Fiat Grande Panda, Carwow of the Year Award 2025
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Fiat Grande Panda è un’auto rivoluzionaria, che celebra i 125 anni dalla nascita dello storico Marchio Automobilistico torinese. Ancora prima di essere commercializzata, la nuova Fiat Grande Panda, fa già incetta di premi. Arriva così il suo primo riconoscimento, il “
Carwow of the Year Award 2025”
. La cinque porte italiana si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento nella categoria “Car Anticipation”, premio che seleziona i migliori modelli di auto che si distinguono per la capacità di portare innovazione nel proprio segmento di mercato. La novità firmata Fiat, secondo uno dei giudici del premio “
Carwow”
, si è distinta per il suo look e per via del suo chiaro richiamo, nelle forme, alla storica antenata. Un modello inclusivo che segna, ancora una volta, il ritorno del Costruttore italiano in un segmento di mercato che per decenni l’ha vista protagonista, e che ancora oggi, grazie alla Panda e 500, lo vede leader in diversi Paesi europei. Linee spigolose per una vettura che abbina comfort, sostenibilità e accessibilità. Un’auto familiare perfetta per traghettare gli automobilisti europei verso una nuova mobilità, consapevole, rispettosa dell’ambiente e inclusiva. Sarà disponibile sia con motorizzazione ibrida che con un’unità completamente elettrica. Con una lunghezza di 3,99 metri, l’italiana è in grado di ospitare comodamente cinque persone. Nel suo design è evidente la presenza di diversi elementi stilistici che richiama le iconiche generazioni precedenti. Il Costruttore italiano è pronto ad aprire un nuovo capitolo nella sua storia, grazie a un modello realizzato anche con materiali riciclati (interni). ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Defender, Official Car della Dakar 2025
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Defender sarà partner automobilistico ufficiale alla Rally Dakar a partire dal 2025 e dal 2026 gareggerà con un proprio team ufficiale. Una partnership che partirà dal 3 gennaio 2025 e si estenderà fino al 2028 e che vedrà una flotta di Defender impegnata nell’ospitare gli ufficiali di gara e i media VIP per tutta la durata della Rally Dakar.
Sei saranno i Defender specializzati nella ricognizione, vetture riservate ai funzionari dell'Amaury Sport Association (ASO), l'ente organizzatore della Dakar, per i test dei percorsi nei futuri eventi della Dakar. Un impegno che testimonierà la grande capacità in off-road del fuoristrada inglese, la sua affidabilità e capacità di superare anche i percorsi più impervi in una delle competizioni motoristiche più impegnative al mondo.
Mark Cameron, Managing Director di Defender, ha dichiarato: "L'avventura è nel DNA stesso del Marchio Defender che ci ha ispirati a collaborare con la Dakar - l'avventura automobilistica per eccellenza - dove i concorrenti abbracciano davvero l'impossibile. La nostra partnership inizierà nel 2025, quando Defender mostrerà le sue capacità e la sua durata come auto ufficiale dell'evento, ma stiamo già guardando al futuro con l’obiettivo di iscrivere un team ufficiale Defender Dakar dal 2026. Il programma di lavoro del Defender Dakar sarà guidato da James Barclay, Managing Director di JLR Motorsport, e so che James e il suo team sono entusiasti dalla sfida che li attende”.
La Rally Dakar 2025
è l’edizione numero 47. Per la sesta volta si svolgerà in Arabia Saudita lungo un percorso che si estende da Bisha a Shubaytah. La gara si concluderà a Rub’al Khali, dopo una prova di tre giorni che vedrà team e vetture, affrontare uno dei percorsi più impegnativi della manifestazione.
James Barclay, Managing Director JLR Motorsport, ha dichiarato: "Chiunque ami il motorsport avrà una passione per la Dakar. È l'Everest dello sport automobilistico, un evento in cui il successo dipende tanto dalla determinazione umana nelle condizioni più difficili quanto dal test estremo delle capacità e dell'ingegneria del veicolo. Portare il 4x4 più capace e iconico del mondo nel rally-raid più iconico del mondo è la soluzione perfetta”.
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Akrapovic, nuove barre di protezione per BMW R 1300 GS
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Akrapovic presenta le nuove barre di protezione in titanio per le BMW R 1300 GS e R 1300 GS Adventure.
Dopo il successo delle barre di protezione per la BMW R 1250 GS del 2022, Akrapovic grazie alla grande esperienza maturata nelle competizioni e a decenni di esperienza nella tecnologia in titanio, ha realizzato in esclusiva per le nuove BMW R 1300 GS e R 1300 GS Adventure, delle protezioni robuste, leggere e innovative. Le barre di protezione sono realizzate con tubi di titanio sabbiato. Rispetto ad un’analoga soluzione in acciaio inossidabile, le barre in titanio hanno un peso inferiore del 40% e una maggiore resistenza alla corrosione. Uno dei più leggeri in assoluto tra i sistemi di protezione disponibili sul mercato per l’imponente mezzo tedesco. Una struttura stabile, realizzata per contrastare e distribuire in maniera efficace l’energia generata da eventuali impatti sulle barre.
Il set di barre di protezione della Akrapovic non comporta limitazioni per angoli di piega ed è omologato ABE.
Nel kit sono comprese delle protezioni in fibra di carbonio con spessore di 2,5 mm. Sono realizzate con saldatura al TIG e con flange tagliate al laser. Una volta installate le barre di protezione offrono la possibilità di montare diversi accessori BMW o di altri produttori, tra cui set di bagagli, fendinebbia e proiettori. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Suzuki, alla Dakar con un veicolo a idrogeno
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Suzuki parteciperà all’edizione 2025 della Dakar schierando una vettura a idrogeno. Si chiama HySE-X2 (Hydrogen Small Mobility & Engine Technology Association), il nuovo veicolo realizzato da Suzuki, che concorrerà nella categoria Mission 1000 ACT2 della Dakar 2025 in qualità di prototipo. Mission 1000 è la nuova categoria del rally-raid più difficile al mondo, destinata a veicoli di nuova generazione che promuovono la neutralità carbonica. L’obiettivo del Marchio di Hamamatsu è quello di testare le prestazioni del motore a idrogeno in condizioni estreme. Lo scorso anno il prototipo HySE-X1 ha concluso la gara classificandosi al quarto posto nella sua categoria. Il nuovo prototipo, l’HySE-X2, dovrà affrontare sfide ben più difficili, vista l’elevata velocità che si raggiunge in gara, l’aumento della capacità del serbatoio a idrogeno e il miglioramento del consumo di carburante alle medie velocità. Dichiarazione di Daichi Kai, Team Manager di HySE Dakar 2025: “Abbiamo deciso di partecipare alla Dakar con l'HySE-X2 con motore e telaio evoluti rispetto a quelli dell'HySE-X1. Ci impegniamo a contribuire allo sviluppo di tecnologie per motori a idrogeno compatti. I progressi tecnici ottenuti grazie all’esperienza accumulata con HySE-X1 sono enormi e punteremo a prestazioni del motore ancora più elevate”.
• Lunghezza × larghezza × altezza: 4.000 mm × 2.000 mm × 1.900 mm • Peso: 1.250 kg • Motore: idrogeno, 4 cilindri in linea, 4 tempi, 998 cm3, raffreddamento a liquido, sovralimentato, doppio albero a camme in testa, 16 valvole • Serbatoio dell'idrogeno: pressione interna 70 MPa, capacità: 7,2 kg. N.B. I miglioramenti al layout del telaio hanno consentito l'installazione di 4 serbatoi rispetto ai soli 3 dell'HySE-X1. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Alfa Romeo 33 Stradale, al via i test dinamici a Nardò
(Adnkronos) - La nuova Alfa Romeo 33 Stradale ha concluso una serie di test dinamici sul veloce circuito sperimentale di Nardò. Prodotta in soli 33 esemplari, l’Alfa Romeo 33 Stradale rende omaggio a una delle più belle vetture di tutti i tempi. Il Nardò Technical Center (NTC) è situato nel Salento ed è uno dei centri di collaudo e sperimentazione più avanzati del mondo. Costruito nel 1975 dalla Fiat, si estende su un’area di 700 ettari e vanta ben 20 piste di prova per attività di sperimentazione e sviluppo di qualsiasi vettura. Lungo 12,6 km, il famoso Nardò Ring è un tracciato per test ad alta velocità di auto e moto. È la pista circolare per auto più veloci al mondo. Il suo profilo parabolico basso offre la sensazione ai driver di guidare un rettilineo praticamente infinito. Sul circuito di Nardò, la 33 Stradale ha raggiunto la sua velocità massima di 333 km/h, dimostrando anche di essere rapidissima in accelerazione, nello 0 - 100 km/h ha impiegato meno di 3 secondi. Merito di un’aerodinamica avanzata e di un motore turbo benzina, un V6 biturbo da 3 litri, capace di sprigionare una potenza massima di 620 CV. Il cambio è un DCT a 8 rapporti, la trazione è posteriore, presente un differenziale elettronico a slittamento limitato.
L’intera produzione dell’Alfa Romeo 33 Stradale è sold-out. Il primo esemplare sarà consegnato nel corso del mese di dicembre. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sciopero, Di Franco (Fillea Cgil): "Governo non vede disagio sociale dei lavoratori"
(Adnkronos) - "Noi siamo convinti che questa Manovra non guardi alle condizioni reali del Paese e che il governo non percepisca il disagio sociale che oggi attraversano i lavoratori. Disagio sociale che è sotto gli occhi di tutti. Il governo parla di crescita ma abbiamo la produzione industriale in calo e tantissime crisi nel comparto manifatturiero. E sembra che nessuno abbia idea di che tipo di sviluppo questo Paese deve avere e quale centralità produttiva nel contesto anche internazionale. Noi venerdì prossimo abbiamo indetto lo sciopero e saremo in piazza per queste ragioni". Così, con Adnkronos/Labitalia, Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea Cgil, la categoria degli edili del sindacato di Corso d'Italia, sulle ragioni alla base dello sciopero generale del prossimo 29 novembre indetto da Cgil e Uil. "Io non so -sottolinea Di Franco- in che Paese viva chi critica la scelta che ha portato Cgil e Uil a scioperare. Lavoratori e pensionati quest'anno hanno pagato 17 miliardi di euro in più di Irpef. Noi abbiamo chiesto di investirli in sanità, scuola e ulteriore riduzione del cuneo fiscale, ma non è stato fatto. In tutto ciò il potere d'acquisto dei salari è diminuito del 10%, l'inflazione in questi anni ha fatto segnare un rimbalzo del 17%. E sugli extra profitti di banche e aziende accumulati in questi ultimi anni non è stato fatto nulla, non sono stati redistribuiti alla collettività in termini di welfare, ma in dividendi agli azionisti", aggiunge ancora il dirigente sindacale. Per Di Franco "abbiamo forme di sfruttamento del lavoro che sono fuori controllo e che non sono più localizzate solo in un'area geografica. E questo dovrebbero essere le priorità del governo. E' questo disagio sociale che stiamo provando a raccontare. Noi abbiamo fatto lo sciopero anche con i precedenti governi, perchè riteniamo che questo Paese non sta andando nella direzione giusta", ribadisce. E Di Franco è entrato anche nel merito dello stato di salute del settore delle costruzioni. "Il settore per fortuna, come dicono anche i dati Istat, è ancora in crescita. Uno dei pochi segmenti dell'economia che riesce a mantenere in piedi la crescita del Paese. Sicuramente c'è la spinta del Pnrr, su cui siamo fortemente in ritardo, e le 'code' dei bonus edilizi di questi anni. E poi c'è una cosa: i lavoratori edili stanno spingendo come non mai, lavorando a ciclo continuo in tutte le opere pubbliche, si stanno sobbarcando il peso del raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. Tanti stanno morendo sul lavoro, quelli che non muoiono sono molto stanchi. E hanno bisogno di rispetto. In primis sul contratto dei lavoratori dell'edilizia, sul quale siamo in fase di trattativa e noi abbiamo fatto una richiesta importante. Le associazioni datoriali hanno i bilanci in utile, tutte le imprese delle costruzioni in questo momento sono sane, è il momento di redistribuire questo benessere ai lavoratori. Segnali di tipo diverso non sarebbero capiti da parte nostra", sottolinea il leader della Fillea. Secondo Di Franco, "il settore ancora regge ma il governo non ha intenzione di investirvi. Ha votato contro la direttiva Ue case green insieme all'Ungheria, ma il nostro Paese entro gennaio 2026 dovremo proporre un piano su come gestire quell'efficientamento energetico". "Ma non c'è nessun confronto con il governo, che per tutta risposta in questa manovra propone non un riordino dei bonus edili, ma bensì un taglio, una prospettiva che non va oltre i due anni. E se guardiamo all'idea dell'esecutivo di ridurre le detrazioni per i lavori edili dal 50% al 36%, e farli durare solo fino al 2027, significa spalancare le porte al lavoro sommerso e all'economia irregolare", rimarca. E per il sindacalista un ruolo centrale a tutela della legalità nel settore edile è svolto dalle Casse edili. "Le casse edili -sottolinea sono nate più di 100 anni fa, sono oggi un presidio di legalità e svolgono una funzione pubblicistica nell'emissione del Durc e si occupano di erogare ai lavoratori pezzi di salario che non avrebbero mai avuto in un settore frammentato come quello edile. Oggi casse e scuole edili si occupano di formazione e prevenzione. Negli ultimi anni le prestazioni sociali date dalla contrattazione delle casse edili, oltre a quelle salariali, ammontano a più di 100 milioni di euro all'anno. Siamo l'unico settore che è riuscito a mettere in campo un welfare contrattuale capace di dare risposte ai lavoratori e anche alle imprese. Chi oggi attacca le case edili attacca un pezzo di salario dei lavoratori e questo è pericolosissimo", avverte il sindacalista. Senza le casse edili "come garantiremmo il pagamento di ferie e tredicesime dei lavoratori? e come garantiremmo il controllo del processo di regolarità?", sottolinea Di Franco. Secondo il segretario, "qualcuno pensa di fare campagna acquisti dietro una demonizzazione del sistema bilaterale delle costruzioni. Si deve agire sulla rappresentanza, oggi ci sono tante sigle che ho difficoltà a capire chi rappresentano". "Si deve avere consapevolezza che spesso sono proprio sigle pseudo enti bilaterali di questo tipo a rilasciare falsi attestati di formazione che determinano poi infortuni mortali. Casse edili lavorano con Inps e Inail, si vuole mettere in dubbio le attività con questi soggetti?", conclude. ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Grande successo per la finale della isybank University Master
(Adnkronos) - Nella vibrante cornice della Milan Games Week, si è conclusa la quinta edizione dell'isybank University Master, il più grande torneo nazionale universitario di videogiochi, che ha visto la partecipazione di studenti da numerose università italiane. L'evento, organizzato da 2WATCH e La Gazzetta dello Sport e supportato da isybank e Adecco, ha offerto una piattaforma di visibilità e crescita per il capitale umano nel campo del gaming. Durante l'evento, dodici concorrenti si sono dati battaglia nei quarti e nelle semifinali, culminando nella finale denominata "Torneo dei Campioni". Quest'ultima ha visto emergere i vincitori nei giochi Clash Royale e Rocket League, dove Matteo Bruschetta e Ferdinando Mondello si sono rispettivamente aggiudicati i primi posti. I premi, incentrati sul sostegno alla formazione universitaria, riflettono l'impegno dell'evento nell'educare e nell'investire nelle future generazioni. L'evento non è stato solo una competizione, ma un vero e proprio spettacolo arricchito dalla presenza di figure amate come Antonella Arpa e Bryan Ronzani, che hanno condotto la serata, e i commenti tecnici di pro player e caster professionisti che hanno trasformato ogni match in un racconto appassionante. L'isybank University Master si conferma non solo come una competizione di alto livello nel panorama del gaming italiano, ma anche come un evento che promuove l'importanza dell'istruzione e del lavoro di squadra, sostenendo i talenti universitari nel loro percorso accademico e professionale. Gli organizzatori hanno già promesso che la prossima edizione porterà innovazioni e sorprese, puntando a un'ulteriore inclusione e facilitazione della partecipazione pubblica. La finale del 2024 ha quindi non solo celebrato i vincitori ma ha anche messo in luce il potenziale del gaming come forza culturale e sportiva, confermando il ruolo cruciale di eventi come l'isybank University Master nel definire il futuro dell'industria ludica e della formazione accademica in Italia. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità: Svimez, al Sud poca prevenzione e alta mobilità
(Adnkronos) - Nel biennio 2022-2023, 7 donne italiane su 10 di 50-69 anni hanno avuto accesso agli screening mammografici a cadenza biennale, 5 su 10 nell'ambito di un programma organizzato. Questa media nazionale nasconde profondi differenziali territoriali. La prima regione per copertura è il Friuli Venezia Giulia: 9 donne su 10, quasi 7 nell'ambito di un programma organizzato. L'ultima è la Calabria: solo 2 donne su 10, appena 1 su 10 nell'ambito di un programma organizzato. E' quanto emerge dal Rapporto Svimez 2024. Altro capitolo: la mobilità. Nel 2022, spiegano da Svimez, la mobilità passiva ha interessato 629mila pazienti, il 44% dei quali residente in una regione del Sud. Nello stesso anno, i Servizi sanitari regionali meridionali hanno attirato 98mila pazienti, solo il 15% della mobilità attiva totale. Complessivamente, i malati oncologici residenti al Mezzogiorno che ricevono cure presso un Ssr di una regione del Centro-Nord sono 12.401, circa il 20% dei pazienti oncologici meridionali: da un minimo del 15% della Campania a un massimo del 41% della Calabria. Al Sud non mancano tuttavia le esperienze positive, come il modello innovativo della Rete oncologica campana, sulle quali bisognerebbe investire per rafforzare l'offerta di percorsi di cura territorialmente omogenei e ridurre le diseguaglianze di accesso alle cure. Infine i fondi. Escludendo dai criteri di allocazione i fattori socioeconomici che impattano sui fabbisogni di cura e assistenza, il riparto regionale delle risorse per la sanità penalizza i cittadini delle regioni del Mezzogiorno. La presa in conto di questi fattori (povertà, istruzione, deprivazione sociale) renderebbe la distribuzione del finanziamento nazionale tra Ssr più coerente con le finalità di equità orizzontale del Servizio sanitario nazionale, concludono da Svimez. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità: nel 2024 oltre 463mila italiani in povertà sanitaria (+8,4%), 1 su 5 minore
(Adnkronos) - Sempre più persone in Italia sono in povertà sanitaria e in più di 1 caso su 5 sono bambini e ragazzi. Nel 2024 oltre 463mila (7 residenti su mille) si sono trovate a dover chiedere aiuto a una delle 2.011 realtà assistenziali convenzionate con il Banco farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure che, altrimenti, non avrebbero potuto permettersi. Il dato è in aumento dell'8,43% rispetto al 2023, quando le persone in povertà sanitaria erano 427.177. E' la fotografia scattata oggi dal Banco farmaceutico in occasione della presentazione alla Camera dei deputati di un libro curato dall'Osservatorio sulla povertà sanitaria ('Tra le crepe dell'universalismo - Disuguaglianze di salute, povertà sanitaria e Terzo settore in Italia', edizioni il Mulino) e realizzato grazie al contributo incondizionato di Aboca, Ibsa Italy e Doc Generici. Chi sono i poveri sanitari? Su 463.176 ci sono prevalentemente uomini (54% del campione, contro il 46% delle donne) e persone in età adulta (18-64 anni, pari al 58%). Ma resta significativa la quota dei minori, che sono 102mila (pari al 22%), più degli anziani che corrispondono al 19% (88mila). Sostanzialmente sovrapponibili sono le quote dei cittadini italiani (49%, pari a 225.594 unità) e di quelli stranieri (51%, pari a 237.583 unità). Considerando le condizioni di salute, i malati acuti (65%) superano in misura consistente i malati cronici (35%). Del resto, nel Paese la spesa farmaceutica sostenuta dalle famiglie aumenta ormai da 7 anni consecutivi e la quota a carico del Servizio sanitario nazionale diminuisce. Nel dettaglio, per esempio nel 2023 (ultimi dati Aifa) la spesa complessiva delle famiglie è stata pari a 23,64 miliardi di euro, 1,11 miliardi in più (+3%) rispetto al 2022, quando la spesa era di 22,535 miliardi. Tuttavia, solo 12,99 miliardi di euro (il 55%) sono a carico del Ssn (erano 12,61 nel 2022, pari al 56%). Restano 10,6 miliardi (45%) pagati interamente dalle famiglie (erano 9,91 nel 2022, pari al 44%). Rispetto all'anno precedente, dunque, le famiglie hanno pagato di tasca propria 731 milioni di euro in più (+7,4%). In 7 anni (2017-2023), la spesa farmaceutica a loro carico è cresciuta di oltre 2,5 miliardi di euro (+31,9%). Questa quota a carico riguarda tutte le famiglie, anche quelle povere, che devono pagare interamente il costo dei farmaci da banco a cui si aggiunge (salvo esenzioni) il costo dei ticket, chiariscono dal Banco farmaceutico. Le difficoltà riguardano anche le famiglie non povere. I dati più recenti di Istat rilevano che, complessivamente, 4 milioni e 422mila famiglie (16,8% del totale, pari a circa 9 milioni e 835mila persone) hanno cercato di limitare la spesa per visite mediche e accertamenti periodici di carattere preventivo. Tra queste, 678mila famiglie sono in condizioni di povertà assoluta (31% del totale, composte da circa 1 milione e 765mila persone), mentre 3 milioni e 744mila sono famiglie non povere. Come si contengono le spese? Limitando il numero di visite e accertamenti, oppure rinviando e rinunciando a una parte delle cure necessarie. La strada della rinuncia è seguita, complessivamente, da 3 milioni e 369mila famiglie. Ha rinunciato almeno una volta il 24,5% delle famiglie povere, contro il 12,8% di quelle non povere. Significa che 536mila famiglie indigenti sono particolarmente esposte al rischio di compromettere o peggiorare la propria salute, fanno notare gli esperti. "I dati e le analisi del nostro Osservatorio sulla povertà sanitaria raccontano di un Paese in cui le persone fragili faticano a prendersi cura della propria salute - commenta Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco farmaceutico Ets - ma indicano anche nella collaborazione ampia e consapevole tra tanti soggetti (realtà non profit, farmacisti, medici, aziende, cittadini e istituzioni) il metodo per rispondere alla loro esigenza di benessere integrale, fatto di esigenze fisiche, ma anche spirituali, di cure mediche e farmacologiche, ma anche di accoglienza e comprensione. Contrastare la povertà sanitaria significa praticare gesti di gratuità in grado di aiutare, concretamente, le persone che hanno bisogno; ma anche approfondire il fenomeno attraverso un lavoro culturale che contribuisca a far prendere sempre più coscienza dell'entità del fenomeno, e dell'importanza di quel sistema di realtà del Terzo settore che, insieme alla sanità pubblica e privata, sta garantendo la sostenibilità di un Servizio sanitario nazionale il cui universalismo è sempre più a rischio". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ia taglia-burocrazia per medici famiglia: "2 ore risparmiate"
(Adnkronos) - La burocrazia che attanaglia i medici di famiglia rubando tempo agli assistiti potrebbe dissolversi in breve tempo grazie all'intelligenza artificiale. Elty di DaVinci Salute - azienda italiana healthtech del Gruppo Unipol - ha lanciato 'Referti AI' per una gestione efficiente dei referti e per supportare il lavoro de gli studi medici. Ad impattare sulla vita di tutti i giorni dei medici di medicina generale non sono solo gli oltre 1.500 pazienti per medico, ma "anche tutta una serie di attività, come la gestione dei referti e dati clinici, che vanno a sottrarre tempo prezioso alla cura diretta dei pazienti", evidenzia l'azienda. Da questo bisogno di ricentrare il rapporto medico-paziente sulla qualità nasce l'idea di Elty di "integrare l'intelligenza artificiale negli strumenti di lavoro quotidiani dei medici, contribuendo alla semplificazione e ottimizzazione dei processi clinici e gestionali, riducendo l'impatto della burocrazia e migliorando la tempestività e la qualità dell'assistenza". La nuova funzionalità Referti AI, "progettata per rendere il lavoro dei medici più agile e sereno, consente di risparmiare fino a 2 ore al giorno automatizzando la trascrizione dei parametri clinici nella cartella clinica del paziente direttamente dai referti in formato Pdf o immagine, oltre ai referti Cda2 già leggibili", spiega una nota. Integrata con il Fascicolo sanitario elettronico (Fse), "la soluzione offre una panoramica chiara, immediata e accessibile delle informazioni del paziente, evidenziando tramite un sistema cromatico intuitivo eventuali valori fuori norma per una valutazione precisa e tempestiva". A breve, l'intelligenza artificiale consentirà anche "di standardizzare le diverse unità di misura tra le cliniche, rendendo possibile la creazione di grafici che permettono ai professionisti di visualizzare con facilità l'andamento dei parametri nel tempo e di confrontarli in modo intuitivo, ottimizzando ulteriormente l'efficienza - precisa l'azienda - Questo rappresenta solo il primo passo di un percorso che mira a integrare sempre più l'intelligenza artificiale nella medicina generale, con l'obiettivo di semplificare ulteriormente il lavoro dei professionisti e migliorare il supporto alla medicina generale". "Con questo nuovo servizio, Elty di DaVinci Salute conferma il proprio impegno a lungo termine nella medicina generale, fornendo ai professionisti strumenti tecnologici avanzati per affrontare le sfide quotidiane. La nostra missione è migliorare la qualità dell'assistenza e supportare i medici in ogni fase del loro lavoro. Il servizio Referti AI si inserisce in un progetto più ampio e in continua evoluzione, concepito per offrire soluzioni all'avanguardia al servizio della medicina del futuro", afferma Stefano Casagrande, Ceo & co-fondatore di Elty di DaVinci Salute. "Il medico di medicina generale rappresenta un punto cardine per l'accesso alla salute e l'intercettazione precoce di alcune patologie, resa possibile grazie alla sua vicinanza alla comunità e al rapporto di fiducia con i pazienti. Tuttavia, la crescente burocrazia limita il tempo dedicato alla cura. L'intelligenza artificiale offre un'opportunità straordinaria per ottimizzare le risorse, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare la prevenzione attraverso l'analisi dei dati e la stratificazione del rischio. E' importante però non perdere di vista ciò che mai nessuna macchina o algoritmo sarà in grado di fare: l'umanizzazione delle cure", sottolinea Salamone Francesco, medico di medicina generale utilizzatore di Elty di DaVinci Salute. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










