Sinu: "Attenzione a nuove linee guida alimentari Usa, serve fare chiarezza"
(Adnkronos) - Le linee guida nazionali per l'alimentazione vengono aggiornate periodicamente per orientare le scelte nutrizionali sulla base dei consumi reali, della cultura e delle risorse di ciascun Paese, integrando evidenze scientifiche condivise a livello internazionale. Lo ricorda la Sinu (Società italiana di nutrizione umana), che con una nota vuole fare chiarezza sulle nuove linee guida Usa. L'edizione 2026 delle Dietary Guidelines for Americans, 2025-2030, spiega il Consiglio direttivo della società scientifica, "parte dal riconoscimento che la popolazione Usa ha abitudini alimentari poco salutari, consumando prevalentemente alimenti pronti e conservati (fino al 60% dell'energia, contro il 20% in Italia). Non a caso il 10 settembre in Usa ricorre la giornata nazionale del Tv dinner, che è un vassoio precucinato e surgelato da scaldare e mangiare davanti alla televisione, inventato negli anni '50 e tuttora molto popolare. Inoltre, si rileva un consumo di zuccheri aggiunti elevatissimo ed è noto come le stesse preparazioni alimentari in vendita negli Stati Uniti, come ad esempio il pane in cassetta, i cereali da colazione, molti snack e dessert e alcuni tipi di yogurt, siano preparate con quantità superiori di zucchero rispetto a quelle in vendita in Europa". Uno degli obiettivi dichiarati delle nuove linee guida è - secondo la Sinu - "tornare a quello che viene definito cibo 'naturale', in una società che non ha una cultura alimentare salutare e non ha l'abitudine di cucinare", anche attraverso una revisione della tradizionale piramide alimentare. Una "inversione" che "parte dal presupposto che la versione precedente e molto conosciuta, caratterizzata dai cereali alla base, non abbia prevenuto il peggioramento del quadro sanitario americano, che vede oltre il 70% degli adulti affetti da sovrappeso o obesità e quasi 1 adolescente americano su 3 in condizioni di prediabete". "L'aumento della quota proteica, con enfasi sulle fonti di origine animale, è uno dei punti chiave che differenziano la nuova edizione dalla precedente - analizzano i nutrizionisti - Le nuove linee guida suggeriscono che gli adulti consumino da 1,2 a 1,6 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno, il 50-100% in più rispetto a quanto precedentemente raccomandato come apporto minimo". Secondo la Sinu, poi, "ciò che manca nelle linee guida è chiarezza sulla qualità dei diversi alimenti proteici, soprattutto quando la maggior parte dei consumatori statunitensi consuma proteine in quantità più che sufficienti. Aumentare in modo sostanziale l'apporto proteico complessivo, senza distinguere tra le diverse fonti proteiche - avvertono gli esperti - può avere implicazioni indesiderate a lungo termine sulla salute. Le evidenze scientifiche continuano a suggerire come le proteine vegetali e il pesce siano associati a risultati di salute più favorevoli, rispetto alle diete ricche di carne rossa".
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Retribuzioni, l'esperta: "Da 7 giugno Direttiva su trasparenza ma non sapremo stipendio colleghi"
(Adnkronos) - Davvero dal 7 giugno potremo conoscere lo stipendio del nostro collega? Da tempo si parla della possibilità per i lavoratori di conoscere lo stipendio dei propri colleghi al fine di ridurre le diseguaglianze retributive. L’Europa ha confermato la data del 7 giugno, entro la quale dovrà essere recepita la direttiva Ue 2023/970 sulla parità di retribuzione tra uomo e donna attraverso la trasparenza salariale. "I lavoratori quindi avranno a disposizione nuovi strumenti per valutare se sussiste una potenziale disparità salariale - legata al genere - con i propri colleghi. Questo diritto all’informazione è stato stabilito dalla Direttiva Ue 2023/970 che dovrà essere recepita in Italia in coerenza alla legge delega del 21 febbraio 2024, n. 15. Tuttavia, tale diritto non dà la possibilità di conoscere lo stipendio di un singolo collega. Infatti, secondo l’articolo 7 della Direttiva, i lavoratori potranno richiedere al proprio datore di lavoro informazioni scritte relative al 'loro livello retributivo individuale' e ai 'livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore'", spiega ad Adnkronos/Labitalia l’avvocato Antonella Lo Sinno, managing partner dello studio legale Daverio & Florio.
L'esperta sottolinea che quindi "non si potrà quindi sapere quanto guadagna il singolo collega, ma si potranno chiedere dati aggregati, divisi fra uomini e donne, per categorie omogenee di lavoratori, in modo da ottenere un confronto oggettivo della propria posizione. Questo approccio bilancia l’esigenza di trasparenza sulle retribuzioni con il diritto alla privacy dei singoli dipendenti. Ciò è tanto vero che, laddove la divulgazione di informazioni comporti la comunicazione della 'retribuzione di un lavoratore identificabile', la Direttiva prevede che gli Stati membri della Ue possano decidere di fornire le informazioni solo a certe categorie di soggetti (ad esempio, a rappresentanti dei lavoratori o all’ispettorato del lavoro)", conclude Lo Sinno.
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Bravo: "Federico Poo Esteban e Santiago Oñate Verduzco nominati co-country manager"
(Adnkronos) - Bravo, la fintech internazionale specializzata nella gestione, ristrutturazione e prevenzione del sovraindebitamento, annuncia la nuova nomina di due country manager per l’Italia: Federico Poo Esteban e Santiago Oñate Verduzco. In particolare, Poo Esteban sarà responsabile delle attività Commerciali, mentre Oñate Verduzco guiderà le operations, secondo un modello di governance a doppia leadership già adottato dal gruppo a livello globale. La scelta di affidare le redini di Bravo in Italia a due differenti co-country manager riflette il modello organizzativo che caratterizza la fintech a livello internazionale. Bravo, infatti, è guidata da due co-ceo e co-founder: Juan Pablo Zorrilla, a capo dei team commerciali, e Javier Velásquez, responsabile dell’esecuzione operativa. L’idea alla base di Bravo, azienda fondata in Messico e presente in Italia dal 2021, è nata nel 2009 negli Stati Uniti, all’interno dell’ecosistema dell’Università di Stanford, dove i due fondatori hanno conseguito un MBA. Oggi l’azienda opera anche in Brasile, Colombia, Portogallo e Spagna. Bravo impiega circa 2.000 persone e ha supportato oltre 500.000 clienti in Europa e America Latina, liquidando oltre 400.000 posizioni debitorie a livello globale. In Italia, in particolare, ha già aiutato più di 20.000 tra individui e famiglie, arrivando a gestire un portafoglio di debiti che supera i 145 milioni di euro. Ha concluso quasi 10.000 negoziazioni, contribuendo all’estinzione di 100 milioni di euro di debiti. Federico Poo Esteban, ingegnere industriale formatosi presso l'Universidad Iberoamericana di Città del Messico, entra in Bravo nel 2023 dopo un’esperienza nel settore Real Estate e nella startup TrueHome. In Bravo, ha ricoperto il ruolo di direttore commerciale e vice direttore operations in Messico (2023–2025), contribuendo al raddoppio del numero di clienti in due anni e mezzo e all’ottimizzazione dei processi di un team di circa 120 persone. Successivamente, si è trasferito a Madrid come vice direttore commerciale, contribuendo all’adattamento del modello Bravo al mercato europeo. “Questa esperienza internazionale mi ha permesso di confrontarmi con contesti culturali e regolatori differenti, e di costruire una visione globale che da oggi porterò al servizio della crescita di Bravo in Italia”, commenta Federico Poo Esteban, country manager commerciale di Bravo in Italia. Santiago Oñate Verduzco, laureato all’Instituto Tecnológico Autónomo de México, ha accompagnato la crescita di Bravo in tre mercati chiave: in Messico (2018–2021) ha contribuito alla strutturazione dei primi processi operativi e creditizi; in Portogallo (2021–2024) ha guidato l’apertura e il consolidamento della sede di Lisbona come country manager e, infine, in Italia (dal 2024) ha portato la sede di Roma al break-even operativo a luglio 2025 e alla fase attuale di stabilità finanziaria e crescita sostenibile. “Il mio ruolo sarà quello di garantire un forte coordinamento tra team, stakeholder e partner locali ed internazionali. Il 2026 sarà un anno chiave per consolidare la presenza di Bravo in Italia e accelerarne lo sviluppo”, conclude Santiago Oñate Verduzco, country manager operations di Bravo in Italia.
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AI Diffusion Report 2025: cresce l'adozione globale, ma aumenta il divario digitale
(Adnkronos) - L’intelligenza artificiale prosegue la sua espansione globale, ma il ritmo di adozione sta disegnando una geografia dell’innovazione fortemente asimmetrica. È quanto emerge dalla nuova edizione dell'AI Diffusion Report, intitolata "Global AI Adoption in 2025 - A Widening Digital Divide", rilasciata dal Microsoft AI Economy Institute. Lo studio evidenzia una crescita globale dell'adozione pari a 1,2 punti percentuali nel secondo semestre del 2025, portando circa il 16% della popolazione mondiale a utilizzare strumenti di AI generativa. Il dato più significativo del report riguarda l'accentuarsi del digital divide. L'adozione nel Nord del mondo è cresciuta con una velocità quasi doppia rispetto al Sud del mondo, stabilendo un gap di 10,6 punti percentuali. Attualmente, il 24,7% della popolazione in età lavorativa nelle nazioni avanzate utilizza regolarmente questi strumenti, contro il 14,1% delle aree in via di sviluppo. In questo scenario, la leadership resta saldamente nelle mani di paesi che hanno investito precocemente in infrastrutture e competenze. Gli Emirati Arabi Uniti si confermano al primo posto con un tasso del 64%, seguiti da Singapore al 60,9%. In Europa, nazioni come Norvegia, Irlanda, Francia e Spagna mantengono posizioni di rilievo nel ranking globale.
La Corea del Sud rappresenta il caso di crescita più rilevante del semestre, scalando sette posizioni (dal 25° al 18° posto). Con un incremento del 4,8% in soli sei mesi, il Paese ha beneficiato di politiche governative mirate e dell’ottimizzazione dei modelli nella lingua locale. Parallelamente, il 2025 ha segnato l'ascesa di DeepSeek. Grazie a una licenza open source e alla gratuità del servizio, questo modello ha guadagnato terreno in mercati storicamente meno serviti dai provider tradizionali o soggetti a restrizioni, come Cina, Russia, Iran e diversi paesi africani. L'ascesa di DeepSeek evidenzia come l'accessibilità finanziaria e tecnica sia un driver fondamentale per la diffusione tecnologica. Il mercato italiano mostra segnali di consolidamento. L'adozione dell'intelligenza artificiale nel Paese è cresciuta di 2 punti percentuali nel corso del secondo semestre, passando dal 25,8% al 27,8%. Sebbene il dato sia superiore alla media di crescita globale, resta la sfida di integrare tali strumenti in modo capillare nel tessuto produttivo e scolastico per mantenere la competitività internazionale. L'analisi conclude che la prossima ondata di diffusione dipenderà dalla capacità dei sistemi di ridurre le barriere d'ingresso. La sfida per il prossimo anno sarà garantire che l'innovazione non accentui le disuguaglianze esistenti, mantenendo un focus rigoroso su etica e sicurezza.
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Fnopi: "Riconoscere all'interno dei Lea il ruolo strategico degli infermieri"
(Adnkronos) - "Riconoscere all'interno dei Lea, Livelli essenziali di assistenza, il ruolo strategico delle attività infermieristiche e introdurre il linguaggio infermieristico standardizzato sono passi indispensabili per assicurare al cittadino cure eque e adeguate". Si è concentrato su queste due proposte l'intervento della presidente della Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli, nel corso dell'audizione nella prima Commissione del Senato sulla 'Delega al Governo per la determinazione dei Lep, Livelli essenziali delle prestazioni'. "L'inserimento delle prestazioni infermieristiche nei Lea e, conseguentemente, nei Lep, non rappresenta solo un adeguamento tecnico, ma una scelta di civiltà e di equità - ha spiegato Mangiacavalli - Includere le attività infermieristiche nei Lea significa riconoscere il valore della presa in carico globale, della prevenzione e della gestione delle cronicità: elementi fondamentali per un sistema sanitario moderno e sostenibile per assicurare che ogni cittadino, indipendentemente dal luogo in cui vive, possa beneficiare di prestazioni qualificate e integrate". A questo aspetto si lega, per Fnopi, l'esigenza di introdurre il linguaggio standardizzato e di prevedere flussi di rendicontazione degli esiti assistenziali e dei costi dell'assistenza infermieristica. "L'obiettivo di questa proposta - ha motivato la presidente Mangiacavalli, ribadendo la piena disponibilità della Federazione a collaborare con Governo e Parlamento - è quello di rafforzare la capacità del Servizio sanitario nazionale di programmare, monitorare, misurare gli esiti dell'assistenza e valutare l'andamento dei percorsi, restando in linea con il processo di trasformazione organizzativa e digitale che interessa il sistema salute".
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Design, il 'made in Europe' dell’arredo in mostra a Parigi scommettendo su creatività e resilienza
(Adnkronos) - In occasione di 'Maison & Objet', la fiera internazionale d’arredamento che si tiene a Parigi dal 15 al 19 gennaio, presso il Parc des Expositions Paris Nord Villepinte, i marchi di design europei iniziano il 2026 scommettendo su creatività e resilienza. Protagonista, ancora una volta, il made in Italy. Il brand italiano Talenti, conosciuto in tutto il mondo per gli arredi outdoor d’alta gamma e che presto lancerà la prima divisione dedicata all’indoor, giunge nella capitale francese con le idee chiare: “La presenza di Talenti a questo appuntamento fieristico internazionale - spiega Fabrizio Cameli, Ceo e fondatore del marchio - si inserisce in un percorso strategico di crescita e posizionamento globale, volto a rafforzare il valore del brand nei mercati chiave e a consolidare il dialogo con un pubblico sempre più attento alla qualità, all’innovazione e alla cultura del progetto". "In questo contesto presentiamo Elton - annuncia - in anteprima europea, una collezione che rappresenta un passaggio evolutivo significativo nel linguaggio dell’outdoor design contemporaneo ed è emblema della nostra visione. Firmata da Ludovica Serafini e Roberto Palomba, Elton nasce dall’incontro tra ricerca formale, eccellenza ingegneristica e profonda conoscenza delle esigenze dell’abitare moderno. Con questa proposta introduciamo una innovazione sostanziale nel panorama dell’arredo outdoor: per la prima volta, schienali e braccioli dei sofa diventano inclinabili grazie a un meccanismo integrato direttamente nella struttura, invisibile ma altamente performante". "Si tratta di una vera e propria rivoluzione di tipo tailor made - prosegue Cameli - che ridefinisce il concetto di comfort personalizzato, consentendo all’utente di intervenire non solo sulla configurazione modulare del sistema, ma anche sulle inclinazioni degli elementi, adattando l’arredo a diverse posture, momenti e modalità d’uso. Quello che può apparire come un dettaglio tecnico si traduce in realtà in un fattore distintivo di grande valore, capace di elevare non solo l’esperienza d’uso ma anche di portare il savoir-faire italiano ai massimi livelli, con soluzioni che coniugano precisione progettuale, qualità manifatturiera e cura del dettaglio". "La scelta di presentare Elton in questo contesto - sottolinea - riflette l’importanza strategica della Francia, che rappresenta oggi il primo mercato internazionale per Talenti, non solo in termini di volumi, ma anche come riferimento culturale e commerciale per il design di alta gamma. Il pubblico transalpino dimostra da sempre una particolare sensibilità verso il Made in Italy, riconosciuto come espressione autentica di eccellenza, creatività e affidabilità industriale. Dal settore residenziale al contract, fino al mondo della nautica, il design italiano continua ad essere un punto di riferimento imprescindibile, capace di dialogare con progetti complessi e contesti internazionali di alto profilo. Per Talenti, l’appuntamento di gennaio a Maison & Objet si configura quindi come il palcoscenico ideale per inaugurare un 2026 orientato alla crescita, all’innovazione e allo sviluppo di nuove opportunità, rafforzando il ruolo del brand come interprete autorevole di un lifestyle contemporaneo che unisce eleganza, funzionalità ed eccellenza italiana”. Made in Italy in sinergia con l’Europa, quindi, come dimostra anche la presenza del marchio belga Noël & Marquet. “Per Noël & Marquet, partecipare alle principali piattaforme del design - afferma Stephan Offermann, Head of Marketing dell’azienda - è una naturale espressione della nostra identità. Il nostro marchio affonda le radici in una lunga tradizione artigianale, in cui patrimonio e innovazione sono indissolubilmente legati. Il design, per noi, è un linguaggio culturale che evolve attraverso il dialogo, la creatività e il rispetto delle proprie origini. Con oltre 75 anni di esperienza, crediamo che la vera qualità emerga quando i valori senza tempo incontrano l’espressione contemporanea. L’architettura e l’interior design svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il modo in cui gli spazi vengono percepiti e vissuti". "Attraverso il confronto con la comunità internazionale ed europea del design, riaffermiamo il nostro impegno verso l’eccellenza, la sostenibilità e l’autenticità. Le nostre collezioni nascono per ispirare architetti e designer a ripensare le pareti come un elemento integrante dell’architettura d’interni. Dettagli, proporzioni e materiali sono strumenti essenziali per creare spazi con carattere e profondità. Partecipare significa contribuire a una visione condivisa del design che va oltre le tendenze e si concentra sulla durata nel tempo. In qualità di riferimento globale nelle cornici decorative di alta gamma, battiscopa, cornici per sedie, pannelli murali e altre modanature architettoniche, Noël & Marquet incarna un impegno verso una qualità eccezionale e un design senza tempo. Consideriamo il design non solo come un prodotto, ma come una dichiarazione culturale duratura”, conclude.
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Gli autori di Squid Game tornano su Netflix con un k-drama sul gioco d'azzardo
(Adnkronos) - . Netflix consolida il proprio legame con l'industria audiovisiva coreana annunciando l'avvio della produzione di The Dealer, un nuovo progetto che vede il coinvolgimento diretto di Firstman Studio. La serie si avvale della supervisione di Hwang Dong-hyuk, già regista di Squid Game, e segna l'esordio alla regia di Choi Young-hwan, nome noto nel panorama cinematografico per il suo lavoro come direttore della fotografia in pellicole di successo quali Veteran e Tazza. L'obiettivo dichiarato è quello di trasportare lo spettatore nelle atmosfere tese e sfarzose delle sale da gioco internazionali, combinando l'estetica del thriller alla dinamicità del racconto di genere. La trama ruota attorno alla figura di Jung Geonhwa, interpretata da Jung So-min, una professionista del settore la cui vita privata viene improvvisamente stravolta da una truffa immobiliare proprio a ridosso delle nozze. L'incidente mette a rischio i suoi piani matrimoniali, spingendola a rientrare in un sottomondo criminale che aveva cercato faticosamente di evitare. Per recuperare quanto perduto e riuscire finalmente a sposarsi, Geonhwa dovrà fare affidamento su abilità latenti e su un talento finora tenuto nascosto, muovendosi tra i pericoli del gioco d'azzardo clandestino e la pressione costante del crimine organizzato. Il cast di supporto arricchisce la narrazione con figure speculari alla protagonista. Ryoo Seung-bum veste i panni di Hwang Chisu, un giocatore che vive alla giornata e che si unirà ai rischiosi piani di Geonhwa, mentre Lee Soo-hyuk interpreta Jo Jun, un freddo professionista del tavolo verde capace di dominare ogni partita con una poker face impenetrabile. A complicare il quadro interviene Ryu Kyung-soo nel ruolo di un detective zelante, nonché fidanzato della protagonista, ignaro della doppia vita della donna. La serie si prospetta dunque come un'opera corale capace di alternare la tensione dei tavoli da gioco alla complessità dei legami personali dei suoi interpreti principali.
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Meta smantella la divisione gaming per la realtà virtuale
(Adnkronos) - Il colosso guidato da Mark Zuckerberg ha confermato ufficialmente la chiusura di Armature Studio, Sanzaru Games e Twisted Pixel. La notizia, inizialmente anticipata da un report di Bloomberg e successivamente confermata dalla stessa Meta, si inserisce in un più ampio piano di ridimensionamento della divisione Reality Labs che prevede l'uscita di oltre mille dipendenti. Si tratta di una manovra che colpisce direttamente il settore software legato ai visori per la realtà virtuale, segnando una netta inversione di tendenza rispetto alla politica di acquisizioni condotta tra il 2020 e il 2022. Il portfolio degli studi coinvolti include titoli di assoluto rilievo nel panorama videoludico contemporaneo. Armature Studio è nota al grande pubblico per aver curato la fortunata trasposizione in realtà virtuale di Resident Evil 4, oltre ad aver lavorato su Batman: Arkham Origins Blackgate. Sanzaru Games rappresenta forse la perdita più significativa in termini di continuità produttiva, essendo l'autrice dell'apprezzata saga di Asgard’s Wrath e avendo legato in passato il proprio nome a franchise storici come Sly Cooper per conto di Sony. Twisted Pixel, acquisita insieme ad Armature nell'ottobre del 2022, era invece celebre per titoli di culto dell'era Xbox 360 come ‘Splosion Man. La strategia di Meta sembra ora puntare a una diversa priorità tecnologica, allontanandosi progressivamente dalle ambizioni iniziali legate al metaverso. Un portavoce della società ha infatti chiarito che il disinvestimento nel settore gaming è funzionale al potenziamento della divisione Wearables. Le risorse precedentemente allocate allo sviluppo di contenuti VR saranno reinvestite per sostenere la crescita e la ricerca nel campo dei dispositivi indossabili, confermando la volontà del gruppo di ridefinire i propri obiettivi industriali per l'anno in corso.
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Amazon "obbliga" alcuni utenti a passare ad Alexa Plus
(Adnkronos) - Amazon ha iniziato ad aggiornare d'ufficio gli account di numerosi sottoscrittori Prime alla nuova versione Alexa Plus, per il momento solo negli States. L’operazione, segnalata con insistenza sulla piattaforma Reddit nelle ultime settimane, non sembra prevedere una fase di adesione volontaria, traducendosi in un passaggio forzato ai nuovi sistemi di intelligenza artificiale. Nonostante la natura impositiva dell'aggiornamento, l’azienda ha comunque previsto una procedura di ripristino immediata per gli utenti meno soddisfatti, i quali possono tornare alla configurazione originale dell'assistente impartendo il comando vocale per uscire dal nuovo ecosistema. Il lancio di Alexa Plus rappresenta la risposta strategica di Jeff Bezos all’avanzata di Google Gemini e degli altri assistenti di nuova generazione basati su modelli linguistici di grandi dimensioni. L'obiettivo è trasformare l'interazione domestica in un dialogo più fluido e complesso, superando i limiti dei vecchi comandi preimpostati. Tuttavia, la transizione verso l'intelligenza artificiale generativa sta incontrando ostacoli tecnici simili a quelli già osservati nella concorrenza, dove le allucinazioni digitali e gli errori di identificazione degli oggetti hanno spesso compromesso l'affidabilità dei sistemi domestici. Le prime reazioni della community evidenziano una marcata resistenza verso questo nuovo corso. Le critiche principali si concentrano su una percepita alterazione della personalità vocale dell'assistente e, soprattutto, su un incremento significativo della latenza nelle risposte, che rende l'interazione meno immediata rispetto al passato. Oltre ai problemi tecnici, emerge una gestione aggressiva degli spazi promozionali: diversi utenti segnalano che, una volta effettuato il downgrade alla versione standard, il sistema tenderebbe a inviare un numero elevato di annunci pubblicitari volti a spingere l'utente a riattivare le funzioni avanzate di Alexa Plus.
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Pa, Consulcesi: su ferie non godute accelerata sui rimborsi lampo
(Adnkronos) - I procedimenti per il riconoscimento delle ferie non godute nel pubblico impiego entrano in una nuova fase: tempi più rapidi, accordi anticipati e liquidazioni immediate. È quanto emerge dalle ultime definizioni registrate a fine 2025, che confermano un’accelerazione significativa dei procedimenti, in particolare nel comparto sanitario e tra i dipendenti della Pubblica amministrazione a conclusione del loro mandato. Negli ultimi giorni di dicembre, due giudizi incardinati da Consulcesi & Partners presso i tribunali di Roma e Piacenza si sono conclusi in via transattiva con il riconoscimento complessivo di oltre 55.000 euro di indennizzi, oltre a 8.000 euro di spese legali, in meno di un anno dall’avvio delle cause. Nel caso romano, la definizione è arrivata in poco più di sette mesi, con un rimborso di circa 37.000 euro. Un segnale chiaro di come il contenzioso stia oggi assumendo i tratti di una procedura sempre più prevedibile e rapida, anche grazie a un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. "Questi procedimenti mostrano come il contenzioso sulle ferie non godute sia entrato in una fase di piena maturità", osserva Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners, che ha assistito i lavoratori attraverso lo sportello www.ferienongodute.it. "La combinazione tra giurisprudenza stabile e carenze organizzative ormai documentate spinge le amministrazioni a chiudere rapidamente le controversie, evitando giudizi destinati a esiti scontati", spiega ancora. Il trend si inserisce in un quadro più ampio: nel corso del 2025 sono state pubblicate circa 2.090 sentenze in materia di ferie non godute, con un orientamento largamente favorevole ai lavoratori pubblici. Un volume di pronunce che ha inciso direttamente sulla riduzione dei tempi di definizione e sull’aumento delle soluzioni conciliative. In questo contesto, Consulcesi & Partners ha seguito nel 2025 decine di definizioni positive tra giudiziale e stragiudiziale, per un totale di oltre 383.000 euro liquidati, a favore di sanitari e dipendenti della Pubblica Amministrazione. I casi di fine anno rappresentano l’esempio più evidente di una tendenza ormai strutturale: dalla sentenza alla liquidazione, spesso bastano pochi mesi. Alla base di questa accelerazione vi è un principio ormai stabilizzato: l’onere di dimostrare di aver consentito la fruizione delle ferie grava sull’Amministrazione. In mancanza di una prova rigorosa, il diritto all’indennità economica scatta automaticamente alla cessazione del rapporto di lavoro. Un meccanismo che sta trasformando il contenzioso sulle ferie non godute da battaglia giudiziaria a questione di gestione amministrativa, con ricadute concrete soprattutto per i sanitari, spesso impossibilitati a usufruire delle ferie per esigenze di servizio.
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