ExportUsa, grazie a nuova misura Simest ottime opportunità per imprese nel mercato Usa
(Adnkronos) - ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese italiane a inserirsi nel mercato americano, continua nel proprio impegno a supporto delle imprese italiane interessate al mercato statunitense attraverso l'ormai consolidato 'Dipartimento Finanza Agevolata', che da anni lavora a stretto contatto con Simest. La nuova misura, promossa da Simest di concerto con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rappresenta un’opportunità concreta per le aziende italiane che desiderano avviare o consolidare la propria presenza negli Stati Uniti, mercato strategico e ad alto potenziale di crescita per il Made in Italy. "Il percorso - spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUsa - è già tracciato e ora è il momento di percorrerlo insieme. Questa nuova misura, con un plafond di 200 milioni di euro, rappresenta un segnale forte e concreto di sostegno alle imprese italiane che vogliono investire negli Stati Uniti. Desidero esprimere un sincero plauso al ministero degli Affari Esteri e a Simest per aver messo a disposizione uno strumento efficace, moderno e realmente in linea con le esigenze delle aziende. Siamo pronti ad accompagnare le imprese passo dopo passo, trasformando questa opportunità in una presenza solida e duratura sul mercato americano". Grazie a questo nuovo prodotto finanziario, le imprese che hanno progetti rivolti agli Usa possono usufruire di condizioni particolarmente favorevoli: un contributo a fondo perduto fino al 10%; la possibilità di ottenere un anticipo fino al 50%, grazie a una prima tranche di erogazione rafforzata; la durata del finanziamento può estendersi fino a 8 anni per i progetti di 'Transizione Digitale o Ecologica' e di 'Inserimento nei mercati esteri'; ad un tasso agevolato pari allo 0,3%. In particolare, il prodotto 'Transizione Digitale o Ecologica', che introduce per la prima volta la possibilità di destinare una quota fino all’80% (90% per le imprese energivore) delle risorse in conto capitale o in finanziamento soci sulla consociata estera, con l’obiettivo di rafforzarne il capitale. In particolare, fino a 1 milione di euro del finanziamento può essere destinato ad aumenti di capitale sociale e/o a finanziamenti soci della controllata statunitense. Il Dipartimento Finanza Agevolata di ExportUsa affianca le imprese in tutte le fasi del percorso: dalla verifica dei requisiti di accesso, alla strutturazione del progetto, fino alla presentazione della domanda e alla gestione del rapporto con Simest. Un supporto che si integra con l’esperienza operativa di ExportUsa negli Stati Uniti, con l’obiettivo di trasformare l’agevolazione finanziaria in un reale progetto di crescita sul mercato americano.
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Il mercato del lavoro 2026 tra "Job Hugging" e l'ascesa dell'Agentic AI
(Adnkronos) - Secondo gli ultimi dati diffusi da LinkedIn, la competizione ha raggiunto livelli record: dal 2022 a oggi, il numero di candidati per ogni posizione aperta è aumentato di quasi il 50%. In questo scenario, emerge un paradosso: nonostante il 43% dei professionisti dichiari di voler cambiare impiego, la maggioranza opta per il cosiddetto “job hugging”, ovvero la tendenza a mantenere la propria posizione attuale per timore di un contesto percepito come instabile o eccessivamente selettivo. La difficoltà non riguarda solo chi cerca lavoro. Oltre la metà dei responsabili della selezione (52%) ammette che individuare talenti qualificati è diventato più complesso nell'ultimo anno. La pressione per coprire i ruoli rapidamente (37%) e la necessità di gestire bacini di utenza sempre più ampi hanno spinto il 63% dei recruiter a dichiararsi impreparato dinanzi alle crescenti aspettative delle organizzazioni. Se il 2025 è stato l'anno della sperimentazione, il 2026 segna l'integrazione strutturale dell'IA nei processi di assunzione. Il 90% dei recruiter prevede di incrementare l'uso di tecnologie intelligenti non solo per ottimizzare i tempi, ma per migliorare la qualità della selezione. Il 54% dei professionisti del settore afferma infatti che l’IA permette di individuare competenze "nascoste" nei candidati, tratti che i metodi di screening tradizionali non sarebbero stati in grado di rilevare.
Moreno Ferrario, Head of Enterprise di LinkedIn Italia, osserva: “L'elemento rilevante che emerge è che l’adozione è trasversale, non esiste un settore predominante. Imprese di dimensioni e settori diversi si avvicinano a questi strumenti, a testimonianza che a fare da chiave di volta sono la cultura interna, la visione e la leadership”. L'impatto delle tecnologie "agentic" è già misurabile attraverso dati globali. Strumenti come Hiring Assistant hanno permesso ai primi utilizzatori di risparmiare oltre 4 ore per ogni posizione aperta, esaminando il 62% in meno di profili non allineati. Parallelamente, LinkedIn Hiring Pro, dedicato alle piccole imprese, consente al 60% dei recruiter di individuare un candidato idoneo per il colloquio già entro la prima settimana di ricerca. Le prossime evoluzioni includeranno:
Colloqui pre-selettivi AI-powered: per gestire lo screening iniziale e liberare tempo per le relazioni umane.
Interfacce conversazionali: per affinare i criteri di ricerca in tempo reale.
InMail personalizzate: scritte con il supporto dell'IA per massimizzare i tassi di risposta. Questa transizione non punta alla sostituzione del fattore umano, ma alla sua valorizzazione. L'obiettivo dichiarato dal 63% dei recruiter è infatti quello di utilizzare l'efficienza algoritmica per recuperare tempo da dedicare a interazioni professionali più profonde e significative.
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Sport invernali: l'innovazione tecnologica contro il raffreddamento muscolare pre-gara
(Adnkronos) - La gestione del calore corporeo nei minuti che precedono una competizione rappresenta una delle sfide più complesse per gli sportivi impegnati in discipline invernali. Per rispondere a questa criticità, è stato presentato il nuovo sistema Climawarm, una tecnologia di pre-riscaldamento di nuova generazione destinata a debuttare durante i principali eventi internazionali di questo mese. Il cuore dell'innovazione risiede nell'integrazione di cuscinetti riscaldanti intelligenti Clim8. Questi elementi ultrasottili sono posizionati strategicamente in corrispondenza dei principali gruppi muscolari all'interno di giacche e pantaloni tecnici. Il sistema è progettato per operare in due modalità, Eco e Boost, che si adattano automaticamente sia al movimento dell'atleta sia alle variazioni delle condizioni ambientali esterne. L'assistenza termica mirata interviene per ridurre drasticamente la dispersione di calore nei periodi di attesa, cruciali per conservare la reattività muscolare. Un meccanismo di sicurezza integrato monitora costantemente la temperatura per evitare fenomeni di surriscaldamento, garantendo un equilibrio termico ottimale fino al momento della partenza. La genesi del progetto Climawarm è il risultato di una collaborazione stretta con programmi sportivi di livello mondiale e atleti di discipline quali lo sci di fondo, il bob e lo skeleton. L'osservazione diretta delle routine pre-gara ha evidenziato come l'intervallo tra il riscaldamento attivo e lo start sia il momento più vulnerabile per la fisiologia dell'atleta.
Margherita Raccuglia, Director of Athlete Performance di adidas, ha spiegato la logica dietro l'ingegnerizzazione del sistema: "Il SISTEMA CLIMAWARM è progettato per affrontare una sfida semplice, eppure complessa, per gli atleti si trovano di fronte alla linea di partenza: mantenere la temperatura muscolare generata durante il riscaldamento attiva, anche al freddo". Secondo l'analisi interna, è proprio in questa finestra temporale che la dispersione del calore rischia di compromettere la potenza necessaria per lo scatto iniziale. Dal punto di vista dei materiali, il sistema utilizza tessuti a basso ingombro ottimizzati per non limitare la libertà di movimento. La struttura è concepita per assecondare sprint, spinte e rotazioni tipiche delle routine pre-partenza, per poi essere rimossa istantaneamente alla linea di start. Questa tecnologia non si limita a offrire comfort termico, ma si propone come uno strumento tecnico per massimizzare il rendimento fisico, trasformando l'abbigliamento pre-gara in un elemento attivo della strategia di competizione.
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Fallout: sinergia tra serie TV e videogiochi per il finale della seconda stagione - Il trailer
(Adnkronos) - In occasione della conclusione della seconda stagione di Fallout su Amazon Prime Video, la filiera videoludica di Bethesda Game Studios ha attivato una serie di iniziative volte a consolidare il legame tra la narrazione televisiva e l'esperienza interattiva. Il rilascio di un nuovo trailer vede protagonista Aaron Moten, interprete del personaggio Maximus nella serie, affiancato dall'iconico Vault Boy in una rassegna dei titoli della saga, con particolare enfasi su Fallout 76. Il trailer Per capitalizzare l'attenzione generata dal finale di stagione, il titolo multiplayer Fallout 76 è stato reso accessibile gratuitamente per un periodo limitato. L'iniziativa permette ai nuovi utenti di esplorare l'aggiornamento "Sorgenti Brucianti", ambientato nella regione dell'Ohio, e di interagire con personaggi trasposti dalla serie TV, come il Ghoul (interpretato da Walton Goggins). I termini per la prova gratuita variano in base all'ecosistema di gioco:
PlayStation: accesso libero fino al 4 febbraio.
Xbox e Steam: disponibilità gratuita fino al 5 febbraio. La strategia di integrazione coinvolge anche il comparto mobile attraverso Fallout Shelter. La nuova stagione, intitolata "Il banco vince sempre", introduce ambientazioni ispirate alla Strip di New Vegas. All'interno di questo scenario sperimentale, i giocatori possono affrontare sfide inedite e ottenere come ricompensa personaggi della serie TV, rafforzando ulteriormente il crossover tra i diversi media. Questa operazione di marketing integrato evidenzia il disegno di Bethesda nel trasformare Fallout in un ecosistema transmediale, dove la fedeltà del pubblico viene alimentata da una continua alternanza tra visione passiva e partecipazione attiva nel mondo della "Zona Contaminata".
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Switch diventa la console più venduta nella storia di Nintendo
(Adnkronos) - Nintendo ha ufficialmente riscritto la gerarchia interna dei propri successi hardware, chiudendo il 2025 con un traguardo atteso da tempo. La console Nintendo Switch ha raggiunto i 155,37 milioni di unità vendute globalmente, superando i 154,02 milioni di Nintendo DS e posizionandosi come la piattaforma di maggior successo mai prodotta dalla casa di Kyoto. Nonostante la presenza sul mercato del modello successivo, l'hardware originale ha continuato a muovere volumi significativi, piazzando 1,36 milioni di pezzi nell'ultimo trimestre dell'anno e confermando una longevità fuori dal comune nel panorama tecnologico attuale. Sul fronte della nuova generazione, la Nintendo Switch 2 ha consolidato la propria posizione raggiungendo un totale di 17,37 milioni di unità vendute. L'ultimo trimestre dell'anno solare è stato particolarmente brillante, con 7,01 milioni di console distribuite, a dimostrazione di una transizione generazionale che procede senza rallentamenti. Il software dedicato alla nuova ammiraglia ha già superato la soglia dei 37 milioni di copie, con Mario Kart World che si è imposto immediatamente come il titolo trainante grazie a 14,03 milioni di unità vendute, seguito a distanza dalle buone performance di Donkey Kong Bananza e della versione Switch 2 di Pokémon Legends: Z-A. Il catalogo software della prima Switch continua comunque a rappresentare un pilastro economico fondamentale per l'azienda, con un totale cumulativo che ha ormai superato la soglia di 1,5 miliardi di giochi venduti. Mario Kart 8 Deluxe mantiene il primato assoluto della classifica storica sfiorando i 71 milioni di copie, affiancato dai risultati consolidati di Animal Crossing: New Horizons e Super Smash Bros. Ultimate. Risultano degni di nota anche i dati relativi alle uscite più recenti e cross-generazionali, come la versione Switch di Pokémon Legends: Z-A che ha totalizzato 8,41 milioni di unità, a testimonianza di una base installata che rimane estremamente attiva nel consumo di contenuti digitali e fisici.
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BTS, le superstar del k-pop tornano con un concerto live su Netflix
(Adnkronos) - I BTS si preparano a riprendere la scena musicale internazionale con una strategia che punta sulla dimensione globale dello streaming prima di approdare negli stadi di tutto il mondo. Il ritorno ufficiale dei colossi del K-pop avverrà il 20 marzo con la pubblicazione di Arirang, il loro quinto album in studio e il primo lavoro collettivo dopo sei anni. Il giorno successivo alla release, il 21 marzo, la band si esibirà in un concerto speciale trasmesso in esclusiva su Netflix. L'evento, intitolato BTS The Comeback Live | Arirang, si terrà presso la piazza Gwanghwamun di Seoul e rappresenterà la prima trasmissione globale in diretta effettuata dalla Corea del Sud. La regia è stata affidata a Hamish Hamilton, con la supervisione produttiva di Hybe e Bighit Music. Oltre all'esibizione dal vivo, la collaborazione con il colosso dello streaming prevede il lancio del documentario BTS: The Return, previsto per il 27 marzo. Firmata dal regista Bao Nguyen, la pellicola ripercorre le fasi della reunion del gruppo dopo il lungo periodo di inattività dovuto agli obblighi di leva previsti dalla legge sudcoreana. Dalla fine del 2021, i membri del collettivo hanno infatti alternato il servizio militare a una serie di progetti solisti di successo, tra cui Jack in the Box di J-Hope e Indigo di RM, mettendo temporaneamente in pausa le attività corali iniziate nel 2020 con l'album Be. Il progetto discografico Arirang farà da preludio a un imponente tour mondiale che prenderà il via nel mese di aprile da Goyang. Il calendario della tournée prevede 79 date distribuite in cinque continenti, con una programmazione che si estenderà fino al 2027. Questa nuova fase segna il consolidamento definitivo del gruppo dopo la parentesi dedicata alle carriere individuali e alla pubblicazione dell'antologia Proof nel 2022, confermando la centralità dei BTS nell'industria discografica contemporanea.
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PosizioneUno: "La consulenza SEO va pensata come processo continuo, non task chiusi"
(Adnkronos) - In collaborazione con: Posizioneuno La SEO passa da attività “tecnica” a leva strategica per la crescita digitale delle imprese, in particolare per le PMI. In Italia, infatti, secondo le più recenti analisi di settore, oltre il 50% del traffico qualificato verso i siti aziendali proviene dalla ricerca organica, e per molte piccole e medie imprese rappresenta il principale canale di acquisizione clienti nel medio-lungo periodo. Non è quindi un caso se sempre più aziende, anche al di fuori dell’e-commerce, stiano rivalutando il peso della SEO nei propri investimenti digitali. A cambiare, però, non è solo l’importanza del canale: è il modo stesso in cui la SEO va interpretata e gestita, poiché le strategie SEO garantiscono uno dei ROI più elevati nel marketing digitale, con ritorni stimati fino a 7–8€ per ogni euro investito. In un contesto in cui la maggior parte dei percorsi di acquisto inizia dai motori di ricerca, la visibilità organica non rappresenta più un vantaggio competitivo, ma una leva economica strutturale. Nonostante ciò, molte imprese continuano a trattare la SEO come un progetto isolato, anziché come un processo strategico da governare nel tempo. Come spiegano, però, gli esperti SEO di PosizioneUno.it, oggi parlare di SEO come “progetto” è fuorviante. La SEO è diventata un processo continuo, che richiede analisi costante, decisioni strategiche progressive e una visione di lungo periodo.
Per anni la SEO è stata affrontata con una logica lineare: audit iniziale, interventi tecnici, pubblicazione di contenuti e attesa dei risultati. Questo approccio poteva funzionare in un contesto più stabile, ma non è più sufficiente. Il motivo è strutturale. I motori di ricerca evolvono senza sosta, gli algoritmi vengono aggiornati più volte l’anno, le SERP cambiano forma e i comportamenti degli utenti diventano sempre più complessi. A questo si aggiunge l’impatto dell’intelligenza artificiale, che ha accelerato ulteriormente il ciclo di cambiamento. In uno scenario simile, una strategia SEO definita una volta sola tende rapidamente a perdere efficacia. Le aziende che ottengono risultati duraturi sono quelle che adattano continuamente il proprio posizionamento digitale, invece di difendere asset ormai superati. Secondo PosizioneUno.it, la SEO moderna va letta come un sistema di governo del canale organico, non più come una sequenza di attività isolate. Ogni intervento produce dati, e quei dati devono alimentare le decisioni successive. Il cuore di questo approccio è un flusso continuo che parte dall’analisi e ritorna costantemente alla strategia. Non si tratta di “fare di più”, ma di fare meglio, in modo progressivo. L’analisi non è più limitata a un audit iniziale, ma diventa un’attività costante: studio delle query, osservazione delle variazioni di traffico, lettura dei segnali provenienti dalle SERP e confronto con il contesto competitivo. È da qui che emergono le reali opportunità, spesso invisibili a uno sguardo superficiale. Strategia SEO: una direzione che si aggiorna nel tempo In questo modello, la strategia SEO non è un documento statico, ma una direzione di marcia che viene continuamente raffinata. Gli obiettivi restano chiari, ma le priorità cambiano in base ai dati e al contesto. Per un’azienda, questo significa spostare il focus dalle singole keyword ai temi strategici, dagli articoli isolati ai cluster di contenuto, dalla visibilità fine a sé stessa all’allineamento con gli obiettivi di business. La SEO diventa così una disciplina capace di dialogare con marketing, vendite e sviluppo del prodotto. Un altro punto centrale riguarda i contenuti. Nell’approccio continuo, un contenuto non nasce per essere pubblicato e dimenticato, ma per evolversi nel tempo. Le pagine che performano vengono migliorate, quelle che calano vengono analizzate, quelle ridondanti vengono consolidate. Un lavoro di ottimizzazione progressiva che consente alle PMI di valorizzare ciò che hanno già costruito, riducendo sprechi e massimizzando il ritorno sugli investimenti. È un cambio di mentalità importante, soprattutto per chi ha sempre visto la SEO come una corsa alla produzione continua. Nel flusso continuo, anche la misurazione cambia. Le metriche tradizionali restano utili, ma non sono più sufficienti. Ciò che conta davvero è capire che impatto ha la SEO sul fatturato, sui lead e sulle opportunità commerciali. Questo richiede una lettura più matura dei dati, capace di collegare traffico, intenti di ricerca e risultati concreti. È qui che la consulenza SEO assume un ruolo decisivo: non limitarsi a riportare numeri, ma interpretarli e trasformarli in scelte operative. Per una PMI, adottare una SEO continua significa costruire un vantaggio competitivo sostenibile. Significa ridurre la dipendenza dalla pubblicità a pagamento, aumentare la qualità dei contatti acquisiti e rafforzare la presenza digitale nel tempo. Ma soprattutto, significa non subire i cambiamenti, bensì governarli. In un mercato in cui la visibilità online è sempre più contesa, la capacità di adattarsi rapidamente fa spesso la differenza tra chi cresce e chi resta indietro. La SEO non è più un intervento tecnico da delegare una volta all’anno. È un processo strategico che accompagna l’evoluzione dell’azienda nel digitale. Come sottolineato dal lavoro quotidiano in PosizioneUno.it, oggi vincono le imprese che trattano la SEO come una cultura decisionale, basata su dati, continuità e visione di lungo periodo. Non un progetto da chiudere, ma un sistema da governare. Ed è proprio in questa continuità che la SEO trova il suo vero valore.
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Hiv, Andreoni: "Terapie long acting migliorano aderenza e fermano trasmissione virus"
(Adnkronos) - "Le terapie antiretrovirali long acting rappresentano uno strumento cruciale nella lotta contro l’Hiv, perché migliorano l’aderenza alla cura, semplificano il carico terapeutico e contribuiscono in modo decisivo al controllo del virus”. A sottolinearlo è Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), commentando le più recenti linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull’aderenza terapeutica. "L’aderenza alla terapia antiretrovirale – spiega all’Adnkrono Salute Andreoni – è il fattore chiave per ottenere la soppressione virale. Significa prevenire la replicazione dell’Hiv, evitare lo sviluppo di resistenze ai farmaci, migliorare la salute a lungo termine, gestire meglio le comorbilità e, soprattutto, interrompere la trasmissione del virus". La terapia, ricorda l’infettivologo, "deve essere seguita per tutta la vita, perché al momento non esistono alternative che consentano di sospenderla in sicurezza". "In questo contesto, le terapie long acting – somministrate a intervalli prolungati invece che quotidianamente – offrono un vantaggio rilevante rispetto ai regimi orali tradizionali. Assumere farmaci ogni giorno può portare a stanchezza e affaticamento psicologico – osserva Andreoni – e ridurre la qualità di vita, perché il paziente deve modificare il proprio stile di vita e ricordarsi costantemente della malattia". I farmaci long acting, invece, "semplificano la gestione della terapia e favoriscono una migliore aderenza, soprattutto in alcune categorie più vulnerabili, come persone senza dimora, tossicodipendenti e giovani, che spesso incontrano maggiori difficoltà nel seguire una terapia quotidiana. Per questi pazienti – aggiunge – la possibilità di ridurre la frequenza delle somministrazioni può fare una grande differenza". Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la tutela della privacy. "Chi viaggia o è in vacanza con amici e non vuole rendere evidente l’assunzione quotidiana di farmaci, con le terapie long acting non ha più questo problema – conclude Andreoni –. Non dover assumere medicinali ogni giorno aiuta a vivere la malattia in modo più riservato e sereno". Secondo l’Oms, migliorare l’aderenza terapeutica non solo rafforza la salute individuale delle persone con Hiv, ma rappresenta anche una strategia essenziale di sanità pubblica per impedire nuove infezioni e avvicinarsi all’obiettivo di controllo dell’epidemia.
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Spreco di cibo in calo, Boomers i più virtuosi
(Adnkronos) - Gli italiani stanno migliorando sul fronte dello spreco alimentare (-10,3% rispetto ad un anno fa), arrivando a 554 grammi di cibo gettato a testa ogni settimana, ‘solo’ 79,14 grammi al giorno. Ma la somma delle perdite e degli sprechi alimentari vale oltre 13 miliardi e mezzo (dati elaborati dall’Università di Bologna - Distal / Waste Watcher sulle fonti di riferimento), 7 miliardi e 363 milioni solo nelle case degli italiani. Sono i dati contenuti nel 'Caso Italia 2026', il nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International diffuso in vista della 13esima Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, 5 febbraio 2026, indetta dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero. Waste Watcher ha monitorato il comportamento degli italiani nel mese di gennaio 2026, attraverso l’indagine condotta con metodo Cawi, promossa da Spreco Zero con l’Università di Bologna - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e Last Minute Market su monitoraggio Ipsos - Doxa (campione di 2000 casi rappresentativi della popolazione generale). Più nel dettaglio, stando al report, l’Italia, in linea con la rilevazione dello scorso settembre relativa all’estate 2025, segna un miglioramento deciso rispetto ai dati di un anno fa: sprechiamo infatti 554 grammi di cibo pro capite ogni settimana, ovvero 63,9 grammi in meno rispetto al dato del febbraio 2025 (617,9 g). La performance più brillante è firmata dai Boomers che fissano lo spreco settimanale pro capite medio a 352 grammi, superando, in anticipo di quattro anni, l’esame dell’Agenda 2030, quando a tutti gli italiani sarà chiesto di gettare mediamente non più di 369,7 grammi a testa ogni settimana per centrare l’obiettivo 12.3 sullo spreco alimentare. Più indietro restano le famiglie della Generazione Z, posizionate a quota 799 grammi di spreco settimanale medio pro capite, le famiglie Millennials, con 750 grammi settimanali pro capite, e quelle della Generazione X, con 478 grammi settimanali pro capite. Emerge in chiave quasi plebiscitaria la cura per la preparazione dei pasti, un tratto distintivo mediterraneo e italiano: una abitudine di vita cui si dedica ogni giorno l’88% degli italiani. Solo il 4% degli italiani dichiara di non cucinare perché non ama farlo. E per la prima volta risulta praticamente unanime la consapevolezza intorno al tema 'spreco': il 94% degli italiani certifica la sua attenzione alla questione e, di questa moltitudine di cittadini, il 63% getta qualcosa meno di 1 volta a settimana, solo il 14% spreca quasi quotidianamente. Già da questi dati si delinea un divario generazionale piuttosto marcato: il 29% della Generazione Z spreca almeno una volta a settimana, contro appena il 6% dei Boomers. Spiega il direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: "I dati del Rapporto Waste Watcher 2026 ci dicono con chiarezza che la sfida dello spreco alimentare non si vince contrapponendo le generazioni, ma mettendole in relazione. I Boomers oggi sono la locomotiva della prevenzione: hanno interiorizzato nel tempo competenze di cura, di gestione del cibo e di riuso che li portano già vicino agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. La Generazione Z, invece, è più fragile sul piano organizzativo ma possiede un capitale decisivo: la padronanza degli strumenti digitali e la disponibilità al cambiamento. È qui che nasce l’intelligenza intergenerazionale: quando l’esperienza incontra la tecnologia, quando il sapere pratico dei più anziani viene tradotto in nuovi linguaggi dai più giovani. Solo favorendo questo scambio - nelle famiglie, nelle scuole, nelle comunità e anche nei luoghi del cibo fuori casa - possiamo davvero dimezzare lo spreco alimentare entro i prossimi quattro anni, come chiede la Campagna Spreco Zero. Lo spreco non è solo una questione di consapevolezza, ma di competenze condivise: e il futuro passa dalla capacità di farle circolare tra le generazioni". Tornando ai dati, si spreca meno al Nord (516 grammi settimanali, -7%), di più al Sud (591,2 grammi settimanali, +7%) e poco di più al Centro (570,8 grammi settimanali, +3%); più virtuose le famiglie con figli (-10%) e i Comuni fino a 30mila abitanti (-8%). In cima ai cibi più sprecati svettano la frutta fresca (22,2 g a settimana), la verdura fresca (20,6 g) e il pane fresco (19,6 g), seguono l’insalata (18,8 g) e cipolle/aglio/tuberi (17,2 g).
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Cloud Gaming: GeForce NOW debutta ufficialmente su Linux con app nativa
(Adnkronos) - L'ecosistema del cloud gaming compie un passo significativo verso l'interoperabilità universale. Questa settimana segna il rilascio in fase beta dell'app nativa GeForce NOW per PC Linux, un aggiornamento che mira a equiparare l'esperienza d'uso su desktop e notebook Linux a quella già consolidata su sistemi Windows e macOS. L'introduzione di un'app dedicata supera la precedente esperienza basata su browser o ottimizzata esclusivamente per dispositivi portatili. Grazie al rendering eseguito interamente nei data center, l'hardware locale dell'utente diventa un terminale ad alta efficienza in grado di trasmettere flussi video con tecnologie avanzate. I sistemi Linux possono ora accedere a funzionalità di ultima generazione quali il Ray Tracing e l'NVIDIA DLSS 4, simulando la potenza di calcolo di una GPU GeForce RTX 5080. Questa evoluzione tecnica consente anche a dispositivi datati o con specifiche modeste di gestire carichi di lavoro grafici complessi, eliminando le barriere tipicamente associate alla compatibilità dei driver e alla potenza di calcolo locale sui sistemi operativi basati su kernel Linux. Oltre all'espansione della piattaforma, il servizio annuncia l'integrazione di dieci nuovi titoli, con una particolare attenzione al genere dungeon crawler e alle ultime uscite del mercato. Tra le novità di spicco figurano The Bard’s Tale IV: Director’s Cut e The Bard’s Tale Trilogy, titoli storici che rafforzano la libreria disponibile per gli abbonati Game Pass e i possessori di licenze Steam o Xbox. Il calendario delle prossime uscite vede inoltre l'arrivo imminente di Delta Force di Team Jade, previsto per il 3 febbraio, che promette combattimenti tattici ad alta intensità accessibili senza la necessità di download locali. Molte delle nuove aggiunte sono già ottimizzate per sfruttare i server di fascia alta del servizio. Ecco l'elenco dei principali aggiornamenti della settimana:
The Midnight Walkers (disponibile su Steam dal 28/01)
Cairn (disponibile su Steam dal 29/01)
Warhammer 40,000: SPACE MARINE 2 (versione Xbox e Game Pass dal 29/01)
Half Sword e Vampires: Bloodlord Rising (disponibili su Steam dal 30/01)
Serie Prototype (disponibile su Ubisoft Connect) L'integrazione di Linux nell'ecosistema nativo rappresenta un traguardo per la libertà di gioco: la possibilità di fruire della propria libreria titoli ovunque, direttamente dal cloud, indipendentemente dal sistema operativo scelto dall'utente.
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