Medicina, per Alper-Doger è l'italiano Pietro Gentile il miglior chirurgo plastico al mondo

(Adnkronos) - E' Pietro Gentile, professore associato di Chirurgia plastica all'Università di Roma Tor Vergata, il miglior chirurgo plastico al mondo nella Chirurgia plastica rigenerativa. Lo ha identificato l'agenzia internazionale di ranking scientifico Alper-Doger (Ad), che classifica le analisi in base alla performance scientifica e al valore aggiunto della produttività scientifica dei singoli scienziati, racchiuso in un indice, l'Ad Scientific Index (Alper-Doger Scientific Index). Questo nuovo indice - si legge in una nota - è stato sviluppato nel 2021 dai professori Alper e Doger utilizzando i valori totali e degli ultimi 6 anni di indicatori bibliometrici quali l'indice di hirsch (H-index), l'indice i10 e le citazioni in Google Scholar. In sintesi, utilizzando un totale di 9 parametri, l'Ad Scientific Index mostra la classifica dei migliori scienziati in 12 materie (inclusa la medicina) e in 256 campi, nel mondo. Nato a Pescara, ma romano d'adozione, il professor Gentile - riconfermato lo scorso ottobre per la terza volta consecutiva nella classifica 'Top Scientists- World's Top 2%', ranking dei migliori scienziati al mondo, pubblicata dalla Stanford University, e già al vertice, nel 2022, della classifica europea 'Expertscape' per l'uso del lipofilling e delle Cellule vasculo stromali - è risultato al vertice della classifica mondiale 'Ad Scientific Index - World Scientists Rankings 2024', relativa a un settore specifico e innovativo della Chirurgia plastica: la Chirurgia plastica rigenerativa (Regenerative Plastic Surgery).  L'analisi degli indicatori bibliometrici ha consentito di valutare le attività di ricerca e il relativo impatto scientifico nella comunità internazionale, identificando le eccellenze nelle varie discipline e nei relativi campi. Gentile, con un H-index = 51 sec. Scopus (H-Index = 56 sec. Scholar, con i10-index =113), raggiunge il gradino più alto del podio nella valutazione. Gli studi sulla Chirurgia plastica rigenerativa condotti dal professore permettono all'Italia di raggiungere l'apice di classifiche e ranking scientifici internazionali nel panorama della ricerca a livello globale in un settore sanitario emergente, quello della Chirurgia plastica rigenerativa, che grazie all'impiego del grasso autologo, cioè delle sue cellule, del plasma ricco di piastrine e di nuove biotecnologie, offre un notevole impatto sociale, stimolando la rigenerazione dei tessuti danneggiati ripristinandone i volumi e profili (si pensi alle ulcere, al piede diabetico, alle cicatrici, agli esiti di ustione, alle malformazioni mammarie e del volto, agli esiti di ricostruzione mammaria, solo per citarne alcuni), migliorando la qualità di vita delle persone. Delle nuove ricerche e degli studi scientifici più innovativi in tale ambito si discuterà proprio in Italia, a Roma, dal 5 al 7 dicembre di quest'anno durante il congresso internazionale 'Regenerative Plastic Surgery International Conference', di cui Gentile è presidente, al quale interverranno i migliori esperti al mondo nel campo rigenerativo. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Università, Luiss al primo posto tra grandi Atenei non statali in classifica Censis 2024

(Adnkronos) - La Luiss Guido Carli è la migliore università non statale di grandi dimensioni, categoria in cui entra quest’anno per la prima volta conquistando direttamente il gradino più alto del podio. A stabilirlo è la classifica del Censis, il principale istituto di ricerca socioeconomica in Italia, che ogni anno redige una dettagliata analisi del sistema universitario nazionale. La Libera università internazionale degli studi sociali primeggia tra gli altri atenei non statali con oltre 10.000 iscritti, con un totale medio di 96 punti, crescendo su tutti e cinque gli indicatori monitorati: i servizi, le borse di studio, le strutture, la comunicazione e i servizi digitali, il livello di internazionalizzazione. In particolare, Luiss è l’unica università nella categoria considerata ad ottenere il punteggio massimo alla voce borse di studio, a conferma del costante impegno per il sostegno al merito dei giovani talenti. Sono, infatti, oltre 1.700 le borse ed esenzioni messe a disposizione per l’anno accademico 2024/25. A premiare l’Università intitolata a Guido Carli sono state anche l’internazionalizzazione – forte delle partnership con 360 Università in 73 Paesi e 69 programmi di doppia e tripla laurea - e la comunicazione e i servizi digitali.  Come ha dichiarato il Presidente Luigi Gubitosi: “Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti dal nostro Ateneo. Il primo posto della Luiss nella classifica Censis è il frutto di un grande lavoro di squadra e di una didattica innovativa e sempre più internazionale che attrae un maggior numero di studentesse e studenti stranieri. La cura delle strutture e la qualità dei servizi, l’attenzione alle borse di studio, grazie anche alle aziende partner e allo stretto legame con il sistema delle imprese e il mercato del lavoro, sono tra i fattori chiave che ci hanno consentito di raggiungere questo traguardo”, ha concluso. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Un Neanderthal ai fornelli, scienziati svelano i segreti culinari degli antenati

(Adnkronos) - Nel menu non c'era solo selvaggina di grandi dimensioni. Ma anche 'pollame', o meglio piccoli uccelli selvatici, macellati e poi ben arrostiti sui carboni ardenti. Ai fornelli: chef Neanderthal. Un team di scienziati ha provato a carpirne i segreti in cucina, replicando gli antichi metodi di macellazione e cottura. Obiettivo: saperne di più sulle diete dei nostri antenati ominidi. Difficile infatti sapere cosa mangiassero. La preparazione del cibo, soprattutto quando si tratta di alimenti più piccoli, può lasciare poche tracce archeologiche. Ma comprendere i pasti dei Neanderthal viene ritenuto fondamentale dagli esperti per conoscere una popolazione incredibilmente adattabile, che ha prosperato per centinaia di migliaia di anni in ambienti estremamente vari. Per scoprire come poteva apparire la preparazione del cibo nei registri archeologici, gli scienziati hanno quindi indossato i grembiuli e provato a cucinare come i Neanderthal. "Utilizzare una scheggia di selce per la macellazione richiedeva una precisione e uno sforzo notevoli, che non avevamo pienamente valutato prima di questo esperimento", spiega Mariana Nabais dell'Institut Català de Paleoecologia Humana i Evolució Social in Spagna, autrice principale dell'articolo pubblicato su 'Frontiers in Environmental Archaeology'. Il lavoro illustra i risultati di uno studio pilota condotto sulle tavole preistoriche. Cosa finiva nel piatto in casa Neanderthal? Come si preparavano i cibi per servirli? Per scoprirlo gli scienziati hanno proprio fatto esperimenti sul campo. "Le schegge erano più affilate di quanto pensassimo inizialmente e richiedevano una manipolazione attenta per effettuare tagli precisi senza ferirsi le dita", osserva Nabais. Questi test "hanno evidenziato le sfide pratiche implicate nella lavorazione e cottura del cibo dei Neanderthal, fornendo un collegamento tangibile con la loro vita quotidiana e le loro strategie di sopravvivenza". Sei quello che mangi, recita una massima, valida anche per gli uomini del passato remoto. Che voci nel loro menu? Sebbene la caccia grossa praticata dai Neanderthal sia ben nota, si sa meno degli uccelli che alcuni di loro cacciavano. Recenti scoperte e nuove tecniche permettono di indagare più a fondo. Testando i metodi di preparazione del cibo che i Neanderthal avrebbero potuto usare, per vedere quali tracce avrebbero potuto lasciare sulle ossa dei volatili e come queste tracce si confrontano con i danni causati da processi naturali o dalle azioni di altri animali, gli scienziati hanno creato un database sperimentale che può essere confrontato con veri siti archeologici. Hanno raccolto 5 uccelli selvatici morti per cause naturali nel Wildlife Ecology, Rehabilitation and Surveillance Centre (Cervas) di Gouveia, in Portogallo: 2 cornacchie nere, 2 colombe dal collare e un colombaccio, simili alle specie di cui si nutrivano i Neanderthal, e hanno selezionato metodi di cottura utilizzando prove archeologiche e dati etnografici. Tutti gli uccelli sono stati spennati a mano. Una cornacchia nera e una colomba dal collare sono state poi macellate crude, usando una scaglia di selce. Le restanti 3 sono state arrostite su carboni ardenti fino a cottura ultimata, quindi macellate, cosa che gli scienziati hanno trovato molto più facile rispetto alla macellazione degli uccelli crudi. "Arrostire gli uccelli sui carboni richiedeva di mantenere una temperatura costante e di monitorare attentamente la durata della cottura per evitare di cuocere troppo la carne", racconta Nabais. "Forse perché abbiamo spennato gli uccelli prima di cucinarli, il processo di arrostimento è stato molto più rapido di quanto avessimo previsto. Abbiamo dedicato più tempo alla preparazione dei carboni che alla cottura vera e propria, che ha richiesto meno di 10 minuti". Una cucina 'fast', insomma, per gente attiva e sempre in giro.  Gli scienziati hanno pulito e asciugato le ossa, quindi le hanno esaminate al microscopio per individuare tagli, rotture e bruciature. Hanno anche esaminato la scheggia di selce che avevano usato per individuare segni di usura. Sebbene avessero usato le mani per la maggior parte della macellazione, gli uccelli crudi richiedevano un uso considerevole della scheggia di selce, che ora presentava piccole cicatrici a mezzaluna sul bordo. Mentre i tagli usati per rimuovere la carne dagli uccelli crudi non lasciavano tracce sulle ossa, i tagli mirati ai tendini lasciavano segni simili a quelli sugli uccelli trovati nei siti archeologici. Le ossa degli uccelli arrostiti erano più fragili: alcune si erano frantumate e non potevano essere recuperate. Quasi tutte presentavano bruciature marroni o nere compatibili con un'esposizione controllata al calore. Le macchie nere all'interno di alcune ossa suggerivano che anche il contenuto della cavità interna era bruciato.  Questa evidenza, spiegano gli esperti, getta luce non solo su come avrebbe potuto funzionare la preparazione del cibo dei Neanderthal, ma anche su quanto tale preparazione potesse essere visibile nei registri archeologici. Sebbene l'arrostimento renda più facile l'accesso alla carne, la maggiore fragilità delle ossa significa che gli 'avanzi dei pasti' potrebbero non essere trovati dagli archeologi. Per gli scienziati la ricerca dovrebbe essere ampliata per ottenere una comprensione più completa delle diete dei Neanderthal. Studi futuri dovrebbero includere più specie di piccole prede, nonché la lavorazione per prodotti non alimentari (artigli, piume). "La dimensione del campione è relativamente piccola, composta da soli 5 esemplari di uccelli, che potrebbero non rappresentare appieno la diversità delle specie di uccelli che i Neanderthal potrebbero aver utilizzato", precisa Nabais. "In secondo luogo, le condizioni sperimentali, sebbene attentamente controllate, non possono replicare completamente gli esatti contesti ambientali e culturali della vita dei Neanderthal". C'è ancora da fare, in conclusione, per decifrare il ricettario della preistoria. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ordini infermieri su Dl liste attesa: "A rischio prestazioni aggiuntive"

(Adnkronos) - La Fnopi, Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche, esprime in una nota "disappunto per la mancata approvazione in Parlamento di un emendamento" al Dl liste d'attesa, "presentato da diverse forze politiche, che mirava a salvaguardare il beneficio fiscale previsto" dal decreto "sulle prestazioni aggiuntive. In particolare, l'articolo 7 introduce un'imposta sostitutiva del 15% sulle prestazioni aggiuntive del personale sanitario, i cui benefici vengono vanificati dalla contestuale perdita di altre agevolazioni già in vigore". Secondo la Fnopi, "l'assetto definito dall'attuale formulazione dell'articolo 7 rischia di rappresentare un deterrente per tutti quei professionisti che, venendo meno l'agevolazione prevista dalla legge di bilancio, preferiscono non accedere alle prestazioni aggiuntive". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Shadows of the Damned: Hella Remastered su console e PC a Halloween

(Adnkronos) - Shadows of the Damned: Hella Remastered sarà disponibile dal 31 ottobre per PlayStation 5, Xbox Series, PlayStation 4, Xbox One, Switch e PC tramite Steam, come annunciato dallo sviluppatore Grasshopper Manufacture. Il prezzo di lancio è fissato 24.99 euro. I preordini digitali sono già aperti e offrono fino a tre giorni di accesso anticipato al gioco. La versione rimasterizzata del popolare gioco include una serie di nuove funzionalità, tra cui la modalità New Game+, il supporto per la risoluzione 4K e nuovi costumi aggiuntivi come “Demonio Garcia,” “Ocho Corazones,” “Placa Garcia,” e “Kamikaze Garcia”.  I fan della serie possono aspettarsi un'esperienza di gioco rinnovata con grafica migliorata e contenuti extra che promettono di arricchire ulteriormente l'avventura. Grasshopper Manufacture ha lavorato duramente per offrire una versione aggiornata che rispetti l'originale ma che al contempo introduca novità per i nuovi giocatori e i veterani. Shadows of the Damned è stato rilasciato per la prima volta il 21 giugno 2011. Il gioco originale è stato sviluppato da Grasshopper Manufacture e pubblicato da Electronic Arts per PlayStation 3 e Xbox 360. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Binance scommette su Catizen

(Adnkronos) - Rafforzare il legame tra finanza decentralizzata e social network significa allargare la comunità degli investitori, avvicinando nuovi utenti all’impresa cripto. È in questo quadro che si inserisce l’ultima iniziativa di Binance. L’exchange, leader globale del settore, ha infatti recentemente annunciato di aver stanziato dei fondi a sostegno di Catizen, un gioco Web3 ospite del sistema Telegram. Al centro della collaborazione, lo sviluppo di nuovi progetti a tema cripto volti ad aumentare l’attrattività del comparto. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Amazon scommette su Alexa AI a pagamento per risanare le perdite miliardarie

(Adnkronos) - Amazon è pronta a lanciare una versione a pagamento del suo assistente vocale Alexa, nel tentativo di recuperare le perdite superiori ai 25 miliardi di dollari accumulate tra il 2017 e il 2021 nel settore dei dispositivi smart home. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la nuova versione potenziata dall'intelligenza artificiale di Alexa, il cui costo potrebbe arrivare fino a 10 dollari al mese negli States, potrebbe essere disponibile già entro la fine di questo mese. All'interno dell'azienda, però, ci sono preoccupazioni riguardo alla possibile accoglienza di questa novità. Un ex membro del team di Alexa ha dichiarato al Wall Street Journal che la divisione sta lavorando freneticamente per rispettare la scadenza, nonostante "la tecnologia non sia ancora pronta". L'ex capo dei dispositivi di Amazon, David Limp, aveva annunciato l'anno scorso i piani per una versione migliorata e a pagamento di Alexa. La nuova Alexa, arricchita con intelligenza artificiale generativa, dovrebbe essere in grado di eseguire più compiti con un solo comando, imparando dalle abitudini degli utenti per creare routine personalizzate. Tuttavia, sembra che Amazon stia incontrando ritardi nel progetto. Un ulteriore motivo di preoccupazione per i dipendenti è se gli utenti saranno disposti a pagare un abbonamento aggiuntivo oltre a quello di Amazon Prime. Con assistenti vocali concorrenti come ChatGPT, Google Gemini e la futura versione migliorata di Siri offerti gratuitamente, Amazon potrebbe avere difficoltà a convincere i clienti a pagare per Alexa, soprattutto considerando che la versione attuale resterà gratuita. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cida e Valore D firmano intesa per promuovere cultura e leadership inclusiva

(Adnkronos) - In un momento storico in cui la diversità e l'inclusione sono diventati temi centrali per il progresso sociale ed economico, Cida, la Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità, e Valore D, la prima associazione di imprese in Italia che promuove la diversità, annunciano la firma di un importante protocollo di intesa. Una partnership finalizzata a promuovere cultura e leadership inclusiva nel mondo dell’impresa e della Pa, attraverso attività congiunte di sensibilizzazione e comunicazione. Obiettivo principale di questo protocollo è unire le competenze e le risorse delle due organizzazioni per sviluppare e implementare iniziative che promuovano la parità di genere nel settore pubblico e privato al fianco di una dirigenza informata, consapevole e partecipe dei valori della Dei (Diversity, Equity and Inclusion). Tre gli ambiti di azione specifici: Policy e best practice per mettere a disposizione e diffondere i modelli di governance, le policy e le buone pratiche aziendali sviluppate sulle tematiche dell’empowerment femminile e delle diversità; Osservatorio, per realizzare e veicolare agli associati ricerche al fine di assicurare la costruzione di una cultura inclusiva della managerialità; Cultura e innovazione sociale, per lavorare contro gli stereotipi di genere nelle scuole secondarie di primo grado e sull’orientamento alle professioni più richieste per le scuole secondarie di secondo grado, grazie ai programmi di Valore D Inspiring Girls e Wanter volti a supportare l’empowerment femminile e a stimolare la scelta di percorsi di studio/formazione Stem. "Ecosistema è la parola chiave che sta alla base del piano strategico di Valore D: per la nostra associazione, infatti, costruire partnership rappresenta lo strumento per moltiplicare l’impatto del cambiamento culturale e sociale e ottenere risultati significativi sul fronte dell’inclusione. Cida condivide la nostra visione che i manager del settore pubblico e privato sono tra i primi agenti del cambiamento e devono saper cogliere e affrontare le sfide della diversità e della parità che la società chiede a gran voce e che rappresentano fattori chiave per la crescita del Paese”, ha dichiarato Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D “Promuovere la parità di genere è una questione di giustizia sociale non più rinviabile per il nostro Paese. Esistono ragioni di sostenibilità non solo economica che ci impongono, come manager e come persone, di attuare un cambiamento culturale dentro e fuori le aziende. In Cida crediamo fermamente che una leadership inclusiva e diversificata faccia la differenza tanto nel settore pubblico quanto in quello privato. Collaborando con Valore D, intendiamo mettere in atto iniziative concrete che incoraggino una cultura manageriale basata sui principi di Diversity, Equity and Inclusion. Solo attraverso un impegno collettivo e una visione condivisa possiamo accelerare il percorso verso la parità e costruire un’Italia più equa e competitiva", ha affermato Stefano Cuzzilla, presidente di Cida.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Estate, l'appello del pediatra: "Pedonalizzare lungomare d'Italia dalle 18 alle 2"

(Adnkronos) - "Pedonalizzare dalle 18 di sera alle 2 del mattino tutte le zone dei lungomare o adiacenti a spiagge e mare". Il climate change incombe e "avremo sempre più ondate di caldo estremo. Per le prossime settimane sono attese temperature molto alte". A fronte di questo scenario presente e futuro, "l'aria marina e l'azione delle piante creano un ambiente salutare di refrigerio" e sono una sorta di "terapia e prevenzione climatica, che verrebbe favorita dalla chiusura al traffico di queste aree". A lanciare l'appello è il pediatra Italo Farnetani, ideatore delle Bandiere verdi che contrassegnano le località marine a misura di bambini. "La mia è una proposta e una raccomandazione indirizzata agli amministratori di tutta Italia", spiega all'Adnkronos Salute da San Benedetto del Tronto dove si è "celebrato l''alzabandieraverde' per il conseguimento della 17esima bandiera verde ottenuta ininterrottamente dalla città marchigiana, una delle prime località indicate all'inizio della ricerca" dei pediatri sulle spiagge ideali per le famiglie. La cerimonia si è tenuta allo chalet Oltremare alla presenza di autorità locali.  "Lancio la proposta proprio dal lungomare di San Benedetto del Tronto - puntualizza l'esperto - perché racchiude tutte le caratteristiche e le potenzialità adatte a contrastare il cambiamento climatico e i danni alla salute conseguenti: l'ampio marciapiede che si estende quasi come un prolungamento di fatto in fondo alla spiaggia permette la salubrità dell'aria, in una città ricca di verde pubblico e viali alberati, che ha come caratteristica stessa della località la presenza di palme. Questo permette di avere lungo tutto il percorso del lungomare un'aria che gode dell'effetto della brezza marina ma nello stesso tempo è purificata dalla respirazione della fotosintesi delle piante. Il risultato è un 'aerosol naturale' estremamente salubre, e un ambiente più fresco rispetto alle strade che si snodano fra palazzi e negozi. E' facilmente intuibile la differenza e per questo chiedo che aree come queste siano protette" dallo smog.  L'invito del pediatra, mentre la colonnina di mercurio nel mondo continua a impennarsi, è dunque di sfruttare queste 'oasi' più fresche, che in Italia si possono trovare da Nord a Sud, liberandole dalle auto e regalandole ai cittadini, "con il doppio vantaggio di aria salubre e temperatura più bassa. I lungomare pedonalizzati diventano così 'terme marine' terapeutiche e amiche della prevenzione. E' importante tenere lontano il traffico veicolare che è sorgente di calore, oltre che di inquinamento, e rischia di far fare invece un aerosol di aria calda e gas di scarico, vanificando gli effetti positivi" di ambienti baciati dal mare e dal verde. "Il lungomare di San Benedetto del Tronto - conclude Farnetani - mette a disposizione attività di ristorazione, animazione e accoglienza legate agli chalet, aperti per un lungo periodo dell'anno, ed è importante dunque consentire la permanenza delle persone in un luogo salubre e fresco, e poter creare ulteriori attività di aggregazione dopo il lungo periodo di isolamento portato dal Covid, particolarmente dannoso per i bambini".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Luca De Meo: sulle auto elettriche serve più flessibilità

(Adnkronos) -
Luca De Meo in una lunga intervista rilasciata ad alcuni quotidiani europei parla delle auto elettriche.  L’obiettivo imposto dalla Commissione Europea è ancora troppo ambizioso e irraggiungibile, Luca De Meo afferma con forza che il 2035, anno in cui l’UE bandirà la commercializzazione di auto endotermiche, è un autentico miraggio per i costruttori di automobili ma anche per gli automobilisti.  Le Case automobilistiche hanno investito miliardi di euro nell’elettrificazione della propria gamma, impossibile ora tornare dietro, ma occorre ragionare e incentivare anche il rinnovo del parco circolante.  Il numero uno del Gruppo Renault, accende i riflettori su quanto il parco auto circolante in Europa sia ancora vecchio e di quanto il passaggio di emissioni dall’Euro 1 a Euro 6 ha ridotto la CO2 di oltre il 90%.
 De meo ribadisce anche che l’elettrificazione deve essere visto come un’opportunità per l’Europa ma anche che per passare dal 10% di quota di mercato al 100% in poco più di 10 anni è realmente complicato.  Ogni volta che si parla di auto elettriche è facile strumentalizzare, ma lo switch dall’endotermico all’elettrico non deve essere visto come una imposizione ma come un’opportunità.  Per il bene del pianeta e dell’umanità, occorre abbattere le anche le emissioni derivanti dal trasporto sulle quattro ruote ma è necessario un intervento del legislatore.  Lavorare sui carburanti alternativi, favorire il ricambio del parco circolante, spingere sulle alimentazioni alternative più tecnologiche come ad esempio le ibride plug-in, tante le strade che possono essere perseguite in virtù di una strategia che deve tenere conto del mercato e dei suoi attori.  Intervenire sul calendario delle scadenze, anche facendo slittare quella fatidica data, quel 2035. Puntare al 2040 o ad una graduale transizione ecologica ed energetica, coinvolgendo tutti gli attori in gioco, sarebbe auspicabile e molto più realistico. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)