La storia di Federico Nessi: "Passaggio generazionale in azienda passa per valore imprenditoriale"

(Adnkronos) - Il tema del passaggio generazionale è all'ordine del giorno per Federico Nessi, ceo di Eternoo, vincitore del premio 'Di Padre in Figlio-il gusto di fare impresa' che ha preso il comando di Eternoo dal padre, Franco che a sua volta era stato lasciato dal nonno Giorgio. "Può sembrare scontato - dice all'Adnkronos/Labitalia - ma il valore imprenditoriale che nostro padre ci ha trasmesso più di qualsiasi altro è lo spirito di sacrificio. Questo tipo di valore non si può insegnare, perché si acquisisce principalmente attraverso l’esempio e l’osmosi. E' un principio che vale non solo nel rapporto padre-figli, ma a qualsiasi livello aziendale. Chi si dedicherebbe con passione a un leader che è bravissimo a parlare di dedizione al lavoro, pretendendo il massimo dai suoi collaboratori, ma nei fatti lavora poco e senza impegno?". "Nell’ambito di un passaggio generazionale - sostiene - credo che questo sia il valore che più di tutti debba essere trasmesso, perché il rischio per le seconde o terze generazioni è quello di adagiarsi sugli allori creati da chi li ha preceduti. Io e mia sorella Caterina, invece, amiamo il nostro lavoro e per questo diamo sempre il massimo in ciò che facciamo. Un altro valore imprenditoriale che abbiamo ereditato è il senso della competizione, un altro aspetto che difficilmente si può insegnare, ma solo trasmettere".  "Se riesci a vivere il lavoro come fosse un gioco - spiega - senti meno il peso dei problemi, perché li affronti come sfide, dove i punti sono i risultati economici, che ti fanno salire di livello, con l’unica differenza che non esiste un limite".  "Quando parlo di 'convivenza intergenerazionale' - afferma - mi riferisco al rapporto tra una generazione e quella precedente, in contrasto con il concetto di passaggio, che rappresenta un momento puntuale successivo alla convivenza. E' estremamente complesso che avvenga un passaggio generazionale di successo se prima non vi è stata una convivenza intergenerazionale di qualità. La più grande difficoltà è riuscire a tenere separate le questioni familiari dall’ambito lavorativo, anche se è chiaramente molto difficile, specialmente quando si hanno caratteri forti come il mio e quello di mio padre".  "La maturità di entrambi - sottolinea Federico Nessi - sta nel comprendere che, al di là degli scontri fisiologici, alla fine il bene dell’azienda prevale su tutto, e da questo punto di vista siamo totalmente allineati. In questo senso, l’ingresso di mia sorella Caterina è stato fondamentale, perché decidere in tre diventa paradossalmente più semplice che decidere in due. E' evidente che il rapporto tra fratelli sia un'ulteriore potenziale criticità che si somma al rapporto padre-figli, ma devo dire che nel nostro caso, grazie alla perfetta complementarità tra me e Caterina, il nostro rapporto è diventato un valore aggiunto nelle nostre dinamiche relazionali".  "Ho avuto la fortuna - fa notare - di avere una base da cui partire e questo mi ha permesso di attivare un processo costante di analisi e miglioramento, come insegna il principio giapponese del 'kaizen'. Mi sono quindi concentrato sugli aspetti che avevano maggiore impatto sui risultati aziendali e ho iniziato a innovare il nostro sistema gestionale e i processi. A questo si è affiancato un lavoro di strategia commerciale, avviato grazie alla gavetta da venditore che ho fatto nei primi anni della mia esperienza. Questo periodo è stato essenziale per comprendere tre fondamentali del nostro lavoro: come ragionano i nostri clienti, quali sono i prodotti strategici e come deve operare il nostro venditore ideale".  "Una volta messi a fuoco questi aspetti - spiega - è subentrata l’ambizione e la voglia di crescere, che si è poi tradotta nella spinta alle acquisizioni, portandoci a essere definiti 'serial acquirer' grazie alle oltre 10 acquisizioni realizzate nell’ultimo triennio. Sebbene nel nostro settore siamo leader, dobbiamo ricordarci con grande umiltà che in Europa i leader dei propri mercati fatturano miliardi e, comparati a loro, siamo una piccola azienda multi-provinciale che necessita ancora di strutturarsi per diventare grande. Proprio per questo, oltre alla ricerca di aziende da acquisire, mi sono concentrato moltissimo sulla selezione delle migliori persone, perché le risorse umane sono il fattore critico di successo della nostra azienda".  "Negli ultimi anni - ricorda - ho svolto personalmente centinaia di colloqui per plasmare un gruppo di persone accomunate dallo spirito di squadra e dalla passione per il proprio lavoro. E' grazie a loro se possiamo guardare con ottimismo al futuro".  "Sono una persona molto passionale e questa caratteristica - sottolinea Federico Nessi - porta con sé il difetto dell’impulsività. Maturare come essere umano mi ha permesso di smussare gli spigoli del mio carattere e diventare una persona più saggia. Quando si parla di passaggio generazionale, spesso si pensa che le responsabilità vengano date dal padre o dalla madre che dirige l’azienda, mentre in realtà ritengo che sia indispensabile che il figlio dimostri di voler prendersi queste responsabilità. La caratteristica più importante che deve avere qualsiasi imprenditore è la tempra. Dimostrare di avere tempra può anche comportare degli scontri, ed è proprio grazie a questi scontri che ho compreso alcuni dei miei difetti, comprendendo che a volte si può arrivare allo stesso risultato anche percorrendo strade diverse".  "Credo - dice - che il merito del premio 'Di Padre in Figlio - il gusto di fare impresa' di questo premio sia quello di aver focalizzato una questione chiave per il futuro delle nostre aziende e del nostro sistema Paese. Di recente ho letto che negli ultimi anni sono state cedute aziende familiari italiane per un valore di oltre 300 miliardi di euro a fondi di private equity o multinazionali. Probabilmente ciò è avvenuto anche a causa di un mancato passaggio generazionale e, indubbiamente, la gerontocrazia imperante in Italia è uno dei problemi atavici che affligge anche le nostre aziende".  "Un recente studio - ricorda - della società di consulenza Bain ha evidenziato come 'il maggior contributo legato a una leadership più giovane, quindi più incline all’innovazione, all’internazionalizzazione e ai nuovi trend, potrebbe tradursi in un valore compreso tra i 20 e i 40 miliardi di euro (1-2% del Pil italiano)'. Però, vi è anche una corresponsabilità dei giovani, che devono avere il carattere per assumersi la responsabilità delle aziende per cui lavorano prima dei quarant’anni".  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Effetto sole sui ritocchi al botox, per un buon risultato ne serve di più

(Adnkronos) - Effetto clima sui ritocchi al botox: con il sole e il caldo, serve più botulino perché la 'punturina' funzioni al meglio. "Una ricerca britannica ha dimostrato che i pazienti che vivono in aree con maggiore esposizione al sole necessitano di una quantità maggiore di tossina botulinica di tipo A nella glabella, ovvero la parte inferiore della fronte, per raggiungere il miglior risultato possibile. Quello dell'impatto del clima anche sulla medicina estetica è un tema da approfondire e studiare nel dettaglio", afferma Giovanni Salti, presidente dell'Aiteb, Associazione italiana terapia estetica e botulino.  Lo studio che commenta è pubblicato su 'Plastic and Reconstructive Surgery' e suggerisce la necessità di personalizzare il trattamento tenendo conto anche del fattore sole, osserva lo specialista. "L'intervento alla glabella - ricorda - è estremamente popolare, quindi comprendere come il clima possa influenzare il comportamento muscolare e di conseguenza il dosaggio del trattamento è fondamentale per fornire risultati ottimali ai nostri pazienti". La ricerca inglese, condotta del Department of Plastic and Reconstructive Surgery dello Stoke Mandeville Hospital di Aylesbury, "ha analizzato 523 donne di età compresa tra i 35 e i 60 anni, sottoposte a trattamenti di tossina botulinica A alla glabella tra il 2012 e il 2019 in due centri, uno a Malta e uno nel Regno Unito: 292 donne a Malta sono state trattate durante l'estate, periodo di maggiore esposizione al sole, mentre 231 donne nel Regno Unito hanno ricevuto il trattamento durante l'inverno, quando l'esposizione al sole è minore", riporta Salti. "Sebbene la differenza non sia statisticamente significativa - precisa - la dose media aggiuntiva per raggiungere la paralisi completa era più alta tra le donne esposte al sole. Protocolli troppo rigidi sulle dosi e sulla distribuzione - avverte il presidente - potrebbero portare a trattamenti meno efficaci per le donne che vivono in Paesi con un clima maggiormente soleggiato. E' essenziale che il trattamento del paziente sia quindi personalizzato non solamente in base al genere, ma anche considerando il clima in cui vive". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


'Proteggi sempre la tua pelle', campagna social ministero Salute-Ifo Roma

(Adnkronos) - "Proteggi sempre la tua pelle", comunque essa sia. "Evita l'esposizione nelle ore più calde della giornata, dalle 11 alle 16. Indossa indumenti protettivi come cappello, vestiti e occhiali da sole. Usa una crema solare ad alta protezione con filtri Uva e Uvb e applicala più volte al giorno". Sono le principali raccomandazioni di una nuova campagna social realizzata dal ministero della Salute in collaborazione con l'Istituto San Gallicano degli Ifo di Roma, unico Irccs pubblico dermatologico. Post di sensibilizzazione verranno pubblicati nei mesi di luglio e agosto. "Che si abbia una carnagione chiara, media o scura, bisogna sempre avere cura di proteggere la pelle dal sole", ricordano gli esperti. "L'esposizione ai raggi solari è una consuetudine inevitabile della nostra vita quotidiana, ma troppo spesso non si presta sufficiente attenzione a limitare i rischi di scottature, invecchiamento precoce e, nei casi più gravi, tumori della pelle. E' quindi importante adottare corretti stili di vita fin da bambini, a prescindere dal proprio fototipo", precisano gli specialisti che consigliano "esposizione graduale al sole; utilizzo di filtri solari ad ampio spettro per raggi Uvb e Uva, da applicare ogni 2 ore; protezione con indumenti e accessori, come cappelli e occhiali, se si trascorre molto tempo all'aperto; dieta ricca di alimenti con proprietà antiossidanti". Suggeriscono inoltre di "eseguire regolare esplorazione della propria pelle per osservare eventuali neoformazioni o alterazioni da porre all'attenzione del dermatologo".  "I tumori della pelle sono molto frequenti - spiegano i promotori della nuova campagna ministeriale - e tra i principali fattori di rischio abbiamo proprio l'esposizione ai raggi Uv. Le aree cutanee più esposte al sole, come viso, cuoio capelluto e collo, sono quelle maggiormente interessate, ma zone come genitali e sedi meno esposte possono comunque essere coinvolte".  "Il carcinoma cutaneo a cellule squamose - dettagliano gli esperti - rappresenta il 20-25% dei tumori cutanei. Per quanto riguarda gli altri tumori della pelle più frequenti, vale a dire il carcinoma basocellulare e il melanoma, si osservano ogni anno circa 64mila e 12.700 nuovi casi, rispettivamente. Il melanoma è il tumore cutanei più aggressivo, mentre i 'tumori della pelle non melanoma' sono un gruppo eterogeneo di neoplasie a basso grado di malignità, il loro sviluppo è spesso locale e circoscritto, ma se non riconosciuti e trattati tempestivamente potrebbero invadere e danneggiare i tessuti circostanti, impattando sulla qualità di vita".  "Lo screening dermatologico - indica ancora il ministero della Salute - permette una diagnosi precoce al fine di intervenire in fase iniziale di malattia e aumentare l'efficacia delle terapie". Per questo "è bene fare un controllo dermatologico con frequenza annuale o seguire il follow-up indicato dallo specialista se si è avuto un melanoma o si sono verificati casi in famiglia. E' fondamentale, per varietà di tipologie dei tumori della pelle e opportunità di cura, ricevere il 'trattamento giusto per la lesione giusta' e rivolgersi a centri che consentono di inserire il paziente in un percorso specializzato e personalizzato". Per saperne di più su prevenzione, diagnosi e cura del melanoma e tumori della pelle, è disponibile la pagina web https://pazientiecittadini.it/salute-e-ricerca-per-pazienti-e-cittadini/guida-ai-tumori/melanoma-e-tumori-della-pelle/. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scoperta proteina dell'invecchiamento, spegnerla potrà allungare la vita

(Adnkronos) - L'elisir di longevità potrebbe essere una terapia che spegne l'interleuchina 11 (IL 11), un mediatore dell'infiammazione identificato come proteina dell'invecchiamento. E' la via indicata da scienziati della Duke-Nus Medical School di Singapore, che hanno pubblicato su 'Nature' "i primi risultati al mondo a dimostrare che l'IL 11 è un fattore principale della senescenza". Somministrando una terapia che lo inibisce, in modelli animali i ricercatori sono riusciti ad allungare la vita di un quarto, fino al +25%. Il metabolismo migliorava, l'accumulo di grasso bianco virava verso la produzione di grasso bruno brucia-calorie e aumentava la forza muscolare. Totale: più anni di vita, in salute.  Un possibile, futuro farmaco allunga-vita, al quale il team di Stuart Cook, docente alla Duke-National University of Singapore e all'Imperial College di Londra, è arrivato - come riporta il 'Financial Times' - partendo dal segreto della salamandra axolotl. Questo piccolo anfibio, l'assolotto, è in grado di rigenerare interi pezzi del proprio corpo: se ad esempio perde un arto, gli ricresce.  "Il nostro obiettivo - dichiara Cook - è che un giorno la terapia anti-IL 11 venga utilizzata il più ampiamente possibile, così che in tutto il mondo le persone possano vivere sane più a lungo". L'obiettivo è dunque passare ai test sull'uomo e arrivare a mettere a disposizione una cura anti-invecchiamento. Tagliare questo traguardo "tuttavia non è facile - precisa lo scienziato - perché l'iter di approvazione dei farmaci anti-aging non è ben definito e raccogliere fondi per studi clinici in questo campo è molto impegnativo". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Guasto informatico mondiale, cosa succede

(Adnkronos) - Un guasto informatico mondiale oggi sta creando problemi a banche, treni, voli e società di telecomunicazioni. Ecco cosa sta succedendo. ---multimedia/news-to-gowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Pesca: tra granchio blu e vermocane pescatori 'al palo', attività ridotta con picchi dal 70 al 100%**

(Adnkronos) - Pescatori italiani 'al palo' e attività ridotta, con picchi dal 70 al 100% nelle aree più colpite, in questa calda estate 2024. Tra granchio blu, caldo estremo che spinge i pesci a largo, fa soffrire stagni, lagune e favorisce la mucillagine e vermocane, è allarme per le marinerie italiane da Nord a Sud secondo la 'mappa' delle criticità tracciata per Adnkronos/Labitalia da Confcooperative Fedagripesca, che lamenta danni alle reti, minor attività di pesca e di offerta di prodotto. Una 'mappa' che si tinge di blu per l’emergenza granchio, di verde per la mucillagine, e di rosso per l’allerta vermocane.  Dall’estate scorsa non è mai finita l’emergenza legata al granchio blu che ha messo in ginocchio le produzioni di vongole veraci nel Delta del Po. Anche se il granchio in autunno e in inverno ha allentato il ritmo dei saccheggi negli allevamenti di vongole e cozze, in una sorta di letargo naturale, con i primi caldi le predazioni sono ricominciate. Ma visto che i pescatori, dopo aver perso tra l’80 e il 100% del prodotto, hanno ridotto all’osso la produzione di vongole, lavorando solo in piccole aree protette con recinti e teloni per salvare la semina, il granchio distrugge meno perché c’è meno prodotto da catturare.  “E se non ci sarà un contenimento importante di questa specie aliena nei prossimi 5 anni i danni (diretti ed indiretti) prodotti dalla predazione potrebbero ammontare a 1 miliardo di euro. Ed è difficile pensare al futuro visto che per ogni vongola che viene allevata ci sono almeno 100 granchi pronti a mangiarla”, sottolinea con Adnkronos/Labitalia il vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca, Paolo Tiozzo. Ed è per questo che in quella che era la prima area di produzione in Europa per vongole veraci, con oltre 3 mila persone direttamente coinvolte per un valore alla produzione di almeno 200 milioni di euro all’anno, si attende con ansia la nomina del Commissario per il granchio blu. Ma non è solo il granchio blu a far compagnia alle marinerie italiane in questa estate 2024. Anche se il fenomeno in alcune zone si sta risolvendo, i pescatori nelle ultime settimane sono tornati infatti a fare i conti con il problema mucillagine. I primi avvistamenti ci sono stati nel nord Adriatico, ma poi il fenomeno si è allargato a tutta la costa coinvolgendo i pescatori di Friuli, Veneto e Emilia Romagna ma anche quelli di Molise, Abruzzo e Puglia. Un fenomeno che si è presentato esteso sia in sospensione che sul fondo del mare con danni a tutti i sistemi di pesca. Dalla pesca artigianale alla pesca a strascico, tutti hanno infatti lamentato danneggiamenti alle reti e difficoltà di pescare. Mucillagine favorita dall’ondata di caldo che innalza le temperature dell’acqua. Le lagune dell’Oristanese soffrono e si rischia una moria di pesci in tutti i compendi ittici della provincia. È l’allarme lanciato dalle cooperative di pescatori del territorio, che hanno scritto una nota comune indirizzata alla Regione “affinché le alte temperature dei giorni scorsi e quelle ancora più alte previste per le prossime settimane non facciano accadere l’irreparabile”. “Già in alcuni compendi”, denunciano i pescatori, “si sono registrati segnali di sofferenza e morie della fauna ittica. A Goro e Porto Garibaldi, le temperature record in mare con punte che sfiorano i 30 gradi centigradi e battute di pesca sempre più scarne perché i pesci si spingono a largo, spingono i pescatori a ridurre l’attività per contenere i costi del carburante che lievitano per inseguire le prede".  E scendendo verso le coste del Sud dello Stivale le cose non vanno meglio. Nelle regioni del Mezzogiorno è infatti allerta rossa per il vermocane. Il vermocane, parente marino dei lombrichi e invasore nativo, è urticante come una medusa e vorace come un piranha, è una specie aliena, lunga dai venti centimetri fino ad arrivare ad un metro, che sta rendendo difficile la vita dei pescatori in Puglia, Calabria e Sicilia, colpendo soprattutto i mestieri artigianali e di piccola pesca visto che gli avvistamenti di questo esemplare sono entro i 25 metri di profondità e quindi abbastanza vicini alla costa.  A preoccupare è l’intensificarsi del fenomeno: una presenza mille volte superiore a quella di soli due anni fa. Ad essere minacciate sono le catture ittiche perché il vermocane si insinua nelle reti dei pescatori e divora i pesci, lasciando solo le lische. Ma anche gli attrezzi da pesca. Visto che si tratta di una specie molto urticante, i pescatori per liberare le reti spesso sono costretti a romperle.  Una operazione delicata perché devono evitare che il vermocane si spezzi in più parti e finisca in acqua, visto che sono in grado di rigenerarsi anche da singole parti. Oltre il danno, quindi, anche la beffa. E anche la strada della valorizzazione gastronomica per ridurne il numero non si può percorrere perché a differenza del granchio blu, il vermocane non si può mangiare.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Microsoft down, disagi per banche e compagnie aeree e media

(Adnkronos) - Gli utenti di Microsoft in tutto il mondo, comprese banche e compagnie aeree, hanno segnalato interruzioni diffuse dei servizi oggi 19 luglio 2014. La società aveva precedentemente comunicato di essere al lavoro per risolvere un problema che impediva l'accesso alle app e ai servizi di Microsoft 365. La causa dell'interruzione e la sua portata esatta non sono ancora chiare. Microsoft ha suggerito sui suoi canali ufficiali che la situazione stava migliorando, ma le segnalazioni di disservizi continuavano ad arrivare da diverse parti del mondo ore dopo.
 
Il sito DownDetector, che traccia le interruzioni riportate dagli utenti, ha registrato problemi crescenti nei servizi di Visa, ADT Security e Amazon, oltre a compagnie aeree come American Airlines e Delta. Anche i media in Australia hanno riportato disagi significativi con interruzioni nei sistemi informatici di compagnie aeree, provider di telecomunicazioni, banche e emittenti televisive. Secondo le ultime comunicazioni, Microsoft ha dichiarato di essere impegnata nel reindirizzamento del traffico per mitigare l'impatto delle interruzioni. Tuttavia, non è stata fornita una spiegazione dettagliata sulla causa dell'interruzione. Tra le banche australiane colpite figurano NAB, Commonwealth e Bendigo, mentre tra le compagnie aeree ci sono Virgin Australia e Qantas. Anche provider di internet e telefonia come Telstra hanno subito interruzioni. Questo disservizio ha avuto un impatto significativo anche sui media australiani, tra cui ABC e Sky News, che hanno riportato l'incapacità di trasmettere sui loro canali TV e radio a causa di improvvisi spegnimenti dei computer basati su Windows. 
Fonti non confermate riportano che il problema è stato individuato nella regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), con un impatto significativo su utenti in Sudafrica e Regno Unito. La situazione è ancora in evoluzione, e Microsoft continua a lavorare per ripristinare i servizi. Per aggiornamenti in tempo reale, si consiglia di seguire la pagina Microsoft365 Status su X. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA individua tunnel sotto la superficie lunare

(Adnkronos) - Gli scienziati sospettavano da decenni l'esistenza di caverne sotterranee sulla Luna, già le prime immagini dei satelliti orbitanti della NASA, che avevano mappato la superficie lunare prima delle missioni Apollo, avevano suggerito la presenza di queste strutture. Questa straordinaria scoperta è stata illustrata in uno studio appena pubblicato su

Nature Astronomy
ed è stata effettuata rianalizzando i dati radar raccolti dallo strumento Mini-RF del LRO nel 2010. Il team internazionale, guidato dall’Università di Trento e in parte finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, ha individuato una caverna che si estende per oltre 200 piedi dalla base di una voragine situata a 230 miglia a nord-est del primo sito di atterraggio umano sulla Luna, nel Mare Tranquillitatis. La piena estensione della caverna è ancora sconosciuta, ma potrebbe allungarsi per miglia sotto il mare lunare. La cavità, che potrebbe essere un condotto lavico, è stata individuata grazie alle analisi dei dati raccolti da Mini-RF (Miniature Radio-Frequency), strumento radar installato sulla sonda LRO. Le immagini della superficie lunare prodotte da Mini-Rf risalgono al 2010 e sono state analizzate con delle innovative tecniche di elaborazione dei segnali, sviluppate recentemente dall’ateneo tridentino. Il gruppo di lavoro ha così scoperto che una parte delle riflessioni radar di una zona del Mare della Tranquillità può essere ascrivibile a una cavità sotterranea. Inoltre, i ricercatori sono stati in grado di realizzare un modello che rappresenta la parte iniziale del condotto. "Le misure radar svolgono un ruolo cruciale nella comprensione della morfologia e composizione delle superfici e sottosuperfici planetarie – ha commentato Alessandra Tiberia, responsabile ASI per le attività scientifiche dei radar per le missioni JUICE, MRO ed EnVision – I dati radar, infatti, forniscono informazioni su ciò che accade sotto la superficie dei pianeti e questa informazione può costituire un cambio di paradigma nell’esplorazione umana nello spazio: i lava tubes potrebbero non solo fornire informazioni sull’evoluzione dei pianeti stessi, ma anche offrire un ambiente a temperatura controllata e protetto da radiazione cosmica e solare per eventuali insediamenti umani. In tale ottica l’Agenzia Spaziale Italiana è attivamente coinvolta nella partecipazione a diverse missioni interplanetarie che coinvolgono strumentazione radar, valorizzando le potenzialità e le preziose competenze presenti nella comunità scientifica italiana, di altissimo livello. Il raggiungimento di questo importante risultato – prosegue Tiberia – è stato possibile grazie allo sviluppo di tecniche di elaborazione dati avanzate, da un lato indispensabili all’avanzamento scientifico, dall’altro propedeutiche alla definizione dei requisiti scientifici per missioni future". Come i "tunnel di lava" presenti sulla Terra, gli scienziati sospettano che le caverne lunari si siano formate quando la lava fusa è fluita sotto uno strato di lava raffreddata, o quando una crosta si è formata sopra un fiume di lava, lasciando un lungo tunnel vuoto. 
Elaborazione di una foto di A. Romeo. Modello 3D LRO della NASA (Crediti: Brian Kumanchik, Christian Lopez, NASA, JPL/Caltech) – foto scattata nel 1968 dall’astronauta Bill Anders di Apollo 8.
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Nuova Ducati Panigale V4: nel 2025 arriverà la nuova superbike stradale?

(Adnkronos) - La nuova Ducati Panigale V4 2025 infiamma il web.  Cresce l’attesa per la nuova e velocissima Superbike Stradale. In rete sono circolate le prime foto che ritraggono la nuova Ducati Panigale V4 2025 in veste ancora di prototipo.  Cosa cambierà rispetto all’attuale modello? Il motore V4 potrebbe essere ulteriormente potenziato superando la soglia dei 216 cavalli. Anche la coppia massima del Superquadro cambierà, probabile qualche ritocco per puntare, in termini di giri del motore, ancora più in alto.  Tecnicamente, la rinnovata V4 2025 sembra essere ancora più compatta, dalle foto in rete si nota anche un altro “particolare”, interessantissimo.  In luogo dell’attuale forcellone monobraccio, la futura Superbike stradale di Borgo Panigale potrebbe essere proposta con il forcellone bibraccio.  Una novità che porterebbe sia maggiore trazione ma anche quote ciclistiche, completamente diverse, perché cambierebbe anche l’attacco del mono ammortizzatore, così come l’interasse.  Come da tradizione Ducati, anche il peso sarà limitato. Sembrerebbe che l’obiettivo di scendere sotto i 200 kg in ordine di marcia, sia stato ampiamente raggiunto.  Tutto fa pensare che in occasione del WDW 2024, Ducati presenti, anche per festeggiare i 30 anni dalla nascita della 916, la rinnovata SBK. Non resta che attendere, anche se l’EICMA 2024, sarebbe un’ottima vetrina e consentirebbe al Marchio di affinare ulteriormente le potenzialità di una moto che potrebbe nuovamente lasciare il segno. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lexus LBX Morizo RR: il nuovo crossover sportivo

(Adnkronos) - La nuova Lexus LBX Morizo RR è pronta per essere commercializzata in Giappone.  Almeno per il momento, difficile che sarà importata in Europa, la Lexus LBR Morizo RR è stata sviluppata da Akido Toyota, appassionato di motorsport, il cui soprannome è “Morizo”.  Lunga 4,190 metri, larga 1,840 metri e alta 1,535 metri, la LBX ha un passo di 2,580 metri e un peso di 1.440 kg. Rispetto alla sorella “normale”, la Morizo dispone di un look specifico e aggressivo.  Il frontale è stato completamente rivisto, nuova è la forma del paraurti anteriore che ora incorpora due grandi bocche laterali il cui compito è quello di raffreddare l’impianto frenante e di veicolare i flussi d’aria lateralmente, allo scopo di aumentare la stabilità del veicolo. Specifici per questa versione sono anche i cerchi da 19 pollici.  Al retro, la LBX Morizo RR monta un estrattore aria inferiore di chiaro stampo racing. Due i terminali di scarico, uno per lato. Interessante la soluzione del tetto a contrasto con la carrozzeria.  Cuore della cinque porte giapponese è un motore 3 cilindri turbo benzina da 1.6 litri, capace di sprigionare una potenza massima di 304 cavalli (224 kW) per 400 Nm di coppia massima.  Si tratta della stessa motorizzazione montata sulla potente Toyota Yaris GR, che consente alla Lexus LBX Morizo RR di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in poco più di 5 secondi. Al momento non è stata rilasciata alcuna informazione in merito alla commercializzazione della LBX Morizo RR nel Vecchio Continente.  In Giappone è disponibile con cambio manuale a 6 marce o automatico doppia frizione a 8 rapporti. Il prezzo? Circa 40.000 euro. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)