Diagnosi di Hiv, in un podcast i consigli su come affrontarla

(Adnkronos) - La diagnosi di positività all'Hiv oggi non deve più essere vissuta come una condanna, ma deve essere affrontata con consapevolezza e fiducia. Infatti, chi segue la terapia secondo lo schema prescritto dal medico con costanza e regolarità, può avere un'aspettativa di vita sovrapponibile a chi non ha l'infezione. Eppure, il momento della diagnosi può rappresentare un trauma per chi la riceve: un momento in cui si affollano angosce, paure e domande che devono trovare una giusta risposta. Solo così sarà possibile affrontare il percorso terapeutico in modo corretto, arrivando ad avere una carica virale non rilevabile, che consente di non essere più contagiosi e di ottenere una buona qualità di vita. Come affrontare una diagnosi di Hiv è l'argomento del secondo episodio del podcast 'A voce alta - Dialoghi sull'Hiv', realizzato da OnePodcast in collaborazione con Gilead Sciences, da oggi disponibile al link https://open.spotify.com/show/3WO4OGtxxupBJBiR7Oy1sz.  Sulla piattaforma - ricorda una nota - è già disponibile la prima puntata, uscita a giugno e dedicata ai temi dell'aderenza terapeutica e dello sviluppo di resistenze ai farmaci e al concetto di U=U. I due podcast fanno parte di 'Hiv. Parliamone ancora!', iniziativa nell'ambito di 'Hiv. Ne parliamo?', la campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di 16 associazioni di pazienti, della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e dell'Italian Conference on Aids and Antiviral Research (Icar).  In Italia, nel 2022, sono state effettuate 1.888 nuove diagnosi di infezione da Hiv. Circa il 60% dei neo-diagnosticati aveva una compromissione del sistema immunitario e, tra questi, più del 40% con una diagnosi di Aids conclamata. "Questi numeri ci dicono che la maggior parte delle persone arriva alla diagnosi di Hiv in una fase avanzata, quando ha già dei sintomi, anziché per un'abitudine al controllo del proprio stato di salute - afferma Alessandro Lazzaro, Dipartimento di Sanità pubblica e Malattie infettive Sapienza Università di Roma - Purtroppo, non c'è adeguata informazione sul test Hiv, che può essere effettuato attraverso un prelievo di sangue oppure tramite il test rapido - salivare o capillare, con una goccia di sangue - a cui seguirà un'analisi più specifica in caso di positività".  I test rapidi si possono fare anche nei 'check point', centri gestiti da persone con Hiv, dove gli utenti trovano un ambiente senza pregiudizi, familiare, che offre un servizio d'eccellenza. "Al momento della diagnosi le persone pensano che la loro vita cambierà per sempre e non sarà più recuperabile. Non è così - spiega Daniele Calzavara, Milano Checkpoint Ets - Oggi è possibile vivere una vita libera, come quella di tutte le altre persone. E' importante però che fin da subito le persone vengano informate correttamente. Nei check point si può avere un confronto tra pari, che permette di normalizzare fin da subito il vivere con Hiv".  Una volta ottenuta la diagnosi, le persone vengono prese in carico da un centro specializzato e lì intraprendono il loro percorso, che ha come obiettivo quello di iniziare la terapia il prima possibile per poter raggiungere l'abbattimento della carica virale e lo stato di U=U, ovvero Undetectable=Untransmittable. Questo vuol dire che, se il virus non è rilevabile nel sangue, allora non può essere trasmesso. "Raggiungere questo stato è molto importante per le persone con Hiv perché consente di riappropriarsi della propria vita e di viverla liberamente - sottolinea Maria Aurora Carleo, Unità operativa complessa Malattie infettive e Medicina di genere dell'Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli - E' necessario però che venga capita l'importanza di assumere la terapia con regolarità e costanza. Per questo diventa fondamentale parlare con il medico".  Insieme al podcast - continua la nota - è stato realizzato anche un nuovo opuscolo informativo che sarà reso disponibile per i medici a supporto della loro comunicazione con i pazienti. L'opuscolo affronta il tema del paziente neo-diagnosticato, con informazioni utili per affrontare al meglio questo momento. Sulla landing page della campagna - hivneparliamo.it - sono inoltre disponibili le storie dedicate a tutte le tematiche toccate in questi mesi di attività: il benessere mentale, l'aderenza terapeutica, lo sviluppo di resistenze ai farmaci e diversi altri aspetti legati alla quotidianità del vivere con Hiv. Tutti gli strumenti messi a disposizione da 'Hiv. Ne parliamo?' hanno l'obiettivo di promuovere il dialogo fra i medici e le persone con Hiv, per una migliore qualità di vita. "In questi quasi 40 anni di attività a fianco delle persone con Hiv abbiamo lavorato per far sì che la diagnosi di positività all'infezione non fosse più una condanna, e ci siamo riusciti. Oggi chi vive con Hiv, grazie alle terapie, può avere un'aspettativa di vita paragonabile a chi non ha l'infezione e una buona qualità di vita", dichiara Gemma Saccomanni, Senior Director Public Affairs Gilead Sciences. "Ma possiamo e vogliamo fare ancora di più - aggiunge - e ci impegniamo ogni giorno a sviluppare nuovi farmaci, sempre più efficaci e a promuovere una corretta informazione e un maggior dialogo tra medici e pazienti, fin dal momento della diagnosi. Un obiettivo che è anche alla base di 'Hiv. Ne parliamo?', una campagna che offre strumenti concreti a clinici e persone che vivono con questa infezione per costruire un rapporto di fiducia".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Presentato alla Rome Future Week il libro "Algoritmi, Sicurezza ed Etica dell'Innovazione"

(Adnkronos) - Durante la Rome Future Week, la settimana dedicata all’innovazione e al futuro, svoltasi dal 16 al 22 settembre, è stato presentato, presso la libreria indipendente Blue Room, il libro “Algoritmi, Sicurezza ed Etica dell’Innovazione – La persona al centro della transizione digitale”, scritto da Alessandro Alongi e Fabio Pompei, edito da Tab Edizioni. Il volume, prefato dal commissario Agcom Massimiliano Capitanio, ha avuto come protagonisti i suoi due stessi autori, entrambi con un passato da amministratori locali nella Capitale.  Durante la presentazione, i due autori hanno sottolineato l’importanza di questo progetto per riaffermare Roma come centro nevralgico dell’innovazione a livello nazionale, con l’obiettivo di posizionare la città al centro del processo di transizione digitale del Paese.  
La strategicità delle politiche europee nel contesto dell’innovazione
  L’evento di debutto del testo, svoltosi lo scorso anno presso la sede dell’Ufficio italiano del Parlamento Europeo, ha goduto dell’Alto Patrocinio dello stesso Parlamento UE. L’esordio ufficiale è stata arricchita dal patrocinio di altre istituzioni prestigiose, tra cui l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, l’Università eCampus, e la Confederazione Italiana dell’Unione delle Professioni Intellettuali - Unionquadri, organizzazione presente sia al CNEL che al CESE di Bruxelles.  
Contenuto del libro
  Il testo affronta temi importanti e attuali legati all’impatto delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza artificiale nella società contemporanea. I benefici derivanti dall’uso degli algoritmi di IA sono innegabili, ma gli autori evidenziano anche i rischi connessi, come la perdita di controllo dei dati personali e la crescente esposizione dei cittadini a sollecitazioni artificiali.  Vengono affrontate questioni delicate come il furto di dati nelle pubbliche amministrazioni e il ruolo ambiguo dell’IA nel fomentare disuguaglianze e riprodurre i pregiudizi di chi crea i software. Gli autori, però, suggeriscono come, attraverso una gestione consapevole degli algoritmi, sia possibile sfruttare il loro potenziale in modo etico e responsabile, mettendo sempre al centro l’essere umano.  
Gli autori
  Alessandro Alongi, docente presso l’Università Mercatorum e specializzato in diritto parlamentare, è un giornalista attivo su tematiche di innovazione e privacy, mentre Fabio Pompei, ingegnere informatico e giornalista, ha una lunga carriera accademica e aziendale nel settore delle telecomunicazioni.  Entrambi autori di numerosi saggi, tra cui “Conversione Digitale” (2016), “Il valore dei dati nell’ecosistema digitale” (2019), “Fakedemocracy” (2020), “Diritto della privacy” (2021) sono figure di riferimento nel panorama dell’innovazione tecnologica italiana. Con questo nuovo testo, Alongi e Pompei puntano a sensibilizzare i lettori sui rischi e le opportunità della transizione digitale, offrendo una guida per vivere l’ambiente digitale in modo consapevole nel mondo degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


iPhone 16 è nato vecchio? Le indiscrezioni sul super display di iPhone 17

(Adnkronos) - ## iPhone 17: Un primo sguardo alle indiscrezioni L'iPhone 17 è ancora lontano dal suo lancio ufficiale, ma il mondo della tecnologia è già in fermento per le prime indiscrezioni che emergono sullo smartphone Apple dell'anno prossimo. Non a caso, c'è sete di novità: una delle critiche più aspre mosse all'azienda dopo la presentazione della linea iPhone 16, è stata la poca voglia di innovare l'hardware, ormai migliorato in modo incrementale di anno in anno. Per quanto riguarda iPhone 17, potrebbe portare con sé una novità molto attesa: una delle voci più insistenti suggerisce che Apple stia pianificando di dotare anche il modello base di un display a 120 Hz, un significativo passo avanti rispetto ai 60 Hz dell'attuale iPhone 16. La frequenza di aggiornamento più elevata si tradurrebbe in un'esperienza utente notevolmente migliorata, con immagini più fluide, animazioni più realistiche e schermo sempre acceso anche in standby. Un'altra indiscrezione che ha catturato l'attenzione degli appassionati riguarda il design dell'iPhone 17. Sebbene i dettagli siano ancora scarsi, si vocifera che Apple stia lavorando a un nuovo look, più sottile e leggero rispetto ai modelli precedenti. Questo potrebbe significare cornici ancora più sottili, un modulo fotocamera meno prominente e una sensazione di leggerezza ancora maggiore quando si tiene il telefono in mano. Come ogni anno, ci si aspetta che l'iPhone 17 sia alimentato da un nuovo processore, ancora più potente ed efficiente dal punto di vista energetico rispetto al suo predecessore. Questo chip di nuova generazione consentirebbe di gestire senza sforzo le applicazioni di intelligenza artificiale, che per l'anno prossimo dovrebbero essere disponibili anche in italiano. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


"Visi ritoccati con l'Ai belli senz'anima", l'allarme del chirurgo

(Adnkronos) - Quante volte, guardandosi allo specchio, qualche ragazza insoddisfatta della propria immagine avrà pensato: chissà come sarebbe avere lo sguardo intenso di Salma Hayek e il sorriso sensuale di Penelope Cruz? La risposta è: niente di che, almeno a giudicare dal risultato ottenuto da un esperto di 'morphing', mixando con effetti digitali i tratti di queste due indiscusse bellezze latine. L'esito della loro fusione è ovviamente il volto di una bella donna, sulla carta perfetta, ma senza il fascino dell'una e dell'altra. Com'è possibile? E nell'era dell'intelligenza artificiale sempre più presente in medicina, i ritocchi 'guidati' dall'algoritmo correranno questo stesso rischio? L'obiettivo di un intervento estetico deve essere "eliminare il difetto" che crea problemi al paziente "lasciando l'individualità, la personalità, le altre caratteristiche della persona - avverte il chirurgo plastico Paolo Santanchè in un'intervista all'Adnkronos Salute. "Il naso perfetto - spiega per esempio - non esiste. C'è il naso adatto a quel viso e a quella persona".  Ed è proprio in questo che potrebbero nascondersi le insidie dell'Ai, su cui l'esperto vuole mettere in guardia. Ritocchi sulla carta rispondenti con la precisione di una macchina ai canoni della simmetria e dell'ideale di perfezione, ma 'belli senz'anima'. "Sicuramente l'intelligenza artificiale in tutti i campi, se usata correttamente, può portare aiuto e benefici. Potrà presentare al medico tutte le possibili diagnosi differenziali di alcuni sintomi e consentire che nessuna possibilità diagnostica venga trascurata o sottovalutata. E tanto altro. Ma nel campo della chirurgia estetica ho qualche perplessità".  Per spiegare il suo pensiero Santanchè fa un salto indietro nel tempo: "Quando ho cominciato la mia attività in questo campo non c'erano neanche i computer. I maestri" della chirurgia plastica "ci avevano insegnato a fare delle fotografie al paziente, e per esempio per la rinoplastica, poi con la matita si disegnava un nuovo naso da far vedere all'interessato. Ma il naso che disegnato su una foto piaceva al paziente, non era mai quello giusto per il paziente". Inseguendo quel disegno si sarebbe fatto "sempre un naso troppo piccolo, troppo finto, non adatto". Dopo la matita è arrivato il computer con "software che consentono di modificare l'immagine", sempre più realistici e precisi. Ma c'è un ma, avverte: "L'estetica ha una componente non solo tecnica e psicologica, ma anche artistica che è fondamentale. Difficilmente potremmo chiedere all'intelligenza artificiale di creare capolavori come quelli di pittori e scultori del passato, perché mancherà l'anima dell'artista". 
UNICITA' DEI VOLTI A RISCHIO? - Questo dunque il timore dell'esperto: "Non mi sono mai piaciuti gli strumenti che sembrano sistemi per convincere il paziente a far qualcosa - ragiona Santanchè - Chi si rivolge al chirurgo lo fa perché ha un problema che vuole risolvere, un difetto con cui non riesce a convivere. E questo può capitare a chiunque, anche alle persone più equilibrate. Chi vuole cambiare aspetto, e chiede di avere il naso di Brad Pitt piuttosto che assomigliare a qualche attrice va guidato verso la scelta giusta, che non è quella di essere accontentati. Il chirurgo avventuriero sarà ben contento di fare un intervento in più e magari userà l'Ai per facilitarsi in questo. Presentare un'immagine bella e pronta è molto più veloce che dedicare tempo a parlare col paziente e capirne il problema. Ma noi siamo medici e il nostro obiettivo deve essere curare un disagio. Se il chirurgo plastico non è un bravo 'psicologo', difficilmente avrà un paziente soddisfatto, pur se è tecnicamente bravissimo".  Tornando alle promesse dell'Ai, porsi il problema di come si possa sposare con la chirurgia plastica non è peregrino, considerato che non si parla di un futuro lontano e qualche esperimento è già stato fatto. "Tempo fa - racconta Santanchè - ho visto un'operazione interessante: qualcuno ha preso delle fotografie di personaggi universalmente considerati bellissimi, come Brad Pitt o Sandra Bullock, e le ha sottoposte all'intelligenza artificiale perché li perfezionasse. Sono saltate fuori facce perfette assolutamente insignificanti". Questo perché, analizza, "la bellezza non è perfezione. La bellezza è l'alchimia di un insieme di piccoli difetti che si sposano con una tale armonia da creare un risultato particolarmente piacevole, interessante".  
IL FATTORE UMANO DIETRO AL BISTURI - "E difficilmente l'Ai, almeno da quel che vediamo oggi, riuscirà ad avere l'anima per capire questo - avverte Santanchè - Si rischia di appiattire, omologare, creare perfette copie senz'anima. Il chirurgo ha una persona davanti, deve vederla, parlarci, capirne il carattere, cosa vuole esprimere il suo viso. Al posto di quel difetto che crea disagio, non va creata la cosa perfetta ma quella più adatta. Noi siamo asimmetrici, irregolari. Ma, tante volte, questi difetti messi insieme danno un risultato eccezionale. Se poi vogliamo guardare il lato tecnico e medico-legale e assicurativo, quando si fanno le simulazioni modificando un naso o un seno va precisato chiaramente che quella è solo un'idea, che è impossibile rappresenti il reale risultato dell'intervento. Un conto è fare le cose al computer, un conto è farle col bisturi".  Per cui - conclude Santanchè - se il chirurgo, "invece che applicarsi per ottenere un miglioramento della situazione, promette uno specifico risultato e poi non lo ottiene, il paziente può fargli causa. E l'assicurazione non pagare". Il rischio dunque è che l'aiuto della tecnologia si trasformi in scorciatoie pericolose, oltre che nemiche dell'unicità. "Col paziente invece si deve parlare. C'è una componente psicologica e interpretativa delle sue aspettative che solo un umano con esperienza e pazienza può fare". Con buona pace dei 'robot'. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Motori Capitale, alla Fiera di Roma il motorismo storico riaccende la passione

(Adnkronos) - I motori sono tornati alla Fiera di Roma. Dopo una attesa di diversi anni, la prima edizione di Motori Capitale ha mobilitato dalle prime ore del mattino migliaia di appassionati delle due e quattro ruote d'epoca che hanno affollato i tre padiglioni della Fiera di Roma in un appuntamento che evidenzia la grande fortuna del settore. Come ha sottolineato - in un incontro ospitato dall'ASI - Automotoclub Storico Italiano - il consigliere Mariano Angelucci, Presidente XII Commissione Turismo, Moda, Relazioni Internazionali, "da tempo mancava un evento così: il motorismo storico fa parte della storia di Roma e da parte della maggior parte dell'amministrazione di Roma Capitale c'è la volontà di supportarlo oggi e in futuro" come dimostra la possibilità per le auto storiche "della completa liberalizzazione della circolazione di sabato e domenica più 60 ingressi" nell'area a circolazione limitata. L'expo di veicoli d’epoca a due e quattro ruote ha visto nella prima delle due giornate dell'evento anche una serie di appuntamenti presso lo stand dell'Automobile Club d'Italia, dove è stata presentata la prima indagine scientifica “Il motorismo storico nel Lazio”, realizzata dalla Fondazione Filippo Caracciolo, Centro Studi della Federazione ACI. Una analisi che testimonia - fra l'altro - anche il valore economico del fenomeno, che sposta - solo nella regione - quasi 600 milioni di euro fra spese di gestione, manutenzione, partecipazione a eventi e manifestazioni.  Come ha sottolineato il Segretario Generale dell’Automobile Club d’Italia e Direttore di ACI Storico, Vincenzo Leanza, "il motorismo storico non è una passione per pochi, ma un movimento che unisce intere generazioni, e la missione di ACI Storico è preservare e diffondere un patrimonio anche culturale, che non deve appartenere solo al nostro passato, ma anche al nostro futuro”. E il motorismo storico è anche un 'motore' di occupazione come testimonia la presenza allo stand Aci di oltre 50 studenti del Centro di Formazione Professionale “Teresa Gerini” di Roma, che seguono percorsi di sviluppo delle competenze tecniche e pratiche per il mantenimento delle auto d’epoca. Giovani animati da passione e che tradizionalmente sono oggetto di interesse da parte delle aziende.  Fra gli altri appuntamenti il “2° Raduno Youngclassic”, organizzato dalla redazione delle testate motoristiche di ACI Editore (“L’Automobile”, “L’automobileclassica” e “Youngclassic”), dove i lettori della rivista dedicata ai giovani, a bordo delle proprie auto dagli anni ’70 agli anni 2000, hanno ricevuto i riconoscimenti assegnati da una giuria di esperti. Un altro incontro molto seguito il talk “Campioni romani del volante” che ha ripercorso le gesta di Piero Taruffi e dei suoi 'eredi' fino ai piloti romani del periodo contemporaneo, ricordati negli interventi di Emanuele Pirro e Prisca Taruffi.  Quanto all'Asi - presente anche attraverso i numerosi stand dei suoi club federati - l'agenda ha visto oggi la presentazione della mostra di ModenArt - già proposta nei mesi estivi nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy - che comprende sette opere in alluminio, ferro e legno realizzate dagli stessi maestri carrozzieri modenesi che negli anni ’50 e ’60 costruirono nella celebre Carrozzeria Scaglietti le più iconiche e vincenti auto sportive (Ferrari su tutte), oggi contese dagli appassionati di tutto il mondo.  Domani invece verranno illustrati i prossimi grandi eventi ASI come la Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca del 29 settembre e l’ASI Show atteso a Pesaro (Capitale Italiana della Cultura 2024) dal 18 al 20 ottobre, oltre a un incontro con i rappresentanti della Fondazione Bulgari, una delle realtà italiane più importanti ad operare per la storia del motorismo, presente a Motori Capitale con una serie di modelli iconici e perfettamente conservati, come la Cadillac Double Eight 16 cilindri o la Oldsmobile 88. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Qualcomm sonda la possibile acquisizione di Intel

(Adnkronos) - Qualcomm ha recentemente contattato Intel per valutare una possibile acquisizione. Non è chiaro se Intel abbia avviato conversazioni con Qualcomm o quali sarebbero i termini dell'accordo, secondo una fonte vicina alla questione. Il Wall Street Journal è stato il primo a riportare la notizia, e le azioni di Intel hanno inizialmente registrato un aumento, per poi chiudere in rialzo di circa il 3%, mentre le azioni di Qualcomm hanno perso circa il 3% alla chiusura. Se l'accordo dovesse concretizzarsi, sarebbe una delle più grandi fusioni tecnologiche di sempre. Intel ha una capitalizzazione di mercato di oltre 90 miliardi di dollari. Un tempo il più grande produttore di chip al mondo, Intel è da anni in una spirale discendente che ha subito un'accelerazione nel 2024. Il titolo ha registrato il suo più grande calo giornaliero in oltre 50 anni ad agosto, dopo che la società ha riportato risultati deludenti. Le azioni di Intel hanno perso il 53% quest'anno, poiché gli investitori esprimono dubbi sui costosi piani dell'azienda per produrre e progettare chip. Qualcomm e Intel competono in diversi mercati, tra cui quello dei chip per PC e laptop. Tuttavia, Qualcomm, a differenza di Intel, non produce i propri chip, ma si affida a società come Taiwan Semiconductor Manufacturing Company e Samsung. Qualcomm genera meno ricavi rispetto a Intel. Ha riportato 35,8 miliardi di dollari di vendite nell'anno fiscale 2023, rispetto ai 54,2 miliardi di dollari di Intel nello stesso periodo. Un potenziale accordo sarebbe complicato da questioni antitrust e di sicurezza nazionale. Sia Intel che Qualcomm operano in Cina e entrambe hanno visto accordi bloccati dalle autorità antitrust cinesi. Intel non ha avuto successo nel suo tentativo di acquisizione di Tower Semiconductor, così come Qualcomm nella sua offerta per acquisire NXP Semiconductor. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Podcast-mania in Italia: boom di ascoltatori nel 2024, più di 17 milioni

(Adnkronos) - Nel 2024 l'ascolto di podcast in Italia è un trend che non accenna a diminuire, anzi è in costante crescita. Lo rivela l'ultima ricerca Nielsen per Audible, il servizio di audiolibri e podcast di Amazon Il numero di ascoltatori ha raggiunto i 17,2 milioni, con un incremento del 5% rispetto al 2023. Si conferma inoltre un aumento significativo della durata media di ascolto, che passa da 20,8 minuti nel 2023 a 24,5 minuti nel 2024. Ne parliamo con Juan Baixeras, Country Manager per Spagna e Italia di Audible. 
La ricerca di Nielsen mostra una crescita non costante degli ascoltatori di podcast dal 2018. Potrebbe fornirci una panoramica di questa crescita e dei fattori che l'hanno influenzata?
 Certamente, abbiamo osservato una crescita significativa nel numero di Italiani appassionati di audio negli ultimi sei anni. Nel 2018, quando abbiamo iniziato questa collaborazione con Nielsen, c'erano 10,2 milioni di ascoltatori di podcast in Italia. Oggi, sei anni dopo, questo numero è salito a 17,2 milioni, un aumento del 67%. Se guardiamo più da vicino agli ultimi anni, vediamo che nel 2022 c'erano 15,4 milioni di ascoltatori, con una crescita annuale del 7%. Nel 2023, abbiamo registrato un altro aumento del 7%, raggiungendo i 16,4 milioni di ascoltatori. Infine, nel 2024, la crescita è stata del 5%, portando il totale a 17,2 milioni. Questa crescita esponenziale può essere attribuita a diversi fattori. In primo luogo, l'industria dell'audio si è consolidata in Italia e i podcast non sono più una novità. In Audible, abbiamo investito costantemente nella creazione di contenuti originali in lingua italiana di alta qualità, collaborando con i migliori talenti del settore. Inoltre, l'aumento della disponibilità di podcast e la facilità di accesso attraverso varie piattaforme hanno sicuramente contribuito a questa crescita. Infine, il valore aggiunto del multitasking, ovvero la possibilità di ascoltare podcast mentre si svolgono altre attività, ha reso questo formato ancora più attraente per gli italiani. 
Audible ha investito molto nella produzione di contenuti originali. Qual è l'importanza di questi contenuti per la crescita del mercato e quali sono alcuni esempi di successo?
 I contenuti originali sono il cuore della nostra attività e svolgono un ruolo fondamentale nella crescita del mercato. Offrono un'esperienza sonora unica e di alta qualità, che attrae nuovi ascoltatori e fidelizza quelli esistenti. Abbiamo prodotto oltre 200 originali in Italia, collaborando con case di produzione, sound designer e voci di talento. Alcuni esempi di successo includono podcast come "Il Dito di Dio" di Roberto Saviano, "Provincia Capitale" e "Morgana". Inoltre, i nostri originali si prestano bene alla complementarietà con altri formati culturali. Ad esempio, abbiamo realizzato adattamenti audio di graphic novel come "Marvel's Wastelanders" e "Diabolik", dimostrando come questi contenuti possano trovare nuova vita nel formato audio. 
La ricerca evidenzia che il multitasking è uno dei principali modi in cui vengono fruiti podcast e audiolibri. Come pensate che questo influenzi il modo in cui i creatori di contenuti progettano e producono contenuti audio?
 Il multitasking è una realtà innegabile nel consumo di contenuti audio. Che si tratti di fare le faccende domestiche, di spostarsi o di fare una passeggiata, molte persone ascoltano podcast mentre svolgono altre attività. Ma non credo che ciò influenzi più di tanto il modo in cui i contenuti audio vengono prodotti. Per noi, la qualità è sempre prioritaria. 
La ricerca indica anche un interesse crescente per contenuti provenienti da altri media, come ad esempio i podcast Marvel. Come pensate di sfruttare questa tendenza per attrarre un pubblico più ampio?
 L'introduzione di marchi e concetti provenienti da altri media è una strategia efficace per attrarre un pubblico più ampio e avvicinare all'audio persone che potrebbero non aver mai ascoltato un podcast originale. Collaborazioni come quelle con Marvel o l'adattamento di Diabolik dimostrano il potenziale di questa strategia. Questi contenuti familiari e riconoscibili suscitano l'interesse degli ascoltatori e li introducono al mondo dei podcast originali. Continueremo a esplorare queste opportunità, cercando di creare contenuti audio coinvolgenti e di alta qualità che attirino un pubblico sempre più vasto. Il mercato italiano dei podcast è in forte crescita e Audible sta svolgendo un ruolo chiave in questa espansione. Grazie agli investimenti nella produzione di contenuti originali di qualità e all'attenzione alle nuove tendenze di consumo, Audible sta contribuendo a rendere l'audio sempre più popolare e accessibile a tutti. 

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Vaccino bronchiolite, il piano per le Regioni: cosa prevede

(Adnkronos) - Il picco dell'infezione da virus sinciziale nei bimbi è tra novembre e dicembre e dura fino a febbraio-marzo, fanno sapere gli esperti. Ma come si muoveranno le Regioni per la somministrazione del vaccino? Con una nota il ministero della Salute, che ieri ha annunciato di voler rendere disponibile gratis il trattamento in tutta Italia, fa sapere che oggi "si è svolto un incontro dei capi dipartimento e i direttori generali della Prevenzione e della Programmazione sanitaria con il presidente e il direttore tecnico scientifico di Aifa, in merito all'anticorpo monoclonale per le infezioni da virus respiratorio sinciziale" Rsv. E "si è condivisa la necessità di individuare una soluzione rapida per eliminare disparità di trattamento nelle Regioni in piano di rientro in merito all'utilizzo del monoclonale. Per questo è stato chiesto ad Aifa di valutare e indicare il percorso più idoneo e veloce per il raggiungimento dell’obiettivo". La precisazione arriva dopo le polemiche sorte in seguito all'annuncio da parte del ministero della Salute di voler rendere disponibile gratis in tutte le Regioni per il trattamento dei neonati.  Come ha ricordato all'Adnkronos Salute Luigi Orfeo, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), in merito al farmaco in grado di prevenire il 90% delle ospedalizzazioni da virus respiratorio sinciziale (Rsv), "è importante che a novembre ci facciamo trovare pronti e si possa cominciare a somministrare il nuovo anticorpo su tutto il territorio nazionale, senza differenze. Questo è quello che ci hanno assicurato e noi naturalmente abbiamo accolto con grande soddisfazione questa ipotesi".  "Ci auguriamo - auspica il presidente dei neonatologi - che in tempi ragionevoli si possa cominciare a somministrare questo anticorpo". Si tratta di un trattamento preventivo. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Via cataratta senza operarsi, dal segreto di uno scoiattolo possibile farmaco

(Adnkronos) - Gli scoiattoli di terra a 13 strisce hanno un segreto: quando vanno in letargo, i cristallini dei loro occhi a una temperatura di 4 gradi diventano opachi, per poi rapidamente tornare trasparenti quando si riscaldano e la loro temperatura risale. Questa dote potrebbe essere utile anche all'uomo. La capacità di rendere l'opacità del cristallino reversibile è infatti proprio ciò che potrebbe servire in caso di cataratta. E studiando questi roditori ibernanti, un gruppo di ricercatori guidato dai National Institutes of Health (Nih) ha identificato una proteina chiave di questo processo, nota come RNF114, che inverte la cataratta.  Del resto la cataratta altro non è che un'opacizzazione del cristallino dell'occhio, che si verifica comunemente nelle persone con l'avanzare dell'età. Lo studio condotto sullo scoiattolo di terra a 13 strisce e sui ratti potrebbe rappresentare una possibile strategia per trattarla senza intervento chirurgico, facilitando l'attività di contrasto contro una causa comune di perdita della vista. La chirurgia è "efficace, ma non priva di rischi" e "gli scienziati hanno cercato a lungo un'alternativa" al 'bisturi', spiega Xingchao Shentu, chirurgo della cataratta e co-ricercatore principale della Zhejiang University in Cina. Anche perché, ricorda, "in alcune parti del mondo la mancanza di accesso alla chirurgia della cataratta è un ostacolo alle cure, e ciò fa sì che la cataratta non trattata sia una delle principali cause di cecità in tutto il mondo".  Lo studio è stato pubblicato sul 'Journal of Clinical Investigation' e descrive questa nuova scoperta ottenuta nell'ambito di una ricerca in corso al National Eye Institute (Nei), centro dei Nih, realizzata coinvolgendo lo scoiattolo di terra a 13 strisce. In questo animale le cellule fotorecettrici sensibili alla luce nella retina sono per lo più coni, il che lo rende utile per studiare proprietà come la visione dei colori. Inoltre, la capacità del roditore di resistere a mesi di freddo e stress metabolico durante il letargo lo rende un modello per gli scienziati della vista, per studiare una serie di malattie degli occhi. La capacità di rendere l'opacità del cristallino reversibile è stata osservata negli scoiattoli protagonisti dello studio, mentre nei ratti (specie non ibernante) no. Questi ultimi sviluppavano cataratte a basse temperature, che non si risolvevano con il riscaldamento.  La formazione di cataratta negli animali in letargo esposti a basse temperature, osservano gli esperti, è probabilmente una risposta cellulare allo stress da freddo ed è uno dei tanti cambiamenti che subiscono i loro corpi mentre i tessuti si adattano alle temperature gelide e allo stress metabolico. Gli esseri umani non sviluppano cataratta quando esposti a basse temperature. "Comprendere i fattori molecolari che determinano questo fenomeno di cataratta reversibile potrebbe indicarci la direzione verso una potenziale strategia di trattamento", afferma il co-ricercatore principale dello studio Wei Li, ricercatore senior nella sezione di neurofisiologia retinica del Nei. Con l'avanzare dell'età, la cataratta si forma quando le proteine nel cristallino iniziano a ripiegarsi in modo errato e a formare cluster che bloccano, disperdono e distorcono la luce mentre passa attraverso il cristallino. Per esplorare le cataratte reversibili dello scoiattolo di terra a livello molecolare, il team ha sviluppato in laboratorio un modello di cristallino usando cellule staminali ingegnerizzate da cellule di scoiattolo. Utilizzando questa piattaforma, i ricercatori sono arrivati a scoprire che la proteina RNF114 era significativamente elevata durante la fase di riscaldamento nello scoiattolo di terra, rispetto al ratto non in letargo. In precedenza era stato dimostrato che RNF114 aiutava a identificare vecchie proteine e a facilitarne la degradazione. E in effetti, quando gli scienziati hanno pretrattato con la proteina i modelli di cristallini, si è verificata una rapida scomparsa della cataratta al momento del riscaldamento.  Queste scoperte, evidenziano, sono la prova di principio che è possibile indurre la rimozione della cataratta negli animali. In studi futuri, il processo dovrà essere perfezionato. Ma questo meccanismo viene ritenuto promettente, e, fanno notare gli autori, è anche un fattore importante in molte malattie neurodegenerative.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Papa: "Alleanza globale per la salute dei bambini, non ci sono incurabili"

(Adnkronos) - Prendersi cura di 1 milione di bambini nei prossimi 3 anni. E' questo l'obiettivo della Pope's Global Alliance for Children's Health, nuovo network globale per l'assistenza sanitaria e umanitaria ai più piccoli. Una rete che mette in collaborazione strutture ospedaliere in tutto il mondo, lanciata dalla no-profit americana 'Patrons of the World's Children Hospital', a cui Papa Francesco ha affidato questa missione lo scorso 11 maggio, su proposta di Mariella Enoc. "I bambini sono il seme del nostro futuro. Con i bambini si può costruire un mondo nuovo": con queste parole i promotori e partner dell'iniziativa sono stati accolti in udienza dal Papa. Due gli obiettivi al centro dell'alleanza. Da un lato, creare una rete globale dell'infanzia, una vera e propria community umanitaria coordinata dal Comitato organizzatore della Giornata mondiale dell'infanzia, guidato da padre Fortunato e Aldo Cagnoli. Dall'altro, realizzare un network dedicato alla cura dei minori in tutto il mondo e a fornire supporto specialistico al personale sanitario sul campo perché, come ha sottolineato il pontefice, "ci sono malattie incurabili, ma non ci sono bambini incurabili". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)