Cni, giornate Ingegneria economica alleanza con Ance, motore per ottenere delle regole certe

(Adnkronos) - “Queste giornate dell’Ingegneria economica sono la sintesi di un percorso di collaborazione con Ance, un’alleanza che vuole essere il motore per ottenere delle regole certe”. Così Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni, nell’intervento introduttivo dei lavori delle Giornate nazionali dell’ingegneria economica, organizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri con Ance. “Una nuova legge urbanistica - ha aggiunto Perrini - il testo unico delle costruzioni, regole certe che evitino casi come quello di Milano e della Puglia. Invitiamo il Governo ad affrontare queste questioni. In questo senso, le preoccupazioni degli ingegneri coincidono con quelle delle imprese. A questo proposito ringrazio il sottosegretario Morelli, la cui partecipazione al nostro evento è molto importante perché per noi è fondamentale la collaborazione e il confronto col legislatore”. I lavori sono stati introdotti e moderati da Ippolita Chiarolini, consigliera del Cni, e hanno visto in apertura l’intervento del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. “Il Paese - ha esordito Morelli - vive una fase di transizione determinata dalla chiusura del Pnrr. Venute meno queste risorse, come Governo abbiamo lavorato, tra le altre cose, sul Partenariato Pubblico-Privato per innovare questo modello. Abbiamo soprattutto mirato a superare quella impostazione quasi ideologica registrata nel passato che vedeva con diffidenza il rapporto col privato. In questo modo si sono limitate le opportunità di un sano rapporto tra pubblico e privato. Abbiamo, quindi, ripreso in mano questo strumento e delle norme a riguardo sono state aggiunte all’interno del codice degli appalti”. “Nel confronto con l’Europa - ha spiegato - sono emersi alcuni dubbi, come ad esempio quelli relativi alla prelazione, che ha visto la Commissione Europea prendere una posizione un po’ rigida. Ma abbiamo delle idee per superare questa ed altre difficoltà, tutti i dubbi che possono nascere. Per questo è necessario che il Governo nella sua interlocuzione in Europa abbia al suo fianco anche le associazioni, come quelle di professionisti ed imprese, insomma il sistema Paese”.  “Sulle regole certe richiamate dal pesidente Perrini - ha aggiunto Morelli - sul fronte dell’edilizia stiamo lavorando alla legge sulla rigenerazione urbana e al testo unico. Non dimentichiamo il Piano Casa Italia attraverso il quale il Governo prevede di investire diversi miliardi di euro nei prossimi anni. Già oggi è previsto circa un miliardo”. “Infine - ha sottolineato - non va sottovalutata l’attuale crisi in Medio Oriente e le sue conseguenze, dopo che già la crisi Ucraina aveva fatto pesare i suoi effetti. Parliamo di problemi con le materie prime, la logistica, i costi dell’energia. Una situazione complessa che richiede delle decisioni importanti a livello europeo. Un momento che impone a tutti, anche professionisti e imprese, di ottimizzare le risorse già a disposizione e ridurre i rischi”. La prima sessione dei lavori è stata dedicata agli aspetti di concretezza e di sostenibilità del partenariato pubblico-privato (ppp). Claudia Maria Terzi, assessore alle Opere pubbliche della Regione Lombardia, ha sottolineato come nella Regione dal Pnrrsolo per le ferrovie sono arrivate risorse per 3 miliardi di euro (nazionali) e 97 milioni di euro (regionali).  Con la fine del Pnrr l’attivazione del ppp diventa una necessità strategica. Secondo la Terzi il coinvolgimento del privato porta una serie di vantaggi: trasferimento del rischio, efficienza e tempi più rapidi, manutenzione garantita e innovazione. In Lombardia col project financing sono state realizzate tre autostrade per 4,8 miliardi di euro. Walter Tortorella, capo dipartimento Economia Locale e Formazione di Ifel, ha citato alcuni dati significativi del Cresme. Nel 2025, su 24707 bandi pubblicati pari a 74,18 miliardi di euro, ben 2147 sono quelli in ppp, per un totale di 27,847. Si tratta del 37% del totale degli importi dei bandi con una crescita nel 2024-25 del 25,6%. Cecilia Hugony dell'Ance ha incentrato il suo intervento su un caso specifico di utilizzo del ppp relativo al Piano Casa.  La seconda sessione è stata dedicata alla gestione della variabile nella realizzazione delle opere. Andrea Balzanda (Corte dei Conti), in merito alla cosiddetta paura della firma da parte delle amministrazioni pubbliche, ha sottolineato che il pericolo non deriva dalla Corte dei Conti, dal momento in cui con la Legge 7 gennaio 2026, n. 1 è stata delimitata la colpa grave.  Regina Genga (Ragioneria Generale dello Stato) ha segnalato la criticità nei tempi di realizzazione dei lavori pubblici citando dati significativi. Nel periodo 2012-21, a seconda delle fasce di importi, sono stati registrati tempi oscillanti dai 13 ai 42 mesi per il pre-affidamento e da 2 a 7 anni e 1 mese per la realizzazione delle opere. Fabio Corvo (Gruppo di Lavoro PPP del Cni) ha ripreso il tema dei tempi lunghi, soffermandosi sui 'colli di bottiglia amministrativi'. La terza sessione ha riguardato il rischio idrogeologico e come la sua conoscenza può aiutare la valorizzazione del patrimonio nazionale. Domenico Condelli (consigliere Cni) ha ricordato quanto lo Stato spende per far fronte agli effetti del dissesto idrogeologico: negli ultimi 25 anni 25.858 interventi per 20,4 miliardi di euro spesi. Il che chiama in causa la necessità di attuare opportune politiche di prevenzione, anche al fine di ottimizzare le risorse pubbliche disponibili. Senza dimenticare il tema sempre più attuale della copertura dei rischi catastrofali attraverso le opportune polizze assicurative.  Alessandro Trigila e Carla Ladanza di Ispra si sono concentrati sulle frane e sugli effetti di questi particolari eventi con 5,7 milioni di residenti italiani a rischio. In particolare, hanno illustrato come mappe e indicatori sono utilizzati per la pianificazione degli interventi e hanno presentato la piattaforma Idrogeo che consente di verificare i livelli di rischio di ciascun territorio nazionale. Giampiero Banbagioni (vice chairman United for Smart Sustainable Cities-ONU), infine, ha illustrato il passaggio dall’analisi del rischio ambientale e fisico alla reale finanziabilità dei progetti.  
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Primato Volvo nelle auto software-defined

(Adnkronos) - La trasformazione digitale dell’auto passa sempre più dal software, e in questo scenario Volvo Cars si posiziona al vertice globale. Secondo l’analisi di S&P Global Mobility, il costruttore svedese è l’unico marchio automobilistico tradizionale ad aver raggiunto il livello più alto nella maturità dei software-defined vehicle (SDV), un riconoscimento che certifica un cambiamento ormai strutturale nell’industria. Il dato non è solo simbolico: indica la capacità concreta di progettare e aggiornare le vetture come veri e propri sistemi digitali evolutivi. Le auto non sono più prodotti statici, ma piattaforme in continuo aggiornamento. Il cuore della strategia Volvo è la gestione del software lungo tutto il ciclo di vita del veicolo.  Grazie agli aggiornamenti over-the-air (OTA), Volvo è in grado di intervenire da remoto su diversi aspetti: dall’efficienza energetica alla sicurezza, fino all’esperienza utente. Un approccio che consente di migliorare nel tempo autonomia, tempi di ricarica e funzionalità senza passaggi in officina. Secondo l’amministratore delegato Hakan Samuelsson, questo risultato è il frutto di un percorso industriale preciso, costruito su anni di investimenti e sviluppo mirato. La rapidità con cui oggi Volvo riesce a evolvere i propri sistemi rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi nel nuovo scenario automotive.  Alla base di questa evoluzione c’è HuginCore, piattaforma sviluppata internamente che integra architettura elettrica, computer centrale e controller distribuiti. Si tratta di una struttura pensata per gestire in modo coordinato tutte le funzioni del veicolo, rendendo più rapidi e continui gli aggiornamenti software. Questo sistema è già al centro dei modelli più avanzati della gamma, tra cui EX90, ES90 ed EX60, progettati fin dall’origine come veicoli software-defined. 
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DS N°7, lusso e sostenibilità: interni in Alcantara Blu Eterno

(Adnkronos) - La nuova DS N°7 segna un passo deciso verso un’idea evoluta di lusso automobilistico, dove materiali, estetica e sostenibilità convivono in modo coerente. Al centro del progetto emerge l’utilizzo di Alcantara Blu Eterno, una finitura sviluppata appositamente per questo modello e destinata a diventare uno degli elementi distintivi dell’abitacolo. La tonalità scelta non è casuale: il Blu Eterno si distingue per profondità e luminosità, esaltando la matericità dell’Alcantara e contribuendo a creare un ambiente raffinato e armonico. L’effetto visivo sulla nuova DS N°7 è quello di uno spazio avvolgente, dove ogni dettaglio è pensato per trasmettere eleganza e qualità percepita. L’attenzione al dettaglio si riflette anche nelle lavorazioni. Le superfici rivestite in Alcantara Blu Eterno si integrano con inserti in alluminio spazzolato dalle tonalità calde, mentre impunture e motivi grafici richiamano il linguaggio stilistico del marchio. Il risultato è un equilibrio tra tradizione artigianale e ricerca tecnologica, capace di elevare l’esperienza a bordo.  Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la composizione del materiale. L’Alcantara utilizzata per la DS N°7 include una percentuale significativa di componenti riciclati certificati, confermando l’impegno verso una mobilità più responsabile senza rinunciare alla qualità. A rafforzare questo approccio contribuisce anche la produzione interamente italiana. Il modello nasce nello stabilimento di Melfi, mentre il materiale Alcantara proviene dal sito produttivo di Nera Montoro. Una filiera corta che valorizza competenze, territorio e sostenibilità, riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale. La collaborazione tra DS Automobiles e Alcantara si inserisce in una visione condivisa del lusso contemporaneo, dove innovazione e responsabilità ambientale procedono insieme. La possibilità di personalizzazione offerta dall’Alcantara, unita alla varietà cromatica e alla versatilità del materiale, consente di creare interni su misura capaci di esprimere una forte identità. Con la DS N°7, il concetto di viaggio assume una nuova dimensione: non solo spostamento, ma esperienza sensoriale completa, in cui comfort, estetica e sostenibilità diventano parte integrante della stessa idea di mobilità. 
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Mercedes-Maybach, il lusso evolve tra intelligenza e artigianalità

(Adnkronos) -
Mercedes-Maybach alza ulteriormente l’asticella del segmento top-end con la nuova Classe S, protagonista di uno degli aggiornamenti più profondi nella storia del marchio. La nuova Mercedes-Maybach Classe S introduce per la prima volta su un modello Maybach il sistema operativo proprietario MB.OS, affiancato dalla quarta generazione del sistema MBUX. Sul piano estetico, la berlina si distingue per un design ancora più scultoreo e autorevole. La griglia Maybach è stata ampliata e ora è disponibile con cornice luminosa, insieme a dettagli come il lettering illuminato e gli inserti color oro rosa nei gruppi ottici. All’interno, l’abitacolo si configura come un vero e proprio “salotto su ruote”. Materiali pregiati, nuove finiture in legno e un’illuminazione ambientale evoluta contribuiscono a creare un ambiente immersivo e rilassante. Per la prima volta, inoltre, è disponibile una configurazione senza pelle, con il nuovo tessuto “
Mirville”
, che interpreta in chiave contemporanea il concetto di lusso sostenibile.  Sotto il lungo cofano troviamo l’ultima evoluzione del motore otto cilindri (M 177 Evo) della Mercedes-Maybach S 680, che eroga 450 kW + 17 kW e 850 Nm + 205 Nm, garantendo una maggiore potenza e soprattutto prontezza di risposta. Nella versione Mercedes-Maybach S 580, il motore V8 sviluppa 395 kW + 17 kW e 750 Nm + 205 Nm. Infine nella Mercedes-Maybach S 580 e con EQ Hybrid Technology, grazie al sistema ibrido i clienti possono beneficiare di un’autonomia in modalità completamente elettrica di circa 100 chilometri.La versione plug-in hybrid incrementa inoltre la potenza di sistema fino a +55 kW rispetto alla precedente generazione. La nuova Mercedes-Maybach Classe S sarà ordinabile nei primi mercati europei a partire dal 25 marzo 2026, 
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Al #FORUMAutoMotive il nodo Europa-Cina e il ruolo dell’AI

(Adnkronos) - Il futuro dell’automobile tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, mercati globali e sostenibilità, questi sono gli argomenti trattati all’evento “Automotive, 2026, la svolta è adesso. Non c’è più tempo!!”, promosso a Milano da #FORUMAutoMotive, il movimento di opinione fondato dal giornalista Pierluigi Bonora.
 Nel corso della mattinata, operatori e analisti hanno acceso i riflettori sulle criticità del sistema automotive europeo, evidenziando un contesto sempre più complesso, segnato da una transizione energetica accelerata, pressioni regolatorie e crescente competizione internazionale, in particolare dalla Cina. Ad aprire i lavori il talk con AlixPartners, Bain & Company e Dataforce, che hanno offerto una lettura convergente su uno scenario in forte tensione. “Il mercato non cresce, in una transizione più voluta che reale. I costruttori cinesi avanzano mentre l’Europa resta lontana dagli obiettivi fissati”, ha dichiarato Dario Duse (AlixPartners), sottolineando come l’industria debba tornare a mettere il consumatore al centro. Sulla stessa linea Salvatore Saladino (Dataforce Italia), che ha evidenziato le criticità del percorso europeo verso la decarbonizzazione: “L’Europa ha imposto il salto regolatorio più duro della storia dell’auto senza avere le condizioni abilitanti: energia competitiva, filiera batterie e domanda. Il rischio concreto è un processo di deindustrializzazione, con perdita di competitività a favore dei player extraeuropei”. Secondo Gianluca Di Loreto (Bain & Company), il rallentamento della crescita interna cinese sta spingendo i costruttori del Paese ad espandersi sui mercati internazionali: “Con una capacità produttiva sovradimensionata e oltre 100 marchi locali, l’Europa rappresenta oggi una destinazione strategica, anche alla luce della contrazione di alcuni segmenti chiave”.
 A chiudere la mattinata, il confronto tra Pierluigi Bonora, David Giudici e il Presidente dell’ACI Geronimo La Russa, che ha posto l’accento sul ruolo dell’Automobile Club d’Italia in uno scenario in evoluzione: “L’ACI ha compiuto 120 anni ed è chiamato a evolversi nell’attuale scenario di mobilità, come ha sempre fatto nella sua storia, per dialogare in maniera veloce e agile e offrire servizi a tutti gli automobilisti. L’obiettivo è diventare un vero Mobility Club. I cittadini oggi sono spaesati dall’assenza di regole chiare sul futuro: a dominare è l’incertezza. Come ACI, intendiamo essere interlocutori validi per poter incanalare un percorso di cambiamento della mobilità sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Il nostro sistema del PRA evita situazioni incresciose come quella recentemente registrata in Francia dove sono state scoperte diverse migliaia di auto fantasma. Uno dei focus centrali della nostra attività resta la sicurezza, comunicando soprattutto con i giovani all’interno nelle scuole. La distrazione resta il nemico pubblico numero 1 che ha prodotto una nuova impennata di incidenti. La norma che, invece, impone limiti di 30 km/h per intere città è pura demagogia, bene identificare aree specifiche con queste limitazioni, ma non è giusto generalizzare. L’auto storica è un’altra grande eccellenza italiana e abbiamo una responsabilità verso gli appassionati di tutto il mondo
 
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Zeekr, arriva in Italia il brand premium di Geely, hi-tech e 100% elettrico

(Adnkronos) - Dopo lo sbarco nel 2025 con Geely, Jameel Motors Italia porta sul nostro mercato anche Zeekr, un brand premium che arriva con due Suv, l'urban compact X (longo 4,43 metri) e il più grande 7X (4,78 m), cui si affiancherà presto lo shooting brake di lusso da 5 metri, lo 001 e la sportiva 7GT. Una gamma 100% elettrica - ma con la possibilità di offrire anche versioni plug-in in futuro - che, sottolinea all'Adnkronos Marco Santucci, consigliere delegato di Jameel Motors Italia, "è sicuramente affine ai gusti europei per design, tecnologia all'avanguardia, prezzo accessibile. Penso che i suoi modelli possano essere 'Tesla-killer' dal momento che offrono quello che definiamo un 'lusso contemporaneo', cioè che guarda a un segmento più alto, con un cliente sofisticato che cerca un prodotto più performante". Il nuovo marchio offre - spiega Santucci - "alta tecnologia, design più europeo - visto che sono disegnati e sviluppati in Svezia a Goteborg - ma sempre un prezzo accessibile, con soluzioni superiori e una ricerca di materiali a livello artigianale molto simile a quella dei marchi europei premium". "Zeekr - sottolinea - può contare sulla rete che abbiamo creato con Geely e che è già capillare con più di 50 operatori di vendita e assistenza sul territorio: entro giugno arriveremo a quota 70 e puntiamo a crescere fino a circa 100 punti". Santucci riconosce come "i dati Acea appena usciti" con una netta crescita delle vendite di Bev "rafforzano la nostra determinazione nel crescere anche in Italia, che resta un mercato leggermente indietro sull'adozione dei New Energy Vehicles": per vincere questa battaglia di sensibilità - osserva - "i modelli Zeekr come la 7X offrono una piattaforma a 800V per recuperare più di 300 km di autonomia in poco più di 10 minuti. Ma vorrei sottolineare che anche quelli a 400V, come la X, permettono ricariche da 10 a 80% estremamente veloci, allontanando l'ansia da ricarica".  Presentando i modelli è stata posta grande enfasi anche sulle caratteristiche di sicurezza oltre che sulla competitività dell'offerta: "Zeekr arriva con motorizzazioni solo elettriche e un vantaggio di listino che si può stimare intorno al 30% con un livello superiore di dotazione e di prestazioni: le nostre vetture hanno di serie caratteristiche che negli altri costruttori sono in lunghe liste di optional". Gli ordini per i modelli del nuovo brand del gruppo Geely sono già aperti e ad aprile inizieranno le prime consegne con prezzi che per la X partono da 39 mila euro mentre per la 7X partono da poco più di 54 mila euro. 
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Il battito radio dallo spazio profondo che non si ferma: otto giorni di impulsi senza spiegazione

(Adnkronos) - La ricerca astrofisica ha registrato un evento anomalo classificato nella categoria dei long-period transients (LPT), segnali radio caratterizzati da intervalli di emissione insolitamente estesi. L'impulso, rilevato dalle antenne del radiotelescopio Askap in Australia durante il progetto Evolutionary Map of the Universe (EMU), ha mostrato una periodicità di circa 36 minuti (precisamente 2.147,27 secondi), mantenendo un'attività costante per un arco di otto giorni. Denominato tecnicamente Askap J142431.2-612611, il fenomeno si distingue per una polarizzazione prossima al 100%, un dato che indica una regolarità strutturale estremamente rara nel panorama degli oggetti celesti compatti. A differenza della maggior parte degli LPT catalogati finora, la sorgente di questo segnale non coincide con alcun oggetto rilevabile nelle altre regioni dello spettro elettromagnetico, come l'ultravioletto, l'infrarosso o il visibile. Seguendo la traiettoria dell'impulso, gli astronomi non hanno individuato stelle, galassie o resti di supernove che possano giustificare l'emissione. Sebbene oggetti densi come magnetar o nane bianche magnetiche siano teoricamente in grado di produrre picchi radio, la durata e la stabilità di questo specifico segnale non trovano riscontri nei modelli fisici noti, che solitamente prevedono impulsi della durata di millisecondi o pochi secondi. Una delle ipotesi avanzate dai ricercatori suggerisce che l'origine possa risiedere in un sistema binario ospitante una nana bianca magnetica, sebbene tale configurazione implicherebbe un comportamento "estremamente atipico" per questa classe stellare. Non è ancora possibile stabilire se l'evento sia destinato a ripetersi o se si sia trattato di un'emissione isolata di plasma. La letteratura astronomica ha catalogato finora appena una dozzina di queste sorgenti; la difficoltà nel rilevarle risiede nella loro natura debole e nei cicli temporali molto lunghi, che le rendono facilmente confondibili con il rumore di fondo cosmico. Nonostante l'obiettivo primario del progetto EMU sia la catalogazione di circa 70 milioni di sorgenti radio distanti, l'anomalia di Askap J1424 ha indotto gli scienziati a dedicare uno studio specifico al fenomeno. L'analisi di questi "piccoli picchi che emergono su una traccia altrimenti piatta dopo lunghi intervalli di silenzio" rappresenta una nuova frontiera per la comprensione degli oggetti estremi dell'universo.  
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Primavera, i rischi del primo sole, la dermatologa: "Può anche scottare, abituare la pelle in modo progressivo"

(Adnkronos) - Stare all'aperto, con l'arrivo della bella stagione, non è solo piacevole: fa bene al corpo e anche all'umore. Ma servono alcune attenzioni, specie per la pelle che, dopo i mesi invernali, "è più vulnerabile. Il cosiddetto 'primo sole' può infatti nascondere alcune insidie. Complice la percezione di un'irradiazione meno intensa rispetto all'estate, si tende infatti a esporsi con minore attenzione. Abituare la pelle al sole in modo progressivo è il modo migliore per proteggerla. La fotoprotezione non è un gesto stagionale, ma un'abitudine che dovrebbe accompagnarci durante tutto l'anno". Così Roberta Giuffrida, dermatologa e ricercatrice presso l'ospedale universitario 'Gaetano Martino' di Messina e membro del Consiglio direttivo dellla Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse), spiega all'Adnkronos Salute come esporsi al sole in sicurezza durante la primavera. Il rischio principale del sole di primavera "è sottovalutarlo - avverte Giuffrida - Dopo l'inverno la pelle non è più abituata al sole e presenta una ridotta capacità di adattamento ai raggi ultravioletti (Uv): di conseguenza, anche un'esposizione breve può provocare eritemi o, nei casi più intensi, vere e proprie scottature. A rendere più insidioso il primo sole è proprio la sua apparente 'leggerezza': le temperature sono miti e la sensazione di calore è limitata, ma i raggi Uv sono comunque presenti e attivi. I danni da radiazioni Uv, inoltre, sono cumulativi - precisa l'esperta - Non dipendono solo dalle esposizioni intense e prolungate tipiche dell'estate, ma anche da quelle intermittenti, spesso sottovalutate, frequenti proprio in primavera. E' anche attraverso questo tipo di esposizione che si accumula il danno cutaneo nel lungo periodo, che può tradursi in fotoinvecchiamento, con comparsa di macchie, rughe e riduzione dell'elasticità cutanea, e in un aumento del rischio di tumori della pelle". Ci sono poi delle precauzioni da tenere presente in base all'età. "Nei bambini la pelle è più sensibile e presenta meccanismi di difesa nei confronti dei raggi Uv non ancora completamente sviluppati, risultando quindi più vulnerabile al danno solare - illustra la dermatologa - Per questo è fondamentale limitare l'esposizione diretta, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e utilizzare filtri solari ad alta protezione, insieme a cappellini e indumenti adeguati. Nei giovani - prosegue - il principale fattore di rischio è spesso comportamentale: si tende a esporsi senza protezione, perché il sole primaverile è percepito come innocuo, oppure si cerca di 'anticipare' l’abbronzatura. In realtà, è anche attraverso questi comportamenti che si contribuisce in modo significativo all'accumulo del danno solare. Negli adulti e negli anziani", infine, "oltre al rischio di scottature è importante considerare gli effetti a lungo termine dell'esposizione cumulativa: aumenta la probabilità di sviluppare lesioni precancerose, come le cheratosi attiniche, e tumori cutanei. Per questo la fotoprotezione dovrebbe diventare una routine quotidiana, associata a controlli dermatologici periodici, soprattutto nei soggetti più a rischio", raccomanda la specialista. E' inoltre importante prestare particolare cautela in alcune condizioni. "Alcuni farmaci, come antibiotici, antinfiammatori, retinoidi o alcuni diuretici - sottolinea Giuffrida - possono aumentare la fotosensibilità e rendere la pelle più reattiva alla luce solare, con rischio di eritemi o reazioni cutanee talvolta severe. Anche alcune patologie dermatologiche richiedono attenzione: l'acne, ad esempio, può dare un'apparente sensazione di miglioramento iniziale con il sole, ma spesso tende a peggiorare nelle settimane successive. Condizioni come melasma, rosacea o altre dermatosi fotosensibili possono essere aggravate dall'esposizione solare non protetta. In questi casi - rimarca - è fondamentale adottare una protezione rigorosa e, se necessario, confrontarsi con il dermatologo". La parola chiave, con il primo sole, "è gradualità - consiglia l'esperta della Sidemast - E' importante esporsi progressivamente, evitando le ore di massima intensità solare, generalmente tra le 11 e le 16. La protezione solare deve diventare un'abitudine quotidiana: va scelta una crema ad ampio spettro contro Uva e Uvb, applicata in quantità adeguata e riapplicata nel corso della giornata, soprattutto se si trascorre molto tempo all'aperto. E' utile ricordare che i raggi ultravioletti sono presenti anche in condizioni di nuvolosità, quindi la protezione resta necessaria anche quando il cielo non è completamente sereno. E' inoltre fondamentale l'uso di cappelli, occhiali da sole e, quando possibile, indumenti protettivi. Un'esposizione equilibrata e consapevole - conclude Giuffrida - consente non solo di ridurre i rischi cutanei, ma anche di mantenere i benefici della luce solare sull'organismo, tra cui la sintesi della vitamina D e gli effetti sul sistema immunitario". 
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Rumore h24 e cuore in allarme, così vivere in una strada trafficata fa impennare i rischi

(Adnkronos) -
Il traffico, con il suo rumore, fa male al cuore. Lo stridulo sferragliare del tram sulle rotaie, motori rombanti perennemente incolonnati ai semafori, la sirena di un'ambulanza che taglia la notte, il camion di passaggio col suo carico pesante, il boato di un areo al decollo, la frenata del treno in arrivo in stazione. Vivere in una strada perennemente trafficata - e altamente rumorosa - non mette alla prova solo l'udito. Anche il cuore vive in stato di costante allarme ed è un rischio spesso sottovalutato. Un nuovo studio, presentato in occasione della sessione scientifica annuale dell'American College of Cardiology (Acc.26) in programma nei prossimi giorni a New Orleans, accende una luce sugli effetti per la salute.  In particolare, riferiscono gli autori, vivere in aree con livelli di rumore costantemente più elevati derivanti dai trasporti è associato a un rischio significativamente più alto di eventi avversi cardiaci maggiori rispetto a vivere in aree più tranquille. Sulla base dei risultati rilevati, i ricercatori suggeriscono che l'implementazione di strategie per ridurre l'esposizione al rumore del traffico proveniente da strade, ferrovie e corridoi aerei potrebbe rappresentare un nuovo obiettivo per la pianificazione urbana e per il miglioramento della salute cardiovascolare delle comunità. "Questo tipo di rumore - evidenzia l'autore principale dello studio Jad Ardakani, medico e ricercatore clinico allo Houston Methodist Hospital - potrebbe rappresentare un fattore di rischio modificabile con importanti implicazioni per la salute pubblica. Questi dati suggeriscono che il rumore ambientale dovrebbe essere considerato insieme ai fattori di rischio cardiovascolare più tradizionali. E' fondamentale valutare la nostra esposizione individuale al rumore e identificare possibili modi per ridurla".  Oltre ad essere un semplice fastidio, l'impatto dell'esposizione al rumore sulla salute ha ricevuto crescente attenzione negli ultimi anni. Ricerche precedenti avevano dimostrato che il rumore continuo proveniente dai trasporti e da altre fonti può innescare una risposta allo stress nell'organismo che, nel tempo, porta a conseguenze negative per la salute. In un recente studio pubblicato sulla rivista 'Jacc: Advances', l'esposizione a lungo termine al rumore del traffico stradale è stata associata a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari e mortalità per tutte le cause.  Il nuovo lavoro ha esaminato l'associazione tra il rumore dei trasporti e l'insorgenza di eventi cardiaci avversi maggiori in una delle più ampie e diversificate coorti sanitarie statunitensi finora studiate: i ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di oltre 1,2 milioni di pazienti adulti nell'area di Houston tra il 2016 e il 2023 e hanno utilizzato la National Transportation Noise Map, prodotta dal Dipartimento Usa dei Trasporti, per valutare l'esposizione dei pazienti al rumore in base al loro indirizzo di residenza. 
Livelli inferiori a 45 decibel sono stati classificati come bassi, tra 45 e 54 decibel sono stati considerati moderati e sopra i 55 decibel il rumore è stato classificato come elevato. Sebbene quest'ultimo livello di rumore - simile a una normale conversazione o una musica di sottofondo - non danneggi l'udito, può causare altri impatti fisiologici e disturbare il sonno, soprattutto se costante o fuori dal controllo della persona. Dallo studio è emerso che, complessivamente, i soggetti residenti in aree con forte rumore dovuto ai trasporti hanno il 17% di probabilità in più rispetto a chi vive in aree tranquille di morire per qualsiasi causa, subire un infarto o un ictus, o necessitare di rivascolarizzazione coronarica (procedure per riaprire le arterie ostruite). Quando i ricercatori hanno esaminato gli eventi in base alla fonte, il forte rumore stradale è risultato associato a un rischio maggiore del 17%, la combinazione di forte rumore stradale e aereo a un rischio maggiore del 16% e il forte rumore ferroviario a un rischio maggiore del 10%. Secondo i ricercatori, diversi tipi di rumore derivante dai trasporti possono comportare differenti rischi per la salute. Sebbene il rumore stradale abbia mostrato la più forte correlazione complessiva con il rischio di eventi cardiovascolari avversi, l'analisi del rischio incrementale ha mostrato un andamento diverso. Ogni aumento di 10 decibel nel rumore ferroviario è stato associato a un aumento del rischio del 14%, rispetto a un aumento del 3% per il rumore stradale. "Il rumore ferroviario è particolare perché è forte e intermittente - chiarisce Ardakani - Questi improvvisi picchi di rumore, soprattutto di notte, possono essere dannosi per l'organismo, anche se le persone li percepiscono come rumore di fondo".  Sebbene lo studio non fosse stato progettato per valutare i meccanismi alla base dell'associazione, i ricercatori hanno affermato che la perturbazione del sonno probabilmente gioca un ruolo. L'attivazione di una risposta allo stress durante la notte può causare impatti fisiologici anche se una persona continua a dormire. Ardakani segnala che le vibrazioni derivanti dal rumore ferroviario potrebbero avere effetti biologici che non si riscontrano con il rumore stradale, che tende ad essere più costante e a comportare vibrazioni di minore entità. Poiché, però, l'esposizione al rumore dei trasporti è associata a diversi fattori socioeconomici e abitativi che possono a loro volta influenzare la salute cardiovascolare, i ricercatori hanno tenuto conto, nelle loro analisi, di fattori demografici, dello stato di copertura assicurativa sanitaria, dei fattori di rischio cardiometabolico, della vulnerabilità sociale e dell'esposizione all'inquinamento atmosferico da particolato fine.  
Le associazioni tra l'esposizione al rumore dei trasporti e i principali eventi cardiaci sono rimaste significative anche dopo aver considerato gli altri noti fattori di rischio per le malattie cardiache. Sulla base dei risultati, gli autori suggeriscono che gli urbanisti e i costruttori edili potrebbero adottare misure per mitigare l'esposizione al rumore in prossimità dei corridoi di trasporto, tra cui il miglioramento dell'isolamento acustico di case ed edifici o la piantumazione di alberi che aiutino ad attutire il rumore. Le persone dovrebbero poi tenere conto dell'esposizione al rumore quando decidono dove prendere casa. Se il rumore è percettibile in camera da letto durante la notte, si potrebbe valutare la possibilità di migliorare l'isolamento acustico o di tenere le finestre chiuse per ridurre l'esposizione. I ricercatori puntualizzano che i dati sul rumore considerati nello studio si basavano su stime del 2020, mentre gli esiti sanitari sono stati valutati tra il 2016 e il 2023, il che potrebbe aver portato a una classificazione errata dell'esposizione al rumore. Inoltre, il lavoro non ha tenuto conto di fattori individuali come l'uso di condizionatori d'aria o il lasciare le finestre aperte, che potrebbero far variare l'esposizione al rumore da un'abitazione all'altra in una determinata area. Il gruppo prevede comunque ulteriori studi per esaminare in che modo altri fattori ambientali, come l'esposizione alla luce notturna o la vulnerabilità agli impatti climatici, possano influenzare il rischio cardiovascolare. 
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Lombardia, Manageritalia: al via il road show in sei tappe per premiare il merito dei giovani

(Adnkronos) - Ha preso il via oggi dal Teatro Nazionale di Milano il road show in sei tappe con cui Manageritalia Lombardia celebrerà il talento e l’impegno degli studenti e delle studentesse di tutte le province lombarde. Nella suggestiva cornice del teatro milanese sono state consegnate 841 borse di studio istituite dal Fondo Mario Negri e da Manageritalia Lombardia, riconoscimenti dedicati a sostenere il merito e il talento dei giovani, dalle scuole medie fino all’università della provincia di Milano e di Monza-Brianza. Ad aprire la prima tappa del tour, dedicata alle province di Milano e Monza-Brianza, è stato Antonio Bonardo, Presidente di Manageritalia Lombardia che, con Tiziana Vallone, Vicepresidente di Manageritalia Lombardia e Antonella Portalupi, Presidente del Fondo Mario Negri, hanno consegnato i prestigiosi riconoscimenti agli studenti e alle studentesse premiati. "Premiare il merito - dichiara Antonio Bonardo, Presidente di Manageritalia Lombardia - significa investire nel futuro del nostro Paese e della nostra comunitàCon queste borse di studio vogliamo riconoscere l’impegno, la passione e la determinazione di tanti giovani che ogni giorno affrontano con serietà il proprio percorso di studi. Per Manageritalia Lombardia sostenere il talento è una responsabilità, ma anche un grande orgoglio: crediamo che valorizzare le capacità delle nuove generazioni significhi contribuire a costruire una società più dinamica, competente e aperta alle sfide del domani. Ai ragazzi e alle ragazze premiati oggi vogliamo dire di continuare a coltivare curiosità, spirito critico e voglia di conoscere". "Le borse di studio supportano i giovani nell'istruzione di qualità, nello sviluppo di competenze avanzate e nel realizzare i propri sogni. In questo modo, creiamo un ambiente fertile per la nascita di nuove idee e soluzioni, capaci di affrontare le sfide globali e di contribuire al progresso sociale ed economico", afferma dichiara Antonella Portalupi, Presidente Fondo Mario Negri.  "Dietro ogni borsa di studio c’è una storia fatta di impegno, sacrifici e sogni condivisi con famiglie e docenti. Per noi significa riconoscere non solo il merito, ma il percorso umano di questi ragazzi, accompagnandoli con fiducia verso il loro futuro", commenta Tiziana Vallone, vicepresidente di Manageritalia Lombardia. La mattinata è stata anche un’occasione di confronto e ispirazione per i premiati e le loro famiglie. Prima della cerimonia di consegna delle borse di studio, i partecipanti hanno incontrato Virginia Benzi, giovane fisica e divulgatrice scientifica che sta rivoluzionando il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano alla scienza. Benzi ha accompagnato il pubblico in un viaggio affascinante tra atomi, particelle e galassie, mostrando come la fisica non sia soltanto una materia fatta di formule, ma una chiave per leggere la realtà con occhi nuovi. Il dialogo è stato arricchito dal confronto con la giornalista e conduttrice televisiva Valeria Ciardiello, che ha guidato la conversazione stimolando domande e riflessioni con i giovani presenti. La tappa milanese inaugura così un road show che attraverserà tutte le province lombarde, portando sul territorio il riconoscimento al merito degli studenti e rafforzando il legame tra formazione, talento e futuro. Manageritalia Lombardia continua così a investire sulle nuove generazioni, convinta che sostenere lo studio e valorizzare l’impegno dei giovani rappresenti una leva fondamentale per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. 
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