Nel calendario dello smartphone c'è un anno in cui si passa dal 4 al 15 ottobre
(Adnkronos) - Aprendo l'app del calendario sullo smartphone è possibile tornare indietro nel tempo, non solo di qualche anno, ma anche di secoli. E così si trova un anno in cui dal 4 ottobre si passa al 15 ottobre. Un buco di dieci giorni che non è un bug informatico. Nell'ottobre del 1582 avvenne lo storico passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano, che tuttora usiamo. Con il sistema precedente, introdotto al tempo di Giulio Cesare, la durata media dell’anno risultava di 365,25 giorni ma dal momento che la Terra impiega leggermente meno per compiere un giro completo attorno al Sole, nel corso dei secoli avvenne un progressivo slittamento all’indietro delle stagioni (circa un giorno ogni 128 anni), che non coincidevano più con le stagioni reali. Per questo motivo, nel 1582, papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano come correzione del precedente sistema, inserendo alcune eccezioni per gli anni bisestili in modo da ridurre l'errore futuro ed eliminando 10 giorni, dal 4 ottobre si passò appunto al 15. Tutto è ancora documentato: basta aprire l’app del calendario sullo smartphone e tornare indietro all'ottobre 1582.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Zuckerberg ridimensiona l’utopia virtuale: licenziamenti per finanziare l’IA
(Adnkronos) - Il futuro di Meta sembra allontanarsi progressivamente dalle lande virtuali per abbracciare i calcoli dell’intelligenza artificiale. La divisione Reality Labs, cuore pulsante del progetto di Mark Zuckerberg per la creazione del metaverso, si appresta infatti a subire una riduzione del personale pari a circa il 10% della sua forza lavoro totale. La decisione, comunicata internamente dal Chief Technology Officer Andrew Bosworth attraverso la convocazione di un incontro urgente in presenza, segna un punto di svolta critico per i circa 15.000 dipendenti del comparto, colpendo in modo particolare chi si occupa direttamente dello sviluppo di mondi digitali. Questa riorganizzazione non giunge inaspettata, ma segue una linea strategica già tracciata nelle scorse settimane, quando erano emersi piani per un taglio del 30% al budget destinato specificamente al metaverso. L'erosione delle risorse economiche e umane riflette la necessità di Meta di non perdere terreno nella corsa all'intelligenza artificiale generativa, settore che attualmente assorbe la maggior parte delle attenzioni e dei capitali del gruppo di Menlo Park. Il cambiamento di rotta suggerisce che la visione originaria di una realtà parallela totalmente immersiva stia cedendo il passo a tecnologie ritenute più immediate e scalabili nel breve termine. Mentre la piattaforma social VR e i visori dedicati faticano a generare un coinvolgimento di massa, l’attenzione del mercato e dei vertici aziendali si è progressivamente spostata verso prodotti più pragmatici, come gli occhiali intelligenti realizzati in collaborazione con Ray-Ban. Il successo di questi dispositivi, unito a una percezione pubblica che spesso descrive il metaverso come un esperimento privo di trazione, ha accelerato il processo di dismissione parziale. La scelta di Zuckerberg appare dunque come un riposizionamento forzato: meno investimenti in avatar virtuali e più risorse per gli algoritmi predittivi, nel tentativo di garantire la competitività di Meta nel nuovo scenario tecnologico globale.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Apple e Google ufficializzano la collaborazione per potenziare Siri con Gemini
(Adnkronos) - Apple ha ufficializzato l'integrazione dei modelli di intelligenza artificiale Gemini di Google all'interno del proprio ecosistema. La scelta, arrivata dopo una fase di valutazione interna, punta a fornire una base tecnologica solida per le future evoluzioni di Apple Intelligence, ritenendo l'architettura di Mountain View la più idonea per supportare i propri modelli di fondazione. L'accordo non si limita alla fornitura degli algoritmi, ma include l'utilizzo delle infrastrutture cloud di Google, segnando un passaggio cruciale per la strategia di Cupertino nel campo dell'IA generativa. Nonostante l'apertura a tecnologie esterne, la società guidata da Tim Cook ha ribadito che l'elaborazione dei dati continuerà a poggiare prioritariamente sull'hardware dei dispositivi e sul sistema Private Cloud Compute per tutelare la privacy degli utenti. Il fulcro dell'operazione riguarda il rilancio di Siri, che entro la fine dell'anno dovrebbe ricevere un aggiornamento significativo per comprendere meglio il contesto personale dell'utente e agire autonomamente tra le applicazioni. Tra le funzioni previste emerge "World Knowledge Answers", un sistema capace di sintetizzare informazioni provenienti dal web sfruttando le potenzialità di Gemini 3, modello che ha recentemente scalato le classifiche di settore. Questa accelerazione arriva dopo un periodo di instabilità interna, segnato dall'addio dello storico capo dell'IA John Giannandrea e dal passaggio del comando della divisione a Mike Rockwell, già responsabile del progetto Vision Pro. Il cambio al vertice e la collaborazione con Google, che segue il precedente accordo con OpenAI, confermano la volontà di Apple di trasformarsi in un aggregatore di modelli differenti, con possibili future aperture anche verso Anthropic e Perplexity
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Campi Flegrei: il modello sul "caso peggiore" esclude un'eruzione imminente
(Adnkronos) - Un nuovo studio scientifico, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Communications Earth and Environment" di Nature, offre una prospettiva inedita sull'evoluzione della caldera dei Campi Flegrei. La ricerca, condotta dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con l'Università di Ginevra, ha elaborato un modello a lungo termine basato sullo scenario più cautelativo, definito in letteratura come "the worst case" (il caso peggiore). L'assunto di partenza del modello è che il sollevamento del suolo registrato dal 2005 a oggi, così come le crisi degli anni '50, '70 e '80, sia riconducibile a intrusioni magmatiche a circa 4 chilometri di profondità. Questa ipotesi permette di studiare la risposta della crosta terrestre alle sollecitazioni del sottosuolo.
Nonostante i dati indichino la presenza di magma potenzialmente eruttabile e una pressione interna sufficiente a fratturare la crosta, l'evento eruttivo sarebbe attualmente ostacolato da vincoli fisici insormontabili. Luca Caricchi, professore all'Università di Ginevra, spiega che l'eruzione è frenata dalla "combinazione di diversi fattori, tra cui il ridotto volume del serbatoio magmatico e la deformazione viscosa della crosta circostante". Uno dei punti cardine della ricerca riguarda la dinamica dei fluidi all'interno della camera magmatica. Se il serbatoio ha dimensioni ridotte, un'eventuale frattura causerebbe un crollo immediato della pressione interna, togliendo al magma la spinta necessaria per completare la risalita. "Un'eventuale fuoriuscita di magma determinerebbe un repentino abbassamento della pressione interna che, a sua volta, non fornirebbe al magma energia sufficiente per arrivare in superficie", precisano i ricercatori Charline Lormand e Guy Simpson. In sintesi, il sistema attuale non possiede la "massa critica" per sostenere un'eruzione fino alla bocca vulcanica.
Evoluzione temporale del volume di magma e dei fluidi in eccesso a diverse temperature. La figura riporta i risultati per iniezioni di magma di uno spessore pari a 25 m, nonché i volumi massimo e minimo degli eventi di iniezione di magma. Il limite inferiore di ciascuna regione colorata si riferisce ai calcoli eseguiti considerando il volume minimo di magma iniettato in ciascun evento. I numeri vicino alle linee tratteggiate indicano il volume minimo e massimo di magma iniettato in ogni episodio. Le bande di colore differente rappresentano i volumi dei fluidi in eccesso (in blu e associati all'asse y destro) e del magma a diverse temperature presenti nel serbatoio magmatico nel tempo.
Sebbene le condizioni attuali siano rassicuranti, il modello analizza anche l'evoluzione futura. Se i tassi di sollevamento dovessero proseguire con l'intensità odierna, la sorgente magmatica potrebbe impiegare alcune decine di anni per accumulare volumi paragonabili a quelli dell'ultima eruzione storica, avvenuta nel 1538 (Monte Nuovo). Stefano Carlino (INGV) chiarisce che la scelta di questo scenario è la più prudente per la sicurezza della popolazione, pur sottolineando che la natura reale della sorgente del bradisismo, se magmatica o idrotermale, resta oggetto di dibattito. Allo stesso modo, Tommaso Pivetta (INGV) ribadisce che, nonostante le fratture crostali esistenti, "le condizioni attuali non risultano idonee a un evento eruttivo". La sfida della comunità scientifica rimane quella di affinare i sistemi di monitoraggio geofisico e geochimico per decifrare con precisione millimetrica i segnali che il vulcano invia dal profondo, riducendo l'incertezza sulle previsioni a lungo termine.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Meteore nei cieli italiani: smentito il caso pugliese di Bari , confermato un bolide nel Lazio
(Adnkronos) - Nelle ultime ore, diverse segnalazioni riguardanti un presunto bolide avvistato nei cieli della Puglia la sera di sabato 10 gennaio 2026 hanno occupato testate giornalistiche e piattaforme social. Tuttavia, i dati rilevati dalla rete Prisma (Prima rete italiana per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera) smentiscono ufficialmente l'ipotesi di un impatto meteoritico nel barese. Nonostante il fragore e la luminosità riportati dai testimoni, le camere all-sky del progetto Prisma — incaricate di monitorare costantemente la volta celeste per individuare la caduta di frammenti — non hanno registrato alcuna attività nell'orario indicato.
Dario Barghini, ricercatore presso l'INAF di Torino ed esperto della rete Prisma, ha chiarito la situazione: "Le nostre camere di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona, non hanno registrato alcun bolide nell'orario indicato, ovvero dopo le ore 18:00. Difficilmente, un evento del genere passerebbe inosservato". La mancanza di riscontri strumentali esclude dunque che il fenomeno acustico o visivo sia stato causato dall'ingresso di un corpo celeste nell'atmosfera sopra il territorio pugliese. Diverso è il caso di domenica 11 gennaio. Alle ore 22:09 locali (21:09 UT), un autentico bolide è stato catturato da ben cinque stazioni di osservazione situate tra Amelia, Napoli, Roma, San Sepolcro e Teramo. Grazie alla triangolazione dei dati, gli scienziati hanno potuto ricostruire con precisione l'evento.
L'oggetto è entrato in atmosfera a una quota di 90 km con una velocità di circa 27 km/s. Diretto verso nord-ovest, ha attraversato il braccio di mare compreso tra le isole di Ponza e Ventotene e la fascia costiera laziale tra Gaeta e Terracina. Durante il suo passaggio, durato circa due secondi e mezzo, il bolide ha subito una significativa decelerazione prima di estinguersi a poco più di 40 km di altezza. Le analisi fisiche hanno rivelato dettagli interessanti sull'orbita del frammento, definita come "molto eccentrica". Il corpo celeste seguiva un percorso spaziale che al perielio sfiorava l'orbita di Mercurio, mentre all'afelio si spingeva oltre la fascia principale degli asteroidi, verso l'orbita di Giove. Nonostante l'evento pugliese si sia rivelato un falso allarme, la comunità scientifica ribadisce l'importanza del contributo dei cittadini. Barghini ha concluso sottolineando che è fondamentale che tali fenomeni siano segnalati "perché sono comunque utili informazioni per noi ricercatori". Per facilitare questo processo, la rete Prisma mette a disposizione un apposito form di segnalazione bolidi sul proprio sito ufficiale. Immagine di cover: il bolide dell'11 gennaio 2026 ripreso dalla camera Prisma Itcp01 di Napoli. Crediti: Prisma/Inaf
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Disastri naturali, nel 2025 danni per 224 mld di dollari
(Adnkronos) - Nel 2025 i disastri naturali hanno causato perdite significative in tutto il mondo: complessivamente, i danni ammontano a circa 224 miliardi di dollari americani, di cui circa 108 miliardi sono stati coperti dagli assicuratori. E' quanto rivela il report di Munich Re, stando al quale il 2025 si aggiunge così alla lista, sempre più lunga, degli anni in cui le perdite assicurate hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari, nonostante le perdite siano state inferiori rispetto all'anno precedente. Nel 2024, le perdite complessive al netto dell'inflazione ammontavano a 368 miliardi di dollari, di cui 147 miliardi erano stati assicurati.
Le catastrofi meteorologiche hanno rappresentato il 92% di tutte le perdite del 2025 e il 97% delle perdite assicurate. Circa 17.200 persone hanno perso la vita in disastri naturali in tutto il mondo, un numero significativamente superiore a quello dell'anno precedente (circa 11.000), ma inferiore alla media decennale di 17.800 e alla media trentennale di 41.900. Stando all'analisi, nel 2025, il quadro generale è allarmante per quanto riguarda le inondazioni, le violente tempeste convettive e gli incendi boschivi. Un impatto crescente a lungo termine è attribuito a tali pericoli non di picco, che hanno portato a perdite totali pari a 166 miliardi di dollari lo scorso anno, di cui circa 98 miliardi erano assicurati. La distruzione causata da questi pericoli è stata superiore alle medie corrette per l'inflazione degli ultimi 10 e 30 anni (perdite complessive: 136 miliardi di dollari/90 miliardi di dollari; perdite assicurate: 60 miliardi di dollari/33 miliardi di dollari). "Alla luce di queste perdite estreme, è chiaro che nel 2025 il mondo è stato risparmiato da perdite potenzialmente molto più gravi solo per puro caso. Ciò vale in particolare per il fatto che nessun uragano ha colpito il territorio continentale degli Stati Uniti, sebbene vi si siano verificate forti tempeste", sottolinea lo studio. Gli incendi boschivi che hanno colpito l'area di Los Angeles nel mese di gennaio hanno costituito di gran lunga il disastro naturale più costoso dell'anno. Una combinazione pericolosa di siccità e forti venti invernali ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo degli incendi. Le perdite complessive sono state pari a circa 53 miliardi di dollari, comprese le perdite assicurate per circa 40 miliardi di dollari. Si tratta del disastro causato da incendi boschivi più costoso mai registrato. Il secondo disastro naturale più costoso dell'anno in termini di perdite complessive è stato il forte terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar. In termini di danni assicurati, i violenti temporali che hanno colpito per diversi giorni gli Stati centrali e meridionali degli Stati Uniti nel mese di marzo hanno causato il secondo disastro naturale più costoso del 2025.
Il 2025 per l'Europa ha visto perdite dovute a catastrofi naturali pari a circa 11 miliardi di dollari americani, di cui circa la metà era assicurata (media decennale: 35 miliardi di dollari/12 miliardi di dollari). Per Tobias Grimm, capo climatologo di Munich Re, "il riscaldamento globale aumenta la probabilità di catastrofi meteorologiche estreme. Dato che il 2025 è stato un altro anno molto caldo, gli ultimi 12 anni sono stati i più caldi mai registrati. I segnali di allarme persistono. Infatti, nelle circostanze attuali, il cambiamento climatico può peggiorare ulteriormente”. “L’anno è iniziato in modo difficile, con perdite molto elevate causate dagli incendi boschivi a Los Angeles. Solo per pura fortuna gli Stati Uniti sono stati risparmiati dagli uragani nel 2025. Tuttavia, il Paese è ancora al primo posto nelle statistiche sui sinistri, a causa della tendenza crescente a danni molto ingenti causati da pericoli non di picco. Dobbiamo essere realistici: adattarsi a questi rischi è essenziale. In linea con la nostra nuova strategia pluriennale Ambition 2030, Munich Re è pronta a mettere in campo la propria competenza e solidità finanziaria per assumersi ancora più rischi legati alle catastrofi naturali e rafforzare la rete di sicurezza assicurativa per l'economia globale", afferma Thomas Blunck, Member of the Board of Management.
---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
LEGO e Pokémon: annunciati i primi set ufficiali per il 2026
(Adnkronos) - Il Gruppo LEGO e The Pokémon Company International hanno ufficializzato il lancio della prima collezione LEGO Pokémon, la cui disponibilità sul mercato è prevista per il 27 febbraio 2026, in concomitanza con le celebrazioni del Pokémon Day. La linea di debutto si concentra su cinque creature storiche del franchise, proponendo modelli che spaziano dai piccoli set dinamici alle grandi installazioni da esposizione. La serie inaugurale introduce tre diverse soluzioni costruttive, progettate per riflettere le caratteristiche fisiche e i biomi d'appartenenza dei personaggi rappresentati:
Pikachu e Poké Ball (2.050 pezzi): il set permette di ricostruire il Pokémon di tipo Elettro mentre emerge da una Poké Ball. Il modello include una base nera a forma di fulmine che integra riferimenti numerici al Pokédex.
Venusaur, Charizard e Blastoise (6.838 pezzi): si tratta di uno dei set da esposizione più imponenti realizzati dall'azienda danese. Per la prima volta, le tre evoluzioni finali dei primi compagni d'avventura di Kanto sono riprodotte in scala con articolazioni mobili e una base modulare che richiama i rispettivi habitat naturali.
Eevee (587 pezzi): un modello più accessibile ma altamente snodabile, con arti, coda e testa mobili, pensato per pose dinamiche. La partnership mira a integrare la modularità dei mattoncini con l'estetica consolidata dei mostri tascabili. Julia Goldin, Chief Product & Marketing Officer del Gruppo LEGO, ha dichiarato: “Dare vita al mondo di Pokémon con i mattoncini LEGO è per noi un’opportunità entusiasmante e una grande responsabilità. Abbiamo lavorato per unire i nostri universi in modo da celebrare davvero la creatività, l’avventura e la meraviglia che i Pokémon rappresentano. Questa partnership apre un nuovo ventaglio di possibilità sia per gli Allenatori che per i costruttori, e non vediamo l’ora che i fan possano scoprire questi nuovi set LEGO Pokémon”. Sotto il profilo del design, Siddharth Muthyala, Design Director di LEGO Pokémon, ha evidenziato la cura dei dettagli: "Il nostro team ha affrontato il design di questi set con cura e passione immensa, assicurandosi che ogni dettaglio e ogni posa celebrino davvero ciò che rende questi personaggi così amati". Gaku Susai, di The Pokémon Company, ha aggiunto che la collaborazione punta a coniugare "il senso di avventura di Pokémon con il design attento e i dettagli accurati del Gruppo LEGO". Per accompagnare il lancio, è stata commissionata una serie fotografica che ritrae i modelli in ambientazioni reali, consultabile sul sito ufficiale LEGO.com/Pokemon. I nuovi prodotti sono disponibili in pre-ordine dalla data odierna. La vendita ufficiale inizierà il 27 febbraio 2026 attraverso i canali ufficiali e rivenditori selezionati. La collezione supporta inoltre l'integrazione con l'app Build Together, favorendo l'esperienza di costruzione collaborativa.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Riforma Ssn, Fnopi: "Valorizzare assistenza infermieristica territoriale"
(Adnkronos) - "Il disegno di legge delega al Governo per l'adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera va certamente nella direzione auspicata di una revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale, ma deve prevedere, sin dalla sua strutturazione iniziale, una centralità dei servizi di infermieristica territoriale, che costituiscono uno snodo cruciale per pazienti e cittadini, favorendo un approccio proattivo alla promozione della salute e alla gestione delle patologie". Così la Fnopi (Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche) commenta in una nota il passaggio in Consiglio dei ministri dello schema di disegno di legge collegato alla Finanziaria del 2024 che mira a implementare, attraverso uno o più decreti da emanare entro l'anno, il livello di tutela della salute in attuazione dell'articolo 32 della Costituzione, nel rispetto dei principi di equità e continuità del percorso assistenziale, con una specifica attenzione all'umanizzazione delle cure. "Dal momento della nascita fino agli ultimi momenti di vita, al pronto soccorso come nell'assistenza domiciliare, gli infermieri sono sempre presenti e centrali, assicurando anche una serie di prestazioni non intercettate dai Drg in uso", sottolinea la Fnopi. "La nuova figura dell'infermiere di famiglia e comunità, recepita da tutte le Regioni italiane grazie al lavoro capillare fatto dagli Ordini provinciali e dalle università - afferma Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Fnopi - è scelta sempre di più dai colleghi, soprattutto dai più giovani, e ha cambiato il paradigma dell'assistenza territoriale. L'importanza del ruolo dell'infermiere, peraltro ribadita dal ministro Schillaci nel corso della conferenza stampa successiva al Cdm, apre la strada a una modifica del testo approvato. Si auspica pertanto - conclude - che Governo e Parlamento colgano l'occasione per valorizzare il ruolo del'assistenza infermieristica territoriale, quale elemento imprescindibile per garantire equità, umanizzazione e appropriatezza delle cure".
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Farmaceutica: Jens Pii Olesen alla guida di Novo Nordisk Italia
(Adnkronos) - Jens Pii Olesen è il nuovo General manager di Novo Nordisk Italia. Lo rende noto l'azienda. Olesen, 57 anni, nato e cresciuto in Danimarca, sposato con due figli, si è laureato presso la facoltà di Economia alla Copenaghen Business School per poi seguire corsi executive alla Harvard Business School. Ha accettato questa nuova sfida dopo più di 25 anni di carriera in Novo Nordisk e porta nell’affiliata italiana una leadership esperta orientata all’innovazione con una visione strategica, esperienza nel lancio di prodotti e comprovata capacità di guidare crescita e trasformazione. Ha iniziato il suo percorso professionale in Novo Nordisk nel 2000 come Product Manager Diabetes nella sede svedese, per poi ricoprire ruoli di sempre maggiore responsabilità a livello regionale e globale, di cui tre come General manager. Nel suo più recente ruolo di Head of Cardio Metabolic Marketing in International Operations, ha ristrutturato con successo l’approccio di marketing per obesità e diabete e ha istituito un solido processo di pre-lancio e lancio, velocizzando le immissioni sul mercato. Precedentemente ha guidato la Turchia come General Manager, accelerando la crescita delle vendite e aumentando la redditività dell’affiliata. Prima ancora, nella divisione statunitense a Princeton, si è occupato di Market Development e Market Access. La nuova guida della sede italiana di Novo Nordisk conferma ancora una volta il ruolo strategico che l’Italia gioca nella visione del gruppo danese a livello internazionale, e consolida l’obiettivo di voler essere un’azienda farmaceutica partner del sistema promuovendo la salute con azioni concrete e creando valore aggiunto nel Paese attraverso la ricerca, l’innovazione e la sostenibilità ambientale.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salute: per diabetici niente 'reset punitivi' post feste ma ripartenza graduale
(Adnkronos) - Gennaio è il mese dei buoni propositi. Agende e app si riempiono di promesse di salute: diete 'miracolose', allenamenti intensivi, programmi detox e ripartenze 'con turbo', spesso con l’obiettivo di annullare gli eccessi delle feste. Ma per chi vive con il diabete - o è a rischio di svilupparlo - questo approccio può rivelarsi inefficace o addirittura una trappola. A mettere in guardia è la Società italiana di diabetologia (Sid): il nuovo anno non è il momento delle soluzioni drastiche, ma dei cambiamenti graduali e sostenibili, quelli che funzionano davvero perché possono essere mantenuti nel tempo. "Diete lampo, digiuni improvvisati e programmi 'tutto o niente' sono difficili da seguire e possono risultare controproducenti, se non pericolosi, per il controllo della glicemia - spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Sid -. Dopo le vacanze natalizie il corpo non ha bisogno di punizioni, ma di ritrovare un equilibrio. L’obiettivo non è 'rimediare' in pochi giorni, ma tornare con calma ad una routine fatta di pasti regolari, scelte alimentari consapevoli e movimento quotidiano". Uno dei falsi miti più diffusi a inizio anno è l’idea che solo stravolgendo tutto e adottando soluzioni drastiche si possano ottenere risultati clamorosi. "In realtà – sottolinea Buzzetti – sono i piccoli cambiamenti ripetuti nel tempo a fare la differenza: evitare bevande zuccherate, cucinare più spesso in casa, muoversi un po’ di più ogni giorno. Tutto questo ha un impatto sul controllo glicemico molto maggiore rispetto a qualsiasi dieta drastica". Lo stesso vale per l’attività fisica. Non serve iscriversi subito in palestra e seguire ritmi intensi destinati a durare pochi giorni. "È molto più efficace, nel lungo periodo, camminare di più, ridurre il tempo passato seduti e inserire il movimento nella vita quotidiana". Gennaio è anche il momento giusto per rivedere il rapporto con l’alcol. "Dopo settimane di brindisi è arrivato il momento di ridurre il consumo, virando su alternative analcoliche. Evitare l’alcol, oltre a far bene alla salute in generale – osserva Buzzetti – aiuta a migliorare il controllo glicemico, riduce il rischio di ipoglicemie e aumenta la sicurezza, soprattutto in chi assume farmaci o insulina. Vediamola in positivo: non si tratta di una rinuncia, ma della scelta di proteggerci". Un altro grande classico del 'down' dopo-vacanziero, è quello dei sensi di colpa, che a gennaio colpiscono soprattutto a tavola. "Colpevolizzarsi per ciò che si è mangiato durante le feste – chiarisce Buzzetti - non aiuta né la salute fisica né tanto meno quella mentale. Al contrario, un approccio più gentile verso noi stessi (anche non necessariamente 'indulgente') e porsi obiettivi realistici favorisce l’aderenza alle terapie, migliora il nostro rapporto con il cibo e rende più facile mantenere le buone abitudini nel lungo periodo". Tra i buoni propositi per il nuovo anno, ce n’è uno fondamentale: seguire correttamente le terapie. "Assumere i farmaci come prescritto, rispettare tempi e modalità indicate dal medico e non sospendere mai le cure di propria iniziativa ha un impatto sulla salute molto maggiore di qualsiasi dieta di moda - sottolinea Buzzetti -. È un obiettivo da mettere in agenda fin da gennaio". Il nuovo anno può quindi rappresentare una vera occasione di cambiamento, ma solo se si abbandona la logica del "tutto e subito". "Per chi convive con il diabete – conclude Buzzetti – il miglior buon proposito non è inseguire la perfezione, ma costruire giorno dopo giorno un equilibrio possibile e realistico, basato su scelte concrete, suggerite dal proprio medico, ponendosi obiettivi ragionevoli. Le scorciatoie non funzionano e, in alcuni casi, possono rivelarsi pericolose".
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










