OpenAI lancia la superapp: ChatGPT e il browser Atlas si fondono
(Adnkronos) - OpenAI ha avviato un processo di consolidamento dei propri prodotti desktop attraverso lo sviluppo di una superapp destinata a unificare ChatGPT, lo strumento di programmazione Codex e il browser proprietario Atlas. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l'iniziativa mira a eliminare la frammentazione interna che, negli ultimi mesi, avrebbe rallentato i cicli di sviluppo e compromesso gli standard qualitativi della società. Fidji Simo, CEO delle applicazioni di OpenAI, ha confermato in una nota interna la necessità di una maggiore focalizzazione operativa per evitare dispersioni in progetti ritenuti non prioritari. La mossa arriva in un momento di forte pressione competitiva, alimentata in particolare dai recenti successi di Anthropic e della sua piattaforma Claude Code. Nonostante il clamore suscitato lo scorso anno dal generatore video Sora e dall'acquisizione della società di hardware di Jony Ive, il management di OpenAI sembra ora intenzionato a dare priorità alla solidità del proprio ecosistema principale. La transizione segna il passaggio da una fase di esplorazione a una di razionalizzazione delle risorse, finalizzata a massimizzare l'impatto delle tecnologie già mature. Mentre la versione mobile di ChatGPT non subirà modifiche immediate, la strategia per i computer fissi si concentrerà sul potenziamento di asset strategici come Codex. L'obiettivo dichiarato è quello di migliorare l'esperienza utente raggruppando le diverse funzionalità sotto un unico tetto, riducendo al minimo quelle che Simo ha definito "quest secondarie". Al momento, i portavoce ufficiali dell'azienda hanno preferito non rilasciare commenti dettagliati in merito alle tempistiche di rilascio dell'integrazione finale.
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Nuova espansione per l'app GCC Pokemon Pocket: arriva Mega Splendore - Il trailer ufficiale
(Adnkronos) - The Pokemon Company ha annunciato l'introduzione dei Pokémon Megaevoluzione in versione cromatica, Mega Splendore, una dinamica che vedrà il debutto di figure come Mega Charizard X e Mega Gengar. Sotto il profilo tecnico e visivo, le nuove carte sono caratterizzate da illustrazioni dinamiche che reagiscono all'inclinazione del dispositivo, producendo effetti di luce variabili grazie a un sistema di rendering grafico ottimizzato. Oltre all'arricchimento del catalogo, l'ecosistema dell'applicazione prevede un calendario strutturato di attività per i mesi di marzo e aprile. Tra le iniziative principali figura l'Evento Emblema, programmato tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, che permetterà ai giocatori di ottenere oggetti rari come la "Sabbialuce".
Ecco il trailer
Seguiranno eventi dedicati alla community, focalizzati sullo scambio di carte per l'acquisizione di clessidre e accessori, e sessioni di battaglie individuali specifiche per l'ottenimento di pacchetti promozionali della Serie B vol. 6. Il piano di rilascio include inoltre la modalità "Pesca Misteriosa", attiva nella seconda metà di aprile, che renderà disponibili carte promozionali di Gastly e Wigglytuff attraverso missioni dedicate e l'utilizzo di buoni negozio evento. Questa strategia di aggiornamenti costanti mira a mantenere elevato il tasso di interazione, offrendo premi variabili che spaziano dagli accessori estetici ai potenziamenti per il gioco competitivo. I dettagli completi sulle nuove meccaniche e il trailer ufficiale sono consultabili sul canale YouTube e sul portale istituzionale Pokemon.it/GCCPocket.
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MO: l'analisi, da materie prime a tassi interesse, l'impatto sul mercato immobiliare italiano
(Adnkronos) - E' complesso prevedere gli effetti che la guerra del Golfo potrà avere sul mercato immobiliare italiano; tuttavia, alla luce degli eventi geopolitici avvenuti negli ultimi anni, Adnkronos/Labitalia può delineare alcune riflessioni con gli esperti analisti del Gruppo Tecnocasa che costantemente tengono monitorato il settore. “L’escalation del conflitto, con il coinvolgimento diretto dell’Iran e di altri Paesi del Golfo, sta influenzando le aspettative sui tassi. Le tensioni nell’area stanno infatti spingendo al rialzo i prezzi di petrolio e gas e rischiano di compromettere le catene di approvvigionamento globali, con possibili effetti sull’inflazione. Le Banche Centrali potrebbero essere costrette a un’inversione di rotta della loro politica monetaria anche se nella riunione di ieri la Banca Centrale Europea, con riferimento al conflitto in Medio Oriente e in linea con quanto fatto ieri dalla Fed, ha mantenuto i tassi d'interesse fermi. Lo scenario dei tassi di interesse dipenderà dall'intensità e durata del conflitto in Iran e da come i prezzi energetici si ripercuoteranno sull'inflazione generalizzata”, afferma Oscar Cosentini, presidente Kìron Partner spa. “Un contesto inflattivo più complesso inciderebbe, quindi, sul mercato dei mutui con un possibile rallentamento della domanda, soprattutto da parte di chi necessita di un finanziamento consistente. Le pressioni sui prezzi si inseriscono in un quadro caratterizzato da anni difficili per il potere d’acquisto delle famiglie che, di fronte a una prospettiva peggiorativa dei loro bilanci, potrebbero sperimentare un calo di fiducia e accentuare un comportamento di attesa rispetto all’acquisto della casa. Al tempo stesso però l’immobile continua a essere percepito come un bene rifugio per i risparmi, come dimostrano le dinamiche positive registrate dopo la pandemia e l’inizio della guerra in Ucraina. Dal 2021, infatti, le compravendite residenziali sono rimaste stabilmente sopra quota 700 mila, raggiungendo 766.756 unità nel 2025, un risultato significativo e di rilievo per il settore”, spiega Fabiana Megliola, responsabile Ufficio studi Gruppo Tecnocasa. “L’aumento dei costi delle materie prime - aggiunge Megliola - potrebbe penalizzare le nuove costruzioni e frenare i progetti di ristrutturazione, indirizzando l’attenzione verso abitazioni in buono stato e incrementando la scontistica sugli immobili da riqualificare. Un conflitto prolungato rischia anche di rallentare la ripresa del comparto manifatturiero italiano, incidendo sulle decisioni di investimento delle imprese, incluse quelle inerenti al real estate”. “Se questi scenari si verificassero - precisa Cosentini - la crescita del Pil italiano sarà rivista al ribasso, intorno allo 0,3%. Goldman Sachs segnala anche che, qualora le tensioni continuassero oltre 60 giorni e il prezzo del petrolio superasse i 150 dollari al barile, non sono da escludere inevitabili ricadute economiche dovute alla incertezza sulla reale durata del conflitto”. Sul fronte immobiliare internazionale, un aumento dell’instabilità nell’area del Golfo potrebbe spingere parte degli investitori a privilegiare contesti più sicuri, tra cui l’Europa e l’Italia, con potenziali benefici per il mercato immobiliare. “Dall’avvio della guerra in Ucraina - osserva Megliola - ad esempio le reti del Gruppo Tecnocasa hanno osservato un incremento di investitori polacchi orientati verso il mercato italiano, residenziale e turistico. Anche il segmento degli immobili di prestigio potrebbe beneficiare della situazione”. Infine, il conflitto sta avendo effetti immediati sul turismo globale, con numerose cancellazioni e uno spostamento della domanda verso destinazioni europee, Italia inclusa. Questo potrebbe tradursi in un impatto positivo sul settore turistico nazionale e, indirettamente tramite la creazione di ricchezza, anche sul mercato immobiliare.
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Ricerca, Wired Health: esperti a confronto su innovazione in medicina, salute e Ssn
(Adnkronos) - Edizione numero nove per Wired Health, l’evento dedicato alle nuove tecnologie per la salute con dialoghi e approfondimenti che aiutano a comprendere le innovazioni che abbracciano medicina, salute e sistemi sanitari. La parola chiave di questo appuntamento (Beyond) - informano gli organizzatori - sottolinea la necessità di andare oltre gli attuali confini della scienza medica, e oltre gli ostacoli che fungono da freno al talento umano. Partner dell’iniziativa che si è svolta a Milano, patrocinata da Comune di Milano e Assolombarda, è la Fondazione Bracco, corporate foundation del Gruppo Bracco – azienda che opera nel campo della diagnostica per immagini e dei mezzi di contrasto - che da anni valorizza l’applicazione delle tecniche di imaging non invasivo allo studio e alla conservazione delle opere d’arte. “Abbiamo scelto il sottotitolo ‘Beyond’ - spiega Luca Zorloni, direttore Wired Italia - perché riteniamo che oggi, alla luce della questione demografica, delle trasformazioni geopolitiche e della sfida tecnologica, sia necessario ripensare i confini e le geografie di tutto ciò che comporta e può contribuire a una buona salute. L'abbiamo fatto parlando di neuroscienze con il San Raffaele e con tante start up, che ci hanno portato dei progetti di grande visione, ma anche con Bracco, che ha mostrato come le tecniche diagnostiche, come la radiografia, possano essere applicate in un campo diverso, ovvero quello dell'arte. Le scienze hanno dei fondamentali tecnologici enormi che oggi, con la sfida dell'Ai, da un lato, e del supercalcolo dall’altro, possono portare a un grande progresso e ad un avanzamento per il nostro servizio sanitario nazionale”. L’evento ha raccontato i progressi raggiunti in anni di studi diagnostici sostenuti proprio da Fondazione Bracco che ha approfondito gli aspetti del progetto ‘Art from Inside’, attraverso la voce di Isabella Castiglioni, direttrice della ricerca, sviluppo e innovazione del Cdi – Centro diagnostico italiano e professore di Fisica applicata all'università degli studi di Milano-Bicocca: “Bracco supporta da sempre progetti di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso diagnostica per immagine che unita a tutte le sue tecniche, permette di studiare un’opera d’arte senza manipolarla, bensì andando oltre, ed interagendo con tutti gli strati dell’opera stessa per misurare le risposte in termini di pigmenti, di disegno preparatorio e di supporto. Le radiografie e le tac ad altissima risoluzione e di ultima generazione ci hanno consentito di esplorare le opere con algoritmi e metodi di acquisizione particolari, dando delle informazioni molto importanti ai restauratori”.
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LinkedIn annuncia Patches, il nuovo puzzle game che sfida i professionisti
(Adnkronos) - L'annuncio del nuovo puzzle di logica Patches segna un ulteriore passo nell'integrazione tra intrattenimento e networking professionale. Il gioco entra a far parte della collezione LinkedIn Games in un contesto globale che vede l'Italia stabilmente tra i primi dieci mercati al mondo per numero di utenti attivi nel settore videoludico. Patches si aggiunge a una library di titoli già consolidati, tra cui Zip, Mini Sudoku e Queens, che hanno permesso alla piattaforma di superare la soglia degli 8 milioni di giocatori attivi ogni settimana, trasformando brevi momenti di pausa in opportunità di stimolazione cognitiva. I dati relativi al comportamento degli utenti evidenziano come la categoria dei giochi di logica favorisca una fidelizzazione elevata: circa l'86% dei giocatori torna sulla piattaforma il giorno successivo alla prima sessione, mentre l'82% mantiene l'attività costante dopo una settimana. Questa dinamica non viene interpretata come una semplice distrazione, ma come un modo per stimolare il ragionamento e creare quello che gli esperti definiscono un "terreno comune" per avviare conversazioni e interagire con il proprio network in modo meno formale ma produttivo. Parallelamente al lancio del nuovo titolo, è stato introdotto un aggiornamento della Connections Leaderboard. Questa classifica sociale consente di confrontare i propri risultati con quelli della rete professionale, introducendo una componente competitiva che potenzia l'engagement. Nelle prossime settimane sono previste ulteriori implementazioni tecniche, come la possibilità di reagire direttamente ai punteggi altrui, salvare contatti specifici tra i preferiti e consultare lo storico delle classifiche giornaliere per monitorare i progressi del network. L'investimento continuo in questa tipologia di contenuti riflette una strategia orientata a offrire spazi interattivi dove i professionisti possono mettersi alla prova con sfide di strategia e problem solving. Come indicato dai responsabili editoriali, l'obiettivo è fornire strumenti che aiutino gli utenti a trovare nuove modalità di connessione e dialogo attraverso la "pausa attiva".
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L'evoluzione delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale agentica nelle imprese
(Adnkronos) - Il passaggio delle aziende dalla fase sperimentale dell'intelligenza artificiale (AI) all'implementazione su larga scala richiede infrastrutture capaci di gestire la complessità dei dati e i requisiti di governance. Recenti analisi di mercato indicano che solo il 42% delle imprese nordamericane possiede una maturità del dato sufficiente a garantire un ritorno sull'investimento (ROI) misurabile. In questo scenario, la capacità di combinare una gestione solida dei dati con un'infrastruttura sicura on-premise diventa un fattore determinante per il successo produttivo delle soluzioni di "Agentic AI". L'aggiornamento dei sistemi di archiviazione e calcolo accelerato permette oggi di mantenere i dati in prossimità delle risorse di elaborazione, migliorando l'efficienza dei carichi di lavoro intensivi. Le nuove opzioni includono il supporto alle architetture NVIDIA Blackwell, sia con raffreddamento ad aria che a liquido, offrendo flessibilità nello sviluppo e nel fine-tuning dei modelli.
Octavian Tanase, chief product officer di Hitachi Vantara, ha osservato: “l’AI sta entrando nella fase di produzione più rapidamente di quanto le infrastrutture dati di molte organizzazioni siano pronte a supportare”. L'obiettivo delle nuove soluzioni software è fornire maggiore controllo nel passaggio dai progetti pilota alla produzione industriale. Un elemento centrale di questa evoluzione è l'introduzione di blueprint AI che definiscono ruoli strutturati per gli agenti virtuali, distinti in "supervisor" e "worker". Mentre i secondi eseguono i compiti operativi, i primi coordinano i flussi di lavoro multi-agente, automatizzando processi complessi sotto una supervisione costante. L'integrazione di standard aperti come il Model Context Protocol (MCP) consente inoltre agli agenti di connettersi in modo sicuro a fonti dati esterne e distribuite, eliminando la necessità di trasferimenti massivi di informazioni e preservando la sovranità del dato all'interno degli ambienti aziendali.
La collaborazione strategica tra fornitori di storage e tecnologie di networking punta a semplificare l'accesso ai dataset storici, migliorando la spiegabilità dei sistemi AI. Jason Hardy, vice president di NVIDIA, ha sottolineato: “Un’infrastruttura AI full-stack ottimizzata per le esigenze enterprise consente alle organizzazioni di supportare una gamma più ampia di risultati AI mantenendo le performance e la coerenza operativa”. Le nuove architetture di riferimento promettono disponibilità dei dati costante e flessibilità per ambienti hybrid cloud, elementi essenziali per le imprese che mirano a una trasformazione digitale sicura e scalabile.
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"Innovazione, AI e Cybersecurity: verso un nuovo paradigma nazionale", il confronto sulla resilienza informatica
(Adnkronos) - Il dibattito sulla trasformazione digitale si sposta nelle sedi istituzionali con un focus sulla necessità di consolidare l'autonomia tecnologica europea e nazionale. Presso Palazzo Giustiniani, rappresentanti del Governo, delle agenzie di sicurezza e del comparto industriale si sono riuniti per analizzare l'impatto dell'intelligenza artificiale e della cybersicurezza sugli asset strategici del Paese. L'incontro ha delineato come la competizione globale non riguardi più esclusivamente i domini fisici, ma si estenda in modo pervasivo al cyberspazio e alla gestione dei flussi informativi, rendendo la protezione dei dati un pilastro della stabilità economica. La transizione verso un modello industriale avanzato richiede, secondo le analisi emerse, una visione di lungo periodo che superi la gestione delle emergenze. Il senatore Gianluca Cantalamessa ha evidenziato come l’attuale esecutivo miri a recuperare il distacco rispetto ad altri Paesi in settori chiave, sottolineando che l’ambizione è quella di "tornare ad avere una visione di politica industriale, partendo da asset fondamentali come banche dati, intelligenza artificiale e tecnologie avanzate". Questa prospettiva si intreccia con l'esigenza di un ecosistema dell'innovazione integrato, dove la sovranità digitale europea diventa l'obiettivo comune per garantire competitività e sicurezza. “L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale incidono sulla competitività del Paese. È necessario rafforzare l’ecosistema dell’innovazione con la collaborazione tra istituzioni, imprese, università e giovani talenti, per consentire all’Italia di partecipare alla costruzione della sovranità digitale europea”, ha affermato il Presidente dell’ANGI Gabriele Ferrieri. Nel panel si è discusso di intelligenza artificiale, sicurezza informatica e competizione tecnologica tra Stati. Il ruolo dell'etica e dei valori democratici nell'implementazione degli algoritmi è stato uno dei punti cardine della discussione tecnica. La difesa digitale non viene più intesa solo come una barriera tecnica, ma come un processo che deve riflettere i principi civili occidentali. L'analista politico Guido George Lombardi ha infatti spiegato che la priorità deve essere "l'integrazione di un solido sistema di valori all'interno dei processi di Intelligenza Artificiale", aggiungendo che è necessario "dotare le macchine di una 'coscienza normativa' e di sensori capaci di leggere la realtà esterna in modo oggettivo". In questo contesto, l'innovazione deve procedere di pari passo con la sicurezza per evitare che l'IA diventi un fattore di rischio imprevedibile. Infine, l'attenzione si è spostata sulla natura multidimensionale della minaccia cibernetica, che oggi include il cosiddetto "dominio cognitivo". Le informazioni e la percezione dei dati sono diventate strumenti di confronto tra Stati, rendendo indispensabile il potenziamento della cyber threat intelligence. Giuseppe Mocerino, presidente di Netgroup S.p.A., ha ribadito che la cybersicurezza è ormai una "dimensione strategica della sicurezza nazionale", sottolineando quanto sia decisivo "rafforzare il legame tra ricerca, industria e istituzioni e investire in intelligenza artificiale". L’incontro si è concluso con la consapevolezza che solo attraverso il trasferimento tecnologico e il potenziamento delle competenze specifiche l'Italia potrà rispondere con resilienza alle sfide della geopolitica digitale.
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Mobilità nord Italia 2026: lo studio Geotab sui dati flotte
(Adnkronos) - L'integrità delle infrastrutture stradali del Nord Italia è stata oggetto di un monitoraggio intensivo nel periodo compreso tra il 6 e il 22 febbraio 2026. Lo studio condotto da Geotab Inc. ha analizzato i dati provenienti dalle flotte connesse nelle aree di Milano, Verona e Cortina d’Ampezzo, evidenziando come la gestione della mobilità abbia risposto a un incremento significativo dei volumi di traffico. L'analisi si è focalizzata su indicatori quali la durata dei tragitti, la velocità media e le emissioni, offrendo un quadro dettagliato della capacità di assorbimento della rete viaria nazionale di fronte a eventi di Rispetto allo stesso periodo del 2025, i viaggi per veicolo sono cresciuti del 99% nel quartiere di Santa Giulia e del 98% a Verona, con picchi significativi in corrispondenza delle cerimonie ufficiali. Al contrario, l'area di Rho Fiera ha registrato un incremento più contenuto (+32%), beneficiando di un’infrastruttura già dimensionata per gestire volumi elevati di transitoportata globale. Nelle aree urbane di Milano e Verona, l'aumento della circolazione è stato marcato ma differenziato.. Il dato più rilevante riguarda però Cortina d’Ampezzo, dove il volume di traffico è aumentato del 1.456%, segnando la trasformazione più radicale nella mobilità quotidiana del territorio alpino. Sotto il profilo della fluidità, lo studio rileva che l'intensificazione dei viaggi non ha compromesso drasticamente la velocità media nei centri urbani. A Milano (San Siro e Santa Giulia) e Verona, le variazioni di velocità sono rimaste contenute entro i 2 km/h, segno di una viabilità sostanzialmente stabile nonostante il carico aggiuntivo. Le aree suburbane, come Assago, hanno invece subito rallentamenti più evidenti, con una diminuzione della velocità media di 7,8 km/h.
Secondo Stefano Peduzzi, Vice President Technology Solutions & Operations Europe di Geotab, “organizzare gli eventi in aree geografiche diverse ha consentito di distribuire l’impatto del traffico anziché concentrarlo”.
Un aspetto inaspettato emerge dall'analisi delle emissioni di CO2. Nonostante l'aumento dei viaggi, in zone come San Siro si è registrata una diminuzione delle emissioni del 29% rispetto al 2025. Questo fenomeno è riconducibile a una variazione nella natura degli spostamenti: i tragitti sono diventati più numerosi ma sensibilmente più brevi ed efficienti, con una riduzione del consumo medio di carburante del 14% per singolo viaggio. Al contrario, a Verona l'aumento delle distanze percorse (+12%) cha portato a una crescita proporzionale della CO2 (+75%). In termini di pianificazione futura, i dati evidenziano come la telematia possa fungere da supporto decisionale. Il monitoraggio ha mostrato un aumento generalizzato dei tempi di fermo dei veicoli, con incrementi fino al 50% ad Assago, suggerendo che le criticità maggiori risiedano nella gestione degli snodi logistici piuttosto che nella capacità delle arterie principali. La capacità dei veicoli connessi di fornire raccomandazioni “data-driven” si conferma dunque uno strumento essenziale per ottimizzare la connettività dell'ultimo miglio e la resilienza delle infrastrutture durante eventi ad alta densità di traffico.
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Scoperta la falla "DarkSword", ecco perché milioni di utenti Apple sono in pericolo
(Adnkronos) - Il Google Threat Intelligence Group (GTIG), in coordinamento con i partner industriali Lookout e iVerify, ha identificato una nuova minaccia che sfrutta molteplici vulnerabilità zero-day per colpire i dispositivi Apple in contesti geopolitici critici. Il panorama della cybersecurity mobile ha registrato una significativa evoluzione con l'identificazione di "DarkSword", una catena di exploit "full-chain" progettata per compromettere integralmente i dispositivi iOS. Secondo il monitoraggio effettuato dal GTIG, questa minaccia è stata adottata da diversi attori, inclusi fornitori di sorveglianza commerciale e gruppi statali, per colpire obiettivi in Arabia Saudita, Turchia, Malesia e Ucraina. La proliferazione di questo strumento tra attori disparati ricalca modelli già osservati in precedenza, evidenziando un mercato sempre più attivo nello scambio di strumenti di spionaggio digitale avanzato. Sotto il profilo tecnico, DarkSword è compatibile con le versioni di iOS comprese tra la 18.4 e la 18.7. La catena sfrutta sei diverse vulnerabilità per distribuire payload di fase finale, identificati nelle famiglie malware GHOSTBLADE, GHOSTKNIFE e GHOSTSABER. Tra i gruppi che hanno integrato questo exploit nelle proprie operazioni figura UNC6353, un cluster di minaccia precedentemente associato a campagne di spionaggio, che ha recentemente adottato DarkSword per attacchi di tipo "watering hole". Le vulnerabilità utilizzate includono falle nella gestione della memoria di JavaScriptCore (CVE-2025-31277 e CVE-2025-43529) e bypass dei Pointer Authentication Codes (PAC) in dyld (CVE-2026-20700). Un caso studio rilevante riguarda l'attività del gruppo UNC6748, che nel novembre 2025 ha utilizzato un sito contraffatto a tema Snapchat per colpire utenti in Arabia Saudita. Il processo di infezione prevedeva l'uso di JavaScript offuscato e IFrame dinamici per prevenire la reinfezione degli stessi soggetti e ostacolare l'analisi dei ricercatori. "Il loader è stato modificato per recuperare un payload RCE", simulando il comportamento di applicazioni legittime per mascherare l'esfiltrazione dei dati. Apple ha provveduto a correggere le falle con il rilascio di iOS 26.3, ma la persistenza di tali attacchi sottolinea la necessità di aggiornamenti tempestivi o, in alternativa, dell'attivazione della "Lockdown Mode" per i profili ad alto rischio. La ricerca collettiva conferma che l'analisi dei dati e delle infrastrutture digitali è fondamentale non solo per la prevenzione, ma come "supporto decisionale in tempo quasi reale". La telematica e la threat intelligence si confermano strumenti essenziali per comprendere le dinamiche di attacco e proteggere l'integrità dei sistemi operativi mobili su scala globale. Attraverso il lavoro congiunto con iVerify e Lookout, è stato possibile mappare i domini coinvolti e inserirli nei protocolli di Safe Browsing, garantendo una risposta coordinata a una delle minacce più sofisticate degli ultimi anni.
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L'ora legale aumenta i rischi per cuore e crescono infortuni sul lavoro, i 5 consigli dell'esperta
(Adnkronos) - Un’ora in meno di sonno è responsabile "di un aumento degli infarti miocardici acuti e della crescita degli incidenti stradali e degli infortuni sul lavoro". Questi sono solo alcuni degli effetti concreti sulla salute pubblica, osservati e svelati in questi anni da una serie di ricerche epidemiologiche nei giorni immediatamente successivi al passaggio all’ora legale che quest’anno ritornerà nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 marzo. "Un cambiamento apparentemente minimo, appena un’ora in meno di sonno, ma che per il nostro organismo può rappresentare un vero e proprio mini jet-lag sociale". Sono i risultati dello studio scientifico 'Daylight savings time and myocardial infarction', pubblicati sul 'Journal of the American College of Cardiology', "è stato riscontrato un aumento di circa il +3/4% dei casi di infarto miocardico acuto (Ima) che richiedono angioplastica coronarica percutanea (Pci)" il lunedì successivo al cambio dell'ora legale primaverile. Sulla base dei risultati di un altro studio riportati anche dal 'Journal of Applied Psychology' è emerso come, rispetto agli altri giorni, "nei lunedì immediatamente successivi al passaggio all'ora legale (in cui si perde 1 ora di sonno), i lavoratori subiscono un maggior numero di infortuni sul lavoro (+5/6% in media), con infortuni di maggiore gravità". E ancora, secondo quanto svelato dallo studio 'The Impact of Daylight Saving Time on Sleep and Circadian Rhythms', si registra una maggiore frequenza di incidenti stradali con errori legati alla riduzione dell’attenzione e delle ore di sonno. La causa principale è la privazione di sonno, che comporta un aumento degli ormoni dello stress, una maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico e un’alterazione di diversi meccanismi metabolici. Durante le ore centrali della notte, infatti, il nostro organismo attiva alcuni processi fondamentali per la salute, tra cui: la produzione di melatonina, uno dei più potenti antiossidanti naturali e un regolatore chiave del ritmo circadiano; la secrezione dell’ormone della crescita, essenziale per la riparazione dei tessuti e il recupero dell’organismo e la regolazione del metabolismo energetico e della sensibilità insulinica. "Il nostro organismo è regolato da ritmi circadiani molto precisi, sincronizzati principalmente dalla luce naturale – spiega Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in medicina interna e angiologia – Con il passaggio all’ora legale ci troviamo improvvisamente a svegliarci quando, per il nostro orologio biologico, sarebbe ancora un’ora prima: questo crea una forma di jet-lag sociale che può disturbare sonno, metabolismo e sistema cardiovascolare". Anche una breve alterazione del ritmo circadiano può avere effetti misurabili sull’organismo: il sonno diventa meno profondo e ristoratore, aumenta la stanchezza durante il giorno, la concentrazione si riduce e possono comparire temporanee alterazioni dell’equilibrio metabolico. “Il nostro organismo non segue l’orologio sociale, ma quello biologico – prosegue Tomasi – Anche uno spostamento di un’ora può creare un piccolo jet-lag che incide su sonno, metabolismo e cuore. Prepararsi al cambio dell’ora significa proteggere la propria salute.” Ecco, secondo Tomasi, alcuni semplici accorgimenti che possono aiutare l’organismo ad adattarsi meglio al cambiamento provocato dal ritorno dell’ora legale: 1) Anticipare gradualmente il sonno: nei 3-4 giorni precedenti al cambio dell’ora è utile andare a dormire 15-20 minuti prima ogni sera; 2) Esporsi alla luce naturale al mattino: la luce del mattino è il principale sincronizzatore dell’orologio biologico. Uscire all’aperto entro la prima ora dal risveglio aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano; 3) Ridurre caffeina e stimolanti nel pomeriggio: meglio evitare caffè e bevande stimolanti dopo metà giornata per favorire l’addormentamento; 4) Limitare la luce artificiale la sera: schermi luminosi e luci intense nelle ore serali possono interferire con la produzione di melatonina; 5) Mantenere orari regolari per sonno e pasti: la regolarità quotidiana aiuta il cervello e il metabolismo a mantenere sincronizzati i ritmi biologici.
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