iOS 26.2.1, le novità dell'aggiornamento per iPhone

(Adnkronos) - In attesa del rilascio di iOS 26.3, previsto per l'inizio di febbraio, la Mela ha reso disponibile iOS 26.2.1. Si tratta di un aggiornamento di manutenzione mirato principalmente a garantire la piena compatibilità con i nuovi AirTag di seconda generazione, presentati ufficialmente ieri. Oltre al supporto per il nuovo hardware, la release include la risoluzione di alcuni bug software, sebbene non siano stati segnalati interventi specifici relativi a vulnerabilità di sicurezza critiche all'interno delle note di rilascio ufficiali pubblicate dal produttore. La principale novità tecnica introdotta con gli AirTag di seconda generazione riguarda l'estensione della funzione "Posizione precisa" direttamente ad Apple Watch. Questa caratteristica, finora limitata agli smartphone, permette di individuare i tracker con estrema accuratezza utilizzando il display dell'orologio, a patto di possedere un Apple Watch Series 9, un Ultra 2 o modelli successivi. L'implementazione di tale tecnologia richiede necessariamente il passaggio all'ultima versione del sistema operativo, rendendo l'aggiornamento un passaggio obbligatorio per chi intende sfruttare le potenzialità dei nuovi accessori all'interno dell'ecosistema Apple. Per procedere con l'installazione su iPhone, è sufficiente navigare nelle impostazioni di sistema e selezionare la voce dedicata agli aggiornamenti software all'interno della sezione "Generali". La medesima procedura può essere eseguita per iPadOS e watchOS, sia tramite l'applicazione dedicata su iPhone che direttamente dal menu dell'orologio, garantendo così l'allineamento di tutti i dispositivi alle nuove specifiche tecniche. Chi ha preferito rimandare finora il passaggio a iOS 26 dovrà necessariamente aggiornare il terminale per poter configurare e utilizzare correttamente i nuovi strumenti di tracciamento. 
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UpScrolled e l'esodo da TikTok: come funziona il nuovo social indipendente

(Adnkronos) - Il passaggio di mano delle attività statunitensi di TikTok al gruppo guidato da Oracle ha innescato una migrazione digitale senza precedenti verso UpScrolled. L’applicazione, balzata rapidamente al dodicesimo posto dell’App Store di Apple, sta affrontando una crisi di crescita dovuta a un volume di traffico che ha messo a dura prova l’infrastruttura tecnica, portando gli sviluppatori a dichiarare il temporaneo fuori servizio dei server. I dati confermano la portata del fenomeno: in soli tre giorni i download hanno superato quota 41.000, con una media giornaliera di 14.000 installazioni, un valore quasi trenta volte superiore rispetto alla frequenza registrata prima del cambio di proprietà del social di ByteDance. Le motivazioni alla base di questo spostamento di massa risiedono principalmente nel timore di una gestione editoriale meno trasparente e in possibili manovre di censura. Diverse figure di rilievo nel panorama mediatico statunitense, tra cui la giornalista Taylor Lorenz, hanno pubblicamente annunciato il trasferimento su UpScrolled a seguito dei disservizi tecnici e del clima di incertezza che ha avvolto TikTok dopo l’acquisizione. La nuova proprietà ha attribuito i recenti malfunzionamenti a un’interruzione di corrente in un data center, ma la spiegazione non è bastata a rassicurare una base utenti sempre più scettica sulla direzione intrapresa sotto l’egemonia di Larry Ellison. Nata nel 2025 su iniziativa di Issam Hijazi (tecnologo palestinese con base in Australia), UpScrolled si propone come uno spazio neutrale che garantisce parità di visibilità a ogni contenuto senza ricorrere a pratiche di shadowbanning. La piattaforma integra funzionalità tipiche di Instagram e X, permettendo la condivisione di formati multimediali e testuali in un ambiente che dichiara di voler restare imparziale rispetto alle agende politiche. Non è la prima volta che si assiste a simili ondate migratorie: in passato scenari analoghi avevano favorito l’ascesa di realtà come RedNote, Bluesky e Mastodon, confermando la tendenza degli utenti a cercare rifugio in network indipendenti non appena i colossi del settore entrano in fasi di turbolenza gestionale o ideologica. 
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Cybersecurity e Intelligenza Artificiale: l'analisi della minaccia digitale alla Camera

(Adnkronos) - Mercoledì 28 gennaio 2026, la Sala Stampa della Camera dei Deputati ospiterà una conferenza dedicata a un tema critico: l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (AI) in ambito cibernetico-offensivo. L'incontro, promosso dall'ANGI, Associazione Nazionale Giovani Innovatori, sotto l'iniziativa dell'On. Alessandro Giglio Vigna, mira a tracciare l'identikit di una minaccia che, secondo i dati recenti, ha visto gli attacchi cyber AI-driven crescere di oltre il 220% su base annua a partire dal 2022. Il passaggio dell'Intelligenza Artificiale da strumento di produttività a risorsa per il crimine informatico è supportato da dati allarmanti. Se nel 2024 le piattaforme di "AI criminale as-a-service" erano meno di dieci, nel 2025 il numero è salito a oltre 35 unità, segnando un incremento del 250%. Questa democratizzazione degli strumenti malevoli ha permesso di superare la soglia dei 28 milioni di incidenti cyber potenziati dall’AI a livello globale nell'ultimo anno. L'impatto non è solo tecnico, ma economico: le perdite globali derivanti da frodi e attacchi supportati da AI, stimate in circa 12,3 miliardi di dollari nel 2023, sono proiettate verso i 40 miliardi di dollari entro il 2027. La risposta alla nuova minaccia richiede un coordinamento tra regolamentazione europea e capacità di contrasto nazionale. Alla conferenza parteciperanno figure chiave dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), del CERT-AGID e della Polizia Postale, con l'obiettivo di illustrare i framework normativi e le azioni di protezione del perimetro cibernetico italiano. Il Parlamento Europeo offrirà la visione comunitaria sulla strategia di difesa contro le minacce ibride. Gabriele Ferrieri, Presidente ANGI e moderatore dell'evento, ha evidenziato la gravità dello scenario attuale: "L’Intelligenza artificiale non è più solo uno strumento di progresso: sta diventando un’arma potente nelle mani di attori malevoli. Oggi campagne di phishing AI-powered possono raggiungere tassi di successo fino a cinque volte superiori rispetto a quelle tradizionali, mentre attori statali utilizzano l’AI per automatizzare fino all’80–90% delle fasi di un attacco informatico". Le tecniche malevole sono diventate più sofisticate: oltre l’80% delle campagne di phishing globali è oggi supportato da sistemi di intelligenza artificiale che ne aumentano l'efficacia e la verosimiglianza. 
L'analisi tecnica fornita da esperti del settore, come Pierguido Iezzi e Martina Fonzo (Maticmind - Zenita Group), approfondirà l’evoluzione di queste tattiche, evidenziando come l'automazione permetta di scalare le offensive con costi ridotti per gli attaccanti, ma con danni potenzialmente devastanti per le infrastrutture critiche e i privati cittadini. L'incontro si pone dunque come un tavolo di confronto necessario per unire la visione legislativa alle capacità tecniche, nell'ottica di costruire strategie di prevenzione che possano reggere l'urto di una tecnologia in continua mutazione. 
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Instagram e WhatsApp a pagamento, Meta lancia gli abbonamenti premium

(Adnkronos) - Meta si prepara a una svolta strutturale nel modello di monetizzazione delle sue piattaforme principali. Nei prossimi mesi, Instagram, Facebook e WhatsApp vedranno l'introduzione di nuovi piani di abbonamento premium finalizzati a sbloccare potenzialità avanzate di intelligenza artificiale e strumenti inediti di gestione del profilo. L'iniziativa si manterrà distinta dal già noto servizio Meta Verified lanciato nel 2023. Sebbene i servizi essenziali rimarranno accessibili senza costi, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg testerà diversi pacchetti di funzionalità esclusive, i cui prezzi non sono ancora stati resi noti. Il fulcro di questa evoluzione tecnologica risiede nell'integrazione di sistemi di intelligenza artificiale generativa precedentemente offerti in forma gratuita o acquisiti tramite operazioni di mercato multimiliardarie. Vibes, il sistema per la creazione di video brevi lanciato nel settembre 2025, passerà a un modello freemium, limitando le opzioni creative più sofisticate ai soli abbonati. Parallelamente, la suite di agenti intelligenti Manus, acquisita lo scorso dicembre per circa due miliardi di dollari, diventerà parte integrante dell'offerta premium.  Oltre al potenziamento dell'IA, i nuovi piani di abbonamento potrebbero introdurre strumenti di analisi e interazione particolarmente richiesti dalla base utenti. Su Instagram, le indiscrezioni suggeriscono la possibilità di gestire liste di pubblico illimitate, monitorare con precisione gli account che non ricambiano il follow e visualizzare le storie in modalità anonima. Questa strategia di diversificazione dei ricavi risponde all'esigenza di Meta di monetizzare gli ingenti investimenti sostenuti per lo sviluppo della famiglia di modelli Llama. A differenza di competitor come OpenAI o Google, che applicano tariffe per l'accesso ai modelli più evoluti, Zuckerberg tenta la strada dell'integrazione nei flussi quotidiani dei social network, scommettendo sulla disponibilità degli utenti a pagare per un'esperienza d'uso più granulare e assistita. 
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Lavoro, Baroni (Assolavoro): "Coinvolgere inattivi è sfida del 2026 per l'occupazione, agire su politiche attive"

(Adnkronos) - Concentrarsi con più attenzione sugli inattivi, affrontando le sfide di politiche attive efficaci e formazione finalizzata alla ricerca di lavoro per quanto sono fuori dal mercato. Questa la 'road map' per il 2026 delle agenzie per il lavoro che sono pronte a svolgere un ruolo da protagoniste nel mercato del lavoro italiano, come spiega, in una lunga intervista ad Adnkronos/Labitalia, Francesco Baroni, presidente di Assolavoro, l'associazione nazionale di categoria.  Presidente Baroni, il 2025 si è chiuso con risultati boom per l'occupazione e anche il 2026 è iniziato con dati positivi. Che prosieguo di anno dobbiamo aspettarci? Il 2025 si è chiuso con una crescita importante dell’occupazione, ed è molto positivo che questo risultato sia fondato soprattutto su contratti a tempo indeterminato, un elemento che dimostra una volta di più quanto certe paure sulla precarietà nell’attuale mercato del lavoro rischiano di essere immotivate. Detto questo, un tema ancora molto critico e sul quale vale la pena concentrarsi con decisione è quello degli inattivi, la cui diminuzione nel corso del 2025 ha registrato un numero ancora molto contenuto. Il 2026 nella nostra prospettiva rischia di essere un anno simile al 2025, con una buona tenuta dell’occupazione nonostante l’incertezza internazionale e geopolitica, e con una crescita del PIL debole. Proprio per questo motivo riteniamo fondamentale partire fin da subito con un lavoro serio e strutturato sul tema dell’inattività, costruendo politiche attive realmente efficaci attraverso una collaborazione pubblico-privato ancora più solida e più operativa. 
La crescita del lavoro riguarda in particolare gli over 50. Come aumentare la crescita anche delle altre componenti?
 Il dato sugli over 50 è certamente significativo, ma se vogliamo rafforzare la crescita anche delle altre componenti, a partire dai giovani e dalle donne, dobbiamo ragionare su interventi strutturali che guardino in modo importante all’orientamento e alla formazione, temi sui quali il nostro Paese ha ancora una oggettiva difficoltà. Difficoltà che generano aspettative non sempre coerenti con le richieste del mercato e, di conseguenza, portano ad un aumento del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Serve quindi un cambio di passo culturale e operativo in grado di incoraggiare percorsi formativi ad hoc, capaci di colmare il mismatch di competenze. È fondamentale anche che le persone siano messe nelle condizioni di “rimettersi in gioco”, perché oggi l’aggiornamento continuo non è più un’opzione, ma una necessità. 
Quali sono le tendenze che vi aspettate in particolare per il vostro comparto, quello del lavoro in somministrazione? Quali sono i settori per i quali vi aspettate un boom e quali invece quelli in sofferenza?
 Il 2026 per il lavoro in somministrazione sarà probabilmente un anno di continuità con il 2025. Ci aspettiamo una domanda stabile, ma fortemente concentrata su richieste di assunzioni di professionalità medio-alte, la cui difficoltà di reperimento tocca talvolta il 60%. Ci sono, infatti, settori che non accennano a migliorare dal punto di vista della disponibilità di lavoratori, pensiamo in particolare alla carenza di tecnici specializzati nell’automazione industriale, nelle soluzioni digitali, nel mondo della cyber security e dell’energia. Ma la difficoltà di reperimento riguarda anche settori più maturi e tradizionali, come quello delle costruzioni, della logistica, del turismo e del comparto socio-sanitario. In tutti questi ambiti si continua a fare una grande fatica a trovare gli operatori che il mercato richiede. Le Agenzie in questo contesto svolgono un ruolo strategico perché permettono alle imprese di rispondere con maggiore rapidità ai picchi di domanda e alle esigenze di organizzazione del lavoro. 
A vostro parere le misure previste dalla Manovra economica del governo per fisco e lavoro possono incidere sull'occupazione? Cosa manca a vostro parere?
 Noi guardiamo con attenzione e giudichiamo positivamente il lavoro del Governo, in particolare rispetto agli aiuti alle famiglie, alle misure per favorire l’inclusione femminile e ai contributi a sostegno dell’occupazione. Detto questo, torno su un punto che considero essenziale, ovvero la necessità di rafforzare in modo strutturato le politiche attive del lavoro. Questo tema è stato affrontato anche nell’ambito del Pnrr col programma Gol, anche se i risultati non sono stati particolarmente brillanti. Proprio per questo oggi serve, in questa direzione, un investimento più efficace, più misurabile e più vicino alle persone. Per quanto riguarda la situazione internazionale, come l'incertezza sui dazi Usa sta influendo sul mercato del lavoro italiano? È evidente che il tema non riguarda soltanto i dazi, che sono parte di un quadro più ampio. L’intera situazione geopolitica internazionale è oggi caratterizzata da un livello di incertezza che può incidere sulle decisioni delle imprese, sugli investimenti e, perciò, sulle dinamiche occupazionali. Il rischio, in contesti come il nostro, è che alcune aziende rimandino piani di crescita o riducano l’espansione, soprattutto nei settori più esposti alle catene globali del valore e alle esportazioni. Per questo è importante che il sistema Paese mantenga solidità, capacità di adattamento e strumenti rapidi per sostenere competitività e occupazione. In questo scenario la flessibilità “buona”, regolata e legale, come è la somministrazione di lavoro, diventa ancora più importante per gestire i cambiamenti senza riversare l’incertezza sulle persone. In che modo a vostro parere l'intelligenza artificiale sta cambiando il mercato del lavoro? L’intelligenza artificiale sta già cambiando il mercato del lavoro, così come sta crescendo in modo esponenziale l’impiego che le aziende stanno facendo di questa tecnologia, con un impatto che migliora l’efficienza, l’efficacia e crea nuove possibilità di occupazione. È chiaro però che il cambiamento sarà radicale. Dobbiamo abituarci tutti a vivere questa trasformazione, a cominciare dalla formazione e dallo sviluppo delle competenze necessarie per cogliere questa grande opportunità. Un’ultima domanda: sul lavoro nero, a che punto siamo e cosa si può fare di più? Sul lavoro nero c’è ancora tantissimo da fare, è un fenomeno che danneggia le persone, le imprese che operano nella legalità e la qualità complessiva del mercato del lavoro. Gli strumenti che le agenzie per il lavoro mettono a disposizione possono fare davvero la differenza nel superare certe patologie dannose, aiutando le aziende a trovare condizioni di flessibilità e di reperimento della manodopera pienamente allineate con tutte le regole del mercato del lavoro. È un patrimonio che va valorizzato di più, perché il contrasto all’irregolarità passa anche dalla capacità di offrire alternative concrete, legali e rapide ai lavoratori e alle imprese. (di Fabio Paluccio)  
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Beach e Park litter, oltre 40mila rifiuti raccolti in 3 anni

(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo.  “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”. 
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Covid in Italia, 6 anni fa la coppia cinese allo Spallanzani. L'infettivologo Galli: 'Tutta la politica ha rimosso"

(Adnkronos) - Mentre gli Usa si sfilano dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e avanza nel Paese - un tempo baluardo della ricerca medico-scientifica - sono passati 6 anni dai primi casi di Sars-CoV-2 in Italia: la coppia cinese di Wuhan – Xiangming Liu e Yamin Hu – che il 29 gennaio 2020 fu ricoverata all’Inmi Spallanzani di Roma. L’inizio della pandemia Covid in Italia e in Europa. Oggi di Sars-CoV-2 rimangono tracce solo nel bollettino dell'influenza settimanale dell'Iss, accanto agli altri virus respiratori e continua l'attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione del Covid con le audizioni. Echi della pandemia sconfitta dai vaccini. Quelli sviluppati con la piattaforma mRna hanno aperto la strada ad una rivoluzione che si appresta a porta risultati anche nel trattamento del melanoma o del tumore ai polmoni.  Dopo 6 anni "mi pare evidente che ci sia un atteggiamento trasversale dei responsabili della politica di voler dimenticare o di maneggiare con molta cura l'esperienza della pandemia Covid, si vive con un fastidio e si preferisce l'oblio. L'estremizzazione di questo comportamento lo vediamo in Usa, con l'amministrazione Trump che ha scelto un no-vax come ministro della Salute". A tracciare per l'Adnkronos Salute il sentiero della memoria di quegli anni - guardando all'attualità - è Massimo Galli, ex direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco, che ha vissuto molto da vicino l'arrivo del Sars-CoV-2. "Negli Usa i tagli alla ricerca imposti da Trump e il conseguente abbandono di una serie di filoni di studio finanzianti dal pubblico, peseranno e stanno pesando - prosegue Galli - L'atteggiamento schizofrenico e ipernazionalista del presidente Trump ha colpito l'Oms che oggi, senza gli Usa, è una anatra zoppa visto che già di suo era claudicante".  
Sei anni fa la coppia fu soccorsa in un albergo del rione Monti al centro di Roma. Il marito appena ricoverato mostrava una polmonite interstiziale bilaterale, la moglie aveva all’inizio sintomi lievi, ma entrambi si sono aggravati in poco tempo. La coppia fu sottoposta a una terapia a base di antivirali combinati e cortisone. Dopo quasi 3 mesi, dopo aver fatto la riabilitazione tra marzo e aprile al San Filippo Neri, vengono dimessi il 21 aprile per tornare in Cina. La coppia ha ringraziato lo Spallanzani e pochi mesi dopo arrivò anche una donazione “per riconoscenza”. 
Se domani dovesse arrivare una ‘malattia X’, uno dei pericoli che molti scienziati individuano è quello dell'influenza aviaria che il virus possa fare definitivamente il salto di specie e diffondersi da uomo a uomo, "è possibile", risponde Galli che aggiunge "ma come ci sono altre decine di possibilità, anche qui lo scorso anno gli allevamenti di mucche in Usa sono stati colpiti dall'H5N1 e oggi vediamo quello che accade in Europa".  Secondo il virologo "stiamo vivendo la 'Sindrome della spagnola', anche dopo il 1918 accadde la stessa cosa che sta avvenendo oggi con il Covid, si voleva dimenticare il disastro di decessi - ricorda - I governi di tutto il mondo hanno gettato la malattia nell'oblio, ci fu un cono d'ombra sulla Spagnola anche se in Italia aveva fatto 600mila morti, esattamente come tutti quelli della prima Guerra Mondiale". Cosa sta accadendo nel mondo per cui la pandemia Covid è stata rimossa? "L'eco di guerre, di confusione e di disordini - risponde il medico - ha evidentemente fatto mollare l'attenzione sui rischi, sulla prevenzione e su tutto quello che si sarebbe dovuto fare. Lo vediamo anche nella caduta verticale delle vaccinazioni anti-Covid, la prevenzione - chiosa - sembra far paura o spaventare. Dobbiamo ricordarci che in Italia c'è un 60% di analfabeti disfunzionali e questo atteggiamento di scetticismo misto a diffidenza non è esclusivo delle fasce a basso livello culturale".  
Oggi Galli si dedica allo studio e all'approfondimento epidemiologico. "Sto leggendo i libri dei morti di Milano che contengono 1 mln di decessi tra il 1450 e il 1800, una miniera di dati incredibile - racconta - testimonianze che raccontano non solo di malattie e morti ma la storia della Medicina e del nostro Paese". Nel cassetto c'è un nuovo libro? "Vediamo, sto lavorando anche sulla peste di Milano, non solo quella raccontata da Manzoni e poi c'è un libro di fantascienza avventurosa ma - conclude - non credo lo pubblicherò mai".   
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Microsoft Maia 200: il nuovo chip per l'inferenza AI a 3nm

(Adnkronos) - Il settore tecnologico sta attraversando una transizione fondamentale: dalla fase di sperimentazione dei modelli di intelligenza artificiale alla creazione di un'infrastruttura solida e scalabile per l'uso reale. In questo contesto, Microsoft ha annunciato Maia 200, un acceleratore di AI di nuova generazione progettato per ottimizzare le prestazioni, ridurre i consumi energetici e abbattere i costi operativi su scala globale. Mentre l'addestramento dei modelli (training) ha dominato il dibattito tecnologico degli ultimi anni, l'attenzione si sta ora spostando sull'inferenza. Si tratta del processo in cui l'AI risponde concretamente ai prompt, genera contenuti o supporta decisioni in tempo reale. Maia 200 è stato sviluppato partendo dal presupposto che "l'inferenza è il momento in cui l'AI fa davvero la differenza". Sebbene tradizionalmente sia stato utilizzato hardware generico o mutuato dal training, spesso potente ma eccessivamente costoso e poco efficiente, Maia 200 si presenta come la prima piattaforma integrata "espressamente per l'inferenza AI, con l'obiettivo di migliorare in modo significativo costo, latenza ed efficienza energetica". Realizzato con il processo produttivo a 3 nanometri di TSMC, ogni chip Maia 200 integra oltre 140 miliardi di transistor. L'architettura è stata ridisegnata nei suoi elementi fondamentali: 
Gestione della memoria: sistema ottimizzato per mantenere i dati vicini ai core di calcolo, minimizzando i colli di bottiglia. 
Networking: infrastruttura di rete potenziata per ridurre la latenza nei carichi di lavoro distribuiti. 
Formati numerici: ottimizzazione di formati ridotti per elaborare i carichi di lavoro con minor dispendio energetico e di memoria. Secondo i dati tecnici forniti, il sistema garantisce "prestazioni per dollaro migliori del 30% rispetto all'hardware di ultima generazione", consentendo di eseguire i modelli generativi più complessi con un numero ridotto di chip e un costo per risposta inferiore. La distribuzione dei primi sistemi Maia 200 è già stata avviata nella regione Azure US Central, con una roadmap che prevede l'espansione verso la regione US West 3 e altri nodi globali nei prossimi mesi. L'impatto tecnologico sarà visibile direttamente nei servizi quotidiani. L'acceleratore supporterà infatti i workload di Microsoft 365 Copilot, la generazione di dati sintetici e le esperienze avanzate di Microsoft Foundry. L'obiettivo dichiarato è garantire che le capacità AI possano scalare "senza aumentare il consumo energetico o l'overhead operativo", rendendo la tecnologia "accessibile e pronta per la vita di tutti i giorni". 
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Spreco alimentare 2025: crescita doppia cifra in Italia

(Adnkronos) - Il contrasto allo spreco alimentare in Italia ha segnato un'accelerazione senza precedenti nel corso del 2025. Secondo i dati recenti, il volume di pasti recuperati negli ultimi ventiquattro mesi ha quasi eguagliato i risultati ottenuti nel sestennio 2018-2023. Questo cambio di passo riflette una maggiore consapevolezza dei consumatori e una integrazione più profonda delle soluzioni digitali nelle filiere del retail e dell'industria. L'ultimo anno solare si è concluso con un incremento del 13% nel recupero delle eccedenze alimentari rispetto al 2024. Il sistema, basato sul modello dei marketplace per l'invenduto, ha permesso di sottrarre allo smaltimento 7,8 milioni di pasti in un solo anno. La capillarità del servizio è supportata da una rete di 26.000 partner commerciali distribuiti su tutto il territorio nazionale. La community di utenti ha superato quota 12 milioni, con l'ingresso di 2 milioni di nuovi iscritti solo nell'ultimo esercizio, segno di una modifica strutturale delle abitudini di acquisto degli italiani. Il recupero del cibo non è solo una questione etica o economica, ma una necessità ecologica. Il risparmio di 32 milioni di pasti complessivi dall'inizio delle attività si traduce in metriche ambientali significative: Emissioni evitate: circa 86.400 tonnellate di CO2e Risparmio idrico: 25,9 miliardi di litri d'acqua, equivalenti a oltre 10.000 piscine olimpiche 
Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go, ha dichiarato: "Il traguardo dei 30 milioni di pasti salvati complessivamente racconta un percorso di crescita esponenziale e rafforza la nostra ambizione. Vogliamo continuare a crescere, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone e aziende in un modello virtuoso e tangibile contro lo spreco". Il 2025 ha visto il consolidamento di partnership storiche con player del retail come Carrefour Italia, Conad, Esselunga (Bar Atlantic) e l'ingresso di nuovi attori come il Gruppo Finiper e Starbucks. Oltre al commercio al dettaglio, il focus si è spostato sulla fase di trasformazione industriale. Il progetto Box Dispensa, finalizzato a gestire le eccedenze direttamente presso i produttori, ha superato il milione di unità salvate. Oltre 100 aziende agroalimentari, tra cui Bauli, Mutti e Riso Scotti, hanno adottato questa soluzione per ridurre gli scarti derivanti da errori di packaging o scorte eccessive prima che arrivino sugli scaffali. Il modello di gestione delle eccedenze, ormai consolidato in 21 Paesi, ha varcato i confini europei e americani per debuttare in Giappone. L'ingresso nel mercato asiatico è strategico, data la filosofia locale del Mottainai (rispetto per le risorse) e gli obiettivi governativi che mirano a dimezzare lo spreco domestico entro il 2030. A livello globale, la rete ha raggiunto i 500 milioni di pasti salvati, sostenuta da una community di 130 milioni di utenti, confermando la scalabilità di un sistema che trasforma lo scarto in valore per l'azienda, il consumatore e l'ambiente. 
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Volvo, arriva la EX60, il suv che cambia l'elettrico

(Adnkronos) - Con la EX60 Volvo lancia un Suv 'importante', 100% elettrico che aiuterà il brand - a livello globale ma anche in Italia - a recuperare parte delle vendite perse lo scorso anno, ma che soprattutto apre una nuova pagina in termini di progettazione e di realizzazione per un marchio che può contare su una proprietà cinese (il gruppo Geely) ma non rinuncia alla sua identità e i suoi valori europei. E' il messaggio che arriva in occasione del lancio del modello più atteso degli ultimi tempi - "disegnato, sviluppato e costruito a Goteborg" rivendica l'ad Håkan Samuelsson - che si distingue per una serie di cruciali scelte progettuali, a iniziare dalla tecnologia cell-to-body e dalla costruzione mega-casting, che taglia peso e tempi in catena di montaggio.  Inconfondibilmente Volvo, nel design elegante e minimalista, con accenni del passato, la EX60 - lunga 4,80 metri - propone caratteristiche uniche anche nel settore in rapida evoluzione delle elettriche: due le trazioni (anteriore e AWD), tre i livelli di potenza (374 CV, single motor, batteria da 83 kWh; 510 CV, dual motor, batteria da 95 kWh e 680 CV, dual motor, batteria da 117 kWh) con un'autonomia che può arrivare a 810 km. Ma soprattutto - grazie a una ricarica in corrente continua con un picco di potenza di 370 kW - il passaggio dal 10% all’80% non richiede più ore ma meno di 20 minuti: ne bastano 10 poi, il tempo di una sosta caffé veloce, per recuperare 325 km.  Sono elementi che andranno verificati sul campo ma che puntano ad abbattere l'effetto 'ansia da autonomia' che ancora condiziona molti possibili clienti dell'elettrico: sull'altro punto debole - il prezzo - Volvo risponde proponendo questo Suv allo stesso listino di un modello plug-in. I prezzi delle tre versioni, declinabili in soli due ricchi allestimenti infatti vanno dai 65.350 del modello di attacco agli 81.450 euro della versione più potente e ricca (con trazione integrale): non esattamente popolari, ma in linea con l'offerta elettrificata, della stessa Volvo e della concorrenza. Come sottolinea Michele Crisci, presidente Volvo Car Italia, "con la EX60 la scelta del cliente viene fatta sulla tecnologia e non più sul prezzo".  Ma il nuovo Suv - che sarà prossimamente affiancato da una versione Cross Country - è 'anche' un computer in movimento diventando la prima Volvo in cui è integrato Gemini, l'assistente AI di Google che consente di conversare in modo naturale con la vettura e di gestire tutte le funzioni importanti durante la guida senza usare le mani. La EX60 è dotata del sistema HuginCore di Volvo che è costituito dall'architettura elettrica sviluppata internamente, dal computer principale, dai controller di zona e dal software integrato all'interno della EX60. Una vera e propria auto definita dal software. La piattaforma è la Snapdragon Cockpit di nuova generazione sviluppata da Qualcomm con Snapdragon Auto Connectivity con quattro anni di dati illimitati gratuiti: al cuore di questo sistema Nvidia Drive che gira sul sistema operativo DriveOS e che riesce a eseguire oltre 250 mila miliardi di operazioni al secondo, non solo per elaborare informazioni, ma anche per acquisire dati e informazioni. Dati che saranno poi utilizzati per aggiornamenti periodici over the air con miglioramenti sul software e sulle funzionalità. Con l'accelerazione sull'elettrico - sottolinea Crisci - "in Volvo abbiamo imparato il valore di una piattaforma che nasce nativa 'elettrica' e non adattata da quella di una vettura endotermica. Abbiamo imparato anche l'importanza di collaborazioni con partner straordinari come Nvidia, ma non solo, e questo sarà sicuramente molto importante in futuro nella progettazione dei nuovi modelli. Ovviamente ci sono stati anche problemi, ma stiamo veramente andando molto avanti" rispetto alla concorrenza "e questo credo che pagherà" nel lungo termine mentre nel medio termine Crisci non esclude che Volvo possa "vendere crediti" di carbonio per la compensazione della Co2 . "In un certo senso con i nostri 800 mila pezzi l'anno, noi siamo 'piccoli' eppure come ha sottolineato Samuelsson bisognerà chiedersi perché, come si vede con la EX60, Volvo ha fatto sull'elettrico qualcosa che chi produce milioni di auto ha deciso di non fare, pur avendone la possibilità: tra dieci anni chi è partito prima sull'elettrico avrà fatto sacrifici e forse avrà pagato qualche pegno ma - conclude - si troverà in una situazione di grande vantaggio competitivo e tecnologico". 
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