Sclerosi multipla, in Piemonte 19 centri in una rete solida e attiva

(Adnkronos) - Le persone con sclerosi multipla (Sm) in Piemonte possono contare su una rete territoriale solida e articolata con il paziente . È quanto emerso nella tappa piemontese di Willchair, iniziativa promossa da Novartis con l’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) centrata sulla sedia co-creata dal designer Derek Castiglioni insieme a persone con Sm che è diventata simbolo di autodeterminazione e libertà. Nel corso dell’incontro, che ha coinvolto pazienti, clinici e istituzioni - si legge in un articolo pubblicato sul sito ‘livinglikeyou.com/it’ - si è potuto scoprire che i circa 10mila piemontesi con diagnosi di sclerosi multipla possono contare su una rete ospedaliera composta da 19 centri, con il centro di riferimento regionale presso l’Aou San Luigi di Orbassano.  All’evento Willchair si è ricordato che recentemente, al convegno sulla patologia promosso da Aism e Regione Piemonte, sono stati individuati 2 obiettivi prioritari: l’applicazione del Pdta, cioè del percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale e il potenziamento della riabilitazione, sia ambulatoriale che domiciliare, come risposta continua e strutturata lungo tutte le fasi della malattia. "Aism è presente con una sezione in ogni provincia, veri presìdi per rappresentare le specificità locali - afferma Chiara Lega, consigliere nazionale Aism e vicepresidente della sezione di Torino - La rete c’è, ci sono i professionisti, anche se sono sempre meno, mentre ogni anno in Piemonte registriamo 250 nuove diagnosi". Aism è impegnata anche nell’aggiornamento del Pdta, quel filo rosso che deve unire tutti i servizi, garantendo risposte basate sui bisogni di ciascuno. La riabilitazione, fondamentale, deve partire precocemente "per ridurre e ritardare la disabilità, migliorando la qualità della vita e abbattendo i costi sociali - sottolinea Lega - È necessario attivare una riabilitazione preventiva che aiuti a preservare le abilità residue" e compensare i deficit. Con Willchair "abbiamo creato un’occasione concreta di ascolto reciproco tra persone con Sm, clinici e istituzioni", osserva la consigliera Aism. Sull’aspetto di una presa in carico multidisciplinare, che prevede, accanto al neurologo, lo psicologo, l’infermiere e il case manager, Lega sottolinea l’importanza di inserire quest’ultimo "stabilmente nei centri" osservando che "spesso sono gli infermieri a gestire i piccoli problemi durante le visite o le terapie, indirizzando tempestivamente al medico: ruoli strategici per il percorso di cura. Costruire insieme significa riconoscere i bisogni individuali e tradurli in servizi e risposte personalizzate. Questi incontri - conclude - sono fondamentali: rappresentano il punto di incontro tra i diritti delle persone di essere informate e il dovere delle istituzioni di accogliere le istanze" e garantire accesso alle informazioni. L’articolo completo è disponibile su livinglikeyou.com/it/thewillchair/sclerosi-multipla-piemonte-centri-pdta ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Inaugurato stabilimento Eureka a Firenze, Mignon factory di macinacaffè italiano

(Adnkronos) - È diventata operativa la 'Mignon factory' di Eureka, un nuovo stabilimento interamente dedicato alla produzione della linea iconica dei macinacaffè professionali dell’azienda fiorentina. Frutto di un investimento di 3 milioni di euro, dal nuovo impianto sono stati lanciati sul mercato in questi giorni tre nuovi modelli del macinacaffè tecnologico Mignon che verranno prodotti per il target dei consumatori privati.  All’interno del nuovo stabilimento, inaugurato alla presenza dei maggiori players del caffè, tra cui Lavazza, Illy e Smeg, vengono impiegate 24 risorse umane ad alta specializzazione. L’impianto produttivo occupa una superficie di 700 metri quadrati e ha una capacità produttiva di 700 macinacaffè al giorno. Accanto al nuovo show room aperto nel 2024, una sala polifunzionale che attrae ogni giorno professionisti e amanti del caffè a livello internazionale, la 'Mignon Factory' rappresenta un ulteriore tassello del piano di sviluppo aziendale che ha comportato il raddoppio dello storico stabilimento di Sesto Fiorentino, e la realizzazione di quella che può essere definita la 'grinder valley toscana'.  “Questo investimento - ha dichiarato Maurizio Fiorani, managing director della Conti Valerio - sarà un volano per l’export e inciderà sull’intera filiera del caffè made in Italy. Puntiamo a implementare il mercato per i cosiddetti coffee lovers domestici, ma anche per i professionisti che cercano la giusta attrezzatura per la propria offerta specialty, ovvero quelle tipologie di caffè dal prezzo importante e dall’elevatissima qualità. La linea Mignon grazie alle sue performance professionali combinate alle ridotte dimensioni rappresenta un best seller e un benchmark di riferimento del segmento prosumer internazionale: Germania, Nord America, Uk e Medio Oriente saranno i mercati su cui punteremo maggiormente, realtà in cui già oggi il marchio Eureka è un trend setter affermato”. Fondata nel 1920 dall'imprenditore toscano Aurelio Conti, Conti Valerio Srl, con i marchi di punta Eureka 1920 ed Eureka Oro, oggi rappresenta la principale azienda italiana dei macinacaffè e macinadosatori per il canale professionale e per la casa. L'azienda di Sesto Fiorentino ha registrato infatti nel 2024 un fatturato di 60 milioni di euro derivante per il 98% dalle attività export e oltre 200.000 macinacaffè prodotti.  Eureka investe il 5% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo e nel biennio 2018 al 2024 ha depositato 8 nuovi brevetti tecnologici e ha ampliato la gamma con nuove linee che fanno leva su tecnologia e design. Con oltre cento dipendenti diretti, l’azienda vanta un'età media delle risorse umane pari a trentacinque anni. “Dai primi periodi del Covid, è aumentato vertiginosamente - ha continuato Fiorani - il desiderio di rivivere in casa il piacere del caffè preparato al bar- Infatti c’è stato un generale exploit dell’attrezzatura destinata a dei veri coffee corner domestici. Un fenomeno trasversale che in parte ha interessato anche l’Italia e che noi siamo stati in grado di anticipare avendo da sempre riconosciuto grande importanza agli investimenti in tecnologia e performance”.   ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


realme GT 7: innovazione e design a Parigi per il debutto del nuovo "Flagship Killer" targato realme

(Adnkronos) - Parigi, città icona di innovazione e stile, ha ospitato il lancio globale del realme GT 7, un evento che ha segnato un momento cruciale nel panorama della tecnologia mobile. Il dispositivo alimentato da un chipset all'avanguardia che garantisce prestazioni eccezionali è stato presentato anche nell'edizione speciale: la realme GT 7 Dream Edition. Nata dalla collaborazione esclusiva con l'Aston Martin Formula One Team, la Dream Edition fonde prestazioni estreme a un design ispirato al mondo delle corse, configurandosi come un simbolo di eccellenza ingegneristica e stile.  ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Microbiota fondamentale per il benessere, studio svela il perché

(Adnkronos) - La nutrizione e i fattori ambientali sono decisivi per il benessere generale della persona. Per questo la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, in occasione del World Digestive Health Day 2025, ha promosso l’iniziativa dal titolo 'L'armonia invisibile: il microbiota tra ambiente e salute' presso l’Istituto Luigi Sturzo, nel centro di Roma. Un appuntamento ormai consolidato per offrire una riflessione multidisciplinare e aggiornata sull’impatto del microbiota intestinale nella prevenzione e gestione delle malattie croniche. Il microbiota viene così interpretato non solo come oggetto di studio clinico, ma anche come paradigma per ripensare il rapporto tra salute dell’uomo e salute dell’ambiente, in linea con un approccio 'One Health'. In occasione dell’evento, sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta da Policlinico Campus Bio-Medico e Università Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e il National Biodiversity Future Center (Nbfc), recentemente illustrata anche alla Digestive Disease Week (Ddw) di San Diego. Lo studio ha coinvolto 130 partecipanti – tra pazienti con Malattia Infiammatoria Intestinale (Ibd), Sindrome dell’Intestino Irritabile (Ibs) e soggetti sani – e ha indagato le correlazioni tra microbiota intestinale, dieta, attività fisica, ambiente e profili molecolari (microRNA). I risultati confermano che la salute intestinale è fortemente influenzata da fattori ambientali e comportamentali, aprendo nuove prospettive per la medicina personalizzata in ambito gastroenterologico. “La crescente attenzione internazionale verso lo studio del microbiota ha prodotto, negli ultimi anni, un vero e proprio cambio di paradigma”, ha affermato il promotore dell’evento, Michele Guarino, responsabile dell’Unità operativa semplice disturbi funzionali Intestinali e Microbiota del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Ad avviso di Guarino, “non si tratta più soltanto di un ambito specialistico o di frontiera, ma di un terreno sempre più centrale per comprendere e prendersi cura della salute umana nella sua interezza”. "A rendere evidente questa trasformazione è la consapevolezza, oggi ben documentata dalla ricerca scientifica, che la composizione e la funzione del microbiota intestinale non dipendono solo dall’alimentazione o dall’uso di farmaci”, ha aggiunto Michele Cicala, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia del Policlinico, che poi ha continuato: "Esercitano anche una rilevante influenza, infatti, fattori ambientali e comportamentali come la qualità del sonno, lo stress psico-fisico, il rumore, il ritmo della vita, la qualità delle relazioni e persino gli stimoli sonori e musicali”. I risultati "hanno mostrato che una dieta povera di fibre è associata a una riduzione della diversità del microbiota intestinale, una condizione che può compromettere l’equilibrio della flora batterica e aumentare la vulnerabilità dell’intestino. I pazienti con Malattia Infiammatoria Intestinale presentavano una diversità microbica marcatamente ridotta, mentre quelli con Sindrome dell’Intestino Irritabile avevano valori intermedi. Anche il livello di attività fisica risultava più basso nei pazienti rispetto ai soggetti sani, con un effetto potenzialmente sfavorevole sulla salute intestinale. In generale, è emersa una maggiore biodiversità intestinale nei soggetti residenti in ambienti rurali rispetto a quelli urbani, a conferma del ruolo dell’ambiente nella modulazione del microbiota. Un ulteriore elemento di rilievo è emerso dall’analisi della zonulina fecale, una proteina indicatrice della permeabilità della barriera intestinale: i soggetti che non seguivano un regime alimentare ispirato alla Dieta Mediterranea mostravano livelli più elevati, segnale di una compromissione della barriera mucosa intestinale". "Particolarmente interessante - prosegue il lavoro - è stato anche lo studio dei microRna, piccole molecole di Rna non codificante che regolano l’espressione genica e svolgono un ruolo cruciale nei processi infiammatori e nella funzionalità delle cellule epiteliali intestinali. Alcuni di questi microRna, come miR-24 e miR-923, sono risultati alterati nei pazienti con Ibd, suggerendo il loro coinvolgimento nei meccanismi molecolari della malattia. Anche nei pazienti con IBS sono emerse variazioni, sebbene meno marcate". "Questo convegno rappresenta un esempio concreto del nostro impegno per una sanità integrata, innovativa e centrata sulla persona”, ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale Paolo Sormani, che ha poi sottolineato come “il microbiota sia una delle frontiere più affascinanti della scienza biomedica: ricerche come quella presentata oggi ci aiutano a comprendere quanto la salute dell’intestino rappresenti effettivamente una chiave per leggere le condizioni dell’intero organismo, e quanto l’ambiente – nelle sue dimensioni ecologiche, sociali e culturali – sia un fattore determinante del benessere complessivo dell’individuo”. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'INAF riceve 1,2 milioni di euro per svelare i segreti dell'Universo oscuro

(Adnkronos) - L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha ottenuto un finanziamento di 1,2 milioni di euro dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), attraverso il Fondo Italiano per la Scienza (FIS 2). Questi fondi saranno destinati al progetto DARKER – Accurate constraints on dark energy and dark matter using strong lensing in the era of precision cosmology, una ricerca ambiziosa volta a esplorare i misteri dell'energia e della materia oscura, componenti che costituiscono circa il 95% dell'Universo. A guidare il progetto sarà la ricercatrice Cristiana Spingola dell'INAF. Il progetto DARKER si propone di scoprire nuove lenti gravitazionali di dimensioni estremamente ridotte. Questi fenomeni, che agiscono come "telescopi naturali" potentissimi, permetteranno di indagare con precisione ancora maggiore aspetti dell'Universo distante. Il concetto di lente gravitazionale, o lensing, è un effetto previsto dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein. Come spiega Cristiana Spingola, "Se un oggetto molto massiccio – come una galassia o un ammasso di galassie – si trova tra noi e una sorgente luminosa lontana – come un quasar – il suo potenziale gravitazionale può deviare la radiazione, producendo immagini multiple della sorgente di sfondo". La particolarità su cui si concentrerà DARKER è il ritardo temporale (time delay) nelle variazioni di intensità luminosa tra le diverse immagini, una proprietà cruciale per identificare oggetti finora sfuggiti all'osservazione. 
L'approccio innovativo del progetto risiede nella conduzione della ricerca di lenti gravitazionali nel dominio temporale (time-domain), un metodo inedito rispetto alle tradizionali analisi basate su immagini statiche. Per la conferma delle "candidate lenti", saranno essenziali osservazioni ad altissima risoluzione angolare. In questo contesto, l'utilizzo dei tre radiotelescopi italiani dell'INAF – il Sardinia Radio Telescope (Cagliari) e le parabole gemelle di Medicina (Bologna) e Noto (Siracusa) – in modalità VLBI (Very Long Baseline Interferometry), si rivelerà fondamentale per determinare la natura di queste rarissime lenti gravitazionali di piccolissima massa. "Sappiamo ancora troppo poco di materia ed energia oscura. Grazie a questo approccio innovativo, potremo identificare simultaneamente lenti gravitazionali molto piccole e sorgenti variabili sullo sfondo, finora invisibili con le tecniche tradizionali", ha commentato Spingola, che condurrà il progetto presso l'Istituto di Radioastronomia in collaborazione con l'Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio, entrambe sedi bolognesi dell'INAF.  Il progetto mira a identificare centinaia di nuove lenti, impiegando dati storici raccolti dai telescopi spaziali GAIA e Fermi. L'attenzione sarà rivolta in particolare a oggetti molto compatti, con masse di pochi milioni di masse solari. La loro esistenza – o l'assenza – potrebbe fornire indizi cruciali sulla vera natura della materia oscura, aiutando a distinguere tra i modelli 'freddi' e 'caldi'. La conferma definitiva della natura di questi oggetti sarà possibile solo attraverso la tecnica della Very Long Baseline Interferometry, un campo in cui l'INAF vanta una profonda esperienza e un ruolo di spicco a livello europeo. Oltre a indagare l'Universo oscuro, DARKER contribuirà alla determinazione precisa della costante di Hubble (H₀), un parametro che misura la velocità di espansione dell'Universo. "Questa misura sarà indipendente da quelle attualmente disponibili e potrà aiutare a risolvere una delle più grandi controversie dell'astrofisica moderna, la cosiddetta 'tensione di Hubble', che consiste nel disaccordo tra le stime di H₀ ottenute da osservazioni dell'universo primordiale e quelle basate su misure più vicine a noi. DARKER potrebbe rappresentare, quindi, un passo importante per fare luce sull'Universo oscuro", conclude la ricercatrice. Cristiana Spingola, originaria di Perugia e laureata in Astrofisica all'Università di Bologna, ha consolidato la sua formazione scientifica tra Italia e Paesi Bassi, conseguendo il dottorato all'Università di Groningen. Ricercatrice a tempo indeterminato dal 2023, è riconosciuta come esperta di interferometria radio e lensing gravitazionale, e contribuisce attivamente alla preparazione scientifica della prossima generazione di interferometri radio, come quelli del progetto SKA. 
Il finanziamento complessivo è stato erogato nell'ambito del macrosettore Physical Sciences and Engineering - Universe Sciences del FIS 2. I fondi FIS supportano annualmente progetti di ricerca altamente innovativi nei principali settori scientifici, adottando un modello simile a quello dell'European Research Council (ERC).  Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Reply Totem inaugura la nuova Gaming House nel cuore di Torino: un polo d'eccellenza per l'esports italiano ed europeo

(Adnkronos) - Il team esports Reply Totem ha annunciato, per mezzo di una nota ufficiale, l'apertura della sua nuova Gaming House, situata strategicamente nel centro di Torino. Questa struttura, moderna e multifunzionale, si configura come un punto di riferimento cruciale per l'evoluzione del team nel panorama esports, sia a livello nazionale che europeo. L'iniziativa mira a fornire un ambiente ottimale per i player, incentivare la creazione di contenuti di qualità e offrire spazi dedicati alla formazione, al team building e all'innovazione.  L'inaugurazione di questa Gaming House rappresenta un passo significativo nella crescita di Reply Totem, che si consolida come una realtà di spicco nel settore. Un ruolo fondamentale in questo sviluppo è rivestito dal title sponsor Reply, che da cinque anni affianca il team con una visione orientata al futuro, all'eccellenza e all'innovazione. A sostenere l'iniziativa vi sono anche ASUS ROG (Republic of Gamers) e WD_BLACK, partner tecnologici strategici che garantiscono infrastrutture hardware di ultima generazione, essenziali per assicurare ai talenti di Reply Totem le massime prestazioni sia durante i training intensivi sia nelle competizioni ufficiali.  La nuova Gaming House di Reply Totem trascende il concetto di semplice spazio fisico, configurandosi come un hub dinamico progettato per stimolare la creatività, promuovere la sinergia tra i team e facilitare l'interazione con la community. La struttura è dotata di postazioni professionali per il gaming, un'area dedicata allo streaming, spazi attrezzati per la produzione di contenuti digitali, zone relax e ambienti specifici per la formazione e il confronto tra i player. Tutti questi elementi contribuiscono a rendere la Gaming House il nuovo centro operativo per le attività esports e media di Reply Totem. 
Fabio Cucciari, CEO di Reply Totem, ha sottolineato l'importanza strategica di questa nuova sede: “La Gaming House di Torino rappresenta un tassello fondamentale nella nostra strategia di crescita. È il punto di incontro tra talento, tecnologia e passione, e uno strumento per rafforzare il posizionamento di Reply Totem nel mondo esports, sia a livello nazionale che internazionale.” Anche Teodoro Di Pede, Head of Marketing - Open Platform Business Group di ASUS Italia, ha espresso entusiasmo per questa collaborazione: “Quella con Reply Totem è una collaborazione che ha preso vita in modo del tutto naturale, alimentata da valori e visioni comuni. Sin dall’inizio abbiamo riconosciuto nel team una combinazione di professionalità, passione e ambizione che rispecchia perfettamente la visione di ROG. La Gaming House rappresenta per noi non solo un hub tecnologico all’avanguardia, ma anche un punto di incontro per la crescita e la condivisione, il luogo perfetto dove l’innovazione incontra la community. Insieme stiamo realizzando qualcosa di più grande, per dare anche reale concretezza alla promessa contenuta già nel nome del nostro brand, nell'intento di costruire una vera e propria Repubblica dei Giocatori.” ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


GeForce NOW sbarca su Steam Deck: l'esperienza di gioco cloud definitiva a portata di mano

(Adnkronos) - Il panorama del gaming portatile sta vivendo una fase di significativa evoluzione, e l'annuncio dell'applicazione nativa di GeForce NOW per Steam Deck da parte di NVIDIA segna un momento cruciale. Rilasciata in occasione di questo GFN Thursday, questa è la prima applicazione ufficiale sviluppata direttamente da NVIDIA per il celebre dispositivo portatile di Valve, promettendo di trasformare radicalmente l'esperienza di gioco in movimento. L'integrazione di GeForce NOW su Steam Deck rende lo streaming di giochi PC con qualità GeForce non solo più semplice, ma anche estremamente accessibile. Ora, i giocatori possono godere di una libreria immensa di titoli, con il vantaggio della potenza di calcolo del cloud che si estende direttamente al palmo della loro mano. Con l'arrivo di GeForce NOW, gli utenti di Steam Deck avranno la possibilità di accedere in streaming a oltre 2.200 titoli provenienti da piattaforme come Steam, Epic Games Store, PC Game Pass e altri store digitali. Questo accesso non è limitato alla compatibilità, ma si estende alla qualità visiva e alle prestazioni. Il servizio consente lo streaming con risoluzioni fino a 4K a 60 fps, supportando tecnologie all'avanguardia come HDR, DLSS 4 e NVIDIA Reflex nei giochi che le prevedono. Un aspetto fondamentale di questa implementazione è il beneficio sull'autonomia della batteria di Steam Deck. Poiché il rendering dei giochi avviene interamente nel cloud, liberando il dispositivo da questo onere computazionale, si registra un aumento dell'autonomia fino al 50% rispetto alla riproduzione locale. Questo si traduce in sessioni di gioco prolungate, offrendo ai giocatori una maggiore libertà di godere dei propri titoli preferiti ovunque si trovino. 
L'applicazione nativa di GeForce NOW è disponibile per il download sulla pagina ufficiale del servizio, garantendo un processo di installazione notevolmente semplificato rispetto alle precedenti versioni beta. Questa ottimizzazione si traduce in una migliore esperienza utente sin dal primo avvio, permettendo ai giocatori di iniziare a godere dei benefici del cloud gaming con la massima immediatezza. Per celebrare l'arrivo dell'app, sei nuovi titoli sono stati aggiunti alla libreria cloud questa settimana, ampliando ulteriormente le opzioni disponibili.  Per chi fosse interessato a esplorare il mondo di GeForce NOW, sono attualmente in corso i Summer Sale GeForce NOW. Fino al 6 luglio, è possibile approfittare di uno sconto del 40% sull'abbonamento Performance da sei mesi. Questa è un'opportunità ideale per sperimentare il servizio, sia su Steam Deck che su una vasta gamma di altri dispositivi compatibili, inclusi PC meno recenti, Mac, Chromebook, SHIELD TV e molti altri, evidenziando la versatilità della piattaforma. Per maggiori dettagli sull'implementazione e l'utilizzo dell'app su Steam Deck, NVIDIA ha reso disponibile una pagina di supporto ufficiale di GeForce NOW dedicata, dove gli utenti possono trovare tutte le informazioni necessarie al momento del rilascio dell'app. Nuovi Titoli Aggiunti Questa Settimana: 
Nice Day for Fishing (Nuovo rilascio su Steam, 29/05) 
Cash Cleaner Simulator (Steam) 
Tokyo Xtreme Racer (Steam) 
The Last Spell (Steam) 
Tainted Grail: The Fall of Avalon (Steam) 
Torque Drift 2 (Epic Games Store) ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, Osservatorio infermieri: il 58% valuta di lasciare e il 51% ha subito un'aggressione

(Adnkronos) - Quasi 6 infermieri su 10 (58%) hanno valutato l'ipotesi di lasciare la professione o di cercare opportunità lavorative all'estero, per il 22% la retribuzione è insufficiente, il 51% ha subito almeno un'aggressione, l'83% richiede una formazione più specializzata e pratica per valorizzare il ruolo infermieristico. Sono alcuni dei risultati emersi dalla prima indagine dell'Osservatorio di Club Infermieri, che ha raccolto esperienze e prospettive della categoria, fulcro del sistema sanitario italiano. Gli infermieri - ricorda una nota - rappresentano un punto di riferimento per pazienti e famiglie, un anello fondamentale nella rete dell'assistenza, tanto in ospedale quanto sul territorio, per garantire qualità, continuità e umanizzazione delle cure. Tuttavia, la crescente complessità clinico-organizzativa, la carenza cronica di personale e il limitato riconoscimento delle competenze professionali stanno mettendo sotto pressione l'intera categoria, incidendo negativamente sul benessere degli operatori e sull'efficienza complessiva del sistema. L'Osservatorio di Club Infermieri, nato proprio per ascoltare i bisogni della categoria e rispondere con servizi e strumenti concreti e mirati, ha dunque condotto la prima indagine sui protagonisti di questa categoria. Ciò che emerge dal campione intervistato, composto in prevalenza da dipendenti pubblici (69%) con elevata esperienza (il 76% ha oltre 20 anni di anzianità di servizio), è un quadro desolante e denso di criticità: dalla frustrazione per le scarse qualità del lavoro e le basse retribuzioni, alle preoccupazioni per i numerosi episodi di violenza, alla necessità di puntare sul miglioramento dei percorsi accademici. Il benessere degli infermieri risente fortemente di un equilibrio tra vita privata e lavoro percepito come insoddisfacente. Solo il 6% dei partecipanti si dichiara pienamente soddisfatto nella capacità di conciliare impegni professionali e personali, mentre oltre un quarto del campione (27%) assegna un punteggio molto basso (1 o 2 su 5), evidenziando un disagio diffuso. Al primo posto tra le criticità c'è la retribuzione, ritenuta insufficiente dal 22% del campione, seguita dalla necessità di un maggiore riconoscimento professionale (19%) e dalla cronica carenza di personale (16%), fattori che influenzano direttamente la qualità e la sostenibilità dell'assistenza. Accanto a queste, si evidenziano l'elevata responsabilità non sempre accompagnata da adeguate tutele (14%) e le limitate opportunità di carriera (14%), aspetti che alimentano il desiderio di crescita e sviluppo professionale.  In particolare, uno dei segnali più rilevanti emersi dall'indagine riguarda la necessità di riflettere sul proprio futuro professionale, con il 58% che ha valutato l'ipotesi di lasciare la professione o di cercare opportunità all'estero, mentre il 36% esclude questa possibilità e il 6% ha già compiuto questo passo. Le motivazioni che spingono a considerare questa scelta riflettono sfide strutturali da affrontare con urgenza: la retribuzione troppo bassa per il 34%, le condizioni di lavoro percepite come difficili (15%), la carenza di opportunità di crescita professionale (17%) e il desiderio di un riconoscimento più solido, simile a quello riscontrato in altri Paesi (15%). Dall'indagine emerge un quadro complesso e impegnativo della quotidianità lavorativa degli infermieri. Quasi la metà (48%) dichiara di svolgere con frequenza mansioni non coerenti con il proprio profilo professionale, mentre un ulteriore 37% lo fa occasionalmente. Parallelamente, si registra una significativa incidenza di episodi di aggressione: il 29% degli infermieri ha subito più volte violenze verbali o fisiche durante il lavoro, mentre il 51% le ha vissute almeno una volta. Questi dati sottolineano l'urgenza di interventi mirati per garantire la sicurezza degli operatori. A proporre misure volte a contrastare le aggressioni sono gli stessi operatori sanitari. Tra quelle più ricorrenti, l'istituzione di posti fissi di polizia all'interno degli ospedali, soprattutto nei pronto soccorso, e la presenza costante di personale addetto alla sicurezza o guardie giurate. Viene inoltre richiesto un aumento del personale infermieristico, per evitare il lavoro in condizioni di solitudine o sovraccarico. Molti infermieri sottolineano anche l'importanza della certezza della pena per gli aggressori, con sanzioni penali ed economiche severe, e l'equiparazione giuridica degli infermieri a pubblici ufficiali. Altre proposte includono l'adozione di barriere fisiche nei luoghi a rischio, l'educazione civica e sanitaria della popolazione, campagne informative, formazione specifica per la gestione dei conflitti, supporto psicologico post-evento e un impegno più concreto da parte delle direzioni sanitarie, delle istituzioni e degli organi professionali. L'indagine evidenzia come oltre la metà degli infermieri (54%) percepisca il percorso universitario come ancora migliorabile, segnalando la necessità di una preparazione più aderente alle sfide reali della professione. Il forte interesse per la specializzazione, espresso dall'83% dei professionisti, testimonia una grande voglia di crescita e aggiornamento continuo. Le aree maggiormente richieste - telemedicina e sanità digitale (19%), area critica (17%), assistenza domiciliare e territoriale (16%) e case management (15%) - riflettono le trasformazioni in atto nel sistema sanitario. Quando si indaga sulle necessità, emerge con chiarezza la domanda di strumenti e servizi concreti in grado di migliorare l'esperienza professionale e garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. La formazione Ecm di qualità rappresenta la priorità assoluta (21%), a conferma del desiderio di aggiornamento continuo e specializzazione. Parallelamente, un'ampia fetta di professionisti (16%) richiede assistenza legale per questioni lavorative e contrattuali. Parimerito si posiziona la richiesta di strumenti di telemedicina (16%), per facilitare il rapporto con i pazienti e innovare la pratica infermieristica. Infine, il supporto assicurativo e le consulenze su fisco, previdenza e carriera completano il quadro delle esigenze (12%). In questo contesto, Club Infermieri - conclude la nota - offre un ecosistema digitale innovativo, pensato su misura per le esigenze degli infermieri italiani, che qui possono trovare oltre 200 corsi Ecm online, esperienza formativa immersiva, tutela legale e servizi assicurativi, spazio per il networking con i colleghi per aumentare le proprie opportunità professionali, servizi per l'assistenza domiciliare, sconti e convenzioni, un programma fedeltà e anche un assistente personale dedicato per completare la formazione senza difficoltà. Maggiori informazioni sul sito di Club Infermieri. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ambiente e inclusione, la responsabilità sociale fa bene a territori e comunità

(Adnkronos) - Con oltre 280 progetti realizzati, 327 ettari di territorio rigenerati, il supporto di oltre 60 aziende sostenitrici e il coinvolgimento di più di 200 soggetti tra enti locali, associazioni e cooperative, le campagne di Csr promosse da Legambiente e AzzeroCO2 sono espressione di un modello di Responsabilità Sociale d'Impresa capace di dimostrare come l'impegno collettivo, guidato da una visione condivisa, possa tradursi in azioni capaci di rispondere in modo efficace alle esigenze dei territori e delle comunità. E' quanto emerso durante l’evento 'Connessioni Sostenibili' tenutosi oggi, 29 maggio, a Milano, presso Avanzi Coworking, in cui sono stati presentati i risultati raggiunti con le campagne Mosaico Verde, Ortofrutteto Solidale Diffuso ed EnergyPop, promosse da Legambiente e AzzeroCO2 con il sostegno di imprese che hanno integrato la Csr nelle loro strategie aziendali.  Nel suo settimo anno, Mosaico Verde concretizza l'impegno di ampliare la propria visione, andando oltre la rigenerazione delle aree verdi per sostenere la tutela degli ecosistemi a rischio, inclusi quelli marini. Nata come iniziativa per la forestazione di nuove aree verdi e la tutela di quelle esistenti, con oltre 334mila alberi piantati, più di 230 progetti realizzati e 19 regioni coinvolte, la campagna è stata in grado di generare benefici economici e sociali complessivi per un valore di oltre 1 milione e 600mila euro per ogni anno di vita degli impianti arborei e arbustivi messi a dimora.  Oggi Mosaico Verde approfondisce il suo legame con i territori guardando agli ecosistemi nel loro complesso, dalla terra al mare, per proteggere il patrimonio naturale del Paese. Tra le iniziative di tutela e ripristino degli ecosistemi realizzate nell’ultimo anno rientra il recupero delle reti fantasma. Con gli interventi pilota realizzati a Santo Stefano al Mare (IM) e Polignano a Mare (BA), sono stati recuperati oltre 5 quintali di reti e rifiuti abbandonati, restituendo nuova vita ai fondali e sensibilizzando sull’urgenza di proteggere il pianeta blu. Un’altra iniziativa volta alla tutela degli habitat si è concentrata sulla salvaguardia dell'orso bruno marsicano, una specie endemica e la cui popolazione conta oggi circa cento esemplari. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per garantire la sua sopravvivenza, si è puntato al ripristino del suo habitat con interventi mirati, come il recupero e la manutenzione di piante da frutto autoctone essenziali per la sua alimentazione e il ripristino di aree prative.  La Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso rappresenta invece un esempio di come sia possibile coniugare la promozione della biodiversità e l’inclusione sociale, creando un impatto positivo sia sul territorio sia sulle comunità. Con 50 ortofrutteti solidali realizzati e circa 3mila alberi da frutto piantati in collaborazione con 35 cooperative sociali, l’iniziativa ha portato nuova vita e opportunità in aree gestite da realtà impegnate nel sociale. Questi spazi, affidati ad associazioni e cooperative, sono stati trasformati in veri e propri laboratori di seconde possibilità, dove ambiente e persone si incontrano per generare valore condiviso.  Un’attività che si distingue per la sua capacità di andare oltre l’aspetto ambientale, offrendo opportunità di formazione e inclusione a persone in condizioni di fragilità, tra cui giovani, migranti e soggetti svantaggiati. Grazie al sostegno delle imprese che hanno investito nella creazione di nuovi orti e frutteti, le cooperative hanno potuto coinvolgere oltre 1.000 donne e uomini impegnati in agricoltura e nella trasformazione dei prodotti, in un progetto di rinascita personale e ambientale. Tra questi, i detenuti del Carcere di Sollicciano (FI) e di Taranto, i ragazzi ospitati dalla Cooperativa Capodarco a Roma e le persone accolte dalla Coop. Sociale Altereco di Cerignola che opera a fianco di individui provenienti da percorsi di giustizia riparativa, ex-detenuti e soggetti fragili.  In un’Italia dove oltre 2 milioni di famiglie vivono in povertà energetica (Oipe), EnergyPop unisce la transizione energetica e la giustizia sociale, facendo del fotovoltaico uno strumento nella lotta alle disuguaglianze. La campagna mira a incrementare l’accesso all’energia pulita e solidale, sostenendo famiglie in condizioni di vulnerabilità energetica e offrendo un contributo alla decarbonizzazione del sistema energetico nazionale. Ad oggi sono stati installati oltre 40 kW di potenza fotovoltaica su tre edifici di edilizia residenziale pubblica a Firenze, Empoli e Catania, portando energia rinnovabile a 130 nuclei familiari.  Grazie al sistema di Energy Sharing, l’energia prodotta dagli impianti viene condivisa con le utenze delle famiglie che hanno difficoltà a soddisfare i propri bisogni energetici primari. Questo ha permesso di ridurre anche l’impatto ambientale, evitando l’emissione di oltre 17mila kg di CO2 all’anno. La scelta di EnergyPop è chiara: intervenire su edifici di edilizia residenziale pubblica e su strutture gestite da cooperative sociali. Questa decisione nasce dalla volontà di agire direttamente nei luoghi dove l'accesso all'energia rappresenta una necessità urgente, sostenendo le comunità più vulnerabili e rispondendo ai loro bisogni quotidiani. Nei prossimi mesi verranno installati nuovi impianti di fotovoltaico sociale proseguendo l’impegno per una transizione energetica inclusiva e sostenibile.  "I progetti realizzati con Mosaico Verde, EnergyPop e Ortofrutteto Solidale Diffuso ci insegnano una lezione semplice ma potente: la sostenibilità non è un percorso solitario, ma un viaggio collettivo. Ogni albero piantato, ogni comunità coinvolta, ogni famiglia supportata nasce da una rete di collaborazioni che unisce competenze, visioni e volontà. È questo il vero valore aggiunto: riconoscere che la forza del rinnovamento risiede nella capacità di fare rete, di lavorare insieme per obiettivi comuni - ha dichiarato Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2 - La sfida ora è andare oltre: consolidare le connessioni create, ampliare il raggio d’azione e continuare a provare con i fatti che un modello di sviluppo diverso è possibile”.   “Legambiente ha sempre lavorato per dimostrare che la sostenibilità è una strada da percorrere insieme. Le campagne di Csr che realizziamo con AzzeroCO2, grazie al supporto delle imprese e di tutte le realtà coinvolte, evidenziano come la collaborazione e la condivisione degli obiettivi non solo amplificano l'impatto delle azioni, ma contribuiscono a diffondere una cultura condivisa di rispetto per l'ambiente e per le persone”, ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. "Grazie a questo lavoro congiunto - ha concluso Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - stiamo trasformando idee e strategie in risultati concreti. È un modello basato sul dialogo e sull'impegno condiviso, capace di promuovere un cambiamento culturale in grado di affrontare le complessità di oggi e di domani. Un futuro che non aspettiamo passivamente ma che scegliamo di creare, con coraggio e determinazione".  ---sostenibilita/csrwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Assosomm, Rosario Rasizza confermato presidente per il quarto mandato consecutivo

(Adnkronos) - L’assemblea di Assosomm, Associazione italiana delle agenzie per il lavoro, ha rinnovato il proprio consiglio direttivo, confermando Rosario Rasizza alla presidenza per il quarto mandato consecutivo. Nel corso della riunione sono stati eletti come vicepresidenti Gianni Quatera e Michele Borghi. Il nuovo consiglio direttivo passa da 7 a 9 componenti, a testimonianza della volontà dell’Associazione di rafforzare ulteriormente la propria rappresentanza e capacità d’azione. Oltre a presidente e vicepresidenti, faranno parte del consiglio anche Claudia Ciotola, Davide Ferraro, Paolo de Vincentiis, Nicoletta Spina, Pietro de Padova, Luca Giovannone. Soraya Zanella è confermata nel ruolo di segretario generale, mentre Francesco Salvaggio continua a ricoprire la carica di presidente emerito. Rosario Rasizza, presidente confermato di Assosomm, dichiara: "Essere riconfermato alla guida dell’Associazione è per me motivo di grande orgoglio, ma anche di responsabilità. Il nostro settore ha vissuto trasformazioni profonde e oggi la somministrazione si dimostra uno strumento fondamentale per costruire un mercato del lavoro più moderno, efficiente e inclusivo. La recente approvazione del Collegato lavoro 2025 e della legge 203/2024 rappresentano un punto di svolta importante: per la prima volta, il legislatore ha riconosciuto con chiarezza il valore e la dignità del lavoro somministrato, equiparandolo sotto vari aspetti al lavoro diretto e rimuovendo ostacoli ingiustificati che ne limitavano l’efficacia. Le recenti riforme legislative hanno dunque confermato il ruolo strategico della somministrazione". "Ma - avverte - non si tratta solo di norme: stiamo parlando di persone, di lavoratori che trovano attraverso la somministrazione un’occupazione regolare, stabile, tutelata. Penso ad esempio all’esonero dalla causale per disoccupati di lunga durata o per chi appartiene a categorie svantaggiate: non è solo un passaggio tecnico, è un atto di inclusione sociale. E' la possibilità concreta per migliaia di individui di tornare protagonisti nel mondo del lavoro". "La nostra associazione - sottolinea - continuerà a lavorare per semplificare il quadro normativo, ridurre le incertezze, cito soltanto la questione delle missioni superiori ai 24 mesi, e rafforzare il ruolo delle Agenzie come garanti di legalità, trasparenza e crescita. Laddove le Agenzie sono presenti e operative, si registra un calo significativo del lavoro nero: è la dimostrazione tangibile del nostro impatto positivo sul sistema Paese". "Abbiamo davanti a noi - spiega - sfide complesse, ma anche un’opportunità unica per costruire un mercato del lavoro più umano, più giusto e capace di valorizzare ogni percorso professionale. Continueremo a farlo con determinazione, dialogando con le istituzioni, ascoltando le imprese e mettendo al centro i lavoratori. La somministrazione non è una formula contrattuale: è una risposta concreta ai bisogni reali del presente e una visione ambiziosa per il futuro". Il nuovo consiglio direttivo sarà pienamente operativo già da oggi e accompagnerà l’azione di Assosomm nel promuovere un mercato del lavoro sempre più trasparente, equo e orientato alla crescita delle competenze e al dialogo con le istituzioni e tutte le parti sociali. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)