LETBE torna ad EICMA

(Adnkronos) - Seconda presenza ad EICMA 2025 per LETBE, brand motociclistico del gruppo cinese Haojin, che quest'anno presenta tre novità della gamma “Mechanical Pets” – VELOCITY, MECHA e FLYGON insieme a una selezione di concept che anticipano i modelli 2026. Dietro LETBE c’è Haojin Group, tra i principali esportatori di motociclette cinesi, con 25 anni di attività, una capacità produttiva di un milione di unità l’anno e una rete commerciale in oltre 60 Paesi. La gamma esposta in EICMA spazia dai 125 ai 700 cc, tutti modelli conformi agli standard Euro 5+. Per il 2026 il marchio annuncia l’arrivo di una off-road 180 cc, una tourer ADV 250 cc, uno scooter ricreativo 400 cc e una cruiser 500 cc, insieme a nuovi concept esposti in fiera. 
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Anteprima nazionale di Omoda 5 SHS-H e Jaecoo 5 ICE ed EV

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OMODA & JAECOO ha presentato in Toscana le nuove motorizzazioni di Omoda 5 SHS-H (full hybrid), Jaecoo 5 ICE (benzina) e Jaecoo 5 EV (100% elettrica). 
Omoda 5 SHS-H adotta un sistema full hybrid da 224 CV con motore 1.5 TGDi a ciclo Miller e doppia unità elettrica, per consumi pari a 5,3 l/100 km WLTP e autonomia dichiarata oltre 900 km. Il modello è proposto in due allestimenti, Pure e Premium, con prezzi rispettivamente di 28.500€ e 31.500€. Jaecoo 5 ICE debutta con due motorizzazioni e due allestimenti – Pure ed Exclusive, la motorizzazione è composta da un motore 1.6 TGDI da 147 CV e cambio automatico 7DCT. La Jaecoo 5 EV, totalmente lettrica, infine dispone di una batteria da 61 kWh con una potenza di 211 CV, questo modello punta soprattutto ad una guida silenziosa e ad una ricarica domestica o pubblica.  La tavolozza dei colori carrozzeria si compone di cinque tinte: Snow White, Alpine Green, Canyon Black, Glacier Blue e Zircon Gray mentre gli interni sono disponibili in versione bianca o nera. A ottobre OMODA & JAECOO ha registrato in Italia una quota dell’1,9% nel mercato privati, con oltre 11.000 immatricolazioni dall’inizio dell’anno. A livello globale il marchio ha superato le 630.000 consegne in due anni dal lancio, con una crescita del 38% dall’inizio del 2025. Il lancio di questi 3 versione di Omoda 5 è previsto per fine mese con una speciale formula finanziaria  
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Harley-Davidson svela in EICMA alcuni nuovi modelli 2026

(Adnkronos) - Ci sono momenti dell’anno in cui il mondo sembra fermarsi per ascoltare un suono preciso: quello di un motore che non è solo meccanica, ma memoria, promessa e rito. Si parla ovviamente di Harley-Davidson.
 In occasione infatti di EICMA 2025 Harley-Davidson ha svelato i suoi nuovi modelli 2026, da una parte troviamo le iconiche Street Glide® e Road Glide®, poi ci sono le Cruiser: Low Rider® S e ST, Heritage Classic, Breakout®, Fat Boy® e Street Bob®, sul fronte più dinamico arrivano le Sportster® S, Nightster® Special e Nightster® ed infine per chi ama l’avventura troviamo le Pan America® 1250 Special e Pan America® 1250 ST.
 
Francesco Vanni , Managing Director per Italia, Spagna e Portogallo di Harley-Davidson dichiara: " Siamo qui in EICMA per lanciare la nuova gamma 2026 con nuove motorizzazioni, nuove colorazione e sopratutto nuovi accessori. Oltre ai nostri prodotti una delle novità principale è il lancio della Harley-Davidson Bagger World Cup che è una serie di gare dedicata al racing delle nostre touring ad alte prestazioni che verranno svolte nei circuiti più iconici. Si tratta di una competizione a sei /otto squadre dove ciascuna vedrà due piloti competere.
 
Tra gli eventi importanti dedicati alle Harley-Davidson, continua Vanni

, ricordo inoltre l'European Spring Rally di Senigallia (30 aprile-3 maggio) e l'H.O.G. Rally a Cascais, Portogallo (18-21 giugno). Sono t
utti importanti capitoli con una stessa storia che unisce la passione e un forte tradizione delle nostre due ruote ma con uno sguardo proiettato al futiro. Un futuro fatto sempre più di passione, di condivisione e di libertà sulle due ruote.
 
In arrivo infine una moto più piccola, più accessibile che vedrà il reveal solo nel 2026".
 

  

 
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La colazione della longevità? "Ingredienti integrali, freschi e vegetali", parola di immunologo

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Centenari con la colazione giusta. "Esistono nel mondo luoghi straordinari, enigmatici per la loro demografia, che gli studiosi hanno soprannominato 'Zone Blu'. Queste sono regioni dove l'aspettativa di vita è eccezionalmente alta e dove i centenari in salute sono la norma, non l'eccezione". Così all'Adnkronos Salute l'immunologo clinico Mauro Minelli e docente di Nutrizione umana alla Lum. Cosa hanno in comune queste persone? E, soprattutto, cosa mettono in tavola al mattino? "La risposta arriva come una sorpresa per chi è abituato a una colazione ricca di zuccheri e grassi. L'osservazione delle abitudini mattutine dei centenari delle Zone Blu rivela che il loro modello vincente è semplice, naturale e fortemente basato su ingredienti vegetali", risponde Minelli.  "In queste comunità, la tavola della colazione è dominata da alimenti che contrastano nettamente con le nostre abitudini - avverte l'immunologo - I legumi, un pilastro inatteso. Fonte eccellente di proteine vegetali e fibre, garantiscono sazietà e contribuiscono a stabilizzare i livelli glicemici; cereali integrali come avena, orzo o pane integrale, che offrono energia duratura grazie ai carboidrati complessi; frutta fresca:

un concentrato di vitamine, minerali e antiossidanti, fondamentale per la salute generale; noci e semi: apportano grassi sani, cruciali per il benessere neurologico e cardiovascolare". L'elemento cruciale non è solo cosa si mangia, ma come. Le colazioni delle Zone Blu sono caratterizzate da "porzioni moderate e un approccio rilassato al cibo, in netto contrasto con la frenesia e gli eccessi glicemici dei pasti mattutini tipici dell'Occidente - evidenzia Minelli - Questi ultimi, ricchi di zuccheri e grassi, provocano rapidi picchi e cali di glicemia che possono, nel tempo, favorire squilibri metabolici". "In un'epoca in cui tendenze non proprio in linea con la nostra fisiologia come il digiuno intermittente guadagnano popolarità, l'esempio delle Zone Blu ci riporta a una saggezza antica: l'equilibrio e la regolarità sono le vere fondamenta di una vita lunga e sana - raccomanda lo specialista - Per adottare questa filosofia, si possono implementare semplici, ma efficaci cambiamenti: sostituire i succhi zuccherati con la frutta intera, integrare fonti proteiche vegetali come i legumi e privilegiare farine a basso indice glicemico. In sintesi - conclude Minelli - la colazione ideale per la longevità non è un modello unico e rigido, ma un pasto a base di ingredienti integrali, freschi e vegetali, consumato con moderazione e piacere. E' un momento di nutrimento consapevole che, come dimostrano le Zone Blu, getta le basi per un'intera giornata di benessere". 
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Tianwen-1 osserva l'oggetto interstellare 3I/ATLAS

(Adnkronos) - La China National Space Administration (CNSA) ha annunciato che l'orbiter della missione Tianwen-1 ha puntato con successo la sua telecamera ad alta risoluzione verso l'oggetto interstellare 3I/ATLAS, il terzo oggetto di questo tipo noto a visitare il nostro Sistema Solare. Al momento dell'osservazione, il veicolo spaziale si trovava a circa 30 milioni di chilometri da 3I/ATLAS, rendendola una delle osservazioni più ravvicinate mai effettuate da una sonda su questo oggetto interstellare. I dati, una volta ricevuti ed elaborati dal sistema di applicazione a terra, hanno mostrato chiare caratteristiche cometarie nelle immagini.    I ricercatori sono riusciti a creare un'animazione da una serie di immagini scattate nell'arco di 30 secondi, documentando il movimento dell'oggetto attraverso lo spazio. Tali osservazioni saranno ora utilizzate per l'approfondimento scientifico della natura di 3I/ATLAS. Scoperto solo il 1° luglio 2025 da un telescopio in Cile, 3I/ATLAS ha un valore scientifico significativo. Gli scienziati ritengono che questo oggetto si sia formato attorno a stelle antiche vicino al centro della Via Lattea, con un'età stimata tra 3 e 11 miliardi di anni, potenzialmente più vecchio persino del Sistema Solare stesso. Ciò rende 3I/ATLAS un campione raro per lo studio della composizione e dell'evoluzione degli esopianeti e della storia primordiale delle stelle.  

Posizioni relative dell'oggetto interstellare 3I/ATLAS e dell'orbiter della missione cinese su Marte Tianwen-1, dove la parte destra è un ingrandimento di una sezione della parte sinistra. (CNSA/Handout tramite Xinhua)

   Questa estensione della missione Tianwen-1 non è solo un successo scientifico, ma anche un fondamentale test tecnico. La rilevazione di un oggetto celeste così debole e distante funge da preparazione per la missione cinese Tianwen-2, lanciata a maggio con l'obiettivo di raccogliere campioni da un asteroide vicino alla Terra ed esplorare una cometa della fascia principale. 
Il team di Tianwen-1 ha iniziato la preparazione per l'osservazione all'inizio di settembre. Dopo simulazioni ripetute e valutazioni di fattibilità, i ricercatori hanno determinato di utilizzare la telecamera ad alta risoluzione dell'orbiter, progettando strategie di imaging ottimali che hanno portato all'osservazione di successo. La missione Tianwen-1, lanciata nel luglio 2020 e composta da un orbiter, un lander e un rover, è entrata nell'orbita di Marte nel febbraio 2021 e opera stabilmente da circa quattro anni e otto mesi. 
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Due grant Erc all'università Cattolica per Archeologia e Medicina

(Adnkronos) - Due progetti di ricerca firmati da ricercatori dell'università Cattolica del Sacro Cuore in Archeologia e in Medicina sono tra i vincitori degli Erc Synergy Grant 2025 comunicati oggi dallo European Research Council. Ad aggiudicarsi le borse sono Caterina Giostra, ordinaria di Archeologia medievale presso il Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell'arte del campus di Milano, per il progetto Coco condotto insieme a colleghi di Leiden University (Olanda), Masarik University Brno (Repubblica Ceca) e Ku Leuven (Belgio), e Massimiliano Papi, associato di Fisica del Dipartimento di Neuroscienze, e Ivo Boskoski, associato di Gastroenterologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia traslazionale, campus di Roma, e dirigente medico gastroenterologo ad alta specializzazione presso la Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs, per il progetto Multiprobe condotto insieme a colleghi della Sapienza università di Roma e dell'università di Limoges (Francia). I Synergy Grant dell'Erc - ricordano dalla Cattolica - sono tra i più ambiti riconoscimenti in ambito accademico in diversi settori disciplinari e premiano progetti di eccellenza che mirano a rispondere a sfide scientifiche di frontiera attraverso collaborazioni internazionali di altissimo livello. Sono destinati a team costituiti da un minimo di 2 e un massimo di 4 principal investigator, ognuno dei quali potrà avere il proprio gruppo di ricerca.  "Desidero esprimere, a nome dell'intera comunità accademica, la profonda soddisfazione di essere tra gli atenei italiani con il maggiore numero di Erc Synergy Grant 2025 ottenuti - dichiara Elena Beccalli, rettore dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Il successo dei professori Caterina Giostra, Massimiliano Papi e Ivo Boskoski, assegnatari di questo prestigioso riconoscimento, rappresenta un risultato di straordinario rilievo per la nostra università. E' la conferma della pregevole qualità della ricerca condotta in università Cattolica in diversi ambiti del sapere, capace di affrontare sfide scientifiche di frontiera grazie a collaborazioni internazionali di elevata reputazione. Questi lodevoli risultati - che si aggiungono a quelli conseguiti nell'anno con Erc Starting Grant, Cost Action e Horizon Europe Msca - testimoniano l'ambiente favorevole alla ricerca del nostro ateneo e la presenza di eccellenze in molteplici discipline. Tutto ciò consolida la nostra radicata vocazione scientifica da sempre orientata all'avanzamento della conoscenza e al bene comune". Il progetto Coco (Connected communities in early medieval Europe) - approfondisce una nota della Cattolica - intende riconsiderare l'immagine tradizionale secondo cui, dopo il crollo dell'Impero romano d'Occidente, un'Europa unita e interconnessa si sarebbe frammentata in una serie di regni romano-barbarici con gruppi etnici elitari. "L'approccio sarà bottom-up piuttosto che top-down. La ricerca esplorerà infatti le connessioni della 'gente comune', cruciali per lo sviluppo post-romano dell'Europa tanto quanto le gesta eroiche di re, aristocratici, vescovi e santi narrate nelle fonti scritte", precisa Giostra. Questa convinzione degli archeologi è avvalorata dall'impressionante numero di oggetti recuperati dalle tombe (in particolare in ferro e vetro), che saranno studiati con analisi chimico-fisiche per stabilirne le origini e le modalità di condivisione, e dai modi della ritualità condivisi su ampie distanze. Grazie alla conoscenza delle modalità con cui diversi tipi di 'luoghi d'incontro' hanno facilitato la negoziazione e il trasferimento di idee, conoscenze e manufatti o materie prime, si potrà dare una lettura finalmente sovra-nazionale di temi che investirono l'Europa alle origini del mondo medievale. L'obiettivo principale del progetto Multiprobe (Real-time endoscopic diagnosis and therapy of gastrointestinal tumors through multimode nonlinear fibers) è invece lo sviluppo di endoscopi ibridi: dispositivi miniaturizzati che combinano funzionalità diagnostiche e terapeutiche mai integrate prima, servendosi di innovazioni tecniche rivoluzionarie che aumentano la risoluzione delle immagini acquisite e il contrasto per una biopsia ottica potentissima, e al tempo stesso aumentano la capacità di penetrazione della cura. "Superando lo stato dell'arte attuale, lo scopo del progetto è aggiornare il tanto atteso concetto di diagnosi ottica in vivo e in tempo reale con una risoluzione più elevata, un contrasto e una penetrazione tissutale maggiori. Inoltre combina le capacità endoscopiche con la terapia a plasma freddo integrata, dando vita a un approccio teragnostico all'avanguardia in oncologia", descrivono i supervisori del progetto Stefan Wabnitz della Sapienza, Papi e Boskoski della Cattolica-Gemelli, e Vincent Couderc dell'università di Limoges. Questo significativo progresso sarà dimostrato inizialmente nell'endoscopia gastrointestinale, con l'obiettivo di estenderlo a tutti gli altri campi diagnostici medici pertinenti. "I riconoscimenti conseguiti confermano il valore della ricerca multidisciplinare condotta nell'università Cattolica - rimarca l'ateneo - i cui ricercatori sono stati di recente assegnatari di altri prestigiosi finanziamenti nell'ambito dei programmi di finanziamento Horizon Europe". Lo scorso settembre il progetto MicroRestore presentato da Gianluca Ianiro, giovane ricercatore in gastroenterologia della Cattolica, si è aggiudicato uno degli Erc Starting Grant, destinati ai talenti che abbiano completato gli studi di dottorato da non più di 7 anni. MicroRestore ha come tema la modulazione precisa del microbioma intestinale, argomento di cui si parla molto e sul quale si concentrano tante speranze nel campo dell'obesità, del cancro, delle malattie infettive e di quelle autoimmunitarie, ad esempio.  Michela Elisa Craveri, ordinaria di Lingua e Letterature ispanoamericane della Cattolica, campus di Milano, ha ottenuto un finanziamento Msca Staff Exchange (Marie Skłodowska-Curie Actions) per il progetto TransatlanticLab che mira a riesaminare le interazioni coloniali e post-coloniali nello spazio transatlantico, utilizzando l'Atlantico come 'laboratorio storico' per esplorare il dominio coloniale e le ideologie razziali. Il focus è sul ruolo dell'economia delle piantagioni nei Caraibi e su come abbia modellato le dinamiche razziali su entrambe le sponde dell'oceano. Il progetto rappresenta un'occasione per costruire una rete internazionale attorno allo studio delle economie coloniali, delle ideologie razziali e delle loro eredità nelle società contemporanee.  Infine Veronica Riniolo, ricercatrice in sociologia generale della Cattolica, campus di Milano, con il progetto Vista ha ottenuto un finanziamento Cost Action (European Cooperation in Science and Technology). Il progetto intende creare una rete interdisciplinare per studiare come le crisi e le trasformazioni sociali influenzano i valori in Europa. Gli obiettivi includono l'analisi dell'impatto delle crisi, il ruolo dei cambiamenti generazionali, le differenze regionali e culturali, e l'influenza della tecnologia. 
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Plures, al via nel 2026 impianto con Ai per il riciclo tessile

(Adnkronos) - Innovazione e sostenibilità si incontrano nel cuore del distretto pratese. In occasione di Ecomondo, Lorenzo Perra, presidente di Plures, multiutility toscana attiva nei settori ambiente, energia e acqua, ha annunciato che dal 1° dicembre inizierà la posa delle linee impiantistiche del Textile Hub di Prato, il primo impianto in Italia a utilizzare intelligenza artificiale e tecnologia a infrarossi per la selezione e il riciclo dei materiali tessili.  "Con il Textile Hub di Prato apriamo una nuova stagione per la Toscana e per l’Italia - ha dichiarato Perra intervenendo al convegno di Utilitalia dedicato all’economia circolare - E’ un impianto che unisce innovazione e sostenibilità, trasformando gli scarti in nuova materia prima e restituendo valore a un settore simbolo del saper fare italiano. È un passo concreto verso un’economia circolare reale, non solo dichiarata".  Finanziato con risorse del Pnrr e con investimenti diretti di Plures Alia per un valore complessivo di 29,5 milioni di euro, il Textile Hub sorgerà su un’area di 24mila metri quadrati e potrà trattare fino a 33mila tonnellate di materiali all’anno, tra flussi di pre e post consumo, coprendo l’intero fabbisogno regionale. Circa la metà dei materiali proverrà direttamente dal distretto tessile pratese.  Sul piano tecnologico, l’impianto rappresenterà un salto di qualità senza precedenti: i sistemi di visione ottica e gli algoritmi di riconoscimento delle fibre permetteranno una selezione automatica dei materiali con altissima precisione, aumentando le percentuali di recupero e riducendo drasticamente gli scarti non valorizzabili. La conclusione dei lavori e il collaudo finale sono previsti per giugno 2026.  
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Leonardo e Rheinmetall siglano il primo contratto per i veicoli corazzati dell'Esercito

(Adnkronos) - Un traguardo significativo è stato raggiunto nel settore della Difesa europea, con la formalizzazione del primo contratto di fornitura tra la RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) costituita da Leonardo e Rheinmetall, nell'ambito della Joint Venture paritetica Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV). L'accordo prevede la fornitura di 21 veicoli "A2CS Combat" destinati all’Esercito Italiano. La consegna del primo veicolo corazzato cingolato è prevista entro la fine del 2025, segnando un passo cruciale nel rinnovo della linea dei mezzi pesanti dell'Esercito. La fornitura si articola in due configurazioni iniziali: cinque mezzi saranno del modello Lynx KF-41 di Rheinmetall dotati di torretta Lance. Questi saranno seguiti da sedici veicoli in una nuova configurazione, che utilizzerà lo stesso scafo, ma sarà equipaggiata con la torretta Hitfist 30mm di Leonardo. 
L’accordo è parte del più ampio programma A2CS – Army Armoured Combat System (precedentemente noto come AICS – Armored Infantry Combat System), il cui obiettivo finale è l'acquisizione totale di 1.050 veicoli di fanteria. L'intesa non si limita alla prima fornitura, includendo anche l'aggiornamento dell’intera flotta italiana alla configurazione con torretta Hitfist 30mm di Leonardo, oltre a 30 veicoli opzionali aggiuntivi e sistemi avanzati di addestramento e simulazione. I mezzi in questione sono definiti come veicoli di ultima generazione, completamente digitalizzati e basati sull’utilizzo delle migliori tecnologie sul mercato, in grado di "agire in modo interoperabile in un contesto multidominio". L'aggiudicazione del contratto conferma l'importanza della collaborazione industriale tra due dei maggiori Paesi europei nel settore della Difesa. I vertici della Joint Venture hanno espresso grande soddisfazione per l'avvio della sinergia. 
David Hoeder, Presidente Esecutivo della JV LRMV, ha sottolineato il valore politico-strategico dell'accordo: “Questo primo ordine congiunto, a seguito della decisione di costituire una joint venture tra Rheinmetall e Leonardo, rappresenta un traguardo importante. Avvicina le due aziende e due dei più grandi Paesi europei. La cooperazione non è più un’opzione; è l'essenza stessa della nostra sovranità strategica europea." Analogamente, Laurent Sissmann, Amministratore Delegato della JV LRMV, ha evidenziato l'impegno operativo congiunto: “Siamo lieti di annunciare questo primo step della sinergia industriale tra Leonardo e Rheinmetall che ci vedrà lavorare fianco a fianco per fornire mezzi all’avanguardia e in grado di operare nei moderni scenari operativi”. La Joint Venture LRMV, con sede legale a Roma e sede operativa a La Spezia, prevede una ripartizione del lavoro al 50:50. È stato concordato che il 60% delle attività – che includono l'integrazione, i test di omologazione, le attività di consegna e supporto logistico, oltre ad alcune fasi di produzione e sviluppo – si svolgerà in Italia, garantendo un impatto significativo sull'industria nazionale. 
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LinkedIn: Italia con eccesso di talenti green, AI alleato per la COP30

(Adnkronos) - La transizione verde, oltre a essere un imperativo etico, è riconosciuta come una leva fondamentale per la competitività aziendale. In vista della COP30 di Belém (Brasile), LinkedIn, il più grande network professionale al mondo, ha anticipato i principali risultati del suo prossimo Green Skills Report 2025, offrendo una panoramica dettagliata sulle competenze professionali per la sostenibilità. Nonostante il rallentamento del mercato del lavoro globale, la ricerca condotta dall'Economic Graph di LinkedIn conferma che, tra il 2021 e il 2025, le assunzioni di talenti green sono cresciute in media del 6,2% a livello globale e del 3,7% in Italia. Nel panorama italiano si riscontra un trend particolarmente interessante e in controtendenza rispetto ai dati globali. A livello mondiale, la domanda di talenti green è cresciuta al doppio della loro disponibilità (8% contro 4%). In Italia, invece, l’offerta di competenze sostenibili supera la domanda: La crescita dei professionisti con competenze sostenibili è del +3,5%. La domanda di assunzioni in ruoli green cala leggermente (-0,1%). Questa dinamica, che segue un'accelerazione record nel 2024, suggerisce un'espansione considerevole della preparazione professionale. Nonostante il leggero calo nella domanda, l'impegno resta elevato: nell'anno in corso, quasi 1 assunzione su 5 nel Paese (18,6%) riguarda ruoli green, e il 17,6% dei professionisti italiani possiede almeno una competenza in ambito sostenibilità. L'accelerazione nell'acquisizione di nuove competenze è un fenomeno lampante, particolarmente evidente nell'ambito delle cinque green skills che hanno registrato la crescita più rapida in Italia nel 2025 rispetto all'anno precedente. Questa classifica mette in luce come l'orientamento alla sostenibilità sia profondamente integrato nelle strategie aziendali: al primo posto si trova il Business sostenibile con un incremento del +63%. Seguono a stretto giro la Strategia di sostenibilità (+53%) e la Tutela delle risorse ambientali (+50%). Chiudono la top five l'Efficienza operativa (+47%) e le Strategie di business sostenibile (+42%). Tali dati indicano chiaramente che i professionisti e le imprese italiane stanno puntando sull'ottimizzazione delle risorse e sulla creazione di valore a lungo termine, ponendo la sostenibilità al centro dei loro modelli di crescita.   
Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, ha sottolineato la necessità di un intervento sistemico: “Per accelerare davvero la transizione verde servono politiche che mettano le competenze al centro. Impegnarsi in questa direzione senza puntare sulle persone è come coltivare un grande giardino senza nessuno che abbia il pollice verde: le potenzialità ci sono, ma bisogna continuare a investire in know-how e sviluppo per far sì che cresca sano e rigoglioso. [...] Formazione, aggiornamento professionale e collaborazione tra istituzioni, sistema educativo e imprese sono elementi chiave per allineare la domanda e l’offerta di competenze in ambito di sostenibilità.” L'integrazione delle green skills non si limita più ai ruoli ambientali tradizionali. Per la prima volta, i talenti green impiegati in posizioni tradizionalmente non associate alla sostenibilità rappresentano oltre la metà delle nuove assunzioni nel settore (56% in Italia). Settori come le utilities (36%) e le costruzioni (34%) stanno guidando questa tendenza. A supporto della transizione, la tecnologia e l'Intelligenza Artificiale (AI) assumono un ruolo cruciale. Competenze come AI Engineering e AI Literacy diventano leve chiave per l'innovazione green. Spicca, in particolare, la crescita record della competenza in “Responsible AI”, con un incremento del 517% su base annua a livello globale, segnale di una crescente attenzione verso un’intelligenza artificiale trasparente, equa ed etica.  

 
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Cura made in Italy salva-vista speranza per 100 milioni di persone nel mondo

(Adnkronos) - Fino a pochi anni fa una diagnosi di cheratocotono, patologia degenerativa della cornea, era quasi una condanna a perdere la vista. La caparbietà e le doti scientifiche di due fratelli italiani,
Marco e Giuseppe Lombardo
- il primo oculista, il secondo ingegnere biomedico - hanno cambiato il destino di questa malattia con la messa a punto di una tecnologia di alta precisione: la teranostica che unisce, per la prima volta, diagnostica molecolare per immagini e terapia personalizzata di alta precisione guidata dai dati. In Italia sono stati già eseguiti positivamente 600 interventi, 2mila in tutto nel mondo. E attualmente, con la certificazione Ce ottenuta dalla piattaforma C4v Chromo4vis di Regensight, anima della tecnologia, questa tecnica è disponibile in tutta Europa. Se ne è parlato in una conferenza stampa oggi a Roma, a pochi giorni dalla Giornata mondiale del cheratocono in calendario il 10 novembre.  Sono 100 milioni le persone che nel mondo soffrono di questa patologia e alle quali la teranostica può cambiare la vita, spiega Marco Lombardo all'Adnkronos Salute. "Il nostro dispositivo è stato certificato CE all'inizio dell'anno e quindi è disponibile in tutte le aree dell'Europa, ma è già utilizzato anche in Nord Africa, in Medio Oriente, in Europa orientale. Nel mondo in pochi mesi abbiamo superato i
2mila interventi
: i centri di eccellenza che si occupano di questa patologia l'hanno adottata immediatamente. Anche perché anno per anno stanno aumentando le diagnosi ed è ormai chiaro che la malattia non è così rara come si pensava tanto tempo fa". In generale "sembra aumentata l'incidenza perché il cheratocono è molto legato alle congiuntiviti, alla patologia infiammatoria dell'occhio, soprattutto di tipo allergico".  Marco Lombardo spiega che "dopo l'introduzione della tecnologia nei vari centri di eccellenza del nostro Paese, rispetto allo studio clinico registrativo pubblicato su 'Oftalmology', abbiamo confermato l'accuratezza e la precisione del trattamento nel predire l'efficacia nel momento in cui si fa l'intervento. Ma soprattutto stiamo ottenendo nuove informazioni che ci consentono di valutare sempre meglio l'entità dell'effetto terapeutico. La macchina elabora tutti i dati secondo un algoritmo di machine learning: apprende durante ogni operazione chirurgica e quindi si evolve perché tutte le macchine sono collegate. Chiediamo, inoltre, a tutti i chirurghi utilizzatori di darci i dati dei controlli, ogni dato clinico. Così creiamo una conoscenza che permette di personalizzare sempre di più l'intervento". Il trattamento, continua il medico, "consiste in una prima fase in cui si mette a fuoco lo strumento sulla cornea e se ne acquisisce la fluorescenza naturale. Le fasi successive consistono nell'applicazione della riboflavina, che è la vitamina B2, e nell'illuminazione della cornea con la luce ultravioletta. In queste fasi la macchina dà i dati al chirurgo in tempo reale, guidandolo per far sì che l'intervento sia efficace nel momento in cui lo sta eseguendo, perché misura la risposta biologica della cornea alla riboflavina indicando la quantità giusta a contrastare le caratteristiche degenerative proprie del tessuto e a rinforzarlo. L'intervento, insomma, consiste nell'azione del chirurgo insieme all'utilizzo della vitamina B2. E' un trattamento combinato, guidato dai dati. L'intelligenza artificiale fa parte del sistema, ma alla base c'è una solida conoscenza creata dall'uomo, per dar vita a una tecnologia che assista il medico predicendo in corso d'opera l'efficacia dell'intervento stesso. La rivoluzione sta nel fatto che si va dritti e precisi al risultato". Il dispositivo ideato dai fratelli Lombardo combina, insomma, le competenze cliniche e ingegneristiche. "Abbiamo creato uno strumento che sa modulare il trattamento in base alla risposta biologica della cornea", sottolinea Giuseppe Lombardo, "In questo modo evitiamo sia trattamenti troppo deboli sia eccessivi, garantendo sicurezza e risultati ripetibili". Dopo 10 anni di ricerca e sviluppo, studi preclinici e clinici, e pubblicazioni scientifiche internazionali, la piattaforma di teranostica è ora una realtà oltre che in alcuni centri di eccellenza in Italia e anche nel mondo.  L'obiettivo dei fratelli Lombardo è diffondere la teranostica nei centri di eccellenza a livello globale, offrendo a milioni di giovani pazienti nuove prospettive di trattamento e una vita libera dal timore di perdere la vista. "Comunicare ad un paziente giovane una diagnosi di una malattia che mette a rischio la qualità della sua vita futura è un grande peso. Il nostro lavoro ha reso possibile il cambiamento della narrazione per questa patologia", dice l'oculista. "Per i giovani che ricevono la diagnosi di cheratocono sapere che esiste una terapia capace di arrestare, con precisione e accuratezza, la progressione della malattia significa affrontare il futuro con una prospettiva completamente diversa", conclude il medico.  Dimostrazioni interattive della tecnica saranno disponibili prima e dopo il simposio scientifico 'Nuove frontiere nel trattamento del cheratocono', in programma domani all'interno del Congresso nazionale Aimo (Associazione italiana medici oculisti) - Siso (Società italiana di scienze oftalmologiche), in corso al Centro congressi La Nuvola di Roma.  
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