Pomodoro e basilico made in Italy, al via stagione del raccolto Barilla
(Adnkronos) - Pomodoro e basilico: due ingredienti espressione della bella stagione e dello stile italiano. Proprio in estate, con il caldo, arriva anche il momento del raccolto. Sono infatti oltre 100mila le tonnellate di pomodoro italiano che vengono lavorate e che poi Barilla trasforma ogni anno in salse e sughi e oltre 6.500 le tonnellate di basilico 100% italiano che diventano pesto. Proprio il basilico 100% italiano nasce principalmente nei campi coltivati vicino allo Stabilimento di Rubbiano a Parma, in piena Food Valley, dove si preparano sughi e pesti con vasetti 100% riciclabili. “Il basilico viene seminato in primavera, per essere raccolto d’estate: con la raccolta si parte al mattino presto, poiché bagnate dalla rugiada le foglie mantengono tutte le qualità in vista della trasformazione. Viene colto a 15 cm perché interessa il rapporto foglia-gambo, ma anche la croccantezza e il profumo intenso. Il nostro clima e il nostro suolo conservano le caratteristiche migliori per questo tipo di coltivazione", spiega Simone Bernardi, titolare dell’azienda Agricola Bernardi di Collecchio (Pr). "Il pomodoro nella zona di Parma e Piacenza è il filo conduttore della nostra vita. Per un prodotto eccellente il terreno non deve mai scendere al di sotto dei 13°C, nemmeno durante la notte. Le piantine, invece, devono essere poste nel terreno in primavera, tra aprile e maggio, quando la temperatura è di 20-25°C. Il nostro è un impegno costante durante tutto l’anno per garantire un raccolto di qualità”, aggiunge Giuseppe Bonati, titolare dell’azienda agricola La Felina di Felino (Pr). Il pomodoro e il basilico utilizzati da Barilla, dunque, si contraddistinguono per la loro origine italiana, per la profonda integrazione con gli agricoltori del territorio (sono 37 i fornitori che collaborano con Barilla nella filiera del basilico) e per l’alta specializzazione e competenza nelle tecnologie di trasformazione - spiega l'azienda in una nota - Barilla si impegna da anni ad acquistare materie prime da filiere responsabili e sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Alla base, c’è la volontà del Gruppo di stabilire rapporti di lavoro duraturi con i propri fornitori, fondati sul dialogo, sulla trasparenza e sulla soddisfazione delle controparti. Sono infatti l’eccellenza della qualità, il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente alcuni dei criteri utilizzati nella selezione dei collaboratori. Inoltre, per quanto riguarda il pomodoro per il mercato italiano ed europeo, Barilla acquista le materie prime da primari trasformatori italiani, che lavorano pomodori 100% Made in Italy. Tutti sono certificati Global G.A.P o seguono i disciplinari di produzione integrata regionali, a garanzia dell’applicazione di pratiche agricole sostenibili e responsabili. “Quella di Barilla è una cucina sostenibile e persegue l’obiettivo di portare sulle tavole degli italiani e non solo la gioia del cibo per una vita migliore. Utilizzare materie prime di qualità, per Barilla, non è solo una necessità produttiva in chiave competitiva. È una responsabilità sociale ed etica. Da qui nasce la volontà del Gruppo di dar vita alla Carta del Basilico, un disciplinare per la coltivazione sostenibile, per la valorizzazione della biodiversità e delle comunità degli agricoltori. Mentre per i pomodori, Barilla si impegna ad acquistare esclusivamente quelli con certificazione di buone praticole agricole. Siamo orgogliosi che i nostri fornitori ci seguano da oltre 30 anni, alla base c’è un rapporto di fiducia che arriva sino al consumatore finale”, commenta Cesare Ronchi, direttore Acquisti Materie Prime del Gruppo Barilla. Allo scopo di garantire la massima trasparenza per i consumatori italiani, Barilla nel 2024 ha portato avanti la completa digitalizzazione della filiera del basilico fresco utilizzato per il pesto alla genovese, per una totale tracciabilità ed efficienza. Il basilico (fresco e semilavorato) per il pesto alla Genovese è il primo al mondo a essere tracciato tramite tecnologia blockchain, con l’obiettivo finale di mettere a disposizione del consumatore una vera carta d’identità del basilico. A partire da luglio 2024, il QR code viene applicato sui vasetti di Pesto alla Genovese e alla sua variante senza aglio distribuiti in Italia e in altri 14 mercati europei. Attraverso la scannerizzazione del codice presente sulla confezione è possibile conoscere il luogo di coltivazione del basilico e tutte le informazioni testuali e fotografiche relative all’azienda produttrice. Il sistema di tracciabilità in blockchain è sviluppato in collaborazione con Connecting Food, ha coinvolto 50 unità operative, 19 aziende agricole e 6 fornitori, oltre allo stabilimento di Rubbiano in provincia di Parma. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pomodoro, Mutti: "Campagna difficile da Nord a Sud, in ansia per raccolto"
(Adnkronos) - "La campagna 2024 di raccolta del pomodoro è veramente difficile, specie per il Nord Italia, e dove non pensiamo che verranno raggiunti gli obiettivi produttivi. Ma naturalmente dobbiamo ancora finire l'intera produzione per poterne essere certi". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Francesco Mutti, amministratore delegato del Gruppo Mutti, azienda di Parma leader in Europa nel mercato dei derivati del pomodoro, fa il punto sullo stato ad oggi della raccolta del pomodoro in Italia. Il Gruppo Mutti ha chiuso il 2023 con un fatturato complessivo di 665 milioni di euro, registrando una crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Annunciato anche un nuovo programma di investimenti industriali per il quinquennio 2024-2028, pari a 100 milioni di euro. Mutti ricorda che "siamo nel cuore nella campagna di raccolta. Una campagna che si divide in modo molto diverso tra Nord e Sud Italia. Per quanto riguarda il Sud stiamo parlando di una situazione di sostanziale abbondanza, ma con due temi: uno, il pomodoro si sta precocizzando moltissimo e quindi ci sono dei dubbi sulla possibilità di poterlo trasformare completamente nei tempi; due, la mancanza d'acqua. Mancanza d'acqua che ha colpito e sta colpendo le campagne e che se non affrontata con una grandissima urgenza potrebbe poi trascinarsi come un fenomeno anche per i prossimi anni creando un indebolimento economico importante in uno dei capisaldi dell'economia del nostro Sud Italia", lancia l'allarme l'imprenditore. E anche al Nord i problemi non mancano. "Per quanto riguarda il Nord invece -spiega Mutti- è una campagna all'opposto, molto lenta, a oggi appunto siamo a metà del percorso sostanzialmente, ma tutte le aziende sono decisamente molto indietro rispetto ai programmi. Questo deriva da un fenomeno climatico che ha colpito le aree di maggior produzione, e cioè l'Ovest della pianura padana, in cui ci sono state delle precipitazioni assolutamente inusuali che hanno colpito l'area per tutto il mese di maggio fino all'inizio di giugno con piogge che hanno portato oltre il 95% del percentile quindi fenomeni veramente al di là molto al di là degli standard e che hanno stressato in modo importante le piante riducendone la capacità produttiva e appunto ritardandone la maturazione. Siamo ancora al Nord in ansia per quelli che saranno i raccolti e stiamo naturalmente andando avanti giorno per giorno", ribadisce. Secondo Mutti ad oggi i costi della campagna di raccolta "purtroppo sono decisamente più alti di quello che ci saremmo aspettati. Noi oggi abbiamo un'idea degli ettari che sono stati coltivati, abbiamo un'idea della cosiddetta resa per ettaro, che è una resa più bassa alla media degli ultimi anni, ma non sappiamo ancora come finirà la campagna", sottolinea ancora. Gli effetti di una campagna di raccolta difficile non dovrebbero però avere effetti sul prezzo per i consumatori del prodotto finale come passate e pelati. "Gli effetti climatici hanno evidentemente un impatto sulla produzione in generale di pomodoro. In questo momento noi non ci aspettiamo significativi rimbalzi dal punto di vista dei prezzi del prodotto finale, perché veniamo da anni di importante inflazione quindi tutto sommato ci potrà essere eventualmente qualche movimento ma niente di trascendentale", sottolinea Mutti. Ma, oltre ai cambiamenti climatici, un altro pericolo per il pomodoro 'made in Italy' arriva da lontano, secondo Mutti. "Nell'ultimo biennio la Cina inspiegabilmente ha deciso di fare una politica di importantissima sovrapproduzione di pomodoro, la definirei senza dubbio in dumping, andando ben al di là -racconta- delle necessità produttive sia per quelle che sono le sue capacità di vendita ma anche per quelle che sono le necessità di produzione mondiale. E questo con un chiarissimo e dichiarato obiettivo di diventare il primo produttore al mondo. Con un pomodoro di bassissima qualità, è bene ricordarlo. Gli Stati Uniti di fatto hanno proibito l'ingresso del pomodoro cinesi sulle loro coste. Come Europa potremmo muoverci anche noi in quella direzione, ma quanto meno se non vogliamo ricorrere a misure più estreme dovremmo comunque mettere in atto una serie di attività volte a tutelare in primis il consumatore ma anche le nostre filiere, estremamente importanti perché riguardano centinaia di migliaia di persone", spiega l'imprenditore. "Ricordiamo -sottolinea Mutti- che il pomodoro è il primo prodotto nelle esportazioni di food italiane, prima anche della pasta. Quali sono queste attività a tutela? Innanzitutto -spiega- mettere in chiaro in etichetta, quindi sul fronte, la provenienza della materia prima. Il consumatore deve sapere se si tratta di un prodotto 100% made in italy, se si tratta di un prodotto europeo e che quindi comunque è conforme a controlli come in generale in Europa avviene. O viceversa se andiamo su un prodotto non di origine europea, questo dovrebbe essere assolutamente immediatamente visibile al consumatore. Io rientro dalla Germania e ho trovato tantissimi prodotti che non avevano pomodoro europeo. E quindi inesorabilmente visto le differenze di costo, inesorabilmente cinese. Ma non era facilmente identificabile per il consumatore", sottolinea. "Il secondo passaggio -aggiunge l'imprenditore- è che la passata, uno dei simboli del made in Italy non può, cosa che anche in questo caso già avviene per la normativa italiana, non può essere prodotta attraverso diluizione di concentrato, che è il modo in cui molto spesso si porta all'interno delle passate prodotto cinese, non necessariamente in Italia ma da altri paesi questo è assolutamente possibile. Occorre un passaggio a livello europeo e deve essere molto molto chiaro. Occorre quindi un passo in avanti nella normativa affinché quello che siamo riusciti a garantire ai consumatori ovvero la sostanziale assenza sui nostri scaffali di prodotto cinese continui possibilmente ad essere mantenuta, quantomeno ad avere quegli elementi di assoluta trasparenza che da sempre il nostro settore vuole portare avanti", aggiunge. Mutti ribadisce però che "sugli scaffali italiani oggi non vi sono di fatto prodotti di origine cinese ma quello che sta avvenendo è che si stanno infiltrando in Paesi che hanno normative più lasche rispetto a quella italiana. Ma è importante rassicurare il consumatore italiano che al momento non esiste di fatto del prodotto cinese sui nostri scaffali", ribadisce ancora. Per quanto riguarda il percorso aziendale Mutti sottolinea che "la nostra oggi è un'azienda in forte crescita, che sta continuando un percorso di investimenti, sta consolidando la propria leadership a livello europeo. E anche quella che è la nostra leadership a livello nazionale sta continuando a crescere. La cosa più bella è veramente vedere come anche il consumatore italiano sappia costantemente riconoscere la qualità". Mutti sottolinea "che il pomodoro è un prodotto che deve essere valorizzato, non svalorizzato. Anche a livello italiano stiamo consolidando e stiamo continuando a crescere. Abbiamo avuto una relativa difficile congiuntura tra la campagna del 2023 e del 2024, abbiamo di fatto finito il nostro prodotto però siamo riusciti ad intervenire appunto con la campagna 2024. E adesso stiamo finalmente richiudendo quello che era un eccesso di ordini rispetto alle capacità dell'azienda, sintomo di una salubrità, direi della crescita aziendale". E il marchio Mutti continua a far sempre più breccia fuori dai confini italiani. "Ad oggi l'export per noi -sottolinea- è diventato veramente la parte predominante. L'Italia nonostante continua a crescere vale circa il 42% del nostro fatturato, contro circa un 58% dell'esportazione. Estero che senz'altro vede in Europa il primo grande centro, ma oggi siamo leader in un paese come l'Australia e siamo il primo brand a livello italiano venduto negli Stati Uniti, mercato nel quale stiamo investendo, molto ampio un mercato che richiede anni per essere costruito secondo quelli che sono i nostri standard. Dove la possibilità di portare l'eccellenza del made in Italy è uno tra i nostri obiettivi oggi", conclude. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Oppo lancia il nuovo A80 5G, IA e resistenza sotto i 300 euro
(Adnkronos) - Oppo ha annunciato la disponibilità in Italia del nuovo A80 5G, un dispositivo che si distingue per la sua resistenza e longevità. La struttura Damage-Proof Armour Body a 360° di OPPO A80 5G, con cornice interna rinforzata e materiali resistenti come il Panda Glass, assicura protezione da cadute, urti, acqua e polvere (certificazione IP54). La funzione Splash Touch permette inoltre l'utilizzo del telefono anche con le mani bagnate. Oppo A80 5G introduce funzionalità IA di ultima generazione, tra cui l'AI LinkBoost per connessioni stabili anche in aree con segnale debole e l'AI Eraser per rimuovere elementi indesiderati dalle foto. Il nuovo display Ultra Bright a 120Hz, con luminosità massima di 1.000 nits, offre un'esperienza visiva fluida e coinvolgente, ideale per il gaming. La batteria Hyper Energy da 5.100 mAh e la ricarica rapida da 45W garantiscono prestazioni durature. La piattaforma mobile MediaTek Dimensity 6300 5G e la configurazione da 8+256GB, con possibilità di espansione della RAM fino a 8 GB supplementari, assicurano un'esperienza fluida e reattiva. Il motore Trinity di Oppo e la modalità Ultra Volume completano il quadro delle prestazioni. Il sistema di fotocamere include una doppia fotocamera AI da 50 MP e una dedicata ai selfie da 8 MP. A80 5G è disponibile da oggi su Oppo Store e, a breve, su Amazon.it e presso i principali rivenditori, al prezzo consigliato di 269,99€. In esclusiva su Oppo Store, fino al 15 settembre, l'acquisto include un caricabatterie SuperVooc da 45W e una cover. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Snapdragon 7s Gen 3, intelligenza artificiale alla portata di tutti
(Adnkronos) - Qualcomm continua a democratizzare l'accesso alle tecnologie di punta con il lancio della sua ultima piattaforma mobile, lo Snapdragon 7s Gen 3. Questa nuova aggiunta alla serie "s" porta funzionalità avanzate, precedentemente riservate ai dispositivi di fascia alta, a un pubblico più ampio. Lo Snapdragon 7s Gen 3 non è solo un aggiornamento incrementale, ma un vero e proprio salto generazionale. Grazie alla nuova CPU Qualcomm Kryo, le prestazioni della CPU sono aumentate di quasi il 20%. La GPU, anch'essa potenziata, offre un'accelerazione fino al 40%, garantendo un'esperienza di gioco mobile fluida e coinvolgente. Le prestazioni dell'intelligenza artificiale sono state potenziate di oltre il 30%, aprendo la strada a nuove e entusiasmanti applicazioni basate sull'IA, inclusa l'IA generativa. Tutto questo è ottenuto con un occhio di riguardo all'efficienza energetica, con un risparmio complessivo del 12%. Lo Snapdragon 7s Gen 3 non si limita a offrire prestazioni elevate, ma porta anche una serie di funzionalità premium ai dispositivi di fascia media. L'intelligenza artificiale generativa, il mobile gaming di alta qualità, le capacità fotografiche e video professionali e molto altro ancora saranno ora alla portata di un numero sempre maggiore di utenti. I principali produttori di dispositivi, tra cui Realme, Samsung, Sharp e Xiaomi, hanno già annunciato l'adozione di questa piattaforma nei loro prossimi modelli. Questo significa che presto vedremo sul mercato una nuova generazione di smartphone di fascia media, in grado di offrire un'esperienza utente paragonabile a quella dei dispositivi di fascia alta, ma a un prezzo più accessibile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Telegram si difende dopo l'arresto del fondatore Durov
(Adnkronos) - Telegram, attraverso un comunicato ufficiale, ha definito l'arresto di Pavel Durov, Ceo e fondatore, "assurdo", e ha ribadito che né la piattaforma né il suo proprietario possono essere ritenuti responsabili per eventuali abusi commessi dagli utenti. In un inaspettato colpo di scena, Pavel Durov, Ceo e fondatore della piattaforma di messaggistica russa, è stato arrestato dalle autorità francesi nei pressi di Parigi. La notizia, confermata da diverse fonti, ha scosso il mondo della tecnologia e sollevato interrogativi sul futuro della popolare piattaforma di messaggistica. "Quasi un miliardo di persone in tutto il mondo utilizza Telegram per comunicare e ottenere informazioni vitali", si legge nella dichiarazione dell'azienda. "Siamo in attesa di una rapida risoluzione di questa situazione". L'arresto di Durov avviene nel contesto di un'indagine della polizia francese su attività criminali che avrebbero avuto luogo sulla piattaforma. Telegram è spesso percepita come un'alternativa privata e libera dalla censura rispetto ad altri social network, grazie al suo approccio generalmente non interventista alla moderazione dei contenuti. La vicenda ha assunto anche una dimensione geopolitica. La Russia, paese d'origine di Durov, ha espresso un forte interesse per la situazione. L'ambasciata russa a Parigi ha dichiarato che il governo francese non ha ancora concesso loro l'accesso a Durov, che detiene la cittadinanza sia francese che degli Emirati Arabi Uniti, dove Telegram ha la sua sede centrale. In una rara intervista rilasciata ad aprile, Durov aveva ribadito l'obiettivo di Telegram di essere una piattaforma "neutrale" e di resistere alle richieste dei governi di moderare i contenuti. Aveva anche ammesso di evitare di viaggiare in paesi "grandi e geopoliticamente importanti" dove l'azienda attira "troppa attenzione". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Trentino, partita la raccolta delle mele. Al lavoro fino ad ottobre
(Adnkronos) - E' scattata ufficialmente nei giorni scorsi l’attesa raccolta delle mele nelle valli del fiume Noce, Val di Non e Val di Sole, e andrà avanti fino a metà ottobre, coinvolgendo migliaia di agricoltori e raccoglitori locali, italiani e stranieri. Lo rende noto il Consorzio Melinda in una nota riportando le stime dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento: lo scorso anno le assunzioni di lavoratori e lavoratrici straniere in agricoltura in Val di Non sono state più di 11.500 pari a poco meno dell’85% del totale del territorio (13.800); quelle registrate in Val di Sole sono state invece oltre 550 (il 60% circa del totale). Più di un quinto sono donne. Romania, Senegal, Polonia e Marocco i Paesi più rappresentati. Sono gli stessi nuclei familiari ad aprire le porte delle proprie case alle migliaia di raccoglitori stagionali che giungono nella valle. “Le settimane della raccolta rappresentano un momento chiave per il nostro territorio: è in questo periodo, infatti, che si decide il futuro immediato dell’economia di una valle fortemente vocata alla coltivazione delle mele, un’attività che, solo nel nostro Consorzio, coinvolge circa 4.000 famiglie di soci produttori - osserva il presidente di Melinda e Apot-Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, Ernesto Seppi - La stessa raccolta, inoltre, rappresenta da sempre un’occasione di confronto e collaborazione che ben si integra con la tradizione cooperativa e la propensione all’apertura da parte della nostra comunità. In questo scenario tutti gli elementi si sommano tra loro, creando così amicizia e familiarità tra ospiti e residenti ma anche, e soprattutto, un vero e proprio modello di accoglienza fondato sulla reciprocità”. Come al solito, le operazioni seguiranno i ritmi dettati dalla natura. Si parte con la raccolta delle varietà più precoci, come SweeTango e Gala, e si prosegue con le grandi 'classiche' di settembre come Renetta, Dolcevita e Golden. A ottobre, infine, spazio alle varietà tardive Morgana e Fuji. Una volta raccolti, i frutti vengono trasportati presso i centri delle cooperative coinvolte per la conservazione e la preparazione alla distribuzione. È presto per tracciare un bilancio preciso dai campi ma i numeri diffusi in queste settimane consentono già di delineare un quadro di massima. Secondo le stime di Prognosfruit, spiega Melinda, l’Italia dovrebbe registrare quest’anno una produzione complessiva di circa 2,16 milioni di tonnellate, un dato sostanzialmente in linea con il consuntivo 2023. In calo i volumi totali europei (10,2 milioni di tonnellate) che scendono dell’11% rispetto allo scorso anno così come quelli previsti per il Trentino (-7%) e l’Alto Adige (-9%) che scontano gli effetti delle gelate primaverili. Alta, secondo le prime rilevazioni, la qualità dei frutti. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il settore dei videogiochi italiano brilla alla Gamescon di Colonia grazie all'impulso di Agenzia ICE e IIDEA
(Adnkronos) - Durante l'ultima edizione di Gamescom, uno degli eventi più significativi nel panorama dei videogiochi a livello globale, l'Italia ha nuovamente dimostrato la sua capacità di innovare e di competere su un palcoscenico internazionale. A testimoniare l'importanza di quest'evento per l'industria videoludica italiana, Thalita Malagò, direttore generale dell'IIDEA, ha condiviso con Adnkronos riflessioni e risultati raggiunti grazie alla sinergia tra Agenzia ICE e IIDEA. "Anche quest'anno, grazie alla collaborazione tra Agenzia ICE e IIDEA, era presente uno stand Italia a Gamescom, la principale fiera internazionale dedicata al settore dei videogiochi che si svolge ad agosto a Colonia. Riuniti sotto il brand Games in Italy, 21 studi di sviluppo di videogiochi hanno avuto l'opportunità di incontrare 1400 espositori provenienti da 64 Paesi nel mondo per presentare i propri progetti e fare networking. Lo stand Italia, presente nell'area business dell'evento a partire dal 2015, è stato animato durante le 3 giornate di lavoro da incontri 1:1 tra gli studi di sviluppo tricolore presenti e possibili partner e investitori internazionali.", ha dichiarato Thalita Malagò.
"Nella giornata di mercoledì, una delegazione di 25 rappresentanti delle istituzioni europee, coordinata dalla federazione europea Video Games Europe, ha fatto visita alla collettiva italiana per conoscere l'industria italiana dei videogiochi, le sue esigenze e le prospettive di crescita future. È stata un'occasione di confronto importante per mostrare le buone pratiche a livello nazionale, il talento e la creatività che il nostro Paese è capace di portare nel panorama internazionale dell'industria dei videogiochi.
Grazie al supporto di Agenzia ICE, abbiamo lavorato alla creazione di un'importante vetrina per le produzioni Made in Italy che speriamo possa contribuire alla crescita e al consolidamento della presenza dell'Italia nel panorama internazionale. Ora, sempre con il supporto di Agenzia ICE, stiamo preparando una nuova missione che ci porterà per la prima volta a partecipare con una delegazione italiana al Tokyo Game Show a fine settembre." ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pavel Durov arrestato: il fondatore di Telegram detenuto a Le Bourget,
(Adnkronos) - Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram, è stato arrestato all'aeroporto Le Bourget, nei dintorni di Parigi. Secondo le prime indiscrezioni al momento del fermo, Durov, di origine franco-russa, era in compagnia di una donna e una guardia del corpo. Al momento non è stato specificato il motivo dell'arresto, tuttavia sembra confermato l'esistenza di un mandato di ricerca francese collegato a un'indagine preliminare. Le autorità non hanno divulgato ulteriori dettagli sugli addebiti o le circostanze che hanno portato al mandato di arresto. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Black Myth: Wukong, successo e polemiche per il videogioco del momento
(Adnkronos) - Il mondo dei videogiochi ha recentemente assistito a un fenomeno straordinario: Black Myth: Wukong ha infranto ogni record di giocatori su Steam, superando colossi come Counter-Strike e Palworld e vendendo oltre 10 milioni di copie su tutte le piattaforme. In pochi giorni, è diventato uno dei titoli più discussi dell'estate, ma per ragioni controverse che trascendono la sua bellezza e il suo gameplay. Black Myth: Wukong è una rivisitazione del classico romanzo cinese "Viaggio in Occidente", narrato attraverso una combinazione spettacolare di filmati e gameplay. Il giocatore assume il controllo del "Prescelto", incaricato di trovare le reliquie che risveglieranno il Re Scimmia dal suo sonno secolare. Il gameplay presenta elementi soulslike, con checkpoint, respawn dei nemici e un sistema di combattimento basato su combo di attacchi leggeri e pesanti, schivate e magie. Nonostante qualche incertezza tecnica gli ambienti di gioco sono meravigliosi e invitano il giocatore a fermarsi e ammirare il panorama. Purtroppo, dopo l'entusiasmante inizio, il gioco fatica a mantenere lo stesso livello di intensità, principalmente a causa di un combattimento che, pur non essendo frustrante come in altri soulslike, risulta a tratti ripetitivo. La narrazione e il bestiario ricco di descrizioni fiabesche compensano in parte questa mancanza, offrendo un'immersione affascinante nel mondo mitologico cinese. Purtroppo, il lancio di Black Myth: Wukong è stato accompagnato da una serie di controversie. Nel 2020, il gioco si è presentato al pubblico occidentale per la prima volta, ma nel novembre dello scorso anno è stata pubblicata un'inchiesta su Game Science, lo studio cinese dietro Wukong, mettendo in luce commenti sessisti fatti dagli sviluppatori sui social media cinesi. Alle domande su questi commenti, Game Science ha risposto con un "no comment". Inoltre, poco prima del lancio, sono emersi screenshot di un documento di Game Science che descriveva agli influencer di che cosa avessero il permesso di parlare nei contenuti sponsorizzati. Tra gli argomenti proibiti figuravano il Covid-19, la politica, l'industria dei videogiochi cinese, la "propaganda femminista" e "altri contenuti che istigano discorsi negativi". Questa mossa insolita ha trasformato Wukong in un caso emblematico, alimentando dibattiti accesi all'interno della comunità dei videogiocatori. Una piccola ma rumorosa frangia di giocatori ha applaudito il rifiuto di Game Science di affrontare i commenti sessisti dei suoi dipendenti, vedendo nel successo del gioco una rivincita contro quella che chiamano l'industria dei videogiochi "woke" e i suoi sforzi per includere le opinioni delle minoranze. Questa fazione ha preso di mira i recensori che non hanno elogiato entusiasticamente il gioco o che hanno menzionato la storia degli sviluppatori. Alcuni recensori hanno persino visto i loro nomi rimossi dagli articoli per la loro sicurezza, e il giornalista di IGN che ha scritto la prima inchiesta su Game Science è stato bersaglio di molestie e false citazioni. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Svolta in casa Sony, quasi pronto il layer 2 su Ethereum
(Adnkronos) - L’ingresso di grandi aziende nel settore fintech può fornire all’impresa cripto nuove energie e risorse simboliche. L’ultima iniziativa di Sony, il colosso giapponese dell’elettronica, sembra muoversi proprio in questa direzione. L’azienda ha infatti recentemente dichiarato di essere vicina al lancio del suo layer 2 sulla rete Ethereum. Con l’operazione Soneium, Sony punta allo sviluppo e alla diffusione di nuove applicazioni e progetti a tema Web3. Dal comparto gaming all’intrattenimento, senza dimenticare la finanza: un’occasione da non perdere per gli investitori. ---economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










