Audit, Crescentino (Assirevi): "Elemento umano resta centrale anche in era digitale"

(Adnkronos) - In un contesto in cui il lavoro di revisione si confronta con le grandi trasformazioni legate all'evoluzione tecnologica, "è necessario ricordare la centralità dell'elemento umano: quanto più cresce la rilevanza del dato tecnologico, altrettanto - e forse in maggior misura - cresce l'importanza dell'elemento di giudizio professionale umano, il fulcro intorno al quale ruota tutta l'attività di revisione". Sono le parole di Gianmario Crescentino, presidente Assirevi, all'evento 'Innovazione tecnologica, transizione digitale e intelligenza artificiale. Prospettive, processi aziendali e attività di revisione', organizzato a Milano da Assirevi - Associazione italiana delle società di revisione legale. 
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Audit, Vercellotti (EY Italia): "Tecnologia a servizio di maggiore trasparenza e qualità"

(Adnkronos) - "La trasparenza del mercato oggi non si basa solo su quello che viene comunicato, ma anche sull'affidabilità dei dati che sostengono la comunicazione. Avere un processo di revisione solido, maturo e profondo, che attraverso l'utilizzo della tecnologia analizza in maniera mirata i dati di bilancio per un assurance di maggiore qualità, credo sia un elemento in grado di dare maggiore trasparenza al mercato e maggiore fiducia nei confronti degli stakeholders finanziari". Così Massimiliano Vercellotti, Assurance Leader di EY Italia, all'evento 'Innovazione tecnologica, transizione digitale e intelligenza artificiale. Prospettive, processi aziendali e attività di revisione', organizzato a Milano da Assirevi - Associazione italiana delle società di revisione legale. 
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Audit, Savoca (EY Italia): "Revisore deve coniugare competenze tradizionali e digitali"

(Adnkronos) - "Le competenze oggi richieste al revisore sono sia quelle tradizionali - di tipo economico, giuridico e contabile - sia quelle incentrate sull'analisi dei sistemi informativi, dei processi e dei dati". Queste skills sono "anche quelle su cui le società di revisione stanno investendo". A dirlo Giuseppe Savoca, Coo EY Italia, all'evento 'Innovazione tecnologica, transizione digitale e intelligenza artificiale. Prospettive, processi aziendali e attività di revisione', organizzato a Milano da Assirevi - Associazione italiana delle società di revisione legale. 
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Int, Jacopo Pettine nuovo Coordinatore nazionale giovani tributaristi

(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha affidato nuovi incarichi nell’ambito del Coordinamento nazionale giovani tributaristi Int.  L’uscente coordinatore nazionale, Alessandro Della Marra, che attualmente è consigliere nazionale, lascia l’incarico di coordinatore nazionale al tributarista lombardo Jacopo Pettine che sarà coadiuvato da due vice coordinatori nazionali, il confermato Giovanni Malinconico e la neo incaricata Desideria Micciulla tributarista siciliana.  Il Coordinamento giovani, costituito nel 2019, si occupa di valorizzare il ruolo dei tributaristi Int under 35, che è il limite d’età per farne parte, individuare agevolazioni per la gestione dello studio e si confronta con le istituzioni, il sistema universitario e con altre strutture quali Confassociazioni Giovani.  Il coordinatore uscente, Della Marra ha dichiarato: "Sono stato onorato di aver rivestito questo ruolo nell’interesse dei giovani dell’Int, è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere ed imparare molto. Ho lasciato l’incarico per aver superato il limite dei 35 anni, ma grazie alla delega ai rapporti con i giovani che condivido con il presidente Alemanno, potrò ancora dare il mio apporto e collaborare con il nuovo coordinatore Pettine, al quale vanno i miei auguri di buon lavoro".  Il neo coordinatore nazionale Giovani, Jacopo Pettine, nel ringraziare il presidente dell’Int per la fiducia accordata, ha sottolineato: “Assumo con consapevolezza e responsabilità l’incarico di coordinatore nazionale Giovani tributaristi Int, confido nel confronto con il presidente Alemanno e il consigliere Della Marra, e nella stretta collaborazione con i due vice coordinatori Malinconico e Micciulla. Le idee sono tante, ma per essere pragmatico vorrei iniziare semplicemente ad organizzare un incontro con tutti i giovani tributaristi under 35 iscritti all’Int, per avere direttamente da ciascuno di loro suggerimenti e segnalazioni sulle necessità anche a livello territoriale. Non sarà semplice, ma so anche che non sarò solo, perché far parte dell’Istituto nazionale tributaristi è garanzia di attenzione e impegno per tutta la categoria, una rete di professionalità consolidata e riconosciuta e una dirigenza sempre attenta ai problemi di ogni singolo iscritto", ha continuato.  Alemanno dal canto suo è estremamente fiducioso: “Sono certo che il coordinamento giovani saprà apportare un grande valore aggiunto all’attività associativa, i nuovi coordinatori nazionali, la delega al consigliere Della Marra, che ringrazio per il ruolo nel coordinamento che ha ricoperto dal 2019, sono una garanzia. Le giovani e i giovani tributaristi Int contribuiranno non solo all’affermazione della categoria, ma anche al miglioramento del sistema fiscale ed amministrativo del Paese, sono loro la classe dirigente di domani, noi possiamo accompagnarli offrendo la nostra esperienza, ma soprattutto dando loro il giusto spazio".  Tutti gli iscritti all’Istituto nazionale tributaristi augurano una proficua attività al coordinamento giovani e alla rinnovata dirigenza, così composta: coordinatore nazionale Jacopo Pettine (Lombardia), Vice Coordinatori nazionali Giovanni Malinconico (Campania) e Desideria Micciulla (Sicilia). 
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Solidarietà e infanzia: il bilancio della quinta edizione di "Giocattolo Sospeso"

(Adnkronos) - Si è conclusa con numeri in crescita la quinta edizione di Giocattolo Sospeso, il progetto di solidarietà promosso da Assogiocattoli all'interno della campagna "Gioco per Sempre". L'iniziativa, svoltasi tra il 20 novembre 2025 e il 6 gennaio 2026, ha registrato una partecipazione capillare su tutto il territorio nazionale, confermando l'efficacia di un modello di dono ispirato alla tradizione del "caffè sospeso". L'edizione 2025 ha visto la partecipazione di tutte le 20 regioni italiane e della Repubblica di San Marino. I dati finali indicano che sono stati raccolti oltre 54.000 giocattoli, portando il totale delle donazioni effettuate nei cinque anni di vita del progetto a superare quota 124.000. A sostenere questa rete logistica sono stati 479 punti di raccolta, con una nota di rilievo per i negozi di vicinato, il cui numero è raddoppiato rispetto all'anno precedente. La distribuzione delle strenne natalizie a case famiglia e strutture ospedaliere è stata coordinata da 145 enti benefici. A livello territoriale, Lombardia, Piemonte e Lazio si sono distinte per il maggior numero di punti vendita aderenti. Il progetto non ha coinvolto solo privati cittadini, ma ha visto la partecipazione di aziende che hanno contribuito con donazioni spontanee o garantendo visibilità gratuita all'iniziativa, come avvenuto tramite i circuiti ledwall nelle principali aree urbane di Milano, Roma e Torino. “I risultati di questa quinta edizione di Giocattolo Sospeso ci riempiono di orgoglio e confermano quanto il gioco sia un linguaggio universale di inclusione, solidarietà e speranza”, ha dichiarato Genesio Rocca, Presidente di Assogiocattoli. Secondo Rocca, la risposta del Paese dimostra che la cultura del dono è radicata: “Abbiamo dimostrato che, quando si fa rete, anche un piccolo gesto può generare un grande cambiamento”. L'iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a promuovere il gioco come diritto fondamentale e strumento di coesione sociale. Proprio per la valenza istituzionale del progetto, la sesta edizione è già stata confermata: il via ufficiale è previsto per il 20 novembre 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Tutte le informazioni sui punti di raccolta e sulle modalità di adesione restano disponibili sul portale ufficiale giocattolosospeso.it. 
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Il mercato dei giocattoli nel 2026: LEGO si conferma driver del comparto online

(Adnkronos) - Il settore dei giocattoli sta vivendo una metamorfosi profonda, transitando da comparto stagionale legato all'infanzia a vero e proprio fenomeno di lifestyle e collezionismo per adulti. In vista del LEGO Day (28 gennaio), l'analisi dei dati di idealo — portale internazionale di comparazione prezzi — rivela come il brand danese non sia solo un leader di categoria, ma il principale motore di trazione per l'intero mercato dei giochi in Europa. Nel corso del 2025, la centralità del brand è emersa con particolare vigore nel mercato italiano. Secondo le rilevazioni sulla piattaforma, LEGO ha catalizzato il 21% dell’interesse online complessivo nel settore giocattoli. Per contestualizzare il dato, il secondo comparto più ricercato, quello delle carte da gioco, si ferma al 7%, mentre icone storiche come Barbie o le action figure non superano il 3%. Questa egemonia digitale non è un caso isolato. Il confronto anno su anno evidenzia una crescita dell'interesse in tutti i principali mercati europei: Spagna: +100% Francia: +53% Austria: +51% Italia: +49% Germania: +22% Il dato più significativo riguarda il cambiamento del profilo del consumatore. Se il picco di ricerche rimane ancorato al periodo natalizio, nel 2025 si è registrata una costanza di interesse inedita durante tutto l'anno. Questo fenomeno è trainato dalla categoria LEGO Deko, che ha segnato un incremento del 209%, e dai LEGO Set (+178%). I mattoncini sono usciti dalle camerette per diventare oggetti di arredo e design. In Italia, si osserva una predilezione specifica per il settore Automotive: i set LEGO Car raggiungono il 17% dell'interesse, seguiti dai LEGO Vehicle (15%). Collezioni come la Botanical Collection e i modelli Technic dedicati alle supercar confermano come il brand sia diventato un pilastro della cultura pop, capace di attrarre investitori e collezionisti oltre che semplici appassionati. La direzione futura del comparto è stata delineata anche durante il recente CES di Las Vegas, dove sono state presentate soluzioni che integrano l'esperienza fisica delle costruzioni con l'interazione digitale. In conclusione, i dati delineano un mercato dove il gioco resta centrale, ma si evolve verso esperienze multidimensionali che uniscono creatività e ingegneria, rendendo il brand un riferimento imprescindibile per le dinamiche del commercio elettronico europeo. 
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Trapianti, papà dona 2 organi alla figlia. L'ansia e poi la gioia: "Posso tenerla in braccio?"

(Adnkronos) - "Posso tenerla in braccio?". Arrivato in reparto dopo aver donato due organi in simultanea alla figlia Sofija (nome di fantasia), 7 anni, è stata questa la prima domanda rivolta ai medici dal papà - un 37enne cittadino serbo - protagonista con la sua piccola del primo trapianto combinato da donatore vivente eseguito in Italia. Un pensiero che ha emozionato Lorenzo D'Antiga, professore dell'università di Milano-Bicocca e direttore della Pediatria dell'Asst Papa Giovanni XXIII. "Se lo chiedeva per la preoccupazione che potesse essere un problema per due persone che hanno delle suture fresche. Ed è stato bello vedere un papà con la sua bambina in braccio e pensare che gli organi che una settimana erano nella pancia di uno ora erano nella pancia dell'altra", racconta il medico all'Adnkronos Salute.  L'intervento è stato eseguito il 18 dicembre. Padre e figlia stanno bene e sono stati dimessi lunedì 19 gennaio. Sofija soffriva di una rara malattia genetica che colpisce sia fegato che reni e che la costringeva alla dialisi fin dall'età di 4 anni. La dialisi peritoneale domiciliare durava dalle 13 alle 18 ore al giorno, poi la necessità di ricorrere all'emodialisi ha limitato i movimenti della piccola, legata a sedute eseguite a giorni alterni. Il quadro si è complicato con lo sviluppo di cirrosi epatica, che non consentiva l'esecuzione di un trapianto renale isolato. Da qui la decisione di procedere simultaneamente con il trapianto di un rene e di una porzione di fegato. Padre e figlia sono cittadini della Repubblica Serba e sono giunti al Papa Giovanni previa richiesta del ministero della Salute serbo. L'iter di un trapianto da donatore vivente in Italia è rigoroso e volto a garantire sia il donatore (che sceglie di donare senza condizionamenti esterni e bene informato sui rischi) sia il ricevente. Alla valutazione di idoneità della coppia è seguito il parere favorevole della Commissione regionale di parte terza e infine il nulla osta della Procura di Bergamo. Così, dopo questa complessa procedura, la famiglia è arrivata a Bergamo ad ottobre.
 "I nostri colleghi della Serbia, attraverso il loro ministero della Serbia - spiega D'Antiga - ci inviano normalmente, come altri Paesi dei Balcani, dei bambini per il trapianto, perché loro non hanno un programma. Quindi qualche mese prima ci hanno segnalato questo caso, e c'è stato un lungo processo di valutazione a distanza, oltre che burocratico amministrativo. E' stato anche un periodo di ansia sia nostro che dei genitori. Abbiamo cercato di comprendere e aiutare i nostri colleghi a distanza per la gestione di questa bimba che peggiorava rapidamente. C'è stata anche una valutazione a distanza dei genitori, come potenziali donatori". Il candidato adatto è risultato essere il padre.  "Noi facciamo degli esami del sangue per vedere le compatibilità più generiche, poi una valutazione approfondita di indagini radiologiche, Tac, risonanza magnetica. Abbiamo un software molto sofisticato dedicato allo studio dell'anatomia di donatori e riceventi, che ci permette di calcolare le misure, i pesi. C'è infatti bisogno di una corrispondenza sia anatomica che di peso e di volume dell'organo (la parte che si trapianta deve essere sufficiente a chi lo riceve, e non deve essere rimosso troppo tessuto dal donatore) - illustra il pediatra - In più abbiamo un software che ci permette una sorta di 'trapianto virtuale' prima di cimentarci con quello reale, e questo permette al chirurgo di valutare in modo molto dettagliato l'anatomia, e di riuscire ad essere precisi anche a distanza sulla compatibilità e sulla possibilità di eseguire l'intervento".  Al termine del percorso la bimba è arrivata in Italia. "E' stato complicato - continua D'Antiga - perché faceva la dialisi tutti i giorni. E' stata portata con un aereo del ministero della Serbia. Appena qui l'abbiamo subito attaccata alla dialisi e abbiamo trattato anche la patologia del fegato. Poi è partita una fase di preparazione nel nostro ospedale", sono state ripetute tutte le valutazioni dal vivo ed è stata anche "valutata l'idoneità alla donazione da un punto di vista psicologico, un passaggio istituzionale che viene fatto in Italia per confermare che la donazione sia fatta in piena libertà. Per quanto riguarda un genitore questo è abbastanza scontato", come testimoniano le parole del papà di Sofija. Parole semplici e dirette, che hanno ancora una volta molto colpito D'Antiga. "Lui è un uomo silenzioso - lo descrive il medico - ed è un po' più difficile raccogliere le sensazioni da una persona riservata e che non parla la tua lingua. In ogni caso, dopo una settimana dall'intervento il papà è stato dimesso ed era lì al letto di sua figlia. Gli abbiamo fatto le congratulazioni per il suo coraggio, perché si è trattato di un grosso intervento. E lui ci ha detto con grande sobrietà e dignità, senza nessuna enfasi, solo una frase: 'Qualsiasi padre farebbe quello che ho fatto io'. Da papà gli do ragione". Non ha avuto "alcun dubbio, né ha percepito come un merito speciale" il gesto fatto da un padre per un figlio.  Dopo l'intervento, l'ansia, l'angoscia e l'attesa - che trasparivano anche dalle email scambiate dalla famiglia con i medici italiani e poi dai colloqui dal vivo avuti attraverso i mediatori culturali - hanno lasciato il posto alla speranza e alla gioia. "La decisione di donare per nostra figlia l'avevamo presa io e mia moglie più di 2 anni fa, quando i medici ci hanno detto che era arrivato il momento di iniziare la dialisi e quindi anche la preparazione al trapianto - ha raccontato il papà - Abbiamo pregato Dio di aiutarci e ha esaudito le nostre preghiere in questo modo. I medici dell'ospedale di Bergamo hanno svolto il compito più grande e più responsabile. E' una gioia oggi vedere che nostra figlia ha riacquistato l'appetito e la voglia di giocare. Prima si stancava molto facilmente e interrompeva il gioco per sdraiarsi a riposare. Ora sta diventando come tutti gli altri bambini: vivace, gioiosa, piena di energia, finalmente senza cateteri che erano necessari per la dialisi. Potrà iniziare la scuola, spensierata come i suoi coetanei". 
L'intervento è durato 18 ore, dalle 9.30 del 18 dicembre alle 3.37 di notte del giorno successivo. In due sale chirurgiche attigue si sono alternati 6 chirurghi, 7 anestesisti e 20 figure infermieristiche. La procedura è iniziata con il trapianto di fegato eseguito dai chirurghi Domenico Pinelli e Marco Zambelli ed è proseguita con il trapianto di rene eseguito da Annalisa Amaduzzi e Flavia Neri.  E proprio Pinelli (che nel 2023 era stato anche nell'équipe che si è occupata di un'altra prima importante, un trapianto di polmone da vivente, ancora una volta da padre a figlio) a ricordare che "l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è uno dei pochi centri autorizzati a realizzare trapianti di tutti gli organi sia adulti che pediatrici. Qui nel 1999 è stata introdotta la tecnica 'split' per il trapianto di fegato, metodica che ha permesso di azzerare la lista d'attesa pediatrica in Italia. Attualmente quello di Bergamo è tra i centri con la maggiore esperienza al mondo per questo tipo di interventi. In questo caso la tecnica split è stata adattata per effettuare il prelievo dal genitore solo di una piccola parte di fegato (25% circa) che serviva per il trapianto della figlia". L'intervento combinato eseguito su Sofija e il suo papà non era mai stato realizzato nel nostro Paese ed esistono solo rari casi riportati in letteratura eseguiti in altri Paesi europei. Sofija, conferma D'Antiga, "è guarita istantaneamente, dopo il normale periodo di convalescenza". Gli organi donati hanno "cominciato presto a lavorare normalmente. Non era più attaccata a nessuna macchina, a nessun tubo, ha cominciato a correre in giro nel reparto contenta, libera. Un cambiamento molto repentino. Fra noi la comunicazione non era verbale, ma i suoi gesti dicevano tutto della sua felicità. E' stato bello" vederla rifiorire. La piccola per i prossimi mesi resterà a Bergamo per i controlli - "nelle case d'accoglienza delle nostre associazioni di volontariato, che sono fondamentali per tutti i pazienti che vengono da lontano", rimarca il pediatra - ma potrà condurre una vita regolare. Anche il papà "avrà una vita completamente normale". Dell'operazione resta solo la cicatrice, ricordo di un gesto d'amore. "Il suo fegato rigenererà la parte mancante e sappiamo che si può vivere normalmente con un rene solo, per cui non cambia niente - chiarisce D'Antiga - La bambina dovrà continuare a stare sotto controllo per prevenire il rigetto" e dovrà assumere i classici farmaci previsti per questo scopo. "Ma avendo ricevuto gli organi dallo stesso donatore, questi hanno un vantaggio immunologico: il rene viene 'protetto' dal fegato dal punto di vista del rigetto".  
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'L'ultimo turno', in Consiglio regionale Lazio film racconta lavoro infermieri

(Adnkronos) - Oggi al Consiglio regionale del Lazio è stato proiettato il film 'L'ultimo turno', alla presenza del presidente della Regione Francesco Rocca, del presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma e di numerosi consiglieri regionali. L'iniziativa ha offerto l'occasione per un confronto sulla professione infermieristica e sulle sue sfide quotidiane. "Abbiamo voluto questo evento - ha dichiarato Maurizio Zega, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Roma e coordinatore degli Ordini provinciali del Lazio - perché il film illustra come meglio non si poteva la vita professionale degli infermieri". La scelta della sede istituzionale non è stata casuale: "Abbiamo chiesto ospitalità al Consiglio regionale perché i legislatori regionali, al di là dei provvedimenti giuridici, potessero meglio comprendere insieme la durezza, ma anche la bellezza della nostra professione".  "La salute pubblica - ha proseguito Zega - senza di noi non esiste. Eppure noi siamo quasi 'invisibili' e il nostro apporto è costantemente sottovalutato: si dice sì che siamo troppo pochi (meno domande che posti ai corsi di laurea nel Lazio), che siamo pagati male, e sono tutte cose vere. Ma non si dice quanto studio, quanta fatica intellettuale c'è dietro. Non si dice che operazioni sanitarie anche delicatissime vengono svolte da infermieri perché questi 'non risultano', 'non firmano' il risultato del loro lavoro. E allora: intanto chiediamo di realizzare la possibilità di 'firmare' quello che facciamo, anche con la predisposizione di un linguaggio scientifico nostro proprio, che già esiste, e si tratta solo di istituzionalizzarlo. Poi il riconoscimento delle nostre specializzazioni, che pure quelle già esistono, ma non sono riconosciute. Il combinato disposto, oltre agli aspetti economici, di misure come queste, e soprattutto di una narrazione collettiva diversa e più consapevole, può rendere finalmente più attrattiva la nostra professione per i giovani, e dare qualche speranza sul futuro del servizio sanitario pubblico". Secondo Aurigemma, che ha fatto anche riferimento al recente protocollo di intesa fra Regione e Ordini dei medici e degli infermieri sulla risposta sanitaria integrata nella medicina territoriale, "raccontare il lavoro degli infermieri significa raccontare le parti migliori della nostra sanità". E di "retaggi culturali frutto di pregiudizi" da superare ha parlato Rocca, lodando la "potenza" del film: è inutile per lui parlare d'altro "se nel quotidiano c'è ancora la dimensione del rapporto fra il sacrestano o della perpetua nei confronti del parroco". 
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Emofilia A, nuova terapia cambia la qualità di vita dei pazienti adulti e bambini

(Adnkronos) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di efanesoctocog alfa (Altuvoct*) con l'indicazione: trattamento e profilassi di episodi emorragici in pazienti con emofilia A (deficit congenito di fattore VIII). Efanesoctocog alfa può essere utilizzato in tutte le fasce d'età. Si tratta di un'innovativa terapia sostitutiva del fattore VIII, il primo high-sustained factor VIII. Bambini, adolescenti e adulti possono raggiungere in profilassi livelli di attività del fattore VIII simili a quelli di persone senza emofilia (superiori al 40%) per una parte significativa della settimana con una sola somministrazione settimanale. Efanesoctocog alfa può essere utilizzato per la gestione degli interventi chirurgici per le persone con emofilia A e per il trattamento al bisogno qualora si verifichino eventi emorragici.  L'emofilia - è stato ricordato in un incontro a Milano promosso da Sobi, con medici, esperti e le associazioni dei pazienti - è una malattia genetica considerata rara, che deriva dall'assenza di fattori necessari per la coagulazione del sangue. Si verifica a causa di un'alterazione, o mutazione, nel gene responsabile della produzione del fattore di coagulazione VIII (in emofilia A) o IX (in emofilia B), causando una produzione non adeguata di fattore della coagulazione sufficiente ad assicurare alla persona un'adeguata emostasi. Chi ha questa patologia è soggetto a emorragie di diversa natura, tra cui microsanguinamenti e sanguinamenti che, oltre a poter essere estremamente dolorosi e, in alcuni casi, mettere a rischio la vita del paziente, possono evolvere in patologie articolari croniche, gravi e invalidanti.  L'emofilia può avere un impatto dal punto di vista clinico, psicologico e sociale nella vita quotidiana dei pazienti e dei loro caregiver, condizionandone scelte e obiettivi nelle diverse fasce d'età. Bisogni insoddisfatti che ancora oggi esistono nonostante le recenti evoluzioni terapeutiche, che richiedono un cambio di gestione radicale per un miglioramento degli outcome clinici e della qualità di vita delle persone con emofilia A. "Maggiore protezione, una percezione di sicurezza più stabile e intervalli più lunghi tra un'infusione e l'altra - ha spiegato Cristina Cassone, presidente della Federazione delle associazioni emofilici, FedEmo - possono alleggerire la gestione quotidiana della malattia: significa lavorare con più continuità, vivere con maggiore serenità e avere una vita sociale più piena. E, soprattutto, superare i limiti imposti dall'emofilia, fissare nuovi obiettivi e traguardi e inseguire le proprie aspirazioni. I sanguinamenti non sono tutti uguali, ma tutti possono lasciare il segno. Per questo, come associazione pazienti, non possiamo che abbracciare il concetto di una normalizzazione dell'emostasi come obiettivo terapeutico e accogliamo con favore le nuove opzioni terapeutiche che possono migliorare la qualità di vita delle persone con emofilia A".  E' necessario prestare la massima attenzione alla qualità della vita delle persone con emofilia A, hanno sottolineato gli esperti. La paura di un'emorragia e la presenza di dolore - dovuto all'artropatia conseguente ai danni articolari provocati dai sanguinamenti o a eventi acuti - può essere fortemente limitante e avere ripercussioni anche sullo svolgimento delle attività quotidiane. "Nonostante i progressi terapeutici, l'emofilia condiziona ancora pesantemente la quotidianità dei nostri pazienti - ha affermato Rita Carlotta Santoro, presidente Aice (Associazione italiana dei centri emofilia) - Una svolta significativa è oggi possibile grazie al raggiungimento di livelli di fattore circolante più elevati: una prospettiva offerta da Altuvoct. Questo farmaco, con una sola infusione settimanale, permette di mantenere per gran parte della settimana livelli di emostasi pari o superiori al 40%, un range clinicamente paragonabile alla condizione di 'non emofilia'. Tale approccio, orientato alla normalizzazione dell'emostasi, può consentire di rivoluzionare la qualità della vita dei pazienti con emofilia A. I dati clinici confermano infatti benefici sostanziali non solo nella prevenzione dei sanguinamenti, ma anche nel miglioramento della salute articolare, della forma fisica e nella gestione del dolore".  "L'autorizzazione all'immissione in commercio si basa sui risultati degli studi di fase 3: Xtend-1 su adulti e adolescenti e Xtend-Kids su bambini, che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di efanesoctocog alfa in persone con emofilia A grave. Questi studi hanno dimostrato che la profilassi settimanale con Altuvoct fornisce una protezione significativa contro le emorragie per tutte le fasce d'età", si legge in una nota di Sobi.  "Negli ultimi anni l'emofilia ha visto l'arrivo di diverse innovazioni scientifiche - ha evidenziato Flora Peyvandi, direttore del Centro emofilia e trombosi Angelo Bianchi Bonomi e primario della Struttura complessa di Medicina generale - Emostasi e trombosi del Policlinico di Milano - Il nostro centro, in quanto centro di riferimento nazionale, ha partecipato attivamente allo sviluppo clinico di molte di queste nuove molecole inclusi gli studi relativi alla molecola di efanesoctocog alfa. I risultati hanno evidenziato un miglioramento sostanziale della salute articolare, della salute fisica, del dolore e della qualità della vita complessiva. Questi risultati straordinari si raggiungono grazie a un meccanismo d'azione differenziante e al disegno della molecola che, per la prima volta, ha permesso di superare il limite imposto dal fattore di von Willebrand endogeno (Vwf)".  "L'annuncio di oggi apre una nuova fase nella gestione dell'emofilia A, con il potenziale di migliorare gli esiti e la qualità di vita - ha commentato Fabrizio Capetta, vice president & general manager, Italy & Greece di Sobi - Siamo qui per fare la differenza insieme a pazienti, clinici e istituzioni, perché è dalla collaborazione che nascono risultati che contano. Siamo orgogliosi di poter guidare questo radicale cambiamento. Il nostro impegno si concretizza nel rendere disponibili trattamenti innovativi per patologie complesse che presentano significativi bisogni terapeutici insoddisfatti. Portiamo così avanti il nostro impegno con le istituzioni, la comunità scientifica e delle persone con patologia rara, creando con loro partnership, perché crediamo fortemente che questo approccio generi risultati che possano concretamente cambiare il paradigma e migliorare la qualità di vita di chi ha una patologia rara". 
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Veganuary, la nutrizionista: "Un mese di dieta vegana ben pianificata porta grandi benefici"

(Adnkronos) - Per celebrare il Veganuary, che ogni anno invita le persone a provare una dieta 'plant-based' per il mese di gennaio, Deliveroo condivide alcuni dati che mostrano come questa dieta sia una scelta sempre più amata dagli italiani. Secondo Deliveroo, nel corso del 2025 si è registrato in tutto il Paese un aumento percentuale dell'80% negli ordini di pietanze vegane, ma ciò che sorprende sono i dati di crescita in alcune aree con una tradizione culinaria fortemente basata sul consumo di carne e pesce. In particolare: Genova registra una crescita degli ordini vegani di oltre il 570%; Bologna registra un aumento del 200%; Sassari di oltre il 290%; Cagliari di oltre il 110%; Napoli di circa il 50%. In tutta Italia richiesta e offerta di alternative plant-based sono in continuo aumento, con piatti che spesso consentono di fare pasti sia sostenibili che salutari. Ma come incide la dieta vegana, anche soltanto per il mese di gennaio, sul nostro corpo? Come può aiutare il food delivery a seguire questo tipo di alimentazione? Risponde Francesca La Farina, nutrizionista specializzata in dieta vegana. "Con un mese di dieta vegana ben pianificata si possono ottenere molti benefici per l'organismo come: il miglioramento della salute del microbiota intestinale grazie alla maggiore assunzione di fibre; il miglioramento del sistema cardiovascolare (riduzione di colesterolo e trigliceridi) attraverso la riduzione dei grassi saturi di cui è più ricca la carne; il detox dell'organismo dalle tossine accumulate con una dieta a base di carne; controllo migliore del peso corporeo”. "Oggi il delivery può essere un alleato per seguire la dieta vegana. Esempi di menù facili da ordinare potrebbero essere i piatti unici come i pokè bowls vegani a base di cereali integrali o pseudocereali (più ricchi in proteine) come la quinoa, legumi, avocado e verdure oppure piadine, burritos, tortilla con hummus di ceci o tofu, guacamole e verdure, panini con falafel di ceci o polpette alla zucca e piselli e verdure - indica La Farina - Anche sui dolci le idee per il delivery sono ricchissime: dal golden milk al porridge di avena al cacao, frutta fresca e burro di arachidi, oppure il babka alla crema di nocciole e il più classico apple pie con gelato alla vaniglia". Alimentazione plant-based e massa muscolare: il grande pregiudizio. "Essere vegani e desiderare di aumentare la massa magra è un obiettivo assolutamente realizzabile - precisa la nutrizionista - come dimostrano famosi atleti con una dieta vegana come Novak Djokovic, Venus e Serena Williams o il rugbista italiano Mirco Bergamasco. L'importante è non far mai mancare nella propria alimentazione i legumi, i loro derivati ad esempio tempeh, tofu, hummus, il seitan, gli pseudo cereali come quinoa, amaranto e grano saraceno, frutta secca come mandorle, noci, nocciole, arachidi". 
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