Apple Arcade, 7 nuovi titoli tra cui Final Fantasy e PGA Tour Pro Golf

(Adnkronos) - Apple Arcade arricchisce la sua offerta di videogiochi per il nuovo anno con l'introduzione di sette nuovi titoli e aggiornamenti significativi per giochi già affermati. Tra le nuove uscite spiccano titoli di vari generi, adatti a un pubblico ampio e con preferenze di gioco diverse. Skate City: New York, sviluppato da Snowman and Agens, immerge i giocatori nel mondo dello skateboarding, portando l'esperienza di gioco in alcuni dei luoghi più iconici per gli appassionati di questo sport. Gears & Goo, disponibile per Apple Vision Pro, offre un'esperienza di strategia in cui i giocatori possono costruire basi e difenderle utilizzando torrette, sfruttando appieno le capacità di interazione offerte dallo spatial computing. Koei Tecmo, con Three Kingdoms HEROES, aggiunge un nuovo capitolo alla sua celebre serie Romance of the Three Kingdoms, ampliando ulteriormente il genere strategico. L'offerta si arricchisce anche con l'arrivo di titoli precedentemente acclamati sull'App Store, ora riproposti in versioni esclusive per Apple Arcade. FINAL FANTASY+ di SQUARE ENIX offre una reinterpretazione in 2D del classico gioco di ruolo, mentre Trials of Mana+ porta su dispositivi mobili l'acclamato videogioco di ruolo d'azione per console. Gli amanti dell'avventura potranno esplorare il selvaggio West in Rodeo Stampede+, mentre Tagliamo L'Erba+ offre un'esperienza rilassante di simulazione. A partire dal 6 febbraio, Apple Arcade amplierà ulteriormente la sua offerta con l'aggiunta di PGA TOUR Pro Golf, il primo gioco con licenza ufficiale PGA TOUR, arricchendo la selezione di titoli sportivi già presenti nel catalogo. Insieme a PGA TOUR Pro Golf, saranno disponibili anche l'adventure game a piattaforme Doodle Jump 2+ e il simulatore di fattoria My Dear Farm+. Inoltre, alcuni titoli popolari si aggiornano con contenuti speciali dedicati ai fan della NFL su NFL Retro Bowl '25 in attesa del Super Bowl, e con nuovi aggiornamenti ed eventi a tempo limitato per festeggiare San Valentino su Angry Birds Reloaded, Cooking Mama: Cuisine!, Goat Simulator+ e altri ancora. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Google Maps compie 20 anni: i luoghi italiani più recensiti

(Adnkronos) - Nata nel 2005, Google Maps ha rivoluzionato il modo di spostarsi ed esplorare il mondo per oltre due miliardi di persone. I numeri che ne testimoniano il successo sono straordinari: nel 2024, sono stati forniti indicazioni per un totale di 1 trilione di chilometri, una distanza che supera di mille volte quella tra la Terra e il Sole. La piattaforma include 250 milioni di attività commerciali e luoghi, un numero così vasto che, visitandone uno all'ora, 24 ore su 24, sarebbero necessari oltre 28.500 anni per esplorarli tutti. Ogni anno, 500 milioni di utenti contribuiscono attivamente al miglioramento di Google Maps attraverso recensioni, foto, valutazioni e segnalazioni sul traffico. L'impegno degli utenti è tale da raggiungere un'altezza di 50 km se si impilassero tutti i fogli di carta necessari per contenere tali informazioni. L'aggiornamento di Google Maps è un processo continuo, con 100 milioni di modifiche apportate ogni giorno, equivalenti a 10.000 aggiornamenti al secondo. In occasione del suo ventesimo anniversario, Google Maps celebra il suo legame con l'Italia svelando i parchi e i musei più apprezzati dagli utenti. I parchi più recensiti sono Villa Borghese (Roma), Parco Sempione (Milano), Prato della Valle (Padova), Parco Nazionale delle Cinque Terre, Parco di Monza, Parco Nazionale del Vesuvio (Napoli), Parco Giardino Sigurtà (Valeggio sul Mincio), Cascate del Varone (Tenno), Giardini Indro Montanelli (Milano), Villa Doria Pamphili (Roma). I musei più recensiti, invece, sono: Foro Romano (Roma), Galleria degli Uffizi (Firenze), Casa di Giulietta (Verona), Parco Archeologico di Pompei, Museo Egizio (Torino), Reggia di Caserta, Galleria dell'Accademia di Firenze, Museo Cappella Sansevero (Napoli), Museo Ferrari (Maranello), Palazzo Ducale (Venezia). La selezione dei luoghi più recensiti è stata effettuata considerando le strutture con meno di 10 sedi per categoria, il maggior numero di recensioni e una valutazione superiore a 4 stelle su Google Maps. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'ecosistema Gemelli-Medicina Cattolica, "4 pilastri: persona, cura, dedizione e solidarietà"

(Adnkronos) - "Persona, cura, dedizione e solidarietà. Sono quattro pilastri che alimentano la fiducia che il paziente e gli studenti nutrono nei confronti dell’ecosistema Gemelli, perché è una grande famiglia: vivono l’Università e il Policlinico, lavorano sinergicamente per offrire cure di frontiera accessibili a tutti, in ambienti pieni di innovazione e tecnologia”. Così la rettrice dell'Università Cattolica Elena Beccalli a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'ateneo di Roma. Durante la cerimonia anche i saluti istituzionali del ministro della Salute Orazio Schillaci e del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Prima della cerimonia inaugurale nella Chiesa centrale della Sede si è tenuta la concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Baldassare Reina, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma. La rettrice ha annunciato il Piano Africa della Cattolica. "La solidarietà diviene il presupposto principale per l’ideazione e l’attuazione del Piano Africa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si tratta- ha spiegato nel discorso inaugurale - di una struttura d’azione, in coerenza con l’indirizzo di apertura proprio di una Università che vuole essere la migliore per il mondo, con l’intento di porre il continente africano al cuore delle progettualità sanitarie, assistenziali, educative, di ricerca e di terza missione. In uno spirito di reciprocità con l’Africa, l’Ateneo intende diventare polo educativo dalla triplice finalità: formare medici in Africa, offrire ai giovani africani di seconda generazione opportunità di studio, integrare le esperienze di volontariato dei nostri studenti nei percorsi accademici".  "Come è ormai noto, la nostra aspirazione è diventare l’Università europea con la più rilevante presenza in Africa, attraverso partnership con atenei e istituzioni locali, nella prospettiva di un lavoro con l’Africa, per la formazione integrale delle persone e la promozione della fratellanza e della pacifica convivenza sociale. Siamo infatti fortemente convinti dell’efficacia di quello che ho definito l’education power, cioè la capacità di aiutare un paese attraverso piani educativi incisivi e rispettosi. L’educazione è uno strumento che meglio, e più, di altri consente di lavorare con i paesi africani piuttosto che per i paesi africani", ha aggiunto la rettrice.  Il Piano Africa "intende dunque consolidare studi e progetti attraverso collaborazioni, accordi e alleanze con università e realtà che vi operano, da quelle cattoliche a quelle internazionalmente riconosciute come Unesco e Fao, e auspicabilmente in stretta connessione con iniziative come il Piano Mattei per l’Africa. Da questo punto di vista, il campus romano dell’Università Cattolica può dare un contributo determinante, perché le sue attività già rendono visibile il nesso tra educazione, crescita e solidarietà. Abbiamo in Ateneo complessivamente attivi 123 progetti in 40 paesi, di cui 14 con la sola Facoltà di Medicina e chirurgia", ha concluso.  
Il preside della facoltà di Medicina e chirurgia Antonio Gasbarrini nel suo intervento ha sottolineato che "un aspetto cruciale del nostro operato risiede nella collaborazione costante con le istituzioni sanitarie, in particolare con la Regione Lazio, nostro principale committente in ambito sanitario pubblico, e con il ministero della Salute, che stabilisce le regole e crea le opportunità per garantire una sanità pubblica nazionale equa e accessibile". Il preside di Medicina ha individuato un ambito originale in cui assicurare l’impegno della Facoltà a sostegno delle politiche regionali e ministeriali. «Oltre al nostro ruolo nelle patologie elettive, infatti, stiamo sviluppando con entrambe le istituzioni, regionale e nazionale, politiche al servizio della cruciale rete dell’emergenza/urgenza, quella rete che rappresenta la colonna portante delle politiche sanitarie», «fondamentale per salvare vite, ridurre le complicanze e garantire la presa in carico integrata del paziente, dal primo intervento alla riabilitazione».  Al tema Africa sono state dedicate le due prolusioni e la testimonianza conclusiva. "Non sono un accademico, non posso di certo fare ‘lezioni’, posso provare a condividere quanto vivo sul campo ogni giorno, come medico, come prete e come direttore di Medici con l’Africa Cuamm, organizzazione che da 75 anni è impegnata in Africa, nei paesi più poveri, per prendersi cura della salute dei più fragili". ha esordito il direttore don Dante Carraro. «Nel nostro nome è racchiuso lo stile che guida il nostro intervento: non “per” ma “con” l’Africa. Camminiamo a fianco delle popolazioni locali, all’interno del sistema sanitario cercando di esserne lievito, intervenendo in partnership con le autorità locali e partendo dai bisogni reali. Non caliamo interventi dall’alto, ma costruiamo insieme delle risposte che possano essere sostenibili e possano garantire futuro. Ci stanno a cuore, soprattutto, le mamme e i bambini, fragili tra i fragili, specie nel momento del parto e nei primi mesi di vita. Infine, crediamo che una leva fondamentale di cambiamento sia l’investimento in formazione, dei giovani italiani e anche africani, per questo collaboriamo con 39 università italiane e con tanti partner di ricerca nel mondo, così da poter dare solidità al nostro intervento, perché siamo convinti che una medicina per i poveri, non debba essere una medicina povera".
 Il professor Carlo Torti, ordinario di Malattie infettive alla facoltà di Medicina e chirurgia, parlando di Malattie infettive globali: sfide condivise tra Paesi industrializzati e l'Africa nella lotta per la salute universale, ha messo in evidenza un "paradosso preoccupante: mentre, in massima parte, i decessi per malattie infettive avvengono nelle aree più povere, nei Paesi industrializzati registriamo un aumento di casi di malattie prevenibili mediante le vaccinazioni, causate da una copertura vaccinale insufficiente». E ha concluso che «la scienza deve evolvere da una logica di pubblicazione ('publish or perish') a un focus sull'innovazione ('innovate or perish'), riconoscendo che viviamo in un mondo interconnesso e che le nostre azioni devono riflettere una responsabilità collettiva di contrasto a malattie globali, quali quelle infettive, a vantaggio della salute universale". Francesca Schiavello, giovane specialista in Medicina interna, che ha raccontato la sua esperienza di volontariato con il Cuamm in Tanzania, ha detto che "lavorare in Africa non significa affatto praticare una medicina di 'seconda mano'". Certo, "i mezzi a disposizione sono molto limitati. Ma, lavorare in un contesto a basse risorse, è una grande scuola di vita per noi medici. In un contesto dove mancano gli esami di laboratorio, le radiografie, le Tc, si è spinti necessariamente a compensare con gli occhi, con le mani, con le orecchie, con l’ascolto, con la semeiotica". Una lezione di vita ma anche di una sanità dal volto umano.   ---universita/politiche-universitariewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Canto contro depressione post parto, al via fase 2 di 'Music and Motherhood'

(Adnkronos) - È possibile sostenere il benessere emotivo delle neomamme, contrastando la depressione post partum (Dpp), con il canto di gruppo: lo ha dimostrato lo studio 'Music and Motherhood', promosso e coordinato dall’Ufficio Regionale per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS Europa) e coordinato in Italia dall’Iss, di cui è appena partita la seconda edizione, che si propone di allargare ulteriormente l’esperienza. Secondo i risultati raccolti nella prima fase, pubblicati sulla rivista Frontiers in Medicine - riporta una nota dell'Iss - il canto di gruppo si è rivelato uno strumento sostenibile e adeguato, che ha permesso di migliorare in modo significativo la sintomatologia depressiva e la qualità della vita delle neomamme partecipanti, aiutare le donne partecipanti a condividere e a migliorare il proprio stato emotivo, fornendo uno strumento di interazione con il bambino, demedicalizzare il processo di cura e coinvolgere anche donne straniere con padronanza linguistica non sufficiente per essere avviate alla psicoterapia in italiano.  Il progetto nella sua seconda fase si propone di promuovere su più larga scala, a livello nazionale, l'offerta di questo specifico intervento di canto di gruppo per neomamme che manifestano sintomi di depressione post partum. Il protocollo di studio richiama il precedente mirando a rendere disponibili informazioni sia sulla fattibilità dell’intervento, sia sull’impatto percepito sulla salute mentale e il benessere delle mamme partecipanti. L’Iss - si legge - sta attualmente sviluppando un pacchetto formativo ad hoc per l’intervento in italiano. È inoltre in fase di elaborazione una guida pratica sull’attuazione dell'intervento, adattata al contesto italiano, che si rivolge a organizzazioni, decisori e professionisti del Servizio sanitario nazionale e del settore artistico e culturale interessati a esplorare le potenzialità e le caratteristiche di "Music and Motherhood" (per informazioni e adesioni è possibile scrivere a ilaria.lega@iss.it). "Il canto - sottolinea Ilaria Lega, Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Iss - ha aiutato le neomamme ad esprimere i propri sentimenti, a trovare strategie per migliorare il proprio stato d’animo e l'interazione con il bambino. E’ stato possibile, inoltre, coinvolgere anche donne straniere con padronanza linguistica non sufficiente per essere avviate alla psicoterapia in italiano. L'attenzione alle esigenze delle madri e la co-presenza di un insegnante di canto e di un operatore sanitario sono stati tra i fattori chiave del successo del progetto nella sua declinazione italiana. A testimonianza di quanto emerso dalle analisi svolte dall’Iss, non ci sono stati rifiuti né abbandoni fra le donne avviate all’intervento e l’aderenza all’intervento è stata molto elevata: il numero medio di incontri frequentati dalle mamme è stato di nove su dieci". L’intervento, che prevede 10 incontri settimanali di canto di gruppo ai quali possono partecipare 8-12 mamme, si rivolge a donne nel periodo post natale con sintomi di Dpp (punteggio ≥10 Edinburgh Postnatal Depression Scale, EPDS). Gli elementi chiave sono la centralità della mamma come destinataria dell’intervento e il fatto che tutte le partecipanti presentino sintomi di Dpp. Le donne sono invitate a partecipare agli incontri con i loro bambini, ma non si tratta di un prerequisito per la loro partecipazione, in quanto l'obiettivo principale è il supporto al benessere emotivo delle mamme. Gli incontri sono condotti da un maestro di canto professionista - denominato leader di canto - che guida le mamme nel canto di insieme promuovendo il supporto fra pari e l’aiuto reciproco attraverso un approccio demedicalizzato. Sono proposte varie tipologie di brani anche in diverse lingue, sulla base della composizione specifica del gruppo. Per partecipare non è richiesta alle mamme alcuna competenza musicale. Si possono utilizzare semplici strumenti di accompagnamento, come piccole percussioni.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Monzino, una donna su 4 a rischio malattie cardiovascolari

(Adnkronos) - In Italia è stato stimato che una donna su 4 è a rischio di malattia cardiovascolare e una donna ogni cinque minuti viene colpita da un infarto o da un’altra malattia cardiovascolare. È noto del resto che le malattie cardiovascolari (Mcv) sono la prima causa delle morti femminili in Italia: più di 124.000 ogni anno. "Per fermare l’epidemia delle malattie cardiovascolari delle donne non servono né vaccini né protezioni: basta la prevenzione" sottolinea la responsabile di Monzino Women, Daniela Trabattoni. E proprio il Centro cardiologico Monzino Irccs partecipa anche quest’anno al Wear Red Day, la Giornata per la consapevolezza sulla salute del cuore femminile, promossa dall’American Heart Association e celebrata in tutto il mondo il primo venerdì del mese di febbraio. "La maggior parte di queste vite, fino al 70%, può essere salvata con una prevenzione personalizzata al femminile – dichiara Trabattoni, che è Direttore Unità di Cardiologia invasiva dell'Irccs -. Il focus specifico sulla donna è fondamentale per fermare un’epidemia più letale del Covid, senza ricorrere a vaccini e mascherine. Diversi studi europei dimostrano che negli ultimi 10 anni non si è visto un miglioramento nella riduzione del rischio di malattie cardiovascolari nelle donne, soprattutto tra le più giovani (sotto i 55 anni) e che la mortalità da cardiopatia ischemica nella donna è diminuita meno di quella degli uomini".  Questo "non significa che le donne siano meno attente a sé stesse", anche se è vero "che fino a poco fa le Mcv - aggiunge - erano considerate malattie dell’uomo. Il vero tema è la necessità urgente di una medicina di genere che parta già dalla prevenzione, perché sappiamo che i fattori di rischio noti (colesterolo alto, fumo, ipertensione, diabete e obesità) incidono in modo diverso sulle donne. L’esempio che porto sempre è il fumo: le donne fumatrici, rischiano fino a 5 volte di più di sviluppare danni alle arterie (e dunque sono 5 volte più esposte al rischio di infarto miocardico) rispetto agli uomini. Inoltre, perfino nelle ragazze il tabacco può indurre lo sviluppo precoce dell’aterosclerosi".  La prevenzione nelle donne deve iniziare "dall’adolescenza - rimarca Trabattoni - con l’adozione di stili di vita sani (alimentazione corretta, no al fumo e sì all’attività fisica) e prevedere intorno ai 35 anni i primi screening preventivi. Al Monzino abbiamo voluto dare una risposta concreta al bisogno di prevenzione femminile creando già quasi 10 anni fa 'Monzino Women', il primo centro clinico italiano dedicato al cuore delle donne". All’appello alle donne del Monzino si unisce sui social la famosa stilista Chiara Boni: "Il cuore è la cosa più importante della nostra vita perché siamo capaci di amare tanto. Quindi tenetelo da conto".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Yu-Gi-Oh! World Championship 2025: Parigi si prepara ad accogliere i migliori duellanti del mondo

(Adnkronos) - Konami Digital Entertainment B.V. ha annunciato il ritorno in Europa del Campionato Mondiale di Yu-Gi-Oh! nel 2025. La città scelta per ospitare questo prestigioso evento è Parigi, che il 30 e 31 agosto vedrà sfidarsi i migliori duellanti provenienti da ogni angolo del globo. Il World Championship 2025 si articolerà in quattro tornei distinti, offrendo ai partecipanti diverse opportunità di mettere alla prova le proprie abilità. I giocatori potranno competere nel torneo di Yu-Gi-Oh! Gioco di carte collezionabili, il formato tradizionale. Gli appassionati di videogio avranno invece la possibilità di partecipare al torneo di Yu-Gi-Oh! Master Duel, la versione digitale del celebre gioco di carte. Un'ulteriore novità è rappresentata dalla suddivisione del torneo di Yu-Gi-Oh! Duel Links in due competizioni separate, una per il formato Speed Duel e l'altra per il formato Rush Duel. Quest'ultimo, introdotto nel settembre 2023, rappresenta una nuova modalità di gioco che aggiunge un ulteriore livello di strategia e dinamismo alle sfide. L'annuncio di Konami ha generato grande entusiasmo nella community di Yu-Gi-Oh!, con giocatori di tutto il mondo pronti a contendersi il titolo di campione del mondo in una cornice d'eccezione come la città di Parigi. L'evento si preannuncia come un'imperdibile occasione di spettacolo e competizione, celebrando al contempo la passione e la strategia che da sempre caratterizzano il mondo di Yu-Gi-Oh!. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Trainline e il futuro dei viaggi in Italia: sostenibilità e digitalizzazione

(Adnkronos) - Il settore del trasporto ferroviario italiano si trova in un momento cruciale, con potenzialità di crescita significative ma anche sfide importanti da affrontare. Un recente studio presentato da Trainline durante l'evento "Tutti i treni portano a Roma" offre una panoramica dettagliata sullo stato attuale e sulle prospettive future del settore, con un focus particolare sul ruolo del treno nel turismo sostenibile e in occasione di grandi eventi come il Giubileo 2025. Uno dei dati più significativi emersi dallo studio riguarda la crescente attenzione degli italiani verso l'impatto ambientale dei propri viaggi. Il 46% degli intervistati dichiara di considerare l'aspetto ecologico al momento di pianificare i propri spostamenti, con un incremento del 5% rispetto al 2023. Questa maggiore consapevolezza si riflette nella scelta del treno come mezzo di trasporto preferito da molti, soprattutto per i viaggi di lavoro (45%). Nonostante i progressi compiuti, emergono ancora delle criticità che limitano il pieno sviluppo del trasporto ferroviario. In particolare, l'accessibilità risulta essere un problema per il 51% degli intervistati, che auspicano migliori collegamenti per un servizio più capillare. Anche la digitalizzazione è un aspetto da migliorare: il 49% degli intervistati chiede una maggiore integrazione tecnologica per un'esperienza di viaggio più fluida e intuitiva. La liberalizzazione del settore ferroviario, con l'aumento della concorrenza e dei nuovi operatori, viene vista come un'opportunità per il mercato, aprendo nuove possibilità per i collegamenti internazionali. Un italiano su tre (33%) apprezza la maggiore scelta e i prezzi più bassi derivanti dalla concorrenza. L'ingresso di nuovi operatori è auspicato da quasi due italiani su tre (63%), a dimostrazione dell'importanza di un mercato ferroviario dinamico e competitivo. Per incentivare ulteriormente l'utilizzo del treno, soprattutto durante la bassa stagione, il 70% degli intervistati ritiene fondamentale introdurre tariffe agevolate. Un'altra proposta molto apprezzata (58%) è lo sviluppo di pacchetti "all inclusive" che includano diversi servizi, semplificando l'esperienza di viaggio. Il Giubileo 2025 rappresenta un'occasione unica per consolidare il ruolo del treno come mezzo di trasporto sostenibile e strategico per i grandi eventi. Il 33% degli italiani prevede di visitare Roma per l'occasione, e il treno è già la scelta preferita dal 35% dei visitatori. Un ulteriore 68% dichiara di prendere in considerazione il treno come opzione di viaggio, a dimostrazione del crescente interesse per questa modalità di trasporto. "Uno degli obiettivi di Trainline è promuovere scelte di viaggio più ecologiche incoraggiando l'uso della ferrovia", ha dichiarato Jody Ford, CEO di Trainline. "I nostri dati confermano la crescente importanza della ferrovia per il settore turistico italiano, con i passeggeri che danno sempre più priorità ai viaggi in treno per la loro comodità, l'economicità e il ridotto impatto ambientale. Tuttavia, c'è ancora molto da fare, tra cui ampliare l'accesso alle aree poco servite e sviluppare ulteriormente l'integrazione digitale per un'esperienza davvero senza soluzione di continuità. Trainline è impegnata a lavorare con i partner del settore per superare questi ostacoli e sbloccare il pieno potenziale della ferrovia, rendendola la scelta preferita per i viaggi sostenibili in Italia e non solo". "Viaggiare in treno significa viaggiare in maniera virtuosa e responsabile, minimizzando l’impatto negativo su ambiente e territori", ha affermato Daniela Santanchè, Ministro del Turismo. "E noi, come ‘Sistema Italia’, possiamo contare su una delle reti ferroviarie più competitive d’Europa. Una vera e propria eccellenza che, specie in occasione del Giubileo, funge da strumento strategico di fondamentale importanza nella gestione dei flussi e nel sostegno a una promozione equilibrata e responsabile del nostro patrimonio". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Psicologi: addio a Stefano Benemeglio, padre di ipnosi dinamica e discipline analogiche

(Adnkronos) - Il mondo delle discipline analogiche, del benessere e della crescita personale piange la scomparsa di uno dei suoi più grandi pionieri: Stefano Benemeglio. Analogista, psicologo e ricercatore instancabile nel campo della felicità umana, Benemeglio si è spento all’età di 79 anni, lasciando un vuoto immenso in quanti lo hanno conosciuto, seguito e ammirato per il suo lavoro rivoluzionario. Nato come ricercatore e psicologo, Benemeglio ha sviluppato, attraverso anni di studio e approfondimento, un metodo innovativo che ha cambiato il modo di approcciarsi alle dinamiche emotive e comportamentali: le discipline analogiche. Partendo dalla psicologia tradizionale, ha elaborato un sistema unico, basato sull’analogia e sulla comunicazione inconscia, che ha aperto nuove strade nei percorsi di crescita, nella ristrutturazione emotiva e nel percorso analogico, aiutando migliaia di persone a superare blocchi emotivi e a raggiungere un maggiore benessere interiore.  La sua carriera è stata caratterizzata dalla dedizione alla ricerca della felicità e all’esplorazione delle potenzialità umane. Attraverso i suoi libri, corsi e seminari, Benemeglio ha trasmesso non solo conoscenze tecniche, ma anche una profonda saggezza pratica, diventando un punto di riferimento per analogisti, professionisti del benessere e appassionati di crescita personale in tutto il mondo. La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione e gratitudine tra coloro che hanno beneficiato del suo lavoro. Molti lo ricordano non solo come un maestro, ma anche come una persona capace di ispirare con la sua umanità e il suo carisma.  "Stefano Benemeglio - sottolineano dalla sua Scuola - lascia un’eredità immensa, fatta di teorie innovative, strumenti pratici e una visione profondamente ottimistica delle potenzialità umane. Il suo contributo continuerà a vivere attraverso le sue opere e attraverso tutti coloro che, grazie ai suoi insegnamenti, hanno trovato la forza di trasformare la propria vita. Il mondo del benessere e delle discipline analogiche perde una figura di spicco, ma il suo messaggio rimarrà vivo, guidando future generazioni verso una maggiore consapevolezza e felicità. Grazie, Stefano Benemeglio, per tutto ciò che ci hai donato. Riposa in pace". ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


OnePlus lancia una campagna per celebrare le donne esploratrici

(Adnkronos) - In occasione della Giornata Internazionale della Donna, OnePlus, in collaborazione con tre esploratrici di fama mondiale, ha annunciato il lancio della campagna "Woman with Altitude", volta a celebrare il contributo spesso trascurato delle donne nell'esplorazione. Una ricerca condotta da OnePlus ha infatti rivelato che il 77% degli italiani ritiene che le donne esploratrici siano state spesso trascurate nella storia. La campagna prevede una spedizione in Corsica, dove le esploratrici Elise Wortley, Edurne Pasaban e Lotta Hintsa ripercorreranno il viaggio di Dorothy Pilley, una delle prime alpiniste a esplorare i Pirenei, il Monte Fuji e l'Himalaya. La spedizione sarà documentata con il nuovo OnePlus 13 e il documentario, che sarà rilasciato l'8 marzo, mira a far conoscere la storia di Dorothy Pilley e a ispirare le future generazioni di esploratrici. La ricerca di OnePlus ha inoltre evidenziato come solo una minoranza di italiani (19%) abbia appreso qualcosa sulle donne esploratrici a scuola o all'università, nonostante un diffuso interesse (72%). Quando si parla invece di esploratori uomini, l'italiano medio è in grado di citarne tra i 2 e i 3, con Marco Polo (80%), Cristoforo Colombo (61%) e Indiana Jones (58%) tra i più menzionati. Di conseguenza, il 66% degli italiani percepisce l'esplorazione come un campo tradizionalmente dominato dagli uomini, mentre il 63% ritiene che le donne siano scarsamente o per nulla rappresentate nei libri, nei media e nei materiali educativi.  Nonostante le straordinarie imprese di Dorothy Pilley, una delle prime alpiniste a esplorare i Pirenei, il Monte Fuji e l'Himalaya, solo il 5% degli italiani la riconosce. Tuttavia, il 55% di chi ha sentito la sua storia si è dichiarato ispirato. Oggi, quasi metà delle donne non si sente sicura di intraprendere viaggi di esplorazione, citando paura (24%), limiti fisici o di salute (24%) e ostacoli economici (23%) come principali barriere. Guardando al futuro, il 68% degli italiani ritiene che le storie delle pioniere debbano essere raccontate più spesso per offrire modelli positivi alle giovani donne (43%) e per garantire che i contributi femminili siano adeguatamente riconosciuti (42%). ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Mutilazioni genitali, "dialogo non stigma, così aiutiamo donne a superarle", la storia di Edna

(Adnkronos) - Quello delle mutilazioni genitali femminili (Mgf) "è un tema complesso. E' più di un taglio". Entrano in gioco "fattori culturali" molto radicati, "di appartenenza alla comunità, di condivisione del dolore tra donne. Alcune persone immerse e cresciute in questa cultura ti dicono: 'L'abbiamo sempre fatto, qual è il problema, perché non lo dovrei fare?'. Sono cose sbagliate? Sì. E' una cosa che non si dovrebbe fare? Sì. Ma noi accompagniamo le persone a diventare consapevoli di questo, senza giudicarle". Edna Moallin Abdirahman ha quasi 60 anni, è una Community Trainer nell'ambito del programma 'Join our Chain' finalizzato ad aumentare la consapevolezza dei rischi delle Mgf, collabora con l'organizzazione internazionale ActionAid dal 2016 ed è stata una delle prime attiviste in Italia contro le Mgf. "Cerco di essere in mezzo tra la mia cultura e questa comunità che ci ha accolto", un 'ponte', racconta.  In vista della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, in programma il 6 febbraio, prova a spiegare quanto il linguaggio sia importante per creare questo ponte fra culture, per stabilire un contatto. Una vita in prima linea su più fronti la sua: lavora in un centro diurno per anziani e nel campo della cooperazione internazionale. "Sono stata testimone del primo intervento cardiochirurgico pediatrico a Mogadiscio" in Somalia, racconta in un'intervista per l'Adnkronos Salute, e ha fondato un'associazione chiamata Ameb Mother & Child, con cui organizza viaggi sanitari per bambini malati di cuore, affinché dalla Somalia possano venire in Italia a curarsi. Ha due figli, una ragazza di 23 anni e un ragazzo 20. Il 6 febbraio sarà a Milano anche lei in occasione del Summit Itinerante sulle mutilazioni genitali femminili, promosso dalla Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica (Sicpre) con ActionAid. Il suo punto di forza nell'approccio con le donne sul tema delle Mgf? Sa di cosa si parla e si spende per contrastare lo stigma sociale che spesso accompagna questo tema. "Io cerco di far capire e far riflettere" queste donne. "E cerco di capire come va fatta la comunicazione" nei loro confronti. "Non bisogna dire, come mi è stato raccontato, 'siete quelle mamme cattive che fanno queste cose alle figlie'. Nessuna mamma è cattiva. Mia madre non lo è, non mi ha mutilata, ha solo cercato di inserirmi all'interno della mia comunità. Quando una persona vive all'interno di un mondo e vede solo quel mondo senza avere la possibilità di confrontarsi con qualcos'altro, le sue certezze, la giustizia che vede è correlata a quel mondo lì. Ci sono pratiche che nessuno sa da dove sono cominciate, sono una cosa che si fa da quando hanno memoria. Bisogna dunque conoscere quella realtà per poter comprendere come accompagnare le donne a capire" che sono pratiche da superare. "Il mondo va avanti, si capiscono gli errori, cambiano le modalità dei comportamenti". "Non è facile - racconta - ma per me è sempre una piccola soddisfazione quando riesco a far capire una cosa a un'altra donna. Una mamma una volta mi ha detto: 'Sono felice perché sto dicendo a voce alta quello che dicevo a voce bassa'. Questo mi colpisce e mi porta a dire: parliamone, io non ti giudico. E cominciare a parlarne è tanto di guadagnato. Io non posso dire che questa pratica non si fa più oggi, magari la si fa in modo più leggero, ho visto un calo della gravità della mutilazione", ma resta l'ancoraggio a una cultura difficile da superare. Chi ha lasciato il suo Paese "non lo fa, perché vive in un contesto diverso. Mentre le ragazze che arrivano" già più grandi "da Paesi come la Somalia ti raccontano" ancora "di aver avuto" mgf.  "Quando vivono nel loro Paese d'origine - continua l'esperta - può capitare che trovi qualche donna che si chiede: 'Perché, se io l'ho fatto, mia figlia non deve farlo? Io dopotutto vivo la mia vita tranquilla, sì ho dolore, ho avuto problemi durante i primi rapporti, dolore al parto, ma fa parte del percorso di una donna'. Se tu però riesci a mettere un piccolo dubbio in questa persona sul perché farlo e far vivere lo stesso alla propria figlia, allora vuol dire che stai facendo un primo passo di prevenzione". Ma, certamente, "serve che passino più generazioni perché possa essere solo un ricordo", ammette.  Edna si confronta anche "con rappresentanti di altri Paesi" che affrontano il tema delle Mgf "per condividere strategie e affrontare in modo comune questo problema. Mi sono occupata tanto anche della formazione di chi lavora in ambito sanitario", altro tassello importante, assicura. "Siamo andati nei consultori e negli ospedali, perché una professionista che vede per la prima volta una donna circoncisa sappia come rapportarsi usando le parole giuste", non stigmatizzanti. Per esempio "io vengo da una società matriarcale e sono le donne che fanno questo". Saperlo è importante, spiega, per impostare il dialogo con le pazienti nel modo più corretto e "accompagnarle in scelte" mediche finalizzate al miglioramento della qualità di vita. "C'è qualcuna che si vergogna - racconta Edna - qualcuna che si nasconde, qualcuna che si sente inferiore. Noi diciamo loro di non sentirsi così. Loro non si devono giustificare", conclude. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)