Food: 50 Top, I Masanielli di Martucci e Diego Vitagliano Migliori Pizzerie in Italia

(Adnkronos) - I Masanielli di Francesco Martucci, a Caserta, e Diego Vitagliano Pizzeria, a Napoli, si confermano le Migliori Pizzerie in Italia anche nel 2024, per 50 Top Pizza, la guida più influente del mondo della pizza. Questo il verdetto annunciato ieri sera, al Teatro Manzoni di Milano, durante la seguitissima serata presentata da Federico Quaranta, volto noto della Rai. Al secondo posto Confine a Milano, di Mario Ventura e Francesco Capece, a cui va anche il premio speciale Pizzaiolo dell’Anno 2024 - Ferrarelle Award. Il terzo gradino del podio è occupato da I Tigli di Simone Padoan, a San Bonifacio.  Quarta posizione per 50 Kalò di Ciro Salvo, a Napoli; la quinta posizione spetta invece a Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo, a Roma; la sesta posizione va a I Masanielli di Sasà Martucci, a Caserta; settima posizione per Dry Milano, di Lorenzo Sirabella, che si aggiudica anche il premio Pizza dell’Anno 2024 - Latteria Sorrentina Award, con la Margherita Provola Affumicata & Pepe Nero di Sarawak; ottava posizione per La Notizia di Enzo Coccia, a Napoli; nona posizione per la pizzeria Salvo di Francesco e Salvatore Salvo, sempre a Napoli; chiude la top ten la Pizzeria Da Lioniello di Salvatore Lioniello, a Succivo, che si aggiudica anche il premio Performance dell’Anno 2024 - Robo Award.  Gli altri attesissimi premi speciali: il premio Novità dell’Anno 2024 - Solania Award va alla pizzeria Raf Bonetta di Raffaele Bonetta, a Pozzuoli; il premio Migliore Proposta dei Fritti 2024 - Il Fritturista - Oleificio Zucchi Award, va a Clementina di Luca Pezzetta, a Fiumicino; il premio Frittatina di Pasta dell’Anno 2024 - Pastificio Di Martino Award va a La Fenice di Manuel Maiorano, a Pistoia; il premio Migliore Carta dei Dessert 2024 - Cremoso - La Dispensa Award va a Sestogusto di Massimiliano Prete, a Torino; il premio Miglior Servizio della Birra 2024 - Peroni Nastro Azzurro Award se lo aggiudica Apogeo di Massimo Giovannini, a Pietrasanta; il premio One to Watch 2024 - Fedegroup Award va a Fermenta di Luca Cornacchia, a Chieti. Il riconoscimento Forno Verde 2024 - Goeldlin, che premia la grande attenzione alla sostenibilità ambientale, è stato assegnato a sette pizzerie: Denis a Milano; Gigi Pipa a Este; I Masanielli di Sasà Martucci a Caserta; Le Grotticelle a Caggiano; Le Parùle a Ercolano; Pizzarium a Roma; Pupillo Pura Pizza a Frosinone. Roma è la città con più pizzerie, con ben 12 indirizzi presenti in classifica. Al secondo posto Napoli con 8 e, al terzo posto, Milano con 5. La regione più rappresentata è la Campania con ben 28 indirizzi, seguita dal Lazio con 15 e dalla Toscana con 10. La guida 50 Top Pizza Italia 2024 è composta da 670 indirizzi totali. “Un mondo, quello della pizza in Italia, che diventa sempre di più centrale nei temi gastronomici del nostro Paese - dichiarano i tre curatori di 50 Top Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere - e che è diventato un incubatore di idee e nuovi format, con una qualità sempre maggiore proprio nel concetto di pizzeria a 360 gradi. L’Italia è il secondo Paese nel mondo per chilogrammi di pizza a persona consumati in un anno con più di 7 kg, superato solo dagli Stati Uniti, con un consumo medio pro capite di più di 13 kg". Le prime 40 posizioni della classifica 50 Top Pizza Italia 2024 entrano di diritto in 50 Top Pizza World 2024, la classifica delle 100 Migliori Pizzerie al Mondo, che si ritroveranno al Teatro Mercadante di Napoli il 10 settembre per la grande cerimonia di premiazione.    ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Covid: problemi di equilibrio per chi l'ha avuto, speranze di cura da studio internazionale

(Adnkronos) - A livello mondiale si stima che una percentuale tra il 10% e il 25% delle persone che hanno avuto il Covid presenti la persistenza di alcuni sintomi a distanza di 4-5 settimane dalla risoluzione dell'infezione. I più comuni sono la stanchezza persistente, i disturbi dell'attenzione (la cosiddetta 'brain fog'), la cefalea persistente, i disturbi di gusto e olfatto. A questi si aggiungono poi disturbi d'ansia, tosse persistente, disturbi del ritmo cardiaco e problemi di equilibrio. Su quest'ultimo sintomo potrebbero arrivare novità importanti da uno studio internazionale a cui partecipa l'italiana Arianna Di Stadio, che lavora sul progetto di ricerca con la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ed è docente all'Università di Catania e ricercatrice all'Ucl Queen Square Neurology di Londra(Gb).  "Stiamo studiando gli effetti della neuroinfiammazione sui disturbi dell'equilibrio nel post Covid e stiamo conducendo uno studio internazionale che sta coinvolgendo Italia, Regno Unito e Usa per capire come l'infezione da Covid-19 possa essere responsabile dei disturbi cronici dell'equilibrio, in particolare della 'Postural Persistent Perceptual Dizziness' (Pppd) - spiega Di Stadio - Con questo termine, semplificato in '3PD', definiamo una condizione di disturbo dell'equilibrio persistente generalmente negativo a tutti i test diagnostici dell'equilibrio, che induce sensazione di instabilità nel paziente con un'importante limitazione della normale attività quotidiana. Il disturbo è legato ad un deficit di compenso centrale dopo uno o più episodi di vertigini, in genere vertigini parossistiche benigne (quelle causate dallo spostamento anomalo degli otoliti)".  "Attualmente - riporta la neuroscienziata - i dati preliminari estratti da 17 pazienti dimostrano che in 2 di loro (11,8%) l'infezione da Covid-19 ha causato la Pppd, mentre in 6 casi (35,3%) l'infezione ha peggiorato i sintomi. Si può quindi ipotizzare che in 8 dei 17 pazienti osservati (47%) l'infezione ha un ruolo su questa condizione. Se consideriamo questo disturbo dell'equilibrio tra i disturbi del Long Covid, questi dati, seppur preliminari, identificano un 11% della Pppd legata all'infezione da Sars-CoV2, percentuale che è in linea con i dati relativi al Long Covid". "L'origine della mancanza di compenso in seguito alla vertigine è oggetto di ampio studio e la neuroinfiammazione è certamente implicata nel processo di non recupero - aggiunge Di Stadio - I risultati preliminari dello studio multicentrico che stiamo conducendo, che in Italia vede capofila il Santa Lucia Irccs di Roma (ospedale che ha vinto recentemente un Pnrr con un progetto sulla Pppd) dimostrano che la neuroriabilitazione può aiutare a risolvere il problema, ancor meglio se associata a una molecola anti neuroinfiammazione".  "Poiché abbiamo esperienza nell'utilizzo con successo della molecola 'Pealut'", formata dalla palmitoiltanolamide (Pea) e dall'antiossidante flavonoide luteolina (Lut), "ultra micronizzata per il trattamento della 'brain fog' ed i disturbi olfattivi, la stiamo testando anche nella Pppd", conclude la ricercatrice.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Totally Spies! Cyber Mission, trailer per il nuovo videogioco

(Adnkronos) - Microids ha presentato il primo trailer del videogioco Totally Spies! - Cyber Mission, tratto dalla celebre serie animata. I giocatori potranno partire per una nuova avventura a Singapore, nell'universo della nuova stagione di Totally Spies! dove si incontrano azione, avventura e infiltrazione. Sviluppato da Balio Studio, Totally Spies! - Cyber Mission sarà disponibile il 31 ottobre 2024 su Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC. Vestendo i panni di Sam, Clover e Alex, i giocatori si immergeranno nel cuore di Singapore, dove ogni strada e ogni angolo nascondono segreti da scoprire. Basato sulla stagione 7, attualmente in onda, i giocatori si uniranno a Jerry e Mandy, oltre a nuovi personaggi come Toby, Zerlina e Mei Lin, sia in single player che in modalità multigiocatore locale fino a 3 giocatori. Il gioco prevede sezioni di esplorazione per la città di Singapore ma anche altri momenti incentrati sull'azione, oltre alla possibilità di curare il look delle protagoniste con diversi accessori. 

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Smart city e smart energy - Sfida tra innovazione e sicurezza

(Adnkronos) - Nella prestigiosa cornice della Camera dei Deputati è andato in scena, mercoledì 10 luglio, il tavolo tecnico promosso dall’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori in collaborazione con Alé sul tema “Innovazione e sicurezza tra smart city e smart energy”. Obiettivo dell’iniziativa è stato mettere a confronto esperti, accademici, imprese e istituzioni sul mondo della sicurezza, della transizione ecologica ed energetica, unito alle implicazioni per i giovani e le imprese tra IA e cybersicurezza. Ad aprire i lavori, il Presidente delll’ANGI, Gabriele Ferrieri e Robert Hassan Presidente CyberArea. Saluti istituzionali da parte dell’On. Alessandro Giglio Vigna Presidente della Commissione Affari Europei della Camera dei deputati. “Siamo lieti dell’importante adesione ricevuta dal nostro tavolo di confronto per porre in evidenza le prospettive sul mondo della sicurezza, della transizione ecologica ed energetica, unito alle implicazioni per i giovani e le imprese tra IA e cybersicurezza. Nel corso del confronto sono emersi spunti di grande interesse che, come giovani innovatori, porteremo a conoscenza dei rispettivi organi istituzionali e tecnici al fine di dare il nostro sostegno sia in ottica attuazione PNRR che lavori per il G7. Un grazie particolare per il supporto alle istituzioni parlamentari della Camera e a tutti gli attori che sono stati con noi al tavolo di lavoro”. Così Gabriele Ferrieri Presidente ANGI. Robert Hassan, CEO di Alé Comunicazione e Presidente Cyber Area ha dichiarato: “Il tavolo tecnico realizzato insieme all’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori è il frutto di una partnership naturale con i Giovani Innovatori per Alé che è stata la prima Agenzia italiana ad occuparsi di comunicazione strategica per la cybersicurezza. Oggi, oltre alla creazione di un ecosistema complessivo di cybersicurezza nazionale, ritengo sia ancor più necessaria, per la particolarità italiana, avere una impostazione verticale di ecosistemi cyber, in modo così da selezionare e perfezionare le relazioni con attori, pubblici e stakeholders che sono molto diversi tra loro, soprattutto su tematiche come smart city e smart energy, per condividere conoscenze, visioni, criticità da colmare e opportunità da cogliere, verso una concezione della cybersicurezza più adattiva e costruttiva capace di aumentare l’esportazione di soluzioni verso mercati internazionali”. “La prima sfida che ci troviamo ad affrontare parlando di implementazione di Smart city, Smart energy, IoT e innovazione è l'integrazione delle tecnologie in un sistema coeso e funzionale. Questo richiede non solo infrastrutture avanzate, ma anche una visione strategica condivisa tra enti pubblici, aziende private e cittadini. Spesso, infatti, non è chiaro chi sia il responsabile della sicurezza delle infrastrutture. Le grandi aziende generalmente dispongono di ruoli, policy e procedure ben definite, ma per gli attori più piccoli la responsabilità della sicurezza può cadere in una zona d'ombra, esponendo l'intera catena a rischi. – Afferma Matteo Biancani, CRO di HWG Sababa. Inoltre, l’eterogeneità dei dispositivi e dei fornitori IoT complica ulteriormente le cose perché ogni dispositivo può presentare vulnerabilità uniche e spesso la difficoltà principale è stata la mancanza di documentazione e conoscenza dei sistemi da parte dei fornitori, che spesso rimbalzano la responsabilità da un soggetto all'altro, rendendo difficile la risoluzione dei problemi. Questo evidenzia l'importanza di considerare i rischi cyber sin dalla progettazione, e l’importanza di avere approccio metodico. sofisticato e by design, per mitigare i rischi in modo efficace”, conclude Biancani. “In un mondo sempre più interconnesso, l'innovazione e la sicurezza rappresentano pilastri fondamentali per lo sviluppo delle smart city e delle smart energy. In Skybox Security, crediamo fermamente che il progresso tecnologico debba andare di pari passo con la protezione delle infrastrutture critiche. Le città intelligenti e le soluzioni energetiche avanzate offrono opportunità straordinarie per migliorare la qualità della vita e l'efficienza operativa, ma introducono anche nuove sfide in termini di cybersecurity. La nostra missione è garantire che queste tecnologie possano essere implementate in modo sicuro e resiliente, proteggendo sia i dati che le infrastrutture da potenziali minacce”. Commenta Alessio Fasano di Skybox Security. “Oggi la sicurezza si sta evolvendo su sistemi IT, OT e IoT, per i quali vi è una forte necessità di soluzioni avanzate per proteggere le infrastrutture critiche e i dispositivi connessi. In un sistema dove i dispositivi si scambiano dati in continuazione, la prevenzione delle minacce e il monitoraggio costante sono fondamentali. Per questo esistono soluzioni che consentono in modo autonomo di rilevare le minacce e i comportamenti anomali ottimizzando una scansione profonda di tutta la mappatura delle superficie di attacco con la cyber threat intelligence, quindi con un’analisi costante di possibili vulnerabilità del perimetro da proteggere”. Commenta Eylam Tamary di Tag Company. Tra gli altri delegati, sono intervenuti al tavolo: Corrado Giustozzi Cyber Expert; Ranieri Razzante Comitato per la strategia dell'intelligenza artificiale presso la Presidenza del Consiglio; Laura Pezzoli A2A smart cities; Sergio Oliviero Politecnico di Torino; Francesco Meneghetti Confagricoltura e Fabbrica Digitale; Giorgio Cecchini Esercito Italiano; Martina Gregori Sapienza Università di Roma; Daniele Nardi Sapienza Università di Roma; Antonio Capobianco Fata Informatica; Matteo Lucchetti Cyber 4.0; Simone Santi Trend Micro; Simona Rinaldi Engan; Giuseppe Lieto Digital Platform; Alessandro Menna Italgas; William Nonnis Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di missione PNRR - Digitalizzazione e Innovazione; Stefano Pizzuti Agenzia ENEA; Guido Scorza Componente del Garante per la protezione dei dati personali. Moderazione affidata a Luisa Franchina Presidente Associazione Esperti Infrastrutture Critiche. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


WhatsApp, la trascrizione dei messaggi vocali arriva anche su Android

(Adnkronos) - La più recente versione beta di WhatsApp introduce una novità attesa da molti utenti: la trascrizione dei messaggi vocali, a partire dalla versione v2.24.15.5 per Android. Una volta aggiornato alla build beta, WhatsApp mostrerà un pop-up per confermare la disponibilità delle trascrizioni per i messaggi vocali in arrivo. Dopo l'aggiornamento, gli utenti potrebbero vedere un pop-up al primo avvio dell'app. Per utilizzare la funzione su WhatsApp, è necessario scaricare un pacchetto linguistico o il modulo di trascrizione dei messaggi vocali. Attualmente, questa funzione supporta cinque lingue: inglese, spagnolo, portoghese, russo e hindi. Una volta scaricato il pacchetto, l'audio viene analizzato e trascritto direttamente sul dispositivo, garantendo così la privacy grazie alla crittografia dei messaggi vocali. La funzionalità ricorda da vicino quella offerta dai dispositivi Pixel di Google o da iMessage su iOS, dove i messaggi vocali vengono rapidamente trascritti e visualizzati come testo sotto l'onda sonora, permettendo agli utenti di comprendere il contenuto del messaggio anche senza ascoltarlo. Nonostante l'aggiornamento alla versione più recente, alcuni utenti potrebbero non vedere immediatamente l'opzione disponibile, poiché la funzione è in fase di roll-out per un gruppo ristretto di beta tester in aree selezionate. Tuttavia, si auspica una distribuzione più ampia, data l'importanza di questa funzione per l'accessibilità. Inoltre, questa novità potrebbe ridurre la frustrazione causata da note vocali troppo lunghe. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Grand Tour d’Italia con le Voci di Audible

(Adnkronos) - Audible, piattaforma di Amazon che opera nella produzione e distribuzione di contenuti audio, lancia una nuova iniziativa con il progetto "Grand Tour d’Italia". Audible offre una selezione di audiolibri e podcast dedicati alle bellezze del territorio italiano, narrati da voci celebri come Vinicio Marchioni, Michela Murgia, Gianrico Carofiglio e Massimo Popolizio. Milano è protagonista con opere come "Corpi Minori" di Jonathan Bazzi, letto da Pietro Turano, che esplora le difficoltà di vivere in un luogo dove sembra non accadere nulla. In "La stagione bella" di Francesco Carofiglio, è lo stesso autore a raccontare la storia di Viola, creatrice di fragranze che cura la memoria attraverso gli odori. Laura Baldassarri presta la sua voce a "Le cose che ci salvano" di Lorenza Gentile, ambientato sui Navigli, raccontando la vita di Gea, una giovane che crede nel riciclo e nella rinascita degli oggetti. La città lagunare ispira audiolibri come "La morte a Venezia" di Thomas Mann, narrato da Massimo Popolizio, e "Perché comincio dalla fine" di Ginevra Lamberti, letto da Alice Pagotto. Quest'ultimo offre una visione moderna di Venezia attraverso gli occhi di una giovane affittacamere. Parma rivive attraverso "La Certosa di Parma" di Stendhal, narrato da Riccardo Lombardo, e "Crac! La storia del caso Parmalat" raccontata da Pablo Trincia e David Chierchini, che esplora uno dei più grandi scandali finanziari italiani. La Toscana è lo scenario di "Giallo in Versilia" di Paolo Giannotti, letto da Oliviero Corbetta, e "I fratelli Michelangelo" di Vanni Santoni, con voci multiple tra cui Lucia Valenti e Gigi Scribani. Roma viene esplorata attraverso storie di cronaca nera come "Mala" di Francesca Fagnani, narrato da Roberta Mattei, e "La città dei vivi" di Nicola Lagioia, letto da Vinicio Marchioni. Il podcast "Troppe Verità" indaga sull'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Napoli e le sue isole fanno da sfondo a capolavori come "Il vecchio al mare" di Domenico Starnone, letto da Aldo Stella, e "L’isola di Arturo" di Elsa Morante, narrato da Iaia Forte. "Nostalgia" di Ermanno Rea, letto da Alberto Onofrietti, racconta il ritorno alle radici di un uomo dopo decenni passati all'estero. Il Salento e Bari sono protagonisti con "Tutto il bello che ci aspetta" di Lorenza Gentile, letto da Laura Baldassarre, e "L’orizzonte della notte" di Gianrico Carofiglio, letto dall'autore stesso. In Sicilia, le voci di Donatella Finocchiaro e Viola Graziosi narrano rispettivamente "L’arte della gioia" di Goliarda Sapienza e "Cuore nascosto" di Ferzan Ozpetek, concludendo con "Stivali di velluto" di Giuseppina Torregrossa, letto da Alice Torriani. La Sardegna viene rappresentata da "Marianna Sirca" di Grazia Deledda, letto da Rosa Diletta Rossi, e "Accabadora" di Michela Murgia, narrato dalla stessa autrice. Audible offre così un viaggio audioletterario attraverso l’Italia, arricchendo le esperienze di viaggio con storie, personaggi e narrazioni che fanno vivere in modo nuovo le bellezze del Bel Paese. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Rapporto Ecomafia, 97,2 reati ambientali al giorno nel 2023

(Adnkronos) - Aumentano i reati ambientali nel 2023 e salgono a 35.487, registrando +15,6% rispetto al 2022, con una media di 97,2 reati al giorno, 4 ogni ora. Illeciti che si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno e in particolare in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria dove si concentra il 43,5% degli illeciti penali, +3,8% rispetto al 2022. Tutto il mercato illegale nella Penisola è valso nel 2023 ben 8,8 miliardi. A tracciare un quadro di sintesi è il nuovo report di Legambiente 'Ecomafia 2024. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia', nel 30esimo anno dalla sua prima pubblicazione, e i cui dati sono stati presentati oggi a Roma.  Nel 2023 in Italia - spiega Legambiente - aumenta anche il numero delle persone denunciate (34.481, +30,6%), così come quello degli arresti (319, +43% rispetto al 2022) e quello dei sequestri (7.152, +19%). Tra gli illeciti, nella Penisola continua a salire la pressione del ciclo illegale del cemento (13.008 reati, +6,5%), che si conferma sempre al primo posto tra i reati ambientali; ma si registra soprattutto l’impennata degli illeciti penali nel ciclo dei rifiuti, 9.309, + 66,1% che salgono al secondo posto. Al terzo posto con 6.581 reati la filiera degli illeciti contro gli animali (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti); seguita dagli incendi dolosi, colposi e generici con 3.691 illeciti. Crescono anche i numeri dell’aggressione al patrimonio culturale (642 i furti alle opere d’arte, +58,9% rispetto al 2022) e degli illeciti nelle filiere agroalimentari (45.067 illeciti amministrativi, + 9,1% rispetto al 2022), a cominciare dal caporalato. Sono inoltre 378 i clan mafiosi censiti 
A livello regionale la Campania si conferma al primo posto della classifica con più illeciti ambientali, 4.952 reati, pari al 14% del totale nazionale, seguita da Sicilia (che sale di una posizione rispetto al 2022, con 3.922 reati, +35% rispetto al 2022), Puglia (scesa al terzo posto, con 3.643 illeciti penali, +19,2%) e Calabria (2.912 reati, +31,4%). La Toscana sale dal settimo al quinto posto, seguita dal Lazio. Passa dal quindicesimo al settimo posto la Sardegna. Tra le regioni del Nord, la Lombardia è sempre prima. A livello provinciale, Napoli torna al primo posto, a quota con 1.494 reati, seguita da Avellino (in forte crescita con 1.203 reati, pari al +72,9%) e Bari. Roma scende al quarto posto, con 867 illeciti penali, seguita da Salerno, Palermo, Foggia e Cosenza. La prima provincia del Nord è quella di Venezia, con 662 reati, che si colloca al nono posto ed entra nella classifica delle prime venti province per illegalità ambientale.  Continua l’applicazione della legge 68/2015 sugli ecoreati che nel 2023 ha superato la quota 600, anche se registra un lieve calo rispetto all’anno precedente quando era stata contestata 637 volte. Un calo dovuto al calo dei controlli, passati da 1.559 a 1.405. Il delitto di inquinamento ambientale resta nel 2023 quello più contestato, 111 volte, portando a ben 210 denunce e 21 arresti. Altro dato riguarda i comuni commissariati che sono attualmente 19.  La pressione dell’illegalità resta alta anche sul tema abusivismo edilizio. La conferma arriva anche dai dati ribaditi nella Relazione del 2024 sugli indicatori del Bes (Benessere equo e sostenibile). Soprattutto al Sud, dove si concentra il 48,8% delle nuove costruzioni abusive.  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Divieto cellulari a scuola, psicoterapeuta Lavenia: "Giusto ma è sconfitta per noi genitori"

(Adnkronos) - "Il divieto imposto dal ministro Valditara sull'utilizzo dei cellulari nelle scuole è una misura necessaria, ma rappresenta anche una sconfitta per noi genitori. E' sconvolgente che si sia dovuti arrivare a un provvedimento così drastico per riconoscere l'ovvio: i cellulari sono una fonte di distrazione e non dovrebbero avere alcun posto nelle aule scolastiche". Così all'Adnkronos Salute Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e presidente dell'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche Gap e cyberbullismo, interviene dopo l'annuncio del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di una circolare che vieta dal prossimo anno scolastico l'utilizzo del cellulare a qualsiasi scopo, anche didattico.  "Fino ad ora, il nostro approccio all'educazione digitale è stato sbagliato: diamo ai bambini uno smartphone e poi, quando sono adolescenti, cerchiamo disperatamente di imporre regole e limiti. Questo è il modo più sbagliato possibile. Dovremmo fare esattamente l'opposto - avverte Lavenia - Prima di tutto, dobbiamo insegnare ai nostri figli a cosa serve uno smartphone, quali sono i rischi, i pericoli della manipolazione e della distrazione. Solo dopo averli resi consapevoli, permettere loro di accedere alla rete e alle applicazioni, quando avranno raggiunto l'età giusta".  "E allora, perché non possiamo resistere fino a 14 anni? Esiste già una legge europea sulla privacy che vieta l'accesso dei minori in Rete prima di quest'età. Ignorare questa normativa - ammonisce l'esperto - significa esporre i nostri figli a rischi inutili e fallire nel nostro ruolo di educatori".  Secondo Lavenia, "non c'è nulla di male nello spiegare ai nostri figli che devono prima fare un percorso ed essere pronti prima di avere lo smartphone. Spesso, diamo lo smartphone a bambini di 6/7 anni perché non siamo più capaci di dire no e mantenere quei no. Non siamo capaci di gestire il pianto o la rabbia di un figlio, ma in realtà, attraverso questo, stiamo insegnando loro due cose fondamentali: il rispetto delle regole e la capacità di gestire la frustrazione. Queste competenze sono essenziali per la loro vita futura". "Dobbiamo essere anche noi un buon esempio. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di trovare un equilibrio, e questo si può fare solo attraverso l’educazione e la formazione. Insegnare ai nostri figli a utilizzare la tecnologia come uno strumento utile, piuttosto che una distrazione costante, è fondamentale per il loro successo e benessere. Questo richiede un impegno congiunto tra genitori, scuole e istituzioni. Solo così - conclude - potremo formare generazioni capaci di utilizzare la tecnologia in modo efficace e produttivo, senza esserne sopraffatte. È tempo di prendere sul serio il nostro ruolo e iniziare a costruire un futuro migliore per i nostri figli, con regole chiare e un'educazione solida fin da subito". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Clima 2023, temperature minime mai così alte

(Adnkronos) - Temperature minime da record nel 2023 che si piazza al secondo posto invece per i valori medi annuali. Secondo i dati del report Snpa 'Il clima in Italia nel 2023', non sono mai state così alte in Italia le temperature minime giornaliere: +1,20 °C l’anomalia registrata nel 2023. Mentre salgono i valori di quelle più basse, lo scorso anno risulta il secondo, con un’anomalia di +1,14 °C, per temperature medie rispetto al valore climatologico del periodo 1991-2020, dopo il record di +1,23 °C del 2022. Il 2023, poi, è il decimo anno consecutivo con anomalia positiva rispetto alla media.  Ottobre è stato il mese relativamente più caldo: con +3,27 °C sopra il valore climatologico ha segnato il punto più alto della propria serie mensile dal 1961. Marcate anomalie superiori a +2 °C si sono registrate anche a luglio e settembre. In estate, l’Italia è stata investita da intense onde di calore, con le temperature di 48,2 °C registrate il 24 luglio a Jerzu e Lotzorai, nella Sardegna sud-orientale, massimo assoluto mai registrato in Sardegna, inferiore di 0,6 °C al record europeo di 48,8°C registrato a Siracusa l’11 agosto 2021.  Analogamente alla temperatura dell’aria, la temperatura superficiale dei mari italiani nel 2023 si colloca al secondo posto della serie storica, con un’anomalia di +0,9 °C rispetto alla media climatologica 1991-2020.  Sul fronte delle precipitazioni, dopo il grave deficit del 2022 (-22%), il dato annuale in Italia nel 2023 risulta quasi nella media con un -4% rispetto al periodo 1991-2020. Con una prevalenza di anomalie negative mensili durante l’anno, persistenti da luglio a dicembre al Sud e Isole, i mesi più secchi sono stati febbraio (-56%) e settembre (-51%), mentre i mesi più piovosi maggio (+143%) e giugno (+77%). Particolarmente disastrose sono state le alluvioni che hanno colpito l’Italia centrale, ricorda Snpa con riferimento in particolari agli eventi di maggio in Emilia-Romagna e novembre in Toscana. "Le precipitazioni eccezionali in Emilia-Romagna e Toscana, come quelle particolarmente scarse in Sicilia e in parte della Calabria ionica, sono emblematiche di un’estremizzazione del clima mediterraneo", sottolinea Spna.  Allo stesso tempo, siccità e i conseguenti problemi di severità idrica hanno continuato a interessare l’Italia nel corso del 2023, sebbene in maniera differenziata rispetto alla situazione critica riscontrata nel 2022. Infatti, dopo il minimo storico di risorsa idrica registrato nel 2022, cioè 67 miliardi di metri cubi, circa la metà del valore medio del trentennio climatologico 1991-2020, la disponibilità di risorsa idrica naturale è in ripresa nel nostro Paese nel 2023, stimata in 112,4 miliardi di metri cubi. L’Italia risulta comunque nel 2023 ancora in condizioni di siccità e severità idrica, avendo una disponibilità di risorsa idrica inferiore del 16% rispetto al valore medio 1991-2020.  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Epatite C, Oms prequalifica il primo test fai-da-te

(Adnkronos) - L'Organizzazione mondiale della sanità ha prequalificato il primo test fai-da-te per il virus dell'epatite C (Hcv), un esame che "può fornire un supporto fondamentale per allargare l'accesso ai test e alla diagnosi, accelerando gli sforzi globali per eliminare l'epatite C", spiega l'Oms. L'autotest OraQuick Hcv, prodotto dalla statunitense OraSure Technologies, è l'estensione di un test rapido al quale l'agenzia ginevrina ha concesso nel 2017 la pequalificazione per l'uso professionale. La versione fai-da-te, "progettata specificatamente per l'utilizzo da parte di utenti comuni", non operatori sanitari, "fornisce un kit unico contenente i componenti necessari per eseguire l'autotest". "Ogni giorno 3.500 persone muoiono a causa dell'epatite virale - afferma Meg Doherty, direttrice dell'Oms per il Dipartimento Programmi globali contro Hiv, epatite e infezioni sessualmente trasmesse - Dei 50 milioni che vivono con l'epatite C, entro fine 2022 solo il 36% era stato diagnosticato e appena il 20% aveva ricevuto un trattamento curativo. L'aggiunta di questo prodotto all'elenco di prequalificazione dell'Oms offre un modo sicuro ed efficace per ampliare i servizi di test e di trattamento dell'Hcv, garantendo che più persone ricevano la diagnosi e le cure di cui hanno bisogno, quindi contribuendo all'obiettivo globale di eliminare il virus dell'epatite C". "La disponibilità di un autotest per l'Hcv prequalificato dall'Oms - evidenzia Rogério Gaspar, direttore del Dipartimento di Regolazione e Prequalificazione dell'agenzia delle Nazioni Unite per salute - permette ai Paesi a basso e medio reddito di accedere a opzioni di autotest sicure e convenienti, essenziali per raggiungere l'obiettivo di diagnosticare l'infezione da virus dell'epatite C al 90% delle persone" che l'hanno contratta. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)