Euromonitor: Tineco guida il mercato globale degli aspirapolvere Wet & Dry per il terzo anno

(Adnkronos) - Euromonitor International, primario fornitore indipendente di ricerche strategiche di mercato, ha confermato Tineco come il marchio numero uno al mondo nel segmento degli aspirapolvere domestici wet & dry per il terzo anno consecutivo. Questa tripla validazione sottolinea come l'azienda sia stata determinante nel trasformare il segmento wet & dry, pulitori domestici che erogano acqua pulita per lavare i pavimenti duri e aspirano acqua sporca e detriti, da categoria di nicchia a elemento essenziale nelle case globali. Secondo i dati Euromonitor, Tineco ha detenuto una quota di mercato globale del 37% nel 2024, consolidando la propria posizione di leader indiscusso e di innovatore del settore. L'evoluzione di Tineco, dalla nascita nel 1998 a innovatore globale in diversi settori (cura dei pavimenti, cucina e cura personale), è stata segnata dal lancio del primo aspirapolvere intelligente al mondo nel 2018 e del primo wet & dry intelligente nel 2019. Questa traiettoria riflette la più ampia tendenza del mercato verso sistemi smart home e l'attenzione crescente a fattori quali l'igiene, l'autonomia e la sostenibilità, come evidenziato dalla comunità di oltre 23 milioni di utenti globali del marchio. 
Ling Leng, CEO di Tineco, ha commentato il traguardo raggiunto in termini di visione tecnologica: “Essere nominati il brand di aspirapolvere domestici wet & dry n.1 al mondo da Euromonitor International per tre anni consecutivi è fonte di grande ispirazione. Questo risultato riflette il nostro impegno verso l’innovazione e la nostra convinzione che la tecnologia debba semplificare la vita, non complicarla. Mentre il settore della cura della casa continua a evolversi verso soluzioni più intelligenti e sostenibili, Tineco continuerà a guidare il cambiamento, portando prodotti intelligenti e dal design raffinato in un numero sempre crescente di case”. La leadership di Tineco è intrinsecamente legata alla costante introduzione di tecnologie proprietarie che stanno ridefinendo lo standard della pulizia domestica intelligente. I modelli di ultima generazione riflettono chiaramente il focus aziendale sulla specializzazione funzionale e sull'adattabilità alle diverse esigenze dell'utenza. Ad esempio, il FLOOR ONE S9 Artist combina un'elevata potenza di aspirazione con un design concepito per la massima maneggevolezza, reso possibile dalla possibilità di essere reclinato fino a 180 gradi. L'innovazione fondamentale di questo modello risiede nella tecnologia proprietaria iLoop Smart Sensor, un sistema che analizza in tempo reale il livello di sporco presente, ottimizzando automaticamente l'aspirazione e il flusso d'acqua; ciò non solo riduce lo sforzo dell'utente, ma contribuisce anche a migliorare l'efficienza energetica del dispositivo.  Parallelamente, il FLOOR ONE S7 Stretch Steam estende le funzionalità di pulizia integrando la componente dell'igienizzazione professionale. Questo modello sfrutta la tecnologia HyperSteam, capace di riscaldare il vapore fino a 160 gradi, sciogliendo efficacemente grasso, sporco e batteri in un'unica passata. La combinazione della funzionalità all-in-one (aspirazione, lavaggio e vapore) con il sistema di auto-asciugatura semplifica drasticamente la manutenzione, offrendo un alto livello di igiene. 
FLOOR ONE S7 Stretch Ultra è una lavapavimenti e aspirapolvere senza fili pensata per chi ha a cuore l’ambiente. Utilizzando la tecnologia Tineco MHCBS, garantisce un lavaggio continuo con acqua pulita e un riciclo efficiente dell’acqua sporca, che viene rimossa dal rullo ben 450 volte al minuto. Un’altra caratteristica distintiva di questo modello è la gestione dei cicli di autolavaggio e autoasciugatura: il sistema è in grado di raggiungere una temperatura di 85°C, assicurando una pulizia profonda in soli 2 minuti e un’asciugatura rapida in appena 5 minuti. Nel segmento degli aspirapolvere senza fili ad alta performance, il PURE S70 dotato di una batteria che garantisce fino a 95 minuti di autonomia, un sistema di filtrazione a 6 stadi e una spazzola 3DSense Pro potenziata, che si adatta a tappeti e pavimenti duri, è una soluzione versatile per la pulizia degli spazi più ampi. Inoltre, grazie alle tecnologie DustSense, EdgeSense e LightSense, regola automaticamente la potenza di aspirazione, aumenta la forza vicino ai bordi e illumina le particelle sottili fino a 0,02 mm.  
CARPET ONE Cruiser invece è la soluzione con cui anche tappeti e moquette tornano come nuovi. Questo lavatappeti offre una potenza di aspirazione fino a 130 W, tre velocità regolabili, un sistema di asciugatura rapida a 75°C e una funzione di autopulizia FlashDry che, insieme, garantiscono igiene, freschezza e praticità. In aggiunta, grazie ai sensori iLoop, il dispositivo adatta automaticamente il flusso dell’acqua e la potenza in base al livello di sporco, assicurando una pulizia profonda in ogni situazione. Bastano infatti pochi minuti per avere tessuti puliti, igienizzati, asciutti e pronti all’uso.  I prodotti Tineco sono attualmente distribuiti in oltre 10.000 punti vendita globali, inclusi Media World, Amazon e lo store online ufficiale tineco.com. 
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Kia lancia la nuova Stonic

(Adnkronos) - Debutta in Italia la Nuova Kia Stonic, profondamente rivista nel design, aggiornata nella tecnologia e proposta con una gamma di motorizzazioni pensata per rispondere alle diverse esigenze di un’Europa in piena transizione.  Il lancio avviene in concomitanza con un weekend porte aperte (29-30 novembre) in tutte le concessionarie Kia italiane, occasione in cui il pubblico potrà scoprire il modello, provarlo su strada e accedere alla promozione di lancio da 17.950 euro. Esternamente la Nuova Stonic introduce un profondo aggiornamento del linguaggio stilistico Kia. Il frontale è completamente rivisto con firma luminosa Star Map, paraurti ridisegnati, griglie più scolpite e un nuovo parafango anteriore. Cambia anche il posteriore, con portellone aggiornato, gruppi ottici rivisti e diffusore ridisegnato.  Internamente invece l'abitacolo compie un salto generazionale grazie al nuovo sistema Panoramic Dual Displays, composto da due schermi da 12,3”, con strumentazione completamente digitale e infotainment di ultima generazione. Tra le novità più rilevanti: comandi HVAC multimodali touch, nuovo volante, console centrale ridisegnata, ricarica wireless, porte USB-C e illuminazione ambientale.  La nuova Kia Stonic offre motorizzazioni da 1.0 T-GDI da 100 CV (ICE) e la variante MHEV da 115 CV, entrambi disponibili con cambio manuale a 6 rapporti o automatico 7DCT. In tema di sicurezza la Stonic è dotata di una telecamera frontale e di sensori radar, il sistema Forward Collision-Avoidance Assist 1.5 contribuisce a mitigare o prevenire le collisioni rilevando potenziali pericoli sulla strada davanti al veicolo. Inoltre, il sistema di controllo della velocità di crociera intelligente basato sulla navigazione si avvale dei dati GPS per regolare automaticamente la velocità prima di entrare in una curva 
Giuseppe Bitti Presidente e Ceo di Kia Italia ha dichiarato per l’occasione: “ “Con la nuova versione aggiornata di Stonic parliamo di una rivisitazione totale del design della parte anteriore, della parte posteriore, degli interni e un affinamento di quelli che sono i contenuti tecnologici di supporto alla guida e di Infotainment di interconnettività. Si tratta del terzo modello più venduto di sempre nella storia di Kia in Italia ed è un segmento che rappresenta un quarto del mercato. Noi crediamo che abbia tutte le carte in regola per continuare a supportare le vendite di Kia con un obiettivo che si può attestare intorno alle 8.500 unità all'anno.
 
La nuova Stonic ha poi una caratteristica unica che è rappresentata dal suo tri-fuel, una configurazione motoristica che permette a un veicolo di funzionare con tre diversi tipi di alimentazione che combina benzina, GPL e metano, offrendo una maggiore flessibilità di utilizzo e un’autonomia estesa e questo permette di ottenere un compromesso in termini di prestazione in termini di costi di esercizio, assolutamente molto interessante.
 
Come quote generali di vendita di Kia nel 2025 relative al mercato italia, conclude Bitti, prevediamo un andamento stabile, direi le stesse performance dell’anno scorso che hanno toccato le 50.000 vetture vendite”.
 
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BMW Art Car Milano: otto capolavori all’ADI Design Museum

(Adnkronos) - La tappa italiana del BMW Art Car Milano porta nella cornice dell’ADI Design Museum una selezione di otto vetture che, nel corso di cinquant’anni, hanno trasformato la cultura automobilistica in un linguaggio artistico internazionale. Dal 4 dicembre 2025 all’8 gennaio 2026, il museo milanese diventa un punto d’incontro tra design industriale e ricerca creativa, offrendo ai visitatori un percorso immersivo dedicato alle celebri “sculture in movimento”. A inaugurare questo anniversario è la presenza di modelli firmati da artisti che hanno lasciato un segno profondo nella storia dell’arte contemporanea: da Alexander Calder e Frank Stella fino a Roy Lichtenstein, Esther Mahlangu, Jenny Holzer e Jeff Koons. Accanto a loro anche la più recente interpretazione firmata da Julie Mehretu, che reinterpreta la sportività del prototipo M Hybrid V8 con un linguaggio visivo dinamico e stratificato.  La mostra presenta una selezione eterogenea, capace di raccontare l’evoluzione del progetto nato nel 1975 quando Hervé Poulain invitò Calder a intervenire sulla 3.0 CSL, vettura che avrebbe poi corso a Le Mans. Da quel momento il dialogo tra BMW e gli artisti è diventato un laboratorio permanente, coinvolgendo figure provenienti da correnti, culture e generazioni differenti. La scelta di Milano come tappa conclusiva del tour 2025 sottolinea il ruolo della città come hub internazionale del design. L’ADI Design Museum, nato per custodire la storia del Compasso d’Oro, offre un contesto ideale grazie alla sua architettura industriale recuperata e agli spazi pensati per narrazioni multidisciplinari.  L’arrivo della collezione chiude un anno celebrativo che ha visto le BMW Art Car protagoniste di oltre trenta Paesi. Per il pubblico italiano rappresenta un’occasione unica per osservare da vicino vent’anni di trasformazioni culturali, tecniche e visive che hanno definito uno dei progetti più longevi e riconosciuti nel rapporto tra arte e automobile. 
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Honda e la produzione circolare: materiali bio-based e riciclati per la gamma moto

(Adnkronos) - L’impegno di Honda verso la neutralità carbonica prende forma attraverso un percorso che abbraccia tecnologia, design e gestione consapevole delle risorse. L’approccio “Triple Action to Zero” guida ogni scelta industriale, puntando su neutralità delle emissioni, energia pulita e recupero dei materiali per raggiungere un modello produttivo più sostenibile entro il 2050.  In quest’ottica Honda sta ampliando in modo significativo l’uso di materie prime alternative, affiancando alle soluzioni elettrificate l’impiego di materiali bio-based e plastica riciclata su un numero crescente di modelli. Uno dei casi più rilevanti riguarda l’SH125/150i Vetro: la sua carenatura semi-trasparente, non verniciata, consente di ridurre le emissioni annue nello stabilimento Honda di Atessa grazie all’eliminazione del ciclo di verniciatura convenzionale.  Parallelamente, sei modelli della gamma europea 2026 adottano nuove plastiche riciclate e la bioplastica DURABIO, sviluppata da Mitsubishi Chemical Group.  La bioplastica DURABIO nasce dall’isosorbide, un componente ottenuto da mais e grano non destinati all’alimentazione. Il processo trasforma gli amidi vegetali in un materiale ad alte prestazioni capace di sostituire alcuni derivati petrolchimici. A differenza delle plastiche ingegneristiche tradizionali, DURABIO offre brillantezza, trasparenza e una notevole resistenza superficiale: caratteristiche che permettono a Honda di ottenere una resa estetica elevata senza ricorrere alla verniciatura, riducendo consumi ed emissioni. La sua robustezza ai graffi, la resistenza agli urti e la stabilità ai raggi UV nel lungo periodo lo rendono adatto anche ai componenti più esposti delle moto.  Oggi questo materiale è presente nel parabrezza della CRF1100L Africa Twin, sulla NT1100, sulla NC750X, sulla nuova sport-tourer CB1000GT, sull’X-ADV e sul maxiscooter Forza 750. Su alcuni modelli, come la NC750X 2025, viene impiegato persino per l’intera carenatura e permette l’utilizzo di colorazioni specifiche come Earth Black ed Earth Ivy Ash Green. 
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Suzuki gamma 2025: arrivano importanti aggiornamenti

(Adnkronos) - A novembre la Suzuki gamma 2025 si rinnova con una serie di interventi mirati a rendere Vitara, S-Cross e Swift ancora più moderne, efficienti e vicine alle esigenze degli automobilisti italiani. Suzuki introduce nuove versioni automatiche, affinamenti tecnologici e aggiornamenti legati alla sicurezza, con un’attenzione particolare ai sistemi di supporto alla guida e alla connettività. Il primo intervento riguarda la Vitara Hybrid, modello simbolo dello spirito 4x4 Suzuki. La SUV compatta riceve l’allestimento Starview abbinato al cambio automatico per la motorizzazione 1.4 Hybrid 48V, mantenendo la possibilità di scegliere la trazione integrale 4WD ALLGRIP Select.
 L’abitacolo è arricchito dal sistema infotainment da 9 pollici con navigazione integrata e compatibilità completa con gli smartphone, mentre l’app Suzuki Connect offre funzioni di controllo remoto e servizi dedicati.  Sul fronte della sicurezza arrivano dispositivi ADAS aggiornati e conformi alla normativa GSR2, tra cui Attentofrena liv.2, Guidadritto liv.3 e Cruise Control Adattivo con riconoscimento della segnaletica.  La S-Cross Hybrid, tra le proposte più versatili del brand, guadagna un pacchetto di assistenza alla guida ancora più completo. Oltre ai dispositivi Attentofrena, Guidadritto e Occhioallimite, fa il suo debutto il sistema Guardalastrada, un monitoraggio costante dell’attenzione del conducente che interviene nelle situazioni critiche.  Anche per questo modello resta disponibile l’opzione 4WD ALLGRIP Select, confermando l’anima polivalente del SUV. Chiude gli aggiornamenti 2025 la nuova Swift Hybrid, ora omologata Euro 6 E-bis. L’utilitaria introduce una revisione del sistema #occhioallimite (ISA), con allerta acustica meno invasiva e un comando dedicato che permette la disattivazione per la sessione di guida in corso.  La gamma rimane articolata su varianti 2WD e 4WD, con scelta tra cambio manuale o automatico. 
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The Car of the Year 2026: le finaliste in mostra a Milano dal 28 novembre all’8 dicembre

(Adnkronos) - Milano accoglie uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati: le sette finaliste del The Car of the Year 2026 saranno esposte e disponibili per i test drive dal 28 novembre all’8 dicembre a CityLife, nell’area di Piazza Tre Torri. L’iniziativa, organizzata dal mensile Auto, offre al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino i modelli selezionati dalla giuria europea composta da 62 giornalisti di 23 Paesi. Per undici giorni, il pubblico potrà osservare e provare le vetture che rappresentano le principali tendenze del mercato: elettrico, ibrido e motori tradizionali aggiornati. La selezione delle finaliste The Car of the Year 2026 è stata effettuata su oltre trenta novità presentate nel corso dell’anno, confermando l’autorevolezza del premio nato nel 1964 e tuttora considerato il riferimento assoluto nel panorama automotive.  La rosa vede protagoniste Citroen C5 Aircross, Dacia Bigster, Fiat Grande Panda, Kia EV4, Mercedes CLA, Renault R4 E-Tech e Skoda Elroq. Modelli diversi per tipologia e filosofia progettuale, accomunati dalla capacità di interpretare le esigenze di una mobilità in rapida trasformazione. In attesa della proclamazione ufficiale del 9 gennaio al Salone dell’Auto di Bruxelles, grazie al mensile Auto sarà possibile provarle sulle strade di Milano previa registrazione online o direttamente al desk dell’esposizione. Nel dettaglio, la Citroën C5 Aircross è un Suv da 4,65 m disponibile con motori elettrico da 213 CV e varianti mild o plug-in hybrid fino a 195 CV. La Dacia Bigster, lunga 4,57 m, propone soluzioni benzina mild hybrid da 131 e 140 CV, un full hybrid da 158 CV e una versione GPL da 140 CV.  La Fiat Grande Panda (4,00 m) offre un motore benzina da 100 CV, un mild hybrid da 110 CV e un’elettrica da 113 CV. La Kia EV4 è disponibile in configurazione hatchback o fastback, con propulsione elettrica da 204 CV e batterie da 58 o 81 kWh.  La Mercedes CLA adotta motori benzina elettrificati fino a 190 CV o varianti elettriche da 272 e 354 CV con batteria da 85 kWh per oltre 750 km.  La Renault R4 E-Tech, Suv elettrico da 4,14 m, è proposta con potenze da 120 e 150 CV e batterie da 40 o 52 kWh. Chiude la Skoda Elroq, B-Suv elettrico da 4,49 m con potenze tra 170 e 340 CV e accumulatori da 55 a 84 kWh. 
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Ferrari F80 e 296 Speciale: due nuove protagoniste premiate ai Top Gear Awards 2026

(Adnkronos) - In una delle serate più attese del panorama automotive internazionale, Ferrari ha conquistato due dei riconoscimenti più autorevoli dei Top Gear Awards 2026. La nuova F80 è stata eletta Hypercar dell’Anno, mentre la 296 Speciale ha ottenuto il titolo di Supercar dell’Anno, confermando la forza innovativa e la solidità tecnica del marchio di Maranello. Due premi che segnano un traguardo storico: con queste vittorie, Ferrari raggiunge quota 21 riconoscimenti complessivi in 23 anni di manifestazione. La F80, prodotta in 799 unità, rappresenta un capitolo inedito nella genealogia delle supercar del Cavallino Rampante. Con linee scolpite per l’aerodinamica estrema e un’architettura ibrida ispirata alla tecnologia racing della 499P, la nuova berlinetta porta su strada soluzioni derivate dai prototipi endurance.  La 296 Speciale, evoluzione ad alte prestazioni della 296 GTB, rielabora completamente il concetto di berlinetta a motore centrale-posteriore. Il powertrain ibrido plug-in, composto da un V6 biturbo a 120° abbinato a un motore elettrico, offre una risposta immediata e una spinta costante lungo tutto l’arco di erogazione. Il telaio, alleggerito e irrigidito, introduce componenti provenienti dal mondo della Formula 1. I due modelli condividono la stessa filosofia: trasferire su strada la ricerca tecnologica più avanzata di Maranello. Nel caso della F80, il sistema ibrido da 1.200 CV, con contributo significativo della componente elettrica, si abbina a un’aerodinamica attiva in grado di adattarsi in tempo reale alle condizioni di guida.  L’abitacolo, progettato con layout asimmetrico, privilegia la concentrazione del pilota e riduce al minimo gli elementi superflui, evocando un ambiente quasi da prototipo.  La 296 Speciale, dal canto suo, punta sull’equilibrio tra potenza e leggerezza: la combinazione tra software di controllo evoluto, ottimizzazione del cambio DCT a 8 rapporti e nuove geometrie delle sospensioni crea un feeling diretto, sincero e altamente performante. 
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Tecnocasa, segnali positivi dal mercato degli immobili delle imprese

(Adnkronos) - “Il contesto macroeconomico entro cui si è mosso il mercato degli immobili per l’impresa evidenzia, nella prima parte del 2025, un Pil in modesta crescita, +0,4%, inflazione sotto il 2%, fiducia di imprese e consumatori comunque elevata. A giugno l’occupazione era in crescita rispetto a un anno fa e il tasso di occupazione del 62,9%. Impattano su questo settore, in particolare sul retail, i flussi turistici che nel nostro Paese sono decisamente in aumento”. A dirlo oggi, in occasione della conferenza stampa sul mercato degli immobili industriali e commerciali, Fabiana Megliola, responsabile Ufficio studi Gruppo Tecnocasa. “Il 2024 - spiega Piero Terranova, analista Ufficio studi Gruppo Tecnocasa - ha visto una ripresa delle compravendite immobiliari grazie non solo agli investitori che stanno tornando ad interessarsi al settore ma anche alla volontà degli stessi imprenditori che con capitale disponibile compiono il passo dell’acquisto. La prima parte del 2025 registra un segno più solo davanti agli scambi dei negozi (+7,1%), capannoni (-1,2%) e uffici (-0,8%) registrano un leggero ridimensionamento, come si evince dai dati Agenzia delle Entrate”.  Secondo le analisi condotte dall’Ufficio studi, il settore dei capannoni è stato influenzato dai profondi cambiamenti: la crescita della logistica, la difficoltà di alcuni settori industriali, la maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, il fenomeno dei data center. Dalla rete del Gruppo emerge un maggiore interesse verso l’acquisto nonostante negli ultimi dieci anni i prezzi dei capannoni siano cresciuti: +1,4% per il nuovo e +4,7% per l’usato. La percentuale di chi compra capannoni è passata da 35,4% a 36,4%. Quasi sempre si tratta di aziende solide patrimonialmente e che utilizzano capitale proprio. Su questo segmento si sperimenta una domanda sostenuta e un’offerta carente e, spesso, non qualitativamente adatta in temini di spazi, altezze, impiantistica a norma, rispetto dei criteri di impatto ambientale. Il settore ha sperimentato un rallentamento dello sviluppo causato dalla bassa presenza di aree edificabili e dall’incremento dei costi di costruzione (acciaio, legno, cemento) che ha minato la marginalità delle operazioni.  Per questo motivo spesso si procede a riqualificare i capannoni esistenti e adattarli alla propria attività. Sempre presenti gli investitori che acquistano per mettere a reddito oppure per convertire l’immobile in residenziale. La componente di investimento è raddoppiata da 13,2% a 26,5%. Il dinamismo sull’acquisto ha ridotto lo sconto medio che è sceso al 10,5% dall’11,2% dell’anno scorso. La percentuale di chi cerca capannoni in affitto si attesta al 63,6%. I canoni di locazione crescono a partire dal 2017 tanto che, negli ultimi dieci anni, i capannoni sono l’unico asset che ha visto un aumento dei canoni: +23,1% per le tipologie usate e +13,5% per quelle nuove. (segue) “La logistica alimenta una buona parte della ricerca di immobili soprattutto nelle aree prime, ovvero in prossimità di autostrade, porti, aeroporti, interporti, reti ferroviarie. Si tratta di aree spesso sature o che presentano vincoli urbanistici che ne impediscono l’insediamento, motivo per cui cresce l’interesse per le location secondarie. Spesso sono le stesse aziende che cercano e acquistano terreni per commissionare la costruzione di un capannone”, osserva Fabiana Megliola. Un’importante spinta alla ricerca di questo asset arriva anche da chi desidera creare data center. L’Italia si posiziona al quarto posto in Europa per numero di data center, concentrati soprattutto al Nord, in particolare in provincia di Milano. Il mercato retail, nella prima parte del 2025, risente dell’andamento dei consumi che, nel periodo considerato, secondo i dati di Confimprese non sono stati particolarmente brillanti. L’incertezza legata anche alla situazione geopolitica che stiamo vivendo ha inciso sui comportamenti di acquisto, rendendo i consumatori più attenti. Incide sul settore anche il ricorso all’e-commerce che continua a crescere. In Italia si sono raggiunti 35 milioni di acquisti on line (Osservatorio ecommerce B2C Netcomm).  “Una spinta significativa arriva dal turismo, in particolare da quello straniero - spiega Fabiana Megliola - che ha permesso di compensare il calo delle vendite domestiche. In città come Milano, Roma, Firenze il turismo straniero ha avuto un ruolo centrale nel supportare il commercio al dettaglio. Stesse dinamiche si sono registrate nelle località turistiche di mare, montagna e lago più famose. Sulle vie di passaggio e in particolare nella high street delle principali metropoli (Milano, Roma, Firenze, Napoli) tengono e sono ambite soprattutto dai brand del lusso, sebbene questi ultimi abbiano sperimentato una riduzione di fatturato nella prima parte dell’anno. Il tasso di vacancy su queste strade è basso, quando si liberano spazi si effettuano riposizionamenti. Si può chiedere il pagamento di una key money. La ristorazione che, negli anni scorsi, è stata un importante traino per il real estate, si conferma anche in questo semestre una delle attività più dinamiche nella ricerca degli immobili nonostante i cambiamenti dei consumatori, diventati più attenti e consapevoli. Anche in questo settore i flussi turistici sono un importante stimolo all’apertura di attività. In diverse metropoli è in vigore il contingentamento delle licenze di somministrazione e ristorazione per tutelare soprattutto i centri storici, con conseguente frenata della ricerca di immobili nelle zone interessate dalla normativa o re indirizzamento della domanda. Anche la ristorazione esprime fatica nella ricerca di manodopera. Si segnala un dinamismo crescente da parte di chi eroga servizi alla persona e alle imprese e da parte di imprenditori immigrati che aprono prevalentemente minimarket. I dati sull’imprenditoria immigrata sono infatti in aumento a livello nazionale”. “In recupero - fa notare Fabiana Megliola - la domanda di locazione di uffici, dopo il rallentamento che si era registrato post pandemia. Vanno le posizioni top, ricercate per inserire uffici di rappresentanza e gli uffici di nuova costruzione che rispondano a criteri ESG o in generale in grado di garantire benessere lavorativo. Apprezzati gli immobili in buone o ottime condizioni, meglio se posizionati nei pressi della metropolitana anche se in aree semicentrali e periferiche. Importante la presenza di un parcheggio. Milano e Roma sono le città che hanno messo in campo gli interventi più significativi di nuova costruzione. Continua la pratica, soprattutto nelle grandi città, di cambio d’uso da uffici in residenze, spesso affittate a studenti o turisti”. “Infatti, - aggiunge l’analista Piero Terranova - i professionisti del gruppo Tecnocasa evidenziano un aumento delle operazioni di acquisto che passano da 16,8% dell’anno scorso a 21,4% della prima parte del 2025. Sono inoltre in aumento i professionisti che, al fine di abbattere i costi dell’affitto, scelgono di condividere gli spazi. Si segnalano difficoltà per le soluzioni obsolete e inseriti in contesti direzionali di vecchia generazione che hanno costi di gestione elevata. Si affittano e si locano prevalentemente tipologie non più grandi di 200 mq”. Dai dati rilevati dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa emerge che i prezzi degli uffici dal 2015 ad oggi hanno perso il 15,4% per le tipologie nuove e il 17% per quelle usate. Sui canoni di locazione il ribasso è stato rispettivamente del 5,1% e del 5,0%. “Guardando al futuro - conclude Fabiana Megliola, responsabile Ufficio studi Gruppo Tecnocasa - le previsioni indicano una modesta crescita dell’economia del Paese. Si auspica un possibile recupero dei consumi nella seconda metà dell’anno, grazie all’arrivo di turisti. In generale ci aspettiamo un recupero delle compravendite di negozi (da +5% a +7%) e un lieve calo per i capannoni. Per questi ultimi si prevede un recupero di prezzi e locazioni (da 0% a +2%) e un calo dal -2% a 0% per negozi e uffici”.  
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Tra arroz e fine dining, Alicante vince la scommessa di Capitale spagnola della gastronomia

(Adnkronos) - Si chiudono il 30 novembre le Giornate gastronomiche di Alicante (jornadasalc.com/restaurantes/), evento di punta di una delle più frequentate città balneari della Spagna, che in questo 2025 detiene il titolo di Capitale spagnola della gastronomia. Per tutto il mese, più di 40 ristoranti hanno proposto menu speciali creati per l’occasione e a prezzi variabili a partire dai 25 euro a persona. Un’iniziativa, organizzata dal Patronato de Turismo del Ayuntamiento de Alicante e L’Exquisit Mediterrani - Turisme Cv, per scoprire la ricchezza culinaria del territorio attraverso proposte che combinano tradizione, innovazione e prodotti locali. Una cucina, quella di Alicante, che rispecchia la sua storia millenaria, dove eredità e creatività si fondono (per tutte le informazioni si può visitare il sito https://alicanteturismo.com/ e la pagina dedicata del portale dell’Ente Spagnolo del Turismo www.spain.info).  Non è un caso, infatti, che Alicante, prendendo il testimone da Oviedo, sia stata scelta come Capitale spagnola della gastronomia. La città, nel cuore della Costa Blanca, ha saputo preservare e promuovere una cultura gastronomica focalizzata sul riso, ingrediente principale, e fatta di piatti che si basano sui prodotti freschi del mare e dell'orto, riflettendo l’essenza della Dieta mediterranea. Una proposta, quindi, che ha i suoi punti di forza nell'eccellenza dei prodotti locali, nell’innovazione culinaria e nella ricchezza delle sue ricette tradizionali. E questo riconoscimento valorizza proprio il lavoro di ristoranti, mercati e produttori locali, evidenziando l’identità culinaria di Alicante e il suo non secondario impatto sull’economia locale.  Il 2025, quindi, consacra Alicante come destinazione per gli amanti del buon cibo e ha visto susseguirsi, mese dopo mese, una serie di eventi, tra show-cooking, degustazioni, fiere, esperienze gastronomiche e incontri con i grandi nomi della cucina. Tra gli eventi più importanti che si sono svolti quest’anno, dal 3 al 6 ottobre, la settima edizione di Alicante Gastronómica 2025, una fiera che ha riunito 250 espositori e ha visto la partecipazione di rinomati chef stellati. A suggellare il rapporto che da secoli lega questa città del sud-est spagnolo, a due ore da Valencia, con il suo piatto simbolo, Alicante viene chiamata la ‘Città del riso’. Non solo un claim, ma una vera e propria etichetta che funge da certificato di garanzia per i ristoranti dove si possono assaporare ricette autentiche, e se ne contano almeno 300. Solo per citare i più noti piatti tradizionali a base di riso, c’è l’arroz a banda (piatto di umili origini, dove il pesce con cui si cucinava il riso veniva poi collocato a parte per mangiare due piatti in uno), l’arroz del senyoret (con frutti di mare sgusciati, in modo che le mani non si sporchino mangiando), l’arroz negro (con il nero di seppia), il socarrat (un riso croccante). Il riso può essere ‘seco’, ossia asciutto, ‘meloso’, cremoso tipo i nostri risotti, oppure ‘caldoso’, cioè brodoso tanto da richiedere un cucchiaio. Si prepara rigorosamente con gli ingredienti della Dieta mediterranea - olio d’oliva extravergine, pomodoro, zafferano, aglio, peperoni essiccati (che sono tipici di Alicante) - e si condisce con verdure (carciofi, fagiolini e fagioli) e poi carne e pesce per creare la base del brodetto in cui il riso viene cotto.  Oltre al riso, nella cucina alicantina troviamo zuppe e stufati, come la popolare olleta, a base di lenticchie, fagioli, riso, verdure, costine di maiale. Ma, in questa città affacciata sul Mediterraneo, non mancano il pesce e i frutti di mare, dalle acciughe al tonno, dal merluzzo alla spigola, poi gamberi rossi e aragoste. Un antichissimo metodo di conservazione del pesce è quello di salarlo ed essiccarlo tendendolo appeso, come si fa ad esempio per il tonno o il baccalà. Con il pesce essiccato si prepara l’insalata alicantina, uno dei più popolari antipasti, servito con capperi, olive e pomodori. Molto gustosa la focaccia tradizionale, la ‘coca’, ripiena, con base croccante e un topping che è tipo crumble in diverse varianti. Fra le più tipiche quella con cipolla e tonno che è tradizione consumare alla festa di San Giovanni, a fine giugno, la più importante della città, a cui è dedicato persino un museo, quando si festeggia l’arrivo dell’estate accendendo falò tra musica, spettacoli e fuochi d'artificio. Tra i dolci, tipici sono i rollitos de anis, a base di anice, e la coca boba, la versione dolce della focaccia a base di noci e datteri. Alicante è poi molto famosa anche per i gelati ma soprattutto per il torrone, il Turrón, che è una Igp. Anche qui è tradizionale per Natale: viene ancora fatto in modo artigianale e deve contenere almeno il 60% di mandorle e il 10% di miele per avere la Denominazione di origine. Pregiati i vini locali Doc, provenienti dalle oltre 40 cantine dell’area, prevalentemente da vitigni locali, tra cui il monastrell. Per il dessert c’è un famoso vino invecchiato (almeno 10 anni), il Fondillón. Se uno dei segreti della cucina alicantina è la grande varietà di prodotti locali, i quattro mercati della città sono il modo migliore per scoprirli. Il più importante è il Mercado central, ospitato in un edificio modernista di 11mila mq con oltre 300 banchi vendita su due piani. Il piano inferiore è dedicato a pesce fresco e frutta e verdura, frutta secca, pane e dolci. Il piano superiore offre una grande varietà di prodotti e intorno, lungo il perimetro, anche punti ristoro dove degustare, mentre all’esterno ci sono i bancarelle di fiori. Ma in tutta la città non mancano negozi con le specialità e, soprattutto in questo anno celebrativo, si possono fare tour turistici a tema gastronomico, visitando il mercato, partecipando a degustazioni e corsi di cucina, o andando alla scoperta della Via del vino nella provincia.  Alicante, in quanto meta turistica, è una città con una grande offerta gastronomica. Si trovano locali ad ogni angolo delle strade, nelle terrazze, nell’isola pedonale intorno a Calle Mayor, che attraversa il centro antico, e nelle vie che circondano il Teatro principale, nella città ‘nuova’, quella costruita tra XIX e XX secolo, intorno alle Ramblas. E’ qui che si fa più sentire l’abitudine del ‘tardeo’, espressione che combina le parole ‘tarde’ e tapas, a indicare una sorta di movida che parte dall’aperitivo e termina con un drink dopo cena. E se sono ancora troppi quei locali dall’aria turistica dove i camerieri invitano i passanti a entrare, oggi Alicante rivendica il suo posto tra le mete culinarie d’eccezione. Fra il centro città e la sua provincia si trovano attualmente 17 ristoranti stellati Michelin, senza contare i locali segnalati dalla Guida Repsol. Ristoranti dove tradizione e innovazione vanno a braccetto e dove a farla da padrone sono sempre i prodotti freschi locali.  Ne è un esempio Plëgat, ristorante aperto pochi mesi fa proprio durante l’anno della Capitale spagnola della gastronomia. A pochi passi dal Mercato centrale, dove ogni giorno si rifornisce dei prodotti del mare e dell’orto, è un locale intimo, con cucina a vista, dove tutto viene preparato espresso e soprattutto con il tempo che ci vuole. E’ la scommessa dello chef Nanín Pérez, tornato ad Alicante con un ristorante tutto suo dopo essersi formato con grandi nomi. E qui propone una cucina che racconta una storia, radicata nella tradizione, con ingredienti di qualità e con il desiderio di suscitare emozioni.  Ma sperimentare i ristoranti di Alicante vuol dire anche andare alla scoperta di questa città dalla storia millenaria - l’antica Lucentum romana, la ‘città della luce’, le cui vestigia sono ancora visibili nell’area archeologica a 3 chilometri - che è stata un crocevia di culture. Simbolo di Alicante, visibile dal mare se si arriva con una delle tante navi da crociera che attraccano nel porto, è il Castello di Santa Barbara, che domina la città dalla cima del monte Benacantil. Costruito tra l’VIII e il IX secolo, all’epoca della dominazione musulmana, e modificato nei secoli, legando la sua storia a quella della città (è servito anche come prigione durante la guerra civile spagnola), è una delle più grandi fortezze medievali di Spagna, di cui si visitano quattro livelli di epoche diverse e alcune sale interne. Qui si tengono anche spettacoli, concerti e degustazioni e si può godere di una vista spettacolare sulla baia di Alicante. E’ il monumento più visitato della città e si raggiunge con un ascensore oppure a piedi attraversando il parco Ereta e il caratteristico quartiere di Santa Cruz, all’inizio della collina. Ai piedi della fortezza si estende il nucleo più antico del centro storico, risalente all’epoca della dominazione musulmana e le cui fondamenta sono visibili all’interno di un piccolo museo allestito proprio accanto all’Ayuntamiento, il Palazzo del Comune (visitabile) che è tra gli edifici civili più importanti della città, con una maestosa facciata barocca tra due piazze. Ma a lasciare a bocca aperta anche gli irriducibili della spiaggia sono le chiese di questa città. A cominciare dalla Basilica di Santa Maria, la più antica, costruita nel XIV secolo sulle rovine di una moschea, con portale barocco nella facciata e all’interno grandioso altare rococo. E poi la Concattedrale di San Nicola, costruita nel 1600 in stile rinascimentale, dove si possono visitare anche il chiostro e la sagrestia. Alicante vanta poi una ricca offerta museale che, in un centro balneare, non ci si aspetta. C’è il Mubag (Museo di Belle arti Gravina), che ospita la collezione più importante di opere d’arte di Alicante, dal Medioevo all’inizio del XX secolo; il Maca (Museo di arte contemporanea), collocato nell’edificio più antico della città, che offre un’importante collezione donata dallo scultore Eusebio Sempere, comprese opere di Picasso, Dalì e Mirò; il Marq (Museo archeologico provinciale), con pannelli interattivi e anche informazioni sull’antica Lucentum; il Museo delle Acque, che racconta la storia dell’approvvigionamento idrico e dà accesso all’antica cisterna. E, ancora, il tradizionale Museo dei Presepi; il Centro di interpretazione dei rifugi antiaerei, con un sistema di tunnel costruiti negli anni Trenta, quando Alicante subì 71 bombardamenti; e il più moderno Museo The Ocean Race, all’ingresso della Marina, che illustra 45 anni di storia delle competizioni a vela. Biglietto da visita di Alicante è l’elegante passeggiata che si estende sul tratto centrale del lungomare: la Explanada de España, costruita nella prima metà del XX secolo, con pavimento in marmo decorato a mosaico a tre colori e costeggiata da palme. Qui si affacciano alcuni degli alberghi più belli e più noti, e qualche grattacielo di troppo. Alicante, infatti, in quanto centro balneare di primo piano, si distingue non solo per la sua gastronomia, ma anche per una solida infrastruttura turistica, con un'offerta alberghiera di 8.000 posti letto.  Nei suoi 15 chilometri di costa, ne ha 9 ricoperti di spiagge bianchissime, premiate ogni anno con la Bandiera blu, e che sono il principale richiamo turistico: Playa Postiguet, San Juan, Albufereta. Di fronte alla cosa, poi, sorge l’Isola di Tabarca, la cui storia è legata a doppio filo a Genova: fu fortificata nel XVIII secolo per ordine di Carlo III per creare un villaggio che ospitasse i pescatori ‘tabarchini’, coloni di origine genovese sfuggiti dall’isola tunisina di Tabarka, per rifugiarsi prima in Sardegna (nell’attuale Carloforte) e poi appunto nell’isoletta al largo di Alicante ribattezzata Nueva Tabarca. Anche questa piccola isola ha un suo piatto tipico, il caldero, a base di riso e pesce, che veniva preparato in un recipiente di ferro a bordo delle navi. C’è poi un volto dinamico e moderno di Alicante, che è città universitaria con un ateneo che conta oltre 25mila studenti; ospita un importante distretto digitale ed è sede dell’Euipo (Ufficio per la proprietà intellettuale dell’Unione europea). Grazie al suo aeroporto internazionale che assicura collegamenti diretti con tutta Europa (tra cui voli giornalieri per diverse città italiane), Alicante è anche meta prescelta per il turismo congressuale. Una città dove andare in qualsiasi mese, grazie anche al suo clima mite, con 3mila ore di sole all’anno. Quasi un’eterna primavera da vivere, e rivivere, in ogni stagione. Persino a Natale, ormai prossimo, con i suoi 2,6 milioni di luci pronte ad accendersi in tutta la città.  
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Premio ANGI 2025: l'AI, la Cyber e la Space Economy i pilastri dell'innovazione italiana

(Adnkronos) - Si è tenuta questa mattina presso l’Europa Experience – David Sassoli del Parlamento Europeo a Roma la conferenza stampa di presentazione dell’ottava edizione degli Oscar dell’Innovazione, il premio annuale promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) per celebrare le eccellenze italiane nel campo tecnologico e imprenditoriale. L’evento clou è in programma il 3 dicembre 2025 presso la Camera di Commercio di Roma, dove saranno premiati 16 progetti innovativi selezionati tra startup, PMI e spin-off universitari, focalizzati sui settori chiave di Intelligenza Artificiale, Cybersecurity e Space Economy, con particolare attenzione anche alla mobilità sostenibile e alla transizione ecologica ed energetica.
 
Il Presidente ANGI, Gabriele Ferrieri, ha sottolineato la rilevanza strategica dei temi scelti:"Gli Oscar dell’Innovazione 2025 rappresentano il momento più alto del nostro impegno per dare voce e riconoscimento ai giovani talenti che stanno cambiando il volto del Paese. Intelligenza Artificiale, Cybersecurity e Space Economy non sono solo trend tecnologici: sono i tre pilastri su cui costruiremo il futuro dell’Italia in Europa e nel mondo. Ringraziamo il Parlamento Europeo per averci ospitato e tutti i partner che credono in questo progetto: insieme stiamo scrivendo un nuovo patto tra istituzioni, grandi imprese e nuova generazione di innovatori". La mattinata ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali e partner sostenitori, tra cui esponenti del Dipartimento Affari Europei (William Nonnis), della Presidenza del Consiglio (Francesco Tufarelli), di ENEA (Sara Massoli) e del CNR (Gianpiero Ruggiero), oltre ai Group Head of Innovation di grandi corporation come Ferrovie dello Stato Italiane e Intesa Sanpaolo Innovation Center.Lisa Offside e L'Empowerment Digitale Durante l’incontro è stato conferito l'Innovation Leader Award a Lisa Offside, riconosciuta come una figura chiave nel digitale sportivo e un simbolo di empowerment femminile nei social media. La motivazione del premio ne ha evidenziato il ruolo di modello: "Lisa Offside è un’icona visionaria del digitale sportivo, una pioniera che ha rivoluzionato il modo di vivere i contenuti, trasformando la passione in un impero social. La sua maestria l’ha resa un faro per le nuove generazioni con competenza ineguagliabile e un carisma magnetico che ispira migliaia di creator emergenti". In esclusiva, la conferenza ha anticipato alcuni dati rilevanti dall’Osservatorio sulle Imprese e l’Innovazione in Italia 2025, la cui presentazione ufficiale è attesa per il 3 dicembre. Il tema della "fuga di cervelli" si conferma centrale, con il 58% dei giovani intervistati che lo considera ancora un problema per il Paese. Tuttavia, il dato si presenta polarizzato, con il 42% del campione che non lo ritiene una priorità assoluta, suggerendo una potenziale evoluzione verso una visione più globale del mercato del lavoro.  Per chi vuole restare o rientrare, le soluzioni richieste sono chiare e si articolano su tre leve fondamentali: 
Esperienza 41%: la pratica sul campo è vista come l'antidoto principale.  
Merito 37%: la richiesta di sistemi meritocratici trasparenti. 
Formazione 22%: l'aggiornamento continuo come base di stabilità professionale. 
Il Prof. Baldassari, Direttore del Comitato scientifico ANGI, ha commentato i risultati: "Il dato evidenzia come la questione non sia solo trattenere i talenti, ma creare le condizioni affinché l'esperienza e il merito siano riconosciuti. I giovani chiedono un ecosistema che permetta loro di 'fare', superando le barriere teoriche." L'appuntamento finale è fissato al 3 dicembre per la cerimonia di premiazione degli Oscar dell’Innovazione 2025. 
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