Finiture legno-arredo, oltre 4,3 mld fatturato ed export in crescita
(Adnkronos) - Si è tenuto ieri alla Triennale di Milano il convegno 'Diamo forma al futuro', promosso da Edilegnoarredo di Federlegnoarredo e dedicato alle prospettive del sistema finiture per l’edilizia, che nel 2025 ha superato i 4,3 miliardi di euro di fatturato, con esportazioni in crescita dell’11%. In questo scenario, il settore rilancia il proprio ruolo strategico nella realizzazione di spazi sostenibili e orientati alla qualità dell’abitare. “Serve coraggio per affrontare scenari internazionali in continua evoluzione, ed è il coraggio che vediamo ogni giorno nelle nostre imprese”, ha dichiarato Carlo Piemonte, direttore generale di Federlegnoarredo, in apertura del convegno. “Un coraggio che si traduce nella capacità di valorizzare qualità, competenze e saper fare, elementi che rendono il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo”. Due momenti di confronto hanno approfondito scenari e strategie di un comparto che comprende pavimentazioni e rivestimenti di legno, finestre di legno e legno-alluminio, porte interne e porte d’ingresso, con uno sguardo rivolto alla qualità progettuale, alla sostenibilità e alla competitività sui mercati esteri. Al centro del dibattito il tema del benessere abitativo, sempre più centrale nel confronto architettonico e sociale. “Grazie a creazioni sempre più sartoriali e all’altissima qualità dei materiali, le finiture si stanno affermando come veri e propri elementi di arredo, protagonisti di abitazioni private così come di progetti coordinati per il contract e l’hôtellerie” ha dichiarato Andrea Bazzichetto, presidente di Edilegnoarredo. “La crescita dell’export conferma che questa qualità viene riconosciuta anche a livello internazionale: nei mercati esteri si scelgono i prodotti italiani, non solo per il design e l’affidabilità tecnica, ma per il valore che apportano in termini di benessere abitativo. È una sensibilità che abbiamo voluto mettere al centro del confronto, per rafforzare una cultura dell’abitare fondata su qualità, sostenibilità e consapevolezza”. “Naturale, rinnovabile, efficiente dal punto di vista energetico, versatile e identitario - prosegue Bazzichetto - il legno si conferma tra i principali protagonisti del mondo del design e della progettazione responsabile. Investire degli ambienti in cui viviamo non è solo una scelta estetica o progettuale, ma incide direttamente sulla salute e sulla qualità della vita. Comfort termico, regolazione dell’umidità, a qualità dell’aria e luminosità, oltre a sicurezza e durabilità dei materiali, contribuiscono a creare ambienti più salubri, equilibrati e accoglienti”. Il confronto ha coinvolto imprese, progettisti ed esperti del settore. Tra i presenti, Renza Altoè, consigliere incaricato del Gruppo pavimenti di legno di Edilegnoarredo, Alfiero Bulgarelli, presidente di aziende storiche parquet, Lorenzo Onofri, presidente Federazione europea del parquet, e Veronica Squinzi, amministratore delegato e direttore dello sviluppo globale del Gruppo Mapei, che hanno portato il punto di vista dell’industria e della filiera sulle prospettive delle pavimentazioni di legno e sull’evoluzione tecnica del comparto. In questa prospettiva si inserisce anche il 'Manuale di progettazione e posa dei pavimenti di legno', a cura di Edilegnoarredo, pubblicato da Maggioli e presentato durante il convegno, che rafforza competenze e standard qualitativi della filiera. “Non è solo una raccolta di indicazioni operative, ma uno strumento che consolida la cultura della qualità e della corretta posa”, ha sottolineato Renza Altoè, consigliere incaricato Gruppo pavimenti in legno. “La qualità del prodotto non può prescindere dalla qualità della sua installazione: vogliamo offrire alla filiera un riferimento condiviso, capace di accompagnarne la crescita e la competitività anche sui mercati internazionali”. Accanto alla dimensione produttiva ed economica, è stata approfondita anche l’evoluzione delle normative tecniche di riferimento, in ambito nazionale e internazionale, illustrata dall’ing. Rita D’Alessandro. E' emersa inoltre una riflessione culturale sul rapporto tra materia ed emozioni proposta dall’architetto Alessandro Longo, che ha riportato al centro il valore esperienziale del costruire e dell’abitare. Ampio spazio è stato dedicato inoltre alle dinamiche di mercato e alla necessità di rafforzare una narrazione coordinata e autorevole del saper fare italiano nel campo delle finiture, con il contributo di Gilda Bojardi, direttrice di Interni, e Paola Sarco, head of building & industrial exhibition di Fiera Milano e amministratore delegato di Made eventi. In uno scenario internazionale sempre più competitivo, il settore delle finiture del legno-arredo conferma così la propria capacità di coniugare qualità industriale, sostenibilità e identità progettuale, guidando una nuova cultura dell’abitare fondata su benessere, responsabilità e visione di lungo periodo. A seguire i dati del comparto. Finiture legno-arredo: nel 2025 il fatturato alla produzione del sistema finiture per edilizia si attesta complessivamente a oltre 4,3 miliardi di euro (+0,4% sul 2024). Il mercato nazionale, che rappresenta il 90% del totale, si mantiene sostanzialmente stabile (-0,6%) per un valore di circa 3,9 miliardi di euro, nonostante il ridimensionamento degli incentivi fiscali. In aumento le esportazioni, che raggiungono i 455 milioni di euro (+11%), con performance positive in tutti i comparti e particolare dinamismo per porte interne e pavimenti in legno. La Francia si conferma primo mercato estero per le finiture per edilizia (52 milioni di euro nel periodo gennaio-novembre 2025). Crescono gli Stati Uniti, che diventano la seconda destinazione, mentre la Corea del Sud si conferma primo mercato per i pavimenti in legno. In forte calo le esportazioni verso la Cina, che esce dalla top ten, sostituita dagli Emirati Arabi Uniti. Finiture legno-arredo-pavimenti di legno: dopo il picco del 2022 e il successivo ridimensionamento, nel 2025 il fatturato dei pavimenti in legno torna a crescere: +7% rispetto al 2024, superando i 570 milioni di euro. Il risultato è trainato dall’export (196 milioni di euro), con Corea del Sud e Stati Uniti tra i principali mercati di riferimento. In crescita anche il mercato interno (+3,7%), che raggiunge i 382 milioni di euro. Finiture legno-arredo-porte e finestre: stabile il fatturato (-0,5) alla produzione delle imprese di Finestre di legno e legno-alluminio, Porte interne e porte d’ingresso che chiude il 2025 a poco meno di 3,8 miliardi di euro. Il mercato di riferimento è l’Italia, in lieve flessione (-1,1%) cui viene destinato il 93% della produzione. In crescita anche le esportazioni (+8%) che sfiorano i 260 milioni di euro. La Francia, nonostante la flessione più marcata, si conferma la prima destinazione dei prodotti italiani, seguita da Svizzera e Stati Uniti.
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Codice strada, Sibioc: "Usare protocolli scientifici per definire disabilità alla guida"
(Adnkronos) - Per determinare l’effettiva disabilità alla guida di chi ha assunto sostanze stupefacenti dovrebbero essere utilizzati protocolli tecnico-scientifici. È il suggerimento di Sibioc, la Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica-medicina di laboratorio, rispetto alla sentenza n.10/2026 del 29 gennaio 2026, su cui si è pronunciata la Corte Costituzionale. La Consulta - riferendosi all’innovazione dell’art. 187 del Codice della Strada che istituisce il divieto di guida a seguito di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope (avvenuta con la Legge n.177 del 25 novembre 2024) eliminando il requisito ‘stato di alterazione psicofisica’ - ha infatti precisato che “la disposizione deve essere interpretata in senso restrittivo: la rilevanza penale va limitata ai casi in cui la guida avvenga entro un lasso temporale tale da far ragionevolmente presumere che la sostanza sia ancora in grado di produrre un effetto di alterazione delle capacità psicofisiche, e che sarà necessario accertare la presenza, nei liquidi biologici del conducente, di quantitativi di sostanze che, per qualità e concentrazione, risultino idonei – sulla base delle attuali conoscenze scientifiche – a determinare un’alterazione delle normali capacità di controllo del veicolo”. “Con l’innovazione della legge avvenuta nel 2024 è stata di fatto modificata la punibilità dell’articolo 187 del Codice della Strada, che oggi non richiede più una dimostrazione dello stato di alterazione del conducente sottoposto a fermo, ma solo la presenza di sostanze nell’organismo – sottolinea Manuela Pellegrini, coordinatrice del Gruppo di studio Tossicologia clinica, forense e doping della Sibioc –Per determinare la disabilità alla guida è quindi sufficiente che la persona risulti positiva agli accertamenti sui liquidi biologici, dimostrando l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. La Corte Costituzionale si è recentemente espressa affermando che la rilevanza penale debba essere limitata ai casi in cui la persona risulti alla guida ancora sotto effetto di sostanze. Per determinare la durata dell’effetto degli stupefacenti, come Gruppo di studio Tossicologia clinica, forense e doping della Sibioc suggeriamo l’adozione di uno strumento tecnico‑scientifico specificamente sviluppato per la valutazione dell’idoneità alla guida, basato su valori soglia oggettivi per la determinazione della disabilità funzionale. Questo Documento, elaborato da un panel di esperti di comprovata competenza nel settore, è già disponibile e rappresenta un riferimento metodologico aggiornato e validato”. Un protocollo è stato elaborato nel 2017 in occasione di un Tavolo Tecnico istituito su indicazione del ministero della Salute, con esperti dell’Istituto superiore di sanità, dello stesso ministero, della Commissione salute e dei rappresentanti delle maggiori società scientifiche italiane. “Il punto centrale oggi è la definizione di valori soglia scientificamente fondati, analogamente a quanto avviene per l’alcol. Senza specifici cut-off, il rischio è quello di lasciare spazio a interpretazioni difformi e a disparità di trattamento – continua Pellegrini – Disponiamo come detto di un Documento tecnico-scientifico utile a rispondere all'esigenza di uniformità procedurale e interpretativa del dato tossicologico-forense che propone, per la prima volta in Italia, una tabella di valori-soglia basata su studi internazionali di correlazione tra concentrazione di sostanze nel sangue e disabilità alla guida”. “Il lavoro dei Gruppi di studio di Sibioc è fondamentale perché spesso produce risultati e documenti con ricadute immediatamente utili per i pazienti e, più in generale, per gli stakeholder – afferma Sabrina Buoro, presidente Sibioc –.In questo caso il Gruppo di studio Tossicologia clinica, forense e doping ha contribuito alla redazione di un Documento che richiama l’attenzione sull’importanza di disporre di criteri oggettivi e misurabili per l’interpretazione e l’applicazione dell’art. 187 del Codice della Strada, anche alla luce delle questioni emerse in relazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 10/2026. Le conclusioni riportate nel Documento possono rappresentare un utile riferimento scientifico per la valutazione dell’effettiva incapacità alla guida nei soggetti che abbiano assunto sostanze stupefacenti”. “Come Gruppo di studio Sibioc sosteniamo la posizione degli autori del documento – conclude Paolo Bucchioni, Gruppo di studio Tossicologia clinica, forense e doping della Sibioc – che hanno sottolineato come i cut off di impairment alla guida riportati nella citata tabella, rappresentino uno strumento idoneo a rispondere alle criticità evidenziate dalla sentenza n. 10/2026, fornendo criteri oggettivi e misurabili utili in questo contesto. La tabella con i valori soglia mira a garantire uniformità operativa e valutazioni basate su evidenze scientifiche, in modo da supportare la capacità interpretativa del giudice nell’accertamento della responsabilità penale e nell’applicazione della norma”.
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Fortnite torna su Google Play, nuove regole per gli sviluppatori
(Adnkronos) - Dopo anni di scontri nelle aule di tribunale, Google ha ufficializzato una profonda revisione delle politiche del suo negozio digitale, archiviando definitivamente il contenzioso con Epic Games. Il colosso di Mountain View ha annunciato che la commissione standard per gli acquisti in-app scenderà al 20%, con un ulteriore 5% previsto solo per gli sviluppatori che sceglieranno di avvalersi del sistema di pagamento proprietario. Questa mossa mira a stemperare le tensioni antitrust che hanno caratterizzato l'ultimo quadriennio, stabilendo una tabella di marcia che vedrà l'Europa e gli Stati Uniti come primi mercati coinvolti entro la fine di giugno 2026. Il fulcro dell'intesa risiede nel nuovo "Registered App Stores program", una iniziativa concepita per snellire il processo di installazione di software esterno al circuito ufficiale. Superando i controversi avvisi di sicurezza che hanno a lungo ostacolato il cosiddetto sideloading, Google consentirà ai marketplace di terze parti che rispettano determinati standard qualitativi di operare con maggiore fluidità. Il risultato immediato di questa distensione è il reintegro di Fortnite nel catalogo globale del Play Store, accompagnato dal debutto dell'Epic Games Store su Android come entità autonoma e pienamente legittimata. Mentre Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha accolto con favore il cambiamento, descrivendo l'evoluzione di Android verso una piattaforma realmente aperta, la portata della riforma si estenderà gradualmente su scala globale fino al settembre 2027. La decisione segna una netta divergenza rispetto alla strategia di Apple, ancora impegnata in complessi ricorsi legali per mantenere il controllo sulla propria catena del valore. Per Google, la sfida si sposta ora sulla capacità di trattenere i creatori di contenuti attraverso nuovi programmi di incentivi, cercando un difficile equilibrio tra la protezione del sistema operativo e la libera concorrenza richiesta dai regolatori internazionali.
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Accenture acquisisce Ookla, Speedtest e Downdetector
(Adnkronos) - Ziff Davis ha ufficializzato la cessione della propria divisione Connectivity ad Accenture per una cifra pari a 1,2 miliardi di dollari in contanti. L'accordo sancisce il passaggio di proprietà di piattaforme divenute standard de facto per il monitoraggio delle reti, tra cui figurano Speedtest, Downdetector, RootMetrics ed Ekahau. Sotto il profilo finanziario, l'operazione evidenzia una rivalutazione esponenziale degli asset digitali: Ookla, acquisita nel 2014 per circa 15 milioni di dollari, è oggi il pilastro di una divisione che nel 2025 ha generato ricavi per 231 milioni di dollari, incidendo per il 16% sul fatturato complessivo di Ziff Davis. L'integrazione di queste competenze all'interno dell'offerta di Accenture risponde alla crescente necessità delle aziende di accedere a dati puntuali per la pianificazione di reti complesse. Attraverso il controllo di Speedtest e RootMetrics, Accenture acquisisce la capacità di monitorare le prestazioni delle reti mobili e fisse su scala mondiale, trasformando strumenti di misurazione consumer in asset strategici per la consulenza IT avanzata. Fondata nel 2006, Ookla conta oggi circa 430 dipendenti e ha progressivamente ampliato il proprio raggio d'azione includendo l'analisi granulare delle performance mobili, un elemento che Accenture intende sfruttare per "potenziare le proprie capacità nel campo dei servizi legati alla network intelligence". Nonostante il cambio di vertice, la continuità operativa per l'utente finale sembra essere garantita. In base alle prime note ufficiali, "Ookla continuerà a operare esattamente secondo le medesime modalità attuali", preservando l'indipendenza funzionale di Speedtest. Allo stesso modo, non sono previste variazioni strutturali per Downdetector, la piattaforma di riferimento per la segnalazione di malfunzionamenti telematici. L'operazione riflette dunque una strategia di Accenture volta a internalizzare dati proprietari di alta qualità, consolidando la propria posizione come leader nell'analisi delle prestazioni digitali globali.
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8 marzo, Barilla lo celebra raccontando tre storie di leadership femminile
(Adnkronos) - Sono oltre 3000 le donne tra le persone Barilla: professioniste, manager, tecniche di stabilimento, ricercatrici, responsabili di funzione che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Gruppo in Italia e nel mondo. È da qui che prende forma l’impegno per la parità di genere, un percorso che nasce dentro l’azienda e si estende alle comunità attraverso le realtà con cui Barilla collabora da anni. In occasione della Giornata internazionale della donna (8 marzo), il Gruppo sceglie di raccontare questo impegno non solo attraverso politiche e risultati, ma anche attraverso le voci di tre donne che, collaborando con l’azienda, guidano il cambiamento ogni giorno: dalla lotta allo spreco alimentare all’impegno per l’inclusione sociale, fino alla formazione delle nuove generazioni. La promozione dell’equilibrio di genere è il risultato di un impegno pluriennale avviato già nel 2013, quando il Gruppo ha scelto di integrare i principi di fairness e inclusione nella propria governance, anticipando le successive evoluzioni normative europee in materia di trasparenza e parità salariale. Nel 2020, Barilla ha raggiunto la parità retributiva di genere per tutte le persone Barilla, eliminando ogni divario salariale non giustificato, e oggi conduce audit annuali sulla pay equity per garantire un monitoraggio costante e strutturato. Un traguardo che si affianca a una nuova global policy per il congedo di paternità e maternità, che garantisce a tutti i genitori del Gruppo almeno 12 settimane di congedo retribuito al 100%, indipendentemente dal genere, dallo stato civile e dall’orientamento sessuale, promuovendo una genitorialità realmente condivisa e contribuendo a ridurre il gender gap nel lungo periodo. I risultati sono visibili anche nei numeri: il 58% dei partecipanti al Talent accelerator program è composto da donne, a conferma dell’attenzione dedicata allo sviluppo delle future generazioni di leadership. In Italia, tre stabilimenti produttivi strategici del Gruppo - Castiglione delle Stiviere (MN), Novara e Melfi (PZ) - sono guidati da donne. Promuovere l’inclusione anche oltre il perimetro aziendale significa lavorare lungo tutta la catena del valore. Nasce in questa prospettiva la partnership strategica tra il Gruppo Barilla e Lead network (Leading executives advancing diversity), organizzazione no profit che sostiene l’avanzamento delle donne nel settore della vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Formazione, mentoring sulla parità di genere, progetti condivisi e attivazione di capitoli locali: l’alleanza con Lead network punta a promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, contribuendo a sostenere la crescita professionale delle donne nella vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Il percorso DE&I di Barilla ha ottenuto nel tempo importanti riconoscimenti a livello internazionale. Nel 2021 è stata la prima azienda italiana ad aggiudicarsi il Catalyst award per le iniziative che hanno accelerato il progresso del ruolo delle donne sul posto di lavoro e rafforzato l’inclusione. Nel 2022 si è classificata al terzo posto tra le aziende alimentari agli European diversity leaders promossi dal Financial Times. Il 2024 segna inoltre il decimo anno consecutivo in cui Barilla negli Stati Uniti ottiene un punteggio di 100/100 nel Corporate equality index della Human rights campaign, che valuta il supporto alle persone LGBTQ+ nei luoghi di lavoro. Nello stesso anno l’azienda è stata inclusa nel Bloomberg gender-equality Index, riconosciuta come Top Employer in diversi Paesi dal Top Employers Institute e inserita tra le aziende più inclusive secondo Statista e Il Sole 24 Ore. Un percorso che non si esaurisce nelle policy e nei riconoscimenti, ma trova concretezza nelle realtà con cui Barilla collabora ogni giorno. Con la Fondazione Banco Alimentare ETS, Barilla è partner storico in un modello strutturato di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari che, oltre ad essere una best practice, trasforma prodotti in aiuti alimentari per migliaia di persone fragili, attraverso una rete capillare di organizzazioni partner territoriali. “Barilla parla di cibo come gioia capace di unire le persone”, sottolinea Giuliana Malaguti, responsabile comunicazione della Fondazione Banco Alimentare. “Anche per noi il cibo è un dono capace di unire, di generare percorsi di inclusione sociale per tante persone in difficoltà e di rendere più resilienti le nostre comunità”. Con Fondazione Bullone, l’azienda sostiene progetti editoriali e percorsi di co-creazione: dalla newsletter sulla diversity & inclusion ai laboratori per una comunicazione sempre più inclusiva, offrendo ai giovani coinvolti strumenti professionali e occasioni di espressione autentica. “Con Barilla ci siamo trovati molto vicini nel modo di intendere il fare impresa e fare la differenza”, afferma Sofia Segre Reinach, direttrice generale della Fondazione Bullone. “Insieme non ci limitiamo a raccontare l’inclusione, ma cerchiamo di innovarla”. E accanto a Food Farm 4.0, il laboratorio che unisce scuola e impresa, Barilla ha messo a disposizione competenze manageriali, supporto progettuale e presenza diretta nella governance, contribuendo alla crescita di un modello formativo che prepara le nuove generazioni alle professioni dell’agroalimentare. “Non è scontato che un’azienda metta a disposizione i propri dirigenti e le proprie competenze per far crescere un progetto scolastico”, osserva Anna Rita Sicuri, dirigente scolastica dell’Isiss Galilei Bocchialini di Parma. “Se non ci fosse stato questo supporto, oggi non saremmo qui”.
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Gravidanza, arrivano le nuove linee guida dell'Iss: ecco quando fare e quando non fare l'ecografia e altri esami
(Adnkronos) -
Sì all'ecografia nel primo trimestre per individuare precocemente eventuali malformazioni fetali, oltre a quella già raccomandata nel secondo trimestre. Sì anche all'offerta dello screening nel primo trimestre delle anomalie cromosomiche più frequenti, tra cui la sindrome di Down, mediante test combinato o test del Dna fetale, da proporre a tutte le donne indipendentemente dall'età. Raccomandata l'esecuzione della misura della distanza tra fondo dell'utero e sinfisi pubica ad ogni bilancio di salute a partire dalle 24 settimane gestazionali per valutare l'accrescimento fetale. Rimane non raccomandata l'ecografia nel terzo trimestre, salvo specifica indicazione clinica. Sono queste le principali novità introdotte dalla terza parte dell'aggiornamento della linea guida 'Gravidanza fisiologica', presentata durante un webinar a cura dell'Istituto superiore si sanità, al quale si sono iscritti 850 professionisti sanitari. Il documento è stato sviluppato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell'Iss, nell'ambito delle attività del Sistema nazionale linee guida (Snlg). La possibilità di individuare già nel primo trimestre eventuali malformazioni consente alla donna e al partner di prepararsi consapevolmente alla nascita, valutare eventuali terapie intrauterine, programmare il parto in strutture adeguate alle necessità assistenziali neonatali o decidere per una interruzione volontaria della gravidanza, spiega l'Iss. "L'ecografia è uno strumento straordinario che ha rivoluzionato l'assistenza ostetrica. Tuttavia, non tutto ciò che è tecnicamente possibile è clinicamente appropriato e non tutto ciò che rassicura è realmente necessario", afferma Serena Donati, responsabile scientifica dell'aggiornamento. "In Italia si eseguono in media 6 ecografie in gravidanza, senza differenze tra gravidanze fisiologiche e patologiche: ben oltre quelle raccomandate dalle linee guida nazionali e internazionali. Quando la pratica clinica si discosta dalle evidenze scientifiche - sottolinea - è fondamentale spiegare con chiarezza alle donne quali siano le indicazioni appropriate agli esami e, quando opportuno, avere il coraggio di dire che non sono necessari. Le linee guida rappresentano una bussola istituzionale per garantire qualità dell'assistenza, equità di accesso alle cure e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale". Tra le principali novità dell'aggiornamento, la linea guida: raccomanda l'ecografia del primo trimestre per la diagnosi precoce di malformazioni fetali e per una corretta datazione della gravidanza; conferma l'offerta universale dello screening nel primo trimestre delle anomalie cromosomiche più comuni, introducendo l’esame del Dna fetale; sottolinea l'importanza del counselling, per rispondere in modo completo e trasparente ai bisogni informativi delle donne rispetto agli accertamenti per anomalie congenite; ribadisce il valore della percezione dei movimenti fetali come indicatore del benessere del feto; raccomanda la misurazione della lunghezza fondo-sinfisi come monitoraggio per la crescita fetale dopo la 24esima settimana; raccomanda di limitare ai soli casi con indicazione clinica l'ecografia per la valutazione della crescita fetale nel terzo trimestre. L'obiettivo del nuovo aggiornamento - chiarisce l'Iss - è offrire ai professionisti uno strumento completo, facile da consultare, in cui il collegamento tra prove scientifiche e raccomandazioni risulti esplicito e tracciabile. Il documento definisce indicazioni, limiti, requisiti formativi e implicazioni organizzative dei diversi interventi di screening basati sull'ecografia, con l'obiettivo di ridurre la variabilità ingiustificata e contrastare indicazioni inappropriate. Il Sistema nazionale linee guida dell'Iss - evidenzia una nota - ha il ruolo di garante metodologico e di governance nazionale del processo di produzione di linee guida di buona qualità, informate dalle migliori prove disponibili e rispondenti ai bisogni di salute del Paese, sulla base di criteri di rilevanza e impatto clinico, economico e sociale. Nel 2010, il Snlg ha pubblicato la linea guida 'Gravidanza fisiologica' in cui sono stati definiti gli interventi da offrire alle donne con una gravidanza in fisiologica evoluzione.
Gli esami raccomandati in gravidanza sono stati successivamente inclusi nei livelli essenziali di assistenza (Lea) come prestazioni specialistiche escluse dalla partecipazione al costo per i cittadini. Nel frattempo, nuove ricerche e nuove conoscenze cliniche hanno modificato l'assistenza alle donne in gravidanza fisiologica e, per questi motivi, il Snlg ha deciso di aggiornare la linea guida. Il panel multidisciplinare di esperti chiamato ad aggiornare la linea guida ha formulato 97 quesiti. A ognuno la linea guida risponde con una o più raccomandazioni per la pratica clinica, elaborate attraverso un'analisi sistematica della letteratura secondo il metodo 'Grade' per garantire trasparenza, rigore metodologico e solidità scientifica.
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realme presenta la tecnologia LumaColor Image
(Adnkronos) - L'evoluzione della fotografia computazionale compie un passo avanti con l'annuncio della tecnologia LumaColor IMAGE, soluzione proprietaria che debutterà a breve sulla nuova serie di smartphone realme 16 Pro. L'obiettivo dichiarato è il superamento dei limiti strutturali della fotografia di ritratto nei dispositivi di fascia media, puntando su una gestione integrata di luce e colore per ottenere una resa dell'incarnato più fedele alla realtà. A supporto di questa innovazione, è stata ufficializzata la nascita del LumaColor IMAGE LAB, un centro di ricerca istituito in partnership con l'ente di certificazione TÜV Rheinland per definire parametri scientifici stabili nella calibrazione cromatica. La collaborazione con TÜV Rheinland ha permesso di simulare scenari di illuminazione quotidiani critici, come interni di ristoranti con luci soffuse o ambienti urbani caratterizzati da fonti luminose miste e sature. Attraverso questi test, il laboratorio ha perfezionato la pipeline di elaborazione LumaColor, cercando di eliminare le discrepanze tipiche dei metodi tradizionali che, separando la gestione della luminosità da quella del colore, rischiano spesso di produrre sovraesposizioni o distorsioni cromatiche. Il sistema punta a armonizzare questi due vettori in modo intelligente, garantendo un equilibrio naturale tra il soggetto e lo sfondo. Sotto il profilo tecnico, la serie realme 16 Pro promette di introdurre miglioramenti nella ricostruzione delle texture e nella gestione della profondità di campo. La tecnologia LumaColor IMAGE lavora su un’ottimizzazione tridimensionale delle tonalità della pelle per riprodurre fedelmente "mille volti, mille incarnati", evitando l'effetto di appiattimento digitale. Il sistema di sfocatura ottica con fusione della profondità è progettato per isolare il soggetto in modo immersivo, mentre la ricalibrazione di luci e ombre tra la persona e la scena circostante aggiunge una stratificazione visiva che mima il comportamento delle ottiche professionali. Ulteriori dettagli su specifiche tecniche, prezzi e disponibilità della serie 16 Pro saranno resi noti in occasione del lancio ufficiale.
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STIGA e SiMa.ai: la Physical AI arriva nei robot rasaerba
(Adnkronos) - STIGA, riferimento europeo nelle attrezzature da giardino, ha annunciato un accordo di collaborazione con SiMa.ai, azienda specializzata in soluzioni di Physical AI. L'obiettivo dell'integrazione è lo sviluppo di una nuova generazione di robot rasaerba, sia domestici che professionali, dotati di capacità decisionali istantanee. Attraverso l'adozione di architetture hardware scalabili e l'uso di piattaforme system-on-chip per il machine learning (MLSoC), i dispositivi saranno in grado di elaborare carichi di lavoro complessi direttamente "on-edge", garantendo una percezione dell'ambiente circostante e una capacità di azione indipendente senza gravare drasticamente sui consumi energetici, fattore critico per i prodotti alimentati a batteria.
L'integrazione dell'IA Fisica rappresenta il superamento dei limiti tradizionali della robotica di consumo, permettendo alle macchine di adattarsi dinamicamente a contesti reali e variabili. Krishna Rangasayee, Fondatore e CEO di SiMa.ai, ha sottolineato l'importanza del progetto dichiarando che "questa partnership rappresenta un importante passo avanti nel portare l’IA del mondo reale sui dispositivi intelligenti. Unendo le forze con STIGA, stiamo eliminando la tradizionale complessità dell’IA edge e fornendo a STIGA soluzioni che funzionano in modo fluido, senza compromessi". L'apporto tecnico di SiMa.ai si concentra proprio sulla riduzione della latenza, elemento che trasforma il rasaerba da semplice esecutore di percorsi preimpostati a sistema intelligente reattivo. Dal punto di vista industriale, l'operazione mira a definire nuovi standard di precisione e affidabilità per il mercato outdoor. Sean Robinson, CEO di STIGA, ha commentato la sinergia evidenziando come l'unione di diverse competenze tecniche sia la chiave del progetto: "In STIGA, l'innovazione è al cuore di tutto ciò che facciamo. La partnership con SiMa.ai ci permette di espandere i confini di ciò che le macchine autonome possono raggiungere. Integrando l’Intelligenza Artificiale fisica nei nostri prodotti, stiamo definendo un nuovo standard di intelligenza e prestazioni. Il modo in cui il robot rasaerba percepisce, decide e opera risiede saldamente nelle capacità e nell’expertise di STIGA; il basso consumo energetico è invece il vero punto di forza della tecnologia SiMa.ai, che permette ai robot di ottimizzare le prestazioni grazie alla potenza disponibile della batteria". Questa architettura non solo migliora l'efficienza operativa, ma ottimizza il rapporto costi-prestazioni, offrendo all'utente finale macchine capaci di operare con una autonomia e un'intelligenza decisamente superiori rispetto ai modelli convenzionali.
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L'intelligenza artificiale accelera la diffusione di malware modulari
(Adnkronos) - Secondo l'ultimo Threat Insights Report di HP Inc., relativo al periodo ottobre-dicembre 2025, gli attacchi assistiti dall'intelligenza artificiale stanno superando con successo le difese aziendali tradizionali, nonostante la loro natura spesso schematica e a basso sforzo. La tendenza emergente vede i cybercriminali privilegiare la velocità e il risparmio economico, utilizzando l'AI per scalare e automatizzare campagne che, pur non essendo di alta qualità, risultano estremamente efficaci nel colpire gli endpoint. Tra le tecniche più insidiose identificate dai ricercatori di HP Wolf Security figura il cosiddetto
"vibe-hacking"
. In questa modalità, gli aggressori utilizzano l'intelligenza artificiale per generare script di infezione pronti all'uso. Un esempio emblematico riguarda una campagna che sfrutta fatture PDF contraffatte: il documento attiva un download silenzioso da un sito compromesso, per poi reindirizzare l'utente su piattaforme legittime e conosciute come Booking.com. Questo stratagemma serve a rassicurare la vittima sulla liceità dell'operazione, mentre il codice malevolo è già in fase di esecuzione sul dispositivo. Alex Holland, Principal Threat Research presso HP Security Lab, spiega la dinamica: "È il classico triangolo del project management: velocità, qualità e costo. Spesso se ne sacrifica uno. Quello che stiamo vedendo è che molti attaccanti stanno ottimizzando velocità e costi, non la qualità. Non usano l'AI per alzare l'asticella; la usano per muoversi più velocemente e ridurre lo sforzo". Un altro fronte critico è rappresentato dal malware "flat-pack". Gli attori delle minacce stanno assemblando campagne utilizzando componenti modulari ed economiche, spesso acquistate su forum specializzati. Questo approccio consente di riutilizzare script e programmi di installazione intermedi, permettendo anche a gruppi non correlati tra loro di personalizzare e scalare gli attacchi con un impegno minimo. Parallelamente, si registra un aumento degli attacchi "piggyback", che sfruttano il search engine poisoning per promuovere falsi siti di Microsoft Teams. Gli utenti, convinti di scaricare l'applicativo ufficiale, installano in realtà un pacchetto che contiene l'Oyster Loader: mentre il vero software Teams viene installato correttamente, il malware opera nell'ombra garantendo agli hacker un accesso backdoor al sistema. I dati raccolti indicano che il 14% delle minacce via email identificate da HP Sure Click ha superato uno o più scanner gateway. I file eseguibili rimangono il tipo di consegna più diffuso (37%), seguiti da archivi .zip (11%) e documenti .docx (10%). Di fronte a questa velocità di rigenerazione del malware, il dottor Ian Pratt, Global Head of Security for Personal Systems di HP Inc., avverte: "Gli attacchi assistiti dall'AI stanno mettendo in luce i limiti della sicurezza basata sul rilevamento. Quando gli aggressori possono generare e riconfezionare malware in pochi minuti, le difese basate sul rilevamento non riescono a stare al passo". La soluzione indicata risiede nell'isolamento delle attività ad alto rischio all'interno di ambienti protetti a livello hardware. In Italia, la prospettiva è confermata da Giampiero Savorelli, VP e AD HP Italy: "Non è più sufficiente affidarsi esclusivamente a strumenti di rilevamento: occorre contenere il rischio, isolare le attività potenzialmente pericolose e proteggere gli endpoint, PC e printing, fin dal livello hardware".
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Bimbo morto dopo trapianto a Napoli, il legale della famiglia: "Esposto a Ordine dei Medici per cardiochirurghi"
(Adnkronos) - Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, annuncia di aver presentato un esposto "ai consigli dell’Ordine dei Medici di Cosenza e Benevento solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti". "Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo a oggi e che vada sanzionato disciplinarmente" aggiunge il legale nel giorno dei funerali del bambino. "Siamo contenti che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico e poi erano un po’ ambigue le dichiarazioni rese dagli austriaci in merito" aggiunte il legale. "Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne, ma questo lo diranno gli anatomopatologi che con tanta forza la difesa ieri ha cercato e ottenuto di far nominare all’interno del collegio di parte in quanto la difesa degli indagati ha cercato di estromettere il dottor Iacobelli dall’alveo del collegio difensivo". "Ci ha pensato però lo stesso medico legale del gip. Dopo che il gip aveva rigettato la nomina da parte della difesa di Iacobelli è stato lui stesso a chiedere in udienza l’ausilio di un anatomopatologo e quindi darci la possibilità di nominare anche noi un anatomopatologo. Gli esami degli anatomopatologi saranno fondamentali all’interno di questo incidente probatorio, perché loro vanno studiare al microscopio le lesioni sui tessuti dovute ai traumi". E' stato lo stesso avvocato della famiglia a leggere una lettera, datata 27 gennaio, firmata dal personale infermieristico, Oss e tecnico della sala operatoria e diretta a tutti i vertici dell'Azienda ospedaliera dei Colli, a cui afferisce il Monaldi di Napoli, a partire dalla direttrice generale, Anna Iervolino, per "sottoporre una situazione di estrema gravità che, da tempo, sta compromettendo in modo significativo il benessere professionale e umano degli operatori, nonché la sicurezza dell'assistenza, erogata ai pazienti". Nella lettera i professionisti del Monaldi "palesano la situazione, creata dal dottor Oppido", dice il legale, citando brani della missiva, in cui "si parla di una 'sfiducia reciproca: la gerarchia medico-centrica e la comunicazione assente hanno portato a una percezione di insicurezza diffusa tra gli infermieri, Oss e tecnici, che non si sentono attualmente più sicuri di collaborare con il dottor Guido Oppido. Le accuse di essere totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti e del loro stato di salute non sono più accettabili e tollerate dall'intera équipe'". "Il personale segnala comportamenti sistematici e quotidiani messi in atto dal Dott. Guido Oppido, tra cui urla e aggressività verbale, umiliazioni e svalutazioni pubbliche delle competenze professionali, linguaggio offensivo e denigratorio, bestemmie e imprecazioni, atteggiamenti intimidatori tali da inibire la comunicazione in équipe, reazioni ostili e aggressive anche in contesti formali di confronto (come avvenuto, ad esempio, durante l'incontro del 24 novembre 2025), mancato ascolto e considerazione", prosegue la lettera. "Tali comportamenti avvengono prevalentemente in sala operatoria e si ripetono con una frequenza tale da configurare un clima lavorativo caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca all'interno dell'équipe multiprofessionale - concludono nella lettera - . Gli effetti sul personale sono significativi: si osservano ansia persistente, tremori, difficoltà di concentrazione durante le attività correlati a pressione emotiva, stress e diffuso stato di burnout. L'intera équipe ha considerato, in maniera congiunta, la possibilità di trasferimento".
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