Intelligenza artificiale nella vita quotidiana: gli Europei dicono sì

(Adnkronos) - Lo studio di Samsung "Vita intelligente: come l'IA sta migliorando le esperienze quotidiane", condotto su 11.000 persone, mostra come oltre la metà degli europei (53%) desideri utilizzare l'intelligenza artificiale per migliorare la propria qualità di vita, in particolare per quanto riguarda le faccende domestiche e l'intrattenimento. Tuttavia, emerge un divario tra desiderio e realtà: solo il 15% degli intervistati dichiara di saper sfruttare appieno i benefici dell'AI nella vita di tutti i giorni. Questa discrepanza è accompagnata da un senso di esclusione dal dibattito sull'IA, espresso dal 38% degli intervistati. A livello di comprensione e utilizzo dell'IA, i Polacchi si dimostrano i più "sicuri" (23%), mentre i Britannici (11%) e gli Italiani (14%) si collocano tra i meno preparati. La ricerca evidenzia come l'IA stia progressivamente entrando nelle case degli europei, con un focus sulla connettività tra dispositivi (42%) e sulla gestione smart della casa (24%). Cresce l'interesse per funzioni che semplifichino le faccende domestiche, come la pulizia degli elettrodomestici (28%), il lavaggio delle stoviglie (25%) e la gestione dei consumi energetici (21%). Non manca l'interesse per soluzioni AI in ambito culinario, con il 23% degli intervistati favorevole a funzioni che supportino la creazione di ricette e la gestione della spesa. Tim Hospedales, Head of Samsung AI Research Centre in Cambridge, sottolinea l'importanza di un'AI "invisibile" che si integri fluidamente nella quotidianità, semplificando le attività senza richiedere particolare attenzione. L'AI non si limita all'ambito domestico, ma si estende anche al tempo libero e al benessere. Il 66% degli Europei desidera più tempo per dedicarsi alle proprie passioni e il 41% crede che l'intelligenza artificiale possa contribuire a migliorare le esperienze di viaggio, gaming e intrattenimento. Tra le funzioni più apprezzate, la traduzione in tempo reale (23%), l'ottimizzazione della definizione dell'immagine (27%) e la regolazione del suono (27%). Anche la salute è un ambito di crescente interesse: il 50% degli intervistati vorrebbe utilizzare l'IA per la prevenzione, con un focus su piani dietetici personalizzati (32%), allenamenti personalizzati (24%), consigli di stile di vita (34%) e monitoraggio del sonno (31%). Tuttavia, permane un certo scetticismo sull'utilizzo di dispositivi di monitoraggio della salute basati sull'IA (17%). La fiducia è un elemento cruciale per la diffusione della nuova tecnologia: il 37% degli intervistati richiede aggiornamenti costanti sulla sicurezza dei dispositivi, il 34% auspica un monitoraggio attivo delle minacce informatiche e il 27% considera la protezione dei dati come la caratteristica più importante dell'AI. Il Dr. Chris Brauer, Chief Innovation Officer di Symmetry, sottolinea l'importanza di un'integrazione etica dell'IA nella vita quotidiana: “Il futuro dell’IA è da leggere come un’integrazione senza soluzione di continuità nella nostra vita di tutti i giorni, non solo a casa, ma anche negli ambienti urbani. Più andiamo avanti e più le considerazioni etiche sono centrali, per garantire che l'IA non solo faccia progredire l'equità sociale, ma contribuisca anche a costruire ambienti più smart e sostenibili. Tutto il nostro settore dovrebbe ascoltare i consumatori, porre l'accento sulla sicurezza, sull'inclusività e sui vantaggi pratici, in modo che l'AI possa diventare un vero e proprio catalizzatore del cambiamento globale”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, Tartu2024: in Estonia mille eventi per diffondere con la cultura l''Arte di sopravvivere'

(Adnkronos) - Mille eventi con l'obiettivo di raggiungere un milione di visitatori. Per una grande celebrazione culturale che ha l'ambizione di lanciare un messaggio preciso: imparare a sopravvivere all'oggi per costruire un domani migliore. E' quanto va in scena a Tartu, la seconda città dell'Estonia e tra le più antiche dei paesi baltici (risale al 1030), che detiene nel 2024 il titolo di Capitale europea della cultura, condiviso con l'austriaca Bad Ischl e la norvegese Bodo. Una città con una ricca offerta culturale, fra mostre, eventi, conferenze e fiere, e che è il centro intellettuale e anche scientifico del paese baltico fin dai tempi dell'Impero russo: qui sono nati il primo teatro nazionale e il primo giornale, ma anche il primo Festival della canzone estone nel 1869.  Il progetto Tartu2024 coinvolge, insieme a questa città di 100mila abitanti, altri 20 Comuni del Sud Estonia, vale a dire un quarto dell'intera nazione: un'area al confine con la Russia, dove si parlano cinque lingue e dove convivono minoranze ed etnie diverse. E proprio in questa sorta di 'laboratorio storico' di convivenza, si è delineata quella road-map che, in una in una Estonia Tallinn-centrica, vuole far emergere una città che ha molto da offrire in termini culturali ma anche naturalistici, che vanta la più grande università del paese e si sta affermando sempre più come polo di innovazione. Un progetto che ha nel suo claim 'Art of Survival' ('Arte di sopravvivere') anche il suo destino. Quando il percorso della Capitale europea della cultura è iniziato, nel 2017, infatti, nessuno si sarebbe immaginato quanti significati questo claim potesse assumere. Poi è arrivata la pandemia, che ha messo in seria crisi anche tutto il mondo dell'arte e della cultura, in tutte le sue forme, e 'sopravvivere' non era così scontato. Dopo, ancora, lo scoppio della guerra in Ucraina ha fatto tornare fantasmi del passato soprattutto qui, a pochi chilometri dalla Russia, sul fronte Est della Nato, in una città che durante il dominio sovietico fu completamente chiusa verso l'esterno. Ma pure i cambiamenti climatici si fanno sentire a questa latitudine, dove si era abituati a vedere i laghi ghiacciarsi in inverno e respirare aria fresca in estate.  Minacce o sfide di fonte alle quali l''Arte di sopravvivere' diventa una necessità: un inseme di conoscenze, competenze e valori che ci aiutano ad affrontarle, a ristabilire un equilibrio e a costruire un futuro migliore. Un messaggio di forza e di speranza che Tartu2024 affida alla cultura e all'arte come strumenti di espressione e di affermazione. Così, da questa piccola città post-sovietica ai confini dell'Europa parte un grande progetto per il cambiamento, di cui il 2024 rappresenta solo l'inizio. "Il tema di Tartu2024, 'Art of survival', vuole esprimere le capacità e i valori che dobbiamo sviluppare per vivere - spiega Kati Torp, direttore artistico di Tartu2024 - e che si possono interpretare in modi diversi. Un tema particolarmente sentito in una regione, il Sud Estonia, dove si parlano cinque diverse lingue e dove convivono culture differenti. Sopravvivenza culturale, quindi, ma anche ambientale a fronte del cambiamento climatico che stiamo vivendo, e certamente sopravvivenza anche in ottica di salute e di vita dopo la pandemia. Ma c'è anche una sopravvivenza degli eventi e della creatività rispetto ai problemi economici e alla continuità messa in discussione proprio nel periodo della pandemia".  "Poi, con l'avvento della guerra in Ucraina, abbiamo ridisegnato questo significato - prosegue - anche in ottica politica. Con l'Ucraina condividiamo la storia e l'Estonia l'ha supportata molto, anche dal punto di vista culturale accogliendo molti rifugiati con varie strategie. Anche Tartu2024 ha aiutato i rifugiati, in collaborazione con altre istituzioni, ad esempio offrendo alloggio e opportunità agli artisti ucraini coinvolgendoli in progetti culturali. Questo supporto ha dato vita a un'installazione andata in scena quest'estate che voleva esprimere un caleidoscopio di emozioni. A febbraio abbiamo ospitato proiezioni di film organizzate da un regista di origini estoni-ucraine per raccontare la storia dal crollo dell'Unione Sovietica. A novembre, poi, si terrà un Forum culturale con istituzioni ucraine". La guerra ha imposto, infatti, nuove condizioni anche per chi organizza eventi come Tartu2024, che rappresentano sicuramente una grande opportunità di inclusione. "La sopravvivenza oggi, quindi, non è una questione secondaria, anche se potrebbe sembrarlo in apparenza; è una questione che resta aperta di fronte ai continui cambiamenti", osserva. Tartu2024 è la più grande joint venture mai creata per la città e per il Sud Estonia. La Capitale europea della cultura, infatti, si avvale di una cooperazione trasversale con un forte contributo anche degli imprenditori locali. "Tartu2024 - ricorda Kati Torp - ha coinvolto 20 comuni della regione del Sud Estonia, ed è stato importante non solo come esperienza di cooperazione e di partecipazione ma anche per sviluppare una coscienza europea in località remote. In alcuni casi abbiamo prodotto direttamente i format, in altri abbiamo offerto supporto finanziario. Non abbiamo creato nuove infrastrutture ma sviluppato capacità organizzative dando supporto a iniziative locali. Ad esempio, aiutando nel processo di domanda per i fondi europei. Dunque, cercando di accrescere l'identità europea".  "Il risultato più importante è stato proprio il cambiamento nelle persone, l'essere riusciti a cambiarne la mentalità, renderle più aperte verso l'Europa e verso la cultura. E' stata una grande sfida e sono molto soddisfatta. E la chiusura di questo anno speciale non sarà una fine ma una continuazione", assicura il direttore artistico tracciando un bilancio a due mesi dal closing, in programma il 30 novembre.  Il programma di Tartu2024, articolato lungo quattro linee guida (unicità, sostenibilità, consapevolezza e co-creazione), è molto variegato, al tempo stesso internazionale e locale, con eventi per tutte le età e in tutti i campi artistici, dalla musica alle arti visive, dalla gastronomia alle tradizioni. "Gli eventi sono molto partecipati, ce ne sono stati anche con 10mila persone. La sfida di ogni Capitale europea della cultura è quella di offrire qualcosa per ogni segmento della società, trovare un equilibrio, attrarre nuove audience e coinvolgere la comunità", dice. La partecipazione popolare, del resto, a Tartu, è una delle strategie che guidano il governo della città. Nelle decisioni, spesso i cittadini sono chiamati a dare il loro contributo di idee, proponendo risposte ai bisogni sociali o soluzioni alle infrastrutture necessarie. E' stata la prima città in Estonia a introdurre un bilancio partecipato, dove i cittadini possono dire la loro su come utilizzare i denari pubblici e votare per la migliore destinazione. E non è raro trovare esposti plastici e rendering delle proposte popolari lungo il ponte pedonale più frequentato, che è anche uno dei simboli della città. Affacciato sul fiume Emajogi, che attraversa il centro e che fu una importante via di comunicazione quando Tartu faceva parte della Lega Anseatica, il ponte collega uno dei tantissimi parchi e giardini alla piazza principale. In questa, che è il cuore della città, ad attrarre i visitatori la facciata rosa e rossa del municipio, preceduta dalla statua dei 'Kissing students', installata nel 1998 e diventata oggi punto di incontro, ma soprattutto la Leaning House, ribattezzata la 'torre di Pisa', essendo un edificio pendente (poiché un lato era poggiato sulle mure medievali e l'altro su pilastri in legno che non hanno retto).  Architetture neoclassiche che hanno preso il posto delle costruzioni medievali andate distrutte con incendi e bombardamenti. La più imponente è sicuramente quella dell'Università di Tartu, il più grande ateneo dell'Estonia e uno dei più antichi dei paesi baltici (fondata nel 1632). Altre sedi e istituzioni universitarie si trovano nella collina che domina la città, in un grande parco, dove occupano il vecchio osservatorio, il vecchio teatro anatomico e persino la vecchia cattedrale, oggi museo universitario, di cui si possono ammirare le possenti rovine.  Poco distante la chiesa principale, St. John, con le sue mille statuine di terracotta, per contare solo quelle che si sono salvate delle duemila stimate nel Medioevo, in gran parte ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale come quasi tutta la città. Tra le zone che si sono salvate, i quartieri Karlova e Supilinn, oggi di tendenza, con le vecchie case di legno in stile Art Nouveau interrotte solo da qualche edificio di retaggio sovietico, che con la loro creatività i cittadini hanno pensato di rinnovare con colori accessi e murales. Originario di Tartu, tra l'altro, è il più famoso artista di street art estone, Edward von Longus, conosciuto in tutto il mondo. E la street art in città si trova ovunque, dai sobborghi ai ponti. Una città creativa, Tartu, parte del 'Network delle città creative Unesco', e una città studentesca, giovane e per i giovani. Città universitaria ma anche città smart, dove tutto è a portata di un quarto d'ora, da girare a piedi e in bicicletta. Con una università frequentata da studenti di tutto il mondo e sempre in cima al ranking mondiale, da cui è uscita quella che poi è diventata l'élite politica e culturale del paese, oggi Tartu è diventata un hub per startup e innovazione digitale, dove centri di ricerca e mondo imprenditoriale vanno a braccetto. Qui hanno sede realtà innovative, ormai diventate multinazionali, come Pipedrive e Foxway.  Non a caso, la Jci (Junior Chamber International), rete globale e no profit che promuove lo sviluppo della leadership e l'empowerment nei giovani professionisti, ha scelto Tartu per l'appuntamento della Baltic Conference che si è svolta dal 19 al 22 settembre, organizzata da Jci Estonia guidata da Merlin Mangel. "E' un evento molto importante - afferma - per la nostra organizzazione, in cui cerchiamo di mettere a fattor comune le nostre esperienze e favorire la crescita personale di ciascuno. Un'occasione di scambio e di dialogo aperta a giovani imprenditori e professionisti e a chiunque voglia avvicinarsi al nostro mondo. Quest'anno non potevamo non farla a Tartu: gli obiettivi del progetto Tartu2024, il suo claim l''Arte di sopravvivere', rispecchiano perfettamente il nostro spirito". Innovazione e tranquillità, tradizione e cultura, spirito innovativo e arte eccentrica convivono a Tartu, in un mix che attrae sempre più visitatori. E a dare una mano al turismo, non solo quello leisure ma anche quello congressuale e d'affari, ha contribuito il rilancio del piccolo aeroporto della città, grazie ai voli Finnair: la compagnia aerea finlandese è l'unica a offrire collegamenti diretti con Tartu via Helsinki, avvicinando di fatto la città a tutta l'Europa e non solo.  Collegamenti preziosi per l'anno della Capitale europea della cultura, che ha segnato una svolta, richiamando turisti da tutta l'Estonia e dall'estero e permettendo alla città di tornare ai livelli di arrivi pre-Covid, con l'obiettivo ambizioso di raggiungere un milione di visitatori in totale nell'arco dell'anno, di cui il 10% stranieri. A confermare gli ottimi risultati raggiunti sul fronte turistico è Merje Laimets, business tourism and Mice manager di Visit Tartu: "E' stato un anno speciale, che ha aiutato molto il turismo, ha fatto la differenza, con un'offerta di eventi senza precedenti. La sfida ora è di continuare a mantenere progetti e attività anche se in altre forme". "Nel 2024, in città, in particolare a luglio, picco della stagione, c'è stato - riferisce - un +56% di visitatori stranieri. Tra i mercati, l'aumento maggiore ha riguardato la Germania, con una presenza raddoppiata rispetto allo scorso anno. In crescita anche gli arrivi da Finlandia e Lettonia, che rappresentano i primi mercati di riferimento, ma anche da Lituania e Uk, rispettivamente al quarto e quinto posto dopo la Germania, che occupa il terzo. Per quanto riguarda la Russia, prima della guerra in Ucraina era un mercato importante, soprattutto per chi proveniva da San Pietroburgo. Poi c'è stato lo stop agli arrivi dalla Russia da parte del governo estone". Anche dall'Italia si segnala un aumento di visitatori: "Soprattutto in agosto, calcolando - fa notare - solo quelli che si sono rivolti al nostro Ufficio del turismo. In collaborazione con Visit Estonia stiamo lavorando per la promozione di Tartu nel mercato italiano, del resto la nostra città è gemellata con Siena".  "Ma con Tartu2024 - aggiunge - sono aumentati anche i turisti estoni. In particolare, sta aumentando il turismo gastronomico, anche perché abbiamo due ristoranti segnalati Michelin". In città, infatti, non mancano gli indirizzi gourmet e c'è una grande attenzione verso i prodotti a km zero, come si può vedere nei due grandi mercati del centro, uno open air nella bella stagione e un altro coperto, all'interno in un edificio storico, dove è aperto tutto l'anno anche di domenica. Sarà anche per questo che all'interno del programma di Tartu2024 non sono mancati gli eventi gastronomici, come, solo per citare i più recenti di settembre, la mostra dei funghi di ogni specie (commestibili e non) e la celebrazione del raccolto delle mele, con una giornata dedicata alle famiglie e tanto di 'detective' in grado di identificare ogni qualità di questo frutto che qui tutti hanno nel proprio giardino.  In questo scorcio di 2024 sono ancora molti gli eventi da non perdere nel cartellone di Tartu2024 (che ha visto presenti anche artisti italiani). A novembre protagonista sarà l'artista e compositore giapponese Ryoji Ikeda, conosciuto per la sua musica elettronica, con la prima di una sua nuova opera, creata in collaborazione con la Filarmonica estone e destinata per la prima volta alla voce umana, e con una installazione creata con il supporto di Tartu2024 che sarà esposta al Museo nazionale estone. Una location speciale in questo che è il più grande museo dell'Estonia, completamente rinnovato e riaperto alle porte della città in un'avveniristica costruzione di seimila metri quadrati che sorge dove un tempo c'era l'aeroporto militare: uno dei 'must-see' di Tartu, che racconta la storia dei popoli che hanno vissuto in Estonia a partire da undicimila anni fa, fra reperti e documenti storici, curiosità e illustrazioni interattive. Nella regione parte di Tartu2024, si segnala il 12 e 13 ottobre il Festival delle luci al Castello di Alatskivi, una delle più importanti dimore del paese che furono abitate dagli 'aristocratici' baltico-tedeschi, sulle rive del Lago Peipus, al largo del quale corre il confine con la Russia, e che accompagna lungo la cosiddetta 'Onion Route', la strada turistica costruita attorno a una delle produzioni tipiche della zona, la cipolla, che porta alla scoperta di villaggi dove fianco a fianco con i contadini estoni hanno vissuto anche i 'Russian Old Believers', minoranza religiosa ortodossa rifuggiatasi in questa zona. Ancora spazio ai giovani con l'International Theatre Festival for Young Audiences Naks, dal 5 al 9 novembre, che mette in scena spettacoli teatrali di diversi generi per bambini e ragazzi, e con 'The Year of Contemporary Art by Youth', per tutto il mese di novembre alla Jakobi Gallery, con i lavori creati dalle nuove generazioni di artisti per illustrare l'unicità della regione del Sud Estonia. A chiudere l'anno, con la cerimonia conclusiva, il 30 novembre, 'The Unstruck Sound', un viaggio scientifico per scoprire come sarà la città nel 2074, svelando prospettive inaspettate verso il futuro. Sicuramente più forti grazie all''Art of surival'.   ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lo Spallanzani partecipa allo studio sulla febbre emorragica di Congo e Crimea

(Adnkronos) - L'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani Irccs di Roma partecipa allo studio di sanità pubblica sul monitoraggio sierologico e molecolare uomo-animale-vettore della febbre emorragica di Congo e Crimea (Cchf) in Italia. Lo studio multicentrico, che partirà a breve, è coordinato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale di Abruzzo e Molise e prevede la partecipazione di altre 8 istituzioni nazionali.  Responsabile scientifico del progetto per lo Spallanzani è Daniele Lapa che spiega: "A causa del suo potenziale epidemico, dell'elevato tasso di mortalità, della possibilità di focolai nosocomiali e delle difficoltà di trattamento e prevenzione, il virus Cchf rientra tra gli agenti patogeni inclusi nella lista Blueprint dell'Organizzazione mondiale della sanità, cioè un elenco di malattie ritenute un rischio per la salute pubblica e per cui è stato definito un piano strategico per evitare crisi su larga scala. In merito alla febbre emorragica Congo e Crimea, va detto che si tratta di un virus fortemente presente in Africa e nell'Est Europa e che può manifestarsi anche in forma asintomatica o paucisintomatica".  "In Italia, nonostante un importante presenza delle zecche Hyalomma, capaci di trasmettere il virus - precisa Lapa - questo non è mai stato cercato nella popolazione umana. Invece adesso, con questo studio, andremo a creare un sistema di sorveglianza umana, animale ed entomologica sul territorio italiano. L'impegno da parte dello Spallanzani prevede, tra le altre cose, l'utilizzo del Laboratorio di virologia e biosicurezza per confermare eventuali positività anticorpali nella popolazione umana e animale. Lo studio ci permetterà di capire se nel territorio italiano il virus è presente e questo, di conseguenza, ci aiuterà nel migliorare le strategie di prevenzione, trattamento e controllo". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Occhio al braccio quando si misura la pressione, l'errore da non fare

(Adnkronos) - Come mettere il braccio quando si misura la pressione? Va rigorosamente appoggiato sopra un tavolo, perché tenerlo in grembo o peggio ancora penzoloni può falsare i risultati al punto da far diagnosticare (e curare) un'ipertensione quando l'ipertensione non c'è. A mettere in guardia medici e pazienti è un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins Medicine negli Usa, che in uno studio pubblicato su 'Jama Internal Medicine' spiegano gli errori da non fare, calcolando quanto potrebbero pesare sulla correttezza dei valori rilevati: sbagliando la posizione del braccio la pressione diastolica, la cosiddetta minima, può risultare oltre 4 millimetri di mercurio (mmHg) più alta del reale, mentre quella sistolica, cioè la massima, maggiore di quasi 7 mmHg. Abbastanza per fare la differenza tra un referto di 'normoteso' e uno di 'iperteso'.  Gli autori del lavoro - tra i cui enti finanziatori compaiono Bloomberg Philanthropies, Bill and Melinda Gates Foundation, Gates Philanthropy Partners e Chan Zuckerberg Foundation - sottolineano l'importanza di rispettare le indicazioni sulla corretta misurazione della pressione arteriosa, per non rischiare di ottenere dati "notevolmente sovrastimati". Le ultime linee guida dell'American Heart Association elencano i diversi passaggi chiave per un test fatto bene: usare un bracciale di dimensioni appropriate da indossare sull'avambraccio all'altezza del cuore, sedersi appoggiando la schiena con i piedi ben piantati sul pavimento e le gambe non incrociate, mettere il braccio su una scrivania o un tavolo. Nonostante queste raccomandazioni, "troppo spesso" la pressione viene misurata con il braccio in posizione sbagliata, segnalano gli scienziati: sorretto dal medico, tenuto in grembo dal paziente, di lato senza alcun sostegno. Invece "la posizione fa una grande differenza", avverte Tammy Brady, autore principale dello studio. La ricerca è stata condotta su 133 adulti dai 18 agli 80 anni, seguendo tutte le raccomandazioni per una misurazione 'doc' della pressione, fatta eccezione per le diverse posizioni del braccio. Gli autori hanno così osservato che "le misurazioni ottenute con le posizioni del braccio utilizzate di frequente nella pratica clinica (braccio in grembo o non supportato) erano notevolmente più alte di quelle ottenute quando il braccio era appoggiato su una scrivania, la posizione standard raccomandata". Nel dettaglio, tenere il braccio in grembo causava una sovrastima pari a 3,9 mmHg per la pressione sistolica e di 4 mmHg per la diastolica, mentre lasciarlo penzoloni falsava il dato di +6,5 mmHg per la sistolica e di +4,4 mmHg per la diastolica. Quasi 7 mmHg di pressione sistolica in più "significa una differenza potenziale differenza tra una massima di 123 e una di 130, o tra una di 133 e una di 140 che è considerata ipertensione di stadio 2", rimarca Sherry Liu, fra gli autori dello studio. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Jeep anticipa la nuova Compass e brinda alle 100 mila auto in Europa

(Adnkronos) - Nel giorno in cui ha presentato un bozzetto della prossima generazione di Compass che dal prossimo anno sarà costruita a Melfi sulla piattaforma Stla Medium, in una varietà di opzioni di propulsione, dal completamente elettrico all’ibrido fino al motore a combustione interna, Jeep comunica con soddisfazione i risultati raggiunti in Europa, dove nei primi nove mesi del 2024 il brand registra un volume complessivo di immatricolazioni di 100.700 unità, con un incremento del 3,5% che vale una quota di mercato dell’1% (nel segmento delle passenger car), in aumento di 0,03 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2023.  Considerando i volumi che sfiorano il 50% fuori dall’Italia, un mercato in cui Jeep è ormai 'di casa', risultati importanti arrivano dalla Francia, dove le immatricolazioni sono 9.000, per un +61% rispetto allo scorso anno, e una quota di mercato dello 0,6% (+0,2 punti percentuali rispetto all'anno precedente). Nel regno Unito si registrano 6.000 immatricolazioni con un incremento del 155% anno su anno e una quota di mercato in crescita dello 0,3% pari a un aumento di 0,2 punti percentuali. Nei Paesi Bassi le immatricolazioni crescono dell’81% rispetto al 2023 e la quota sale di 0,3 punti percentuali per arrivare allo 0,7%. In questa crescita un ruolo chiave lo merita la Avenger fra i B-SUV 100% elettrici più venduti in Europa, mentre in Italia, in cui Jeep vanta una quota vicina al 4,5% nel segmento delle passenger car, Avenger è il SUV più venduto in assoluto nei primi nove mesi dell’anno, tenendo conto di ogni motorizzazione, ed è anche il B-SUV più venduto. “Siamo entusiasti di annunciare che le vendite di Jeep in Europa hanno superato le 100.000 unità, a dimostrazione del fatto che il nostro impegno nel rendere il brand un emblema di libertà e avventura ha incontrato un grande successo. Questi notevoli risultati sono anche dimostrazione dell’abilità di adattarci a mercati eterogenei” ha commentato Eric Laforge, Responsabile del marchio Jeep per la Regione Enlarged Europe. “La straordinaria accoglienza riservata a Jeep Avenger, il nostro primo SUV completamente elettrico, è una testimonianza del nostro spirito innovativo e del particolare appeal dei nostri veicoli. Non solo riflette il nostro impegno verso la sostenibilità, ma rafforza anche la nostra promessa di una “Freedom of choice” attraverso un’offerta diversificata; prossimamente rafforzeremo la nostra presenza in tutta Europa con la versione Avenger 4xe che è in arrivo”. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università: Scienze psicologiche per prevenzione e cura, nuovo corso laurea UniMi

(Adnkronos) - L’Università Statale di Milano inaugura il nuovo corso di laurea triennale in Scienze psicologiche per la prevenzione e per la cura, istituito nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Un percorso formativo di ambito clinico per una figura professionale assolutamente innovativa, che risponde all'esigenza sempre più pressante della cura e del sostegno di pazienti e caregiver. L'integrazione dell'expertise psicologica nei contesti clinici - riporta una nota - è una necessità ormai riconosciuta nei modelli più avanzati di riorganizzazione nel Sistema sanitario nazionale, e imprescindibile in ambiti quali, ad esempio, oncologia, ematologia e neurologia. A dimostrazione del grande interesse riscosso dal nuovo corso di laurea, sono state circa 1660 le domande di partecipazione al test d’ingresso. Per presentare il nuovo corso di laurea, le sue peculiarità e le opportunità per gli studenti, si terrà una conferenza stampa domani, 8 ottobre, alle 11.30 nella sala Malliani in via Festa del Perdono 7. Saranno presenti: Marina Brambilla, Rrettrice dell’Università degli Studi di Milano, Gianluca Vago, direttore del Dipartimento di Oncologia e Onco-Ematologia dell’Università degli Studi di Milano, Roberta Ferrucci, docente di Neuropsicologia e neuroscienze cognitive dell’Università degli Studi di Milano, Ketti Mazzocco, docente di Psicologia generale dell’Università degli Studi di Milano ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Overtourism? Da CleanBnB 10 consigli per un viaggiare sostenibile

(Adnkronos) - Nell’estate appena trascorsa, il termine 'overtourism' è entrato di forza nel dibattito pubblico, generando preoccupazioni su come il turismo di massa stia impattando (negativamente) su molte delle nostre città e destinazioni turistiche. "Siamo davanti all’ennesima conferma dell’esplosiva opportunità del turismo in Italia, a partire dal mondo dei viaggi e dei soggiorni. Una notizia più che positiva della quale l’economia di un Paese a vocazione turistica come l’Italia ha grande bisogno", afferma Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB Spa, società leader nel mercato degli affitti brevi, al primo posto tra i property manager italiani con oltre 2.800 unità gestite in più di 90 località italiane, presentando i dati record del bilancio semestrale della società.  "Si è parlato di 'overtourism' spesso a sproposito: è necessario evitare di generalizzare il fenomeno, per non demonizzare in generale il mondo del turismo che rappresenta una risorsa essenziale per l’Italia. In verità, bisogna distinguere tra il turismo gestito male e quello gestito bene. Tutti noi, operatori e viaggiatori, dobbiamo puntare a una vera sostenibilità che porti benefici reali e duraturi ai territori, creando valore per le comunità locali e per l'intera filiera", avverte.  Nel primo semestre 2024, CleanBnB ha registrato un nuovo record di presenze in tutte le località gestite, con oltre 55.000 soggiorni (+35% rispetto allo stesso periodo del 2023). Il rinnovato clima di fiducia nel comparto degli affitti brevi ha spinto anche l’ulteriore espansione del portafoglio gestito dalla società, che ad agosto ha superato le 2.870 unità gestite direttamente e in esclusiva arricchendosi di strutture di particolare rilievo nelle località più importanti, e l’avvio delle attività in nuove zone non ancora coperte dal servizio CleanBnB. "L’overtourism è semplicemente un turismo usa e getta, fatto male. La risposta è solo una: turismo sostenibile che non è solo una moda, ma una necessità per il futuro delle nostre destinazioni. CleanBnB, con il suo modello di gestione degli affitti brevi, rappresenta un esempio concreto di come il settore turistico possa evolversi in modo responsabile, creando valore per tutti: i viaggiatori, i proprietari e le comunità locali. Seguendo queste dieci regole, possiamo tutti contribuire a un turismo che non solo rispetta il territorio, ma che lo valorizza e lo preserva per il futuro", sottolinea.  A tale proposito, CleanBnB, da sempre impegnata attivamente nel settore, ha identificato 10 regole per un turismo sostenibile capace di valorizzare i territori. 1. Scegliere destinazioni meno conosciute. Per contrastare gli effetti negativi dell'overtourism, è fondamentale diversificare le destinazioni. Invece di concentrarsi solo sulle mete più famose e sovraffollate, è importante promuovere luoghi meno conosciuti ma altrettanto affascinanti. Gli affitti brevi, soprattutto dopo l’emergenza pandemica, consentono ai viaggiatori di esplorare destinazioni lontane dai grandi centri, favorendo una distribuzione più equilibrata dei visitatori sul territorio. 2. Soggiornare in alloggi gestiti localmente. Soggiornare in appartamento non solo garantisce un’esperienza immersiva nella realtà del territorio, ma contribuisce direttamente all'economia del posto. Questo tipo di turismo supporta i proprietari locali e aiuta a mantenere vivi immobili che altrimenti resterebbero sfitti e trascurati, riducendo così anche il rischio di degrado urbano. 3. Ridurre l'impatto ambientale del soggiorno. Un turismo sostenibile passa anche dalla consapevolezza del proprio impatto ambientale. È importante scegliere alloggi che adottino pratiche eco-friendly, come la riduzione del consumo energetico e il rispetto delle regole di raccolta dei rifiuti. CleanBnB, ad esempio, incoraggia l'uso di tecnologie smart per il controllo dei consumi, contribuendo così a ridurre l’impatto dei soggiorni sulle risorse ambientali. 4. Sostenere l'economia locale. Acquistare prodotti locali, mangiare nei ristoranti del posto e partecipare a esperienze offerte da operatori sul territorio sono tutte azioni che contribuiscono a sostenere l'economia locale. Gli operatori degli affitti brevi spesso prevedono guide e consigli sui migliori prodotti locali, promuovendo un’esperienza di viaggio che valorizza la comunità del posto. 5. Rispettare la cultura e le tradizioni locali. Ogni destinazione ha la propria storia, le proprie tradizioni e la propria cultura. Per un turismo veramente sostenibile è essenziale rispettare e valorizzare queste diversità. Gli ospiti dovrebbero essere incoraggiati a immergersi nelle tradizioni locali, partecipando a eventi culturali e rispettando le usanze del posto, contribuendo così a una convivenza in armonia con le comunità del territorio. 6. Limitare gli spostamenti in auto e preferire la mobilità green. Uno degli aspetti più critici del turismo di massa è l’aumento del traffico e dell’inquinamento. Per ridurre l'impatto ambientale è consigliabile utilizzare mezzi di trasporto sostenibili, come biciclette, mezzi pubblici, o semplicemente camminare. La scelta di alloggi situati in posizioni strategiche che facilitano l’accesso a piedi o con mezzi sostenibili contribuisce a ridurre la necessità di utilizzare l’auto. 7. Promuovere la consapevolezza tra i viaggiatori. Un turismo sostenibile passa anche dall'educazione e dalla consapevolezza dei viaggiatori ai principi della sostenibilità. I gestori dovrebbero sempre fornire informazioni utili e consigli pratici ai propri ospiti su come ridurre l’impatto sull’ambiente e sulle comunità del proprio soggiorno, dall’uso consapevole delle risorse all’importanza di rispettare gli spazi pubblici e privati. 8. Pianificare il viaggio fuori dai periodi di alta stagione. Uno dei modi più semplici per evitare gli affollamenti è viaggiare al di fuori dei periodi di alta stagione. Questo non solo riduce la pressione sulle destinazioni turistiche, ma offre anche un'esperienza più autentica e meno affollata. Gli appartamenti in affitto breve sono disponibili tutto l'anno, offrendo la possibilità di vivere le destinazioni in modo più rilassato e sostenibile. 9. Favorire esperienze di turismo lento. Il turismo lento, o slow tourism, si concentra sulla qualità dell’esperienza piuttosto che sulla quantità. Consiste nel prendersi il tempo necessario per conoscere davvero un luogo o un territorio, immergendosi nella sua cultura e natura, invece di correre da un’attrazione all’altra solo per scattare foto da condividere sui social. Un turismo in appartamento, per più giorni, permette di vivere un’esperienza unica alla scoperta delle realtà locali e a un ritmo più rilassato. 10. Contribuire attivamente alla tutela del territorio. Praticare un turismo sostenibile significa anche contribuire attivamente alla conservazione e alla tutela del territorio. I gestori dovrebbero incoraggiare i propri ospiti a partecipare a iniziative locali di tutela ambientale, come pulizie di spiagge o parchi, o a fare donazioni a progetti di conservazione. Ogni piccolo gesto può fare la differenza e aiutare a preservare le bellezze del nostro Paese per le future generazioni.   ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pirelli presenta il nuovo P7 per la Ferrari Gto

(Adnkronos) - Pirelli presenta il Cinturato P7 sviluppato per la Ferrari GTO, un modello che completa gli equipaggiamenti per la gamma Supercar della casa di Maranello. Lo pneumatico della gamma Pirelli Collezione, la linea dedicata alle auto d’epoca e youngtimer più iconiche della storia, ha fatto la sua prima uscita su strada in questi giorni in occasione del GTO Legacy Tour 2024. Il nuovo prodotto affiancherà i pneumatici della famiglia P Zero per la Ferrari Enzo, sviluppati recentemente, oltre a quelli già disponibili per le altre celebri supercar: le Ferrari F40, F50, LaFerrari e LaFerrari Aperta. La Gto - lanciata 40 anni fa - è un modello davvero iconico e per celebrarla Ferrari ha organizzato, per i proprietari di questo modello, un tour partito dalle Dolomiti e arrivato fino a Maranello. Il P7, derivato dall’esperienza maturata nel Campionato del Mondo Rally dal 1974 e poi lanciato sulle vetture di serie nel 1976, è stato il primo ultraribassato a essere introdotto sul mercato. La sua caratteristica principale risiedeva nel fianco più basso rispetto alla larghezza del battistrada, un rapporto mai visto prima che consentiva di aumentare di molto l’aderenza in curva. Oggi torna in gamma per la Ferrari GTO nelle misure originali (225/50 R16 anteriore e 265/50 R16 posteriore) e, come tutti i pneumatici della famiglia Collezione, si caratterizza per un aspetto del tutto simile a quello dell’epoca, ma realizzato con materiali e tecnologie moderne. La gamma di pneumatici 'speciali' per le Rosse include una versione di P Zero dedicata alla F40, la P Zero Corsa System per la F50 e quella per la Enzo. Inoltre per LaFerrari del 2013 e LaFerrari Aperta del 2016 è disponibile il P Zero Corsa Asimmetrico 2, pneumatico ultra high performance. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ecommerce HUB, Casaleggio: per l’IA serve strategia italiana

(Adnkronos) - Nel corso della decima edizione di Ecommerce HUB®, tenutasi il 4 ottobre presso il Giffoni Innovation Hub, Davide Casaleggio, CEO di Casaleggio Associati, ha sottolineato l'importanza di una strategia italiana ed europea legata all'Intelligenza Artificiale (IA). "Quello che abbiamo visto finora è una regolamentazione prematura che sta rallentando l'innovazione", ha affermato Casaleggio. "Non è utile cercare di competere con OpenAI; è fondamentale investire nei nuovi spazi ancora non presidiati da grandi attori". Il tema dell'Intelligenza Artificiale ha dominato la discussione durante l'intero evento, con la partecipazione di esperti del settore. Valentina Pontiggia, Direttrice dell'Osservatorio eCommerce B2C della School of Management del Politecnico di Milano, ha evidenziato come l'IA abbia potenzialità ancora non completamente esplorate, anche nell'ambito del commercio elettronico. "L'IA può essere applicata in tutte le fasi del processo di acquisto, dalla promozione e gestione delle campagne marketing alla ricerca e presentazione dei prodotti, dalla logistica alla sicurezza nei pagamenti, fino alle attività di back-end", ha dichiarato Pontiggia. "Questi sviluppi mirano a migliorare l'efficienza, personalizzare l'esperienza dell'utente e ottimizzare i processi aziendali". "L'evento ha offerto uno spazio di confronto aperto sulle sfide future del commercio elettronico e del marketing online, con un focus particolare sull'importanza crescente dell'Intelligenza Artificiale per migliorare l'efficienza operativa e stimolare nuove opportunità di sviluppo - ha detto Valeria Fascione - È emersa con chiarezza la necessità di una visione strategica, sia a livello nazionale che europeo, per sfruttare appieno il potenziale dell'IA, un fattore chiave per rilanciare la competitività"
 "Anche quest’anno abbiamo raggiunto l’obiettivo di mettere a sistema le migliori competenze dei settori dell’ecommerce e del marketing online con la domanda di miglioramento delle professionalità collegate - spiega Alfonso Annunziata, co- founder e coordinatore dell’evento - ciò che è emerso è il dibattito che si sta sviluppando in questi mesi: Ecommerce HUB, nella consapevolezza del ruolo che questa tecnologia occuperà, ha fortemente voluto portare in Italia competenze sia in questo ambito che fuori da esso, per il miglioramento continuo dei professionisti".  Ecommerce HUB, giunto al traguardo della decima edizione volge ora lo sguardo al futuro: "Stiamo puntando alla crescita strategica dell’evento, di pari passo con la crescita organica del settore del commercio elettronico - spiega Fabrizio Todisco, responsabile per l’espansione strategica - l’obiettivo è di creare una vera e propria settimana dedicata ai temi del settore". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Copilot su WhatsApp: l'intelligenza artificiale a portata di chat

(Adnkronos) - Copilot, il potente assistente AI, è ora integrabile direttamente nell'app di messaggistica. Questa integrazione porta uno strumento avanzato a portata di mano, semplificando e rendendo più efficienti le attività quotidiane su WhatsApp. Aggiungere Copilot a WhatsApp è molto semplice. Sarà sufficiente scansionare un codice QR disponibile sul sito ufficiale di Microsoft e l'assistente AI verrà aggiunto alla lista contatti. A questo punto, si potrà chattare con Copilot come si farebbe con qualsiasi altro contatto. L'assistente è pronto a rispondere a una vasta gamma di richieste, dalle domande più semplici ai compiti più complessi. LINK QR CODE MICROSOFT: https://www.microsoft.com/en-us/microsoft-copilot/for-individuals/onwhatsapp 
Copilot interagisce di default in inglese, ma gli utenti possono passare alla loro lingua preferita semplicemente rispondendo in quella lingua o chiedendo all'assistente di comunicare in essa. Questa funzione rende l'esperienza più personalizzata e accessibile a tutti, indipendentemente dalla lingua parlata. Una delle caratteristiche più interessanti di Copilot è la sua capacità di creare immagini a partire da descrizioni testuali, grazie all'integrazione con la tecnologia DALL-E 3. Questo permette a Copilot di agire come un artista digitale, trasformando le tue idee in immagini in pochi istanti. Descrivi ciò che desideri e Copilot genererà un'immagine che corrisponde alla tua descrizione. 
Microsoft ha posto tuttavia grande attenzione alla privacy degli utenti. L'utente avrà accesso a strumenti che aiuteranno a gestire le informazioni personali e a controllare quali dati vengono condivisi. Tuttavia, è consigliabile leggere i termini di servizio prima di utilizzare Copilot per comprendere come verranno gestiti i dati. Copilot non è disponibile solo per dispositivi mobili. Una volta aggiunto l'assistente a WhatsApp, sarà accessibile anche su WhatsApp Web. Questo significa che si potrà utilizzare Copilot sia sul telefono che sul tuo computer, offrendo maggiore flessibilità nell'interazione con l'assistente. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)