Yamaha Welcome Back Home: controllo gratuito per moto usate

(Adnkronos) - Quando si acquista una moto usata da un privato, il primo dubbio riguarda sempre lo stato reale del veicolo. È proprio su questo punto che si inserisce la nuova iniziativa Yamaha, pensata per offrire maggiore trasparenza e sicurezza a chi entra in possesso di un mezzo di seconda mano. Con il servizio Yamaha Welcome Back Home, la casa giapponese mette a disposizione dei motociclisti un sistema di verifica dedicato, accessibile presso la rete ufficiale. L’obiettivo è chiaro: fornire una valutazione tecnica precisa e professionale, riducendo le incertezze che spesso accompagnano questo tipo di acquisto. Il servizio si rivolge a chi ha acquistato una moto o uno scooter Yamaha da un privato e desidera avere un quadro completo delle condizioni del mezzo. Attraverso una diagnosi elettronica gratuita, i tecnici specializzati analizzano i principali parametri del veicolo, offrendo un riscontro affidabile e dettagliato.  Il processo è semplice ma altamente qualificato. Il proprietario può recarsi presso una concessionaria ufficiale Yamaha, dove il veicolo viene sottoposto a controlli elettronici eseguiti con strumenti specifici e competenze certificate. Questo tipo di verifica permette di individuare eventuali criticità, ma anche di confermare lo stato di efficienza della moto. Il risultato è una maggiore consapevolezza per il proprietario, che può affrontare l’utilizzo quotidiano con più serenità e sicurezza. L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia, che punta a valorizzare il ciclo di vita dei veicoli Yamaha anche nel mercato dell’usato. In un contesto in cui le compravendite tra privati rappresentano una quota significativa, avere un supporto tecnico ufficiale diventa un elemento distintivo. Secondo le stime interne, il mercato dell’usato tra privati rappresenta una parte rilevante delle transazioni complessive. Proprio per questo, strumenti come Welcome Back Home rispondono a un’esigenza reale: ridurre l’incertezza e garantire maggiore trasparenza. 
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Peugeot rilancia il benzina: nuovo motore Turbo 100

(Adnkronos) - Nel pieno della transizione elettrica, Peugeot continua a lavorare anche sul motore termico. Non per opporsi al cambiamento, ma per adattarlo alla realtà. Perché, al di là delle strategie, il benzina resta ancora una scelta concreta per molti. Il nuovo Peugeot Turbo 100 nasce proprio con questo obiettivo: migliorare quello che già c’è, senza complicarlo. Un tre cilindri da 1.2 litri che debutterà sulla 208 e poi sulla 2008, con un’impostazione chiara. Più fluido, più efficiente, più facile da usare tutti i giorni. Non è tanto una questione di numeri, anche se i 101 CV e soprattutto i 205 Nm disponibili già a bassi regimi danno un’indicazione precisa. Il lavoro vero è nella risposta. Nella capacità di essere pronto senza dover insistere sull’acceleratore o scalare continuamente marcia.  Il dato più interessante è che non si tratta di un semplice aggiornamento. Peugeot ha rivisto circa il 70% dei componenti. Non solo dettagli, ma parti fondamentali: turbocompressore, iniezione, pistoni, blocco motore. Il nuovo turbo a geometria variabile è uno degli elementi chiave. Serve a rendere il motore più elastico, meno “vuoto” ai bassi e più sfruttabile nella guida reale. Quella fatta di traffico, ripartenze e sorpassi, non di dati su carta. Poi c’è tutto il lavoro sull’efficienza. Iniezione a 350 bar, ciclo Miller, riduzione degli attriti interni. Interventi che non si vedono, ma che nel tempo incidono su consumi e comportamento. Un altro segnale importante riguarda l’affidabilità. La scelta della catena di distribuzione, insieme alla revisione di componenti come pistoni e fasce, va nella direzione di una maggiore durata e di una gestione più stabile nel tempo. Anche i test dichiarati, milioni di chilometri e migliaia di ore al banco, indicano che il focus non è solo sulle prestazioni, ma sulla tenuta nel lungo periodo. Infine, la manutenzione. Intervalli più lunghi, meno passaggi in officina. Un aspetto che, al di là dei numeri, racconta bene la filosofia del progetto: semplificare, senza rinunciare all’efficienza. 
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Corso off-road per due persone in omaggio con l’acquisto di un INEOS

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INEOS Automotive dal 19 marzo al 30 aprile 2026 per chi acquista un INEOS Grenadier nelle versioni Station Wagon o Quartermaster riceverà in omaggio un corso di guida off-road per due persone, da svolgersi in strutture specializzate con istruttori qualificati. L’iniziativa, valida sulle vetture disponibili in stock e fino a esaurimento posti, punta a valorizzare la dimensione esperienziale del prodotto, trasformando l’acquisto in un’occasione di condivisione tra generazioni.  “Con questo omaggio abbiamo voluto creare qualcosa che andasse oltre l’incentivo commerciale, offrendo un’esperienza coerente con lo spirito di Grenadier: il mezzo ideale per costruire ricordi indelebili. La guida in off-road rappresenta l’essenza del progetto: condividerla fra generazioni significa trasmettere valori di competenza, passione e autenticità che sono parte integrante del DNA del brand”, dichiara Giuseppe Rovito, Managing Director INEOS per l’Italia.
 Il corso si svolgerà utilizzando il proprio veicolo, con il supporto di istruttori professionisti, e rappresenta anche uno strumento di engagement per la community esistente di INEOS. Dal punto di vista tecnico, il Grenadier si conferma un fuoristrada “senza compromessi”, basato su architettura tradizionale con telaio a longheroni, assali rigidi e motorizzazioni sei cilindri BMW abbinate a cambio automatico ZF, elementi che ne rafforzano il posizionamento tra i veicoli più robusti e orientati all’utilizzo estremo. 
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realme 16 Pro+ - La recensione

(Adnkronos) - Il nuovo realme 16 Pro+ si presenta sul mercato non come un semplice aggiornamento incrementale, ma come un tentativo deciso di ridefinire cosa ci si debba aspettare da un dispositivo di fascia media, puntando tutto su un design curato da firme internazionali e un comparto fotografico che sfida i top di gamma. La collaborazione con il designer Naoto Fukasawa abbandona i fasti della pelle vegana dei modelli precedenti per abbracciare una filosofia chiamata "Urban Wild". Il retro è realizzato in silicone organico bio-based, un materiale derivato da paglia vegetale rinnovabile che al tatto risulta morbido, leggermente elastico e, soprattutto, molto resistente allo sporco e alle impronte. Con uno spessore di 8,49 mm (che scende a 8,09 mm nella versione Pink) e un peso di 203 grammi, il dispositivo risulta ergonomico grazie a una curvatura continua che unisce pannello posteriore, frame laterale e display. Il modulo fotografico, denominato "Volcanic Camera Deco", richiama l'estetica dell'orologeria di lusso con una finitura metallica a specchio ottenuta tramite lavorazione PVD. Il pannello AMOLED da 6,8 pollici del realme 16 Pro+ rappresenta uno dei vertici tecnologici dell'intero pacchetto, non solo per la scheda tecnica, ma per la risposta reale durante l'uso intensivo. Con una risoluzione di 1280*2800 e una profondità di colore a 10 bit, la riproduzione cromatica appare vibrante e fedele, coprendo il 100% dello spazio colore DCI-P3. Il dato sulla luminosità di picco, che tocca i 6500 nit, si traduce in una visibilità cristallina anche in scenari di luce ambientale estrema, eliminando i riflessi fastidiosi che spesso penalizzano i display meno evoluti. Durante i test di visione di contenuti HDR, la gestione dei contrasti con un rapporto di 5.000.000:1 permette di mantenere dettagli profondi nelle zone d'ombra senza sacrificare la brillantezza dei punti luce. Spostando l'analisi sul versante del gaming e della fluidità di sistema, la frequenza di aggiornamento fino a 144Hz, gestita in modo adattivo, assicura transizioni estremamente morbide e un input lag ridotto ai minimi termini. Nelle sessioni di gioco più frenetiche, come nei titoli sparatutto o di corse, la frequenza di campionamento del tocco a 240Hz risponde con precisione millimetrica a ogni comando, supportata da un motore di vibrazione tattile che restituisce un feedback secco e puntuale. Il sistema di protezione visiva, basato su un PWM Dimming ad alta frequenza (4608Hz), è stato messo alla prova in sessioni notturne prolungate: il risultato è un'assenza quasi totale di sfarfallio percepibile, riducendo drasticamente l'affaticamento oculare rispetto a pannelli standard. Anche sotto sforzo termico prolungato, il display non ha mostrato cali di frame rate o fenomeni di ghosting, confermando la solidità dell'integrazione tra hardware e ottimizzazione software Flux Engine.   Il comparto fotografico del realme 16 Pro+ non è solo un esercizio di pixel, ma il fulcro di un’ambiziosa operazione culturale che vede lo smartphone entrare ufficialmente nelle aule dell'Accademia di Belle Arti di Roma. La scelta della Scuola di fotografia e video di adottare questo dispositivo come strumento didattico ufficiale per il progetto "Portrait of Italians" nobilita la tecnologia mobile, trasformandola in un mezzo di espressione artistica riconosciuto. Come sottolineato dal professor Claudio Libero Pisano, l'opportunità per gli studenti di misurarsi con lo storytelling visivo e la composizione fuori dagli atelier, immergendosi nella "vita vera" per ventiquattro ore al giorno, permette di codificare la realtà quotidiana attraverso un’ottica professionale. Questo percorso pedagogico culminerà a giugno in una mostra presso la sede di Campo Boario, dove le immagini catturate diventeranno opere d'arte curate dagli stessi studenti del Dipartimento curatoriale.   
Tecnicamente, questa fiducia istituzionale poggia su un sistema a tripla camera che copre ogni esigenza creativa, dalla macro al super-teleobiettivo. Il sensore principale Samsung HP5 da 200 MP, grazie alla stabilizzazione ottica OIS e all'apertura f/1.8 e all'innovativo algoritmo LumaColor (validato da TÜV Rheinland) cattura una quantità di dati tale da permettere ritagli significativi senza perdita di nitidezza, un aspetto fondamentale per chi deve stampare ed esporre i propri lavori. La vera star per i ritrattisti è però il teleobiettivo da 50 MP con zoom ottico 3.5x: la lunghezza focale equivalente è ideale per minimizzare le distorsioni del volto, offrendo una prospettiva naturale che, unita al nuovo algoritmo HyperRAW, restituisce incarnati realistici e una gamma dinamica estesa.  Anche nelle situazioni di luce complessa, tipiche della fotografia di strada o dei set improvvisati dagli studenti, il dispositivo mantiene un controllo del rumore eccellente. La combinazione tra l'hardware di alto livello e la libertà creativa offerta dalla collaborazione con l'Accademia dimostra come la fotografia computazionale sia ormai pronta a sfidare i canoni della strumentazione tradizionale, offrendo ai futuri artisti uno strumento capace di fissare istantanee culturali con una qualità d'immagine che non teme il confronto con i grandi formati. L'ingegneria applicata al comparto energetico del realme 16 Pro+ rappresenta una delle evoluzioni più significative per la categoria, riuscendo a scardinare il compromesso storico tra autonomia e spessore. La "Titan Battery" da 7000mAh non è solo un dato numerico imponente, ma il risultato dell'impiego di una nuova densità energetica che permette di mantenere il profilo del telefono estremamente sottile, fermandosi a soli 8,49 mm. Durante i test di utilizzo reale, questa capacità si traduce in una libertà operativa quasi inedita: con un uso standard si superano agevolmente i due giorni di autonomia, mentre anche nelle giornate di stress intenso, tra sessioni di shooting a 200MP e streaming costante, si arriva a sera con una riserva d'energia ancora rassicurante. La gestione termica è affidata al sistema AirFlow VC, una camera di vapore di ampie dimensioni che dissipa efficacemente il calore generato dallo Snapdragon 7 Gen 4, evitando fenomeni di thermal throttling anche quando il processore lavora a pieno regime.   In ambito gaming, le prestazioni del chipset a 4nm di TSMC garantiscono una stabilità dei frame rate elevata, supportata da un’ottimizzazione software che dà priorità ai processi attivi per minimizzare i micro-lag. Un elemento distintivo emerso durante le prove è la funzione Bypass Charging: quando lo smartphone è collegato alla rete elettrica durante il gioco, l'energia alimenta direttamente la scheda madre senza passare per la batteria. Questo accorgimento tecnico riduce drasticamente il surriscaldamento del corpo macchina e, nel lungo periodo, preserva l'integrità chimica della cella, rallentandone l'usura. Per quanto riguarda il ripristino dell'energia, la tecnologia Ultra Charge da 80W bilancia velocità e sicurezza, permettendo di ricaricare il 50% di questa enorme unità in tempi estremamente competitivi per la sua capacità, rendendo il realme 16 Pro+ un vero punto di riferimento per chi mette la continuità operativa al primo posto della propria lista di priorità.  Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dai test è la protezione "quadrupla" contro gli agenti esterni. Il dispositivo non si limita alla classica resistenza all'immersione, ma ottiene le certificazioni IP66, IP68, IP69 e IP69K. Se l'IP68 garantisce la possibilità di immergere lo smartphone fino a 2 metri per 30 minuti, l'IP69K rappresenta il vero salto di qualità: il telefono è progettato per resistere a getti d'acqua ad altissima pressione (fino a 10 MPa) e ad alte temperature (fino a 80°C). Questa combinazione lo rende virtualmente immune non solo a cadute in acqua o pioggia torrenziale, ma anche a scenari di pulizia o esposizione accidentale a vapori e getti violenti, una rarità assoluta al di fuori dei telefoni da cantiere. A completare la robustezza strutturale interviene il vetro Corning Gorilla Glass 7i, che assicura una protezione superiore contro graffi e impatti sul pannello frontale.  L'esperienza sonora del realme 16 Pro+ è stata progettata per completare l'immersività del display, puntando su una configurazione a doppio altoparlante stereo che garantisce un fronte sonoro ampio e ben bilanciato. La certificazione Hi-Res Audio, sia per l'ascolto cablato tramite USB-C che per quello wireless, assicura una riproduzione fedele delle alte frequenze e una distorsione armonica ridotta al minimo, dettaglio che emerge chiaramente durante l'ascolto di tracce lossless o nella visione di film d'azione. Durante i test, gli speaker hanno dimostrato una pressione sonora notevole senza gracchiare al massimo volume, mantenendo una buona separazione tra le medie frequenze, dedicate alle voci, e i bassi, che risultano percepibili e corposi grazie alle dimensioni generose delle casse acustiche integrate.   
Particolare attenzione è stata rivolta all'ottimizzazione software tramite algoritmi di audio spaziale, che lavorano per espandere virtualmente la scena sonora, rendendo l'esperienza di gioco più direzionale: in titoli competitivi, la capacità di individuare la provenienza dei suoni ambientali offre un vantaggio tattico concreto. Per chi preferisce l'utilizzo di cuffie Bluetooth, il supporto ai codec avanzati come LDAC e aptX Adaptive garantisce una trasmissione stabile e a bassa latenza, fondamentale per mantenere il sincrono tra labiale e audio nei contenuti video. Il sistema di cancellazione del rumore ambientale a doppio microfono, supportato dall'intelligenza artificiale, si è rivelato inoltre estremamente efficace in chiamata e durante le registrazioni video, isolando la voce dai disturbi di sottofondo come vento o traffico urbano, restituendo un audio pulito e professionale in ogni circostanza.  L’ecosistema software del realme 16 Pro+, basato sulla realme UI 7.0 e Android 16, segna un cambio di passo grazie all'integrazione nativa di NEXTAI, una suite di funzioni concepite per semplificare le operazioni quotidiane attraverso un approccio predittivo. Durante l'uso prolungato, si percepisce come l'intelligenza artificiale non sia un semplice elemento di marketing, ma un motore silenzioso che ottimizza le risorse di sistema in tempo reale. Il Flux Engine, ad esempio, analizza i pattern di utilizzo dell'utente per pre-caricare le applicazioni più utilizzate, riducendo i tempi di avvio e garantendo una risposta immediata anche quando si passa rapidamente da un'app pesante di editing video a una di messaggistica. Il feedback visivo è supportato da animazioni fluide che non mostrano incertezze, merito di un'allocazione dinamica della memoria RAM che evita la chiusura forzata dei processi in background.   L'apporto dell'intelligenza artificiale diventa ancora più tangibile nel trattamento dei contenuti multimediali e nella produttività. La funzione AI Ultra Clarity è stata messa alla prova con scatti effettuati in movimento o con zoom digitale elevato, riuscendo a ricostruire i dettagli delle texture e a ridurre il rumore digitale in modo convincente, senza creare quell'effetto "acquerello" tipico delle elaborazioni software meno raffinate. Per chi utilizza lo smartphone come strumento di lavoro, l'integrazione di Google Gemini Live offre un assistente vocale capace di gestire conversazioni complesse e di fornire riassunti intelligenti delle note vocali o dei testi lunghi. In ambito comunicativo, l'AI Smart Loop impara dalle abitudini di condivisione dell'utente, suggerendo le destinazioni e i contatti più probabili per un file o una foto appena creati, velocizzando il flusso di lavoro. Anche la sicurezza beneficia dell'AI attraverso il riconoscimento biometrico migliorato e il monitoraggio costante delle autorizzazioni delle app, garantendo che i dati sensibili rimangano protetti all'interno del dispositivo. 
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Tech: realme lancia la serie 16 Pro, smartphone ufficiale di Aba Roma

(Adnkronos) - Qualità del dettaglio ad ogni scatto e una gestione della luce che assicura colori vibranti e neri profondi. Sono solo alcune delle qualità della nuova serie realme 16 Pro, lanciata allo Step di Milano. La nuova serie punta tutto sulla resa visiva, portando nella fascia media una definizione che non accetta compromessi e conquistando così anche i puristi dell'immagine: la serie 16 Pro è diventata ufficialmente lo strumento didattico della Scuola di Fotografia dell'Accademia di Belle Arti (Aba) di Roma. Da aprile 2026, gli studenti utilizzeranno i dispositivi nei corsi di ritratto per sperimentare tecniche di fotografia mobile, lavorando su composizione, luce e storytelling visivo. 
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Meningite Uk, ipotesi esperti: "Ceppo MenB potrebbe essersi evoluto diventando più trasmissibile"

(Adnkronos) - Un 'super ceppo' MenB - che forse si è evoluto diventando più trasmissibile - potrebbe essere all'origine dell'epidemia di meningite scoppiata nel Regno Unito nella contea del Kent, definito per dimensione "un evento senza precedenti", anomalo soprattutto per la meningite batterica di tipo B confermata in un primo gruppo di casi confermati. Per ora è soltanto una teoria, ma la stanno prendendo in considerazione alcuni esperti citati da 'The Bmj'. "E' un'ipotesi, ma stiamo indagando" sulla possibilità che "questo ceppo abbia acquisito la capacità di diffondersi più rapidamente", spiega Emma Wall, professoressa di Malattie infettive della Queen Mary University di Londra. "Altrimenti - aggiunge - sospetto che la causa" del boom di contagi "sia da attribuire alla trasmissione iniziale a sconosciuti nella discoteca" di Canterbury da dove sarebbe partito tutto "e alle difficoltà nel tracciamento dei contatti". "La domanda più interessante" che questa epidemia solleva è proprio come abbia fatto a 'correre' tanto velocemente, riflette Wall. "Le epidemie di meningite A nel Sahel", regione semi-arida che si estende dal Senegal nell'Africa occidentale al Sudan e all'Eritrea nell'Africa orientale, "possono comprendere migliaia di casi, ma la meningite B non ha mai causato un'epidemia di queste dimensioni prima d'ora", sottolinea la specialista. In Uk focolai causati dal ceppo batterico B della meningite (MenB) si sono già verificati in passato, viene ricordato sul Bmj, ma con un numero di casi limitato o nell'arco di più anni. Questa volta è diverso e l'idea che c'entri un ceppo mutato è venuta anche a Robin May, responsabile scientifico dell'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa). "Ciò che è particolarmente notevole e inaspettato in questo caso è l'elevato numero di contagi, tutti originati da quello che sembra essere un singolo evento", ha affermato intervenendo a 'Bbc Breakfast'. May, si legge nell'articolo del Bmj, ha suggerito due possibili spiegazioni: "Una possibilità è che dipenda dai comportamenti individuali delle persone, l'altra è che il batterio stesso si sia evoluto per essere più efficace nella trasmissione". Anche secondo Andrew Preston, professore di Patogenicità microbica all'università di Bath, "l'epidemia nel Kent è sorprendentemente diversa" e ciò fa pensare che qualcosa potrebbe essere cambiato. "Un mutamento improvviso nel quadro di una malattia infettiva può essere il segnale di un cambiamento nel microrganismo responsabile", dice a The Bmj. L'esperto evidenzia che "il Kent ha già dimostrato questo fenomeno in passato", in piena pandemia: "L'improvviso picco di casi Covid in questa regione nell'autunno del 2020 è stato dovuto all'emergere della variante Alfa" di Sars-CoV-2. "Diversi ceppi di MenB possono variare nella loro virulenza, ma attendiamo la caratterizzazione del ceppo responsabile di questa epidemia", precisa Preston. Secondo quanto comunicato dall'Ukhsa, le analisi preliminari indicano che il ceppo di meningococco B responsabile dell'ondata di contagi nel Kent è simile a quelli che "circolano nel Regno Unito da circa 5 anni", però "è necessaria un'analisi dettagliata", ha puntualizzato l'agenzia. Per Preston alcuni comportamenti riferiti nel locale collegato all'epidemia, come la condivisione di bevande e sigarette elettroniche, possono aver "favorito un'elevata trasmissione". E siccome "è difficile immaginare che quanto accaduto nella discoteca di Canterbury non avvenga in tutto il Paese tra studenti e giovani", questo caso dovrebbe offrire spunti di riflessione alle autorità sanitarie. "Attualmente le cause di questa epidemia esplosiva sono sconosciute, ma è importante comprenderle per migliorare le potenziali misure di controllo delle infezioni", esorta lo specialista. Wall rammenta che la trasmissione del meningococco B si osserva solitamente all'interno delle famiglie e tra studenti che vivono a stretto contatto, e si verifica tipicamente attraverso lo scambio di saliva (ad esempio con i baci) e la condivisione di droghe, cibo o e-cig. Si tratta tuttavia di focolai "in genere facili da contenere perché il tracciamento dei contatti è semplice", mentre nell'epidemia del Kent la 'miccia' si è accesa a quanto pare in una discoteca, complicando la situazione: "Molte più persone sono state esposte e la trasmissione è stata molto più ampia, il che ha reso molto più difficile il tracciamento dei contatti e il contenimento. Sarebbe potuto accadere ovunque", ma resta "un evento senza precedenti e capire la fonte della trasmissione multipla nel locale sarà fondamentale". Perché proprio lì? E perché ora? Paul Hunter, professore di Medicina alla Norwich Medical School, chiama in causa "la concomitanza di una serie di eventi casuali: una o più persone portatrici di un sottotipo particolarmente virulento" di MenB, in altre parole dei 'super diffusori', insieme "in una discoteca molto affollata con adolescenti provenienti da tutto il Paese che potrebbero non essere stati esposti al meningococco in precedenza".  Ma l'epidemia è davvero sotto controllo come hanno dichiarato a 'The Guardian' funzionari coinvolti nella gestione dell'emergenza? "In questo caso il contenimento è complesso - risponde Well su Bmj - poiché il tracciamento dei contatti è molto difficile data l'elevata quantità di persone coinvolte. I frequentatori del locale notturno non si conoscevano necessariamente tra loro né avevano i rispettivi recapiti, quindi è difficile individuare tutti quelli che ci sono stati e offrire loro la profilassi" antibiotica. Senza contare che "in condizioni di salute precarie i pazienti non sono in grado di fornire informazioni su chi conoscevano e hanno visto nel locale", e che "amici e familiari potrebbero non sapere che si trovavano lì, ad esempio, studenti che escono di nascosto da scuola". Ecco perché "la campagna di vaccinazione e l'offerta di antibiotici sono state ampliate. Il contenimento - conclude l'esperta - si determina con la cessazione di nuovi casi, ma può essere previsto in base all'efficacia del tracciamento dei contatti e alla copertura vaccinale o antibiotica di tutti i gruppi potenzialmente a rischio". 
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Infortuni, Confartigianato presenta i nuovi accordi al congresso dei consulenti del lavoro Piemonte-VdA

(Adnkronos) - Anche il tema della sicurezza sul lavoro al centro del congresso interregionale Piemonte Valle d'Aosta dei consulenti del lavoro, alle Ogr di Torino. "Questa interessante manifestazione ci ha permesso di portare a conoscenza di tutti i consulenti del lavoro le attività delle organizzazioni di rappresentanza datoriali, in questo caso Confartigianato, per quanto riguarda gli accordi sui protocolli d'intesa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro- afferma Claudio Napoli, segretario di Confartigianato Imprese Piemonte - Noi l'abbiamo appena sottoscritto a gennaio: questo tipo di protocollo prevede organismi paritetici a livello regionale e provinciale con la possibilità di indirizzare i lavoratori a fare formazione".  "Una formazione mirata - aggiunge - supportata dagli organismi bilaterali; ma soprattutto, anche per quanto riguarda le intese che andremo a definire con l'organismo dei consulenti del lavoro a livello provinciale, e poi io mi auguro anche a livello regionale, che si vuole portare a conoscenza di tutti i consulenti del lavoro e poter poi quindi dare un servizio alle imprese per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro e formare i lavoratori anche mediante gli enti di formazione professionali che sono stati istituiti già dal duemila in Italia". Per Claudio Varisellaz, presidente di Confartigianato Valle d'Aosta, "questa è stata un'ottima occasione naturalmente per affrontare i temi della sicurezza e salute sul lavoro, sia dei lavoratori che dei datori di lavoro". "Per quanto riguarda le iniziative che sono state prese in Valle d'Aosta - dice Varisellaz - mi preme ricordare un accordo quadro che è stato siglato con varie parti sociali, tra cui organizzazioni di categoria, istituti scolastici, Asl, Vigili del Fuoco, consulenti del lavoro e professioni tecniche mirato proprio a promuovere la cultura del lavoro in tema di salute in ambienti confinati e a rischio di inquinamento. Questo accordo ha avuto un ottimo successo di partecipazione da parte dei consulenti del lavoro e di tutti gli appartenenti alle altre categorie, e ci spinge a proseguire su questa strada per ampliare l'offerta formativa ai colleghi consulenti del lavoro in tema di sicurezza del lavoro, che è un tema fondamentale e vitale per la nostra categoria". 
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Lavoro, Bontempo (Cpo Torino): "Patto consulenti-La Scialuppa Crt per aiutare lavoratori in difficoltà"

(Adnkronos) - "Abbiamo concluso queste tre giornate dedicate ai consulenti del lavoro e a quello che il consulente del lavoro farà nei prossimi anni: sono state giornate impegnative di confronto, ma soprattutto di obiettivi nuovi che ci diamo". Fabrizio Bontempo, presidente Cpo Consulenti del Lavoro Torino, traccia un bilancio dell'evento 'Dentro il Futuro' che ha riunito l'assemblea Cpo e il congresso interregionale Piemonte Valle d'Aosta, alle Ogr di Torino. "Proprio stamattina abbiamo firmato il protocollo d'intesa con la Fondazione La Scialuppa Crt che impegna i consulenti del lavoro provinciali del Piemonte e della Valle d'Aosta a cercare di dare supporto a tutti quei lavoratori che oggi si trovano in situazioni di difficoltà finanziaria dovute a certi processi di cessione quinto, di finanziamenti che a volte si rivelano senza copertura mettendo così in difficoltà i lavoratori dipendenti", aggiunge. "Abbiamo poi rinnovato l'impegno per la partecipazione dei consulenti del lavoro sul territorio: saremo quindi presenti quest'anno al Salone Internazionale del Libro di Torino insieme al Truck Tour. Per cinque giorni incontreremo tantissimi studenti e porteremo avanti quello che è il percorso che i consulenti del lavoro stanno facendo nel proprio territorio, come andare nelle scuole a fare orientamento, parlare di legalità, parlare di lavoro regolare, parlare di dignità, allo scopo di far crescere bene le nuove generazioni", conclude. 
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Meningite in Uk, Bassetti: "Viaggi studio sì, ma meglio da vaccinati"

(Adnkronos) - Viaggi studio in Inghilterra: sì o no, alla luce dell'allarme meningite nel Kent? In un video social l'infettivologo Matteo Bassetti risponde a "quelli di voi, davvero molti, che mi hanno scritto di avere figli o amici o parenti che sono in partenza e mi hanno chiesto cosa fare. Il consiglio è questo: se uno ha programmato il viaggio in Inghilterra non c'è nessuna ragione per non andarci, anche a studiare". Però "è evidente che quella lì in questo momento è una zona endemica e nelle zone evidentemente endemiche è sempre consigliato essere vaccinati. Quindi, se dei ragazzi di età tra i 15-16 anni e i 20-25 frequentano scuole, frequentano università, frequentano corsi dove ci sono altri ragazzi, sarebbe bene che fossero vaccinati sia per il meningococco di tipo B che per il meningococco di tipo C", raccomanda il primario dell'Irccs ospedale San Martino di Genova. "Sono due vaccinazioni diverse e separate", una contro MenB e l'altra spesso offerta come tetravalente ACWY, e "naturalmente bisogna programmarle - precisa - non è che uno può farle se parte dopodomani".  "Chi è stato vaccinato in Italia sia per il meningococco di tipo B che per il meningococco di tipo C non ha nessun rischio - assicura Bassetti -. Chi la vaccinazione l'ha fatta, anche da bambino, oggi è coperto. Quindi il messaggio è: nessun allarme, se si è programmato di andare andate", ma "evidentemente è meglio comunque avere la copertura e la protezione vaccinale sia nei confronti del meningococco di tipo B che per il meningococco di tipo C". 
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Meningite, l'igienista: "Rischio focolai anche in Italia, urgente vaccino MenB nei Lea per gli adolescenti"

(Adnkronos) - "Un focolaio di meningite simile a quello britannico non può essere escluso anche in Italia. Per questo chiediamo da tempo un aggiornamento del Calendario nazionale delle vaccinazioni. Dobbiamo garantire a tutti i ragazzi una protezione equa e omogenea. L'inserimento del vaccino contro il meningococco B in età adolescenziale nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) non è più rinviabile". Così all'Adnkronos Salute Paolo Bonanni, professore di Igiene all'università degli Studi di Firenze e coordinatore scientifico del 'Calendario vaccinale per la vita', commenta il focolaio di meningite registrato nel Kent, con 34 casi (accertati o probabili) e 2 decessi secondo l'aggiornamento del 20 marzo. Il tipo B è stato confermato in un primo gruppo di contagi. "Negli ultimi anni In Italia si sono registrati in media circa 150 casi di meningite ogni anno, con un calo drastico durante la pandemia e un importante aumento dopo la sua conclusione", ricorda Bonanni. "Un numero - sottolinea - probabilmente sottostimato: alcune forme, infatti, possono presentarsi in modo atipico e non sempre vengono diagnosticate correttamente. Abbiamo sistemi di sorveglianza affidabili, sia routinari sia specifici per il meningococco, che ci permettono di seguire l'andamento della malattia nel tempo, anche se non di quantificare con precisione assoluta tutti i casi".  La meningite interessa "soprattutto i bambini sotto i 5 anni, ma una quota significativa riguarda anche gli adolescenti. Questa fascia d'età è particolarmente rilevante perché i ragazzi sono sia più esposti alla malattia sia importanti trasmettitori del batterio", precisa Bonanni. I principali sierogruppi di meningococco sono A, C, W, Y e B. "Per i primi 4 è disponibile un vaccino quadrivalente, somministrato a partire dal secondo anno di vita con un richiamo tra i 12 e i 16 anni. Diverso il caso del meningococco B, oggi tra i più diffusi", rimarca lo specialista: "Esiste un vaccino efficace, somministrato nei primi mesi di vita (a 2 e 4 mesi, con richiamo al compimento dell'anno), ma la copertura non è uniforme sul territorio nazionale".  "Il punto critico - chiarisce Bonanni - è che il vaccino contro il meningococco B non è ancora incluso nei Lea per gli adolescenti. Di conseguenza l'offerta varia da Regione a Regione. Attualmente la vaccinazione per gli adolescenti è garantita gratuitamente solo in 14 Regioni su 21. In altre - Toscana, Piemonte, Valle d'Aosta, Umbria, Abruzzo e parte della Sardegna - non è prevista, mentre in Friuli Venezia Giulia e nella Provincia autonoma di Bolzano viene offerta solo su richiesta. Le restanti Regioni la finanziano con risorse proprie". Per questo motivo, avverte l'esperto, "non possiamo escludere il rischio di un focolaio simile a quello britannico anche nel nostro Paese, e quindi dobbiamo proteggere finalmente i nostri ragazzi su tutto il territorio nazionale e con le stesse modalità". 
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