Sobiecka (L'Oréal Italia): "Per nove anni valutati Aaa con certificazione Cdp"

(Adnkronos) - "L’impegno contro il cambiamento climatico e la deforestazione e a favore della protezione della biodiversità e delle risorse idriche ci è valso la tripla A nella certificazione Cdp. Siamo l’unica azienda al mondo ad aver ottenuto questa certificazione per nove anni di fila, un risultato che mostra davvero il nostro impegno, che prosegue da molti anni, sul tema”. Lo ha detto Ninell Sobiecka, presidente e amministratore delegato di L’Oréal Italia, all’edizione 2025 di L’Oréal For The Future Day, l’evento con cui il Gruppo presenta i risultati e gli obiettivi in tema di sostenibilità sociale ed ambientale, uno dei principi cardine della strategia di L’Oréal.  “L’impegno di L’Oréal in sostenibilità comincia quarant'anni fa. Nel 2013 abbiamo lanciato il nostro primo programma in questo ambito - spiega Sobiecka - e nel 2020 è nato il nostro programma più recente ‘L’Oréal for the future’. Il nostro impegno in sostenibilità si fonda su tre pilastri: il primo è la trasformazione interna dei processi, del nostro modo di lavorare e di come realizziamo i prodotti. Il secondo si rivolge all’esterno e prevede di coinvolgere i nostri fornitori, clienti e consumatori in questa trasformazione. Terzo ed ultimo pilastro quello degli investimenti finanziari mirati a risolvere problematiche sia di sostenibilità ambientale che sociale, con grande attenzione all’empowerment femminile. Il nostro attivo coinvolgimento nelle sfide per una maggiore sostenibilità ci è stato riconosciuto anche da Ong indipendenti”.  “È la decima volta che organizziamo questo evento, la quarta nell’ambito del programma L’Oréal for the Future, e la ragione per cui siamo qui, estremamente emozionati, è il secondo pilastro di cui parlavo poco fa: siamo convinti che è fondamentale coinvolgere tutti nel processo di sostenibilità avviato. Solo lavorando insieme - precisa la Presidente e Ad di L’Oréal Italia - con clienti, fornitori e Ong, possiamo raggiungere una radicale e significativa trasformazione”. Grande importanza riveste anche il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle nuove generazioni, come illustra in conclusione Ninell Sobiecka: “Siamo particolarmente felici di aver tenuto questo evento all’università Iulm di Milano, rendendo possibile il coinvolgimento degli studenti nella nostra masterclass sulla sostenibilità. Una delle principali sfide per le nuove generazioni credo sia proprio quella di trovare soluzioni a problemi complessi e prementi come quelli ambientali e sociali. I giovani hanno quindi un ruolo importante da giocare, usando anche le nuove tecnologie e gli strumenti che possono davvero aiutare a trasformare il nostro pianeta. Contiamo su di loro e sono assolutamente fiduciosa che riusciranno a raggiungere l’obiettivo”. ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Bignami (Siaarti): "Ai aiuta anestesista a definire rischio singolo paziente"

(Adnkronos) - "All'interno del patient journey", quindi del percorso del paziente, "in anestesia e rianimazione sono moltissime le applicazioni dell'intelligenza artificiale. Un esempio molto importante è la stratificazione del rischio di ogni singolo paziente: passiamo infatti da avere un rischio generico di una complicanza - pensiamo a un paziente che viene sottoposto a un intervento per l'appendicite acuta - a definire dei rischi personalizzati per ogni singolo paziente". Lo ha detto Elena Bignami, presidente Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, rappresentante di Siaarti in Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, all'Adnkronos Salute in occasione di 'L'Ai Week', la fiera europea dedicata all'intelligenza artificiale in corso a Rho-Fiera Milano. La stratificazione del rischio clinico sul singolo paziente "ci permette anche di poter ottimizzare tutto il periodo perioperatorio, quel periodo che va dal prericovero al periodo intraoperatorio e nel postoperatorio - spiega Bignami - sia dal punto di vista clinico sia organizzativo. Questo per noi è molto importante", specie "in un periodo di risorse limitate e che, comunque, non vanno sprecate. Ci sono infatti strumenti di intelligenza artificiale - aggiunge - che ci permettono di capire quale sarà il paziente che avrà le complicanze principali, per esempio l'insufficienza renale acuta, l'insufficienza di altri organi specifici o la necessità di terapia intensiva: questo ci permette prevenire il fatto che accadano. Ci sono poi strumenti organizzativi che fanno in modo di poter usare in modo concreto e appieno tutte le risorse a disposizione dei nostri pazienti. Per esempio nella sala operatoria, che è un ambiente molto costoso e ad alta performance - sottolinea la presidente Siaarti - l'intelligenza artificiale ci aiuta" a sfruttare al meglio ogni aspetto. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Amazon lancia Econo.Mia, piattaforma e-learning per accrescere competenze economico-finanziarie

(Adnkronos) - Da oggi tutte e tutti i dipendenti di Amazon in Italia potranno usufruire di un nuovo strumento di crescita personale, reso possibile grazie alla collaborazione dell’azienda con ActionAid attraverso Fondazione Realizza il Cambiamento. Prende vita la piattaforma digitale Econo.Mia, un percorso di alfabetizzazione nato con l’obiettivo di accrescere e consolidare le competenze economico-finanziarie, centrali per poter assumere decisioni informate e autonome, soprattutto in ottica di equità di genere. Il training, sviluppato con il supporto della piattaforma Rame, proseguirà fino a fine anno e si comporrà di una serie di videolezioni e altri materiali improntati a fornire una conoscenza di base utile per la vita di tutti i giorni, con strumenti e suggerimenti pratici, valorizzando una cultura del rispetto e dell’equità.  Salvatore Iorio, hr director delle operations di Amazon in Italia, ha commentato: “Econo.Mia nasce dall’ascolto attento delle e dei nostri dipendenti, della società in cui viviamo, nasce dal dialogo con il territorio e dal confronto con importanti figure istituzionali ed enti del terzo settore. In un contesto come quello Italiano, in cui l'alfabetizzazione economico-finanziaria registra livelli ancora bassi, riteniamo che offrire opportunità di formazione sia essenziale non solo per la crescita professionale, ma soprattutto per quella personale e familiare. L’assenza di queste competenze genera, nella migliore delle ipotesi, difficoltà a reagire ai cambiamenti del mondo, strutturare obiettivi, soprattutto in contesti di grande incertezza come quello attuale, e immaginare il proprio futuro con padronanza, consapevolezza e autonomia. Soprattutto, però, può condurre a relazioni personali, familiari o professionali all’insegna della dipendenza, che costituiscono un grave fattore di rischio per l’autonomia e la sicurezza della persona. In Amazon abbiamo da sempre investito nella crescita delle nostre persone, e questo ambito, così cruciale nel percorso per l’equità di genere, non può costituire un’eccezione”. Inoltre, in alcuni territori in cui è presente con le proprie sedi logistiche, Amazon proporrà alcuni momenti di riflessione sui temi dell’educazione finanziaria come strumento nella lotta alla violenza di genere, in collaborazione con ActionAid. Il pubblico che prenderà parte a questi eventi avrà la possibilità di iscriversi gratuitamente al training, altrimenti riservato esclusivamente ai dipendenti Amazon, alle loro famiglie e alla community di ActionAid. Presentato oggi a Roma, il lancio del progetto è stato occasione per un momento di confronto sull’insufficiente livello di alfabetizzazione economico-finanziaria in Italia e sulle conseguenze dirette che ciò comporta in termini di violenza economica ed equità di genere. Tra i partecipanti all’incontro, Linda Laura Sabbadini, già Direttrice Centrale Istat e pioniera delle statistiche per gli studi di genere, Katia Scannavini, co-segretaria generale di ActionAid e Salvatore Iorio, hr director delle operations di Amazon.  “L’indipendenza economica e l’autonomia delle donne sono elementi fondamentali per la nostra vita. Se non si è indipendenti economicamente non si è solo più a rischio di povertà, ma anche di violenza domestica. E' già difficile uscire da un contesto di violenza quando si hanno un lavoro e un reddito, figuriamoci se non si è autonomi economicamente. E' necessario avere consapevolezza, cioè, essere tutti coscienti di quanto la formazione, anche in termini di educazione finanziaria, sia uno degli aspetti cruciali per uscire da queste situazioni e vivere meglio”, sottolinea Linda Laura Sabbadini, già direttrice Istat. Come si legge una busta paga? Siamo in grado di fare scelte consapevoli quando si parla di investimenti o polizze assicurative? Sappiamo attivare una pensione integrativa? Econo.Mia dedicherà ogni videolezione ad un argomento specifico, tra quelli che ancora necessitano di approfondimento nel nostro Paese. Lo sottolinea lo studio sulle competenze finanziarie in Italia che Amazon ha affidato all’istituto di ricerca SWG e che restituisce una fotografia di una società italiana ancora acerba in termini di competenze economico finanziarie, in cui le differenze di genere sono nette e foriere di disuguaglianze. L’analfabetismo economico è diffuso: solo un intervistato su tre saprebbe spiegare termini come ‘RAL’ e concetti come ‘inflazione’ e ‘tasso di interesse’. La mancanza di conoscenza porta con sé ingiustizie sociali, con un risvolto preoccupante anche in termini di violenza di genere. Lo dimostrano alcuni preoccupanti dati illustrati durante l’incontro: in Italia le donne guadagnano meno degli uomini, hanno carriere più discontinue, pensioni inferiori, minore accesso a strumenti bancari o di investimento o, ancora, più di un quarto delle donne italiane non ha alcuna fonte di reddito, il 22% si trova in condizione di dipendenza finanziaria. “L’educazione finanziaria - ha spiegato Katia Scannavini, co-segretaria Generale di ActionAid - rappresenta oggi uno strumento essenziale per contrastare le disuguaglianze sociali e promuovere una società più equa e consapevole. In Italia sono le donne quelle più esposte al rischio di esclusione finanziaria e dipendenza economica. Questo rende cruciale il lavoro sull’educazione finanziaria come leva per l’indipendenza economica, la riduzione del gender gap e per permettere alle donne di uscire da relazioni violente e ricostruire una vita libera e sicura. Ma non solo. L’educazione finanziaria diffusa a tutti i livelli è in grado di innescare un cambiamento culturale profondo e imprescindibile nei modelli educativi e nei messaggi sociali, per far sì che il denaro – e il conseguente potere che da esso deriva – non sia più una questione da uomini. L’indipendenza economica non è dunque solo una questione di soldi: è un diritto, un mezzo di protezione e un passo fondamentale verso la libertà”. La sinergia tra Amazon e ActionAid, avviata lo scorso autunno, proseguirà durante tutto il corso del 2025, con l’obiettivo di avvicinare il maggior numero di persone a questi temi, attraverso momenti di sensibilizzazione organizzati sul territorio e aperti al pubblico, il primo dei quali è previsto per il 22 maggio a Palermo.  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Piovella (Soi): "In oftalmologia Ai centrale per risolvere liste d'attesa"

(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale in oftalmologia ha un ruolo sempre più centrale, soprattutto in un momento in cui affrontiamo gravi criticità: liste d'attesa lunghissime, con fino a 2 anni per un intervento di cataratta e 1 anno per una visita nel pubblico. L'Ai ci permette di guadagnare tempo prezioso, ottimizzare i processi, evitare tempi morti e supportare il medico nella diagnosi. Non sostituisce il clinico, ma lo aiuta a focalizzarsi sulle decisioni cruciali. Oggi disponiamo di tecnologie in grado di misurare variazioni di pochi millesimi di millimetro nella retina. Una rivoluzione rispetto a quando lavoravamo 'alla cieca'. Tutto questo è scienza, è precisione, è cura migliore per i pazienti". Così Matteo Piovella, presidente Società oftalmologica italiana (Soi) e tesoriere Fism (Federazione società medico scientifiche italiane), all'Adnkronos Salute oggi a Milano, partecipando a 'L'Ai Week', evento dedicato all'intelligenza artificiale.  "Serve anche una nuova mentalità, esperienza e formazione per usare al meglio queste tecnologie", avverte l'esperto che però è "ottimista: l'Ai - afferma - sarà uno strumento fondamentale per una sanità più efficiente e giusta". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Endocrinologa Colao: "Ai e software migliorano gestione multimorbidità"

(Adnkronos) - Il patient journey di un paziente con multimorbidità - nel caso abbia problematiche metaboliche come il diabete, cardiologiche e nefrologiche, che quindi oltre al diabetologo ha bisogno anche del cardiologo e dell'esperto di patologie renali - "non è altro che il percorso che deve fare nella sua presa in carico di salute. Questo vuol dire che dovrà vedere più specialisti, con più prescrizioni, con più analisi da fare, con più visite. Il patient journey vuole normalizzare questo processo, fare in modo che il paziente riesca" a fare tutto ciò che serve per la sua salute contando su "una collaborazione digitale degli specialisti, tra di loro, con un miglioramento nei tempi della visita, ma anche nell'interazione tra le loro competenze. In questo, i software di intelligenza artificiale ci potranno aiutare moltissimo perché eviteranno ripetizioni e soprattutto eviteranno le interazioni fra farmaci di cui spesso non siamo assolutamente consapevoli e questa è la vera innovazione da un punto di vista medico e scientifico". Lo ha detto Anna Maria Colao, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all'università Federico II di Napoli e consigliera Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, all'Adnkronos Salute oggi a Milano, partecipando a 'L'Ai Week', evento dedicato all'intelligenza artificiale. "Noi chiamiamo intelligenza artificiale un insieme di nuove tecnologie che si basano anche sulla costruzione di algoritmi - spiega Colao - Il machine learning, cioè il fatto che la macchina può imparare da ciò che noi inseriamo, ci rende ovviamente partecipi di questo processo. Se non inseriamo i dati in modo pulito, attento, accurato, porteremo l'algoritmo ad andare verso direzioni che potrebbero anche nel medio futuro diventare errate e portarci in direzioni sbagliate. Quindi abbiamo tutti una grandissima responsabilità: quella di essere super accurati quando inseriamo il dato all'interno del sistema, sperando che nel futuro il sistema riesca a correggere noi e se stesso, riconoscendo gli errori di digitazione o l'errore di inserimento".  In questo contesto "c'è bisogno ancora di grande formazione, di educazione - sottolinea l'esperta - perché noi ci rivolgiamo a una popolazione oggi di età molto ampia e c'è una larga fascia che non è nativo digitale. Le persone che hanno superato i 60 anni, che non vivono in grandi città, che non hanno accesso a tutti questi software digitali, hanno grandi difficoltà a prendere questi mezzi come reali nella loro vita quotidiana. Abbiamo bisogno di fare formazione e in questo le società scientifiche, ma anche proprio i mezzi a disposizione dei ministeri, della macchina dello Stato, potranno aiutare. C'è ancora un gap da risolvere anche nella parte medica, degli infermieri, personale amministrativo. Ci auguriamo che questi anni servano a diventare più veloci". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Gandolfo (Sirm): "Digitalizzazione ha cambiato radicalmente percorso di cura"

(Adnkronos) - "Oggi siamo in una fase cruciale. La digitalizzazione ha cambiato radicalmente il modo in cui affrontiamo il percorso di cura: dalla prevenzione, alla diagnosi, alla terapia. Questo cambiamento, però, richiede un adeguamento tecnologico, culturale e organizzativo. Stiamo passando da un approccio centrato sulla patologia a uno centrato sul paziente, grazie a strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale che ci permettono di essere più continui, oggettivi e personalizzati. E' una vera rivoluzione, che coinvolge il modo stesso in cui intendiamo la medicina". Lo ha detto Nicoletta Gandolfo, consigliera Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, e presidente Sirm, Società italiana di radiologia medica, all'Adnkronos Salute in occasione della fiera europea 'L'Ai Week', dedicata all'intelligenza artificiale, in corso a Rho-Fiera Milano. Ci sono però anche "criticità importanti - avverte Gandolfo - I sistemi digitali, molto spesso, non dialogano tra loro. Non è un problema solo di compatibilità tecnica, ma anche - e soprattutto - organizzativo: ogni sistema funziona in silos, isolato, e manca un'integrazione reale. E questo accade anche in radiologia, una delle discipline più digitalizzate da anni. Un altro nodo cruciale - sottolinea - riguarda la raccolta e la gestione dei dati. I dati non sono sempre omogenei né centralizzati e questo limita la personalizzazione delle terapie e la capacità predittiva su malattie oncologiche e non oncologiche. A tale proposito, serve una centralizzazione e un modello condiviso di raccolta e utilizzo". Un ulteriore elemento critico riguarda la sostenibilità. "Se crediamo nell'intelligenza artificiale - osserva la presidente Sirm - dobbiamo investire in progetti concreti, che entrino nei flussi clinici quotidiani, non restino solo progetti sperimentali. Oggi molti software sono dati in prova gratuitamente, ma non sono integrati nei sistemi sanitari, e ogni specialità usa strumenti diversi, che poi perdono i dati raccolti", per questo "serve una visione più ampia, sostenibile e integrata". Infine, "è indispensabile un cambiamento culturale: tra i professionisti sanitari, non tutti sono pronti a lasciare il vecchio per il nuovo, e anche tra i pazienti non tutti sono pronti o in grado di interagire con strumenti digitali e App. Credo che tutto questo - conclude - si possa affrontare con tre parole chiave: insieme, collaborazione e condivisione. Solo così potremo costruire un sistema realmente innovativo, equo e centrato sul paziente". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Gesualdo (Fism), 'già lanciati 14 percorsi di cura digitalizzati con Ai'

(Adnkronos) - "Il nostro obiettivo è quello di garantire una sanità equa per tutti. Parlare di sanità significa innanzitutto fare prevenzione, ma quando ci ammaliamo tutti dobbiamo poter usufruire del percorso di cura nei giusti modi e con i giusti strumenti. In questo Fism negli ultimi 2 anni si è molto impegnata perché ha già lanciato 14 nuovi patient journey, cioè il viaggio del paziente con malattia cronico-degenerativa, nonché malattie rare, quindi un percorso digitalizzato" per ridurre ridurre "i tempi di attesa, i viaggi della speranza, migliorare la qualità di vita del paziente e del suo caregiver". Così Loreto Gesualdo, presidente Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, all'Adnkronos Salute in occasione di 'L'Ai Week', la fiera europea dedicata all'intelligenza artificiale che si svolge a Rho-Fiera Milano oggi e domani, 13 e 14 maggio.  Per l'evento "sono coinvolte ben 10 federate Fism che hanno animato una discussione sul ruolo dell'intelligenza artificiale nei percorsi di cura", spiega Gesualdo, mettendo il luce "il ruolo delle istituzioni, delle società scientifiche", ma anche "come il paziente percepisce questo cambio di passo, e quindi delle competenze digitali che devono essere portate al paziente e del ruolo dell'industria: nella sostenibilità anche le partnership pubbliche e private devono sostenere il sistema". In questo contesto è stata lanciata 'Clara: Ai clinical navigator' di Fism, uno strumento innovativo sviluppato da Visionage srl per supportare i professionisti sanitari nella cura dei pazienti. "Clara è un'assistente digitale che si mette a disposizione del medico e del paziente - chiarisce Gesualdo - per guidare il percorso terapeutico. Grazie all'aggancio con le linee guida è in grado di riportare al medico lo standard di cura per un determinato paziente, ma addirittura è in grado di" segnalare "i nuovi trial clinici in corso" di cui potrebbe beneficare "quel determinato paziente. Una vera rivoluzione". Il ruolo dell'intelligenza artificiale "è supportare il medico nel percorso di cura, ma non dimentichiamoci - avverte il presidente Fism - dell'intelligenza naturale, l'intelligenza umana che è il cosiddetto 'touch', il tocco, la stretta di mano, il guardarsi negli occhi, il far percepire al paziente", come clinico, che "io mi prendo cura di te. Non conosco ancora un tool di intelligenza artificiale in grado di fare questo - rimarca - L'intelligenza artificiale, però, mi permetterà di liberare il mio tempo per poter dare quel touch di sensibilità, di vicinanza al paziente che vede in me chi lo aiuterà nel suo percorso di cura". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Alimenti, barrette proteiche al collagene per calo peso doppio, studio

(Adnkronos) - Il segreto per perdere più peso? Potrebbe essere consumare delle barrette proteiche speciali. Ricoperte di cioccolato come quelle classiche ma con un ingrediente che potrebbe fare la differenza: sono arricchite al collagene, proteina presente nel tessuto connettivo, "sicura, economica e facile da ottenere", assicurano gli autori di una ricerca che ha dimostrato come, inserendole nella dieta, si possa ottenere un calo di peso doppio rispetto a chi non le mette in menu. Lo studio viene presentato al Congresso europeo sull'obesità (Eco 2025) in corso a Malaga (Spagna) fino a mercoledì 14 maggio ed è pubblicato sulla rivista 'Nutrients'. I ricercatori che lo hanno condotto, un team spagnolo, spiegano che si è osservata anche una maggiore riduzione della pressione sanguigna e del girovita e un ulteriore miglioramento della salute del fegato.  "Molti farmaci per la perdita di peso sono costosi - spiega la ricercatrice Paola Mogna-Peláez dell'università di Navarra, Pamplona - Eravamo interessati al collagene perché", oltre ad essere facilmente reperibile e low cost, "non si conoscono effetti collaterali. È anche un composto che il pubblico conosce bene. La struttura di questa proteina può essere modificata per consentirle di assorbire più acqua, il che ne porta ad aumentare le dimensioni. Volevamo scoprire se un composto di questo tipo crea una sensazione di sazietà quando si espande nello stomaco, riducendo l'appetito e portando alla perdita di peso". Per approfondire l'argomento, Mogna-Peláez e colleghi hanno condotto uno studio clinico randomizzato controllato di 12 settimane su 64 persone di età compresa tra 20 e 65 anni con sovrappeso o obesità (50% donne, peso medio 83,9 kg, Bmi medio 29,65 kg/m²). A tutti i partecipanti sono stati forniti consigli alimentari salutari basati sulla dieta mediterranea. Inoltre, a metà di loro è stato chiesto di consumare una barretta proteica al gusto di cioccolato arricchita con collagene (10 g di collagene per barretta) con un bicchiere d'acqua prima di pranzo e cena ogni giorno. Il collagene, di origine bovina, era stato trattato per assorbire più acqua, in modo da aumentare di volume se consumato appunto accompagnato da acqua. I partecipanti hanno compilato un questionario sull'appetito e si sono sottoposti a una serie di misurazioni corporee e ad altri test, sia all'inizio che a intervalli regolari. Dopo 12 settimane, il gruppo che aveva assunto collagene aveva perso più peso rispetto al gruppo di controllo (3 kg contro 1,5 kg). Questo nonostante entrambi i gruppi assumessero lo stesso numero di calorie, affermano i ricercatori. La pressione sanguigna sistolica è diminuita di 8 mmHg nel gruppo collagene, ma è aumentata leggermente (aumento di 0,4 mmHg) nel gruppo di controllo. Anche la circonferenza vita (2,8 cm contro 2,5 cm), l'indice di massa corporea (1,2 unità contro 0,78 unità) e l'indice di steatosi epatica, indicatore della salute del fegato, sono diminuiti maggiormente nel gruppo collagene rispetto al gruppo di controllo. E ancora: la massa magra (tessuto non adiposo, incluso il muscolo) è aumentata nel gruppo collagene, suggerendo che i partecipanti potrebbero aver sviluppato massa muscolare, ma è rimasta invariata nel gruppo di controllo. Nel complesso, i risultati indicano che la perdita di peso nel gruppo del collagene non era dovuta alla perdita di massa muscolare, spiegano i ricercatori, alcuni dei quali lavorano presso l'azienda che produce l'integratore e le barrette proteiche. Il questionario ha mostrato che il gruppo del collagene si sentiva meno affamato e più sazio rispetto al gruppo di controllo. I livelli di leptina, ormone che induce il senso di sazietà, sono diminuiti in entrambi i gruppi, ma erano più alti alla fine dello studio nel gruppo del collagene rispetto al gruppo di controllo. Negli esperimenti sugli animali si è osservata anche una riduzione dei livelli di grelina, ormone che stimola l'appetito. L'integratore si è inoltre gonfiato fino a quasi 20 volte le sue dimensioni originali nell'acido gastrico e ha mostrato una bassa digeribilità. Nessuno dei partecipanti ha segnalato effetti collaterali e il gruppo del collagene hanno valutato le barrette molto bene (8,8 su 10) per il gusto in un questionario. "I nostri risultati - conclude Mogna-Peláez - indicano che, gonfiandosi nello stomaco, il collagene ha fatto sì che i partecipanti si sentissero meno affamati, il che li avrebbe portati a mangiare meno e quindi a perdere peso. Il collagene potrebbe anche aver portato a sviluppare massa muscolare e sappiamo che i muscoli bruciano più calorie dei grassi. È anche possibile che modifichi la composizione della flora batterica intestinale, il che potrebbe aiutare nella perdita di peso e nel controllo dell'appetito". I ricercatori stanno ora conducendo uno studio più ampio per approfondire i meccanismi d'azione, in particolare in relazione al microbiota intestinale. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Niguarda Milano, interventi col robot raddoppiati e 'vivaio' giovani camici

(Adnkronos) - Sempre più interventi con il 'robot chirurgo' come assistente, ormai 'habitué' delle sale operatorie dell'ospedale Niguarda di Milano. Con le sue "9 piattaforme attive", la struttura è "un centro di riferimento internazionale per la chirurgia robotica", spiegano dal centro meneghino. I numeri mettono in evidenza il balzo in avanti costante: il 2024 si è chiuso con oltre 1.100 interventi assistiti con il robot chirurgico, "un numero che è praticamente il doppio rispetto all'anno precedente". La grande esperienza e la casistica sono ora messe a frutto nel Progetto Vivaio, un programma di formazione per i chirurghi del futuro coordinato da Giovanni Ferrari, direttore della Chirurgia generale oncologica e mininvasiva di Niguarda. "Il nostro ospedale - afferma Ferrari - è il primo a livello europeo ad aver introdotto un programma di Total Practice Robotica, con cui sono stati completamente sostituiti gli interventi di laparoscopia con la robotica nella chirurgia generale. E' un passaggio importantissimo, che rende finalmente democratico l'accesso a questa chirurgia di ultima generazione. Rispetto alle tecniche impiegate finora, come la chirurgia open e la laparoscopia, il robot consente un miglior recupero post operatorio, una maggiore precisione, minori effetti avversi e spesso anche una degenza ridotta: tutti fattori che migliorano di gran lunga la qualità delle cure che siamo in grado di offrire quotidianamente ai nostri pazienti". Più in generale, anche se l'uso del robot in sala operatoria è diventato a Niguarda "democratico e per tutti", c'è ancora un po' di strada da fare per la formazione dei chirurghi italiani, sottolineano dall'ospedale. Il Progetto Vivaio "punta ad un vero e proprio programma strutturato - commenta Ferrari - per introdurre i giovani professionisti alla pratica clinica e alla chirurgia di più alta complessità. E' una sfida in cui crediamo molto, anche perché grazie alle tecnologie di ultima generazione possiamo contare su un addestramento molto più rapido e semplice rispetto al passato".  Ad esempio, continua Ferrari, "il chirurgo in formazione può essere ai comandi del robot, ma avere nella consolle a fianco il chirurgo esperto in grado di guidarlo o di subentrare in ogni momento in caso di problemi. Una cosa che con le tecniche tradizionali raramente è possibile fare con la stessa efficienza e rapidità". Il Progetto Vivaio di Niguarda, oltre a formare chirurghi specializzati in tecnologie avanzate, punta a rappresentare "una risposta alla necessità di incentivare e supportare le nuove generazioni di professionisti della sanità - si legge in una nota - Investire nella formazione, così come offrire possibilità di crescita e sviluppo professionale attraverso programmi strutturati e innovativi, può contribuire a contrastare la crisi di vocazione e attrarre nuovi talenti nel campo medico". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salario minimo, Consulenti lavoro: "Sistema retributivo italiano tra più completi in Europa"

(Adnkronos) - I lavoratori italiani possono contare su un sistema retributivo garantista che prevede un livello di protezione economica tra i più completi e articolati nel panorama europeo. Il modello italiano è, infatti, fondato su una solida architettura di contrattazione collettiva e su istituti normativi consolidati, come la tredicesima e la quattordicesima mensilità e il Trattamento di fine rapporto, non previsti per legge negli altri sistemi retributivi europei. È il caso, ad esempio, di quelli vigenti in Francia, Germania, Romania, Spagna e Svezia. È quanto emerge dall’approfondimento della Fondazione studi consulenti del lavoro dal titolo 'Struttura della retribuzione e salario minimo: disciplina italiana e confronto con altri Stati comunitari', che mette a confronto la disciplina retributiva italiana con quella dei cinque Paesi europei citati. E i consulenti del lavoro in un documento presentato oggi in Commissione Lavoro del Senato nelle osservazioni sui disegni di legge sul salario minimo nn. 956, 957 e 1237 sottolineano che "in uno scenario" come quello italiano "la previsione di un 'salario minimo' di derivazione legale potrebbe essere percepito come un elemento di disturbo nel paradigma del dialogo delle parti sociali, normalmente impegnate su un fronte indubbiamente più esteso ed esauriente".  Oggetto dello studio sono stati i sei ccnl più applicati in Italia, cioè utilizzati per la gestione di svariati milioni di lavoratori. Così come va sottolineata la copertura universale che ha la contrattazione collettiva nel nostro Paese. La comparazione non si limita al solo valore del salario minimo legale – spesso usato come unico indicatore – ma si estende all’intera struttura della retribuzione, includendo elementi indiretti e differiti, come indennità contrattuali, mensilità aggiuntive e Tfr.  Il quadro che emerge dall’analisi della Fondazione Studi, secondo i consulenti del lavoro "è chiaro: le 'retribuzioni ultra-mensili e differite' (13^ e 14^ mensilità e Trattamento di fine rapporto) in Italia sono istituti contrattuali previsti per legge, o per ccnl, a differenza di quanto accade nei cinque Paesi messi a confronto".  In sostanza, per realizzare una comparazione credibile, secondo i professionisti, "è necessario osservare non solo i minimi retributivi orari, ma l’intera struttura della retribuzione. Infatti, soffermandosi esclusivamente sulla paga oraria non si rappresenta in modo veritiero quanto viene percepito effettivamente da un lavoratore. Dunque, anche in assenza di un salario minimo legale, il livello retributivo complessivo previsto dai Contratti collettivi nazionali di lavoro è già in linea o addirittura superiore alla retribuzione minima imposta per legge in altri Stati".  A questo si aggiunge il fatto – si sottolinea nel documento dei consulenti del lavoro – che in alcuni casi la contrattazione collettiva italiana si spinge addirittura oltre la quattordicesima mensilità, disegnando elementi retributivi ulteriori, che a esempio possono essere previsti sotto forma di welfare come la conciliazione vita-lavoro e l’assistenza sanitaria integrativa. Nonché la corposa previsione di ore retribuite con permessi giustificati; ovvero tutti gli strumenti erogati dalla bilateralità. Come evidenziato, la forza del modello italiano risiede, dunque, nella sua flessibilità e capacità di adattamento settoriale, garantita dalla contrattazione collettiva rappresentativa. Un meccanismo che consente di calibrare i trattamenti economici in base alle reali esigenze dei lavoratori e delle imprese, assicurando al contempo equità e dignità del lavoro in conformità all’art. 36 della Costituzione.  La contrattazione collettiva è, dunque, secondo i consulenti del lavoro "un patrimonio da preservare, perché in grado di garantire tutele economiche solide e flessibili ai lavoratori, adattandosi ai cambiamenti del mercato. Naturalmente, in questa indagine non viene incluso il valore del costo della vita che determina il potere di acquisto delle retribuzioni. Costo della vita che nei Paesi oggetto della comparazione ha oscillazioni diverse, in molti casi superiore a quello italiano. E per ovviare a ciò è dunque necessario spingere nei ccnl sulla retribuzione di risultato, valorizzando la partecipazione attiva dei lavoratori al successo dell’impresa. Un approccio che potrà genere benefici tangibili in termini di produttività, retribuzione e rafforzamento del legame tra impresa e capitale umano", conclude.  ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)