YAMAHA a EICMA 2025: tecnologia, emozioni e grandi novità

(Adnkronos) - Il palcoscenico più atteso del mondo moto è pronto ad accendersi. A EICMA 2025 Yamaha torna protagonista assoluta e, nel suo 70° anniversario invita tutti gli appassionati delle due ruote per un viaggio tra tecnologia, performance e passione senza confini. I visitatori tra anteprime, attività tematiche e incontri con i campioni del motociclismo internazionale presenta dallele nuove TRACER 7 Y-AMT e WR e TT-R, fino al ritorno della WR 125 R. Yamaha svela una gamma rinnovata e proiettata al futuro.  In arrivo anche due icone per il 2026: la TÉNÉRÉ 700 World Raid e la XSR 900 GP, tributo a Kenny Roberts con una livrea speciale.  
Andrea Colombi, Country Manager Yamaha Motor Europe N.V.dichiara: “EICMA è la festa di tutti, appassionati e non, e quest’anno ha un sapore unico: tante novità, esperienze, test e racconti da vivere insieme. un’occasione per celebrare la nostra storia e guardare al futuro, sempre con la stessa passione."
 
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Infortuni, dalla tracciabilità a cultura della prevenzione: sul nuovo decreto la parola a esperti e aziende

(Adnkronos) - Un passo avanti nella tutela della sicurezza dei lavoratori, ma anche un banco di prova per le imprese e per la filiera degli appalti. Il decreto Sicurezza sul lavoro 2025, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 28 ottobre, rappresenta una svolta nel modo in cui il Paese affronta il tema della prevenzione e della responsabilità nei luoghi di lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la cultura della sicurezza, intervenendo su tre fronti principali: inasprimento delle sanzioni, maggiore tracciabilità dei lavoratori e ampliamento degli obblighi di valutazione e prevenzione, anche sul piano psicosociale.  Il provvedimento interviene in un contesto ancora segnato da un numero troppo elevato di infortuni gravi e mortali. Da qui, la scelta del governo di puntare su strumenti digitali di controllo, patente a crediti e badge di identificazione, in un sistema che mira non solo a punire, ma soprattutto a prevenire e responsabilizzare. Le modifiche al D.Lgs. 81/08 - il Testo Unico sulla sicurezza - introducono infatti nuovi obblighi per imprese, committenti e subappaltatori, ma anche incentivi per chi dimostra un impegno concreto in materia di sicurezza e formazione. Come spiega Valentina Pepe, avvocato, partner dello studio legale Pepe & Associati, “il nuovo decreto introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, nell’ottica di un rafforzamento della cultura della sicurezza, di un incremento della prevenzione e della riduzione degli infortuni in ogni ambito lavorativo". "Il decreto Sicurezza - specifica - introduce, tra l’altro, una serie di modifiche al meccanismo della ‘patente a crediti’ nei cantieri, intervenendo sull’art. 27 del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza) che disciplina la materia, come già modificato dal decreto-legge del 2 marzo 2024, n. 192. A decorrere dal 1° ottobre 2024, come noto, sono tenuti al possesso della patente le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili. La patente è dotata di un punteggio iniziale di trenta crediti e consente di operare nei cantieri temporanei o mobili con una dotazione pari o superiore a quindici crediti”. Tra le novità principali del decreto Sicurezza, l’inasprimento delle sanzioni per chi opera nei cantieri senza la 'patente a crediti', con l’importo massimo che passa da 6.000 a 12.000 euro, ferma restando la previsione relativa all’esclusione per un periodo di sei mesi dalla partecipazione ai lavori pubblici di cui al codice dei contratti pubblici. Il decreto, spiega ancora Pepe, “oltre ai ‘provvedimenti definitivi’ già contemplati della norma, prevede ora che, per le violazioni relative al lavoro irregolare, la decurtazione dei crediti si applichi automaticamente al momento della notifica del verbale di accertamento da parte degli organi di vigilanza, anche avvalendosi delle informazioni contenute nel Portale nazionale del sommerso (Pns), migliorando così l’efficacia e la tempestività dei controlli”. In caso di infortuni gravi, mortali o con esiti invalidanti permanenti, inoltre, il decreto prevede che le Procure trasmettano tempestivamente all’Inl tutte le informazioni necessarie per adottare il provvedimento, basandosi sugli elementi oggettivi e soggettivi contenuti nei verbali dei pubblici ufficiali intervenuti sul luogo e nelle immediatezze del sinistro, al fine di supportare l’azione degli ispettori. “L’inasprimento delle misure di controllo e sanzionatorie in tema di ‘patente a crediti’ introdotte dal decreto Sicurezza 2025 - osserva Pepe - dimostrano la crescente attenzione delle istituzioni non solo in materia di sicurezza, ma anche rispetto ai fenomeni di lavoro irregolare e all’istituto del subappalto che, negli ultimi anni, è stato ampiamente strumentalizzato nell’ottica della riduzione dei costi del lavoro e dell’eluzione delle normative di tutela”. Sul piano organizzativo, il decreto richiede alle imprese una revisione profonda dei propri sistemi di controllo. Secondo Andrea Puccio, avvocato, founding partner dello studio legale Puccio Penalisti Associati, “il potenziamento dei controlli ispettivi, specie per i soggetti che operano in regime di subappalto, imporrà certamente alle imprese una più rigorosa attenzione all’organizzazione della sicurezza e alla tracciabilità delle responsabilità lungo la filiera”. Un obbligo che, però, può diventare anche un’opportunità. “D’altra parte - precisa - si tratta di una misura coerente con l'obiettivo dichiarato del decreto, che mira a rafforzare ulteriormente la prevenzione, così da ridurre la frequenza degli infortuni sul lavoro. L’auspicio è, dunque, quello di rendere la conformità un elemento strutturale della gestione aziendale; in questo senso, il decreto prevede anche meccanismi di incentivazione economica, che legano la performance in materia di sicurezza ai costi contributivi delle imprese, tramite la revisione delle aliquote Inail”. Dal punto di vista delle aziende, il nuovo impianto normativo segna un cambiamento profondo nel modo di gestire la sicurezza operativa. Come afferma Marius Neagu, fondatore di Macos Srl, “il nuovo decreto Sicurezza lavoro 2025 rappresenta un cambio di passo significativo in materia di controllo e tracciabilità dei lavoratori nei cantieri, introducendo l’obbligo del badge digitale di riconoscimento per tutti, inclusi i lavoratori di ditte subappaltatrici”.  Un obbligo che, se disatteso, non grava più solo sul singolo subappaltatore: “Nel caso in cui un subappaltatore non rispetti l’obbligo del badge digitale - prosegue Neagu - la responsabilità ricade anche sull’impresa appaltatrice, che è tenuta a garantire la regolarità dei flussi di accesso e la corretta identificazione di tutto il personale operante in cantiere. In assenza di tali verifiche, l’appaltatore può essere ritenuto corresponsabile e incorrere in sanzioni amministrative, sospensione delle attività e, nei casi più gravi, interdizione temporanea dai lavori. È dunque fondamentale che le imprese strutturino un sistema di controllo interno rigoroso, con protocolli di verifica preventiva e monitoraggio costante dei soggetti coinvolti nella filiera”.  Per Macos, già da tempo certificata Iso 9001 (qualità), Iso 45001 (sicurezza sul lavoro), con attestazione Soa Og1 classe 8 - illimitata, Rating di Legalità Agcm e che ha adottato un Modello organizzativo 231, “il badge digitale non è soltanto un adempimento tecnico, ma uno strumento che rafforza la cultura della sicurezza e della trasparenza". "Ci auguriamo che la sua introduzione favorisca una maggiore tracciabilità delle presenze e un più efficace coordinamento tra imprese, subappaltatori e istituzioni di controllo, promuovendo un modello di cantiere realmente sicuro e sostenibile”, avverte Marius Neagu. Ma il decreto Sicurezza non guarda solo ai cantieri. Come sottolinea Giulietta Bergamaschi, avvocato e managing partner dello studio legale Lexellent, “le molestie e le violenze sono un rischio da prevenire a tutti gli effetti nel contesto della sicurezza sul lavoro, lo erano a seguito della ratifica della Convenzione Ilo n. 190 e lo sono adesso a maggior ragione grazie alle precisazioni contenute nel recente decreto che coordina il testo del D. Lgs. 81/08 con le disposizioni normative". "In sintesi, la legge - spiega - riconosce che la dignità della persona è un fattore di rischio che deve essere tutelato con la stessa serietà con cui si prevengono gli infortuni fisici. L'obbligo di includere specificamente queste fattispecie di rischio nel Documento di valutazione dei rischi (Dvr) rende ancor più evidente che si tratta di un preciso obbligo normativo e legale per il datore di lavoro. Le aziende non potranno più limitarsi a intervenire dopo un evento, ma dovranno adottare un approccio proattivo di identificazione, misurazione e implementazione di misure preventive specifiche (ad esempio, codici di condotta, canali di segnalazione riservati, formazione mirata)".  "L'aggiornamento delle procedure per la gestione dello stress lavoro-correlato per includere anche le molestie è particolarmente significativo. Questa integrazione cementa il concetto che il benessere psicologico è parte integrante della salute e sicurezza sul lavoro, come stabilito dal Testo Unico. Queste novità spingono le organizzazioni a una maturità culturale che va oltre il mero adempimento. La prevenzione efficace richiede un vero cambiamento culturale, promozione di un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso e la formazione di tutte le figure aziendali, inclusi preposti, dirigenti e lavoratori”, conclude.  
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Ricerca e innovazione: il CNR misura progressi e sostenibilità post-PNRR

(Adnkronos) - È stata presentata presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) la quinta edizione della "
Relazione sulla ricerca e l'innovazione in Italia
". Il documento, frutto della collaborazione fra tre Istituti del CNR (Irpps, Ircres, Issirfa) e l'Area Studi Mediobanca, fornisce un quadro esaustivo dello stato della scienza e della tecnologia nel Paese, fungendo da strumento essenziale per orientare le politiche pubbliche in un momento cruciale segnato dall'attuazione del PNRR e da profonde trasformazioni demografiche e geopolitiche. 
L'evento ha visto la partecipazione del Presidente Andrea Lenzi e dei Direttori degli Istituti coinvolti, tra cui Mario Paolucci (Cnr-Irpps), Elena Ragazzi (Cnr-Ircres) e Fabrizio Tuzi (Cnr-Issirfa), con l'obiettivo dichiarato di restringere la distanza tra la comunità scientifica, il mondo dell'impresa e la politica. Il primo capitolo della Relazione ha focalizzato l'attenzione sull'attuazione della Missione 4 del PNRR ("dalla ricerca all'impresa"), deputata al rafforzamento del trasferimento tecnologico. A maggio 2025 è stato rendicontato il 44% degli 8,5 miliardi concessi, impiegati prevalentemente per il personale (60%).
 Questo investimento ha generato un impatto occupazionale significativo, con oltre 12.000 nuovi ricercatori assunti, di cui il 47% sono donne. Nonostante i progressi, il documento solleva due criticità strutturali: 
Sostenibilità post-PNRR: permane una forte incertezza sulla continuità occupazionale e sul consolidamento dei risultati raggiunti, data l'assenza di misure strutturali dedicate. 
Debolezza industriale: evidenziata una debole domanda di competenze elevate da parte dell'industria nazionale, sottolineando la necessità di una maggiore integrazione tra ricerca pubblica e politiche industriali. L'analisi del sistema universitario italiano, in parte curata dall'Area Studi Mediobanca, rivela un certo distacco dalle caratteristiche strutturali dei partner europei. Si registra una spesa pubblica inferiore alla media UE, un corpo docente anziano e una scarsa attrattività internazionale, fattori aggravati dal calo demografico e dalla mobilità dei talenti verso l'estero. Sul fronte dell'innovazione tecnologica, l'Italia mantiene una posizione intermedia globale. L'analisi sui brevetti registrati presso l'Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO) colloca il Paese in una solida presenza nei settori manifatturieri tradizionali (meccanica, trasporti), ma evidenzia un ritardo nelle tecnologie emergenti come digitale, biotech e Intelligenza Artificiale (IA). A ciò si aggiunge una marcata fuga delle grandi imprese e una crescente dipendenza da brevetti controllati da soggetti esteri, che segnalano la necessità di rafforzare urgentemente la sovranità tecnologica nazionale. La Relazione affronta anche l'efficacia dei meccanismi di valutazione accademica (VQR e ASN). Se da un lato la valutazione ha accresciuto la produttività scientifica, dall'altro ha innescato una crescente standardizzazione dei comportamenti accademici, a scapito della reale qualità della ricerca. Il documento conclude sottolineando "la necessità di ripensare i sistemi di valutazione, orientandoli verso modelli più formativi e sensibili alle specificità disciplinari". 
In tema di parità di genere, i bandi PRIN 2022 e PRIN-PNRR 2022 hanno rappresentato un punto di svolta, portando la quota di donne in qualità di Principal Investigator al 41,3%. Nonostante il progresso, persistono disparità nei settori STEM, e la Relazione sollecita l'adozione di strumenti vincolanti in linea con le pratiche europee. L'analisi sui programmi del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) evidenzia, infine, che sebbene l'Italia si distingua per il numero complessivo di progetti, registra una bassa incidenza nei grant senior e una forte concentrazione geografica. In parallelo alla presentazione del documento, si è tenuta una tavola rotonda con la partecipazione di Liborio Stuppia (CRUI), Giovanni Cannata (Universitas Mercatorum), Carlo Doglioni (Accademia dei Lincei) e Valentina Meliciani (Luiss Research Center), per avviare il dialogo tra accademia e politica. La Relazione è disponibile in forma integrale sul sito del Dipartimento di scienze umane e sociali e del patrimonio culturale del Cnr al link https://www.dsu.cnr.it/relazione-sulla-ricerca-e-linnovazione-in-italia/ 
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Bonifiche, via ai "Site Visit": la nuova strategia per risanare la Terra dei Fuochi

(Adnkronos) - È partita con due appuntamenti il 30 e 31 ottobre l'iniziativa “Rehabilitation Site Visit”, voluta dal Commissario Gen. D. CC Giuseppe Vadalà in intesa con i sindaci delle province di Napoli e Caserta. L'obiettivo primario dell'iniziativa è duplice: rendicontare gli sforzi compiuti sui siti di abbandono rifiuti e comunicare alla cittadinanza i risultati tangibili di una nuova e più coesa campagna di salvaguardia ambientale. 
Il Commissario Vadalà, affiancato da una task force istituzionale di alto livello, tra cui il Comandante Gen. D. EI Andrea Di Stasio, il Gen. B. CC Ciro Lungo (Carabinieri Forestali) e il VicePrefetto Ciro Silvestro (UTG Napoli), ha chiarito la missione: "Dare evidenzia degli esiti delle operazioni effettuate, rendicontare gli sforzi fatti da tutti i soggetti pubblico-privati intervenuti nella gestione delle opere di rimozione e soprattutto comunicare ai cittadini i risultati di una nuova e più coesa campagna di salvaguardia ambientale al fine di restituire la terra risanata, questi gli obiettivi primari dell’evento di oggi. Ci siamo, lo possiamo fare, lo stiamo realizzando insieme”. La visita ha toccato i siti di sversamento illegale di Giugliano in Campania (località I Gelsi) e Villa Literno (sotto un cavalcavia sulla via Domiziana), aree emblematiche della gravissima emergenza ambientale che ha determinato l'accumulo di oltre 33.000 tonnellate di rifiuti sversati, in larga parte speciali e industriali. Le operazioni, avviate lo scorso 15 settembre, hanno già prodotto risultati significativi per costi e volume. Sono state avviate azioni di rimozione su diverse a.e per un costo di € 264.273,94, riguardanti oltre 280 tonnellate di rifiuti urbani e speciali. 
Giugliano (I Gelsi): in due settimane sono state rimosse complessivamente 33 tonnellate di materiali, di cui 28t urbani e oltre 5t speciali. 
Villa Literno (Via Domiziana): rimosse oltre 65 tonnellate di rifiuti misti in quello che è il primo dei tre siti consecutivi lungo la careggiata a essere completato e avviato alla bonifica. L'attività del Commissario si articola su tre livelli concatenati (ricognizione, coordinamento, esecuzione) e si definisce per priorità. Già nel mese di ottobre 2025 sono stati avviati o programmati 15 interventi in comuni chiave (tra cui Acerra, Casal di Principe, Terzigno, Pomigliano D’Arco e Casoria). L'aspetto più incisivo e tecnologicamente innovativo risiede nel cambio di paradigma strategico e nell'adozione di un robusto raccordo info-operativo tra i diversi attori pubblici e privati. L’attività di bonifica viene preceduta da una meticolosa ricognizione delle Forze dell’Ordine e della task force del Commissario, che consente di caratterizzare precisamente il rifiuto prima dell'intervento, garantendo massima efficacia e legalità. 
Il Gen. C.A. Fabrizio Parrulli, Comandante delle Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, ha sottolineato questa sinergia: “Il lavoro che stiamo svolgendo, anche al fianco del Commissario straordinario, rappresenta un esempio concreto di sinergia tra strutture nazionali, Forze dell’Ordine ed enti territoriali, finalizzato a restituire dignità e sicurezza ambientale ai nostri territori... Oggi assistiamo a un positivo cambio di paradigma; sta crescendo la consapevolezza collettiva che l’abbandono dei rifiuti non è più un gesto tollerabile”. Inoltre, il VicePrefetto Ciro Silvestro ha evidenziato come le rimozioni facciano parte di una "nuova strategia combinata di intervento in Terra dei fuochi, volta non solo alla rigenerazione del territorio ma a far crescere 'anticorpi' contro i fenomeni di abbandono e rogo di rifiuti". A conferma dell'impegno istituzionale, è prevista per la prima settimana di novembre 2025 la pubblicazione di una gara ad evidenza pubblica per la rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti abbandonati, per un importo complessivo di €25 milioni suddivisi in tre macrolotti. L'obiettivo finale, come ribadito dal Commissario Vadalà, è "consegnare alle future generazioni una terra finalmente risanata e sicura". 
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Tumori, novembre mese prevenzione cancro prostata, da sintomi a cure focus del Gemelli

(Adnkronos) - Il mese di novembre è tradizionalmente dedicato alla sensibilizzazione e all'awareness sul tumore della prostata, la neoplasia più frequente tra gli uomini. La Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs di Roma ha fatto il punto della situazione rispetto alle novità in ambito chirurgico con Bernardo Rocco, professore ordinario di Urologia dell'università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di Urologia del Gemelli.  Quali sono i campanelli d'allarme che dovrebbero portare un uomo dall'urologo? "I sintomi del tumore della prostata possono essere aspecifici e confusi con quelli dell'ipertrofia prostatica benigna; ma in ogni caso è buona regola sottoporsi a visite di controllo periodiche, a partire dai 50 anni, soprattutto se in famiglia ci sono stati altri casi di questo tumore - risponde Rocco - I sintomi ai quali prestare attenzione sono: necessità di urinare di frequente (soprattutto la notte), difficoltà a trattenere la pipì o al contrario ad iniziare la minzione, presentare un flusso di urina ridotto o che si interrompe, presenza di sangue nelle urine (o nel seme), dolore durante la minzione (o l'eiaculazione) o dolore a livello della parte bassa della schiena, delle anche o delle cosce". Come prevenire il tumore della prostata? "A livello di igiene di vita, le misure sono le stesse consigliate per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari e di altri tumori: consumare una dieta equilibrata e ricca di frutta e verdure (in particolare pomodori, broccoli e cavolfiori), povera di grassi animali, carni rosse e cibi processati; consumare alimenti ricchi di vitamina D, esporsi al sole una decina di minuti al giorno - suggerisce Rocco - e se necessario correggere i deficit con l'assunzione di supplementi; fare esercizio fisico costante (almeno mezz'ora, per la maggior parte dei giorni della settimana), mantenere il peso forma (il sovrappeso e l'obesità possono aumentare il rischio di questo tumore), non fumare (o smettere), consumare alcol con molta moderazione. Purtroppo, non è possibile intervenire su fattori di rischio impattanti quali l'età, l'appartenenza ad alcuni gruppi etnici (gli afro-americani sono più a rischio), la genetica". Quali sono le novità in ambito diagnostico per questa neoplasia e in cosa consiste lo screening? "Molto importante è sottoporsi con regolarità al dosaggio ematico del Psa - spiega il direttore della Uoc di Urologia di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma - e alla visita urologica a partire dai 50 anni (ma anche prima, a partire dai 40-45 anni, se in famiglia ci sono stati casi di tumore della prostata). Se il livello del Psa è elevato (da 4 a 10 ng/dl è considerato bordeline, mentre sopra i 10 ng/ml la possibilità di avere un tumore della prostata secondo l'American Cancer Society è di oltre il 50%) e l'esplorazione rettale della prostata risulta sospetta, il medico prescriverà ulteriori esami (ripetere un secondo Psa, effettuare una risonanza magnetica della prostata, sottoporsi ad una biopsia prostatica)". Le novità sul fronte della diagnosi radiologica "vengono da un recente studio ('Prime' diagnostic clinical trial) pubblicato su 'Jama', che ha evidenziato la non inferiorità della Rmn biparametrica rispetto a quella multiparametrica (che consta di 3 sequenze e prevede la somministrazione di mezzo di contrasto) nell'individuare un cancro della prostata. Questo consente di risparmiare sui tempi di esecuzione dell'esame (che si ridurrebbero da 30-40 minuti a 15-20) e permette di evitare la somministrazione del mezzo di contrasto (il gadolinio per la Rmn), che richiede la presenza di un medico. Di certo la diagnosi precoce è un salvavita e ha riscritto la storia di questa neoplasia; oggi oltre il 90% dei pazienti è vivo a 5 anni dalla diagnosi", sottolinea l'urologo.  Quali novità ci sono state sul fronte del trattamento chirurgico? "La grande rivoluzione degli ultimi 20 anni è stata la chirurgia robotica - ricorda lo specialista - Studi osservazionali e prospettici (non randomizzati) evidenziano che questa ha un impatto significativo nel ridurre la mortalità correlata al tumore, rispetto alla chirurgia tradizionale. Ma non solo. Enorme - osserva - è anche l'impatto sulla qualità di vita del paziente, grazie ad una maggior precisione e ad una minore invasività: dolore post-operatorio ridotto, tempi di recupero più rapidi per quanto riguarda la continenza urinaria e la funzione sessuale, degenza ospedaliera più breve. Il tutto con un'efficacia oncologica paragonabile a quella della chirurgia tradizionale. Altre novità riguardano ambiti di malattia più avanzata e le terapie sistemiche (le più recenti riguardano il trattamento con radioligandi) di cui si occupano gli oncologi e radioterapisti". Quali piattaforme robotiche si utilizzano al Gemelli? "Siamo uno dei centri che in questo momento ha disposizione ben tre piattaforme robotiche (da Vinci, Hugo Medtronic e Toumai) di ultima generazione; ma altre sono di prossimo arrivo. Questo ci consente di personalizzare al massimo il trattamento e ci permette di essere in prima linea sulla ricerca e lo sviluppo dell'avanzamento tecnologico, nonché di essere partner clinici dei principali gruppi mondiali per quanto riguarda la tecnologia e i device", evidenzia Rocco.  Lo specialista è arrivato al Gemelli da circa 1 anno. E "in quest'anno - rimarca - abbiamo più che raddoppiato il numero di procedure relative alla diagnosi e alla cura del tumore prostatico (+116% di prostatectomie radicali per tumore)".  Quali altri novità ci sono state in questi mesi nella presa in carico delle persone con tumore della prostata al Gemelli? "Insieme agli altri professionisti che si occupano del trattamento di questo tumore (oncologi, radioterapisti) - conclude Rocco - qui al Gemelli abbiamo formalizzato e certificato un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (Pdta) per la diagnosi e il trattamento del tumore prostatico". 
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Manovra, Fnopi: "Positive le misure e l'attenzione per gli infermieri"

(Adnkronos) - "Esprimiamo apprezzamento per le previsioni contenute nella legge di Bilancio 2026, che dimostrano attenzione sui problemi della sanità in Italia e un segnale concreto verso le professioni infermieristiche. Le misure previste rappresentano infatti un importante riconoscimento dell'essenzialità e del valore del ruolo degli infermieri all'interno del Servizio sanitario nazionale, collocandosi nel solco della continuità rispetto a quanto già previsto dalla scorsa Manovra". Lo ha dichiarato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), durante l'audizione delle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato sul disegno di legge di Bilancio per l'anno finanziario 2026. "In un contesto contrassegnato dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescente domanda di assistenza territoriale - ha detto Mangiacavalli - il rafforzamento del ruolo degli infermieri rappresenta una scelta lungimirante e necessaria per il Paese".  La Fnopi - riporta una nota - accoglie dunque positivamente la previsione di aumenti retributivi attraverso l'ulteriore incremento dell'indennità di specificità infermieristica - da 285 a 480 milioni di euro annui da mettere a terra nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale - che favorisce la fidelizzazione del personale e migliora la motivazione e il benessere organizzativo, elementi essenziali per garantire qualità e sicurezza delle cure. L'indennità per gli infermieri non deve essere considerata come un beneficio accessorio, ma come uno strumento di politica sanitaria, capace di incidere concretamente sull'efficienza, sull'equità e sulla resilienza del sistema. La Federazione auspica poi che "l'indennità di esclusività, già prevista per la dirigenza medica e sanitaria, venga estesa anche ai dirigenti delle professioni sanitarie". Ancora, gli infermieri guardano "con molto interesse" alla tassazione agevolata con imposta sostitutiva al 15% sui compensi erogati per prestazioni aggiuntive svolte dal personale sanitario, con l'obiettivo di rendere più vantaggiosi questi compensi per garantire la continuità dell'assistenza e la risposta a situazioni critiche, pur nella consapevolezza che è solo con nuove assunzioni sarà possibile migliorare le attuali condizioni di lavoro e assicurare servizi più efficaci alla cittadinanza. Per questo, per la Fnopi "ben vengano le autorizzazioni a nuove immissioni in servizio, per garantire una risposta adeguata alla crescente domanda di cure e assistenza della popolazione". "Essenziale però garantire che le risorse siano distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, evitando disparità tra regioni e assicurando pari opportunità di accesso ai servizi e di crescita professionale", ha sottolineato Mangiacavalli, apprezzando anche le "disposizioni volte a valorizzare la peculiare attività svolta nei servizi pubblici di pronto soccorso: una misura che contribuirà a contrastare la crescente difficoltà nel reperire personale disposto a lavorare in ambienti ad alta intensità assistenziale, spesso caratterizzati da carichi di lavoro e stress elevati, turni notturni e festivi, e una forte pressione emotiva". "Il quadro delineato dalla Manovra - per Fnopi - testimonia l'attenzione delle istituzioni al complesso percorso in atto volto al riconoscimento delle competenze, della dedizione e della responsabilità degli infermieri nel sistema della sanità, confermandone il contributo essenziale alla tutela della salute pubblica. Pur nelle difficoltà economiche contingenti, questi interventi rappresentano un nuovo passo significativo per rendere la professione infermieristica più attrattiva, sostenibile e capace di rispondere efficacemente ai bisogni di pazienti e cittadini". Mangiacavalli auspica che "queste misure siano accompagnate da un piano strutturale di investimento nella formazione, nella ricerca infermieristica e nello sviluppo di nuovi modelli organizzativi, in grado di promuovere l'autonomia professionale e l'integrazione multidisciplinare". La Fnopi ha quindi rinnovato la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per garantire che le previsioni della legge di Bilancio si traducano in azioni concrete a beneficio del sistema sanitario nel suo complesso, posto che, senza una strategia di valorizzazione delle professioni infermieristiche, rischierebbe di indebolirsi irrimediabilmente, perdendo uno dei suoi pilastri fondanti. 
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Whitelab a Ecomondo, il rapporto tra testing e inquinanti emergenti

(Adnkronos) - Approfondire il tema degli inquinanti emergenti e delle nuove sfide ad essi legate, con particolare riferimento a rifiuti ed emissioni, attraverso incontri di natura tecnica basati su informazioni teoriche, esperienze pratiche nell’ambito del testing e aggiornamenti per operatori del settore. È questo uno degli obiettivi principali della partecipazione del Gruppo Whitelab, leader nei servizi di testing, a Ecomondo 2025, l’evento internazionale di riferimento per la green&circular economy, in programma presso la Fiera di Rimini dal 4 al 7 novembre 2025.  Whitelab ha infatti organizzato giovedì 6 novembre (sala Orchidea - Padiglione D6) due incontri alle 10 e alle 15 tenuti da sei esperti del gruppo.  Inoltre, durante la manifestazione, Whitelab presenterà l’intera gamma dei propri servizi ambientali, che spaziano dalle analisi di laboratorio alle soluzioni integrate per la gestione sostenibile delle risorse, con l’obiettivo di supportare imprese e pubbliche amministrazioni nel percorso verso una gestione più consapevole e responsabile dell’ambiente. 
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Verifica dell'età per siti VM18, quando parte e come funziona

(Adnkronos) - A partire dal 12 novembre, navigare sui siti pornografici in Italia non sarà più immediato. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha annunciato l’introduzione di un sistema di verifica dell’età obbligatorio per tutti gli utenti che desiderano accedere a piattaforme con contenuti per adulti. L’obiettivo ufficiale è semplice: impedire ai minori di età di visualizzare materiale pornografico online. Il meccanismo, però, è tutt’altro che banale. Gli utenti dovranno infatti passare attraverso una “terza parte certificata” — come una banca, un operatore telefonico o un’azienda accreditata — che si occuperà di verificare la maggiore età del richiedente. Una volta completato il controllo, l’ente rilascerà un codice che consentirà di entrare nel sito desiderato. Per rassicurare chi teme un’invasione della propria privacy, AGCOM ha previsto un sistema di “doppia anonimizzazione”: i siti porno non potranno conoscere l’identità dell’utente, ma solo se è maggiorenne, mentre la terza parte non saprà su quale portale la persona intenda accedere. In pratica, i due dati non si incrociano mai. La misura, che interessa circa 50 piattaforme tra cui Pornhub, XHamster e OnlyFans, dovrà essere applicata ogni volta che si tenta di entrare in un sito soggetto alla verifica. Chi non rispetterà le regole rischia sanzioni fino a 250.000 euro. Con questa iniziativa, l’Italia segue la scia di altri Paesi nell'area europea come la Francia, dove un sistema analogo è già in vigore, e Regno Unito, che ha introdotto un metodo di riconoscimento basato su selfie o documento d’identità. L’impatto, almeno all’estero, è stato drastico: Pornhub ha segnalato un crollo del 77% del traffico proveniente dal Regno Unito dopo l’entrata in vigore della norma. Resta da vedere come reagirà il pubblico italiano. Se da un lato la misura promette di proteggere i minori, dall’altro solleva interrogativi su comodità, sicurezza dei dati e reale efficacia. E non è escluso che, come accaduto altrove, molti utenti scelgano semplicemente di spostare le proprie abitudini di navigazione su altri canali, o utilizzare una VPN per aggirare la limitazione. 
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Oppo Find X9 Pro, la recensione

(Adnkronos) - Find X9 Pro arriva sul mercato con due promesse ambiziose: farci dimenticare l’ansia da batteria e ridefinire la telefoto su smartphone. Su entrambi i fronti, Oppo gioca in attacco: una cella da 7.500 mAh (silicon-carbon di terza generazione) in uno chassis da 8,25 mm e 224 grammi, e un nuovo modulo periscopico da 200 MP con messa a fuoco ravvicinata, crop “nativo” a 6x e un teleconverter opzionale che porta lo zoom ottico a 10x (230 mm). Il tutto dietro un display LTPO da 6,78” piatto, luminosissimo, con PWM ad alta frequenza e sensore d’impronte ultrasonico 3D; dentro, il Dimensity 9500 con raffreddamento a camera di vapore di nuova generazione e l’orchestrazione “Trinity Engine”. È un pacchetto ambizioso, ma soprattutto coerente: il telefono è pensato per durare, scattare e registrare meglio. Il cambio di linguaggio estetico è netto: cornici piatte, vetro davanti e dietro, isola camere spostata in alto a sinistra e tasti “pro” su entrambi i lati. A destra c’è il Quick Button sensibile alla pressione (anche con swipe millimetrici per lo zoom in orizzontale), a sinistra il nuovo Snap Key, completamente personalizzabile (torcia, registratore, traduttore, screenshot, modalità silenziosa, o scorciatoie legate a Mind Space). La scocca è certificata IP66/IP68/IP69: dalla polvere alle immersioni, fino ai getti d’acqua ad alta temperatura. Due le colorazioni, Silk White e Titanium Charcoal, con finiture che trattengono poco le impronte.  Il pannello LTPO da 6,78” lavora 1–120 Hz, ha cornici simmetriche da 1,15 mm, picco outdoor a 3.600 nit e supporto HDR completo (Dolby Vision, HDR10+, HDR Vivid). Soprattutto, scende a 1 nit e usa PWM a 2.160 Hz sotto i 70 nit: letture notturne molto più confortevoli e meno affaticanti. Sotto lo schermo c'è il nuovo sensore ultrasonico 3D, +35% più rapido e +33% più affidabile rispetto agli ottici; niente flash accecante quando si sblocca al buio. Utile la novità Vehicle Motion Alerts: micro-indicatori ai bordi riducono la chinetosi in auto fino al 15%. La batteria è il punto forte di questo nuovo flagship. È da 7.500 mAh di tipo silicon-carbon (con contenuto di silicio al 15%) punta a due giorni reali di uso misto e, dato ancora più interessante, è progettata per mantenere l’80% di capacità dopo cinque anni. In carica: 80 W SuperVOOC (cavo), fino a 55 W con PD standard, 50 W wireless AirVOOC e ricarica inversa a 10 W. È difficile chiedere di più nel 2025, soprattutto in questa fascia di peso/spessore. Si può anche impostare un limite di carica tra l’80 e il 100% per ridurre l’invecchiamento. Il MediaTek Dimensity 9500 da 3 nanometri è il cuore di Find X9 Pro, con GPU Arm G1-Ultra e NPU 990. Per raffreddarlo durante carichi di lavoro intensi, la vapor chamber è stata riprogettata con una maglia in acciaio da 0,025 mm e un’area di dissipazione totale di 36.344,4 mm² che copre anche il blocco camere per contenere il thermal drift durante le registrazioni a 4K. Nelle giornate pesanti il SoC può scaldare, ma la gestione è matura e, soprattutto, costante nel tempo. Il salto in avanti nelle fotocamere? Notevole. Non è solo “più megapixel”: il periscopio 200 MP (sensore da 1/1,56”, f/2.1, OIS) è co-ingegnerizzato con Hasselblad su ottica e calibrazione pixel-per-pixel, e mette a fuoco a circa 10 cm: close-up con bokeh che, al netto della moda macro, qui hanno un look “da lente vera”. A 3x i 12 MP di default sono puliti, saturi al punto giusto e con gamma dinamica ampia; a 6x il telefono non “ingrandisce”, croppa nativamente dal sensore (50 MP), e regge sorprendentemente bene. Spingendo oltre, l’elaborazione consente un lossless fino a 13,2x; per i concerti c’è anche Stage Mode e il Sound Focus con quattro microfoni per enfatizzare la voce e ripulire il rumore. La camera grandangolo è una nuova Ultra XDR con sensore Sony LYT-828 da 1/1,28”, ottica f/1.5 e tripla esposizione in tempo reale: più luce (+30% rispetto alla generazione scorsa). L’ultrawide a 50 MP mantiene colori coerenti e messa a fuoco automatica a 3,5 cm; davanti, una selfie 50 MP con PDAF alza l’asticella per vlog e ritratti. A monte, il nuovo LUMO Image Engine spinge qualità e riduce carico e consumi fino al 50%. E, novità interessante, gli scatti sono a 50 MP di default su tutte e tre le posteriori (con adattamento intelligente a 25/12 MP in condizioni difficili) e Motion Photo 4K: è possibile estrarre fotogrammi che appaiono in tutto e per tutto come foto ad alta risoluzione. Tutte le camere (anche la frontale) registrano video a 4K60 in Dolby Vision, con pipeline stabilizzata, AF/AWB più consistenti e passaggi tra lenti più fluidi; wide e tele spingono fino a 4K120 senza rinunciare alla stabilizzazione. Per i creator più smaliziati c’è Pro Video con LOG conforme ACES e LUT preview in tempo reale. È uno dei pacchetti video più completi oggi su Android. Per quanto concerne la resa audio, lo stereo “pulito” con separazione canali rigorosa, Bluetooth 6.0 con LHDC/aptX HD, Wi-Fi 7, USB 3.2 Gen 1 e AI LinkBoost che promette (e mantiene) maggiore tenuta del segnale in ascensore, garage, treni). Find X9 Pro è uno smartphone “adulto”: niente feature shock, ma tante decisioni sensate che, insieme, fanno la differenza. La batteria è la migliore della categoria per rapporto capacità/ingombro e tenuta nel tempo; lo zoom 3x/6x è finalmente affidabile anche con luce non ideale, il display piatto con PWM alto è una scelta che gli occhi ringraziano, e lo sblocco ultrasonico è ottimo e preciso. Non è un “gaming phone” (alcuni titoli restano a 60 fps) e sotto stress prolungato il Dimensity può incorrere in limiti, ma per il pubblico a cui è rivolto, attento soprattutto a fotografia, video e autonomia, sono limiti tollerabili. Se si cerca un camera phone completo con una batteria che porti a sera e oltre, Find X9 Pro è un nuovo punto di riferimento nel segmento Android. 
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Oppo racconta la serie Find X9, tra batteria infinita e IA attenta alla privacy

(Adnkronos) - In un evento che ha mescolato tecnologia, design e una forte attenzione alla privacy, Oppo ha svelato la nuova serie Find X9, composta dai modelli Find X9 e Find X9 Pro. Due smartphone che rappresentano la nuova punta di diamante del brand, unendo hardware d’avanguardia, fotografia computazionale e un inedito approccio alla sicurezza dei dati basato su un Privacy Computing Cloud sviluppato con Google. Scofield Lu, Senior Imaging Product Manager di Oppo, ha sottolineato come la collaborazione con Hasselblad abbia raggiunto un livello di maturità mai visto prima: “Quest’anno abbiamo aggiornato la nostra partnership con Hasselblad lavorando direttamente in Svezia,” ha spiegato Lu. “Ci muoviamo su due dimensioni: la prima è l’hardware, con la nostra lente da 200MP certificata Hasselblad e il teleconvertitore ottico valutato secondo i loro standard. La seconda è l’estetica: nella modalità Master e nella modalità Ritratto abbiamo lavorato per riprodurre l’effetto pellicola in digitale, ricreando il caratteristico bokeh e la resa cromatica delle ottiche XCD di Hasselblad”. Un risultato che si traduce in una resa fotografica unica nel panorama Android, grazie anche al nuovo LUMO Image Engine, motore computazionale che riduce del 50% il consumo energetico e ottimizza la gamma dinamica. Il Find X9 Pro si distingue per la fotocamera teleobiettivo da 200MP Hasselblad, con apertura f/2.1 e sensore da 1/1.56”, capace di catturare luce e dettagli in condizioni estreme. Il sistema è completato da una Ultra XDR Main Camera da 50MP e da una versatile lente ultra-grandangolare con autofocus macro. Con batterie da 7.025 mAh sul modello base e 7.500 mAh sul Pro, la serie Find X9 raggiunge un nuovo record di capacità su smartphone flagship. Lu ha confermato che “le capacità della batteria restano identiche in tutti i mercati, grazie alla nostra cella al silicio-carbonio di terza generazione, conforme alle normative europee”. Le nuove celle garantiscono oltre l’80% della capacità originale dopo cinque anni di utilizzo, e supportano la ricarica rapida SUPERVOOC 80W e wireless AIRVOOC 50W. A livello di prestazioni, entrambi i modelli sono alimentati dal chip MediaTek Dimensity 9500 a 3nm, accompagnato dal Trinity Engine, che ottimizza l’uso energetico e le performance grafiche, con un incremento fino al 32% rispetto alla generazione precedente. Oppo ha ribadito il proprio impegno sul tema privacy. Rispondendo a una domanda sulla gestione dei dati nel nuovo AI Mind Space, Jensen Jie, Smartphone Product Director di Oppo, ha chiarito: “Abbiamo una funzione chiamata Privacy Computing Cloud, sviluppata in collaborazione con Google. Tutti i dati personali vengono trasferiti in modo sicuro e né Oppo né altri possono accedervi. È un protocollo criptato e conforme ai regolamenti europei sulla privacy.” Jie ha poi aggiunto che molte elaborazioni, come la trascrizione AI o la sintesi dei contenuti visivi in My Space, “avvengono direttamente sul dispositivo, con il cloud utilizzato solo quando necessario, sempre nel rispetto delle leggi locali”. Un equilibrio tra cloud e on-device AI che rappresenta uno dei cardini della filosofia di ColorOS 16, il nuovo sistema operativo che debutta con Find X9. Il nuovo ColorOS 16 introduce funzioni pensate per migliorare produttività e creatività. Tra queste, AI Mind Space, che consente di catturare e organizzare contenuti in modo intelligente con il tasto Snap Key, e la nuova Re-Illuminazione AI, che bilancia automaticamente luce e tonalità nei ritratti. Secondo Jie, “il nostro obiettivo è offrire un’esperienza d’uso più giocosa, fluida e connessa, dove hardware e software collaborano per semplificare la vita degli utenti, anche quando passano da un dispositivo Android a un Mac o un iPhone.” Lu ha anche accennato alla direzione che il marchio intende seguire nei prossimi anni: “Abbiamo una roadmap di tre anni già definita. Continueremo a spingere su fotocamera, autonomia e funzioni AI integrate all’hardware, per offrire esperienze sempre più creative e potenti”. 
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