Stripe, via libera all’acquisto di Bitcoin con carte di credito
(Adnkronos) - Una più stretta integrazione tra economia tradizionale e finanza decentralizzata è decisiva per il successo dell’impresa fintech. Lo ha capito Stripe, che ha recentemente annunciato il lancio di un servizio che consentirà agli utenti di acquistare Bitcoin con carte di credito e debito. Si tratta di una vera e propria svolta per i mercati europei, che da tempo attendevano un’iniziativa di questo tipo. La piattaforma non ha intenzione di fermarsi qui e si prepara ad accogliere altre valute digitali, come Ethereum e Solana. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Fertilizzanti e idrogeno, la svolta sostenibile del settore agricolo
(Adnkronos) - Produrre fertilizzanti e idrogeno a partire dall’ammoniaca, riducendo drasticamente le emissioni legate ai relativi processi produttivi. È quanto sostiene un gruppo di ricerca coordinato dagli atenei di Bochum e Duisburg-Essen, in Germania, in un articolo recentemente comparso sulle colonne di “Angewandte Chemie International”. Se adottato dalla maggioranza delle imprese, un simile metodo potrebbe portare il settore agricolo su posizioni di avanguardia in materia di lotta all’inquinamento e difesa dell’ambiente. ---sostenibilita/tendenzewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Tinder sceglierà da solo la foto profilo più giusta grazie all'intelligenza artificiale
(Adnkronos) - Tinder ha annunciato il rilascio di una nuova funzione chiamata ‘Photo Selector’. Questa innovazione, basata sull'intelligenza artificiale, permetterà agli utenti di selezionare facilmente le loro foto del profilo tra quelle presenti sui loro dispositivi. L'autenticità è fondamentale per attrarre il giusto match su Tinder. Secondo un recente sondaggio, l'85% dei single ritiene che i loro profili sulle app di incontri siano essenziali per rappresentare il loro vero io. Tuttavia, il 52% degli intervistati ha trovato difficile scegliere un'immagine del profilo appropriata e il 68% ha riconosciuto che una funzione di AI per la selezione delle foto sarebbe molto utile. Inoltre, la maggior parte delle donne single preferisce i profili di uomini con almeno quattro immagini che riflettano genuinamente la loro personalità. Gli uomini che includono più di una foto del volto nei loro profili aumentano la probabilità di ottenere un match del 71%. Con Photo Selector, Tinder offre un assistente digitale che seleziona una varietà di foto dal rullino fotografico degli utenti, ottimizzate per facilitare la ricerca della propria anima gemella. I single di età compresa tra i 18 e i 24 anni dedicano in media 33 minuti a scegliere la foto del profilo giusta per la loro app di incontri. Photo Selector promette di alleviare questo peso, permettendo agli utenti di concentrarsi maggiormente sulla creazione di connessioni significative piuttosto che perdere tempo nella scelta delle immagini. “Siamo orgogliosi di essere la prima app di incontri a introdurre uno strumento di intelligenza artificiale che semplifica notevolmente la creazione di un profilo, uno degli aspetti più complessi degli incontri online. In qualità di leader del settore, vogliamo definire i migliori casi d'uso per l'integrazione dell'AI per migliorare l'esperienza dei nostri utenti”, ha dichiarato Faye Iosotaluno, CEO di Tinder. La funzione sarà disponibile in Italia nei mesi estivi, e utilizzarla sarà semplice: occorrerà scattare un selfie per il riconoscimento facciale, concedere l'accesso al proprio rullino fotografico e lasciare che la tecnologia AI di Tinder selezioni le immagini. Infine, scegliere quelle che si preferiscono da aggiungere al proprio profilo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Imprese: LUM, al via il progetto 'Puglia innovation center for safety and security'
(Adnkronos) - La Libera Università Mediterranea Giuseppe Degennaro ha sottoscritto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy la Convenzione di sovvenzione per la regolamentazione dei rapporti di attuazione, gestione e controllo relativi al progetto 'Puglia innovation center for safety and security - PICS2', che vede l’Università LUM capofila di un seal of excellence. Il Puglia innovation center for safety and security ha l'obiettivo di supportare le imprese e gli enti pubblici, che operano in Puglia e nel territorio nazionale, attraverso percorsi pensati per facilitare la transizione digitale con un focus sui temi dell'integrazione intelligente di dati e servizi, sicurezza (protezione da eventi accidentali, salute e benessere delle persone, salvaguardia dell'ambiente, protezione dai disastri naturali) e security (protezione delle infrastrutture industriali, logistiche, doganali ed energetiche, sia fisiche che digitali, da attacchi deliberati). In particolare, i servizi che saranno offerti dal partenariato di PICS2 possono essere classificati in cinque categorie principali: 1) Audit Tecnico, Valutazione Maturità Tecnologica (Assessment); 2) Prova prima dell'investimento; 3) Formazione; 4) Consulenza su accesso ai finanziamenti; 5) Consulenza su innovazione tecnologica di processo e di prodotto, networking e sensibilizzazione. Il progetto mira a servire 315 Microimprese e piccole imprese, 83 Medie imprese, 20 Grandi imprese e 45 Pubbliche Amministrazioni. Il budget complessivo di progetto è pari a 4.353.458,00 euro di cui oltre l’80% sarà finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), Missione 4 Istruzione e ricerca, Componente 2 Dalla ricerca all’impresa, Investimento 2.3 Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria. "Aver superato - afferma la coordinatrice scientifica del progetto, Patrizia Guida, pro-rettrice all’Internazionalizzazione della LUM - sia la gara nazionale che quella europea è un risultato straordinario per un'università non statale Il nostro Ateneo è riuscito a mettere insieme un partenariato importante, con il quale ha saputo costruire una proposta che ha meritato il Seal of exellence, un marchio di qualità che la Commissione Europea ha attribuito ai progetti che hanno superato la valutazione in termini di qualità della proposta ma che non potevano essere finanziati a causa dell’esaurimento dei fondi allocati per lo stato membro, l’Italia nel nostro caso. Sono stati solo 24 i Seal of excellence che lo stato italiano ha inteso finanziare per ampliare la rete degli Edih (European digital innovation hubs) sul territorio nazionale. Siamo molto contenti di questo risultato e della possibilità di rafforzare il legame della nostra università con il territorio non solo pugliese". Insieme alla LUM, ci sono gli altri 15 partner: Almaviva spa; Dedalus Italia spa; Deep Blue srl; EDI.IT srl (ediconfcommercio); Legacoop Puglia - Lega Regionale delle Cooperative e Mutue; N & C srl; Resiltech srl; Telecom Italia spa; Cna Bari - Confederazione Nazionale dell’Artigianato; Expleo Italia spa; Its Apulia digital maker; Consorzio Tech-in; Its Logistica Puglia; Artes 4.0 - Advanced robotics and enabling digital technologies & systems 4.0; Altea spa. Il partenariato di PICS2 si basa su un solido meccanismo di cooperazione caratterizzato da una rete di aziende con competenze e settori di attività diversi. Il fulcro della rete è l’Università LUM che coordina il progetto svolgendo un ruolo rilevante come aggregatore della domanda e dell'offerta e gestendo le relazioni, la promozione e la fornitura di servizi che saranno gratuiti per micro e piccole imprese e partecipati dalle medie e grandi imprese in proporzione. L'Università, che ha nella sua missione la promozione dei processi di digitalizzazione delle imprese per aumentare la competitività, guiderà e coordinerà l'istituzione dell'ecosistema e fornirà la sua riconosciuta esperienza nelle attività di istruzione superiore, incubazione d'impresa e trasferimento tecnologico. La LUM, che non sarà sola nell'implementazione dei servizi di formazione ma sarà supportata da consulenti fortemente coinvolti nelle attività formative e la cui collaborazione è stata avviata negli anni passati, grazie ai numerosi progetti attivati, svolgerà un ruolo chiave nel supportare lo sviluppo di politiche e pratiche che sostengono gli aspetti del lavoro che PICS2 attiverà all'interno della rete interna e di tutti gli stakeholder. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Trump esprime supporto per TikTok, critica Facebook e Instagram
(Adnkronos) - In una recente intervista rilasciata a Bloomberg, l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha manifestato in modo netto il suo supporto per TikTok, la popolare piattaforma di social media di proprietà cinese, che attualmente rischia un ban negli Stati Uniti. "Ora che ci penso, sono a favore di TikTok, perché c'è bisogno di competizione. Se non hai TikTok, hai Facebook e Instagram — e quello, sai, è Zuckerberg," ha affermato Trump durante l'intervista. L'ex presidente ha anche ricordato con amarezza il ban che gli è stato imposto da Facebook in seguito agli eventi del 6 gennaio 2021, quando una folla di suoi sostenitori ha assaltato il Campidoglio. "Improvvisamente, sono passato dall'essere numero uno a non avere nessuno," ha commentato Trump, sottolineando il suo disappunto. Durante l'intervista, Trump ha continuato a criticare Zuckerberg, mettendo in evidenza quella che considera una mancanza di concorrenza nei social media statunitensi. Secondo Trump, la presenza di TikTok è fondamentale per garantire un equilibrio nel mercato dei social media, dominato da Facebook e Instagram. Ha sottolineato l'importanza della concorrenza per l'innovazione e la libertà di espressione, ribadendo la sua convinzione che TikTok offra un'alternativa necessaria e vitale ai giganti di Zuckerberg. La presa di posizione arriva in un momento delicato, poiché TikTok continua a essere scrutinato per le sue pratiche di gestione dei dati e le sue connessioni con il governo cinese. Nonostante queste preoccupazioni, Trump sembra vedere in TikTok un mezzo per riequilibrare il potere nel panorama dei social media, fornendo una piattaforma che sfida il duopolio di Facebook e Instagram. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Da 'influenza intestinale' strascichi fino a 5 anni, studio italiano
(Adnkronos) - Mai sottovalutare la cosiddetta influenza intestinale: la gastroenterite acuta può lasciare strascichi pesanti, persistenti fino a 5 anni. Può infatti evolvere in sindrome dell'intestino irritabile (Ibs), anche in forma grave. Lo ha scoperto uno studio pubblicato su 'Gut' (gruppo British Medical Journal) da un gruppo di ricercatori dell'università Cattolica del Sacro Cuore-Fondazione Policlinico Gemelli di Roma. Sotto accusa virus come Sars CoV-2 e batteri aggressivi come Campylobacter ed Enterobacteriaceae, responsabili di tante infezioni gastrointestinali estive. La Ibs, in altre parole, potrebbe rappresentare un'ennesima 'eredità' del Covid, o anche una sequela della 'maledizione di Montezuma' o 'diarrea del viaggiatore'. "La sindrome dell'intestino irritabile, un disturbo che coinvolge l'asse intestino-cervello - spiega Giovanni Cammarota, professore ordinario di Gastroenterologia della Cattolica e direttore della Uoc di Gastroenterologia del Gemelli - è caratterizzata da dolori addominali a insorgenza 'capricciosa', gonfiore, stipsi alternata a diarrea. Secondo le stime della Sige (Società italiana di gastroenterologia), affligge il 20-40% della popolazione italiana, con una predilezione per le donne e la fascia d'età compresa tra 20 e i 50 anni". Per alcuni è un disturbo di lieve entità, ma per molti altri è una condizione che impatta pesantemente sul quotidiano e sulla qualità di vita. Le cause non sono né ben definite, né univoche, e questo non aiuta a trovare soluzioni terapeutiche efficaci. Un contributo per colmare questa lacuna arriva dal nuovo lavoro, che ha puntato i riflettori sul coronavirus pandemico e su batteri aggressivi per l'intestino e pro-infiammatori come Proteobacteria ed Enterobacteriaceae. "Dopo aver fatto una ricognizione accurata di tutta la letteratura scientifica sulla comparsa di Ibs in seguito a un episodio di gastroenterite - illustra Gianluca Ianiro, docente di Gastroenterologia della Cattolica, gastroenterologo del Gemelli e autore corrispondente dello studio - abbiamo evidenziato che i sintomi di Ibs compaiono in una persona su 7 dopo un episodio di infezione gastrointestinale. L'analisi dei dati ha consentito anche di appurare che, dopo questo 'innesco', i disturbi permangono per 6-11 mesi in almeno la metà delle persone colpite da una gastroenterite acuta; ma altri studi suggeriscono che la durata dell'Ibs potrebbe protrarsi fino a oltre 5 anni". Non solo. "La presenza di disturbi d'ansia, prima dell'episodio di gastroenterite - sottolinea Serena Porcari, contrattista presso la Uoc di Gastroenterologia del Gemelli e primo autore della ricerca - triplica inoltre il rischio di sviluppare Ibs". "Per quanto riguarda gli agenti infettivi - precisa Porcari - il nostro studio ha evidenziato che la maggior comparsa di Ibs si ha dopo una gastroenterite acuta da Campylobacter (21%); le probabilità di sviluppare Ibs sono 5 volte maggiori dopo infezione da Proteobacteria o da Sars-CoV-2, e 4 volte maggiori dopo infezioni da Enterobacteriaceae". "La fisiopatologia dell'Ibs - commenta Antonio Gasbarrini, coautore del lavoro e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università Cattolica, ordinario di Medicina interna e direttore della Uoc di Medicina interna e Gastroenterologia del Gemelli - non è ancora sufficientemente nota e nell'immaginario collettivo, ma anche nell'opinione di molti medici, quelli che vanno sotto il nome di Ibs sono disturbi con un'importante componente psicologica e non una malattia di tipo 'organico'. Questo comporta il rischio di sottovalutare e sotto-trattare i pazienti, abbandonandoli ai loro disturbi". "Visto che la gastroenterite è un'evenienza molto comune, i risultati del nostro studio - rimarca Gasbarrini - potrebbero essere rilevanti in un'ottica di salute pubblica e portare i medici a seguire con più attenzione l'evoluzione di questi disturbi in un paziente che abbia presentato un episodio di gastroenterite acuta". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salute, per pendolari 'green' corpo e mente più sani, ciclisti più longevi
(Adnkronos) - C'è chi ha chiuso l'auto in garage e detto addio pure al trasporto pubblico, optando per mezzi ancora più 'green' per raggiungere il posto di lavoro o scuole e università e tornare a casa al termine della giornata: la bicicletta o i propri piedi. Li chiamano 'pendolari attivi'. Queste tipologie di spostamenti sono considerate uno dei modi più pratici e sostenibili per aumentare l'attività fisica quotidiana e, sottolineano gli esperti, sono sempre più numerose le prove a favore dei benefici per la salute che ne derivano. Gli autori di un nuovo studio hanno indagato proprio su questo, scoprendo che il pendolarismo attivo è "associato a minori rischi di problemi di salute fisica e mentale". E in particolare, a guadagnare un ulteriore prezioso premio sono proprio i ciclisti, che sembrano essere anche più longevi, nel senso che per loro si rileva anche un rischio di morte per qualsiasi causa inferiore del 47%. L'ampio studio a lungo termine dal quale emergono queste evidenze è stato condotto in Gb ed è pubblicato sulla rivista open access 'Bmj Public Health'. Finora l'insieme di evidenze sui benefici del muoversi quotidianamente a piedi o in bici erano limitate da periodi di monitoraggio brevi, fasce d'età ristrette e risultati sanitari circoscritti, spiegano gli esperti. Per colmare queste carenze, i ricercatori hanno attinto a dati rappresentativi a livello nazionale tratti dallo Scottish Longitudinal Study, basato sul 5% della popolazione scozzese ricavato dai censimenti del 1991, 2001 e 2011. Gli scienziati scozzesi si sono concentrati sui 16-74enni del 2001 che hanno viaggiato per motivi di lavoro o studio. L'analisi finale si è basata su 82.297 persone. Agli intervistati del censimento è stato chiesto di indicare quale mezzo di trasporto hanno utilizzato per la parte più lunga del loro solito tragitto casa-lavoro. Il viaggio attivo è stato definito come camminare o andare in bicicletta. Tutti gli altri metodi di spostamento sono stati definiti 'inattivi'. Le risposte sono state collegate a ricoveri ospedalieri nazionali per tutte le cause, malattie cardiovascolari, cancro e incidenti stradali; ai decessi per tutte queste cause; e alle prescrizioni per problemi di salute mentale (sedativi, farmaci ansiolitici e antidepressivi) dal 2001 al 2018 inclusi. Sono stati presi in considerazione vari fattori potenzialmente influenti, tra cui età, sesso, condizioni di salute preesistenti, nonché fattori socioeconomici e distanza dal lavoro/sede di studio. Tra il 2001 e il 2018 sono morti 4.276 partecipanti (poco più del 5% del gruppo di studio), quasi la metà dei quali di cancro (2.023, 2,5%). Circa 52.804 persone (poco più del 64%) sono state ricoverate in ospedale, 9.663 (12%) delle quali per malattie cardiovascolari, 5.939 (poco più del 7%) per cancro e 2.668 (poco più del 3%) dopo un incidente stradale. Per quanto riguarda i farmaci, in totale a 31.666 partecipanti allo studio (38,5%) è stato prescritto un farmaco associato a malattie cardiovascolari tra il 2009 e il 2018, mentre nello stesso periodo a 33.771 (41%) è stato prescritto un farmaco per problemi di salute mentale. Rispetto ai pendolari inattivi, le persone che andavano a piedi a lavorare/studiare avevano più probabilità di essere donne, giovani, turnisti, pendolari su distanze più brevi e residenti in città. Avevano anche meno probabilità di avere figli a carico e tendevano ad avere un reddito familiare e un livello di istruzione più bassi. I pendolari ciclisti erano invece più probabilmente uomini, giovani, lavoratori turnisti e residenti in città, mentre era meno probabile che fossero proprietari di casa, ad esempio. Dopo aver tenuto conto dei fattori potenzialmente influenti, il pendolarismo attivo è stato associato a minori rischi di morte e di problemi di salute fisica e mentale rispetto al pendolarismo inattivo. Nello dettaglio, spostarsi in bicicletta è stato associato in particolare a un rischio di morte inferiore del 47%, a un rischio di ricovero ospedaliero inferiore del 10% e a un rischio di ricovero ospedaliero per malattie cardiovascolari inferiore del 24%. Ma anche a un rischio inferiore del 30% di ricevere prescrizioni di farmaci per malattie cardiovascolari, a un rischio inferiore del 51% di morire di cancro e a un rischio inferiore del 24% di essere ricoverati in ospedale per la malattia, nonché a un rischio inferiore del 20% di ricevere una prescrizione di farmaci per problemi di salute mentale. Dall'altro lato, però, i pendolari ciclisti avevano il doppio delle probabilità rispetto agli inattivi di essere ricoverati in ospedale dopo incidente stradale. Il pendolarismo praticato a piedi è stato associato a un rischio inferiore dell'11% di ricovero per qualsiasi causa e a un rischio inferiore del 10% di ricovero per malattia cardiovascolare. E' stato anche associato, rispettivamente, a un rischio inferiore del 10% e del 7% di prescrizione di farmaci per il trattamento di malattie cardiovascolari e problemi di salute mentale. Questo è uno studio osservazionale e, come tale, non si possono trarre conclusioni definitive sui fattori causali, puntualizzano i ricercatori, che riconoscono anche alcuni limiti alla loro ricerca. In ogni caso il lavoro "rafforza le evidenze sui benefici del pendolarismo attivo per la salute a livello di popolazione". Questo studio "ha una rilevanza globale più ampia per gli sforzi volti a ridurre le emissioni di carbonio e a passare a modalità di viaggio più attive e sostenibili". Allo stesso tempo "la scoperta che i pendolari ciclisti hanno il doppio del rischio di essere vittime di incidenti stradali rispetto ai pendolari non attivi rafforza la necessità di infrastrutture ciclabili più sicure". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il nucleo interno della Terra sta rallentando, lo svela una ricerca dell'USC
(Adnkronos) - Un team di ricercatori dell'Università della California del Sud ha condotto uno studio che potrebbe rappresentare un paradigma, una svolta epocale per la comprensione della dinamica interna del nostro pianeta: il nucleo interno della Terra ha iniziato a rallentare rispetto alla sua superficie. I risultati della ricerca sono stati pubblicati recentemente sulla rivista scientifica Nature.
Il nucleo interno della Terra, più o meno delle dimensioni della Luna, è composto da una sfera solida di ferro-nichel circondata a propria volta dal nucleo esterno liquido di ferro-nichel. Il problema più grande, per gli scienziati e i ricercatori di tutto il mondo, è che il nucleo non può essere osservato direttamente, si trova infatti a quasi 5000km sotto i nostri piedi. Per dare un'idea, la profondità maggiore raggiunta dall'uomo, e dalla sua capacità tecnologica, si attesta ai circa 12 km del Kola Superdeep Borehole in Russia. Gli scienziati, infatti, utilizzano onde sismiche generate dai terremoti per creare rappresentazioni del movimento del nucleo interno e si è sempre ritenuto che ruotasse a una velocità superiore a quella della superficie terrestre. La ricerca dell'USC ribalta e stravolge questo dato e indica che dal 2010 questa tendenza si è invertita: per la prima volta in 40 anni, il nucleo interno mostra segni di rallentamento. Alla base delle nuove rilevazioni e a differenza di studi precedenti, John Vidale, professore presso l'USC, e Wei Wang della Chinese Academy of Sciences hanno adottato un approccio originale utilizzando onde sismiche e terremoti ripetuti per analizzare i movimenti del nucleo. Questi terremoti, che producono sismogrammi identici perché avvengono nella stessa area, hanno fornito dati cruciali che hanno evidenziato la riduzione della velocità del nucleo interno. I ricercatori hanno raccolto e analizzato i dati sismici registrati intorno alle Isole Sandwich meridionali da 121 terremoti ripetuti che si sono verificati tra il 1991 e il 2023. Hanno inoltre utilizzato dati provenienti da test nucleari sovietici gemelli tra il 1971 e il 1974, così come test nucleari ripetuti francesi e americani da altri studi sul nucleo interno. "Quando ho visto per la prima volta i sismogrammi che accennavano a questo cambiamento, sono rimasto perplesso," ha detto John Vidale, Professore di Scienze della Terra presso il USC Dornsife College of Letters, Arts and Sciences. "Ma quando abbiamo trovato altre due dozzine di osservazioni che segnalavano lo stesso schema, il risultato era ineludibile. Il nucleo interno aveva rallentato per la prima volta in molte decadi." Vidale suggerisce che la decelerazione possa essere influenzata dalle correnti del nucleo esterno liquido che circonda il nucleo interno, responsabile anche della generazione del campo magnetico terrestre, nonché dalle forze gravitazionali esercitate dalle regioni più dense del mantello sovrastante. Sebbene le conseguenze dirette di questo fenomeno sulla superficie terrestre siano ancora oggetto di speculazioni, Vidale ipotizza che potrebbero includere minime variazioni nella durata del giorno, dell'ordine di un millesimo di secondo. Questi cambiamenti, sebbene impercettibili nel quotidiano, potrebbero avere significative implicazioni a lungo termine.
(USC Graphic/Edward Sotelo)
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Confimi industria, 37mila figure da assumere in produzione in autunno
(Adnkronos) - Ordinativi in calo da inizio anno; eppure, la manifattura è in cerca di nuove 37mila figure da assumere nel prossimo semestre e tutte in produzione. A farne richiesta sono le imprese di Confimi Industria chiamate a rispondere all’indagine congiunturale promossa dal Centro studi della Confederazione dell’industria manifatturiera e dell’impresa privata. Nonostante la forte contrazione registrata da gennaio ad oggi - oltre il 30% delle pmi ha lamentato una riduzione fino al 10% delle commesse rispetto allo scorso anno - le imprese sono alla ricerca di nuovi collaboratori: oltre 27mila le figure specializzate necessarie per affrontare l’autunno alle quali si aggiungono 10.260 figure non specializzate. C’è poi il rovescio della medaglia e riguarda le previsioni dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, anche se solo il 14% degli intervistati dichiara che potrebbe farne ricorso per circa il 10% della propria forza lavoro. Ancora tema lavoro. Il Centro studi di Confimi, nel chiedere a chi fa impresa quali siano le principali problematiche con cui deve confrontarsi, individua due voci su tre che riguardano il personale: per 6/10 il principale ostacolo è trovare collaboratori, specializzati e no. Per 4/10 l’ostacolo è invece proprio il costo del personale. Sul gradino più basso del podio, è rilevato dal 32,6% del campione, l’eccessivo carico burocratico che riguarda per lo più dichiarazioni, questionari, contrattualistica B2B. Sorprende inoltre come, nonostante l’attesa e l’attenzione istituzionale e mediatica per il Piano Transizione 5.0, le imprese non abbiamo in programma investimenti per la seconda parte dell’anno. Altre preoccupazioni inoltre interessano i mercati: la manifattura italiana ha ancora come primo mercato la propria provincia/regione di riferimento oppure, al più, l’intero Stivale; come secondo mercato si afferma l’Europa ma entrambi risultano piuttosto fermi. Unico sollievo per le imprese arriva dagli USA e dal Canada che dopo diversi anni tornano ad essere il terzo mercato di riferimento per le pmi del manifatturiero. Imprese e clima: circa la copertura assicurativa sui rischi catastrofali introdotta dalla Legge di Bilancio 2024, il 29% degli imprenditori si dice contrario ad assicurare terreni, fabbricati, impianti e attrezzature. Si dichiara invece favorevole il 27%. Incerta la maggioranza del campione (44%) che si pronuncerà solo una volta capito l’impatto economico di tali assicurazioni il cui costo al momento non è chiaro. Altra perplessità riguarda il fatto che avere o meno la copertura assicurativa sui rischi catastrofali potrà essere un discrimine nell’aggiudicarsi bandi e finanziamenti pubblici: assolutamente contrario il 22%, la maggior parte invece si dichiara favorevole (17%) o favorevole con riserva (il 46%), quest’ultimi a condizione che non siano toccate le garanzie del fondo pmi e che la sottoscrizione o meno della polizza non sia una informazione a disposizione delle banche o degli istituti di credito. Si “astiene” invece il 15% che non si esprime perché non utilizzatore di investimenti pubblici. ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
GTA+ in arrivo su Switch? Gli indizi online
(Adnkronos) - Un recente aggiornamento del sito web di Rockstar ha lasciato intendere che il servizio di abbonamento GTA+ potrebbe arrivare su Nintendo Switch, nonostante Grand Theft Auto Online non sia disponibile su questa piattaforma. Per un breve periodo Switch è apparso come piattaforma supportata per GTA+ sul sito di Rockstar, anche se ogni riferimento è stato successivamente rimosso. Attualmente, il servizio è disponibile solo su PS5 e Xbox Series X|S. L'eventuale arrivo di GTA+ su Switch sarebbe una sorpresa, dato che uno dei principali vantaggi dell'abbonamento è l'accesso a contenuti extra per GTA Online, che è parte di GTA V, un gioco non disponibile sul sistema di Nintendo. GTA+ è un servizio di abbonamento che fornisce ai giocatori vari vantaggi, tra cui contenuti esclusivi, denaro di gioco bonus, sconti speciali e l'accesso a eventi unici e oggetti esclusivi. Il costo di GTA+ in Europa è di 5,99 € al mese. Se GTA+ venisse lanciato su Switch, potrebbe offrire supporto a titoli Rockstar come LA Noire, Red Dead Redemption e GTA: The Trilogy - The Definitive Edition, tutti già presenti sulla console. Il costo dell'abbonamento GTA+ è di 8 dollari al mese, senza opzioni annuali. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










