Covid virus di laboratorio? Palù: "E' una delle ipotesi. Sapremo la verità solo se la Cina collabora"

(Adnkronos) - Sono ormai trascorsi 5 anni dai primi casi di Sars-CoV-2, da quando un virus allora sconosciuto cominciò a dare segni preoccupanti della sua presenza nella metropoli cinese di Wuhan, per poi travolgere il mondo innescando una pandemia globale. Le origini di questo virus che è ancora fra noi restano però un rebus irrisolto. E di recente il tema è finito di nuovo sotto i riflettori, dopo che l'americana Cia ha reso noto di ritenere probabile la teoria della fuga dal laboratorio in Cina, seppur con scarse certezze. "Io dico che le ipotesi sul tappeto restano sempre due", commenta all'Adnkronos Salute Giorgio Palù, professore emerito di microbiologia e virologia, che di analisi su Sars-CoV-2 ne ha firmate diverse ed è stato anche presidente della Società europea di virologia.  "Cercare l'origine di un virus non è una sciocchezza - precisa - è molto importante perché" i virus "sono gli elementi vitali più diffusi nella biosfera". Quindi "capire come si è originato uno" di questi microrganismi "è fondamentale anche per predire quello che sarà l'eventuale sviluppo di prossime forme epidemiche o pandemiche nel mondo", sottolinea l'esperto. Per Sars-CoV-2 al momento resta aperta anche l'ipotesi "che sia uno spillover da un animale, però questo animale non si è ancora trovato - ricorda Palù - E il virus che era al 97,5% identico al RaTG13, cioè al virus del pipistrello Ferro di cavallo (che si trovava nello Yunnan, a distanza di 1.500 km da Wuhan), aveva delle caratteristiche che infettavano molto bene l'uomo", qualcosa che "non si era mai vista in un virus zoonotico che passa da un animale all'uomo, perché c'è sempre bisogno di un certo periodo per adattarsi e, in più, va detto che quel virus non era più in grado di infettare il suo ospite naturale che era il pipistrello". Quindi anche la seconda ipotesi, cioè che fosse un virus "modificato", è "sostenuta da tanti come possibile, anche da me. Questo perché" il patogeno sembrava avere "una modifica genetica che non era una semplice mutazione" in un particolare sito, che "lo rendeva in grado di infettare le cellule umane".  Ma è ormai troppo tardi per conoscere la verità? "Non sarebbe mai tardi - riflette Palù - se la comunità scientifica cinese, il governo e le autorità cinesi ci dicessero tutto quello che è accaduto a Wuhan. Loro in generale possono sapere se c'è stato un incidente di laboratorio. E ricordiamo che non vuol dire che si sia verificato con un'intenzione malevola, perché anche i cinesi ne hanno subito le conseguenze. Però è già successo in passato. Ricordiamo per esempio quando anche in un laboratorio dei Cdc", Centri americani per il controllo e la prevenzione delle malattie, "si è trovato il virus del vaiolo dimenticato" in alcune fiale riposte in una scatola abbandonata, "e altri casi. Quindi può ancora succedere. Anche questo è qualcosa per cui va sensibilizzata l'opinione pubblica e sarebbe opportuno un regolamento a livello internazionale. Vediamo che tutto questo però non è ancora avvenuto, nonostante molti scienziati abbiano scritto lettere, poi pubblicate anche su riviste scientifiche, al governo cinese e all'Organizzazione mondiale della sanità perché si facesse chiarezza", lettere "rimaste inascoltate".  "Finché i cinesi non ci diranno la verità, e non l'hanno detta a ben tre commissioni dell'Oms, andate lì per chiedere i libri di laboratorio e avere le sequenze - prosegue il virologo - la certezza" su come ha avuto origine Sars-CoV-2 "non l'avremo mai. E non l'avremo finché non si troverà un virus con queste caratteristiche nell'animale. Ci sono stati due lavori su 'Nature' e 'Science', uno di ricercatori cinesi e l'altro di ricercatori internazionali, che avevano trovato nel mercato di Wuhan tracce del virus, ma non si è trovato l'animale. Quello che è certo è che questo virus è originato a Wuhan" e poi "sappiamo che a Wuhan c'è questo laboratorio che era stato finanziato" anche da fondi statunitensi, per esempio da "EcoHealth Alliance".  Quello che per Palù è "importante sottolineare, al di là di ciò che dice la Cia e di pressioni eventualmente politiche, è che una lezione noi dovremmo averla tratta da questa esperienza, e guai se non l'avessimo tratta: in primo luogo i dati sulle indagini di gain-of-function", che implicano delicate modifiche sui virus, "vanno diffusi perché servono a tutta l'umanità. Ci deve essere uno scambio di dati. E quando si fanno questo tipo di studi, devono essere approvati da enti regolatori, da comitati di bioetica e comitati di biotecnologia, devono essere controllati a livello internazionale, se ne deve dare conto non solo alla comunità scientifica, ma anche alla società civile. Ci deve essere un controllo su questi esperimenti. La ricerca in questo ambito è giustificata dal fatto che potremmo con questi studi conoscere quello che la natura ci preparerà in futuro, però va ampiamente condotta anche un'analisi del rischio-beneficio, di cosa si fa e cosa si rischia". Altrimenti "credo che non avremo imparato nulla dalla pandemia". Quanto alle origini di Sars-CoV-2, "non ho mai sostenuto neanche io" che la fuoriuscita dal laboratorio "fosse l'unica possibilità", puntualizza lo specialista. Certo, "un virus con questa capacità di adattamento non si era mai visto nel passaggio da animale a uomo, e non si è mai trovato il cosiddetto ospite intermedio che si è invece trovato per tutti i coronavirus, per i virus influenzali e per i virus pandemici, e anche per Sars-CoV-1". Bisogna dunque continuare a indagare, conclude Palù, e servono regole e valutazioni rigorose per eventuali studi di gain-of-function. Su questo fronte, osserva, "l'Oms non ha avuto quel ruolo che avrebbe dovuto avere, se si considera che al riguardo c'era stata un'ampia discussione già in anni precedenti". Resta fermo che "è importante studiare quelli che sono i virus con potenziale pandemico. Si sta molto dibattendo adesso sull'H5N1, sull'influenza aviaria che ha colpito anche i bovini negli Stati Uniti. Sappiamo che il virus circola dal 1997-98", che è ancora necessario "andare avanti con gli studi ed è bene farli anche all'interfaccia uomo-animale. Senza leggerezze".  ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, attesa per verdetto Tar su tariffario. Uap: "Avanti con richiesta stop, no a proposta mediazione"

(Adnkronos) - "Oggi si è tenuta, innanzi alla Sezione III quater del Tar del Lazio, l'udienza collegiale per discutere la sospensione degli effetti del nuovo nomenclatore tariffario nazionale, pubblicato lo scorso 27 dicembre. Il presidente del collegio ha invitato le parti a rinunciare alla richiesta di sospensiva, proponendo in alternativa di fissare un'udienza di merito per il prossimo 27 maggio. Tuttavia, in rappresentanza delle strutture private accreditate che aderiscono a Uap, i nostri legali hanno deciso di non accedere a questa mediazione e di insistere sulla richiesta di sospensione urgente del tariffario". Lo comunica Mariastella Giorlandino, presidente dell'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, in una comunicazione agli aderenti all'associazione. "Tale scelta - si legge - è stata motivata dalla necessità di difendere con fermezza i diritti delle strutture e dei pazienti, considerando le difficoltà significative che l'applicazione del nuovo tariffario sta generando e porterebbe alle aziende del Sud Italia".  
"La nostra posizione è chiara", ribadisce la presidente Uap: "Non faremo passi indietro nella tutela della categoria e dei nostri aderenti. La richiesta di sospensiva resta una priorità per garantire condizioni eque e sostenibili per le nostre strutture e per evitare che i disagi si aggravino nei prossimi mesi. Al contrario - sottolinea - le grandi multinazionali hanno rinunciato alla sospensione in favore della fissazione dell'udienza di merito, considerato che la maggior parte di esse hanno sede nelle regioni del Nord Italia, che non essendo in piano di rientro possono aumentare i propri tariffari. Ci chiediamo il motivo per cui le multinazionali, che non pagano le tasse in Italia, non sostengano le aziende italiane, che invece soggiacciono all'imposizione fiscale italiana". "Ora attendiamo le decisioni del Tar, che potrebbero arrivare nelle prossime ore, sia in merito alla sospensione richiesta sia rispetto alle ulteriori istruttorie proposte dalle parti ricorrenti", conclude Giorlandino ringraziando "tutti per il sostegno e la fiducia, confermando il nostro impegno per una difesa forte e senza compromessi degli interessi della categoria". ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Su X sarà possibile inviare e ricevere denaro, Musk punta a trasformarlo in una banca

(Adnkronos) - Secondo l'amministratore delegato di X, Linda Yaccarino, il servizio X Money debutterà "entro la fine dell'anno" e Visa sarà il primo partner. Yaccarino ha annunciato che il servizio supporterà "il trasferimento di fondi sicuro e istantaneo al proprio X Wallet tramite Visa Direct", consentendo agli utenti di effettuare pagamenti P2P e trasferire denaro istantaneamente sul proprio conto bancario collegato. Il profilo X Money menzionato da Yaccarino nel suo annuncio indica che il servizio verrà "lanciato nel 2025". Il servizio ha ottenuto licenze per la trasmissione di denaro in 41 stati degli Stati Uniti, secondo il sito web di X Payments, che al momento non fornisce ulteriori informazioni. A giugno 2024, Bloomberg ha riferito che X Payments collabora con Citibank e ha accordi con fornitori di servizi di pagamento come Stripe e Adyen. L'introduzione di un sistema di pagamenti è un elemento fondamentale dell'obiettivo del proprietario di X, Elon Musk, di trasformare la piattaforma in una "app per tutto". Poco dopo aver acquistato X (allora Twitter) nell'ottobre 2022, Musk ha delineato piani per trasformarla in una banca che avrebbe offerto conti di deposito a mercato monetario ad alto rendimento, carte di debito, assegni e servizi di prestito. Musk aveva precedentemente affermato che "sarebbe rimasto sbalordito" se X non avesse implementato servizi finanziari entro la fine del 2024. Yaccarino afferma che la partnership con Visa è il "primo di molti grandi annunci" che verranno fatti su X Money quest'anno. Non è chiaro se il servizio sarà in qualche modo collegato al programma di condivisione delle entrate per i creatori di X. Musk ha dichiarato che X "a malapena raggiunge il pareggio" in un'e-mail ai dipendenti questo mese, e l'azienda sta attualmente cercando di generare entrate mentre le banche si preparano a vendere parte del debito di 13 miliardi di dollari che Musk ha contratto per acquistare la piattaforma. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Hogwarts Legacy Aperto al Modding: Rivoluzione nel Gioco di Ruolo di Harry Potter

(Adnkronos) - Warner Bros. Games ha aperto una nuova era per gli appassionati di Hogwarts Legacy, il popolare gioco di ruolo ambientato nell'universo di Harry Potter. A partire dal 30 gennaio, gli utenti di Steam e Epic Games Store potranno personalizzare la propria avventura grazie al supporto ufficiale al modding. Questa innovazione permette ai giocatori di scaricare e installare mod direttamente dal gioco, rendendo l'esperienza ancora più ricca e immersiva. 
s Store, per creare nuove missioni, dungeon e miglioramenti estetici come skin e oggetti. Queste creazioni potranno essere condivise e pubblicate attraverso CurseForge, rendendo possibile una vasta collaborazione e condivisione nella community di giocatori. Il nuovo vidIl modding di Hogwarts Legacy sarà gestito attraverso CurseForge, uno dei più grandi repository di mod e add-on per videogiochi. Gli sviluppatori potranno utilizzare il Creator Kit di Hogwarts Legacy, disponibile gratuitamente su Epic Gameeo rilasciato da Avalanche Software, lo sviluppatore di Hogwarts Legacy, illustra le potenzialità del modding. Tra le novità più attese ci sono la "Dungeon of Doom", un dungeon ricco di combattimenti e segreti, e mod che permettono una creazione del personaggio più dettagliata, personalizzazione degli abiti e sostituzione delle scope. Questi aggiornamenti offrono ai giocatori la libertà di esplorare nuove dinamiche e personalizzare il gioco a proprio piacimento. 
Per accedere alle mod ufficiali di Hogwarts Legacy, è necessario avere un account su Steam o Epic Games Store collegato a un account Warner Bros. Games. I giocatori possono già procedere a collegare i loro account per prepararsi all'arrivo delle nuove funzionalità. Un Successo Globale Pubblicato sotto l'etichetta Portkey Games e sviluppato da Avalanche Software, Hogwarts Legacy ha conquistato il pubblico fin dal suo debutto. Ambientato nel mondo magico del 1800, il gioco offre un'esperienza di ruolo open world ricca e variegata. Con oltre 30 milioni di copie vendute, Hogwarts Legacy si conferma come la nuova uscita più venduta del 2023, disponibile su PlayStation®5, PlayStation®4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC e Nintendo Switch. Con l'introduzione del modding, Hogwarts Legacy si appresta a offrire ancora più possibilità e avventure magiche, confermando il suo impegno a costruire un universo di gioco sempre più vasto e partecipativo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Malattie rare, Centro Nemo Napoli e associazioni pazienti incontrano governatore De Luca

(Adnkronos) - Illustrare i risultati conseguiti dal Centro Nemo Napoli dell'ospedale Monaldi, giunto al suo quinto anno di attività, e condividere le prospettive future per il supporto alle famiglie campane nell'ambito della Rete regionale delle malattie rare. E' questo l'obiettivo dell'incontro che una delegazione di pazienti con malattie neurodegenerative e neuromuscolari, rappresentata da Aisla, Uildm e Famiglie Sma, accompagnata da Marco Rasconi, presidente dei Centri clinici Nemo, ha avuto con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, insieme al direttore generale dell'Azienda ospedaliera dei Colli - ospedale Monaldi, avvocato Anna Iervolino, e a Lucia Fortini, assessore alla Scuola, alle Politiche sociali e Giovanili della Regione Campania.  "Il nostro impegno quotidiano vuole garantire risposte di cura mirate al bisogno complesso della nostra comunità - ha detto Rasconi - Per questo è fondamentale il sodalizio con le istituzioni che, come Regione Campania, rendono concreto il valore della co-progettazione per il bene di tutti". "Il Centro Nemo Napoli - le parole di Iervolino - è un punto di riferimento per i pazienti affetti da patologie neuromuscolari e neurodegenerative provenienti da tutta la Campania e dalle regioni limitrofe. Con un'équipe di 49 professionisti e un'offerta di 26 posti letto, il centro ha già preso in carico oltre 800 pazienti, con una media di 140 prime visite ogni anno. Adottiamo un approccio specialistico integrato nella gestione delle complicanze e, forti dell'expertise dell'ospedale Monaldi, noto per la sua eccellenza clinica in campo cardiorespiratorio, lavoriamo per implementare il progetto".  Il centro dell'ospedale Monaldi di Napoli, parte del network nazionale Nemo, integra ricerca e pratica clinica, offrendo un modello innovativo di collaborazione tra pubblico e privato sociale. Grazie alla co-progettazione e co-programmazione, risponde alle esigenze complesse della comunità neuromuscolare. Numerose sono le testimonianze di pazienti e familiari che raccontano come il Nemo Napoli abbia trasformato la loro qualità di vita. Una delle storie più toccanti - riporta una nota - è quella di Aniello Colasante, ingegnere settantenne di Napoli, affetto da miastenia gravis refrattaria, la cui straordinaria ripresa ha catturato l'attenzione del web. Dopo quasi 2 anni di trattamenti intensivi e riabilitazione al Centro Nemo, Aniello ha riconquistato una parte significativa della sua autonomia, dimostrando quanto possa essere decisivo l'approccio multidisciplinare nella cura.  "Le nuove terapie stanno ridisegnando la Sma - sottolinea Anita Pallara, presidente di Famiglie Sma - ma la vera sfida è una continuità di cura che risponda ai bisogni delle nuove generazioni, valorizzando ogni aspetto della persona". "L'evoluzione della presa in carico è fondamentale per garantire continuità assistenziale durante tutto il percorso di vita, supportando i pazienti nelle transizioni tra domicilio, ospedale e i vari livelli di cura", aggiunge Pina Esposito, segretario nazionale Aisla. "Sebbene non esista ancora una cura definitiva, un trattamento tempestivo e continuativo può raddoppiare le aspettative di vita, migliorando significativamente anche la qualità della stessa", evidenzia Salvatore Leonardo, presidente Uildm-Arzano.  L'incontro con il governatore De Luca ha messo in luce i significativi traguardi raggiunti dal Centro Nemo Napoli nei suoi primi 4 anni di attività - conclude la nota - focalizzandosi in particolare sull'efficacia del modello integrato e multidisciplinare nel migliorare la qualità della vita dei pazienti. Tra le prospettive future, l'obiettivo principale è garantire la continuità del percorso di cura tra ospedale e territorio. L'ascolto delle necessità dei pazienti continuerà a guidare le risposte del sistema sanitario campano, con il Nemo Napoli impegnato a svolgere un ruolo sempre più centrale. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Malattie rare, Oro (Aop Health Italy): "Reinvestito in ricerca il 10% del fatturato"

(Adnkronos) - "In questo momento investiamo in ricerca e sviluppo circa il 10% del totale del fatturato. Non solo in nuove molecole, ma anche per continuare lo sviluppo clinico di molecole più vecchie. Come dimostra il caso di treprostinil, queste molecole attraverso uno sviluppo clinico che ne migliori le proprietà - per esempio la stabilità - possono avere un impatto fondamentale per il paziente". E' quanto ha affermato Emanuele Oro, Country Manager di Aop Health Italy, intervenendo alla conferenza stampa 'Ipertensione arteriosa polmonare: terapie su misura e home delivery cambiano le prospettive di cura', promossa oggi a Roma da Aop Health, nella sede del Palazzo dell'Informazione.  Oro ha sottolineato come fondamentale sia la qualità dei prodotti. "Come azienda abbiamo deciso di continuare a produrre in Europa, quindi sottostando alle rigide regole europee e anche statunitensi". "Un altro punto, che è un po' il fiore all'occhiello di Aop, è il tema della terapia integrata: il farmaco è infatti fondamentale, ma fondamentale è anche lo strumento tramite il quale viene somministrato, come nel caso delle pompe infusioni", continua.  "E ultimo, ma non ultimo, il tema del servizio, dove per servizio si intende 'patient support program', quindi assistenza infermieristica a 360 gradi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. E' un aspetto fondamentale per il benessere fisico, ma anche per il benessere psicologico", conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Morti cardiache improvvise, Casasco (Fmsi): "Screening utili per atleti e Ssn"

(Adnkronos) - "La certificazione di idoneità alla pratica sportiva ha un grande valore in chiave di prevenzione perché permette di individuare potenziali fattori di rischio o patologie minori, anche non contrindicanti la pratica sportiva, ma la cui diagnosi tempestiva porta a evidenti benefici per lo stato di salute e la qualità della vita del singolo e a un conseguente risparmio per il Servizio sanitario nazionale e il sistema assicurativo". Lo ha detto l'onorevole
Maurizio Casasco, presidente Fmsi, Federazione medico sportiva italiana, in occasione del simposio dedicato ai programmi di screening per valutare il rischio di morte cardiaca improvvisa nei giovani atleti, a partire dall'esperienza del
modello italiano, co-organizzato dalla Fmsi e dall'Ambasciata d'Italia a Londra, che oggi ha ospitato l'incontro, con la diretta collaborazione di Lord Polak, membro della Camera dei Lords. "Questo evento testimonia il valore del modello italiano di medicina dello sport riconosciuto in tutto il mondo - sottolinea Casasco - L'Italia è l'unico Paese ad avere delle leggi nazionali per la certificazione di idoneità alla pratica sportiva e, nel caso di quella agonistica, viene rilasciata esclusivamente dallo specialista in medicina dello sport, che valuta il rischio sportivo specifico in gara e in allenamento. Accanto alle leggi in materia di salute dei praticanti l'attività sportiva, l'Italia vanta delle specifiche linee-guida elaborate dalla Fmsi, unica società scientifica di medicina dello sport riconosciuta dal ministero della Salute, in collaborazione con le società cardiologiche. Oggi le morti improvvise da sport, nel nostro Paese, rispetto al resto del mondo sono in un rapporto di 1 a 1 milione e mezzo versus 1 a 100mila". Il modello italiano - si legge in una nota - diventa importante oggi più che mai visto il valore, riconosciuto a livello globale, dell'attività sportiva per la prevenzione primaria, secondaria e terziaria nella lotta alle principali patologie non trasmissibili (cardiovascolari, neurodegenerative, oncologiche, metaboliche, etc.), e la cui prescrizione richiede una specifica competenza.  
Il simposio si inserisce nel quadro del Memorandum of Understanding di collaborazione bilaterale sottoscritto da Italia e Regno Unito nel 2023 e che incoraggia il dialogo tra personale medico dei due Paesi. "Credo molto nel valore della diplomazia scientifica - evidenzia l'ambasciatore Inigo Lambertini - a maggior ragione quando, come quest'oggi, essa abbia una finalità così nobile quale quella di salvare più vite tra i giovani sportivi. Sono quindi orgoglioso che l'Ambasciata a Londra abbia fattivamente contribuito a organizzare questo proficuo scambio di esperienze tra luminari della cardiologia e della medicina sportiva, e alla valorizzazione del modello di screening italiano, un'altra delle nostre tante eccellenze a livello mondiale". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Malattie rare, cardiologo Vizza: "Per Iap fornire servizi insieme al farmaco"

(Adnkronos) - "Oggi il costo del farmaco è ridotto, ma fornire insieme alla terapia una serie di servizi che dovrebbero essere fruibili per il paziente è un aspetto estremamente importante. Per gestire il sistema di infusione, oltre alla formazione del paziente, ci deve essere l'aiuto di personale infermieristico", ma questo "non è sempre garantito dalle aziende che producono i farmaci". Così Carmine Dario Vizza, professore di Cardiologia all'Università di Roma 'La Sapienza' e direttore della Cardiologia presso l'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I, intervenendo alla conferenza stampa 'Ipertensione arteriosa polmonare: terapie su misura e home delivery cambiano le prospettive di cura', promossa oggi a Roma da Aop Health, nella sede del Palazzo dell'Informazione.  "Per la Iap, la comunità scientifica è riuscita a produrre delle evidenze scientifiche che sono solide. Avere 10 farmaci a disposizione per malattia rara è un fatto eccezionale - spiega Vizza - Ma 20-25 anni fa nessuno voleva interessarsi a questa malattia rara. Una ventina di anni fa, Stefano (Ghio, presidente di Italian pulmonary hypertension network, ndr) e io, lui a Pavia, io a Roma, abbiamo iniziato usando farmaci 'off label', quindi fuori indicazione. Avevamo solo l’epoprostenolo, che è infusionale, ma difficile da far accettare, perché rimaneva stabile per non più di 20-25 ore. Poi è arrivato il treprostinil che ha una stabilità maggiore. Recentemente è stato dimostrato che può allungare la stabilità per più di 14 giorni: continuare la terapia per un periodo molto lungo è senz'altro un aspetto importante e rilevante".  La ricerca "è importantissima - sottolinea l'esperto - Con la terapia, da un punto di vista sintomatologico il paziente migliora molto. La stragrande maggioranza dei pazienti sono a un rischio intermedio, che significa avere una mortalità intorno al 10% dopo un anno. Oggi molti di questi pazienti riusciamo a farli passare a un rischio basso, che significa avere una mortalità inferiore al 100% dopo un anno. Ma soprattutto migliora la capacità di fare uno sforzo fisico. Dimostrare che abbiamo un miglioramento della sopravvivenza in una malattia rara è estremamente difficile. Però vediamo il trend di quello che ci dicono i registri nel corso del tempo - illustra Vizza - Da quando abbiamo iniziato a dare i farmaci, quindi con una mediana sopravvivenza a 2 anni e mezzo, a quello che facciamo adesso, con una terapia aggressiva, dove noi mettiamo un farmaco dopo l'altro, rapidamente arriviamo alla mediana sopravvivenza che è sui 7 anni". E "probabilmente adesso che cominciamo a utilizzare terapie ancora più aggressive abbiamo ulteriori vantaggi. Abbiamo dei pazienti che sono in trattamento da 20 anni, 25 anni, che stanno bene. Sono una minoranza, il 5%, il 10%, però 20 anni fa era una cosa assolutamente impossibile da pensare", conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Autostrade per l’Italia sensibilizza i giovani ad una guida più sicura

(Adnkronos) - Si è tenuto oggi presso lo spazio auditorium del Museo STEP Futurability District, a Milano, il primo di un nuovo ciclo di 15 incontri che Autostrade per l’Italia terrà con più di 1000 alunne e alunni che frequentano Istituti situati su tutto il territorio attraversato dalla rete ASPI. L’iniziativa di Autostrade per l’Italia ha già coinvolto più di 220 istituti scolastici e circa 19.000 ragazze e ragazzi che frequentavano gli ultimi anni della scuola secondaria di secondo grado. 

 

Per il nostro Gruppo
– afferma la Presidente di Autostrade per l’Italia Elisabetta Oliveri
- la sicurezza delle persone è il primo valore della cultura aziendale. Non potremmo gestire la complessità delle attività che affrontiamo quotidianamente senza tenere come obiettivo-guida la sicurezza di chi ogni giorno viaggia sulla nostra rete e, al contempo, quella di chi ogni giorno lavora sulla stessa rete per migliorarla. Sicurezza stradale significa sicurezza fisica delle infrastrutture e, insieme, rispetto del codice della strada.
Sono numerosissime le iniziative e i progetti che Aspi porta avanti per sensibilizzare sull’importanza di una guida sicura e per richiamare attenzione su un obiettivo che deve essere di tutti: azzerare le vittime sulla strada. In particolare, crediamo che dedicare tempo, entusiasmo e attenzione proprio alle nuove generazioni, così come questo incontro di oggi ci consente di fare, sia il miglior investimento per cambiare le cose".
 Il nuovo progetto è stato arricchito con un quiz digitale che aiuterà i giovani a comprendere come valutare correttamente la variabile
“tempo”.
Perché sulle strade l’unica velocità consentita è quella del pensiero e quindi dell'attenzione verso la strada. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Suzuki lancia il suo primo scooter elettrico: e-Address

(Adnkronos) -
Suzuki compie un passo significativo verso la mobilità sostenibile, svelando il suo primo scooter elettrico, l’e-Address, durante il Bharat Mobility Global Expo 2025. Questo modello rappresenta un importante traguardo per il marchio di Hamamatsu e testimonia il suo impegno verso la neutralità carbonica. Prodotto da Suzuki Motorcycle India Private Limited, la filiale indiana dell'azienda, l’e-Address si inserisce in una strategia più ampia che prevede l'introduzione di diversi modelli a zero emissioni (BEV) entro il 2030. La produzione del veicolo inizierà a marzo 2025, mentre il debutto sul mercato indiano è fissato per aprile dello stesso anno. In seguito, lo scooter verrà esportato anche in altri Paesi.  Lo Suzuki e-Address si distingue per una serie di funzionalità innovative e pratiche: • ampio vano sottosella: con una capacità di 17 litri, offre spazio sufficiente per riporre oggetti personali o un casco. • sistema keyless: consente l’accensione e lo spegnimento senza l’utilizzo della chiave tradizionale, migliorando la comodità per il guidatore. • caricatore portatile con sicurezza integrata: dotato di un sistema che evita il sovraccarico della batteria, garantendo affidabilità e durata. 
Tre modalità di guida per ogni esigenza
 Il nuovo e-Address offre tre modalità di guida, tra cui la modalità Eco, progettata per massimizzare l’autonomia e ottimizzare il consumo della batteria. La sua batteria al litio-ferro-fosfato, leggera e durevole, è combinata con un telaio rigido e ben bilanciato. Inoltre, lo scooter è equipaggiato con: • frenata rigenerativa: trasforma l’energia cinetica generata in frenata e decelerazione in energia utile, aumentando l’efficienza. • funzione retromarcia: una caratteristica particolarmente utile per semplificare le manovre in spazi ristretti. Con queste caratteristiche, il Suzuki e-Address si posiziona come un’opzione pratica e sostenibile per i pendolari e gli utenti urbani. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)