It, Aused: "Networking per essere resilienti in mondo sempre più interconnesso e digitalizzato"

(Adnkronos) - L'incidente che ha coinvolto i sistemi CrowdStrike ha messo alla prova la resilienza e la capacità di risposta delle aziende coinvolte, che si sono trovate ad affrontare il blocco delle attività, costi economici esorbitanti e danni di immagine. La paura, poi, almeno fino al chiarimento dell’azienda, ha predominato in tutti gli esperti del settore e non solo. “Nel mondo odierno - dichiara Andrea Provini, presidente di Aused (Associazione di Utenti dei Sistemi e delle Tecnologie dell'Informazione) - altamente interconnesso e digitalizzato, il networking gioca un ruolo cruciale nella risoluzione dei problemi, specialmente nel campo della cybersecurity. Recentemente, la paura ha predominato tra tutti noi che lavoriamo in questo settore. Tuttavia, il confronto immediato ci ha permesso di capire che non si trattava di un attacco informatico, ma soprattutto di collaborare per individuare le azioni immediate da intraprendere per garantire la continuità del business, proteggere i nostri dati, la nostra privacy e tutto ciò che 'scorre' nella rete di un’azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni o dal suo fatturato”. Il networking, dunque, come strumento di resilienza per fronteggiare azioni dolenti e non che possono avere un impatto immediato sulla vita di milioni di cittadini di tutto il globo terreste con conseguenti danni inimmaginabili. Quello che occorre è una risposta reattiva, coordinata anche tra pubblico e privato per garantire la sicurezza delle reti informatiche a tutti i livelli. Le risposte devono essere immediate e univoche. La conoscenza e il sapere in questo ambito devono essere condivisi perché le minacce non fanno distinzioni.  Ma come ci si può difendere da simili incidenti? “Per prevenire queste situazioni - spiega Provini - non esiste una soluzione specifica: certamente sviluppare una strategia di diversificazione (Cloud/on premise, diversificazione dei fornitori e delle tecnologie, rafforzamento di tecnologie di business continuity) è percorribile, anche se pone un problema di incremento costi (circa il 25%) non sempre sopportabile dalle aziende, oltre alla necessità di un rafforzamento interno delle risorse per non dipendere dall’esterno in situazione di criticità come quella appena passata. Un buon network associativo, attivamente partecipato, può aiutare a rendere questo scenario più sostenibile e fare la differenza". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Anziani, a 106 anni pacemaker e intervento al femore in pochi mesi, 'sta bene'

(Adnkronos) - L'impanto di un pacemker e poi, a pochi mesi di distanza, l'intervento al femore. Entrambi con ottimi risultati. Nulla di eccezionale, se non fosse che la paziente, la signora Aide, è nata nel 1918. E con i suoi 106 anni sta benissimo e continua il suo percorso di fisioterapia che, lentamente, sta aiutandola a riprendersi. Accade all'ospedale Santissima Annunziata di Cento, Ferrara. Aide Borgatti, nata negli Stati Uniti d'America, dove il padre si era trasferito durante la prima guerra mondiale - spiegano dall'azienda ferrarese - ad aprile era stata sottoposta all'impianto del pacemaker, operata da Biagio Sassone, direttore della Cardiologia della struttura. Sfortunatamente, agli inizi di maggio si è fratturata il femore destro ed è tornata in ospedale, per essere operata, dopo in poche ore dall'arrivo in Pronto soccorso, dall'équipe diretta da Luca Castagnini. L'intervento si è svolto "senza complicanze e il giorno seguente Aide ha potuto iniziare la fisioterapia dopo valutazione fisiatrica". Dicono i medici che, "nonostante i suoi 106 anni, la paziente è lucidissima, positiva nei confronti della vita e ha raccontato con serenità ai medici in ospedale episodi legati alla sua vita longeva". Dieci giorni dopo il ricovero la signora Aide è stata trasferita, per proseguire la fisioterapia prima in una lungodegenza, poi presso una struttura riabilitativa, dove tuttora prosegue la rieducazione al cammino. Al controllo, a un mese dall’intervento, stava bene.  "Grazie alla precoce presa in carico - sottolinea Castagnini - e soprattutto grazie alla forza d'animo di Aide, questa storia ci permette di evidenziare i progressi ottenuti dalla medicina in pazienti con frattura del femore in età anziana. Non è cosa frequente operare pazienti di 106 anni: la sua ripresa funzionale dà quindi speranza a tutti gli anziani che purtroppo ogni giorno si fratturano il femore". Una paziente di 106 anni, evidenzia Castagnini, "pone qualche preoccupazione non solo ai familiari, ma anche ai medici che l'hanno in cura. Questo nonostante le sue condizioni generali fossero buone. La frattura del femore nell'anziano, in passato, prima dell'avvento di nuove metodiche chirurgiche, rappresentava un fattore prognostico infausto per molti pazienti. Questo in relazione soprattutto alla necessità di un allettamento prolungato. Ancora oggi le fratture osteoporotiche rappresentano uno dei principali problemi sanitari dei Paesi sviluppati e le fratture di femore, in particolare, sono gravate da una mortalità in fase acuta intorno al 5-8% e da una mortalità ad un anno che arriva ad un 25%".  Si stima inoltre che "circa il 29-50% dei soggetti anziani con frattura del femore non riesca a recuperare i livelli di autonomia pre-frattura. Per ridurre le complicanze che potrebbero quindi mettere a rischio la vita del paziente, ha particolare importanza organizzare un tempestivo trattamento chirurgico con artroprotesi o osteosintesi, allo scopo di mobilizzare il paziente già in prima giornata post operatoria e permettere la ripresa del cammino il prima possibile. Si possono evitare così le temibili complicanze legate all'allettamento, in particolare le trombosi e le embolie polmonari. Questo percorso è reso possibile da un team multidisciplinare composto da diverse figure professionali: medico di pronto soccorso, ortopedico, anestesista, ortogeriatra, fisiatra, fisioterapisti e personale infermieristico", conclude il medico. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


OnePlus Watch 2R, Wear OS e batteria al top sotto i 250 euro

(Adnkronos) - All'inizio di quest'anno, OnePlus ha lanciato il OnePlus Watch 2, un smartwatch con Wear OS dotato di una durata della batteria di 100 ore, superando di gran lunga la concorrenza. Ora, l'azienda ha fatto un ulteriore passo avanti con il OnePlus Watch 2R, una versione più economica e leggera del suo predecessore, disponibile a un prezzo inferiore. Questa nuova versione mantiene quasi tutte le caratteristiche che hanno reso eccezionale il Watch 2, apportando alcune modifiche che migliorano ulteriormente l'esperienza d'uso. La principale misura di riduzione dei costi adottata da OnePlus per il Watch 2R è stata l'abbandono della cassa in acciaio inossidabile del Watch 2 in favore di un design più semplice in alluminio. Il nuovo modello presenta numeri stampati sul vetro del display per nascondere la cornice più grande e imitare un cronometro reale. Anche se questo cambiamento può sembrare una scelta di compromesso, il risultato è una cassa in alluminio che rende l'orologio più leggero e confortevole da indossare. Il Watch 2R è dotato dello stesso chip dual-core e architettura dual-OS del Watch 2, che comprende Wear OS 4 e il sistema operativo proprietario di OnePlus. Questa combinazione garantisce un eccellente supporto per le app e una durata della batteria eccezionale. Con un utilizzo normale del dispositivo è possibile ottenere una durata di circa tre giorni con una singola carica. In modalità "smart mode", che disattiva automaticamente alcune funzioni di Wear OS durante la notte per risparmiare energia, la durata della batteria può variare tra 48 e 100 ore. Il Watch 2R è disponibile in due varianti di colore: Forest Green e Gunmetal Gray. Il cinturino in silicone abbinato di colore verde completa il look, rendendolo una scelta stilistica eccellente. Watch 2R offre miglioramenti significativi nel tracciamento della salute rispetto al modello precedente. Utilizzando l'app OHealth, è possibile visualizzare dati sulla salute e sul fitness in modo chiaro e intuitivo. Tuttavia, un grosso svantaggio è l'assenza di un metodo semplice per trasferire o salvare i dati nel cloud, il che significa che i dati possono essere persi facilmente in caso di necessità di cambiare dispositivo. Il Watch 2R fornisce dati generalmente accurati su passi, distanza, frequenza cardiaca e altri parametri. OnePlus Watch 2R è disponibile al prezzo di 279 euro, ma è già scontato a 249 euro sul sito ufficiale di OnePlus. Questo smartwatch è disponibile in un'unica dimensione di 46mm. Il device è un'opzione eccellente per chi cerca un smartwatch Wear OS di qualità a un prezzo accessibile. Nonostante alcune limitazioni, come l'assenza di un'opzione LTE, il Watch 2R offre una durata della batteria eccezionale, un design accattivante e miglioramenti significativi nel tracciamento della salute e del fitness. Se state cercando un orologio intelligente affidabile con una lunga durata della batteria sotto i 250 euro, OnePlus Watch 2R è una scelta difficile da superare. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ricerca, più rischi demenza con ansia e grasso su pancia e braccia, nuovi studi

(Adnkronos) - Da un lato l'ansia, sia cronica che alla sua prima manifestazione, sotto la lente per un possibile impatto negativo sul rischio di demenza (con la buona notizia che lasciarsela alle spalle sembra annullare l'effetto). Dall'altro il grasso corporeo, immagazzinato nella pancia o nelle braccia, che potrebbe associarsi a maggiori probabilità si sviluppare Alzheimer e Parkinson, rispetto a chi ha bassi livelli di adipe in queste zone. Sono nuovi fattori su cui si concentra la scienza per identificare interventi mirati che possano proteggere da queste patologie chi è maggiormente esposto e aiutare un invecchiamento più in salute. Due studi diversi esplorano questi nuovi elementi su cui lavorare. Il primo è pubblicato sul 'Journal of the American Geriatrics Society' e si basa su 2.132 persone - età media 76 anni - che hanno partecipato a una ricerca australiana (Hunter Community Study) e sono state seguite per una media di 10 anni. L'analisi degli autori ha permesso di rilevare che la presenza di ansia cronica e di ansia di nuova insorgenza si associava a rischi di demenza rispettivamente 2,8 e 3,2 volte superiori. Rischi ancora più elevati sono stati osservati negli adulti con ansia prima dei 70 anni. Le persone la cui ansia si è risolta, però, non hanno avuto un rischio di demenza più elevato rispetto alle persone completamente senza problematiche di ansia attuale o passata. "I risultati - osserva l'autore corrispondente Kay Khaing, dell'Università di Newcastle - suggeriscono che l'ansia potrebbe essere un nuovo fattore di rischio da prendere di mira nella prevenzione della demenza e indicano anche che il trattamento di questa patologia potrebbe ridurre il rischio". Un secondo studio, pubblicato su 'Neurology', indaga invece sulla composizione corporea. Gli autori, oltre al ruolo negativo del grasso su braccia e pancia, hanno anche scoperto che le persone con un alto livello di forza muscolare hanno meno probabilità di sviluppare Alzheimer e Parkinson rispetto alle persone con bassa forza muscolare. "Queste malattie neurodegenerative colpiscono oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo e si prevede che il numero aumenterà con l'invecchiamento della popolazione - avverte l'autore dello studio, Huan Song, esperto della Sichuan University di Chengdu, Cina - Quindi è fondamentale identificare vie per modificare i fattori di rischio e sviluppare alcuni strumenti preventivi. Lo studio evidenzia il potenziale di migliorare la composizione corporea per ridurre il rischio delle persone di sviluppare queste malattie".  "Interventi mirati per ridurre il grasso addominale e delle braccia, promuovendo al contempo uno sviluppo muscolare sano, potrebbero essere più efficaci per la protezione contro queste malattie rispetto al controllo generale del peso", suggerisce Song. La ricerca ha coinvolto 412.691 persone con un'età media di 56 anni, che sono state seguite per una media di 9 anni. All'inizio dello studio, sono state prese delle misure per la composizione corporea, come le misure di vita e fianchi, la forza di presa, la densità ossea e la massa grassa e magra.  Durante l'osservazione, 8.224 persone hanno sviluppato malattie neurodegenerative, principalmente Alzheimer, altre forme di demenza e Parkinson. I partecipanti maschi con alti livelli di grasso corporeo nella pancia hanno sviluppato patologie neurodegenerative a un tasso di 3,38 ogni 1.000 anni-persona, rispetto a 1,82 casi ogni 1.000 anni-persona, il tasso registrato fra quelli con bassi livelli di grasso corporeo nella pancia. Per le partecipanti donne, i tassi erano 2,55 per le partecipanti con livelli alti di grasso e 1,39 per quelle con livelli bassi. Dopo aver corretto altri fattori che potrebbero influenzare il tasso di malattia, come pressione alta, fumo, alcol e diabete, i ricercatori hanno scoperto che in generale le persone con alti livelli di grasso addominale avevano il 13% di probabilità in più di sviluppare queste malattie rispetto alle persone con bassi livelli di grasso addominale. Le persone con alti livelli di grasso nelle braccia avevano il 18% di probabilità in più. Le persone con un'elevata forza muscolare avevano il 26% di probabilità in meno. La relazione tra queste composizioni corporee e le patologie neurodegenerative è stata in parte spiegata dall'insorgenza, dopo l'inizio dello studio, di malattie cardiovascolari come le malattie cardiache e l'ictus. Il che "sottolinea l'importanza di gestire immediatamente queste malattie cardiovascolari per aiutare a prevenire o ritardare lo sviluppo di Alzheimer, Parkinson o altre malattie degenerative", afferma Song. Un limite dello studio è che i partecipanti erano principalmente bianchi provenienti dal Regno Unito, quindi i risultati potrebbero non essere applicabili ad altre popolazioni, ma il lavoro offre un nuovo fattore da approfondire, per capire se può contribuire allo sviluppo di strategie preventive sempre più efficaci.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Chirurgia, asportata massa tumorale benigna di 5 chili nel Trapanese

(Adnkronos) - Un delicato intervento chirurgico è stato eseguito nelle ultime ore dall'équipe multidisciplinare delle Unità operative complesse di Ginecologia e Chirurgia dell'ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo (Trapani), su una paziente di 42 anni. Il team - composto da Pietro Fazio e Massimo dì Liberto, rispettivamente direttori facenti funzioni delle Uoc di Chirurgia e Ginecologia; Rosalia Crescenti, ginecologa; Domenico Valenti, anestesista; Daniele Calandrino, strumentista, e dal personale di sala operatoria - ha proceduto all'asportazione di una massa tumorale di natura benigna di oltre 5 chili che comprimeva l'addome. Le condizioni della paziente sono buone e il decorso clinico è regolare. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Gli scienziati svelano quando sarà possibile osservare la "cometa del secolo"

(Adnkronos) - La cometa più attesa da astronomi, appassionati e semplici curiosi del cielo, al momento si trova a passare tra le orbite di Giove e Saturno alla folle velocità di 290.664 km/h, dopo aver lasciato la Nube di Oort. Gli scienziati hanno previsto che Tsuchinshan–Atlas, questo ammasso di ghiaccio e roccia con un nucleo di dimensioni comprese tra 6 e 15 km, raggiungerà il suo perielio, la distanza minima dal Sole, intorno al 27 settembre, a circa 58 milioni di km dalla nostra stella.  Da questo momento la cometa inizierà ad avvicinarsi alla Terra, raggiungendo la minima distanza di 83.776 milioni di km il 12 ottobre quando si prevede che raggiunga la massima luminosità. Le stime più conservative indicano una magnitudine di -0,1, rendendola più luminosa della maggior parte delle stelle. Quello che ha attratto particolarmente gli studiosi è l'incertezza su come reagirà la cometa al passaggio ravvicinato con il Sole.
 
Una delle ipotesi è che potrebbe frammentarsi a causa del riscaldamento e della sublimazione del ghiaccio, aumentando notevolmente la sua luminosità raggiungendo una magnitudine di -6,6, rendendola eccezionalmente brillante, fino a cento volte più grande di qualsiasi altra cometa apparsa nei cieli della Terra nel corso del ventunesimo secolo. (Comet/NASA) ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aviaria, studio rivela: "Virus si trasmette fra mammiferi, più rischi per l'uomo"

(Adnkronos) - Il virus dell'influenza aviaria H5N1 ad alta patogenicità può trasmettersi da mammifero a mammifero, una capacità che aumenta i rischi per l'uomo. La diffusione del patogeno dagli uccelli ai bovini da latte in diversi stati Usa ha portato al contagio diretto mammifero-mammifero: è successo tra le mucche fra loro, e dalle mucche ai gatti e a un procione. Lo ha scoperto un gruppo della Cornell University americana. "Questa è una delle prime volte in cui vediamo le prove di una trasmissione efficiente e sostenuta da mammifero a mammifero dell'influenza aviaria H5N1 ad alta patogenicità", afferma Diego Diel, professore associato di virologia e direttore del Laboratorio di virologia dell'Animal Health Diagnostic Center, College of Veterinary Medicine dell'ateneo statunitense, autore co-corrispondente di uno studio in uscita su 'Nature'.  Dal sequenziamento dell'intero genoma virale non risulta alcuna mutazione che porterebbe a una maggiore trasmissibilità dell'H5N1 negli esseri umani, sebbene i dati mostrino chiaramente la trasmissione da mammifero a mammifero. Il che è preoccupante perché il virus potrebbe adattarsi ai mammiferi, avverte Diel. Negli Stati Uniti sono stati segnalati finora 11 casi umani di influenza aviaria, il primo da uccelli infetti nell'aprile del 2022, tutti con sintomi lievi. Di queste infezioni, 4 erano collegate all'epidemia di H5N1 nei bovini da latte e 7 ad allevamenti di pollame, inclusi 4 casi segnalati nelle ultime settimane in Colorado. Questi pazienti sono stati contagiati dallo stesso ceppo virale identificato nelle mucche, elemento che porta i ricercatori a sospettare che il virus proveniva da allevamenti da latte della stessa contea. Sebbene il patogeno sia in grado di infettare l'uomo e di replicarsi nel suo organismo, al momento l'efficacia di queste infezioni è bassa. "Il timore - chiarisce Diel - è che potrebbero verificarsi potenziali mutazioni che potrebbero portare a un adattamento del virus ai mammiferi, alla sua diffusione nell'uomo e a una potenziale trasmissione efficiente tra gli esseri umani in futuro". E' quindi fondamentale continuare a monitorare il patogeno negli animali e nell'uomo, ammonisce lo scienziato. Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti - l'Usda, tra gli enti che hanno finanziato il nuovo studio - ha sostenuto programmi per test sul virus H5N1, senza costi per i produttori. Secondo Diel, per contenere qualsiasi ulteriore diffusione del patogeno servirebbero esami per la diagnosi precoce dell'infezione, misure per una maggiore biosicurezza e quarantene in caso di positività. Negli Usa le infezioni da H5N1 sono state identificate per la prima volta nel gennaio 2022 e hanno provocato la morte di oltre 100 milioni di uccelli domestici e di migliaia di uccelli selvatici. Gli scienziati dell'Animal Health Diagnostic Center della Cornell University e del Texas A&M Veterinary Medical Diagnostic Laboratory - dove opera un altro co-autore corrispondente del nuovo lavoro, Kiril Dimitrov - sono stati fra i primi a segnalare il virus nei bovini da latte. Le mucche sono state probabilmente infettate da uccelli selvatici, riportando sintomi come riduzione dell'appetito, alterazioni delle feci, difficoltà respiratorie e marcata riduzione della produzione di latte. Nei bovini sono stati osservati un elevato tropismo del virus (la capacità di infettare determinate cellule o tessuti) per la ghiandola mammaria e un'alta carica virale infettiva nel latte degli animali contagiati. Attraverso il sequenziamento genomico completo di ceppi virali caratterizzati, modelli e informazioni epidemiologiche, i ricercatori hanno determinato i casi di trasmissione da mucca a mucca quando bovini infetti del Texas venivano trasferiti in un allevamento dell'Ohio con mucche sane. Il sequenziamento ha anche dimostrato che il virus è stato trasmesso ai gatti, a un procione e agli uccelli selvatici trovati morti nelle fattorie. Molto probabilmente i gatti e il procione si sono ammalati bevendo latte crudo di bovini infetti. Quanto agli uccelli selvatici, sebbene non sia noto come siano stati infettati, gli scienziati sospettano una contaminazione ambientale o aerosol emessi durante la mungitura o la pulizia delle sale di mungitura. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Stop all'afa, ancora nessun bollino rosso ma torna lo spettro del caldo africano

(Adnkronos) - Sapevamo che non sarebbe durata. La tregua all'afa che ha dato un po' di sollievo sta per terminare e dal weekend ci ritroveremo di nuovo a fare i conti con lo spettro del caldo africano sull'Italia e una lunghissima ondata di calore almeno fino al 10 agosto, avvertono i meteorologi. Per ora però godiamoci questi giorni di assenza del bollino rosso (il massimo livello di allerta) sulla Penisola, da Roma a Milano, dovuta anche al maltempo che ha colpito alcune zone, e andiamo a vedere quali saranno le città contraddistinte dal bollino arancione oggi giovedì 25 luglio 2024 e domani. Nel dettaglio, ci attendono ancora 2 giorni senza bollino rosso, secondo il bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute. La settimana lavorativa si chiuderà senza capoluoghi contrassegnati dal livello di rischio 3, l'allerta massima. Oggi sarà solo Genova - tra le 27 città monitorate - ad avere il bollino arancione (allerta 2), che indica "condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili": categorie vulnerabili come anziani, fragili, bambini, donne in gravidanza, lavoratori più esposti. Mentre domani venerdì 26 luglio il bollino arancione tornerà in 7 capoluoghi: Firenze, Frosinone, Palermo, Perugia, Rieti, Roma e Viterbo. E dopo? Gli esperti del sito www.iLMeteo.it confermano la presenza dell’alta pressione sul nostro Paese almeno fino al 10 agosto con temperature elevate e il ritorno del caldo africano. Insomma, una prospettiva tutt'altro che allettante: già all’inizio della prossima settimana saranno possibili nuovamente i 40° gradi, anche a Roma. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Caldo estremo, aumenta rischio ictus: il decalogo per difendersi

(Adnkronos) -
Il caldo estremo aumenta il rischio di ictus, responsabile di 1 decesso su 10 nel nostro Paese, causa di disabilità per la metà di chi sopravvive. Secondo uno studio condotto dall'università Fudan di Shanghai su oltre 82mila pazienti, il pericolo ictus sale immediatamente con temperature torride, soprattutto nelle ore più calde della giornata, e resta alto per almeno una decina di ore. A rischiare di più sono gli uomini e le persone con altri fattori di rischio evidenti come colesterolo o trigliceridi alti, ipertensione, fibrillazione atriale. A segnalare e commentare la ricerca cinese, pubblicata di recente, sono Isa-Aii (Italian Stroke Association-Associazione italiana ictus) e Alice Italia Odv (Associazione per la lotta all'ictus cerebrale). Gli esperti spiegano cosa fare per proteggersi.  "I meccanismi biologici alla base dell'associazione tra temperatura elevata e insorgenza di ictus non sono ancora completamente evidenti - afferma Danilo Toni, past president Isa-Aii, direttore dell'Unità Trattamento neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma e presidente del Comitato tecnico-scientifico di Alice - Il calore, infatti, potrebbe determinare un aumento del flusso sanguigno cutaneo e, di conseguenza, un aumento di concentrazione e viscosità del sangue. Questi elementi possono essere associati alla formazione di trombi e, quindi, all'aumento del rischio di ictus ischemico".  Ecco il decalogo di Isa-Aii e Alice:  1. Non uscire nelle ore più calde; 2. Bere molta acqua; 3. Fare pasti leggeri e consumare molta frutta; 4. Arieggiare l'ambiente e regolare l'aria condizionata in modo che la temperatura interna non sia inferiore di oltre 8 gradi alla temperatura esterna; 5. Ripararsi dal sole con cappelli e crema solare; 6. Vestirsi leggeri e con abiti in tessuti naturali; 7. Rinfrescarsi con bagni tiepidi per evitare eccessivi sbalzi termici; 8. Non sostare nelle auto parcheggiate al sole; 9. Consultare il medico per ogni disturbo e non modificare autonomamente l'assunzione di farmaci; 10. Prediligere per le vacanze località con climi miti. 
L'ictus cerebrale è la terza causa di morte in Italia, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, sottolineano gli esperti di Isa-Aii e Alice. Ogni anno nel nostro Paese colpisce 100mila persone (il 20% sono recidive di ictus in pazienti che l'hanno già sperimentato), con una mortalità altissima: il 20-30% muore entro un mese dall'evento e il 40-50% entro un anno. Gli italiani reduci da un ictus, con esiti più o meno invalidanti, sono circa 1 milione, ma il dato è in crescita sia per l'invecchiamento progressivo della popolazione sia per il miglioramento delle terapie disponibili.  Il rischio di ictus aumenta con l'età, ma ci sono anche altri fattori che indeboliscono i meccanismi di difesa dell'organismo. Fra questi la disidratazione (conseguenza della sudorazione), che riduce il sangue in circolo e ne aumenta la viscosità. Tra i pericoli, quando all'età si aggiunge il caldo estremo, ci sono l'assunzione di alcuni medicinali come quelli antipertensivi, i diuretici o i beta-bloccanti, o condizioni come ipercolesterolemia, patologie cardiache o polmonari croniche, obesità, diabete e ipertensione. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


AS Roma e EA Sports FC 25, accordo pluriennale. E nello spot c'è Blanco

(Adnkronos) - AS Roma ed Electronic Arts hanno annunciato una nuova partnership pluriennale, che vedrà le squadre maschili e femminili del club completamente integrate in EA Sports FC a partire dal lancio di EA Sports FC 25. Questa collaborazione segna una svolta significativa nell'esperienza videoludica calcistica, con AS Roma che diventa parte integrante del videogioco di calcio più venduto, disponibile anche su FC Mobile e FC Online. L'accordo è particolarmente rilevante per l'AS Roma Women, vincitrice dello Scudetto e della Coppa Italia nella scorsa stagione. Diventando una delle due squadre della Serie A femminile a ottenere la licenza per la serie FC, la squadra femminile della Roma rafforza l'impegno di EA Sports FC nel promuovere il calcio femminile a livello globale. La CEO dell'AS Roma, Lina Souloukou, ha espresso grande soddisfazione per questa collaborazione, sottolineando l'importanza culturale di questo passo avanti per l'affermazione del calcio femminile. L'integrazione delle squadre maschili e femminili della Roma nel gioco includerà rappresentazioni fedeli dello stemma del club e delle maglie, offrendo ai tifosi un'esperienza completa. Con EA Sports FC 25, i fan giallorossi potranno vivere l'emozione di giocare con la loro squadra del cuore senza compromessi. Per celebrare la collaborazione, è stato pubblicato un video con Blanco, uno degli artisti musicali italiani più acclamati e appassionato tifoso dell'AS Roma. Blanco, con un profondo legame personale con Roma grazie alle origini del padre, incarna perfettamente lo spirito della squadra e dei suoi tifosi. Electronic Arts ha svelato che EA Sports FC 25 sarà disponibile a partire dal 27 settembre 2024 su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, e Nintendo Switch. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)