MG lancia un nuovo prodotto finanziario

(Adnkronos) -
MG Motor parte alla grande nel 2025 raggiungendo ottimi risultati di vendita e programmando nel corso dell'anno tante novità. La prima novità si chiama MG LEASE, un nuovo prodotto finanziario straordinariamente competitivo, messo a punto col partner Santander Consumer Bank. Si tratta di uno strumento aggiuntivo dedicato alle vetture NEV come il nuovo C-SUV MG HS Plug-in Hybrid e la MG4.
 
Andrea Bartolomeo Country Manager e Vice President di SAIC Motor Italy ha commentato:”Promuovere le vetture NEV rappresenta un elemento cruciale nell’impegno MG verso la mobilità sostenibile. Questo nuovo prodotto finanziario, infatti, è dedicato alle due vetture della nostra gamma con il minore impatto di CO2. Il vantaggio per il cliente è importante e nel caso di HS Plug in hybrid diventa doppio ora che la nostra vettura è tra le più vantaggiose secondo le nuove norme sui Fringe Benefit".
 MG HS Plug-in Hybrid è il C SUV completamente rinnovato e con la nuova soluzione MG LEASE questo modello diventa ancora più accattivante per le aziende e le partite IVA, che per i privati. La scelta di questa soluzione da infatti accesso a uno sconto di 3.000€ su MG HS Plug in hybrid associato a una formula che prevede un anticipo, 36 rate mensili a un TAN del 2.95% (tasso fisso) e una quota di riscatto finale. Il secondo vantaggio, da un punto di vista aziendale, è che con la nuova norma sui Fringe Benefit da poco varata dal Governo, premia l’ibrida plug in come la più virtuosa dopo le vetture EV.
 La nuova MG HS Plug in hybrid grazie alla tecnologia di nuova generazione che adotta una batteria ad elevata capacità di grandi dimensioni ( 21 kWh) permette di percorrere fine a 1.000 Km con un pieno con consumi di soli 5,8 litri ogni 100km mentre l’autonomia in sola modalità EV può raggiungere i 100 km. Ricordiamo che tutti i modelli della gamma MG beneficiano di una garanzia di 7 anni o fino a 150.000 km
 ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


In arrivo nuove configurazione per la Tesla Model Y

(Adnkronos) - La nuova Tesla Model Y a pochi mese dal debutto diventa ancora più efficiente e più confortevole. Tesla ha quindi ottenuto miglioramenti significativi dell'efficienza energetica, che si traducono in vantaggi reali per i proprietari, senza costi aggiuntivi. La nuova Model Y a trazione posteriore fissa dei nuovi standard di efficienza fermandosi ad appena 13,9 kWh/100 km. Parlando invece di comfort di guida la nuova Y vanta un nuovo hardware del telaio, inclusa una struttura della scocca più rigida e una geometria delle sospensioni ridisegnate, che riprendono anche la tecnologia di smorzamento della Model 3 aggiornata. Con la nuova gestione delle sospensioni è migliorata anche la linearità, la prevedibilità e l'uniformità della risposta, soprattutto in autostrada.  Migliorata anche lo schermo di protezione ai raggi del sole, il nuovo tetto in vetro low-E è stato ora aggiornato e riflette ben 7 volte in più l'energia solare, riducendo il trasferimento di calore all'abitacolo. In Italia la Model Y è disponibile in tre versioni:  Tutti i nuovi veicoli Model Y consegnati in Europa sono prodotti nella Gigafactory Tesla di Berlino-Brandeburgo in Germania.
 ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Kia anticipa il design degli esterni della nuova EV4

(Adnkronos) -
Kia Corporation ha rivelato il design degli esterni di EV4, nelle due versioni, berlina e hatchback. Progettata applicando i principi della filosofia di design di Kia "Opposites United", EV4 sviluppa l'armonia risultante da elementi contrastanti in un modo mai visto prima nel segmento delle compatte. Si parla di un design globale, innovativo e lungimirante, il frontale ad esempio risulta essere sorprendente sia della EV4 sedan sia della EV4 hatchback. La Sedan si presenta con l'innovativo EV Tiger Face, posto in risalto dai fari a sviluppo verticale e dall'iconica firma luminosa del brand, Star Map. Un esclusivo spoiler sul tetto poi valorizza l'estetica premium, mentre i cerchi da 19 pollici si distinguono per un intricato disegno a strisce geometriche. Riguardo la EV4 hatchback si caratterizza con un look muscoloso, robusti parafanghi e specifici cerchi in lega sempre da 19 pollici. Posteriormente la EV4 hatchback rispecchia le proporzioni forti della sorella sedan.
 Infine il modello speciale EV4 GT-Line presenta elementi di design esclusivi come i paraurti a forma di ala, sia anteriore che posteriore e dei cerchi dal disegno futuristico da 19 pollici con motivo triangolare. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Yamaha presenta le nuove TRACER 9 e TRACER 9 GT 2025

(Adnkronos) -
Yamaha ufficializza l'arrivo sul mercato di TRACER 9 e TRACER 9 GT che rappresentano il modo più versatile ed entusiasmante di viaggiare. Per il 2025, i due modelli si rinnovano e fanno un passo in avanti verso il futuro integrando dotazioni tecnologiche mai viste prima e ridefinendo le aspettative nella classe Touring. Entrambi le moto sono equipaggiate con un cruscotto TFT da 7" e sono dotate di modalità di guida personalizzabili grazie al sistema YRC (Yamaha Ride Control), completamente integrato con la piattaforma inerziale IMU a sei assi. I clienti possono scegliere ben 3 modalità preinstallate e programmare due mappe personalizzate tramite menù sul cruscotto o app MyRide.
 Le ruote di TRACER 9 e TRACER 9 GT sono più leggere (peso ridotto di circa 500gr) e resistenti, questo a favore di un notevole impatto sull’agilità e l’inserimento in curva e offrendo una maggiore efficienza nei consumi di carburante. Il modello TRACER 9 GT monta poi soluzioni tecniche di assistenza al pilota come le sospensioni elettroniche, il cruise control, il parabrezza regolabile elettricamente e le manopole riscaldate sul manubrio. Inoltre, di serie su TRACER GT troviamo il sistema smart key, che consente accensione della moto, apertura e chiusura centralizzata di tutte le funzioni, tra cui le borse laterali rigide di serie, senza l’utilizzo di una chiave fisica. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giovanni Scambia, oggi a Roma i funerali del pioniere della lotta ai tumori femminili

(Adnkronos) - Per l’ultimo saluto al professore Giovanni Scambia, pioniere nella lotta ai tumori femminili scomparso il 20 febbraio all'età di 65 anni per un tumore al pancreas, questa mattina alle ore 11 nella Chiesa Centrale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sono attesi i ministri dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Le esequie saranno presiedute da monsignore Claudio Giuliodori. Rose bianche con nastro celeste, e la scritta "Grazie Prof.Scambia. Le tue amate pazienti". Qualcuna di loro si ferma a pregare e non nasconde le lacrime. Per loro il 'prof' "c’era sempre a qualunque ora". A piangere il pioniere nella lotta ai tumori ginecologici conosciuto in tutto il mondo sono anche i suoi allievi che hanno deposto sul sagrato della Chiesa Centrale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Roma, una corona di rose e gerbere gialle e anthurium rosse 'I suoi Specializzandi'.  A rendere omaggio al Direttore scientifico del Policlinico Gemelli, anche il Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia oncologica del Policlinico Universitario A.Gemeli Irccs.  Medici, infermieri e operatori sanitari del reparto hanno scelto rose e gerbere rosse. Ai lati del sagrato due banchetti per i libri delle firme. Allestito anche un maxi schermo all’esterno. Tra i primi ad arrivare amici, familiari, pazienti, allievi, colleghi e dipendenti del Gemelli, dove Scambia - dopo la laurea a pieni voti nel 1983 all'Università Cattolica, con specializzazione in Ginecologia e ostetricia, aveva lavorato fino all'ultimo.   funerali Scambia, alla Cattolica attesi Bernini, Schillaci e Rocca Questa mattina alle 11 le esequie nella Chiesa Centrale dell’Università Cattolica a Roma presiedute da monsignore Claudio Giuliodori Roma, 22 feb. (Adnkronos Salute) Per l’ultimo saluto al professore Giovanni Scambia, pioniere nella lotta ai tumori femminili scomparso il 20 febbraio all'età di 65 anni per un tumore al pancreas, questa mattina alle ore 11 nella Chiesa Centrale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sono attesi i ministri dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Le esequie saranno presiedute da monsignore Claudio Giuliodori.   ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Aviaria, l'uomo potrebbe trasmettere il virus ai gatti

(Adnkronos) - Due lavoratori del settore lattiero-caseario del Michigan potrebbero aver trasmesso l'influenza aviaria ai loro gatti domestici. E' l'ipotesi su cui indaga un nuovo studio dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi (Cdc). I due felini si sono contagiati con il virus H5N1 a maggio 2024 e sono morti. Vivevano in casa e i rispettivi proprietari non si conoscevano e non avevano contatti fra loro. I due lavoratori hanno rifiutato il test, ma hanno riferito di aver avuto sintomi compatibili con l'influenza aviaria H5N1 prima che i gatti si ammalassero. I ricercatori che hanno esaminato i casi non sono riusciti a confermare come i gatti si siano infettati, ma i potenziali scenari che si aprono non possono essere ignorati, riflettono gli esperti. In generale è successo che dei "gatti che vivono all'aperto negli allevamenti di mucche da latte statunitensi" siano stati "infettati dal virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità A H5N1 - ricordano i Cdc - tuttavia, non è stata riportata infezione nei gatti domestici". Fino a quando nel maggio 2024, "il Dipartimento di sanità pubblica e servizi umani del Michigan ha ricevuto segnalazioni di influenza aviaria H5N1 in due gatti che vivevano solo in casa". Il proprietario di un primo gatto contagiato vive in una famiglia con altri 3 componenti (in tutto sono 2 adulti e due adolescenti), l'altro vive da solo e lavora nel trasporto di latte non pastorizzato da più aziende lattiero-casearie e ha riferito un episodio in cui è stato schizzato nel viso e negli occhi con questo latte. Entrambi i lavoratori operano in una contea nota per la presenza del virus H5N1.  
Nel primo caso, ad ammalarsi è stata una femmina a pelo corto di 5 anni d'età (in casa c'erano altri due felini). La gatta, che viveva esclusivamente indoor, ha cominciato a mostrare diminuzione dell'appetito, mancanza di cura, disorientamento e letargia, seguiti da progressivo e grave deterioramento neurologico. Il secondo giorno di malattia, l'animale è stato valutato in una clinica veterinaria locale; il quarto giorno trasferito al centro medico veterinario della Michigan State University dove, a causa della rapida progressione della malattia, è stato sottoposto a eutanasia.  Poiché era nota l'esposizione professionale del proprietario, sono stati eseguiti i test post mortem e i campioni raccolti e sequenziati sono risultati positivi al virus H5N1, clade 2.3.4.4b, genotipo B3.13, indistinguibile da quello circolante nei bovini da latte del Michigan. Successivamente anche l'altro gatto di casa ha cominciato a presentare sintomi come secrezioni oculari, aumento della respirazione e diminuzione dell'appetito 4 giorni dopo l'esordio della malattia nella prima gatta, ma 11 giorni dopo si sono risolti. E il terzo gatto di famiglia invece non presentava segni di malattia. Né la famiglia né i loro gatti consumavano latte crudo non pastorizzato. Sei giorni dopo che il primo gatto si è ammalato, uno degli adolescenti ha avuto tosse, mal di gola e dolori muscolari, e l'altro ha riferito di una tosse attribuita ad allergie. Ma poiché gli adolescenti sono stati sottoposti tardivamente al test, 11 giorni dopo che il primo gatto si era ammalato, non è possibile escludere che si siano infettati, secondo esperti.  Sempre a maggio, anche il gatto domestico del secondo lavoratore ha sviluppato gravi sintomi neurologici, tra cui anoressia e movimenti minimi, ed è morto nel giro di un giorno, risultando post mortem positivo all'influenza aviaria. Il proprietario non indossava protezioni. E secondo quanto riportato dallo studio, il gatto che si è ammalato era solito "rotolarsi nei vestiti da lavoro del padrone". Gli esperti dei Cdc nel report ribadiscono l'importanza di utilizzare dispositivi individuali di protezione in ambienti a media e alta esposizione. I lavoratori a rischio "dovrebbero rimuovere indumenti e calzature e sciacquare eventuali residui di sottoprodotti di origine animale prima di entrare in casa". Ma anche i veterinari devono alzare la guardia, è l'invito dei funzionari Cdc. "Se stanno valutando gatti domestici con segni di malattie respiratorie o neurologiche dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di ottenere informazioni sull'esposizione professionale o di altro tipo dei membri della famiglia e adottare precauzioni per ridurre il rischio di esposizione". I Cdc continuano a monitorare la diffusione e l’impatto del virus dell’influenza aviaria A H5N1 tra gli animali e anche nelle persone negli Stati Uniti "al fine di fornire indicazioni su come prevenire e curare al meglio le infezioni". ---internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, Icon collection: in albergo arriva il filosofo aziendale per gestire il benessere

(Adnkronos) - Icon collection, il gruppo alberghiero che gestisce cinque strutture in Italia, ha intrapreso un percorso di trasformazione aziendale guidato da una figura insolita nel mondo dell'hospitality: un filosofo. Alessandro Guidi, 'filosofo aziendale' del gruppo, sta contribuendo a ridefinire il concetto di leadership e benessere organizzativo attraverso un approccio che fonde pensiero critico e visione strategica, creando un modello innovativo che unisce filosofia e gestione aziendale.  Alessandro Guidi è un innovatore del pensiero applicato al mondo dell’impresa, una figura capace di coniugare filosofia e business per trasformare la cultura aziendale. Ha maturato un’esperienza unica nell’accompagnare le organizzazioni in processi di cambiamento strategico. Attualmente è il 'filosofo aziendale' di Icon collection, dove guida un percorso di evoluzione organizzativa basato su leadership diffusa, benessere lavorativo e valorizzazione del capitale umano. La sua visione si fonda sull’idea che il successo economico e la felicità delle persone possano e debbano camminare insieme.  "L'incontro con Federico Ficcanterri, ceo del gruppo, è stato davvero casuale, come quando prendi un caffè al momento giusto con la persona giusta. Ci siamo conosciuti grazie a un amico comune, che ci ha messo in contatto. Federico stava cercando qualcuno che potesse supportare l’organizzazione, soprattutto in un momento così delicato come il passaggio generazionale. Il suo obiettivo era aiutare i giovani della famiglia a orientarsi nel loro percorso imprenditoriale", spiega Alessandro.  Federico Ficcanterri, ovviamente, non stava cercando un filosofo. Ma quando ha scoperto che Alessandro aveva studiato filosofia, qualcosa è scattato nella sua mente, come una lampadina accesa. Subito ha compreso che il pensiero critico, tipico della filosofia, poteva diventare uno strumento estremamente prezioso. Alessandro spiega che questa visione lo ha portato a pensare a come il pensiero filosofico potesse essere utilizzato per proporre soluzioni, analizzare problemi e stimolare cambiamenti positivi all’interno dell’impresa. È così che, da quel momento, ha preso piede quella che oggi è una vera e propria avventura.  "Uno degli obiettivi principali che ci siamo posti è stato quello di evolvere da un approccio basato sull’empowerment, dove si dà potere agli individui, a uno basato sulla leadership diffusa, dove il potere viene condiviso in modo responsabile tra tutti", spiega Alessandro Guidi. Questo cambiamento permette ai dipendenti di non essere semplici esecutori, ma protagonisti attivi del successo aziendale. "Quando il potere viene distribuito, le persone non aspettano di essere guidate: si muovono, propongono, trovano il loro ruolo. Dopotutto, non serve essere Aristotele per capire che siamo più felici quando quello che facciamo conta davvero", aggiunge Alessandro. Questa visione innovativa si traduce in un ambiente lavorativo dinamico, dove ogni individuo è incoraggiato a esprimere il proprio talento e a partecipare attivamente alla crescita dell'azienda. La filosofia di Alessandro Guidi non è solo una teoria, ma una pratica quotidiana che sta trasformando Icon collection in un laboratorio di idee e soluzioni innovative nel settore dell'hospitality. Alla base della filosofia di Icon collection c’è un principio chiave introdotto dall’imprenditore Federico Ficcanterri: 'ospiti interni felici uguale ospiti esterni felici'. Questo concetto innovativo sottolinea l’importanza di trattare i dipendenti, gli ospiti interni, con la stessa attenzione e cura riservata agli ospiti degli hotel. "Non possiamo aspettarci che chi lavora con noi si prenda cura degli ospiti esterni se prima non ci prendiamo cura noi di lui/lei", sottolinea Alessandro Guidi.  Questo approccio ha portato a una maggiore coesione interna, stimolando un senso di appartenenza e motivazione tra i dipendenti. I risultati si riflettono direttamente nell’esperienza degli ospiti: un servizio più attento, un’accoglienza più calorosa e una qualità percepita nettamente superiore. "Un sorriso sincero del personale fa miracoli anche per il bilancio", afferma Alessandro, ribadendo l'importanza del benessere lavorativo per il successo aziendale. Il gruppo ha recentemente affrontato una svolta significativa con la partenza di tre manager di alto livello. Invece di cercare immediatamente dei sostituti, Icon collection ha visto un'opportunità: "Invece di vedere il caos, abbiamo assistito a qualcosa di straordinario: le persone, insieme alla proprietà, hanno messo idee, energia e cuore a disposizione del processo di cambiamento. Siamo all’inizio della navigazione, ma abbiamo staccato gli ormeggi. Ora il vento è nelle vele, e tocca a tutti governare la rotta",racconta Guidi.  Questo spirito di adattamento e innovazione è la chiave del successo di Icon collection. La capacità di trasformare le sfide in opportunità, di reinventarsi e di creare nuovi modelli di gestione, sta facendo scuola nel settore alberghiero. La visione di Icon collection è chiara: creare un ambiente in cui il successo economico e il benessere delle persone vadano di pari passo. "Abitare imprese felici non è solo una scelta strategica: è un modo per migliorare il mondo. Fare impresa in questo modo è una forma concreta di impegno civile, una dimostrazione che il successo economico e il benessere delle persone possono camminare insieme", conclude Alessandro Guidi.  Con questo modello rivoluzionario, Icon collection si afferma come esempio di eccellenza nel settore dell'ospitalità, dimostrando che il pensiero filosofico può essere un potente alleato del business moderno. Il coraggio di sperimentare, di mettere le persone al centro e di sfidare le convenzioni tradizionali è ciò che distingue Icon collection, rendendola un punto di riferimento per chi vuole innovare nel mondo dell’hospitality.   ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Carceri, Foglieni (Aiga): "Serve accesso a percorsi studio e lavoro qualificanti per detenuti"

(Adnkronos) - Servono carceri più moderne, per permettere attività socializzanti e lavorative, perché la finalità della pena rimane sempre quella rieducativa. Con un programma di formazione per garantire ai detenuti l'accesso a percorsi di studio e lavoro qualificanti. E' l'accorato appello che lancia l'Aiga (Associazione Giovani Avvocati), in occasione del consiglio direttivo in corso oggi e domani a Cosenza dal titolo 'Diritti fondamentali, il coraggio di essere umani'.  “Un tema -spiega ad Adnkronos/Labitalia Carlo Foglieni, presidente Aiga – che non può non toccare l’emergenza carceri, per il quale riteniamo urgente una riforma dell’ordinamento penitenziario. Qualche anno fa, Aiga ha istituito un Osservatorio per monitorare su tutto il territorio nazionale la situazione carceraria: dalle varie visite, abbiamo conosciuto una situazione molto grave, anzitutto in riferimento alle strutture: circa il 20 per cento delle carceri italiane insiste in strutture create tra il 1200 e il 1500 e riadattato nei secoli", sottolinea.  Per Foglieni quindi "serve dunque un miglioramento delle strutture, che diventino più moderne, una sorta di 'città' con possibilità di attività lavorative e socializzanti perché la finalità della pena rimane sempre quella rieducativa. Altro tema centrale sono i detenuti tossicodipendenti, circa il 30% dei detenuti totali: servono percorsi che garantiscano il diritto alla cura e al reinserimento sociale, fermo restando che bisogna sempre contemperare l’esigenza della punizione con quella della rieducazione", sottolinea ancora Foglieni.  E nell'agenda dei giovani avvocati non manca il tema migranti. "Altro aspetto importante -sottolinea Foglieni- è legato ai detenuti stranieri, spesso quelli incarcerati sono uomini senza fissa dimora. Molti si trovano in una situazione nella quale, in presenza di una eventuale misura alternativa, non possono essere mandati in alcuna struttura. C’è un accordo con Anci per adattare strutture che potrebbero ospitare detenuti senza fissa dimora. Un altro tema fondamentale è l’implementazione della magistratura di sorveglianza: nel momento in cui le procedure sono lente, il congestionamento delle carceri è inevitabile".  "Altre proposte riguardano la telemedicina nelle carceri, per portare servizi sanitari direttamente all'interno degli istituti penitenziari, e un programma di formazione per garantire ai detenuti l'accesso a percorsi di studio e lavoro qualificanti", conclude.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Balneari, l'esperto legale: "Concorrenza mezzo per raggiungere il risultato ottimale"

(Adnkronos) - "Il Tar Liguria ha fatto l’unica cosa che avrebbe potuto fare sotto il profilo giuridico, viste anche le numerose sentenze del Consiglio di Stato sulla vicenda. L’obbligo di disapplicazione delle disposizioni normative nazionali in contrasto con le normative dell’Unione Europea, quali la direttiva Bolkenstein, e con le statuizioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, vale tanto per le autorità giurisdizionali, quanto per le amministrazioni. La strada per il Tar Liguria era in questo senso segnata, considerato che i ricorrenti contestavano proprio la scelta del Comune di disapplicare la norma che, come noto, ha differito al 30 settembre 2027 il termine di scadenza delle concessioni già scadute al 31 dicembre 2023". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Federico Bulfoni, counsel orsingher Ortu avvocati associati, esperto di Diritto amministrativo. "C’è un dettaglio interessante - spiega - nella fattispecie esaminata dal Tar e riguarda la circostanza che il Comune di Zoagli, pur non disponendo alcuna proroga delle concessioni scadute, sembra aver provveduto a rilasciare ai balneari uscenti una licenza temporanea fino al 31 ottobre 2024, nelle more della conclusione della procedura di gara. Potrebbe essere questo un modo per superare l’impasse, nell’attesa che si sciolga il nodo delle gare, che certamente dovranno essere espletate. Attraverso il rilascio di titoli temporanei, ad esempio, potrebbero essere stabilite nuove condizioni (anche, ma non solo, economiche) per consentire un allineamento con i valori di mercato e/o per migliore la qualità dei servizi".  "La concorrenza - afferma - lo stabilisce proprio il Codice degli Appalti, non deve essere vista come una finalità, ma come un mezzo per raggiungere il risultato ottimale. Nel periodo transitorio, tuttavia, è molto difficile che il risultato ottimale possa essere conseguito assegnando nuovi titoli di breve durata a nuovi operatori, smantellando le gestioni precedenti. Così facendo, si otterrebbe un risultato inutilmente afflittivo rispetto al valore della concorrenza".  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cancro al pancreas da geni Jolie, nuovi dati pro olaparib ma in Italia non è rimborsabile

(Adnkronos) - Nuovi dati a supporto dell'utilizzo del farmaco olaparib per pazienti con varianti patogeniche di Brca - i geni 'Jolie' - e tumore al pancreas metastatico arrivano da uno studio 'real life' condotto su oltre 20 centri d'Italia, Paese in cui però il farmaco non è attualmente rimborsabile, per effetto di una decisione dell'agenzia del farmaco Aifa a suo tempo molto dibattuta. L'analisi che riaccende i riflettori sul tema è pubblicata sulla rivista 'Cancer Medicine' e fotografa l'impatto nel mondo reale dell'utilizzo di olaparib in questa sottocategoria di pazienti. Nel dettaglio sono stati raccolti dati clinico/patologici di pazienti con cancro al pancreas da 23 reparti di oncologia della Penisola, da Nord a Sud. Su un totale di 114 pazienti, 53 avevano ricevuto olaparib per la malattia metastatica. Ciò che è stato osservato è che la sopravvivenza globale era "significativamente più lunga" nei pazienti esposti a olaparib in qualsiasi contesto/linea di trattamento. Tanto che gli autori nelle conclusioni evidenziano che i dati presentati "supportano l'uso" del farmaco per la malattia metastatica nei pazienti con carcinoma pancreatico Brca mutato. "E' uno studio real world - puntualizza all'Adnkronos Salute Michele Reni, professore associato all'università Vita-Salute San Raffaele e direttore Oncologia medica dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, ultimo autore del lavoro - prende nota di quello che succede nella pratica clinica e ovviamente non può avere il peso di uno studio di fase 3 come era lo studio Polo", il riferimento su questo fronte. "Però offre uno spaccato di ciò che succede in realtà e ci dice che, in questa specifica popolazione di pazienti, chi ha ricevuto olaparib ha vissuto più a lungo rispetto a chi non l'ha ricevuto. Un dato interessante che un messaggio dovrebbe darlo, nonostante uno studio randomizzato valga sempre di più". L'indicazione che arriva può far riflettere sull'opportunità di rimettere in discussione ciò che Aifa ha deciso? "Io auspicherei di sì, ovviamente - risponde Reni - Spesso noi medici ci troviamo nell'imbarazzo di dire ai pazienti che lo studio c'è e che" il farmaco "sarebbe utile, però un prezzo di 4mila euro e più al mese non è sostenibile, pochissimi hanno le possibilità economiche, e si introduce di fatto un'ingiustizia sociale", riflette.  Lo studio, spiega Michele Milella, prima firma e corresponding author, professore ordinario di Oncologia all'Università di Verona e direttore dell'Unità complessa di Oncologia dell'azienda ospedaliera di Verona, "raccoglie i dati di pazienti con predisposizione ereditaria basata su mutazioni di Brca1 e 2 a livello germinale (un sottogruppo piccolo, ma importante) che sono riusciti a fare il trattamento con olaparib fuori dal trial Polo. E' importante, perché i risultati che si ottengono nella pratica clinica corrente sono sempre un po' diversi rispetto a quelli negli studi clinici. Per cui il fatto che la potenziale efficacia di olaparib sia stata poi verificata in un contesto di trattamento nel mondo reale aggiunge un dato importante su quello che questo farmaco può fare. Mentre raccoglievamo i dati, però, è successo che la rimborsabilità del farmaco non è stata approvata dall'Aifa. Il costo dunque qui da noi, dove non c'è un sistema assicurativo capillare, come nei Paesi anglosassoni, diventa proibitivo per il singolo paziente".  Lo studio "conferma che i pazienti" con tumore del pancreas metastatico "che hanno una mutazione di Brca e ricevono olaparib hanno la possibilità di avere un vantaggio. Non tutti evidentemente - precisa Milella - Ma per i pazienti in cui il farmaco è efficace si modifica proprio la storia naturale della malattia, hanno una prospettiva di sopravvivenza più alta. Ora si sta cercando di capire se si possano utilizzare anche degli altri biomarcatori che dicano esattamente chi risponderà ed è ovviamente molto importante per portare il farmaco a chi ne può trarre davvero beneficio. Ma tutto ciò non preclude, a mio avviso, il fatto di dare la possibilità di avere accesso al farmaco, sia perché il rischio in termini di effetti collaterali è molto limitato e sia perché il rischio economico per il sistema sanitario nazionale è relativamente limitato, in quanto l'assenza di una risposta la capiamo nei primi 2 o 3 mesi. Se la scelta, quindi, è non darlo a nessuno, da clinico propendo per darlo a tutti in questa sottopopolazione di pazienti".  Anche per Milella andrebbe "rivalutata la questione della rimborsabilità. Ed è utile continuare a raccogliere ulteriori informazioni, dando nel contempo la possibilità ai pazienti di ricevere il farmaco, mentre studiamo come utilizzarlo al meglio". Una strada che gli esperti intendono percorrere. Mentre sul fronte regolatorio va capito se c'è un margine perché la questione si riapra. L'Italia praticamente è l'unico Paese dove il farmaco non è stato approvato per questa categoria di pazienti.  Di questo gruppo, non numeroso, "una persona su 3 ha un beneficio prolungato dell'ordine di 3 anni o più - illustra Reni - che in questa malattia è un miracolo". Riferendosi ai nuovi dati raccolti, l'esperto sottolinea che, "se vogliamo, l'esito non era neanche inatteso, perché nello studio Polo la differenza di sopravvivenza dei pazienti non era stata dimostrata statisticamente significativa anche perché un terzo delle persone randomizzate a ricevere il placebo in realtà nella loro vita avevano ricevuto olaparib, per cui questo ha diluito la differenza che altrimenti avrebbe potuto esserci". Altro aspetto riguarda la qualità di vita: "Queste persone - ricorda Reni - non fanno la chemio per il periodo in cui ricevono l'olaparib. Penso che chiunque abbia esperienza di un amico, un parente o un conoscente che l'ha fatta e abbia ben chiaro cosa significa non fare il trattamento chemioterapico e ricevere semplicemente delle pastiglie per bocca". Al di là del farmaco, aggiunge Milella, "è molto importante ribadire il fatto che è fondamentale testare i pazienti per la presenza delle mutazioni. Sapere che esiste una mutazione germinale di Brca è fondamentale, perché ci sono altri farmaci che possiamo utilizzare, come derivati del platino, e che funzionano molto meglio nei pazienti che sono portatori di questa mutazione". Non solo: "Non fare il test - aggiunge Reni - va a discapito anche dei familiari, perché il test positivo comporta la possibilità di fare la ricerca della variante patogenica anche su di loro e quindi poi di inserirli in programmi di screening per tumore al seno, prostata, ovaio. Si potrebbero dunque salvare più vite".  In generale, conferma anche Milella, "rispetto a tutti i pazienti con tumore del pancreas in Italia, sono sopra il 6-8% quelli che hanno la predisposizione ereditaria, ma in circa 4 su 10 di questi non c'è una storia familiare. Sono pazienti che non sapevano di avere la predisposizione e identificarla consente di testare il resto della famiglia e fare una prevenzione sugli altri tumori che più frequentemente sono associati alle mutazioni del Brca. Quindi il test sarebbe comunque fondamentale, anche se non ci fosse il farmaco, perché ci consente di fare una prevenzione sui familiari che non si sono ancora ammalati". Il tumore al pancreas, conclude Reni, è una malattia che "colpisce un po' tutti gli strati sociali e culturali, colpisce nel mondo dello sport, della politica, dello spettacolo, dell'economia. E' una malattia che fa paura e penso che non si possano negare ai pazienti vantaggi anche piccoli che una persona può avere con un trattamento o con l'altro, vantaggi che poi per alcuni possono proprio cambiare la vita". (di Lucia Scopelliti) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)