Range Rover celebra con un'iconica installazione la milano design week

(Adnkronos) - In occasione della Milano Design Week, Range Rover presenta Futurespective: Connected Worlds, progettata in collaborazione con lo studio di design californiano NUOVA. 
Gerry McGovern OBE, Chief Creative Officer, Range Rover, ha dichiarato: “Caratterizzato da una visione distintiva del design, Range Rover è stato il primo SUV di lusso. Nato da un’idea di praticità e simbolo dell’originalità britannica, è sempre stato molto più di una vettura. Sin dal primo bozzetto del 1970, ogni nuovo prodotto e traguardo del brand ci ha fatto riflettere sulla cultura contemporanea in generale; ne sono dimostrazione l’esposizione al Louvre, un’edizione limitata con Vogue e il ruolo di primo piano in momenti cinematografici iconici. La nostra installazione a Milano coglie l’essenza di questa profonda influenza culturale, una storia che dura da 55 anni, sempre con il design nel cuore”.
 L’installazione sarà di grandi dimensioni ed è stata ideata come “futurespective” che racchiude la metamorfosi del brand dalla sua nascita all’attuale vision, dal primo bozzetto Range Rover in assoluto del 1970, fino ai suoi più recenti famosi prototipi. In un viaggio multidimensionale, l’installazione propone le fragranze di Aeir, il luxury brand di profumi carbon negative di NUOVA, create in esclusiva per Range Rover, insieme ad arredi, outfit per gli ospiti “che viaggiano nel tempo”. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L’universo digitale Dacia si rinnova con le app intelligenti

(Adnkronos) -
Dacia amplia il proprio ecosistema digitale con soluzioni semplici, pratiche e perfettamente in linea con il suo spirito “Essenziale e Cool”. Lo smartphone diventa il ponte tra conducente e veicolo, sia all’esterno che durante la guida, grazie a nuove app pensate per semplificare ogni esperienza. Con un account unico, l’accesso ai servizi è più diretto. Le novità includono Dacia Travel Companion e la funzione “organizza bagagliaio” dell’app Dacia AR, entrambe disponibili per iOS e Android.
 

 Con My Dacia, disponibile per tutta la gamma, è possibile monitorare in tempo reale lo stato del veicolo: chilometraggio, autonomia, revisione in arrivo e molto altro. Su Spring, l’app consente anche di programmare la ricarica e il precondizionamento dell’abitacolo. Le notifiche automatiche e la localizzazione remota completano l’esperienza, insieme a offerte su accessori e servizi. 
Dacia Media Control trasforma lo smartphone in un display multimediale smart. Consente di gestire musica, navigazione, chiamate e statistiche di guida in tutta sicurezza, con comandi al volante e connessione Bluetooth. 
Dacia Guide è il manuale digitale e interattivo. Con immagini cliccabili, scansione dei componenti e spiegazioni rapide, conoscere l’auto non è mai stato così semplice. Dacia AR, invece, sfrutta la realtà aumentata per esplorare virtualmente vetture e accessori. Dal 29 marzo 2025 è disponibile Dacia Travel Companion, l’app che monitora i segnali di stanchezza e suggerisce soste personalizzate. Compatibile con Waze, Google Maps e Apple Plans, rende ogni tragitto più sicuro e piacevole. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Rolls-Royce Phantom Cherry Blossom: un’opera d’arte su quattro route

(Adnkronos) - Un cliente giapponese ha voluto trasformare un ricordo personale legato all’hanami, la tradizionale osservazione dei ciliegi in fiore, in un’auto unica al mondo: così nasce Rolls-Royce Phantom Cherry Blossom, un esemplare su misura che celebra la bellezza effimera della natura attraverso arte, artigianato e innovazione. Il progetto ha preso forma tre anni fa, quando i designer Rolls-Royce hanno ascoltato e interpretato le emozioni del committente.  L’abitacolo ricrea l’atmosfera di una primavera giapponese: un ramo di ciliegio ricamato illumina il cielo stellato dell’auto, con petali bianchi che sembrano fluttuare nell’aria. La lavorazione ha richiesto sei mesi di sviluppo e oltre 250.000 punti di ricamo, realizzati con la tecnica giapponese “tatami offset” per ottenere effetti di profondità e movimento. L’effetto finale è straordinario: i rami intrecciati emergono come fossero scolpiti, mentre i petali decorano i pannelli delle portiere e la parete divisoria della Privacy Suite. Per la prima volta nella storia del marchio, è stato introdotto anche il ricamo tridimensionale: ogni petalo è stato modellato a mano, creando un gioco di luci e ombre che aggiunge un ulteriore livello di raffinatezza. Anche i dettagli più nascosti riflettono il tema Sakura: gli ombrelli integrati nelle portiere presentano un motivo floreale all’interno, mentre la carrozzeria Crystal over Arctic White è impreziosita da una coachline dipinta a mano con un delicato disegno di ciliegio. 
Phantom Cherry Blossom non è solo un tributo alla cultura giapponese, ma un’eredità tangibile di emozioni e memoria familiare, realizzata attraverso l’eccellenza artigianale del programma Bespoke. Un’automobile irripetibile, creata per durare nel tempo pur ispirandosi a ciò che è destinato a svanire. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Marzo da primato per Alfa Romeo: la quota di mercato più alta dal 2020

(Adnkronos) -
Alfa Romeo chiude marzo con risultati straordinari, registrando la quota di mercato più alta degli ultimi cinque anni. Le immatricolazioni hanno toccato quota 3.924 unità, con una crescita del +45% rispetto a marzo 2024. A trainare questo incremento sono i clienti privati, con un +65% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato più significativo è la quota di mercato del 2,3%, la più alta da aprile 2020, con un aumento di +0,6 punti percentuali su base annua. Questo risultato conferma il momento favorevole del marchio, grazie al successo della nuova gamma.  Protagoniste del mese sono Tonale e Junior, i due modelli di punta della strategia Alfa Romeo. La Tonale, SUV sportivo ed elegante, ha totalizzato 1.794 immatricolazioni, pari al 46% delle vendite totali, con un incremento del +15%. La gamma Tonale offre motorizzazioni versatili, dotazioni tecnologiche evolute e uno stile coerente con il DNA del marchio. Ancora più rilevante il debutto della Junior, compatta sportiva proposta in versione 100% elettrica e ibrida, che conquista il mercato con 1.563 immatricolazioni, il 40% delle vendite mensili. Un risultato che conferma l’apprezzamento del pubblico per una proposta attuale, sostenibile ma senza rinunciare alla sportività. Anche il primo trimestre 2025 evidenzia una tendenza solida: 8.520 immatricolazioni complessive, pari a un aumento del +29% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una quota di mercato dell’1,9%. La Junior si conferma protagonista assoluta anche nel trimestre, con 4.327 unità vendute, ovvero il 51% del totale del marchio.
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International School on Drone and VR for Volcano-Tectonic Studies at Etna, aperte le iscrizioni

(Adnkronos) - L'Etna, uno dei vulcani più attivi e studiati del mondo, sarà teatro della prima edizione della Scuola Internazionale sull'utilizzo dei droni e della realtà virtuale per gli studi vulcano-tettonici. Questo evento unico, in programma dal 29 settembre al 3 ottobre 2025 a Nicolosi (CT), vedrà la partecipazione di istituzioni di prestigio come l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l'Università degli Studi di Milano-Bicocca (UniMiB). La Scuola si propone di esplorare le applicazioni avanzate dei droni e della realtà virtuale nell'ambito della ricerca scientifica e del monitoraggio vulcanico. Attraverso un approccio pratico e teorico, i partecipanti avranno l'opportunità di imparare a realizzare rilievi aerei e a sviluppare modelli digitali 2.5D e 3D del terreno. Questi modelli saranno successivamente utilizzati per analisi GIS dettagliate e simulazioni in realtà virtuale, offrendo una prospettiva immersiva e innovativa sul campo vulcanologico. 
Struttura del Corso
 
Il corso sarà suddiviso in tre moduli principali: 
Lezioni teoriche: introduzione ai principali concetti e metodi di utilizzo dei droni e della realtà virtuale nelle scienze della terra. 
Attività pratiche sul campo: sessioni pratiche di volo con droni sui versanti dell'Etna per la raccolta di dati geospaziali. 
Laboratori di elaborazione dati: uso dei dati raccolti per la creazione di modelli digitali e la loro integrazione in ambienti di realtà virtuale. La Scuola è aperta a una gamma di partecipanti, dai dottorandi ai ricercatori post-doc nel campo delle scienze della Terra e dell'ambiente. Il numero di posti è limitato a 16 per garantire un'esperienza formativa di alta qualità. Le iscrizioni sono già aperte e si concluderanno il 23 aprile 2025. È consigliabile registrarsi presto per assicurarsi un posto in questa opportunità formativa unica. Maggiori informazioni sulla Scuola e sulla quota di partecipazione al seguente link
  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dazi, Consorzio Prosciutto San Daniele: "E' guerra commerciale, mediazione per modificarli"

(Adnkronos) - "Siamo in mezzo a una guerra internazionale commerciale, ma abbiamo però anche visto che in passato gli Usa hanno sì minacciato e applicato dazi, che poi però hanno modificato, e quindi speriamo che comunque abbia luogo una mediazione politica che consenta di gestire in maniera più sennata la vicenda". Così intervistato da Adnkronos/Labitalia, Mario Emilio Cichetti, direttore del Consorzio del Prosciutto San Daniele Dop, commenta i dazi del 20% annunciati ieri da Trump sui prodotti europei e italiani. Secondo Cichetti "sino fino al 20% è un dazio che sicuramente sarebbe meglio che non ci fosse, ma insomma non dovrebbe creare eccessive difficoltà al nostro prodotto. È gestibile da parte nostra come Consorzio. Questo perché c'è una esclusiva merceologica di prosciutti crudi stagionati italiani negli Stati Uniti. Sicuramente quella tipologia di prodotto è tutta italiana, tra Dop e non Dop, e quindi abbiamo una posizione di mercato che subirà sicuramente qualche ulteriore difficoltà, ma crediamo, e speriamo, che non venga intaccata troppo", conclude.    ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dazi, Confagricoltura Campania: "Con calo export intero agroalimentare a rischio"

(Adnkronos) - “Il comparto agroalimentare campano ha raggiunto un valore di esportazioni di 5,49 miliardi di euro, in crescita del 5,4% rispetto al 2022. È un trend positivo che dura da oltre un decennio, ma le tensioni commerciali globali rappresentano una seria minaccia. Se le esportazioni verso gli Stati Uniti dovessero calare significativamente, l’intero comparto ne risentirebbe”. E' preoccupato per il futuro del settore agroalimentare campano Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania, intervistato da Adnkronos/Labitalia, dopo l'annuncio di ieri dei dazi Usa.  “L’imposizione dei dazi da parte degli Stati Uniti -sottolinea- è un duro colpo per un comparto che negli ultimi anni ha consolidato una forte presenza sul mercato americano. Parliamo di un export che supera i 200 milioni di euro all’anno, con prodotti di eccellenza come la mozzarella di bufala campana Dop, il vino e l’olio extravergine d’oliva. Il rischio concreto è una contrazione delle vendite, con effetti negativi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione”. E Marzano ricorda che “secondo le analisi di Svimez, il nostro export potrebbe subire una contrazione superiore all’11%, con oltre 3.000 posti di lavoro a rischio immediato. Inoltre, si stima che l’impatto complessivo sull’economia campana possa raggiungere i 500 milioni di euro. Il settore agroalimentare è un pilastro dell’economia regionale e queste misure rischiano di comprometterne la crescita”. Quali prodotti saranno maggiormente penalizzati? “Proprio quelli che meglio rappresentano l’identità e la qualità dell’Italia e, nel nostro caso, della Campania. Beni apprezzati negli Stati Uniti, ma un aumento dei prezzi al consumo a causa dei dazi potrebbe ridurne la competitività, favorendo alternative di altri paesi", sottolinea.  E per Marzano è necessario che "come avvenne nel 2018 per il contenimento dei dazi, serve un’azione diplomatica forte per scongiurare l’entrata in vigore di questi dazi o almeno per ridurne l’impatto. Inoltre, il sostegno agli agricoltori e alle aziende attraverso misure di compensazione potrebbe aiutare a limitare i danni”. E il messaggio agli imprenditori agricoli è chiaro. "Restare uniti e continuare a lavorare sulla qualità e sull’innovazione. Ma anche aprire ai nuovi mercati come gli Emirati Arabi, l’India e il Brasile che stanno emergendo con forza. L’agroalimentare è un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, e questo non cambierà. Serve però il supporto delle istituzioni per affrontare questa sfida e garantire che le nostre imprese possano continuare a crescere”, conclude.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


800 cervelli contro le infezioni emergenti: "Dal Pnrr maxi investimento da non sprecare"

(Adnkronos) - "Siamo partiti a fine 2022 con Inf-Act, iniziativa guidata da 3 grosse realtà - università di Pavia, Istituto superiore di sanità e Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) - e abbiamo aggregato 25 istituzioni che hanno dato il via al Partenariato esteso" sulle malattie infettive emergenti. "Partecipando a una competizione pubblica indetta dal ministero, siamo risultati vincitori per l'attivazione di questo programma di ricerca che è cresciuto negli anni e in totale cuba 114,5 milioni di euro di agevolazioni. L'investimento ha fatto da volano a traguardi importanti e siamo al rush finale. Ora si apre il discorso del dopo. Chiaramente non avremo a disposizione la stessa quantità di risorse. Il Pnrr è un po' come il piano Marshall, qualcosa di unico e irripetibile. Però abbiamo creato una generazione di ricercatori competitivi e capaci e falliremmo se non fossimo in grado di sfruttare quanto implementato, facendo il passo successivo. L'importante livello di interazione nazionale raggiunto potrebbe poi migliorare la nostra competitività in ambito europeo e mondiale". Federico Forneris, presidente della Fondazione Inf-Act e prorettore alla Ricerca dell'università di Pavia, ente capofila del progetto, stila un bilancio per l'Adnkronos Salute. Inf-Act è alla prova di maturità, e se ne parla in questi giorni, da giovedì 3 aprile a sabato 5 in occasione della 'Inf-Act Conference 2025'. "Formalmente il progetto termina il 31 dicembre, mancano poco più di 6 mesi". Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza "sono i vincoli ricevuti. Per noi è un anno decisivo - spiega - Si tirano le somme, cercando di mettere a terra i traguardi raggiunti per pensare al futuro. All'incontro di Napoli vogliamo ragionare e confrontarci. Abbiamo anche invitato i rappresentanti di altri programmi di ricerca e innovazione Pnrr che operano su altre tematiche, per capire quali possono essere gli argomenti su cui costruire un dialogo comune".  Serve un appello alle istituzioni? "Più che lanciare un appello mi sentirei di fare un'osservazione - risponde Forneris - Ciò che abbiamo messo in piedi finora, nonostante difficoltà sul piano amministrativo, è una macchina i cui ingranaggi girano piuttosto bene. Quello che mi aspetto è che, a livello di decisori politici e di alte sfere che si occupano delle decisioni su ricerca e innovazione nel nostro Paese, non si dimentichi che è stato fatto un investimento così importante. Se lasciassimo andare il lavoro fatto in questi 3 anni, probabilmente non riusciremmo a raggiungere il livello di competitività a cui ambiamo. Non sto dicendo: dateci più soldi - precisa - ma fate in modo che queste forme di ricerca collaborativa che sono state create possano essere riconosciute nel panorama nazionale e internazionale per il ruolo che stanno acquisendo grazie all'impegno che ci hanno messo". L'Italia, riflette Forneris, "è un Paese che, come dicono le statistiche da decenni, forma ricercatori estremamente capaci e poi a livello europeo si ritrova ad avere i propri migliori cervelli fuori", all'estero. "Grazie a questi investimenti auspichiamo ora di poterci presentare di fronte all'Europa in modo più competitivo di prima, perché abbiamo raggiunto un livello di rete che per esempio in altre nazioni in questo momento non c'è". I numeri lo confermano: "Il progetto è partito con una massa critica di 350 ricercatori strutturati nei 25 enti iniziali. Ma siamo stati in grado di crescere e favorire il network: se consideriamo tutti i soggetti entrati in qualità di partner all'interno del programma, ora superiamo le 60 istituzioni e le 700 unità di personale di ricerca".  "
Sommando poi tutto il personale reclutato - ricercatori a tempo determinato, dottorandi, borsisti, assegnisti, collaboratori tecnici - superiamo le 800 unità. Abbiamo generato un centinaio di posti a tempo determinato, essendo limitati dai vincoli temporali, ma è un percorso virtuoso - assicura - E stiamo vedendo che alcuni di questi ricercatori a tempo determinato stanno già iniziando ad essere strutturati, non necessariamente all'interno degli stessi enti che li hanno assunti".  Quali nuvole potrebbero offuscare il cielo sopra questa realtà? "Spostarsi da un investimento multimilionario a una situazione in cui effettivamente le coperte sono corte non è banale, ma ci mettiamo tutto l'impegno necessario", ragiona l'esperto. Il rischio di perdere cervelli, finiti i fondi, "è possibile. Perché, se le opportunità non siamo in grado di offrirle noi, ci sono altre realtà magari all'estero che sono in grado di farlo. Però noi ci stiamo mettendo il cuore e l'anima per fare in modo che non succeda. La consideriamo un'occasione su tanti piani diversi: uno degli obiettivi del Pnrr e del ministero dell'Università e della Ricerca era quello di formare nuove generazioni di ricercatori su temi specifici, noi avevamo il tema delle malattie effettive emergenti e su questo ci siamo attivati. C'è poi la capacità di creare una rete che si occupa di ricerca fondamentale, ma anche di ricerca che genera innovazione e produce qualcosa per il Paese".  Per Forneris è "uno dei successi più importanti riuscire a far dialogare e interagire in maniera efficace nell'ambito della ricerca operatori che prima si parlavano poco: penso al veterinario che dialoga con il clinico, che dialoga con il fisico matematico esperto di modellistica predittiva, il quale a sua volta dialoga con chi fa ricerca al bancone per cercare di sviluppare quello che può essere un sistema diagnostico o ciò che serve contro una minaccia. Creando questa rete che copre tutte le regioni d'Italia, di fatto riusciamo ad essere più efficaci nel creare questo tipo di relazioni. Abbiamo l'expertise e, grazie ai finanziamenti importanti ricevuti, abbiamo anche le tecnologie. Siamo all'interfaccia tra la ricerca accademica, la ricerca svolta dagli istituti ospedalieri e tutto quello che viene fatto in ambito sanitario da grandissime realtà che tra l'altro sono parte della nostra rete, quali l'Iss, gli istituti zooprofilattici".  "Se esiste qualcosa di simile all'estero? Siamo in contatto con alcune realtà sia in ambito francese che spagnolo, ma mi sentirei di dire che sono di dimensione un po' più piccola. Questo è stato uno dei più grossi investimenti che l'Europa ha fatto. E l'investimento che è stato fatto dal ministero con l'attivazione di questi grandi programmi è un unicum a livello europeo. Il nostro comitato scientifico ha al suo interno ricercatori di altissima fama di ambito europeo e quando li incontriamo ci è capitato più di una volta che dicessero: ma perché da noi non c'è una cosa simile? Mi auguro che gli aspetti legati proprio alla creazione di sinergie possano servire come spunto magari per sviluppare qualcosa di simile anche altrove. La ricerca nasce per definizione come collaborativa, senza confini geografici". Circa il futuro, "ci piace confrontarci anche con altre realtà di ambiti affini, non necessariamente uguali al nostro. Il ministero ha dato il via ad alcune opportunità: per esempio c'è un bando Pon aperto in questo momento a cui intendiamo partecipare. Il nostro impegno costante, sia nei confronti dei ricercatori del partenariato che del Paese, per via dell'investimento che è stato fatto con i fondi Pnrr, è fare in modo che tutte le opportunità a cui saremo esposti vengano prese in considerazione". Il prossimo passo è dunque quello di partecipare sempre di più a bandi come rete Inf-Act, conclude Forneris. "Stiamo utilizzando proprio il fatto che siamo una rete e, a seconda degli scopi di specifici bandi, vogliamo andare a presentare le migliori competenze e capacità di cui disponiamo, mostrando la nostra forza competitiva". (di Lucia Scopelliti) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Predict ricerca figure professionali in ambito healthcare

(Adnkronos) - Predict Spa, pmi innovativa attiva nel settore dell’healthcare, è alla ricerca di diversi profili tecnici e manageriali per l’ampliamento della propria squadra. L’azienda, con sede a Bari, è attiva nell’ambito specificatamente nella diagnostica in vivo, mediante la distribuzione di apparecchiature ecografiche e radiologiche, lo sviluppo di tecnologie innovative nel settore della breath analysis e del digital healthcare e ricerca figure come web developer, agenti di commercio, sales application specialist per l’ambito ecografico e del digital healthcare, impiegati contabili.  Tra i requisiti richiesti buone capacità comunicative e orientamento al cliente, con capacità di lavorare in autonomia. Predict ha aperto inoltre le candidature per la figura di director della strategic business unit digital healthcare. La risorsa è laureata in ingegneria, economia o discipline affini, con almeno cinque anni di esperienza in ruoli commerciali e di responsabilità nella gestione di un p&l nel settore med-tech/healthcare.  Guiderà la crescita della strategic business unit, definendo e implementando le strategie di sviluppo commerciali e di prodotto e gestendo un team dedicato. Nell’ambito delle iniziative di welfare e formazione, l’azienda sta avviando un percorso di mentorship che vuole accompagnare le persone nello sviluppo del giusto mindset e nell’acquisizione dei processi necessari per trasformare le idee in prodotti e servizi capaci di generare valore per l’azienda. Il percorso è sviluppato insieme alla Scuola di Palo Alto, oggi la principale Business school italiana non accademica, riconosciuta da anni per qualità della docenza e vicinanza al mondo dell’impresa ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Oropouche, E11, malattia X. Le sentinelle italiane: "Ora più forti contro le minacce"

(Adnkronos) - "Uno degli argomenti di cui parliamo spesso all'interno della rete Inf-Act è quello della cosiddetta malattia X, cioè l'incognita che potrebbe svilupparsi da un giorno all'altro e causare una situazione di emergenza. E oggi ciò che attraverso la rete siamo sicuramente in grado di fare è - laddove si dovesse sviluppare una situazione di emergenza circoscritta - applicare gli ultimi trend dal punto di vista della diagnostica e della caratterizzazione, per cui sicuramente saremmo in grado di isolare e identificare il patogeno e trasmettere l'informazione a tutti gli enti di competenza, con una prontezza che supera quella che avevamo nel 2019-2020", ai tempi di Sars-CoV-2. Federico Forneris, presidente della Fondazione Inf-Act e prorettore alla Ricerca dell'università di Pavia, ente capofila del progetto, ha una visione positiva.  Oggi, spiega all'Adnkronos Salute, possiamo essere "più forti di prima" di fronte a un'eventuale minaccia. "Perché su tutto questo - argomenta - abbiamo lavorato tanto. All'interno della rete Inf-Act saremmo in grado di fare dei modelli predittivi quasi istantanei del possibile livello di diffusione" di un patogeno "in determinate circostanze, quindi tenendo in conto il fattore ambientale, il momento dell'anno, la situazione in cui si è sviluppato il focolaio, le modalità con cui il determinato patogeno si diffonde, e così via. Per cui su questo siamo molto più forti di prima", assicura tirando le somme di un progetto durato 3 anni, che ha catalizzato le energie di centinaia di scienziati e gli investimenti arrivati da un'opportunità "unica e irripetibile" come è stato il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza.  Sulle sfide poste dalle malattie infettive emergenti gli esperti si confronteranno a Napoli, da oggi 3 aprile a sabato 5, in occasione della 'Inf-Act Conference 2025'. Mentre nel mondo si parla della possibile minaccia rappresentata dall'influenza aviaria, Forneris precisa che "non sappiamo" quale sarà la prossima emergenza. "Confrontandomi con i colleghi che si occupano in maniera più diretta proprio del monitoraggio delle infezioni emergenti, alla domanda su cosa dovrebbe preoccuparci risponderei così. Nel senso che le minacce emergenti sono qualcosa di molto difficile da prevedere. Ciò che Inf-Act fa è monitorare in maniera estremamente accurata gli scenari che si vengono a creare, a volte anche da un giorno all'altro". Alcuni esempi su cui la rete ha operato, "soprattutto in termini di diagnostica innovativa e rapida, fanno riferimento per esempio ai focolai di echovirus 11 (E11)", enterovirus che è stato collegato ad alcuni decessi di neonati in Europa nel 2023. E poi c'è stato il lavoro su Oropouche.  Il virus Oropouche "è stato immediatamente monitorato e soprattutto caratterizzato da molti dei ricercatori all'interno della rete - ricorda Forneris - Abbiamo avuto una linea di intervento piuttosto importante sui casi di febbre da questo virus che si sono sviluppati l'anno scorso", casi importati da Paesi come Brasile o Cuba, che si trovano in area epidemica. "Questi casi sono stati tra l'altro individuati inizialmente proprio da ricercatori dell'Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar che fanno parte della rete. La pubblicazione relativa all'isolamento e all'individuazione dei casi di Oropouche è una pubblicazione Inf-Act".  Si parla di "qualcosa che magari fino al giorno prima l'opinione pubblica neanche conosceva e che, di punto in bianco, grazie proprio all'expertise che abbiamo all'interno della rete, è stato identificato in pochissimo tempo, caratterizzato. Sono state anche definite a livello di organizzazione eventuali linee di intervento da applicare. E' la potenza di questo tipo di rete", rimarca l'esperto. Nell'ultimo periodo, però, sotto i riflettori c'è l'aviaria per via dell'aumento dei casi di H5N1 registrati nei mammiferi, dalle mucche da latte Usa ai gatti fino ad alcuni casi nell'uomo. "Ecco - evidenzia Forneris - l'influenza in generale è uno degli argomenti su cui abbiamo costruito anche una parte degli obiettivi di progetto, rappresenta per la rete uno dei 'proof of principle': trattandosi di un'infezione con carattere stagionale, di natura virale, che presenta un'elevata variabilità, di anno in anno, a volte in particolare legata appunto a fenomeni zoonotici come il caso dell'aviaria, viene da una parte vigilata e dall'altra caratterizzata all'interno di Inf-Act da parte di chi si occupa di sviluppo di strategie terapeutiche".  "Noi - continua il presidente della Fondazione Inf-Act - abbiamo tutto un distretto composto principalmente da chimici, biologi e ricercatori dell'ambito accademico, del distretto Cnr e affini, che hanno messo in piedi una pipeline per individuare, caratterizzare e quindi elaborare, speriamo entro la conclusione del progetto", prevista a fine anno, "quella che può essere la definizione di nuove molecole che nel prossimo futuro possono diventare antivirali efficaci. E' una sfida nella sfida, proprio perché occorre essere in grado di bloccare un'emergenza caratterizzata da componenti di elevatissima variabilità. Come è stato per esempio il Covid, dove le varianti hanno rappresentato l'elemento di attenzione principale".  Quanto a un'ipotetica malattia X, "l'auspicio ovviamente resta sempre quello che, se non si dovesse verificare, sarebbe meglio per tutti - premette Forneris - La statistica però ci dice che prima o poi succederà nuovamente e dovremo stare molto più attenti. Ma ora questa attenzione, anche grazie agli sforzi multidisciplinari fatti come mai prima d'ora, siamo in grado di metterla in campo. La rete ha queste capacità". Quando la dovrà usare per la malattia X "nessuno lo sa, non abbiamo la sfera di cristallo - sorride l'esperto - E' relativamente più semplice comprendere come potrebbe diffondersi una determinata situazione dopo l'innesco, ma prima non è possibile".  Cosa è cambiato nel panorama delle malattie infettive in questi anni? "Da una parte la pandemia ci ha insegnato che l'attenzione su queste cose non deve essere tenuta soltanto a livello di reparti specializzati degli ospedali, ma deve essere applicata a tutti i livelli. Ci ha insegnato a prestare molta più attenzione anche a livello di popolazione generale - ragiona Forneris - E poi c'è l'evoluzione tecnologica. Stiamo vivendo una fase in cui la combinazione di metodi predittivi, anche basati sull'intelligenza artificiale, e di tecnologie all'avanguardia negli ultimi 4-5 anni ha cambiato il mondo. Per esempio, nella ricerca sulla biologia molecolare", queste nuove possibilità "applicate ai patogeni chiaramente rivoluzionano le conoscenze che abbiamo a disposizione e ci permettono di fare un passo in più nella comprensione di come un determinato agente infettivo può risultare ostile a noi, ma anche agli animali o all'ambiente".  Il mantra è "One Health. Perché un conto è riuscire a intervenire su una malattia nel momento in cui un patogeno ha colpito un essere umano, un conto è vedere dove, come e quanto si sta diffondendo quel determinato agente patogeno prima di arrivare all'uomo. Noi in Inf-Act questo lo stiamo facendo, abbiamo coinvolto le migliori teste nazionali che si occupano proprio di questi ambiti. Abbiamo tutta la rete degli Istituti zooprofilattici sperimentali, abbiamo persone che studiano l'inquinamento delle acque e la diffusione di eventuali patogeni anche in contesti" sottovalutati. "Abbiamo un numero molto significativo di ricercatori, sia nel settore pubblico che nel privato, che si occupano di vettori - zanzare, zecche, flebotomi - insetti che nel nostro Paese rappresentano una delle forme principali di diffusione di infezioni. I casi di Dengue che sentiamo sempre più spesso menzionare in estate hanno portato l'attenzione a un livello molto più alto". Una parola che potrebbe fare la differenza nel futuro della lotta alle malattie infettive emergenti? Forneris non ha dubbi: "Interazione è la chiave di tutto. Nel momento in cui il medico individua il caso, nel momento in cui chi fa indagini nel bosco individua l'animale malato, nel momento in cui chi monitora le acque ha riscontrato la presenza di un rischio, interviene comunicando alla rete intera la presenza di quel rischio e la rete agisce di conseguenza". (di Lucia Scopelliti) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)