Al via ComuniCiclabili, progetto Fiab punta sul Sud
(Adnkronos) - Al via la prima fase di ComuniCiclabili, il progetto promosso da Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), alla sua ottava edizione, che valuta e attesta l’impegno dei territori nazionali nell’incentivare la ciclabilità come modello di mobilità sostenibile. Obiettivo per i prossimi mesi è quello di puntare sul Meridione che ad oggi 'pedala' più lentamente rispetto al Nord: è in quest’area, quindi, che si concentra oggi l’impegno della Federazione. L’iniziativa ComuniCiclabili, che lo scorso anno ha coinvolto quasi 180 Comuni, prevede, in tre appuntamenti, l’assegnazione di bandiere gialle con 'bikesmile' che attestano il miglioramento del benessere urbano e della fruibilità dei territori. Il 2025 si preannuncia particolarmente sfidante e già caratterizzato da importanti novità: Aosta cresce da 3 a 4 bikesmile, meritato riconoscimento agli sforzi compiuti nello sviluppo di infrastrutture e servizi dedicati ai ciclisti. Non da meno sono Mondolfo (PU) e Ascoli Piceno, che conquistano il terzo bikesmile, testimoniando un forte impegno nel sostenere chi sceglie le due ruote. Rocca San Giovanni (CH), Comune attraversato dalla Via Verde dei Trabocchi, fa il suo debutto nel network con 4 bikesmile. Oltre a questi, grazie a una sempre più serrata collaborazione con le amministrazioni locali, ben 20 Comuni hanno rinnovato il loro impegno nella rete delle città bike-friendly. Si tratta di Campo San Martino (PD), Cupra Marittima (AP), Fermo, Firenze, Francavilla al Mare (CH), Gaggiano (MI), Gorgonzola (MI), Lignano Sabbiadoro (UD), Locorotondo (BA), Merano (BZ), Ortona (CH), Ostuni (BR), Pesaro, Piacenza, Serrone (FR), Sestri Levante(GE), Soave (VR), Sovèrzene (BL), Turriaco (GO), Vaglio Basilicata (PZ). L’obiettivo di Fiab per i prossimi mesi è quello di puntare sul Meridione: lo stato dell’arte attuale fotografa, infatti, un’Italia che procede a due velocità. Emerge, in particolare, un significativo divario fra il Nord, dove la fascia orientale è nettamente più virtuosa, e il Sud. La Federazione vuole affrontare queste sfide e colmare le differenze, trasformando la mobilità sostenibile in opportunità e priorità da garantire a tutta la popolazione. “Quest’anno sarà fondamentale concentrarci sulle città meridionali del nostro Paese. Il supporto che vogliamo offrire non coinvolge solo la mobilità ma, ancor prima, la qualità della vita, lo sviluppo turistico e il contrasto alla desertificazione economica e demografica - commenta Alessandro Tursi, presidente Fiab - Il nostro approccio di affiancamento ai Comuni nelle azioni di miglioramento della viabilità urbana, della sicurezza stradale, della qualità della vita e del benessere nei centri abitati, è basato sul confronto costruttivo e sulla condivisione di best practice. Questo virtuoso modello si è rivelato vincente e vogliamo diffonderlo in tutta la Penisola". "Le amministrazioni del Mezzogiorno hanno un'opportunità unica - prosegue Tursi - Le infrastrutture ciclabili richiedono investimenti relativamente contenuti rispetto ad altre opere pubbliche, e con l'avvento delle bici elettriche, anche il tema dei dislivelli, spesso citato come ostacolo, trova una semplice soluzione. Il turismo in bicicletta sta registrando numeri impressionanti e rappresenta un volano economico che nessun territorio può permettersi di ignorare".
Il riconoscimento attribuisce ai territori un punteggio da 1 a 5, rappresentato da altrettanti bikesmile sulla bandiera e assegnato sulla base di un’attenta analisi dei molteplici aspetti che interagiscono con la bicicletta quale mezzo di trasporto sostenibile: oltre al cicloturismo, la mobilità urbana, la governance e la comunicazione-promozione. Ogni Comune partecipante riceve non solo un riconoscimento, ma anche preziose indicazioni su misura per continuare a migliorare e progredire nel proprio percorso verso la sostenibilità. I Comuni hanno ancora tempo fino al 15 febbraio per aderire a questa edizione, che prevede altri 2 appuntamenti di ComuniCiclabili in programma a marzo e giugno. ---sostenibilita/mobilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giornata mondiale Zone Umide, la minaccia della crisi climatica
(Adnkronos) - "La crisi climatica minaccia il futuro delle zone umide e degli ecosistemi acquatici, scrigni di biodiversità e antidoti naturali contro gli eventi meteo estremi. A pesare, l’innalzamento del livello del Mediterraneo, che potrebbe portare alla sparizione di ampi tratti di costa che ospitano zone umide, come le lagune costiere alto-adriatiche (Delta del Po, Laguna di Venezia, Lagune di Grado-Marano e Panzano), il Golfo di Cagliari, la costa fra Manfredonia e Margherita di Savoia, e l’aumento di frequenza e intensità di periodi di siccità, che nel 2024 hanno messo in ginocchio soprattutto il sud Italia, la Pianura Padana e diverse aree fra Toscana, Umbria e Marche". A fare il punto è Legambiente che, raccogliendo i più recenti dati di studi internazionali e nazionali e i contributi dei circoli territoriali, pubblica il focus 'Ecosistemi acquatici 2025', a pochi giorni dalla Giornata mondiale delle Zone Umide 2025 del 2 febbraio (quest’anno dallo slogan 'Proteggere le zone umide per il nostro futuro comune - Valorizzare, proteggere, ispirare') Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, l’Italia (che conta 57 zone umide d’importanza internazionale, distribuite in 15 Regioni) negli ultimi 300 anni (dal 1700 al 2000) ha già perso il 75% delle zone umide - ricostruisce l'associazione, analizzando diversi contributi - A livello globale, il report Ipbes stima che l’85% delle zone umide è oggi a rischio scomparsa e con esse 4.294 specie su 23.496 animali d'acqua dolce iscritti nella Lista Rossa Iucn, tra cui il 30% dei crostacei decapodi (gamberi, granchi, gamberetti), il 26% dei pesci d’acqua dolce e il 16% degli odonati (libellule, damigelle). Nel focus Legambiente individua gli 'scrigni di cristallo', ovvero le zone umide più minacciate dalla crisi climatica. Come il Delta del Po (Veneto-Emilia-Romagna), che sta facendo i conti con la siccità, registrando nel 2022 il peggior periodo di magra idrologica e con l’innalzamento del livello del mare che sta provocando l’inquinamento delle falde acquifere da acqua salata (risalita del cuneo salino), con gravi ripercussioni sulla biodiversità, sull’agricoltura e sull’approvvigionamento idrico di intere comunità. Il Lago Trasimeno (Umbria) che, nell’estate 2024, ha visto ridurre del 40% la piovosità, con relativa diminuzione dei livelli delle falde e delle portate delle sorgenti, inferiori ai valori medi. In Basilicata, il Lago di San Giuliano (MT) che nel 2024 ha registrato una riduzione dei volumi d’acqua del 60-70%. In Sicilia, il Lago di Pergusa (EN), importante stazione di sosta per centinaia di specie di volatili durante il loro viaggio dall’Africa all’Europa e scrigno di ricchezze floro-faunistiche, durante la scorsa estate completamente prosciugato. Altro 'osservato speciale', nel Lazio, sono le 'piscine naturali' della Tenuta Presidenziale di Castelporziano (RM): dal 2000 persi già il 43% di questi importanti invasi d’acqua naturali chiusi (a riempimento periodico e/o saltuario e di modeste dimensioni), habitat fragilissimi, ricchi di macroinvertebrati, vertebrati e piante rare. Ricordando "i ritardi dell’Italia nell’applicazione della Strategia dell’Ue sulla Biodiversità per il 2030 e della Nature Restoration Law", Legambiente chiede al governo "un serio impegno non solo nella messa a punto di risorse economiche e interventi su prevenzione, mitigazione e adattamento alla crisi climatica, ma anche nella protezione e nel ripristino degli ecosistemi acquatici e delle zone umide". Tre le priorità: "Tutela del 30% degli ecosistemi acquatici e delle zone umide e protezione del 10% in maniera rigida entro il 2030, accelerando l’istituzione di nuovi parchi e riserve fluviali, a partire da quelli già previsti da leggi nazionali e regionali; gestione unitaria tra le aree naturali protette e la rete Natura 2000, affidando la gestione dei siti fluviali della Rete natura 2000 ai parchi e alle riserve esistenti; ripristino di almeno il 20% degli ecosistemi acquatici degradati, dando priorità a interventi Nature-based Solutions". Inoltre, il Cigno Verde chiede al governo di "non sprecare il 'secondo tempo' della Cop 16 (a Roma dal 25 al 27 febbraio) per arrivare ad un accordo sul finanziamento della protezione della natura nei Paesi poveri e, più in generale, su come mobilitare le risorse finanziarie per la biodiversità, per una piena ed efficace attuazione degli obiettivi di Kunming-Montreal (Cop 15)". “In piena crisi climatica, il valore delle zone umide e degli ecosistemi acquatici cresce considerevolmente: oltre a conservare la biodiversità, immagazzinano grandi quantità di carbonio, assorbono le piogge in eccesso arginando il rischio di inondazioni, rallentano l’insorgere della siccità e riducono al minimo la penuria d’acqua - dichiara Stefano Raimondi, responsabile biodiversità Legambiente - Il governo italiano recuperi i ritardi nell’attuazione della Strategia per la biodiversità al 2030 e della Nature Restoration Law; una riforma, quest'ultima, che ha fortemente osteggiato ma fondamentale, che impone all’esecutivo di presentare, entro il 1° settembre 2026, un piano nazionale di ripristino alla Commissione europea per riportare da cattive a buone condizioni almeno il 30% degli habitat coperti dalla legge entro il 2030 e il 90% entro il 2050. Fondamentale anche per affrancarsi dal numero alto di richiami che riceve dall’Ue per il mancato rispetto delle direttive sulla biodiversità (come la direttiva Uccelli e il regolamento Reach)”. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Forza Horizon 5 arriva su PlayStation 5 questa primavera
(Adnkronos) - Gli appassionati di corse automobilistiche su PlayStation 5 potranno presto mettere le mani su un titolo esclusivo Xbox: Xbox Game Studios e Playground Games hanno annunciato l'arrivo di Forza Horizon 5 sulla console di Sony questa primavera. Il titolo, acclamato open-world racing game, era stato precedentemente lanciato su Xbox Series, Xbox One e PC tramite Steam e Microsoft Store il 9 novembre 2021. Lo sviluppo della versione per PlayStation 5 è stato affidato a Panic Button, in collaborazione con Turn 10 Studios e Playground Games, e garantirà la stessa esperienza di gioco delle versioni Xbox e PC, inclusi tutti i contenuti e le espansioni già rilasciate, come "Hot Wheels" e "Rally Adventure". Inoltre, sarà possibile sfidare i giocatori delle altre piattaforme grazie al supporto cross-play. Gli utenti PlayStation 5 possono già aggiungere Forza Horizon 5 alla propria lista desideri tramite il PlayStation Store. L'arrivo di questo titolo di successo sulla console Sony amplia ulteriormente l'offerta di giochi di corse di alta qualità disponibile per gli appassionati del genere. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Neurologi: "Noi fondamentali in gestione neoplasie cerebrali"
(Adnkronos) - Tra il 2006 e il 2021 in Italia, 47.447 uomini e 54.832 donne di età 20-49 anni sono deceduti a causa di un tumore. Cinque tumori sono risultati responsabili del 47,8% delle morti per tumore negli uomini giovani adulti e fra questi, in seconda posizione, quelli del sistema nervoso centrale (4.563 morti, pari al 9,6%). Nelle donne, invece, la mortalità oncologica legata a neoplasie cerebrali è la causa del 5% dei decessi . Ad oggi purtroppo nel campo dei tumori cerebrali non esiste ancora la possibilità di una utile diagnosi precoce ma si stanno facendo molti progressi, ed è proprio in questa direzione che guarda la Sin, Società italiana di neurologia, ribadendo l’importanza del ruolo del neurologo nella gestione e presa in carico di questi pazienti. "In occasione del World Cancer Day 2025 la Società Italiana di Neurologia ribadisce l’importanza della Neurologia per la trattazione delle patologie oncologiche del sistema nervoso centrale - osserva Enrico Marchioni, Direttore SC di Neurooncologia Irccs C. Mondino di Pavia e presidente del Gruppo di studio Neuro-oncologia della Sin -. La presa in carico dei pazienti affetti da neoplasia cerebrale dovrebbe essere infatti eseguita da un gruppo multidisciplinare che comprenda un neurochirurgo, un neuro-oncologo, un neuro-radiologo e un radioterapista esperto di trattamenti sul Snc. A questi profili sarebbe necessario aggiungere anche quello di un esperto in anatomia patologia e biologia molecolare, per costituire un tumor board in grado di accompagnare il paziente per tutto il percorso diagnostico terapeutico in modo efficace". La Sin sottolinea quindi l’importanza di sensibilizzare sulle patologie neoplastiche del sistema nervoso centrale nell’ambito della campagna 'One Brain, One Health' a favore della Salute del Cervello che sta conducendo dal 2024. Le neoplasie cerebrali sono forme tumorali che colpiscono il sistema nervoso e vengono classificate in primitive e secondarie. I tumori primitivi originano all’interno del sistema nervoso da cellule di origine nervosa, mentre i secondari sono frutto di una diffusione metastatica a livello cerebrale di neoplasie sistemiche. I tumori cerebrali secondari (metastasi) rappresentano da soli circa la metà di tutte le neoplasie cerebrali. Gliomi, metastasi, meningiomi, adenomi pituitari e neuromi del nervo acustico rappresentano il 95% di tutti i tumori cerebrali dell’adulto. Nei bambini, i tumori cerebrali rappresentano il tumore solido più diffuso, secondo solo alla leucemia. A differenza di alcuni Paesi industrializzati, come Usa e Inghilterra dove si assiste ad un costante incremento, l’incidenza dei tumori del Snc - riporta una nota della Sin - in Italia appare pressappoco stabile negli ultimi anni. I tumori maligni sono più frequenti negli uomini rispetto alle donne: nel 2024 sono stimate circa 6.126 nuove diagnosi (con una prevalenza per gli uomini, 3.482) con una sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi del 24% negli uomini e del 27% nelle donne. Per quanto riguarda lo studio dei fattori di rischio ad oggi non sono noti fattori inequivocabilmente associati allo sviluppo delle neoplasie cerebrali ad eccezione delle radiazioni ionizzanti associate allo sviluppo di meningiomi. Alcune malattie ereditarie, come la neurofibromatosi, la sclerosi tuberosa, la sindrome di Turcot, la sindrome di Li-Fraumeni (mutazione TP53) e la malattia von Hippel-Lindau disease, sono associate ad un maggior rischio per sviluppo di neoplasie del SNC. Sebbene anche il sovrappeso sia un fattore di rischio noto per lo sviluppo di diversi tipi di neoplasie, dai pochi dati disponibili si ritiene che vi sia un rischio lievemente maggiore di incidenza di glioma nei soggetti sovrappeso o obesi. Una metanalisi del 2015 ha infatti mostrato che il rischio legato all’obesità riguardi solo il sesso femminile (30). Valori elevati di body mass index (BMI) sarebbero un fattore di rischio per neoplasie del SNC, soprattutto per meningiomi e gliomi. L’esordio clinico a volte può essere subdolo, con sintomi sovrapponibili a quelli di altre patologie neurologiche. Spesso, la diagnosi avviene in urgenza, nonostante la sintomatologia sia presente da tempo. Per questi pazienti è necessaria l’esecuzione di accertamenti neuro-radiologici, come la risonanza magnetica con contrasto (Rm) o altre tecniche radiologiche avanzate come le tecniche di perfusione, la misurazione della diffusione delle molecole d’acqua nei tessuti biologici (DWI), la spettroscopia (MRS) che aiuta a valutare in modo non invasivo l’ambiente biochimico del tessuto e la risonanza magnetica o PET (positron emission tomography). Sebbene la certezza della diagnosi si abbia solo con l’esame istologico (derivante da biopsia o da intervento di asportazione) , le tecniche diagnostiche hanno fatto significativi passi avanti. La radiomica e la radiogenomica, ad esempio, rispetto all’imaging convenzionale offrono dati quantitativi e dimensionali collegando immagini a proprietà biologiche utili; mentre le PET con aminoacidi radiomarcati sono ormai tecniche di imaging con grosse potenzialità in termini di diagnosi, correlazione istopatologica, pianificazione dei trattamenti e prognosi. "L’avanzamento delle tecniche di imaging e i promettenti risultati degli studi di alcune terapie lasciano ben sperare per il futuro – continua Marchioni – Tuttavia, per la rarità della patologia tumorale e delle specifiche mutazioni genetiche è fondamentale, quando possibile, la presa in carico e l’inserimento dei pazienti in protocolli presso Centri neuro-oncologici di riferimento". L’approccio terapeutico al tumore varia considerevolmente in funzione dell’età del paziente, della sede e dall’aspetto della neoplasia. Le opzioni di trattamento chirurgico - dettaglia la nota - possono includere la rimozione del tumore più o meno completa o la biopsia. La radioterapia (RT) ha un ruolo privilegiato nel trattamento dei tumori cerebrali primitivi e delle metastasi. La chemioterapia può risultare utile in alcuni tipi di tumore cerebrale. Ma è ai risultati incoraggianti della ricerca sulle nuove terapie personalizzate che si guarda con fiducia. Nel 2024, in occasione del meeting annuale dell’American society of clinical oncology (Asco), sono stati diffusi risultati positivi per la terapia a bersaglio molecolare nei tumori cerebrali: lo studio internazionale di fase 3 INDIGO ha dimostrato l’efficacia del vorasidenib, farmaco target anti-IDH1/2, nel trattamento dei gliomi di basso grado (astrocitoma o oligodendroglioma di grado 2) IDH mutati senza caratteristiche di aggressività che non avevano ricevuto un precedente trattamento radio e /o chemioterapico; l’utilizzo del vorasidenib ha dimostrato, in questa popolazione di pazienti, di prolungare il tempo alla recidiva rispetto ad un atteggiamento di attesa e osservazione con una ottima tollerabilità al trattamento. Altri studi in corso di realizzazione stanno valutando l’attività di altri trattamenti target (es. anti-MET, anti-FGFR) nei tumori cerebrali. In particolare, nuovi farmaci target stanno dimostrando risultati promettenti in termini di risposta, progressione di malattia e sopravvivenza anche nei meningiomi maligni . "Lo sviluppo delle terapie personalizzate apre la strada a un radicale cambiamento nell’approccio terapeutico dei tumori del Snc - evidenzia Marchioni -. Se per il momento il loro impiego è ancora contenuto, i presupposti per il futuro sono molto incoraggianti". Infine, il ruolo delle cure palliative (anche precoci) e le problematiche del fine vita hanno ormai assunto un ruolo centrale nel percorso di cura di questi pazienti, sottolineando anche come i problemi etici e medico-legali devono andare di pari passo a quelli più strettamente terapeutici . ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nasce Fondazione per studio malattie infettive, Bassetti: "Ponte tra scienza e società"
(Adnkronos) - Nasce 'Filmi', Fondazione italiana per lo studio e la lotta alle malattie infettive, "un ponte tra scienza e società civile". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive ospedale policlinico San Martino di Genova. 'Filmi' è stata presentata al Senato, testimonial il giornalista Alberto Matano. "Vogliamo avvicinare sempre di più il mondo scientifico alla società civile ed eliminare il 'gap' anche di comunicazione tra i due mondi che abbiamo visto durante la pandemia - prosegue Bassetti -. Non dobbiamo più avere da un parte gli scienziati e dall'altra i cittadini, non sono mondi separati - ormai dobbiamo averlo capito - ma vivono insieme e devono collaborare. Così come vogliamo anche collaborare con la politica, ecco perché la presentazione al Senato, perché deve essere un interlocutore con cui lavorare e aiutare nelle decisioni". Altro punto su cui la 'Filmi' vuole avere un peso è quello della comunicazione, "faremo attività di divulgazione, poi borse di studio sulle malattie infettive, insomma saremo una laboratorio di idee con tavoli tra scienza, associazioni dei pazienti e società civile", chiarisce. I temi che affronterà la Fondazione? "Quelli più 'caldi' delle malattie infettive trasmissibili - risponde Bassetti -. Abbiamo vissuto la pandemia Covid, oggi c'è l'aviaria in Usa ma soprattutto è ora che si affronti l'antimicrobicoresistenza. Non ci si può più girare dall'altra parte". La Fondazione italiana per lo studio e la lotta alle malattie infettive "è una grande sfida, siamo un gruppo di amici formato da medici, imprenditori e professionisti, vogliamo avere un respiro nazionale e ringrazio Alberto Matano per aver accettato di essere il nostro testimonial. Il progetto - conclude - è ambizioso e abbiamo un grande entusiasmo". “Dopo il Covid abbiamo sviluppato una sensibilità maggiore verso i temi della salute pubblica e abbiamo compreso quanto sia importante tenere alta l’attenzione in questo ambito e, con questo spirito, insieme al prof. Matteo Bassetti e al dott. Antonio Rosina, abbiamo creato Filmi, la prima Fondazione italiana del terzo settore interamente dedicata alle malattie infettive", ha dichiarato l’onorevole Roberto Cassinelli, presidente della Fondazione Italiana per lo studio e la Lotta alle Malattie infettive Ets. In occasione della presentazione odierna, anche il ministro Schillaci ha voluto rivolgere un plauso a Filmi: “L’impegno della Fondazione Italiana per lo studio e la Lotta alle Malattie Infettive si inserisce in un contesto di straordinaria rilevanza per la nostra nazione e per la salute globale. Le malattie infettive continuano a esercitare una pressione considerevole sui sistemi sanitari e solo con una visione multidisciplinare che valorizzi l’innovazione scientifica possiamo garantire risposte adeguate. La prevenzione - ha ricordato Schillaci - rimane il pilastro centrale di qualsiasi strategia sanitaria, ma la lotta alle malattie infettive non può prescindere anche da un coordinamento internazionale e in questa direzione l’approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale, costituisce un modello fondamentale per guidare le nostre azioni". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Apex Legends: Conquista, una nuova era per le Terre Selvagge - Il video
(Adnkronos) - Electronic Arts e Respawn Entertainment hanno svelato oggi la nuova stagione di Apex Legends, intitolata "Conquista". Questo nuovo capitolo promette di portare una ventata di novità e adrenalina nel popolare battle royale, introducendo nuove leggende, mappe e modalità di gioco. Il trailer cinematografico pubblicato da EA e Respawn offre un assaggio delle emozioni che ci aspettano nella nuova stagione. Immagini spettacolari, colpi di scena e un'atmosfera coinvolgente anticipano un'esperienza di gioco ancora più intensa. Mentre i dettagli completi sulla nuova stagione di Apex Legends rimangono avvolti nel mistero, il trailer recentemente rilasciato offre un'anteprima di alcune entusiasmanti aggiunte e cambiamenti: Introduzione di una Nuova Leggenda: Il trailer suggerisce fortemente che verrà aggiunto un nuovo personaggio giocabile. Questo nuovo eroe promette di portare con sé abilità uniche e una storia intrigante, arricchendo ulteriormente il roster di personaggi del gioco. Cambiamenti alla Mappa: Ci sono indicazioni che la mappa di gioco subirà cambiamenti significativi o potrebbe essere completamente rinnovata. Questo rinnovamento offrirà ai giocatori nuovi ambienti da esplorare e nuove tattiche da sperimentare, mantenendo il gioco fresco e coinvolgente. Fedele alla tradizione, la nuova stagione sarà accompagnata da un inedito Pass Battaglia. Questo offrirà una serie di ricompense esclusive, incentivando sia i giocatori occasionali che quelli più assidui a immergersi nelle sfide proposte dalla stagione. È ragionevole aspettarsi l'introduzione di nuove armi e oggetti. Si prevede anche che ci saranno modifiche all'arsenale già esistente, il tutto finalizzato a rendere il gameplay più dinamico e vario. Apex Legends: Conquista sarà disponibile dal 11 febbraio su tutte le principali piattaforme di gioco, inclusi PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC attraverso EA app, Epic Games Store e Steam. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La dieta mediterranea migliora la salute del cervello, lo studio
(Adnkronos) -
Una alimentazione con frutta, verdura e cereali integrali, fagioli, noci e semi, con olio d'oliva come fonte primaria di grassi, insieme a quantità (basse) di latticini, uova, pesce e pollame - ovvero la dieta mediterranea - fa bene al cervello. La ricerca sarà presentata ad inizio febbraio all'International Stroke Conference 2025 di Los Angeles, il congresso dell'American Stroke Association.
Lo studio preliminare che sarà discusso durante l'evento scientifico ha analizzato gli effetti della dieta mediterranea su una popolazione di adulti ispanico-latini. I ricercatori hanno notato che l’impatto positivo della dieta Mediterranea sulla salute del cervello "non è interamente influenzato da fattori di rischio cardiovascolare come la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo e dello zucchero nel sangue, né da fattori di rischio comportamentali come il fumo e l’attività fisica, tutti noti per influenzare la salute del cervello". "Abbiamo osservato che la salute cardiovascolare ha un impatto diretto sulle strutture cerebrali - afferma la ricercatrice Gabriela Trifan, neurologia dell’Università dell’Illinois (Chicago) - l’effetto della dieta Mediterranea sulla comunicazione tra le regioni del cervello rimane in qualche modo indipendente dalla salute cardiovascolare". Quindi, "anche considerando l’età e la salute cardiovascolare nelle persone che seguivano una dieta mediterranea, il cervello - aggiunge - ha dimostrato una migliore organizzazione delle fibre che collegano diverse regioni dell'organo e una migliore comunicazione, nota come integrità della sostanza bianca". Altri lavori hanno dimostrato che seguire la dieta Mediterranea è associato ad una minore atrofia del cervello, "questo è il primo grande studio focalizzato esclusivamente sugli ispanici/latini, che si prevede diventeranno il gruppo etnico in più rapida crescita negli Stati Uniti”, chiosa Trifan. L’analisi ha rilevato che per ogni punto in più nel punteggio della dieta Mediterranea, "c'è stato un miglioramento nell'integrità della sostanza bianca (organizzazione e comunicazione all'interno del cervello) - riporta lo studio - E c'era meno evidenza di danno strutturale nel cervello, come valutato dal carico di iperintensità della sostanza bianca (un indicatore importante della malattia cerebrale dei piccoli vasi)". "Ciò suggerisce che anche piccoli miglioramenti nella dieta hanno migliorato l'integrità del cervello", conclude Trifan. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Shoah, i 10 anni del titolo di House of life a Villa Mondragone
(Adnkronos) - Nell’ambito delle iniziative per la Giornata della Memoria 2025 per ricordare il dramma dello sterminio e delle persecuzioni nei confronti del popolo ebraico, si è oggi celebrato presso la sala degli Svizzeri di Villa Mondragone, in Monte Porzio Catone, l’evento 'Villa Mondragone house of life', per il decennale dal riconoscimento a Villa Mondragone del titolo di 'House of life' da parte della International Raoul Wallenberg Foundation. A rappresentare Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, rettore, Lucia Ceci, direttrice del dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società, Claudia Gina Hassan, direttrice del Master in Studi sulla Shoah e sulla Memoria, Massimo Pulcini, sindaco di Monteporzio Catone e Francesca Sbardella, sindaca di Frascati. A introdurre e coordinare il tutto Tommaso Caliò, direttore del Centro romano di studi sull’ebraismo (Cerse) e associato di Storia del cristianesimo al dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’ateneo. Nel 2015 fu conferita la targa per ricordare il ruolo del rettore del Nobile collegio gesuitico, padre Raffaele de Ghantuz Cubbe, dichiarato 'giusto tra le nazioni', insieme ad altri docenti della scuola nella protezione di alcuni bambini ebrei perseguitati durante la Seconda Guerra Mondiale. Si trattava di Graziano Sonnino, che allora aveva 9 anni, suo fratello Mario, di 11, e suo cugino Marco Pavoncello, anche lui di 9 anni. A questi, va aggiunta la storia del piccolo Florian Hettner, anche lui rifugiato nella struttura assieme al padre Roland, pittore espressionista tedesco costretto a fuggire dalla Germania dopo l’avvento del nazismo, con sua moglie Marfried Salomon, di origine ebraica. Clelia Bonaiuto e Luca Hettner, figli di Florian, insieme agli ex alunni del Nobile Collegio di Villa Mondragone Marco Pavoncello e Graziano Sonnino, hanno partecipato all’evento commemorativo. Ai presenti il rettore Leviald Ghiron si rivolge dicendo: “Con profonda emozione voglio rivolgere un saluto ai signori Marco Pavoncello e Graziano Sannino, due bambini salvati in quegli anni drammatici. Con la stessa commozione saluto i familiari di Florian Hettner. Villa Mondragone ha rappresentato per voi un rifugio sicuro in un periodo oscuro della storia. Oggi la vostra storia non è soltanto un ricordo vivente di quel coraggio e di quella solidarietà che permisero di salvarvi, ma anche un messaggio che anche nei momenti più bui la luce dell’umanità può brillare attraverso le azioni di pochi uomini e donne giusti, come Padre Cubbe e coloro che aiutarono”. La storia della loro presenza a Mondragone, di cui erano perse le tracce, è stata raccontata da chi l’ha ricostruita maniera dettagliata: Valentina Viotti, studentessa della laurea magistrale in Scienze della storia e del documento dell’Università di Roma Tor Vergata, grazie alla fattiva collaborazione degli eredi di Florian Hettner. “La ricerca - spiega Viotti - è finalizzata a colmare un vuoto documentario sorto intorno alla permanenza, durante il secondo conflitto mondiale, della famiglia Hettner presso il Nobile Collegio gesuita di Villa Mondragone che durante i nove terribili mesi dell’occupazione nazista di Roma, si erge a ricovero per cittadini sfollati e rifugiati. La testimonianza orale, rilasciata nel 2010 da un protagonista appartenente alla comunità ebraica romana, riflette una luce chiara sull’operato dei religiosi: mettendo a repentaglio la propria incolumità, hanno accolto tra le viscere del Collegio dei bambini ebrei, che inizialmente si pensava fossero tre”. Tuttavia, una fotografia scattata sulla terrazza del Collegio Pio Latino Americano nel 1944, riportava nella didascalia il nome di Florian Hettner, avvalorava l’ipotesi di un quarto bambino, che neanche gli altri tre bimbi ricordavano di aver incontrato in quel periodo. “Dopo aver allacciato un contatto con i familiari a lui succeduti - prosegue - e ottenuto la loro fiducia, si è dischiuso per me l’archivio privato conservato presso la loro abitazione di Verona. Lo studio della documentazione inedita ha confermato non solo il nascondimento di Floriano presso il Nobile Collegio di Villa Mondragone, ma anche quello di suo padre Roland, artista tedesco fuggito dal regime nazista al quale si opponeva, e quello di sua madre Marfried Salomon, figlia di commercianti ebrei di Amburgo. Nuove carte a riguardo - conclude la studentessa - sono emerse dall’archivio dell’anagrafe del Comune di Monte Porzio Catone e dall’Archivio storico della Segreteria di Stato presso la Città del Vaticano”. Con la speranza di restituire ai protagonisti la giusta collocazione nella porzione di Storia a loro spettante, ulteriori prospettive di indagine sono aperte verso raccolte documentarie italiane ed estere. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Zero pause e calo dopamina, ecco perché gennaio è il mese infinito
(Adnkronos) -
Un mese lungo quasi un anno. Gennaio batte gli altri 11 nei meme sui social per la sua indomita capacità di non finire mai. Ma è anche l'argomento di battute davanti a un caffè sognando le vacanze di Pasqua e la primavera. Ma perché ci sembra così lungo? "Nella percezione che gennaio sia il mese più lungo dell'anno c'è sicuramente un fattore legato al tempo: non ci sono feste e pause, rientriamo dalle vacanze di Natale, c'è poi un legame con il calo della dopamina" spesso chiamato 'ormone della felicità "che incide sul nostro umore e incide sulla sensazione di malessere rispetto a questi fattori. In più gennaio è un mese delicato in cui c'è un'elevazione dei disturbi del sonno, spesso si riduce anche l'attività sportiva all'aperto e abbiamo la sensazione di fare più fatica anche nel raggiungere gli obiettivi lavorativi. La primavera è lontana, il tempo rallenta e per molti la noia fagocita le giornate". Lo spiega all'Adnkronos Salute Daniela Chieffo, psicologa e docente di Psicologia Generale all'Università Cattolica di Roma. Ma la 'pesantezza' di gennaio "bisognerebbe invece fronteggiarla e combattere l'apatia e cercare risorse per rigenerarsi, non vanno rimandati i programmi o procrastinati gli impegni alla primavera, si può iniziare anche a gennaio". Inoltre questo gennaio 'grigio' e piovoso "va colorato con l'alimentazione, ad esempio", prosegue. "Serve trovare entusiasmo anche nella dieta e dal punto di vista sensoriale, magari aiutandoci con la frutta che non sarà quella più gustosa della primavera ma c'è buona e accattivante anche in questa stagione. Insomma - conclude - dobbiamo colorare il nostro ambiente in un periodo che può sembrarci più grigio". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Patologie cardiometaboliche causate dall’obesità, parte prima campagna
(Adnkronos) - È possibile misurare la salute del cuore? Si può stimare il rischio di sviluppare malattie cardiometaboliche legate a sovrappeso e obesità? La risposta è più semplice di quanto si possa pensare: basta un metro da sarto. Misurare la circonferenza vita significa misurare la quantità di grasso addominale viscerale che è un indicatore predittivo di sviluppare patologie cardiometaboliche. Significa dunque acquisire consapevolezza e fare scelte responsabili di salute a cominciare da quella di rivolgersi prontamente ai medici per una adeguata e personalizzata valutazione del rischio. L’obesità è una malattia complessa e multifattoriale e la sua gestione richiede un approccio multidimensionale. Il primo passo è certamente rappresentato dalla prevenzione attraverso la modificazione degli stili di vita. Tuttavia, quando questa prima strategia risulta insufficiente, o non del tutto efficace, è possibile ricorrere, mantenendo comunque sempre stili di vita salutari, anche alla terapia farmacologica e, in casi selezionati, alla chirurgia bariatrica. È questo il messaggio della campagna nazionale "Per un cuore sano, conta ogni centimetro", presentata dalla Fondazione Italiana per il Cuore (Fipc) con il patrocinio del ministero della Salute. L’iniziativa, sostenuta grazie al contributo non condizionante di Novo Nordisk, GVM Care & Research, Zentiva e Daiichi Sankyo, si avvale del sostegno di ben 18 società scientifiche e associazioni di pazienti. Non una semplice campagna educativa (www.peruncuoresano.it) ma un progetto ambizioso che offre strumenti pratici che verranno promossi e divulgati attraverso i canali web e social che si protrarrà nel corso dell’anno, passando dalla Giornata mondiale dell’obesità di marzo fino alla Giornata mondiale del Cuore di settembre. “Questa campagna rappresenta la conferma dell’impegno che Fipc promuove nell’ambito della prevenzione a tutto tondo e dunque anche dell’obesità che è uno tra i più importanti fattori di rischio modificabili su cui è possibile intervenire per prevenire gravi patologie cardiometaboliche. Il nostro obiettivo è fornire ai cittadini le informazioni necessarie per comprendere l’importanza dei comportamenti salutari come strumento di prevenzione delle malattie cardiovascolari e metaboliche, nel caso specifico – interviene Emanuela Folco, presidente Fipc - correlate a obesità e sovrappeso e dunque generare la consapevolezza di poter compiere scelte responsabili di salute. Ridurre anche di pochi centimetri la circonferenza vita, con l’obiettivo di avvicinarsi e raggiungere il valore soglia consigliato, non è una questione estetica ma una scelta di salute e rappresenta un’importante strategia di prevenzione delle malattie cardiometaboliche. Possiamo fare tutto ciò grazie anche alla collaborazione con le più importanti realtà scientifiche e istituzionali che ci sostengono nel fornire alla popolazione strumenti e informazioni utili per far comprendere l’importanza dei comportamenti di prevenzione finalizzati al raggiungimento del benessere psico-fisico e della qualità di vita”. I lavori di presentazione della campagna si sono aperti con il messaggio di saluto del ministro della Salute Orazio Schillaci: "Questo evento è dedicato ad una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo. Contrastare l’obesità significa agire su uno dei principali fattori di rischio per molte malattie croniche, incluse quelle cardiometaboliche. La prevenzione è l’alleata più efficace in questa battaglia, e il ministero della Salute è costantemente impegnato a promuovere iniziative per diffondere l'importanza di stili di vita sani. Una dieta equilibrata e un’attività fisica regolare, ad esempio, non sono soltanto raccomandazioni, ma strumenti concreti che possono fare la differenza nella vita di milioni di persone. È importante informare e sensibilizzare i cittadini sulla riduzione dei rischi correlati all’obesità e migliorare lo stato di salute, favorendo la collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori del settore. E proprio in questa direzione va la campagna che si presenta oggi e che trova pieno sostegno del Ministero della Salute. Ringrazio la Fondazione Italiana per il Cuore per il prezioso contributo e auguro a tutti buon lavoro”. È oramai ampiamente condivisa nella comunità scientifica l’opinione che la misurazione dell’Indice di massa corporea (Imc) non basti più da sola e la raccomandazione è quella di associare alla misurazione del Imc almeno un'altra misurazione antropometrica, in modo particolare quella della circonferenza vita che è oggi considerata l’indicatore più preciso dei rischi associati all’obesità. Per scoprire come fare l’automisurazione della circonferenza vita, bastano 4 semplici mosse: 1) Prendi un metro da sarto flessibile (o scaricalo); 2) Posizionati in piedi e togli abiti o cinture comprimenti; 3) Avvolgi il metro all’altezza dell’ombelico tra l’ultima costa toracica e il bordo superiore della cresta iliaca; 4) Prendi nota dei centimetri senza stringere eccessivamente il metro e fai il test per ottenere il livello di rischio cardiometabolico. "In condizioni di obesità, l’accumulo di tessuto adiposo nell’addome (il cosiddetto grasso addominale viscerale) non solo ne comporta un aumento quantitativo, ma si associa ad alterazioni della secrezione di adipochine e di molecole proinfiammatorie e protrombotiche, causando infiammazione cronica di basso grado. Tutto ciò influisce negativamente sugli organi vitali, riducendone la funzionalità e aumentando il rischio di sviluppare malattie croniche. L’accumulo di questo grasso con alterazioni funzionali in sede addominale viscerale è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie gravi come quelle cardiovascolari, il diabete mellito di tipo 2, le patologie epatiche associate al metabolismo e l'insufficienza renale cronica, alcune forme di cancro e patologie polmonari. Alla base di questo rischio di malattia - spiega Paolo Magni, presidente del Comitato Scientifico Fipc e professore presso l’Università̀ degli Studi di Milano – vi è il fatto che il grasso addominale viscerale altera il metabolismo glucidico, promuovendo resistenza all’insulina, e lipidico, con un profilo metabolico che aumenta il rischio di aterosclerosi e di disfunzione endoteliale nelle arterie. Per questi motivi, la valutazione della entità del tessuto adiposo addominale viscerale con la misurazione della circonferenza vita è molto utile e importante”. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










