Motorola, con nuovi modelli cresce gamma Edge e Moto
(Adnkronos) - Motorola rafforza la fortunata famiglia Moto G e, a un livello leggermente superiore, la gamma Edge. Per quest'ultima sono ora disponibili edge 50 ed edge 50, due nuovi dispositivi con prezzi da 429 a 599 euro - che spiccano per colori brillanti, finiture premium, con una struttura resistente, dalla protezione subacquea alla certificazione militare. Entrambi i modelli sono dotati di un ottimo sistema di fotocamere, potenziato dall'intelligenza artificiale di moto ai. Sottile e leggero, il nuovo edge 50 neo è stato progettato riesce a resistere a polvere, sporcizia e sabbia di dimensioni superiori a 1 mm, nonché all'immersione in 1,5 metri di acqua dolce per un massimo di 30 minuti. Disponibile in quattro opzioni di colore elaborate con Pantone lo smartphone può trarre il meglio sulfronte fotografico anche grazie alla sensibilità alla luce del sensore Lytia di Sony, alla stabilizzazione ottica dell'immagine (OIS) e all'avanzata tecnologia di messa a fuoco all-pixel ma anche con l'elaborazione delle immagini di moto ai per garantire un risultato ottimale. L'edge 50 neo propone un teleobiettivo da 10MP, che offre uno zoom ottico 3X per ritratti professionali e un notevole superzoom 30X per catturare dettagli lontani. A questi si aggiungono l'obiettivo Ultrawide da 13MP e la funzione Macro Vision integrata. Durante lo streaming di film o di videogiochi, l'edge 50 neo - con storage fino a 512 GB e fino a 12 GB di Ram - può offrire riproduzioni con oltre un miliardo di colori, un contrasto infinito, il supporto alla luminosità HDR10+ e uno straordinario display pOLED da 6,36” e Super HD (1220P), che offre il 13% di risoluzione in più rispetto alla precedente generazione della famiglia motorola edge. Quanto al Motorola Edge 50 è lo smartphone più sottile al mondo con certificato IP68 e MIL-810H .Disponibile in tre colori, il telefono vanta un display pOLED da 6,7" quasi senza bordi con risoluzione Super HD+ e supporto HDR10+, accompagnato da altoparlanti stereo Dolby Atmos. È alimentato dal processore Snapdragon 7 Gen 1 Accelerated Edition con supporto 5G e Wi-Fi 6E, con 12 GB di RAM e 512 GB di memoria interna, con tecnologia RAM Boost e gestione termica avanzata. La batteria da 5000 mAh offre un'autonomia per tutto il giorno, supportata dalla ricarica TurboPower da 68 W e dalla ricarica wireless da 15 W. Sul fronte Moto G invece sono in arrivo il g55 5G e il g35 5G due dispositivi che con prezzi di fascia medio bassa (da 200 a 279 euro) offrono display e audio di ottimo livello. Il modello più performante ha un display LCD FHD+ da 6,49" mentre il G35 è da 6,72" con luminosità di 1000 nit e tecnologia Display Colour Boost, che migliora il contrasto e i colori dello schermo. Ciò consente allo schermo di apparire nitido e brillante anche in ambienti molto luminosi. A favorire l'autonomia una batteria da 5000 mAh che può essere ricaricata sul g55 con la TurboPower da 30 W², mentre moto g35 5G offre la ricarica rapida da 18 W. Sul fronte fotografico i due modelli offrono un sistema di fotocamere da 50 MP con tecnologia Quad Pixel e autofocus, oltre a una ultra-grandangolare da 8 MP per scatti di gruppo o paesaggi e una fotocamera frontale da 16 MP con modalità Face Retouch. Il modello più performante - che offre un processore MediaTek Dimensity 7025 con frequenze fino a 2,5 GHz - ha un obiettivo Macro Vision e la stabilizzazione ottica dell'immagine. Entrambi i dispositivi presentano un design resistente all'acqua con la possibilità di scegliere tra una finitura liscia e opaca o un materiale premium vegano. I display di entrambi i dispositivi sono dotati di vetro Corning Gorilla Glass 3 per un ulteriore livello di resistenza.Entrambi i nuovi Moto G dispositivi supportano la connettività 5G e fino a 256 GB di memoria interna con RAM Boost: il g35 è dotato di 8 GB di Ram che salgono a 12 nel g55. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sud, Ivo Allegro (Iniziativa): "Servono programmazione pluriennale e nuovo approccio"
(Adnkronos) - “Alla luce anche delle sottovalutazioni fatte per la Zes unica è il caso di trarre alcune lezioni a distanza di oltre 30 anni dalla fine del cosiddetto intervento straordinario nel Mezzogiorno per disegnare una politica efficace di supporto allo sviluppo del Sud”. A dirlo in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia Ivo Allegro, ceo e founder di Iniziativa, boutique italiana dei servizi di advisory per lo sviluppo delle imprese sartoriale e tagliata sulle specificità delle aziende italiane. Iniziativa, che ha il suo quartier generale di Napoli e sedi a Roma, Torino, Milano e Bruxelles, dagli anni '70 agisce come financial advisor supportando anche i processi di pianificazione strategica e di attuazione della strategia, di riassetto finanziario e societario, di ottimizzazione e controllo della performance in primis finanziaria, con un focus specifico al mondo del middle market, ossatura portante del tessuto produttivo del paese. “Serve - spiega Allegro che è anche docente di 'Project cycle Management e accesso a fondi pubblici' all’Università degli studi di Roma Unitelma Sapienza - una programmazione pluriennale di tutto il complesso delle agevolazioni; è noto nella letteratura economica che le agevolazioni 'episodiche' (che nascono e muoiono) generano degli effetti perversi di blocco degli investimenti (lock-in) in attesa dell’agevolazione, di concentrazione degli investimenti in funzione degli aiuti, di spiazzamento del time to market, anche per 'time to grant' (tempo dell’istruttoria) non coerenti, nonché di introduzione di logiche strategiche non sempre in armonia con i trend di mercato attuali (ad esempio privilegiando investimenti materiali a fronte di investimenti immateriali) in funzione di quello che viene agevolato". "In questo quadro - osserva - i rimedi classici suggeriti dalla letteratura (ma anche dalla UE) sono connessi in primis alla programmazione a scorrimento su un orizzonte almeno a 24/36 mesi di tutte le agevolazioni (incluse quelle alla R&D e all’innovazione) dando trasparenza programmatoria sia in termini di risorse che di tempi di operatività degli strumenti. Serve poi la creazione di processi di carattere industriale per la gestione delle fasi di selezione e valutazione delle operazioni con tempi certi (oggi in Italia sugli strumenti selettivi tra la presentazione della domanda e l’accesso alle agevolazioni possono passare anche 36 mesi) che, peraltro, vengono facilitati da un quadro programmatorio che dia certezza nel tempo a strumenti e risorse". "Le scorciatoie - sottolinea - rispetto a processi di selezione seri, come i click day o le agevolazioni automatiche, soprattutto quando si prevedono riparti sulla base di risorse scarse, funzionano poco. Il credito d’imposta Zes unica docet. Se l’Italia ha convinto la UE che per generare investimenti addizionali al Sud serve dare agevolazioni sino al 60% dell’investimento come è possibile pensare di avere un effetto incentivante con meno di 1/5 di questa percentuale che con il provvedimento del 7 agosto sono diventati i 2/5? Delle due l'una o la Carta degli Aiuti negoziata con Bruxelles è troppo generosa per le imprese oppure il livello di agevolazione della Zes unica è inadeguato per innescare sviluppo". “Se non si hanno le risorse - spiega Ivo Allegro - non si può fare una politica a pioggia ma servono meccanismi selettivi efficienti. In questa prospettiva il credito d’imposta Zes non sembra uno strumento particolarmente indovinato sia perché nasce sull’impalcatura ormai arcaica della legge 388/2000 non consentendo, al netto di pericolose alchimie, l’investimento in beni che oggi sono vitali per un’impresa (come ad esempio i beni immateriali, in primis il software), sia perché non è coerente con il nuovo paradigma del 5.0 (rispetto a cui non ci può essere cumulo con l’agevolazione specifica), ma soprattutto perché le risorse, come preventivato da molti, non sono sufficienti soprattutto se programmate su un orizzonte così breve (novembre 2024), senza certezza per gli anni successivi, con l’ovvio effetto di corsa 'all’ultimo treno' da parte delle imprese. Al Mezzogiorno non servono vampate connesse a logiche di 'bonus' ma politiche certe in grado di rendere il territorio attrattivo per le imprese nel tempo. “E’ fondamentale - spiega - uscire dalla retorica delle pmi. Trattare le micro, piccole e medie imprese come un unico coacervo quando al suo interno ci sono realtà profondamente differenziate nei fabbisogni per lo sviluppo (un'impresa che realizza 35 milioni di fatturato è molto diversa da una che fattura poco centinaia di migliaia di euro) è uno degli errori perduranti nel tempo delle politiche agevolative. In tal senso, è necessaria una differenziazione degli strumenti rispetto alla dimensione delle imprese e ai fabbisogni differenti". “Servono - suggerisce - pochi strumenti, ben differenziati, stabili nel tempo e con dotazioni adeguate. L’attuale quadro delle agevolazioni, oltre ad uno strumento selettivo stabile per investimenti di grandi dimensioni come il contratto di sviluppo, non offre strumenti duraturi che consentano di soddisfare le esigenze differenziate delle diverse tipologie di imprese. Forse è il momento di creare strumenti differenziati e strumenti valutativi con logica mista che uniscano un’agevolazione di base con percentuali certe, gestita in modo automatico, con un’agevolazione supplementare/premiale gestita in base a procedure di selezione basate sulla valutazione dei progetti e sui loro impatti”. "Bisogna coordinare - spiega - le politiche nazionali con quelle regionali. La duplicazione ridondante si sposa più con finalità politiche, quelle con la p minuscola che tanti danni hanno generato al Sud, che con l’esigenza di attrarre, trattenere, sostenere e sviluppare gli investimenti e la crescita del tessuto produttivo meridionale”. Per Allegro “è fondamentale lavorare su strumenti agevolativi che si integrino con strumenti finanziari. Nel Mezzogiorno è necessario stimolare la nascita di un mercato finanziario. In tal senso, dispiegare strumenti finanziari, che avendo carattere rotativo generano limitati assorbimenti di capitale permanente al contrario degli aiuti in conto capitale, consentirebbe di aumentare il tasso di copertura finanziaria degli investimenti e di generare tassi di investimento nel Mezzogiorno più alti, soprattutto da parte del non sempre solidissimo ma comunque consistente tessuto autoctono. Nel contempo questo stimolerebbe lo sviluppo anche di un mercato finanziario al Sud". "In conclusione - dice - partire dal quadro a luci e ombre del credito d’imposta Zes e guardare agli errori compiuti negli ultimi 35 anni nelle politiche di incentivo allo sviluppo delle imprese localizzate al Sud, può essere l’occasione per impostare una riforma della materia che affronti in modo moderno la questione di come stimolare stabilmente lo sviluppo del Meridione, mantenendo quello che funziona e aggiustando quello che funziona meno in una logica di miglioramento continuo, lontana dagli annunci roboanti della mossa risolutiva ma declinata con costanza, 'senza fretta, senza sosta' per citare Goethe. Questo, considerando che il Mezzogiorno è virtualmente l'11° nazione europea per pil e alla luce dell’ineludibilità della questione crescita del pil del paese enfatizzata dall'impatto sul debito del controverso Pnrr, non è più una questione meridionale, ma di rilevanza nazionale. Per questo la domanda sorge spontanea: se non ora, quando". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sesso, meno di 1 giovane su 2 usa condom
(Adnkronos) - Un nuovo rapporto dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità registra un costante e preoccupante calo dell’uso del preservativo da parte dei giovani adolescenti europei. I dati confermano uno scarso utilizzo del preservativo (solamente 6 su 10) con un trend in costante peggioramento nel tempo (dal 70% del 2014 al 61% del 2022) e sono in linea con quanto emerge ogni anno dall’Osservatorio “Giovani e Sessualità” di Durex, condotto su un campione di 15.000 giovani tra gli 11 e i 24 anni. In Italia, la situazione è particolarmente negativa. Nel 2023, infatti, meno di 1 giovane su 2 (43,4%) ha dichiarato di utilizzare sempre il preservativo, in calo del 3% rispetto al 2022 e con un trend in costante peggioramento dal 2019, quando il dato si attestava al 57%. "I dati presentati nel rapporto pubblicato dall’Oms sono preziosissimi e confermano una situazione allarmante che ogni anno, in Italia, ci impegniamo a portare alla luce attraverso il nostro Osservatorio Giovani e Sessualità - dichiara Laura Savarese, direttrice Affari regolatori e Relazioni esterne di Reckitt Benckiser Healthcare, che in Italia commercializza il brand Durex - È sempre più evidente la necessità che tutte le forze coinvolte, sia pubbliche che private, del mondo politico, scientifico ed insieme alle aziende attive in questo ambito, si impegnino con forza e dedizione a proteggere la salute dei nostri giovani in ambito sessuale, in particolare attraverso la diffusione sempre più strutturata e capillare di attività e programmi di informazione ed educazione ad una sessualità consapevole, a rapporti sani e a concetti fondamentali come il consenso ed il rispetto che ne sono alla base". A questo proposito, "cogliamo con favore il richiamo dell’Oms circa l’importanza di questi interventi come naturale risposta ad una realtà che emerge in modo così evidente dai dati, ma ancora oggi troppo spesso trascurati" aggiunge Savarese. Riguardo la diffusione di programmi di educazione alla sessualità, anche partendo da un’importante risultanza emersa dall’Osservatorio secondo il quale il 94% dei giovani italiani chiede l’educazione affettiva e sessuale a scuola, Durex - riporta una nota - ha recentemente firmato con il Comune di Milano un accordo di collaborazione, per la prima volta in Italia in questo campo, il quale si prefigge di garantire un accesso sempre più esteso ad interventi di educazione affettiva e sessuale per i giovani studenti della città. L’accordo, sviluppato nell’ambito del programma 'A Luci Accese', porterà Milano ad essere tra le prime città in Italia a prevedere, dall’anno scolastico 2024/2025 – in partenza tra pochi giorni - una proposta di corsi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole superiori della città. "I dati dell’Oms confermano, ancora una volta, che la promozione di una corretta cultura dell'affettività e della sessualità tra i più giovani rappresenti oggi un tema che un'amministrazione pragmatica, concreta e al passo con i tempi non possa più permettersi di tralasciare -commenta Martina Riva, Assessora alle Politiche Giovanili del Comune di Milano - Grazie all’accordo di collaborazione con Reckitt, abbiamo compiuto un passo significativo verso gli standard già previsti a livello europeo e internazionale in materia". L’iniziativa nasce dalle evidenze emerse dall’Osservatorio nonché dal fatto che l’Italia è tra i soli sei paesi in Europa a non aver ancora previsto l’educazione affettiva e sessuale come materia che sia parte del curriculum scolastico. Il programma è quindi sviluppato con l’obiettivo di introdurre l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole in tutto il territorio cittadino, allineando Milano al resto d’Europa e rendendola, così, esempio ed ispirazione per il resto del Paese. In ambito nazionale - conclude la nota - l’auspicio è che tutte le istituzioni accolgano con favore ciò che i dati riportati dall’Oms raccontano, dando così vita ad una nuova stagione di dialogo con tutte le parti coinvolte, con l’obiettivo di ascoltare le richieste dei giovani italiani e fornire loro i più corretti ed equi strumenti per informarsi e formarsi in ambito affettivo e sessuale. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Save the Children: un bambino su tre nel mondo esposto a ondate di calore estreme
(Adnkronos) -
Un terzo della popolazione infantile mondiale, ovvero 766 milioni di bambini, è stata esposta a ondate di calore estreme nel periodo compreso tra luglio 2023 e giugno 2024, quando le temperature hanno raggiunto nuovi record. Lo rivela una nuova indagine di Save the Children, realizzata analizzando le immagini satellitari delle temperature superficiali nel mondo. Nello stesso periodo, 344 milioni di bambini, il 15% del totale mondiale, hanno sperimentato, nel luogo dove vivono, la temperatura più alta registrata almeno dal 1980, mentre il numero di minori colpiti da ondate di calore estreme è raddoppiato nell’ultimo anno rispetto a quello precedente. Ben 170 milioni di minori sono stati colpiti dal caldo estremo solo nel luglio di quest’anno, mese che ha registrato temperature senza precedenti a livello globale, compreso il giorno più caldo. "I bambini di tutto il mondo stanno vivendo ondate di calore più intense e frequenti a causa della crisi climatica, che mette a rischio la loro salute fisica e mentale e diritti come l'istruzione. I bambini sono più vulnerabili degli adulti agli effetti del caldo, come ad esempio i colpi di calore, perché il loro corpo ha una minore capacità di regolazione della temperatura. Inoltre, il loro sistema respiratorio e immunitario è ancora in fase di sviluppo, il che li rende più suscettibili agli impatti negativi sulla salute della scarsa qualità dell'aria che spesso accompagna queste situazioni climatiche, evidenzia Save the Children. Inoltre, "il caldo estremo sta portando a un aumento dei ricoveri ospedalieri dei minori, alla diffusione di condizioni respiratorie come l'asma, oltre ad avere un impatto sulla salute mentale e sullo sviluppo generale dei bambini. Le ondate di calore stanno anche aggravando le disuguaglianze esistenti e l'insicurezza alimentare e hanno un impatto anche sull'istruzione, causando chiusure delle scuole e una riduzione delle capacità di apprendimento. Nelle zone di conflitto, l'effetto combinato delle ondate di calore e delle crisi umanitarie mette ulteriormente in pericolo i bambini che già vivono in condizioni precarie". “La portata di questa crisi è sconcertante - ha dichiarato Shruti Agarwal, Senior Advisor per i cambiamenti climatici e le economie sostenibili - Quando quasi un terzo dei bambini del mondo è esposto alle ondate di calore, non si tratta solo di un record, ma di una catastrofe. Non si tratta più di un disagio, ma di una minaccia alla loro sopravvivenza, alla loro istruzione e al loro futuro. Stiamo assistendo a una tendenza allarmante: le ondate di calore stanno diventando più frequenti, più gravi e più durature, colpendo più duramente i bambini già minacciati da disuguaglianze e discriminazioni. Non si tratta oramai solo di un fenomeno meteorologico: sono un indicatore negativo della salute del nostro pianeta e rappresentano un rischio grave e sproporzionato per la salute e il benessere dei minori e delle generazioni future”. Save the Children chiede ai governi nazionali di "eliminare rapidamente l'utilizzo e i sussidi ai combustibili fossili e di garantire una transizione giusta ed equa per limitare il riscaldamento delle temperature a 1,5 °C sopra i livelli preindustriali. I bambini devono essere riconosciuti agenti chiave del cambiamento nella crisi climatica e vanno loro garantite piattaforme per esprimersi". ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Estate, dermatologi: "Dopo le vacanze controllare i nei ma a pelle non abbronzata"
(Adnkronos) - Una esposizione prolungata ai raggi solari è il principale fattore di rischio del tumore della pelle, il terzo in Italia più frequente negli under 50. "Per questo motivo al rientro dalle ferie è giusto controllare i nei, soprattutto per coloro che non hanno provveduto prima dell’estate, anche se dovranno aspettare che l’abbronzatura vada via. Con la tintarella, infatti, anche il neo si scurisce e potrebbe sembrare 'sospetto' quando in realtà non lo è". Lo afferma all’Adnkronos Salute Giuseppe Argenziano, presidente della Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), secondo cui "con la bella stagione è più facile notare sulla nostra cute nei o lesioni pigmentarie che durante l’inverno erano rimasti nascosti e non avevamo mai visto o che non ricordavamo avessero quel tipo di caratteristiche morfologiche". Ovviamente "i nei vanno tenuti sotto controllo tutto l’anno - sottolinea Argenziano, che è professore ordinario di Dermatologia all’Università degli Studi della Campania 'Luigi Vanvitelli' - e la mappatura andrebbe fatta una volta ogni 12 mesi, preferibilmente prima della bella stagione. Soprattutto se si hanno molti nei, se uno o più di essi hanno un diametro superiore ai 6 mm, se si è notata la comparsa di nuovi nei e se ci si accorge che un vecchio neo si modifica, se si ha familiarità con neoplasie cutanee, se si hanno nevi congeniti giganti e se si notano modificazioni dei nei in gravidanza". Con pelle scura o chiara, non fa differenza: chi ha molti nei "deve prestare la massima attenzione – mette in guardia il presidente di Sidemast – esponendosi ai raggi solari al mattino presto e non oltre le 11 e al pomeriggio dopo le 17, gli orari canonici dei bambini, applicando la protezione solare più adatta al proprio fototipo". Attenzione anche al melasma, condizione cutanea comune caratterizzata da macchie marroni o grigio-marroni che compaiono sul viso in chiazze irregolari, causata non solo dai cambiamenti ormonali. "L'esposizione ai raggi ultravioletti del sole stimola la produzione di melanina nella pelle. Un'esposizione prolungata o eccessiva senza un'adeguata protezione è causa del melasma. Quindi, appena si rientra dalle vacanze è bene sottoporsi ad un controllo dal dermatologo", conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L'appello: "Nella prossima Legge di bilancio non dimenticare il 118"
(Adnkronos) - "Il 118 che risponde sempre, subito e a chiunque, che arriva sempre e ovunque viene chiamato dalle urla disperate di chi ha bisogno, a tutela incrollabile della vita, è lo stesso 118 che scompare ogni qualvolta si tratti di ricevere riconoscimenti, considerazione e supporto da parte dello Stato. Che amaro e immeritato paradosso! La prossima Finanziaria dimenticherà, ancora una volta, il 118?" Lo chiede Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis118, in vista dei primi incontri del Governo sulla prossima legge Legge di bilancio, rivolgendosi all’Esecutivo, al Parlamento, alla politica. "Il Sistema di emergenza territoriale 118, preposto dallo Stato alla tutela tempo-dipendente della vita di 60 milioni di persone, è stato progressivamente depotenziato negli ultimi 20 anni e sistematicamente ignorato, per cause che la politica dovrebbe spiegare ai cittadini - aggiunge Balzanelli all'Adnkronos Salute - da ogni Governo e da ogni provvedimento legislativo che abbia previsto l'allocazione di risorse in favore della sanità. Nessun provvedimento legislativo ha mai valorizzato, in concreto, i suoi operatori, medici, infermieri, autisti-soccorritori", sottolinea ricordando che "il Pnrr non destina neanche un euro al 118 e non lo nomina nemmeno. Come se non esistessimo. Lo stesso Dm 77, che sancisce la rivoluzione del nuovo modello organizzativo della sanità del territorio, non prende in considerazione il 118. Il Governo ha provveduto a premiare, meritoriamente, i medici del pronto soccorso con indennità specifiche, mentre i medici del 118 non sono stati presi in alcuna considerazione. Anche qui, come se noi non esistessimo". Invece, elenca Balzanelli guardando alla prossima Finanziaria, "c'è da aumentare il parco mezzi di soccorso in tutte le regioni, perché siano in numero sufficiente a garantire tempi di arrivo sugli scenari critici coerenti con le tempistiche stabilite dal legislatore per area urbana ed extraurbana. C'è da assicurare al personale contratti incentivanti adeguati e da riconoscere ai medici, agli infermieri ma anche agli autisti-soccorritori le indennità specifiche del rischio ambientale e biologico, peculiare della dimensione operativa della medicina di emergenza territoriale. C'è da dotare ogni Sistema 118 di un centro di simulazione avanzata per garantire le migliori possibilità di formazione e addestramento, permanente e ricorrente, di tutti gli operatori". Il 118 "merita comprensione, prima ancora dei finanziamenti - chiarisce Balzanelli - se non si comprende o, peggio, se si finge di non comprendere a quale indispensabile presidio di sanità si fa riferimento, non si può avere la consapevolezza di cosa occorra perché mantenga un'efficienza degna della nostra cultura e rispettosa del principio di solidarietà sociale che, per la nostra Costituzione costituisce pilastro fondamentale. Pure con la recente tragedia nazionale della pandemia, il Sistema 118 ha dimostrato la sua fondamentale importanza per la difesa e per la sicurezza di tutti i cittadini, e dunque dello Stato nel suo complesso, operando in prima linea in una realtà che possiamo definire infernale, combattendo spesso in condizioni operative disarmate, con rischi elevati di contrarre l’infezione, soccorrendo e salvando innumerevoli vite umane. Il passaggio da dimenticati ad eroi e poi di nuovi a fantasmi è stato rapidissimo". "Se fosse ben conosciuto quel che fanno gli operatori del 118, risulterebbe ovvio prevedere di dotare le Centrali operative 118 della funzione di geolocalizzazione del chiamante, restituendo ai cittadini la possibilità dell’accesso diretto per non perdere tempo prezioso - evidenzia - che documentiamo si continua a perdere in modo significativo con l’attuale modello organizzativo del 112. Altrettanto ovvio risulterebbe prevedere di dotare le Centrali operative della più evoluta tecnologia che consenta di connetterle, in tempo reale, con i mezzi e con gli equipaggi di soccorso, e fare in modo che i pazienti critici possano beneficiare delle possibilità di valutazione clinica, diagnostica e terapeutica consentite dalla telemedicina". "Tutto questo vorremmo che comprendesse la politica, che è servizio alla comunità. Altrimenti non sarebbe politica. Ci chiediamo, oggi più che mai, come la politica possa ritenere di servire la comunità dimenticandosi completamente, di decennio in decennio, del Servizio di emergenza territoriale 118, che proprio alla comunità salva ogni giorno la vita", chiosa Balzanelli. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Malattia di Lafora, "Andrea peggiora. Lombardia risponda sulla terapia": nuovo appello dei genitori
(Adnkronos) - Di tempo la malattia di Lafora, patologia genetica rara, non ne lascia molto. Non si mette in stand by, continua la sua corsa incurante di carte, grafici, pratiche. "E così Andrea peggiora. Gli ultimi giorni sono stati un incubo: 11 crisi epilettiche in 12 ore. Da genitori siamo preoccupati, al limite della sopportazione. Chiediamo una risposta al più presto, che la Regione Lombardia ci dica se è possibile accedere a quel tentativo di terapia che sembra dare risultati in altri pazienti". Rinnovano la loro richiesta d'aiuto Stefano e Daniela, genitori di Andrea, 20 anni. Per provare a frenare le lancette della Lafora, che crisi dopo crisi 'spegne' sempre di più il fisico e il cervello dei ragazzi colpiti, sperano di poter provare la via di un farmaco, Myozyme*, terapia enzimatica sostitutiva già in uso per un'altra patologia, la malattia di Pompe. E' una possibilità che si sta esplorando in alcune regioni d'Italia (Lazio, Campania, Umbria), e a cui chiedono di accedere anche i familiari di Andrea, residente in Lombardia. Al ragazzo è stata, finora, negata. Dopo l'appello lanciato nei giorni scorsi, l'assessorato e la direzione generale Welfare, secondo quanto spiegato dalla Regione, avevano preso in carico la questione e stavano valutando le possibilità cliniche. "Devono prendere una decisione", ripete all'Adnkronos Salute il papà di Andrea, Stefano Mariani. "Nostro figlio è uno dei pochi pazienti arrivati a 20 anni in una condizione tale da permettergli ancora di camminare e parlare, ma già alcune cose che prima faceva non le fa più. Le crisi sono aumentate, e temiamo il tempo che passa. La situazione sembra precipitare. Per questo chiediamo una risposta tempestiva". NUOVI DATI SCIENTIFICI IN ARRIVO - Intanto gli scienziati sono al lavoro sulla raccolta di evidenze scientifiche. "Abbiamo messo insieme dati" sulla speranza di terapia per i pazienti con malattia di Lafora che prevede l'uso del farmaco Myozyme*, ha fatto il punto nei giorni scorsi Federico Vigevano, direttore del Dipartimento delle patologie dell'età evolutiva e di neuroriabilitazione all'Irccs San Raffaele di Roma. A breve, ha annunciato, "li presentiamo al Congresso europeo sull'epilessia" Eec Congress di cui Vigevano è presidente onorario, "che si aprirà a Roma il 7 settembre. Siamo riusciti all'ultimo momento a far prendere l'abstract e dimostriamo che il farmaco passa la barriera ematoencefalia. Il lavoro va avanti e stiamo preparando uno scritto per pubblicare i dati anche su una rivista scientifica".
La condivisione dei dati con la comunità scientifica e la pubblicazione sono un passaggio importante, ha spiegato l'esperto, "per far sì che altre Regioni", in presenza di pazienti che ne hanno bisogno, "accettino di farsi carico del trattamento, perché il problema è che, per farlo, queste ultime vorrebbero avere qualcosa di pubblicato". Il costo del trattamento, dice, "è sui 400 mila euro l'anno. Una cifra alta, ma non eccezionale considerato che sono veramente pochi i ragazzi con malattia di Lafora". "E l'impressione è che si riesca a rallentare l'evoluzione della malattia" con questa strategia. Vigevano ha seguito il caso di Carola, ragazza di Fiumicino per la quale la Regione Lazio ha sbloccato la via del Myozyme. Carola sta facendo il trattamento all'ospedale Bambino Gesù di Roma. Vigevano, pur essendo ora al San Raffaele, continua a seguire il suo percorso. La paziente "continua a fare il trattamento, ha avuto un miglioramento sul piano motorio e sul piano cognitivo, non sul piano delle crisi epilettiche. I dati che abbiamo ottenuto se non altro dimostrano che con questa terapia la malattia non ha progredito. E in una patologia così severa è già un risultato", dice. Dopo Lazio e Umbria "solo la Campania, in aggiunta, ha accettato di farsi carico di queste spese per i pazienti. Ci sono già due ragazze in quest'ultima regione che fanno la terapia, e probabilmente tra poco ce ne sarà un terzo. In totale ad oggi" in Italia "abbiamo 4 in terapia e uno in 'lista d'attesa'". Come procede intanto la raccolta dati? "C'era un problema importante che abbiamo affrontato, e cioè se questo farmaco potesse o meno passare la barriera ematoencefalica. Cioè, arriva al cervello o no?", analizza Vigevano. Era uno dei dubbi espressi da alcuni metabolisti. "In collaborazione con Giancarlo Parenti", professore dell''università Federico II di Napoli "abbiamo fatto gli studi sul liquor di Carola e di un'altra paziente, e adesso stiamo per fare il terzo, dimostrando che effettivamente il farmaco passa la barriera". Poiché ne sono state ritrovate "tracce nel liquor, non si può dunque dire che non passi", puntualizza lo specialista. Myozime era stato dato "in attesa che venisse sperimentato un farmaco mirato" alla patologia. La speranza più concreta era il Val-1221. Il tutto mentre la Ionis Pharmaceuticals, altra realtà che si era interessata alla Lafora, "stava portando avanti lo studio della storia naturale della malattia. Questa azienda ha raccolto anche i dati dei pazienti che vengono seguiti a Bologna e in altri centri in Europa, oltre che in America. E sarebbe stato importante che li pubblicasse - ragiona Vigevano - Sarebbe stato utile perché anche noi avremmo potuto utilizzarli per mostrare in maniera precisa se i pazienti che stanno facendo il Myozime vanno meglio di quelli che non lo fanno, secondo quella che dovrebbe essere l'evoluzione naturale della malattia". Quanto al farmaco sperimentale, "alla fine qualche paziente è anche riuscito a fare il Val-1221, ricevendolo in un percorso - sulla carta - di cure compassionevoli. Altri invece sono stati introdotti in un trial. Ma questa ditta non è stata più in grado di dare il farmaco e anche quei pazienti che l'avevano fatto in maniera compassionevole sono in crisi". ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
47.000 presenze per l'11esima edizione di San Marino Comics
(Adnkronos) - Si è conclusa domenica 25 agosto l'undicesima edizione di San Marino Comics, il festival della Cultura Pop organizzato quest’anno dall’Ass. San Marino Comics e dal Gruppo LEG, dopo la collaborazione di successo del 2023. Molto apprezzato il claim “Believe”, che ha richiamato le atmosfere del “Wonderful Wizard of Oz” di Frank Baum e l'immagine del manifesto, realizzata da Christian Cornia. L’evento ha registrato 47.000 presenze nell’arco dei tre giorni. I tanti appuntamenti, le numerose novità, l’estensione delle 12 aree tematiche oltre le mura del centro storico, i palchi con concerti e incontri di grande interesse, i prestigiosi ospiti hanno catalizzato l’attenzione del pubblico, contribuendo al successo di quella che, da più parti, è stata definita una fra le più riuscite edizioni del festival.
Fra gli appuntamenti più seguiti: la reunion di Gigi e Andrea, il concerto “Neverland” dedicato al mondo Disney degli ANIMEniacs Corp, lo show vintage “Vice is Nice”, che ha trasformato Campo Bruno Reffi in una grande discoteca degli anni ‘80 a cielo aperto, l’incontro con i doppiatori Giorgio Perno e Valerio Amoruso dell’iconica serie Cobra Kai, la mostra dedicata a Sailor Moon dei maestri giapponesi Hisashi Kagawa e Ikuko Ito, i talk con il magnetico Zeth Castle, la presentazione della biografia dello storico gruppo delle sigle tv I Cavalieri del Re, l’incontro con Roberto Genovesi, direttore artistico di Cartoons On The Bay e direttore di Rai Libri, la presenza di nomi prestigiosi del giornalismo italiano come Fabrizio Basso di Sky Tg24, la simpatia del duo comico dei PanPers e di Yoko Yamada, i consigli dell’influencer Kenta Suzuki, l’acclamato K-pop e l’immancabile Cosplay Contest. Vincente l’ampliamento delle aree tematiche, estese oltre le mura del centro storico, secondo un attento studio progettuale realizzato sull’arredo urbano. In particolare, hanno riscosso ampi consensi le nuove aree di quest’anno: la E-sport, in collaborazione con QLASH, l’ampliata scuola di magia di Harry Potter all’interno di Palazzo Graziani, il Villaggio Fantasy all’Ex Pattinaggio, gli incontri al Teatro Titano e la Movie Zone con le anteprime e i talk dedicati al cinema, l’Area Pet & Friends riservata agli amici a quattro zampe, per la prima volta in un festival della Cultura POP, in collaborazione con Marlù. Fra gli amanti dell’horror ha spopolato il Toxic Train all’interno della Galleria Montale che ha attirato tanti curiosi. Soddisfazione nelle parole del Segretario di Stato Federico Pedini Amati per l’ottima riuscita di questa edizione: “Esprimo grande soddisfazione per i numeri fatti registrare dall'edizione 2024 di San Marino Comics. Ho ribadito in più occasioni quanto io creda in questo evento e nell'indotto che genera, direi che a darci ragione, oggi, sono i numeri. Mi congratulo con gli organizzatori e i volontari che rendono possibile un evento che ha ormai raggiunto una chiara caratura internazionale e invito tutti a prepararsi per il 2025”. “Sono molto soddisfatto di come è stato realizzato l’evento in sinergia con il Gruppo LEG, che ha portato contenuti nuovi rispetto alle precedenti edizioni – dichiara il direttore artistico di San Marino Comics Paolo Gualdi – Devo ringraziare le istituzioni che hanno supportato il festival, la Segreteria per il Turismo, l’Ufficio Turismo e tutte le Segreterie di Stato e anche le Forze dell’Ordine che hanno coordinato le attività di sicurezza, fondamentali in un evento come questo. Il successo del Toxic Train alla Galleria Montale ha valorizzato una zona del territorio di San Marino già ben ristrutturata dall’Ass. Treno Bianco Azzurro, in questo specifico caso rivisitata grazie al lavoro dell’Ass. San Marino Comics. Le nuove aree tematiche hanno raccontato un’importante storia di Cultura Pop che attraversa tanti settori. I due sensei giapponesi hanno anche donato un’opera d’arte al Reparto Pediatria dell’Ospedale di Stato di San Marino. È stato un lavoro di squadra importante che ha fatto sì che a San Marino accorressero tantissime persone a giocare, omaggiare e regalare alla Repubblica tanto colore in tre giorni vissuti in totale spensieratezza”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Yelp contro Google con una nuova causa antitrust
(Adnkronos) - Il motore di ricerca per le attività commerciali Yelp ha deciso di depositare una causa antitrust contro il colosso Google, segnando una nuova tappa in una disputa che dura da anni tra le due aziende. Secondo le accuse di Yelp, Google avrebbe consolidato e mantenuto il suo monopolio nei servizi di ricerca locale favorendo il proprio motore di ricerca verticale, a discapito della concorrenza. Yelp sostiene che questa pratica abbia danneggiato la competizione, riducendo la qualità complessiva dei servizi di ricerca locale. In particolare, l'azienda denuncia il comportamento di Google che, attraverso i risultati della sua pagina di ricerca generale, indirizza gli utenti verso il proprio servizio di ricerca locale, configurando, secondo Yelp, un caso di "tying" illegale, ovvero l'accoppiamento di prodotti distinti per impedire ai rivali di crescere sul mercato. Yelp ha chiesto al tribunale di intervenire per fermare il comportamento che ritiene anticoncorrenziale e di ottenere un risarcimento danni. La causa è stata depositata presso il tribunale distrettuale del nord della California, lo stesso distretto in cui un'altra giuria ha recentemente riconosciuto Google colpevole di aver mantenuto un monopolio illegale attraverso il suo app store, nella controversia con Epic Games. La decisione di Yelp di intraprendere una propria azione legale contro Google è stata incoraggiata dalla recente vittoria del Dipartimento di Giustizia (DOJ) nella sua causa antitrust contro Google per pratiche escludenti nella distribuzione dei servizi di ricerca. In un'intervista al New York Times il CEO di Yelp, Jeremy Stoppelman, ha dichiarato che, dopo quella sentenza, "I venti dell'antitrust sono cambiati drasticamente". Sebbene il giudice distrettuale Amit Mehta abbia dato ragione al governo nella sua causa contro Google, ha limitato alcune delle accuse durante il processo. In particolare, Mehta ha respinto le richieste di un gruppo di procuratori generali statali che sostenevano che Google avesse agito in modo sleale disegnando le sue pagine di risultati di ricerca per ridurre la visibilità di motori di ricerca specializzati come Yelp e TripAdvisor. Da parte sua, Google ha risposto con fermezza alle nuove accuse di Yelp. "Le affermazioni di Yelp non sono nuove," ha dichiarato Peter Schottenfels, portavoce di Google, in un comunicato. "Accuse simili sono state respinte anni fa dalla FTC e più recentemente dal giudice nel caso del DOJ. Per quanto riguarda gli altri aspetti a cui si riferisce Yelp, stiamo facendo appello. Google si difenderà con forza dalle accuse infondate". Yelp ha una lunga storia di lotte antitrust contro Google, avendo già testimoniato al riguardo davanti al Senato nel 2020 e presentato un reclamo all'Unione Europea per il presunto favoritismo di Google verso i propri servizi. Secondo Yelp, i veri perdenti del comportamento presumibilmente anticoncorrenziale di Google sono i consumatori. Stoppelman ha scritto in un post sul blog che "impedendo agli utenti di lasciare Google, altri servizi di ricerca verticale sono ostacolati nel raggiungere i clienti, nel crescere e nel creare contenuti utili". Questa riduzione della concorrenza, sostiene Yelp, comporta un minor incentivo per Google a investire in contenuti di qualità, con il rischio di peggiorare l'esperienza dell'utente finale e di favorire risultati meno pertinenti ma più redditizi. Anche gli inserzionisti ne subirebbero le conseguenze negative, secondo Yelp, poiché la soppressione della concorrenza nella ricerca locale spinge sempre più inserzionisti locali verso Google. "Di conseguenza, Google può richiedere tariffe più alte agli inserzionisti con poche conseguenze", ha aggiunto Stoppelman. "Non a caso, Google ha aumentato le sue entrate pubblicitarie di ricerca anno dopo anno del 20% o più per la maggior parte dell'ultimo decennio, riuscendo allo stesso tempo ad aumentare la sua quota di mercato". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
'Dialoghi sull'emofilia A' a Brescia il 14 settembre
(Adnkronos) - Arriva in Lombardia il 14 settembre, a Brescia, 'Dialoghi sull'emofilia A', un'occasione di incontro e confronto tra i pazienti e i professionisti più esperti. L'iniziativa, a carattere puramente educazionale, è nata nel 2018, ideata da Smc media con il contributo non condizionante di Roche. Sono incontri di breve durata in un ambiente informale, durante i quali i clinici e i pazienti/famigliari hanno la possibilità di instaurare un dialogo aperto in cui vi sia spazio per l'aggiornamento, l'approfondimento su tutte le terapie attualmente disponibili per l'emofilia A e le risposte ai mille dubbi che a volte i pazienti non osano rendere espliciti. All'incontro, promosso dall’Associazione Emofilici Brescia 'Elisabetta Ravasio Passeri', 'intruso speciale' sarà Marco Mordente, ex Nazionale di basket, che aiuterà a palleggiare le nuvolette dei dubbi tra le risposte dei clinici e le riflessioni sulla sua vita personale. Alcune storie saranno illustrate in diretta dal noto fumettista Giuseppe Palumbo con l’intento di comporre un carnet di viaggio illustrato e raccontato attraverso le esperienze condivise. Gli specialisti presenti saranno Berardino Pollio, del Centro emofilia pediatrico dell'Ospedale Regina Margherita di Torino, Giuliana Martini, del Centro Emostasi degli Spedali Civili di Brescia e Elisa Bertoni, dell’Oncoematologia pediatrica degli Spedali Civili di Brescia. L’incontro è gratuito e si terrà presso la sala Franceschetti del Centro Paolo VI alle ore 17. Ulteriori informazioni sul sito www.dialoghiemofilia.it. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










