Robotica domestica, Carobello (Roborock Italia): "Non solo strumenti di pulizia, ma partner intelligenti"

(Adnkronos) - “Arriverà, nei prossimi mesi in Italia, Saros Z70, la nostra più grande innovazione, quello che porta a una nuova era il settore dei robot aspirapolvere, che diventano non solo strumenti di pulizia ma, partner intelligenti”. Sono le dichiarazioni di Chiara Carobello, communication e pr manager di Roborock Italia, all’evento di lancio a Milano di una gamma diversificata di prodotti Roborock, leader mondiale nella robotica domestica ultra-intelligente, che vuole rispondere alle esigenze di tutti. Nel corso dell’incontro si sono presentati anche i principali dati emersi da ricerca commissionata da Roborock e condotta da BVA Doxa, azienda leader nelle ricerche di mercato in Italia e parte del gruppo BVA. Lo studio ha svelato un mercato in fermento, con un elevato livello di conoscenza dei robot aspirapolvere e un apprezzamento diffuso per i benefici che offrono ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Robotica domestica, Roborock lancia a Milano nuova gamma di prodotti intelligenti

(Adnkronos) - Roborock, leader nel settore dello smart cleaning e rinomato per le sue soluzioni di pulizia innovative, ha presentato a Milano una gamma diversificata di elettrodomestici intelligenti, progettati per soddisfare ogni esigenza. Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i principali dati emersi da ricerca commissionata dal brand e condotta da BVA Doxa, azienda leader nelle ricerche di mercato in Italia e parte del gruppo BVA. Lo studio ha svelato un mercato in fermento, con un elevato livello di conoscenza dei robot aspirapolvere e un apprezzamento diffuso per i benefici che offrono. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nintendo PlayStation: prima immagine di un prototipo della console

(Adnkronos) - Nel panorama del collezionismo videoludico, alcuni oggetti trascendono il valore monetario per assurgere allo status di veri e propri tesori. Uno di questi è indubbiamente il prototipo di Nintendo PlayStation, frutto di una collaborazione tra Sony e Nintendo per realizzare il lettore CD del Super NES, poi naufragata, è che è diventata anni dopo la PlayStation che tutti conosciamo oggi. Recenti notizie hanno riportato l'attenzione su questo pezzo unico: un esemplare, che si credeva fosse l'ultimo esistente, è stato venduto all'asta per una cifra considerevole (300.000 dollari). Tuttavia, un altro rarissimo esemplare è stato fotografato e mostrato sui social da un collezionista che ha avuto la fortuna di incontrare un personaggio chiave della storia di PlayStation. È l'ex CEO di Sony Computer Entertainment a possedere un'unità nella sua collezione privata. La figura chiave in questione è Ken Kutaragi, figura di spicco nello sviluppo della PlayStation originale. Questo ritrovamento aggiunge un nuovo capitolo alla storia di questo ibrido tecnologico mai giunto sul mercato. Il dispositivo, come si può vedere dall'immagine, è un ibrido tra un Super Nintendo originale, con lo slot per le cartucce in alto, e un lettore diCD-ROM, supporto innovativo e in voga nei primi anni '90 per immagazzinare una grande quantità di dati. Il CD-ROM fu l'ingrediente alla base del successo della prima PlayStation, che arrivò sul mercato giapponese nel 1994 proprio come frutto dell'esperienza nel settore accumulato da Sony nella progettazione della sua collaborazione con Nintendo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lo "Smart Sky" di Hong Kong, primi progetti pilota per la Low Altitude Economy

(Adnkronos) - La Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong (HKSAR) ha annunciato la prima serie di progetti pilota nell'ambito della Low-Altitude Economy (LAE), un settore emergente che promette di rivoluzionare la gestione urbana e l'efficienza aziendale attraverso l'uso di tecnologie innovative. A riportarlo è l'agenzia stampa cinese Xinhua che specifica come l'iniziativa miri a iniettare nuova vitalità nell’economia locale, trasformando lo spazio aereo a bassa quota in un’area di sviluppo strategico. Durante la cerimonia di lancio, il Chief Executive della HKSAR, John Lee, ha sottolineato l'importanza della LAE come settore strategico emergente per il Paese, nonché come un'opportunità per sviluppare nuove forze produttive di qualità. Secondo Lee, questa iniziativa contribuirà a rafforzare la gestione della città, migliorare l'efficienza operativa delle imprese e offrire nuove soluzioni per una vita urbana più intelligente. La Low-Altitude Economy rappresenta un nuovo paradigma per la crescita economica e tecnologica di Hong Kong. Attraverso l’implementazione progressiva di questi progetti pilota, la città punta a diventare un hub internazionale per lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie a bassa quota. Lee ha dichiarato che il governo della HKSAR intende sfruttare il potenziale della LAE attraverso la collaborazione tra istituti di ricerca e aziende, garantendo al contempo un’implementazione sicura e sostenibile. Questo approccio posizionerà Hong Kong come una delle prime città a esplorare il concetto di "smart sky", un ecosistema avanzato per la gestione dello spazio aereo urbano.   
Il governo ha ricevuto proposte da 72 candidati, e dopo un'accurata revisione da parte del Working Group on Developing LAE, sono stati selezionati 38 progetti per la fase iniziale. Questi coprono una vasta gamma di applicazioni, tra cui: 
Emergenza e soccorso: utilizzo di droni e tecnologie avanzate per operazioni di ricerca e salvataggio. 
Logistica e distribuzione: soluzioni per la consegna di merci e servizi aerei a bassa quota. 
Ispezione e manutenzione della sicurezza: monitoraggio infrastrutturale e controllo qualità. 
Sorveglianza e sicurezza: utilizzo di tecnologie avanzate per la gestione della sicurezza urbana. 
Sviluppo di infrastrutture a bassa quota: creazione di ecosistemi integrati per la gestione del traffico aereo urbano. 
I primi progetti entreranno in fase di sperimentazione a partire da aprile, con una durata iniziale di sei mesi. Durante questo periodo, verranno raccolti dati fondamentali per affinare il modello regolamentare e garantire una transizione fluida verso un utilizzo su larga scala. La regolamentazione della Low-Altitude Economy rappresenta una sfida cruciale per il governo di Hong Kong. Per questo motivo, Lee ha incluso nella sua policy address del 2024 la creazione del Working Group on Developing Low-Altitude Economy, incaricato di: Definire strategie di sviluppo, coordinare piani d'azione interdipartimentali, redigere regolamenti specifici per il settore, progettare la struttura istituzionale necessaria per la gestione della LAE. Queste misure garantiranno un'integrazione armoniosa della Low-Altitude Economy all'interno del tessuto urbano, promuovendo al contempo l’innovazione tecnologica e la crescita economica sostenibile.  Le immagini sono state realizzate con il supporto di DALL-E ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Donne e GenZ più felici in ufficio, welfare aziendale aiuta per il 60% dei lavoratori

(Adnkronos) - Il concetto di welfare aziendale sta cambiando. Lo fotografa la nuova indagine dell’Osservatorio Benessere felicità, realizzata con la partnership tecnica di Up day, dove emerge come il 60% dei lavoratori riconosce il welfare aziendale come utile alla felicità al lavoro e il 45% lo vede come un elemento di benessere in azienda, ma non un plus per cambiare. In un’Italia meno felice del 2024 (con una media di 3.09 punti su 5 rispetto al 3.24 dell’anno scorso), la ricerca dell’Osservatorio Benessere felicità rileva che alla domanda 'Quanto ti senti felice del tuo lavoro?' le donne superano gli uomini (3.28 rispetto 3.23), la Generazione Z è capofila con un valore medio di 3.34 e seguono a ruota Baby Boomers (3.31), Millennials (3.27) e Generazione X (3.21). “Quest’anno - afferma Elisabetta Dallavalle, presidente dell'associazione Ricerca felicità - abbiamo visto che rallenta lievemente la great resignation: alla domanda se 'ti piacerebbe avere la possibilità di cambiare posto di lavoro o lavoro nei prossimi 12 mesi?' il 59.9% dice di no (nel 2024 era il 55%). Rimane costante il 24% di chi vorrebbe cambiare azienda o posto di lavoro, ma scende la percentuale di chi vorrebbe cambiare lavoro o mestiere al 17% (l’anno scorso era il 21%). Tra gli aspetti considerati più importanti nello scegliere un nuovo posto di lavoro rimane alla prima posizione 'avere uno stipendio maggiore', che rispetto al 42% dell’anno scorso sale al 48%, oltre 25 punti percentuali sopra flessibilità (22%) e opportunità di crescita (21%). Scende 'l’avere un welfare dell'azienda o del settore migliore' dal 17% del 2024 al 13% e anche quest’anno lavorare in un ambiente/azienda con un marchio noto risulta essere l’ultima scelta per i lavoratori e le lavoratrici italiane”. Tra dipendenti e autonomi sono più felici del proprio lavoro questi ultimi (3.40 rispetto a 3.22) e i laureati lo sono più di chi non ha avuto un percorso formativo universitario (3.33 rispetto a 3.21). Alla domanda 'Secondo te, quanto il welfare aziendale determina la felicità dei/delle collaboratori/collaboratrici in azienda?' emerge che uomini e donne sono pressoché allineati con rispettivamente una media di 3.59 e 3.58, tra le generazioni i più positivi sono i Millennials con 3.66, seguono Baby Boomers (3.61) Generazione Z (3.57) e Generazione X (3.53). Il Sud e le Isole, con 3.71, guidano geograficamente questa consapevolezza, seguono Nord Ovest (3.56), Nord Est (3.52) e chiude Centro con 3.50. "Questi dati - afferma Mariacristina Bertolini, vice presidente, dg Up day e direttrice zona Euromed di Up - ci spingono a riflettere su una nuova grammatica del welfare. Questo perché emerge un disincanto forse dovuto anche alle eccessive aspettative in un welfare erogato dalle aziende, che non può competere o sostituirsi al welfare pubblico: basti pensare che quest’ultimo nel 2022 era di poco inferiore a 650 miliardi, a fronte dei 3 miliardi di quello privato. Paradossalmente, le risposte che vedono più determinante il welfare aziendale nella felicità dei lavoratori sono distribuite nei territori con un minor grado di diffusione degli stessi strumenti di welfare. Crediamo che questo sia dovuto al fatto che, chi l’ha ottenuto, ha compreso quanto il vero welfare non sia solo buoni pasto o buoni carburante, ma è qualcosa che promuove l’accompagnamento ai bisogni dei cicli di vita, la promozione dell’unicità delle persone, dello smart working, dei programmi di supporto alla genitorialità o del caregiving” .  “Non può più essere - sostiene . solo un pacchetto di benefit, ma deve evolversi verso un modello che metta al centro ciclo di vita, bisogni reali, relazioni, flessibilità e supporto alla vita personale. La ricerca dimostra che il 45% degli italiani ritiene che i servizi di welfare fanno parte del benessere in azienda e solo il 34% li vede come un benefit in più per scegliere dove andare a lavorare. Per il 18% degli intervistati la propria azienda non eroga nulla, ma quello che ci ha fatto riflettere è che solo il 13% ritiene che nella propria azienda o organizzazione vengano promossi programmi di supporto alla genitorialità e solo il 10% programmi di supporto al caregiving. Quello che servirebbe al nostro Paese”. Il numero di interviste raccolte è stato pari a 1.000 e il campione è stato distribuito tenendo in considerazione variabili territoriali (Zona Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole), dimensione del centro abitato, genere, generazione culturale (Generazione Z, Millennials, Generazione X e Baby Boomer) e sono state monitorate anche le variabili sulla tipologia di rapporto di lavoro (dipendente/autonomo), fasce reddituali e titolo di studio (laureati/non laureati). ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Droga, medico Gatti: "Attenzione ai farmaci a rischio abuso e contraffatti. Cosa insegna il caso Usa"

(Adnkronos) - "Mentre le notizie che arrivano dagli Usa, a proposito della diminuzione delle morti per overdose da fentanyl, sembrano rassicuranti, desta preoccupazione" l'alert lanciato dagli esperti Oms (Organizzazione mondiale della sanità) sulla presenza, anche in Europa, "di confezioni di ossicodone contraffatto, contenente nitazene - oppioide ad alta potenza, più alta del fentanyl, che può provocare overdose immediata in chi lo assume - assieme alla notizia dell'allerta in Scozia per la diffusione di eroina miscelata con nitazene. Anche qui il pericolo di overdose è altissimo". Sono due segnali che riguardano il Vecchio Continente e che hanno attirato l'attenzione di Riccardo Gatti, medico specialista in psichiatria e psicoterapeuta, da anni al lavoro sul tema delle sostanze psicoattive, delle dipendenze e delle dinamiche che portano al consumo.  "La preoccupazione che il mercato delle droghe e dei farmaci contraffatti in Europa possa diventare ancor più pericoloso e simile a quello Nord Americano rimane realistica" ed "è importante capire cosa ci può insegnare la situazione statunitense - spiega l'esperto all'Adnrkonos Salute - I decessi per droga Oltreoceano stanno diminuendo in 50 stati ed è senz'altro una buona notizia. Ma non significa che adesso gli Stati Uniti abbiano superato una situazione particolarmente drammatica: i numeri, ancora molto alti, sembrano solo riportare alla situazione del 2019, prima della pandemia Covid, e nessuno è in grado di dire se scenderanno ancora. Il primo insegnamento è pertanto che, una volta che si è creata una situazione emergenziale, ritornare indietro richiede anni. Quindi le strategie e le azioni preventive sono fondamentali, assieme ad una capacità ampia di visione su quanto accade nel mondo e potrebbe accadere anche da noi".  Negli Usa, ricorda Gatti, la prima ondata di overdose da oppioidi è iniziata alla fine degli anni '90, dopo che negli anni '80 era stata affrontata una drammatica diffusione di cocaina e crack, ed è attribuibile alla sovraprescrizione di questi farmaci antidolorifici". Per l'esperto questo deve far riflettere su due aspetti: "Il fatto che sostanze come la cocaina ed il crack siano oggi particolarmente diffuse e, tristemente, di tendenza in Italia, non ci salva, automaticamente, da altre situazioni", e in secondo luogo "è necessaria una maggiore attenzione ai farmaci di possibile abuso, che peraltro già escono pericolosamente dal circuito della cura: determinate sostanze, non sono facilmente gestibili al di fuori di uno stretto controllo medico, nell'ambito di una prescrizione appropriata". Tuttavia, ragiona Gatti, "un maggior controllo sulle prescrizioni avviato a posteriori negli Usa e non bilanciato da maggior informazione e da una buona accessibilità alla cura delle persone ormai affette da dipendenza da oppioidi ha portato molte di queste a rivolgersi al mercato illecito". Quindi per l'esperto una 'lezione' potrebbe essere che "un maggior controllo, in presenza di un'offerta di cura insufficiente e poco accessibile, può avere effetti paradossali pesanti". La controreazione Usa, a quei tempi, "fu soprattutto quella di cercare di reprimere maggiormente il mercato illecito. Questo alimentò ciò che alcuni definiscono una 'incarcerazione di massa', anche di persone che, oltre a svolgere attività illecite, erano tossicodipendenti. Anche da noi le carceri possono diventare terreno di incubazione e perfezionamento per persone tossicodipendenti", prospetta. Nel frattempo, "il mercato della droga Usa virava sempre più verso sostanze sintetiche ad alta potenza, sia miscelate alle droghe classiche, sia contenute in farmaci contraffatti. Alcuni osservatori sostengono, in relazione alla diffusione di fentanyl, che questo sia stato fatto proprio perché le sostanze sintetiche ad alta potenza sono più facili da movimentare (da piccoli quantitativi moltissime dosi) in situazioni di forte controllo repressivo". Una teoria che non convince pienamente Gatti. Quando poi alle parole di Donald Trump, che ha comparato il traffico di fentanyl al terrorismo, "non so se abbia ragione", riflette. Ma per l'esperto va detto che "in ogni caso tutto ciò ha ulteriormente aumentato il numero di overdose mortali. Teniamo presente che anche l'Europa ha molti nemici e i tentativi di destabilizzazione con la diffusione di droghe, nell'ambito di guerre asimmetriche, non sono fantapolitica: fanno parte della storia".  Tornando di nuovo agli Usa, "i mix di fentanil e xilazina presenti nelle droghe di strada (la xilazina è un tranquillante per animali senza uso approvato dalla Fda nell'uomo) hanno reso i sintomi di astinenza molto più strazianti e più difficili da trattare". Recuperarli diventa una sfida complessa.  "Ciò che possiamo imparare" da quello che avviene Oltreoceano, "pertanto, è che i mercati delle droghe sono in continua evoluzione, ma il loro futuro sembra già definito: diffusione mix di sostanze attive ad alta potenza, con possibili effetti differenziati, per raggiungere una clientela più ampia, e farmaci contraffatti, in grado di generare rapidamente una forte dipendenza, difficile da trattare. In questo ambito gli oppioidi sintetici ad alta potenza, da soli o in mix con altre droghe classiche o nuove (per esempio fentanyl o nitazeni, più cannabinoidi sintetici), sono una risorsa importante e poco costosa da produrre", avverte Gatti.  "Poiché i cambiamenti nelle offerte dei mercati clandestini sono relativamente rapidi e le organizzazioni criminali esercitano, ormai, un'azione globalizzata - ammonisce il medico - l'adozione di strategie inadeguate e, soprattutto, in ritardo rischia di produrre più danni che benefici. L'incapacità del sistema di prevenzione e cura nell'intercettare precocemente il bisogno a livello territoriale è uno dei problemi che negli Usa non sono riusciti a risolvere. Un problema simile è presente, sebbene per ragioni diverse, anche in molte regioni italiane". Privilegiare dunque "gli investimenti sulle azioni repressive e di controllo, sacrificando l'evoluzione e le potenzialità del sistema pubblico di prevenzione e cura - per carenza di investimenti, per motivi ideologici, o per altri motivi - potrebbe essere un errore in atto anche da noi. Da correggere il più rapidamente possibile", conclude.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Asus ExpertBook Serie P: Innovazione e Sicurezza per Professionisti e Aziende

(Adnkronos) - La serie ExpertBook P di Asus ridefinisce il concetto di laptop professionale attraverso l'integrazione di tecnologie di ultima generazione, come l'intelligenza artificiale (AI) e i nuovi processori Intel Core Ultra. I modelli P1, P3 e P5 offrono soluzioni adattabili a diverse esigenze professionali, dalla routine giornaliera alle richieste dei top manager. Avanzate funzionalità AI rivoluzionano le riunioni virtuali e l'automazione di sistema, grazie a strumenti come AI ExpertMeet e ExpertPanel. In termini di sicurezza, la serie stabilisce nuovi standard, estendendo la protezione dal BIOS fino a complesse soluzioni software, inclusa una collaborazione con McAfee per l'integrazione di un rilevatore di deepfake basato su AI, garantendo una difesa superiore contro le minacce digitali. ASUS, con la serie ExpertBook P, fornisce strumenti per un'efficienza lavorativa in costante evoluzione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sentirsi a casa lontano da casa: a Roma nuova residenza Ail al Policlinico Tor Vergata

(Adnkronos) - Per offrire supporto ai pazienti dell'Unità di Ematologia del Policlinico Tor Vergata che risiedono fuori dalla Capitale, è stata inaugurata oggi la Casa Ail 'Residenza Oriana Daniello', situata in via Cesare Brandi, nelle immediate vicinanze dell'importante centro ospedaliero. La nuova residenza nasce dal dono di una madre in ricordo della figlia. L'immobile, infatti, è stato acquistato da Ail (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) Roma nell'aprile 2024, grazie alla generosa donazione della signora Anna Tenore, mamma di Oriana Daniello, giovane paziente scomparsa prematuramente, alla quale sarà intitolata la Casa Ail come segno tangibile dell'atto di sensibilità e solidarietà. La giornata è iniziata con un incontro, moderato dal giornalista Fabrizio Paladini, sul tema 'Accoglienza e cura' nell'aula anfiteatro del Policlinico di Tor Vergata. Dopo i saluti istituzionali di Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, e di Isabella Mastrobuono, commissario straordinario del Policlinico Tor Vergata, hanno presentato il progetto Adriano Venditti, direttore del Dipartimento di Ematologia del Policlinico Tor Vergata; Maria Luisa Viganò, presidente Ail Roma; Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail. Sono intervenuti Maria Stella Marchetti, presidente associazione L'arcobaleno della speranza, e Angelica Carnelos, segretario generale Enel Cuore. Anna Tenore, mamma di Oriana Daniello, ha portato la sua preziosa testimonianza. La nuova residenza è stata realizzata anche grazie al prezioso sostegno di Ail nazionale che ha ricevuto la donazione dalla signora Tenore e destinato i fondi al progetto della Sezione Ail di Roma per l'acquisto dell'immobile. La ristrutturazione e l'adeguamento sono stati finanziati da Ail Roma grazie anche al sostegno di Enel Cuore Onlus, della maratona radiofonica di raccolta fondi 'Radio Rock for Ail Roma' e di Ail nazionale. I fondi stanziati complessivamente sono stati pari a 500mila euro. "La generosità delle donazioni e dei lasciti è il motore che ci consente di realizzare progetti come la Casa Ail Residenza Oriana Daniello - afferma Viganò - Ogni donazione in vita e lascito solidale ad Ail è una promessa di supporto per il futuro. Questi fondi, così vitali, ci consentono di finanziare la ricerca scientifica, migliorare i servizi di assistenza ai pazienti e rafforzare il supporto ai reparti di Ematologia, al personale sanitario e a tutte le attività che quotidianamente aiutano i pazienti nella loro lotta contro le malattie ematologiche". "Questa iniziativa ha trovato nella Ematologia e nella direzione del Policlinico una grande accoglienza - dichiara Venditti - L'ospitalità, completamente gratuita e riservata a chi, provenendo da fuori Roma, non ha un reddito sufficiente a sostenere le trasferte onerose necessarie a ricevere cure e assistenza, è una risposta diretta alla presa in carico del paziente ematologico e della famiglia. Ail ha costruito nel tempo e da sempre iniziative realizzate a fianco dei più deboli. Per questo oggi siamo felici che questa Casa abbia scelto i malati del Policlinico Tor Vergata per essere vicino a chi viene da lontano, a chi è costretto a lunghe e ripetute permanenze lontano da casa, per misurarsi con la malattia e tutto ciò che ne consegue. Grazie per questa nuova opportunità di fare ancor meglio il nostro lavoro di curanti". La Casa Ail Residenza Oriana Daniello risponde ad una precisa esigenza dell'Unità operativa complessa di Ematologia del Policlinico Tor Vergata, che ha spesso in cura pazienti residenti in province diverse da Roma - da altre regioni e in alcuni casi anche da altre nazioni - per soggiorni anche lunghi, connessi ai cicli di terapia e alla necessità di cure prossimali in stretta contiguità assistenziale. Si tratta di un luogo confortevole e protetto, dove il paziente e il familiare che l'accompagna vengono accolti gratuitamente per tutto il periodo necessario alle cure. Ospitata in una villetta a schiera con giardino, la nuova residenza replica il modello della casa Ail 'Residenza Vanessa' di via Forlì, afferente alla Uoc di Ematologia del Policlinico Umberto I. Potrà accogliere gratuitamente fino a 3 famiglie di pazienti in contemporanea, garantendo ad ognuno un ambiente accogliente e familiare: una camera privata con 2 letti e bagno, e la disponibilità di spazi comuni - angolo cucina, sala soggiorno-pranzo, lavanderia, giardino e terrazzo attrezzati - che permettono una vita di socialità e relazione tanto più necessaria quanto più lunga e complessa è l’esperienza da condividere. I costi di mantenimento, miglioramento e gestione della residenza sono interamente sostenuti da Ail Roma, così come l'alloggio e tutti i servizi per gli ospiti. Importantissimo nella vita della casa il lavoro dei volontari di Ail Roma e dell'associazione L'Arcobaleno della speranza Odv, prezioso punto di riferimento per gli ospiti della casa. La nuova Casa Ail Roma si aggiunge al circuito di case alloggio Ail in Italia, modello di accoglienza per i pazienti ematologici e le loro famiglie. Situate nei pressi dei maggiori centri di ematologia, le case alloggio Ail offrono ospitalità gratuita a chi, non residente, deve affrontare lunghi periodi di cura. Attualmente sono 38 le sezioni provinciali che offrono questo servizio, con 128 appartamenti e 5 residenze distribuite in 88 unità immobiliari, per un totale di 670 posti letto. Grazie a questa rete di solidarietà, ogni anno vengono ospitati 1.117 pazienti e 1.278 familiari, per un totale di 62.898 notti offerte. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Protesi peniene, chirurgo Antonini a Cuba per formare giovani specialisti

(Adnkronos) - Formare giovani medici specialisti cubani alla chirurgia delle protesi peniene, aiutando anche i pazienti in difficoltà perché le malattie croniche o oncologiche ne hanno compromesso la vita sessuale. E' il progetto umanitario che il chirurgo urologo-andrologo romano Gabriele Antonini, super esperto della tecnica di impianto e delle protesi, sta portando avanti a Cuba alla Clinica central Cira Garcia. In questi giorni è nell'isola per il corso di formazione. Sono alle spalle i giorni caldi del caso mediatico che l'ha riguardato indirettamente dopo aver operato l'ex falconiere della Lazio, Juan Bernabé: "Non ne voglio parlare più - spiega Antonini all'Adnkronos Salute - ma è chiaro che c'è stata una presa di coscienza globale su questo tema. C'è un tabù sulle protesi. I medici non le conoscono; i pazienti oncologi, post oncologici, diabetici, ipertesi, che hanno problemi legati alla disfunzione erettile, spesso non sanno di questi dispositivi e l'impatto positivo che possono avere. Ma forse oggi sanno che la protesi peniena può aiutarli".  Antonini da molti anni collabora con il governo cubano. "I loro medici sono molto preparati, ma il Paese sconta ancora il post Covid e anche la guerra Russia-Ucraina, visti i rapporti storici tra Cuba e l'ex Urss. Ora - racconta al telefono da L'Avana - l'economia faticosamente si sta riprendendo ma, ad esempio, spesso si attivano i generatori di corrente perché salta. Abbiamo pensato di ridare in cambio l'aiuto che i medici cubani hanno dato all'Italia e ad altri Paesi, così grazie ad una donazione siamo riusciti a portare a Cuba diversi dispositivi per essere impiantati a chi ne ha bisogno".  L'idea è poi di coinvolgere il Servizio medico cubano, l'omologo del nostro Servizio sanitario nazionale, nell'acquisto delle protesi per due ambiti: il turismo medico e la necessità della popolazione più fragile. "La sanità cubana è famosa per il suo alto livello, qui si vengono a curare da tutta l'America Latina, Colombia e Venezuela in particolare, quindi c'è un turismo sanitario in entrata - osserva Antonini - Ma c'è anche una sanità pubblica che offre cure e prestazioni. Gli urologi che formiamo oggi sulla chirurgia della protesi peniena vogliono imparare da me che ho sviluppato una tecnica particolare ed efficace, per poter poi aiutare i tanti pazienti che hanno una disfunzione erettile post patologia non risolta".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


XVI rievocazione storica Coppa Milano-Sanremo

(Adnkronos) - Ritorna l’iconica Coppa Milano-Sanremo arrivata alla sua XVI Rievocazione Storica. Le date saranno dal 10 al 13 aprile 2025. La gara vedrà la partecipazione di circa 90 equipaggi che percorreranno oltre 1.000 chilometri di gara attraverso più di 150 comuni che saranno attraversati nell’ottica di creare un format sempre più avvincente ed esclusivo. Per questa XVI Rievocazione Storica sarà prevista nella prima giornata il tanto atteso ritorno all’Autodromo Nazionale di Monza. Altra novità di rilievo sarà l’occasione unica per tutti i concorrenti di poter gareggiare utilizzando il carburante sostenibile di Marline Collection, composto per l’80% da materiali rinnovabili e capace di ridurre le emissioni di CO2 del 65%. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)