarato Marco Tesini, VP & GM Western Europe di Hitachi Vantara. "Il valore dell’AI dipende dalla solidità della base dati su cui si fonda. Quando l’infrastruttura dati é frammentata, difficile da governare o lenta da scalare, i progetti di AI faticano a superare la fase sperimentale. Le aziende che investono in infrastrutture dati resilienti, ben governate e scalabili sono nelle condizioni ideali per generare fiducia nell’AI, gestire i rischi e crescere nel lungo periodo". Data la carenza di competenze interne, il 92% delle aziende europee (e il 94% di quelle italiane) si affida oggi a supporto esterno per la formazione del personale, lo sviluppo di modelli e il data processing sicuro. La costruzione di infrastrutture resilienti e ben governate appare dunque come l'unica via per trasformare l'AI in un vantaggio competitivo duraturo. 
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Design, dal tessile alle luci per l'arredo made in Italy un 2026 tra digitale e analogico

(Adnkronos) - Il 2026 si apre con una visione del design sempre più trasversale, in cui i confini tra i diversi ambienti della casa si fanno meno rigidi e il Made in Italy si conferma grande protagonista e portatore di innovazione. Ma quali saranno le tendenze dell’anno appena iniziato? Ogni ambiente della casa ha le proprie regole e i propri progetti. Ne parliamo con alcune aziende che, ciascuno a proprio modo, interpreta il mondo dell’arredo in modo originale e dinamico.  “La tendenza per il 2026 nel design del bagno - afferma Riccardo Gava, designer e Art Director Ideagroup, top brand dell’arredo per il bagno - è chiara: gli spazi devono essere essenziali ma evoluti, capaci di offrire prestazioni elevate e di integrarsi naturalmente in tutta la casa, con attenzione a durata, sostenibilità e comfort quotidiano. Proprio in questa direzione abbiamo realizzato Wall, un sistema d’arredo pensato per superare i confini tradizionali della stanza da bagno e adattarsi a diversi ambienti domestici, offrendo soluzioni di contenimento versatili e funzionali". "Wall - prosegue Gava - lavora sull’architettura della parete, integrando elementi estetici e pratici in un unico gesto progettuale. È particolarmente efficace negli interventi di ristrutturazione, dove permette di organizzare lo spazio e gestire gli impianti in modo ordinato e discreto. La modularità del sistema e la varietà di finiture disponibili consentono al progettista di intervenire con libertà compositiva, mantenendo equilibrio formale, pulizia dei volumi e coerenza stilistica. Progettare arredi per il bagno significa oggi mettere al centro il benessere delle persone, trovando la giusta sintesi tra funzionalità, qualità materica e attenzione al dettaglio. Con Wall, abbiamo voluto creare un progetto che dialoga con l’architettura della casa e accompagna la quotidianità, senza mai rinunciare a eleganza e innovazione". Questa evoluzione del bagno riflette un cambiamento più ampio nel modo di pensare gli spazi domestici. Viviamo in un mondo sempre più digitale, fatto di tecnologie integrate e spesso invisibili, che modificano il nostro rapporto con gli ambienti e con gli oggetti. Proprio per questo, cresce il bisogno di equilibrio tra innovazione e dimensione sensibile, tra prestazione e percezione. È su questo terreno che si inserisce la proposta di Nicola De Pellegrini, architetto olistico e fondatore dello studio Anidride Design. “Negli ultimi anni - ricorda - le nostre vite stanno diventando sempre più digitali. Indossiamo dispositivi che raccolgono dati, viviamo in case connesse, guidiamo auto intelligenti, lavoriamo in uffici e frequentiamo spazi pubblici pieni di tecnologia invisibile. È una trasformazione profonda, che porta molti vantaggi, ma che allo stesso tempo cambia il nostro rapporto con lo spazio e con gli oggetti. Proprio per questo, sento crescere un bisogno di equilibrio. Più il digitale entra in modo silenzioso e continuo nella quotidianità, più nasce il desiderio di ambienti e oggetti che restituiscano una sensazione concreta, fisica, quasi rassicurante". "Nel design e nell’arredo - aggiunge De Pellegrini - questo si vede chiaramente. Da un lato, c’è un ritorno a materiali che si sentono al tatto, superfici calde, lavorazioni non perfette, che raccontano una mano, un tempo, una storia. Oggetti che non cercano di essere neutri o anonimi, ma che hanno una presenza. Dall’altro lato, continua a esserci una forte attenzione alla pulizia formale e alla funzionalità. Linee semplici, materiali tecnici, soluzioni precise. Ma anche qui l’obiettivo non è la freddezza: metalli, superfici performanti e dettagli industriali vengono bilanciati con elementi più morbidi e naturali. È un linguaggio contemporaneo, ma più umano".  "Questo modo di pensare - osserva - si riflette anche nell’architettura. Gli spazi non sono più progettati solo per una funzione rigida, ma per essere vissuti in modi diversi. Case, uffici e spazi pubblici diventano più flessibili, capaci di adattarsi ai cambiamenti della giornata e delle persone che li abitano. C’è anche una nuova attenzione al rapporto tra interno ed esterno. Non solo grandi aperture, ma passaggi graduali, spazi intermedi, luoghi di transizione che aiutano a rallentare e a percepire meglio luce, aria, silenzio. L’architettura torna a lavorare con elementi semplici, ma fondamentali. Un altro tema molto presente è la scala. Dopo anni di spazi spettacolari e molto stimolanti, cresce il valore di ambienti più raccolti, più misurati. Anche nei luoghi pubblici si sente il bisogno di angoli più intimi, dove potersi fermare, concentrarsi o semplicemente stare. Infine, diventa centrale il tema della durata. Sia negli oggetti che negli edifici, il valore non è più solo nella novità, ma nella possibilità di durare nel tempo, di essere riparati, adattati, trasformati. Non tutto deve essere sostituito: molto può evolvere. In fondo, credo che architettura e design stiano assumendo un ruolo più silenzioso ma più importante. Non quello di stupire, ma di accompagnare. Creare spazi che aiutano a vivere meglio, soprattutto in un mondo sempre più veloce e digitale". Nell’anno in cui la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio Unesco, anche i marchi che ne hanno scritto la storia guardano al futuro con una visione rinnovata. Tra questi c’è Scic-Super Cucine Italiane Componibili, realtà fondata a Parma nel 1948 e oggi punto di riferimento internazionale del design Made in Italy, capace di coniugare cultura progettuale, innovazione industriale e sensibilità artigianale. Un percorso che si riflette nella strategia e nella visione di Lorenzo Marconi Fornari, alla guida del brand in una fase di forte evoluzione del settore. “Il 2026 segna una nuova fase per il design della cucina: non più solo prodotto, ma sistema di valori. Le sfide saranno integrare sostenibilità reale, tecnologia e identità di marca, rispondendo a consumatori sempre più consapevoli ed esigenti. Scic affronta questo scenario puntando su innovazione, qualità progettuale e una forte cultura del design italiano”, dice Lorenzo Marconi Fornari, Ceo di Scic.  Anche il settore tessile, che spesso è trait d’union tra bagno e cucina, guarda al 2026 in prospettiva. Secondo il Gruppo Gabel, storia tutta italiana di family company iniziata nel 1957 e che continua ancora oggi in tutto il mondo, “le tendenze 2026 per il settore biancheria della casa sono molto chiare". Come sottolinea Francesca Moltrasio, direttore Marketing e Comunicazione del Gruppo, “i consumatori richiedono sempre di più non solo uno stile esclusivo ma anche prodotti performanti e una chiara trasparenza nelle filiere produttive".  "Il nostro impegno nel Made in Italy, unito alla continua innovazione di prodotto e sostenibilità della filiera, risponde - continua - a tutte le richieste che premiano comfort, sostenibilità e design contemporaneo. Non a caso abbiamo da tempo deciso di mantenere l'intera produzione in Italia, assicurando una qualità distintiva e unica: nello stabilimento di Rovellasca in provincia di Como, dove si trovano la stamperia e la tintoria, e a Buglio in Monte in cui si svolge la tessitura”.  In un contesto globale sempre più complesso, il design italiano è chiamato a misurarsi non solo con le evoluzioni del vivere contemporaneo, ma anche con dinamiche economiche e geopolitiche in rapido cambiamento. Tra dazi, nuovi equilibri commerciali e ridefinizione delle filiere, il 2026 si apre come un anno di sfide strategiche per i brand che operano sui mercati internazionali. È su questo scenario che si inserisce la visione di Linea Light Group, realtà italiana che ha fatto dell’innovazione e della presenza globale uno dei suoi punti di forza.  “Il 2026 porta nuove sfide: dai dazi statunitensi ai cambiamenti negli equilibri commerciali con Cina e Sud America. Nel nostro settore, saper leggere queste dinamiche è fondamentale per trasformarle in opportunità. In un contesto di globalizzazione così complesso, essere davvero vicini ai clienti è ciò che fa la differenza. Per questo, oltre allo stabilimento italiano, abbiamo sviluppato produzioni dedicate in Usa e Cina e una rete di filiali e uffici nelle aree strategiche del mondo, così da supportare i progettisti in modo rapido ed efficace", fa notare Gianni Bolzan, Ceo di Linea Light Group. "Vediamo poi una forte spinta verso un’offerta completa ma specializzata. Il mercato richiede soluzioni verticali e competenze distinte. Con I‑LèD, Linealight Collection e Stilnovo copriamo esigenze diverse, ognuna con un’identità precisa. Per Stilnovo, in particolare, la sfida è rafforzare la presenza nel mondo dei progettisti e nei progetti high‑end, portando il suo patrimonio nel futuro”, conclude. 
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