Autobianchi e Innocenti: dalla Cina con furore

(Adnkronos) - Gli storci Marchi automobilistici, Autobianchi e Innocenti, potrebbero cadere in mani straniere.  Sono attualmente di proprietà del Gruppo Stellantis, ma la recente legge sul made in Italy, potrebbe cambiare il futuro di Autobianchi e Innocenti.
 Secondo la recente legge un marchio storico italiano inutilizzato per almeno 5 anni può essere utilizzato dallo Stato.  L’istanza di decadenza del Marchio e dei Brevetti potrebbe essere in questo caso, avanzata dal Ministero. Una mossa che consentirebbe allo Stato italiano di entrare in possesso dei Marchi Innocenti e Autobianchi e di deciderne le sorti.  Considerata l’esigenza del Governo italiano, di riportare la produzione automobilistica ai fasti di un tempo e di superare il milione di unità, il passo successivo è chiaro.  I due Marchi storici potrebbero essere ceduti a un costruttore, nel frattempo la Cina avanza, con l’obbligo della produzione in Italia.  Diversi brand auto fortissimi sul mercato, quali BYD, Dongfeng e Chery, sono già in pole position, pronti a produrre e resuscitare due Marchi che negli anni 70/80’ hanno scritto la storia dell’automotive in Italia.  Del resto, guardando un po' la storia dell’automotive, Marchi storici, sono rinati sotto un diverso proprietario.  Il caso più emblematico è la MG, brand un tempo orgogliosamente inglese, oggi nelle mani di un colosso cinese che ne ha fatto un’azienda vincente in termini numerici.  Non è un mistero che i dati di vendita di MG Motor sono estremamente positivi anzi, è tra i costruttori insieme a Dacia, che vendono di più in Italia ed Europa.  Chissà che non possa accadere la stessa cosa con Autobianchi e Innocenti.
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Nuova Fiat 500: si chiamerà Torino

(Adnkronos) - La futura e nuova Fiat 500 Torino rappresenterà l’anima ibrida dell’apprezzata utilitaria italiana.  A confermare il suo arrivo è il CEO di Fiat, Olivier Francois, che annuncia anche sarà prodotta nello stabilimento di Mirafiori. Il nome Torino sembra che sia stato suggerito da Stefano Lo Russo, Sindaco dell’omonima città. luogo storico per il Marchio Fiat.  In occasione dei 125 anni di Fiat è intervenuto anche Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, il quale ha dichiarato che la certezza dello spostamento della produzione della Fiat 500 ibrida, dalla Polonia a Torino, garantirà, insieme alla 500e, la ripresa della produzione a Mirafiori, dove si prevede che potrà superare le 200mila unità l’anno.  Un intervento che giunge in un momento delicato per l’industria automotive e per Stellantis. Lo storico sito produttivo torinese è ai minimi storico in termini di produttività, l’idea di produrre a Mirafiori in grande parte la 500e non è stata una scelta vincente, visto le reazioni dei mercati internazionali alle auto elettriche.  In merito al ritorno della produzione in Italia della Fiat 500, sono intervenuti anche i sindacati, Luigi Paone, segretario generale della Uilm Torino ha dichiarato che il Governo e Sindacati devono lavorare assieme affinché sia rilanciato lo stabilimento di Mirafiori e tutto il suo indotto. Un ritorno che rilancerà anche altri siti produttivi italiani del Gruppo Stellantis. Il motore della futura 500 ibrida sarà prodotto a Termoli, si tratta del tre cilindri in linea da 1 litro, da 70 cavalli.  Le trasmissioni, manuale a sei marce e automatico doppia frizione eDct6 saranno invece prodotte a Mirafiori. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vino, a VinoVip Cortina 'Civiltà del bere' consegna a Marina Cvetic il Premio Khail 2024

(Adnkronos) - È Marina Cvetic, amministratore unico di Masciarelli Tenute Agricole, la vincitrice del 'Premio Khail 2024', titolo che da otto edizioni viene attribuito dalla rivista 'Civiltà del bere' alle figure che si sono distinte per l’impegno nella promozione del vino italiano nel mondo. Il premio è stato assegnato all’imprenditrice abruzzese in occasione dell’inaugurazione dell’evento VinoVip Cortina 2024, appuntamento che per due giorni riunisce sulle Dolomiti l’eccellenza dell’enologia italiana. “A VinoVip 2024 abbiamo deciso di premiare Marina Cvetic - spiega Alessandro Torcoli, direttore di 'Civiltà del bere' - per la passione e l’impegno con cui ha saputo proseguire il lavoro avviato insieme al marito Gianni Masciarelli, esaltando i valori dell'eleganza e della creatività. Si è distinta per le attività di mecenatismo, ha ampliato l’offerta di prodotti e aperto nuovi mercati. Ha coinvolto le nuove generazioni, assicurando continuità a un’impresa familiare italiana che è ormai esempio di eccellenza nel mondo”. Il destino di Marina Cvetic nel mondo del vino è già segnato fin da piccola, quando cresce a Belgrado tra i vigneti di famiglia per poi studiare Tecnologie Alimentari all’università. A fine anni ’80 l’incontro con Gianni Masciarelli, tra i più importanti artefici del rinnovamento della vitivinicoltura abruzzese, da cui nascono tre figli: Miriam Lee, Chiara e Riccardo. Dopo la prematura scomparsa del marito nel 2008, Cvetic prende le redini dell’azienda, mantenendola una delle icone del vino italiano e dandole un respiro sempre più internazionale.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, in Norvegia la via artica alla sostenibilità passa dallo Snowhotel di Kirkenes

(Adnkronos) - Dormire in stanze di ghiaccio, tra sculture di neve e passi ovattati, in estate come in inverno. Immergersi in quanto la natura ha da offrire all’altezza del 69° parallelo nord, lì dove tra il 21 novembre e il 21 gennaio tutto è avvolto nel buio della notte polare ma tra maggio e luglio il sole non tramonta mai. E nutrirsi a km 0, con i prodotti frutto della pesca e della caccia e di ciò che cresce a questa latitudine. E’ la via artica alla sostenibilità, che passa anche attraverso l’esperienza offerta dal primo albergo al mondo completamente fatto di ghiaccio e aperto 365 giorni all’anno, lo Snowhotel di Kirkenes, in Norvegia.  Una cittadina all’estremo nord-est del paese, a una manciata di chilometri dal confine con la Russia, diventato esso stesso un’attrazione turistica ma, di questi tempi, valicabile solo dai pochi residenti della zona e per poco tempo. Posizione strategica, lungo un fiordo stretto fra tre nazioni, che ha condannato la città a essere rasa al suolo durante la Seconda guerra mondiale, e poi ricostruita. A memoria di questa martoriata storia restano monumenti ai caduti e panelli fotografici sparsi nelle vie del nuovo centro, ma soprattutto Andergrotta, una miniera dismessa che nei suoi mille cunicoli è servita come bunker naturale nei lunghi anni della Guerra fredda e tuttora visitabile.  A 8 chilometri da Kirkenes - meglio conosciuta oggi per essere il porto di arrivo delle crociere dei fiordi che seguono tutta la costa norvegese partendo da Bergen, a sud - nel paesaggio selvaggio della tundra sorge lo Snowhotel. Qui la sostenibilità diventa concept turistico e approccio di management, che varranno a breve all’azienda la certificazione ufficiale norvegese in materia, mentre è già operativa l’adesione al progetto ‘primo miglio’, che è il focus della parte ristorazione.  La struttura centrale è un maxi-igloo, conservato anche in estate grazie a una tecnica di raffreddamento innovativa che consente di vivere un paesaggio invernale nella bella stagione mantenendo una adeguata temperatura costante. All’interno un ice-bar, dove si può sorseggiare un drink seduti ai tavolini ghiacciati. E poi le camere, interamente fatte di neve, dove gli arredi sono sculture artistiche realizzate in ghiaccio così come i letti. Per dormire, viene fornito uno speciale sacco a pelo termico; abiti ed effetti personali si lasciano all’esterno, dove ci sono armadietti e guardaroba e i bagni, e dove si indossano anche scarponi tipo moon-boot, obbligatori per accedere nell’igloo, per mantenere pulita e bianca la neve. Prima di avventurarsi in una notte al ghiaccio, vengono fornite istruzioni pratiche con tanto di video-tutorial. Per i meno temerari, lo Snowhotel dispone anche di camere più tradizionali, dove la sostenibilità assume una diversa sfumatura. Sono, infatti, bungalow sparsi nel parco, chiamati Gamme-Cabin, dal nome delle casette di pescatori di cui ricordano la forma, dove il design nordico la fa da padrone, tra arredi in legno naturale, coperte in pelle di renna e suggestiva vetrata vista fiordo.  Emblema dell’architettura nordica è poi la nuova reception dello Snowhotel, disegnata dall’architetto norvegese Lars Hamran. Un edificio in legno integrato nella natura che lo circonda, che, oltre a essere il cuore amministrativo della struttura, ospita anche una collezione di oggetti creati da artisti che appartengono ai Sami, il popolo che vive da sempre in queste terre, e che sono pure in vendita. Anche un souvenir dallo Snowhotel, quindi, oltre ai consueti gadget brandizzati, può essere uno spunto di sostenibilità per far conoscere l’arte duodji, il tradizionale artigianato Sami. Con la reception si comunica solo via whattsapp, grazie al wifi a disposizione ovunque, che si dorma al freddo del ghiaccio o nel tepore del legno. Un modo veloce e al tempo stesso silenzioso con cui si può, per esempio, prenotare un transfer per l’aeroporto e il centro città. Oppure la cena al ristorante, nella grande sala in legno che affaccia sul fiordo, dove si possono assaggiare cibi rigorosamente a chilometro 0, dal granchio reale appena pescato alla carne di renna, e poi formaggi e salumi tipici di produttori locali, fino al cloudberry, il lampone giallo, e altri prodotti provenienti dalla farmhouse. Un’esperienza di tasting dei sapori artici dove la sostenibilità arriva in tavola. Il ristorante si trova all’interno di un vecchio fienile; a disposizione anche sale per meeting ed eventi e un salotto dove rilassarsi, incontrare gli altri ospiti e magari riscaldarsi dopo una notte a meno 4 gradi. Più che un albergo, lo Snowhotel è un vero e proprio ‘camp’ che ha dato vita a un’organizzazione completa che promette di offrire un’esperienza unica e non solo a chi vi alloggia. Sì, perché lo Snowhotel è una delle imperdibili icone da visitare per chiunque approdi in questa terra remota, a cominciare dai crocieristi sbarcati al porto, prima di prendere l’aereo di rientro, dall’aeroporto di Kirkenes che offre collegamenti internazionali via Oslo e con altre città del paese. Così, si può decidere di visitare l’originale hotel con tanto di tour guidato, volendo abbinandolo a una cena nel ristorante interno. Ma anche di partecipare a una delle tante attività organizzate dallo Snowhotel e aperte a tutti, dalle visite ai luoghi che rievocano la storia alle avventure su mezzi rompighiaccio o in slitte trainati da cani e renne.  E sono proprio loro, gli animali, i veri protagonisti: nel parco dello Snowhotel, infatti, c’è uno dei più importanti allevamenti di husky di tutta la Norvegia, con 180 esemplari compresi cuccioli con cui gli ospiti più piccini possono giocare, mentre i più grandi sono a disposizione per passeggiate nelle foreste. Ci sono poi le immancabili renne - da queste parti se ne contano tante quanti sono gli abitanti - gelosamente custodite dagli allevatori Sami. Proprio in compagnia di un Sami, John Henrik Mienna, una delle ‘colonne’ dell’hotel, si può trascorrere un’ora, prendendo confidenza con questi animali dalle corna ramificate dando loro il mangime e anche imparando la tecnica con cui si lancia la fune per catturarli. Non solo: in una tenda tipica attorno a un fuoco si possono ascoltare le storie e tradizioni di questo popolo e ascoltare il joik, il canto tradizionale accompagnato da uno strumento musicale simile a un tamburo.  E’ la Sami experience, una delle tante esperienze che si alternano in un dettagliato programma, che cambia tra estate e inverno, tra ciaspolate e yoga sulla neve, dalla ‘caccia’ all’aurora boreale al safari marino sotto il sole di mezzanotte per pescare il granchio reale, una delle specialità dell’artico. Ma ci sono anche le esperienze che portano a contatto con i ‘locals’, come le visite a casa dei residenti, per scoprire come si vive al nord del mondo, in un melting pot sociale che da sempre ha il suo equilibrio. Con la via artica alla sostenibilità, l’amore per l’ambiente va a braccetto con il rispetto per le culture di questi luoghi, e per chi li visita diventa esperienza.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Medici a balneari: "Nelle spiagge dispenser di crema solare e braccioli gratis ai bimbi"

(Adnkronos) - Attrezzare le spiagge con dispenser di crema solare gratuita, regalare braccioli ai bambini e rispettare l'obbligo di defibrillatori salvavita per la rianimazione cardiopolmonare. E' l'appello lanciato agli stabilimenti balneari e ai Comuni delle località di mare dai medici che nei giorni scorsi a Fasano, in provincia di Brindisi, hanno partecipato al 7° International Workshop of Green Flags - 10° Congresso nazionale delle Bandiere verdi, l'evento ufficiale per la consegna delle Bandiere verdi 2024 alle spiagge a misura di bimbo, scelte dai pediatri. A illustrare le nuove proposte all'Adnkronos Salute è Italo Farnetani, professore ordinario di Pediatria dell'Università Ludes-United Campus of Malta e 'papà' delle Green Flags, che in occasione del doppio appuntamento aveva già suggerito due iniziative: mezze porzioni nel menù e punti allattamento aperti a tutti in bar, ristoranti, hotel e stabilimenti.  Seguire l'esempio dei Paesi che all'estero offrono protezioni solari in dispenser, spiega il medico, è "una richiesta avanzata da Francesca Farnetani, professore associato di dermatologia all'università di Modena e Reggio Emilia. L'obiettivo è la prevenzione del melanoma cutaneo", il più temuto tumore della pelle, che tra i fattori di rischio ha "le scottature e gli eritemi solari sperimentati nel corso della vita, specie durante l'infanzia e l'adolescenza. Per prevenirlo è fondamentale usare con diligenza le creme protettive, non solo applicandole ogni 3 ore, ma ripetendo l'operazione anche dopo un bagno in mare o una sudata abbondante. Perché anche le creme definite 'waterproof', seppur più lentamente, vengono eliminate dall'acqua. Da qui la proposta di collocare negli stabilimenti balneari dispenser gratuiti di creme solari". Un rifornimento disponibile sempre e pronto all'uso.  Un'altra 'idea regalo' viene dallo stesso Farnetani: "Ho consigliato agli esercenti degli stabilimenti balneari, ma anche ai sindaci - precisa - di fornire gratuitamente braccioli gonfiabili a tutti i bambini under 4 anni e in generale a tutti quelli che non sanno nuotare. Ricordo infatti che nel decalogo elaborato dai pediatri delle Bandiere verdi si raccomanda, fra le altre cose, di far indossare sempre i braccioli ai bimbi che vanno in acqua". Un dono potenzialmente salvifico "specialmente alla luce del notevole afflusso sulle spiagge italiane di turisti stranieri, spesso da Paesi con una minore consuetudine all'acqua e al contesto marino. Nazioni dove sono frequenti anche fototipi di pelle più sensibili al sole, per i quali sarebbe ancora più cruciale la disponibilità di creme protettive gratis".  Infine i Dae, i defibrillatori semiautomatici esterni, obbligatori in ogni stabilimento. "Ne ha rilanciato l'importanza - riporta Farnetani - Goffredo Vaccaro, anestesista e rianimatore. Usare il defibrillatore decuplica le chance di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. L'obbligo prevede anche la formazione di personale addestrato all'impiego del Dae, e può essere prezioso l'aiuto telefonico fornito a distanza dalle centrali operative dell'emergenza urgenza. Per un defibrillatore il costo può essere contenuto, anche 750 euro, ha evidenziato Vaccaro". In cambio, un risultato senza prezzo: tante vite salvate.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Immunoterapia efficace nei tumori solidi con metastasi", speranze dagli Usa

(Adnkronos) -
"Una nuova immunoterapia cellulare potrebbe essere efficace nel trattamento dei tumori solidi metastatici". Lo annunciano i National Institutes of Health (Nih) americani, che hanno pubblicato su 'Nature Medicine' "i primi risultati di un piccolo studio clinico in pazienti con cancro del colon-retto già sottoposti in precedenza a più terapie" senza successo: "L'immunoterapia personalizzata ha ridotto i tumori in alcuni pazienti ed è stata in grado di impedirne la ricrescita fino a 7 mesi". Quello messo a punto dagli scienziati dal National Cancer Institute (Nci) degli Nih è un approccio personalizzato che consiste nell'ingegnerizzare geneticamente i linfociti sani del paziente in modo che esprimano recettori specifici, capaci di riconoscere e attaccare le cellule tumorali.  Finora l'immunoterapia cellulare, in differenti versioni, si è dimostrata efficace contro alcuni tumori del sangue e il melanoma metastatico, ricordano gli Nih. Tuttavia, ad oggi, ancora non esiste una terapia cellulare che funziona contro i tumori solidi. "Il fatto di essere riusciti a far regredire un cancro solido metastatico prova che la nuova strategia di immunoterapia cellulare è promettente", afferma Steven A. Rosenberg del Center for Cancer Research (Ccr) del Nci, che ha co-condotto la ricerca con la chirurga del Ccr Maria Parkhurst. "E' però importante capire che questi risultati sono preliminari - precisa - e che il nuovo approccio deve essere ulteriormente perfezionato e testato su più tipi di tumori solidi". 
La nuova metodica, sottolineano gli Nih, supera due grandi sfide dell'immunoterapia cellulare: come produrre un gran numero di linfociti T in grado di riconoscere in maniera specifica le cellule tumorali; come aumentare la capacità delle cellule T modificate di moltiplicarsi una volta reinfuse nel paziente. Per ciascun paziente coinvolto nello studio, illustrano gli Nih, Rosenberg e colleghi hanno raccolto i linfociti presenti nel tumore. Su questi linfociti, attraverso sofisticate tecniche di caratterizzazione molecolare, hanno identificato e isolato i recettori che riconoscevano cambiamenti specifici nel tumore di ogni paziente. Dopo averli sequenziati geneticamente, sfuttando un retrovirus hanno inserito i geni di questi recettori nei linfociti sani raccolti dal sangue circolante di ciascun paziente. I linfociti geneticamente modificati sono stati quindi fatti moltiplicare in laboratorio, ottenendone centinaia di milioni, e reinfusi nei pazienti dove hanno espresso i recettori delle cellule T specifici per il tumore e hanno continuato a moltiplicarsi. "Prendendo i recettori naturali presenti in un numero molto piccolo di linfociti T, e inserendoli nei linfociti normali di cui invece disponiamo in numeri enormi (1 milione in ogni goccia di sangue) - chiarisce Rosenberg - possiamo generare tutte le cellule anti-cancro che vogliamo". Nell'ambito di un trial di fase 2 più ampio, 7 pazienti con tumore del colon metastatico sono stati trattati con questa immunoterapia cellulare personalizzata sperimentale. Prima del trattamento tutti e 7 hanno ricevuto diverse dosi del farmaco immunoterapico pembrolizumab, mentre dopo il trattamento è stato loro somministrata un'altra immunoterapia (IL-2). Risultato: 3 pazienti hanno avuto una sostanziale riduzione dei tumori metastatici nel fegato, nei polmoni e nei linfonodi, che è durata da 4 a 7 mesi. Il tempo mediano alla progressione della malattia è stato di 4,6 mesi. Dei 3 pazienti che hanno risposto al trattamento - rimarca Rosenberg - 2 avevano ricevuto recettori derivati da linfociti T citotossici, i 'killer' principali delle cellule malate. Perciò i ricercatori stanno cercando il modo di inserire i recettori delle cellule T in sottotipi specifici di linfociti normali, per migliorarne la reattività.  Il cancro al colon è solo uno dei tanti tumori solidi che gli scienziati stanno studiando. I

l progetto è ancora in corso e comprende pazienti con diversi tipi di tumori solidi, puntualizzano gli Nih. "E' solo l'inizio del processo di conversione dei linfociti normali in cellule in grado di trattare i comuni tumori solidi", prospetta Rosenberg. "Questo studio dimostra che è possibile, e una volta che lo sai - chiosa - puoi lavorare per farlo meglio". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Instagram e Facebook, Meta allenta la sorveglianza su Trump

(Adnkronos) - Meta ha comunicato che l'ex presidente Donald Trump non sarà più soggetto a controlli rigidi per violazioni delle regole sui contenuti sui suoi account Facebook e Instagram. In precedenza, anche una piccola infrazione poteva comportare la sospensione totale dell'account di Trump, una penalità che non sarebbe stata applicata ad altri utenti per infrazioni simili. Ora, con la convention nazionale repubblicana imminente, Trump sarà trattato come qualsiasi altro utente. "Nel valutare la nostra responsabilità nel permettere la libera espressione politica, riteniamo che il popolo americano debba poter ascoltare i candidati alla Presidenza su una base equa," ha dichiarato Nick Clegg, presidente degli affari globali di Meta, in un post sul blog aziendale. Ha aggiunto che le precedenti restrizioni agli account di Trump "erano una risposta a circostanze estreme e straordinarie e non sono più necessarie". Nessun politico ha messo alla prova come Trump. L'azienda lo aveva sospeso in modo clamoroso, insieme ad altre piattaforme, dopo il 6 gennaio 2021. All'inizio del 2023, Trump era stato autorizzato a rientrare su Facebook e Instagram, ma con una stretta sorveglianza: Meta aveva dichiarato che "ulteriori violazioni dei contenuti" avrebbero potuto portare a una sospensione dell'account fino a due anni. Dal 30 giugno, Trump ha ripreso a pubblicare regolarmente su Facebook, condividendo video dei suoi comizi e attacchi al presidente Joe Biden. Attualmente, Trump ha 34 milioni di follower su Facebook contro gli 11 milioni di Biden. Su Instagram, Trump conta quasi 25 milioni di follower contro i 17,1 milioni di Biden. Questo cambio di politica da parte di Meta riflette un equilibrio tra la moderazione dei contenuti e il diritto alla libera espressione, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali. La decisione di trattare Trump come qualsiasi altro utente è vista come un passo verso la normalizzazione delle sue interazioni sui social media, garantendo al contempo che tutti i candidati possano comunicare direttamente con gli elettori senza restrizioni eccessive. Meta continuerà a monitorare attentamente i contenuti pubblicati da Trump, come fa con tutti gli utenti, per assicurarsi che rispettino le linee guida della comunità. Tuttavia, il trattamento equo è inteso a garantire che il dibattito politico rimanga aperto e accessibile, offrendo al pubblico una visione completa delle opinioni e delle dichiarazioni dei candidati. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Conferenza Italia-Africa sullo spazio - Roma 15, 16 luglio

(Adnkronos) - La conferenza si aprirà nella sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) la mattina di lunedì 15 luglio. I lavori proseguiranno poi nel pomeriggio nel pomeriggio e nel giorno successivo nella sede dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).  L'apertura dei lavori sarà affidata al ministro degli Esteri Antonio Tajani, presso il palazzo della Farnesina a Roma. Il presidente dell'ASI, Teodoro Valente, illustrerà le relazioni diplomatiche tra il nostro Paese e numerosi stati africani per ribadire il ruolo centrale dello spazio come fattore comune di crescita economica e tecnologica e di collaborazione paritaria. La cooperazione spaziale tra la due sponde del Mediterraneo è anche elemento centrale del Piano Mattei per l'Africa, che è pienamente inserito nell'ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.  
L'Italia ha sottoscritto accordi bilaterali con 4 Paesi africani e intrattiene relazioni con oltre 20 stati del continente. Un esempio particolare è rappresentato dai 60 anni di cooperazione con il Kenya, grazie anche alla presenza della base dell'ASI a Malindi.  La conferenza vuole essere un momento di un ulteriore sviluppo delle relazioni, mettendo in campo opportunità per le imprese e per le parti coinvolte. Nelle sessioni previste nella sede dell'ASI, le delegazioni incontreranno anche i rappresentanti di diverse grandi industrie e Pmi. Pilastri degli colloqui saranno le attività in fase di implementazione: in particolare le iniziative di trasferimento di competenze, nel quadro di accordi bilaterali già esistenti con alcuni Paesi africani, e i programmi di formazione erogati dalla Scuola Internazionale di formazione in discipline spaziali, sorta nel Centro spaziale Luigi Broglio dell'ASI a Malindi in Kenya a vantaggio di tutto il continente africano. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vacanze in montagna, ecco per chi sono controindicate

(Adnkronos) - Vacanza in montagna benefica per la salute fisica e mentale, ma non sempre e non per tutti. "Ci sono situazioni e persone per le quali è sconsigliabile, principalmente a causa di condizioni fisiche, limiti di età e specifici problemi di salute", spiega all'Adnkronos Salute Vittore Verratti, medico, docente di Scienze dell'esercizio fisico e dello sport, Università degli Studi 'G. D'Annunzio' Chieti-Pescara e componente del Consiglio direttivo della Società italiana di medicina di montagna (Simem).  Chi soffre "di patologie cardiache, come malattie coronariche o insufficienza cardiaca, potrebbero trovare difficile affrontare l'altitudine e l'attività fisica intensa che spesso accompagnano le escursioni in montagna. Allo stesso modo, le persone con problemi respiratori, come l'asma o la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), potrebbero sperimentare un aggravamento dei sintomi a causa della minore concentrazione di ossigeno in alta quota. I bambini molto piccoli e le persone anziane possono avere difficoltà a gestire le sfide fisiche e ambientali delle escursioni in montagna. I bambini potrebbero non avere la resistenza necessaria, mentre gli anziani potrebbero essere più suscettibili a infortuni o a problemi legati alla pressione sanguigna e alla respirazione in alta quota", sottolinea Verratti.  Anche le persone che "non sono in buone condizioni fisiche o che non hanno un'adeguata preparazione atletica potrebbero trovare le escursioni in montagna estremamente faticose e rischiose. La mancanza di allenamento può aumentare il rischio di infortuni e ridurre la capacità di gestire situazioni impreviste. Le persone che soffrono di disturbi d'ansia o di fobie specifiche, come la paura delle altezze (acrofobia), possono trovare l'ambiente montano particolarmente stressante e angosciante. Questo può portare a episodi di panico o a difficoltà nel godersi la vacanza".  Le donne in gravidanza, specialmente negli ultimi mesi, raccomanda Verratti, "dovrebbero evitare le escursioni in alta quota a causa del rischio di complicazioni. L'altitudine può influenzare negativamente sia la madre che il feto, aumentando il rischio di ipossia (carenza di ossigeno)".  Le persone "con problemi di equilibrio o di mobilità, dovuti a condizioni come la sclerosi multipla, il Parkinson o altre patologie neurologiche, possono trovare pericoloso affrontare terreni irregolari e sentieri montani. A chiunque si trovi in una di queste categorie o abbia dubbi sulla propria idoneità a una vacanza in montagna, è consigliabile consultare un medico prima di partire. Inoltre, scegliere percorsi meno impegnativi, rimanere a quote più basse e programmare pause frequenti può aiutare a ridurre i rischi".  In conclusione, "sebbene la montagna offra un ambiente meraviglioso e benefico per molti, è importante valutare attentamente le proprie condizioni fisiche e mentali prima di intraprendere una vacanza in quota", conclude Verratti.  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nuovo nomenclatore tariffario, torna il dialogo tra Uap e ministero Salute

(Adnkronos) - Riparte il dialogo, con un clima più sereno, tra il ministero della Salute e l'Uap, l'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, sul tema del nuovo nomenclatore tariffario per la specialistica ambulatoriale e protesica che entrerà in vigore dal primo gennaio 2025 dopo le proroghe. Oggi si è tenuto al ministero della Salute un tavolo di confronto tra le due parti. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti del ministero, il direttore generale della Programmazione Americo Cicchetti; per l’Agenas, Antonietta Guerrieri, per l’Uap la presidente Mariastella Giorlandino, il professor Maurizio Simmaco dell’ospedale Sant’Andrea, Valter Rufini di FederAnisap e Elisa Interlandi di Anmed. "Oggi ha prevalso il buon senso – ha sottolineato Giorlandino – che ha consentito di comprendere che l’unica soluzione per la sanità italiana è garantire l’efficienza e la qualità dei servizi sanitari erogati a tutela della salute degli italiani, in quanto unica possibilità per garantire una reale medicina di precisione". L’Uap "ringrazia il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per l’attenzione dimostrata per la tutela della qualità dei servizi, dell’appropriatezza dei costi e della salute dei cittadini italiani". "Da oggi – continua Giorlandino – sono sicura che nascerà una collaborazione con il ministero della Salute, che aprirà alla programmazione di progetti innovativi di qualità volti a salvare la vita di persone in difficoltà che soffrono di varie patologie". L’Uap ha partecipato in rappresentanza di tutte le associazioni di categoria degli ambulatori e poliambulatori privati autorizzati e privati accreditati, che rappresentano 95mila strutture sanitarie private capillarmente distribuite su tutto il territorio nazionale, che occupano oltre 350.000 dipendenti, "tutte coese e compatte nel rappresentare unitariamente l’intera categoria a livello nazionale per sostenere unitariamente la necessità di erogare servizi sanitari di qualità a tutela della salute dei cittadini", conclude la nota Uap. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)