Electronic Arts annuncia Star Wars Zero Company
(Adnkronos) - In occasione della Star Wars Celebration Japan, Electronic Arts Inc. (NASDAQ: EA) ha presentato Star Wars Zero Company, un nuovo videogioco a turni per giocatore singolo, attualmente in fase di sviluppo presso Bit Reactor in collaborazione con Respawn Entertainment e Lucasfilm Games. Il titolo propone un’esperienza narrativa ambientata nel periodo finale delle Guerre dei Cloni. I giocatori assumeranno il controllo di Hawks, un ex ufficiale della Repubblica, alla guida di una squadra d’élite composta da agenti provenienti da diverse parti della galassia. Il gruppo, noto come Zero Company, sarà chiamato ad affrontare una serie di missioni complesse e ad affrontare una minaccia inedita che potrebbe compromettere l’equilibrio galattico. Secondo quanto dichiarato da Greg Foertsch, CEO e direttore creativo di Bit Reactor, il gioco è progettato per coniugare le meccaniche dei giochi tattici a turni con un impianto narrativo collocato nell’universo canonico di Star Wars, privilegiando le scelte strategiche del giocatore e la costruzione di una narrazione di stampo cinematografico. Douglas Reilly, direttore generale e vicepresidente di Lucasfilm Games, ha confermato che il progetto risponde a un interesse consolidato da parte dello studio per il genere tattico, con l’obiettivo di realizzare un titolo che rifletta i tratti distintivi della saga. Star Wars Zero Company include una campagna articolata, caratterizzata da operazioni tattiche e missioni di indagine distribuite in diverse ambientazioni galattiche. Il giocatore potrà sviluppare una base operativa e accedere a una rete di informatori utile a ottenere vantaggi strategici nel corso della trama. La personalizzazione rappresenta uno degli elementi centrali del gioco. Il personaggio di Hawks, così come ogni membro della squadra, può essere configurato in termini di aspetto, abilità, equipaggiamento e classe. Le unità selezionabili spaziano da cloni soldato a droidi astromeccanici, fino a Jedi, ciascuno appartenente a diverse specie originali dell’universo Star Wars. Durante le missioni, i legami tra i membri della Zero Company influenzeranno la dinamica del combattimento, consentendo di sbloccare sinergie utili a ribaltare l’esito degli scontri. Il sistema di gioco, fondato sulla varietà delle scelte e sulla costruzione strategica della squadra, mira a offrire un’esperienza tattica strutturata, in cui la preparazione e la pianificazione sono elementi determinanti per il successo. Il titolo è attualmente in sviluppo e ulteriori dettagli relativi alla data di uscita e alle piattaforme di riferimento saranno comunicati successivamente. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L'uovo di Pasqua perfetto, la guida del pediatra
(Adnkronos) - L'uovo di Pasqua perfetto, quello che piacerà ai bambini al punto da diventare per loro un ricordo memorabile? Per i piccoli - e forse non solo per loro - ciò che conta è l''effetto wow'. La parola d'ordine deve essere "stupire", quindi conviene puntare prima di tutto sulla sorpresa, sulle dimensioni (più è grande e meglio è) e sul packaging. Il tipo di cioccolato scivolerà in secondo piano: basta che sia di qualità e abbia il gusto preferito dal bimbo. Importa soltanto questo. Parola di Italo Farnetani, pediatra e divulgatore, che affida all'Adnkronos Salute "5 regole d'oro che dovrebbero guidare la scelta" del dolce più amato e atteso. L'esperto, professore ordinario di pediatria di United Campus of Malta, elenca i 5 suggerimenti "in ordine di importanza". Il consiglio numero 1 è che "nella scelta dell'uovo di cioccolato bisogna partire dall'interno e cioè dalla sorpresa. E' importante che sia diversa se il destinatario, il bambino, è un maschio o una femmina e deve essere adatta anche all'età. Ma soprattutto - avverte Farnetani - si devono evitare sorprese come portachiavi, astucci e oggettistica varia che nessuno userà mai, meno che mai un bimbo". Di fronte a un articolo pensato perché piaccia ai grandi, il piccolo rischia di andare incontro a "una forte delusione. La sorpresa deve stupire - insiste il pediatra - deve essere divertente, bella, significativa, fonte di vera gioia. Questo vale per tutti i tipi di uovo di Pasqua, ma arriviamo alla seconda regola". Il suggerimento numero 2 è che "anche in tempo di crisi economica o di difficoltà finanziarie, ovviamente entro quelli che sono per ciascuno i limiti del possibile, nella scelta dell'uovo non si deve badare a spese perché per il bambino anche scartare questo dolce è un momento importante che resterà fra i ricordi più belli, quelli che lo accompagneranno per tutta la vita. Pertanto, e mi collego alla prima regola, quando è possibile mettiamo dentro un uovo artigianale qualcosa che il bimbo desidera e aspetta con gioia, così sarà una sorpresa nella sorpresa". Dritta numero 3: "Grandezza. Le dimensioni dell'uovo di Pasqua sono importanti - motiva il pediatra - perché nei primi 10 anni di vita il bambino ragiona su ciò che vede e allora un uovo di dimensioni ragguardevoli ne aumenterà la gioia e lo stupore". Uovo grande, grande felicità. Regola 4, "i colori. Colpiscono tutti i bambini, al punto che talvolta determinano anche le loro scelte alimentari - rimarca Farnetani - Ma specialmente per i bimbi di età inferiore ai 6 anni, i colori del rivestimento esterno dell'uovo", della carta e dei fiocchi, "sono ancora più importanti: il colore ricorda infatti, anche se in modo indiretto, altre esperienze che, se legate a momenti e situazioni piacevoli, accrescono il sentimento di gioia e di festa. Per l'uovo pasquale il mio consiglio è una confezione con i colori rosso e oro, possibilmente luccicanti". E arriviamo al cioccolato, regola numero 5. "L'ultimo elemento da considerare, perché conta, ma è il meno importante - ritiene l'esperto - è la scelta del tipo di cioccolata: in genere i bambini la preferiscono al latte o bianca, ma in alcuni casi piace il fondente. E' ovvio che va scelto il cioccolato che più incontra i gusti del bimbo. Anche se alla fine, una volta aperto l'uovo e vista la sorpresa, la cioccolata passa il secondo piano. Ripeto che la scelta deve essere basata su i gusti del bambino, perché dal punto di vista nutrizionale - assicura il medico - vanno bene tutti i tipi di cioccolato: un alimento che, contrariamente a quanto si pensa spesso, può essere assunta dal bimbo senza problemi". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
E' chirurgo estetico solo lo specialista. Paolo Santanchè: "Bene, ma chi controlla?"
(Adnkronos) - Chirurgo estetico è chi il chirurgo estetico fa, con buona pace del titolo di studi conseguito. Non dovrà più essere così secondo la sentenza n. 329/2025 del 10/2/25 della Corte d'Appello di Milano: il giudice definisce "illegittimo - ha informato la Sicpre, Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica - che il laureato in Medicina e Chirurgia sprovvisto della specializzazione in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica possa definirsi o consentire di essere definito chirurgo estetico semplicemente per il fatto di praticare la chirurgia estetica. Il medico che si qualifichi, o consenta di essere qualificato, chirurgo estetico induce infatti nel paziente la convinzione di essersi rivolto a un professionista che dopo la laurea in Medicina e chirurgia ha proseguito la sua formazione frequentando per 5 anni la Scuola di specializzazione universitaria in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. A tutela del paziente è fondamentale dunque che non si possa equivocare sul possesso o meno della specializzazione. Per questo può essere definito e definirsi chirurgo estetico solo chi è in possesso del diploma di specialità" di cui sopra. "Benissimo - commenta all'Adnkronos Salute Paolo Santanchè - ma chi controlla?". La notizia della sentenza è stata accolta dalla società scientifica di settore come "un passo importante sulla strada della sicurezza", tuttavia il noto chirurgo plastico non nasconde i suoi dubbi. "Se nella pubblicità che uno si fa non potrà più abusare del titolo - riconosce Santanchè - certamente si comincerebbero a limitare i danni prodotti dalla diffusione di quelli che personalmente non ho mai esistato a definire cialtroni. Un manipolo di falsi esperti cresciuti a dismisura dagli anni '80", quando il 'ritocco di bellezza' ha cominciato a prendere piede. "Peccato però che i controlli non ci sono", rileva con amarezza lo specialista raccontando la sua esperienza: "Io ho anche provato una volta a segnalare all'Ordine dei medici un 'professionista' che non agiva secondo le regole, che anzi le violava al punto da dover essere espulso dall'Albo. Mi è stato risposto che il segnalato era stato convocato e aveva assicurato che non lo avrebbe fatto più". Totale: "Non è cambiato niente". Cambierà qualcosa con questa sentenza? "Ma come potrà accadere - risponde Santanchè - se davanti a certe segnalazioni, invece di sanzionare, tutto finisce in nulla? Le regole vengono seguite soltanto quando c'è una sanzione. Basterebbe già solo andare a controllare le pubblicità: metà sono irregolari, perché vengono citati titoli che non potrebbero essere citati". Le parole messe nero su bianco da un giudice serviranno da stimolo? Al chirurgo viene difficile crederlo, "se sembrano non essere uno stimolo nemmeno i casi in cui la gente muore". "Bisognerebbe anche spiegare al paziente, e riuscire a farglielo capire - incalza Santanchè - che se uno millanta dei titoli che non ha, quindi ti sta già ingannando sulle sue qualifiche, su quali altre cose potrà ingannarti? Ricordo che si rischia la vita e lo dimostra la cronaca: mi vengono in mente almeno 3 vittime in 5 anni", calcola l'esperto richiamando alla memoria "giusto le vicende che hanno fatto più scalpore. Episodi che - precisa - stranamente hanno visto protagonisti medici non specialisti che operavano in una struttura non adeguata nel senso di illegale, considerando che nell'elenco degli interventi che possono essere eseguiti ambulatorialmente per esempio in Lombardia non figura alcun intervento di chirurgia estetica". "Io vedo proprio una colpa negli organi di controllo", prosegue il medico. "Anche i Nas - fa notare - vanno a controllare le strutture registrate; per far sì che venga controllato altro, ci vuole una denuncia. Soltanto a Milano ci saranno almeno 100 ambulatori chirurgici irregolari, ma siccome non risulta che esistano, nessuno va a controllare finché non ci muore qualcuno dentro. Ci tengo a puntualizzare e a ripetere che le regole ci sono, ma non servono a nulla, se non c'è nessuno che le fa rispettare. La sentenza della Corte d'Appello di Milano ha fatto clamore, però se nessuno controlla, il paziente rimarrà sempre in balia di certi personaggi". Santanchè rimarca infine un altro problema: "Queste persone che operano in ambulatorio, magari senza anestesista, senza quello che sarebbe necessario per operare secondo la legge e in sicurezza, e che non avendo investito nulla fanno dei prezzi stracciati, arrecano un danno all'intero sistema. Lo inquinano, lo avvelenano, perché inducono anche i giovani chirurghi specializzati, quelli con tutte le carte in regola, a mettersi in situazioni borderline per riuscire a fare concorrenza e a restare sul mercato. Diventa un serpente che si morde la coda", eppure "chi deve controllare non controlla". Dopo il pronunciamento che definisce illegittimo dirsi chirurgo estetico senza la relativa specializzazione, anche Sicpre e Aicpe (Associazione italiana di chirurgia plastica estetica) auspicano venga fatto un passo in più. Un passo legislativo. "Ad oggi, e in base a un corpus normativo vecchio di decenni - ha rammentato in una nota la Sicpre - un laureato in Medicina e chirurgia può eseguire nell'ambito della libera professione interventi di ortopedia, oculistica, ginecologia", chirurgia estetica e così via. Per questo, tra le ultime iniziative della società scientifica c'è "la redazione di una bozza di legge che limiti ai soli specialisti in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica la possibilità di eseguire gli interventi di chirurgia estetica". Ha dichiarato il presidente Sicpre, Maurizio Ressa: "Chiediamo alle istituzioni di fare la loro parte, arrivando alla stesura definitiva di questa legge, a tutela della salute e della vita dei pazienti". Ha presentato una richiesta ufficiale al Senato l'Aicpe: "Abbiamo chiesto - ha spiegato in una nota il presidente Roberto Bracaglia - che anche la sanità privata sia soggetta all'obbligo di specializzazione chirurgica. Nel settore pubblico sarebbe impensabile che un intervento ortopedico", ad esempio, "venisse eseguito da un medico privo di specializzazione. Ecco perché chiediamo che la stessa regolamentazione venga applicata anche al settore privato, con il medesimo livello di attenzione". (di Paola Olgiati) ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
"Burn Book: La Silicon Valley Raccontata da Chi la Conosce Come Nessun Altro" di Kara Swisher - La recensione
(Adnkronos) - "Burn Book" di Kara Swisher non è semplicemente un'analisi della Silicon Valley; è una vivisezione tagliente, irriverente e profondamente informata del cuore pulsante (e spesso oscuro) dell'innovazione tecnologica globale. Forte di decenni di interviste, indiscrezioni e una reputazione di giornalista che non teme di "chiamare per nome" i potenti, Swisher ci consegna un'opera che va oltre la cronaca degli eventi, offrendo un ritratto intimo e spesso sconcertante delle dinamiche di potere, delle ambizioni sfrenate e delle conseguenze sociali che plasmano la nostra era digitale. Il titolo stesso, "Burn Book", evoca immediatamente l'immaginario del registro di pettegolezzi e giudizi, e Swisher non si tira certo indietro nel dispensare critiche affilate e osservazioni pungenti. Tuttavia, ridurre il libro a un mero esercizio di "name-dropping" e scandali sarebbe profondamente ingiusto. L'autrice utilizza la sua posizione privilegiata e la sua conoscenza enciclopedica del settore per esplorare le forze motrici che hanno portato la Silicon Valley al suo attuale stato, con le sue luci abbaglianti e le sue ombre inquietanti.
Uno dei punti di forza indiscussi di "Burn Book" risiede nella prospettiva unica di Swisher. Come fondatrice di Recode e AllThinghsD, ha avuto accesso diretto ai protagonisti chiave della Silicon Valley per anni, costruendo relazioni (spesnel so tese, ma sempre significative) con figure come Steve Jobs, Elon Musk, Mark Zuckerberg e molti altri. Questa familiarità si traduce in aneddoti illuminanti, dettagli inediti e una capacità di leggere tra le righe del discorso pubblico di questi leader. Non si tratta di una semplice riproposizione di comunicati stampa o interviste patinate; Swisher offre uno sguardo "dietro le quinte", rivelando le motivazioni, le fragilità e, talvolta, la pura arroganza di coloro che modellano il nostro mondo. Il libro non si concentra unicamente sulle figure di spicco, ma esplora anche le dinamiche culturali e strutturali che caratterizzano la Silicon Valley. Swisher analizza l'ossessione per la disruption, la fede cieca nel progresso tecnologico come panacea per tutti i mali, e la tendenza a ignorare le conseguenze sociali delle innovazioni. Viene messo in luce il culto dell'unicorno, l'esaltazione della crescita a tutti i costi e la spesso scarsa attenzione all'etica e alla responsabilità. L'autrice non esita a puntare il dito contro le bolle speculative, le pratiche monopolistiche e la diffusa mentalità del "muoviti veloce e rompi le regole", evidenziando come queste abbiano contribuito a creare un ambiente in cui l'innovazione rischia di essere disgiunta dal bene comune. Un altro aspetto cruciale di "Burn Book" è la sua capacità di contestualizzare l'evoluzione della Silicon Valley nel corso del tempo. Swisher ripercorre le tappe fondamentali della sua storia, dalle prime startup pionieristiche all'ascesa dei giganti tecnologici contemporanei. Questa prospettiva storica è fondamentale per comprendere come si sia arrivati all'attuale situazione, con le sue promesse non mantenute e le sue sfide sempre più pressanti. L'autrice non indulge nella nostalgia per un'età dell'oro idealizzata, ma offre un'analisi lucida di come le ambizioni iniziali si siano spesso trasformate in dinamiche di potere complesse e talvolta problematiche. Lo stile di scrittura di Swisher è un elemento distintivo del libro. Diretto, incisivo e spesso venato di un umorismo nero, il suo linguaggio riflette la sua personalità schietta e la sua mancanza di timore reverenziale nei confronti dei potenti. Questa voce autentica e senza filtri rende la lettura coinvolgente e stimolante, anche quando i temi trattati sono tutt'altro che leggeri. La sua capacità di alternare aneddoti personali, analisi acute e giudizi taglienti mantiene alta l'attenzione del lettore e conferisce al libro un ritmo incalzante. Ne è esempio lampante il capitolo, decisamente interessante, su Mark Zuckerberg definito "l'uomo più pericoloso" e "la sua costosa educazione": "Anche se Zuckerberg non era malvagio, non era malevolo, non era crudele, era, e continuava a essere, straordinariamente ingenuo riguardo alle forze che aveva scatenato. Il tempo ha dimostrato che era miseramente impreparato nel frenare il potere della sua piattaforma digitale, mentre la popolazione di Facebook cresceva fino a 3 miliardi di utenti attivi e diventava il più importante e vasto colosso delle comunicazioni, delle informazioni, della pubblicità e dei media che il mondo avesse mai visto." "Burn Book: La Silicon Valley Raccontata da Chi la Conosce Come Nessun Altro" di Kara Swisher è una lettura essenziale e ancora assolutamente attuale per chiunque voglia comprendere a fondo le dinamiche, le ambizioni e le contraddizioni della Silicon Valley. Attraverso la sua prospettiva unica, la sua conoscenza approfondita del settore e il suo stile di scrittura incisivo, Swisher ci offre un ritratto vivido e spesso scomodo del motore dell'innovazione globale. Il libro non si limita a raccontare la storia, ma ci spinge a riflettere criticamente sul potere, la responsabilità e il futuro di un mondo sempre più plasmato dalla tecnologia. È un "burn book" nel senso più illuminante del termine: una registrazione franca e potente delle verità, spesso scomode, che si celano dietro il luccichio della Silicon Valley. "Burn Book: La Silicon Valley Raccontata da Chi la Conosce Come Nessun Altro" di Kara Swisher è disponibile per l'acquisto sul sito di Apogeo
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Mobilidesignoccasioni, come evitare le truffe quando si cercano prodotti di arredo on line
(Adnkronos) - In un’epoca in cui consultare il web per cercare prodotti, informazioni e per leggere recensioni è ormai la norma, rimanere attenti e informati per evitare raggiri è indispensabile. Il fenomeno delle truffe online, negli ultimi tempi, ha assunto proporzioni allarmanti, diventando una delle principali preoccupazioni per i consumatori, ma anche per le aziende. “Sempre più persone - spiega Paolo Vismara, fondatore di Mobilidesignoccasioni, una vetrina online con oltre 15.000 prodotti esposti negli showroom di tutta Italia - cercano l’occasione giusta per acquistare arredamento di design a prezzi accessibili e questo rappresenta certamente un vantaggio. Grazie a internet, è possibile muoversi in uno spazio potenzialmente infinito ed entrare in contatto con molti rivenditori che, muovendosi fisicamente, non si potrebbero incontrare. Questa grande opportunità espone però il consumatore anche alla possibilità di visualizzare in rete offerte ingannevoli pubblicate da truffatori professionisti”. Ecco alcuni semplici consigli di buon senso per evitare di incorrere in spiacevoli esperienze. 1) Prezzi troppo bassi? Attenzione! Se una cucina completa di elettrodomestici e di un brand di alta gamma è in vendita a poche migliaia di euro, è molto probabile che ci sia qualcosa di sospetto. Un prezzo troppo basso rispetto al valore reale del mobile dovrebbe subito allarmare e motivare a ricercare in rete lo stesso prodotto al fine di mettere a confronto i due prezzi. Quindi è fondamentale, prima di acquistare un prodotto online, fare le dovute ricerche per accertarne la legittima provenienza. Non dimentichiamo che acquistare un bene di provenienza illecita fa incorrere nel reato di incauto acquisto (Art 712 c.p) soggetto a sanzioni. 2) Verifica del venditore. Controllare che il venditore sia identificabile, ricontattabile e con sede verificabile. Leggere le recensioni sulla sua affidabilità è un primo passo per non imbattersi in truffe o raggiri. I motori di ricerca e i social aiutano molto. 3) Diffidare delle offerte lampo troppo aggressive. Se un venditore insiste per far acquistare subito perché l’offerta scade tra poche ore, potrebbe essere una tecnica di pressione per far cadere l’acquirente in trappola. 4) Informazioni sul prodotto. Verificare le informazioni sul prodotto (come caratteristiche e misure). Se il prodotto è identificabile, è possibile farlo consultando il sito ufficiale del produttore. 5) Controllare le foto e la descrizione. Le immagini del prodotto devono essere reali. Chiedere ulteriori foto o video, se ci sono dubbi, può essere una buona idea per capire se si tratta di un’offerta reale. Anche la descrizione deve essere chiara e dettagliata, se non lo è, probabile che sia falsa. 6) Chiedere di vedere il prodotto di persona. Se possibile, chiedere di visitare il punto vendita prima di concludere l’acquisto. Se il venditore si rifiuta di far vedere il prodotto, potrebbe esserci qualcosa di sospetto. 7) Verificare il sito web. Un sito con errori grammaticali evidenti nei testi, contatti poco chiari, sprovvisto di una sezione dedicata a termini e condizioni e mancanza di Partita Iva è, quasi certamente, poco affidabile. 8) Annunci ingannevoli: come si configurano. Nel caso di acquisto di mobili, la modalità frequentemente usata dai truffatori consiste nel copiare da portali affidabili inserzioni in cui il prodotto è proposto con un prezzo corretto per proporlo su siti di annunci effettuati da privati o siti truffaldini, scontando lo stesso dell’80% 90%, così da rendere estremamente conveniente l’acquisto. Il problema è che le persone che lo acquisteranno saranno truffate in quanto non riceveranno il prodotto e quindi subiranno la perdita della somma pagata. 9) Attenzione alle comunicazioni anomale. Ricevere mail o messaggi con richieste insolite, link sospetti o offerte esagerate è un campanello d’allarme. Meglio contattare il negozio attraverso i suoi canali ufficiali, al telefono o di persona per avere delucidazioni in merito. 10) Affidarsi a piattaforme sicure come Mobilidesignoccasioni.com. Scegliere sempre portali che garantiscono la qualità e l’affidabilità dei rivenditori per evitare il rischio di truffe. Come segnalare una truffa? Nel caso capitasse di imbattersi in annunci ingannevoli o di subire una truffa, il consiglio è di segnalarlo subito alle autorità competenti: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), Autorità Garante della concorrenza nel mercato (Agcm), Polizia Postale “Stiamo vivendo - osserva Paolo Vismara - un momento di incertezze economiche ed è normale che le persone cerchino di risparmiare. Noi, ormai 15 anni fa, abbiamo creato Mobilidesignoccasioni per consentire ai negozi di arredamento di vendere a prezzi scontati arredi da esposizione, ma anche ai clienti finali di trovare un prodotto di design a un prezzo accessibile, con un vantaggio per entrambe le parti. Per noi è fondamentale garantire trasparenza, qualità, sicurezza e innovazione, affinché il design non sia un lusso riservato a pochi, ma un'opportunità alla portata di tutti. In questo modo, speriamo di contribuire a creare case più belle e funzionali, senza compromettere il budget delle famiglie e, se possibile, aiutarle a non cadere nei tranelli dei truffatori”. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nintendo apre i preordini per Switch 2 in Usa, prezzi in aumento
(Adnkronos) - Nintendo ha annunciato ufficialmente che i preordini per la console Switch 2 apriranno il 24 aprile negli Stati Uniti e in Canada. Il prezzo al dettaglio consigliato per la console rimane invariato rispetto alle precedenti comunicazioni: 449,99 dollari per la versione standard e 499,99 dollari per il pacchetto che include anche il gioco Mario Kart World. Anche i titoli di lancio, Mario Kart World e Donkey Kong Bananza, manterranno i prezzi originariamente previsti, pari rispettivamente a 79,99 e 69,99 dollari per le versioni fisiche e digitali. In Italia e in Europa, dove i preordini sono già iniziati, la console è proposta a 469 euro senza gioco e a 509 euro con Mario Kart World, mentre il prezzo massimo dei giochi arriva a 89 euro. Tuttavia, Nintendo ha comunicato alcune modifiche ai prezzi degli accessori della nuova generazione Switch 2 negli Stati Uniti, rispetto a quanto annunciato il 2 aprile. Tali aggiustamenti sono stati giustificati da un cambiamento delle condizioni di mercato. L’azienda ha inoltre precisato che eventuali ulteriori modifiche ai prezzi di altri prodotti potrebbero verificarsi in futuro, in funzione dell’evoluzione del contesto economico. Tra gli accessori aggiornati figurano il controller Pro per Switch 2, proposto a 84,99 dollari, la coppia di Joy-Con 2 a 94,99 dollari, e il nuovo set dock a 119,99 dollari. Altri accessori, come la camera per Switch 2 (54,99 dollari), il grip di ricarica (39,99 dollari), la custodia con pellicola protettiva (39,99 dollari) e la scheda Samsung microSD Express da 256GB (59,99 dollari), completano l’offerta disponibile al lancio. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
WhatsApp, come non cadere nella trappola del nuovo virus - Video
(Adnkronos) - Nuovo virus in arrivo via WhatsApp. Basta aprire la chat e si viene infettati, ma c'è un modo per difendersi. Ecco i passaggi da fare, per non sbagliare, passo dopo passo. I consigli di Lorenzo Capezzuoli Ranchi. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, studio legale Fortunata Giada Modaffari: "Task force per analizzare impatto su imprese"
(Adnkronos) - "L'annuncio dei dazi ha messo in difficoltà le imprese ed il commercio internazionale. Lo studio legale Fortunata Giada Modaffari ha attivato una task force per analizzare gli impatti caso per caso e valutare possibili soluzioni strategiche per le aziende che ne saranno più colpite. I punti su cui bisogna svolgere uno studio e ricerca con estrema attenzione riguardano le riorganizzazioni dei flussi logistici". E' quanto si legge in una nota. "Nel frattempo - spiega - l’Ue intende negoziare, ma in subordine stabilire, delle contromisure. Il rischio, però, è che si entri in un circolo vizioso in cui ogni nuova barriera genera una contro-barriera, in un’escalation che danneggia proprio coloro che il commercio dovrebbe proteggere: le imprese e i consumatori. Pertanto le imprese dovranno prepararsi sul piano strategico e operativo mantenendo altresì alta l’attenzione sulle evoluzioni normative e politiche internazionali, che potrebbero cambiare radicalmente gli scenari da un giorno all’altro". "Il nostro team di esperti effettuerà, su richiesta delle aziende, l’analisi dell’impatto dei nuovi dazi statunitensi sulle esportazioni e stabilirà una strategia operativa e doganale per mitigarne gli effetti", conclude. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Energia: Agsm Aim, on air nuova campagna che riafferma ruolo di partner del territorio
(Adnkronos) - Agsm Aim presenta la nuova campagna di comunicazione dal titolo 'Altri cent'anni e avanti!', che sarà diffusa nei territori di Verona e Vicenza a partire da lunedì 21 aprile. Con la campagna Agsm Aim, multiutility radicata nel tessuto sociale e produttivo delle due province, vuole consolidare il rapporto di fiducia con i cittadini e rafforzare la reputazione del Gruppo verso i propri stakeholder, ribadendo il ruolo di partner e sostenitore delle comunità locali. Il messaggio, caratterizzato da un tono di voce concreto e vicino, sottolinea il ruolo di Agsm Aim come attivatore delle migliori energie del territorio. “Agsm Aim ha avviato in questi mesi un percorso di ripensamento della propria strategia e del proprio piano industriale 2025-2030 e uno degli obiettivi è quello di gettare le basi per la crescita sostenibile dei territori in cui opera”, commenta Alessandro Russo, consigliere delegato del Gruppo Agsm Aim. “Con questa campagna vogliamo riaffermare il nostro ruolo fondamentale per lo sviluppo e l’industrializzazione di città e territori che accompagniamo nella loro storia da oltre cent’anni. Agsm Aim non è un’azienda qualunque ma è l’espressione di un tessuto imprenditoriale e sociale che è stato capace di conquistare i mercati italiani e mondiali e che oggi, in un contesto internazionale complesso e incerto, ha la necessità di contare su partner solidi e credibili. Ecco allora cent’anni e avanti, con la solidità che sempre ci ha contraddistinto ma anche con l’intraprendenza e l’energia che sono il tratto distintivo di Verona e Vicenza. Ed è proprio a tutte e tutti coloro che ogni giorno lavorano, coltivano, commerciano, studiano e che hanno bisogno della nostra energia, che dedichiamo questa campagna di comunicazione, testimone del nostro orgoglio di essere al servizio di questo grande e bel territorio”, aggiunge. La campagna realizzata da StoryFactory è pianificata da OFF Media su stampa locale, radio, digitale e out of home a Verona e Vicenza fino a giugno 2025. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, 25 anni di impegno e successi
(Adnkronos) - Oltre un milione di assaggi serviti all'insegna dell'eccellenza e della valorizzazione del territorio, 185 eventi in 83 località di tutto il mondo in cui sono state promosse la cultura e l'enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, oltre 2.000 ricette create per deliziare il pubblico con piatti unici che hanno raccontato in modo inedito la storia culinaria regionale, più di 35.000 bottiglie stappate, 1.383 le volte in cui vignaioli, artigiani del gusto e partner sono apparsi nei menù rendendo ogni esperienza irripetibile. Questa, sintetizzata in numeri, la fotografia del consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che quest'anno compie 25 anni. “Da 25 anni raccontiamo la storia della nostra terra attraverso la cucina e i suoi vini”, dice il presidente del consorzio Walter Filiputti e proprio questo è lo slogan scelto per accompagnare un anno di eventi che avrà il suo clou il 15 settembre con la celebrazione ufficiale nelle sale della Fondazione Friuli. L’equazione 'Cucina+Vino+Prodotti+Cultura = Turismo' è alla base del progetto di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, da 25 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia, melting pot di genti, culture, cibi. Il Consorzio è un affiatatissimo gruppo composto da 72 aziende top-quality: 25 ristoratori che - dal mare Adriatico alle Alpi - sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 24 tra vignaioli e distillatori e 16 artigiani del gusto a cui si affiancano 7 partner tecnici. Tutto è nato il 12 settembre 2000, una data che avrebbe segnato una svolta per la ristorazione del Friuli Venezia Giulia. Aldo Morassutti, della trattoria 'Da Toni a Gradiscutta', riunì al ristorante Là di Moret una decina di colleghi, mossi da una visione comune: promuovere e valorizzare la gastronomia locale. Invitò Walter Filiputti, esperto di enogastronomia e marketing, a presentare un programma. Quel giorno non solo nacque l’idea del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, ma venne posta la prima pietra di un progetto che avrebbe contribuito a collocare la ristorazione di qualità nel sistema di promozione del turismo. Le esigenze che spinsero alla creazione del Consorzio erano semplici, ma fondamentali: la necessità di dare una voce forte e unitaria alla ristorazione regionale creando una piattaforma per lanciare le eccellenze locali e di fare squadra. L’intuizione guardava oltre, al bene del territorio, con la consapevolezza fosse il vero tesoro comune da difendere e valorizzare. La Carta di fondazione del Consorzio, sottoscritta da 20 ristoranti, sanciva l’impegno a superare le individualità e lavorare, allo stesso tempo, per il bene collettivo. La componente territoriale fu il motore del successo del progetto, trasformando il panorama enogastronomico in un pilastro strategico per il turismo regionale, e aprendo le porte alla collaborazione con le istituzioni locali, come la Camera di commercio di Udine e di Pordenone-Udine, Promoturismo e i Comuni. L’aspetto culturale faceva parte dei programmi. Nel 2003, il Consorzio edita il suo primo libro, 'Friuli Via dei Sapori' tradotto in 6 lingue. Nel 2011 ecco 'I Solisti del Gusto' attraverso una narrazione che intreccia sapori e cultura dell’intera regione (in 3 lingue). A queste pubblicazioni si sono aggiunte 9 “Monografie golose” (tiratura di 20.000 copie) che sono state omaggiate ai clienti dei ristoranti, contribuendo a una diffusione capillare della conoscenza del territorio. Il calendario degli eventi per l'anniversario si aprirà il 17 giugno al Castello di Spessa di Capriva con una ormai tradizionale Cena spettacolo, format oggi in gran voga di cui il Consorzio è stato pioniere, che vedrà i 25 chef cucinare in contemporanea davanti al pubblico un menù primaverile, affiancati dai vignaioli e dai produttori, per raccontare la propria terra attraverso cibi e vini. L’8 luglio, il Consorzio festeggerà il 25° anniversario con grande evento al Castello di Udine, la città dove nel 2000 è stato fondato in collaborazione con la Camera di commercio di Udine presieduta allora da Enrico Bertossi. Ciascun ristorante presenterà il proprio piatto iconico - passato intatto fra tempi e mode - che lo rappresenta al meglio. Il 29 luglio sarà di scena sulla spiaggia di Grado la Cena spettacolo dedicata alla cucina estiva con lo sfondo del mare al tramonto. Il 15 settembre sarà dedicato alla celebrazione dei 25 anni, che sarà ospitata nelle sale della Fondazione Friuli di Udine a partire dalle 17.00. Per l’occasione saranno presentati un video e un magazine che racconteranno in maniera agile e attraente la storia del Consorzio. Ed ecco le 72 imprese che fanno parte del consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori. Tra i ristoranti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Ai Tre Merli di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Alla Luna di Gorizia, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Alvise di Sutrio, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Torre di Spilimbergo, Le Fucine di Buttrio, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mandi Parentesi Friulana di Lignano Sabbiadoro, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine. Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia. I vignaioli e i distillatori sono: Albino Armani, Castello di Spessa, Conte D'Attimis Maniago, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Pascolo, Petrussa, Picech, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori. Infine, gli artigiani del gusto: Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio; Consorzio produttori Olio Extravergine di Oliva del FVG; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; La Blave di Mortean; La Compagnia del Prosciutto srl; Pasta Natalino; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; Fonte Corte Paradiso (San Benedetto); il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i gelati della Gelateria Nonno Carletto di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)







