Previdenza, ogni mese 10mila richieste di consulenza a MiaPensione
(Adnkronos) - "Oggi, MiaPensione riceve 10mila richieste di consulenza al mese, in maggioranza da parte di lavoratori dipendenti, ma anche da profili dirigenziali e professionisti con carriere discontinue. Il nostro obiettivo è sviluppare un ecosistema di educazione previdenziale, ma anche finanziaria rivolto alle nuove generazioni, affinché possano orientarsi con sicurezza in un sistema sempre più fragile, in particolar modo per quanto riguarda la previdenza complementare". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Andrea Martelli, fondatore di MiaPensione, realtà nata nel 2022 con l’obiettivo di riportare chiarezza e concretezza in un settore complesso e spesso poco accessibile. "L’azienda - sottolinea - per poter stare al passo con una domanda di consulenza in forte crescita, ricerca 10 nuovi collaboratori, in particolare: 5 consulenti previdenziali, 3 candidati per il team commerciale e 2 dedicati al customer service". “Volevamo offrire - spiega - risposte tempestive e affidabili ai lavoratori, in un contesto in cui enti e strumenti informativi non riescono a soddisfare la crescente domanda di orientamento. In pochi mesi abbiamo capito che il mercato aspettava un servizio come il nostro: da due persone siamo passati a 30 collaboratori, nel primo anno, e abbiamo assistito 1.700 persone; oggi i nostri clienti superano quota 20mila. Dallo scorso anno Moltiply Group spa ha acquisito il 51% di MiaPensione, credendo nella crescita di questo progetto”. “MiaPensione - racconta - dispone di un software proprietario in grado di rimappare il sistema previdenziale italiano e ricostruire carriere frammentate, una criticità sempre più diffusa oggi. Ai lavoratori garantiamo un’analisi personalizzata su quando potranno andare in pensione, quale importo aspettarsi e come ottimizzare la propria posizione. Valutiamo anche la convenienza del pensionamento anticipato e analizziamo opzioni come riscatto della laurea, ricongiunzione contributiva e versamenti volontari. Per i pensionati, invece, verifichiamo l’esattezza dell’assegno percepito, individuando possibili errori e miglioramenti”. Con un linguaggio chiaro e accessibile, i consulenti MiaPensione spiegano attraverso i canali social le novità del sistema pensionistico: “La previdenza, infatti, non riguarda solo gli over 60. Conoscere le regole permette ai giovani di pianificare scelte professionali consapevoli”. “Quando abbiamo iniziato per primi in Italia - sottolinea - non erano disponibili nel mercato del lavoro dei profili professionali adatti alle nostre esigenze. Vista la rapida crescita del business e la necessità di reperire nuove risorse, abbiamo selezionato le persone sulla base delle soft skill individuali, mentre la parte della competenza tecnica è stata resa possibile ingegnerizzando il percorso di formazione, grazie alla nostra academy interna che, grazie a un corso di formazione intensivo, in poche settimane permette al consulente di districarsi con sicurezza tra le mille finestre e opportunità del sistema previdenziale”.
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Anziani, 'in Rsa 1 pillola su 3 tritata o spezzata e 1 capsula su 4 aperta', alert su rischi errori
(Adnkronos) - Gli anziani, soprattutto nelle Rsa, prendono tanti farmaci, con elevati rischi legati alle possibili interferenze fra i vari medicinali, ma anche all'efficacia e alla sicurezza della terapia orale per la prassi diffusa di alterare le pillole per facilitarne la somministrazione a chi ha difficoltà a deglutire, molto frequente nelle strutture assistenziali. "Nelle Rsa ogni anziano assume in media circa 8 farmaci al giorno, che espongono il 42% degli assistiti ad almeno un'interazione pericolosa, con casi che arrivano fino a 7 interferenze contemporanee. Ma rischi rilevanti derivano anche dalla pratica di manipolazione dei farmaci da assumere per bocca, soprattutto pillole", evidenziano Dario Leosco, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) e ordinario di Geriatria all'università Federico II di Napoli, e Andrea Ungar, ordinario di Geriatria all'università di Firenze e ideatore dello studio dal quale emergono questi risultati preliminari, condotto nelle Rsa per valutare l'appropriatezza e i rischi legati alla complessità dei regimi farmacologici. "Sono circa 17mila" le pillole "assunte ogni giorno dagli anziani nelle Rsa italiane considerate, su un totale di circa 24mila prescrizioni: per la precisione, 15.927 sono compresse e 850 capsule", illustrano Leosco e Ungar. "Tuttavia, le dimensioni delle pillole possono rappresentare un problema per chi ha difficoltà a deglutire, di conseguenza nelle Rsa una compressa su 3 viene divisa o triturata, mentre poco più di una capsula su 4 viene aperta e 'camuffata' con cibi e bevande. Soluzioni semplici, ma non sempre appropriate nel 13% dei casi: rispettivamente nel 5% di tutte le compresse somministrate e nell'8% di tutte le capsule somministrate, con rischi di inefficacia e sicurezza dei farmaci", commentano gli esperti. I dati di questa prima indagine nazionale svolta nelle Rsa sulle insidie del modello di prescrizione dei farmaci e della loro forma di somministrazione sono stati appena pubblicati su 'Aging Clinical and Experimental Research'. Lo studio ha coinvolto 3.400 anziani residenti in 82 strutture di 12 regioni italiane rappresentative di tutto il territorio nazionale ed è stato condotto dalla Sigg in collaborazione con Anaste Humanitas, che ha scattato una fotografia durante il Prescription Day 2024. "La gestione del farmaco è un processo complesso, che diventa cruciale soprattutto nelle Rsa, dove gli ospiti sono generalmente più anziani, più fragili e con più malattie croniche, rispetto agli anziani che non vivono in comunità, come mostrano i primi risultati dell'indagine - analizza Alba Malara, presidente Fondazione Anaste Humanitas - Infatti, l'età media è di 85 anni, 70% donne, e la quasi totalità convive con 4 o 5 malattie croniche, con diagnosi di demenza in oltre la metà degli ospiti che in molti casi dipendono dall'assistenza per la maggior parte della vita quotidiana". "Questo contesto di complessità clinica - prosegue Malara - comporta l'assunzione di una media di circa 8 farmaci al giorno, spesso con una pluralità di somministrazioni quotidiane, fino a 4-5 volte. Su un totale di circa 24mila prescrizioni, quasi 17mila sono pillole, con ricorso prevalente a farmaci cardiovascolari, psicofarmaci e gastroprotettori. Tale elevata esposizione farmacologica determina il rischio di almeno un'interazione pericolosa tra 2 o più farmaci, nel 42% degli anziani. La più diffusa risulta quella derivante dalla combinazione di più psicofarmaci, che può aumentare il pericolo di cadute e peggiorare lo stato cognitivo, specialmente nei pazienti con demenza". Tra i risultati, emerge il ruolo del geriatra all'interno delle strutture residenziali: l'analisi dei dati - spiegano gli esperti - dimostra che se questa figura è presente nelle Rsa si determina una riduzione significativa, tra il 24 e il 37%, delle interazioni tra farmaci. L'aspetto più rilevante emerso dalla ricerca riguarda la manipolazione dei farmaci da assumere per bocca. "Nel contesto delle Rsa si verificano di frequente situazioni particolari nelle quali non è possibile somministrare pillole perché spesso i pazienti possono avere problemi di disfagia e di alimentazione enterale o difficoltà a ingoiare per via dei disturbi psico-comportamentali. Ciò comporta la necessità di alterare i farmaci, prassi largamente diffusa non solo nelle Rsa, ma anche tra gli anziani che non vivono in comunità, con implicazioni di grande rilievo se non appropriata", sottolinea Malara. "Tra i farmaci che non possono essere manipolati, ma che più frequentemente sono invece alterati, ci sono ad esempio l'antipsicotico quietapina, il pantoprazolo usato contro il reflusso gastroesofageo o la semplice aspirina - elenca l'esperta - Ma anche l'antidepressivo trazodone e gli antipertensivi bisoprololo e ramipril". I rischi di questa manipolazione? Alterare la formulazione dei farmaci - analizzano gli specialisti - può incidere sulla loro efficacia, determinando fenomeni di sovradosaggio o sottodosaggio o anche aumentarne la tossicità, con effetti irritanti sulla mucosa del tubo digerente, oltre a peggiorare l'aderenza del paziente alla terapia per via del gusto sgradevole che il farmaco assume una volta frammentato o spezzato. "Sbriciolare, dividere o aprire una pillola - avverte Malara - può comportare il rischio di perdere parte del principio attivo e, di conseguenza, della dose terapeutica e dell'efficacia. Non devono mai essere aperte le capsule gastroresistenti perché alterarle comporta la rimozione del rivestimento, progettato per mantenere il farmaco intatto, finché non passa attraverso lo stomaco e raggiunge l'intestino, con potenziali effetti lesivi tossici oltre che diminuzione dei benefici. Anche pillole a rilascio lento o controllato non devono essere spezzate né frantumante, perché formulate in modo da mantenere un livello costante di principio attivo per 8, 12, o 24 ore e influenzare la velocità di assorbimento del farmaco può comportare effetti tossici. Inoltre, la triturazione crea un potenziale pericolo anche per la salute degli infermieri, in quanto la movimentazione delle polveri senza protezione di guanti o maschera li espone al rischio di allergie e intossicazioni da contatto e inalazione, in particolare con farmaci citotossici". Anche "somministrare farmaci con alcune bevande e cibi può influenzarne l'assorbimento e il metabolismo, renderlo inefficace e potenziarne la tossicità". L'indagine, osserva Ungar, "ha evidenziato che le raccomandazioni già esistenti per la gestione della terapia orale, cioè le attuali 'Do not crush list' disponibili, non sono univoche né aggiornate". Questa "lacuna - conclude Leosco - apre la strada alla necessità di sviluppare riferimenti aggiornati e riconosciuti a livello nazionale, capaci di guidare le decisioni cliniche e ridurre il rischio di errori connessi alla manipolazione inappropriata".
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Ferie non godute, ad assistiti Consulcesi liquidati oltre 330mila euro nel 2025
(Adnkronos) - Dopo il superamento delle 1.000 sentenze nei primi 9 mesi del 2025, il contenzioso sulle ferie non godute nel pubblico impiego accelera ulteriormente nella parte finale dell'anno. Secondo un'elaborazione del network legale Consulcesi & Partners - attraverso il portale www.ferienongodute.it - nel corso del 2025 i tribunali e le corti d'appello italiane hanno emesso oltre 2.000 pronunce favorevoli, riconoscendo più di 15 milioni di euro fra indennizzi e spese legali rimborsate a favore dei lavoratori pubblici. Numeri che per Consulcesi "confermano come il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute al momento della cessazione del rapporto di lavoro sia oggi pienamente riconosciuto e consolidato, non solo sul piano dei principi, ma anche sul versante dell'effettività delle tutele, con decisioni sempre più rapide e un tasso di rigetti che non supera il 2%". Nel corso dell'anno - informa una nota - Consulcesi & Partners si è distinta per alcuni dei risultati più significativi a livello nazionale, in particolare nel settore sanitario. Complessivamente, ai professionisti sanitari assistiti da C&P sono stati riconosciuti oltre 330mila euro di liquidazioni tra procedimenti giudiziali e soluzioni transattive, con tempi medi di definizione di pochi mesi e con decisioni che spesso non vengono neppure appellate. Il fenomeno si inserisce in un contesto segnato da carenze strutturali e di organico, in particolare nel Servizio sanitario nazionale, che rende sempre più frequente l’impossibilità di fruire delle ferie maturate. Doppi turni, emergenze organizzative e periodi di massima pressione assistenziale - come quello natalizio - portano spesso al rinvio o alla cancellazione dei riposi, con conseguente accumulo di giornate non godute. "Oggi il contenzioso sulle ferie non godute non è più una incognita - afferma Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners - La rapidità dei procedimenti e la stabilità degli orientamenti consentono spesso di ottenere i risultati attesi, spesso anche attraverso soluzioni transattive". Proprio sul fronte delle transazioni - riporta la nota - C&P ha concluso 9 conciliazioni giudiziali solo nelle ultime settimane, per un importo complessivo liquidato di 143mila euro, e ottenuto due pagamenti spontanei a seguito di semplice diffida, per ulteriori 14mila euro riconosciuti ai sanitari assistiti. Il team legale di C&P - si legge - registra una forte impennata delle richieste di indennizzo: oltre 100 gestite solo nell'ultima settimana, grazie al servizio di prima analisi sviluppato sul portale www.ferienongodute.it che consente di verificare, con un legale esperto, la propria posizione per capire, con chiarezza, se si ha diritto al pagamento di un indennizzo economico. "Se nei primi mesi del 2025 parlavamo di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato - conclude Borin - oggi possiamo affermare che quel diritto trova concreta applicazione. I numeri di fine anno dimostrano che le ferie non godute rappresentano ormai uno strumento di tutela tangibile e tempestivo per migliaia di dipendenti pubblici".
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La sostenibilità secondo Var Group: gamification e manager per l’inclusione
(Adnkronos) - Var Group, parte del Gruppo Sesa (operatore italiano nell’offerta di innovazione tecnologica e soluzioni informatiche e digitali per il segmento business) ha definito la sua roadmap per il prossimo triennio, strutturando un piano strategico che mira a integrare la sostenibilità nelle logiche di business e non solo nelle dichiarazioni d’intenti. L’azienda, che opera come Digital Integrator, ha stanziato un budget aggiuntivo di 210 mila euro per il primo anno, risorse che andranno a finanziare una serie di attività distribuite su cinque pilastri fondamentali. Il Bilancio di Sostenibilità 2025 fotografa una situazione in divenire, con 26 progetti totali di cui 15 già avviati, che spaziano dall’innovazione tecnologica all’etica d’impresa, fino all’impatto sulle comunità locali e alla gestione delle risorse umane. La leva tecnologica viene utilizzata come strumento primario per diffondere una cultura della responsabilità interna. L’azienda ha scelto di puntare sulla "ESG gamification", un approccio che trasforma il rispetto dei parametri ambientali e sociali in un meccanismo incentivante per i dipendenti, mirato a migliorare i KPI di sostenibilità attraverso dinamiche misurabili. A questo si affiancano iniziative di co-creazione come l’hackathon previsto nell’ambito dell’evento Zing, dove team multidisciplinari sono chiamati a sviluppare soluzioni software scalabili per rispondere alle sfide ESG. Sul fronte del capitale umano, che conta oltre 4200 unità, la strategia si fa capillare. Oltre alla formazione massiva, che ha già superato le 73mila ore erogate, il focus si sposta sulla misurazione analitica del benessere aziendale attraverso nuove metriche operative che entreranno a regime entro il 2026. L’attenzione all’inclusività si traduce in azioni concrete, come la nomina di un Disability Manager e l’obiettivo formale di incrementare del 6% l’inserimento lavorativo delle categorie protette, supportato da percorsi dedicati e tecnologie assistive. Rilevante anche l’aspetto del "Digital Wellbeing", con l’introduzione di tool specifici per monitorare l’uso degli strumenti collaborativi ed evitare il sovraccarico digitale dei lavoratori. La gestione dell’impatto ambientale e della filiera segue una logica di riduzione progressiva e controllo rigoroso. Il piano prevede una sostituzione graduale del parco auto e l'implementazione di una piattaforma proprietaria di car pooling per ottimizzare gli spostamenti tra le sedi e abbattere la carbon footprint. Anche la gestione degli eventi aziendali viene rivista in ottica anti-spreco con l’iniziativa "Salvo" e l’introduzione delle doggy bag. Parallelamente, la catena di fornitura viene blindata: i partner commerciali sono tenuti a sottoscrivere rigidi codici di condotta che garantiscano il rispetto dei diritti umani e standard ambientali elevati lungo tutto il ciclo di vita dell’hardware, dall'estrazione dei minerali al prodotto finito. L’impatto esterno si misura in investimenti superiori ai 450mila euro distribuiti su oltre trenta iniziative in Italia, Spagna e Svizzera, spaziando dal supporto sanitario a quello educativo. Spicca il programma "Talent has no limits", nato per colmare il gender gap nelle materie STEM e nello sport, che verrà consolidato in Italia entro il 2027. Francesca Moriani, CEO del gruppo, inquadra questo piano non come un’attività accessoria ma come un’evoluzione naturale verso il modello di "Open Platform Organization", mentre per la strategist Francesca Tomassetti si tratta di una scelta di governance che lega i valori aziendali alla creazione di una prosperità concreta e durevole nel tempo.
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TikTok si piega a Trump e diventa americano sotto la guida di Oracle
(Adnkronos) - È arrivata la firma che cambia la storia recente del social media più discusso del decennio. TikTok ha formalizzato l'intesa, fortemente spinta dall'amministrazione Trump, per separare gli asset statunitensi dalla casa madre cinese ByteDance. La conferma giunge direttamente dal CEO Shou Chew, che attraverso una nota interna ha comunicato ai dipendenti l'avvio di una nuova fase: la creazione di un'entità autonoma gestita prevalentemente da capitali a stelle e strisce. Una mossa necessaria, e a lungo rimandata, per scongiurare il blocco definitivo dell'applicazione sul suolo americano previsto dalla legge approvata lo scorso anno, la cui applicazione era stata congelata proprio per permettere il perfezionamento di questo accordo. L'architettura finanziaria dell'operazione disegna una "TikTok U.S." profondamente diversa dall'attuale, progettata per diluire l'influenza di Pechino. Il controllo passerà a una joint venture dove il 50% delle quote sarà in mano a un consorzio guidato dal gigante tecnologico Oracle, affiancato dal fondo di private equity Silver Lake e dagli investitori emiratini di MGX. La presenza asiatica viene drasticamente ridimensionata ma non cancellata del tutto: ByteDance manterrà una quota di minoranza pari al 19,9%, mentre il restante 30% circa andrà agli affiliati degli attuali investitori della società madre. L'obiettivo dichiarato dal management è chiudere la partita burocratica entro il 22 gennaio 2026, una scadenza che segnerebbe la fine di mesi di incertezze normative per oltre 170 milioni di utenti americani. Sul piano operativo, la transizione impone vincoli tecnici stringenti per soddisfare le richieste di sicurezza nazionale avanzate dalla Casa Bianca. La nuova entità dovrà riaddestrare l'algoritmo di raccomandazione basandosi esclusivamente sui dati degli utenti americani, la cui custodia fisica e sorveglianza saranno affidate alle infrastrutture cloud di Oracle. Sebbene la moderazione dei contenuti passerà sotto la diretta responsabilità della divisione statunitense, il memo di Chew suggerisce che l'entità globale controllata da ByteDance continuerà a gestire aspetti cruciali del business come l'advertising, il marketing e l'e-commerce, mantenendo di fatto un solido legame commerciale con la piattaforma nonostante la separazione societaria. Nonostante l'ottimismo che trapela dagli uffici di Trump, convinto del benestare del presidente Xi Jinping, l'accordo deve ancora superare l'ultimo e più insidioso ostacolo: l'approvazione formale dei regolatori cinesi. Le autorità di Pechino, interpellate sulla questione, hanno mantenuto finora un profilo basso, rimandando alle autorità competenti e ribadendo una generica posizione di principio. La firma apposta da Chew rappresenta dunque un passo avanti decisivo verso la creazione di un polo americano del social network, ma la partita geopolitica sul controllo dei dati e dell'influenza culturale tra le due superpotenze non può dirsi ancora tecnicamente conclusa.
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In 2025 vendite Jeep oltre quota 1 mln, aspettando il Compass 'italiano'
(Adnkronos) - Con i risultati 2025 Jeep si conferma sempre più 'centrale' nelle strategie di Stellantis, grazie a una immagine forte e una presenza globale, forte di una gamma di tredici modelli pensati per i diversi mercati, quattro centri di progettazione e design, e dieci stabilimenti produttivi. L'anno infatti - si spiega da Jeep - si chiuderà con oltre 1 milione di unità vendute grazie alla capacità di "offrire costantemente a ogni continente le migliori e più adeguate soluzioni tecnologiche, di design e di prodotto". Una crescita internazionale in cui peraltro l'Italia - terzo mercato mondiale per il brand - è ormai da molti anni un tassello imprescindibile. Come ha sottolineato Fabio Catone, Head of Jeep Brand in Enlarged Europe durante la consueta conferenza stampa di fine anno, una conferma arriva dall'esperienza fatta con Avenger e Compass, entrambe disegnate presso il Jeep Design Studio di Torino. La prima - commercializzata in 62 Paesi in tutto il mondo, anche fuori dall’Europa - è subito stata premiata come Car of the Year 2023, raccogliendo decine di premi a livello internazionale, la seconda è una interpretazione "orgogliosamente Made in Italy" di un modello importante per il marchio, con vendite globali nelle generazioni precedenti superiori ai 2,5 milioni di unità. che vuole innalza regli standard nel segmento C-SUV, offrendo più capability, più comfort e più connettività che mai, insieme a un design iconico (moderno ma ricco di richiami all'heritage Jeep) e a tecnologie all'avanguardia. A questi modelli protagonisti in segmenti strategici, nel 2026 si affiancheranno Wagoneer S, D-SUV alto di gamma ma che offrirà le solite eccezionali capacità fuoristrada 4xe, e Recon, un 4x4 'duro' basato sulla piattaforma STLA Large di Stellantis. Due modelli con cui Jeep rientra in un segmento, il D, in cui è prevista una quota di veicoli completamente elettrici al 50% entro il 2026, con vendite annuali prossime alle 900.000 unità. Aspettando le novità del 2026, a livello europeo il brand, nei primi undici mesi ha mantenuto una quota complessiva di mercato dell’1% e una quota dell’1,8% nel mercato SUV, grazie anche a un
a crescita a doppia cifra, dal Portogallo (+42%) all'Austria (+35%), dal Regno Unito (+21%) alla Polonia (+16%). In testa alle vendite continentali, come ha sottolineato Novella Varzi, Country Manager Jeep Italia, rimane il nostro mercato con circa 65.000 immatricolazioni nell'anno e una share che dovrebbe attestarsi al 4,2% grazie ad Avenger, leader del suo segmento come nel 2024. Nei primi undici mesi, infatti, il modello si è confermato SUV più venduto d’Italia con una quota del 5,63% nel comparto (con una quota che sale al 16% tra i B-SUV 100% elettrici). Ma il prossimo anno è atteso un contributo importante dalla Nuova Compass – di cui sono già aperti gli ordini e che avrà il primo weekend porte aperte il 18 e 19 gennaio – disegnata a Torino, sviluppata a Balocco e prodotta a Melfi: forte di una gamma di motorizzazioni ibride, plug-in o 100% elettriche (da 145 CV a 375 CV) ha già raccolto un forte interesse da parte della clientela e che dovrebbe confermare il nostro mercato come la 'casa di Jeep in Europa'.
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Boom gonorrea giovani e infezioni sessuali in salita in Ue, 'gap test e prevenzione'
(Adnkronos) - Le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) "continuano ad aumentare in tutta l'Unione europea e nello Spazio economico europeo (Ue/See)", segnala un nuovo rapporto pubblicato oggi dall'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che rivela "un panorama complesso di risposte nazionali" e avverte: sebbene la maggior parte dei Paesi abbia adottato strategie, permangono "ostacoli significativi alle misure preventive e ai test, e mancanza di dati", fattori che stanno rendendo più difficoltosi "gli sforzi per contenere epidemie di clamidia, gonorrea e sifilide". Il rapporto fornisce la prima panoramica completa di come i Paesi europei stanno affrontando l'aumento delle infezioni sessuali e mostra forti aumenti per esempio sulla gonorrea, i cui tassi di notifica hanno avuto un exploit di quasi il 300% in 10 anni, tra il 2014 e il 2023, in alcune popolazioni chiave: gay, bisessuali e uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Ma non solo: incrementi più recenti si sono osservati anche tra i giovani, in particolare tra le donne di età compresa tra 20 e 24 anni, dove "i tassi di notifica della gonorrea sono aumentati di quasi il 200% solo tra il 2021 e il 2023, segnalando l'urgente necessità di risposte nazionali solide e inclusive", ammonisce l'Ecdc. Sempre secondo il report, 18 dei 29 Paesi che hanno presentato la relazione sulle malattie sessualmente trasmesse dispongono di una strategia o politica nazionale per la prevenzione e il controllo di queste infezioni. La maggior parte si rivolge specificamente alle popolazioni più colpite dalle attuali epidemie, inclusi i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni e gli uomini gay, bisessuali e che hanno rapporti sessuali con uomini. "Tuttavia, molti di questi piani stanno 'invecchiando'", evidenzia l'Ecdc. Solo 10 Paesi hanno aggiornato i propri piani nazionali per le malattie sessualmente trasmissibili negli ultimi 5 anni, "il che significa che molte strategie potrebbero non tenere conto dei cambiamenti comportamentali post-pandemia o delle ultime tendenze epidemiologiche. La mancanza di strategie aggiornate è aggravata da ostacoli significativi per chi cerca assistenza". In particolare, dettaglia l'Ecdc, "i test sono il fondamento del controllo delle malattie sessualmente trasmissibili, eppure in 13 dei 29 Paesi segnalanti le persone devono ancora sostenere costi diretti per i test di base per queste infezioni. Nei giovani, anche le preoccupazioni relative alla privacy rappresentano un ostacolo, poiché 7 Paesi richiedono ai minori di 18 anni il consenso dei genitori per accedere ai test, scoraggiando potenzialmente gli adolescenti sessualmente attivi dal cercare aiuto. E, ancora, l'Ecdc evidenzia che pochi Paesi raccolgono dati sulla copertura della prevenzione e del trattamento. Nonostante i gravi rischi associati alla sifilide congenita, solo 4 Paesi sono stati in grado di fornire dati sulla percentuale di donne in gravidanza sottoposte a screening per l'infezione. "Le lacune nella prevenzione sono evidenti anche negli sforzi di vaccinazione - continua l'agenzia con sede a Stoccolma - molti Paesi per esempio hanno politiche per la vaccinazione contro l'Mpox, ma la copertura rimane bassa. I dati mostrano che la percentuale di uomini gay, bisessuali e di altri gruppi che hanno rapporti sessuali con uomini completamente vaccinati contro Mpox è in media solo del 13,2% nei Paesi che hanno presentato i dati". Da qui la raccomandazione: "Le autorità sanitarie pubbliche mantengano alta la vigilanza e garantiscano che la vaccinazione sia accessibile ai soggetti a più alto rischio, alla luce della continua trasmissione di Mpox, inclusa la recente rilevazione di casi del clade Ib acquisiti localmente tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini in Europa. In generale, l'Ecdc lancia un appello all'azione: "I risultati" del report "sottolineano la necessità di servizi accessibili e risultati misurabili. Per arginare efficacemente queste epidemie, i Paesi sono incoraggiati ad aggiornare le proprie strategie nazionali, rimuovere gli ostacoli ai test e rafforzare i dati di sorveglianza sulle Ist e i dati sulla copertura degli interventi per indirizzare e migliorare gli sforzi di prevenzione".
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Natale, reflusso gastroesofageo per 1 italiano su 10, le regole d'oro per godersi le feste
(Adnkronos) - Durante le vacanze natalizie cambiano le abitudini alimentari: si mangia di più, più lentamente e spesso in modo più ricco. Tutto questo può peggiorare i sintomi del reflusso gastroesofageo, una patologia che colpisce quasi 1 italiano su 10: il 9%, stima Aigo, Associazione italiana gastroenterologi e endoscopisti digestivi. "A tavola, da Natale all'Epifania, l'importante è comportarsi come durante il resto dell'anno, senza eccedere negli stravizi", spiega all'Adnkronos Salute Francesco Bortoluzzi, segretario nazionale dell'Aigo. Un consiglio rivolto in particolare a chi convive con il reflusso gastroesofageo, che può presentarsi in forma occasionale oppure cronica, "con la R maiuscola", come sottolinea lo specialista. Per affrontare le feste senza rinunce e senza disturbi, l'esperto indica alcune semplici regole d'oro: 1) Mangiare un poco di tutto, ma poco alla volta: magiare poco e spesso; 2) Evitare o ridurre i cibi notoriamente sconsigliati a chi soffre di reflusso: menta, cioccolato, brodo di carne, agrumi e pomodori. A Natale ancora di più; 3) Via libera a pesce e verdure, più leggeri e facilmente digeribili; 4) Dolci con moderazione: una fetta al giorno di panettone o pandoro è sufficiente; 5) Sì alla frutta secca (come noci e mandorle), ma senza esagerare; 6) Concessi i brindisi, purché con moderazione; 7) Cotechino o zampone? Una fetta per rispettare la tradizione, ma non di più; 8) In caso di reflusso significativo, può essere utile assumere per qualche giorno una pasticca in più (la terapia è a base di inibitori della pompa protonica); 9) Valutare sempre gli stravizi e le loro conseguenze. Seguendo le indicazioni del gastroenterologo, è possibile godersi le feste natalizie senza rinunciare al piacere della tavola e senza peggiorare i sintomi più tipici del reflusso, ovvero bruciore, acidità, calore e dolore all'altezza dello sterno che si fanno sentire soprattutto dopo i pasti.
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A Pirelli Cyber Tyre tre nuovi premi internazionali per innovazioni sicurezza
(Adnkronos) - Dopo il premio raccolto a novembre negli USA come la tecnologia più innovativa nel settore dei pneumatici (Autotech Breakthrough Awards), Cyber Tyre ha ricevuto - comunica Pirelli - altri tre prestigiosi riconoscimenti internazionali. Il primo in Francia, all'ottava edizione degli Automobile Awards, nella categoria “Sicurezza”. Il secondo da Autobest, giuria indipendente del settore automotive che rappresenta 32 Paesi europei. Il terzo dalla società statunitense di market analysis Frost & Sullivan che ha nominato Pirelli “Company of the year” per la portata innovativa di Cyber Tyre, tecnologia che “evidenzia come i sistemi digitali siano in grado di ridefinire anche i componenti tradizionali dell’automotive”, si legge nelle motivazioni. La giuria francese degli Automobile Awards, composta da 20 esperti del mondo automotive, ha premiato Pirelli per la capacità di aumentare la sicurezza dei veicoli attraverso l’innovazione espressa dalla tecnologia Cyber Tyre, una tecnologia che anticipa i rischi e rende la guida più sicura e intelligente: grazie ai sensori integrati nei pneumatici, connessi alla centralina della vettura, il sistema trasmette in tempo reale dati provenienti dalla strada, e consente ai sistemi di controllo di intervenire tempestivamente, ad esempio frenando in anticipo o riducendo gli spazi di frenata. Le informazioni raccolte dai pneumatici sensorizzati, grazie alla connettività V2X e agli algoritmi Pirelli che le processano in tempo reale, permettono anche di comunicare ai gestori delle infrastrutture lo stato delle strade e, nell’ottica delle Smart Road, eventuali situazioni di pericolo alle altre vetture connesse, così come informazioni utili alla gestione della mobilità. Autobest ha attribuito il riconoscimento 'SafetyBest' nell’edizione di quest’anno a Pirelli “per lo sviluppo pionieristico di una innovazione di eccezionale rilevanza per la sicurezza automobilistica”. Infine il riconoscimento di Frost & Sullivan “Company of the Year 2025” viene assegnato alle aziende capaci di anticipare le tendenze, portare sul mercato soluzioni innovative e generare al contempo valore concreto. Questo premio, assegnato nel campo “Global Smart Automotive Tire Market", rimarca il ruolo di Pirelli come leader nell’innovazione e guida del cambiamento che il mercato sta attraversando, grazie allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia fra le quali appunto il sistema intelligente Cyber Tyre. “Questi nuovi riconoscimenti - ha spiegato Andrea Casaluci, CEO di Pirelli - confermano che il ruolo del pneumatico è cambiato. Per oltre un secolo le tecnologie al suo interno si sono evolute, ma il suo ruolo è rimasto sempre lo stesso: trasmettere forze al terreno per garantire il controllo dei veicoli. Oggi il pneumatico si evolve e a questo primo scopo se ne aggiunge uno nuovo: grazie a Pirelli Cyber Tyre, ha iniziato a raccogliere e trasmettere anche dati, elaborati attraverso algoritmi sviluppati da Pirelli. Questi consentono di abilitare nuove funzionalità, sia all’interno dell’elettronica dei veicoli sia in relazione alle infrastrutture stradali, con potenzialità di sviluppo che guardano alle smart city e alla guida autonoma. La digitalizzazione e la connettività sono cardini irrinunciabili per progettare la mobilità del futuro e la nostra tecnologia, prima nel mondo del pneumatico, ha saputo coglierli, come confermano sia tali riconoscimenti sia le collaborazioni con i principali costruttori automobilistici” .
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Mg, in Europa vendite 2025 superano quota 300 mila unità (+30%)
(Adnkronos) - E' un 2025 da record quello che si prepara a chiudere MG Motor: il brand inglese, controllato dai cinesi di Saic, ha infatti raggiunto in questi giorni - per la prima volta - le 300.000 unità vendute fra Regno Unito e in Europa. Un traguardo frutto dell'aumento di quasi il 30% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando il marchio aveva registrato circa 233.000 unità. A trainare i risultati l'accoglienza ai modelli MG Hybrid+, tra cui il SUV di segmento C MG HS. In tutta Europa, peraltro, le vendite complessive delle auto ibride MG dall'inizio dell'anno hanno raggiunto le 137.000 unità, con un aumento di quasi il 300%. Nel frattempo, le vendite della gamma MG ZS hanno raggiunto le 123.000 unità, con una crescita del 32% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel corso del 2025, MG ha poi rafforzato la propria offerta di veicoli elettrici col lancio del nuovo SUV di segmento B MGS5 EV, per contribuire in modo crescente a facilitare l’accesso dei clienti europei alle nuove tecnologie. Anche la presenza sempre più capillare di MG nei mercati di tutta Europa - si sottolinea - sta favorendo la crescita del marchio che è ora attivo in 34 paesi e conta circa 1.300 partner commerciali. Quanto all'Italia - dove il marchio potrebbe chiudere l'anno intorno a quota 50 mila unità - sono 70 gli MG Store, con 150 punti vendita e 140 punti di assistenza distribuirti in maniera capillare sul territorio. Commentando i risultati Andrea Bartolomeo, Country Manager e Vice President SAIC Motor Italy, parla di "una crescita costante e sostenibile nonostante le sfide" sul mercato europeo. "Il raggiungimento di questi importanti traguardi sia a livello europeo con le 300.000 unità già raggiunte, che a livello italiano con le oltre 46.000 unità dei primi 11 mesi, testimoniano che le auto MG incontrano i gusti e le esigenze dei clienti europei, offrendo la giusta combinazione di design, tecnologia, qualità e competitività. Abbiamo in gamma tutte le tecnologie più avanzate e l’impegno continuo di MG nello sviluppo ci consentirà di ampliare ulteriormente l’offerta e rafforzare ancora la nostra posizione sul mercato” conclude il manager.
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