Subaru Solterra MY24, maggiore efficienza

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Subaru presenta la nuova Solterra.
 Un modello che ha rappresentato un passo importante per il Marchio a livello globale traghettandolo verso le zero emissioni. A distanza di due anni dal suo debutto, Subaru Solterra si rinnova.  Tante le migliorie che rendono questa BEV più efficiente, tecnologica e confortevole.  Il nuovo volante ha un design più squadrato e offre una. migliore impugnatura. Migliorato anche il sistema di riscaldamento, in grado ora di garantire calore nell’abitacolo in modo più omogeneo.  Cambia anche il Multi-Information Display, lo schermo presenta informazioni più leggibili, dalla visualizzazione dell’accensione delle luci di stop quando si preme il pedale del freno all’acceleratore in modalità S-Pedal.
 

 Anche se già presenti sul model year 2023, sulla rinnovata Solterra sono stati migliorati nel loro utilizzo, in modalità S-Pedal consentono di non staccare le mani sul volante. Rivisti anche i livelli di decelerazione al fine di intensificare la potenza della frenata rigenerativa.  La batteria è dotata di uno nuovo sistema di riscaldamento che ne incrementa le performance di ricarica. Presente nella dotazione di serie un nuovo caricatore trifase a 11 kW che si aggiunge a quello monofase da 7 kW. Sul fronte della sicurezza, la Solterra 2024 è dotata del Subaru Safety Sense 3 che prevede una serie di nuovi elementi hardware e miglioramenti software che aggiungono nuove funzionalità. Inedita anche la presenza di un radar frontale che si aggiunge alla dotazione presente sulla precedente generazione.  Tra gli ADAS disponibili sulla Subaru Solterra 2024 figurano l’Emergency Sterring Assist con Active Support (sterzata di emergenza), il Lane Change Assist (supporto nel cambio corsia), il Flashing Hazard Lamp (attivazione automatica delle luci di emergenza in caso di rischio di tamponamento) e il Secondary Collision Braking (attivazione automatica dei freni in presenza di un possibile rischio di collisione).  Dispositivi di sicurezza che rendono il BEV giapponese estremamente sicuro. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Iveco all’IAA Transportation 2024 un’offerta a zero emissioni

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Iveco presenta allo IAA Transportation 2024 i nuovi S-eWay ed eMoovy.
 Uno stand che mostra tutti i passi compiuti da Iveco nel suo percorso verso la decarbonizzazione, la sua strategia multi-energetica e un ecosistema di partner in crescita, così come un portafoglio servizi integrati, sono stati gli strumenti che hanno consentito a Iveco di ottenere risultati sorprendenti.  Allo IAA Transportation 2024 spazio dunque, alla sostenibilità. Iveco in questa occasione presenta la sua amica gamma di veicoli alimentati a biocarburante HVO, gas naturale, batteria elettrica e idrogeno.  Due le novità, il nuovo S-eWay, il veicolo commerciale pesante a zero emissioni e l’eMoovy, il veicolo commerciale leggero (categoria 2,5 a 3,5 tonnellate) sviluppato con Hyundai.  
Luca Sra, President Truck Business Unit, Iveco Group, ha illustrato la solida strategia del marchio: "Abbiamo una strategia chiara e coerente fondata su quattro pilastri: Servitization, ciò che chiamiamo "Innovaction", un forte ecosistema di Partner e il nostro approccio Multi- Energy. Attraverso la Servitization, abbiamo indirizzato la nostra attività dalla vendita di hardware puro a quella di soluzioni integrate di mobilità chiavi in mano. "Innovaction" è il nostro modo di garantire che siamo pronti per qualsiasi sfida futura, riorganizzando le persone e i processi puntando all'eccellenza e all'efficienza operativa”.  Spazio a tre aree, Veicoli Multi-Energy, Software Defined e Guida Autonoma.
 L’area Multi-Energy presente allo stand Iveco allo IAA Transportation 2024, porta a scoprire l’offerta del Marchio nelle zero emissioni.  In quella Software-Defied Vehicle, si parla di connettività, nell’area Guida Autonoma, dei nuovi livelli di sicurezza ed efficienza sulla strada. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumore del colon, il cancro che ha colpito Totò Schillaci: prevenzione, test, terapie

(Adnkronos) - Addio a Totò Schillaci, indimenticato capocannoniere delle 'notti magiche' di Italia '90, morto oggi a soli 59 anni a causa di un tumore del colon che lo aveva colpito un paio di anni fa. L'ex calciatore era ricoverato nel reparto di Pneumologia dell'Ospedale Civico di Palermo dal 7 settembre, quando le sue condizioni di salute erano peggiorate. Quello al colon, spiegava all'Adnkronos Salute qualche giorno fa Maurizio Vecchi, professore di gastroenterologia dell'università degli Studi di Milano e direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia al Policlinico del capoluogo lombardo, è il "secondo tumore per frequenza ed è ai primi posti sia nei maschi che nelle femmine. Una neoplasia che dobbiamo tenere bene in considerazione".  I dati parlano chiaro: secondo le stime che ogni anno vengono diffuse nel rapporto 'I numeri del cancro', nel 2023 le nuove diagnosi di tumore del colon-retto sono state circa 50mila, numero inferiore solo ai nuovi casi di cancro al seno (circa 55.900). "Una frequenza elevata", osserva l'esperto. Ma questo tumore ha anche un'altra caratteristica: "Se preso nei primissimi stadi, può essere debellato completamente e avere una prognosi eccellente per la vita, con una sopravvivenza a 5 anni superiore al 90%". Per questo, continua Vecchi, "è davvero importante aderire allo screening" previsto per questa malattia. "Purtroppo, questo concetto non è ancora molto diffuso tra la popolazione generale, perché solo il 30-40% delle persone aderisce a questo tipo di programma. E' un tasso sicuramente insoddisfacente, molto basso". E c'è un altro alert che sta aprendo nuove valutazioni: "Purtroppo ultimamente si sta segnalando una maggiore frequenza dei casi di tumore del colon anche in un'età non attesa prima", fra persone più giovani. "Tanto che si sta ipotizzando di abbassare l'età di inizio dello screening a 45".  Se questo tumore viene diagnosticato tardivamente, "quando è già molto esteso e quando sono presenti metastasi a distanza, a quel punto la sopravvivenza a 5 anni è bassa". Ecco perché questa neoplasia è "il target ideale per un programma di screening, che prevede in questo caso una volta ogni due anni, a partire dai 50 anni di età, l'invito a ritirare in farmacia una provetta per la ricerca del sangue occulto nelle feci, ed eseguire il test, riportando il campione in farmacia, tutto questo gratuitamente". Se la ricerca del sangue occulto fosse positiva, "il paziente viene invitato sempre gratuitamente a eseguire l'accertamento di secondo livello, che è la colonscopia. Ovviamente in questa fase l'adesione è molto più elevata. Il cancro al colon è un tumore di cui dobbiamo occuparci, anche perché i programmi di prevenzione in questo caso sono veramente volti non solo a fare una diagnosi precoce di un tumore già in atto, ma anche a trovare addirittura i polipi adenomatosi del colon, che sono il 'precursore' tipico del carcinoma, e possono essere rimossi durante la colonoscopia, facendo ripartire da zero un cammino che era già iniziato verso il tumore del colon. E' questo l'unico campo in cui noi facciamo vera e propria prevenzione, perché andiamo a togliere una lesione che non è ancora un tumore, ma che lo diventerà". In generale, "la percentuale dei tumori diagnosticati in fase iniziale è aumentata, perché l'attività di screening ha ridotto significativamente lo stadio di malattia. E - prosegue Vecchi - ci sono degli studi che dimostrano negli Usa, ma anche in Italia, come l'implementazione dello screening riduce alla fine la mortalità". Ed ecco, riflette l'esperto, "anche perché sorprende sempre che la malattia possa recidivare a distanza di tempo, nel momento in cui viene completamente eradicata con un intervento chirurgico ed eventualmente con una terapia adeguata. In alcuni casi ovviamente questo succede, soprattutto però quando la diagnosi, l'intervento chirurgico e la terapia vengono eseguiti quando già il tumore è andato un po' oltre l'organo iniziale, magari ha colpito i linfonodi ed è presente nel fegato in cui c'è la sede tipica delle prime metastasi. E non possiamo essere certi che, anche se andiamo a togliere quei linfonodi o quelle lesioni del fegato, non ci siano già cellule in giro che magari si riveleranno in tempi successivi".  "Oggi diciamo che le forme diagnosticate nella fase più avanzata possono essere intorno al 10-15%, lo stadio che già coinvolge i linfonodi riguarda probabilmente il 30-40% dei casi. Mentre intorno al 50%, fortunatamente, viene scoperto in fase iniziale", illustra lo specialista. Dopo il fegato, il secondo 'filtro' dell'organismo che può essere colpito "è il polmone - spiega ancora Vecchi - Si capisce dunque quanto è importante che anche i media dedichino tempo e spazio al tumore del colon. Il 95% di queste neoplasie è rappresentato dal cosiddetto tumore sporadico, che comunque ha una sua familiarità, per cui le persone che hanno avuto in famiglia dei casi sono più esposte a questo rischio, soprattutto se i tumori del colon del familiare sono avvenuti in età precoce o intorno ai 50 anni. In queste circostanze i parenti di primo grado devono iniziare lo screening anche prima dell'età prevista per la popolazione generale". Quanto alle terapie, "sono migliorate in maniera eclatante nel corso degli anni, sia dal punto di vista delle tecniche chirurgiche, sempre più precise e focalizzate, che delle chemioterapie, divenute molto più efficaci. Nei tumori più bassi del retto ci sono dei casi selezionati con caratteristiche genetiche precise in cui si è visto che l'immunoterapia fa regredire completamente la malattia. E si lavora anche nella direzione dei vaccini a mRna e verso sistemi che possano aumentare la capacità diagnostica senza usare mezzi invasivi. Nell'arco di non molti anni dovrebbe concretizzarsi per esempio la cosiddetta 'biopsia liquida': da un prelievo di sangue potremo identificare la presenza di Dna tumorale. Il primo messaggio oggi è: aderite agli screening" che offrono la ricerca del sangue occulto, conclude Vecchi. "E non sarebbe una scelta sbagliata se un 50enne che ha avuto la madre colpita dal tumore a 70 anni volesse fase la colonscopia. Ma un altro punto fermo da tenere a mente è che, anche quando la diagnosi arriva in fase avanzata, si può intervenire, con approcci mirati pure sulle lesioni secondarie. Quindi mai darsi per vinti". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


The Sims annuncia un lungometraggio in partecipazione con Amazon MGM Studios

(Adnkronos) - Da quasi 25 anni, The Sims ha offerto a milioni di appassionati (quasi 500 milioni di Simmini) la possibilità di esplorare le infinite possibilità della vita attraverso le innovative dinamiche di gioco. Questo celebre titolo ha permesso agli utenti di immergersi in scenari di vita virtuale, gestendo la quotidianità di personaggi digitali, i Sims, attraverso scelte e interazioni che riflettono una grande varietà di esperienze umane. 
Nel 2024, i giocatori hanno trascorso oltre 1,2 miliardi di ore su The Sims 4, esplorando e creando senza le limitazioni del mondo reale. Con più di 640 milioni di Sims personalizzati e oltre 65 milioni di bambini "nati" nel gioco, la piattaforma ha dimostrato un'incredibile capacità di coinvolgere e ispirare. Le modalità di gioco, come la costruzione di case e la gestione di scenari di vita, hanno catalizzato centinaia di milioni di ore di intrattenimento, testimoniando la forte presenza e il continuo interesse verso il gioco. Sono infatti in arrivo grandi novità che saranno svelate a poco a poco.  In coincidenza con il 25° anniversario, Electronic Arts in una nota ufficiale ha annunciato un nuovo capitolo entusiasmante per The Sims: un adattamento cinematografico in collaborazione con Amazon MGM Studios. Il film sarà diretto da Kate Herron e scritto insieme a Briony Redman, promettendo di portare la magia e la complessità di The Sims in un nuovo formato. Questa evoluzione rappresenta un ponte tra il mondo dei videogiochi e quello del cinema, promettendo di ampliare ulteriormente l'impatto culturale del franchise. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Neurologi: "Entro 2050 triplicheranno casi demenza con costi per 60mld"

(Adnkronos) - A causa del rapido invecchiamento della popolazione in Italia, "si prevede che il numero di persone affette da demenza quasi triplicherà entro il 2050, passando da 1,2 milioni nel 2019 a oltre 3 milioni, con costi stimati diretti fino a più di 60 miliardi di euro. L'aumento dell'aspettativa di vita inoltre determinerà un aumento delle persone affette da demenza nei paesi a basso reddito e in povertà". A fare il punto è la Sin, la Società italiana di Neurologia, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer che si celebra il 21 di settembre e della riunione del G7 sulle demenze prevista ad Ancona l’8 di ottobre.  "Negli ultimi anni diversi studi hanno sottolineato come lo sviluppo di una demenza e soprattutto della Malattia di Alzheimer non sia inevitabile. Infatti, intervenire sui fattori di rischio modificabili, a partire dall'infanzia e continuando per tutta la vita, potrebbe prevenire o ritardare di molti anni quasi la metà dei casi di demenza - prosegue la Sin - Anche se in Italia le persone vivono più a lungo e a parità di età si ammalano meno rispetto a 30 anni fa, il numero di persone affette da demenza è destinato ad aumentare in virtù dell’invecchiamento della popolazione. Ciononostante, il potenziale per prevenire e gestire meglio la demenza è elevato se si interviene per contrastare i fattori di rischio, anche nelle persone con un elevato rischio genetico di demenza".  Sulla base di recenti prove, "sono stati individuati due nuovi fattori di rischio: elevati di lipoproteine a bassa densità (Ldl) o colesterolo 'cattivo' nella mezza età e la perdita della vista non trattata in età avanzata - ricordano i neurologi - Questi nuovi fattori di rischio si aggiungono ai fattori di rischio precedentemente identificati dalla 'Lancet Commission' nel 2020 (bassi livelli di istruzione, problemi di udito, ipertensione, fumo, obesità, depressione, inattività fisica, resistenza all’insuline e diabete, consumo eccessivo di alcol, traumi cranici, inquinamento atmosferico e isolamento sociale), che sono collegati al 40% di tutti i casi di demenza. Oltre a questi, tuttavia, devono essere tenuti in considerazione anche la contaminazione e sofisticazione degli alimenti, le alterazioni del microbiota intestinale e orale, i disturbi del sonno, le infezioni da Hsv e probabilmente l’invecchiamento immunitario o immunosenescenza". La Sin chiede ai governi e alla società "di impegnarsi nell'affrontare i rischi della demenza nel corso della vita, sostenendo che una azione di promozione a favore della Prevenzione primaria e secondaria rappresenta la vera arma per vincere la sfida con le demenze, incrementando nello stesso tempo i sostegni socio-sanitari a favore dei malati e dei loro familiari".  “Per ridurre il rischio di Alzheimer può e deve essere fatto molto di più - afferma Alessandro Padovani, presidente della Sin - Abbiamo prove convincenti del fatto che un'esposizione più lunga ai diversi fattori di rischio ha un effetto maggiore e che i rischi agiscono maggiormente nelle persone vulnerabili. Ecco perché è fondamentale incentivare gli sforzi preventivi verso coloro che ne hanno più bisogno, compresi coloro che vivono in aree a basso e medio reddito e nei gruppi socio-economicamente svantaggiati. É un compito che riguarda tutti e che deve mirare a ridurre le disuguaglianze di rischio rendendo gli stili di vita sani il più possibile raggiungibili per tutti". Per ridurre il rischio di demenza nel corso della vita, la Sin delinea diverse raccomandazioni tra cui: offrire un'istruzione scolastica di buona qualità incentivando gli studi superiori; promuovere un’istruzione permanente nelle diverse fasi della vita sostenendo le Università della terza età e le attività associative volontarie: promuovere l’uso del casco e protezioni per la testa nell’uso di monopattini e biciclette, nei luoghi di lavoro a rischio e nelle attività sportive di contatto: ridurre l'esposizione all'inquinamento ambientale e alimentare attraverso rigorose politiche per un ambiente pulito e sano; ampliare le misure volte a ridurre il fumo di sigaretta, come il controllo dei prezzi, l'innalzamento dell'età minima per l'acquisto e il divieto di fumo nei luoghi comuni anche all’esterno; ridurre il consumo di alcol e ampliare le misure volte a ridurre l’eccessivo consumo di superalcolici nei luoghi di ritrovo E ancora: la promozione di una lotta all’isolamento e alla solitudine a tutte le età favorendo la realizzazione di ambienti comunitari e alloggi di supporto per contrastare il disagio sociale; promuovere una attiva campagna di prevenzione dei disturbi della vista e dell’udito nella logica dell’approccio 'One Health', favorendo screening oftalmologici e audiologici dell’età di 65 anni; promozione della salute dentaria rendendo accessibili a tutti gli screening odontoiatrici mediante il coinvolgimento degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri; monitorare i livelli di trigliceridi e colesterolo unitamente alla glicemia e al colesterolo Ldl, a partire dai 35 anni promuovendo una campagna di prevenzione ai disturbi alimentari; monitorare i livelli di pressione arteriosa periodicamente a partire dai 35 anni riducendo l’uso di sale negli alimenti; prevenire e trattare i disturbi del sonno mediante un’educazione all’igiene del sonno; individuare precocemente i disturbi del tono dell’umore anche mediante il coinvolgimento dell’Ordine degli Psicologi favorendo una tempestiva presa in carico da parte della Psichiatria nei centri di cura; promuovere nelle scuole e nei luoghi di lavoro una attiva campagna di informazione a favore di un’alimentazione sana e di una attività fisica costante anche nelle età avanzate Secondo la Sin, "queste azioni sono particolarmente importanti alla luce delle nuove prove che dimostrano che la riduzione dei rischi di demenza non solo aumenta gli anni di vita in buona salute, ma riduce anche il tempo che le persone che sviluppano demenza trascorrono in cattiva salute, a supporto della necessità di una diagnosi precoce e di interventi di prevenzione secondaria". "Uno stile di vita sano – prosegue Padovani - che preveda esercizio fisico regolare, non fumare, un sonno regolare, fornire stimoli cognitivi e mentali anche al di fuori dell'istruzione formale e che eviti un uso eccessivo di sostanze alcoliche e favorisca un’alimentazione equilibrata ricca in verdure e frutta, non solo è in grado di ridurre il rischio di demenza, ma può anche ritardarne l'insorgenza così come rallentarne il decorso. Ciò ha enormi implicazioni sulla qualità della vita per gli individui e benefici in termini di risparmio sui costi per le società". Secondo i neurologi, l’Italia "potrebbe in questo modo ottenere in 20 anni risparmi sui costi attuali pari a circa 10 miliardi di euro da destinare alla realizzazione di attività di sostegno ai malati e ai familiari". In uno studio pubblicato sulla rivista 'The Lancet Healthy Longevity', Naaheed Mukadam (UCL Psychiatry) e i coautori hanno modellato l'impatto economico dell'implementazione di alcune di queste raccomandazioni, usando l'Inghilterra come esempio. I risultati "dello studio suggeriscono che l'uso di interventi a livello di popolazione di nota efficacia per affrontare i fattori di rischio della demenza potrebbe avere un profondo effetto sulla prevalenza della demenza e sulle disuguaglianze, nonché significativi risparmi sui costi", chiosa la Sin.  Proprio per sensibilizzare la popolazione sulla Malattia di Alzheimer, a partire da sabato 21 settembre sui canali social ufficiali della Società italiana di Neurologia verranno pubblicate delle video pillole in risposta ad alcune delle domande ricevute dagli utenti. La Sins chiede anche "un maggiore supporto per le persone affette da demenza e le loro famiglie. In molte regioni e in molte aree del nostro Paese, gli interventi efficaci che si sa possano giovare alle persone affette da demenza non sono ancora disponibili o non sono una priorità. Allo stesso modo, le esigenze di molti caregiver non sono adeguatamente considerate e soddisfatte. Sarebbe importante fornire interventi di 'coping' per i familiari che prestano assistenza e che sono a rischio di depressione e ansia, garantendo oltre ad agevolazioni e supporti economici, anche supporto emotivo, pianificazione per il futuro e informazioni sulle risorse mediche e socio-sanitarie. A maggior ragione, è quanto mai necessario promuovere azioni concertate a sostegno delle persone sole e isolate così come di tutte le persone fragili, data l’evidenza che queste sono a maggior rischio di sviluppare la Malattia di Alzheimer".  “Per dare la piena attuazione alle azioni sopradescritte è necessario creare una migliore organizzazione dei servizi per la demenza a livello dei distretti sanitari – sostiene Camillo Marra, presidente delle Sindem (Associazione autonoma aderente alla Sin per le demenze) - allo scopo di mettere in rete tutte le competenze presenti a livello territoriale dando piena attuazione a quelli che sono i dettami del Dm 77. La creazione di Pdta locali potrà facilitare l’accesso dei pazienti in fase più precoce di malattia e permettere quelle politiche di stratificazione del rischio e screening di popolazione propedeutiche alla attuazione di programmi di prevenzione e presa in carico precoce dei pazienti e dei caregiver”. Per la ricerca, la Sin chiede "una maggiore integrazione tra le diverse Istituzioni nazionali e regionali al fine di accedere a finanziamenti Europei per incentivare la ricerca di base, traslazionale e epidemiologica nel nostro paese, già tra i primi al mondo per quanto riguarda gli studi su Alzheimer e Demenze. Ancora molto deve essere fatto per comprendere i diversi meccanismi che favoriscono le malattie del cervello e ad oggi non abbiamo una terapia miracolosa in grado di impedire lo sviluppo della Malattia di Alzheimer né di bloccare la Malattia. Ci sono diverse evidenze a supporto del fatto che essa può essere rallentata con farmaci che in Europa non sono ancora autorizzati, soprattutto se diagnosticata precocemente, ma dobbiamo fare di più per garantire cure efficaci e sicure e soprattutto per sostenere la creazione di reti regionali che permettano di avere registri di patologia".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Microsoft annuncia importanti novità per Microsoft 365 Copilot

(Adnkronos) - Microsoft ha recentemente annunciato, in una nota ufficiale, significativi aggiornamenti per il suo Microsoft 365 Copilot, progettati per rivoluzionare il modo in cui interagiamo con gli strumenti tecnologici. Con l'introduzione di funzionalità innovative, Microsoft si propone di rendere il lavoro quotidiano più fluido e integrato, sfruttando al meglio le potenzialità dell'intelligenza artificiale. Gli aggiornamenti recenti segnano un importante passo avanti per Copilot, che ha visto un incremento di utilizzo del 60% rispetto al trimestre precedente, e un raddoppio del numero di persone che lo utilizzano quotidianamente nel contesto lavorativo. Questo incremento sottolinea come Copilot sia diventato uno strumento indispensabile per molti professionisti in tutto il mondo. Copilot Pages: la nota ufficiale Microsoft annuncia la nuova risorsa digitale, BizChat, che integra dati da documenti, email e calendari, potenziata ulteriormente dalle nuove Copilot Pages. Queste ultime offrono un canvas persistente che facilita la collaborazione in tempo reale, permettendo agli utenti di modificare, condividere documenti e interagire con l'AI in maniere sempre più intuitive e immediate. 
Copilot è stato integrato con nuove funzionalità avanzate nelle app di Microsoft 365 come PowerPoint, Teams e Outlook, e ora anche in Excel. Quest'ultimo, in particolare, beneficia dell'integrazione con Python, ampliando notevolmente le capacità di analisi e automazione disponibili per gli utenti. Ecco il video di presentazione delle funzionalità Copilot per PowerPoint Ma non finisce qui ,con l'ultimo aggiornamento di Copilot Agents e Copilot Studio, gli agenti creati in Copilot Studio possono ora essere implementati direttamente in Microsoft 365 Copilot, arricchendo il flusso di lavoro quotidiano degli utenti. La nuova esperienza di Copilot Studio permette la creazione di agenti personalizzati direttamente all'interno di applicazioni come Microsoft 365 Copilot Business Chat e SharePoint, promettendo una personalizzazione senza precedenti e un'accessibilità estesa a tutti i livelli di utenza. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


macOS Sequoia: tutte le novità dell'aggiornamento Mac

(Adnkronos) - macOS Sequoia, l'ultima versione del sistema operativo di Apple per computer Macintosh disponibile ora per il download, è compatibile con un'ampia gamma di modelli: dai MacBook Air 2020 e Pro 2018 in poi, ai Mac mini 2018 e successivi, senza dimenticare gli iMac e iMac Pro 2019 o più recenti, e l'intera linea Mac Pro 2019 e Mac Studio 2022 e successivi. Un'importante novità che caratterizza Sequoia è l'introduzione dell'iPhone mirroring, una funzione che consente di controllare l'iPhone direttamente dal Mac utilizzando tastiera e mouse. L'integrazione, introdotta tramite una app che per il momento non funziona in Europa, permette di eseguire operazioni di drag and drop tra i due dispositivi, avviare app dell'iPhone dal Mac e visualizzare le notifiche del telefono sul computer. La gestione delle finestre è stata resa più efficiente grazie al window tiling, che permette di organizzare e ancorare le finestre allo schermo in modo rapido e intuitivo. Trascinando una finestra verso il bordo dello schermo, viene visualizzata un'area in cui è possibile posizionarla con precisione. Un'ulteriore novità è rappresentata dall'anteprima di condivisione, che mostra agli utenti cosa stanno per condividere prima di confermare l'operazione. Questa funzionalità, compatibile con Zoom, FaceTime e altre app, offre un maggiore controllo sulla condivisione dei contenuti. Safari 18, la nuova versione del browser di Apple, introduce diverse migliorie, tra cui una funzione no distrazioni che aiuta gli utenti a sbarazzarsi di pubblicità e pop up sulle pagine web. La gestione delle password è stata semplificata grazie alla nuova app Password, che offre un accesso ancora più intuitivo a password, passkey, password Wi-Fi e altre credenziali. L'app è in grado di sincronizzare le password tra i dispositivi Apple e anche con quelli Windows tramite l'app iCloud per Windows. Per gli sviluppatori, il Game Porting Toolkit 2 semplifica la migrazione dei giochi sui dispositivi Apple, garantendo frame rate più fluidi e una migliore gestione energetica su tutta la gamma di Mac grazie a una game mode completamente rivista. 
Apple Intelligence, il nuovo sistema di intelligenza artificiale di Apple, promette di migliorare l'esperienza utente su Mac, iPhone e iPad. Questo sistema offrirà strumenti di scrittura avanzati per riscrivere, correggere e riassumere testi in varie app, e permetterà di creare immagini in diversi stili. Inoltre, una nuova funzionalità in Foto consentirà di creare video a partire da foto e video esistenti, basandosi su una descrizione fornita dall'utente. Siri beneficerà anch'esso di aggiornamenti basati sull'IA, con l'integrazione di ChatGPT. Tuttavia, al momento della stesura di questo articolo non è chiaro quando Aplle lancerà in Europa queste funzioni, per ora appannaggio solamente degli USA. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Bere 3 caffè al giorno può proteggere da diabete e malattie del cuore

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Il caffè fa male o bene al cuore? E' una domanda ricorrente nella patria dei cultori dell'espresso. Una risposta arriva dalla scienza: secondo un nuovo studio pubblicato sul 'Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism', consumare regolarmente quantità moderate della bevanda e quindi quantità moderate di caffeina può offrire un effetto protettivo contro diverse malattie cardiometaboliche, tra cui diabete di tipo 2, coronaropatie, ictus. I ricercatori che firmano il lavoro hanno scoperto un'associazione fra un rischio più basso di multimorbilità cardiometabolica (Cm) di nuova insorgenza - che si riferisce alla coesistenza di almeno 2 malattie cardiometaboliche - e l'assunzione regolare di caffè o caffeina.  Quale sarebbe la quantità ideale per un effetto-scudo? "Consumare 3 tazze di caffè o 200-300 mg di caffeina al giorno potrebbe aiutare a ridurre il rischio di sviluppare multimorbilità cardiometabolica" in persone senza alcuna malattia di questo tipo, dichiara l'autore principale dello studio Chaofu Ke, Dipartimento di epidemiologia e biostatistica della School of Public Health al Suzhou Medical College - Soochow University, in Cina. Oggi con l'invecchiamento della popolazione che si osserva un po' in tutto il mondo, la prevalenza di persone con più patologie cardiometaboliche sta diventando una preoccupazione crescente per la salute pubblica, si osserva nello studio. Il consumo di caffè e caffeina potrebbe svolgere un ruolo protettivo da non trascurare, rilevano i ricercatori. Dallo studio è emerso che chi assumeva regolarmente una quantità moderata di caffè (3 al giorno) o caffeina (200-300 mg al giorno) aveva un rischio di multimorbilità cardiometabolica ridotto del 48,1% rispetto ai non consumatori o del 40,7% rispetto ai consumatori di meno di 100 mg di caffeina al giorno. Ke e i suoi colleghi hanno basato le loro scoperte sui dati della UK Biobank, ampio e dettagliato studio longitudinale sulla dieta, con oltre 500mila partecipanti di età compresa tra 37 e 73 anni. Lo studio ha escluso chi aveva informazioni ambigue sull'assunzione di caffeina. E il pool di partecipanti ha raggiunto un totale di 172.315 persone, prive in partenza di malattie cardiometaboliche, usate per le analisi della caffeina, e 188.091 per le analisi del consumo di caffè e tè.   L'assunzione di caffè e caffeina a tutti i livelli era inversamente associata al rischio di multimorbilità cardiometabolica nei partecipanti senza questo tipo di malattie. Ma chi aveva consumi moderati mostrava il rischio più basso, secondo i risultati dello studio. Un'assunzione moderata di caffè o caffeina era inversamente associata a quasi tutte le fasi di sviluppo della multimorbilità cardiometabolica. "I risultati - conclude Ke - evidenziano che promuovere quantità moderate di caffè o caffeina come abitudine alimentare per le persone sane potrebbe avere benefici di vasta portata per la prevenzione" di questo problema.  Numerosi studi epidemiologici hanno rivelato effetti protettivi del consumo di caffè, tè e caffeina sulla morbilità di singole malattie cardiometaboliche. Tuttavia, i potenziali effetti di queste bevande sullo sviluppo di multimorbilità su questo fronte erano in gran parte sconosciuti. Gli autori hanno esaminato la ricerca disponibile sull'argomento e hanno rilevato che le persone con una singola malattia cardiometabolica possono avere un rischio di mortalità per tutte le cause due volte superiore rispetto a quelle prive di qualsiasi malattia cardiometabolica. E hanno scoperto che gli individui con multimorbilità cardiometabolica possono avere un rischio di mortalità per tutte le cause quasi da 4 a 7 volte superiore. Rispetto a quest'ultima condizione, i ricercatori hanno infine notato anche che può presentare rischi più elevati di perdita di funzionalità fisica e stress mentale rispetto ai pazienti con singole malattie. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Paoletti (Camera Com. Venezia Giulia): "Crescono cantieristica e turismo, pesa crisi commercio"

(Adnkronos) - L'occupazione va, il turismo si consolida, l'industria cantieristica e navale cresce, ma altri settori soffrono, come il commercio e, dopo il boom dei bonus, anche l'edilizia. E' in chiaroscuro il bilancio sulla condizione delle imprese del tessuto produttivo della Camera di Commercio Venezia Giulia (Trieste e Gorizia), come spiega, intervistato da Adnkronos/Labitalia il presidente dell'ente Camerale, Antonio Paoletti.  "Lo stato di salute delle imprese del territorio -spiega- è diciamo così a corrente alternata, ci sono alcuni settori in forte crescita, altri settori stabili e altri ancora in forte diminuzione. Chi sta peggio è il settore abbigliamento, calzature e complementi sia uomo che donna. A Trieste si salva un po' di più perché c'è un turismo ormai consolidato tutto l'anno, fatto per lo più di stranieri oltre che di italiani, un turismo che acquista nei negozi. Nel resto del territorio c'è forte crisi. I motivi? Il commercio on line, ma anche lo smart working visto che lavorando da casa si sta in tuta e si è perso quel modo di vestirsi elegante che portava a fare acquisti. E poi primo tra i fattori: gli stipendi, sono troppo bassi, c'è sempre meno potere d'acquisto", sottolinea.  Ma non è solo il commercio ad arrancare."L'edilizia ha avuto il boom dei bonus, c'è ancora qualche strascico quest'anno, ma finito quello anche per questo settore si prospettano venti di crisi, specie se non si metteranno in campo bonus per le case green", sottolinea.  A fare la parte del leone sul territorio è il turismo. "E' in piena crescita -sottolinea Paoletti- si trascina dietro la produzione agroalimentare, ma anche gli interventi di restauro delle strutture ricettive e altri comparti. C'è un movimento importante". E il territorio della Camera di Commercio Venezia Giulia è storicamente legato alla cantieristica. "L'industria cantieristica, con Fincantieri, si porta dietro un indotto di piccoli, medi e grandi artigiani, è veramente importante. E sulla scena di questo si è creato un distretto della nautica diffuso, con sede principale a Monfalcone, che sta andando alla grande. Con grandi imprese anche internazionali che si insediano nella zona".  Note dolenti arrivano però dal porto di Trieste. "Il porto, il primo porto italiano, ha un momento non dico di stasi, ma con il blocco del canale Suez si stanno perdendo traffici, per cui se non cambia qualcosa lì veramente ci saranno altri problemi".  In sostanza il bilancio sul tessuto produttivo del territorio "è in chiaroscuro, diciamo. In linea di massima l'occupazione tiene, anzi siamo in forte crescita nella regione grazie alle politiche regionali, sia sul tema della formazione, sia su quella degli incentivi alle imprese che assumono", sottolinea ancora.  Centrale per il presente e il futuro è la formazione. "E' vero che da una parte stiamo perdendo mestieri, stiamo perdendo certi tipi di lavori, ma in un nostro studio che abbiamo presentato lo scorso maggio noi abbiamo selezionato ben 117 nuovi mestieri che stanno già arrivando e arriveranno", sottolinea.  E la Camera di commercio è pronta fare la sua parte per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. "Noi chiediamo di dare la possibilità agli artigiani che escono dal mercato del lavoro di diventare tutor dei giovani che vogliono avviarsi verso questi mestieri artigiani. Parlo dei carrozzieri, falegnami, meccanici, elettricisti e chi ne ha più ne metta. Questo sarebbe un bel modo per incentivare l'artigiano che deve concludere e dare una mano a chi ha bisogno", sottolinea.  Ma in un percorso verso un'economia sana per Paoletti non può mancare il contributo positivo dell'immigrazione. "Noi abbiamo un bisogno estremo di manodopera. Ormai tutti i settori economici, da infermieri, medici, ingegneri oppure semplici operatori, non si trovano. Secondo me dovremmo creare delle politiche che attraverso il mondo delle Camere di Commercio e le associazioni di categoria potrebbero intanto insegnare la lingua italiana a chi vuole rimanere da noi. Formarli nei vari mestieri e inserirli sul mercato del lavoro. Perché che piaccia o no, noi abbiamo bisogno degli immigrati", conclude.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il lavoro autonomo? Per il 41% è attraente

(Adnkronos) - Amway, azienda leader globale nel settore della vendita diretta, rende nota l’edizione 2023 dell’Amway global entrepreneurship report (Ager), il più completo e longevo studio dedicato all’imprenditorialità nel mondo. La ricerca, condotta su un panel di 15.000 persone in 15 Paesi tra i quali l’Italia, come unico rappresentante del mercato europeo insieme alla Germania, rileva un interesse evidente per l'idea di imprenditorialità anche grazie ad una nuova considerazione del lavoro da subordinato derivata dal post pandemia. I risultati del campione italiano, in linea con i dati globali, dimostrano come nella top 5 delle opportunità di business più stimolanti, oltre alla vendita tradizionale (49% di desiderabilità da parte degli intervistati), vi siano gig work (42%), social selling (41,5%), freelancing (38,5%) e direct selling (36,5%), professioni che abbracciano in toto le nuove necessità del 'new normal' tra cui la flessibilità e l’autonomia. “Mai nessun altro studio ha analizzato in modo così approfondito l'atteggiamento nei confronti dell'imprenditorialità come l'Amway global entrepreneurship report", afferma Melodie Nakhle, managing director Amway Esan (Europe, Southern Africa, Australia e New Zealand). "I risultati mostrano come le persone siano più pronte che mai a intraprendere un'attività imprenditoriale, evidenziando la necessità di promuovere un ambiente favorevole alla loro continua crescita. Aver inserito nella ricerca l’Italia come uno degli unici due paesi europei, sottolinea l’importanza del mercato italiano per Amway. La Vendita Diretta si allinea alle nuove priorità dei lavoratori – che si tratti di donne, uomini, giovani che si affacciano al mondo del lavoro o professionisti con esperienza – offrendo indipendenza, dinamicità e flessibilità. Queste qualità definiscono il ruolo degli Incaricati alle vendite, che vengono riconosciuti sempre più come imprenditori di successo". Il 41% degli intervistati della ricerca Ager dichiara di essere interessato ad avviare una propria attività considerando tre principali opportunità di business: l’e-commerce, la vendita diretta e la vendita tradizionale. In particolare, è significativo sottolineare la desiderabilità da parte agli under 35 con una percentuale che si attesta al 45%. Tra le motivazioni che inducono ad intraprendere questa strada si rileva per il 53% del campione la possibilità di fare della propria passione un lavoro, per il 45% la possibilità di essere indipendenti e non riportare a nessun responsabile, per il 42% l’autonomia nella gestione del tempo, per il 41% il desiderio di indipendenza economica e per il 39% un’opportunità di avere un guadagno extra. Focalizzandosi sui requisiti per intraprendere un’attività in proprio, il 40% degli intervistati ritiene di possedere le capacità necessarie. Nonostante la raccolta di capitali sia percepita come la principale barriera per l'avvio di un'impresa, il dato incoraggiante a livello Italia è che il 22% degli intervistati ritiene di avere le risorse economiche necessarie per avviare un'attività rispetto al 18% del 2019. Oltre a questo, nel nostro Paese, persistono anche fattori culturali come la paura di fallire: il 42% degli intervistati italiani infatti ritiene il fallimento un deterrente, una percentuale alta se si pensa che la media mondiale si attesta al 34%. Le forme emergenti di commercio suscitano grande attrattività nei possibili imprenditori italiani; in particolare, l'e-commerce e il digitale hanno registrato una crescita massiccia durante la pandemia Covid-19, tanto che la ricerca Ager rileva come il 73% si senta a proprio agio nell'acquistare prodotti attraverso i social media. Il 41% pensa inoltre che i social media siano la modalità migliore per promuovere la propria attività. L'interesse nei confronti di opportunità di reddito secondario crea un ambiente ideale per gli imprenditori di tutto il mondo: il 94% lo ritiene infatti del tutto normale e lo consiglierebbe ai conoscenti. Il 47% degli intervistati ritiene che avviare un'attività in proprio sia più allettante quando si conosce qualcuno che ha già esperienza sul campo, come normale è il coinvolgimento di amici e parenti nell’attività: il 54% ha amici o familiari che partecipano a opportunità di reddito. La ricerca dimostra quanto gli italiani siano alla ricerca di opportunità di reddito che si adattino alla loro vita e alla nuova normalità: il direct selling grazie alle sue caratteristiche intrinseche risponde a tutto questo. La prima edizione di Ager è stata lanciata nel 2010 come Amway european entrepreneurship report. Lo studio si è esteso poi a livello mondiale nel 2013 e ad oggi risulta come il più grande e più lungo studio dedicato alla propensione al lavoro. Nel 2023 sono state poste 10 domande in Canada, Germania, Hong Kong, India, Italia, Giappone, Cina continentale, Malesia, Messico, Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Stati Uniti e Vietnam. Per lo studio, Amway si è avvalsa di Ipsos global advisor in collaborazione con Reputation economy advisors per fornire i principali risultati e approfondimenti di Ager. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)