Natale, a Milano l'albero di Airc si spoglia per aiutare la ricerca

(Adnkronos) - Un albero di Natale che, invece di addobbarsi, si spoglia per regalare un futuro ai bambini malati di tumore. E' l'abete di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, allestito in piazza San Carlo nel cuore di Milano. Dal design essenziale, è trasparente e contiene migliaia di palline: dal 6 al 25 dicembre, a fronte di una donazione minima di 5 euro, chi vorrà potrà prelevarne una accompagnata da un biglietto di ringraziamento firmato dagli scienziati che ogni giorno lavorano per trovare terapie sempre più efficaci e tollerabili per i bimbi e adolescenti. Mentre l'albero di Airc si svuota, la vita dei giovani pazienti si riempie di speranza. "E' il pensiero che conta", è il messaggio dell'iniziativa resa possibile grazie a Banco Bpm, che da 6 anni supporta la Fondazione negli eventi di raccolta fondi e comunicazione organizzati in tutta Italia e che ha sostenuto interamente i costi del progetto.  Si stima che ogni anno in Italia circa 1.400 under 14 anni si ammalino di cancro, mentre nella fascia 15-19 anni si contano circa 700 nuovi casi all'anno, ricorda l'Airc. Grazie al lavoro di medici e ricercatori, oggi la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge quasi l'85%, ma molto resta ancora da fare. In questo momento la Fondazione sta sostenendo, con un investimento complessivo di circa 8,5 milioni di euro, 77 progetti di ricerca e borse di studio sui tumori infantili, con l'obiettivo di arrivare a curare tutti i piccoli pazienti, anche quelli colpiti dai tumori più rari, grazie allo sviluppo di terapie specifiche sempre più precise, efficaci e meno tossiche. "Avevo 12 anni quando ho iniziato ad avere dei dolori molto forti alla gamba mentre facevo gli esercizi di ginnastica artistica - racconta Gaia, oggi ventenne, in una video-testimonianza (GUARDA) - Dopo 3 mesi è arrivata la diagnosi: osteosarcoma al quarto stadio. Ero troppo piccola per capire una diagnosi del genere, ero molto confusa e spaventata. Un'équipe di medici favolosa mi ha salvato la vita, mentre mi hanno dato tanta forza la mia famiglia e le persone con cui ho condiviso questo stesso percorso. Alcune di loro sono ancora qui con me, ma molte non ce l'hanno fatta. E' per questo che dobbiamo sostenere il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori, per trovare nuove cure per tutti i bambini che si ammalano di tumore". Gli alberi di Airc fanno parte del 'Natale degli alberi', progetto promosso dal Comune di Milano per valorizzare i luoghi della città in occasione delle feste. Un altro albero come quello di piazza San Carlo si trova in piazza Olivetti, ma solo in esposizione. Mentre nel quadrilatero della moda splende un terzo abete dedicato alla Fondazione, quello di Ralph Lauren in via della Spiga: fino al 6 gennaio, con una donazione a sostegno della ricerca sui tumori infantili, sarà possibile dedicare una stella a una persona cara e appenderla sull'albero per brillare oltre il periodo delle feste. Per Natale si può contribuire alla ricerca sui tumori pediatrici anche con i regali solidali di Airc, disponibili online sul sito https://shop.airc.it/occasioni/natale. Ordinando entro il 12 dicembre, i doni arriveranno direttamente al destinatario in tempo utile per le festività. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Quelli che odiano il Natale. Ecco come si cura la sindrome del Grinch

(Adnkronos) - C'è una categoria di 'haters' che si risveglia solo in un certo periodo dell'anno. Non agisce sui social, ma nel mondo reale, e nel mirino di questi 'odiatori' c'è qualcosa che all'apparenza difficilmente potrebbe essere detestabile: la magia del Natale. Il vischio, gli alberi da addobbare, le luci colorate, il profumo di zenzero e cannella, i canti soavi e ancor di più le riunioni di famiglia: tutto quello che per la stragrande maggioranza della popolazione è motivo di gioia e conforto a loro provoca un rifiuto, una vera e propria allergia. Sono le vittime della 'sindrome del Grinch', battezzata così per la celebre creatura pelosa, burbera e solitaria che cerca di spegnere lo spirito del Natale e boicottare le feste, nata dalla penna dello scrittore e fumettista Usa, Dr. Seuss.  La sindrome del Grinch, spiega all'Adnkronos Salute Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) e direttore emerito di Psichiatria all'Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, "è proprio collegata a questa avversione, a questo aspetto negativo di rifiuto verso tutte le festività natalizie". Come conviverci? Il messaggio dello psichiatra è chiaro: "Non è necessario amare il Natale - rassicura - ma si possono affrontare quei sentimenti" negativi "in maniera più positiva e costruttiva. Poi, c'è chi non arriva fino ad essere un 'Grinch'. Però l'idea di prendersi un po' cura di sé, di gestire il proprio stress, di farsi il proprio Natale, personalizzarlo e dargli i propri valori, questo lo rende sicuramente molto più accettabile e tollerabile". Cos'è concretamente la sindrome del Grinch e come viene vista dagli altri? "Nasce fondamentalmente l'idea di qualcuno che è invidioso del Natale, che vorrebbe in qualche modo rubare la gioiosità di questa festa. In realtà - puntualizza Mencacci - il primo tema da tenere presente è che non tutti amano il Natale" e vanno rispettati. E poi va considerato che "ci sono diverse motivazioni" che possono alimentare questa sindrome, "e vanno da alcune più biologiche - ricordiamo le persone che soffrono di depressione stagionale, legata alla riduzione della luce solare, quindi non stanno bene in questo periodo - fino a ragioni legate alla pressione sociale per acquisti, regali, partecipazioni sia di consumo che di confronto sociale, quindi" legate alle "aspettative", illustra l'esperto.  Poi, continua Mencacci, "ci sono tutte quelle persone che hanno dei conflitti familiari, che sotto feste possono riacutizzarsi". Per loro l'accoppiata "cena del 24 e pranzo del 25 dicembre diventa un dover affrontare delle situazioni di grande tensione o il riaccendersi di tensioni o conflitti". Un altro motore dell'avversione per il Natale può essere quello "dei ricordi dolorosi, delle persone che non ci sono più, che ci hanno lasciato". E, continua l'elenco, "pensiamo anche alle persone separate che in alcuni casi possono vivere male questo momento. Infine, non dimentichiamoci chi ha problemi economici e chi è solo". In quei giorni di festa, infatti, "la solitudine viene accentuata. Come si può vedere, non sono pochi gli elementi che possono innescare un senso di fastidio per le festività, e di grande pressione e stress sociale".  Un popolo variegato, dunque, quello dei Grinch. "Incide anche la personalità: chi è più incline al cinismo, così come l'ipercritico piuttosto che il pessimista, certo non vivono bene il clima di entusiasmo e di allegria a volte un po' forzata delle festività natalizie. Io - continua lo psichiatra - ho diverse persone che vengono nel mio studio, che scelgono di partire uno o due giorni prima di Natale, proprio per evitare" tutta quella ritualità, "quel sovrapporsi di incontri familiari, festività forzate e così via". Grinch in fuga, che "pianificano un viaggio più o meno lungo, con i giorni necessari" a superare le feste.  Non esistono dati che fotografano le dimensioni del problema, precisa l'esperto. "Questa non è una condizione 'medica' o patologica, è uno stato d'animo, sicuramente diffuso", che si interseca poi anche con altre problematiche. Come interfacciarsi con questa fetta di popolazione? "Coltivare quando è possibile gentilezza e gratitudine può fare la differenza", assicura Mencacci. Anche perché non sempre il Grinch è un 'odiatore convinto' del Natale, talvolta lo è per necessità. "Se quindi avete un vicino di casa e avete l'impressione che sia solo, nel dubbio un colpo di campanello fatelo e augurategli buon Natale. Al massimo farà una smorfia come il Grinch", oppure un po' di calore potrebbe essere ciò di cui ha bisogno per scaldarsi il cuore. "Bisogna anche sforzarsi di fronte a chi non è così in festa in questo momento - riflette lo specialista - E anche le persone che vivono questo periodo dell'anno come una grandissima fatica o in maniera addolorata, scontrosa piuttosto che cinica, hanno diritto ad attraversarlo come meglio credono". Un ultimo messaggio è anche per i Grinch in persona: "Dobbiamo concederci il diritto di non festeggiare, di accettare anche i propri sentimenti - conclude Mencacci - Non ami il Natale, non forzarti a partecipare. Ovviamente, va aggiunto: non per questo rovina il Natale agli altri".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fisco, Consulenti lavoro: da lettere Ag. Entrate effetto boomerang su studi professionali

(Adnkronos) - "Le lettere sono state inviate anche a chi è lavoratore dipendente o pensionato e al tempo stesso titolare di una partita IVA per un’attività di lavoro autonomo evidentemente di natura residuale. Si tratta di un atto ripetitivo, non richiesto e sicuramente non gradito ai contribuenti, che ha un effetto boomerang nei confronti degli studi professionali, che si vedono ricontattare dai clienti per ulteriori consulenze e delucidazioni in merito all’eventuale adesione al Concordato preventivo Biennale, per la quale le opportune valutazioni erano già state fatte". Così, con Adnkronos/Labitalia, Stefano Sassara, tesoriere del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, sulle lettere inviate dall'Agenzia delle Entrate a 700mila partite Iva che hanno dichiarato redditi apparentemente bassi, invitandole ad aderire al concordato che si chiude il 12 dicembre. Sassara quindi precisa che il contribuente che non aderisce alle proposte dell’Agenzia non corre nessun rischio immediato, ma potrà essere oggetto di un nuovo atto o avviso basato su “presunzioni semplici” oppure di un accertamento analitico-induttivo futuro da parte dell’Agenzia delle Entrate, sulla base di quanto previsto dall’art. 34 del D.Lgs. n. 13/2024 istitutivo del Concordato preventivo biennale. E secondo i consulenti del lavoro "la lettera di compliance non è un atto impositivo o che rileva errori nelle dichiarazioni, ma una semplice 'informativa' che invita a verificare la propria posizione reddituale. Da qui si evince una sorta di principio generale per cui il reddito di un professionista o di una impresa non può essere inferiore al reddito dei propri dipendenti, che, se non viene giustificato, potrà essere considerato dall'amministrazione finanziaria come un 'aspetto anomalo'.I contribuenti non hanno, dunque, alcun obbligo di giustificare nulla, sia da un punto generale che formale per quanto attiene la compilazione della propria dichiarazione dei redditi. Non esiste neanche un obbligo di adeguamento ad c.d. reddito “minimo settoriale”, per non parlare della mera facoltà di aderire al Concordato preventivo biennale e, se si rientra, al ravvedimento speciale", sottolineano i consulenti del lavoro.  "La comunicazione è indirizzata -spiegano i consulenti- a quei contribuenti che nella dichiarazione per l'anno d'imposta 2023 hanno indicato un reddito derivante da attività d'impresa inferiore a quello dei dipendenti che lavorano nello stesso settore economico, adottando una logica di 'minimo settoriale' che deriva dalle disposizioni contenute nel Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 14 giugno 2024, relativo all’approvazione della metodologia relativa al concordato preventivo biennale con la formulazione di proposte di reddito minime".  "L’Agenzia, tra l’altro, non si è dilungata -spiegano i consulenti- a spiegare la nota metodologica utilizzata per arrivare a evidenziare tali scostamenti. Pertanto, il contribuente potrà regolarizzare la posizione inviando una dichiarazione integrativa del Mod. Redditi 2024, integrando il reddito dichiarato con l’applicazione della sanzione del 70% delle maggiori imposte o minor credito dichiarato, da ridurre a 1/9 entro 90 giorni con il ravvedimento operoso e/o aderire al CPB per il biennio 2024-2025 entro il 12 dicembre 2024".   ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Transizione ecologica e ciclo del carbonio, la ricetta tedesca

(Adnkronos) - Chiudere il ciclo del carbonio con l’impiego di catalizzatori a base di nichel e imprimere una svolta al processo di transizione ecologica. È questa la sfida in cui si sono cimentati gli esperti del Fritz Haber Institut, in Germania, riportando una vittoria su tutta la linea. Gli scienziati avrebbero infatti messo a punto un procedimento che ha fatto registrare buone performance, confermando così la bontà delle ipotesi di partenza. La ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista di settore “Physical Review Letters”. ---sostenibilita/tendenzewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Altroconsumo, al via campagna 'Non sulla mia pelle' per donne caso Essure

(Adnkronos) - Una raccolta fondi per sostenere le spese delle perizie medico-legali delle donne che hanno sofferto gravi effetti collaterali dopo l'impianto della spirale Essure. Così Altroconsumo, con la campagna 'Non sulla mia pelle', scende in campo a favore dei diritti e della dignità delle donne. Attraverso questo caso esemplare - spiega una nota - l'organizzazione intende anche portare l'attenzione sulla condizione di non-ascolto per coloro che denunciano problematiche relative alla salute femminile e che, spesso, vedono ignorate o 'cancellate' le parole con cui testimoniano le proprie sofferenze fisiche ed emotive. Con questo obiettivo le donne che lavorano in Altroconsumo hanno deciso non solo di 'metterci la faccia', ma di prestare il loro corpo per raccontare la sofferenza fisica ed emotiva che quelle coinvolte nella vicenda hanno dovuto affrontare. Per la realizzazione della campagna, quindi, sui loro corpi sono state scritte alcune frasi particolarmente impattanti, tratte dalle testimonianze delle protagoniste: sintomi, emozioni, danni vissuti sulla propria pelle a causa dell'utilizzo del dispositivo. La luce si accende sulle parole delle vittime - le stesse rimaste spesso sminuite o inascoltate - perché non sia più possibile ignorarle e affinché vicende come questa non si scrivano più sulla pelle di altre donne.  I legali di Altroconsumo hanno seguito circa 150 donne italiane fra le numerose che hanno denunciato effetti collaterali in seguito all'impianto di Essure e stanno assistendo pro bono le 18 di loro attualmente coinvolte nella causa civile intentata presso il tribunale di Milano. Per far sì che possano ottenere giustizia e procedere nella causa, l'organizzazione ha avviato quindi la campagna di crowdfunding con l'obiettivo aiutarle ad affrontare le ingenti spese processuali: servono infatti 70mila euro per coprire le spese di istruttoria della causa civile collettiva e le consulenze tecniche di parte (perizie mediche) recentemente ammesse nel dibattimento. Altroconsumo, che ha già effettuato una prima donazione di 10mila euro, invita tutti a partecipare a questa azione collettiva con una donazione che significa prendere una posizione per tutelare il diritto alla salute di queste donne e, allo stesso tempo - precisa - di tutte e tutti. L'intero ricavato della raccolta sarà destinato a pagare le spese processuali e devoluto all'associazione Resist Italia Odv, che gestirà i fondi nell'esclusivo interesse delle donne che hanno scelto di intentare la causa legale. Il caso Essure - ricorda Altroconsumo - è iniziato oltre 20 anni fa e ha coinvolto migliaia di donne in tutto il mondo. Alternativa ambulatoriale all'intervento di legatura delle tube, il dispositivo anticoncezionale permanente brevettato dalla Conceptus Inc., poi acquisito e commercializzato da Bayer, fu autorizzato negli Stati Uniti e in Europa nel 2002 ed è stato proposto come sicuro, senza alcun margine di rischio per oltre un decennio. Oltre 1 milione di dispositivi è stato venduto nel mondo; 7mila in Italia, rimborsati integralmente dal Servizio sanitario nazionale fra il 2004 e il 2017, quando Bayer ne ha sospeso la distribuzione con la motivazione di un calo delle vendite.  Dopo alcuni anni di commercializzazione del dispositivo, presentato come innocuo e privo di controindicazioni, si sono iniziati a registrare casi di problemi di salute anche gravi in seguito all'impianto: stanchezza cronica, giramenti di testa, svenimenti, dolore all'addome, dolori articolari e muscolari, caduta dei denti, calo della vista e, ancora, depressione, sintomatologie temporomandibolari, perforazione di organi. Sono alcune delle problematiche denunciate da migliaia di donne che si sono ritrovate online, collegando i disturbi di cui soffrivano e dando vita a un’enorme community internazionale. Messo sotto osservazione da diverse agenzie nazionali per la sicurezza, dalla Fda americana all'Ansm francese fino all’italiana Aifa in ragione delle segnalazioni crescenti in diversi Paesi del mondo, Essure è stato poi ritirato dal commercio nel 2017. Nel frattempo Bayer, solo negli Usa, ha ricevuto diverse migliaia di cause che hanno portato a una maxi-transazione: la multinazionale si è impegnata a versare "circa 1 miliardo e 600 milioni di dollari" per chiudere "almeno il 90% delle cause pendenti".  La campagna resterà aperta fino al raggiungimento dell'obiettivo, sviluppandosi in parallelo alla causa, e si modulerà in diverse azioni di sensibilizzazione sul tema. Per aderire, altroconsumo.it/nonsullamiapelle. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fentanyl, online eBook 'Nuove droghe: un'emergenza sociale e sanitaria'

(Adnkronos) - Il fentanyl non è un problema che riguarda solo gli Stati Uniti. La sostanza si sta infatti diffondendo anche nelle piazze di spaccio europee e italiane, tant'è che nel nostro Paese è scattata l'allerta di terzo grado, con un piano nazionale di monitoraggio avviato il 12 marzo scorso per prevenire intossicazioni e decessi. Per aiutare i professionisti sanitari a tenersi sempre aggiornati anche su un argomento scottante e in continua evoluzione come quello delle nuove droghe, Consulcesi Club ha realizzato un eBook formativo dal titolo 'Nuove droghe: un'emergenza sociale e sanitaria', dal valore di 9.3 crediti Ecm.  Oltreoceano il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump - ricorda Consulcesi - ha annunciato una campagna di sensibilizzazione contro il fentanyl, droga responsabile di 74mila morti nel 2023 negli Usa, per informare la popolazione sui suoi effetti devastanti e ha proposto misure drastiche, come imporre dazi per reprimere il traffico della droga illegale attraverso i confini americani, e ha esortato la Cina a punire severamente i trafficanti di fentanyl, minacciando ulteriori dazi del 10% sulle importazioni cinesi in caso di inazione. Il numero e la varietà di sostanze stupefacenti vendute illegalmente continua ad aumentare a livello globale. Accanto alle droghe tradizionali emergono costantemente nuove sostanze psicoattive, responsabili di migliaia di vittime in tutto il mondo perché generano forme di dipendenza e tossicità difficili da trattare, talvolta impossibili da curare. Tra le più pericolose figura proprio il fentanyl, un oppioide sintetico estremamente potente, utilizzato in Italia per scopi medici come anestetico e nella terapia del dolore oncologico, ma diffuso anche illegalmente come droga, spesso come agente di taglio dell'eroina. E' circa 100 volte più potente e tossico della morfina, con analoghi ancora più potenti disponibili sul mercato nero. Prodotto in laboratori illegali, il fentanyl è economico, ma altamente pericoloso, poiché il suo legame ai recettori cerebrali rende difficile invertire un'overdose con naloxone. Viene definito 'droga degli zombie' quando viene preparato con xilazina, una sostanza veterinaria che causa gravi lesioni cutanee.  Oltre al fentanyl esistono però diverse nuove sostanze psicoattive (Npd) che rappresentano un fenomeno in costante crescita, particolarmente preoccupante tra i giovani. Queste molecole sintetiche sono progettate per imitare gli effetti di droghe tradizionali come cannabis, cocaina, ecstasy e Lsd, ma vengono continuamente modificate chimicamente per aggirare le normative, rendendo difficile la loro regolamentazione e il monitoraggio. Le Nps possono avere effetti stimolanti, allucinogeni, sedativi o empatogeni e si presentano in diverse forme, come polveri, pasticche, spray e liquidi per sigarette elettroniche. La loro pericolosità è elevata, sia per la loro potenza sia per la mancanza di conoscenze scientifiche sugli effetti a breve e lungo termine. Responsabile scientifico del corso Ecm 'Nuove droghe: un'emergenza sociale e sanitaria' è Maria Cristina Gori, neurologa e psicologa esperta di questi temi. Questo percorso formativo - descrive una nota - permette ai professionisti di raggiungere una conoscenza complessiva di quali siano caratteristiche, effetti psicofisici e livelli di dipendenza e tossicità indotti dalle droghe tradizionali e dalle nuove sostanze psicoattive. Oltre che ricevere una panoramica dettagliata di queste sostanze, i partecipanti verranno messi a conoscenza di normative e piani d'azione, applicati e portati avanti in Italia e a livello comunitario, per prevenire e contrastare il fenomeno della vendita e dell'uso di queste sostanze, oltreché per gestire chi ne fa uso.  Questo corso dà diritto a un bonus di 0,3 crediti Ecm per ogni ora completata, in quanto tratta una tematica designata dalla Commissione nazionale per la formazione continua in medicina come di interesse nazionale per il triennio 2023-2025. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Malattia misteriosa in Congo, l'Italia alza il livello d'attenzione in aeroporti e porti

(Adnkronos) -
L'Italia alza il livello di attenzione sulla malattia di origine sconosciuta che ha portato a oltre 70 decessi nella Repubblica democratica del Congo. Le Usmaf - gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del ministero della Salute, che si occupano del controllo sanitario su passeggeri e merci - a quanto apprende l'Adnkronos Salute, sono state allertate anche se non esistono voli diretti.  
Non c'è nessun allarme per l'Italia, ma le Usmaf - come accade in tempi di globalizzazione e di mobilità internazionale - hanno ricevuto la comunicazione su quanto sta accadendo in Congo e sugli eventuali sviluppi da parte delle autorità sanitarie internazionali.  Rispetto ai decessi in Congo dovuti ad una malattia simil-influenzale, scrive su Facebook Giovanni Rezza, ex direttore della Prevenzione del ministero della Salute, e oggi professore straordinario di Igiene presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, "la diagnosi non è ancora nota - in questo periodo dal clima secco si presentano spesso epidemie dovute al meningococco, ma chissà. È comunque impressionante come possa valere poco, ancor oggi, la vita in alcune aree dell'Africa. Conseguenze per noi? Probabilmente nessuna, ma in un mondo globalizzato mai dire mai".   ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Arriva la nuova Hyundai SANTA FE Plug-in Hybrid

(Adnkronos) -
Hyundai amplia l’offerta della nuova Hyundai SANTA FE in Italia introducendo la versione Plug-in Hybrid, che si aggiunge alla Full-Hybrid. La nuova Hyundai SANTA FE Plug-in Hybrid è configurabile in versione 5 o 7 posti e si basa sull’efficiente motore turbo benzina 1.6 T-GDI da 160 CV abbinato a un motore elettrico da 98 CV alimentato da una batteria di trazione da 13.8 kWh, per una potenza massima di sistema di 253 CV e una coppia che arriva a 367 Nm, con trazione integrale 4WD HTRAC.
 Questo modello assicura un’autonomia al 100% elettrica fino a 54 km selezionando la modalità di guida EV. Seduti al volante si nota l'ampio display curvo panoramico che racchiude un cluster digitale da 12,3 pollici e un secondo schermo touch per il sistema di infotainment, anch’esso da 12,3’’. La tecnologia presente sull'auto include funzionalità multimediali e telematiche, tra cui
Bluelink, Hyundai LIVE Services, ed Apple CarPlay e Android Auto wireless.

 Grazie all’Ecobonus Statale e alla promozione con finanziamento “Hyundai Plus”, la nuova SANTA FE PHEV Business 5 posti è offerta con rate da soli 329 € al mese per 35 mesi a fronte di un anticipo di 5.340 €
 Due le versioni disponibili, la business che offre di serie i cerchi in lega da 18”, i fari anteriori e posteriori Full LED e il portellone posteriore elettrico e l’allestimento TOP XClass che aggiunge i cerchi in lega da 20”, fari anteriori Full LED Wide Projection, vetri posteriori oscurati, quadro strumenti ad alta definizione da 12.3" e i sedili in pelle. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Stellantis e Zeta Energy, batterie al litio zolfo

(Adnkronos) -
Stellantis e Zeta Energy hanno siglato un accordo al fine di sviluppare congiuntamente una nuova tipologia di batterie per auto elettriche.  Grazie all’utilizzo di una tecnologia rivoluzionaria, questa nuova tipologia di batterie raggiungerà una densità energetica volumetrica paragonabile a quella dell’attuale famiglia delle batterie agli ioni di litio.
 Il risultato che potrebbe essere raggiunto è rivoluzionario. Batterie molto più leggere rispetto a quelle tradizionalmente utilizzate sulle EV (ioni di litio) ma, a parità di energia, più performanti in termini di autonomia.  Una tecnologia che potenzialmente potrebbe ridurre i tempi di ricarica rapida fino al 50%.  
Le batterie al litio-zolfo potrebbero costare la metà del prezzo rispetto a quelle agli ioni di litio (costo per kWh).
 “La collaborazione con Zeta Energy è un ulteriore passo avanti nella nostra strategia di elettrificazione che ci consente di offrire veicoli puliti, sicuri ed economicamente convenienti”, ha dichiarato Ned Curic, Chief Engineering and Technology Officer di Stellantis. “Tecnologie all’avanguardia come quella delle batterie al litio-zolfo possono supportare Stellantis nel suo percorso verso la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2038, assicurando al contempo ai nostri clienti autonomia, prestazioni e prezzi ottimali”.  Produrre le batterie al litio zolfo con materiale di scarto e metano, un traguardo che consentirebbe di abbattere sensibilmente le emissioni di CO2.  La tecnologia di Zeta Energy potrebbe già essere applicata all’interno delle gigafacotry esistenti di Stellantis, ciò consentirebbe di beneficiare di una catena di approvvigionamento corta in Europa e nel Nord America.  Una volta completato lo sviluppo di questi nuovi accumulatori di energia, le prime auto elettriche che potrebbero utilizzare la tecnologia litio zolfo, saranno commercializzate da Stellantis entro il 2030. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nuovo Peugeot Landtrek, motorizzazione turbodiesel

(Adnkronos) -
Peugeot Landtrek è un pick-up di successo nel suo segmento di mercato.  Con oltre 2,5 milioni di unità vendute a partire dal suo lancio commerciale, Peugeot Landtrek è venduto in circa 40 Paesi, principalmente in Africa, Medio Oriente e Sud America.  Combina le esigenze di spostamento per uso privato a quelli per utilizzo professionale, il pick-up della Casa del Leone è disponibile con un’ampia scelta di motorizzazioni e in tre configurazioni: cabina, cabina singola e doppia cabina, per una lunghezza che varia da 5,33 metri a 5,39 metri.  A prescindere dalle versioni, unica è la larghezza di ben 1,92 metri.  Esteticamente tante le novità rispetto al modello precedente, a cominciare dalla calandra, per passare alle luci diurne a LED a forma di artigli.  Un quattro cilindri da 2.184 cc capace di sprigionare una potenza massima di 200 cavalli per una coppia di 450 Nm. La nuova motorizzazione è disponibile sia con cambio manuale a 6 marce sia con cambio automatico EAT8 a 8 rapporti.
 La versione d’accesso è spinta da un propulsore Diesel da 1,9 litri da 150 CV e 350 Nm di coppia massima. Sul fronte delle motorizzazioni benzina, il Landtreck si avvale di un’unità turbo da 2,4 litri da 210 CV e 320 Nm di coppia. Il pick-up francese è offerto con trazione 4x2 o 4x4 con marce ridotte. La presenza di un differenziale posteriore sulla variante con trasmissione integrale e il sistema eLocker con disinnesto automatico, consente al Landtrek di affrontare agevolmente anche i percorsi più impervi. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)