Federlegnoarredo festeggia 80 anni a San Servolo, 52 mld fatturato 2024
(Adnkronos) - Il 2024 si è chiuso con un fatturato complessivo di circa 52 miliardi di euro, di cui quasi 20 miliardi legati all’export, che registra tuttavia un lieve calo del 2,1%. Un dato che riflette le difficoltà di alcuni mercati chiave, ma anche la capacità di un settore in costante evoluzione che, almeno nel 2024, ha saputo performare meglio di altri. Dopo un inizio d’anno promettente, però, l’export della filiera ha registrato a febbraio un calo del 4,8%, portando il dato cumulato del primo bimestre a -0,7%, per un valore di quasi 3 miliardi di euro. Le flessioni maggiori si sono registrate in Francia (-3,3%) e Germania (-3,2%). Stabili gli Stati Uniti (-0,1%), mentre Spagna (+6,6%) e Polonia (+11,5%) si distinguono per il segno positivo (Centro Studi FederlegnoArredo). E' il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, a condividere nel suo intervento i dati con gli associati e analizzare la situazione economica del momento, ribadendo al contempo come “Ottant’anni non sono solo un traguardo, ma una testimonianza di visione. In un’Italia ancora segnata dalla guerra, gli imprenditori ebbero il coraggio di credere nell’associazionismo come strumento per costruire insieme il futuro. Oggi quell’eredità è più attuale che mai, e ne conserva il valore fondante”. Grande riconoscimento al lavoro svolto dalla Federazione in 80 questi anni e all’importanza della filiera legno-arredo è arrivato per l’occasione anche dalle istituzioni. Per il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, “l'ottantesimo anniversario di FederlegnoArredo non rappresenta una semplice ricorrenza, ma il riconoscimento di una filiera che ha saputo evolversi, affrontare sfide e rappresentare l'eccellenza del Made in Italy nel mondo: la nazione ne è davvero orgogliosa. Siamo stati la prima nazione in Europa ad adottare una strategia forestale nazionale e sosteniamo i contratti di filiera favorendo la sinergia di imprese. Oggi voglio garantire ancora una volta a tutti i membri della Federazione che il governo continuerà a lavorare con un dialogo sempre aperto per raggiungere obiettivi comuni: creare ricchezza, creare lavoro, garantire l'ambiente”. E' il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a sottolineare il ruolo strategico della Federazione: “Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per l’impegno e la visione che caratterizza FederlegnoArredo. Se celebriamo oggi ottant’anni di storia, significa che già tra le macerie del 1945 c’era chi iniziava a costruire il futuro, con spirito imprenditoriale e con la volontà di dare vita a una forma di associazionismo capace di rappresentare un comparto. Oggi il ruolo di FederlegnoArredo e dei suoi imprenditori è sotto gli occhi di tutti: avete saputo trasformare territori in distretti che fanno innovazione, diventando protagonisti riconosciuti sui mercati nazionali e internazionali. Questo è per noi un grande motivo d’orgoglio: ovunque si vada nel mondo, il legno-arredo italiano è sinonimo di eccellenza. Anche in un momento storico complesso, il vostro lavoro resta un punto di riferimento per occupazione, reputazione e spirito imprenditoriale. Grazie per ciò che avete costruito e continuate a costruire”. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, già alla guida della Federazione dal 2017 al 2020, ha ribadito in qualità di past president: "Tanti auguri per questo ottantesimo alla Federazione, la casa comune degli associati che conosco bene: è veramente un piacere salutarvi riuniti a Venezia, per celebrare in un luogo simbolico la storia di FederlegnoArredo, ma anche del nostro sistema produttivo. Sappiamo quanto i prodotti del settore siano un’eccellenza del Made in Italy, e rappresentino una risorsa importante per l’export del nostro Paese. Oggi le tensioni per tutti i comparti industriali sono altissime. Siamo quindi chiamati a cercare nuovi mercati e sostenere le imprese nel mantenere la loro competitività, salvaguardando le filiere di eccellenza come quella che FederlegnoArredo rappresenta". Una tre giorni di confronto e visione che ha visto grande partecipazione e coinvolgimento, un’occasione concreta per fare il punto sull’evoluzione del comparto, in un contesto segnato da trasformazioni profonde. Sostenibilità ambientale, transizione digitale e dinamiche globali sfidanti sono stati i temi al centro del dibattito. Tra gli ospiti, Mario Cucinella, architect & founder di Mca, e Simone Cason, amministratore unico della San Servolo srl. “Venezia è un luogo storicamente di mercati e scambi. Abbiamo voluto - spiega Feltrin sottolineando come San Servolo sia un luogo simbolico e perfetto per l’occasione - che questo anniversario parlasse di apertura, dialogo e visione globale. Con i green design days abbiamo ribadito che la nostra filiera è fatta di imprese che producono beni durevoli, sostenibili, e che innovano non solo nel prodotto ma anche nel processo, per rispondere ai nuovi modelli di consumo e a una responsabilità estesa che ci chiama a ripensare il ciclo di vita dei nostri prodotti. Le nostre aziende, riunite in tre giorni di confronti e costruzione di valore, hanno mostrato come la sostenibilità sia oggi parte strutturale del loro modello industriale: una scelta strategica, consapevole, in sintonia con i mercati più evoluti”. I green design days hanno rappresentato un momento centrale di sperimentazione e confronto. Workshop interdisciplinari – come Lacuna curato da Angela Rui e Massimo Barbierato, e il laboratorio di additive manufacturing promosso da Designtech – hanno esplorato il dialogo tra manifattura e digitale. La presenza di studenti, tra cui quelli della Scuola italiana design di Padova, ha rafforzato il ponte tra industria e nuove generazioni. Centrale anche la testimonianza diretta delle imprese associate che hanno raccontato progetti concreti verso la sostenibilità: rigenerazione dei materiali, processi a basso impatto ambientale, strumenti di Life cycle assessment, co-progettazione con designer e R&D. Il messaggio condiviso è chiaro: sostenibilità e competitività sono oggi inscindibili. Tra i momenti simbolici della tre giorni, l’inaugurazione dell’anfiteatro 'Un fiore a San Servolo', progettato da Mario Cucinella con il supporto di un network di imprese attive nell’innovazione sostenibile. Una struttura organica, aperta alla cittadinanza, che ha debuttato con un monologo inedito di Giancarlo Giannini, realizzato in collaborazione con la Fondazione centro sperimentale di cinematografia. "Un Fiore a San Servolo nasce da un profondo legame con la natura, da un ascolto attento del luogo, dei materiali e delle esigenze delle persone. Grazie all’uso della stampa 3D e di materiali sostenibili, abbiamo dato forma a una struttura che si integra armoniosamente nella Laguna di Venezia. Non si tratta solo di un’espressione formale, ma di un’architettura che, come un fiore, sboccia delicatamente dal terreno, quasi fosse parte stessa del paesaggio. Questo è uno spazio di incontro e dialogo, dove tradizione e innovazione si fondono per raccontare una sostenibilità che coinvolge non solo l’ambiente, ma anche la cultura e la società", ha dichiarato Mario Cucinella, architect & founder di Mca. Il professore Carlo Bagnoli, docente di Innovazione Strategica a Ca’ Foscari e fondatore di Venisia, che ha ripercorso con una lettura innovativa le tappe evolutive della Federazione: dalla ricostruzione post-bellica alla nascita del Made in Italy, dalle crisi energetiche alla globalizzazione, fino alle nuove sfide della digitalizzazione, dell’economia circolare e dell’intelligenza artificiale. Proprio in occasione degli 80 anni FederlegnoArredo ha avviato anche un progetto di rinnovamento della comunicazione digitale: un nuovo sito web e strumenti di navigazione più funzionali, insieme a un ripensamento complessivo dell’identità visiva e della brand identity. Un’evoluzione che riflette l’ambizione di FederlegnoArredo di essere sempre più vicina agli associati con servizi mirati e facilmente fruibili. Il Veneto è il secondo polo nazionale per la filiera legno-arredo con oltre 6.200 imprese e 45.000 addetti. Il valore della produzione sfiora gli 8 miliardi di euro, con una forte propensione all’export: 3,8 miliardi di euro, pari al 23% del totale nazionale. Il settore mobili, in particolare, esporta in oltre 170 Paesi, guidato da Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito (Centro studi Federlegnoarredo). ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Muscoli mai in vacanza, 2 settimane di sgarri in estate vanificano 6 mesi di sforzi
(Adnkronos) - Per rimanere sani, tonici e definiti, i muscoli non dovrebbero mai andare in vacanza. Bastano infatti anche solo 2 settimane di assoluto riposo e di 'sgarri' con la dieta per vanificare fino ad anche 6 mesi di sforzi in palestra. Parola di Ione Acosta, il personal trainer di Vip come l'attrice spagnola Laia Costa o il regista canadese Paul Haggis. "In estate, complice il caldo e la voglia di relax, si fa più fatica a seguire e a mantenere una routine di allenamento", spiega Acosta. "Se si cede alla tentazione di lasciarsi andare per poche settimane si rischia l'effetto del muscolo floscio. Colpa della miostatina, una proteina naturale che gioca un ruolo cruciale nel controllo della crescita muscolare. La sostanza funge da freno alla sintesi di nuove fibre muscolari, limitando così lo sviluppo della massa muscolare. Una delle sfide più grandi per chi cerca di aumentare la propria forza e dimensione muscolare è proprio quella di ridurre l'azione inibitoria della miostatina". Su questi principi Acosta ha sviluppato un programma di allenamenti mirato, che si basa sulla durata ridotta degli allenamenti, abbinata a un'intensità estremamente alta. "Questo metodo, che prevede sessioni di allenamento brevi ma molto intense, si basa su un principio fondamentale della biologia muscolare: l'inibizione della miostatina", illustra il trainer. "Quando l'intensità dell'allenamento è alta, il corpo risponde con la produzione di ormoni e fattori di crescita che contrastano la miostatina e stimolano la sintesi muscolare". L'allenamento ad alta intensità (Hiit) proposto da Acosta si basa su esercizi che sollecitano i muscoli in modo rapido e intenso, ma che non durano più di 20-30 minuti. Questa combinazione di lavoro ad alta intensità e brevi periodi di recupero spinge il corpo a liberarsi di quella che viene definita 'miostatina limitante' e, al contempo, aumenta la produzione di ormoni favorevoli alla crescita muscolare, come il testosterone e l'ormone della crescita. Oltre a stimolare la crescita muscolare, "l'allenamento ad alta intensità ha numerosi altri benefici", sottolinea Acosta. "Questi includono il miglioramento della resistenza cardiovascolare, il rafforzamento della forza muscolare generale e il miglioramento della composizione corporea. Inoltre - continua - brevi sessioni di allenamento intenso sono state collegate anche a un miglioramento delle capacità metaboliche, favorendo un'ottimizzazione del consumo di calorie anche dopo la fine dell'allenamento". Questo tipo di allenamento ha conquistato non solo i vip, ma chiunque desideri migliorare il proprio fisico senza dover passare ore in palestra. Ione Acosta ha dimostrato che, con il giusto approccio, è possibile ottenere miglioramenti tangibili e duraturi in breve tempo, eliminando la necessità di sessioni lunghe e tediose che in estate diventa difficile da seguire. Oltre a interrompere la routine del proprio allenamento, in estate si tendono a fare altri 5 errori che rischiano di compromettere la vigorosità dei propri muscoli. Eccoli. Dormire poco. "Se non si dorme a sufficienza di notte, il giorno dopo non si avrà l'energia necessaria per il proprio allenamento e, quindi, non si raggiungerà il pieno potenziale", spiega Acosta. Inoltre, "i muscoli rilasciano aminoacidi durante l'esercizio che vengono poi convertiti in proteine nel flusso sanguigno durante il sonno. Il riposo - aggiunge - è importante per permettere che il processo abbia luogo". Il trainer dei Vip raccomanda dunque di evitare di fare di frequente le 'ore piccole' e consiglia di dormire dalle 7 alle 9 ore ogni notte; Digiunare. Anche se saltare un pasto prima di un allenamento può sembrare innocuo o anche utile ai fini della propria forma fisica, per il trainer dei vip è fondamentale mangiare - meglio la mattina - per dare energia al proprio corpo. "I carboidrati in particolare forniranno al tuo corpo il carburante di cui ha bisogno, quindi opta per cibi come cereali integrali o toast integrali con un po’ di frutta", suggerisce Acosta. "Tuttavia, è bene non eccedere con le porzioni in modo da non appesantirsi", precisa. Terzo errore: evitare il consumo di proteine. Le proteine sono essenziali, sia che si vogliano aumentare i muscoli sia per perdere peso. "Quindi non consumarne abbastanza può sicuramente impedire alla propria routine in palestra di portare ai risultati sperati", evidenzia Acosta. “Le proteine supportano un metabolismo sano, riducono l'appetito e aiutano anche a costruire i muscoli riparando e mantenendo il tessuto muscolare. Per ottenere risultati ottimali - indica il trainer - si consiglia di consumare circa 1 grammo di proteine per chilo di peso corporeo"; Non prendersi una 'pausa'. Anche se è fondamentale non stravolgere la propria routine di allenamento, è comunque necessario ricavarsi delle pause. "La verità invece è che bisogna lasciare al proprio corpo il tempo di riposare", spiega il trainer dei Vip. "L'esercizio eccessivo porta il corpo all'esaurimento, influenzando le prestazioni durante l'allenamento e impedendo di aumentare la forza. Per non parlare del fatto che lasciare che al proprio corpo il tempo di riprendersi evita infortuni. Tre giorni di riposo alla settimana sono generalmente la quantità raccomandata"; Trascurare l'idratazione è l'ultimo errore. Idratarsi è sempre importante, ma lo è ancor di più in estate. Con la stagione calda è necessario essere ben idratati per svolgere sessioni nel pieno delle nostre forze, evitando crolli di performance. E' buona norma consumare sempre 2 litri di acqua al giorno. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, FH55 Hotels: crescita consolidata e nuovo volto per il Grand Hotel Palatino
(Adnkronos) - Settant’anni di storia, quattro strutture iconiche tra Roma e Firenze, e una visione manageriale che guarda al futuro senza dimenticare il valore delle radici. Il Gruppo FH55 Hotels celebra nel 2025 il suo 70° anniversario con risultati economici solidi, riconoscimenti di prestigio e un piano di rilancio strutturato che punta su qualità, innovazione e identità. A guidare questa fase evolutiva è Claudio Catani, vicepresident Operations dal 2023, manager di lunga esperienza nel settore dell’hôtellerie di lusso, che ha impresso al gruppo un nuovo passo strategico e operativo, tracciando oggi un bilancio dei suoi primi due anni alla guida. “Il 2024 ha segnato un punto di svolta: abbiamo chiuso l’anno con un fatturato di 34 milioni di euro, l’8% in più rispetto al 2023 e il 30% rispetto al 2019. Ma il vero risultato è aver posto le basi per una crescita solida, sostenibile e coerente con il nostro posizionamento”, racconta Claudio Catani. Alla base di questa trasformazione ci sono interventi mirati su governance, organizzazione, gestione operativa e marketing. Un cambiamento profondo, che ha coinvolto tutte le leve dell’hôtellerie: “Abbiamo rivisto - spiega - il mix di clientela, razionalizzato i costi introducendo il metodo Usali per il controllo di gestione, migliorato i processi interni, e soprattutto abbiamo fatto leva sul valore delle nostre persone. Le strutture erano solide, serviva una visione nuova”. La trasformazione del Gruppo FH55 Hotels non si è fermata agli asset e ai numeri: ha coinvolto in modo diretto le persone che ogni giorno animano le strutture. “L’accelerazione gestionale non può prescindere dalla crescita interna. Il nostro personale non è solo esecutore di processi, ma protagonista del cambiamento”, afferma il vicepresident Operations. In questi due anni, il gruppo ha investito in formazione, coinvolgimento interdipartimentale e responsabilizzazione, promuovendo una cultura aziendale più orizzontale e orientata alla qualità reale del servizio. “Un ospite percepisce la coerenza di un’esperienza anche attraverso i piccoli gesti. Per questo, valorizzare le competenze e la motivazione del team è stato uno degli interventi più strategici”, aggiunge. Il progetto simbolo di questa nuova fase è il Grand Hotel Palatino di Roma. Lo storico hotel, a pochi passi dai Fori Imperiali e dal Colosseo, è al centro di un ambizioso piano di restyling da 20 milioni di euro, che ha già visto la ristrutturazione di cinque piani e la creazione di nuove suite di lusso. “Il Grand Hotel Palatino rappresenta al meglio la nostra idea di ospitalità: centrale, autentico, ma ora con un’identità forte anche per il mercato Luxury. Le nuove camere hanno già prodotto un +48% nel ricavo medio camera e un +40% nel RevPar. La reputazione della struttura è passata da 8.1 su 10 a 8.7 su 10 in pochi mesi. E siamo solo all’inizio”, dice Catani. Entro fine maggio verrà inaugurata anche la nuova Presidential Suite, e il percorso di rinnovamento porterà l’hotel alla classificazione 5 stelle lusso entro il 2026. “Non abbiamo solo cambiato gli arredi. Abbiamo costruito un nuovo storytelling per l’ospite, e ogni dettaglio è stato pensato per generare valore, reputazione e fidelizzazione”, prosegue. Ma il Grand Hotel Palatino non è un caso isolato. Il piano di sviluppo ha toccato anche le altre tre strutture del gruppo: il Grand Hotel Mediterraneo e l’Hotel Calzaiuoli di Firenze e l’Hotel Villa Fiesole, dove il ristorante Serrae Villa Fiesole ha conquistato una Stella Michelin nel 2024. “L’investimento complessivo che abbiamo destinato a queste strutture negli ultimi due anni è di circa 2.5 milioni di euro. I risultati si vedono non solo nei numeri, ma soprattutto nella percezione degli ospiti, che oggi valutano la qualità complessiva con un punteggio medio di 9.1 su 10. Un elemento sempre più centrale è la ristorazione, che abbiamo voluto elevare a vero e proprio pilastro esperienziale. Quando è coerente con l’identità della struttura e con il territorio in cui si inserisce, non è più solo un servizio, ma diventa un ricordo, un racconto da portare con sé. E oggi il cliente lo riconosce, lo cerca, lo premia”, osserva. Sul piano gestionale, FH55 Hotels ha introdotto un approccio sistemico alla sostenibilità: tre certificazioni Iso (qualità, ambiente, sicurezza), software dedicati al controllo qualità, e una divisione Hse che affianca la direzione nelle scelte operative. “Lavoriamo per integrare efficienza e responsabilità. Oggi più che mai, l’hotellerie deve essere trasparente, agile e attenta ai temi Esg”, continua Catani. Nel 2024 il gruppo ha ricevuto il Premio Industria Felix come eccellenza imprenditoriale, ed è entrato nel 2023 con il Grand Hotel Palatino nella Top 10 degli hotel di Roma secondo Condé Nast Traveler. Riconoscimenti che, secondo Catani, “non sono obiettivi, ma indicatori che stiamo andando nella direzione giusta”. E il futuro? “Il 70° anniversario è un momento importante, ma non è un traguardo: è un punto di partenza. Il nostro obiettivo non è crescere a ogni costo, ma evolvere in modo coerente. Stiamo valutando indieme al Cda nuove opportunità, ma selezioniamo con attenzione. Vogliamo solo progetti che rafforzino la nostra identità”, assicura. FH55 Hotels, da Firenze a Roma, entra dunque nella sua ottava decade con lo sguardo puntato in avanti, grazie a una leadership che coniuga metodo, esperienza e passione. “Abbiamo una grande storia alle spalle. Ora stiamo costruendo il nostro futuro", conclude Catani. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Disturbi tiroide per 6 mln italiani, speranza Ia per diagnosi e cura
(Adnkronos) - In occasione della Giornata mondiale della tiroide, in programma il 25 maggio, l'Associazione medici endocrinologi (Ame) partecipa con le principali società scientifiche nazionali alla campagna internazionale dedicata alla salute della tiroide, promossa ogni anno dalle maggiori associazioni europee e mondiali, come l'American Thyroid Association (Ata) e la European Thyroid Association (Eta). "La Giornata mondiale della tiroide è un'occasione preziosa che ci aiuta a ricordare, a medici e pazienti, l'importanza della tiroide per il nostro benessere e per la nostra salute - afferma Andrea Frasoldati, presidente Ame - Quest'anno 'Ia' è la parola chiave della campagna di prevenzione, il perno attorno a cui abbiamo voluto puntare l'attenzione parlando di tiroide. Ovvero ciò che l'intelligenza artificiale può e potrà consentire sempre di più in futuro, fornendo aiuto di qualità nella gestione dei pazienti'. Le patologie della tiroide rappresentano un capitolo rilevante, ma spesso sottovalutato della salute pubblica, evidenziano gli endocrinologi. Si stima che 6 milioni di persone in Italia convivano con un disturbo tiroideo, più del 10% della popolazione del nostro Paese, spesso senza esserne consapevoli. La prevalenza aumenta con l'età e colpisce soprattutto le donne, in cui sono da 5 a 10 volte più frequenti rispetto agli uomini (dati EpiCentro Iss). Come in altri campi della medicina, in campo endocrinologico si moltiplicano le ricerche per verificare le possibili applicazioni dell'Ia nella diagnosi e nella cura delle patologie tiroidee. I noduli tiroidei - spiegano dall'Ame - sono da considerare tra le patologie endocrine più comuni. L'ecografia è il primo strumento diagnostico, ma la sua interpretazione varia in base all'esperienza del medico. L'Ia applicata alla valutazione ecografica dei noduli potrebbe ridurre il numero di agoaspirati effettuati per noduli benigni in virtù di un'accuratezza che in alcuni studi raggiunge il 95-98%, risultando quindi paragonabile a quella degli specialisti più esperti. Inoltre sono state sviluppate anche applicazioni basate sull'Ia che analizzano l'insieme dei dati molecolari, citologici ed ecografici, migliorando la definizione diagnostica dei noduli 'indeterminati', quelli più problematici da interpretare. L'Ia - proseguono gli endocrinologi - potrebbe col tempo rivelarsi uno strumento prezioso nello sviluppo di algoritmi in grado di prevedere la comparsa di metastasi linfonodali o a distanza, di stimare le probabilità di recidiva o progressione della malattia e di personalizzare i trattamenti. In alcuni protocolli sperimentali, i modelli basati sull'intelligenza artificiale hanno raggiunto livelli di accuratezza del 95%, superiori a quelle delle metodologie tradizionali. Tuttavia, la maggior parte di questi strumenti necessita di ulteriori validazioni prima di una loro adozione nella pratica clinica. "Da alcuni anni i pazienti utilizzano sempre più spesso la Rete come fonte di informazioni in ambito sanitario - sottolinea Frasoldati - Oggi sono disponibili sul web modelli di Ia progettati proprio per fornire una assistenza 'esperta' alle più diverse domande dei pazienti. In molti casi, le consulenze fornite sono estremamente qualitative, e lo sono in misura direttamente proporzionale alla precisione e all'appropriatezza dei quesiti formulati. Queste 'consulenze' non sostituiscono certamente una visita specialistica, ma possono certamente contribuire a una corretta informazione e, nel caso del medico, riducendo la richiesta di indagini laboratoristiche e strumentali inappropriate". Tra le patologie della tiroide più comuni, illustra l'Ame: ipotiroidismo (più frequente e spesso misconosciuto), ipertiroidismo oppure il riscontro di noduli tiroidei. La prevalenza nella popolazione dell'ipotiroidismo, cioè di una ridotta funzionalità della tiroide - approfondisce l'associazione - è ritenuta pari al 4-5%, anche se alcuni studi recenti riportano per l'insieme dei casi diagnosticati e trattati e di quelli 'subclinici' valori del 9%. Ogni anno nel nostro Paese vengono diagnosticati circa 300-350mila nuovi casi di ipotiroidismo. L'ipertiroidismo, malattia derivante da un'eccessiva attività della tiroide, presenta numeri inferiori, ma comunque sempre molto importanti, con una prevalenza nella popolazione pari all'1,3% e una frequenza da 6 a 10 volte superiore nel sesso femminile. L'incidenza annuale dei casi di ipertiroidismo è di circa 30mila italiani a cui viene diagnosticata una condizione di ipertiroidismo. I noduli tiroidei sono presenti nel 30-50% della popolazione generale e in oltre il 90% dei casi sono di natura benigna. Tuttavia tumori della tiroide sono una neoplasia tutt'altro che rara - precisano gli specialisti - presentando un'incidenza annuale pari a 13,5 casi per 100mila abitanti, con punte di 30-35 casi per 100mila nelle donne di età compresa tra i 30 e i 60 anni. Come è noto, la prognosi di queste neoplasie è ottima, con una sopravvivenza a 10 anni dalla diagnosi superiore al 95% (dati Fondazione Airc). ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sicurezza stradale, Unasca: "Scuole guida istituzioni e assicurazioni insieme per una formazione più consapevole"
(Adnkronos) - “La sicurezza stradale non può essere un optional: servono formazione, consapevolezza e responsabilità. A partire dalle autoscuole”. A dirlo oggi Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica) nella sala capitolare del Senato della Repubblica, durante l’iniziativa 'Neo patentati: più sicurezza! Giovani, scuole guida e assicurazioni verso l’Europa', promossa dal senatore Gianluca Cantalamessa. Nel suo intervento, Alfredo Boenzi, segretario nazionale autoscuole Unasca, ha posto l’accento sulla necessità urgente di rivedere i percorsi formativi attuali: “Non possiamo limitarci alle sei ore minime di guida previste dalla legge. Formare un conducente significa formare un cittadino responsabile: verso sé stesso, verso gli altri, verso l’ambiente. Questo impegno va riconosciuto anche dalle istituzioni”. Sulla stessa linea Andrea Onori, responsabile nazionale sicurezza stradale Unasca: “La percezione del rischio alla guida è una competenza che si costruisce con metodo, esperienza e tempo. Occorre affiancare alla tecnica una vera educazione alla sicurezza stradale, che includa simulazioni, gestione delle emergenze e consapevolezza dell’impatto sociale degli incidenti. Solo così possiamo costruire una cultura della prevenzione”. Unasca ha avanzato anche una proposta concreta: incentivi fiscali per i corsi di approfondimento sulla sicurezza rivolti ai giovani. “Una riduzione dell’iva per i corsi collegati al conseguimento della patente - spiegano Boenzi e Onori - sarebbe un segnale concreto da parte dello Stato. Oggi questi percorsi non sono incentivati, nonostante possano fare la differenza tra un guidatore distratto e uno realmente preparato”. L’appello di Unasca alle istituzioni è chiaro: la revisione del sistema formativo dei conducenti non è più rinviabile. “La vera rivoluzione culturale inizia dai banchi dell’autoscuola. E' lì che si costruisce un futuro più sicuro per tutti”. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pokémon GCC: Scarlatto & Violetto Rivali Predestinati, la recensione
(Adnkronos) - Con l’espansione Rivali Predestinati, disponibile dal 30 maggio, il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon rafforza la propria longevità e rilevanza, riportando in scena una delle forze antagoniste più iconiche dell’universo ideato da Satoshi Tajiri: il Team Rocket. Questo ritorno segna un importante snodo tematico e strategico per la serie Scarlatto & Violetto, offrendo al tempo stesso nuove opportunità per il gioco competitivo e contenuti di sicuro interesse per i collezionisti. Il set Rivali Predestinati si compone di: 83 carte nuove legate al Team Rocket, 17 Pokémon-ex, di cui 10 associati ad Allenatori iconici, 23 rare illustrazione e 11 rare illustrazione speciale, 6 carte rare iper dorate, con finiture speciali di pregio L’espansione viene distribuita attraverso diversi formati: bustine singole, Set Allenatore Fuoriclasse e Kit Sfida Strategica. Il Set Allenatore Fuoriclasse Rivali Predestinati rappresenta una delle confezioni più complete dell’espansione. Include nove bustine dell’espansione, una carta promozionale olografica a figura intera di Wobbuffet del Team Rocket, visibile sul retro della confezione, e accessori standard come segnalini, dadi, divisori e una guida strategica tematica. Il set si rivolge in particolare agli appassionati del gioco competitivo, ma anche ai collezionisti che aspirano a ottenere alcune delle carte più ricercate della serie. Tra queste figurano esemplari di forte impatto come Giovanni & Mewtwo-ex, che dominano anche la grafica esterna del set, oppure Armonio & Ho-Oh-ex e Camilla & Garchomp-ex, tra i pezzi più ambiti per estetica e valore strategico. Il Kit Sfida Strategica si rivela una soluzione ideale per chi desidera iniziare subito a giocare. Contiene un mazzo precostruito di 40 carte pronto all’uso e quattro bustine dell’espansione, offrendo un equilibrio tra immediatezza e potenzialità di espansione. Il prodotto è pensato per introdurre nuovi giocatori al GCC Pokémon senza la necessità di costruire manualmente un mazzo competitivo. Un ulteriore elemento di interesse è la presenza casuale di una carta promozionale olografica esclusiva (tra quattro disponibili), elemento che aggiunge valore anche per i collezionisti. L’elemento tematico centrale dell’espansione è il ritorno del Team Rocket, qui rappresentato non solo dai celebri Jessie, James e Meowth, ma dall’intera organizzazione criminale guidata da Giovanni. Le carte legate a questo gruppo introducono nuove dinamiche strategiche basate sull’interferenza e il controllo dell’avversario, utilizzando abilità di tipo Veleno e Psichico per rallentare o condizionare il gioco. Mewtwo-ex Rocket, Nidoking-ex Rocket e Giovanni sono solo alcune delle carte che spiccano per funzionalità e design. A queste si aggiungono i Pokémon degli Allenatori, tra cui Misty, Camilla, Armonio, Pepe, Mary e Rocco, che rafforzano la componente narrativa e il legame con l’universo della serie. Con Rivali Predestinati, il GCC Pokémon propone un’espansione ben bilanciata tra impatto visivo, rilevanza strategica e valore collezionistico. Il ritorno del Team Rocket dona coerenza tematica al set, mentre le sinergie introdotte rendono l’espansione potenzialmente influente sul metagame. La qualità delle illustrazioni, anche nelle versioni meno rare, conferma la cura produttiva di The Pokémon Company. L’espansione si candida a pieno titolo come una delle più complete e riuscite del 2025. Disponibile in tutti i negozi autorizzati a partire dal 30 maggio, Rivali Predestinati si rivolge tanto ai veterani del gioco quanto ai nuovi appassionati, con un’offerta solida in termini di contenuti, accessibilità e profondità strategica. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Oppo Reno 13 FS, mediogamma solido, equilibrato e pronto a tutto
(Adnkronos) - L’Oppo Reno 13 FS si inserisce nel segmento dei medio gamma con un’identità ben definita: offrire un’esperienza d’uso completa, priva di compromessi evidenti, e mantenere un equilibrio tra qualità costruttiva, prestazioni e prezzo (attualmente costa 379 euro sul sito Oppo). Un dispositivo progettato per adattarsi a diverse esigenze, capace di distinguersi senza inseguire soluzioni di rottura, ma puntando su affidabilità e coerenza tecnica. Analizziamolo nel dettaglio. Il Reno 13 FS si presenta con un’estetica sobria ma raffinata, dominata da una back cover opaca che non solo migliora la presa e riduce la visibilità delle impronte, ma contribuisce anche a un look moderno ed elegante. Le dimensioni, pari a 162,6 x 75,05 x 7,76 mm per 192 grammi di peso, lo rendono maneggevole, complice anche la costruzione in policarbonato con fibra di vetro che dona solidità e resistenza a graffi e urti. Un elemento distintivo è la certificazione IP69, che garantisce protezione avanzata contro polvere, immersioni e persino getti d’acqua ad alta temperatura. È un livello di protezione superiore rispetto a quanto generalmente offerto in questa fascia di mercato, pensato per utenti attivi e per contesti d’uso non convenzionali. Il pannello AMOLED da 6,67 pollici rappresenta uno dei principali punti di forza del dispositivo. Con risoluzione 1.5K (2400 x 1080 pixel), refresh rate a 120Hz e copertura totale della gamma DCI-P3, offre una resa visiva nitida, colori bilanciati e contrasti profondi. La luminosità massima di 1200 nits consente una buona leggibilità anche in condizioni di luce intensa. La tecnologia Splash Screen consente inoltre l’interazione con le mani bagnate, dettaglio utile in ambito sportivo o all’aperto. Sotto la scocca, l’Oppo Reno 13 FS monta un processore Snapdragon 6 Gen 1, affiancato da 12 GB di RAM LPDDR4x (espandibili virtualmente) e da un’ampia memoria interna da 512 GB UFS 3.1, ulteriormente espandibile via microSD fino a 2 TB. Il dispositivo si dimostra reattivo nell’apertura delle applicazioni, con un multitasking gestito senza esitazioni. Il sistema di dissipazione mantiene temperature contenute anche sotto sforzo. Per lo sblocco, sono presenti sia il riconoscimento facciale 2D sia il sensore di impronte sotto il display: entrambi veloci e affidabili. Sul fronte della connettività si segnalano la compatibilità con reti 5G, il supporto al WiFi dual band, chip NFC, Bluetooth 5.1 e GPS. L’audio stereo, che include la capsula auricolare come secondo speaker, restituisce un suono discreto, adeguato alla fascia di prezzo. Il comparto fotografico posteriore comprende tre sensori: principale da 50 MP con OIS, ultra-grandangolare da 8 MP e macro da 2 MP. Le immagini catturate sono caratterizzate da una buona fedeltà cromatica, gestione efficace delle luci e un bilanciamento del bianco preciso. La stabilizzazione ottica aiuta a mantenere nitidezza anche in scatti notturni, dove il rumore resta contenuto. I video arrivano fino alla risoluzione 4K a 30 fps, con autofocus rapido e una stabilizzazione soddisfacente durante le riprese in movimento, anche se la mancanza dei 60 fps potrebbe farsi sentire in scenari più dinamici. La fotocamera anteriore da 32 MP, con apertura f/2.4, si dimostra all’altezza per selfie dettagliati e con una resa cromatica equilibrata. Il dispositivo è dotato di Android 15 con interfaccia ColorOS 15. Il sistema si conferma maturo, fluido e personalizzabile, con una buona integrazione di funzionalità legate all’intelligenza artificiale. Durante il periodo di test, la stabilità è risultata esemplare, priva di crash o rallentamenti. La batteria da 5800 mAh è uno dei tratti distintivi del Reno 13 FS. L’autonomia supera agevolmente la giornata e può arrivare a coprire fino a due o tre giorni con un uso moderato. La ricarica rapida da 45W consente di riportare il dispositivo al 100% in circa 75 minuti. Oppo Reno 13 FS si posiziona come una delle proposte più interessanti nella fascia media, con un listino inferiore ai 400 euro. Offre un design curato, un display sopra la media, un hardware affidabile e un comparto fotografico ben equilibrato. La batteria generosa e la certificazione IP69 ne aumentano la versatilità, rendendolo adatto anche a un pubblico più dinamico. Non eccelle in ogni singolo aspetto, ma riesce a mantenere un ottimo livello complessivo in ogni ambito, rivelandosi un dispositivo equilibrato, completo e competitivo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Chirurgia, restituito l'udito a un bimbo di 2 anni, intervento record a Parma
(Adnkronos) - Un bimbo di 2 anni nato senza i nervi dell'udito, "un'assenza bilaterale rarissima", ora può sentire grazie a un intervento eseguito all'ospedale Maggiore di Parma. "Un'operazione estremamente complessa e rara a livello mondiale", informa l'azienda ospedaliero-universitaria, che ha permesso l'impianto di un dispositivo uditivo direttamente nel tronco dell'encefalo del piccolo: l'unica possibilità, in assenza del nervo acustico. L'intervento, definito "eccezionale, di altissima precisione ed esperienza", è stato eseguito con successo da Maurizio Falcioni, responsabile della Struttura di Otoneurochirurgia e Microchirurgia della base cranica laterale del Maggiore, in stretta collaborazione con Maurizio Guida, elettrofisiologo dell'università di Parma, responsabile dell'Elettrofisiologia nell'impianto cocleare e nell'impianto al tronco encefalico. Il device, una piccola placca di 2,5 millimetri per 6 che supporta 21 elettrodi, è stata posizionata con precisione millimetrica - descrive una nota - direttamente a contatto con il piccolissimo nucleo cocleare, a sua volta situato in una zona del cervello delicatissima e vicina a centri nervosi vitali. A guidare la mano di Falcioni il collega Guida, attraverso il monitoraggio degli altri nervi cranici e continue stimolazioni e registrazioni neurali per individuare il corretto posizionamento della placchetta stimolante. Date le condizioni del piccolo, nato privo dei nervi acustici, non sarebbe stato possibile utilizzare il più comune impianto cocleare. Ma i genitori hanno accettato di intraprendere quello che clinicamente si chiama impianto al tronco encefalico (Auditory Brainstem Implant, Abi), per tentare di offrire al figlio un'opportunità di uscire dal mondo silenzioso che lo circondava. Oltre alla delicatezza dell'intervento per posizionare la placca millimetrica, una parte altrettanto complessa - sottolinea l'ospedale - è stata l'attivazione dell'impianto, anch'essa eseguita in sala operatoria, con il paziente in anestesia generale. Guida, attraverso una complessa serie di stimolazioni e registrazioni, ha differenziato gli elettrodi in grado di evocare una sensazione acustica da quelli che avrebbero attivato altri nuclei, con effetti potenzialmente pericolosi. Nel corso di questa fase si deve creare, partendo da zero, una 'mappa cerebrale acustica' nel cervello, che permetta al bambino di riconoscere i segnali sonori. Un processo particolarmente complesso, non essendoci alcun feedback diretto da parte del paziente. "Poco dopo l'attivazione dell'impianto - riferiscono i sanitari - il bambino ha mostrato significativi cambiamenti comportamentali, risultando molto più tranquillo. A 8 mesi dall'intervento, dopo un lungo processo di modifiche delle stimolazione dei parametri elettrici, e sotto costante controllo logopedico, il bambino ha iniziato a riconoscere i suoni, migliorando contemporaneamente la qualità della produzione vocale". Secondo i medici, l'impianto dovrebbe consentire al bimbo "un miglioramento sia della possibilità di comunicare con gli altri che dello sviluppo cognitivo". Il successo dell'intervento - rimarca l'Aou - è stato possibile grazie alla collaborazione multidisciplinare di eccellenze presenti a Parma: oltre al lavoro sinergico tra otoneurochirurgo ed elettrofisiologo, sono state importanti le competenze della Neuroradiologia, dell'Anestesia pediatrica, della Terapia intensiva pediatrica e della Pediatria. "Questo intervento rappresenta una frontiera avanzatissima della medicina e dell'ingegneria biomedica - commenta Falcioni - ed è il frutto di una collaborazione tra esperti altamente selezionati, possibile solo in centri dove convergono esperienze e tecnologie altrettanto specializzate. Infatti a livello internazionale i centri sono pochissimi". "Nella mia carriera professionale ho seguito oltre 200 pazienti, tra adulti e bambini, affetti da assenza dei nervi uditivi, sia per cause tumorali che congenite - afferma Guida, tra i massimi esperti internazionali di impianto al tronco encefalico nei bambini - Quando si interviene su pazienti così piccoli, che non possono comunicare le loro sensazioni durante la creazione delle stimolazioni, occorre puntare sulla tecnica, sviluppata con l'esperienza, perché non esiste un protocollo universale". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Anghileri (Giovani Confindustria): "Imprese resilienti e pronte a innovare ma pesa incertezza dazi"
(Adnkronos) - Il contesto geopolitico complesso, tra guerre e allarme dazi, non frena le imprese industriali italiane. Che sono resilienti, pronte a innovare, investire e aprirsi a nuovi mercati, cercando soluzioni alla produzione industriale in calo. E' il messaggio che lancia, in un'ampia intervista ad Adnkronos/Labitalia, Maria Anghileri, da novembre 2024 presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, alla vigilia dell'assemblea dell'associazione, in programma il prossimo 27 maggio a Bologna. Presidente Anghileri, quale il messaggio che lancerete come Confindustria in occasione dell'evento? "Si avvicina un appuntamento molto importante. Il presidente di Confindustria, Orsini, presenterà le richieste degli industriali italiani di fronte al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Noi giovani saremo presenti con una delegazione numerosa, saremo al fianco del presidente Orsini. Noi vogliamo sottolineare che la voglia di fare impresa in Italia c'è, gli imprenditori giovani hanno entusiasmo, hanno passione, hanno bisogno però di essere maggiormente supportati". Quale è oggi lo 'stato di salute' dell'industria italiana? "Noi stiamo vivendo sicuramente un momento complesso dato dal contesto geopolitico, da questa guerra mondiale a pezzi e anche dalla situazione economica creatasi, con primo fra tutti il problema energetico che incide particolarmente sulle nostre aziende. Questo ha portato ad avere 24 mesi di calo della produzione industriale. Le aziende nonostante questo contesto hanno però dimostrato la propria forza e la propria resilienza e questo lo vediamo in un dato positivo che è quello del Pil del primo trimestre, che seppur di 0,3% è comunque un dato positivo, soprattutto se confrontato con i nostri principali competitor, Francia, in linea, e Germania che ha fatto peggio di noi". A una situazione internazionale già difficile si è aggiunta la questione dazi Usa, con l'avvio dell'amministrazione Trump. Come ha influito finora sulle imprese italiane e come potrebbe influire se non si troveranno accordi? "L'incertezza è sicuramente negativa per tutte le imprese, non solo per quelle che esportano molto negli Stati Uniti. L'Italia è un grande Paese esportatore, 626 miliardi nel 2024 e gli Stati Uniti sono il nostro primo paese extraeuropeo per quanto concerne l'export. Quindi questi dazi prima annunciati, poi imposti e poi sospesi non hanno certamente fatto bene alle nostre imprese. E' fondamentale che l'Unione Europea unita tratti con gli Stati Uniti. Sicuramente la diversificazione" nell'export "è la strada da seguire. I nostri associati, tante imprese e anche come Confindustria siamo impegnati per promuovere nuovi mercati, il Mercosur, l'India. Non dobbiamo chiuderci, dobbiamo stare più aperti possibile". E all'interno dell'Ue "dobbiamo fare sinergia perché se anche i Paesi a noi vicini vanno bene si genera un effetto positivo per tutti". Nonostante la crisi della produzione industriale, l'occupazione cresce, anche se da parte dei sindacati si denunciano i bassi salari. Confindustria condivide questa tesi? "Prima di tutto il fatto che l'occupazione cresca è un fatto positivo. Poi dobbiamo dire che il problema dei bassi salari c'è, ma non possiamo generalizzare. E' infatti presente principalmente in alcuni settori, soprattutto nei servizi a basso valore aggiunto, nella pubblica amministrazione. Per quanto riguarda l'industria, noi abbiamo dimostrato che nei contratti maggiormente rappresentativi il salario è sopra la soglia del salario minimo dei 9 euro. Invitiamo i sindacati a lavorare insieme su questo".
Venendo al tema delle competenze, vi soddisfano le misure messe in campo dal governo sulla formazione?
"Sicuramente il Fondo Nuove Competenze l'abbiamo salutato con favore, sono più di 700 milioni dedicati a formare i collaboratori in digitalizzazione e intelligenza artificiale. Bisogna sicuramente fare di più, quello che noi chiediamo in particolare è una revisione dell'industria 5.0, della misura 5.0. Ci ci sono i fondi, 6,3 miliardi, purtroppo utilizzati solo il 10%. Penso che è un'occasione che non possiamo perdere.
Le imprese non possono farlo da sole, abbiamo bisogno anche di un supporto delle istituzioni, soprattutto per agganciare la nuova rivoluzione industriale che stiamo vivendo, quella dell'intelligenza artificiale che richiede investimenti enormi che le aziende non possono sostenere da sole".
Si avvicinano le date per i referendum su lavoro e cittadinanza, in programma l'8 e 9 giugno prossimi. Qual è la vostra posizione sui quesiti in merito al lavoro?
"Noi, come ha ricordato anche il presidente Orsini, vediamo questo referendum sul Job Act come un tuffo nel passato, perché si parla di una riforma di più di dieci anni fa, e i dati dimostrano che quella paura sull'ondata di licenziamenti immotivati non c'è stata, ed anzi si è dimostrata che la flessibilità ha portato a un incremento dei contratti a tempo indeterminato".
Gli ultimi dati parlano di bollette sempre più care per le imprese italiane. Come agire a vostro parere?
"Noi parliamo spesso di competitività, ma come facciamo a essere competitivi quando paghiamo la bolletta energetica più alta d'Europa. Noi paghiamo più del 30% in più della Germania, quasi l'80% in più della Francia e il 70% in più della Spagna. E quindi quando guardiamo i dati positivi del Pil di questo trimestre, ricordiamoci che oltretutto sono fatti in un contesto dove siamo fortemente penalizzati a livello di bolletta energetica. Bisogna intervenire, bisogna intervenire subito anche perché sono quelle imprese che generano 626 miliardi di euro di export e che consentono alla nostra economia di sopravvivere. Come farlo? Sicuramente investendo di più su un mix energetico, quindi anche sul nucleare di nuova generazione, sicuro, che consenta la continuità energetica nelle nostre aziende, con il graduale disaccoppiamento gas e puntando anche sulle energie rinnovabili".
Come l'intelligenza artificiale sta agendo sul mondo del lavoro e delle imprese? "L'intelligenza artificiale è la nuova rivoluzione industriale che stiamo vivendo e che viviamo tutti i giorni come cittadini e come imprese. Non possiamo fermarla, ma dobbiamo governarla. Non nasceranno imprese a guida autonoma, ma sicuramente le nostre imprese sono già fortemente impattate. Il treno dell'applicazione dell'intelligenza artificiale nelle nostre aziende non può e non deve essere perso". L'Istat ha certificato la 'fuga' all'estero di quasi 100mila giovani laureati all'estero negli ultimi dieci anni. Cosa fare per frenarla? "97.000 giovani laureati persi negli ultimi 10 anni non è più accettabile. Noi vogliamo riaffermare la libertà di restare o di tornare. Per far questo dobbiamo attrarre questi talenti investendo sicuramente sulla produttività. E per farlo è centrale l'innovazione". Cosa serve oggi alle giovani imprese per crescere e innovare? "Il primo problema per un'impresa giovane è l'accesso al credito, in un Paese dove il venture capital non è presente in modo significativo e dove il sistema bancario non supporta adeguatamente le imprese giovani. Bisogna ripensare a nuove forme di finanziamento magari incentivate per le imprese under 35 con meno burocrazia. Bisogna incentivare il venture capital, soprattutto a livello europeo. Bisogna superare la frammentazione. Una proposta concreta che c'è nella bussola di competitività europea è quella del 28° Stato". "Come negli Stati Uniti una pmi può operare con le stesse regole in tutti gli Stati Uniti, così anche in Europa noi vorremmo che fosse possibile per un'azienda operare con le stesse regole di diritto commerciale in tutti i 27 Stati". (di Fabio Paluccio) ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
OpenAI e Jony Ive: un nuovo dispositivo tascabile e senza schermo entro il 2026
(Adnkronos) - Un nuovo dispositivo hardware, frutto della collaborazione tra OpenAI e il celebre designer Jony Ive, è in fase di sviluppo e promette di introdurre una modalità inedita di interazione con l’intelligenza artificiale. Secondo quanto emerso da una comunicazione interna dello staff, riportata dal Wall Street Journal, il progetto prevede un device di dimensioni tascabili, privo di schermo, consapevole del contesto ambientale e non riconducibile a occhiali o altri dispositivi da indossare. L’iniziativa prende forma in seguito all’acquisizione da parte di OpenAI della startup io, fondata da Ive insieme ad altri ex ingegneri Apple, per un valore stimato di 6,5 miliardi di dollari. Il CEO Sam Altman ha ipotizzato che questa operazione possa incrementare la valutazione di OpenAI fino a un trilione di dollari, anticipando la nascita di una vera e propria famiglia di dispositivi derivati da questa alleanza strategica. Il primo prodotto dovrebbe essere lanciato entro la fine del 2026, anche se i dettagli tecnici restano strettamente riservati per evitare il rischio di imitazioni da parte dei concorrenti. Tuttavia, alcune informazioni trapelate delineano un dispositivo non invasivo, progettato per integrarsi con la quotidianità dell’utente e diventare una sorta di “terzo oggetto fondamentale” sulla scrivania, accanto a un computer e a uno smartphone. Altman ha dichiarato che l’obiettivo è di raggiungere la soglia dei 100 milioni di unità vendute in tempi più rapidi rispetto a qualsiasi altro nuovo prodotto nella storia recente del settore tecnologico. Ha inoltre precisato che non si tratta di un telefono né di un visore, prendendo le distanze da esperienze fallimentari come l’Humane AI Pin, criticato anche da Ive stesso. Lo stesso Ive, che ha contribuito a definire l’estetica dei prodotti Apple per oltre due decenni, ha descritto questa nuova avventura come l’avvio di “un nuovo movimento del design”. Rievocando il legame creativo che lo univa a Steve Jobs, ha sottolineato l’intesa professionale trovata con Altman, definendola “profonda” e determinante nello sviluppo del progetto. Il dispositivo, ancora avvolto nel riserbo, mira a superare i limiti dell’attuale dipendenza dagli schermi digitali, proponendosi come un’interfaccia naturale tra intelligenza artificiale e vita quotidiana. Un prodotto destinato, nelle intenzioni dei suoi ideatori, a segnare un cambiamento radicale nella relazione tra esseri umani e tecnologia. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










