AssoESCo, Giacomo Cantarella confermato presidente

(Adnkronos) - Giacomo Cantarella è stato confermato all’unanimità presidente di AssoESCo, l’Associazione italiana di riferimento per le ESCo e le imprese operanti nel settore della transizione energetica e della sostenibilità. Cantarella guiderà l’associazione per i prossimi due anni. Cantarella, head of regulatory affairs and institutional relations di Gruppo Dolomiti Energia, commenta così la sua nomina: “Sono grato agli associati per questa riconferma che riconosce il percorso fatto nell’ultimo biennio. AssoESCo è il principale riferimento per le energy service company e per quelle aziende che si occupano di servizi connessi alla transizione energetica. In questo biennio abbiamo registrato un significativo incremento degli associati: ad oggi rappresentiamo oltre cento aziende. Nei prossimi due anni lavoreremo per consolidare ulteriormente il percorso avviato".  Tra le sfide che attendono il nuovo consiglio direttivo, secondo il presidente Cantarella la principale sarà “quella di proseguire nel dialogo con le istituzioni per rappresentare come le ESCo possano essere un facilitatore e acceleratore del processo di decarbonizzazione del Paese. Le ESCo integrano ingegneria, finanza e gestione dei processi legati alla transizione energetica. Con le nostre competenze contribuiamo e continueremo a contribuire in modo significativo per la messa a terra dei progetti di efficienza energetica, di generazione distribuita e di gestione ottimizzata dell’energia. Abbiamo però bisogno che le Istituzioni ci supportino con una normativa chiara e stabile, condizione senza la quale la nostra attività rischia di diventare una corsa a ostacoli".  Il riferimento è al recente stop anticipato alla misura Transizione 5.0 che Cantarella commenta così: “L’Associazione si è adoperata in un’ottica di costante collaborazione con le istituzioni, per favorire il corretto impiego dei fondi stanziati, che avrebbero dato un significativo contributo alla modernizzazione integrata del tessuto produttivo nazionale. Pertanto, il Decreto direttoriale Mimit del 6 novembre rappresenta un intervento che, oltre a generare un ingente danno economico, rischia di introdurre un grave elemento di discontinuità, minando il rapporto fiduciario tra un’intera filiera e le istituzioni. Ho scritto ieri una lettera al ministro Urso, l’Associazione è a disposizione perché si possa trovare rapidamente una soluzione".  In occasione dell’assemblea sono stati eletti anche i primi sei membri del consiglio direttivo, organo di governance che si riunisce su iniziativa del presidente: Vittorio Bellicini, responsabile area ottimizzazione consumi – Fedabo; Antonio Beneduce, head of ESCo - Tecno esg; Giuseppe Caruso, ceo – Solgen; Alessandra Chiari, ceo – Gmt; Francesco Ricciardi, Head of institutional affairs and incentives – Renovit; Alessandro Totaro, responsabile market regulation - Edison Next. Il consiglio direttivo sarà completato nelle prossime settimane con ulteriori nomine e l’individuazione dei vicepresidenti. 
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Gomme invernali e catene da neve: cosa dice la normativa

(Adnkronos) - A partire dal 15 novembre fino al 15 aprile scatta l’obbligo di circolare con gomme invernali o catene da neve a bordo, come previsto dal Codice della Strada (art. 6 e 7). L’obiettivo è garantire la sicurezza e la fluidità del traffico anche in presenza di ghiaccio o neve. L’ordinanza viene emessa dagli enti proprietari delle strade (Comuni, Province, Regioni o Anas) e può prevedere date differenti in base alle condizioni climatiche locali. Chi non rispetta l’obbligo del montaggio di gomme invernali rischia una multa da 41 a 169 euro nei centri abitati e fino a € 345 sulle strade extraurbane, oltre al possibile fermo del veicolo.  L’utilizzo degli pneumatici invernali è consigliato in prossimità dell’inizio della stagione invernale ed entro il 15 novembre.  Le gomme devono riportare la sigla M+S (Mud and Snow) e, per le aree più soggette a gelo, anche dal simbolo 3PMSF (Three Peak Mountain Snowflake), che ne certifica l’efficacia su neve e ghiaccio. Il cambio inverso, cioè il ritorno alle gomme estive, deve avvenire entro il 15 aprile, con un periodo di tolleranza di un mese (fino al 15 maggio). Utilizzare pneumatici non idonei alle condizioni invernali può compromettere la tenuta di strada e comportare sanzioni.  Chi sceglie di non montare gomme invernali può comunque circolare con catene da neve a bordo, purché omologate UNI 11313 o ON V5117.
 Le misure devono essere compatibili con le dimensioni degli pneumatici installati sul veicolo. Sul libretto di uso e manutenzione o nelle tabelle ufficiali dei produttori è possibile verificare la corrispondenza tra misura dello pneumatico e modello di catena.  L’uso di catene non idonee può danneggiare pneumatici e sospensioni, oltre a rendere inefficace il sistema di trazione.  La normativa non specifica un numero minimo di ruote da equipaggiare, ma per motivi di sicurezza e trazione è raccomandato l’utilizzo di quattro gomme invernali.
 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Bene le vendite dei veicoli industriali in ottobre

(Adnkronos) - Prosegue a ottobre la ripresa del mercato dei veicoli industriali con massa superiore a 3,5 tonnellate, che registra un incremento del 19,2% rispetto allo stesso mese del 2024. Secondo le elaborazioni UNRAE su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le nuove immatricolazioni si attestano a 2.600 unità, contro le 2.181 dello scorso anno. Complessivamente, nei primi dieci mesi del 2025, il mercato dei veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate conta 23.315 immatricolazioni, ancora però in calo del 5,5% rispetto alle 24.680 unità registrate nello stesso periodo del 2024. Nell’ambito della Legge di Bilancio 2026,
UNRAE accoglie con favore l’inserimento, all’interno dello Stato di previsione del MIT, della misura straordinaria da € 590 milioni per il periodo 2027-2031, destinata alla rottamazione dei veicoli più obsoleti e inquinanti. L’Associazione auspica che, nella messa a terra delle risorse, l’intervento segua le linee guida della “roadmap” per la decarbonizzazione del trasporto merci su gomma, già condivisa insieme alle altre Associazioni dell’automotive e dell’autotrasporto. Infine, UNRAE esprime apprezzamento per la posizione del Consiglio Ambiente dell’UE, favorevole al rinvio al 2028 dell’entrata in vigore del sistema ETS 2 per il trasporto stradale: una decisione che, se confermata dopo il negoziato con il Parlamento europeo, consentirebbe maggiore gradualità nella transizione del settore verso soluzioni a minori emissioni. 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


EICMA 2025 chiude a quota 600.000 presenze

(Adnkronos) - Si è conclusa con numeri da record l’82ª edizione di EICMA – Esposizione internazionale delle due ruote. In sei giorni, sono state oltre 600.000 le presenze complessive tra appassionati, operatori, professionisti del settore e media, confermando la manifestazione come riferimento globale per l’industria e la cultura delle due ruote. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di più di 730 espositori e oltre 2.000 marchi provenienti da 50 Paesi. In forte crescita anche il comparto business: gli operatori accreditati sono stati più di 43.000, da 167 nazioni, con un aumento significativo degli operatori internazionali (+28% sul 2024). Sul fronte media, giornalisti, content creator e tecnici hanno superato quota 8.200, con provenienza da 67 Paesi. Successo di pubblico anche per l’area Y.U.M. – Your Urban Mobility, 4.000 mq dedicati alla mobilità urbana con test ride gratuiti su più di 40 veicoli elettrici ed endotermici. Molto partecipata inoltre l’Area Gaming, con simulatori di guida e attività esperienziali che hanno coinvolto migliaia di visitatori. «
EICMA 2025 segna la piena consacrazione del passaggio da fiera a evento espositivo globale e attrattivo – dichiarano il presidente Pietro Meda e l’amministratore delegato Paolo Magri –. i numeri e la qualità dei contenuti testimoniano una manifestazione capace di unire business, innovazione e passione. Il merito va agli espositori e ai partner che hanno creduto in questa evoluzione».
 L’appuntamento con la prossima edizione è già stabilito: dal 3 all’8 novembre 2026, sempre a Fiera Milano Rho.
 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alimentazione, italiani e lombardi si descrivono attenti a tavola, esperti 'la realtà è diversa'

(Adnkronos) - Il ritratto della virtù a tavola. Gli italiani - e i lombardi - descrivono le proprie abitudini alimentari con un certo ottimismo: l'87% dei connazionali si dice attento alla salute, percentuale che sale al 90% in Lombardia. Più della metà della popolazione del Belpaese (54%) ritiene di mangiare "in modo equilibrato", dato che sale al 57% tra i lombardi. Un terzo (33% Italia, 34% Lombardia) afferma di mangiare "tanto ma non troppo", e solo una piccola quota ammette di mangiare "troppo" (7% Italia, 4% Lombardia) o "poco" (6% Italia, 5% Lombardia). L'87% si considera abbastanza o molto attento a ciò che mangia (e in Lombardia è pure più alta la fascia di chi si dichiara "molto attento", che raggiunge il 42% contro il 37% nazionale). Questa la foto scattata da un sondaggio realizzato da Osservatorio Metropolitano di Milano con Renato Mannheimer e presentato oggi in Regione Lombardia. Per non parlare del menu: gli intervistati, mostrando anche un consolidato 'vocabolario' della salute a tavola, dichiarano interesse per prodotti senza conservanti (70% dato identico per Italia e Lombardia), a km 0 (69% Italia, 67% Lombardia) e bio (52% a livello nazionale, 50% in Lombardia). Molti dichiarano di preferire cibi freschi, tracciabili e italiani, leggono le etichette e spendono più che in passato per alimenti di qualità. Si nota infine una tendenza a mangiare meno proteine animali (27%), a far ricorso a ricette italiane (40%) e a preparare i pasti in casa (59%). La ricerca, spiega Carla De Albertis, responsabile Sociale e Cultura di Osservatorio Metropolitano, "offre l'immagine della 'percezione' che le persone hanno della loro alimentazione. Messa a confronto con "i dati reali, quelli clinici", permette "di individuare le discrepanze" e dunque "gli aspetti critici sui quali intervenire con un'attività di educazione alimentare". Il sondaggio, condotto su un campione rappresentativo per sesso, fasce d'età e di reddito di 3.000 soggetti, dei quali 509 residenti in Lombardia, mette a confronto il dato nazionale con quello lombardo, rivelando una sostanziale uniformità dei due campioni. Ma cosa emerge al banco di prova della realtà clinica? Per esempio che "nel 2023 in Italia si sono registrate 395.000 nuove diagnosi di tumore, di cui 50.500 al colon", osserva Costanza Alvisi, direttore della Struttura complessa di Endoscopia digestiva dell'Asst di Pavia. E proprio "un'alimentazione scorretta è tra le principali cause di diabete, obesità, malattie cardiovascolari e tumori, in particolare del colon-retto, la seconda causa di morte oncologica in Italia. Circa il 40% di tutti i tumori sono prevenibili a partire dalla correzione di stili di vita sbagliati (dieta povera e ipercalorica, sovrappeso, alcol, fumo e sedentarietà). Anche la malattia da reflusso gastroesofageo, legata a cattive abitudini alimentari, colpisce il 25% degli adulti. Ricordo poi il ruolo centrale del microbiota intestinale, il cui equilibrio è fortemente influenzato dall'alimentazione e può incidere sul rischio di obesità e infiammazioni croniche".  E poi c'è il dato sull'obesità in aumento tra i bambini ad allungare un'ombra sul 'ritratto felice' di una popolazione attenta a tavola. "La Lombardia, insieme al Trentino, è tra le regioni più virtuose - premette Evelina Flachi, biologa, specialista in scienza dell'alimentazione e presidente Fondazione Fei (Food Education Italy) - ma nella nostra regione ancora 4 adulti su 10 risultano in sovrappeso o obesi, con una maggiore prevalenza tra gli uomini (52%) rispetto alle donne (34%). Tra i bambini si osserva un aumento dell'obesità, a fronte di una diminuzione del sovrappeso e di un netto miglioramento dell'attività fisica rispetto alla media nazionale. Inoltre, circa 700.000 lombardi convivono con il diabete, una delle patologie più strettamente correlate all'eccesso ponderale. Molte delle patologie legate alla scorretta alimentazione possono derivare anche dall'errata interpretazione della dieta mediterranea, che non vuole dire sacrificio, ma conoscenza dei nutrienti di cui il corpo ha bisogno, mangiando con varietà, equilibrio e moderazione, possibilmente nella convivialità". La Regione Lombardia, interviene Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, "vuole favorire chi si impegna in un percorso virtuoso che, oltre alla consapevolezza di una sana alimentazione, sappia far comprendere il valore dell'origine del cibo e il suo significato legato alla condivisione e all'accudimento del prossimo". Anche le farmacie possono essere alleate per la prevenzione: "Ogni giorno - ricorda Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia - accolgono oltre 800.000 cittadini e offrono servizi che vanno ben oltre la dispensazione dei farmaci, dalla telemedicina agli screening di prevenzione. Promuovere una sana alimentazione e stili di vita corretti è parte integrante della nostra missione, perché prevenzione e benessere nascono dall'equilibrio tra nutrizione, attività fisica e attenzione costante alla salute dei cittadini".  C'è infine l'aspetto sociale: molti studi, conclude Rosaria Iardino, presidente di Fondazione The Bridge, "indicano come le problematiche legate alla scorretta alimentazione siano più presenti nelle fasce più fragili ed economicamente deboli. Oltre al fatto culturale dell'educazione alimentare, è necessario anche un intervento di concreto sostegno da parte delle istituzioni". 
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alimenti, solo 17% italiani riconosce zuccheri in etichette, in aiuto Glossario Fesin

(Adnkronos) - Sono pochi gli italiani che sanno farsi orientare nelle scelte degli alimenti dalle informazioni presenti sulle confezioni. Solo il 17%, per esempio, riconosce le fonti di zuccheri nelle etichette. Un aiuto per 'mangiare informati' arriva dal nuovo Glossario della Federazione delle società italiane di nutrizione (Fesin) 'Alimentazione e nutrizione in parole', che sarà presentato domani all'Istituto superiore di sanità. "Essere consapevoli di ciò che mangiamo è il primo passo per alimentarsi in maniera sana", spiega Laura Rossi, direttrice del reparto Alimentazione, nutrizione e salute dell'Iss, che sottolinea l'utilità del glossario: "Uno strumento pensato per i professionisti, ma che possiamo considerare al servizio di tutti i cittadini".  Il glossario, continua Rossi, "torna dopo 15 anni in una versione aggiornata che include 200 termini, circa il doppio della precedente edizione, ed è il frutto del lavoro condiviso da oltre 40 esperti provenienti dal mondo della clinica, dell'accademia e della ricerca. Si tratta di uno strumento ancora più prezioso se si pensa che le conoscenze nutrizionali della popolazione italiana sono mediamente basse, a partire dalla quantità del consumo dei diversi nutrienti, fino alla capacità di leggere e interpretare correttamente un'etichetta nutrizionale. I numeri parlano chiaro: solo il 22% della popolazione sa che bisogna consumare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura e appena il 16% è consapevole del fatto che i carboidrati devono costituire la base dell'alimentazione quotidiana. Neanche la metà del campione intervistato, secondo uno studio recente condotto su quasi 3.000 adulti, sa che il pesce andrebbe consumato 3 o 4 volte a settimana. Ancora di meno, poi, sono quelli che sanno farsi guidare dalle etichette".  Per Russo "questi risultati evidenziano una fragilità informativa diffusa, che si riflette in abitudini alimentari spesso errate. Alla luce di questo scenario, il Glossario Fesin rappresenta anche uno strumento di alfabetizzazione scientifica capace di tradurre in parole comprensibili i concetti della nutrizione moderna. I termini come 'integrale', 'funzionale', 'probiotico' o 'light' vengono spiegati con rigore scientifico, ma in modo accessibile, aiutando i cittadini a decodificare il linguaggio del marketing alimentare e a leggere in modo consapevole le etichette nutrizionali". "Abbiamo voluto promuovere quest'iniziativa all'Iss - aggiunge Rossi - perché l'abbiamo sentita in linea con la nostra vocazione all'alfabetizzazione scientifica che consideriamo uno dei passi più importanti per la sostenibilità e la tutela della salute pubblica che sono parte integrante della nostra missione". Non è un caso, infatti, che i ricercatori siano "componente essenziale della redazione di Issalute, il nostro portale al servizio di tutta la collettività, perché siamo convinti che l'alleanza con i cittadini, per promuovere le buone pratiche di salute basate sull'evidenza, sia necessaria. E che la crescita della conoscenza va sempre di pari passo con la crescita dell'equità in salute", conclude.  
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Contratti, al via trattativa per rinnovo Ccnl lavanderie industriali

(Adnkronos) - Si è aperto oggi a Roma il confronto tra Assosistema Confindustria e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle lavanderie industriali, delle centrali di sterilizzazione e dei servizi medici affini, relativo al triennio 2026–2028. Un appuntamento importante per l’intera filiera, che arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, ancora alle prese con le conseguenze economiche e strutturali delle crisi degli ultimi anni. Il rinnovo contrattuale riguarda 30.000 addetti, compresi i lavoratori stagionali del comparto, e interessa un settore che sviluppa un fatturato complessivo di circa 1,9 miliardi di euro. Un comparto strategico per la sanità pubblica e privata, per l’hotellerie e per i servizi industriali, che garantisce ogni giorno continuità operativa e standard di sicurezza essenziali nei contesti più sensibili del Paese. “L’avvio di questa trattativa – dichiara Matteo Nevi, direttore generale di Assosistema Confindustria – si colloca in un contesto complesso, segnato da criticità che vanno ben oltre la volontà e la capacità di intervento delle imprese. Parliamo di dumping contrattuale, delle rigidità introdotte dal nuovo Codice degli Appalti, del mancato adeguamento dei corrispettivi nei contratti pubblici e del peso del costo dell’energia, che in Italia rimane fra i più alti d’Europa. Sono fattori che minano la tenuta economica delle aziende e rischiano di rendere insostenibile qualsiasi incremento del costo del lavoro non accompagnato da una revisione strutturale del sistema".  Le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali – pari a 225 euro sul trattamento economico complessivo, cui si aggiungono aumenti dei contributi per i fondi di assistenza sanitaria e previdenziale e ulteriori giornate di permesso retribuito – determinerebbero un impatto economico insostenibile per un settore che opera in un mercato fortemente competitivo, in larga parte regolato da gare pubbliche con prezzi fissi e non revisionabili. “Siamo consapevoli dell’importanza del dialogo e del ruolo della contrattazione collettiva – prosegue Nevi – ma non possiamo ignorare che oltre l’80% degli appalti pubblici del settore è stato già bandito senza clausole di revisione prezzi. Questo significa che ogni aumento del costo del lavoro ricadrà interamente sulle imprese, senza possibilità di compensazione. È una situazione che richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, comprese le centrali di committenza e il legislatore".  A chiudere i lavori della prima giornata di confronto è stato Adriano Rubbi, capo delegazione di Assosistema Confindustria, che ha sottolineato la necessità di affrontare la trattativa con realismo e spirito costruttivo: “Quello che abbiamo chiesto oggi ai sindacati e ai loro delegati è un atto di responsabilità verso la situazione che stanno vivendo le nostre imprese. Ma soprattutto abbiamo chiesto di avviare il negoziato sulle nostre proposte di innovazione del contratto. Abbiamo bisogno di un contratto più snello, che riesca a intercettare le esigenze mutevoli del settore; un contratto più flessibile nella gestione del personale, che permetta un percorso di ingresso per i nuovi assunti e che consenta di recuperare produttività. Solo così possiamo costruire un sistema equilibrato, sostenibile e capace di guardare al futuro”. Rubbi ha inoltre aggiunto: “Ci saremmo aspettati, in una piattaforma di rinnovo, che anche il sindacato ponesse al centro non solo il tema degli aumenti salariali, ma anche quello dell’aumento della produttività e della competitività del settore. È questa la vera sfida che abbiamo davanti: coniugare crescita e sostenibilità economica per mantenere il contratto un riferimento stabile e applicabile a tutta la filiera”. Assosistema Confindustria ribadisce la necessità di un rinnovo contrattuale sostenibile, moderno e inclusivo, capace di preservare la tenuta del contratto e di garantire equilibrio tra competitività, qualità del servizio e tutela dei lavoratori. “Il nostro obiettivo – conclude Nevi – è difendere un contratto che resti il punto di riferimento del settore, evitando che la crescita del costo del lavoro determini una deriva verso altri contratti collettivi o modelli organizzativi distorsivi. Solo un approccio realistico e condiviso potrà assicurare continuità e stabilità a un comparto industriale strategico per la sanità e per i servizi del Paese”. 
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aiom, Nicola Silvestris eletto segretario degli oncologi italiani

(Adnkronos) - Nicola Silvestris è il nuovo segretario nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). L'elezione è avvenuta durante il 27esimo congresso nazionale della società scientifica che si è svolto a Roma, con la partecipazione di oltre 3.000 specialisti da tutta Italia. Affiancherà nella nuova giunta Massimo di Maio (presidente), Rossana Berardi (presidente eletto) e Nicla La Verde (tesoriere). Nicola Silvestris, 56 anni, è nato a Bisceglie ed è ordinario di Oncologia medica all'università degli Studi di Messina e direttore dell'Oncologia medica dell'Irccs Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari.  "E' un piacere e un onore essere per un secondo biennio il segretario nazionale Aiom - afferma Silvestris - E' importante rispondere alle numerose esigenze dei clinici e dei pazienti, mantenendo una costante interlocuzione con le istituzioni. Aiom ha un'ottima organizzazione interna, il mio compito è lavorare per migliorala ulteriormente, al fianco del presidente Di Maio, di tutta la Giunta e del Consiglio direttivo. Ringrazio tutti i soci per la fiducia e la stima e sono pronto ad ascoltare tutte le istanze degli iscritti alla nostra società scientifica. Sarà poi mio compito inoltrale al nuovo direttivo nazionale. Infine, un ringraziamento particolare a Francesco Perrone per l'eccellente lavoro svolto durante il suo mandato di presidente Aiom con grande impegno e cuore".  Durante il 27esimo Congresso nazionale Aiom di Roma è stato nominato tutto il nuovo direttivo, in carica fino al 2027 e composto da: Antonella Brunello, Chiara Cremolini, Carmen Criscitiello, Alessandra Fabi, Luigi Formisano, Lorena Incorvaia, Marcello Tiseo, Dario Trapani. Francesco Perrone è il nuovo presidente di Fondazione Aiom. 
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Solidarietà, il 15 novembre Giornata nazionale colletta alimentare in tutti i punti vendita Penny

(Adnkronos) - Anche quest’anno Penny Italia rinnova il proprio impegno accanto a Banco Alimentare, partecipando attivamente alla Giornata nazionale della colletta alimentare, in programma sabato 15 novembre in tutti i suoi negozi. Un gesto concreto che unisce clienti, volontari e collaboratori in una rete solidale a sostegno delle persone in difficoltà. Durante la giornata sarà possibile donare alimenti non deperibili direttamente ai volontari presenti nei punti vendita, che li raccoglieranno per distribuirli, attraverso le strutture caritative locali, a chi ne ha più bisogno. Tra i prodotti consigliati: verdure in scatola, carne e tonno in scatola, passata di pomodoro, olio, latte in polvere e omogeneizzati per l’infanzia. La collaborazione tra Penny e Banco Alimentare dura da oltre 15 anni e si inserisce nel più ampio percorso di responsabilità sociale dell’insegna, #Viviamosostenibile, che promuove azioni concrete contro lo spreco alimentare e a favore delle comunità locali. Solo nel 2024, grazie alla generosità dei clienti e all’impegno dei volontari, sono stati raccolti oltre 180.000 kg di alimenti. “Essere parte attiva di questa iniziativa significa dare valore al nostro ruolo nella società", dichiara Marcello Caldarella, Corporate communications manager Penny Italia. "Ogni punto vendita diventa un luogo di incontro e solidarietà, dove il gesto di ciascuno può fare la differenza. Con il nostro percorso #Viviamosostenibile ci impegniamo ogni giorno a lavorare in modo responsabile sui prodotti, per l’ambiente e per le persone", conclude.  
---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cosa cercano gli stranieri in Italia? Lo svela il rapporto sul turismo enogastronomico 2025

(Adnkronos) - L’Italia continua a sedurre il mondo con la forza del suo gusto. E la nuova edizione del rapporto sul Turismo enogastronomico italiano curato da Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico (Aite) e docente all’Università di Bergamo, con il sostegno di Visit Emilia e di Valdichina Living, mette per la prima volta al centro la domanda internazionale. E i risultati, presentati oggi al Bto-Be Travel Onlife di Firenze, del Rapporto che dal 2016 monitora con rigore e continuità l’evoluzione di uno dei segmenti più strategici per il turismo nazionale, confermano l’eccezionale capacità attrattiva del fattore 'gusto' tra i viaggiatori internazionali che scelgono l’Italia come destinazione per le proprie vacanze.  Analizzando in modo comparativo i sei mercati esteri più importanti per l’Italia — Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Svizzera e Francia — il rapporto 2025 permette di comprendere non solo l’interesse verso il turismo enogastronomico, ma anche le aspettative e le esperienze vissute dai turisti stranieri in Italia. “Capire come ci vedono e come ci vivono è il primo passo per governare il cambiamento, in un settore che continua a crescere a ritmi sostenuti, affermandosi come uno dei segmenti più dinamici dell’economia turistica globale”, spiega Roberta Garibaldi.  Il rapporto evidenzia che, negli ultimi tre anni, tra viaggi domestici ed internazionali, la quota di turisti che ha viaggiato per l’enogastronomia varia dal 60% in Regno Unito al 74% in Francia, con un aumento dal 2016 tra i 15 a 28 punti percentuali. E l’Italia è associata principalmente, come destinazione del viaggio, a 'cibo e vino' citati dal 55% dei tedeschi e degli svizzeri/austriaci e dal 54% degli statunitensi; solo tra i francesi che scelgono l’Italia prevalgono i monumenti storici (50%). Nella scelta della destinazione, contano soprattutto la bellezza del paesaggio rurale (oltre l’80% in tutti i mercati, con un massimo dell’88% in Francia) e la presenza di ristoranti locali (81% in Francia, 79% negli Usa). Gli americani attribuiscono più valore a esperienze tematiche (69%) e ristoranti gourmet (59%). 
Le principali motivazioni per scoprire l’enogastronomia sono provare nuove esperienze (52% in Uk e Usa) e arricchire il proprio bagaglio culturale (34% in Francia), seguite da divertimento (36% Usa). I francesi si distinguono per vedere l’enogastronomia come occasione per concedersi un lusso (36%), mentre tedeschi e svizzeri/austriaci per immergersi nei paesaggi rurali. Le regioni più attrattive per i turisti internazionali sono Toscana (69% Us/Fr; 66% At+Ch), Sicilia (66% Fr; 62% Us), Sardegna (63% Fr) e Puglia (63% Fr). Tra le destinazioni enoturistiche prevalgono Chianti (fino al 41% Us) ed Etna (fino al 40% Fr), a seguire troviamo Montepulciano (42% At+Ch), Montalcino (27% Us) e Bolgheri (25% At+Ch). Buone preferenze anche per Cinque Terre (26% At+Ch) e Food Valley dell’Emilia-Romagna (24% Us). Il rapporto prende poi in considerazione le fonti ispirazionali, con un grande ruolo del tradizionale – i consigli di amici e parenti arrivano a rappresentare il 60% in Germania, Uk e Usa – e i mezzi scelti per la prenotazione delle esperienze, con i canali digitali che assumono rilevanza soprattutto tra francesi e americani, mentre tedeschi e britannici mostrano una maggiore propensione a decidere sul posto. Cresce l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Tra le esperienze gastronomiche prevalgono i ristoranti locali (68% per i francesi, 71% At+Ch) ma anche gli etnici, poi le visite in cantina (fino al 36% in area At+Ch), seguite da caseifici (34% in Francia) e birrifici (25% Fr, 26% Us). La disponibilità di spesa: per un pasto tipico la maggioranza si concentra tra 21 euro e 60 euro (oltre il 50% dei casi in ogni Paese), per i tour in cantina con degustazione prevale la fascia 21–40 euro (fino al 35% in area AT+CH), mentre le esperienze in acetaia e nei musei del gusto si collocano per oltre la metà dei rispondenti sotto i 20 euro. Infine, ecco l’intenzione di viaggio in Italia da parte dei turisti stranieri, che nei prossimi tre anni è altissima: la quota 'molto probabile + probabile' va dal 55% in Germania al 81% in At+Ch (Uk 59%, Us 57%, Fr 70%); i “molto probabile” toccano il 50% in At+Ch e il 34% in Francia. E l’inclusione di esperienze enogastronomiche nel pacchetto vacanza appare importante: le valutazioni 8–10 arrivano al 62% negli Usa, seguite da 38–40% in Uk/Fr At+Ch e 36% in Germania. Un alto potenziale, oltre al mondo vino, caratterizza l’oleoturismo, con esperienze come le cene negli uliveti (oltre 50% in tutti i mercati) e il turismo della birra.   Dalla ricerca emerge con chiarezza come il turismo enogastronomico stia entrando in una nuova fase. Il viaggiatore di oggi non cerca soltanto il 'piatto iconico', ma un rapporto più profondo con i territori, le persone e le storie che li abitano. Si osserva un ritorno all’essenziale, fatto di esperienze semplici e radicate nel paesaggio, dove il valore risiede nei gesti dell’ospitalità e nella quotidianità della produzione agricola. Cresce parallelamente l’interesse per forme di intimità gastronomica, come tavoli dedicati, incontri diretti con chef e produttori, degustazioni per piccoli gruppi curate in modo personale. 
Si sviluppano inoltre vere e proprie comunità del gusto, dai wine club agli orti condivisi, fino alle cucine partecipate: spazi dove il cibo torna ad essere occasione di relazione e appartenenza. Infine, si rafforza il trend già presente di benessere e longevità, che porta i viaggiatori a scegliere luoghi in cui la qualità della vita, dell’ambiente e dell’alimentazione è percepita come parte integrante dell’esperienza – come accade nelle Blue Zones italiane. In questa prospettiva, l’esperienza enogastronomica evolve: non si tratta più solo di assaggiare un territorio, ma di entrarvi in relazione. Per accompagnare questo cambiamento, le destinazioni italiane sono chiamate a rafforzare quattro leve chiave: stewardship territoriale passare dalla sola promozione alla cura condivisa del territorio e delle sue comunità; misurazione degli impatti valutare non solo i flussi, ma gli effetti sociali, culturali e ambientali del turismo; digitalizzazione e intelligenza artificiale strumenti indispensabili per migliorare visibilità, personalizzazione e gestione delle presenze; professionalizzazione delle competenze soprattutto nelle realtà agricole, artigiane e nelle piccole imprese, che rappresentano l’ossatura del settore. La competitività non è più determinata dal numero dei visitatori, ma dalla qualità dell’esperienza, dalla capacità di mantenere vivi i territori e dal valore condiviso che il turismo è in grado di generare. In un’Italia caratterizzata da dinamiche territoriali contrastanti: da un lato le destinazioni iconiche che continuano a registrare elevati flussi turistici, dall’altro borghi e aree interne che faticano a mantenere vitalità economica e sociale. In questi contesti, la progressiva riduzione di servizi e attività produttive locali si accompagna alla perdita di competenze e saperi tradizionali. Il turismo enogastronomico può rappresentare una leva strategica di valorizzazione e rigenerazione: genera valore economico e mette in relazione agricoltura, artigianato, ospitalità e cultura. “Perché questo potenziale si traduca in risultati concreti - sottolinea Garibaldi - è necessario un approccio sistemico che integri politiche di coesione, infrastrutture adeguate, misure fiscali mirate e un rafforzamento delle competenze professionali”.  
Un punto cruciale riguarda la comunicazione mirata alle nuove generazioni. Il turismo enogastronomico deve cambiare linguaggio: non servono più brochure e storytelling tradizionali, serve una presenza digitale autentica, visuale, virale. Eppure, solo una minima percentuale di imprese agricole italiane è presente su piattaforme come TikTok o YouTube, mentre sono proprio questi gli spazi dove si forma la percezione del made in Italy tra i giovani di tutto il mondo.  
Una delle sezioni più innovative del rapporto è dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale. Già oggi, il 21% dei turisti americani e il 18% dei francesi pianificano il proprio viaggio attraverso piattaforme che la integrano, che diventeranno sempre più importanti non solo in termini di programmazione dell’esperienza, ma anche come mezzi di sostituzione/integrazione delle attuali ricerche online. Questa rivoluzione determina la necessità, per le aziende, di avere le carte in regola per essere selezionate dall’intelligenza artificiale. Se i dati di un’azienda non sono aggiornati o non leggibili dai sistemi Ia, quella realtà rischia semplicemente di non esistere digitalmente. Per questo, il rapporto propone un box operativo – 'Dentro o fuori la mappa digitale' – con indicazioni concrete per imprese, dmo e consorzi: uniformare i dati, essere presenti sui portali esperienziali globali (GetYourGuide, Viator, Airbnb Experiences, Musement), usare formati strutturati e costruire reti informative condivise. “L’intelligenza artificiale - osserva Garibaldi - non è solo un supporto: è la nuova infrastruttura del turismo”. E chi saprà dialogare con essa, mantenendo autenticità e qualità, sarà protagonista della prossima fase.  
Un altro tema chiave riguarda le competenze. Molti produttori agricoli e artigiani, eccellenti nella loro attività, non dispongono però delle conoscenze digitali o turistiche necessarie per aprirsi al mercato dell’esperienza. Per questo, il rapporto richiama le evidenze del Libro bianco sulle professioni del turismo enogastronomico (Garibaldi, 2024), che ha identificato figure cruciali come l’hospitality manager, il consulente per il turismo enogastronomico, l’addetto alle visite, il product manager per il turismo enogastronomico ed il curatore di esperienze enogastronomiche. Il futuro passa da una rete di supporto territoriale: consulenti condivisi messi a disposizione da dmo, consorzi e associazioni per accompagnare le piccole imprese nella transizione tecnologica e turistica. “Il nostro tessuto produttivo è fatto di eccellenze piccole ma straordinarie. Dobbiamo permettere loro di diventare parte di un ecosistema più grande, senza snaturarsi ma imparando a essere leggibili nel mondo digitale”, afferma Garibaldi. Le tendenze emerse delineano uno scenario di trasformazione profonda, in cui il turismo enogastronomico si afferma come leva strategica per uno sviluppo più umano, integrato e responsabile, capace di valorizzare i territori non solo come luoghi di consumo, ma come ecosistemi culturali, sociali ed economici in evoluzione. La vera frontiera consiste nell’integrare tre forme di intelligenza — naturale, sociale e artificiale — come componenti complementari di uno stesso ecosistema. È solo dal loro equilibrio che può nascere un modello di sviluppo realmente rigenerativo, in cui il dato dialoga con la natura e le comunità mantengono un ruolo centrale.   “Il futuro del turismo enogastronomico non si misura più nei volumi, ma nel valore generato economico, sociale e culturale. In un mondo che tende all’artificiale, l’intelligenza più avanzata potrebbe tornare a essere quella che nasce dalla relazione armonica tra uomo, comunità e natura: il principio che da sempre sostiene il valore profondo della cucina italiana e dei territori che la esprimono. L’Italia ha le risorse per costruire un modello distintivo, in equilibrio tra tradizione e innovazione, tra locale e globale, tra identità e sostenibilità. Un modello capace di restituire significato al viaggio, dignità al lavoro e futuro alle comunità. Il turismo enogastronomico può diventare il laboratorio di un’Italia che unisce impresa, cultura e territorio. Abbiamo tutti gli ingredienti per riuscirci”, conclude Garibaldi. 
Interviene su questo Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia, che evidenzia come questi temi sono stati lì sviluppati efficacemente: "Tutta l'Emilia dovrebbe diventare patrimonio dell'umanità. Nelle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia il gusto si è tra-sformato in cultura, identità e arte. Dal 2015, quando Parma è stata riconosciuta Città creativa Unesco per la gastronomia, abbiamo costruito una rete straordinaria che oggi conta 291 operatori del food and wine, 7 ristoranti stellati Michelin e 8 musei del cibo. Ogni prodotto Dop e Igp racconta secoli di sapienza: il parmigiano reggiano che stagiona lentamente, il Prosciutto di Parma che profuma di aria dolce delle colline, l'aceto balsamico tradizionale che nasce da un'alchimia antica. Per valorizzare questo straordinario patrimonio è disponibile un itinerario in bicicletta che attraversa la food valley: 360 chilometri tra Piacenza, Reggio Emilia e Parma, dove pedalare significa immergersi in un ecosistema unico fatto di sapori, borghi medievali e paesaggi che hanno conquistato il mondo. Un'esperienza che trasforma ogni visita in un ricordo indimenticabile". Michele Angiolini, sindaco di Montepulciano, comune capofila della Comunità ambito turistico valdichiana senese conferma: “Il turismo enogastronomico rappresenta una chiave strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori come il nostro, dove la qualità delle produzioni locali, una forte identità culturale e un paesaggio iconico si fondono in modo naturale. I dati del rapporto confermano una tendenza che da tempo riscontriamo anche nella Valdichiana Senese: i visitatori internazionali cercano esperienze autentiche, legate al gusto ma anche al racconto dei luoghi e delle persone. La sfida è continuare a offrire un turismo di valore e un'esperienza autentica dei nostri luoghi”. 
---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)